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Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 929 del 17/10/2000


LA LOGGIA. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LA LOGGIA. Signor Presidente, sono un po’ stupito e nel contempo un po' amareggiato. Concordo assolutamente con quanto da lei dichiarato in Conferenza dei Capigruppo, dove si era stabilito di interessare la Commissione affari esteri sull'argomento Carta dei diritti e di aspettare che la stessa fornisse il suo parere sull'argomento. Come ella ha avuto modo di ricordare, credo che una tale procedura sia utile, anzi indispensabile. Non è possibile immaginare che nel contesto di un dibattito di politica internazionale, peraltro su argomenti di così grande rilievo come quelli trattati oggi, nelle poche righe contenute nelle proposte di risoluzione presentate dalla maggioranza si faccia anche cenno en passant alla Carta dei diritti che né l'Assemblea, né la Commissione affari esteri hanno mai discusso.

A me pare francamente impossibile. Allora, signor Presidente, mi permetto di farle una richiesta che mi sembra più che doverosa: quella di sospendere semmai la votazione su tutti i documenti in esame, in attesa che la Commissione affari esteri, i Gruppi parlamentari esaminino l’aspetto relativo alla Carta dei diritti. Credo, infatti, che anche i Gruppi parlamentari abbiano il diritto, sulla scorta di quanto andrà decidendo, di come andrà valutando la Commissione affari esteri, di esprimere un loro avviso; ovvero, possiamo votare l’oggetto del dibattito di oggi e stralciare la parte che riguarda la Carta dei diritti. Prevediamo allora il tempo necessario; come lei ha avuto l’amabilità di ricordare, avevamo ipotizzato il prossimo martedì mattina per effettuare la votazione del Senato.

In questo momento mi sento di invocare non un diritto dell’opposizione, ma del Senato stesso, di discutere, così come ha fatto la Camera dei deputati, di un argomento di così grande rilevanza, di esprimere in modo approfondito le proprie opinioni. Diversamente non comprenderei come sia possibile votare un si o un no su un argomento sul quale non si è avuto modo neanche di fare una benché minima e breve riflessione.

Ho sentito il dovere di dire tutto questo ancora prima che lei, signor Presidente, passasse alla votazione dei documenti al nostro esame, in modo tale che, ove lei lo ritenga opportuno, possa assumere decisioni conseguenti. (Applausi del senatore Gubert).