Emendamenti di Commissione relativi al DDL n. 2942


G/2942/1/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        considerato che:

            nel corso del 2017 è stata avviata la trasmissione telematica dei dati delle fatture e delle liquidazioni periodiche IVA che ha notevolmente aumentato gli adempimenti burocratici delle imprese e comportato la necessità di importanti adeguamenti tecnologici,

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di considerare la sperimentalità dei nuovi obblighi ed evitare l'applicazione di sanzioni in relazione ai primi invii effettuati dall'avvio della trasmissione telematica dei dati delle fatture e delle liquidazioni periodiche IVA.


G/2942/2/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            il comma 2 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545 (in Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale, 13 gennaio, n. 9). – Ordinamento degli organi speciali di giurisdizione tributaria ed organizzazione degli uffici di collaborazione in attuazione della delega al Governo contenuta nell'articolo 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413 2 – reca disposizioni in merito al consiglio di presidenza,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di modificare l'articolo 24 (Attribuzioni) del decreto legislativo n. 545 del 1992 (Ordinamento degli organi speciali di giurisdizione tributaria ed organizzazione degli uffici di collaborazione in attuazione della delega al Governo contenuta nell'articolo 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), prevedendo, nell'ambito degli undici componenti eletti dai giudici tributari, che tre di questi vengano eletti fra i giudici tributari appartenenti, rispettivamente, alla magistratura ordinaria, a quella contabile e a quella amministrativa. Essi svolgono il mandato a titolo gratuito.


G/2942/3/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        considerato che:

            sarebbe opportuna una radicale semplificazione del rito primo grado innanzi al tribunale in composizione monocratica, nel rispetto del principio del contraddittorio, evitando l'obbligatorietà di cadenze temporali prefissate per lo svolgimento delle attività processuali: si evita la previsione astratta di termini obbligatori che nel concreto possono non essere giustificate da reali esigenze difensive e, quindi, risolversi in un inutile appesantimento della procedura;

            il rito sommario di cognizione, rinominato in rito davanti al tribunale in composizione monocratica (che si conclude con sentenza anziché con ordinanza), diviene il rito esclusivo per le cause in cui il tribunale ordinario giudica in composizione monocratica, senza la possibilità, attualmente prevista, per il giudice di disporre il mutamento del rito semplificato nel più complesso rito ordinario di cognizione. Il rito ordinario di cognizione è conservato per le cause in cui il tribunale giudica in composizione collegiale, eliminando il potere del giudice di disporne la conversione;

            il legislatore già nel 2014, prevedendo la conversione, anche d'ufficio, del rito ordinario in rito sommario di cognizione, ha escluso che quest'ultimo sia contrassegnato da una cognizione sommaria. Si tratta dunque, per scelta legislativa già compiuta, di un procedimento a cognizione piena semplificata;

            un intervento in materia potrebbe incidere immediatamente sulla durata dei procedimenti civili, posto che dalle rilevazioni statistiche emerge che nell'anno 2014 la durata media dei procedimenti civili introdotti con rito sommario di cognizione è di 385 giorni contro una durata media dei procedimenti introdotti innanzi al tribunale con rito ordinario di cognizione pari a 840 giorni,

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di intervenire sul rito del processo civile sostituendo, per le cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, all'articolato procedimento ordinario di cognizione un rito semplificato modellato sull'elastico schema procedimentale del rito sommario di cognizione.


G/2942/4/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        considerato che:

            al fine di evitare che la possibilità di difesa concessa al debitore ingeneri una sperequazione, si prevede che l'opposizione al rilascio del decreto ingiuntivo per vizi procedurali possa essere proposta solo quando gli stessi non siano manifestamente infondati. In tal modo si previene che opposizioni fondate solo su questioni processuali chiaramente prive di fondamento possano costituire mere tecniche di carattere dilatorio poste in essere da debitore,

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di rendere più incisivo il procedimento monitorio, limitando i casi in cui lo stesso viene bloccato (insieme al recupero del credito) a causa della presunta sussistenza di vizi procedurali.


G/2942/5/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            sarebbe opportuno stabilire tempi certi per l'approvazione del progetto di distribuzione del ricavato della vendita degli immobili, ciò al fine di rendere tutte le fasi della procedura esecutiva più snelle, efficaci ed efficienti;

            occorre, inoltre, prevedere che la distribuzione parziale (introdotta con il DL n. 59/2016 per la ripartizione del ricavato della vendita) riguardi anche le rendite ed i frutti civili dei beni pignorati, che dovranno essere ripartiti anche prima dell'aggiudicazione del bene. In questo modo si assicurano tempi più rapidi, oltre che per la vendita dell'immobile in esecuzione, anche per l'effettivo soddisfo del singolo creditore partecipante alla procedura di esecuzione, ampliando le possibilità di riparto parziale,

        impegna il Governo:

            in linea con la finalità di garantire un'effettiva riduzione dei tempi di durata delle procedure esecutive immobiliari, a valutare la possibilità di prevedere un termine entro cui va tenuta la relativa udienza di comparizione dei ereditari e stabilire un termine certo anche per la ripartizione del ricavato dalla vendita tra i singoli ereditari.


G/2942/6/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            nell'ipotesi di pignoramento presso terzi, infatti, l'articolo 546 del codice di procedura civile prevede espressamente che il terzo è tenuto all'obbligo di vincolo e di custodia delle somme e delle cose da lui dovute dal giorno in cui gli è notificato l'atto di pignoramento senza tuttavia chiarire quando cessino tali obblighi;

            in assenza di un'espressa previsione legislativa, la Cassazione ha individuato il momento conclusivo della fattispecie in oggetto nell'«udienza in cui la dichiarazione resa dal terzo è depositata e non contestata». Prendere come riferimento conclusivo dell'obbligo di custodia l'udienza indicata dalla Corte, potrebbe comportare un allungamento ingiustificato di tale obbligo dal momento che la suddetta udienza subisce nella prassi numerosi rinvii senza che il terzo ne possa venire tempestivamente a conoscenza;

            inoltre spesso accade che il creditore, pur avendo ricevuto la dichiarazione resa dal terzo, dichiari di non averla ricevuta o che la medesima dichiarazione venga contestata da una delle parti (creditore/debitore). In tale ultima ipotesi, il terzo ne verrà a conoscenza solo a seguito della notifica del ricorso e gli obblighi di custodia permarranno sino all'emissione del provvedimento che decide sulla contestazione;

            sarebbe opportuno prevedere una modifica volta a delimitare temporalmente gli obblighi di vincolo e custodia posti in capo al terzo pignorato, allo scopo di evitare incertezze normative e di prevenire possibili contenziosi;

            sarebbe, altresì, opportuno prevedere una modifica volta ad ampliare il novero dei casi in cui il terzo pignorato può opporsi all'ordinanza di assegnazione di crediti emanata dal giudice;

            nel caso di pignoramento presso terzi, infatti, il terzo non è tenuto a presentarsi in udienza ma solamente a rendere la dichiarazione che accerta il credito. Nella prassi però accade che il creditore, dichiari di non aver ricevuto la dichiarazione, nonostante la stessa sia stata correttamente resa a mezzo raccomandata o PEC e in tali casi, il terzo è tenuto a presentarsi alla successiva udienza, pena l'accertamento del credito pignorato nei termini indicati dal ereditare;

            attualmente il terzo può opporsi all'ordinanza di assegnazione solamente nei casi in cui provi di non aver avuto tempestiva conoscenza dell'ordinanza di comparizione per irregolarità della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di prevedere norme volte a delimitare gli obblighi di custodia di cui in premessa al momento dell'udienza indicata nell'atto di pignoramento, al fine di impedire comportamenti meramente dilatori da parte del creditore (con conseguente allungamento dei tempi della procedura) ed evitare oneri eccessivi a carico del terzo;

            a valutare la possibilità di prevedere misure volte a introdurre una correzione tecnica che consenta al terzo di proporre opposizione ex articolo 617 del codice di procedura civile avverso l'ordinanza di assegnazione del credito integralmente accertato ex articolo 548 del codice di procedura civile qualora provi di aver correttamente inviato la dichiarazione a mezzo raccomandata o PEC, al fine di scoraggiare eventuali dichiarazioni non veritiere del creditore e tutelare maggiormente il terzo.


G/2942/7/5

MONTEVECCHI, BULGARELLI, MANGILI, LEZZI, PUGLIA

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            l'Articolo 19 del provvedimento in esame, recante liberalizzazione in materia di diritti d'autore, stabilisce che, nel rispetto di quanto previsto dalla direttiva 20 14/26/UE, sia estesa a tutti gli organismi di gestione collettiva – ovvero gli enti senza fine di lucro e a base associativa – operanti sul territorio dell'UE, la possibilità di operare direttamente sul mercato italiano, senza alcuna intermediazione da parte della Società italiana degli autori ed editori (SIAE),

        considerato che:

            fino a oggi in Italia il compito di raccolta dei diritti d'autore era affidato per legge alla SIAE in regime di monopolio, una situazione in aperto contrasto con la normativa europea che invece ha come obiettivo la liberalizzazione del settore a livello continentale;

            proprio per non incorrere in una dichiarata procedura di infrazione, il Governo ha decretato il superamento del monopolio della SIAE in materia con il provvedimento in esame che, tuttavia, pur non configurandosi come una vera liberalizzazione, comporta rilevanti conseguenze nella «regolamentazione» e nel «controllo»: vale a dire più specificatamente in quelle azioni che richiederebbero ulteriori interventi di carattere normativo finalizzati a eliminare la posizione privilegiata della SIAE,

        valutato che:

            in primo luogo, per quanto riguarda la SIAE, nel confronto con i nascenti altri organismi di gestione collettiva nominalmente accumunati dalla catalogazione contenuta nell'articolo 2 del decreto legislativo n. 35 del 2017, deve rilevar si come solo l'Ente pubblico SIAE risulta vigilato contemporaneamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dal Ministero per i beni e le attività culturali, e dall'Agcom ai sensi dell'articolo 40 del decreto legislativo n. 35 del 2017;

            pertanto, alla luce del menzionato articolo 40 e dell'articolo 182-bis della legge 633/1941, non risultano chiari i ruoli di SIAE e Agcom, entrambe chiamate a svolgere compiti di vigilanza sul rispetto delle norme sul diritto d'Autore con la conseguenza che il vigilante e il vigilato vengono a trovarsi sullo stesso piano;

            nella raccolta dei diritti d'autore, a oggi, sono state sollevate numerose polemiche in merito a ventilate truffe ai danni degli associati e alla mancanza di trasparenza nella gestione e nei pagamenti dei compensi agli associati,

        considerato infine che:

            nell'auspicata apertura del mercato a organismi di intermediazione e di gestione collettiva dei diritti d'autore, si rende necessaria la previsione di una autorità di controllo con funzioni di vigilanza e di monitoraggio sulla trasparenza e sulla correttezza dei soggetti che operano sul mercato al fine di sorvegliare il rispetto delle norme e la prevenzione di possibili distorsioni della concorrenza sia a livello nazionale sia europeo,

        impegna il Governo:

            ad adottare le opportune iniziative, anche di carattere normativo, volte a introdurre un organo di controllo, con compiti di vigilanza sugli enti di intermediazione e di gestione collettiva dei diritti d'autore e sul libero andamento del mercato, di imposizione di sanzioni e di creazione e aggiornamento delle informazioni relative alle opere e ai titolari dei diritti.


G/2942/8/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            l'articolo 1 del decreto-legge reca modifiche della vigente disciplina di cui all'articolo 6 del decreto-legge 193 del 2016 in materia di definizione agevolata dei carichi prevedendo: la definizione delle cartelle in scadenza nei mesi di luglio e settembre 2017 per i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016; la riammissione alla definizione agevolata per i contribuenti che sono stati esclusi dalla precedente definizione agevolata, vale a dire i soggetti che, pur avendo presentato istanza di adesione ai sensi del decreto-legge 193/2016, sono decaduti dal beneficio per non aver saldato prima tutte le rate scadute al 31 dicembre 2016 dei piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016; l'estensione della definizione agevolata anche ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione dal 1º gennaio al 30 settembre 2017,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di prevedere che la definizione agevolata sia altresì ammessa per i debiti erariali che alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge in esame non abbiano ancora dato luogo all'inizio della procedura esecutiva.


G/2942/9/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            l'articolo 1 del decreto-legge reca modifiche della vigente disciplina di cui all'articolo 6 del decreto-legge 193 del 2016 in materia di definizione agevolata dei carichi prevedendo: la definizione delle cartelle in scadenza nei mesi di luglio e settembre 2017 per i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016; la riammissione alla definizione agevolata per i contribuenti che sono stati esclusi dalla precedente definizione agevolata, vale a dire i soggetti che, pur avendo presentato istanza di adesione ai sensi del decreto-legge 193/2016, sono decaduti dal beneficio per non aver saldato prima tutte le rate scadute al 31 dicembre 2016 dei piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016; l'estensione della definizione agevolata anche ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione dal 1º gennaio al 30 settembre 2017,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di prevedere l'estinzione con modalità agevolate dei carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1º gennaio 2017 alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge in esame.


G/2942/10/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            l'articolo 1 del decreto-legge reca modifiche della vigente disciplina di cui all'articolo 6 del decreto-legge 193 del 2016 in materia di definizione agevolata dei carichi prevedendo: la definizione delle cartelle in scadenza nei mesi di luglio e settembre 2017 per i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016; la riammissione alla definizione agevolata per i contribuenti che sono stati esclusi dalla precedente definizione agevolata, vale a dire i soggetti che, pur avendo presentato istanza di adesione ai sensi del decreto-legge 193/2016, sono decaduti dal beneficio per non aver saldato prima tutte le rate scadute al 31 dicembre 2016 dei piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016; l'estensione della definizione agevolata anche ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione dal 1º gennaio al 30 settembre 2017,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di prevedere che la definizione agevolata sia altresì ammessa per ogni altro tipo di debito erariale.


G/2942/100/5

MORONESE, BULGARELLI, MONTEVECCHI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

premesso che:

ai Comuni di cui agli allegati 1 e 2 del decreto legge 189/2016, in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 82 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e all'articolo 1, comma 136, della legge 7 aprile 2014, n. 56, con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, in cui sia stata individuata con ordinanza sindacale una 'zona rossa', è data facoltà di applicare l'indennità di funzione prevista dal regolamento di cui al decreto del Ministro dell'interno 4 aprile 2000, n. 119, per la classe di comuni con popolazione compresa tra 10.001 e 30.000 abitanti, per la durata di un anno dalla data di entrata in vigore della presente disposizione,

per evitare ulteriori aggravi economici nei confronti dei suddetti comuni

impegna il Governo,

a valutare la possibilità di imputare le indennità di funzione predetta alla contabilità speciale e non al bilancio comunale


G/2942/101/5

COMAROLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

premesso che:

la V Commissione del Senato ha esaminato e approvato un emendamento che autorizza una spesa di 35 milioni di euro per il 2017 per la realizzazione di interventi di emergenza per la messa in sicurezza delle infrastrutture stradali provinciali di connessione insistenti sul fiume Po;

tali risorse verranno trasferite alle province interessate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa con la Conferenza unificata;

la chiusura del Ponte di Casalmaggiore sul Po, tra Colorno e Casalmaggiore, ormai dal 7 settembre scorso, a causa della vetustà delle proprie strutture che mettono in pericolo il transito delle automobili e la vita delle persone, sta provocando enormi disagi ai pendolari e alle attività produttive e sta creando forti impatti sulla circolazione stradale;

sono intercorse riunioni, tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, le amministrazioni regionali e locali e i tecnici dell'ANAS, per definire le risorse da destinarsi alla manutenzione straordinaria dell'infrastruttura e le possibilità di finanziamento;

la perizia tecnica ha rilevato la necessità di lavori straordinari per la messa in sicurezza dei sostegni per circa 10 milioni di euro;

la Regione Lombardia ha stanziato 3 milioni di euro per la sistemazione del ponte, nell'ambito del piano di riparto del cosiddetto Patto per la Lombardia;

occorre un intervento finanziario urgente da parte del Governo perché l'interruzione della viabilità tra due province importanti come quelle di Cremona e di Parma comporta ripercussioni negative non solo sull'economia della zona ma anche su quella delle due regioni Lombardia ed Emilia Romagna e quella dell'intero Paese e crea disagi ormai insostenibili per la popolazione locale,

impegna il

a destinare una parte del finanziamento dei 35 milioni di euro per il 2017, per un importo pari a 10 milioni di euro, agli interventi di manutenzione straordinaria del Ponte di Casalmaggiore sulla SP 343 "Asolana".


G/2942/102/5

URAS, ANGIONI, FLORIS, CUCCA, LAI

Il Senato

premesso che:

-           nel corso del 2017 la Regione Autonoma della Sardegna è stata colpita da emergenze climatiche e fenomeni atmosferici acuti che hanno gravemente compromesso il potenziale produttivo e la commercializzazione dei prodotti del comparto agricolo ed in particolare di quelli del settore agro-pastorale;

-           le aziende del settore, versanti in condizioni già critiche a causa dell'abbattimento del prezzo del latte, scontano altresì la morosità accumulata per la loro condizione di crisi anche in ordine agli obblighi previdenziali e assistenziali a loro carico;

-           le leggi regionali n. 19 del 3 agosto 2017 e n. 20 del 14 settembre 2017 hanno destinato complessivamente 45 milioni di euro agli aiuti alle aziende del settore agro-pastorale attribuendo all'ARGEA (Agenzia regionale per la gestione e l'erogazione degli aiuti in agricoltura) il compito di gestire le domande per accedere ai contributi;

-           l'art. 2 bis del provvedimento oggi in esame prevede di erogare, a titolo di concorso all'attività di indennizzo l'importo di 25 milioni di euro, di cui 10 milioni di euro per l'anno 2017 e 15 milioni di euro per l'anno 2018, in favore delle aziende suddette che siano state interessate da eventi climatici avversi nel corso del 2017,

considerata la necessità che tali indennizzi - indispensabili per una pronta ripresa del settore - vengano elargiti celermente a seguito di una procedura snella, basata solo sul requisito soggettivo dell'appartenenza dell'azienda richiedente al settore agro - pastorale e sul fatto che sia stata interessata nel 2017 da danni derivanti dall'emergenza climatica,

impegna il Governo

-           a chiarire che sotto il profilo giuridico le somme vengono stanziate a titolo di indennizzo con funzione risarcitoria dei danni subiti e non di contributo, e conseguentemente per la loro elargizione non venga stabilita una allegazione documentale tipica delle procedure di aiuto;

-           a chiarire inoltre che restano salvi per i beneficiari dell'indennizzo anche tutti gli effetti i benefici e gli incentivi che fossero accordati ai sensi del decreto legislativo 29 marzo 2004, n.102.


G/2942/103/5

URAS, ANGIONI, FLORIS, CUCCA, LAI

Il Senato,

in sede di discussione del DDL n. 2942, di conversione in legge del decreto-legge n. 148, in materia finanziaria e per esigenze indifferibili, premesso che:

-           la specifica e totale insularità della Sardegna comporta una evidente e oggettiva condizione di isolamento e la necessità che lo Stato, garante dell'omogeneo rispetto su tutto il territorio nazionale del diritto costituzionale alla mobilità, predisponga ogni adeguata misura al fine di escludere l'Isola dalla continuità delle principali reti di trasporto nazionale;

-           in questo contesto, nei limiti stabiliti dal Reg. (CE) n. 1008/2008, è stata indetta una procedura ad evidenza pubblica relativa alla gestione del servizio aereo di linea in regime di continuità territoriale, di cui è stata proclamata aggiudicataria, Alitalia S.p.A.;

-           l'art. 12 del provvedimento oggi in esame, titolato "procedura di cessione di Alitalia" stabilisce che al fine di assicurare il diritto alla mobilità e gli obiettivi di continuità territoriale, i cessionari che subentrano nella gestione delle rotte gravate da oneri di servizio pubblico sono tenuti a garantirne la prosecuzione, alle medesime condizioni, nelle more della conclusione della nuova gara;

si impegna il Governo

a predisporre, d'intesa con la Regione ogni atto necessario perché in sede comunitaria il diritto alla mobilità e gli obiettivi di continuità territoriale possano ricevere ogni tutela. A tal fine, sono posti in essere a cura dei competenti ministeri le conseguenti procedure, ivi comprese quelle per il riconoscimento dello stato di insularità della Sardegna.


G/2942/11/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        considerato che:

            tra il 9 e il 10 settembre 2017 abbiamo assistito alla tragica alluvione che ha investito Livorno e i comuni limitrofi;

            otto è il numero delle vittime causato dal nubifragio;

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di introdurre la facoltà di rateizzare, fino ad un massimo di nove rate mensili, i tributi sospesi a causa dell'alluvione del 9 settembre u.s. per coloro che risiedevano o avevano sede legale o operativa nei comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e di Collesalvetti.


G/2942/12/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        considerato che:

            il decreto-legge in esame ha disposto la sola sospensione dei termini e dei versamenti tributari nei confronti dei soggetti colpiti dall'alluvione del 9 settembre 2017 che ha interessato alcuni comuni della provincia di Livorno;

            tuttavia il citato provvedimento non ha previsto la sospensione dei termini e dei versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi INAIL per i medesimi soggetti;

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di estendere anche la predetta agevolazione, come del resto già previsto nei numerosi casi di calamità naturali.


G/2942/13/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            il Titolo I del decreto-legge in esame reca disposizioni in materia fiscale,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di prevedere la facoltà per il debitore di estinguere il debito erariale, di cui si intende effettuare la cessione, mediante il pagamento all'Ente cedente dello stesso importo per il quale il debito stesso sarà oggetto di cessione alla società cessionaria, prima che la cessione stessa sia stata perfezionata.


G/2942/14/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            gli enti non commerciali sono enti pubblici o privati diversi dalle società residenti nel territorio dello Stato (associazioni, comitati, fondazioni, consorzi, circoli, club, accademie, congregazioni, ecc.), che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali. Nessun rilievo assume ai fini della qualificazione di ente non commerciale la natura, pubblica o privata, del soggetto, l'assenza del fine di lucro o la destinazione dei risultati, la rilevanza sociale delle finalità perseguite;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di includere, tra i beneficiari del credito di imposta alle spese sostenute per campagne pubblicitarie su quotidiani, periodici e sulle radio e tv locali, anche gli enti non commerciali.


G/2942/15/5

SANTINI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            i recenti interventi normativi hanno introdotto numerose innovazioni nei collegamenti informatici tra gli operatori del settore delle bevande alcoliche e l'Amministrazione nel settore delle accise. In particolare, dopo la telematizzazione completa dei documenti di accompagnamento, è prossima anche la telematizzazione delle scritture contabili dei depositi fiscali, che consente agli organi di controllo di verificare in tempo reale la quantità-di prodotto alcolico detenuta all'interno del deposito fiscale, così come quelle da quest'ultimo spedite e/o ricevute in sospensione di accisa.

        Considerato che:

            per la realizzazione dei processi informatici le aziende del settore hanno affrontato ingenti investimenti, in termini finanziari, nonché di formazione delle risorse umane.

            Tale circostanza, congiunta alla possibilità di controllo telematica immediato ed esatto, renderebbe possibile intervenire sulle immobilizzazioni finanziarie derivanti dalla prestazione delle cauzioni che gli operatori devono prestare per il ritiro dei contrassegni di Stato, a garanzia del versamento dell'accisa il cui ammontare è indicato dall'articolo 19 del Decreto Ministeriale 153 del 2001 in applicazione dell'articolo 28 del Testo Unico Accise, D.Lgs. 504/1995), vincolandone l'importo alla gradazione del prodotto alcolico gestito dal deposito fiscale.

            La rimodulazione dell'ammontare della garanzia sulla base della gradazione effettiva del prodotto alcolico, come ad oggi previsto dal decreto sopra richiamato costituirebbe una misura di semplificazione importante per il settore riducendone gli oneri finanziari senza pregiudicare al contempo la certezza di esazione dell'accisa, in virtù delle garanzie offerte dai sistemi informatici descritti e dalla cauzione prestata dall'operatore economico.

        Impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di adottare le misure necessarie al fine di consentire tali utili semplificazioni in materia di depositi fiscali di alcol e bevande alcoliche, nonché in materia di accertamento, liquidazione e pagamento delle accise;

            a valutare l'opportunità di adottare ogni iniziativa perché questa disciplina trovi un'applicazione omogenea sul territorio nazionale, al fine di garantire, ferma restando la sicurezza di riscossione per l'Amministrazione, il sempre più corretto funzionamento del settore.


G/2942/16/5

PUGLIA, BULGARELLI, MANGILI, LEZZI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            il titolo I del provvedimento reca disposizioni in materia fiscale;

            all'interno del provvedimento non sembrano trovare spazio importanti problematiche di natura fiscale quali la questione legata al versamento dell'acconto IRPEF;

            la procedura farraginosa e poco lineare mette spesso in difficoltà i contribuenti in relazione agli importi da versare nonché alle scadenze da rispettare;

        impegna il Governo:

            ad individuare strumenti al fine di consentire la semplificazione del sistema fiscale anche in relazione alla possibilità che l'acconto IRPEF possa essere corrisposto in numero massimo di dodici rate al fine di agevolare il pagamento da parte del contribuente.


G/2942/17/5

PUGLIA, BULGARELLI, MANGILI, LEZZI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            il titolo I del provvedimento reca disposizioni in materia fiscale;

            all'interno del provvedimento non sembrano trovare spazio importanti problematiche di natura fiscale quali la questione legata al versamento dell'acconto IRPEF;

            la procedura farraginosa e poco lineare mette spesso in difficoltà i contribuenti in relazione agli importi da versare nonché alle scadenze da rispettare;

        impegna il Governo:

            ad individuare strumenti al fine di consentire la semplificazione del sistema fiscale anche in relazione alla possibilità che l'acconto IRPEF per l'anno successivo venga abolito.


G/2942/18/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        considerato che:

            le disposizioni dell'articolo 3 del presente decreto-legge, che estendono ulteriormente l'applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti dell'IVA, cosiddetto «split payment», a tutte le società controllate e partecipate dalla Pubblica Amministrazione ed agli enti pubblici economici, hanno un forte impatto sulle imprese di viaggi che distribuiscono servizi turistici;

            l'ulteriore ampliamento entrerà in vigore dal 1º gennaio 2018, dopo che già lo scorso 1º luglio, il settore aveva subito un allargamento del campo di applicazione dello «split payment». Le nuove disposizioni impongono maggiori incombenze amministrative al settore e conseguenti maggiori costi per l'adeguamento delle procedure gestionali e contabili;

            il meccanismo dello «split payment» se, da un lato, semplifica il processo di accertamento, dall'altro comporta un vero e proprio stravolgimento per tutte le imprese interessate. Infatti, le imprese di viaggi si trovano a dover modificare i processi amministrativi ed informatici in modo da renderli idonei a distinguere l'attività di intermediazione svolta in nome e per conto del cliente che, in linea generale, dovrebbe rientrare nello «split payment», rispetto all'attività di organizzazione in nome proprio e per conto del cliente che invece è fuori dall'ambito di applicazione del meccanismo in esame;

            non è, però, scontato che l'incasso del corrispettivo delle prestazioni di servizi intermediati nei confronti della Pubblica Amministrazione e delle altre società debba avvenire sempre al netto dell'IVA, che viene versata direttamente da questi ultimi soggetti all'Erario. La fornitura di biglietteria aerea nazionale, ad esempio, è fuori dallo «split payment» perché i titoli di trasporto assolvono la funzione dello scontrino fiscale; mentre il 'compenso per l'attività di prenotazione svolta dall'impresa di viaggi viene fatturato e quindi rientrerebbe nella scissione dei pagamenti dell'IVA;

            in particolare, nell'attività di intermediazione i servizi sono riepilogati dall'impresa di viaggi in un estratto conto che ha valore finanziario e, quindi, non essendo fattura, fuori dallo «split payment»; in realtà l'impresa di viaggi intermediaria dovrà, comunque, distinguere i servizi rientranti da quelli esclusi dalla scissione dei pagamenti nel momento in cui addebita tutti i relativi ammontati nell'estratto conto riepilogativo delle operazioni effettuate nel corso dello stesso mese alla PA e/o alle società, subendo un forte impatto operativo e di adeguamento delle procedure e dei sistemi informatici dedicati;

            l'attività di organizzazione di pacchetti di viaggio, che rientra nel campo di applicazione del regime speciale IVA, ai sensi dell'art. 74-ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, è già esclusa dallo «split payment», poiché le relative fatture sono emesse senza la separata indicazione dell'imposta per i viaggi con destinazione nell'Unione Europea. Su tali documenti infatti deve essere riportata, ai sensi dell'articolo 21, comma 6, lettera e), del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, l'annotazione «regime del margine – agenzie di viaggio». Tale interpretazione era già stata confermata dall'Agenzia delle Entrate con la Circolare del 13 aprile 2015, n. 15/E;

            pertanto, non basta identificare il committente quale soggetto allo «split payment» ma diviene necessaria una puntuale e differente codifica contabile delle operazioni all'interno dello stesso genere, ancorché rese nei confronti dello stesso cliente;

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di escludere le imprese di viaggi e turismo e delle aziende loro partner per i sistemi di pagamento dall'applicazione delle disposizioni dell'articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972.


G/2942/19/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            le disposizioni di cui all'articolo 3 recano l'estensione dello Split payment a tutte le società controllate della P.A. ed in vista del conseguente aumento delle imprese soggette a credito d'imposta;

            i tributaristi sono soggetti già autorizzati quali intermediari fiscali nonché abilitati a rappresentare ed assistere i contribuenti dinanzi agli uffici dell'amministrazione finanziaria ai sensi dell'articolo 63 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600/73;

            il seguente impegno oltre a non gravare sul bilancio dello Stato poiché non comporta oneri aggiuntivi, nel contempo riduce i costi burocratici ed aumenta ì vantaggi per le imprese che potranno avvalersi della professionalità di soggetti che abitualmente colloquiano con l'amministrazione finanziaria;

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di prevedere – in un'ottica concorrenziale e di snellimento delle procedure – l'allargamento della platea dei professionisti abilitati ad apporre il visto di conformità anche ai professionisti di cui alla norma UNI 11511 certificati e qualificati ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4.


G/2942/20/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            a seguito dell'autorizzazione delle autorità comunitarie, il meccanismo della «scissione dei pagamenti» (cd. «split paymenf»), è stato prorogato sino al 2020, superando casi la data del 31 dicembre 2017, originariamente fissata dalla stessa Unione europea quale termine ultimo d'applicazione dello strumento;

            per le fatture emesse dal 1º luglio 2017, relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi, il meccanismo dello «split payment» viene esteso anche nei confronti dei seguenti soggetti:

                – tutte le pubbliche amministrazioni;

                – tutte le società controllate, in via diretta, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri (e le società da queste stesse controllate);

                – tutte le società controllate, in via diretta, dalle regioni, province, città metropolitane, comuni ed unioni di comuni (e le società da queste stesse controllate);

                – le società quotate in borsa, limitatamente a quelle inserite nell'indice FTSE Mib di Borsa Italiana e le società da queste s:tesse controllate;

                – professionisti, i cui compensi sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta sul reddito;

            con il più recente decreto-legge 148/2017, all'articolo 3 viene nuovamente riformulato il co. 1-bis dell'articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 633/1972, estendendo, a decorrere dallo gennaio 2018, l'applicazione della «scissione dei pagamenti» (ed. «split payment»), anche ad altri soggetti pubblici quali gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona, le fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70 per cento;

            in generale, tali modifiche preoccupano fortemente le imprese. L'obbligo di fatturazione elettronica nei rapporti con tutte le PP.AA., già in vigore dal 2015, è considerato elemento già sufficiente per il contrasto all'evasione IVA. Si consideri, tra l'altro, che, nelle prime versioni del testo del disegno di legge di Bilancio per il 2018, viene prevista l'obbligatorietà, dallo gennaio 2019, della fatturazione elettronica anche per le operazioni ed. «B2B», ovvero per tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi poste in essere tra soggetti IVA (esclusi quelli in regime di contabilità semplificata), obbligo anticipato allo luglio 2018, per le prestazioni rese da subappaltatori nell'ambito di contratti di appalto stipulati con una P.A;

            ciò renderebbe di fatto superflua l'applicazione dello «split» nell'ambito dei contratti pubblici, la cui stessa vigenza temporanea era stata, a suo tempo, giustificata proprio dall'introduzione solo dal 2015 della fatturazione elettronica;

            per le imprese che operano nel comparto dei lavori pubblici, quindi le conseguenze di queste ultime modifiche attengono sempre all'incremento esponenziale del credito IVA. Infatti, con l'entrata in vigore della norma, l'IVA non verrà più corrisposta alle imprese non solo nei rapporti con la pubblica amministrazione ma anche nei rapporti con tutte le società a partecipazione statale e locale, compresi da ultimo enti pubblici economici nazionali, regionali e locali e fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche;

            è quindi sempre più urgente risolvere il problema del credito IVA, potrebbe, nell'immediato, risolversi, più che attraverso un'accelerazione nei tempi di recupero del credito IVA, attraverso il ripristino del principio di neutralità dell'IVA, che questo meccanismo di fatto mina;

        impegna il governo:

            a valutare la possibilità di estendere il meccanismo del «reverse charge» ai fornitori dei soggetti che applicano lo «spIit payment».


G/2942/21/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante – «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            in caso di applicazione dell'IVA in misura superiore a quella effettiva, erroneamente assolta dal cedente/prestatore, l'attuale impianto normativo dispone l'indetraibilità in capo al cessionario/committente di tale maggiore importo addebitato;

            il diritto al rimborso dell'imposta, ovviamente qualora regolarmente versata all'Erario, è persegui bile tramite un rimborso binario mediante la duplice azione di rivalsa in sede civilistica, tra cessionario/committente e cedente/prestatore, e in sede tributaria tra cedente/prestatore ed Erario;

            alternativamente attraverso le procedure di rettifica endo-procedimentale, è possibile procedere alla rettifica per le operazioni per le quali è stata applicata l'imposta in misura superiore, mediante una nota di variazione in diminuzione, ai sensi dell'articolo 26, comma 2 del decreto Presidente della Repubblica 633/72, ovvero per le operazioni riferite ad anni di imposta già oggetto di dichiarazione annuale, mediante rettifica ai sensi dell'articolo 8, comma 6-bis e segg., del decreto Presidente della Repubblica 322/98;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di disporre, rispetto ad una condizione di assoluta neutralità impositiva in quanto parte dal presupposto, che !'IVA sia stata assolta da parte del cedente o prestato re; nel qual caso dispone uno specifico regime sanzionatorio in capo al cessionario/committente consentendo comunque allo stesso la detrazione della maggiore imposta al cliente.


G/2942/22/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            la normativa comunitaria di dettata dall'articolo 7 della Direttiva 2003/96/CE consente agli Stati membri di distinguere, ai fini dell'accisa, tra uso «commerciale» e uso «non commerciale» del gasolio, definendo come «commerciale» il gasolio utilizzato – oltre che per il trasporto di merci (articolo 7, par. 3, lettera a) della Direttiva) – per «il trasporto di passeggeri regolare o occasionale con un autoveicolo delle categorie M2 o categoria M3 ... »;

        come chiarito dalla Commissione Europea con nota del 20 febbraio 2017 l'articolo 7 della Direttiva 2003/96/CE deve interpretarsi nel senso che uno Stato membro – una volta esercitata l'opzione per l'introduzione di un'aliquota differenziata per il «gasolio commerciale» – è tenuto adottare, nel proprio diritto interno, la stessa definizione di «gasolio commerciale» recata dall'articolo 7 medesimo senza poter escludere uno o più servizi di trasporto tra quelli citati dalla norma. Sinora lo Stato italiano ha, invece, illegittimamente escluso dall'ambito applicativo della riduzione di accisa il gasolio impiegato per lo svolgimento di servizi di noleggio autobus con conducente (cd. servizi occasionali);

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di adeguare la disciplina nazionale vigente in materia di riduzione dell'accisa sul gasolio« commerciale» alla normativa europea in modo da evitare il protrarsi di un ingiusto danno a carico degli operatori del settore, estendendo l'agevolazione anche alle imprese di noleggio autobus con conducente e consentendo il recupero dei maggiori oneri dalle stesse sostenuti anche per gli anni pregressi, a partire dal I o aprile 2012 (cinque anni a partire dalla data in cui gli operatori hanno avuto conoscenza dei chiarimenti della Commissione Europea riguardanti l'applicazione dell'articolo 7 della Direttiva 2003/96/CE).


G/2942/23/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno dì legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            a seguito di precedenti interventi normativi e di prassi ministeriale in materia di imposta di registro (articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 23 del 2011) ed IVA (articolo 33 del decreto legislativo n. 175 del 2014) che hanno escluso il riferimento al decreto del Ministro dei Lavori pubblici 2 agosto 1969, adottato in attuazione dell'articolo 13 della legge 2 luglio 1949, n. 408 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969 (si veda anche circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 31 del 2014) per l'individuazione delle caratteristiche di lusso dei fabbricati ad uso abitativo;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di modificare, in modo conforme anche il rinvio contenuto nel decreto-legge n. 557 del 1993, articolo 9, comma 3, lettera e), per la definizione dei fabbricati che non possono essere riconosciuti rurali, prevedendo la classificazione catastale come unico criterio per l'attribuzione delle caratteristiche di lusso dei fabbricati, al fine di allinearlo alle normative in materia di imposte di registro e di IVA.


G/2942/24/5

CANDIANI, COMAROLI

Il Senato,

        esaminato il disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per le esigenze indifferibili»;

        premesso che:

            la resistenza agli antibiotici da parte di vari agenti patogeni nel settore zootecnico è collegabile al frequente uso di antibiotici nella medicina veterinaria per contrastare prevalentemente forme influenzali non autoctone di origine asiatica;

            a causa delle recenti notizie sull'uso di antibiotici negli allevamenti, il consumo delle carni bianche, tra le quali il pollo, è in sensibile calo, ma meno di un quarto del totale degli antibiotici venduti nel settore zootecnico sono attribuibili, però, alla filiera avicola;

            la lotta all'antibiotico-resistenza passa anche per le agevolazioni fiscali alle quali le industrie del settore avicolo possono accedere per incentivare una produzione antibiotic free e continuare nel trend positivo di riduzione e razionalizzazione dell'uso di antibiotici negli allevamenti anche al fine di tutelare il benessere animale e la salute del consumatore;

            il Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dal T.U. delle Imposte sui redditi, prevede che i soggetti passivi di imposta sul reddito delle società (IRES) possano detrarre alcuni oneri dall'imposta lorda;

        impegna il Governo:

            a prevedere per la filiera avi cola, al fine di incentivare la riduzione progressiva dell'utilizzo di antibiotici negli allevamenti, una ulteriore detrazione, in aggiunta a quelle già previste sull'imposta lorda sul reddito delle società (IRES), sulla quota di produzione certificata che non utilizza antibiotici (produzione antibiotic free) o, in alternativa, ad un credito di imposta specifico pari al valore degli investimenti infrastrutturali e strumentali svolti per produzioni di carni avicole senza alcun ricorso all'utilizzo di antibiotici.


G/2942/25/5

GINETTI, PEZZOPANE

Il Senato,

        in sede di esame dell'A.S. 2942 di conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 142, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili;

        premesso che:

            l'articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, ha istituito una zona franca urbana (ZFU) ai sensi dell'articolo 1, commi 340-343, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, comprendente il territorio dei comuni di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016;

            con circolare del Ministero dello sviluppo economico 4 agosto 2017, n. 99473, sono indicati criteri di accesso, modalità e termini di presentazione della domanda delle istanze di accesso alle agevolazioni in favore delle imprese localizzate nei medesimi territori;

            con circolare ministeriale 15 settembre 2017, n. 114735, sono stati forniti alcuni chiarimenti sui limiti annuali di fruizione delle agevolazioni previste dalla norma e apportate integrazioni al modello di istanza per l'accesso ai benefici; l'intervento prevede la concessione di agevolazioni fiscali e contributive in favore di imprese e titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono la propria attività o che la avviano entro il 31 dicembre 2017 nella ZFU Sisma Centro Italia;

            per la concessione delle agevolazioni, la legge ha dedicato le seguenti risorse, al netto degli oneri per la gestione degli interventi: 190.610.000 euro per il 2017, 164.346.000 per il20l8 e 138.866.000 euro per il 2019; le istanze di accesso alle agevolazioni possono essere presentate entro il termine ormai prossimo del 6 novembre 2017;

        considerato che:

            alcune delle strutture ricettive ricadute nella perimetrazione della ZFU hanno ospitato gli sfollati colpiti dagli eventi sismici secondo le modalità disposte dai provvedimenti emanati per far fronte allo stato di emergenza;

        ritenuto che:

            le strutture che hanno ospitato i terremotati, la protezione civile e le forze dell'ordine e che pertanto hanno compiuto una attività socialmente utile dovrebbero poter usufruire delle agevolazioni previste dalla circolare 4 agosto 2017, n.99473 al fine di non essere penalizzate economicamente rispetto a quelle che, per contro, potranno .godere delle predette agevolazioni visti i criteri di ammissione alle agevolazioni relative alla riduzione del fatturato di cui al punto 4.4 della predetta circolare ministeriale;

        impegna il Governo:

            a modificare ed integrare la circolare ministeriale del 4 agosto 2017, n. 99473, al fine di introdurre disposizioni intese al riconoscimento dei danni subiti dalle attività commerciali ed alberghiere che hanno ospitato i terremotati e le forze dell'ordine mediante lo scorporo di dette presenze e del contributo ricevuto per tale ospitalità, dalla stima della riduzione di fatturato ai fini dell'accesso alle agevolazioni fiscali e contributive concesse nei comuni ricadenti nella ZFU Sisma Centro Italia prevista dalla sopra menzionata circolare.


G/2942/26/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        considerato che:

            i tempi più ristretti in cui esercitare il diritto alla detrazione potrebbero essere, in contrasto con la disciplina comunitaria in quanto rendono eccessivamente difficile l'esercizio del diritto e quindi in contrasto con il principio di neutralità dell'imposta;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di ripristinare il precedente termine relativo alla detrazione dell'IVA.


G/2942/27/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        considerato che:

            resta ferma la periodicità di trasmissione delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA;

            la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute con cadenza annuale non comprometterebbe l'effettuazione dei controlli da parte dell'Amministrazione, poiché alla stessa vengono forniti una quantità di dati maggiore rispetto al pregresso, rendendo di fatto più agevole ed efficiente il monitoraggio del flusso dell'imposta sul valore aggiunto;

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di rendere annuale la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, che l'articolo 21, decreto-legge n. 78 del 2010, prevede con periodicità trimestrale. La trasmissione annuale dei dati delle fatture sarebbe così effettuata entro il mese di febbraio dell'anno successivo a quello di riferimento.


G/2942/28/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        considerato che;

            l'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come novellato dall'articolo 4 del decreto-legge 22 ottobre 2017, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 dicembre 2016, n. 225, dispone che, a decorrere dal 10 gennaio 2017, i soggetti passivi IVA debbano trasmettere, telematicamente, all'Agenzia delle Entrate, entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, i dati di tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento, e di quelle ricevute e registrate ai sensi dell'articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ivi comprese le bollette doganali, nonché i dati delle relative variazioni;

            l'Agenzia delle Entrate, con la Circolare del 7 febbraio 2017, n. 1/E, ha precisato che le informazioni da trasmettere sono relative alle fatture emesse, indipendentemente dalla loro registrazione (comprese, pertanto, anche le fatture annotate o da annotare nel registro dei corrispettivi, ai sensi dell'articolo 24, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633);

            l'Amministrazione finanziaria ha, inoltre, chiarito che la trasmissione riguarda anche le fatture attive e/o passive di importo inferiore a 300 euro, per le quali è data facoltà di registrazione attraverso un documento riepilogativo, ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 6, del decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695;

            di conseguenza, anche per tali tipologie di fatture, indipendentemente dalla modalità di registrazione – è obbligatorio comunicare i dati relativi ad ogni singola fattura;

            il nuovo adempimento di comunicazione – in ordine alle due fattispecie evidenziate – risulta estremamente oneroso per i soggetti di cui all'articolo 22 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 (quali, ad esempio, bar, ristoranti, alberghi, eccetera), che registrano numerose fatture di piccolo importo nel registro dei corrispettivi, tenuto ai sensi dell'articolo 24 del medesimo decreto, in quanto imporrebbe, a tali soggetti l'annotazione distinta per singola fattura anziché giornaliera e per totali;

            inoltre, risulta inutile per la stessa l'Amministrazione finanziaria in quanto – essendo documenti fiscali emessi «al dettaglio» – le fatture richieste da altri soggetti IVA (obbligatoriamente) o da consumatori finali (facoltativamente) sono, nel primo caso, registrati dall'acquirente, e, nel secondo caso, irrilevanti ai fini del controllo incrociato;

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di rendere facoltativa la comunicazione trimestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute per le due fattispecie di fatturazione illustrate, in quanto l'adempimento risulta estremamente oneroso per le imprese interessate e le cui informazioni sono assolutamente prive di qualsiasi utilità alla stessa Agenzia delle Entrate ai fini del contrasto dell'evasione IVA.


G/2942/29/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            la legge di bilancio 2017 ha modificato la norma introdotta dal decreto-legge n. 18 del 2016 che prevedeva imposte fisse di registro, ipotecaria e catastale (200 euro ciascuna) per gli immobili acquistati all'asta entro il 31 dicembre 2016 da soggetti che svolgono attività d'impresa. L'agevolazione spettava a condizione che tali immobili venissero rivenduti nei due anni successivi;

            la legge di bilancio 2017 ha previsto che: 1) l'agevolazione spetti nei casi in cui l'immobile venga rivenduto entro i 5 anni successivi (e non due come precedentemente previsto); 2) l'agevolazione fiscale si estenda agli acquisti effettuati fino al 30 giugno 2017 (e non 31 dicembre 20.16),

        impegna il Governo:

            al fine di continuare il percorso di rilancio del mercato delle cessioni immobiliari oggetto di esecuzioni o di procedure concorsuali, a valutare la possibilità di prevedere una ulteriore proroga della agevolazione fiscale (200 euro).


G/2942/30/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            a seguito dell'autorizzazione delle autorità comunitarie, il meccanismo della «scissione dei pagamenti» (cd. «split payment»), è stato prorogato sino al 2020, superando così la data del 31 dicembre 2017, originariamente fissata dalla stessa Unione europea quale termine ultimo d'applicazione dello strumento.

            Per le fatture emesse dal 1º luglio 2017, relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi, il meccanismo dello «spIit payment» viene esteso anche nei confronti dei seguenti soggetti:

                – tutte le pubbliche amministrazioni;

                – tutte le società controllate, in via diretta, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri (e le società da queste stesse controllate);

                – tutte le società controllate, in via diretta, dalle regioni, province, città metropolitane, comuni ed unioni di comuni (e le società da queste stesse controllate);

                – le società quotate in borsa, limitatamente a quelle inserite nell'indice FTSE Mib di Borsa Italiana e le società da queste stesse controllate;

                – professionisti, i cui compensi sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta sul reddito.

            Con il più recente decreto-legge n. 148 del 2017 (in particolare, l'articolo 3), viene nuovamente riformulato il comma 1-bis dell'articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, estendendo, a decorrere dal 1º gennaio 2018, l'applicazione della «scissione dei pagamenti» (ed. «split payment»), anche ad altri soggetti pubblici, ovverosia a:

                – gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e «le aziende pubbliche di servizi alla persona;

                – le fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale;

            complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70 per cento.

            In generale, tali modifiche preoccupano fortemente le imprese.

            L'obbligo di fatturazione elettronica nei rapporti con tutte le PP.AA., già in vigore dal 2015, è considerato elemento già sufficiente per il contrasto all'evasione IVA. Si consideri, tra l'altro, che, nelle prime versioni del testo del disegno di legge di Bilancio per il 2018, viene prevista l'obbligatorietà, dal 1º gennaio 2019, della fatturazione elettronica anche per le operazione cd. «B2B», ovvero per tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi poste in essere tra soggetti IVA (esclusi quelli in regime di contabilità semplificata), obbligo anticipato al 1º luglio 2018, per le prestazioni rese da subappaltatori nell'ambito di contratti di appalto stipulati con una P.A.

            Ciò renderebbe di fatto superflua l'applicazione dello «split» nell'ambito dei contratti pubblici, la cui stessa vigenza temporanea era stata, a suo tempo, giustificata proprio dall'introduzione solo dal 2015 della fatturazione elettronica.

            Per le imprese che operano nel comparto dei lavori pubblici, le conseguenze di queste ultime modifiche attengono sempre all'incremento esponenziale del credito IVA. Infatti, con l'entrata in vigore della norma, l'IVA non verrà più corrisposta alle imprese non solo nei rapporti con la pubblica amministrazione ma anche nei rapporti con tutte le società a partecipazione statale e locale.

            È quindi sempre più urgente risolvere il problema del credito IVA, rendendo pressoché immediato il rimborso, che attualmente avviene in un periodo che supera in media i sei mesi.

            In merito, nella risoluzione del Parlamento di approvazione del DEF 2017 (Documento di Economia e Finanza), viene richiesto l'impegno del Governo al rispetto dei tempi previsti dalla legislazione vigente per le procedure di rimborso dei crediti IVA derivanti proprio dall'applicazione dello split payment;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di adottare un Modello di dichiarazione IVA mensile, sulla falsa riga di quello trimestrale (Modello IVA TR già in uso presso le imprese), che consenta l'istanza di rimborso o la compensazione del credito IVA già il mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione, le cui modalità operative e termini di presentazione saranno stabiliti con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge di conversione.

            Tale meccanismo di accelerazione del recupero del credito sarebbe riconosciuto esclusivamente ai contribuenti che effettuano operazioni nei confronti delle pubbliche amministrazioni, per le quali si applica il meccanismo della «scissione dei pagamenti».


G/2942/31/5

CANDIANI, ARRIGONI

Il Senato,

        esaminato il disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per le esigenze indifferibili»;

        premesso che:

            la situazione delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpite dal terremoto del 2016-17 è caratterizzata, come noto, da enormi ritardi accumulati nella fase di emergenza e soprattutto nel seguente periodo, in tema di ricostruzione e riavvio delle basilari funzioni socioeconomiche delle comunità interessate;

            ai gravi danni causati direttamente dal terremoto, si assommano i danni indiretti, che a distanza di un anno sono enormi, in ragione di una contrazione del fatturato produttivo, commerciale e principalmente turistico, che a seconda delle aree ha toccato il 50, 80 e 90 per cento;

            le attività economiche colpite dagli eventi sismici necessitano tutt'ora di agevolazioni, sostegno e aiuti che consentano loro di riprendere l'attività e non abbandonare il territorio;

            per aiutare le attività economiche situate nelle zone terremotate sono già state attivate alcune forme di sostegno relativamente agli adempimenti fiscali ed ai contributi previdenziali, che tuttavia, per il prolungar si delle condizioni di inattività necessitano di rinforzo e riattivazione;

            l'articolo 2 del decreto-legge all'esame prevede la sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi nei territori colpiti da calamità naturali. In particolare si prevede che, gli adempimenti e i pagamenti dei contributi e dei premi non versati per effetto della sospensione di cui al comma 13 dell'articolo 48 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, avvengano entro il 31 maggio 2018 (anziché entro il mese di ottobre 2017). Viene, altresì, differita la decorrenza della eventuale rateizzazione – con piano rateale fino ad un massimo di 24 rate mensili (anziché 18 rate) – del pagamento dei contributi e premi non versati per effetto della sospensione (da ottobre 2017 a maggio 2018);

            è difficile, se non impossibile, pensare che in cosi poco tempo, ed in un contesto economico notevolmente peggiorato, le aziende siano in grado di far fronte ai pagamenti di imposte e contributi correnti da un lato e alle rateazioni per quelli sospesi dall'altro;

            è necessario intervenire con ulteriori interventi che, allo stato attuale, risultano essere improcrastinabili e tassativi;

        impegna il Governo:

            a prevedere misure più incisive e importanti a sostegno delle realtà imprenditoriali e delle persone fisiche collocate nel territorio delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpite dal sisma del 2016/17, come forme di esonero totale o, in alternativa, sospensioni più lunghe con rateazioni, notevolmente più allungate atte ad incentivare e facilitare una già difficile ripresa e anche il sovraindebitamento della aziende, soprattutto quelle più piccole e a conduzione familiare, che costituiscono, in maggioranza, il nostro tessuto economico.


G/2942/32/5

CANDIANI, ARRIGONI

Il Senato,

        esaminato il disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per le esigenze indifferibili»;

        premesso che:

            la situazione delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpite dal terremoto del 2016-17 è caratterizzata, come noto, da enormi ritardi accumulati nella fase di emergenza e soprattutto nel seguente periodo, in tema di ricostruzione e riavvio delle basilari funzioni socio economiche delle comunità interessate;

            ai gravi danni causati direttamente dal terremoto, si assommano i danni indiretti, che a distanza di un anno sono enormi;

            per aiutare le attività economiche situate nelle zone terremotate sono già state attivate alcune forme di sostegno che tuttavia, per il prolungar si delle condizioni di inattività, necessitano di rinforzo;

            i tempi per la ricostruzione sono lunghi, si stimano dai 15 ai 25 anni, soprattutto per i Centri Storici e le attività produttive, i piccoli commercianti e artigiani non sono ancora ripartiti tutti e, anche chi ha già delocalizzato, si trova in difficoltà;

            la lettera g), del comma 1, dell'articolo 48, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, prevede la sospensione del pagamento delle rate dei mutui erogati dalle banche fino al 31 dicembre 2017 limitatamente alle attività economiche e produttive nonché per i soggetti privati per i mutui relativi alla prima casa di abitazione, inagibile o distrutta;

            risulta che alcune banche hanno sì sospeso le rate per un anno ma, a gennaio 2018 quando terminerà la sospensione, hanno richiesto il pagamento mensile di una doppia rata, ovvero quella prevista dal piano di ammortamento e quella sospesa;

            è necessario intervenire con ulteriori interventi che, allo stato attuale, risultano essere improcrastinabili e tassativi;

        impegna il Governo:

            a prevedere misure che permettano la ricontrattazione o meglio l'estinzione dei mutui contratti con le banche su case e negozi distrutti o inagibili, o in alternativa prevedere una proroga della sospensione dei mutui per tutto l'anno 2018, al fine di consentire ai cittadini colpiti di continuare a pagare le rate, altrimenti correranno il rischio di diventare insolventi.


G/2942/33/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            la previsione di un autonomo termine di 10 giorni (di calendario), diverso rispetto al termine previsto per la notifica ex articolo 120 del TUF e 121 del Regolamento Emittenti («...tempestivamente e comunque entro quattro giorni di negoziazione.»), comporta un disallineamento tra l'informativa al mercato sul superamento della soglia rilevante e (ulteriore) informativa sulle reali intenzioni del «presunto» soggetto scalatore, che può ben durare 6 giorni;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di prevedere che la dichiarazione in questione sia trasmessa alla società partecipata e alla Consob, nonché comunicata al pubblico secondo i medesimi termini e modalità già previsti per le comunicazioni di partecipazioni rilevanti, inserendo un richiamo al comma 4, lettera e) e d), del medesimo articolo 120 del TUF.


G/2942/34/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        considerato che:

            l'attuale procedura di contestazione degli omessi versamenti dell'IVA prevista dall'articolo 21-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, lascia i contribuenti nell'incertezza circa il tempo a disposizione per ravvedersi,

            non è previsto alcun lasso temporale minimo tra la data di comunicazione dell'irregolarità riscontrata e l'invio del successivo avviso bonario che blocca la possibilità di avvalersi dell'istituto del ravvedimento operoso;

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di introdurre un lasso temporale minimo di 6 mesi dalla data in cui è stato inviato l'avviso di irregolarità, entro il quale completare il ravvedimento operoso.


G/2942/35/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge A.S. 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        considerato che:

            in considerazione della ratio che ha spinto all'introduzione della disposizione in esame, si ritiene che il controllo dei versamenti periodici IVA prima della presentazione della dichiarazione IVA e la conseguente emanazione dei provvedimenti ai sensi dell'articolo 54-bis, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 debba essere limitata ai soli soggetti che presentano un elevato rischio fiscale;

            per la selezione di tali soggetti viene demandato ad un Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate l'individuazione delle condizioni che potranno tener conto dei comportanti pregressi dei contribuenti.;

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di evitare che l'applicazione automatica della norma in merito ai controlli dei versamenti IVA introdotta con il decreto-legge n. 193 del 2016 vanifichi, anche in relazione a soggetti che presentano un ridotto rischio fiscale, la possibilità di effettuare il ravvedimento operoso.


G/2942/36/5

LEZZI, BULGARELLI, MANGILI, PUGLIA

Il Senato,

        premesso che:

            l'articolo 17 del disegno di legge 6 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili, assegna al soggetto attuatore 27 milioni di euro per l'anno 2017 per la realizzazione di interventi di bonifica ambientale e di rigenerazione urbana del SIN di Bagnoli-Coroglio;

        considerato che:

            l'articolo 114 comma 19 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 dispone che il Ministro dell'Ambiente presenta annualmente al Parlamento una relazione sullo stato di avanzamento delle attività relative al Piano di completamento della bonifica e del recupero ambientale dell'area industriale di Bagnoli;

            l'articolo 1 comma 50 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 ha disposto che per perseguire le bonifiche dei SIN contaminati da amianto sono stati stanziati 45.000.000,00 di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016, e 2017 dei quali euro 25.000.000,00 annui sono a favore dei Comuni di Casale Monfenato e di Napoli;

            sulla base dei fabbisogni richiesti dal Comune di Napoli, per il SIN di Bagnoli-Coroglio, il citato Decreto ha stanziato complessivamente la somma di euro 10 .492.726,00, a favore del medesimo Comune nelle annualità 2016/2017, per finanziare l'intervento «Completamento bonifica da amianto area ex EterniC (progetto ex Bagnolifutura);

            A seguito della nomina del Commissario Straordinario di Governo è decaduto l'intervento destinatario del finanziamento e cambiato l'Ente attuatore dello stesso, in quanto la bonifica dell'area ex Eternit è ora ricompresa nel Programma di risanamento ambientale e rigenerazione urbana di Bagnoli.

        impegna il Governo a:

            chiarire quale sia l'utilizzo delle risorse indicate nella suddetta relazione destinate al risanamento ambientale del sito di interesse nazionale (SIN) di Bagnoli.


G/2942/37/5

MANGILI, BULGARELLI, LEZZI, PUGLIA

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili,

        premesso che:

            l'articolo 2 del disegno di legge in esame provvede alla sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi nei territori colpiti da calamità naturali, ed in particolare, ai commi 7 e 8, reca misure a sostegno dei redditi dai contribuenti dei territori dell'Italia centrale colpiti dagli eventi sismici del 2016;

            considerato che la ricostruzione nelle aree colpite dal sisma citato procede a rilento con non poche difficolta a danno delle popolazioni e delle attività economiche interessate;

        impegna il governo:

            ad adottare nel più breve tempo possibile e comunque entro la fine della legislatura, ogni atto o iniziativa necessaria affinché:

                – venga resa più capillare la presenza sul territorio degli uffici per la ricostruzione mediante la costituzione dei medesimi uffici almeno a livello provinciale, con impiego di forza lavoro del ministero, non politico ma operativo, ovvero eliminando i sub commissari regionali e creando i sub commissari a livello comunale, al fine di aiutare i comuni, condividendo con loro responsabilità e poteri, anche riunendoli in unioni di comuni a gruppi di 10 o per totale di abitanti;

                – venga creata una Task Force di esperti con figure di alto promo in ambito giuridico, amministrativo e contabile, al fine di rafforzare le strutture organizzative dei piccoli Comuni ed affiancare i comuni del cratere nell'analisi e nella risoluzione dei tanti problemi connessi con la ricostruzione;

                – si provveda alla delocalizzazione degli edifici (privati e pubblici) con relativo abbattimento e naturalizzazione dei luoghi in connessione alla microzonazione sismica.


G/2942/38/5

BULGARELLI, MANGILI, LEZZI, PUGLIA

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili,

        premesso che:

            l'articolo 2 del disegno di legge in esame provvede alla sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi nei territori colpiti da calamità naturali, ed in particolare, ai commi 7 e 8, reca misure a sostegno dei redditi dai contribuenti dei territori dell'Italia centrale colpiti dagli eventi sismici del 2016;

        impegna il governo, anche mediante il commissario straordinario per la ricostruzione, ad adottare nel più breve tempo possibile e comunque entro la fine della legislatura, ogni atto o iniziativa necessaria affinché:

            venga disposta l'esenzione dalla tassa per l'occupazione del suolo pubblico temporanea dovuta per le impalcature dei cantieri per la ricostruzione/ristrutturazione degli immobili ricadenti nelle aree colpite dal suddetto sisma;

            venga prorogata la disposizione relativa al Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS) ovvero ad associare il CAS ad un reale contratto di affitto, stabilendo altresì la decadenza del CAS nel momento in cui decade il contratto di affitto stesso e si rientra nella casa ricostruita; venga prorogata la scadenza, attualmente fissata al31 dicembre 2017, per la presentazione della domanda di contributo per la ricostruzione sia per i danni lievi (schede aedes B) sia per i danni pesanti (scheda aedes E e altre).


G/2942/39/5

LEZZI, BULGARELLI, MANGILI, PUGLIA

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili,

        premesso che:

            11 articolo 2 del disegni di legge in esame provvede alla sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi nei territori colpiti da calamità naturali, ed in particolare, ai commi 7 e 8, reca misure a sostegno dei redditi dai contribuenti dei territori dell'Italia centrale colpiti dagli eventi sismici del 2016;

        impegna il governo, anche mediante il commissario straordinario per la ricostruzione, ad adottare nel più breve tempo possibile e comunque entro la :fine della legislatura, ogni atto o iniziativa necessaria affinché:

            – venga data attuazione alle misure a sostegno delle imprese danneggiate dal sisma ai sensi degli articoli 20; 20-bis; 21; 22 e24 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n.189, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n.229, e si giunga finalmente all'avvio e al definitivo completamento degli interventi volti alla ripresa economica delle comunità colpite dal sisma del 2016;

            – vengano definiti i criteri in base ai quali la cittadinanza interessata dagli eventi sismici del 2016 possa partecipare attivamente alle fasi decisorie relative alla perimetrazione dei borghi, dei centri storici e dei nuclei di particolare interesse, o parti di essi di cui all'articolo 5, comma 1, lettera e) del decreto-legge 17 ottobre 2016, n.189, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n.229, anche inducendo i sindaci e le autorità preposte, all'immediata adozione degli strumenti urbanistici attuativi.


G/2942/40/5

BULGARELLI, MANGILI, LEZZI, PUGLIA

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili,

        premesso che:

            l'articolo 2 del disegno di legge in esame provvede alla sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi nei territori colpiti da calamità naturali, ed in particolare, ai commi 7 e 8, reca misure a sostegno dei redditi dai contribuenti dei territori dell'Italia centrale colpiti dagli eventi sismici del 2016;

        considerato che:

            la ricostruzione delle opere pubbliche ed in particolare quelle riferite ai beni culturali, nei territori dell'Italia centrale colpiti dagli eventi sismici del 2016, quali ad esempio Chiese, Cimiteri, ed edifici di interesse storico-artistico, risulta essere in forte ritardo;

            il soggetto attuatore di detti interventi, cosi come disciplinato dall'articolo 15 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n.229, è il MIBACT ma ad oggi non è noto se si stia procedendo agli incarichi di progettazione propedeutici all'inizio dei relativi cantieri;

            non si capisce altresì se il MIBACT delegherà alle soprintendenze regionali la fase di appalto sia degli incarichi professionali, sia dei lavori di ricostruzione;

        impegna il governo:

            ad adottare nel più breve tempo possibile e comunque entro la fine della legislatura, ogni iniziativa necessaria affinché vengano accelerate tutte le procedure necessarie per portate a termine le opere di ricostruzione e di ripristino dell'ingente patrimonio storico-artistico danneggiato a seguito degli eventi sismici dell'Italia centrale del 2016.


G/2942/41/5

PUGLIA, LEZZI, MANGILI, BULGARELLI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili (A.S. 2942);

        premesso che:

            il titolo I del provvedimento reca disposizioni :in materia fiscale;

            all'interno del provvedimento non sembrano trovare spazio importanti problematiche di natura fiscale quali la questione legata al versamento dell'acconto IRPEF;

            la procedura farraginosa e poco lineare mette spesso in difficoltà i contribuenti in relazione agli importi da versare nonché alle scadenze da rispettare;

        impegna il Governo:

            ad individuare misure al fine di ottimizzare e semplificare il sistema fiscale;

            ad adottare strumenti normativi volti a superare la attuale metodologia di calcolo delle addizionali regionali e comunali calcolate dal sostituto di imposta per addivenire ad un calcolo di suddette addizionali partendo dall'imponibile del mese in cui vengono trattenute utilizzando lo stesso criterio dell'IRPEF.


G/2942/42/5

PUGLIA, MANGILI, LEZZI, BULGARELLI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili (A.S. 2942);

        premesso che:

            l'articolo 2 reca disposizioni per la sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi nei territori colpiti da calamità naturali;

            l'articolo, tuttavia, si limita a prevedere agevolazioni in favore dei territori colpiti dall'alluvione del 9 settembre, in particolare per i comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e Collesalvetti, senza prevedere nulla in favore dei territori dei comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno dell'Isola di Ischia, gravemente colpiti dal sisma del 21 agosto 2017:

        considerato altresì che:

            il terremoto che ha colpito l'isola d'Ischia ha provocato danni ingenti all'economia isolana. Gli operatori del settore turistico temono un default economico: si contano più di cinquemila disdette oltre agli ottomila ospiti che hanno interrotto le vacanze determinando un danno per le strutture turistico recettive di oltre 10 milioni di euro;

            l'Italia è uno dei Paesi a più elevato rischio sismico e questo dipende oltre che dalla frequenza e intensità dei terremoti che periodicamente lo interessano, soprattutto dall'elevata vulnerabilità del patrimonio edilizio. Nonostante questo, manca del tutto quella cultura della prevenzione che consentirebbe di limitare gli effetti spesso drammatici di eventi naturali che mostrano l'estrema fragilità e vulnerabilità del nostro territorio e del patrimonio edilizio;

            la frequenza degli eventi calamitosi che colpiscono il nostro Paese mettono in luce drammaticamente l'estrema fragilità del territorio italiano e la necessità di messa in sicurezza complessiva investendo in prevenzione e garantendo l'incolumità dei cittadini;

        impegna il Governo:

            ad assumere iniziative volte a consentire anche ai suddetti territori colpiti dal sisma di fruire di una idonea sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi;

            a promuovere iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, volte a consentire il necessario sostegno alle popolazioni residenti nei comuni dell'Isola d'Ischia e la ripresa delle attività produttive colpite dal sisma del 21 agosto 2017;

            ad assumere iniziative volte a individuare le risorse adeguate ad avviare e garantire la ricostruzione dei comuni dell'isola d'Ischia colpiti dal sisma;

            predisporre, nell'ambito delle proprie competenze, misure di sostegno in materia fiscale al fine di favorire la ripresa produttiva del settore turistico, dei servizi connessi, dei pubblici esercizi, del commercio e


G/2942/43/5

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili».

        premesso che:

            il ricordo della tragedia del Vajont è ancora tristemente vivo; la notte del 9 ottobre 1963 la frana, causa del disastro, si staccò dalle pendici settentrionali del monte Toc e precipitò nel bacino artificiale sottostante. Le vittime del furono 1910, di cui 1450 residenti nel comune di Longarone;

            a Longarone furono distrutte 895 unità immobiliari, 205 unità produttive. Venne distrutto, per intero, il Capoluogo, nonché le frazioni di Pirago, Rivalta, Villanova e, parzialmente, Faé;

            il Cimitero monumentale delle vittime del Vajont, dichiarato Monumento nazionale dal Decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 2003, accoglie le salme delle vittime di quella tragedia;

            nel 2003 il sacrario è stato ristrutturato a spese del comune di Longarone;

            il Cimitero rappresenta uno dei luoghi della memoria del nostro Paese ed è meta di numerose visite, specie da parte di scolaresche delle zone limitrofe;

            è compito delle Istituzioni preservare i luoghi e tramandare alle future generazioni il ricordo di una delle pagine più drammatiche della storia dell'Italia repubblicana;

        impegna il Governo:

            a reperire, già nella imminente legge di bilancio, adeguate risorse da destinare alla manutenzione e alla gestione del Cimitero monumentale delle vittime del Vajont.


G/2942/44/5

CANDIANI, ARRIGONI

Il Senato,

        esaminato il disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per le esigenze indifferibili»;

        premesso che:

            la situazione delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpite dal terremoto del 2016/17 è caratterizzata, come noto, da enormi ritardi accumulati nella fase di emergenza e soprattutto nel seguente periodo, in tema di ricostruzione e riavvio delle basilari funzioni socio economiche delle comunità interessate;

            le macerie degli edifici crollati, risultano ancora in loco per circa il 92 per cento delle situazioni;

            i tempi per la ricostruzione sono lunghi, si stimano dai 15 ai 25 anni, soprattutto per i Centri Storici; ogni singola persona che ha perso la propria abitazione si trova costretto a pagare un affitto, le utenze della nuova sistemazione e altre spese extra che, spesso, non sono coperte dalle somme irrisorie provenienti dal Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS) che, il più delle volte, non è neanche erogato mensilmente;

            è necessario intervenire con ulteriori interventi che, allo stato attuale, risultano essere improcrastinabili e tassativi;

        impegna il Governo:

            a prevedere misure volte a comprendere tra le spese ammesse a rimborso diretto per auto sistemazione, anche quelle sostenute dai terremotati, dei comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, per l'acquisto, la realizzazione e l'installazione di manufatti leggeri o di strutture abitative provvisorie nelle adiacenze delle unità abitative o produttive, utilizzati quali presidi personali di riparo e abitazione provvisoria in sostituzione delle strutture di protezione civile.


G/2942/45/5

MANDELLI

        Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            la maggior parte dei fondi europei sono assegnati alle regioni del Mezzogiorno;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di ottimizzare e velocizzare le procedure contabili per l'utilizzo di queste risorse al fine di accentuare gli effetti dì sinergia fra le politiche strutturali e i fondi strutturali per la valorizzazione del territorio.


G/2942/47/5

MANDELLI

        Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, reca disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni, degli enti locali e dei loro organismi;

            il comma 9 dell'articolo 69 del decreto prevede che le regioni possono contrarre anticipazioni unicamente allo scopo di fronteggiare temporanee deficienze di cassa, per un importo non eccedente il 10 per cento dell'ammontare complessivo delle entrate di competenza del titolo «Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa». Le anticipazioni devono essere estinte nell'esercizio finanziario in cui sono contratte;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di chiarire che le Amministrazioni, fermo restando il limite massimo dell'anticipazione previsto al comma 9 del suddetto decreto, possono prevedere convenzionalmente un valore più contenuto. In tal caso, su tale valore le banche tesoriere determineranno la provvista dei propri accantonamenti.


G/2942/48/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            si rende necessario e urgente rendere compatibili i termini attualmente previsti dal citato articolo 1, comma 310 della legge n. 266 del 2005, ritenuti insufficienti, come i 18 mesi per la presentazione dei progetti e validazione della regione e i 9 mesi per le gare d'appalto, in relazione ai puntuali adempimenti disposti dal Codice dei contratti pubblici, nell'ambito della procedura di realizzazione delle opere;

            il mancato rispetto dei termini dell'articolo 1, comma 310, rischia di vanificare le fasi dei procedimenti già avviati (progettazione/appalto), nonché degli stessi contratti, stipulati in funzione dell'Accordo che approva il programma dei singoli investimenti di ogni regione con tutte le inevitabili conseguenze derivanti;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di intervenire sui termini previsti dall'articolo 1, comma 310 della legge n. 266 del 2005, e successive modificazioni, relativi al procedimento per l'attuazione dei programmi di edilizia sanitaria di cui all'articolo 20 della legge n. 67 del 1988, in relazione alle previsioni introdotte dal decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante «Codice dei contratti pubblici», relative al procedimento di realizzazione delle opere.


G/2942/49/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            l'anticipazione di tesoreria risulta essere una concessione da parte del tesoriere comunale di liquidità al fine di far fronte a momentanee necessità di cassa. Il quantum concedibile è previsto dall'articolo 222 del TUEL che lo identifica entro il limite massimo dei tre dodicesimi (aumentato a cinque dodicesimi anche per l'anno 2016) delle entrate accertate nel penultimo anno precedente, afferenti ai primi tre titoli di entrata del bilancio;

            l'anticipazione di tesoreria non è un debito «stricto sensu», ma è un obbligo imposto ai tesorieri degli enti locali per legge, al fine di sopperire allo sfasamento delle previsioni di entrata per competenza, dall'effettivo incasso delle somme;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di prevedere modifiche dell'articolo n. 254 del TUEL, al fine di escludere dal piano di rilevazione della massa passiva l'anticipazione di tesoreria maturata entro il 31 dicembre dell'anno precedente per favorire l'anticipazione di tesoreria senza trasferire in capo al tesoriere il rischio dell'eventuale non restituzione della concessione per cause a lui non imputabili.


G/2942/50/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            la materia dei canoni per la concessione di aree del demanio marittimo per la costruzione e gestione di strutture destinate alla nautica da diporto è stata per lungo tempo disciplinata dall'articolo 19, comma 4, della legge n. 449 del 1997 (cui è stata data attuazione con decreto ministeriale 343/98), ispirata al principio regolatore per cui, al fine di incentivare gli investimenti nel settore, il canone veniva determinato in misura inferiore per le aree destinate ad essere occupate da nuove opere (o ristrutturazione di opere esistenti) ed in misura maggiore per le aree destinate a rimanere libere o comunque immediatamente fruibili;

            la ragione era evidente: maggiore era il valore delle opere che il concessionario si impegnava a realizzare (destinate ad essere incamerate dallo Stato al termine della concessione), minore era l'importo del canone richiesto, secondo una progressione decrescente che vedeva l'importo maggiore per le aree libere, minore per le aree da occuparsi con opere di facile rimozione, ancora minore per le aree da occuparsi con opere di difficile rimozione. Analoghi princìpi erano applicati in relazione agli specchi acquei;

            detta impostazione è stata recepita in tutti gli atti pluriennali di concessione rilasciati sulla base del decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n. 509 (e dell'articolo 36 del codice della navigazione) ai fini del calcolo del canone dovuto dal concessionario, il quale ha formulato il proprio programma di investimento ed il relativo piano economico-finanziario tenendo conto dell'importo del canone demaniale così calcolato;

            l'intervento legislativo ad opera della legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007) stravolge l'impianto originario, incrementando in misura rilevantissima (anche del 500 per cento) ed anche con riferimento ai rapporti già perfezionati (e ad investimenti già realizzati) l'importo dei canoni dovuti dai concessionari di strutture destinate alla nautica da diporto, per di più rovesciando l'impostazione in precedenza adottata dal legislatore (e negli atti di concessione), vale a dire innalzando in misura maggiore il canone proprio là dove erano stati realizzati maggiori investimenti;

            il nuovo regime è stato oggetto di censura di incostituzionalità, fatta propria anche dal Consiglio di Stato con la Ordinanza n. 173 del 2015, su cui si è espressa anche la Corte Costituzionale che, con la sentenza n. 29 del 2017, ha riconosciuto la necessità di rivedere la normativa in materia. Pur dichiarando non fondata la questione di legittimità costituzionale della legge n. 296 del 2006 ha tuttavia fornito un'interpretazione costituzionalmente orientata della norma secondo cui per la determinazione del canone demaniale occorre considerare la natura e le caratteristiche dei beni oggetto di concessione quali erano all'avvio del rapporto concessorio;

            occorre, inoltre, evidenziare che la Direttiva sulle concessioni n. 2014/23, da un lato pone necessariamente a carico del concessionario il «rischio operativo» (in termini sia di aumento dei costi di produzione del servizio che di diminuzione della domanda), ma dall'altro esclude che lo stesso possa essere penalizzato per scelte dell'amministrazione successive al rilascio della concessione che incidano sulla sua posizione (come nel caso di specie);

            merita di essere ricordato, da ultimo, che nella recente sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha censurato la proroga automatica delle concessioni demani ali marittime con finalità turistico-ricreative, la Corte ha sottolineato comunque la necessità di tutelare la legittima aspettativa del concessionario alla durata (ed alle condizioni) del rapporto di concessione già stabilite al momento del rilascio del relativo provvedimento, sottolineando che proprio «in tale prospettiva (il concessionario) aveva effettuato i propri investimenti,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di prevedere che la disposizione di cui all'articolo 1, comma 251, della legge 2006, n. 296 non si applichi, fino alla scadenza prevista nell'atto formale di concessione, alle concessioni di beni del demanio marittimo rilasciate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n. 509 e dell'articolo 36 del codice della navigazione, che non siano state oggetto di proroga ai sensi dell'articolo 1 comma 18 della legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con legge 26 febbraio 2010, n. 25 e modificata dall'articolo 24-duodecies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, così come convertito con legge 17 dicembre 2012, n. 221.


G/2942/51/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge A.S. 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            l'implementazione e la diffusione degli ITS, da sostenere anche attraverso le misure di agevolazione agli investimenti, consente, di affrontare in modo innovativo i problemi legati alla mobilità pubblica e privata, sviluppando in modo organico e funzionale soluzioni orientate alla sicurezza, efficienza, efficacia, economicità e rispetto dell'ambiente, contribuendo in questo modo in misura determinante alla realizzazione del modello economico portato avanti attraverso il progetto «Industria 4.0 nell'ambito della legge di Bilancio 2017;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di agevolare, mediante le misure di cosiddetto «iper-ammortamento» e «super-ammortamento» già sperimentate per altre tipologie di investimenti attraverso la legge 23 dicembre 2016, n. 232 (legge di Bilancio 2017), gli investimenti in sistemi di trasporto intelligenti così come definiti nel decreto ministeriale Trasporti/Interno/Istruzione del 1º febbraio 2013 e più in dettaglio individuati nel Piano di azione nazionale sui sistemi intelligenti di trasporto adottato con decreto del Ministro dei trasporti del 12 febbraio 2014.


G/2942/52/5

ORRÙ

Il Senato,

        premesso che:

            in data 1º agosto 2017 è stato siglato lo schema di Contratto di Programma – parte Investimenti 2017-2021 tra RFI e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

            il 7 agosto 2017 il CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha espresso parere favorevole sullo schema di contratto;

        considerato che,

            l'articolo 15 del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, autorizza una spesa di 420 milioni di euro per l'anno 2017 al fine di finanziare il Contratto di programma – parte investimenti 2017-2021 per far fronte alle esigenze relative alle opere e ai programmi di intervento non ancora finanziati;

            nello schema di Contratto di Programma RFI – parte investimenti 2017-2021 non è presente tra gli investimenti il collegamento ferroviario tra l'aeroporto di Palermo «Falcone Borsellino» e l'aeroporto di Trapani-Birgi «Vincenzo Florio», collegamento strategico per il territorio siciliano;

        impegna il Governo:

            ad inserire il collegamento ferroviario tra l'aeroporto di Palermo «Falcone Borsellino» e l'aeroporto di Trapani-Birgi «Vincenzo Florio» all'interno dello schema di Contratto di Programma – parte Investimenti 2017-2021 siglato tra RFI e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.


G/2942/53/5

COMAROLI

Il Senato,

            esaminato il decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili;

            premesso che il decreto-legge in esame détta disposizioni in materia di società quotate, in particolare all'articolo 13;

            premesso che il decreto legislativo 175 del 2016 recante il Testo Unico in materia dl società partecipate (di seguito «TUSP») nel definire l'ambito soggettivo per la propria applicazione ha opportunamente previsto (articolo 1, comma 5) che le disposizioni di natura pubblicistica da esso dettate si applichino alle società quotate solo se espressamente previsto;

            considerato che l'effetto di ampia esclusione delle società quotate dalla disciplina recata dal TUSP non opera tuttavia per le società partecipate da una quotata, allorché una pubblica amministrazione abbia in esse una partecipazione di qualsiasi entità, non detenuta tramite una società quotata;

            tenuto conto che per effetto di questa disposizione è sufficiente una partecipazione anche infinitesimale di una pubblica amministrazione in una società partecipata da una quotata per determinarne la soggezione alla disciplina del TUSP;

            l'irrazionalità dell'attuale previsione normativa è resa evidente dal fatto che l'estensione alle società quotate della normativa recata dal TUSP determina una duplice soggezione di tali società a normative non sempre armonizzabili: da una parte una disciplina che pone l'accento sui vincoli e sulle responsabilità alle quali è soggetto l'azionista pubblico, dall'altra parte una normativa che prevede obblighi e responsabilità nei confronti degli azionisti, risparmiatori ed investitori. Se tale sovrapposizione normativa può giustificarsi rispetto a società partecipate da quotate, nelle quali vi sia un azionista pubblico che detiene una partecipazione di controllo, altrettanto non può dirsi negli altri casi,

        impegna il Governo:

            a considerare l'opportunità di porre rimedio all'incongruenza normativa illustrata in premessa, assumendo l'iniziativa di modificare l'articolo 1, comma 5 del TUSP, nella direzione di rendere operante la clausola di espressa applicazione del TUSP anche nei confronti delle società partecipate da una quotata nelle quali la pubblica amministrazione non detenga una partecipazione di controllo.


G/2942/54/5

CROSIO, COMAROLI

Il Senato,

        esaminato l'A.S. 2942, premesso che:

            l'articolo 12 del provvedimento in esame ribadisce l'intervento dello Stato nella gestione Alitalia continuando con la procedura di amministrazione straordinaria e con un ulteriore prestito di 300 milioni, e conferma così una sorta di statalizzazione della società che vede lo Stato invadere la sfera del privato;

            la procedura di amministrazione straordinaria delle imprese in stato di insolvenza nasce per la ristrutturazione e/o vendita delle imprese a partecipazione pubblica o operanti nei settori dei servizi pubblici essenziali ma l'attuale intervento su Alitalia è un esproprio nella gestione della proprietà attraverso l'intervento generale dello Stato nel settore privato;

            dal 2008 ad oggi lo Stato, riconoscendo la condizione di crisi della società di bandiera, ha avuto un'ingerenza forte in numerose occasioni con diversi interventi, elargendo dal 2008 (anno del primo prestito ponte di 300 milioni di euro) fino al 2014 (anno dell'ingresso per il 49 per cento di Ethiad e la nascita della 'nuova' Alitalia svincolata dallo Stato) una somma pari a 4,1 miliardi di euro, escludendo il prestito ponte di 600 milioni della manovrina estiva e gli ulteriori 300 di questo provvedimento;

            i continui interventi governativi su Alitalia hanno stabilizzato un'emergenza forzando il sistema democratico del governo del Paese e questo Governo continua a destinare ingenti risorse economiche per il risanamento dell'Alitalia anche dopo la sua completa privatizzazione e la consistente partecipazione azionaria dell'Ethiad, compagnia aerea di bandiera degli Emirati Arabi.

            l'ennesimo intervento statale non si presenta risolutivo delle problematiche legate all'Alitalia, anche perché la gestione di questa emergenza attraverso l'adozione del regime commissariale, non sembra certo aver accelerato la messa in atto di azioni concrete, anzi, sta ritardando la soluzione del problema;

        impegna il Governo:

            a presentare alle commissioni parlamentari competenti, entro 30 giorni dall'approvazione della legge di conversione del presente decreto, un piano dettagliato in cui si specifichino le attività oggetto dell'attuale contributo di 300 milioni di euro.


G/2942/55/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        considerato che:

            alcuni sistemi della bilateralità, disciplinati dalla contrattazione collettiva, garantiscono diverse forme di tutela, tra cui l'assistenza sanitaria integrativa anche ai datori di lavoro;

            la prospettiva verso cui le parti sociali si stanno muovendo è quella di un welfare contrattuale inclusivo, nell'ambito del quale siano destinatari dei servizi offerti dal sistema della bilateralità tutti coloro che operano all'interno della struttura produttiva, dipendenti e datoti di lavoro;

            i lavoratori dipendenti, mediante una contribuzione volontaria di importo contenuto, potrebbero accedere a vantaggiose forme di copertura che un sistema mutualistico come quello bilaterale assicura;

            si ravvisa l'opportunità di introdurre una soglia di deducibilità, anche modesta, che consenta ai professionisti di beneficiare delle prestazioni della bilateralità senza subire penalizzazioni rispetto a coloro che, in quanto datori di lavoro, possono goderne;

            tale soglia è individuata in 80 euro annui, per una platea di 2.065.000 professionisti, per un totale di 15 milioni di euro medi annui;

            la disposizione comporterebbe un notevole risparmio per lo Stato. I costi di molte prestazioni sanitarie non graverebbero infatti sul Servizio Sanitario Nazionale in quanto coperti dalle forme mutualistiche sopra citate;

            si consideri che il valore del Piano Assistenza Professionisti consente attualmente una copertura annua in caso di utilizzo di tutte le garanzie previste nella formula più elevata pari a circa euro 4.000 all'anno, oltre al valore della copertura infortuni fino a euro 50.000 nelle formule ordinarie;

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di agevolare l'estensione ai lavoratori autonomi non datori di lavoro, che non possono beneficiare di forme assistenziali perché eccessivamente costose o comunque poco fruibili, della possibilità di aderire alla bilateralità e di godere delle relative tutele.


G/2942/56/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            al fine di assicurare il ricambio generazionale ed il ringiovanimento del personale nelle pubbliche amministrazioni, il Governo ha emanato il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni che all'articolo 5, comma 9, disciplina la partecipazione a cariche apicali di personale in quiescenza;

            tale disposizione prevede il divieto di conferire a soggetti già lavoratori privati o pubblici, collocati in quiescenza, incarichi di studio e di consulenza, dirigenziali o direttivi e cariche in organi di governo, fatta eccezione per i componenti delle giunte degli enti territoriali e per i componenti o titolari degli organi elettivi di ordini e collegi professionali, dei relativi organismi nazionali e degli enti di natura associativa;

            la possibilità di conferire tali incarichi a soggetti in quiescenza è comunque prevista ancorché a titolo gratuito;

            la norma trova applicazione, oltreché per le Pubbliche Amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, decreto-legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e le autorità indipendenti, anche per le Pubbliche Amministrazioni inserite nel conto economico consolidato, come individuate dall'ISTAT, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, legge 31 dicembre 2009, n. 196, in cui rientrano le Casse previdenziali ex decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103;

            inoltre, il Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione con due circolari (n. 6 del 4 dicembre 2014 e n. 4 del 10 novembre 2015) ha specificato che il divieto interessa anche gli enti aventi forma di società o fondazione, nonché le fondazioni controllate dalle pubbliche amministrazioni per le nomine a incarichi dirigenziali, direttivi e per le cariche in enti;

            pertanto, allo stato attuale, tutte le Casse previdenziali, sebbene soggetti giuridici di diritto privato con autonomia gestionale ed organizzativa, sono sottoposte a tale normativa;

            gli enti previdenziali contribuiscono, non solo al finanziamento degli enti per mezzo dei versamenti contributivi, bensì anche al processo di scelta dei componenti dei Consigli di Amministrazioni, come previsto dagli statuti delle Casse previdenziali;

        impegna il Governo:

            a escludere dall'ambito di applicazione del predetto divieto gli enti previdenziali privati i cui organi di governo sono eletti, in via diretta o indiretta, da parte degli iscritti.


G/2942/57/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            il personale comandato e fuori ruolo ha un'esperienza maturata che costituisce un valore aggiunto per l'amministrazione presso cui presta servizio, difatti, il trascorrere degli anni ha fatto sì che le stesse acquisissero una esperienza lavorativa professionale a tutto vantaggio delle amministrazioni stesse;

            anche dal punto di vista finanziario vi è un indubbio vantaggio per il bilancio dello Stato giacché lo spostamento da una amministrazione ad un'altra con l'inquadramento nei ruoli del personale in argomento, non può costituire ulteriore aggravi o per la finanza pubblica essendo comunque tali soggetti a carico dello Stato;

            al contrario, comporta maggiori costi a carico dello Stato il lavoratore comandato o fuori ruolo che continua a essere computato nelle dotazioni organiche dell'amministrazione di appartenenza, poiché la sua originaria posizione non può essere ricoperta per concorso o per qualsiasi altra forma di mobilità;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di risolvere in modo definitivo la situazione del personale comandato e fuori ruolo che da ben più di dieci anni presta servizio in amministrazioni diverse da quelle di appartenenza.


G/2942/58/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        considerato che:

            secondo quanto di legge nell'ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale del TAR Lazio, «l'intero impianto del decreto legislativo n. 178 del 2012 (articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 8) appare invece frutto di eccesso di delega, né si presta ad interpretazione costituzionalmente orientata, in quanto non riconducibile ad una chiara volontà del legislatore delegante, le cui finalità di mera riorganizzazione e riordino del rapporto di vigilanza – ferme restando le funzioni attribuite agli enti e le disposizioni vigenti per il personale in servizio – sono state rispettate per altri enti e istituti, che in attuazione del medesimo art. 2 della legge n. 183 del 2010 non hanno perso la propria natura giuridica, senza alcun negativo impatto sul personale»;

            nel consegue che l'unico modo per eliminare i possibili rischi di un più che probabile giudizio di illegittimità costituzionale, sia il ripristino dello status qua e cioè al ripristino dell'Ente strumentale alla CRI (ente pubblico);

            l'Associazione Croce Rossa Italiana verrebbe estinta ape legis, al pari di come è stata concepita, ed il relativo personale assorbito dall'Ente strumentale alla CRI;

            per quanto attiene al personale militare, la cui «smilitarizzazione coatta» potrebbe essere autonomamente censurata di incostituzionalità, è prefigurato un volontario ritorno allo status di militare – in un contingente ad esaurimento – con il grado rivestito all'atto del congedo. La volontarietà di tale transito è stata delineata al fine di tutelare al massimo le aspettative del personale che, in taluni casi, potrebbe lamentare uno «stress da navetta» dovuta alle ipotesi in cui dalla condizione militari si sia passati ad un'appagante situazione di lavoro dipendente nei ruoli del personale civile dell'Associazione. La previsione di un'istanza di parte, invece, neutralizza da subito eventuali ipotesi di contenzioso riconducibile a quella che – di fatto – è una doppia mobilità nel volgere di due anni. Al fine di realizzate tale procedura – come pure il riassorbimento del personale civile – la norma prevede il rinvio ad un regolamento in cui potranno essere delineate nel dettaglio tempistiche e modalità di tale operazione;

            per quanto attiene al profilo patrimoniale, invece, la disposizione prevede innanzitutto la salvezza degli effetti degli atti trascritti. Tale disposizione è necessaria al fine di non pregiudicare ulteriormente la disastrosa situazione economico-patrimoniale dell'Ente dovuta all'enorme massa passiva costituita da debiti e da soccombenza in sede di giudizio. Molti dei cespiti già nel patrimonio della vecchia Croce Rossa, infatti, ai sensi del decreto legislativo n. 178 del 2012 sono stati alienati al fine del ripianamento del debito. Occorre dunque, in sede di riforma, non pregiudicare le posizioni debitorie estinte o per le quali i negozi stipulati e trascritte sono stati destinati a produrre effetti;

            sotto il profilo tecnico finanziario il provvedimento non è suscettibile di produrre oneri in quanto il personale destinato a rientrare nella CRI non è mai stato sganciato dall'erano quanto ad oneri finanziari relativi al proprio trattamento economico;

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di trasferire le funzioni pubblicistiche assegnate all'Associazione Croce Rossa italiana all'Ente strumentale alla CRI (ente pubblico), già esistente, rinominandolo, e prevedendo che lo sia retto da un commissario straordinario, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.


G/2942/59/5

COMAROLI

Il Senato,

        esaminato il disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»;

        premesso che:

            l'articolo 1 della legge 19 maggio 1971 n. 403 che individua la professione sanitaria ausiliaria di massaggiatore massofisioterapista;

            l'articolo 1, comma 1, della legge 26 febbraio 1999, n. 42, recante disposizioni in materia di professioni sanitarie, che ha sostituito in tutte le disposizioni di legge, la denominazione «professione sanitaria ausiliaria» con la denominazione «professione sanitaria»;

            non vi è stata la completa applicazione dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 517 del 1993, modificativo dell'articolo 6 comma 3 del sopra citato decreto legislativo n. 502 del 1992, con il quale il Ministro della sanità avrebbe dovuto individuare le figure professionali da formare ed i relativi profili, con conseguente soppressione, entro due anni a decorrere dal 1º gennaio 1994, dei corsi di studio relativi alle figure professionali cosi individuate e previsti dal precedente ordinamento, che non fossero stati già riordinati ai sensi dell'articolo 9 della legge n. 341 del 1990; non vi è stato, alcun intervento da parte del Ministero della sanità nell'individuare il massofisioterapista come una delle figure da riordinare come peraltro sottolineato anche dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 5225 del 2007: «Non essendo però intervenuto un provvedimento di individuazione della figura del masso fisioterapista come una di quelle da riordinare, né essendo intervenuti provvedimenti di riordinamento del relativo corso di formazione o di esplicita soppressione, la relativa professione è in sostanza rimasta configurata nei termini del vecchio ordinamento, con conseguente conservazione dei relativi corsi di formazione» e ribadito dalla circolare Ministeriale 28 gennaio 2010 con la quale il Ministro Fazio ribadisce che: «la figura del masso fisioterapista con formazione biennale non è equipollente alla professione sanitaria di fisioterapista. Come tale essa è da considerarsi figura sanitaria non riordinata ai sensi dei decreto legislativo n. 502 del 1992. Pertanto il titolo di massofisioterapista con formazione biennale conseguito presso istituti regolarmente autorizzati dalla regione di competenza, abilita all'esercizio della relativa professione ai sensi della legge n. 403 del 1971»;

            con il decreto ministeriale 21 gennaio 1994 le prestazioni del massaggiatore e masso fisioterapista diplomato sono state riconosciute esenti dall'imposta sul valore aggiunto;

            il decreto ministeriale 17 maggio 2002 che, abrogando il decreto ministeriale 21 gennaio 1994, ha confermato l'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto oltre che per gli esercenti una professione sanitaria o un'arte ausiliaria delle professioni sanitarie indicate all'articolo 99 del testo unico delle leggi sanitarie, anche per gli operatori sanitari, indicati nel richiamato decreto interministeriale del 21 gennaio 1994, che sono in possesso di titoli non ancora riconosciuti equivalenti ai sensi del comma 2 dell'articolo 4 della legge n. 42 del 1999;

            il citato decreto ministeriale 17 maggio 2002 non cita espressamente i massofisioterapisti in possesso di titoli acquisiti con corsi attivati successivamente all'entrata in vigore del decreto legislativo n. 502 del 1992 ma come citato tali corsi non sono stati riordinati ai sensi del citato decreto legislativo n. 502 del 1992 e i relativi titoli sono da considerarsi abilitanti alla professione ai sensi della legge n. 403 del 1971;

            l'articolo 99 del TULS, nel quale sono elencati i soggetti le cui prestazioni sono ritenute esenti da IVA, include la figura del «massaggiatore»;

            i titoli di massofisioterapista venivano rilasciati ai sensi dell'articolo 1 della legge n. 403 del 1971, che recita: «La professione sanitaria ausiliario di massaggiatore e massofisioterapista è esercitabile soltanto dai massaggiatori e masso fisioterapisti diplomati da una scuola di massaggio e massofisioterapia statale o autorizzata con decreto del Ministro per la sanità, sia che lavorino alle dipendenze di enti ospedalieri e di istituti privati, sia che esercitino la professione autonomamente «... omissis ...» e che l'articolo 99 del TULS deve interpretarsi in maniera estensiva riferibile a tutte le prestazioni sanitarie, ivi comprese quelle di natura riabilitativa, come da autorevole insegnamento della suprema Corte di cassazione (v. Cass. 23 aprile 2001 n. 5979; Cass. 27/3/2001 n. 4403);

            gli operatori in possesso di titoli rilasciati ai sensi della legge n. 403 del 1971 da corsi attivati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 502 del 1992 sono circa 10.000 e tali operatori, come sopra indicato, sono in possesso dei requisiti per beneficiare dell'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto, ma a seguito di vuoto normativo non rientrano espressamente nelle disposizioni di cui al citato decreto ministeriale 17 maggio 2002;

            la difforme o mancata applicazione delle disposizioni su indicate che ha portato come conseguenza situazioni critiche e insostenibili che minano le attività professionali degli operatori del settore; attualmente i circa 10.000 operatori formatisi alla luce di norme legislative ministeriali, che attualmente prestano la loro opera già in esenzione IVA, si trovano in seguito ad interpretazioni restrittive e soggettive a dover subire «ex-post» una decurtazione professionale e di ruolo,

        impegna il Governo:

            a predisporre tutte le necessarie modifiche normative affinché le disposizioni contenute nel decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze del 17 maggio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 189 del 13 agosto 2002 si applichino anche alla figura di massofisioterapista il cui titolo è stato conseguito dopo il 17 marzo 1999.


G/2942/60/5

RICCHIUTI, GOTOR, GUERRA, FORNARO, PEGORER

Il Senato,

        in sede di conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili (AS. 2942),

        premesso che:

            con l'articolo 19 del citato decreto 148 del 2017 si prevede nello specifico che oltre la Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.) anche gli altri organismi di gestione collettiva, in coerenza con le risultanze di bilancio, remunerino in forma compensativa i titolari dei diritti d'autore;

            l'attività di intermediario, comunque attuata, sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche di cessione per l'esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate, è riservata in via esclusiva oltre che alla S.I.A.E. anche agli altri organismi di gestione collettiva;

            per gli organismi di gestione collettiva, stabiliti in Italia, l'esercizio dell'attività di intermediazione è in ogni caso subordinata alla verifica del rispetto dei requisiti da parte dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;

        premesso, altresì, che:

            l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) definisce con proprio provvedimento le modalità per accertare il possesso dei requisiti degli organismi di gestione collettiva e delle entità di gestione indipendente che svolgono attività di amministrazione e di intermediazione dei diritti connessi al diritto d'autore;

        considerato che:

            questa disposizione avrà un impatto sull'occupazione della SIAE, che vede impiegato circa 1200 dipendenti e oltre 500 mandatari ed indotto;

            i veri beneficiari dell'articolo 19 potrebbero risultare coloro che utilizzano, a concreto scopo di lucro, i repertori di proprietà degli autori, 'tra loro anche le multinazionali del web;

        rilevato che:

            le modifiche normative, per quanto lo scopo sia positivo, non sono coordinate e non rappresentano una vera riforma del diritto d'autore; ciò potrebbe creare incertezza, lacune in alcuni passaggi e generare infine contenzioso;

            l'articolo 8 del decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 35 già prevede la verifica dei requisiti degli organismi di gestione collettiva da parte dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM);

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di considerare, con successivi provvedimenti normativi, la definizione dei criteri che dovranno soddisfare gli organismi di gestione collettiva alla luce delle modifiche normative che interverranno;

            a valutare l'opportunità di affrontare, con successivi provvedimenti normativi il coordinamento e l'armonizzazione tra la normativa nazionale e quella europea al fine di scongiurare incertezza in materia.


G/2942/61/5

BELLOT, MUNERATO, BISINELLA

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»

        premesso che:

            l'articolo 8 del provvedimento provvede ad una rideterminazione delle risorse destinate alla cosiddetta «ottava salvaguardia»;

            nello specifico le risorse stanziate dalla legge di bilancio per il 2017 (legge n. 232 del 2016) erano pari a 1.680 milioni di euro nel periodo 2017-2030, mentre quelle rideterminate dal provvedimento in esame, come esplicitato alla tabella 5 allegata, sono ridotte a 912,90 milioni di euro, con un risparmio di oltre 700 milioni di euro;

            nonostante ben otto provvedimenti di salvaguardia restano ancora esclusi da ogni forma di tutela una ristretta platea di circa cinquemila soggetti;

            per porre fine alla triste vicenda degli esodati che oramai si trascina da ben sette anni a causa della riforma delle pensioni Fornero serve un nono provvedimento di salvaguardia;

        considerato che:

            già in passato il Governo ha destinato le risorse accumulate nel fondo esodati ad altri scopi;

        impegna il Governo:

            a destinare i risparmi di spesa derivanti dall'ottava salvaguardia di cui alla legge di bilancio per il 2017 ad un ulteriore e definitivo provvedimento di salvaguardia degli ultimi esodati esclusi dai precedenti interventi.


G/2942/62/5

BELLOT, MUNERATO, BISINELLA

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»

        premesso che:

            l'articolo 8 del provvedimento provvede ad una rideterminazione delle risorse destinate alla cosiddetta «ottava salvaguardia» incrementando il FOSF come previsto dal comma 221 dell'articolo 1 della legge di bilancio per il 2017 (legge n. 232 del 2016);

            l'articolo 1, comma 281, della legge di stabilità per il 2016, nel risolvere il problema interpretativo dell'Inps in merito all'accesso al regime sperimentale cosiddetto «opzione donna» aveva aperto anche alla possibilità di proseguire la sperimentazione oltre il 2015 impiegando le eventuali risorse avanzate dall'intervento ivi contemplato;

            così non è stato ed il Governo ha incamerato i residui per destinarli ad altri scopi;

            l'opzione per le lavoratrici di accedere al pensionamento con il calcolo interamente contributivo se in possesso del requisito anagrafico di 57 anni di età (58 se autonome) e almeno 35 anni di contributi è oggettivamente una soluzione di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro per tante lavoratrici colpiti dalla riforma Fornero e che, alla luce degli incrementi della speranza di vita dal 2019 in poi, rischierebbero di rimanere bloccate nell'accesso alla pensione;

            tale blocco non deve essere considerato solo in termini di risparmi di spesa pensionistica, ma in una visione più lungimirante, deve essere vagliato anche per gli effetti negativi sul welfare familiare e sul tasso di natalità, con tante donne 67enni, impossibilitate nel ruolo di nonne e/o di assistenza e supporto domestico;

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di impiegare le economie accertate di cui all'articolo 8 del provvedimento a copertura degli oneri derivanti da un intervento dì prosecuzione della sperimentazione del regime cosiddetto «opzione donna».


G/2942/63/5

BELLOT, MUNERATO, BISINELLA

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»

        premesso che:

            l'articolo 8 del provvedimento provvede ad una rideterminazione delle risorse destinate alla cosiddetta «ottava salvaguardia» incrementando il FOSF come previsto dal comma 221 dell'articolo 1 della legge di bilancio per il 2017 (legge n.232 del 2016);

            è fortemente sentita l'esigenza di un intervento normativo che riconosca il lavoro di caregiver familiare ai fini dell'anticipo pensionistico;

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di impiegare le economie accertate di cui all'articolo 8 del provvedimento a parziale copertura degli oneri derivanti da un intervento di prepensionamento, rispetto ai requisiti richiesti a legislazione vigente, in favore dei familiari che assistono in costanza di convivenza familiari entro il secondo grado riconosciuti, a causa di malattia, infermità o disabilità, invalidi civili al 10º per cento e necessitano di assistenza continua.


G/2942/64/5

PUGLIA, BULGARELLI, MANGILI, LEZZI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»

        premesso che:

            l'articolo 7, comma 1, destina i risparmi conseguenti al transito del personale del Corpo forestale ad altre amministrazioni;

            lo smembramento del Corpo forestale dello stato dovrebbe allineare le specifiche competenze dell'antincendio boschivo, verso una canalizzazione più naturale nel Corpo nazionale Vigili del fuoco;

            l'esiguità delle squadre operative, ormai nota a tutti i livelli, sono un dato oggettivo sull'impossibilità di fronteggiare le emergenze e l'ordinarietà nella maniera più efficace possibile;

        impegna il Governo:

            ad individuare misure volte a garantire maggiori risorse umane e finanziare al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco di modo da consentire una capillare presenza sul territorio.


G/2942/65/5

PUGLIA, PAGLINI, BULGARELLI, LEZZI, MANGILI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            l'articolo 8 del decreto-legge in esame reca, tra l'altro, disposizioni in materia di Fondo sociale per occupazione e formazione;

            con l'entrata in vigore del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, dal 1º maggio 2015 è divenuta operativa la cosiddetta NASpI (nuova assicurazione sociale per l'impiego) che ha preso il posto dell'ASpI e della cosiddetta mini ASpI, istituite in base alle disposizioni di cui all'articolo 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92;

            in base a tale normativa è stato allungato, rispetto a quanto stabilito dalla legge 92/2012, il periodo di contribuzione necessario per accedere alla nuova forma di prestazione di sostegno al reddito;

            l'articolo 5, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 stabilisce che la NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni e che ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione;

            come più volte rilevato, tale disposizione è fortemente penalizzante per i lavoratori stagionali i quali si trovano nella situazione di non poter più coprire il proprio reddito per tutto ranno, percependo l'indennità per la metà dei mesi lavorati;

            al fine di correggere questa situazione, il successivo decreto legislativo 148/2015 aveva previsto (articolo 43, comma 4) che nel caso in cui la durata della NASpI fosse inferiore a 6 mesi, ai fini del calcolo della durata venissero computati anche i periodi contributivi che avevano già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione (in deroga a quanto previsto dalla legislazione vigente), relativamente ad eventuali prestazioni di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti e Mini-ASpI 2012 fruite nei 4 anni precedenti, fermo restando che in ogni caso la durata della NASpI non potesse essere superiore a 6 mesi. Tale disposizione, era tuttavia limitata agli eventi di disoccupazione verificatisi tra il 1 maggio 2015 e il 31 dicembre 2015 ed ai lavoratori stagionali operanti nel settore del turismo;

            l'articolo 43 decreto legislativo 148/2015 è stato successivamente integrato dal decreto legislativo 185/2016 che ha aggiunto un comma 4-bis. Questo nuovo comma stabilisce che qualora la durata della NASpI calcolata con il regime generale (cioè scomputando le settimane contributive che hanno già dato luogo a prestazioni contro la disoccupazione nel quadriennio di riferimento) risulti inferiore alla durata calcolata computando anche i periodi contributivi presenti nel quadriennio di osservazione che hanno già dato luogo ad erogazione di prestazioni di disoccupazione (ad eccezione di prestazioni di mini-ASpI e NASpI) la durata della NASpI è incrementata di un mese, a condizione che la differenza tra le durate così determinate non sia inferiore a 12 settimane fermo restando che la durata della NASpI non può essere superiore a 4 mesi. Anche tale disposizione però era limitata agli eventi di disoccupazione verificatisi nel 2016 ed ai lavoratori stagionali operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali;

            come illustrato, i provvedimenti posti in essere successivamente all'entrata in vigore dell'articolo 5, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 hanno costituito interventi correttivi meramente temporanei e circoscritti solo a determinate categorie di lavoratori, rivelatisi dunque insufficienti e financo discriminatori;

        impegna il Governo:

            a porre in essere appositi ed urgenti interventi di carattere normativa volti all'introduzione ed alla messa a regime in maniera stabile di un sistema che assicuri la fruizione della NASPI a tutti i lavoratori stagionali anche se operanti in settori diversi da quello del turismo e degli stabilimenti termali, superando la prassi degli interventi contingenti e limitati come quelli finora posti in essere;

            a reperire le opportune risorse necessarie a tale scopo, anche prevedendo la destinazione a tal fine di eventuali risorse residue già stanziate in occasione dell'emanazione dei provvedimenti di cui in premessa.


G/2942/66/5

PAGLINI, PUGLIA, BULGARELLI, LEZZI, MANGILI, BOTTICI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»

        premesso che:

            l'articolo 8 del decreto-legge in esame reca disposizioni in materia in materia pensionistica;

        considerato che:

            uno dei problemi che affligge il sistema pensionistico e di welfare attualmente vigente in Italia è dato dalle disparità di trattamento, a volte assai marcate, tra le diverse categorie di lavoratori ed addirittura all'interno delle stesse;

            il decreto legislativo 81/2015, nel riformulare la disciplina sul lavoro a tempo parziale in una prospettiva di semplificazione dell'istituto, non ha riproposto la distinzione del part-time nelle sue tradizionali tipologie: part time orizzontale, verticale e misto;

            tuttavia, tale suddivisione dovendo il contratto di lavoro indicare puntualmente gli estremi relativi alla durata ed alla collocazione temporale della prestazione, ha continuato di fatto ad essere utilizzata nella prassi contrattuale individuale e collettiva, con l'assegnazione a ciascuna tipologia di lavoro a tempo parziale di differenti regimi, in linea con i modelli di organizzazione del lavoro e di utilizzo di prestazioni a orario ridotto nei contesti produttivi;

            i lavoratori e le lavoratrici assunte con contratto di part time già definito come «verticale ciclico» (in particolare nei settori della ristorazione collettiva o dei servizi di pulizia ed ausiliarato, anche presso enti pubblici), difficilmente superano le quindici ore lavorative alla settimana (per quelli assunti con contratto collettivo nazionale di lavoro del turismo) e le quattordici ore (per quelli assunti con contratto collettivo nazionale di lavoro dei multiservizi);

            queste lavoratrici e questi lavoratori oltre a non usufruire di alcun elemento di welfare, sono altresì penalizzati dal punto di vista del conteggio contributivo ai fini dell'accesso alla pensione, in quanto per ogni anno di lavoro maturano solo 40/44 settimane e non 52;

            i lavoratori part-time spesso rischiano di maturare contributi talmente bassi che non raggiungerebbero neanche la cifra della pensione sociale. La vigente normativa prevede una soglia minima per l'accredito dei contributi di 10.440 euro annuali, una somma che non è raggiunta neppure dai lavoratori part-time che lavorano tutto l'anno se i loro contratti non superano le 20-22 ore settimanali;

            ciò comporta che, chi ha un lavoro povero, non solo gode di un reddito basso durante la carriera lavorativa, ma poi godrà di una pensione bassa e a volte inferiore alla pensione sociale, oppure dovrà lavorare di più per accedere poter godere della pensione.

            sulla questione è intervenuta la Corte di giustizia dell'Unione europea, affermando (sentenza 396/2010) che questa situazione è in contrasto, con il principio di non discriminazione tra lavoratori part-time e lavoratori full-time, contrariamente a quanto previsto dalla direttiva 97/81/CE, relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale che per quanto attiene alle condizioni di impiego, statuisce che i lavoratori a tempo parziale non devono essere trattati in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori a tempo pieno comparabili per il solo motivo di lavoratore a tempo parziale, ameno che un trattamento differente sia giustificato da ragioni obiettive;

            il mancato adeguamento della legislazione italiana a quanto già disposto dalla citata direttiva europea e dalla successiva sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, peraltro confermata dalla recente e costante giurisprudenza della Corte di cassazione (si veda Cass. 24532/2015; Cass. 24647/2015; Cass. 856512016; Cass. 2293612016), circa i ricorsi promossi dalle organizzazioni sindacali al fine di ottenere il riconoscimento da parte dell'Inps ai lavoratori a tempo parziale della contribuzione per i periodi finora non considerati ai fini dell'accesso alla pensione;

        impegna il Governo:

            a porre in essere apposite iniziative di carattere normativa al fine di adeguare la normativa italiana alla citata direttiva europea, tutelare i lavoratori con contratto a tempo parziale verticale ciclico ed eliminare le discriminazioni tra categorie di lavoratori, garantendo la parità di trattamento contributivo in base alla clausola 4 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale allegato alla Direttiva del Consiglio 15.12.1997, 97/81/CE, relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale.


G/2942/67/5

LIUZZI, GIOVANNI MAURO

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»

        premesso che:

            tra i lavoratori italiani, destinatari di abusi per reiterazione di contratti di lavoro a termine, tutelati dall'ordinamento europeo e rimasti ancora privi di tutela stabilizzatoria, vi sono gli ex dirigenti incaricati delle Agenzie fiscali;

            sulla questione sono al momento pendenti numerosi procedimenti innanzi alla Magistratura nazionale ed ai competenti organi europei;

            il 26 ottobre scorso, innanzi la Corte di giustizia europea sono state rese note le conclusioni generali nel procedimento dove lo Stato italiano è parte in causa sulla questione della tutela spettante ai lavoratori che siano stati destinatari di reiterati contratti a termine. Nelle conclusioni viene prospettata la possibilità di parametrare l'indennità sanzionatoria alla durata dell'abuso;

            la stabilizzazione degli incaricati non impatta sull'assetto di riforma delineato dal DDL 2837 (Riorganizzazioni delle Agenzie fiscali), anzi agisce in via propedeutica eliminando una grave criticità ed agevolando così l'avvio del nuovo corso che prevede una maggiore autonomia ed una nuova gestione del personale;

        impegna il Governo;

            all'inquadramento direttamente, disposto dalle Agenzie fiscali, nel corrispondente ruolo dirigenziale il personale delle Agenzie Fiscali con almeno dieci anni di anzianità nella terza area ed in possesso di titolo di studi universitario, che abbia svolto, in forza di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato, funzioni dirigenziali per almeno tre anni anche non continuativi, conseguendo valutazioni tutte positive.


G/2942/68/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»

        premesso che:

            l'ordine del giorno risponde a quanto previsto al punto 8 della risoluzione al DEF 2017, approvata dal Parlamento;

            l'importanza di sollecitare un ruolo attivo degli enti territoriali nell'attività di recupero dell'evasione fiscale è richiamato anche nella «Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva anno 2017» allegata alla nota di aggiornamento al DEF 2017;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di incentivare il ruolo attivo degli enti territoriali nell'attività di recupero dell'evasione fiscale.


G/2942/69/5

COMAROLI, CONSIGLIO

Il Senato,

        esaminato il disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»;

            le MPMI, specie quelle a conduzione familiare, devono affrontare oggi una sfida importante legata al cambiamento strutturale imposto dai mutamenti tecnologici e dall'avvento della quarta rivoluzione industriale;

            le MPMI potrebbero trarre da tali mutamenti una grande opportunità sviluppo; in questa fase sarebbe utile sostenere quei processi che puntino ad un ricambio generazionale all'interno delle aziende che intendano innovarsi nel loro processo produttivo;

            nel solo segmento dimensionale «micro» dell'intero compatto industriale, la partecipazione degli imprenditori e dei loro familiari all'attività di impresa supera il 50 per cento del totale degli addetti;

            da una analisi dei dati relativi alle imprese familiari e ai passaggi generazionali emerge tuttavia che appena il 31 per cento di tali imprese arriva in salute alla seconda generazione e soltanto il 15 per cento alla terza. Molto spesso per rilanciare queste aziende basterebbero investimenti in grado di introdurre elementi innovativi nel processo di produzione e di gestione aziendale,

        impegna il Governo:

            ad adottare le opportune iniziative per favorire il ricambio generazionale all'interno delle MPMI, sostenendole, in questa difficile fase di transizione verso un'economia altamente innovativa e digitalizzata, nel rinnovamento dei loro processi produttivi.


G/2942/70/5

COMAROLI, CONSIGLIO

Il Senato,

        esaminato il disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»;

            l'articolo 9, comma 1 rifinanzia il Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese, di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a) della legge 23 dicembre 1996, n. 662;

            dal 2013 è operativa la Sezione Speciale «Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le pari opportunità» del Fondo di Garanzia per le PMI, finalizzata alla compartecipazione della copertura del rischio sulle operazioni di garanzia concesse a favore delle imprese femminili;

            le risorse non appaiono tuttavia idonee a sostenere l'accesso al credito di tali imprese rappresentando questo un elemento di ostacolo alla crescita del settore;

            le imprese femminili rappresentano un'importante occasione di rinnovamento per il sistema produttivo italiano; negli ultimi sette anni si sono costituite circa 554 mila imprese femminili, attive in tutti i settori economici del Paese, in primo luogo nel terziario e precisamente nel turismo e nella ristorazione, dove sono occupate circa 64 mila imprese, la maggior parte delle quali gestite da giovani donne,

        impegna il Governo:

            ad adottare tutte le necessarie iniziative, anche di carattere finanziario, volte a favorire la nascita ed il consolidamento delle imprese femminili.


G/2942/71/5

COMAROLI, CONSIGLIO

Il Senato,

        esaminato il disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»;

        premesso che:

            l'articolo 9, rifinanzia il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a) della legge 23 dicembre 1996, n.662, ponendo le basi per la ripresa degli investimenti in alcuni settori strategici dell'economia italiana;

            da tempo nei territori dei piccoli centri abitati si assiste a fenomeni di chiusura ed abbandono di attività commerciali di vicinato che, oltre ad incrementare la desertificazione commerciale di questi territori, rendono anche difficile per gli abitanti acquistare beni di prima necessità, senza doversi spostare dal raggio della propria abitazione;

            la desertificazione porta con sé la perdita del tessuto sociale, storico e culturale dei piccoli centri abitati, generando criticità più evidenti nei territori a forte rischio di spopolamento;

            sarebbe opportuna un'iniziativa volta a tutelare le piccole realtà commerciali di vicinato, ubicate nei piccoli comuni, per garantire, da un lato la continuità dell'attività commerciale in questi territori, e per preservare dall'altro il legame che i cittadini hanno con il loro territorio,

        impegna il Governo:

            ad adottare le opportune iniziative ai fini dell'istituzione di una sezione speciale del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, dedicata al sostegno delle attività commerciali di vicinato ubicate nei centri storici dei piccoli comuni.


G/2942/72/5

COMAROLI, CONSIGLIO

Il Senato,

        esaminato il disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»;

        premesso che:

            il decreto-legge 22 giugno 2012, n.83, articolo 42, commi 3 e seguenti, ha istituito i consorzi per l'internazionalizzazione, prevendo in loro favore specifici contributi per la copertura del 50 per cento delle spese da essi sostenute per l'esecuzione di progetti per l'internazionalizzazione;

            lo strumento consortile bene si adatta a rappresentare gli interessi delle piccole e medie imprese supportandole nella loro promozione all'estero, a tutela del «made in Italy» e delle produzioni locali;

            le risorse stanziate in favore dei consorzi appaiono tuttavia esigue rispetto al crescente numero di imprese che si internazionalizzano e alle finalità che la legge intende perseguire,

        impegna il Governo:

            ad adottare le opportune iniziative volte ad incrementare le risorse che si rendono necessarie per sostenere le attività di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese.


G/2942/73/5

COMAROLI, CONSIGLIO

Il Senato,

        esaminato il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante «Disposizioni urgenti in materia finanziaria e per le esigenze indifferibili»;

        premesso che:

            l'agricoltura prealpina è sovente equiparata, dal punto di vista del trattamento normativo, all'agricoltura svolta nelle aree pianeggianti, rispetto alle quali si presenta peraltro disomogenea e presenta delle peculiarità legate a specifici fattori di svantaggio, tra cui segnatamente la frammentazione dei fondi e una minore produttività rispetto alle zone di pianura;

            lo svolgimento dell'attività agricola nelle zone prealpine rappresenta un importante fattore di sviluppo per le stesse;

            è necessario intervenire sulla normativa relativa ai titoli di conduzione dei terreni agricoli estendendo anche ai terreni agricoli prealpini di collina, pedemontani e della pianura non irrigua, che sono caratterizzati da elevata frammentazione fondiaria, la norma che permette di non disporre di titolo di conduzione per la dichiarazione nel fascicolo dei terreni di superficie inferiore ai 5.000 metri quadrati onde contrastare la crescente frammentazione e polverizzazione fondiaria;

            è importante considerare il trattamento fiscale dei redditi dell'attività agricola prealpina anche dal punto di vista della necessaria multifunzionalità che la stessa ha dovuto assumere per compensare la scarsa redditività del settore primario;

            a conclusione dell'esame in commissione 9 agricoltura del Senato dell'affare assegnato sulle «problematiche dell'agricoltura nelle zone prealpine» è stata approvata, in data 27 luglio 2016, una risoluzione (7/00237) che ha messo in evidenza le criticità e le caratteristiche della particolare area territoriale prealpina in relazione allo svolgimento dell'attività agricola;

        impegna il Governo:

            a dare seguito agli impegni assunti a seguito dell'approvazione della Risoluzione in merito alle problematiche nelle zone prealpine;


G/2942/74/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge A.S. 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        considerato che:

            è diventato necessario chiarire che possono partecipare al capitale dei confidi ed usufruire della loro garanzia anche i professionisti non organizzati in ordini o collegi;

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di superare le difformità interpretative derivanti dall'attuale formulazione della norma inserita nel decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, che fa riferimento ai liberi professionisti quali soggetti a cui è consentita la possibilità di partecipare al capitale dei confidi e di usufruire della loro garanzia per l'accesso ai finanziamenti bancari.


G/2942/75/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        considerato che:

            l'onere di rendicontazione dettagliata di ciascuna opera musicale o brano proposto è un onere ulteriore, il cui adempimento risulta impossibile o eccessivamente gravoso, che andrebbe ad aggiungersi a quelli che gravano sulle imprese che operano ordinariamente;

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di evitare che l'onere di rendicontazione dettagliata di ciascuna opera musicale o brano proposto gravi anche su quegli operatori economici, in particolare PMI (ad es. esercizi commerciali o alberghieri), che si limitano a trasmettere musica di sotto fondo e che pertanto non sono in grado di effettuare una reportistica puntuale qual è quella prescritta dall'articolo 23 del decreto legislativo 35/2017.


G/2942/76/5

MONTEVECCHI, LEZZI, MANGILI, BULGARELLI, PUGLIA

Il Senato,

        in sede d'esame del disegno di legge recante Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili (A.S. 2942),

        premesso che:

            l'Articolo 19 del provvedimento in esame, recante liberalizzazione in materia di diritti d'autore, stabilisce che, nel rispetto di quanto previsto dalla direttiva 20 14/26/UE, sia estesa a tutti gli organismi di gestione collettiva – ovvero gli enti senza fine di lucro e a base associativa – operanti sul territorio dell'DE, la possibilità di operare direttamente sul mercato italiano, senza alcuna intermediazione da parte della Società italiana degli autori ed editori (SIAE);

        considerato che:

            il diritto d'autore è disciplinato principalmente dal Codice civile e dalla legge 22 aprile 1941 n. 633, una normativa ormai antiquata che presuppone un'idea tradizionale di creatività legata alla proprietà intellettuale quale emanazione di un diritto individuale;

            oggi gli scenari sono mutati, e l'avvento delle nuove tecnologie ha reso più veloce e semplice tanto la riproduzione quanto la diffusione delle opere, almeno per alcune categorie. Con gli strumenti informatici l'opera diviene sempre più immateriale e la disciplina in vigore, nonostante le modifiche apportate nel corso degli anni, appare rigida e ben poco duttile e adattabile al nuovo contesto non garantendo, ad esempio, l'accesso libero e gratuito ai contenuti e il superamento dei modelli classici di mercato;

        considerato inoltre che:

            l'attuale impianto normativo, seppure lievemente corretto dalla norma in esame, risulta anacronistico anche per ciò che concerne il settore della intermediazione e della riscossione dei diritti d'autore, incentrato com'è su un numero circoscritto di soggetti e senza alcuna apertura al mercato e alla concorrenza;

            in buona sostanza, intervenendo con il provvedimento in esame, con le modalità con cui si è intervenuti, la situazione rimarrà immutata. Ciò perché il regime di riserva delineato dal medesimo articolo 180 della legge 22 aprile 1941, n. 633, esclude a priori la possibilità per organismi alternativi alla SIAE di operare in ambito nazionale, costringendoli a stabilirsi presso altri Stati membri per poter sfruttare le opportunità offerte dalla Direttiva in parola;

            è chiaro che la forbice rimane divaricata, data la natura stessa del soggetto che gestisce il diritto d'autore e i diritti connessi, fra organismi di gestione collettiva (o collecting societies) come la SIAE, che continuano a essere tutelati, e organismi di gestione indipendente che risulterebbero invece penalizzati.

            pertanto enti di gestione indipendenti, alternativi agli organismi di gestione collettiva, che come finalità «unica o principale, gestiscono diritti d'autore o diritti connessi ai diritti d'autore per conto di più di un titolare di tali diritti, a vantaggio collettivo di questi» e che non siano detenute né controllate, «direttamente o indirettamente, integralmente o in parte, dai titolari dei diritti» e che nel contempo perseguano fini di lucro», allo stato attuale risultano escluse dalla possibilità di intermediare direttamente i diritti d'autore;

            inoltre, il provvedimento in esame benché preveda l'estensione della raccolta dei diritti d'autore a tutti gli organismi di gestione collettiva, non interviene su tutte le disposizioni della normativa vigente che affidano poteri esclusivi alla SIAE sia in fase di controllo, riscossione o imposizione di forme superate e inidonee di contribuzione;

        valutato infine che:

            la norma in esame introduce una liberalizzazione solo apparente, che amplia la dimensione geografica ma non la portata del dettato normativo, laddove occorrerebbe, invece, rivedere dalle fondamenta l'impianto normativa sul diritto d'autore nonché garantire la liberalizzazione del mercato nel settore, dando pieno mandato alle società private indipendenti che gestiscono il diritto d'autore e con temperando gli interessi degli autori con le esigenze legate alle tecnologie e alle inedite modalità di comunicazione;

        impegna il Governo:

            a rivedere, coinvolgendo tutti gli operatori e i soggetti pubblici interessati, l'impianto legislativo, muovendo da una riformulazione della legge n. 633/41, in grado di adattarsi ai nuovi contenuti e ai nuovi mezzi di diffusione nell'ottica della tutela dei diritti degli autori e degli operatori nei nuovi mercati globali delle reti e dei servizi;

            ad adottare ogni opportuno provvedimento volto a riformare seriamente l'attività di amministrazione e di intermediazione del diritto d'autore, determinando una condizione maggiormente concorrenziale, aperta al mercato, e in linea con quanto previsto dalla normativa europea.


G/2942/77/5

SERRA, BULGARELLI, LEZZI, MANGILI, PUGLIA

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili» (ddl 2942),

        premesso che:

            l'articolo 12 del provvedimento in esame differisce al 30 aprile 2018 il termine per l'espletamento delle procedure di cessione di Alitalia, previste dal decreto-legge n. 5012017 ed incrementa di 300 milioni di euro, da erogare nel 2018, il finanziamento già concesso nelle more dell'esecuzione della procedura di amministrazione straordinaria;

            la compagnia Alitalia gestisce anche i collegamenti dalla Sardegna con i principali hub aeroportuali della penisola italiana;

        considerato che:

            in particolare, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha firmato, nel mese di ottobre 2017, il decreto che consente di garantire sino a giugno 2018, anche per gli aeroporti di Alghero e Olbia, le tratte sottoposte a oneri di servizio per Roma e Milano. Nelle scorse settimane, il Ministro aveva già prorogato i voli della continuità territoriale per Cagliari;

            è stato quindi momentaneamente superato il vuoto aperto dai rilievi della Commissione europea con la bocciatura dei bandi per la nuova continuità che sarebbe dovuta entrare in vigore a novembre. La Commissione europea ha espresso rilievi che riguardano sia il bando non assegnato per Cagliari e sia quelli assegnati ai due scali del nord Sardegna. I punti sollevati dalla Commissione europea riguardano le frequenze, la capacità, le tariffe e una serie di obblighi addizionali contenuti nei nuovi bandi ritenuti fondamentali per la Regione Sardegna al fine di garantire la continuità territoriale;

            il dialogo tra la Regione Sardegna e la Commissione europea resta aperto per portare avanti il confronto sui contenuti delle prossime gare,

        impegna il Governo:

            ad assumere tutte le iniziative necessarie a garantire, nell'ambito dell'interlocuzione con la Commissione Europea per l'assegnazione dei nuovi bandi, la continuità territoriale della Regione Sardegna;

            a promuovere nelle opportune sedi comunitarie iniziative volte a favorire la definizione di un regime tariffario agevolato per i collegamenti aerei da e per la Sardegna, di breve e medio raggio, che garantisca la libera circolazione di persone e merci;

            ad adottare misure volte a ridurre lo svantaggio derivante dall'insularità che rende il costo dei trasporti da e per la Sardegna, sia per i cittadini che per le merci, sia aereo che marittimo, di gran lunga più caro rispetto a quello della penisola e del resto d'Europa, penalizzando cosi non solo i cittadini sardi, residenti ed emigrati, ma tutti i cittadini europei.


G/2942/78/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            appare indispensabile introdurre criteri e limiti comuni di tariffazione a carico degli autobus in servizio di noleggio con conducente al fine di razionalizzare e uniformare, in un'ottica di maggiore equità, trasparenza e sostenibilità per l'utenza, i diversi sistemi di tariffazione degli accessi dei suddetti autobus, vigenti a livello territoriale;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di definire, ai sensi di quanto già previsto dalla Direttiva n. 3816 del 21 luglio 1997, che gli autobus di linea sono esclusi dall'applicazione delle tariffe di accesso e sosta nelle ZTL urbane di cui all'articolo 7, comma 9 del decreto legislativo n. 285 del 1992 e, nel contempo, demandare ad una direttiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti da adattarsi previo parere della Conferenza Stato Città ed Autonomie locali l'introduzione di criteri e limiti comuni di tariffazione a carico degli autobus in servizio di noleggio con conducente impronta ti a criteri di ragionevolezza, proporzionalità, gradualità e non discriminazione rispetto ad altre modalità di trasporto.


G/2942/79/5

BELLOT, MUNERATO, BISINELLA

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante – «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            la questione dell'inserimento dei residenti della Regione Veneto tra i benefici ari del previsto sconto sul prezzo della benzina, in ragione della presenza del terminai gasiero allargo di Porto Levante è questione annosa;

            nel 2011, la Regione Veneto ha presentato ricorso al Tar del Lazio allo scopo di impugnare la legge dello Stato che la esclude dalle compensazioni ambientali in sconto benzina, con sentenza n. 04172/2012, il Tar del Lazio ha dato ragione al Veneto;

            respingendo il ricorso il 6865/2012, il Consiglio di Stato ha accolto per intero i dubbi e le violazioni rilevate dalla Regione Veneto, la quale «ha dedotto la violazione dell'articolo 45 della legge n. 99 del 2009, che è volto a riconoscere una compensazione, sotto forma di minor costo del carburante, a tutti i residenti delle Regioni che sopportano la presenza di impianti di elevato impatto ambientale a vantaggio dell'intera collettività, così contrastando l'effetto nimby (not in my backyard);

            durante la conversione del cosiddetto decreto-legge competitività (decreto-legge n. 91 del 2014) è stato approvato un emendamento che ha escluso la provincia di Rovigo dal Fondo idrocarburi per gli sconti sul carburante a titolo dì compensazione per la presenza del rigassificatore;

            l'impianto, che fa capo a Terminale GNL Adriatico Srl, società partecipata da Qatar Terminai Limited (45 per cento), ExxonMobil Italiana Gas (45 per cento) e Edison (10 per cento), è una tra le prime strutture off-shore al mondo per la ricezione, stoccaggio e rigassificazione del gas naturale liquefatto, con una capacità di rigassificazione di 8 miliardi di metri cubi di gas all'anno, il terminale contribuisce alla diversificazione e alla sicurezza delle fonti energetiche in Italia;

            ciononostante il Polesine è stato estro messo dall'accesso agli incentivi sul carburante e l'immotivata discriminazione ai suoi danni provocata dall'emendamento approvato nella notte del 23 luglio 2014 al citato decreto-legge n.91 non è mai stata sanata, a dispetto delle innumerevoli promesse del Governo di ripristinare la riduzione del prezzo alla pompa ovvero adottare un meccanismo agevolativo per i territori che ospitano impianti di rigassificazione a terra e off-shore;

        impegna il Governo:

            a individuare, già nella imminente legge di bilancio, misure agevolative a favore del Polesine a titolo di compensazione per la presenza del terminale gasiero allargo di Porto Levante.


G/2942/80/5

MANDELLI, D'AMBROSIO LETTIERI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante — «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            è, ormai, di tutta evidenza l'improcrastinabilità di misure che consentano, da un lato un livello di preparazione adeguato degli studenti dei corsi di laurea in Farmacia e dall'altro l'effettiva possibilità per i neolaureati di accedere ai nuovi sbocchi professionali;

            il riconoscimento di nuove competenze professionali non è difatti sufficiente a colmare il rilevante divario tra esigenze occupazionali e numero di laureati in Farmacia;

            nell'ambito dell'iniziativa Joint Action Health Workforce Planning and Forecasting, promossa dalla Commissione europea e alla quale partecipa il Ministero della Salute, è stato avviato in Italia un progetto pilota finalizzato alla definizione di una metodologia condivisa per la determinazione del fabbisogno per il sistema sanitario nazionale per il periodo 2015-2040, limitatamente alle professioni di Farmacista, Medico chirurgo, Odontoiatra, Infermiere e Ostetrica;

            i dati riferiti alla professione di farmacista sono piuttosto allarmanti, in quanto prevedono la quasi totale impossibilità di assorbimento dei nuovi laureati da parte del mercato del lavoro; peraltro, sulla base dei dati riportati nell'Accordo per la determinazione del fabbisogno formativo per il SSN, sancito dalla Conferenza Stato-Regioni il 25 maggio 2017, il fabbisogno di farmacisti per l'anno accademico 2017/2018 è fissato in 448 unità,

            a fronte di tale dato, si registra invece una media di circa 4.700 laureati in farmacia, dei quali circa 4000, ogni anno, si iscrivono agli Ordini;

            appare, pertanto, profondamente iniquo, a fronte degli sforzi formativi affrontati da tali professionisti, porli inevitabilmente di fronte ad uno scenario di grave disoccupazione;

            considerato che la vigente normativa non prevede alcuna limitazione per l'accesso alla facoltà di Farmacia e di Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, a differenza di quanto invece stabilito dalla legge 2 agosto 1999, n. 264 per altri corsi di laurea tra i quali medicina e chirurgia, medicina veterinaria, odontoiatria ed architettura:

        impegna il Governo:

            ad introdurre a livello nazionale l'accesso programmato obbligatorio anche per i corsi di laurea in farmacia e in chimica e tecnologia farmaceutiche.


G/2942/81/5

MANDELLI, D'AMBROSIO LETTIERI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante – «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            con i decreti 30 gennaio 1998, 31 gennaio 1998 del Ministro della Sanità e 31 luglio 2002 del Ministro della Salute, sono state individuate le scuole equipollenti o affini per l'accesso alla direzione sanitaria aziendale ed al secondo livello dirigenziale per le categorie professionali sanitarie. In particolare, per l'area di Farmacia sono state individuate diverse scuole equipollenti e specializzazioni affini;

            il decreto ministeriale 1º agosto 2005 recante «Riassetto delle scuole di specializzazione di area sanitaria» e più recentemente il decreto ministeriale 4 febbraio 2015 recante «Riordino delle scuole di specializzazione di area sanitaria», tra cui è annoverata anche quella di farmacia ospedaliera, hanno introdotto una profonda differenziazione nei percorsi didattici e negli obiettivi formativi delle suddette scuole;

            come evidenziato nelle premesse del decreto ministeriale 4 febbraio 2015, tale ultimo intervento si è reso necessario per garantire il conseguimento di una piena e autonoma capacità professionale dello specializzando, fondata su una solida base scientifica;

            in tal senso, si ritiene necessaria la soppressione delle equipollenze di cui al decreto ministeriale 30 gennaio 1998 e successive modificazioni, nonché delle affinità di cui al decreto ministeriale 31 gennaio 1998 e successive modificazioni, considerato che soltanto gli obiettivi formativi ed i relativi percorsi didattici della Scuola di specializzazione in Farmacia Ospedaliera garantiscono oggi le conoscenze scientifiche e professionali richieste per l'accesso dei farmacisti ai livelli dirigenziali specifici nel Servizio Sanitario Nazionale;

        impegna il Governo:

            a sopprimere, relativamente alla valutazione delle specializzazioni, l'equipollenza prevista dalla tabella B – Area di Farmacia del decreto ministeriale 30 gennaio 1998 tra le specializzazioni di «Farmacia ospedaliera» e «Farmaceutica territoriale» con quelle di «Farmacologia applicata», «Farmacologia», «Farmacognosia», «Farmacia industriale» e «Tossicologia», mantenendo in vigore esclusivamente l'equipollenza tra la specializzazione di «Farmaceutica territoriale» e quella di «Farmacia ospedaliera»;

            a sopprimere altresì la tabella delle specializzazioni in discipline affini riferita al!'area di farmacia prevista dal decreto ministeriale 31 gennaio 1998.


G/2942/82/5

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante – «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148) recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            il «Centro internazionale del libro parlato» nasce a Feltre nel 1983, con l'obiettivo di aiutare i non vedenti ad accostarsi alla lettura ed allo studio. Scopo principale del Centro è quindi rendere meno pesanti le giornate buie con l'ascolto di un buon libro e realizzare il desiderio di laurea di tanti studenti privati del dono della vista. Le numerose richieste pervengono da tutto il territorio nazionale e il servizio è esteso anche all'estero;

            al Centro si rivolgono esclusivamente non vedenti, ipovedenti, dislessici, distrofici, anziani, malati terminali e tutti coloro per i quali la lettura in modo tradizionale non è possibile; già la legge 3 agosto 1998, n. 282 ha stanziato un contributo annuo dello Stato all'Unione italiana ciechi, con vincolo di destinazione al Centro nazionale del libro parlato, e al Centro Internazionale del Libro Parlato di Feltre;

        impegna il Governo:

            a prevedere, già nella imminente legge di bilancio, lo stanziamento di ulteriori contributi economici in favore del Centro internazionale del libro parlato di Feltre.


G/2942/83/5

MONTEVECCHI, BULGARELLI, MANGILI, LEZZI, PUGLIA

Il Senato,

        in sede d'esame del disegno di legge recante — «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»

        premesso che:

            l'articolo 19 del provvedimento in esame recepisce l'opportunità di riconsiderare il regime di monopolio della SIAE in materia di collecting del diritto d'autore e – in conformità a quanto previsto dalla direttiva 20 14/26/UE – estende a tutti gli organismi di gestione collettiva, ossia quelli senza fine di lucro e a base associativa, stabiliti in Italia, la possibilità di operare direttamente sul mercato italiano, senza alcuna intelmediazione da parte della SIAE;

        considerato che:

            nel declino del tradizionale modello umanistico ed entro l'insistita trasformazione che investe l'universo del sapere nel suo complesso, anche attraverso il moltiplicarsi delle diverse fonti di informazione, divulgazione e conoscenza, la tutela del patrimonio archivistico e librario e una sempre maggiore disponibilità e fruibilità delle fonti appaiono quali elementi essenziali tanto per preservare, valorizzare e diffondere le nostre risorse culturali, quanto per il rilancio culturale del Paese;

            in particolare, stante che ancora parte significativa della produzione accademica e legata alla ricerca, data generalmente alle stampe in riviste, volumi miscellanei o atti di convegni, viene pubblicata da case editrici accademiche che ne detengono diritti esclusivi, un autore che volesse pubblicare il suo lavoro in un giornale scientifico di prestigio, archiviandolo ad «accesso aperto» si troverebbe a infrangere gli accordi di esclusività o copyright posti dall'editore;

            l'Open access (o accesso aperto) è infatti una «modalità di pubblicazione del materiale prodotto dalla ricerca» che ne consente il libero accesso senza restrizioni, e che pertanto si riferisce alla libera disponibilità, pur nel rispetto del diritto d'autore, ma senza comportare nessun'altra implicazione;

        valutato inoltre che:

            le pubblicazioni scientifiche afferiscono a un settore dove è del tutto ragionevole usufruire e preservare un contenuto di lavoro e associandolo a un determinato autore;

            le più importanti Università italiane hanno aderito alla «Dichiarazione di Messina» sull'accesso aperto e dunque la sensibilità e l'attenzione da parte delle istituzioni scientifiche è particolarmente viva;

            l'introduzione di criteri di gratuità, diffusione, trasparenza e pubblicità nella produzione universitaria legata alla ricerca avrebbe ricadute non trascurabili sull'intero sistema accademico: in particolare su una più equa ridefinizione dei parametri nella valutazione dei titoli prodotti, che si riverberebbe sul sistema stesso di reclutamento, svincolandolo dal perdurare delle consuetudini clientelari;

        impegna il Governo:

            ad assumere le opportune iniziative, anche di carattere normativa, finalizzate a estendere modalità di pubblicazione ad accesso aperto per la letteratura scientifica e la produzione accademica, in modo che esse possano essere messe a disposizione senza scopo di lucro per la comunità degli studiosi e dei lettori.


G/2942/84/5

MANDELLI, D'AMBROSIO LETTIERI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148) recante disposizioni urgenti in materia di finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            la scarsa aderenza alle prescrizioni mediche rappresenta la principale causa di inefficacia delle terapie farmacologiche ed è associata ad un aumento degli interventi di assistenza sanitaria, della morbilità e della mortalità, determinando un danno sia per la salute dei pazienti che per il sistema sanitario nazionale;

            il rapporto OsMed 2015 ha registrato la permanenza di livelli di scarsa aderenza alle terapie e di inappropriatezza per alcune classi di farmaci (es. ipolipemizzanti, calcio-antagonisti, inibitori di pompa protonica), evidenziando la necessità di fare meglio sia per l'efficacia dei trattamenti sia per una migliore gestione delle risorse;

            peraltro, recenti studi osservazionali rivelano che quasi il 50% dei pazienti in trattamento con antidepressivi sospende il trattamento nei primi tre mesi di terapia ed oltre il 70% nei primi 6 mesi;

        considerato che:

            esistono diverse strategie per migliorare l'uso sicuro ed efficace dei farmaci, e in primis l'aderenza alle prescrizioni, ma la ricerca in questo ambito non fornisce evidenze tali da distinguere in modo convincente quali siano efficaci e quali no;

            in questo contesto, di fondamentale importanza appare, dunque, il coinvolgimento del farmacista nel monitoraggio e nella gestione della terapia farmacologica: infatti, attraverso la presa in carico del paziente, il farmacista ha la possibilità di monitorare le modalità di assunzione dei medicinali per singola patologia e, in caso di criticità, intervenire per rettificare o evitare determinati errori ovvero per segnalare al medico di base o specialista eventuali situazioni critiche;

            peraltro, l'articolo 1, commi 571-573, della Legge 208/2015 ha previsto l'istituzione, nello stato di previsione del Ministero della salute, di un fondo finalizzato a finanziare la prima applicazione di un servizio di aderenza alla terapia per i pazienti affetti da asma, al fine di accrescere i benefici terapeutici con conseguente riduzione dei costi per le relative spese sanitarie;

            sarebbe opportuna, per la realizzazione delle linee programmatiche del Ministero della salute in materia di aderenza alla terapia farmacologica e per la promozione del relativo servizio, l'istituzione in via ordinaria di un fondo per il finanziamento del servizio professionale dì monitoraggio e gestione della terapia reso dal farmacista nelle farmacie di comunità;

            sarebbe altresì opportuna, al fine di evitare disomogeneità a livello locale, l'adozione da parte del Ministero di un decreto che contenga le linee guida per la corretta erogazione del servizio di revisione dell'uso dei medicinali, anche.

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di porre in essere le necessarie iniziative affinché:

            sia promossa l'aderenza del paziente alla terapia farmacologica (ATF) attraverso il servizio professionale di monitoraggio e gestione della terapia reso dal farmacista nelle farmacie di comunità;

            sia adottato, dal Ministero della Salute, sentita la Federazione Nazionale degli Ordini dei Farmacisti Italiani, un decreto recante le linee guida per la corretta erogazione del servizio di aderenza alla terapia;

            sia istituito, in via ordinaria, nello stato di previsione del Ministero della Salute, il fondo per

            l'aderenza alla terapia farmacologica, alimentato dalle somme del capitolo «Prevenzione» del Fondo Sanitario Nazionale e assegnato alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano in proporzione alla popolazione residente.


G/2942/85/5

MANDELLI, D'AMBROSIO LETTIERI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148) recante disposizioni urgenti in materia di finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            l'articolo 102 del R.D. n. 1265/1934 (TULS), nella formulazione attualmente vigente, prevede che l'esercizio della farmacia non possa essere cumulato con quello di altre professioni e arti sanitarie per evitare possibili situazioni di conflitto di interessi tra il prescrittore e il dispensatore dei farmaci;

            il Ministero della Salute, infatti, ha interpretato la richiamata disposizione, precisando che il divieto riguarda non solo il cumulo di più professioni sanitarie da parte di un medesimo soggetto, ma si estende anche all'esercizio cumulativo di tali professioni in farmacia;

        rilevato, peraltro, che

            l'ipotizzato conflitto di interessi non può verificarsi con le professioni sanitarie non abilitate alla prescrizione di medicinali, individuate dalla vigente normativa;

            tali professioni – tra cui quelle di Ortottista – Assistente di oftalmologia e Podologo, nonché la professione tecnico-sanitaria nell'Area tecnico-diagnostica di Tecnico Audiometrista e nell'Area Tecnico-assistenziale quella di Dietista e di Tecnico Ortopedico, di Tecnico Audioprotesista non andrebbero ricomprese nella previsione dell'art. 102 del TULS e dovrebbero poter essere esercitate anche in farmacia, fermo restando, viceversa, il divieto di cumulo con le professioni di medico, odontoiatra e veterinario;

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di adottare le opportune iniziative affinché possa essere consentito l'esercizio in farmacia delle altre professioni sanitarie non abilitate alla prescrizione di medicinali.


G/2942/86/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148) recante disposizioni urgenti in materia di finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            la norma vigente prevede un percorso graduale di riduzione del costo del personale da attuarsi nel periodo 2015/2020, anno entro il quale la spesa complessiva dovrà attestarsi alla spesa dell'anno 2004 diminuita dell'1,4 per cento. Dall'anno 2004 si sono susseguite diverse norme che hanno imposto al SSR un impatto sulla spesa del personale, da ultima la legge 161/2014 che ha previsto la necessità di rivedere gli assetti organizzativi al fine di rendere possibile il rispetto della normativa inerente l'orario di lavoro;

            il Patto della Salute già prevede, all'art. 22 comma 5, di «effettuare un approfondimento tecnico ai fini dell'aggiornamento del parametro spesa 2004 – 1,4%», che ovviamente, se non reso più aderente e attuale rispetto alle evoluzioni organizzative e di erogazione dei servizi sanitari ai cittadini non compara bile con l'anno 2004, rischia di far retrocedere di 16 anni un importante fattore chiave per lo sviluppo e la crescita del servizio sanitario nazionale quale quello delle risorse umane;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di contestualizzare la legge in materia di spesa del personale, nelle more dell'attuazione dell'articolo 22, per le regioni che con apposita legge regionale, si sono fatte promotrici nell'ultimo triennio di processi di riorganizzazione dei servizi sanitari e sociosanitari; e che sono in grado di certificare bilanci in equilibrio unitamente al rispetto degli adempimenti LEA e dei tempi di pagamento, introducendo quale obbligo, in alternativa all'adempimento di graduale riduzione della spesa del personale per un importo pari a quello della spesa dell'anno 2004, decurtata deIl'1,4%, quello del rispetto del tetto massimo determinato dalla spesa media del personale del SSN relativo al triennio di osservazione 2015-2017 oltre ovviamente al rispetto dell'equilibrio ovvero un'oscillazione massima non superiore allo 0,8% rispetto all'obiettivo da perseguire.


G/2942/87/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148) recante disposizioni urgenti in materia di finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            l'articolo 18 prevede il Finanziamento di specifici obiettivi connessi all'attività di ricerca, assistenza e cura relativi al miglioramento dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza;

            il comma 1 dispone, al fine di consentire la realizzazione di specifici obiettivi connessi all'attività di ricerca, assistenza e cura relativi al miglioramento dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza, ai sensi dell'articolo 1, commi 34 e 34-bis, della legge n. 662 del 1996, l'accantonamento per il 2017 della somma di 21,5 milioni di euro, previa sottoscrizione, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, dì intesa sul riparto per le disponibilità finanziarie per il Servizio sanitario nazionale per l'anno 2017;

            la somma di cui al periodo precedente è così ripartita:

            – 9 milioni di euro in favore delle strutture, anche private accreditate riconosciute a rilievo nazionale ed internazionale per le caratteristiche di specificità ed innovatività nell'erogazione di prestazioni pediatriche con particolare riferimento alla prevalenza di trapianti di tipo allogenico;

            – 12,5 milioni di euro in favore delle strutture, anche private accreditate, centri di riferimento nazionale per l'adroterapia, eroganti trattamenti di specifiche neoplasie maligne mediante l'irradiazione con ioni carbonio;

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di dare una prospettiva pluriennale agli obiettivi connessi all'attività di ricerca, assistenza e cura relativi ai livelli essenziali di assistenza con riferimento ai centri di adroterapia.


G/2942/88/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148) recante disposizioni urgenti in materia di finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            all'Agenzia europea per i medicinali è affidata, a livello europeo, la funzione regolatoria in materia di politica dei medicinali, sia ad uso umano che veterinario, ivi compresa ogni funzione di coordinamento e di sicurezza nel settore; per quanto attiene a quest'ultimo settore, e cioè alla sicurezza, l'EMA agisce mediante la rete europea e può intervenire se le informazioni acquisite indicano che il rapporto rischio beneficio di un medicinale è cambiato da quando il medicinale è stato autorizzato;

            le responsabilità principali della E.M.A. sono, in estrema sintesi, riconducibili alla valutazione e alla vigilanza dei medicinali per uso, sia umano che veterinario, la valutazione scientifica delle domande per l'Unione europea (UE) ed il rilascio delle autorizzazioni all'immissione in commercio di medicinali, per uso umano e veterinario, attraverso la procedura autorizzativa centralizzata;

            l'Italia, e per essa la città di Milano, sia una scelta strategica ed ideale per allocare la sede deIl'EMA. Infatti, essa, va considerata come una ulteriore occasione per favorire ulteriori e maggiori investimenti in ricerca e sviluppo nel nostro Paese, e rappresenta, peraltro, una grande opportunità culturale, scientifica ed economica, proprio in considerazione della peculiarità che il settore farmaceutico riveste per il nostro Paese;

        impegna il governo

            a valutare la possibilità di garantire alla Regione Lombardia un contributo per le spese sostenute per sviluppare, già in questa fase, la progettazione indispensabile per l'adeguamento funzionale delle strutture destinate ad ospitare la nuova dell'Agenzia e consentire il trasferimento di EMA entro fine marzo 2019 e per le spese per la promozione della candidatura di Milano in Italia e in Europa.


G/2942/89/5

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148) recante disposizioni urgenti in materia di finanziaria e per esigenze indifferibili»,

            premesso che: l'articolo 2 della Direttiva 2002/46/CE definisce l'integratore alimentare come il prodotto destinato ad integrare la dieta normale, che costituisce una fonte concentrata di sostanze nutritive o di altro tipo, a prescindere dalla sua forma di commercializzazione;

            l'assenza di una disciplina certa, con riferimento all'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto applicabile agli integratori alimentari, ha comportato un parziale disallineamento tra prodotti diversi (ad es. aventi una differente forma di commercializzazione);

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di assoggettare l'intero novero degli integratori alimentari, come definiti dalla direttiva europea in parola, all'aliquota agevolata del 10%, casi come già applicata nella maggior parte dei casi per prodotti in oggetto.


G/2942/90/5

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148) recante disposizioni urgenti in materia di finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            l'endometriosi è una malattia uterina cronica che compromette globalmente la salute della donna con effetti psicofisici spesso debilitanti. Una patologia complessa, originata dalla presenza anomala dell'endometrio, il tessuto che riveste la parete interna dell'utero, in altri organi quali ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino, che colpisce fra il 15% e il 20% della popolazione femminile, tra i 25 e i 35 anni, che si verifica eccezionalmente prima della pubertà e tende a regredire nella menopausa;

        tenuto conto che:

            l'endometriosi agisce in modo progressivo ed è di difficile individuazione, motivo per il quale si calcola che sia diagnosticata in media otto-nove anni dopo il suo emergere, quando circa il 75-80 per cento delle donne da essa colpite sono ormai soggette a numerosi sintomi e quando la malattia ha raggiunto una considerevole gravità e cronicizzazione;

            la scarsa informazione porta spesso le stesse donne a sottovalutare tale patologia imputandola ad una esagerazione dei sintomi;

        considerato che:

            il 13 gennaio 2017 sono stati approvati i nuovi Livelli essenziali di assistenza (LEA) dove è stata inserita l'endometriosi nell'elenco delle malattie croniche riguardanti solo prestazioni gratuite per il 3º e 4º stadio della patologia;

        impegna il Governo:

            ad assumere iniziative, compatibilmente con gli equilibri contabili del Servizio sanitario nazionale, al fine di incrementare l'attività di ricerca, la promozione di campagne di informazione, prevenzione, assistenza relativamente alla malattia dell'endometriosi;

            ad istituire, presso il Ministero della salute, il Registro nazionale dell'endometriosi il cui scopo è raccogliere, in collegamento con il Servizio sanitario nazionale, i dati quantitativi e qualitativi sull'incidenza dell'endometriosi.


G/2942/91/5

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148) recante disposizioni urgenti in materia di finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            il sostegno alla famiglia è al centro dell'agenda di tutti i partiti politici e di tutte le coalizioni;

            negli ultimi anni, secondo dati forniti dall'ISTAT, risulta che le famiglie a maggior rischio di povertà sono non soltanto quelle con disoccupati a carico, ma anche quelle con figli minori, così che il rischio di povertà cresce in relazione alla tipologia del nucleo familiare: le famiglie con un solo figlio minore presentano, infatti, una probabilità di essere povere del 60 per cento superiore rispetto a quelle senza figli, percentuale che sale al 120 per cento qualora i figli minori siano due e al 160 per cento nel caso di più di due;

            di fatto, si sta assistendo ad un mutamento strutturale delle famiglie nel quale il numero delle stesse aumenta e, contemporaneamente, decresce il numero medio dei propri componenti. Tale fenomeno è spiegabile richiamando fattori demografici, quali il calo della fecondità e l'invecchiamento della popolazione, ma anche e soprattutto motivi di carattere socioeconomico che inducono la donna a rinviare la maternità (o addirittura a rinunciarvi), consapevole che oggigiorno l'educazione della prole ha un costo notevole;

            secondo alcuni studi, ogni anno nascono in Italia circa 560.000 bambini e nel primo anno di vita i genitori, per l'acquisto di prodotti di prima necessità, versano al fisco, per ogni bambino, mediamente 1.1.00 euro. Da un'altra indagine condotta dalla Banca d'Italia, emerge che negli ultimi dieci anni si è avuto un boom dell'indebitamento delle famiglie italiane e si è stimato che, in una famiglia monoreddito con un figlio in età compresa tra 0 e 3 anni, il costo di omogeneizzati, pannolini, prodotti per l'igiene e quant'altro necessita alla vita dei bambini, incide in misura rilevante (20 per cento circa) sul bilancio familiare;

        considerato che:

            nel nostro Paese, sui beni alimentari di prima necessità degli adulti, quali pane e latte, viene applicata l'IVA agevolata del 4 per cento mentre sugli identici beni destinati ai bambini, quali omogeneizzati e latte in polvere o vegetale, viene applicata incredibilmente l'aliquota maggiorata del 10 o del 21 per cento;

            viceversa, vi sono Paesi in Europa, come il Regno Unito e l'Irlanda, dove si applica l'aliquota zero sui prodotti per l'infanzia, come vestiario e calzature, mentre Paesi come Portogallo, Polonia, Repubblica Ceca applicano un regime di IVA ridotta per pannolini;

            la stessa Commissione europea, non a caso, ha riconosciuto che il ricorso ad aliquote ridotte può produrre vantaggi in settori accuratamente selezionati, tanto che il Parlamento europeo ha chiesto un maggior coordinamento tra le politiche macroeconomiche e le politiche sociali, affinché la crescita, la competitività e la produttività del sistema economico rispondano al meglio alle sfide dell'invecchiamento demografico in atto in Europa;

        impegna il Governo;

            ad adottare, a partire dalla prossima legge di bilancio, misure idonee per ridurre la pressione fiscale per le famiglie con bambini, attraverso la riduzione dell'aliquota IVA su pannolini, biberon, tettarelle, omogeneizzati, latte in polvere, liquido per neonati, prodotti per l'igiene destinati all'infanzia.


G/2942/92/5

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148) recante disposizioni urgenti in materia di finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        impegna il Governo a:

            prevedere, già nella prossima legge di bilancio, attraverso una modifica della Tabella A, parte II, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, la riduzione dell'aliquota IVA applicata su apparecchi o altri oggetti sanitari da donare alle aziende sanitarie, agli istituiti di ricovero e cura a carattere scientifico o a fondazioni operanti nel settore socio-sanitario.


G/2942/93/5

SERRA, BULGARELLI, LEZZI, MANGILI, PUGLIA

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148) recante disposizioni urgenti in materia di finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            l'articolo 18 del provvedimento in oggetto reca «Finanziamento di specifici obiettivi connessi all'attività di ricerca, assistenza e cura relativi al miglioramento dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza»

            con DPCM 12 gennaio 2017 sono stati aggiornati i Livelli essenziali di assistenza (LEA) ha introdotto lo screening neonatale per sordità congenita;

        considerato che

            il termine sordità identifica una perdita di funzionalità importante, che comporta, problemi nello sviluppo del linguaggio. I problemi all'udito possono colpire adulti e bambini innalzando barriere sociali.

            l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) definisce il bambino ipoacusico come colui «la cui acuità uditiva non è sufficiente a permetter gli di imparare la sua lingua, di partecipare alle normali attività della sua età, di seguire con profitto l'insegnamento scolastico generale»;

            nei bambini, l'udito è fondamentale per acquisire il linguaggio: i disturbi durante l'infanzia e l'adolescenza possono causare riduzioni nella capacità di attenzione, di concentrazione e di comprensione, con conseguenze negative sul rendimento scolastico. Negli adulti, invece, può provocare isolamento e depressione;

            è fondamentale tutelare il pieno sviluppo e l'inclusione sociale delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordocieche attraverso dispositivi, quali ad esempio, l'utilizzo di un impianto cocleare in grado di ripristinare la percezione uditiva;

        impegna il Governo:

            al fine di rimuove le barriere alla comprensione e alla comunicazione delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordocieche, a reperire le risorse necessarie per interventi di protesizzazione uditiva e oculare precoce, di impiantologia cocleare e logopedici.

 


G/2942/94/5

SERRA, BULGARELLI, LEZZI, MANGILI, PUGLIA

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148) recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            l'articolo 19 del decreto-legge in conversione reca norme per la liberalizzazione in materia di collecting dei diritti d'autore, estendendo a tutti gli organismi di gestione collettiva stabiliti in Italia la possibilità di operare direttamente sul mercato italiano, senza intermediazione da parte della SIAE;

            non sono invece incluse nelle previsioni dettate dall'articolo 19 le entità di gestione indipendente di cui al decreto legislativo n. 35 del 2017, che attua in Italia la direttiva 2014/26/UE, sulla gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l'uso online nel mercato interno;

        impegna il Governo:

            a risolvere quanto prima le problematiche sollevate dall'emendamento 19.5.

 


G/2942/95/5

CONTE, DALLA TOR, GUALDANI

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148) recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            SIAE rilascia licenze per l'utilizzo di musica come sottofondo in esercizi commerciali quali, ad esempio, supermercati, negozi d'abbigliamento, di oggettistica e sale giochi.

            La diffusione del repertorio può avvenire con radio, televisori, lettori CD, etc., con funzione di semplice sottofondo accessorio, non connesso direttamente con l'attività dell'esercizio. Per la musica di sottofondo, il compenso per il diritto d'autore si corrisponde tramite un abbonamento forfettario annuale o periodico, calcolato in base alla tipologia e al numero di apparecchi utilizzati e alla superficie del locale in cui viene diffusa la musica.

            Per gli aderenti ad associazioni di categoria che hanno sottoscritto specifici accordi con la SIAE sono previste riduzioni tariffarie. Per società della grande distribuzione che sottoscrivono accordi di accentramento per il rilascio delle licenze e dei pagamenti sono previste riduzioni. E' inoltre possibile aderire a progetti per la semplificazione (fornitura dati) e comunicazione. Tutte le riduzioni sono applicate ciascuna al netto delle altre.

            Considerato che:

            le piccole e medie imprese sono gravate da molteplici adempimenti di rendicontazione che andrebbero snelliti per semplificarne l'attività di impresa;

            impegna il Governo a:

valutare l'opportunità, con adeguate modifiche normative, di evitare che l'onere di rendicontazione dettagliata di ciascuna opera musicale o brano proposto gravi anche su quegli operatori economici, in particolare le piccole e medie imprese, come gli esercizi commerciali o alberghieri che si limitano a trasmettere musica di sottofondo e che pertanto non sono in grado di effettuare una reportistica puntuale, come quella prescritta dall'articolo 23 del decreto legislativo n. 35 del 2017.".


G/2942/96/5

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

        le associazioni senza scopo di lucro (Onlus o associazioni politiche, sindacali, di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica) che organizzano occasionalmente, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione, spettacoli e intrattenimenti pubblici nonostante siano esenti dall'imposta sugli spettacoli ai sensi dell'articolo 23 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, sono tenute a corrispondere alla Società italiana degli autori e degli editori (SIAE) i diritti d'autore per le pubbliche esecuzioni;

         si tratta nella maggior parte dei casi di un ulteriore costo, spesso insostenibile, che grava sulle scarpe risorse di cui le associazioni dispongono. Per fare un esempio per una piccola festa zonale organizzata da una sola parrocchia o da una pro loco in frazioni o comuni fino a 3.000 abitanti, il costo può arrivare fino a 100 euro giornalieri;

        impegna il Governo a:

            ad attivarsi per garantire una sensibile riduzione dei proventi spettanti alla SIAE quando l'esecuzione, la rappresentazione o la recitazione dell'opera avvengono nella sede dei centri o degli istituti di assistenza, formalmente istituiti, nonché delle associazioni di volontariato e di associazioni di promozione sociale.

 


G/2942/97/5

MORONESE, BULGARELLI, MONTEVECCHI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

premesso che:

con l'emendamento del Governo del Governo 2.0.1000 vengono incrementati i permessi per gli organi esecutivi a 48 ore lavorative al mese per i comuni sotto i 30.000 abitanti e a 96 ore per quelli sopra i 30.000 abitanti;

a valutare la possibilità di estendere a 96 ore lavorative al mese a tutti i comuni i limiti previsti dal comma 4 dell'articolo 79 della legge 18 agosto 2000, n.267, per la fruizione di permessi e di licenze.

 


G/2942/98/5

MORONESE, BULGARELLI, MONTEVECCHI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

premesso che:

 


G/2942/99/5

MORONESE, BULGARELLI, MONTEVECCHI

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge AS 2942 – «Conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

premesso che:

a prevedere che la data per le richieste di accesso all'indennità  di cui in premessa possano essere presentate entro il 31 dicembre 2017.

 


G/2942//46/5

MANDELLI

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili»,

        premesso che:

            vi è la necessità di chiarire e confermare l'invarianza della disposizione contenuta nel comma 2 dell'articolo 40 del decreto legislativo n. 118 del 2011 in riferimento al disavanzo da debito autorizzato e non contratto risultante dal rendiconto 2015,

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di prorogare per il 2017 la possibilità di autorizzare mutui per investimenti senza contrarli se non per effettive esigenze di cassa per le sole regioni che hanno rispettato i tempi di pagamento così come previsti dal decreto-legge n. 78 del 2015 con riferimento all'anno 2016.


08.1

MALAN, MANDELLI, ZANONI

RITIRATO

All'articolo, anteporre il seguente articolo:

«Art. 08.

(Incendi boschivi nella Regione Piemonte e nella Regione Lombardia)

        1. Per il ripristino urgente di infrastrutture pubbliche danneggiate e per il ristoro urgente a privati dei danni a seguito degli incendi boschivi occorsi nel corso dell'anno 2017 in Piemonte e Lombardia, sono stanziati per l'anno in corso 20 milioni di euro, a valere sulle risorse Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307».


1.1

RICCHIUTI, GUERRA, FORNARO, PEGORER, DIRINDIN, GATTI, CORSINI, CASSON, GRANAIOLA

RESPINTO

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 1 – (Estensione della definizione agevolata dei carichi) – 1. Al fine di consentire alle Università degli studi che hanno aderito alla definizione agevolata dei debiti secondo quanto previsto dall'articolo 6 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 125, di completare i relativi versamenti entro l'anno 2018 e di usufruire dei benefici derivanti dalla suddetta definizione agevolata; il pagamento delle rate in scadenza nel mese di novembre 2017 è differito al mese di novembre 2018. Al relativo onere, pari a 8,3 milioni di euro per l'anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 207, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Conseguentemente, il Fondo di cui all'articolo 1, comma 207, della legge n. 208 del 2015, è incrementato di 8,3 milioni di euro nel 2018».

        Conseguentemente, all'articolo 18, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:

        «2-bis. Il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale di cui all'articolo 1, comma 392, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, è incrementato di 2.500 milioni di euro nel 2017 e di 1.700 milioni di euro annui a decorrere dal 2018».

        Conseguentemente all'articolo 20 sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) Il comma 1 è sostituito dal seguente:

        «1. Il comma 61 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, è abrogato. II comma 1 dell'articolo 77 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; si applica nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della citata legge n. 208 del 2015.».

            b) Al comma 5, sopprimere le lettere f) e g).


1.2

SANTINI

VEDI TESTO 2

All'articolo 1 sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) nel comma 1, dopo le parole: «novembre 2017», inserire le seguenti: «e il termine per il pagamento della rata di cui alla lettera b) dello stesso comma 3 del decreto-legge n. 193 del 2016 in scadenza nel mese di aprile 2018 è fissato nel mese di luglio 2018»;

            b) sopprimere il comma 2;

            c) sostituire i commi da 4 a 10 con i seguenti:

        «4. Possono essere estinti, secondo le disposizioni di cui all'articolo 6 del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 dicembre 2016, n. 225, di seguito denominato ''Decreto'', per quanto non derogate da quelle dei commi da 5 a 10-ter del presente articolo, i debiti relativi ai carichi affidati agli agenti della riscossione:

            a) dal 2000 al 2016:

                1) che non siano stati oggetto di dichiarazioni rese ai sensi del comma 2 dell'articolo 6 dello stesso Decreto;

                2) compresi in piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016, per i quali il debitore non sia stato ammesso alla definizione agevolata, in applicazione dell'alinea del comma 8 dell'articolo 6 del Decreto, esclusivamente a causa del mancato tempestivo pagamento di tutte le rette e degli stessi piani scadute al 31 dicembre 2016;

            b) dal 1º gennaio al 30 settembre 2017.

        5. Ai fini della definizione di cui al comma 4, il debitore manifesta all'agente della riscossione la sua volontà di avvalersene rendendo, entro il 15 maggio 2018, apposita dichiarazione, con le modalità e in conformità alla modulistica, pubblicate dallo stesso agente della riscossione sul proprio sito internet entro il 31 dicembre 2017. In tale dichiarazione il debitore assume l'impegno di cui al comma 2 dell'articolo 6 del Decreto.

        6. Sulle somme dovute per la definizione prevista dal comma 4, si applicano, a decorrere dal 1º agosto 2618, gli interessi di cui all'articolo 21, primo comma, del decreto del Presidente della-Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e il pagamento delle stesse-somme, salvo quanto previsto dal comma 8; può essere effettuato in un numero massimo di cinque rate consecutive di uguale importo, da pagare, rispettivamente, nei mesi di luglio 2018, settembre 2018, ottobre 2018, novembre 2018 e febbraio 2019.

        7. L'agente della riscossione:

            a) relativamente ai carichi di cui al comma 4, lettera b), del presente articolo, entro il 31 marzo 2018 invia al debitore, con posta ordinaria, l'avviso previsto dal comma 3-ter dell'articolo 6 del Decreto;

            b) entro il 30 giugno 2018 comunica al debitore l'ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonché delle relative rate e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse.

        8. In deroga a quanto previsto dai commi 6 e 7, limitatamente ai carichi di cui al comma 4, lettera a), n. 1, compresi in piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016, per i quali non risultano pagate tutte le rate degli stessi piani scadute al 31 dicembre 2016, e ai carichi di cui al comma 4, lettera a), n. 2:

            a) l'agente della riscossione comunica al debitore:

                1) entro il 30 giugno 2018, l'importo delle rate scadute-al 31 dicembre 2016 e non pagate;

                2) entro il 30 settembre 2018, le informazioni previste dal comma 7, lettera b);

            b) il debitore è tenuto a pagare:

                1) in unica soluzione, entro il 31 luglio 2018, l'importo ad esso comunicato ai sensi della lettera a), n. 1. Il mancato, insufficiente o tardivo pagamento di tale importo determina automaticamente l'improcedibilità dell'istanza;

                2) in due rate consecutive di pari ammontare, scadenti rispettivamente nei mesi di ottobre 2018 e novembre 2018, l'80 per cento delle somme complessivamente dovute ai fini della definizione;

                3) entro febbraio 2019, l'ultima rata relativa al restante 20 per cento delle somme complessivamente dovute ai fini della definizione.

        9. Ai fini della definizione agevolata di cui al comma 4 del presente articolo le disposizioni del comma 4-bis dell'articolo 6 del Decreto si applicano ai carichi non inclusi in piani di dilazione in essere alla data di entrata in vigore del Presente decreto.

        10. A seguito della presentazione della dichiarazione prevista dal comma 5:

            a) per i debiti relativi ai carichi di cui al comma 4, lettere a), nn. 1 e 2, e b), che ne sono oggetto e fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute per la definizione, è sospeso il pagamento dei versamenti rateati, scadenti in data successiva alla stessa presentazione e relativi a precedenti dilazioni in essere alla medesima data;

            b) sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi che sono oggetto della Predetta dichiarazione e si producono gli effetti previsti dal comma 5, secondo periodo, dell'articolo 6 del Decreto. »;

            d) dopo il comma 10, inserire i seguenti:

        «10-bis. In deroga alle disposizioni dell'alinea dell'articolo 6, comma 8, del Decreto, la facoltà di definizione dei carichi di cui al comma 4, lettera b), del presente articolo può essere esercitata senza che risultino adempiuti versamenti relativi ai piani rateali in essere.

        10-ter. Non si applicano le disposizioni del comma 13-ter dell'articolo 6 del Decreto.

        10-quater. Le disposizioni dei commi da 4 a 10-ter, come modificate dalla legge di conversione del presente decreto, si applicano anche alle richieste di definizione presentate ai sensi delle disposizioni del presente articolo, vigenti alla data di entrata in vigore della stessa legge.

        10-quinquies. All'articolo 1, comma 684, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, il primo periodo è sostituito dal seguente: ''Le comunicazioni di inesigibilità relative alle quote affidate agli agenti delta riscossione dal 1ºgennaio 2000 al 31 dicembre 2017, anche da soggetti creditori che hanno cessato o cessano di avvalersi delle società del Gruppo Equitalia ovvero dell'Agenzia delle entrate riscossione, sono presentate, per i ruoli consegnati negli anni 2016 e 2017, entro il 31 dicembre 2021 e, per quelli consegnati fino al 31 dicembre 2015, per singole annualità di consegna partendo dalla più recente, entro il 31 dicembre di ciascun anno successivo al 2021.

        10-sexies. All'articolo 6, comma 12 del Decreto, la parola: «2019» è sostituita dalla seguente: «2020.».


1.2 (testo 2)

SANTINI

APPROVATO

All'articolo 1 sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) nel comma 1, dopo le parole: «novembre 2017», inserire le seguenti: «e il termine per il pagamento della rata di cui alla lettera b) dello stesso comma 3 del decreto-legge n. 193 del 2016 in scadenza nel mese di aprile 2018 è fissato nel mese di luglio 2018»;

            b) sopprimere il comma 2;

            c) sostituire i commi da 4 a 10 con i seguenti:

        «4. Possono essere estinti, secondo le disposizioni di cui all'articolo 6 del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 dicembre 2016, n. 225, di seguito denominato ''Decreto'', per quanto non derogate da quelle dei commi da 5 a 10-ter del presente articolo, i debiti relativi ai carichi affidati agli agenti della riscossione:

            a) dal 2000 al 2016:

                1) che non siano stati oggetto di dichiarazioni rese ai sensi del comma 2 dell'articolo 6 dello stesso Decreto;

                2) compresi in piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016, per i quali il debitore non sia stato ammesso alla definizione agevolata, in applicazione dell'alinea del comma 8 dell'articolo 6 del Decreto, esclusivamente a causa del mancato tempestivo pagamento di tutte le rate degli stessi piani scadute al 31 dicembre 2016;

            b) dal 1º gennaio al 30 settembre 2017.

        5. Ai fini della definizione di cui al comma 4, il debitore manifesta all'agente della riscossione la sua volontà di avvalersene rendendo, entro il 15 maggio 2018, apposita dichiarazione, con le modalità e in conformità alla modulistica, pubblicate dallo stesso agente della riscossione sul proprio sito internet entro il 31 dicembre 2017. In tale dichiarazione il debitore assume l'impegno di cui al comma 2 dell'articolo 6 del Decreto.

        6. Sulle somme dovute per la definizione prevista dal comma 4, si applicano, a decorrere dal 1º agosto 2018, gli interessi di cui all'articolo 21, primo comma, del decreto del Presidente dellaRepubblica 29 settembre 1973, n. 602, salvo quanto previsto dal comma 8, può essere effettuato in un numero massimo di cinque rate consecutive di uguale importo, da pagare, rispettivamente, nei mesi di luglio 2018, settembre 2018, ottobre 2018, novembre 2018 e febbraio 2019.

        7. L'agente della riscossione:

            a) relativamente ai carichi di cui al comma 4, lettera b), del presente articolo, entro il 31 marzo 2018 invia al debitore, con posta ordinaria, l'avviso previsto dal comma 3-ter dell'articolo 6 del Decreto;

            b) entro il 30 giugno 2018 comunica al debitore l'ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonché delle relative rate e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse.

        8. In deroga a quanto previsto dai commi 6 e 7, limitatamente ai carichi di cui al comma 4, lettera a), n. 1, compresi in piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016, per i quali non risultano pagate tutte le rate degli stessi piani scadute al 31 dicembre 2016, e ai carichi di cui al comma 4, lettera a), n. 2:

            a) l'agente della riscossione comunica al debitore:

                1) entro il 30 giugno 2018, l'importo delle rate scadute al 31 dicembre 2016 e non pagate;

                2) entro il 30 settembre 2018, le informazioni previste dal comma 7, lettera b);

            b) il debitore è tenuto a pagare:

                1) in unica soluzione, entro il 31 luglio 2018, l'importo ad esso comunicato ai sensi della lettera a), n. 1. Il mancato, insufficiente o tardivo pagamento di tale importo determina automaticamente l'improcedibilità dell'istanza;

                2) in due rate consecutive di pari ammontare, scadenti rispettivamente nei mesi di ottobre 2018 e novembre 2018, l'80 per cento delle somme complessivamente dovute ai fini della definizione;

                3) entro febbraio 2019, l'ultima rata relativa al restante 20 per cento delle somme complessivamente dovute ai fini della definizione.

        9. Ai fini della definizione agevolata di cui al comma 4 del presente articolo le disposizioni del comma 4-bis dell'articolo 6 del Decreto si applicano ai carichi non inclusi in piani di dilazione in essere alla data di entrata in vigore del Presente decreto.

        10. A seguito della presentazione della dichiarazione prevista dal comma 5:

            a) per i debiti relativi ai carichi di cui al comma 4, lettere a), nn. 1 e 2, e b), che ne sono oggetto e fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute per la definizione, è sospeso il pagamento dei versamenti rateali, scadenti in data successiva alla stessa presentazione e relativi a precedenti dilazioni in essere alla medesima data;

            b) sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi che sono oggetto della Predetta dichiarazione e si producono gli effetti previsti dal comma 5, secondo periodo, dell'articolo 6 del Decreto. »;

            d) dopo il comma 10, inserire i seguenti:

        «10-bis. In deroga alle disposizioni dell'alinea dell'articolo 6, comma 8, del Decreto, la facoltà di definizione dei carichi di cui al comma 4, lettera b), del presente articolo può essere esercitata senza che risultino adempiuti versamenti relativi ai piani rateali in essere.

        10-ter. Non si applicano le disposizioni del comma 13-ter dell'articolo 6 del Decreto.

        10-quater. Le disposizioni dei commi da 4 a 10-ter, come modificate dalla legge di conversione del presente decreto, si applicano anche alle richieste di definizione presentate ai sensi delle disposizioni del presente articolo, vigenti alla data di entrata in vigore della stessa legge.

        10-quinquies. All'articolo 1, comma 684, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, il primo periodo è sostituito dal seguente: ''Le comunicazioni di inesigibilità relative alle quote affidate agli agenti della riscossione dal 1ºgennaio 2000 al 31 dicembre 2017, anche da soggetti creditori che hanno cessato o cessano di avvalersi delle società del Gruppo Equitalia ovvero dell'Agenzia delle entrate riscossione, sono presentate, per i ruoli consegnati negli anni 2016 e 2017, entro il 31 dicembre 2021 e, per quelli consegnati fino al 31 dicembre 2015, per singole annualità di consegna partendo dalla più recente, entro il 31 dicembre di ciascun anno successivo al 2021.

        10-sexies. All'articolo 6, comma 12 del Decreto, la parola: «2019» è sostituita dalla seguente: «2020.».

        2. Il Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, è incrementato di 8,9 milioni di euro per l'anno 2018 e di 92,2 milioni di euro per l'anno 2019. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, è incrementato di 24,3 milioni di euro per l'anno 2019.

            3. Agli oneri derivanti dai commi 1 e 2, si provvede, quanto a 8,9 milioni di euro per l'anno 2018 e a 99,2 milioni di euro per l'anno 2019, mediante corrispondente utilizzo delle maggiori entrate  e le minori spese derivanti dal comma 1, e, quanto a 24,3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, mediante corrispondete riduzione delle proiezioni dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della Missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo ministero"

 


1.3 (testo 2)

FRAVEZZI, ZELLER, LANIECE, PANIZZA

APPROVATO

Al comma 1, le parole: «sono fissati al 30 novembre 2017», sono sostituite dalle seguenti: «sono fissati al 7 dicembre 2017».


1.3

FRAVEZZI, ZELLER, LANIECE, PANIZZA

VEDI TESTO 2

Al comma 1, le parole: «sono fissati al 30 novembre 2017», sono sostituite dalle seguenti: «sono fissati al 22 dicembre 2017».


1.4

ZELLER, BERGER, FRAVEZZI, LANIECE, PANIZZA

PRECLUSO

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Conseguentemente, il termine per il pagamento della rata in scadenza nel mese di novembre 2017, è fissato al 31 dicembre 2017.».


1.5

MARAN

PRECLUSO

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Conseguentemente, il termine per il pagamento della rata in scadenza nel mese di novembre 2017, è fissato aI 31 dicembre 2017.».


1.6

PUGLIA, LEZZI, BULGARELLI, MANGILI

RESPINTO

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 6 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225, dopo il comma 1, è inserito il seguente:

        ''1-bis. Limitatamente ai carichi di ruolo contenenti sanzioni per omesso o ritardato versamento ovvero sanzioni per violazioni di carattere meramente formale, la dilazione può essere concessa fino ad un massimo di venti rate''».


1.7

PUGLIA, LEZZI, BULGARELLI, MANGILI

RESPINTO

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 6 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225, dopo il comma 1, è inserito il seguente:

        ''1-bis. Limitatamente ai carichi di ruolo che interessano debitori con un reddito ISEE inferiore ai 20.000 euro, la dilazione può essere concessa fino ad un massimo di venti rate''».


1.8

ZELLER, BERGER, FRAVEZZI, LANIECE, PANIZZA

RESPINTO

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. All'articolo 6, comma 3, lettera a), del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con modificazioni dalla regge 1º dicembre 2016, n. 225, la parola: ''novembre'', è sostituita dalla seguente: ''dicembre''».


1.9

MARAN

RESPINTO

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. All'articolo 6, comma 3, lettera a), del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con modificazioni dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225, la parola: ''novembre'', è sostituita dalla seguente: ''dicembre''».


1.10

D'ALÌ, MANDELLI

PRECLUSO

Al comma 2, capoverso «13-quater», dopo le parole: «scadute al 31 dicembre 2016» inserire le seguenti: «nonché ai carichi già esistenti alla data del 31 dicembre 2016, non inseriti dal debitore nella dichiarazione di adesione alla definizione agevolata già presentata per altri carichi ammessi alla definizione stessa», e sopprimere la parola: «medesimo».

        Conseguentemente, ai relativi oneri, pari a 100 milioni di euro a decorrere dal 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'Economie e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero.


1.11

MILO, BARANI, LANGELLA

PRECLUSO

Al comma 2, capoverso «13-quater», dopo le parole: «facoltà di cui al comma 1» aggiungere le seguenti: «, espletabile anche dal debitore che non abbia presentato relativa istanza ai sensi del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, e che non abbia in essere piani di dilazione,».


1.12

MILO, BARANI, LANGELLA

PRECLUSO

Al comma 2, capoverso 13-quater, dopo le parole: «facoltà di cui al comma 1» aggiungere le seguenti: «espletabile anche dal debitore che non abbia presentato relativa istanza ai sensi del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225».


1.13

PERRONE

PRECLUSO

Al comma 2, aggiungere il seguente:

        «13-octies. Al fine di permettere al debitore di esercitare la facoltà descritta al comma 13-quater, tutti gli atti e le procedure esecutive, quali i pignoramenti e fermi amministrativi conseguenti alle iscrizioni al ruolo oggetto della sanatoria si intendono cancellati o sospesi».


1.14

PERRONE

RESPINTO

Aggiungere il seguente comma:

        «2-bis) All'articolo 6, comma 10, lettera e-bis), del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193 convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225, dopo la parola: «previdenziali» aggiungere il seguente: «per tutte le tipologie di contribuenti, ed enti previdenziali; siano essi pubblici o privati».


1.15

DE PETRIS, BAROZZINO, PETRAGLIA, BOCCHINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, URAS

PRECLUSO

Sopprimere i commi da 4 a 10.

        Conseguentemente all'articolo 3, comma 1, sub comma 1-bis, alle lettere Ob e c), sostituire le parole: «non inferiore al 70 per cento», con le seguenti: «non inferiore al 50 per cento», e dopo il comma 3 aggiungere i seguenti:

        «3-bis. I soggetti indicati dal comma 1-bis, dell'articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dal presente articolo che corrispondono a altri soggetti, anche non residenti nel territorio dello Stato, compensi comunque denominati per cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuati nei confronti dei medesimi soggetti, devono operare all'atto del pagamento una ritenuta del 10 per cento a titolo di acconto dell'imposta sul reddito delle società e dell'imposta sul reddito delle persone fisiche dovute dai percipienti; con l'obbligo di rivalsa.

        3-ter. La disposizione di cui al comma 3-bis ha effetto a decorrere dal 1º gennaio 2018.

        3-quinquies. L'obbligo di trasmettere telematicamente all'Agenzia delle entrate i dati di tutte le fatture emesse e di quelle ricevute e registrate di cui all'articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è esteso ai soggetti indicati dal comma l-bis, dell'articolo 17 –ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dal presente articolo.

        3-sexies. Il Ministro dell'economia e delle finanze definisce con proprio decreto le modalità attuative della disposizione di cui al comma 3-quinquies».


1.16

DE PETRIS, BAROZZINO, PETRAGLIA, BOCCHINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, URAS

PRECLUSO

Il comma 4 è sostituito dai seguenti:

        «4. Salvo quanto previsto nei commi da 5 a 10 del presente articolo, i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1º gennaio al 30 settembre 2017, limitatamente ai debiti fiscali il cui valore non superi l'importo di 10.000 euro, al netto delle sanzioni incluse in tali carichi, gli interessi dimora di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ovvero delle sanzioni e delle somme aggiuntive di cui all'articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, i debitori possono estinguerli provvedendo al pagamento integrale, anche dilazionato, entro il limite massimo di quattro rate, sulle quali sono dovuti gli interessi nella misura di cui all'articolo 21, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973:

            a) delle somme affidate all'agente della riscossione a titolo di capitale e interessi;

            b) di quelle maturate a favore dell'agente della riscossione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112; a titolo di aggio sulle somme di cui alla lettera a) e di rimborso delle spese per le procedure esecutive, nonché di rimborso delle spese di notifica della cartella di pagamento.

        4-bis. Fermo restando quanto disposto dal comma precedente, limitatamente ai debiti fiscali 11 cui valore non superi l'importo di 2.500 euro, i debitori possono estinguerli provvedendo al loro pagamento integrale senza gli interessi di cui alle lettere a) e b) del comma precedente».

        Conseguentemente, all'onere finanziario derivante dalla presente disposizione si provvede, fino al relativo fabbisogno, con quota parte dei maggiori introiti derivanti dalle seguenti modifiche all'articolo 3:

        1) al comma 1, sub comma 1-bis, alle lettere Ob) e c), sostituire le parole: «non inferiore al 70 per cento», con le seguenti: «non inferiore al 50 per cento».

        2) dopo il comma 3, aggiungere i seguenti:

        «3-bis. I soggetti indicati dal comma 1-bis, dell'articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dal presente articolo, che corrispondono a soggetti anche non residenti nel territorio dello Stato compensi comunque denominati per cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuati nei confronti dei medesimi soggetti, devono operare all'atto del pagamento una ritenuta del 10 per cento a titolo di acconto dell'imposta sul reddito delle società e dell'imposta sul reddito delle persone fisiche dovute dai percipienti con l'obbligo di rivalsa.

        3-ter. La disposizione di cui al comma 4-bis ha effetto a decorrere dal 1º gennaio 2018.

        3-quater. L'obbligo di trasmettere telematicamente all'Agenzia delle entrate i dati di tutte le fatture emesse e di quelle ricevute e registrate di cui all'articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2º10, n. 122, è esteso ai soggetti indicati dal comma 1-bis, dell'articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 972, n. 633, come modificato dal presente articolo.

        3-quinquies. Il Ministro dell'economia e delle finanze definisce con proprio decreto le modalità attuative della disposizione di cui al precedente comma 3-quater».


1.17

GUALDANI

PRECLUSO

Al comma 4 sostituire le parole: «dal 1º gennaio al 30 settembre 2017» con le seguenti: «sino al 30 settembre 2017».


1.18

URAS

PRECLUSO

Al comma 4 le parole: «dal 1º gennaio al 30 settembre 2017» sono sostituite dalle seguenti: «al 30 settembre 2017».


1.19

BONFRISCO

RESPINTO

Al comma 4 apportare le seguenti modifiche:

        a) dopo la parola: «gennaio» aggiungere la seguente: «2000».

        Conseguentemente

        Sostituire il comma 10 con il seguente:

        «10. In deroga alle disposizioni dell'alinea dell'articolo 6, comma 8; del Decreto, la definizione prevista dal comma 4 del presente articolo può essere esercitata:

            a) Relativamente ai soli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1 gennaio al 30 settembre-2017, senza che risultino adempiuti i versamenti relativi ai piani rateali in essere;

            b) relativamente ai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016, con le medesime modalità di cui al comma 2, capoverso ''13-quater, lettere a) e b) e secondo quanto previsto dal capoverso da 13-quinquies a 13-septies del medesimo comma 2.

        All'onere derivante dall'attuazione del presente comma si provvede mediante corrispondente riduzione per l'anno 2018, dell'autorizzazione relativa al fondo per la riduzione della pressione fiscale di cui all'articolo 1, comma 431, della legge 27 dicembre2013, n.147».


1.20

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI, RIZZOTTI

PRECLUSO

Al comma 4 sostituire le parole: «al 30 settembre 2017», con le seguenti: «all'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge».


1.21

DE PETRIS, BAROZZINO, PETRAGLIA, BOCCHINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, URAS

PRECLUSO

Al comma 4, dopo le parole: «al 30 settembre 2017» aggiungere le seguenti: «, derivanti da mancato versamento o, se derivanti da accertamento, siano inferiori a 25.000 euro,».

        Conseguentemente, all'onere finanziario derivante dalla presente disposizione si provvede, fino al relativo fabbisogno, con quota parte dei maggiori introiti derivanti dalle seguenti modifiche all'articolo 3:

            1) al comma 1, sub comma 1-bis, alle lettere 0b) e c), sostituire le parole: «non inferiore al 70 per cento», con le seguenti: «non inferiore al 50 per cento»;

            2) dopo il comma 3, aggiungere i seguenti:

        «3-bis. I soggetti indicati dal comma 1-bis, dell'articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dal presente articolo, che corrispondono a soggetti anche non residenti nel territorio dello Stato compensi comunque denominati per cessione di beni e per le prestazioni di servizi effettuati nei confronti dei medesimi soggetti, devono operare all'atto del pagamento una ritenuta del 10 per cento a titolo di acconto dell'imposta sul reddito delle società e dell'imposta sul reddito delle persone fisiche dovute dai percipienti, con l'obbligo di rivalsa.

        3-ter. La disposizione di cui al comma 4-bis ha effetto a decorrere dal 1º gennaio 2018.

        3-quater. L'obbligo di trasmettere telematicamente all'Agenzia delle entrate i dati di tutte le fatture emesse e di quelle ricevute e registrate di cui all'articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è esteso ai soggetti indicati dal comma 1-bis, dell'articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dal presente articolo.

        3-quinquies. Il ministro dell'economia e delle finanze definisce con proprio decreto le modalità attuative della disposizione di cui al precedente comma 3-quater».


1.22

BERTACCO, BONFRISCO

PRECLUSO

Sostituire il comma 6, con il seguente:

        «6. Il pagamento delle somme dovute per la definizione di cui al comma 4 può essere effettuato in un numero massimo di dieci rate di uguale importo, da pagare, rispettivamente, nei mesi di luglio 2018, settembre 2018, ottobre 2018, novembre 2018 e febbraio 2019, aprile 2019, giugno 2019, agosto 2019, ottobre 2019, dicembre 2019».


1.23

BERTACCO, BONFRISCO

RESPINTO

Dopo il comma 10 aggiungere il seguente:

        «10-bis. La procedura di definizione agevolata di cui all'articolo 6 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, come modificato dal presente articolo, si applica anche ai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 30 settembre 2017 recanti [e) le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada. A tal fine si applicano i commi da 5 a 10 del presente articolo».


1.24

MILO, BARANI, LANGELLA

DECADUTO

Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:

        «10-bis. All'articolo 11, comma 1, della legge 21 giugno 2017, n. 96, dopo le parole: ''a seguito di rinvio'', aggiungere le seguenti: ''nonché le controversie per le quali è già intervenuta sentenza definitiva, ancorché l'Agenzia dette Entrate non abbia ancora iscritto a ruolo, entro il 31-12-2016, il relativo pagamento''».


1.25

DE PETRIS, BAROZZINO, PETRAGLIA, BOCCHINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, URAS

RESPINTO

Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:

        «10-bis. Con riferimento alle entrate, anche tributarie, delle regioni, delle province, delle città metropolitane e dei comuni, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale ai sensi del testo unico delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, notificati entro il 16 ottobre 2017, dagli enti stessi e dai concessionari della riscossione di cui all'articolo 53 del decreto-legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, i medesimi enti territoriali possono stabilire, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, con le forme previste dalla legislazione vigente per l'adozione dei propri atti destinati a disciplinare le entrate stesse, l'esclusione delle sanzioni relative alle predette entrate qualora siano inferiori a 25.000 euro. Alla definizione di cui al periodo precedente si applicano le disposizioni di cui all'articolo 6-ter, ad esclusione del primo comma del decreto-legge 22 ottobre 2016, n.193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225. Sono fatti salvi gli effetti già prodotti dalla eventuale definizione agevolata delle controversie tributarie deliberata dai predetti enti ai sensi dell'articolo 11 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96».


1.26

DE PETRIS, BAROZZINO, PETRAGLIA, BOCCHINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, URAS

RESPINTO

Dopo il comma 10, aggiungere i seguenti:

        «10-bis. A quei contribuenti che, versando in oggettive difficoltà economiche hanno già parzialmente pagato secondo un precedente provvedimento di dilazione, viene comermato il relativo piano di rateazione.

        10-ter. Possono partecipare alla definizione agevolata di cui al presente articolo per la quota residua di debito, anche coloro che alla data di entrata in vigore del presente decreto pagavano secondo piani di rientro già concordati».

        Conseguentemente, all'onere finanziario derivante dalla presente disposizione si provvede, fino al relativo fabbisogno, con quota parte dei maggiori introiti derivanti dalle seguenti modifiche all'articolo 3:

            1) al comma 1, sub comma 1-bis, al1e 1lettere 0b) e c), sostituire le parole: «non inferiore al 70 per cento», con le seguenti: «non inferiore al 50 per cento»;

            2) dopo il comma 3, aggiungere i seguenti:

        «3-bis. I soggetti indicati dal comma 1-bis, dell'articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1912, n. 633, come modificato dal presente articolo, che corrispondono a soggetti anche non residenti nel territorio dello Stato compensi comunque denominati per cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuati nei confronti dei medesimi soggetti, devono operare all'atto del pagamento una ritenuta del 10 per cento a titolo di acconto dell'imposta sul reddito delle società e dell'imposta sul reddito delle persone fisiche dovute dai percipienti, con l'obbligo di rivalsa.

        3-ter. La disposizione di cui al comma 4-bis ha effetto a decorrere dal 1º gennaio 2018.

        3-quater. L'obbligo di trasmettere telematicamente all'Agenzia delle entrate i dati di tutte le fatture emesse e di quelle ricevute e registrate di cui all'articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è esteso ai soggetti indicati dal comma 1-bis, dell'articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dal presente articolo.

        3-quinquies. Il ministro dell'economia e delle finanze definisce con proprio decreto le modalità attuative della disposizione di cui al precedente comma 3-quater».


1.27

PUGLIA, LEZZI, BULGARELLI, MANGILI

RESPINTO

Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:

        «10-bis. Alla legge 24 dicembre 2012, n. 228, articolo 1, comma 538, primo periodo, le parole: ''entro sessanta'' sono sostituite dalle seguenti: ''entro novanta'' e le parole: ''con la quale venga documentato che gli atti emessi dall'ente creditore prima della formazione del ruolo'', sono sostituite dalle seguenti: ''con la quale venga eccepito che gli atti emessi dall'ente creditore».


1.28

PUGLIA, LEZZI, BULGARELLI, MANGILI

RESPINTO

Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:

        «10-bis. Alla legge 24 dicembre 2012, n. 228, articolo 1, comma 538, lettera a), le parole: ''intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo'', sono soppresse».


1.29

PUGLIA, LEZZI, BULGARELLI, MANGILI

RESPINTO

Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:

        «10-bis. Alla legge 24 dicembre 2012, n. 228, articolo 1, comma 538, dopo la lettera e), è aggiunta la seguente:

            ''e-bis) da qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito sotteso, anche intervenuta successivamente alla formazione del ruolo''».


1.30

PUGLIA, LEZZI, BULGARELLI, MANGILI

RESPINTO

Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:

        «10-bis. Alla legge 24 dicembre 2012, n. 228, articolo 1, comma 539, aggiungere, in fine, il seguente periodo: ''il provvedimento con il quale l'Ente creditore comunica al debitore l'esito dell'esame della dichiarazione e che conferma la legittimità del debito iscritto a ruolo è in ogni caso impugnabile nei termini di legge innanzi all'autorità giudiziaria competente a conoscere della pretesa''.».


1.31

PUGLIA, LEZZI, BULGARELLI, MANGILI

RESPINTO

Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:

        «10-bis. Alla legge 24 dicembre 2012, n. 228, articolo 1, dopo il comma 541, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) dopo il comma 541 sono aggiunti i seguenti:

        ''541-bis. Nel caso in cui la cartella di pagamento sia stata notificata dal concessionario oltre la decorrenza del termine di decadenza o prescrizione, senza che siano intercorsi atti interruttivi, le somme iscritte a ruolo sono annullate di diritto e considerate automaticamente discaricate dai relativi ruoli.

        541-ter. Ferma restando la responsabilità civile per danni cagionati, il concessionario che promuova un atto della procedura cautelare o esecutiva intrapresa in forza di cartella di pagamento per la quale sia già decorso il termine di prescrizione decennale, è tenuto ad indennizzare il contribuente mediante il pagamento di una somma pari al triplo di quella, complessiva, per la quale ha agito in via cautelare o esecutiva se il concessionario provvede al pagamento entro quindici giorni dalla richiesta di pagamento del contribuente, presentata anche con modalità telematiche, la somma dovuta è ridotta al doppio di quella, complessiva per la quale ha agito in via cautelare o esecutiva.'';

            b) al comma 544, le parole: ''mediante posta ordinaria'' sono sostituite dalle seguenti: ''mediante posta raccomandata con avviso di ricevimento mediante posta elettronica certificata''».


1.32

PUGLIA, LEZZI, BULGARELLI, MANGILI

RESPINTO

Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:

        «10-bis. Fermo restando gli ordinari termini di decadenza previsti dalla legge in materia di riscossione mediane ruolo, il termine di prescrizione dei crediti portati da cartelle di pagamento e dai successivi atti della riscossione o esecutivi è da intendersi equiparato in ogni caso al termine di legge previsto per il credito iscritto a ruolo».


1.33

PUGLIA, LEZZI, BULGARELLI, MANGILI

RESPINTO

Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:

        «10-bis. L'articolo 12-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, recante disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito, è sostituito dal seguente:

        ''12-bis. Non si procede ad iscrizione a ruolo per somme inferiori al triplo del contributo unificato di iscrizione a ruolo dovuto nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo tributario, per come determinato nell'articolo 13 comma 1, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni''.».


1.34

AZZOLLINI, MANDELLI, BOCCARDI, CERONI

RESPINTO

Al comma 11, aggiungere alla, fine il seguente periodo:

«In virtù delle modifiche introdotte dal citato decreto-legge n. 193 del 2016, con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si provvede alla revisione delle misure minime di capitale interamente versato dai soggetti iscritto all'Albo di cui all'articolo 53, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 446, tenuto conto del versamento diretto sul conto di tesoreria delle entrate tributarie e patrimoniali degli Enti locali.».


1.35

QUAGLIARIELLO

RESPINTO

Al comma 11, aggiungere, alla fine, il seguente periodo:

«In virtù delle modifiche introdotte dal citato decreto-legge n. 193 del 2016, con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si provvede alla revisione delle misure minime di capitale interamente versato dai soggetto iscritti all'Albo di cui all'articolo 53, comma 1, del decreto-legislativo 15 dicembre 1997 n. 446, tenuto conta del versamento diretto sul conto di tesoreria delle entrate tributarie e patrimoniali degli Enti locali».


1.36

AZZOLLINI, MANDELLI, BOCCARDI, CERONI, COMAROLI

APPROVATO

Al comma 11, aggiungere, alla fine le seguenti parole:

«Al comma 8 del citato articolo 1, è aggiunto alla fine il seguente periodo: ''Per lo tutela della integrità dei bilanci pubblici e delle entrate degli enti territoriali, nonché nel rispetto delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, le funzioni e le attività di supporto propedeutiche all'accertamento ed alla riscossione delle entrate degli enti locali e delle società da essi partecipate sono affidate ai soggetti iscritti all'albo previsto dall'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446''.».


1.37

SANTINI

APPROVATO

Al comma 11, aggiungere, in fine, le seguenti parole:

«Al comma 8 del citato articolo 1, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ''Per la tutela dell'integrità dei bilanci pubblici e delle entrate degli enti territoriali, nonché nel rispetto delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, le funzioni e le attività di supporto o propedeutiche all'accertamento ed alla riscossione delle entrate degli enti locali e delle società da essi partecipate sono affidate ai soggetti iscritti all'albo previsto dall'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446''.».

 


1.38

QUAGLIARIELLO

APPROVATO

Al comma 11, aggiungere alla fine, le seguenti parole:

«Al comma 8 del citato articolo 1, è aggiunto alla fine il seguente periodo: ''Per lo tutela della integrità dei bilanci pubblici e delle entrate degli enti territoriali i nonché nel rispetto delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, le funzioni e le attività di supporto o propedeutiche all'accertamento ed alla riscossione delle entrate degli enti locali e delle società da essi partecipate sono affidate ai soggetti Iscritti all'albo previsto all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 4461''.».


1.39

AZZOLLINI, MANDELLI, BOCCARDI, CERONI

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. Le misure minime di capitale interamente versato dai soggetti iscritti all'Albo di cui all'articolo 53, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono le seguenti:

            a) 1 milione di euro per l'effettuazione delle attività di accertamento e riscossione, comprese quelle di supporta o propedeutiche ad esse, delle entrate dei Comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti;

            b) 2 milioni di euro per l'effettuazione delle attività di accertamento e riscossione comprese quelle di supporto o propedeutiche, delle entrate nei Comuni con popolazione fino a 50.000 abitanti;

            c) 3 milioni di euro per l'effettuazione delle attività di accertamento e riscossione comprese quelle di supporto o propedeutiche, delle entrate nei Comuni con popolazione superiore a 200.000 abitanti.».


1.40

SANTINI

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere, infine, il seguente:

        «11-bis. Le misure minime di capitale interamente versato dai soggetti iscritti all'Albo di cui all'articolo 53, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono le seguenti:

            a) 1 milione di euro per l'effettuazione delle attività di accertamento e riscossione, comprese quelle di supporto o propedeutiche ad esse, delle entrate dei Comuni con popolazione fino a 10.00 abitanti;

            b) 2 milioni di euro per l'effettuazione delle attività di accertamento e riscossione, comprese quelle di supporto o propedeutiche, delle entrate nei Comuni con popolazione fino a 50.000 abitanti;

            c) 3 milioni di euro per l'effettuazione delle attività di accertamento e riscossione, comprese quelle del supporto o propedeutiche, delle entrate nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti».


1.41

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. All'articolo 57, del decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, viene aggiunto il seguente:

        ''1-quater. Qualora tra le parti in causa vi sia una Pubblica Amministrazione; di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n, 29, questa è esentata dal pagamento dell'imposta di registro relativa all'atto degli organi giurisdizionali''.».


1.42

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. Per l'anno 2018 la percentuale di cui alla lettera c) del comma 449, articolo 1, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, continua ad applicarsi nella misura del 40 per cento sulla base delle capacità fiscali e dei fabbisogni già-utilizzati ai fini del riparto perequativo del 2017. Le percentuali di risorse oggetto di perequazione di cui al primo periodo della citata lettera c) per gli anni dal 2018 al 2021, sono slittate di un anno, con termine al 2022.

        2. A decorrere dal 2018 è istituito, con risorse stanziate dal bilancio dello Stato, un fondo perequativo comunale di ammontare pari a 300 milioni di euro annui, il cui riparto è effettuato secondo i criterio di cui al primo periodo della lettera c) del comma 449 dell'articolo 1 della citata legge n. 232 del 2016 e concorre, per il 95 per cento del suo ammontare al raggiungimento dell'ammontare complessivo della capacità fiscale perequabile secondo la progressione di cui alla medesima lettera c) del citato comma 449. Una quota pari al 5 per cento del fondo è attribuita pero-il periodo 2018-2022 all'applicazione della lettera d-bis) cui al citato comma 449, di cui limite massimo è pertanto aumentato a 40 milioni di euro.

        3. La Commissione tecnica per i fabbisogni standard presenta al Governo entro il 3 luglio 2018 un rapporto dettagliato sugli effetti del sistema perequativo a regime sulle diverse fasce demografiche e territoriali dei comuni, con l'indicazione dei correttivi che si ritengano necessari per assicurare una equilibrata transizione al sistema di finanziamento fondato sui fabbisogni e le capacità fiscali standard, nonché sulle possibili modalità di determinazione eli livelli essenziali o minimi delle prestazioni dei servizi comunali con i relativi riflessi finanziari. Il rapporto è sottoposto all'esame delle competenti Commissioni parlamentari per l'espressione del parere».


1.43

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. Al fine di limitare i rischi di contenziosi relativi alla definizione dei contributi riconosciuti ai comuni sedi di uffici giudiziari per le relative spese sostenute dai comuni stessi, si applicano le seguenti disposizioni:

            a) all'articolo 3, comma 4, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 marzo 2017 Disposizioni per l'attuazione dell'articolo 1, comma 439, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 123 del 29 maggio 2017, Supplemento Ordinario n. 25, il secondo e il terzo periodo sono sostituiti dal seguente: ''il contributo riportato nella tabella D allegata al presente decreto è erogato a titolo di acconto in relazione alle spese sostenute dai comuni fino al 31 agosto 2015''.

            b) la quota del fondo da destinare al contributo è aumentata di euro 200 milioni, da ripartirsi in parti uguali sugli esercizi dal 2018 al 2020;

            c) il contributo spettante a ciascun comune – viene rideterminato rispetto a quanto indicato alla tabella D allegata al predetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ferme restando le spese riconosciute per gli anni dal 2011 al 2014 e considerando anche le spese sostenute dai comuni nel periodo 1º gennaio - 31 agosto 2015;

            d) con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanarsi previa intesa presso la Conferenza Stato-città e autonomie locali entro il 31 marzo 2017, è determinato il riparto dell'importo di cui alla lettera b), tenendo conto dell'ammontare delle spese riconosciute per il periodo 1º gennaio - 31 agosto 2015, nonché dell'esigenza di limitare la rateazione delle erogazioni, con particolare riguardo alle somme di minore entità.

        2. I comuni che in sede di riaccertamento dei residui hanno mantenuto a residuo attivo le somme oggetto di contributo attribuito ai comuni sedi di uffici giudiziari, incassano in conto-residuo la quota attribuita a seguito del riparto delle somme di cui al comma 438 dell'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 e delle eventuali ulteriori somme spettanti. L'eventuale maggior residuo attivo viene progressivamente rideterminato nell'arco di tempo previsto per la corresponsione del contributo. Gli altri enti registrano i trasferimenti secondo quanto previsto dai principi contabili, in relazione all'esigibilità dell'entrata».


1.44

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. All'articolo 2, comma 11, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, aggiungere i seguenti periodi alla fine della lettera a): ''A partire dall'anno 2015, l'addizionale è versata ai comuni di cui al periodo precedente sulla base di apposito decreto di natura non regolamentare del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dell'interno, sentita l'Anci, che determina altresì le seguenti scadenze di versamento. Entro il 31 ottobre di ciascun anno il Ministero dell'interno provvede ad erogare a ciascun comune l'importo dovuto relativo al primo semestre dell'anno, sulla base del rispettivo traffico aeroportuale. Entro il 31 marzo dell'anno successivo, il Ministero dell'interno provvede al riparto del saldo annuale ai Comuni degli incassi sulla base del rispettivo traffico aeroportuale dell'anno precedente. Il decreto di cui al secondo periodo dovrà inoltre prevedere le modalità di versamento delle quote di cui ai periodi precedenti su appositi conti corrente intestati ai singoli comuni.».


1.45

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. All'elenco n. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le parole: ''Legge 24 dicembre 2003, n. 350, articolo 2, comma 11'' sono eliminate».


1.46

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. All'articolo 1, comma 460 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, dopo le parole: ''nonché a interventi volti a favorire l'insediamento di attività di agricoltura nell'ambito urbano» sono aggiunte le seguenti parole: ''e a spese di progettazione per opere pubbliche''».


1.47

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. All'articolo 1 decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito con la legge 2 dicembre 2005, n. 248; dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        ''1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche ai recuperi provenienti dal ravvedimento di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997 n. 472, effettuato dal contribuente come conseguenza dell'esercizio dell'attività di controllo ai sensi delle disposizioni di cui agli articoli 32 e 33 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, articoli 51 e 52 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, articoli 53-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986 n. 131 e articoli 5 e 11, del decreto legislativo 19 giugno 1997 n. 218, a seguito di segnalazione qualificata del comune''.».


1.48

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. All'articolo 1, comma 652 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, al terzo periodo le parole: ''e 2017'' sono sostituite dalle seguenti: ''2017 e 2018''».


1.49

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. Dopo il comma 1, lettera a), dell'articolo 10 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e successive modificazioni ed integrazioni, inserire il seguente:

        ''1-bis. Nei casi di cui al comma 1, lettera a), se il trasferimento avviene a favore dello Stato, delle regioni, delle province, delle città metropolitane, dei comuni e delle unioni di comuni, viene applicata l'imposta fissa da euro 200,00''».


1.50

MANDELLI, AZZOLLINI, BERTACCO, CERONI, RIZZOTTI

RESPINTO

Aggiungere, in fine, i seguenti commi:

        «11-bis. È data facoltà al debitore di estinguere il debito erariale, di cui si intende effettuare la cessione, mediante il pagamento all'Ente cedente dello stesso importo per il quale il debito stesso sarà oggetto di cessione alla società cessionaria, prima che la cessione stessa sia stata perfezionata. A tal fine, sessanta giorni prima che la cessione abbia effetto, al debitore sono notificati l'ammontare del debito oggetto di cessione, l'Ente cedente e l'importo di cessione.

        11-ter. La società cessionaria non può comunque escutere il credito acquistato per un importo superiore al venti per cento del prezzo pagato per l'acquisto del credito stesso».

        Conseguentemente, agli oneri derivanti dai presenti commi si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibili in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.


1.51

BROGLIA, SANTINI, TOMASELLI

RITIRATO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti:

        «11-bis. Relativamente ai soli carichi definibili compresi in piani di dilazione in essere al 16 ottobre 2017, di ammontare complessivo, per singolo debitore, non inferiore a un milione di euro, il debitore è ammesso alla definizione agevolata di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo, a condizione che proceda al pagamento delle somme dovute in un numero di rate corrispondenti alla durata del piano originario, ridotta di un quarto. La facoltà di definizione può essere esercitata a condizione che, rispetto ai piani rateali in essere, risultino adempiuti tutti i versamenti scaduti al 31 dicembre 2017.

        11-ter. Ai fini della definizione di cui al comma 11-bis, il debitore manifesta all'agente della riscossione la sua volontà di avvalersene rendendo, entro il 31 gennaio 2018; apposita dichiarazione con le modalità e in conformità alla modulistica pubblicate dallo stesso agente della riscossione sul proprio sito internet entro il 31 ottobre 2017.

        11-quater. L'agente della riscossione comunica ai debitori che hanno presentato l'istanza prevista dal comma 11-ter, entro il 31 marzo 2018, il plano di dilazione come rideterminato ai sensi del comma 11-bis.

        11-quinquies. Fermo restando quanto previsto dai commi 11-bis, 11-ter e 11-quater, alla definizione agevolata di cui al comma 11-bis si applicano le disposizioni previste dall'articolo 6 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225».


1.52

PAGLIARI

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. I contribuenti che hanno definito in accordo con l'Agenzia delle entrate le controversie attraverso gli istituti della mediazione o della conciliazione giudiziale o stragiudiziale e che siano tuttora debitori, anche se decaduti dall'eventuale rateazione, di residue somme a titolo di imposte, sanzioni ed interessi, e che sono stati esclusi dall'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 6, commi da 1 a 3, del decreto legge n. 193 del 2016 e dell'articolo 11 del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, sono esclusi dal pagamento delle predette sanzioni ed interessi».


1.53

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI, RIZZOTTI

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. La facoltà di definizione agevolata è altresì ammessa per i debiti erariali che alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge non abbiano ancora dato luogo all'inizio della procedura esecutiva».


1.54

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI, RIZZOTTI

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. La facoltà di definizione agevolata è altresì ammessa per ogni altro tipo di debito erariale».


1.55

FRAVEZZI, ZELLER, LANIECE, PANIZZA

APPROVATO

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «11-bis. Con riferimento alle entrate, anche tributarie, delle regioni, delle province, delle città metropolitane e dei comuni, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale ai sensi del testo unico delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, notificati entro il 16 ottobre 2017, dagli enti stessi e dai concessionari della riscossione di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, i medesimi enti territoriali possono stabilire, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, con le forme previste dalla legislazione vigente per l'adozione dei propri atti destinati a disciplinare le entrate stesse, l'esclusione delle sanzioni relative alle predette entrate. Alla definizione di cui al periodo precedente si applicano, le disposizioni di cui all'articolo 6-ter, ad esclusione del primo comma, del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225. Sono fatti salvi gli effetti già prodotti dalla eventuale definizione agevolata delle controversie tributarie deliberata dai predetti enti ai sensi dell'articolo 11 del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50 convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96».


1.56

MILO, BARANI, LANGELLA

APPROVATO

Dopo il comma 11 aggiungere il seguente:

        «11-bis. Con riferimento alle entrate, anche tributarie, delle regioni, delle province, delle città metropolitane e dei comuni, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale ai sensi del testo unico delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, notificati entro il 16 ottobre 2017, dagli enti stessi e dai concessionari della riscossione di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, i medesimi enti territoriali possono stabilire, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, con le forme previste dalla legislazione vigente per l'adozione dei propri atti destinati a disciplinare le entrate stesse, l'esclusione delle sanzioni relative alle predette entrate. Alla definizione di cui al periodo precedente si applicano, le disposizioni di cui all'articolo 6-ter, ad esclusione del primo comma, del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225. Sono fatti salvi gli effetti già prodotti dalla eventuale definizione agevolata delle controversie tributarie deliberata dai predetti enti ai sensi dell'articolo 11 del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50 convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96».


1.57

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

APPROVATO

Dopo il comma 11 aggiungere il seguente:

        «11-bis. Con riferimento alle entrate, anche tributarie, delle regioni, delle province, delle città metropolitane e dei comuni, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale ai sensi del testo unico delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, notificati entro il 16 ottobre 2017, dagli enti stessi e dai concessionari della riscossione di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, i medesimi enti territoriali possono stabilire, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, con le forme previste dalla legislazione vigente per l'adozione dei propri atti destinati a disciplinare le entrate stesse, l'esclusione delle sanzioni relative alle predette entrate. Alla definizione di cui al periodo precedente si applicano, le disposizioni di cui all'articolo 6-ter, ad esclusione del primo comma, del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225. Sono fatti salvi gli effetti già prodotti dalla eventuale definizione agevolata delle controversie tributarie deliberata dai predetti enti ai sensi dell'articolo 11 del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50 convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96».


1.58

SANTINI, BROGLIA

APPROVATO

Dopo il comma 11 aggiungere il seguente:

        «11-bis. Con riferimento alle entrate, anche tributarie, delle regioni, delle province, delle città metropolitane e dei comuni, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale ai sensi del testo unico delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, notificati entro il 16 ottobre 2017, dagli enti stessi e dai concessionari della riscossione di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, i medesimi enti territoriali possono stabilire, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, con le forme previste dalla legislazione vigente per l'adozione dei propri atti destinati a disciplinare le entrate stesse, l'esclusione delle sanzioni relative alle predette entrate. Alla definizione di cui al periodo precedente si applicano, le disposizioni di cui all'articolo 6-ter, ad esclusione del primo comma, del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225. Sono fatti salvi gli effetti già prodotti dalla eventuale definizione agevolata delle controversie tributarie deliberata dai predetti enti ai sensi dell'articolo 11 del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50 convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96».


1.59

COMAROLI

APPROVATO

Dopo il comma 11 aggiungere il seguente:

        «11-bis. Con riferimento alle entrate, anche tributarie, delle regioni, delle province, delle città metropolitane e dei comuni, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale ai sensi del testo unico delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, notificati entro il 16 ottobre 2017, dagli enti stessi e dai concessionari della riscossione di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, i medesimi enti territoriali possono stabilire, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, con le forme previste dalla legislazione vigente per l'adozione dei propri atti destinati a disciplinare le entrate stesse, l'esclusione delle sanzioni relative alle predette entrate. Alla definizione di cui al periodo precedente si applicano, le disposizioni di cui all'articolo 6-ter, ad esclusione del primo comma, del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225. Sono fatti salvi gli effetti già prodotti dalla eventuale definizione agevolata delle controversie tributarie deliberata dai predetti enti ai sensi dell'articolo 11 del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50 convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96».


1.60

MILO, BARANI, LANGELLA

ASSORBITO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. – 1. Gli Enti Locali, le Regioni e ogni altro soggetto pubblico, procedono all'affidamento del servizio di accertamento, liquidazione e riscossione dei tributi locali e di ogni attività accessoria, comprensiva delle funzioni per attività propedeutiche e di supporto alla gestione delle entrate tributarie, nel rispetto dell'articolo 60 dei decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Alla selezione pubblica partecipano unicamente i soggetti iscritti all'albo previsto dell'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

        2. Dalle presenti disposizioni non devono derivare oneri a carico della finanza pubblica».


1.61

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11 aggiungere il seguente:

        «11-bis. 1. Limitatamente ai comuni esclusi dai vincoli di finanza pubblica nell'anno 2015 in quanto con popolazione fino a 1.000 abitanti, la sanzione di cui al comma723, lettera a) dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 non trova applicazione e, qualora già applicata, ne vengono meno gli effetti».


1.62

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

RESPINTO

Dopo il comma 11 aggiungere il seguente:

        «11-bis. 1. Limitatamente ai comuni esclusi dai vincoli di finanza pubblica nell'anno 2015 in quanto con popolazione fino a 1.000 abitanti, la sanzione di cui al comma723, lettera a) dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 non trova applicazione e, qualora già applicata, ne vengono meno gli effetti».


1.63

PANIZZA, FRAVEZZI, BERGER, LANIECE

RITIRATO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti:

        «11-bis. All'articolo 19, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, sostituire il secondo periodo con il seguente: ''Il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l'imposta diviene esigibile e può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo''.

        11-ter. All'articolo 25, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sostituire le parole: ''nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all'anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.'' con le seguenti: '', ovvero alla dichiarazione annuale, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta.''.

        11-quater. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano alle fatture e alle bollette doganali emesse dal 1º gennaio 2017».

        Conseguentemente, nella rubrica, infine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di IVA».


1.64

GALIMBERTI

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti:

        «11-bis. All'articolo 19, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, sostituire il secondo periodo con il seguente: ''Il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l'imposta diviene esigibile e può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo''.

        11-ter. All'articolo 25, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sostituire le parole: ''nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all'anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.'' con le seguenti: '', ovvero alla dichiarazione annuale, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta.''.

        11-quater. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano alle fatture e alle bollette doganali emesse dal 1º gennaio 2017''».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di IVA».


1.65

TOMASELLI, SANTINI, CALEO, VALDINOSI, DEL BARBA

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti:

        «11-bis. All'articolo 19, comma 1, del decreto del presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, sostituire il secondo periodo con il seguente: ''Il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l'imposta diviene esigibile e può, essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo''.

        11-ter. All'articolo 25, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sostituire le parole: ''nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all'anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.'', con le seguenti: '', ovvero alla dichiarazione annuale, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta.''.

