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Emendamenti di Commissione relativi al DDL n. 1417


G/1417/1/2 e 12

MAURIZIO ROMANI, MUSSINI

ACCOLTO

Il Senato,

        in sede di discussione dell'A.S. 1417 recante: «Conversione in legge del decreto-legge 31 marzo 2014, n. 52, recante disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari»,

        premesso che:

            la legge 17 febbraio 2012, n. 9, come modificata dal presente decreto-legge, dispone la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) a partire dal 31 marzo 2015, trasferendo l'esecuzione delle misure di sicurezza in capo alle Rems (Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza), strutture sanitarie appositamente istituite;

            le misure di sicurezza possono essere definite come quelle misure con finalità terapeutica, rieducativa e risocializzatrice applicabili, secondo quanto disposto dall'articolo 202 del codice penale, alle persone socialmente pericolose che abbiano commesso un fatto previsto dalla legge come reato o quasi reato (reato impossibile secondo l'articolo 49 del codice penale o, secondo l'articolo 115 del codice penale, accordo per commettere un delitto poi non commesso o istigazione a commettere un reato). L'articolo 203 del codice penale definisce socialmente pericolosa, agli effetti della legge penale, la persona, anche se non imputabile o non punibile, che abbia commesso taluno dei fatti indicati dall'articolo 202 del codice penale quando è probabile che commetta nuovi fatti previsti dalla legge come reati;

            dalla definizione delle misure di sicurezza, si comprende come uno dei presupposti di applicazione sia legato alla pericolosità sociale del soggetto. A seguito dell'emanazione dell'articolo 31 della legge n. 663 del 10 ottobre 1986, che ha abrogato l'articolo 204 del codice penale, tutte le misure di sicurezza personali sono ordinate previo accertamento che colui il quale ha commesso il fatto sia persona socialmente pericolosa, abolendo ogni presunzione legale di pericolosità originariamente contenuta nel Codice penale, nonché l'automatismo del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario, o in casa di cura e custodia, laddove si sia rinvenuto un vizio di mente. Con la sentenza n. 139 del 27 luglio 1982 la Corte costituzionale ha infatti disposto che la pericolosità sociale non può essere un concetto definito una volta per tutte, come fosse una caratteristica di una persona o di una patologia. Al contrario deve essere considerata come una condizione transitoria e relativizzata in base ai contesti e all'opportunità di cura e deve essere comunque sempre rivalutata al momento dell'esecuzione. Con la sentenza n. 253 del 18 luglio 2003, la Corte costituzionale ha infine superato l'automatismo tra pericolosità sociale per malattia mentale e applicazione della misura di sicurezza di ricovero in Opg precisando che le misure di sicurezza psichiatriche debbano assicurare all'infermo dì mente cure adeguate e che debbano rispondere contemporaneamente sia alla finalità di cura e tutela che al contenimento della pericolosità del soggetto;

            è dunque evidente come nell'applicazione delle misure di sicurezza personali il concetto di pericolosità sociale acquisti un'importanza fondamentale, in qualità di presupposto, e che queste debbano essere disposte dal giudice nella sentenza, di condanna o proscioglimento, previo obbligatorio accertamento della pericolosità sociale al momento della loro applicazione. Possono inoltre essere ordinate anche dal magistrato di sorveglianza, con provvedimento successivo, qualora egli rilevi, ad esempio, la pericolosità del condannato durante o dopo l'esecuzione di una pena, o durante il periodo in cui vi si sottrae;

        considerato che:

            è stato più volte segnalato da psichiatri e criminologi come la pericolosità sociale non possa essere considerata un concetto scientifico e, soprattutto, l'impossibilità da parte dei soggetti chiamati a valutarne l'entità dì distinguere tra la probabilità richiesta dall'articolo 203 del codice penale dalla generica possibilità di mettere in atto nuovi delitti. Viene dunque sottolineata la difficoltà di conciliare la presunta capacità predittiva della psichiatria con la necessità, propria del diritto, di risposte certe;

