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Legislatura 13¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 995 del 10/01/2001


Comunicazioni del Governo sulla vicenda dell'uranio impoverito

Approvazione della proposta di risoluzione n. 63 e, con modificazioni, della proposta di risoluzione n. 60. Reiezione delle proposte di risoluzione nn. 59 e 61

PRESIDENTE. comunicazione dei tempi assegnati ai singoli Gruppi parlamentari per la discussione. (v. Resoconto stenografico).

MATTARELLA, ministro della difesa. Sulla vicenda dell'uranio impoverito è necessario evitare sia la costruzione di tesi precostituite o di verità di tipo politico o militare, sia il moltiplicarsi di notizie senza riscontro, garantendo invece il prioritario accertamento delle diverse patologie verificatesi che hanno riguardato militari che hanno operato in Bosnia e in Kosovo. Lo scorso 22 dicembre è stata istituita una Commissione di indagine medico-scientifica, cui è stata assicurata piena possibilità di accesso alle fonti di informazione. È stato altresì creato un Gruppo operativo di assistenza sanitaria ai militari. Inoltre, è stato definito una nuovo protocollo di controlli, reiterati nel tempo, da effettuare prima e dopo le missioni all'estero, che verrà applicato anche a tutti i militari impegnati in passato; si è previsto il mantenimento in servizio del personale ammalato, mentre occorrerà quanto prima prestare attenzione al personale civile impiegato nelle stesse zone. Inoltre, il monitoraggio e la bonifica del territorio interessato dai bombardamenti hanno consentito di verificare che i livelli di inquinamento sono inferiori alle soglie di rischio e non riguardano le acque ed il terreno circostante. L'ONU e l'Italia sono state informate dell'impiego di tali munizionamenti in Bosnia nel 1994 e nel 1995 soltanto in tempi recenti e a seguito di esplicite richieste di chiarimenti da parte italiana. In merito alla potenziale pericolosità dell'uranio impoverito, su cui è necessario effettuare tutti i dovuti accertamenti, il Governo italiano ha fornito immediata informazione al Parlamento e si è fatto promotore di un processo di riflessione a livello internazionale sulle procedure, sulle reciproche informazioni e sulla trasparenza in ambito NATO; nel Comitato politico l'Italia ha avanzato precise richieste, il cui esame sarà affrontato nell'odierna riunione del Consiglio atlantico. Non esiste comunque attualmente alcun tipo di contrasto tra l'Italia e la NATO. La dislocazione del contingente italiano in determinate zone del Kosovo rispondeva a esigenze di continuità con altre truppe italiane già presenti in Albania. Le missioni di pace in Bosnia e in Kosovo sono state indispensabili per promuovere un processo di stabilizzazione nella ex Jugoslavia e di pacificazione dei Balcani, ed in tal senso occorre ribadire riconoscenza ai militari impegnati, ai quali è comunque necessario garantire le condizioni di massima sicurezza possibile. (Applausi dai Gruppi PPI, DS e UDEUR e del senatore Pinggera. Molte congratulazioni).

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione.

RUSSO SPENA (Misto-RCP). L'esposizione del Ministro della difesa è apparsa deludente ed ipocrita, alla luce dei numerosi strumenti di sindacato ispettivo presentati nel corso di questi anni sull'utilizzo delle armi ad uranio impoverito, cui il Governo ha risposto negando o minimizzando il problema. Peraltro, non risponde a verità l'affermazione che tali armi siano consentite dal diritto internazionale, poiché il loro utilizzo dovrebbe essere escluso dagli articoli 35 e 55 del protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1977. Di fronte agli effetti devastanti dell'uranio impoverito sulla popolazione civile e sui territori, oltre che sui militari impegnati nell'area, il Governo italiano ne deve chiedere l'immediata messa al bando ed il divieto di uso nei poligoni di tiro e di stoccaggio. Inoltre è necessario attribuire alle patologie rilevate negli ultimi mesi lo status di malattia di servizio, assicurare un adeguato indennizzo alle famiglie colpite, bonificare le aree interessate ed approntare misure di protezione sanitaria per le popolazioni. (Applausi dal Gruppo Misto-RCP. Congratulazioni).

