ELIA. Signor Presidente, il Gruppo Popolare si associa all'apprezzamento per il lavoro svolto dalla relatrice e dalla Commissione affari costituzionali per costruire su un terreno di assoluta novità, un terreno sconosciuto, tutta una serie di istituti che avrebbero dovuto consentire fin da ora l'esercizio del diritto di voto agli italiani residenti all'estero.
Purtroppo, malgrado l'impegno dispiegato, in sede di Conferenza dei Capigruppo - e credo di non rivelare un segreto - il Ministro dell'interno ha affermato e noi ne abbiamo preso atto che non vi era la disponibilità di novanta giorni che avrebbero dovuto consentire tutti gli adempimenti necessari - dopo lo scioglimento delle Camere - per rendere possibile e soprattutto garantito in termini di autenticità e democraticità il voto per corrispondenza da parte dei cittadini italiani residenti all'estero. Prendiamo atto che questa constatata impossibilità conclude una legislatura che aveva fatto moltissimo perché si arrivasse ad un esito positivo, soprattutto a livello costituzionale, con la modifica degli articoli 48, 56 e 57 della Costituzione.
Era una vecchia ispirazione che avevamo seguìto.
Non dimenticherò che nel 1993 una legge che avrebbe consentito fin da allora l'esercizio del diritto di voto degli italiani all'estero è stata sacrificata qui in Senato ad esigenze contrapposte. Noi fin da allora ci battevamo per ottenere questo risultato che in prima deliberazione alla Camera aveva trovato il consenso della maggior parte dei deputati, così come era avvenuto in Senato, sempre in prima deliberazione.
Pertanto, nessuno più di noi, da un così lungo tempo trascorso, da un impegno profuso a più riprese, può valutare, constatare, prendere atto con rammarico profondo di quello che è accaduto.
Tuttavia, da questa impossibilità, in questa situazione che non è stata contraddetta - non sono state certamente contraddette le parole del Ministro, da quanto ci è stato comunicato dal Sottosegretario per gli affari esteri -, dal complesso di queste considerazioni, cioè, prendono le mosse i tentativi che verranno fatti nella prossima legislatura affinché gli eventuali inconvenienti derivanti dall'esercizio del diritto di voto nei Paesi esteri possano essere ridotti assolutamente al minimo e possano essere garantiti sia l'esercizio del voto, sia l'assoluta autenticità e l'assoluta democraticità dello stesso.
Con questo augurio e con questo auspicio il Gruppo del Partito Popolare Italiano prende atto con rammarico della conclusione di questa vicenda.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Mazzuca Poggiolini. Ne ha facoltà.