BRUTTI, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, colleghi, nei mesi scorsi abbiamo approvato un'importante legge costituzionale in materia di voto degli italiani residenti all'estero. Il Governo ha il dovere di compiere tutti gli atti necessari per dare attuazione a quelle nuove norme ed è altrettanto doveroso che il Governo operi con vigore per assicurare un pieno, libero e corretto funzionamento del meccanismo elettorale.
Proprio per questo dobbiamo rappresentare realisticamente l'insieme dei problemi che vanno affrontati, le difficoltà da superare e spiegare quali sono i singoli atti da compiere per rendere effettivo il voto previsto dalla legge costituzionale. Da parte di quest'Assemblea vi è stato l'amplissimo riconoscimento della validità del lavoro compiuto nel corso della presente legislatura, che ha prodotto un risultato di grande portata ed irreversibile.
Tuttavia, sappiamo che restano da affrontare e risolvere diverse questioni, che vi sono problemi di attuazione che anche questa sera sono stati messi a fuoco con una larga convergenza di giudizi: si tratta di problemi che non si esauriscono nell'approvazione della legge.
Come ricordava il collega Schifani, su alcuni aspetti del testo che, dopo un serio lavoro compiuto dalla Commissione affari costituzionali, giunge all'esame dell'Aula, è ancora aperta la discussione parlamentare. Tuttavia, la legge è necessaria per le intese, per le procedure elettorali e naturalmente senza di essa nei mesi scorsi non è stato possibile procedere.
Dunque, dobbiamo avere chiaro che per l'esercizio del voto è necessaria l'approvazione di questa normativa, ma sono altrettante necessarie talune procedure che, per essere poste in atto, richiedono tempi non certamente brevi, mentre va considerato che il presente disegno di legge giunge all'esame dell'Assemblea del Senato ormai alla conclusione della legislatura.
A causa della complessità delle procedure e della lunghezza dei tempi necessari, io credo che in quest'Aula sia diffusa la consapevolezza del fatto che il voto in forme certe, trasparenti e del tutto credibili non sarebbe praticabile nella prossima tornata elettorale, che è vicinissima, anche se fossimo in grado di approvare il disegno di legge questa notte o domani mattina, superando o risolvendo i problemi che - come è stato detto in quest'Aula - sono tuttora aperti.
In verità, secondo le disposizioni contenute nell'articolo 10 del testo in esame, il Ministero dell'interno dovrebbe inviare i plichi elettorali non oltre trenta giorni prima della data delle elezioni agli elettori residenti all'estero, sulla base degli elenchi AIRE e consolari.
L'accertamento presso i comuni della capacità elettorale degli iscritti in quegli elenchi richiede tempi che non sono brevi, circa due o tre mesi, data la difficoltà di individuare con esattezza gli elementi necessari: esatti nominativi, indirizzi, comuni di iscrizione nelle liste elettorali.
Inoltre, i dati contenuti nell'AIRE o comunque nei cosiddetti archivi consolari, che sono già diversi gli uni dagli altri, vanno poi verificati con le posizioni anagrafiche dei singoli comuni italiani, i soli in grado di attestare la capacità elettorale degli iscritti. Ad esempio, in occasione delle elezioni europee, tale verifica, seppur limitata ai soli Paesi dell'Unione europea, comportò diversi mesi di lavoro.
In caso di mancata verifica, infatti, il plico elettorale verrebbe inviato anche a cittadini non aventi diritto di voto e, al tempo stesso, si rischierebbe di spedirlo ad elettori di cui è incerto o errato il recapito.
Pertanto, per porre in condizione la Direzione generale dell'amministrazione civile del Ministero dell'interno di organizzare il procedimento e lo scrutinio del voto degli italiani all'estero, è indispensabile che la legge che lo disciplina entri in vigore almeno 70 giorni prima della data fissata per la consultazione elettorale. Naturalmente questi tempi vanno individuati e dobbiamo essere consapevoli della complessità delle procedure al fine di prevedere la corretta attuazione dei meccanismi di voto degli italiani all'estero per le elezioni politiche nazionali.
È evidente che un'organizzazione elettorale non completamente trasparente, non certa, non affidabile per tutti, con riguardo alla individuazione degli aventi diritto e alle modalità di esercizio del diritto di voto, avrebbe un impatto gravemente negativo; toglierebbe tutti quegli elementi di validità - o almeno li metterebbe in discussione - che noi abbiamo riconosciuto nell'importante innovazione introdotta in questa legislatura.
Questi sono i fatti; questo è quello che realisticamente il Ministero dell'interno deve dire: procedure complesse, tempi lunghi, o almeno non brevi. Naturalmente, c'è l'esigenza di indurre l'Amministrazione al massimo dell'impegno e, tuttavia, questa è la previsione verosimile che siamo in grado di avanzare.
Ritengo che dal dibattito di questa sera scaturisca da parte dei Gruppi parlamentari e delle forze politiche un impegno, che il Governo in questo momento sottoscrive. Esso, naturalmente, vincola le forze politiche che compongono il Governo stesso e gli uomini che attualmente lo rappresentano.
Si tratta dell'impegno a risolvere comunque e in tempi rapidi tutti i problemi tecnici che ho enunciato e che l'attuazione delle norme costituzionali comunque implica. Questi problemi riguardano il testo definitivo della legge e le modalità concrete di organizzazione del voto.
Noi tutti ci auguriamo - mi pare che l'augurio sia generale, a parte dissensi storici che ci sono stati fin dall'origine su questa innovazione costituzionale - che, dal momento che il disegno di legge arriva con ritardo all'esame parlamentare, cioè alla fine della presente legislatura, vi sia comunque per esso una corsia preferenziale nella prossima. Il testo fondamentale io immagino che sarà quello oggi al nostro esame, elaborato con l'impegno di tutta la Commissione affari costituzionali e della relatrice, alla quale è andato l'apprezzamento di tutte le parti politiche e anche quello del Governo.
A questo testo potranno essere apportate ulteriori modifiche sui punti che si è detto essere tuttora oggetto di discussione, ma l'impegno che può rassicurarci è quello che, nella prossima legislatura, si torni presto ad esaminarlo, avendo quindi tutto il tempo per individuare le procedure tecniche di attuazione, per giungere al completamento del disegno tracciato con la nuova legge costituzionale e per garantire, in modo certo e corretto, il diritto di voto dei cittadini italiani all'estero.