MILIO (Misto-LP). Chiede che il Ministro fornisca ulteriori informazioni sui motivi del ricorso ad armamenti radioattivi, da lungo tempo denunciato dal Partito radicale, e la tempestiva messa a disposizione di ogni dato relativo ai rischi sul personale militare e civile e sulle popolazioni. Chiede inoltre se il Governo p confermare l'utilizzo in Cecenia di armi già vietate dalle convenzioni internazionali. (Applausi dai Gruppi FI e AN).

MARTELLI (FI). Le attuali conoscenze scientifiche non offrono alcuna certezza del legame tra l'utilizzo di questi armamenti e l'insorgere così repentino di linfogranulomi e leucemie, le cui cause vanno più realisticamente ricercate nell'uso di altri materiali chimici, del benzene e dei vaccini. Sarebbe allora opportuno conoscere dal Governo se intende chiedere la moratoria anche su tutti questi prodotti, il che si tradurrebbe in una richiesta di sospensione di ogni attività bellica. (Applausi dal Gruppo AN).

ANDREOTTI (PPI). I dati da lungo tempo disponibili a livello scientifico sugli effetti dell'utilizzo delle armi ad uranio impoverito impongono di continuare a lavorare affinché anche esse vengano inserite tra quelle messe al bando, per la stretta analogia con gli effetti delle armi chimiche. Invita pertanto il Governo a proseguire con coerenza nella sua azione volta ad interdirne l'uso a livello planetario, come del resto previsto da un documento delle Nazioni Unite del 1996, e a favorire la convivenza etnica e la definitiva pacificazione nell'area balcanica. (Applausi dai Gruppi PPI, DS, UDEUR e Misto-CR e dei senatori Gubert, Vertone Grimaldi e Lorenzi. Congratulazioni).

MARINO (Misto-Com). Le iniziative assunte dal Governo sono tutte apprezzabili, in particolare per quanto riguarda l'istituzione di una commissione di esperti che deve estendere le indagini al personale civile ed agli effetti dell'uso di armi all'uranio impoverito sulle popolazioni bosniache. Altrettanto positiva è la richiesta di moratoria cui dovrà necessariamente seguire, qualora ne vengano accertati gli effetti dannosi, la messa al bando di tali armi. Sulla vicenda l'Italia deve svolgere un ruolo di avanguardia a livello internazionale, anche nella sollecitazione di interventi finanziari volti ad attuare la bonifica ed il risanamento delle aree colpite. Occorre peraltro agire d'intesa con i partner europei per la costruzione di una Europa politica, dotata di un'autonoma forza militare la cui azione non sia soggetta a condizionamenti esterni nella propria area di influenza. (Applausi dai Gruppi Misto-Com e DS. Congratulazioni).

LORENZI (Misto-APE). L'incidenza sulla salute dei militari e della popolazione civile dei fattori chimici prodotti dal bombardamento di depositi e siti industriali o dall'utilizzo di miscele di vaccini risulta molto più grave rispetto a quella delle armi ad uranio impoverito. La richiesta di moratoria non appare condivisibile perché andrebbe estesa a tutti i possibili fattori di rischio e può essere utilizzata come argomento a discredito della NATO, tale da mettere in dubbio la lealtà e fedeltà dell'Italia all'Alleanza.

D'ONOFRIO (CCD). L'accertamento della verità su quanto accaduto in Bosnia e in Kosovo è un'esigenza condivisa da tutti per dare tranquillità ai militari e alle loro famiglie e per definire con chiarezza la congruità delle armi ad uranio impoverito rispetto agli obiettivi generali dell'azione militare. A tale scopo, però, dovrà essere istituita una Commissione parlamentare bicamerale di inchiesta da affiancare alle commissioni scientifiche. La richiesta di moratoria rischia invece di essere un elemento di divisione, poiché si intreccia con considerazioni culturalmente contrarie all'Alleanza atlantica ed alla partecipazione alla missione di pace nei Balcani. (Applausi dai Gruppi CCD, FI e AN).

Presidenza del vice presidente ROGNONI

PIANETTA (FI). Pur essendo a conoscenza dell'uso dell'uranio impoverito da parte della NATO, il Governo italiano non ha posto in atto tutte le azioni di prevenzione volte a salvaguardare la salute dei militari e dei volontari civili; la richiesta di moratoria sembra quindi rispondere ad esigenze di strumentalizzazione politica interna. Pertanto, la proposta di risoluzione n. 61, nel ribadire la convinta partecipazione dell'Italia alla NATO, impegna il Governo ad attuare tutte le misure di carattere sanitario e sociale necessarie. (Applausi dai Gruppi FI e AN).

SERVELLO (AN). Se può apparire contraddittoria la richiesta italiana alla NATO di sospensione delle munizioni all'uranio impoverito nel momento in cui non sono in atto conflitti che lo richiedono, essa risponde in realtà all'esigenza di tacitare le critiche di una parte della maggioranza che ha sempre sostenuto una posizione autonoma in materia di politica estera e di sicurezza. È necessario quindi rafforzare la guida politica dell'Italia con un mutamento di maggioranza, anche per evitare nuovamente l'affronto della chiusura di un'ambasciata per incapacità di scongiurare attentati terroristici. (Applausi dai Gruppi AN e FI).

Presidenza del vice presidente FISICHELLA

DI BENEDETTO (UDEUR). Non condivide il giudizio di strumentalizzazione politica della vicenda, rientrando nel potere del Parlamento il doveroso controllo sulle scelte operate dal Governo in materia di politica estera. In attesa che si pronunci la Commissione di esperti presieduta dal professor Mandelli sulla pericolosità dell'impiego di particolari munizioni, occorre chiarire il livello di informazione dei vertici militari nazionali proprio per riaffermare serenamente l'adesione al Patto atlantico; peraltro, è deludente la chiusura manifestata dai Governi statunitense e britannico rispetto alla proposta di moratoria avanzata dall'Italia ed appoggiata dalla Germania. Nell'esprimere la gratitudine ai militari tuttora impegnati nei Balcani, annuncia che la Commissione difesa da lui presieduta avvierà un'indagine conoscitiva sull'intera vicenda. (Applausi dai Gruppi UDEUR e PPI).

FOLLONI (Misto-CR). Chiede maggiori assicurazioni sul livello di informazioni ricevute dai vertici militari italiani da parte del comando NATO in merito all'uso di sostanze inquinanti e dannose sia per i militari sia per le popolazioni interessate, anche ai fini della tutela dei diritti umani, dal momento che fin da tempi della guerra nel Golfo l'Organizzazione mondiale della sanità ha rilevato un aumento delle leucemie, in particolare tra i civili.

PALOMBO (AN). Pur essendo necessario rispondere alle preoccupazioni diffuse tra i giovani che partecipano alle missioni internazionali di pace e tra le loro famiglie, occorre per lo meno dare atto della buona fede dei vertici militari statunitensi nell'invio dei propri contingenti in Bosnia e in Kosovo. Piuttosto, a dispetto delle dichiarazioni ufficiali del ministro Mattarella, non è chiaro quando il Governo italiano sia stato informato sulla pericolosità dell'impiego di certe armi, è ammissibile che il Presidente del Consiglio si rivolga alla NATO e non agli ufficiali del proprio esercito. Comunque, in attesa delle risultanze della Commissione medico-scientifica, è necessario effettuare con tempestività gli opportuni accertamenti sanitari tra il personale impiegato nelle operazioni militari, compreso quello nel frattempo congedato, nonché tra il personale civile. (Applausi dal Gruppo AN. Congratulazioni).

