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Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 929 del 17/10/2000


Seguito della discussione sulle comunicazioni del Ministro degli affari esteri

Approvazione della proposta di risoluzione n. 1 (Nuovo testo)

Reiezione delle proposte di risoluzione nn. 2 (Nuovo testo) e 3

PRESIDENTE. Riprende la discussione, sospesa nella seduta antimeridiana.

RUSSO SPENA (Misto-RCP). L'elaborazione della Carta europea dei diritti deve rappresentare non un esercizio di declamazioni teoriche, ma l'occasione per colmare il deficit di democrazia nella costruzione europea, reso evidente anche dal recente rifiuto del popolo danese di prendervi parte; a tal fine, occorre rifiutare le spinte in senso nazionalistico, così come impostazioni eccessivamente liberiste, ad esempio laddove, nell'attuale stesura della Carta, si equipara il diritto di sciopero al diritto di serrata, attribuendo ad entrambi natura corporativa.

LORENZI (Misto-APE). Rispetto alle rivendicazioni autonomiste, attuate anche con violenza, o di fronte ai dubbi sollevati dall'ex cancelliere tedesco Schmidt, l'Europa deve compiere una scelta tra le due opzioni, federativa o della confederazione degli Stati, garantendo il sostegno ai Paesi pionieri dell'Unione, ma anche la tutela dei diritti di quelli di recente ingresso.

MARINO (Misto-Com). I Comunisti italiani apprezzano nel complesso l'azione di politica estera svolta dal Governo e si augurano che nella Carta europea dei diritti, di cui auspicano la rapida integrazione nei Trattati costitutivi, sia recepito lo spirito della Costituzione repubblicana italiana, almeno per quanto attiene la definizione dei pilastri sociali e politici e le garanzie di mantenimento della pace e di sicurezza comune. (Applausi dai Gruppi Misto-Com e DS).

PROVERA (LFNP). Anche a proposito della Carta dei diritti, come già avvenuto per la moneta unica e, da ultimo, in tema di libertà religiosa, le posizioni della Lega Nord sono state distorte e strumentalizzate. In realtà, la Lega chiede che venga discussa in modo approfondito una Carta nella quale i diritti siano espressi con chiarezza, senza lasciare spazio alle ambiguità riscontrabili, per esempio, nella definizione di famiglia. Soltanto in questo modo la Carta dei diritti potrà divenire la base ideale sulla quale fondare l'Europa dei popoli e dei valori, strumento politico di progresso economico e sociale. Da questo punto di vista, desta preoccupazione l'inconciliabilità tra la volontà di migliorare l'integrazione e le spinte verso un allargamento ad altri Paesi, cui le istituzioni europee non sono preparate. Questi rischi di instabilità devono indurre a respingere un'idea di federalismo centralizzato, magari imperniato sul direttorio franco-tedesco, per puntare invece ad un modello che dia ampie possibilità al territorio ed affermi la sussidiarietà dal basso. In tal senso è necessario assicurare agli Stati rappresentatività continua nella Commissione europea. Per quanto riguarda le altre comunicazioni del Ministro, c'è da rilevare come la crisi in Medio Oriente abbia costituito l'ennesima dimostrazione di scarso peso diplomatico dell'Italia e dell'Europa. (Applausi dal Gruppo LFNP e del senatore Porcari).

ELIA (PPI). Come ha giustamente sostenuto il Presidente del Consiglio, la Carta approvata all'unanimità a Biarritz rappresenta il minimo comune denominatore in materia di diritti del cittadino europeo. Questo carattere minimale, tuttavia, non mette in discussione i diritti soggettivi e le libertà fondamentali sanciti dalle Costituzioni nazionali, la cui validità viene anzi espressamente riconosciuta all'articolo 53. Piuttosto, rimane e dovrà essere affrontato al più presto il pericolo di conflitti di giurisdizione. A coloro che dall'opposizione hanno criticato l'impossibilità di apportare correzioni in vista della Conferenza di Nizza va osservato che l'emendabilità da parte di tutti gli Stati membri non era materialmente possibile e che l'eliminazione di eventuali ambiguità e lacune, specie in tema di nuovi diritti, potrà avvenire in sede di integrazione nei Trattati. Per queste ragioni, i Popolari esprimono un giudizio globalmente positivo sulla Carta dei diritti d'Europa. (Applausi dai Gruppi PPI, UDEUR e DS).

DE ZULUETA (DS). I Democratici di sinistra esprimono apprezzamento per il comportamento del Governo, sia al Consiglio europeo informale di Biarritz, dove è stata importante l'accoglienza riservata a Kostunica, sia rispetto alla situazione in Medio Oriente. E' evidente la necessità di una riforma dell'Unione europea, dato il futuro enorme allargamento del numero dei Paesi membri, ed appare importante l'adozione all'unanimità di una Carta dei diritti, che andrebbe quanto prima integrata nei Trattati e che rappresenta il primo passo verso la costruzione politica dell'Europa essendo fondata su diritti condivisi, senza la compressione di alcuno dei diritti garantiti dalle Costituzioni interne. La partecipazione italiana al processo in corso è stata forte ed incisiva, come testimoniato anche dal commissario Mario Monti. In materia di convincimenti sulla politica estera è forse l'opposizione, e non la maggioranza, ad avere al proprio interno forti divisioni, con accenti peraltro anche difficili da spiegare al resto d'Europa. (Applausi dai Gruppi DS e PPI e del senatore Jacchia).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione.