LA LOGGIA. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Commenti dal Gruppo DS).
LA LOGGIA. Se il Presidente mi dà la parola, spero di poter essere molto breve e di poter esprimere il mio pensiero.
Signor Presidente, ho sollevato io questo problema all'inizio del dibattito; ritenevo che fosse soltanto una questione procedurale sulla quale si poteva esprimere il Presidente, sulla base anche di quanto deciso in sede di Conferenza dei Capigruppo. Ne è nato un dibattito nel quale non sono neanche entrato nel merito; non voglio entrare nel merito e desidero ancora una risposta dalla Presidenza.
Io apprezzo molto, non ho difficoltà a riconoscerlo, l'ultima posizione del collega Angius, che può anche essere presa in considerazione, ma quando? Quando si discuterà della Carta dei diritti(Applausi dal Gruppo FI e del senatore Castelli), con molto piacere, forse, potremo anche accedere a quella formulazione. Però io affermo, e non potrò essere smentito, perché è un fatto, che di Carta dei diritti il Senato della Repubblica non ha parlato, e il Senato della Repubblica, vivaddio, ha il diritto costituzionale di parlarne! (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Castelli). Prima e dopo Biarritz, prima e dopo Nizza, sia che si possa modificare, sia che non si possa modificare! Apprendiamo che dopo Nizza sarà forse possibile apportare modifiche; sarà utile discutere nel Senato della Repubblica del se e di come il testo possa essere modificato, per arrivare magari alla fine a concludere che ci va bene com'è, ovvero che possiamo anche suggerire una modifica? Io rivendico questo diritto, signor Presidente.
Mi consenta di dirle che non c'è un problema né di maggioranza né di opposizione. Mi appello al Presidente del Senato; mi appello alla decisione dei Capigruppo; mi appello al fatto che era stato dato incarico alla Commissione affari esteri di discuterne e al fatto che c'è una data presunta, sicuramente apprezzabile, quella di martedì prossimo. Non tra sei mesi: martedì prossimo. E io credo che sia utile e giusto farlo.
Pertanto, mi rifiuto di discutere nel merito; dopo di che, nel merito, non sarà difficile, signor Presidente, trovare un documento comune, anche con gli amici della Lega, con i quali probabilmente si potrà anche ragionare, perché forse molto è stato di propaganda e forse proprio il fatto che non si voglia discutere di questo argomento sa di propaganda, signor Presidente (Applausi dai Gruppi FI e LFNP), proprio per evitare che ci possa essere anche una posizione unitaria, che la Lega peraltro ha già manifestato nel sottoscrivere il nostro documento di Casa delle libertà. E' già successo: la Lega è europeista almeno quanto i DS, i Popolari, gli UDEUR e tutti quanti gli altri! (Commenti dal Gruppo DS).
E allora, io ho il diritto di richiedere un dibattito. Voglio farlo, signor Presidente: mi appello alla Presidenza del Senato. (Applausi dai Gruppi FI, AN, CCD, LFNP e del senatore Gubert).