Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (191 KB)

Versione HTML base



Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 1051 del 07/03/2001


STIFFONI. Signor Presidente, siamo di fronte a una situazione che ha del paradossale. Da anni si sostiene l'esercizio del voto degli italiani all'estero. In questa legislatura, che fra poche ore si concluderà, siamo riusciti a modificare ben tre articoli della Costituzione con uno schieramento trasversale.

Da più parti sono stati lanciati messaggi definitivi ai nostri connazionali, anche attraverso la prima Conferenza degli italiani nel mondo. Ma ora ci siamo nuovamente impantanati con una legge ordinaria che regolamenta tale esercizio. I commenti che da più parti si susseguono sono i più disparati e l'impressione che se ne può ricavare è quella di una forte ingerenza preelettorale e di una caduta di serenità che fatalmente si è trasformata in una angoscia da sconfitta.

Non voglio assolutamente partecipare al cosiddetto "gioco del cerino" che non è certamente un gioco di abilità ma, al contrario, è un misero comportamento. Tuttavia, bisogna ammettere con estrema chiarezza che la sinistra di Governo non era e non è disponibile a rinunciare a spartire, con i vecchi metodi, 18 parlamentari da sottrarsi ai collegi metropolitani.

Compagni della sinistra, a questo punto penso sia opportuno da parte vostra un atto di onestà. Dopo le modifiche costituzionali sull'argomento c'era tutto il tempo per esprimersi con una legge che regolamentasse il voto degli italiani all'estero. Non lo avete voluto, incardinando anche questa possibilità per i nostri connazionali in quella riforma elettorale che sapevate benissimo non sarebbe mai andata in porto anche perché voi non lo avete voluto.

Come avete portato avanti fino alle estreme conseguenze la legge - e il referendum che ne conseguirà - sul decentramento centralista, ovvero "antifederalismo" che si concluderà domani, così avreste potuto fare per i nostri connazionali solo se lo aveste voluto. Poteva essere anche questa una legge blindata secondo il vostro stile, ma non lo avete voluto.

Su questo provvedimento la Lega Nord non ha presentato - pur contribuendo ai lavori in Commissione - alcun emendamento anche per velocizzarne il più possibile l'iter.

Ma questa è storia di ieri. Oggi, nonostante le promesse e le sollecitazioni arrivate da ogni dove, verrà ufficializzato che i nostri connazionali dovranno aspettare che la Casa delle libertà, se ne avrà il mandato dagli elettori, dia loro la possibilità di sentirsi ancora parte di questo Paese. (Applausi dai Gruppi LFNP e FI).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Elia. Ne ha facoltà.