            non vi sono evidenze scientifiche che dimostrino l'equivalenza tra malattia mentale e pericolosità sociale a, allo stesso tempo, gli strumenti clinici finora utilizzati per predire il comportamento del soggetto affetto da patologie psichiatriche autore di reato si seno rivelati imprecisi ed inadeguati. È importante inoltre evidenziare come spesso la predizione della recidiva si basi sulla considerazione delle sole caratteristiche psicopatologiche individuali, mentre non si tiene sufficientemente conto delle componenti sociali e ambientali che invece si trovano sempre alle radici di uno scompenso comporta mentale. Spesso viene sottovalutato o ignorato l'aspetto dinamico evolutivo della patologia mentale, per privilegiarne caratteristiche di staticità e permanenza senza tener conto delle modificazioni cui può andare incontro il quadro psicopatologico se sullo stesso si interviene tempestivamente e con tecniche adeguate;

            appare urgente segnalare come senza un serio ripensamento dell'impianto normativo che coinvolga una concezione di pericolosità sociale e di imputabilità maggiormente orientata al bisogno di cura, e senza un adeguato sostegno e supporto ai dipartimenti di salute mentale locali, la nascita delle Rems non farebbe che riprodurre in piccola scala le stesse criticità che hanno fino ad ora caratterizzato gli ospedali psichiatrici giudiziari;

            si commette spesso l'ingenuità di credere che una buona cura debba necessariamente produrre una riduzione del rischio di recidiva comportamentale violenta e di confondere la cura del disturbo con il controllo del comportamento, perseverando nell'errore di assegnare alla psichiatria funzioni che non gli sono proprie. Il Servizio sanitario nazionale può e deve essere messo in condizione di sostituire gli Opg nei trattamento dei malati psichiatrici ma a condizione che questo si occupi di cura del paziente e di sorveglianza sanitaria, senza pretendere che si possa sostituire alla polizia penitenziaria;

        impegna il Governo:

            ad avviare una seria discussione volta al superamento del concetto di pericolosità sociale, così come oggi definito dal codice penale in una prospettiva legata esclusivamente alla difesa sociale, al fine di ricondurre invece l'attenzione al concetto di bisogno del trattamento inteso come necessità clinica del paziente psichiatrico.


G/1417/2/2 e 12

MAURIZIO ROMANI, MUSSINI

ACCOLTO

Il Senato,

        in sede di discussione dell'A.S. 1417 recante: «Conversione in legge del decreto-legge 31 marzo 2014, n. 52, recante disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari»,

        premesso che:

            il decreto in esame reca un'ulteriore proroga di un anno per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, rispetto a quanto già disposto dal decreto-legge 25 marzo 2013, n. 24, convertito con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2013, n. 57, che ne imponeva la chiusura alla data del 1ºaprile 2014;

            l'art. 3-ter del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211 convertito, con modificazioni dalla legge 17 febbraio 2012, n. 3, e modificato dalla legge n. 23 maggio 2013, n. 57 di conversione del decreto-legge 25 marzo 2013, n. 24, introduce un impianto normativo volto al recupero di chi ha commesso reati in condizione di infermità mentale fondato sulla realizzazione di Programmi regionali che comprendano la predisposizione di percorsi terapeutico riabilitativi finalizzati alla cura ed al reinserimento sociale, ponendo in particolare l'attenzione sull'istituzione delle Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) presso le quali verranno prese in carico le persone soggette alle misure di sicurezza previste;

            la Relazione al Parlamento sul Programma di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), Doc. XXVII, n. 7, annunciato all'Assemblea il 19 dicembre 2013, mostra come lo stato di avanzamento del processo di superamento degli Opg sia tutt'altro che compiuto, nonostante si evidenzino i risultati raggiunti in termini di restituzione ad ogni Regione della quota di internati di provenienza dai propri territori e in relazione all'incremento delle dimissioni e del collocamento nei servizi territoriali dei soggetti per i quali non viene più riscontrata la pericolosità. La Relazione, muovendo dalle valutazioni dei programmi presentati e dagli incontri effettuati con le Regioni, afferma in conclusione come il termine previsto dalla normativa vigente non risulti congruo per il superamento degli Opg ed in particolar modo per la realizzazione delle strutture volte a sostituirli;

        considerato che:

            è di prioritaria importanza accertarsi che il delicato processo di superamento degli Opg non finisca con il replicare nelle Rems le stesse contraddizioni e le stesse criticità per le quali si rende necessaria la chiusura degli Opg, traducendo di fatto queste strutture in nuovi luoghi di internamento, con una funzione meramente detentiva e prive dell'effettiva presa in carico dal punto di vista terapeutico dei soggetti che le andranno ad occupare;

            il decreto in esame, nel prevedere la proroga al 31 marzo 2015, individua nel dettaglio i termini entro i quali le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano dovranno comunicare lo stato di avanzamento delle azioni poste in essere per giungere alla definitiva chiusura degli Opg facendo però esplicito riferimento solo allo stato di realizzazione e di riconversione delle strutture;

        impegna il Governo:

            ad attivarsi affinché il termine del 31 marzo 2015 per il superamento definitivo degli ospedali psichiatrici giudiziari non subisca ulteriori proroghe;

            a verificare ed esigere che, oltre allo stato di realizzazione e riconversione delle strutture, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano riferiscano, entro gli stessi termini previsti dal comma 2 del presente decreto, sullo stato di attuazione dei precorsi terapeutico riabilitativi finalizzati al recupero e reinserimento sociale dei pazienti internati provenienti dagli ospedali psichiatrici giudiziari di cui all'art. 3-ter, comma 5, del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, convertito, con modificazioni dalla legge 17 febbraio 2012, n. 9;

            ad accertarsi che i Programmi delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano prevedano misure concrete per il potenziamento dei dipartimenti di salute mentale con particolare riferimento alla formazione professionale degli operatori delle Residenze per l'esecuzione delle misura di sicurezza al fine di sviluppare competenze professionali e garantirne l'aggiornamento continuo;

            a verificare che le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano prendano iniziative volte al potenziamento anche delle strutture intermedie di secondo livello volte ad ospitare i casi meno gravi e per l'esecuzione delle misure di sicurezza non detentive per garantire, da un lato che la permanenza delle Rems sia ridotta al minimo tempo indispensabile e, dall'altro, che le strutture territoriali siano effettivamente in grado di accogliere i soggetti che abbiano raggiunto una maggiore stabilità clinica e comportamentale.


G/1417/3/2 e 12

SIMEONI

Il Senato,

        premesso che:

            la proroga dal 1º aprile 2014 al 31 marzo 2015 del termine per la definitiva sostituzione degli processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari con le nuove strutture sanitarie, evidenzia uno stadio di avanzamento ancora inadeguato; sono emerse difficoltà, infatti, da parte delle regioni nel dare attuazione al programma della realizzazione e la riconversione delle strutture necessarie per la presa in carico dei soggetti internati negli Opg;

            l'articolo 1, comma 1, lettera b) del decreto-legge 31 marzo 2014, n. 52, prevede il dovere del giudice di verificare se in luogo del ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario può essere adottata nei confronti dell'infermo di mente una diversa misura di sicurezza, prevista dalla legge, idonea ad assicurargli cure adeguate e a far fronte alla sua pericolosità sociale;

        considerato che:

            l'articolo 3-ter, comma 4, del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, stabilisce che «le persone che hanno cessato di essere socialmente pericolose devono essere senza indugio dimesse e prese in carico, sul territorio, dai dipartimenti di salute mentale»;

        impegnano il Governo:

            a valutare – alla luce della riconversione delle strutture necessarie per la presa in carico dei soggetti internati negli Opg – il numero di persone da dimettere che hanno cessato di essere socialmente pericolose anche mediante l'istituzione di una Commissione ad hoc che trasmetta i dati raccolti al Parlamento.

 


G/1417/3/2 e 12 (testo 2)

SIMEONI

ACCOLTO

Il Senato,

        premesso che:

            la proroga dal 1º aprile 2014 al 31 marzo 2015 del termine per la definitiva sostituzione degli processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari con le nuove strutture sanitarie, evidenzia uno stadio di avanzamento ancora inadeguato; sono emerse difficoltà, infatti, da parte delle regioni nel dare attuazione al programma della realizzazione e la riconversione delle strutture necessarie per la presa in carico dei soggetti internati negli Opg;

            l'articolo 1, comma 1, lettera b) del decreto-legge 31 marzo 2014, n. 52, prevede il dovere del giudice di verificare se in luogo del ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario può essere adottata nei confronti dell'infermo di mente una diversa misura di sicurezza, prevista dalla legge, idonea ad assicurargli cure adeguate e a far fronte alla sua pericolosità sociale;

        considerato che:

            l'articolo 3-ter, comma 4, del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, stabilisce che «le persone che hanno cessato di essere socialmente pericolose devono essere senza indugio dimesse e prese in carico, sul territorio, dai dipartimenti di salute mentale»;

        impegna il Governo:

            a tenere nel debito conto, ai fini di una completa attività di monitoraggio della riconversione delle strutture necessarie per la presa in carico dei soggetti internati negli Opg, il complessivo numero di persone da dimettere che hanno cessato di essere socialmente pericolose, anche facendo ricorso all'eventuale istituzione di una Commissione ad hoc che trasmetta i dati raccolti al Parlamento.


1.1

ALBERTI CASELLATI, CALIENDO

Al comma 1, sopprimere la lettera b).


1.2 (testo 2)

CASSON, DALLA ZUANNA, RELATORI

APPROVATO

Al comma 1, sostituire la lettera b) con la seguente:

            «b) dopo il primo periodo sono inseriti i seguenti: ''Il giudice dispone nei confronti dell'infermo di mente e del seminfermo di mente l'applicazione di una misura di sicurezza diversa dal ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario o in una casa di cura e custodia, salvo quando sono acquisiti elementi dai quali risulta che ogni misura diversa non è idonea ad assicurare cure adeguate ed a fare fronte alla sua pericolosità sociale, il cui accertamento è effettuato unicamente sulla base delle qualità soggettive della persona e senza tenere conto delle condizioni di cui all'articolo 133, secondo comma, numero 4, del codice penale. Allo stesso modo provvede il magistrato di sorveglianza quando interviene ai sensi dell'articolo 679 del codice di procedura penale''».

 


1.2

CASSON, DALLA ZUANNA, RELATORI

Al comma 1, sostituire la lettera b) con la seguente:

            «b) dopo il primo periodo è inserito il seguente: ''Il giudice dispone nei confronti dell'infermo di mente l'applicazione di una misura di sicurezza diversa dal ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario, salvo quando sono acquisiti elementi dai quali risulta che ogni misura diversa non è idonea ad assicurare cure adeguate ed a fare fronte alla sua pericolosità sociale, il cui accertamento è effettuato unicamente sulla base delle qualità soggettive della persona e senza tenere conto delle condizioni di cui all'articolo 133, comma secondo, n. 4 del codice penale. Allo stesso modo provvede il magistrato di sorveglianza quando interviene ai sensi dell'articolo 679 del codice di procedura penale''».


1.3

MANCONI, LO GIUDICE

Al comma l, lettera b), primo periodo, dopo le parole: «infermo di mente» inserire le seguenti: «e del seminfermo di mente», e dopo le parole: «ospedale psichiatrico giudiziario» inserire le seguenti: «o in una casa di cura e custodia».


1.4

MANCONI, LO GIUDICE

Al comma l, lettera b), primo periodo, sopprimere le parole: «ad assicurare cure adeguate ed».


1.5

DIRINDIN, DE BIASI, LUMIA, BIANCO, CAPACCHIONE, CIRINNÀ, CUCCA, FILIPPIN, FUCKSIA, GINETTI, GRANAIOLA, LO GIUDICE, MATTESINI, MATURANI, PADUA, MAURIZIO ROMANI, SILVESTRO, SIMEONI, SCILIPOTI, ZUFFADA, ANITORI

Al comma 1, lettera b), dopo il secondo periodo, inserire i seguenti: «Ad eccezione dei casi in cui si procede per i reati di cui agli articoli 575, 583, 584, 609-bis e 609-octies del codice penale, il ricovero nelle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza di coloro ai quali siano comminate le misure di cui agli articoli 219 e 222 del codice penale, non può comunque protrarsi per una durata superiore ai ventiquattro mesi. Trascorso il predetto termine dall'ingresso in residenza del soggetto non imputabile o parzialmente imputabile, è comunque disposta la verifica della sussistenza della pericolosità sociale.

        Nel caso in cui sia accertato il protrarsi della pericolosità sociale, il magistrato di sorveglianza ordina la libertà vigilata o, in alternativa, ai sensi dell'articolo 679 del codice di procedura penale, applica la pena detentiva prevista per il reato per cui si procede, diminuita del periodo della misura di sicurezza già eseguita».


1.6

DIRINDIN, DE BIASI, LUMIA, BIANCO, CAPACCHIONE, CIRINNÀ, CUCCA, FILIPPIN, FUCKSIA, GINETTI, GRANAIOLA, LO GIUDICE, MATTESINI, MATURANI, PADUA, MAURIZIO ROMANI, SILVESTRO, SIMEONI, SCILIPOTI, ZUFFADA, ANITORI

APPROVATO

Dopo il comma 1 inserire il seguente:

«1-bis. Dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto non può essere disposta l'applicazione provvisoria della misura di sicurezza del ricovero provvisorio in ospedale psichiatrico giudiziario o in casa di cura e custodia, ai sensi dell'articolo 206 del codice penale.Nel corso del procedimento penale, la verifica della pericolosità sociale e la custodia cautelare nei riguardi dell'imputato infermo di mente, sono disposte ed eseguite secondo le modalità di cui all'articolo 286 del codice di procedura penale, mediante il ricovero provvisorio in idonea struttura del servizio psichiatrico ospedaliero».

 


1.7

MANCONI, LO GIUDICE

Al comma 1, lettera b), aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Al fine della decisione del giudice i programmi terapeutici riabilitativi individuali devono essere redatti dal competente servizio pubblico territoriale e messi a disposizione del giudice senza ritardo e, a richiesta, prima dell'applicazione della misura di sicurezza o dell'udienza fissata per il riesame della pericolosità sociale».


1.8

MANCONI, LO GIUDICE

APPROVATO

Al comma 1, lettera b), aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Non costituisce elemento idoneo a supportare il giudizio di pericolosità sociale la sola mancanza di programmi terapeutici individuali».


1.9

CASSON, DALLA ZUANNA, RELATORI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Dopo il comma 4 dell'articolo 3-ter del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2012, n. 9, è aggiunto il seguente:

        ''4-bis. Le regioni e le province di Trento e di Bolzano, attraverso i competenti dipartimenti e servizi di salute mentale delle proprie aziende sanitarie, predispongono, in accordo e con il concorso delle direzioni degli ospedali psichiatrici giudiziari, programmi individualizzati di dimissione di ciascuna delle persone ricoverate alla data del 31 marzo 2014 negli ospedali psichiatrici giudiziari. Per i pazienti per i quali è accertata la persistente pericolosità sociale il programma documenta in modo puntuale le ragioni che sostengono l'eccezionalità e la transitorietà del prosieguo del ricovero. I progetti individualizzati sono inviati entro il 15 giugno 2014 al Ministero della salute e alla competente autorità giudiziaria''».


1.9 (testo 2)

CASSON, DALLA ZUANNA, RELATORI

APPROVATO

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Dopo il comma 4 dell'articolo 3-ter del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2012, n. 9, è inserito il seguente:

        ''4-bis. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, attraverso i competenti dipartimenti e servizi di salute mentale delle proprie aziende sanitarie, predispongono, in accordo e con il concorso delle direzioni degli ospedali psichiatrici giudiziari, programmi individuali di dimissione di ciascuna delle persone ricoverate alla data del 31 marzo 2014 negli ospedali psichiatrici giudiziari. Per i pazienti per i quali è stata accertata la persistente pericolosità sociale il programma documenta in modo puntuale le ragioni che sostengono l'eccezionalità e la transitorietà del prosieguo del ricovero. I programmi individuali sono inviati entro il 15 giugno 2014 al Ministero della salute e alla competente autorità giudiziaria''».


1.10

DIRINDIN, DE BIASI, ROMANO, BIANCO, GRANAIOLA, MATTESINI, MATURANI, PADUA, SILVESTRO, ANITORI, MAURIZIO ROMANI, D'AMBROSIO LETTIERI, FLORIS, RIZZOTTI, CAPACCHIONE, CIRINNÀ, CUCCA, FILIPPIN, GINETTI, LO GIUDICE, LUMIA, FUCKSIA, SIMEONI

APPROVATO

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Al comma 6 dell'articolo 3-ter del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2012, n. 9, dopo il terzo periodo è inserito il seguente: ''Entro il 15 giugno 2014, le regioni possono modificare i programmi presentati in precedenza al fine di provvedere alla riqualificazione dei dipartimenti di salute mentale, di contenere il numero complessivo di posti letto da realizzare nelle strutture sanitarie di cui al comma 2 e di destinare le risorse alla realizzazione o riqualificazione delle sole strutture pubbliche''».


1.11 (testo 2)

DIRINDIN, DE BIASI, ROMANO, BIANCO, GRANAIOLA, MATTESINI, MATURANI, PADUA, SILVESTRO, ANITORI, MAURIZIO ROMANI, D'AMBROSIO LETTIERI, FLORIS, RIZZOTTI, CAPACCHIONE, CIRINNÀ, CUCCA, FILIPPIN, GINETTI, LO GIUDICE, LUMIA, FUCKSIA, SIMEONI, SCILIPOTI, ZUFFADA

APPROVATO

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Al comma 6 dell'articolo 3-ter del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2012, n. 9, dopo il terzo periodo è inserito il seguente: ''A tal fine le regioni, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, organizzano corsi di formazione per gli operatori del settore finalizzati alla progettazione e alla organizzazione di percorsi terapeutico riabilitativi e alle esigenze di mediazione culturale''».


1.11

DIRINDIN, DE BIASI, ROMANO, BIANCO, GRANAIOLA, MATTESINI, MATURANI, PADUA, SILVESTRO, ANITORI, MAURIZIO ROMANI, D'AMBROSIO LETTIERI, FLORIS, RIZZOTTI, CAPACCHIONE, CIRINNÀ, CUCCA, FILIPPIN, GINETTI, LO GIUDICE, LUMIA, FUCKSIA, SIMEONI, SCILIPOTI, ZUFFADA

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Al comma 6 dell'articolo 3-ter del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2012, n. 9, dopo il terzo periodo è inserito il seguente: ''A tal fine le regioni organizzano corsi di formazione per gli operatori del settore finalizzati alla progettazione e alla organizzazione di percorsi terapeutico riabilitativi e alle esigenze di mediazione culturale''».


1.12

SIMEONI

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. Al fine di assicurare cure adeguate all'infermo di mente e garantire il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari entro il 30 giugno 2014, le Regioni devono attivare specifici corsi di formazione per il personale dei servizi per la salute mentale senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica».


1.13

MANCONI, LO GIUDICE

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Al comma 6 dell'articolo 3-ter del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, convertito con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2012, n. 9, dopo il terzo periodo, aggiungere il seguente: ''La misura di sicurezza detentiva definitiva non può essere prorogata nei confronti degli internati che necessitino di presa in carico territoriale e di misura di sicurezza alternativa, nè si può provvedere in tal senso per la sola mancanza di presa in carico territoriale''».


1.14

DIRINDIN, DE BIASI, ROMANO, BIANCO, GRANAIOLA, MATTESINI, MATURANI, PADUA, SILVESTRO, ANITORI, MAURIZIO ROMANI, D'AMBROSIO LETTIERI, FLORIS, RIZZOTTI, CAPACCHIONE, CIRINNÀ, CUCCA, FILIPPIN, GINETTI, LO GIUDICE, LUMIA, FUCKSIA, SIMEONI

APPROVATO

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Dopo il comma 8 dell'articolo 3-ter del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2012, n. 9, è inserito il seguente:

        ''8.1. Fino al superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, l'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo costituisce adempimento ai fini della verifica del Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza''».


1.15

MANCONI, LO GIUDICE

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Le misure di sicurezza detentive definitive non possono durare oltre il tempo stabilito per la pena detentiva prevista per il reato commesso, avuto riguardo la previsione edittale massima. Per la determinazione della pena a tali effetti si applica l'articolo 278 del codice di procedura penale. Per i reati per i quali la legge stabilisce la pena dell'ergastolo, si applica l'articolo 222, comma 2, del codice penale».


