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Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 1009 del 26/01/2001


RANIERI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, onorevoli senatori, l'Italia si conforma al dettato delle risoluzioni delle Nazioni Unite, il cui rispetto da parte di Baghdad costituisce la condizione del ritorno alla normalizzazione delle relazioni internazionali dell’Iraq.

Nella consapevolezza della drammatica situazione in cui versa la popolazione irachena, frutto di dieci anni di sanzioni, il Governo si sta impegnando per una revisione e un alleggerimento del regime delle sanzioni, nella prospettiva di un loro superamento. L’azione italiana a tal fine si muove su di un duplice binario: multilaterale e bilaterale. In sede ONU il Governo è impegnato perché si giunga all’accoglimento di un'interpretazione meno restrittiva della risoluzione 1284 e delle altre pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza; in ambito comunitario l’Italia figura tra i primi sostenitori del Piano d’azione umanitario a favore dell’Iraq.

Quanto allo sblocco dei beni, è stato finora possibile sbloccare quelli iracheni limitatamente alle spese dell’ambasciata irachena presso la Santa Sede. Lo sblocco è stata deciso con un decreto del Presidente del Consiglio sulla base di un principio dettato dalla necessità di garantire la rappresentatività dell’Iraq presso la Santa Sede.

Il dialogo con l’Iraq a livello governativo conosce un'intensificazione. Nel giugno dello scorso anno è venuto in visita ufficiale il presidente dell’Assemblea Nazionale di Baghdad Hammadi, in ottobre il Ministro dell’istruzione superiore e il Vice ministro degli esteri sono venuti a Roma a capo di una nutrita delegazione governativa. Nel corso di una visita privata, su invito della Fondazione "Beato Angelico", nei giorni scorsi il Ministro della sanità iracheno è stato ricevuto dal ministro Dini.

Tali sviluppi nei rapporti bilaterali con l’Iraq si riflettono nella decisione del Governo di potenziare la nostra rappresentanza a Baghdad, operazione che è in fase di attuazione. Accanto alla creazione di un ulteriore posto di funzionario diplomatico presso la delegazione, sono state previste più ampie competenze della sede, segnatamente nel campo del riconoscimento dei titoli di studio, ai fini del rafforzamento della collaborazione in campo culturale.

Per quanto concerne poi le iniziative di sostegno umanitario, gli interventi si sono finora concretizzati in particolare nella realizzazione di iniziative sul piano dell’emergenza. Attraverso il canale bilaterale si è avviato, già dall’agosto del 1999, un programma di riabilitazione dell’ospedale di Al Nouman di Baghdad, la più importante struttura ospedaliera del Paese con un bacino di utenza di circa due milioni di persone. L’intervento prevedeva un importo di 2 miliardi e mezzo di lire, ai quali si sono aggiunti finanziamenti per ulteriori 2 miliardi e mezzo nel 2000. Finora è stata realizzata la riabilitazione edilizia e quella della rete elettrica; sono stati, inoltre, ampliati alcuni reparti medico-sanitari oltre alla fornitura di arredi e macchinari.

L’Italia sostiene, inoltre, che vadano agevolati i voli a carattere umanitario per portare sostegno alla popolazione irachena e, di concerto con i Dicasteri dei trasporti e delle finanze, è stata individuata una procedura che facilita l’operatività di voli con carico umanitario.

Sul piano multilaterale l’Italia ha finanziato l’invio di medicinali e aiuti alimentari tramite organizzazioni internazionali come il PAM, l'UNICEF, la Croce Rossa e l'Ufficio umanitario della Commissione Europea.

Quanto alla cooperazione non governativa, alcune organizzazioni non governative, già presenti da tempo in Iraq e coadiuvate anche da istituzioni ospedaliere e universitarie, verranno nei prossimi mesi coinvolte in un programma sinergico coordinato da un unico responsabile designato dal Ministero degli affari esteri.

Questo è il quadro degli sforzi in cui è impegnato il nostro Paese per contribuire, nella misura possibile, ad alleviare le sofferenze della popolazione civile irachena nell'ambito di un impegno politico teso a creare le condizioni di un superamento delle ragioni e delle cause di quel conflitto in quella parte del mondo.