PERUZZOTTI (LFNP). Una maggiore chiarezza ed informazione è richiesta dai familiari delle vittime, da tutti i militari e dall'opinione pubblica. Vista l'unità di intenti circa la costituzione di una Commissione di inchiesta, si potrebbe procedere in tempi brevi ad istituire un organismo monocamerale o, se possibile, bicamerale. Di certo è indispensabile accertare la responsabilità politica di chi era informato e non è intervenuto in modo adeguato. (Applausi dal Gruppo LFNP).

SEMENZATO (Verdi). Sin dai primi mesi del 1999 i Verdi avevano avanzato richieste di informazioni. L'uso, non solo a fini militari, dell'uranio impoverito deve essere messo al bando. Ferma restando la necessità di accertare tutte le possibili cause o concause della cosiddetta "sindrome dei Balcani", la NATO deve assicurare una totale informazione sulle scelte fatte e sugli armamenti impiegati. Occorre sapere quali iniziative siano state assunte per decontaminare l'area di Sarajevo, nonché valutare i problemi che potrebbero determinarsi per la popolazione civile ed i numerosi volontari che hanno operato nelle zone incriminate: in tal senso, occorre un preciso impegno a garantire gli opportuni controlli sanitari e gli eventuali risarcimenti. Non si può trascurare che la questione dell'uranio impoverito si inserisce anche nel più complesso problema del business legato al riciclaggio delle scorie nucleari. (Applausi dal Gruppo Verdi e del senatore Crescenzio).

DE ZULUETA (DS). Nel mese di luglio 1999 era stato approvato un ordine del giorno riguardante l'uso dell'uranio impoverito. Successivamente si è assistito ad una carente o tardiva informazione da parte della NATO circa l'effettivo utilizzo di tale materiale, le zone di impiego ed i possibili effetti sul territorio. Il succedersi di casi di malattia, e purtroppo di morte, in vari Paesi europei ha creato ora un alto livello di allarme, non potendosi però trascurare il fatto che l'uranio impoverito è comunque materiale radioattivo. Nella speranza che la richiesta di moratoria avanzata in sede NATO dal Governo italiano venga approvata, occorrerà comunque garantire una revisione dei protocolli sull'utilizzo di determinati armamenti, giungendo ove necessario alla messa al bando di sostanze pericolose per la salute. In ambito europeo, occorrerà invece ottemperare all'attuale mancanza di controllo parlamentare preventivo sulla politica di difesa. (Applausi dai Gruppi DS e PPI e del senatore Marino).

MAGGI (AN). Consegna il testo del proprio intervento, affinché venga pubblicato in allegato. (v. Allegato B).

TABLADINI (LFNP). Data la difficoltà di riscontrare la specifica provenienza della radioattività esistente e considerata la possibile azione di cause diverse connesse all'inquinamento chimico inevitabile in zone che siano state teatro di guerra, auspica che la Commissione medico-scientifica istituita dal Ministro non limiti la propria indagine ad ambiti troppo ristretti. (Applausi dal Gruppo LFNP).

DOLAZZA (LFNP). La pericolosità di determinate sostanze è nota da anni e i rischi per i militari impegnati in zone di guerra discendono non soltanto dall'utilizzo delle armi, ma da numerosi altri possibili effetti determinati dall'inquinamento chimico ivi esistente. Preannuncia peraltro la presentazione di un'interrogazione a risposta scritta sulle coercezioni di tipo sanzionatorio imposte al rappresentante del COCER che aveva sollevato il problema dell'utilizzo dell'uranio impoverito. (Applausi dal Gruppo LFNP).

MANCA (FI). L'azione del Governo è stata tardiva ed insicura e nel complesso poco credibile, poiché da anni vi è consapevolezza delle preoccupazioni sollevate a livello scientifico in ordine agli effetti sull'uomo derivanti dall'utilizzo dell'uranio impoverito come di altre armi chimiche e biologiche. La richiesta di moratoria, oltre a rispondere ad incongruenti ed anacronistici antiatlantismi presenti nella maggioranza, ha quindi lo scopo di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalle inadempienze e dalle responsabilità politiche del Governo. (Applausi dai Gruppi FI e AN. Congratulazioni).

ELIA (PPI). Il tentativo di confondere le iniziative assunte dal Governo italiano in tema di armi ad uranio impoverito con il sostegno e la prosecuzione dell'azione di ingerenza umanitaria nell'area balcanica appare del tutto strumentale. In realtà l'invito a soprassedere dall'uso di questo tipo di armi nel caso di nuove azioni militari internazionali ha lo scopo di consentire un'approfondita valutazione sul rispetto del principio di proporzionalità tra i fini umanitari perseguiti ed i mezzi adottati per conseguirli. (Applausi dai Gruppi PPI e DS).

MIGONE (DS). Sin dal luglio 1999 il Senato ha avviato un dialogo con il Governo e per tale via stimolato il dibattito nelle sedi internazionali sul problema degli effetti sul territorio e sulle popolazioni dell'utilizzo di armi all'uranio impoverito, portato solo negli ultimi giorni all'attenzione dell'opinione pubblica dai mass media. Evitando ogni forma di banalizzazione anacronistica riferita alla partecipazione all'Alleanza, è necessario tuttavia affermare il principio che tutti i Paesi membri siano chiamati a partecipare collegialmente alla decisione sull'utilizzo di questi strumenti bellici, nella convinzione che l'adesione convinta alla NATO implica la richiesta che essa si dimostri sempre all'altezza dei valori cui si ispira e dei compiti che le vengono affidati. (Applausi dal Gruppo DS).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione.

MATTARELLA, ministro della difesa. Il Governo terrà in debito conto tutte le indicazioni emerse dal dibattito ed accoglie le proposte di risoluzione nn. 63 e 60, a condizione che quest'ultima venga modificata per quanto riguarda il riferimento alla collegialità paritaria in sede NATO, che già esiste. Considerata la proposta di risoluzione n. 62 estranea all'oggetto della discussione, il Governo esprime parere contrario sulle restanti proposte. Precisa infine che gli accertamenti della Commissione medico-scientifica interesseranno anche il personale civile impiegato nelle missioni, ma non soggetti che a titolo diverso si siano recati in quelle zone, e che adeguati indennizzi verranno prorogati, sulla base delle norme vigenti, in tutte le cause di servizio riconosciute valide in relazione all'opera svolta nei Balcani.

MILIO (Misto-LP). Ritira la proposta di risoluzione n. 62 e sottoscrive le nn. 58, 59 e 61.

PIANETTA (FI). Modifica il testo della proposta di risoluzione n. 60. (v. Allegato A).

MATTARELLA, ministro della difesa. Esprime parere favorevole.

D'ONOFRIO (CCD). Dichiara voto favorevole alla proposta di risoluzione n. 60 e ritira la n. 61.

CASTELLI (LFNP). I senatori della Lega mantengono la proposta di risoluzione n. 61.

MANTICA (AN). Ritira la proposta di risoluzione n. 58.

Il Senato respinge le proposte di risoluzione nn. 59 e 61. Risulta approvata la proposta di risoluzione n. 60 nel testo modificato.

SERVELLO (AN). Il Gruppo Alleanza Nazionale si asterrà dalla votazione sulla proposta di risoluzione n. 63, non condividendo la parte relativa alla moratoria.

Il Senato approva la proposta di risoluzione n. 63.

PRESIDENTE. Risultano pertanto esauriti gli atti di sindacato ispettivo nn. 2-01144, 2-01201, 3-04097, 3-04205, 3-04207, 3-04213, 3-04214, 3-04215, 3-04216 e 3-04218.

TABLADINI, segretario. Dà annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza. (v. Allegato B).

PRESIDENTE. Toglie la seduta.

La seduta termina alle ore 13,16.