        11-quater. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano alle fatture e alle bollette doganali emesse dal 1º gennaio 2017.».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di IVA».


1.66

COMAROLI, ARRIGONI

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti:

        «11-bis. All'articolo 19, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, sostituire il secondo periodo con il seguente: ''Il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l'imposta diviene esigibile e può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.''.

        11-ter. All'articolo 25, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sostituire le parole: ''nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all'anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.'', con le seguenti: '', ovvero alla dichiarazione annuale, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta''.

        11-quater. Le disposizioni di cui ai commi l e 2 si applicano alle fatture e alle bollette doganali emesse dal 1º gennaio 2017».

        Conseguentemente, nella rubrica, sono aggiunte infine le seguenti parole: «e disposizioni in materia di IVA».


1.67

BONFRISCO

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti:

        «11-bis. All'articolo 19, comma l, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, sostituire il secondo periodo con il seguente: ''Il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l'imposta diviene esigibile e può essere esercitato, al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.''.

        11-ter. All'articola 25, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 33, sostituire le parole: ''nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all'anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.», con le seguenti: '', ovvero alla dichiarazione annuale nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta.''.

        11-quater. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano alle fatture e alle bollette doganali emesse dal 1º gennaio 2017.''».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di IVA».


1.68

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti:

        «11-bis. All'articolo 19, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, sostituire il secondo periodo con il seguente: ''Il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l'imposta diviene esigibile e può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.''.

        11-ter. All'articolo 25, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sostituire le parole: ''nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all'anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.'', con le seguenti: '', ovvero alla dichiarazione annuale, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta.''.

        11-quater. Le disposizioni di cui ai commi l e 2 si applicano alle fatture e alle bollette doganali emesse dal 1º gennaio 2017.''».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di IVA».


1.69

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI, PICCOLI, MARIN, RIZZOTTI

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti:

        «11-bis. All'articolo 19, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, sostituire il secondo periodo con il seguente: ''Il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l'imposta diviene esigibile e può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.''.

        11-ter. All'articolo 25, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sostituire le parole: ''nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all'anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.'', con le seguenti: '', ovvero alla dichiarazione annuale, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta.''.

        11-quater. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano alle fatture e alle bollette doganali emesse dal 1º gennaio 2017».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di IVA».


1.70

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. All'articolo 63, comma 2, lettera f), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modifiche:

            a) al punto 1):

                i. sottopunto I), le parole ''lire 1.500 per utenza'' sono sostituite dalle parole: ''2 euro per utenza'';

                ii. sottopunto II), le parole: ''lire 1.250 per utenza'' sono sostituite dalle parole: ''1,80 euro per utenza'';

            b) al punto 5) dopo le parole: ''31 dicembre dell'anno precedente'', aggiungere il seguente periodo: ''Le aziende di erogazione dei pubblici servizi e quelle esercenti attività strumentali ai servizi medesimi trasmettono agli enti concedenti entro il 28 febbraio di ciascun anno, gli elenchi delle utenze nel rispetto della normativa in materia di riservatezza dei dati personali''».


1.71

QUAGLIARIELLO

RESPINTO

Dopo, il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. Le misure minime di capitale interamente versato dai soggetti iscritti all'Albo di cui all'articolo 53, comma l, del decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 446, sono le seguenti:

            a) 1 milione di euro per l'effettuazione delle attività di accertamento e riscossione, comprese quelle di supporto o propedeutiche ad esse, delle entrate dei Comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti;

            b) 2 milioni di euro per l'effettuazione delle attività di accertamento e riscossione, comprese quelle di supporto o propedeutiche, delle entrate nei Comuni con popolazione fino a 50.000 abitanti;

            c) 3 milioni di euro per l'effettuazione delle attività di accertamento e riscossione, comprese quelle di supporto o propedeutiche, delle entrate nei Comuni con popolazione superiore a 200.000 abitanti».


1.72

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere i seguenti:

        «11-bis. I concessionari della riscossione iscritti all'albo nazionale di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e le società partecipate pubbliche sono autorizzati a organizzare corsi di formazione al personale assunto per le funzioni connesse alle attività della riscossione e accertamento. AI termine del corso al personale reclutato, superata la prova di idoneità, valutata da apposita commissione presieduta dal personale direttivo dell'Agenzia delle Entrate, viene attribuito il titolo di Ufficiale della riscossione nelle previsioni della legge 12 luglio 2011, n. 106.

        11-ter. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, agli Ufficiali della riscossione sono attribuite rispettive competenze tecniche e compensi professionali per le attività svolte.

        11-quater. Dalle presenti disposizioni non devono derivare oneri a carico della finanza pubblica».


1.73

FRAVEZZI, ZELLER, LANIECE, PANIZZA, BERGER

RITIRATO

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «11-bis. Al comma 3, dell'articolo 6, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, dopo il primo periodo, è inserito il seguente: ''La disposizione di cui al primo periodo si intende applicabile qualora la mancata o non corretta emissione dei documenti determini la errata liquidazione del tributo; in caso contrario si applica quando previsto dal comma 1, ultimo periodo, del presente articolo».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, aggiungere le seguenti parole: «e interpretazione autentica del comma 3, dell'articolo 6, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471».


1.74

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI, PICCOLI, MARIN, RIZZOTTI

ASSORBITO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, dopo il comma 2-ter è aggiunto il seguente:

        ''2-quater. Le sanzioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter non si applicano nel caso in cui la trasmissione corretta dei dati fatture ovvero la comunicazione corretta delle liquidazioni periodiche da inviare entro 31 dicembre 2017 è effettuata entro il 28 febbraio 2018.''».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute e dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.75

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

ASSORBITO

Dopo il comma 11 inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, dopo il comma 2-ter è aggiunto il seguente:

        ''2-quater. Le sanzioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter non si applicano nel caso in cui la trasmissione corretta dei dati fatture ovvero la comunicazione corretta delle liquidazioni periodiche da inviare entro il 31 dicembre 2017 è effettuata entro il 28 febbraio 2018''»

        Conseguentemente nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute e dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.76

BONFRISCO

ASSORBITO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, dopo il comma 2-ter è aggiunto il seguente:

        ''2-quater. Le sanzioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter non si applicano nel caso in cui la trasmissione corretta dei dati fatture ovvero la comunicazione corretta delle liquidazioni periodiche da inviare entro il 31 dicembre 2017 è effettuata entro il 28 febbraio 2018''».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute e dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.77

COMAROLI, ARRIGONI

ASSORBITO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, dopo il comma 2-ter è aggiunto il seguente: ''2-quater. Le sanzioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter non si applicano nel caso in cui la trasmissione corretta dei dati fatture ovvero la comunicazione corretta delle liquidazioni periodiche da inviare entro il 31 dicembre 2017 è effettuata entro il 28 febbraio 2018''.».

        Conseguentemente, nella rubrica, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute e dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.78

SANTINI, TOMASELLI, CALEO, VALDINOSI, DEL BARBA

ASSORBITO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 11 dei decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, dopo il comma 2-ter è aggiunto il seguente:

        ''2-quater. Le sanzioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter non si applicano nel caso in cui la trasmissione corretta dei dati fatture ovvero la comunicazione corretta delle liquidazioni periodiche da inviare entro 31 dicembre 2017 è effettuata entro il 28 febbraio 2018''.».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute e dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.79

GALIMBERTI

ASSORBITO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, dopo il comma 2-ter è aggiunto il seguente:

        ''2-quater. Le sanzioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter non si applicano nel caso in cui la trasmissione corretta dei dati fatture ovvero la comunicazione corretta delle liquidazioni periodiche da inviare entro 31 dicembre 2017 è effettuata entro il 28 febbraio 2018''.».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «tre disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute e dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.80

PANIZZA, FRAVEZZI, BERGER, LANIECE

ASSORBITO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, dopo il comma 2-ter è aggiunto il seguente:

        ''2-quater. Le sanzioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter non si applicano nel caso in cui la trasmissione corretta dei dati fatture ovvero la comunicazione corretta delle liquidazioni periodiche da inviare entro il 31 dicembre 2017 è effettuata entro il 28 febbraio 2018''.».

        Conseguentemente, nella rubrica, infine, seno aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute e dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.81

MILO, BARANI, LANGELLA

VEDI TESTO 2

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. Dopo il comma 1, dell'articolo 210 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, aggiungere il seguente:

        ''1-bis. Per i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, il servizio di tesoreria può essere affidato senza ricorrere a procedure di evidenza pubblica nel caso in cui nel territorio comunicare siano presenti sportelli di un unico istituto bancario o non siano presenti sportelli».


1.81 (testo 2)

MILO, BARANI, LANGELLA

VEDI TESTO 1.81 TESTO 2 - 19.0.79 - 19.0.81 - 19.0.82 (TESTO 2)

Dopo il comma 11, aggiungere i seguenti:

        «11-bis. All'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, n. 602, dopo il comma 1 è inserito il seguente:

        ''Quando ai fini del perfezionamento di una medesima notifica sono necessarie molteplici attività, le stesse possono essere effettuate da più soggetti diversi appartenenti alla medesima categoria, tra quelli indicati dal comma precedente, i quali ne danno evidenza nell'ambito della singola relata".

      11-ter. Al comma 2, dell'articolo 45, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, sopprimere le seguenti parole:

            "e non può farsi rappresentare né sostituire".».

 


1.82

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. Al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL), sono apportate le seguenti modifiche:

            a) i commi 1 e 3 dell'articolo 216 ''Condizioni di legittimità dei pagamenti'' sono abrogati;

            b) al comma 2 dell'articolo 226, la lettera a) è abrogata».


1.83

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. Al comma5 dell'articolo 243-bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al primo periodo, le parole: ''compreso quello in corso,'' sono sostituite dalle seguenti: ''decorrenti dalla data di esecutività della delibera di cui al comma 1,'';

            b) dopo le parole: ''corredato del parere dell'organo di revisione economico-finanziario.''inserire il seguente periodo: ''A partire dal 2018, nel caso in cui la deliberazione di ricorso alla procedura di riequilibrio sia adottata nel secondo semestre dell'esercizio finanziario, il termine massimo di 10 anni decorre dalla deliberazione consiliare di adozione del Piano di riequilibrio.». »


1.84

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. Dopo l'articolo 243-quater, comma 7-ter del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 269, è inserito il seguente:

        ''7-quater. Entro 60 giorni dall'approvazione del rendiconto della gestione, e comunque entro e non oltre il 30 giugno 2018, ciascun ente in riequilibrio provvede alla rimodulazione2ione del piano di riequilibrio, al fine di tenere conto sia delle modifiche al sistema contabile degli enti locali introdotte con l'entrata in vigore del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, nonché delle ulteriori modifiche che si rendono necessarie a seguito dell'evoluzione del quadro normativa. Per la rimodulazione del piano, trova applicazione la procedura di cui all'articolo 243-quater, comma 7 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267''.».


1.85

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. Dopo l'articolo 243-quater, comma 7-ter del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è inserito il seguente:

        ''7-quater. il comma 7 trova applicazione, limitatamente all'accertamento, da parte della competente sezione regionale della Corte dei conti, del grave e reiterato mancato rispetto degli obiettivi intermedi fissati dal piano, a decorrere dal 2019, avendo quale riferimento il piano rimodulato nel 2018. Eventuali procedimenti in corso, nonché l'efficacia di eventuali provvedimenti già adottati, sono sospesi fino all'approvazione e al diniego della rimodulazione effettuata in base alle disposizioni precedenti.».


1.86

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI, PICCOLI, MARIN, RIZZOTTI

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in fine, aggiungere il periodo seguente: ''Per motivi di semplificazione possano non essere trasmessi i dati delle fatture emesse annotate nel registro dei corrispettivi, ai sensi dell'articolo 24, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nonché quelli delle fatture emesse o ricevute annotate, rispettivamente, ai sensi dei commi 1 e 6 dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 6951''.».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute».


1.87

PANIZZA, FRAVEZZI, BERGER, LANIECE

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in fine, aggiungere il periodo seguente: ''Per motivi di semplificazione possono non essere trasmessi i dati delle fatture emesse annotate nel registro dei corrispettivi, ai sensi dell'articolo 24, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nonché quelli delle fatture emesse o ricevute annotate; rispettivamente, ai sensi dei commi 1 e 6 dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695,''»

        Conseguentemente, nella rubrica, infine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute».


1.88

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in fine, aggiungere il periodo seguente: ''Per motivi di semplificazione possono non essere trasmessi i dati delle fatture emesse annotate nel registro dei corrispettivi, ai sensi dell'articolo 24, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nonché quelli delle fatture emesse o ricevute annotate; rispettivamente, ai sensi dei commi 1 e 6 dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695,''»

        Conseguentemente, nella rubrica, infine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute».


1.89

BONFRISCO

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in fine, aggiungere il periodo seguente: ''Per motivi di semplificazione possono non essere trasmessi i dati delle fatture emesse annotate nel registro dei corrispettivi, ai sensi dell'articolo 24, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nonché quelli delle fatture emesse o ricevute annotate; rispettivamente, ai sensi dei commi 1 e 6 dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695,''»

        Conseguentemente, nella rubrica, infine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute».


1.90

COMAROLI, ARRIGONI

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in fine, aggiungere il periodo seguente: ''Per motivi di semplificazione possono non essere trasmessi i dati delle fatture emesse annotate nel registro dei corrispettivi, ai sensi dell'articolo 24, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nonché quelli delle fatture emesse o ricevute annotate; rispettivamente, ai sensi dei commi 1 e 6 dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695,''»

        Conseguentemente, nella rubrica, infine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute».


1.91

SANTINI, TOMASELLI, CALEO, VALDINOSI, DEL BARBA

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in fine, aggiungere il periodo seguente: ''Per motivi di semplificazione possono non essere trasmessi i dati delle fatture emesse annotate nel registro dei corrispettivi, ai sensi dell'articolo 24, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nonché quelli delle fatture emesse o ricevute annotate; rispettivamente, ai sensi dei commi 1 e 6 dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695,''».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute».


1.92

GALIMBERTI, MANDELLI

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in fine, aggiungere il periodo seguente: ''Per motivi di semplificazione possono non essere trasmessi i dati delle fatture emesse annotate nel registro dei corrispettivi, ai sensi dell'articolo 24, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nonché quelli delle fatture emesse o ricevute annotate; rispettivamente, ai sensi dei commi 1 e 6 dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695,''»

        Conseguentemente, nella rubrica, infine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute».


1.93

GALIMBERTI, MANDELLI

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti commi:

        «11-bis. All'articolo 21, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dopo il comma 3 inserire il seguente:

        ''3-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2018 la trasmissione telematica dei dati di cui al comma 1 è effettuata entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo all'anno di riferimento''.

        11-ter. All'articolo 21-bis, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,n. 122, al comma 1, apportare le seguenti modifiche:

            a) le parole: '', negli stessi termini e con le medesime modalità di cui all'articolo 21,'' sono soppresse;

            b) aggiungere, in fine, il seguente periodo: ''1 comunicazione è trasmessa con le medesime modalità di cui all'articolo 21 entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, quella relativa al secondo trimestre è effettuata entro il 16 settembre e quella relativa all'ultimo trimestre entro il mese di febbraio''».

        Conseguentemente, nella rubrica, in. fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute».


1.94

TOMASELLI, SANTINI, CALEO, VALDINOSI, DEL BARBA

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti commi:

        «11-bis. All'articolo 21, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dopo il comma 3 inserire il seguente:

        ''3-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2018 la trasmissione telematica dei dati di cui al comma 1 è effettuata entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo all'anno di riferimento''.

        11-ter. All'articolo 21-bis, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,n. 122, al comma 1, apportare le seguenti modifiche:

            a) le parole: '', negli stessi termini e con le medesime modalità di cui all'articolo 21,'' sono soppresse;

            b) aggiungere, in fine, il seguente periodo: ''la comunicazione è trasmessa con le medesime modalità di cui all'articolo 21 entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, quella relativa al secondo trimestre è effettuata entro il 16 settembre e quella relativa all'ultimo trimestre entro il mese di febbraio''».

        Conseguentemente, nella rubrica, in. fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute».


1.95

COMAROLI, ARRIGONI

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti commi:

        «11-bis. All'articolo 21, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dopo il comma 3 inserire il seguente:

        ''3-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2018 la trasmissione telematica dei dati di cui al comma 1 è effettuata entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo all'anno di riferimento''.

        11-ter. All'articolo 21-bis, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,n. 122, al comma 1, apportare le seguenti modifiche:

            a) le parole: '', negli stessi termini e con le medesime modalità di cui all'articolo 21,'' sono soppresse;

            b) aggiungere, in fine, il seguente periodo: ''1 comunicazione è trasmessa con le medesime modalità di cui all'articolo 21 entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, quella relativa al secondo trimestre è effettuata entro il 16 settembre e quella relativa all'ultimo trimestre entro il mese di febbraio''».

        Conseguentemente, nella rubrica, in. fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute».


1.96

BONFRISCO

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti commi:

        «11-bis. All'articolo 21, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dopo il comma 3 inserire il seguente:

        ''3-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2018 la trasmissione telematica dei dati di cui al comma 1 è effettuata entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo all'anno di riferimento''.

        11-ter. All'articolo 21-bis, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,n. 122, al comma 1, apportare le seguenti modifiche:

            a) le parole: '', negli stessi termini e con le medesime modalità di cui all'articolo 21,'' sono soppresse;

            b) aggiungere, in fine, il seguente periodo: ''la comunicazione è trasmessa con le medesime modalità di cui all'articolo 21 entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, quella relativa al secondo trimestre è effettuata entro il 16 settembre e quella relativa all'ultimo trimestre entro il mese di febbraio''».

        Conseguentemente, nella rubrica, in. fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute».


1.97

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti commi:

        «11-bis. All'articolo 21, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dopo il comma 3 inserire il seguente:

        ''3-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2018 la trasmissione telematica dei dati di cui al comma 1 è effettuata entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo all'anno di riferimento''.

        11-ter. All'articolo 21-bis, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,n. 122, al comma 1, apportare le seguenti modifiche:

            a) le parole: '', negli stessi termini e con le medesime modalità di cui all'articolo 21,'' sono soppresse;

            b) aggiungere, in fine, il seguente periodo: ''la comunicazione è trasmessa con le medesime modalità di cui all'articolo 21 entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, quella relativa al secondo trimestre è effettuata entro il 16 settembre e quella relativa all'ultimo trimestre entro il mese di febbraio''».

        Conseguentemente, nella rubrica, in. fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute».


1.98

PANIZZA, FRAVEZZI, BERGER, LANIECE

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti commi:

        «11-bis. All'articolo 21, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dopo il comma 3 inserire il seguente:

        ''3-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2018 la trasmissione telematica dei dati di cui al comma 1 è effettuata entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo all'anno di riferimento''.

        11-ter. All'articolo 21-bis, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,n. 122, al comma 1, apportare le seguenti modifiche:

            a) le parole: '', negli stessi termini e con le medesime modalità di cui all'articolo 21,'' sono soppresse;

            b) aggiungere, in fine, il seguente periodo: ''la comunicazione è trasmessa con le medesime modalità di cui all'articolo 21 entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, quella relativa al secondo trimestre è effettuata entro il 16 settembre e quella relativa all'ultimo trimestre entro il mese di febbraio''».

        Conseguentemente, nella rubrica, in. fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute».


1.99

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI, PICCOLI, MARIN, RIZZOTTI

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti:

        «11-bis. All'articolo 21, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n 122, dopo il comma 3 inserire il seguente:

        ''3-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2018 la trasmissione telematica dei dati di cui al comma 1 è effettuata entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo all'anno di riferimento.

        11-ter, All'articolo 21-bis, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge,30 luglio 2010, n. 122, al comma 1, apportare le seguenti modifiche:

            a) le parole: '', negli stessi termini e con le medesime modalità di cui all'articolo 21,'' sono soppresse;

            b) aggiungere, in fine, il seguente periodo: ''La comunicazione è trasmessa con le medesime modalità di cui all'articolo 21 entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, quella relativa al secondo trimestre è effettuata entro il 16 settembre e quella relativa all'ultimo trimestre entro il mese di febbraio''.».

        Conseguentemente, nella rubrica; in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute».


1.100

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI, PICCOLI, MARIN, RIZZOTTI

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti:

        «11-bis. All'articolo 21-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al comma 5, dopo le parole: ''indipendentemente dalle condizioni ivi previste.'' sono inserite le seguenti: ''L'invio della contestazione dell'omesso o insufficiente versamento avviene decorsi sei mesi dalla data della comunicazione sull'esito dei controlli di cui al secondo periodo''.».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.101

PANIZZA, FRAVEZZI, BERGER, LANIECE

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al comma 5, dopo le parole: ''indipendentemente dalle condizioni ivi previste.'' sono inserite le seguenti: ''L'invio della contestazione dell'omesso o insufficiente versamento avviene decorsi sei mesi dalla data della comunicazione sull'esito dei controlli di cui al secondo periodo''.».

        Conseguentemente, nella rubrica, infine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.102

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21-bis, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al comma 5, dopo le parole: ''indipendentemente dalle condizioni ivi previste'' sono inserite le seguenti: ''L'invio della contestazione dell'omesso o insufficiente versamento avviene decorsi sei mesi dalla data della comunicazione sull'esito dei controlli di cui al secondo periodo,»».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.103

BONFRISCO

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al comma 5, dopo le parole: ''indipendentemente dalle condizioni ivi previste.'' sono inserite le seguenti: ''L'invio della contestazione dell'omesso o insufficiente versamento avviene decorsi sei mesi dalla data della comunicazione sull'esito dei controlli di cui al secondo periodo».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.104

COMAROLI, ARRIGONI

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al comma 5, dopo le parole: ''indipendentemente dalle condizioni ivi previste.'' sono inserite le seguenti: ''L'invio della contestazione dell'omesso o insufficiente versamento avviene decorsi sei mesi dalla data della comunicazione sull'esito dei controlli di cui al secondo periodo».

        11-ter. La disposizione di cui al comma precedente ha effetto per le comunicazioni sull'esito dei controlli relativi a omesso o insufficiente versamento emesse a decorrere dal lº gennaio 2018».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.105

SANTINI, TOMASELLI, CALEO, VALDINOSI, DEL BARBA

RESPINTO

Dopo il comma 11 inserire i seguenti:

        «11-bis. All'articolo 21-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al comma 51 dopo le parole: ''indipendentemente dalle condizioni ivi previste.'' sono inserite le seguenti: ''L'invio della contestazione dell'omesso o insufficiente versamento avviene decorsi sei mesi dalla data della comunicazione sull'esito dei controlli di cui al secondo periodo».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.106

GALIMBERTI

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire i seguenti:

        «11-bis. All'articolo 21-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al comma 5, dopo le parole: ''indipendentemente dalle condizioni ivi previste.'' sono inserite le seguenti: ''L'invio della contestazione dell'omesso o insufficiente versamento avviene decorsi sei mesi dalla data della comunicazione sull'esito dei controlli di cui al secondo periodo,''».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle liquidazioni p:periodiche IVA».


1.107

GALIMBERTI

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n, 122, al comma 5, sostituire l'ultimo paragrafo con il seguente: ''Si applica l'articolo 54-bis, comma 2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, indipendentemente dalle condizioni ivi previste nei confronti dei contribuenti che presentano un elevato rischio fiscale. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuate le condizioni, in presenza delle quali, l'ufficio può provvedere al controllo dei versamenti prima della presentazione della dichiarazione annuale IVA''.».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.108

TOMASELLI, SANTINI, CALEO, VALDINOSI, DEL BARBA

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al comma 5, sostituire l'ultimo paragrafo con il seguente: ''Si applica l'articolo 54-bis) comma 2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.633, indipendentemente dalle condizioni ivi previste nei confronti dei contribuenti che presentano un elevato rischio fiscale. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuate le condizioni, in presenza delle quali, l'ufficio può provvedere al controllo dei versamenti prima della presentazione della dichiarazione annuale IVA''.».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.109

COMAROLI, ARRIGONI

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21-bis, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n, 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, l'ultimo periodo è sostituito con il seguente: ''Si applica l'articolo 54-bis, comma 2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, indipendentemente dalle condizioni ivi previste nei confronti dei contribuenti che presentano un elevato rischio fiscale. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuate le condizioni, in presenza delle quali l'ufficio può provvedere al controllo dei versamenti prima della presentazione della dichiarazione annuale TVA''.».

        Conseguentemente, nella rubrica, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.110

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al comma 5, sostituire l'ultimo paragrafo con il seguente: ''Si applica l'articolo 54-bis, comma 2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, indipendentemente dalle condizioni ivi previste nei confronti dei contribuenti che presentano un elevato rischio fiscale. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuate le condizioni, in presenza delle quali l'ufficio può provvedere al controllo dei versamenti prima della presentazione della dichiarazione annuale IVA.''».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.111

PANIZZA, FRAVEZZI, BERGER, LANIECE

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al comma 5, sostituire l'ultimo paragrafo con il seguente: ''Si applica l'articolo 54-bis, comma 2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, indipendentemente dalle condizioni ivi previste nei confronti dei contribuenti che presentano un elevato rischio fiscale. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuate le condizioni, in presenza delle quali l'ufficio può provvedere al controllo dei versamenti prima della presentazione della dichiarazione annuale IVA''.».

        Conseguentemente, netta rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.112

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI, PICCOLI, MARIN, RIZZOTTI

RESPINTO

Dopo il comma 11, inserire il seguente:

        «11-bis. All'articolo 21-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al comma 5, sostituire l'ultimo paragrafo con il seguente: ''Si applica l'articolo 54-bis, comma 2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1972, n. 633, indipendentemente dalle condizioni ivi previste nei confronti dei contribuenti che presentano un elevato rischio fiscale. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuate le condizioni, in presenza delle quali, l'ufficio può provvedere al controllo dei versamenti prima della presentazione della dichiarazione annuale IVA''».

        Conseguentemente, nella rubrica, in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «e disposizioni in materia di Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA».


1.113

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11 aggiungere il seguente:

        «11-bis. All'articolo 1, comma 128 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, terzo periodo la parola: ''massimo'' è soppressa e alla fine del comma sono aggiunti i seguenti periodi: ''La durata massima della rateizzazione di cui ai periodi precedenti è estesa a quindici anni a decorrere dal 1º gennaio 2018. A tal fine, non si fa luogo al ricalcolo sulle somme già recuperate. Con le stesse modalità di cui al terzo periodo, il Ministero dell'interno può concedere rateizzazioni non superiori a cinque anni per le somme a debito dovute dagli enti locali per motivi diversi da assegnazioni o contributi riguardanti la mobilità del personale''».


1.114

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11 aggiungere il seguente:

        «11-bis. Al comma 509 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 le parole: '', nel 2018 è pari almeno all'85 per cento e dal 2019 l'accantonamento al fondo è effettuato per l'intero importo'' sono sostituite dalle seguenti: '', nel 2018 è pari ad almeno il 70 per cento, nel 2019 è pari ad almeno l'80 per cento, nel 2020 è pari ad almeno il 90 per cento e dal 2021 l'accantonamento al fondo è effettuato per l'intero importo''».


1.115

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11 aggiungere il seguente:

        «11-bis. Il comma 714 della legge 208/2015 è sostituito dal seguente:

        ''714. Gli enti locali che hanno presentato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale o ne hanno conseguito l'approvazione, qualora all'atto della presentazione o dell'approvazione da parte della competenze sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, non risultavano aver ancora provveduto ad effettuare il riaccertamento straordinario dei residui di cui all'articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, possono provvedere a riformulare o rimodulare il predetto piano al fine di ripianare l'intero disavanzo accertato al 31 dicembre 2017 secondo le modalità previste dall'articolo 3, comma 17, del citato decreto legislativo n. 118 del 2011. Fatta eccezione per la diversa tempistica di riassorbimento del disavanzo, da assicurarsi comunque entro un arco temporale massimo di 30 anni decorrente dall'anno in cui è stato effettuato il riaccertamento straordinario dei residui di cui al decreto legislativo n. 118 del 2011, tutte le altre misure previste dal piano di riequilibrio continuano a trovare attuazione nell'ambito della durata originaria del piano stesso''».


1.116

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «11-bis. – 1. All'articolo 11, comma 7, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, dopo le parole: ''in pendenza di giudizio'' aggiungere le seguenti: '', gli importi versati per definire in via agevolata le sanzioni ai sensi dell'articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472''.

        2. Ai relativi maggiori oneri valutati annualmente in 5 milioni per il 2017 e a 20 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2018, si provvede a valere sul Fondo di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come rifinanziato dall'articolo 8, comma 2 del presente decreto-legge».


1.117

COMAROLI

RESPINTO

Aggiungere infine i seguenti commi:

        «12. Il debitore che aderisce alla definizione agevolata di cui all'articolo 6 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, come modificata dal presente articolo e alla definizione agevolata di cui al comma 4 del presente articolo, può richiedere che il pagamento delle somme avvenga in un'unica soluzione o in forma dilazionata con cadenza mensile o trimestrale con rate di pari importo a decorrere dal 1º gennaio 2018 nel numero massimo di:

            a) 36 rate per somme fino a 20.000 euro;

            b) 42 rate per somme da 20.001 a 30.000 euro;

            c) 48 rate per somme da 30.001 a 40.000 euro;

            d) 54 rate per somme da 40.001 a 50.000 euro;

            e) 60 rate per somme da 50.001 a 60.000 euro;

            f) 66 rate per somme da 60.001 a 70.000 euro;

            g) 72 rate per somme superiori a 70.000 euro.

        13. Nel caso in cui il debitore esprima la volontà di rateizzazione secondo le modalità definite nel precedente comma, a decorrere dal 1º giugno 2018 è effettuato il pagamento:

            a) delle somme affidate all'agente di riscossione a titoli di capitale e interessi, a cui è aggiunta la somma pari allo 0,3 per cento del debito dovuto a titolo di capitale;

            b) delle somme maturale a favore dell'agenti di riscossione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 199, n. 122, a titolo di rimborso delle spese per le procedure esecutive, nonché di rimborso delle spese di notifica della cartella di pagamento.

        14. Ai fini della definizione di cui al precedente comma, il debitore manifesta all'agente della riscossione la sua volontà di avvalersene, rendendo, entro il 15 gennaio 2018, apposita dichiarazione, con le modalità e in conformità alla modulistica che lo stesso agente della riscossione pubblica sul proprio sito internet nel termine massimo di quindici giorni dall'entrata in vigore della presente legge. In tale dichiarazione il debitore indica altresì il numero di rate nel quale intende effettuare il pagamento, entro il limite massimo di cui al comma 4, nonché la pendenza di giudizi aventi ad oggetto i carichi cui si riferisce la dichiarazione e assume l'impegno a rinunciare agli stessi giudizi. Entro il 15 gennaio 2018 il debitore può integrare, con le predette modalità, la dichiarazione presentata anteriormente a tale data, con le seguenti caratteristiche:

            a) pagamento della quota capitale in forma dilazionata in trentasei mesi;

            b) addebito delle sanzioni nella misura massima del 10 per cento;

            c) azzeramento degli interessi di mora;

            d) nel caso di omesso versamento, addebito degli interessi legali dalla data dell'omesso versamento;

            e) sospensione dei provvedimenti di recupero attivo da parte della società Equitalia Spa per coloro che aderiscono alla definizione dei ruoli.

        15. Per le imprese, la definizione dei ruoli e degli omessi versamenti si intende valida e opponibile a condizione che l'attività prosegua per almeno un triennio e che siano mantenuti nel triennio i livelli occupazionali in misura media pari ad almeno il 50 per cento della forza lavoro impiegata alla data di adesione alla definizione.

        16. Il Ministro dell'economia e delle finanze e l'Agenzia delle entrate emanano, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più provvedimenti per stabilire le modalità di attuazione delle disposizioni dei commi da 12 a 15 del presente articolo.

        17. All'onere derivante dall'attuazione delle disposizioni di cui al comma 12 e seguenti, quantificato in 1.400 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Flussi migratori, interventi per lo sviluppo della coesione sociale, garanzia dei diritti, rapporti con le confessioni religiose» della missione «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti» dello stato di previsione del Ministero dell'interno.


1.118

PEZZOPANE

RITIRATO

Dopo il comma 11 aggiungere infine il seguente comma 11-bis:

        «Art. 11-bis. All'articolo 2 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente comma 2-bis: ''In caso di adozione di delibera di affidamento da parte delle amministrazioni locali di cui al comma 2, ove sussistevano, alla data dì cui al comma 1, rapporti contrattuali per l'espletamento di attività in regime di concessione con società nate per scorporo di ramo d'azienda ai sensi del comma 24; dell'articolo 3 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito con modificazioni dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, tenuto conto della specificità delle funzioni proprie della riscossione fiscale e delle competenze tecniche necessarie al loro svolgimento, per assicurarle senza soluzione di continuità, a decorrere dalla data di affidamento, il personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato alla data di cui al comma 1, senza soluzione di continuità, è trasferito all'ente pubblico economico, denominato ''Agenzia delle entrate-Riscossione'' dì cui all'articolo 1, comma 3. A tale personale si applica l'articolo 2112 del codice civile».


1.119

COMAROLI

RITIRATO

Dopo il comma 11, aggiungere il seguente:

        «12. All'articolo 35 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, dopo la lettera b-bis) è aggiunta la seguente:

        «b-ter) all'articolo 2, dopo il comma 2, è inserito il seguente: ''2-bis. Le funzioni e le attività di supporto o propedeutiche all'accertamento ed alla riscossione delle entrate degli enti locali e delle società da essi partecipate sono affidate ai soggetti iscritti all'albo previsto dall'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 446, nel rispetto delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50».

        Conseguentemente, alla rubrica del medesimo articolo aggiungere le seguenti parole: «e disposizioni in materia di affidamento del servizio di riscossione da parte degli Enti locali».


1.0.1

COLUCCI

INAMMISSIBILE

Dopo l'articolo 1 aggiungere il seguente:

Art. 1-bis.

        All'articolo 1 del decreto legislativo n. 92 del 25 maggio 2017, apportare le seguenti modifiche:

        – comma 1 capoverso b sopprimere le parole: «secondaria rispetto all'attività»;

        – comma 1 capoverso d sopprimere le parole: «ovvero l'operatore professionale in oro, di cui alla legge 17 gennaio 2000, n. 7 cui i medesimi oggetti sono ceduti»;

        – comma 1 capoverso m sostituire interamente con il seguente: «oggetto prezioso usato: un oggetto contenente oro o altri metalli preziosi, già utilizzato per la sua funzione originaria che viene reimmesso nel ciclo produttivo, indipendentemente dalla forma e contenente o meno materiale gemmologico;»;

–     – comma 1 capoverso n sostituire interamente con il seguente: ''operatore compro oro: il soggetto, che esercita l'attività di compro oro così come definita nell'ambito della presente legge al successivo punto o)''»;

        – comma 1 capoverso o sostituire interamente con il seguente: ''operazione di compro oro: l'acquisto al dettaglio e la successiva vendita ovvero la permuta di oggetti preziosi usati;'';


1.0.2

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

RESPINTO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Misure in materia di riscossione locaIe)

        1. All'articolo 3-bis del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, e successive modificazioni, il comma 1 è sostituito dal seguente:

        ''1. Per l'iscrizione all'albo dei soggetti abilitati ad effettuare attività di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e dei comuni, di cui all'articolo 53, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono richieste le seguenti misure minime di capitale interamente versato:

            a) 1 milione di euro per l'effettuazione delle attività di accertamento e riscossione, comprese quelIe di supporto o propedeutiche ad esse, delle entrate dei Comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti;

            b) 2 milioni di euro per l'effettuazione delle attività di accertamento e riscossione, comprese quelle di supporto o propedeutiche, delle entrate nei Comuni con popolazione fino a 50.000 abitanti;

            c) 3 milioni di euro per l'effettuazione delle attività di accertamento e riscossione, comprese quelle di supporto o propedeutiche, delle entrate nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti«,».


1.0.3

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

RESPINTO

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. All'esempio 5 dell'appendice tecnica del principio della contabilità finanziaria allegato 4/2 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) le parole: ''2) calcolare, per ciascuna entrata di cui al punto 1), la media tra incassi in c/competenza e accertamenti degli ultimi 5 esercizi'' sono sostituite dalle seguenti: ''(2) calcolare, per ciascuna entrata di cui al punto 1), la media tra la somma degli incassi in c/competenza e in conto residui rapportati agli accertamenti degli ultimi 5 esercizi»;

            b) le parole:

 

            sono sostituite dalle seguenti:

 

"incassi di competenza es. X + incassi  in c/residui es. XAccertamenti esercizio X"


1.0.4

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo l'articolo aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. A decorrere dal 1º gennaio 2018 alle città metropolitane di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56, è assegnato il gettito:

            a) di un'addizionale pari ad un euro sui diritti di imbarco di passeggeri sulle aeromobili in partenza dagli aeroporti il cui sedime è situato all'interno .del territorio delle città metropolitane. Le città metropolitane, con proprio regolamento adottato ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, hanno facoltà di variare tale misura fino ad un massimo di due euro per passeggero imbarcato il presupposto dell'addizionale consiste nell'emissione del titolo di viaggio e la riscossione dell'addizionale amene a cura dei gestori di servizi aeroportuali, con le modalità in: uso per la riscossione dei diritti di imbarco di cui all'articolo 2 della legge 24 dicembre 2003, n. 350. Il versamento da parte dei vettori del trasporto aereo avviene entro il secondo mese successivo a quello in cui si è verificato il presupposto impossibile. L'addizionale relativa alle riscossioni di ciascun bimestre è versata, entro la fine del mese solare successivo a cura dei gestori dei servizi aeroportuali, secondo le ripartizioni previste dal presente articolo. L'addizionale è versata, limitatamente al 60 per cento degli importi dovuti, alle città metropolitane nel cui territorio ha sede l'aeroporto, a cura dei gestori dei servizi aeroportuali, mediante pagamento su apposito conto corrente intestato alla città metropolitana. L'elenco dei: conti-correnti è pubblicato sul sito web del Ministero dell'interno entro il 28 febbraio 2018. Per ogni altra disposizione riguardante gli accertamenti, i controlli e il contenzioso, si applicano le norme relative ai diritti di imbarco di cui alla citata legge n. 350 del 2003. Il restante 40 per cento dell'addizionale dovuta è versato al bilancio dello Stato ai fini della riassegnazione prevista dal comma 2;

            b) di un'addizionale sui diritti di sbarco portuali di cui all'articolo 28 della legge28 gennaio 1994, n. 84 a carico degli operatori marittimi in ormeggio presso le banchine dei porti situati nel territorio delle città metropolitane. L'addizionale è pari ad un euro, aumentabile fino ad un massimo di due euro per passeggero, con le modalità di cui al comma 1, lettera a), secondo periodo. La riscossione dell'addizionale avviene a cura dell'Autorità Portuale secondo le modalità previste dall'articolo 28 della legge 28 gennaio 1994, n. 84 e dalle norme ad essa collegate, secondo la ripartizione prevista alla lettera a). L'operatore marittimo di cui al primo periodo è responsabile del pagamento dell'imposta, con diritto di rivalsa sui passeggeri, della presentazione della dichiarazione e degli ulteriori adempimenti previsti dalla legge o dal regolamento della città metropolitana, che può prevedere una commissione da riconoscere al soggetto tenuto al riversamento, la cui misura massima non può comunque eccedere lo 0,30 per cento dell'importo riscosso. Per l'omessa infedele presentazione della dichiarazione da parte del responsabile d'imposta si applica la sanzione amministrativa dal 1.00 al 200 per cento dell'importo dovuto. Per omesso, ritardato o parziale versamento dell'imposta si applica la sanzione amministrativa di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e successive modificazioni. Per tutto quanto non previsto dalle presenti disposizioni si applica l'articolo 1, commi da 158 a 170 della legge 27 dicembre 2006; n. 296. L'imposta non è dovuta dai soggetti residenti nel territorio della città metropolitana. Le città metropolitane possono prevedere eventuali esenzioni e riduzioni per particolari fattispecie o per determinati periodi di tempo.

        2. Le disposizioni di cui alle lettere a) e b) del precedente comma 1 si applicano anche agli imbarchi e sbarchi di passeggeri nei porti ed aeroporti siti nella regione di appartenenza della città metropolitana, ma fuori dal rispettivo confine amministrativo, nella misura fissa di un euro per passeggero; i relativi proventi sono versati al bilancio dello Stato, per la successiva riassegnazione alle città metropolitane, unitamente alla quota di cui all'ultimo periodo della lettera a) di cui comma 1; secondo criteri da stabilire con apposita intesa in sede di Coordinamento dei sindaci metropolitani, ferma restando la destinazione di tali risorse alle finalità previste dal presente comma. Dall'importo di cui al periodo precedente viene detratto il quindici per cento, che viene assegnato, sulla base della medesima intesa, ai comuni ove si situa l'infrastruttura portuale o aeroportuale dal cui traffico è derivata l'entrata, per essere impiegato per la realizzazione o la manutenzione ordinaria e

        straordinaria di opere finalizzate a migliorare attrattività turistica dei territori ovvero a migliorare la funzionalità dell'infrastruttura stessa.

        3. Il gettito dei tributi disciplinati dal presente articolo è destinato a spese di investimento nei settori relativi alle funzioni fondamentali delle città metropolitane, al fine di intervenire sulla dotazione infrastrutturale dei territori, fatta salva la facoltà di destinarlo alla salvaguardia degli equilibri generali di bilancio, al verificarsi dei presupposti previsti dall'articolo 193 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

        4. I tributi di cui al presente articolo si applicano a decorrere dal 1º gennaio 2018; le variazioni di cui al comma 1 possono essere deliberate dal consiglio della città metropolitana, con provvedimento da adattarsi entro la data prevista dalla legge per l'approvazione dei bilanci di previsione, da comunicarsi immediatamente ai responsabili del loro pagamento per il 2018, le variazioni di cui al periodo precedente possono-essere deliberate entro il 31 marzo 2018.

        5. Le variazioni delle tariffe disposte dalla città metropolitana entro i termini di legge, decorrono dal secondo mese successivo alla data di esecutività della deliberazione di variazione, salva l'eventuale indicazione di data successiva nella deliberazione medesima.

        6. Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano anche alle città metropolitane delle Regioni a Statuto Speciale, istituite o da istituire con apposita legge regionale a decorrere dall'insediamento degli organi di governo di ciascuna città. La legge regionale definisce le modalità di attuazione del comma 2, con particolare riguardo al caso in cui l'addizionale sia applicata da più di una città metropolitana appartenente alla medesima regione.

        7. Il comma 4 dell'articolo 24 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, è abrogato».


1.0.5

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo l'articolo aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Riduzione del peso del debito degli enti locali)

        1. Negli anni 2018-2019, gli enti locali possono procedere all'estinzione anticipata, totale o parziale, di passività onerose derivanti dai mutui e prestiti obbligazionali, in essere al 31 dicembre 2017 con la Cassa Depositi e prestiti, con l'Istituto per il credito sportivo e con altri istituti di credito, mediante la contrazione di nuovi mutui o con emissione di prestito obbligazionario, in presenza di condizioni di rifinanziamento che consentano una riduzione del valore finanziario delle passività totali a carico degli enti stessi. Tale facoltà non comporta alcuna modifica in ordine alla durata originaria e all'ammontare del concorso statale eventualmente concesso sul mutuo. Il conseguimento della riduzione del valore finanziario deve essere realizzato in relazione alla singola posizione di mutuo.

        2. In deroga alla normativa vigente, limitatamente alle operazioni di estinzione anticipata di cui al comma 1, la riduzione del valore finanziario delle passività totali da conseguire all'atto dell'operazione, è da considerare al netto del valore degli indennizzi dovuti per l'estinzione delle passività pregresse.

