DANIELI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, anch’io voglio esprimere, da un lato, soddisfazione, così come ha fatto la relatrice, senatrice D’Alessandro Prisco, e nello stesso tempo amarezza, perché mi rendo conto che siamo arrivati ormai alla fine della XIII legislatura, con tempi contratti, e ho la sensazione che la legge ordinaria, anche per le ragioni che poi saranno illustrate dal sottosegretario Brutti, probabilmente avrà difficoltà ad essere attuata.
Esprimo da un lato soddisfazione perché (come ricordava giustamente il Presidente della Repubblica, ma come ha ricordato anche in diverse occasioni, compresa l’ultima Assemblea generale del Consiglio degli italiani all’estero, l’onorevole Mirko Tremaglia) un grande risultato è stato raggiunto, quello di due modifiche costituzionali, relative all’articolo 48 e agli articoli 56 e 57; modifiche attese per molti anni, anzi per la verità per alcuni decenni; modifiche compiute in questa legislatura; modifiche che segnano una tappa fondamentale per la concreta realizzazione del diritto di voto, già riconosciuto naturalmente ai nostri connazionali all’estero, ma scarsamente esercitato per le note difficoltà connesse al rientro in Italia e all’espressione del voto presso i seggi.
Questo è un risultato, una tappa che dev'essere ricordata. Abbiamo lavorato al progetto di una legge attuativa delle modifiche costituzionali, io credo, con grande impegno; è venuto fuori un disegno di legge interessante, sperimentale, nel senso che è la prima volta che nell'ordinamento italiano si introducono strumenti quali il voto per corrispondenza, l'opzione, il meccanismo attuativo della circoscrizione Estero.
È un buon disegno di legge, che naturalmente può essere ancora migliorato, in cui sono contenuti elementi di grande innovazione, quale, ad esempio, la realizzazione, finalmente, dell'anagrafe unica degli italiani residenti all'estero, la cui mancanza è stata un fattore perdurante nel sistema italiano che ha creato, nel corso degli anni, anzi nel corso dei decenni ormai, una diversità dal punto di vista dell'individuazione dei connazionali residenti all'estero, anche in connessione con l'esercizio del diritto di voto; tale diversità si supera, appunto, attraverso la realizzazione dell'anagrafe unica.
C'è la previsione di cui all'articolo 6, relativa all'individuazione delle ripartizioni nell'ambito della circoscrizione Estero, individuazione che il Governo ha condiviso al fine di garantire ad ogni grande area geografica una rappresentanza parlamentare, tenendo conto della diversa dislocazione e della diversa consistenza delle nostre comunità all'estero.
Sono previste le intese, che in qualche caso sono già state realizzate (si tratta, naturalmente, dei Paesi appartenenti all'Unione europea, nei quali gli italiani residenti all'estero hanno già avuto la possibilità di esprimere il proprio voto presso seggi organizzati nei nostri consolati), mentre altre intese dovranno essere negoziate con i Paesi non appartenenti all'Unione europea. È infine prevista l'estensione di questa normativa al referendum.
Dunque, in questo disegno di legge vi sono elementi assolutamente positivi. Dovrà sicuramente essere realizzato un lavoro di integrazione per quanto riguarda gli italiani temporaneamente residenti all'estero, per i quali credo che vada sviluppata un'iniziativa al fine di consentire anche a loro - naturalmente non nell'ambito della circoscrizione Estero - l'esercizio del diritto di voto in loco. Ormai gli italiani temporaneamente residenti all'estero assommano a un numero considerevole: basti pensare agli italiani impegnati all'estero per lavoro e ai nostri militari che partecipano a missioni di pace nei diversi Paesi. Questo è un problema per il quale è necessaria un'integrazione.
Abbiamo lavorato - lo ricordava prima la senatrice D'Alessandro Prisco - all'elaborazione di una norma transitoria, proprio per cercare di dare un'immediata attuazione alle riforme costituzionali. Oggi anche questa norma transitoria incomincia ad avere un po’ il fiato corto (ma su questo interverrà più puntualmente il sottosegretario Brutti), prevedendo essa stessa, alla lettera c), una serie di adempimenti in capo alla Ministero dell'interno. Ma abbiamo lavorato a questa norma transitoria proprio per cercare di dare attuazione alle modifiche costituzionali. Chiaramente si tratta di una norma transitoria che in qualche modo brutalizza le disposizioni previste a regime dall'articolato.
La disposizione transitoria muove dall'esigenza dell'immediata attuazione e sconta evidentemente l'urgenza che ha dettato la stesura della norma di cui all'articolo 23. Nella norma transitoria scompare, infatti, il diritto di opzione previsto dalle norme a regime. Per l'invio diretto del plico elettorale vi è una esclusiva di attribuzioni in capo al Ministero degli esteri e alla rete diplomatica consolare, mentre tutti gli oneri sono conferiti al Ministero dell'interno. Vi è quindi una semplificazione, forse un po' estrema, dettata dall'esigenza dell'urgenza.
Signor Presidente, dopo una rassegna degli elementi positivi che ho riscontrato nel lavoro compiuto, ricordo in conclusione che la tappa fondamentale è quella della modifica costituzionale. In maniera trasversale si è lavorato ad essa per molti anni e alla fine è stata conseguita. Sono convinto che il Senato discuterà della legge ordinaria con grande attenzione; il collega Brutti interverrà quindi per fornire il punto di vista del Ministero dell'interno e per tirare le conclusioni della discussione che si svilupperà.