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Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 1051 del 07/03/2001


MAZZUCA POGGIOLINI. Signor Presidente, gli italiani all'estero sono una grande realtà democratica che ha sviluppato grandi attese, proprio grazie all'attenzione che è stata loro riservata specialmente negli ultimi anni, ed è molto apprezzabile la loro volontà di restare uniti all'Italia e di partecipare alla nostra vita comunitaria.

Ritengo che questa legislatura abbia dato una grande prova di attenzione nel momento in cui le Camere, lavorando, hanno prodotto la necessaria modifica costituzionale dopo le prescritte letture nei due rami del Parlamento.

Certo, l'ideale sarebbe stato arrivare fino in fondo non in termini formalistici, ossia soltanto legislativi, ma in termini sostanziali consentendo quindi che gli italiani all'estero potessero effettivamente votare già dalla prossima competizione elettorale.

Oggi si è preso atto della mancanza del tempo necessario per consentire concretamente l'esercizio del diritto di voto degli italiani all'estero. Di chi è la colpa? Non lo so. So che ognuno ha meriti e colpe; ognuno nella propria coscienza può vedere se si è voluto veramente realizzare questa legge e andare incontro alle esigenze dei nostri connazionali.

Per quanto riguarda i Democratici - il Sottosegretario per gli affari esteri ci rappresenta - tale volontà c'è stata, è stata forte, conclamata, partecipata e dimostrata con una serie di atti anche un po' clamorosi. Qualcuno forse ricorda quella ripetizione di voto durante le procedure di riforma costituzionale operate proprio in questo ramo del Parlamento.

Purtroppo dovremo aspettare la prossima legislatura per concludere questa vicenda e chiedo formalmente a coloro che ne faranno parte - mi auguro di essere tra questi ma non ne sono ovviamente certa, come penso nessuno qui dentro - di riprendere immediatamente in esame la questione per definirla con la dovuta, doverosa e democratica migliore soluzione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Migone. Ne ha facoltà.