        3. L'indennizzo per l'estinzione anticipata dei mutui previsto dal comma 1, per la quota non coperta dal contributo dello Stato di cui all'articolo 9-ter del decreto-legge-24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, è escluso, per il periodo 2018-2019, dalle spese finali ai fini del conseguimento del saldo di cui all'articolo 65.

        4. In alternativa all'estinzione anticipata di cui ai commi precedenti, per il biennio 2018-2019, i comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti possono differire il pagamento delle rate dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A. nonché dall'Istituto per il credito sportivo, la cui incidenza complessiva sulle entrate correnti medie dell'ultimo triennio disponibile sulla base dei certificati dei rispettivi rendiconti, comprensiva degli interessi, sia superiore al 12 per cento, agli anni immediatamente successivi alla data di scadenza del periodo di ammortamento, senza applicazione di sanzioni e interessi, sulla base della periodicità di pagamento prevista nei provvedimenti e nei contratti regolanti i mutui stessi e senza cumulo di pagamenti riferiti a più annualità nel medesimo esercizio finanziario. Con decreto di natura non regolamentare del Ministero dell'economia e delle finanze sono determinate ulteriori modalità applicative, l'eventuale obbligo di richiesta da parte dei Comuni, nonché l'entità e le modalità del ristoro a favore degli istituti concedenti i mutui. Per le finalità di cui ai periodi precedenti sono stanziati 20 milioni di euro per il 2017 e 20 milioni di euro per il 2018, mediante riduzioni di pari importo del fondo di cui all'articolo 1, comma 624, della legge 11 dicembre 2016, n. 232».


1.0.6

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo l'articolo aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Ristrutturazione de l debito degli enti territoriali)

        1. Il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato ad: effettuare la ristrutturazione dei mutui aventi le caratteristiche indicate al comma 5, lettera a), intestati agli enti locali ivi compresi quelli gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti S.P.A. per conto del Ministero dell'economia e delle finanze.

        2. Per il riacquisto da parte degli enti locali dei titoli obbligazionari da essi emessi e aventi le caratteristiche indicate al comma 4, lettera b), il Ministero dell'economia e delle finanze può effettuare emissioni di titoli di Stato, Per le finalità del presente comma, ivi compreso l'eventuale contributo al riacquisto anche da parte del medesimo ministero, è autorizzata l'istituzione di apposita contabilità speciale.

        3. I risparmi annuali di spesa derivanti agli enti locali dall'applicazione dei commi 1 e 2 possono essere utilizzati senza vincoli di destinazione.

        4. Possono essere oggetto di ristrutturazione le operazioni di indebitamento che, alla data del 31 dicembre 2017, presentino le seguenti caratteristiche:

            a) mutui con vita residua pari o superiore a 5 anni e importo, del debito residuo da ammortizzare superiore a 20 milioni di euro;

            b) vita residua pari o superiore a 5 anni dei titoli obbligazionari in circolazione.

        5. Gli enti locali possono richiedere la ristrutturazione dei debiti di cui ai commi 1 e 2, trasmettendo entro il 30 aprile 2018 al Ministero dell'economia e delle finanze Dipartimento del Tesoro - Direzione II, con certificazione congiunta del presidente, del sindaco o del rappresentante legale e del responsabile finanziario, l'indicazione delle operazioni dì indebitamente che presentano i requisiti oggettivi di cui al comma 4, sulla base delle modalità di attuazione stabilite con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze da emanarsi entro il 20 marzo 2018.

        6. Le operazioni di riacquisto dei titoli obbligazionari aventi le caratteristiche di cui al comma 4, lettera b), avvengono attraverso le modalità. Previste dalla legge che regola i titoli stessi, per il tramite di uno o più intermediari individuati dal Ministero dell'economia e delle finanze tra gli specialisti in titoli di Stato, che ricevono apposito mandato dai singoli enti.

        7. Le modalità del riacquisto e le commissioni per gli intermediari sono disciplinate dal mandato di cui al comma 6, per la definizione dei cui termini ogni ente si avvale obbligatoriamente della consulenza del Ministero dell'economia e delle finanze.

        8. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro il 31 maggio 2018, si provvede all'individuazione delle operazioni di indebitamento ammesse alla ristrutturazione.

        9. A seguito della ristrutturazione dei mutui, il debito residuo è rimborsato in trenta rate annuali di importo costante; Il tasso dì interesse applicato al nuovo mutuo è pari al rendimento di mercato dei Buoni Poliennali del Tesoro con la durata finanziaria più vicina a quella del nuovo mutuo concesso dal Ministero dell'economia e delle finanze, come rilevato sulla piattaforma di negoziazione MTS il giorno della firma del nuovo contratto di prestito.

        10. Il riacquisto dei titoli emessi dagli enti e individuati come idonei a norma del comma 4, tenuto conto del valore dei derivati di cui comma 13, è finanziato dal Ministero dell'economia e delle finanze con un mutuo avente le caratteristiche indicate al comma 9.

        11. Qualora i titoli oggetto di riacquisto o i mutui oggetto di rinegoziazione rappresentino il sottostante di operazioni in strumenti derivati, l'ente provvede alla contestuale chiusura anticipata degli stessi. L'eventuale valore di mercato positivo incassato dalla chiusura anticipata dei derivati è vincolato all'utilizzo da parte dell'ente per il riacquisto del debito sottostante il derivato stesso. Qualora il derivato presenti un valore di mercato negativo per l'ente esso deve essere ricompreso nell'operazione di riacquisto, a condizione che la somma del valore di riacquisto dei titoli e del valore di mercato del derivato non sia superiore al valore nominale dei titoli stessi. In caso il sottostante sia un mutuo, la somma dell'eventuale valore di mercato negativo del derivato e del capitale residuo del mutuo oggetto di rinegoziazione, non deve essere superiore al capitale residuo risultante alla fine dell'anno solare precedente quello in cui avviene la rinegoziazione.

        12. Ove la somma del prezzo di riacquisto del titolo e del valore degli strumenti derivati ad esso collegati comportasse un aumento del debito delle pubbliche Amministrazioni come definito dal Regolamento UE 479/2009, non si dà luogo all'operazione.

        13. La valutazione dei derivati è di competenza degli enti che, per quanto attiene allo scopo della presente norma, la effettuano sotto la supervisione del Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento del Tesoro – Direzione II. Gli enti possono avvalersi a tale scopo di esperti di comprovata esperienza e professionalità, che ricevono apposito mandato dai singoli enti. Tali spese non sono assoggettate ai limiti in cui all'articolo 6 comma 7 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni con legge 30 luglio 2010 n. 122.

        14. Gli enti assumono in autonomia le decisioni in ordine al riacquisto dei titoli e alla chiusura anticipata delle eventuali operazioni in strumenti derivati ad essi riferite, tenendo conto anche dei versamenti già avvenuti negli swap di ammortamento, nei fondi ai ammortamento o; comunque, delle quote capitale già accantonate per l'ammortamento di titoli con unico rimborso a scadenza.

        15. La rinegoziazione dei mutui e il riacquisto dei titoli in circolazione come sopra definiti, Inclusa l'attività di provvista sul mercato da parte del Ministero dell'economia e delle finanze di cui al comma 2, non deve determinare un aumento del debito pubblico delle pubbliche amministrazioni come definito dal Regolamento UE 479/2009.

        16. L'avvenuta ristrutturazione di un mutuo ai sensi del presente articolo comporta il venir meno dell'eventuale contributo statale in conto interessi accordata sul mutuo originario.

        17. Le disposizioni di cui ai commi precedenti possono essere estese con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze anche alle posizioni debitorie delle regioni. Sono comunque esclusi dalle operazioni di ristrutturazione del debito le anticipazioni contratte dalle regioni ai sensi degli articoli 2 e 3 del citato decreto-legge n. 35 del 2013, nonché i mutui già ristrutturati in forza dell'articolo 45 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89».


1.0.7

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Le Agenzie fiscali procedono al diretto inquadramento, nel corrispondente ruolo dirigenziale, del proprio personale in servizio, con almeno dieci anni di anzianità nella terza area, che abbia svolto negli ultimi dieci anni, in forza di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato, funzioni dirigenziali nell'amministrazione di appartenenza per almeno tre anni, anche non continuativi, conseguendo valutazioni tutte positive.

        2. Dalle presenti disposizioni non devono derivare oneri a carico della finanza pubblica».


1.0.8

BERGER, ZELLER, PANIZZA, LANIECE

RITIRATO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Agevolazioni fiscali per le nuove assunzioni di apprendisti)

        1. All'articolo 22, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183, e successive modificazioni, le parole: ''Al fine di promuovere l'occupazione giovanile, a decorrere dal 1º gennaio 2012, per i contratti di apprendistato stipulati successivamente alla medesima data ed entro il 31 dicembre 2016'' sono sostituite dalle seguenti: ''Al fine di promuovere l'occupazione giovanile, a decorrere dal 1º gennaio 2012; per i contratti di apprendistato stipulati successivamente alla medesima data ed entro il 31 dicembre 2018''.

        2. Ai maggiori oneri derivanti dal presente articolo, valutati annualmente in 30 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede a valere sul Fondo di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come rifinanziato dall'articolo 8, comma 2 della presente legge.».


1.0.9

BERGER, ZELLER, PANIZZA, LANIECE

RITIRATO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Modalità di notificazione al contribuente)

        1. All'ultima comma dell'articolo 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo le parole: ''nel quindicesimo giorno successivo a quello'' le parole: ''della pubblicazione dell'avviso nel sito internet della società InfoCamere Scpa'' sono sostituite dalle seguenti: ''dell'avvenuta notificazione dell'atto a mezzo di lettera raccomandata''».


1.0.10

FRAVEZZI, ZELLER, LANIECE, PANIZZA

APPROVATO

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Utilizzo proventi da oneri di urbanizzazione per spese di progettazione)

        1. All'articolo 1, comma 460 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, dopo le parole: ''nonché a interventi volti a favorire l'insediamento di attività di agricoltura nell'ambito urbano'' sono aggiunte le seguenti: ''e a spese di progettazione per opere pubbliche''.».


1.0.11

BERNINI, FLORIS, MANDELLI

RESPINTO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni in materia di rottamazione dei ruoli)

        1. Ai fini e per gli effetti di cui al presente articolo si intende per:

            a) ''grave difficoltà finanziaria'': quando il debito del contribuente, iscritto a ruolo, è costituito per oltre il 50 per cento da ruoli resi esecutivi prima del 31 dicembre 2010.;

            b) ''momentanea difficoltà finanziaria'': quando il debito del contribuente, iscritto a ruolo, è costituito per oltre il 50 per cento da ruoli resi esecutivi prima del 31 dicembre 2012.

        2. Ai contribuenti con debiti iscritti a molo per tributi amministrati dall'Agenzia delle entrate e per mancato versamento di contributi previdenziali, in stato di momentanea difficoltà finanziaria o di grave difficoltà finanziaria, l'agente della riscossione propone la definizione a saldo e stralcio della posizione debitoria iscritta a ruolo.

        3. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche a eventuali debiti iscritti a ruolo e oggetto di rateizzazione, in corso o decaduta.

        4. La proposta di cui al comma 2 deve essere notificata dall'agente della riscossione, per via telematica, tramite posta elettronica certificata (PEC) entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.

        5. L'agente della riscossione trasmette, per via telematica, la proposta di cui al comma 2 all'Agenzia delle entrate e all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), per quanto di rispettiva competenza, entro il 31 maggio successivo.

        6. Il contribuente, anche a mezzo PEC, deve comunicare la propria accettazione all'agente della riscossione entro il 31 luglio successivo.

        7. La proposta di definizione di cui al comma 2 deve riguardare l'intero debito del contribuente per ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre dell'anno in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.

        8. La proposta di definizione di cui al comma 2, per quanto concerne il contribuente che versa in condizioni di grave difficoltà finanziaria, consiste nel pagamento integrale dell'IVA, dei contributi previdenziali e di un importo pari al 75 per cento dei tributi amministrati dall'Agenzia delle entrate, nonché la richiesta di stralcio integrale delle sanzioni, degli interessi e dell'aggio di riscossione.

        9. La proposta di definizione di cui al comma 2, per quanto concerne il contribuente che versa in condizioni di momentanea difficoltà finanziaria, consiste nel pagamento integrale dell'IVA, dei contributi previdenziali e di un importo pari al 95 per cento dei tributi amministrati dall'Agenzia delle entrate, nonché la richiesta di stralcio integrale delle sanzioni, degli interessi e dell'aggio di riscossione».

        10. Per il versamento degli importi a saldo di cui ai commi 7, 8 e 9, complessivamente inferiori a euro 50.000, è ammesso il pagamento. dilazionato in otto rate trimestrali di pari importo, di cui la prima rata da versare entro il 30 settembre dell'anno in cui è stata ricevuta: la proposta di definizione ai sensi del comma 2.

        11. Per il versamento degli importi a saldo di cui ai commi 7, 8 e 9, complessivamente superiori ad euro 50.000, è ammesso il pagamento dilazionato in dodici rate trimestrali di pari importo, di cui la prima da versare entro il 30 settembre dell'anno in cui è stata ricevuta la proposta di definizione ai sensi del comma 2.

        12. Entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello di presentazione e accettazione della proposta, per i ruoli liquidati a saldo e stralcio e per quelli dichiarati inesigibili in via definitiva, l'agente della riscossione provvede a comunicare al Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato i dati necessari ai fini della svalutazione dei residui attivi.

        13. Con circolare dell'Agenzia delle entrate, d'intesa con l'INPS, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente articolo, sono disciplinate le relative modalità di attuazione.

        14. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017 – 2019, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, alle scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero.».


1.0.12

CALIENDO, MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, RIZZOTTI

INAMMISSIBILE

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Misure per la definizione del contenzioso tributario pendente presso
la Corte di Cassazione)

        1. Presso la Corte di Cassazione è istituita una Sezione incaricata esclusivamente della trattazione delle controversie tributarie. La Corte di Cassazione nella detta Sezione giudica con il numero Invariabile di cinque votanti. A tale Sezione devono essere destinati magistrati nel numero richiesto dalle esigenze del servizio, tenuto conto del numero dei procedimenti pendenti e dell'urgenza della definizione delle controversie. Per i cinque anni successivi a quello dell'entrata in vigore della regge saranno destinati a tale Sezione quarantacinque magistrati. Nel ruolo organico del personale della magistratura-il numero dei magistrati con funzioni giudicanti e requirenti di legittimità è aumentato di venti unità, con conseguente riduzione di venti unità del numero di magistrati con funzioni giudicanti e requirenti di primo grado. Avverso le sentenze dei giudici tributari di secondo grado può essere proposto ricorso per cassazione:

            a) per motivi attinenti alla giurisdizione;

            b) per violazione del1e norme sulla competenza;

            c) per violazione o falsa applicazione di norme di diritto;

            d) per nullità della sentenza o del procedimento;

            e) per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.

        2. Agli adempimenti organizzativi conseguenti all'applicazione del presente articoIo provvedono il Ministro della giustizia e il Consiglio Superiore della Magistratura secondo le rispettive competenze.

        3. Dall'applicazione del presente articolo non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».


1.0.13

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI

INAMMISSIBILE

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. All'articolo 24 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, al comma 2, è aggiunto il seguente periodo: ''Nell'ambito degli undici componenti eletti dai giudici tributari, tre sono eletti fra i giudici tributari appartenenti, rispettivamente, alla magistratura ordinaria, a quella contabile e a quella amministrativa. Essi svolgono il mandato a titolo gratuito, salvo l'eventuale trattamento di missione''».


1.0.14

COMAROLI

RESPINTO

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni in materia di soggetti abilitati alla riscossione)

        1. Le quote minime di capitale interamente versato dai soggetti iscritti all'albo di cui all'articolo 53, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 446, sono pari a:

            a) 1 milione di euro per l'effettuazione delle attività di accertamento e riscossione, comprese quelle di supporto o propedeutiche ad esse, delle entrate dei Comuni con popolazione fino a 10,000 abitanti;

            b) 2 milioni di euro per l'effettuazione delle attività di accertamento e riscossione, comprese quelle di supporto o propedeutiche, delle entrate nei Comuni con popolazione fino a 50.000 abitanti;

            c) se quelle di supporto o propedeutiche, delle entrate nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti».


1.0.15

CANDIANI, COMAROLI

RESPINTO

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Riduzione IRES per le aziende avicole antibiotic free)

        1. Al fine di incentivare la riduzione progressiva dell'utilizzo di antibiotici negli allevamenti avicoli, per il benessere animale e per la tutela della salute del consumatore, in aggiunta alle detrazioni sull'imposta lorda sul reddito delle società (IRES), previste dall'articolo 78 del Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, si introduce, per gli allevamenti avicoli, una ulteriore detrazione pari al 2 per cento sulla quota di produzione certificata che non utilizza antibiotici (produzione antibiotic free). La detrazione di cui al precedente periodo si applica a decorrere dal 1º gennaio 2018».

        Conseguentemente, all'articolo 20, dopo il comma 5 inserire il seguente:

        «5-bis. Agli oneri derivanti dall'articolo 1-bis, pari a 180 milioni di euro per ciascuno degli anni a decorrere dal 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307».


1.0.16

BERGER, PANIZZA, LANIECE, ZELLER, COMAROLI, BULGARELLI

APPROVATO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Fabbricati di lusso)

        1. All'articolo 9, comma 3, del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, la lettera e) è sostituita dalla seguente:

        ''e) i fabbricati ad uno abitativo che hanno le caratteristiche delle unità immobiliari urbane appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 non possono comunque essere riconosciuti rurali''».


1.0.17 (testo 2)

BROGLIA, SANTINI, TOMASELLI

RITIRATO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Rateazione delle somme dovute a seguito, dell'attività dì controllo e accertamento dell'Agenzia dell'Entrate)

        1. Relativamente alle rateizzazioni dei pagamenti dovuti a seguito dell'attività di controllo e accertamento dell'Agenzia delle Entrate, di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 680, all'articolo 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto, i debitori possono assolvere al pagamento delle somme dovute, senza corrispondere le sanzioni, effettuando un versamento integrale entro il 31 maggio 2018. Le somme complessivamente dovute possono essere versate, in rate di pari ammontare, nel numero massimo di quatto rate nel 2018, e di due rate nel 2019.

        2. Ai fini della richiesta di accedere alla rateizzazione agevolata di cui al comma 1, il debitore deve manifestare all'Agenzia delle Entrate la sua volontà di avvalersene entro il 31gennaio 2018.

        3. Entro il 30 aprile 2018, l'Agenzia delle Entrate comunica ai debitori che hanno presentato la dichiarazione di cui al comma 2 l'ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della rateizzazione agevolata, nonché quello delle singole rate, e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse, attenendosi ai seguenti criteri:

            a) per l'anno 2018, la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di maggio, luglio, settembre e novembre;

            b) per l'anno 2019, la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di gennaio e marzo.

        4. Il mancato pagamento ovvero l'insufficiente o tardivo versamento dell'unica rata ovvero di una delle rate in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme di cui al comma 3, lettere a) e b), comporta la decadenza dal beneficio della rateizzazione agevolata e l'iscrizione a ruolo degli importi dovuti a titolo di imposta, interessi e sanzioni in misura piena.

        5. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate, da emanarsi entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, è approvato il modello di comunicazione di cui al comma 2 e sono stabilite le modalità di versamento delle somme dovute a titolo di definizione agevolata».

 


1.0.17

BROGLIA, SANTINI, TOMASELLI

VEDI TESTO 2

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Rateazione delle somme dovute a seguito, dell'attività dì controllo e accertamento dell'Agenzia dell'Entrate)

        1. Relativamente alle rateizzazioni dei pagamenti dovuti a seguito dell'attività di controllo e accertamento dell'Agenzia delle Entrate, di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 680, all'articolo 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nonché all'articolo 8 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto, i debitori possono assolvere al pagamento delle somme dovute, senza corrisponderete eventuali sanzioni dovute ed interessi, effettuando un versamento integrale entro il 31 maggio 2018. Le somme complessivamente dovute possono essere versate, in rate di pari ammontare, nel numero massimo di quatto rate nel 2018, e di due rate nel 2019.

        2. Ai fini della richiesta di accedere alla rateizzazione agevolata di cui al comma 1, il debitore deve manifestare all'Agenzia delle Entrate la sua volontà di avvalersene entro il 31gennaio 2018.

        3. Entro il 30 aprile 2018, l'Agenzia delle Entrate comunica ai debitori che hanno presentato la dichiarazione di cui al comma 2 l'ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della rateizzazione agevolata, nonché quello delle singole rate, e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse, attenendosi ai seguenti criteri:

            a) per l'anno 2018, la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di maggio, luglio, settembre e novembre;

            b) per l'anno 2019, la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di gennaio e marzo.

        4. Il mancato pagamento ovvero l'insufficiente o tardivo versamento dell'unica rata ovvero di una delle rate in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme di cui al comma 3, lettere a) e b), comporta la decadenza dal beneficio della rateizzazione agevolata e l'iscrizione a ruolo degli importi dovuti a titolo di imposta, interessi e sanzioni in misura piena.

        5. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate, da emanarsi entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, è approvato il modello di comunicazione di cui al comma 2 e sono stabilite le modalità di versamento delle somme dovute a titolo di definizione agevolata».


1.0.18 (testo 2)

SANTINI

APPROVATO

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni relative alla trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute)

        1. Le sanzioni di cui all'articolo 11, commi 1 e 2-bis, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, per l'errata trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute, prevista dall'articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 e dall'articolo 21del decreto-legge 31 maggio   2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, non si applicano relativamente alle comunicazioni effettuate per il primo semestre 2017 a condizione che i dati esatti siano trasmessi entro il 28 febbraio 1018.

        2. Con riferimento all'adempimento comunicativo di cui all'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come modificato dall'articolo 4, comma 3, del decreto-legge 22 ottobre 2016 n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016 n. 225:

è in facoltà dei contribuenti trasmettere i dati con cadenza semestrale limitando gli stessi alla partita IVA dei soggetti coinvolti nelle operazioni o, per i soggetti che non agiscono nell'esercizio di imprese arti e professioni, al codice fiscale, alla data ed al numero della fattura, alla base imponibile, all'aliquota applicata e all'imposta nonché alla tipologia dell'operazione ai fini IVA nel caso in cui l'imposta non sia indicata in fattura;

in luogo dei dati delle fatture emesse e di quelle ricevute di importo inferiore a 300 euro, registrate cumulativamente ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 6, del decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695, è facoltà dei contribuenti trasmettere i dati del documento riepilogativo. I dati da trasmettere comprendono almeno la partita IVA del cedente o del prestatore per il documento riepilogativo delle fatture attive, la partita IVA del cessionario o committente per il documento riepilogativo delle fatture passive, la data e il numero del documento riepilogativo nonché l'ammontare imponibile complessivo e l'ammontare dell'imposta complessiva distinti secondo l'aliquota applicata.

 

        3. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono esonerate dalla trasmissione dei dati delle fatture emesse nei confronti dei consumatori finali.

        4. Sono esonerati dalla comunicazione i soggetti passivi di cui all'articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.».

        5. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabilite le modalità di approvazione del presente articolo.

        6. All'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, le parole "all'articolo 11, comma 1" sono sostituite dalle seguenti: "all'articolo 11, comma 2-bis. ».


1.0.18

VICARI, CONTE, DALLA TOR

RESPINTO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni in materia di comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute e dei dati delle liquidazioni periodiche IVA)

        1. All'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, dopo il comma 2-ter è aggiunto il seguente:

        ''2-quater. Le sanzioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter non si applicano nel caso in cui la trasmissione corretta dei dati fatture ovvero la comunicazione corretta delle liquidazioni periodiche da inviare entro il 31 dicembre 2017 è effettuata entro il 28 febbraio 2018''».


1.0.19

FRAVEZZI, ZELLER, LANIECE, PANIZZA, BERGER

RESPINTO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Interpretazione autentica del comma 3,dell'articolo 6 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471)

        1. Al comma 3, dell'articolo 6 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 dopo il primo periodo, è inserito il seguente: ''La disposizione di cui al primo periodo si intende applicabile qualora la mancata o non corretta emissione dei documenti determini la errata liquidazione del tributo in caso contrario si applica quando previsto dal comma 1, ultimo periodo, del presente articolo».


1.0.20

FRAVEZZI, ZELLER, LANIECE, PANIZZA

RESPINTO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Incentivi al potenziamento della gestione delle entrate e del contrasto all'evasione)

        1. Ferme restando le facoltà di regolamentazione del tributo di cui all'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, i comuni con proprio regolamento possono prevedere che una percentuale del gettito dell'imposta municipale propria sia destinata al potenziamento degli uffici comunali preposti alla gestione delle entrate, anche comprendendo nel programma di potenziamento la possibilità di attribuire compensi incentivanti al personale impiegato nel raggiungimento degli obiettivi del settore entrate, anche con riferimento all'impianto. e allo sviluppo delle attività connesse alla partecipazione del comune all'accertamento dei tributi erariali e dei contributi sociali non corrisposti, in applicazione dell'articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito con modificazioni con la legge 2 dicembre 2005, n. 248, e successive modificazioni e integrazioni».


1.0.21

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Ferme restando le facoltà di regolamentazione del tributo di cui all'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, i comuni con proprio regolamento possono prevedere che una percentuale del gettito dell'imposta municipale propria sia destinata al potenziamento degli uffici comunali preposti alla gestione delle entrate, anche comprendendo nel programma di potenziamento la possibilità di attribuire compensi incentivanti al personale impiegato nel raggiungimento degli obiettivi del settore entrate, anche con riferimento all'impianto e allo sviluppo delle attività connesse alla partecipazione del comune all'accertamento dei tributi erariali e dei contributi sociali non corrisposti, in applicazione dell'articolo 1 del decreto legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito con modificazioni con la legge 2 dicembre 2005, n. 248, e successive modificazioni e integrazioni».


1.0.22

VICARI, CONTE, DALLA TOR

RESPINTO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni-in materia di IVA)

        1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 19, comma 1, il secondo periodo è sostituito con il seguente: ''Il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in fui l'imposta diviene esigibile ed è esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al ,momento della nascita del diritto medesimo'';

            b) all'articolo 25, primo comma, le parole: ''nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all'anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno'' sono sostituite con le seguenti: '', ovvero alla dichiarazione annuale, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta''.

        2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano alle fatture e alle bollette doganali emesse dal 1º gennaio 2017».


1.0.23

CANDIANI, COMAROLI

RESPINTO

Dopo l'articolo, è aggiunto il seguente:

«Art. 1-bis.

(Aliquota IVA tartufi)

        1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modifiche:

            a) alla tabella A, parte II-bis, dopo il comma 1 è inserito il seguente:

        ''1-quater. tartufi freschi, refrigerati o presentati immersi in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze atte ad assicurarne temporaneamente la conservazione, ma non specialmente preparati per il consumo immediato'';

            b) alla Tabella A, parte III, sopprimere il numero 20-bis)».

        Conseguentemente, all'articolo 20, dopo il comma 5 inserire il seguente:

        «5-bis. Agli oneri derivanti dall'articolo 1-bis, pari a 3 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018 si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307».


1.0.24

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

ASSORBITO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Misure in materia di riscossione locale)

        1. All'articolo 2 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225, e successive modificazioni, dopo il comma 2 è inserito il seguente:

        ''2-bis. Le funzioni e le attività di supporto o propedeutiche all'accertamento ed alla riscossione delle entrate degli enti locali e delle società da essi partecipate sono affidate ai soggetti iscritti all'albo previsto dall'articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 446, nel rispetto delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50''».


1.0.25

SANTINI

RITIRATO

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Trasmissione telematica dei corrispettivi)

        1. All'articolo 4, comma 6, lettera b), del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con modificazioni dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225, le parole: ''fino al 31 dicembre 2017'' sono sostituite dalle seguenti: ''per il periodo necessario all'adeguamento degli strumenti tecnologici di cui all'articolo 2, comma 3, del presente decreto e comunque non oltre il 31 dicembre 2018. Resta fermo l'obbligo di trasmettere i dati dei corrispettivi relativi all'intero anno 2018''».


1.0.26

FRAVEZZI, ZELLER, LANIECE, PANIZZA

RESPINTO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Piccoli Comuni – Esenzione dell'obbligo di affidare
il servizio di tesoreria mediante gara)

        1. Dopo il comma 1, dell'articolo 210 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 è inserito il seguente:

        ''1-bis. Per i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, il servizio di tesoreria può essere affidato senza ricorrere a procedure di evidenza pubblica nel caso in cui nel territorio comunale siano presenti sportelli di un unico istituto bancario o non siano presenti sportelli''».


1.0.27

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. All'articolo 243-bis del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo il comma 7 sono inseriti i seguenti:

        ''7-bis. Al fine di pianificare la rateizzazione dei pagamenti di cui al precedente comma, su proposta dell'Ente locale interessato le agenzie fiscali possono concordare accordi di rateizzazione riferiti ai crediti amministrati dalle agenzie stesse e ai relativi accessori che siano ricompresi nel piano di riequilibrio pluriennale dell'Ente. Le rateizzazioni dei pagamenti verso le agenzie fiscali possono avere una durata temporale massima di venticinque anni. Nel caso in cui le rateizzazioni abbiano una durata superiore alla durata residua del piano di riequilibrio, l'ente locale rimodula o riformula il piano stesso che, in caso di già avvenuta approvazione, resta comunque esecutivo e viene sottoposto al controllo di cui al comma 6 dell'articolo 243-quater.

        7-ter. Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano anche ai crediti previdenziali. La definizione delle modalità di applicazione e dei criteri e condizioni di accettazione, da parte degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatoria, degli accordi sui crediti contributivi è demandata a un apposito decreto che sarà emanato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto col Ministero dell'Economia e delle Finanze entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.

        7-quater. Le disposizioni di cui ai commi 7-bis e 7-ter si applicano altresì ai debiti erariali e previdenziali delle aziende e delle società controllate dall'ente locale ai sensi dell'articolo 11-quater, commi da 1 a 3, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, inclusi nel piano di riequilibrio. In tal caso le agenzie e/o gli istituti possono transigere con l'ente locale e con l'azienda o la società interessata la posizione debitoria individuale secondo il regio decreto 16 Marzo 1942 e s.m.i.; l'ente locale assume, per la quota parte di sua competenza, il debito fiscale o previdenziale delle aziende o delle società controllate, rispondendone secondo le modalità di rateizzazione di cui al precedente comma 7-bis. Le somme stanziate nel piano di riequilibrio per le transazioni fiscali e previdenziali di cui al presente comma e ai commi 7-bis e 7-ter sono oggetto di vincolo presso il tesoriere e non possono essere pignorate''».


1.0.28

MILO, BARANI, LANGELLA

RESPINTO

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Spesometro)

        1. Al comma 1 dell'articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come modificato dall'articolo 4 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con modificazioni dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) la parola ''trimestre'' ove ricorre è sostituita dalla parola: ''semestre'';

            b) dopo le parole: ''ai sensi dell'articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633'', le parole ivi comprese le bollette doganali sono sostitute dalle seguenti: ''con l'esclusione delle bollette emesse ai sensi dell'articolo l del decreto del Ministero delle finanze 24 ottobre 2000, n. 370 per le operazioni nei confronti dei soggetti privati'';

            c) le parole: ''La comunicazione relativa all'ultimo trimestre è effettuata entro l'ultimo giorno del mese di febbraio'' sono abrogate.

        2. All'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al termine del comma 2-bis sono aggiunte in fine le seguenti parole: ''Tale sanzione si applica a decorrere dall'anno 2018'';

            b) al termine del comma 2-ter sono aggiunte in fine le seguenti parole: ''Tale sanzione si applica a decorrere dall'anno 2018''».


1.0.29

VICARI, CONTE, DALLA TOR

RESPINTO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni in materia di comunicazioni dei dati
delle fatture emesse e ricevute)

        1. All'articolo 21, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ''Resta facoltativo l'invio dei dati relativi alle fatture emesse annotate nel registro dei corrispettivi, ai sensi dell'articolo 24, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nonché quelli delle fatture emesse o ricevute annotate, rispettivamente, ai sensi dei commi 1 e 6 dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695».


1.0.30

VICARI, CONTE, DALLA TOR, GUALDANI

ASSORBITO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni in materia di comunicazioni
dei dati delle fatture emesse e ricevute)

        1. AI decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 21, dopo il comma 3 è inserito il seguente:

        ''3-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2018 la trasmissione telematica dei dati di cui al comma 1 è effettuata entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo all'anno di riferimento'';

            b) all'articolo 21-bis:

        1) al comma l, le parole: '', negli stessi termini e con le medesime modalità di cui all'articolo 21,'' sono soppresse;

        2) al comma 1 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ''La comunicazione è trasmessa con le medesime modalità di cui all'articolo 21 entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, e quella relativa al secondo trimestre è effettuata entro il 16 settembre e quella relativa all'ultimo trimestre entro il mese di febbraio''».


1.0.31

VICARI, CONTE, DALLA TOR

RESPINTO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni in materia di comunicazioni
dei dati delle Iiquidazioni periodiche IVA)

        1. All'articolo 21-bis del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al comma 5, l'ultimo periodo è sostituito con il seguente: ''Si applica l'articolo 54-bis, comma 2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, indipendentemente dalle condizioni ivi previste nei confronti dei contribuenti che presentano un elevato rischio fiscale. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuate le condizioni in presenza delle quali l'ufficio può provvedere al controllo di versamenti prima della presentazione della dichiarazione annuale IVA''».


1.0.32

VICARI, CONTE, DALLA TOR

RESPINTO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis

(Disposizioni in materia cui comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA)

        1. All'articolo 21-bis del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al comma 5, dopo I'ultimo periodo è inserito il seguente: ''L'invio della contestazione dell'omesso o insufficiente versamento avviene decorsi sei mesi dalla data della comunicazione sull'esito dei controlli di cui al secondo periodo''».


1.0.33 (testo 2)

SANTINI

APPROVATO

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni relative alla trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute)

        1. Le sanzioni di cui all'articolo 11, commi 1 e 2-bis, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, per l'errata trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute, prevista dall'articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 e dall'articolo 21del decreto-legge 31 maggio   2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, non si applicano relativamente alle comunicazioni effettuate per il primo semestre 2017 a condizione che i dati esatti siano trasmessi entro il 28 febbraio 1018.

        2. Con riferimento all'adempimento comunicativo di cui all'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come modificato dall'articolo 4, comma 3, del decreto-legge 22 ottobre 2016 n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016 n. 225:

è in facoltà dei contribuenti trasmettere i dati con cadenza semestrale limitando gli stessi alla partita IVA dei soggetti coinvolti nelle operazioni o, per i soggetti che non agiscono nell'esercizio di imprese arti e professioni, al codice fiscale, alla data ed al numero della fattura, alla base imponibile, all'aliquota applicata e all'imposta nonché alla tipologia dell'operazione ai fini IVA nel caso in cui l'imposta non sia indicata in fattura;

in luogo dei dati delle fatture emesse e di quelle ricevute di importo inferiore a 300 euro, registrate cumulativamente ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 6, del decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695, è facoltà dei contribuenti trasmettere i dati del documento riepilogativo. I dati da trasmettere comprendono almeno la partita IVA del cedente o del prestatore per il documento riepilogativo delle fatture attive, la partita IVA del cessionario o committente per il documento riepilogativo delle fatture passive, la data e il numero del documento riepilogativo nonché l'ammontare imponibile complessivo e l'ammontare dell'imposta complessiva distinti secondo l'aliquota applicata.

 

        3. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono esonerate dalla trasmissione dei dati delle fatture emesse nei confronti dei consumatori finali.

        4. Sono esonerati dalla comunicazione i soggetti passivi di cui all'articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.».

        5. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabilite le modalità di approvazione del presente articolo.

        6. All'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, le parole "all'articolo 11, comma 1" sono sostituite dalle seguenti: "all'articolo 11, comma 2-bis. ».


1.0.33

SANTINI

RESPINTO

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Le sanzioni di cui all'articolo 11, comma 2-bis, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, per l'errata trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute, prevista dall'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, non si applicano relativamente alle comunicazioni effettuate per il primo semestre 2017 a condizione che i dati esatti siano trasmessi entro il 28 febbraio 1018.

        2. Con riferimento all'adempimento comunicativo di cui all'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come modificato dall'articolo 4, comma 3, del decreto-legge 22 ottobre 2016 n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016 n. 225, i dati delle fatture emesse e ricevute di importo inferiore a 300 euro, registrate cumulativamente ai sensi dell'artico lo 6, commi 1 e 6 del decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695, possono essere trasmesse cumulativamente.

        3. Le amministrazioni pubbliche di cui all'artico1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono esonerate, per l'anno 2017, dalla trasmissione dei dati delle fatture emesse nei confronti dei consumatori finali».

 


1.81 testo 2-19.0.79-19.0.81-.19.0.82 (testo 2)

MILO

APPROVATO

«Art. 19-bis

All'articolo 1, comma 13, lettera f), del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, le parole: "da parte dell'agenzia" sono sostituite dalle seguenti: "da parte del Ministero dell'economia e delle finanze";

All'articolo 26, primo comma, primo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo la parola: "municipale", sono inserite le seguenti: "; in tal caso, quando ai fini del perfezionamento della notifica sono necessarie più formalità, le stesse possono essere compiute, in un periodo di tempo non superiore a trenta giorni, da soggetti diversi, tra quelli sopra indicati, ciascuno dei quali certifica l'attività svolta mediante relazione datata e sottoscritta"».

All'articolo 1 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 2256, dopo il comma 8, è inserito il seguente: "8-bis. All'articolo 14, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, le parole: "e gli enti pubblici non economici" sono sostituite dalle seguenti: "gli enti pubblici non economici e l'ente Agenzia delle entrate Riscossione".

I termini per l'adempimento degli obblighi dichiarativi e comunicativi relativi ai tributi amministrati dall'agenzia delle entrate possono essere prorogati con provvedimento del Direttore della medesima agenzia in presenza di eventi o circostanze che comportino gravi difficoltà per la loro regolare e tempestiva esecuzione e comunque in caso di ritardo nella pubblicazione delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati relativi agli adempimenti stessi.

La proroga dei termini disposta ai sensi del coma 4 deve garantire un termine congruo, comunque non superiore a 60 giorni, per l'effettuazione degli adempimenti medesimi.

All'articolo 7 del decreto-legge 10 giugno 1994, n.357, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1994, n. 489, dopo il comma 4-ter è aggiunto il seguente: "4-quater. In deroga a quanto previsto dal comma precedente, la tenuta dei registri di cui agli articoli 23 e 25 del decreto le presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 con sistemi elettronici è, in ogni caso, considerata regolare in difetto di trascrizione su supporti cartacei, nei termini di legge, se in sede di acceso, ispezione o verifica gli stessi risultano aggiornati sui predetti sistemi elettronici e vengono stampati a seguito della richiesta avanzata dagli organi procedenti ed in loro presenza."»


2.1

GALIMBERTI, MANDELLI

RESPINTO

Sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. Nei confronti delle persone fisiche e dei soggetti diversi dalle persone fisiche, che hanno residenza, sede legale o operativa in territori colpiti da calamità naturali tali da rendere inagibile la casa di abitazione, dello studio professionale o dell'azienda, sono soppressi i versamenti e gli adempimenti tributari di qualsiasi natura per la durata di impossibilità di riprendere la propria attività e Comunque per un periodo non superiore a 12 mesi».

        Conseguentemente,

            a) sono soppressi i commi 2, 3, 4, 5 e 7 e al comma 6 sostituire la parola: «sospensione» con la seguente: «soppressione».

            b) a decorrere dall'anno 2018, sono ridotte dello 0,5 per cento tutte le dotazioni finanziarie di parte corrente del bilancio dello Stato, fatta eccezione per le spese per oneri inderogabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera a), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, ad eccezione delle spese relative alle missioni: Diritti sociali, politiche sociali e famiglia; Politiche per il lavoro, Tutela della salute, difesa e sicurezza.


2.2

GALIMBERTI, MANDELLI

RESPINTO

Sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. Nei confronti delle persone fisiche e dei soggetti diversi dalle persone fisiche, che hanno residenza, sede legale o operativa in territori colpiti da calamità naturali tali da rendere inagibile la casa di abitazione, dello studio professionale o dell'azienda, sono soppressi i versamenti e gli adempimenti tributari di qualsiasi natura per la durata di impossibilità di riprendere la propria attività e comunque per un periodo non superiore a 12 mesi».

        Conseguentemente sono soppressi i commi 2, 3, 4, 5 e 7 e al comma 6 sostituire la parola: «sospensione» con la seguente: «soppressione».


2.3

SANTINI, PEZZOPANE

RITIRATO

Apportate le seguenti modificazioni:

            a) nel comma 1, sostituire le parole da: «, inclusi» a: «30 settembre 2018» con le seguenti: «E contributivi, inclusi, quelli derivanti da cartelle di pagamento e dagli atti di cui agli articoli 29 e 30 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, scadenti nel periodo compreso tra il 9 settembre 2017 e il 30 settembre 2018, nello stesso periodo sono altresì sospesi i termini per la notifica delle cartelle di pagamento aventi ad oggetto entrate tributarie e non e le attività esecutive e cautelari dell'agente della riscossione»;

            b) dopo il comma 5, inserire il seguente:

        «5-bis. Relativamente ai soggetti cui si applicano le disposizioni dei commi da 1 a 5 del presente articolo, sono prorogati di un anno:

        1) i termini previsti per il pagamento delle somme di cui al comma i, lettere a) e b), dell'articolo 6 del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225;

        2) i termini e le scadenze previsti dai commi da 2 a 10-ter dell'articolo 1 del presente decreto».


2.4 (testo 2)

MILO, BARANI, AMORUSO, COMPAGNONE, D'ANNA, FALANGA, GAMBARO, IURLARO, LANGELLA, EVA LONGO, MAZZONI, PAGNONCELLI, SCAVONE, VERDINI

Al comma 1, dopo il primo capoverso, aggiungere il seguente:

«Le medesime disposizioni si applicano nei confronti delle persone fisiche che alla data del 21 agosto 2017, avevano la residenza ovvero la sede operativa nel territorio dei comuni di Lacco Amene, Casamicciola e Forio d'Ischia».

        Conseguentemente, all'articolo 20, dopo il comma 5 inserire il seguente:

        «5-bis. Agli oneri derivanti dal comma 1 dell'articolo 2, secondo capoverso, pari a 5 milioni di euro, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibili in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n.190».