1.16

MUSSINI, MAURIZIO ROMANI, FUCKSIA

Al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: «entro l'ultimo giorno del semestre successivo» con le seguenti: «entro i novanta giorni successivi».


1.17

MUSSINI, MAURIZIO ROMANI

Al comma 2, primo periodo, aggiungere, in fine, le parole: «, con particolare riferimento allo stato di attuazione delle lince di indirizzo in materia di interventi terapeutico riabilitativi e sanitari di cui all'Allegato C del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1º aprile 2008, al trasferimento al Servizio sanitario nazionale ed alle Aziende sanitarie locali delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle attrezzature, dei beni strumentali e dei locali già in capo agli ospedali psichiatrici giudiziari, nonché al conferimento alle regioni e alle Aziende sanitarie locali delle risorse finanziarie di cui all'articolo 6, comma 1 del suddetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri».


1.18

MAURIZIO ROMANI, MUSSINI

Al comma 2, primo periodo, dopo le parole: «ospedali psichiatrici giudiziari» aggiungere le seguenti: «, con particolare riferimento all'attuazione dei percorsi terapeutico riabilitativi finalizzati al recupero e reinserimento sociale dei pazienti internati».


1.19

MUSSINI, MAURIZIO ROMANI, FUCKSIA

Al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «entro il successivo semestre» con le seguenti: «entro i novanta giorni successivi».


1.20 (testo 2)

DIRINDIN, DE BIASI, ROMANO, BIANCO, GRANAIOLA, MATTESINI, MATURANI, PADUA, SILVESTRO, ANITORI, MAURIZIO ROMANI, D'AMBROSIO LETTIERI, FLORIS, RIZZOTTI, CAPACCHIONE, CIRINNÀ, CUCCA, FILIPPIN, GINETTI, LO GIUDICE, LUMIA, FUCKSIA, SIMEONI, SCILIPOTI, ZUFFADA

APPROVATO

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto è attivato presso il Ministero della salute un Tavolo per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari composto da rappresentanti del Ministero della salute, del Ministero della giustizia, delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, al fine di esercitare funzioni di monitoraggio e di coordinamento delle iniziative assunte per garantire il completamento del processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari. A tal fine il Tavolo si raccorda con il comitato paritetico interistituzionale di cui all'articolo 5, comma 2, del citato decreto del Presidente del consiglio dei ministri 1º aprile 2008. La partecipazione alle sedute del Tavolo non dà luogo alla corresponsione di compensi, gettoni, emolumenti, indennità o rimborsi spese comunque denominati. Ogni tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro della salute e il Ministro della giustizia trasmettono alle Camere una relazione sullo stato di attuazione delle suddette iniziative».


1.20

DIRINDIN, DE BIASI, ROMANO, BIANCO, GRANAIOLA, MATTESINI, MATURANI, PADUA, SILVESTRO, ANITORI, MAURIZIO ROMANI, D'AMBROSIO LETTIERI, FLORIS, RIZZOTTI, CAPACCHIONE, CIRINNÀ, CUCCA, FILIPPIN, GINETTI, LO GIUDICE, LUMIA, FUCKSIA, SIMEONI, SCILIPOTI, ZUFFADA

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto è attivato presso il Ministero della salute un Tavolo per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) composto da rappresentanti del Ministero della salute del Ministero della giustizia, delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano al fine di esercitare un ruolo di monitoraggio e di coordinamento delle iniziative assunte per garantire il completamento del processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari. A tal fine il Tavolo si raccorda con il comitato paritetico interistituzionale di cui all'articolo 5, comma 2, del decreto del Presidente del consiglio dei ministri 1º aprile 2008. La partecipazione alle sedute del Tavolo non dà luogo alla corresponsione di compensi, gettoni, emolumenti, indennità o rimborsi spese comunque denominati. Ogni tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro della salute e il Ministro della giustizia comunicano alle competenti Commissioni parlamentari lo stato di attuazione delle suddette iniziative;».


1.21

MAURIZIO ROMANI, MUSSINI, FUCKSIA

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. All'articolo 3-ter, comma 5, del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2012, n. 9,dopo le parole: ''personale qualificato da dedicare'' la parola: ''anche'' è soppressa,».