Per lo svolgimento e la risposta scritta ad interrogazioni
LAURO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAURO. Signor Presidente, intervengo per confermare un senso di impotenza, non solo di noi senatori, ma anche della Presidenza del Senato, purtroppo, perché il Governo, nonostante i suoi inviti, non risponde alle interrogazioni.
Questa settimana doveva essere data risposta ad una interrogazione sul lavoro in Commissione lavoro, ma evidentemente il Governo è troppo preso tra ulivi e margherite per rispondere ai nostri atti ispettivi.
Quindi, confermo la mia richiesta affinché il Governo risponda in Commissione lavoro all'interrogazione 3-03934, tenuto conto tra l'altro che ha risposto ai parlamentari, attraverso i mezzi di informazione, non il Governo ma Walter Cerfeda, segretario della CGIL.
Successivamente, signor Presidente, vorrei chiederle se il Regolamento è cambiato perché più che controllare l'azione e l'indirizzo politico attraverso le interrogazioni, pare che, con riferimento all'interrogazione 3-3875 da me presentata del 19 settembre del 2000, vi sia stata addirittura un'influenza più che un controllo rispetto ad un atto del Governo. La mia interrogazione, infatti, ha fatto in modo che il Governo utilizzasse la stessa per introdurre sull'isola di Ischia una tabellazione sulle zone interessate da provvedimenti e rispetto a cui avevo chiesto la massima trasparenza e iniziativa.
Vorrei poi ricordare una vecchia interrogazione dell'aprile 2000 relativa all'usura. Nei giorni scorsi purtroppo una persona si è ammazzata e vorrei ricordare che io stesso avevo già chiesto degli interventi al Ministro in base all'interrogazione 4-18915. Tra l'altro, il quotidiano "La Repubblica" in un articolo dal titolo: "Dini: banche freno del Paese" riportava alcune accuse rilasciate in Iran - e quindi non nel nostro Paese - dal Ministro degli affari esteri.
Vorrei ricordare e sollecitare anche l'interrogazione 4-17045, del 5 novembre 1999, che ho presentato perché circolavano voci sulla possibilità di chiusura di dogane a Pozzuoli, Torre del Greco e Castellammare di Stabia. Il Governo non ha ancora dato una risposta e penso che debba farlo.
Infine, signor Presidente, vorrei presentare immediatamente un'ulteriore interrogazione, perché oggi si è discusso della politica economica europea e della Carta dei diritti. Ebbene, è stato detto che "La Banca centrale europea agisce secondo un'ortodossia monetaristica che non ha molto senso e con una clamorosa superficialità ed approssimazione". Questa dichiarazione non è stata fatta da un esponente della Lega o del Polo per le libertà, ma dall'attuale ministro del lavoro Salvi. Visto che ci sono state accuse da parte del collega Angius sugli interventi della Lega e del Polo per le libertà, ritengo che la superficialità ed approssimazione del ministro Salvi in questo senso siano veramente assurde.
Spero che il Ministro, visto che non ha ritenuto opportuno intervenire oggi, nonostante ci sia stato un dibattito sulla Comunità europea, voglia intervenire immediatamente in quest'Aula per chiarire se effettivamente egli riconosce nella Comunità europea un organismo importante o se invece ritiene che questo sia superficiale ed approssimativo.
PRESIDENTE. Senatore Lauro, presenti il testo dell'interrogazione.
GUBERT. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUBERT. Signor Presidente, come lei sa, sono noto perché propongo molti emendamenti, però presento poche interrogazioni. Mi sono permesso una volta di sollecitare un'interrogazione e non è successo niente. Adesso vorrei sollecitarne un'altra, sperando che questa norma del Regolamento abbia qualche effetto.
Vorrei dunque sollecitare la risposta all'interrogazione 4-20051, del 13 luglio di quest'anno, relativa alle modalità in cui la provincia autonoma di Trento sta esercitando la sua delega per la manutenzione delle strade nell'ambito di competenza dell'ANAS. Questo è un tema di attualità nel Trentino e perciò gradirei che il Governo si esprimesse in merito.
PELLICINI. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLICINI. Signor Presidente, vorrei far rilevare la situazione drammatica del Nord Italia, sulla quale sono state presentate interrogazioni cui il Governo risponderà venerdì. Chiedo che il Governo venga a rispondere al Senato, prima che alla Camera, anche se di solito veniamo sempre trattati come buoni ultimi.
In particolare, vorrei segnalare una questione. E' stato dichiarato lo stato di calamità naturale per il Piemonte. Il lago Maggiore ha straripato, anche perché giustamente hanno tenuto chiusa la diga di Vizzola Ticino per evitare che il lago Maggiore aggravasse la situazione del Ticino e del Po, che sta esondando ora a Piacenza. Tutto ciò ha fatto traboccare letteralmente il lago Maggiore, le cui sponde sono ormai completamente sommerse, con danni gravissimi e incalcolabili.
Ebbene, per il Piemonte - e questo mi fa piacere - è stato dichiarato lo stato di calamità naturale, mentre altrettanto non è avvenuto per la sponda lombarda del lago Maggiore. Fino a prova contraria, il lago non pende, perciò non è più alto in Lombardia e più basso in Piemonte. La situazione è abnorme ed assurda, perché lo straripamento ha causato danni da entrambe le parti.
Pertanto, signor Presidente, sollecito attraverso la sua persona il Governo a venire a rispondere in Aula su questi gravissimi fatti, tuttora in corso, non essendo possibile attendere venerdì. Inoltre, chiedo che il Governo estenda lo stato di calamità naturale anche alla sponda lombarda del lago Maggiore, alleviando quel sacrificio che tutte le popolazioni hanno subito per evitare danni più gravi a valle. (Applausi dal Gruppo AN).
PRESIDENTE. Mi auguro che il Governo possa dare appropriate risposte nella seduta antimeridiana di venerdì, fornendo anche chiarimenti in merito alla sua denuncia di una incoerenza tra gli interventi effettuati in territorio piemontese e quelli in territorio lombardo.