 


2.4 (testo 3)

MILO, BARANI, AMORUSO, COMPAGNONE, D'ANNA, FALANGA, GAMBARO, IURLARO, LANGELLA, EVA LONGO, MAZZONI, PAGNONCELLI, SCAVONE, VERDINI

All"articolo 2 sono apportate le seguenti modificazioni:

dopo il comma 3 aggiungere il seguente: " 3-bis. La sospensione di cui ai commi 1 e 2 è subordinata alla richiesta del contribuente che dichiari l'inagibilità della casa di abitazione, dello studio professionale o dell'azienda, ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente delia Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, con trasmissione della stessa richiesta agli Uffici della Agenzia delle entrate territorialmente competente";

b)         Il comma 4 è sostituito dal seguente: "4. Gli adempimenti e i versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il 16 ottobre 2018. Í soggetti di cui ai commi 1 e 2, che non hanno i requisiti richiesti dal comma 3-bis, usufruiscono della sospensione dei termini relativi agli adempimenti e versamenti tributari, dal 9 settembre 2017 fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto ed effettuano gli adempimenti e i versamenti tributari oggetto di sospensione entro il 19 dicembre 2017.";

c)   il comma 5 è abrogato.

d)  dopo il comma 5, aggiungere i seguenti:

"5-bis. Il termine di scadenza della sospensione dei termini relativi ai versamenti e agli adempimenti tributari previsto dal decreto 20 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 ottobre 2017, n. 252, è prorogato al 30 settembre 2018. La sospensione è subordinata alla richiesta del contribuente che contenga anche la dichiarazione di inagibilità, in tutto o in parte, della casa di abitazione, dello studio professionale o dell'azienda, ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, con trasmissione della stessa richiesta agli Uffici della Agenzia delle entrate territorialmente competente. Gli adempimenti e i versamenti che scadono nel periodo di sospensione dal 21 agosto 2017 al 30 settembre 2018 sono effettuati in unica soluzione entro il 16 ottobre 2018. Le disposizioni contenute nel presente comma si applicano oltre che ai Comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno anche al Comune di Forio. Non si procede al rimborso di quanto già versato,

5-ter I redditi dei fabbricati, ubicati nei Comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno, colpiti dagli eventi sismici verificatisi il 21 agosto 2017 nell'Isola di Ischia, purché distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, comunque adottate entro il 31 dicembre 2017, in quanto inagibili totalmente o parzialmente, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e dell'imposta sul reddito delle società, fino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati medesimi e comunque fino all'anno di imposta 2018. I fabbricati di cui al primo periodo sono, altresì, esenti dall'applicazione dell'imposta municipale propria di cui all'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e dal tributo per i servizi indivisibili di cui all'articolo 1, comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, a decorrere dalla rata scadente successivamente al 21 agosto 2017 fino alla definitiva ricostruzione o agibilità dei fabbricati stessi e comunque  fino all'anno di imposta 2018. Ai fini del presente comma, il contribuente può dichiarare, entro il 28 febbraio 2018, la distruzione o l'inagibilità totale o parziale del fabbricato all'autorità comunale, che nei successivi venti giorni trasmette copia dell'atto di verificazione all'ufficio dell'Agenzia delle entrate territorialmente competente. Con decreto del Ministro dell'interno e del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, sono stabiliti, anche "nella forma di anticipazione, ì criteri e le modalità per il rimborso ai comuni interessati del minor gettito connesso all'esenzione di cui al secondo periodo.

e) il comma 6 è sostituito dal seguente:

6. Al fine di compensare gli effetti finanziari negativi per l'anno 2017 a carico dei Comuni di cui ai commi 1 e 5-bis connessi alla sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari di cui ai medesimi commi 1 e 5-bis, è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell'interno un fondo con la dotazione di 5,8 milioni di euro per l'anno 2017, da ripartire tra i predetti comuni con decreto del Ministero dell'interno di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali entro quaranta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Successivamente alla ripresa dei versamenti dal 17 ottobre 2018, l'Agenzia delle entrate - Struttura di gestione versa all' entrata del bilancio dello Stato una quota dell'imposta municipale propria di spettanza dei singoli comuni pari alle somme assegnate a favore di ciascun comune di cui ai commi 1 e 5-bis .

f) dopo il comma 6 aggiungere i seguenti:

6-bis Agli oneri derivanti dall'applicazione dei commi 5-bis, 5-ter e 6, pari ad euro 2.550.000 per l'anno 2017, ad euro 110.000 per l'anno 2018 e ad euro 6.000 per l'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per esigenze indifferibili di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

6-ter. Per gli interventi di ricostruzione nei territori dei comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno dell'isola di Ischia colpiti dal sisma del 21 agosto 2017, è autorizzata la spesa di euro 20.000.000 per l'anno 2019 e di euro 10.000.000 per l'anno 2020 da iscrivere in apposito fondo.

6-quater. Agli oneri derivanti dal comma 6-ter, pari a euro 20.000.000 per l'anno 2019 e a euro 10,000.000 per l'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento, del fondo speciale di conto capitale, iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per Tanno 2017, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.

6-quinquies. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabiliti gli interventi e le modalità di ripartizione del fondo di cui al comma 6-ter-per l'erogazione, la ripartizione, la ricostruzione e la ripresa economica nei territori dei comuni interessati.

6-sexies. Al fine di sostenere la ripresa delle attività produttive danneggiate dagli eventi sismici del 21 agosto 2017, è concesso, nei limiti di spesa di complessivi 10 milioni di euro per gli anni 2018 e 2019, alle piccole e medie imprese ubicate nei comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno dell'isola di Ischia  un contributo in conto capitale pari al 30 per cento della perdita di reddito dovuta alla sospensione parziale o totale dell'attività nei sei mesi successivi agli eventi sismici stessi.

6-septies. La perdita di reddito di cui al comma 6-sexiesè calcolata sulla base dei dati finanziari dell'impresa colpita confrontando i dati finanziari dei sei mesi successivi al 21 agosto 2017 con la media dei tre anni scelti tra i cinque anni - ove disponibili - precedenti il verificarsi degli eventi sismici, escludendo il migliore e il peggiore risultato finanziario e calcolata per lo stesso semestre dell'anno.

6-octies. I contributi di cui al comma 6-sexiessono concessi a condizione che venga attestato da un esperto indipendente con perizia giurata e asseverata il nesso causale diretto tra gli eventi sismici e la perdita di reddito.

6-nonies. I contributi di cui al comma 6-sexiessono concessi nel rispetto, per i diversi settori produttivi, del regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014, del regolamento (UE) n. 702/2014 del 25 giugno 2014 e del regolamento (UE) n. 1388/2014 del 16 dicembre 2014.

6-decies. I criteri, le procedure, le modalità di concessione e di erogazione alle imprese e di calcolo dei contributi in conto capitale di cui ai commi da 6-sexies a 6-noniessono stabiliti con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze da adottarsi entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

6-undecies. Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi da 6-sexies a 6-nonies, pari a complessivi 10 milioni di euro per gli anni 2018 e 2019, si provvede: quanto a 5 milioni di euro per l'anno 2018 mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente, iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero e quanto a 5 milioni di euro per l'anno 2019 mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.


2.4

MILO, BARANI, LANGELLA

VEDI TESTO 2

Al comma 1, dopo il primo capoverso, aggiungere il seguente:

«Le medesime disposizioni si applicano nei confronti delle persone fisiche che alla data del 21 agosto 2017, avevano la residenza ovvero la sede operativa nel territori o dei comuni di Lacco Amene, Casamicciola e Forio d'Ischia».

 


2.5

FILIPPI, SANTINI

RITIRATO

Apportare le seguenti modificazioni:

            a) dopo il comma 2 inserire il seguente:

        «2-bis. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano esclusivamente a coloro che sono stati colpiti dall'alluvione del 9 settembre 2017.»;

            b) sostituire i commi da 3 a 5 con i seguenti:

        «3. La sospensione di cui ai commi 1 e 2 si applica anche alle ritenute che devono essere operate e versate dai sostituti d'imposta.

        4. Gli adempimenti e i versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il 16 ottobre 2018. Ai sensi dell'articolo 9, comma2-bis, della legge 21 luglio 2000, n. 212, la ripresa dei versamenti dei tributi sospesi avviene senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori, relativi al periodo di sospensione, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di 18 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese successivo alla data di scadenza della sospensione.

        5. Nei Comuni interessati dall'evento, di cui al comma 1, la sospensione degli adempimento e dei versamenti tributari e contributivi per i soggetti di cui ai commi da 1 a 3, è concessa a coloro che abbiano subito gravi danni riscontrati appurati dall'elenco predisposto dal Commissario per l'emergenza e sulla base delle comunicazioni del Dipartimento della Protezione Civile.

        5-bis. Rientrano altresì nella sospensione prevista dal comma 1 e fino al 16 ottobre 2018:

            a) i versamenti riferiti al diritto annuale di cui all'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni;

            b) il versamento dei contributi consortili di bonifica;

            c) i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e degli accertamenti esecutivi, delle attività degli agenti della riscossione, dei termini di decadenza e prescrizione riferiti alle attività degli uffici finanziari anche locali e regionali, nonché dei termini di impugnazione relativi;

            d) le sanzioni amministrative per le imprese che presentano in ritardo, purché entro il 16 ottobre 2018, le domande di iscrizione, variazione, cancellazione alle camere di commercio;

            e) l'esclusione per gli anni 2017 e 2018, dalla presentazione degli studi di settore e/o degli indici di affidabilità fiscale per i contribuenti con partita IVA di cui al comma 1 e 2, colpiti dall'alluvione nei Comuni interessati;

         f) il versamento delle rate, successive al 31 luglio 2017 e relative alla domanda di definizione agevolata prevista dall'articolo 6 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225;

            g) il pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti di qualsiasi genere ed eventuale riconoscimento di moratoria;

            h) i pagamenti relativi alle rateizzazioni concesse dall'agente della riscossione, nonché le rateizzazioni in corso relative ad adesioni verso avvisi di accertamento e/o avvisi bonari irregolari;

            i) non sono soggetti all'imposta di successione, alle imposte e tasse ipotecarie e catastali né all'imposta di registro o di bollo gli immobili demoliti o dichiarati inagibili/inabitabili a seguito degli eccezionali eventi metereologici che si sono verificati;

            l) i pagamenti IMU e/o TASI per i fabbricati ubicati nelle zone colpite, distrutti e/o totalmente o parzialmente inagibili/inabitabili;

            m) nei casi in cui la famiglia anagrafica non detenga più alcun apparecchio televisivo il canone di abbonamento alla televisione ad uso privato non è dovuto per il periodo della sospensione;

            n) la non concorrenza dei redditi da fabbricati alla formazione del reddito IRPEF/IRES, fino alla definitiva ricostruzione e/o agibilità/abitabilità.


2.6

PANIZZA, FRAVEZZI, BERGER, LANIECE

Sostituire il comma 4, con il seguente:

        «4. Gli adempimenti e i versamenti oggetto di sospensione sono effettuati entro il 16 ottobre 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di nove rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di ottobre 2018,».

        Conseguentemente, alla copertura dell'onere, pari a 20 milioni di euro, a decorrere dall'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.


2.7

VICARI, CONTE, DALLA TOR

Sostituire il comma 4 con il seguente:

        «4. Gli adempimenti e i versamenti oggetto di sospensione sono effettuati entro il 16 ottobre 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di nove rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di ottobre 2018».

        Agli oneri derivanti dalla precedente disposizione, stimati in 55 milioni di euro per l'anno 2017 e 94 milioni di euro per l'anno 2018 si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come rifinanziato dal comma 2 dell'articolo 8 del presente decreto.


2.8

ARRIGONI, COMAROLI

Sostituire il comma 4 con il seguente:

        «4. Gli adempimenti e i versamenti oggetto di sospensione sono effettuati entro il 16 ottobre 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di nove rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di ottobre 2018».

        Conseguentemente, al medesimo articolo, al comma 6:

            a) al primo periodo, sostituire le parole da: «da ripartire tra» fino a: «presente decreto» con le seguenti: «, di 8,1 milioni di euro per l'anno 2018 e di 6 milioni di euro per il 2019. Le risorse di cui al periodo precedente sono ripartite tra i predetti comuni con decreto del Ministero dell'interno di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, entro quaranta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per la compensazione degli effetti negativi per l'ano 2017, entro il 31 luglio 2018 per la compensazione degli effetti negativi per l'anno 2018 ed entro il 31 luglio 2019 per la compensazione degli effetti negativi per l'anno.»;

            b) al secondo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e relativamente ai piani di rateizzazione richiesti».

        Conseguentemente, all'articolo 20, dopo il comma 5 inserire il seguente:

        «5-bis. Agli oneri derivanti dal comma 4 dell'articolo 2, pari a 8,1 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e a 6 milioni di euro per l'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibili in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190».


2.9

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI, RIZZOTTI

RESPINTO

Sostituire il comma 4 con il seguente:

        «Gli adempimenti e i versamenti oggetto di sospensione sono effettuati entro il 16 ottobre 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di nove rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di ottobre 2018».

        Conseguentemente, all'articolo 20, comma 5, lettera a), sostituire le parole: «1.092,879», con le seguenti: «1.200,879». Sono rideterminate proporzionalmente anche gli importi della annessa tabella.


2.10

SANTINI, TOMASELLI, CALEO, VALDINOSI, DEL BARBA, PEZZOPANE

Sostituire il comma 4, con il seguente:

        «4. Gli adempimenti e i versamenti oggetto di sospensione sono effettuati entro il 16 ottobre 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di nove rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di ottobre 2018».


2.11

GALIMBERTI

Sostituire il comma 4 con il seguente:

        «4. Gli adempimenti e i versamenti oggetto di sospensione sono effettuati entro il 16 ottobre 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di nove rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di ottobre 2018».


2.12

BOTTICI, AIROLA, LEZZI, BULGARELLI, MANGILI, PUGLIA

RESPINTO

Al comma 4, sostituire le parole da: «devono essere effettuati» fino alla fine del periodo, con le seguenti:; «possono essere versate in un numero massimo di cinque rate trimestrali di pari importo a partire dal 16 ottobre 2018 ed entro il 16 ottobre 2019».

        Conseguentemente, all'articolo 20, dopo il comma 5, aggiungere il seguenti:

        «5-bis. Ai maggiori oneri derivanti dal comma4, dell'articolo 2, pari a 55 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 si provvede mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate derivanti dal comma 5-ter.

        5-ter. Con decreto del Ministre dell'economia e delle finanze, da adottare entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le aliquote dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale di cui all'elenco contenuto nel rapporto annuale sulle spese fiscali di cui articolo 21, comma 11-bis, della legge n. 196 del 2009, con eccezione delle detrazioni per lavoro dipendente ed assistenza, sono modificati, soppressi o ridotti, a decorrere dal 1º gennaio 2018, al fine di assicurare maggiori entrate pari a 350 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2018 e 2019. Nei casi in cui la disposizione del primo periodo dei presente comma non sia suscettibile di diretta e immediata applicazione, con uno o più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalità tecniche per l'attuazione del presente comma con riferimento ai singoli regimi interessati».


2.13

BOTTICI, AIROLA, LEZZI, BULGARELLI, MANGILI, PUGLIA

RESPINTO

Al comma 4, sostituire le parole da: «devono essere effettuati» fino alla fine del periodo, con le seguenti: «possono essere versate in un numero massimo di quattro rate trimestrali di pari importo a partire dal 16 ottobre 2018 ed entro il 16 luglio 2019».

        Conseguentemente, all'articolo 20, dopo il comma 5, aggiungere i seguenti:

        «5-bis. Ai maggiori oneri derivanti dal comma 4 dell'articolo 2, pari a 55 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 si provvede mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate derivanti dal comma 5-ter.

        5-ter. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le aliquote dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale di cui all'elenco contenuto nel rapporto annuale sulle le spese fiscali di cui articolo 21, comma 11-bis, della legge n. 196 del 2009, con eccezione delle detrazioni per lavoro dipendente ed assistenza, sono modificati, soppressi o ridotti, a decorrere dal 1º gennaio 2018, al fine di assicurare maggiori entrate pari a 350 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2018 e 2019. Nei casi in cui la disposizione del primo periodo del presente comma non sia suscettibile di diretta e immediata applicazione, con uno o più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalità tecniche per l'attuazione del presente comma con riferimento ai singoli regimi interessati».


2.14

BOTTICI, AIROLA, LEZZI, BULGARELLI, MANGILI, PUGLIA

RESPINTO

Al comma 4, sostituire le parole da: «devono essere effettuati» fino alla fine del periodo, con le seguenti: «possono essere versate in un numero massimo di tre rate trimestrali di pari importo a partire dal 16 ottobre 2018 ed entro il 16 aprile 2019».

        Conseguentemente, all'articolo 20, dopo il comma 5, aggiungere i seguenti:

        «5-bis. Ai maggiori oneri derivanti dal comma 4 dell'articolo 2, pari a 55 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 si provvede mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate derivanti dal comma 5-ter.

        5-ter. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le aliquote dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale di cui all'elenco contenuto nel rapporto annuale sulle spese fiscali di cui articolo 21, comma 11-bis, della legge n. 196 del 2009, con eccezione delle detrazioni per lavoro dipendente ed assistenza, sono modificati, soppressi o ridotti, a decorrere dal 1º gennaio 2018, al fine di assicurare maggiori entrate pari a 350 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2018 e 2019. Nei casi in cui la disposizione del primo periodo del presente comma non sia suscettibile di diretta e immediata applicazione, con uno o più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalità tecniche per l'attuazione del presente comma con riferimento ai singoli regimi interessati».


2.15

BOTTICI, AIROLA, LEZZI, BULGARELLI, MANGILI, PUGLIA

RESPINTO

Al comma 4 sostituire le parole: «16 ottobre 2018» con le seguenti: «31 dicembre 2019».

        Conseguentemente, all'articolo 20, dopo il comma 5, aggiungere i seguenti:

        «5-bis. Ai maggiori oneri derivanti dal comma 4 dell'articolo 2, pari a 55 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 si provvede mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate derivanti dal comma 5-ter.

        5-ter. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le aliquote dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale di cui all'elenco contenuto nel rapporto annuale sulle spese fiscali di cui articolo 21, comma 11-bis, della legge n. 196 del 2009, con eccezione delle detrazioni per lavoro dipendente ed assistenza, sono modificati, soppressi o ridotti, a decorrere dal 1º gennaio 2018, al fine di assicurare maggiori entrate pari a 350 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2018 e 2019. Nei casi in cui la disposizione del primo periodo del presente comma non sia suscettibile di diretta e immediata applicazione, con uno o più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalità tecniche per l'attuazione del presente comma con riferimento ai singoli regimi interessati».


2.16

FILIPPI, SANTINI

Sopprimere il comma 5.


2.17

RICCHIUTI, GUERRA, FORNARO, PEGORER, GATTI, GRANAIOLA, CORSINI, CASSON

Sostituire il comma 5 con il seguente:

        «5. La sospensione di cui al presente articolo è subordinata alla richiesta del contribuente che dichiari, ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, di aver segnalato danni alla casa di abitazione, allo Studio professionale o all'azienda, nell'ambito della procedura di ricognizione del fabbisogno per gli interventi di ripristino di cui all'articolo 5, comma 2, lettera d), della legge 24 febbraio 1992, n. 225. La dichiarazione è trasmessa agli Uffici della Agenzia delle entrate territorialmente competente. Dall'attuazione della presente disposizione discendono oneri pari a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 cui si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190».


2.18

BOTTICI, AIROLA, LEZZI, BULGARELLI, MANGILI, PUGLIA

Sostituire il comma 5 con il seguente:

        «5. La sospensione di cui al comma 1 è subordinata alla presentazione da parte dei contribuenti delle autocertificazioni del danno subito ai sensi dell'allegato tecnico all'ordinanza n. 482 del 20 settembre 2017 del Capo Dipartimento della Protezione CiviIe».


2.19

FILIPPI

Sostituire il comma 5 con il seguente:

        «5. La sospensione è subordinata alla richiesta del contribuente che abbia presentato autocertificazione del danno subito, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modificazioni ed integrazioni».


2.20

DE PETRIS, BAROZZINO, PETRAGLIA, BOCCHINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, URAS

RITIRATO

Al comma 5, sopprimere le parole: «Limitatamente al comune di Livorno».


2.21

BOTTICI, AIROLA, LEZZI, BULGARELLI, MANGILI, PUGLIA

RESPINTO

Al comma 6, sostituire le parole: «8,1 milioni di euro per l'anno 2017» con le seguenti: «10,1 milioni di euro per l'anno 2017 e di 3 milioni di euro per l'anno 2018,».

        Conseguentemente, all'articolo 20, comma 5, apportare le seguenti variazioni:

            1) all'alinea, sostituire rispettivamente le parole: «1.175,4 milioni» e «2.425 milioni», con le seguenti: «1.177,4 milioni» e «2.428 milioni»;

            2) alla lettera a), sostituire le parole: «1.092,879 milioni» con le seguenti: «1.094,978 milioni» e all'allegato 1, alle dotazioni finanziarie delle spese del Ministero dell'economia e delle finanze, sostituire: «594.000» con: «596.000» e quindi, alla Missione 1. Politiche economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica sostituire: «12.000» con: «14.000» e al Programma 1.4 Regolazioni contabili, restituzioni e rimborsi d'imposta», sostituire «10.000» con: «12.000»;

            3) alla lettera e), sostituire le parole: «1.898,7 milioni di euro per l'anno 2018» con le seguenti: «1.901,7 milioni di euro per l'anno 2018».


2.22 (testo 2)

MILO, BARANI, AMORUSO, COMPAGNONE, D'ANNA, FALANGA, GAMBARO, IURLARO, LANGELLA, EVA LONGO, MAZZONI, PAGNONCELLI, SCAVONE, VERDINI

Al comma 6, sostituire le parole: «8,1 milioni di euro» con le seguenti: «20 milioni di euro».

        Conseguentemente, all'articolo 20, dopo il comma 5 inserire il seguente:

        «5-bis. Ai maggiori oneri derivanti dall'incremento della dotazione del fondo di cui al comma 6, dell'articolo 2, pari a 11,9 milioni di euro per l'anno 2017 si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibili in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n.190».

 


2.22

MILO, BARANI, LANGELLA

Al comma 6, sostituire le parole: «8,1 milioni di euro» con le seguenti: «20 milioni di euro».


2.23

PANIZZA, FRAVEZZI, BERGER, LANIECE

RITIRATO

Dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

        «6-bis. Nei confronti dei lavoratori autonomi e dei datori di lavoro che alla data del 9 settembre 2017 risiedevano o avevano sede legale o operativa nei comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e di Collesalvetti sono sospesi i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria in scadenza rispettivamente nel periodo dal 9 settembre 2017 al 30 settembre 2018. Non si procede al rimborso di quanto già versato. Gli adempimenti ed i versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati entro il 30 settembre 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di 9 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di ottobre 2018. Agli oneri derivanti dalla sospensione di cui al presente comma si provvede mediante riduzione del fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a) del decreto-legge 29 gennaio 2008, n. 185, convertito con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2».

        Conseguentemente, all'articolo 2, comma 5, dopo le parole: «territorialmente competente» aggiungere: «La medesima richiesta deve essere tramessa all'ufficio dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale territorialmente competente da parte dei lavoratori autonomi e dei datori di lavoro che intendono beneficiare della sospensione di cui al comma-6-bis».

        Conseguentemente, alla copertura dell'onere, pari a 15 milioni di euro, a decorrere dall'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanzia mento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero».


2.24

ARRIGONI, COMAROLI

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. Nei confronti dei lavoratori autonomi e dei datori di lavoro che alla data del 9 settembre 2017 risiedevano o avevano sede legale o operativa nei comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e di Collesalvetti sono sospesi i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria in scadenza rispettivamente nel periodo dal 9 settembre 2017 al 30 settembre 2018. Non si procede al rimborso di quanto già versato. Gli adempimenti ed i versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati entro il 30 settembre 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di 9 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di ottobre 2018».

        Conseguentemente, all'articolo 2, comma 5, aggiungere in fine il seguente periodo: «La medesima richiesta deve essere trasmessa all'ufficio dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale territorialmente competente da parte dei lavoratori autonomi e dei datoti di lavoro che intendano beneficiare della sospensione di cui al comma 6-bis».

        Conseguentemente, all'articolo 20, dopo il comma 5 inserire il seguente:

        «5-bis. Agli oneri derivanti dal comma 6-bis dell'articolo 2, pari a 8 milioni di euro per l'anno 2017 e 2018 e a 6 milioni di euro per l'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibili in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190».


2.25

BELLOT, BISINELLA, MUNERATO

RITIRATO

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. Nei confronti dei lavoratori autonomi e dei datori di lavoro che alla data del 9 settembre2017 risiedevano o avevano sede legale o operativa nei comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e di Collesalvetti sono sospesi i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria in scadenza rispettivamente nel periodo dal 9 settembre 2017 al 30 settembre 2018. Non si procede al rimborso di quanto già versato. Gli adempimenti ed i versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati entro il 30 settembre 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi; anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di 9 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di ottobre 2018. Agli oneri derivanti dalla sospensione di cui al presente comma si provvede mediante riduzione del fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a) del decreto-legge 29 gennaio 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2».

        Conseguentemente, all'articolo 2, comma 5, dopo le parole: «territorialmente competente», aggiungere le seguenti: «La medesima richiesta deve essere trasmessa all'ufficio dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale territorialmente competente da parte dei lavoratori autonomi e dei datori di lavoro che intendano beneficiare della sospensione di cui al comma 6-bis».


2.26

VICARI, CONTE, DALLA TOR

Dopo il comma 6 aggiungere il seguente:

        «6-bis. Nei confronti dei lavoratori autonomi e dei datori di lavoro che alla data del 9 settembre 2017 risiedevano o avevano sede legale o operativa nei comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e di Collesalvetti sono sospesi termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria in scadenza rispettivamente nel periodo dal 9 settembre 2017 al 30 settembre 2018. Non si procede al rimborso di quanto già versato. Gli adempimenti ed i versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati entro il 30 settembre 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di 9 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di ottobre 2018. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente comma, stimati in 50 milioni per il 2017 e 100 milioni per il 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come rifinanziato dal comma 2 dell'articolo 8 del presente decreto.

        Conseguentemente, all'articolo 2, comma 5, aggiungere in fine il seguente periodo: «La medesima richiesta deve essere trasmessa all'ufficio dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale territorialmente competente da parte dei lavoratori autonomi e dei datori di lavoro che intendano beneficiare della sospensione di cui al comma 6-bis».


2.27

GALIMBERTI

Dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

        «6-bis. Nei confronti del lavoratori autonomi e dei datori di lavoro che alla data del 9 settembre 2017 risiedevano o avevano sede legale o operativa nei comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e di Collesalvetti sono sospesi i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria in scadenza rispettivamente nel periodo dal 9 settembre 2017 al 30 settembre 2018. Non si procede al rimborso di quanto già versato. Gli adempimenti ed i versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati entro il 30 settembre 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di 9 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di ottobre 2018. Agli oneri derivanti dalla sospensione di cui al presente comma si provvede mediante riduzione del feudo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a) del decreto-legge 29 gennaio 2008, n. 185 convertito con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2».

        Conseguentemente, all'articolo 2, comma 5, dopo le parole: «territorialmente competente.» aggiungere: «La medesima richiesta deve essere trasmessa all'ufficio dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale territorialmente competente da parte dei lavoratori autonomi e dei datori di lavoro che intendano beneficiare della sospensione di cui al comma 6-bis».


2.28

MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, CERONI, PICCOLI, MARIN, RIZZOTTI

Dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

        «6-bis. Nei confronti del lavoratori autonomi e dei datori di lavoro che alla data del 9 settembre 2017 risiedevano o avevano sede legale o operativa nei comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e di Collesalvetti sono sospesi i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria in scadenza rispettivamente nel periodo dal 9 settembre 2017 al 30 settembre 2018. Non si procede al rimborso di quanto già versato. Gli adempimenti ed i versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati entro il 30 settembre 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di 9 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di ottobre 2018. Agli oneri derivanti dalla sospensione di cui al presente comma si provvede mediante riduzione del feudo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a) del decreto-legge 29 gennaio 2008, n. 185 convertito con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2».

        Conseguentemente, all'articolo 2, comma 5, dopo le parole: «territorialmente competente.» aggiungere: «La medesima richiesta deve essere trasmessa all'ufficio dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale territorialmente competente da parte dei lavoratori autonomi e dei datori di lavoro che intendano beneficiare della sospensione di cui al comma 6-bis».


2.29

TOMASELLI, SANTINI, CALEO, VALDINOSI, DEL BARBA

Dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

        «6-bis. Nei confronti dei lavoratori autonomi e dei datori di lavoro che alla data del 9 settembre 2017 risiedevano o avevano sede legale o operativa nei comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e di Collesalvetti sono sospesi i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria in scadenza rispettivamente nel periodo dal 9 settembre 2017 al 30 settembre 2018. Non si procede al rimborso di quanto già versato. Gli adempimenti ed i versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati entro il 30 settembre 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di 9 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di ottobre 2018. Agli oneri derivanti dalla sospensione di cui al presente comma si provvede mediante riduzione del fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a) del decreto-legge 29 gennaio 2008, n. 185 convertito con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2».

        Conseguentemente, all'articolo 2, comma 5, dopo le parole: «territorialmente competente,» aggiungere: «La medesima richiesta deve essere trasmessa all'ufficio dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale territorialmente competente da parte dei lavoratori autonomi e dei datori di lavoro che intendano beneficiare della sospensione di cui al comma 6-bis».


2.30

CERONI

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. All'articolo 5 del decreto-legge n. 189 del 2016, comma 1 lettera e), dopo le parole: ''definire i criteri in base ai quali le Regioni'' inserire le parole: '', su proposta dei Comuni''».


2.31

CERONI, MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, RIZZOTTI

RESPINTO

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. All'articolo 6, del decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, il comma 10 è soppresso».


2.32

CERONI

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. All'articolo 6 del decreto-legge n. 189 del 2016 dopo il comma 13 bis è aggiunto il seguente:

        ''13-ter. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli immobili danneggiati dal sisma che costituiscono pertinenze esterne di immobili agibili. Tali pertinenze, pur essendo esterne all'edificio principale, sono allo stesso funzionalmente connesse in virtù del vincolo pertinenziale e pertanto gli stessi sono ammessi al contributo per la ricostruzione previsto ai sensi del presente articolo''».


2.33

CERONI

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. All'articolo 7 del decreto-legge n. 189 del 2016, al comma 1, aggiungere la seguente lettera:

            ''d) ai fini della semplificazione e accelerazione nonché allo scopo di contribuire alla ripresa delle normali condizioni di una delle popolazioni colpite dal sisma, per quanto concerne gli eventuali procedimenti propedeutici per gli interventi di riparazione o di ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti dagli eventi sismici del 2016 di cui agli articoli 34 e i procedimenti di conformità ai sensi dell'articolo 36 e 37 del decreto del Presidente della repubblica n. 380 del 2001, riguardanti anche la statica dell'edificio, spetta alla struttura regionale competente per territorio verificare preventivamente la sicurezza sismica del fabbricato con riferimento al momento della loro realizzazione, prema presentazione della relativa documentazione tecnica da parte del titolare dell'immobile''».


2.34

CERONI

RESPINTO

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. Nell'articolo 8 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, al comma 5 lettera c) le parole: ''per lavori di importo superiore a 150.000,00 euro'' sono sostituite dalle seguenti: ''per lavori di importo superare ai 250.000,00 euro''».


2.35

CERONI

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. All'articolo 10 del decreto-legge n. 189 del 2016, dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        ''1-bis. Al fine di consentire una ricostruzione veloce e corretta dal punto di vista architettonico ed edilizio, la non ammissibilità a contributo prevista per gli edifici di cui al comma 1 del presente articolo non si applica agli edifici pubblici o privati da acquisire al patrimonio pubblico e agli edifici privati siti nei centri storici u integrati. in aggregati edilizi, al fine di realizzare progetti funzionali alla riqualificazione urbanistica delle zone e degli aggregati interessati. A detti immobili vengono riconosciuti gli stessi benefici di quelli agibili al momento del sisma, o a quelli a destinazione pubblica''».


2.36

CERONI

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. All'articolo 12 del decreto-legge n. 189 del 2016, il comma 1 è sostituito dai seguenti:

        ''1. Fuori dei casi disciplinati dall'articolo B, comma 4, l'istanza di concessione dei contributi è presentata dai soggetti legittimati di cui all'articolo 6, comma2, all'ufficio speciale per la ricostruzione territorialmente competente attraverso la presentazione dì una domanda di preistruttoria, alla quale sono obbligatoriamente allegati i seguenti documenti:

        Scheda AeDES di cui all'articolo 8, comma 1, redatta a norma del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 maggio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n, 113 del 17 maggio 2011 (anche da parte del personale tecnico del Comune o da personale tecnico E specializzato di supporto al Comune appositamente formato, senza ulteriori oneri per la finanza pubblica);

            a) Relazione tecnica asseverata a firma di professionista abilitato e iscritto all'elenco speciale di cui all'articolo 34, attestante la riconducibilità causale diretta dei danni esistenti (agli eventi sismici di cui all'articolo 1);

            b) La documentazione che attesti la legittimità del Beneficiario alla concessione del contributo, ai sensi della legge n. 229 del 2016.

            c) Relazione tecnica che individui il livello operativo dell'immobile sulla base dello stato di danno e del grado di vulnerabilità;

            d) Relazione che individui il costo parametrico riferito al livello operativo individuato per l'immobile in questione sulla base di quanto previsto nelle apposite Ordinanze emanate dal Commissario.

        L'Ufficio Speciale della Ricostruzione, previa verifica della completezza della domanda di preistruttoria ricevuta- e della documentazione alla stessa allegata, determina il contributo concedibile con apposito provvedimento.

        Con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 2, comma 2, sono definiti modalità e termini per la presentazione delle domande di preistruttoria e per l'istruttoria delle stesse.

        1-bis. A seguito dell'ottenimento del provvedimento di cui al comma 1, i soggetti legittimati di cui all'articolo 6, comma 2 provvederanno ad inviare all'ufficio speciale per la ricostruzione territorialmente competente, unitamente alla richiesta del titolo abilitativo necessario in relazione alla tipologia dell'intervento progettato, apposita domanda di contributo a cui sono obbligatoriamente allegati, oltre alla documentazione necessaria per il rilascio del titolo edilizio:

            a) progetto degli interventi proposti, con l'indicazione delle attività di ricostruzione e riparazione necessarie nonché degli interventi di miglioramento sismico previsti riferiti all'immobile nel suo complesso, corredati da computo metrico estimativo da cui risulti l'entità del contributo richiesto;

            b) indicazione dell'impresa affidataria dei lavori, con allegata documentazione relativa alla sua selezione e attestazione dell'iscrizione nella Anagrafe di cui all'articolo 30, comma 6''».


2.37

CERONI

Dopo il comma 6, inserire il seguente;

        «6-bis. All'articolo 13 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229 va aggiunto il comma 4-bis ''sono altresì ammessi a finanziamento gli immobili danneggiati o resi inagibili a seguito della crisi sismica del 1997/1998 (terremoto Marche, Umbria,) ed ulteriormente danneggiati, qualora a suo tempo inseriti in un piano di interventi (seconde case) beni culturali) beni ecclesiali, edifici pubblici) ma non eseguiti per esaurimento dei finanzia menti pubblici necessari. Nel caso in cui detti immobili abbiano iniziato il percorso amministrativo di autorizzazione all'esecuzione dei lavori ai sensi della legge n. 61 del 1998, (gruppi di lavoro o conferenza dei servizi), gli interventi potranno essere completati con le stesse procedure ma con i criteri tecnici di cui alla legge n. 229/2016 e sue Ordinanze attuative''».

        Conseguentemente, ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibili in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.


2.38

CERONI

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. All'articolo 14 dopo la lettera a-bis) inserire il seguente comma: ''il comma 1 dell'articolo 41-bis del decreto-legge n. 50 del 21 aprile 2017 convertito con modificazioni dalla legge n. 96 del 2017'', dopo le parole: ''nelle zone a rischio sismico 1'' inserire le parole: ''nonché tutti i Comuni ricompresi nel cratere sismico di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis del decreto-legge n. 189 del 2016''».

        Conseguentemente, ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibili in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre.2014, n. 190.


2.39

CERONI

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. All'articolo 15 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229 sono apportate .le seguenti modifiche:

            a) al comma 1 lettera a) dopo le parole: ''uffici speciali per la ricostruzione'' vanno aggiunte le seguenti: ''e i Comuni per i territori. di rispettiva competenza, nonché dalle province e dagli altri Enti Pubblici titolari di beni danneggiati o distrutti dal sisma'';

            b) il comma 2 viene sostituito integralmente dal seguente testo: ''le diocesi sono soggetti attuatori degli interventi relativi ''agli edifici di loro proprietà ed inseriti nel piano dei beni culturali, indicato alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 14, ed individuati sulla base di una specifica intesa sottoscritta tra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e le Diocesi stesse''».


2.40

CERONI

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. All'articolo 17 del decreto-legge 17 ottobre 2016 n. 189, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) dopo il primo periodo del comma 1, è inserito il seguente: ''per le azioni di crownfunding promosse da Comuni, enti religiosi, istituzioni della Chiesa Cattolica ed altre confessioni religiose per la realizzazione dei lavori su beni immobili e Culturali, danneggiati dal sisma o funzionali alla ripresa delle normali attività economiche o di culto, di cui al presente articolo, per le erogazioni liberali a valere sulla stessa tipologia di beni di cui al comma 1 i donatori potranno godere del credito d'imposta nella misura del 65 per cento qualora trattasi di beni o aree tutelate ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 o del 50 per cento per tutte le altre iniziative'';

            b) dopo Il comma 2 è inserito il seguente:

        ''2-bis. Ai progetti ed alle raccolte fondi promosse da enti locali, diocesi, entri religiosi o morali realizzati attraverso il meccanismo del cosiddetto crowfunding' per la realizzazione di opere, strutture o interventi di ripristino, sostituzione e/omessa in sicurezza del patrimonio culturale, sociale o religioso, strettamente connessi con il ripristino funzionale e la ripresa delle attività morali e sociali compromesse dagli eventi sismici si applica il medesimo regime di agevolazione fiscale previsto per i corrispondenti progetti di Art-Bonus e si applicane altresì le disposizioni previste ai sensi del presente articolo''».

        Conseguentemente, ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibili in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.


2.41

BULGARELLI, LEZZI, MANGILI, PUGLIA

RESPINTO

Dopo il comma 6, aggiungere il seguente:

        «6-bis. All'articolo 19 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        ''1-bis. Le microimprese e le piccole e medie imprese ubicate nei territori di comuni di agli allegati 1, 2 e 2-bis del presente decreto, possono beneficiare dei finanziamenti di cui all'articolo 111 del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, anche in assenza delle caratteristiche di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 111 del citato decreto legislativo n. 385 del 1993 e dei requisiti stabiliti con il decreto di attuazione del comma 5 dell'articolo 111 del citato decreto legislativo n. 385 del 1993».


2.42

CERONI

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. All'articolo 44 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, il comma 1 è sostituita dal seguente:

        ''1. Il pagamento delle rate in scadenza negli esercizi 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020 dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti S.p.a. ai Comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis, nonché alte Province in cui questi ricadono e di quelli trasferiti al Ministero dell'economia e delle finanze in attuazione dell'articolo 5, commi 1 e 3, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, dall'istituto del Credito Sportivo e dagli altri istituti di Credito privati, previo accordo con, l'ABI, non ancora effettuato, rispettivamente, alla data di entrata in vigore del presente decreto per i Comuni di cui all'allegato 1 e alla data di entrata in vigore del decreto-legge 11 novembre 2016, n. 205, per i Comuni di cui all'allegato 2, e dalla data di entrata in vigore della presente legge di conversione del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, per i Comuni di cui all'allegato 2-bis, è differito, senza applicazione di sanzioni e interessi, all'anno immediatamente successivo alla data di scadenza del periodo di ammortamento, sulla base della periodicità di pagamento prevista nei provvedimenti e nei contratti regolanti i mutui stessi. Ai relativi oneri, si provvede ai sensi dell'articolo 52''».

        Conseguentemente, ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibili in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.


2.43

CERONI

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. All'articolo 44 del decreto-legge n. 189 del 2016 dopo il comma 2-bis viene aggiunto il comma2-ter con il seguente testo: ''fino al termine previsto per il periodo emergenziale, per lo svolgimento delle attività direttamente connesse con l'assistenza alle popolazioni colpite e la realizzazione degli interventi urgenti nei territori di rispettiva competenza, agli amministratori locali dei comuni interessati dall'evento sismico in premessa, non si applicano i limiti di cui all'articolo 79, comma 4, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Agli stessi amministratori, qualora intendano usufruire dell'aspettativa piena per la totalità dell'orario lavorativo, viene riconosciuta l'intera indennità di funzione prevista all'articolo 82 del decreto legislativo 267/2000''».

        Conseguentemente, ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibili in corso di-gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.


2.44

CERONI

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. Dopo il comma 3 dell'articolo 44 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 è inserito il seguente comma:

        ''3-bis. Gli enti locali di cui all'allegato 1, 2 e 2-bis possono impegnare nel corso dell'esercizio provvisorio del bilancio in aggiunta a quanto previsto dal secondo periodo dell'articolo 163, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le spese derivanti dall'attuazione delle disposizioni contenute nelle ordinanze di Protezione civile e di quelle del Commissariato alla ricostruzione di cui all'articolo 2, comma 2, finalizzate alla gestione della situazione emergenziale, nonché al ripristino della funzionalità degli uffici e dei servizi pubblici di propria competenza''».


2.45

CERONI

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. All'articolo 44 comma 3 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 139, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229 le parole: ''sono sospesi per il periodo di 12 mesi tutti i termini'' sono sostituite dalle seguenti: ''sono sospesi tutti i termini dalla data del 24 agosto 2016 e fino al termine ultimo disposto per la proroga dello stato di emergenza (27 agosto 2018). Sono inoltre sospesi nei comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis, per un periodo di 24 mesi, i termini, anche se già scaduti, relativi ad adempimenti (aggiudicazione lavori, inizio lavori, ultimazione lavori) richiesta finanziamenti a saldo, ecc) inerenti agevolazioni pubbliche a valere anche sui fondi delta Comunità Europea, anche per interventi non connessi- alla ricostruzione post sisma''».

        Conseguentemente, ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibili in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.


2.46

MANGILI, BULGARELLI, LEZZI, CATALFO, PUGLIA, PAGLINI

RESPINTO

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. All'articolo 45, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, apportare le seguenti modifiche:

            a) Al comma 1, sostituire le parole: ''per l'anno 2016'' con le seguenti: ''per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018 e 2019'' nonchè sostituire le parole: ''non oltre il31 dicembre 2016'' con le seguenti: ''non oltre il 31 dicembre 2019'';

            b) Al comma 3 sostituire le parole: ''per l'anno 2016'' con le seguenti: ''per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018 e 2019'';

            c) Al comma 4, primo periodo, sostituire le parole: ''per l'anno 2016'' con le seguenti: ''per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018 e 2019'';

            d) Al comma 5, sostituire le parole: ''per l'anno 2016'' con le seguenti: ''per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018 e 2019''».

        Conseguentemente all'articolo 20, apportare le seguenti modifiche:

        5) al comma 5, lettera a), le parole: «1.092,879 milioni» con le seguenti: «1.142,879 milioni» e all'elenco 1 allegato, alle dotazioni finanziarie delle spese del Ministero dell'economia e delle finanze, sostituire «594.000» con «624.000» e quindi apportare le seguenti variazioni:

            e) alla Missione «1 Politiche economico finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica», sostituire «2.000» con «37.000» e al Programma «1.4 Regolazioni contabili, restituzioni e rimborsi d'imposta», sostituire «10.000» con «35.000»;

            f) alla Missione «21 Debito pubblico», sostituire «40.000» con «65.000» e al Programma «21.1 Oneri per il servizio del debito statale», sostituire «40.000» con «65.000».

        6) dopo il comma 5, inserire il seguente:

        «5-bis. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le aliquote dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale di cui all'elenco contenuto nel rapporto annuale sulle spese fiscali di cui articolo 21, comma 11-bis, della legge n. 196 del 2009, con eccezione delle detrazioni per lavoro dipendente ed assistenza, sono modificati, soppressi o ridotti, a decorrere dal 1º gennaio 2018, al fine di assicurare maggiori entrate pari a 750 milioni di euro annui a decorrere dal 2018. Nei casi in cui la disposizione del primo periodo del presente comma non sia suscettibile di diretta e immediata applicazione, con uno o più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalità tecniche per l'attuazione del presente comma con riferimento ai singoli regimi interessati».


2.47

BULGARELLI, LEZZI, MANGILI, PUGLIA

RESPINTO

Dopo il comma 6, aggiungere il seguente:

        «6-bis. Tenuto conto del perdurare dello stato emergenziale nei territori colpiti dal sisma del 2016, all'articolo 48 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge15 dicembre 2016 n. 229, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) il comma 10 è sostituito dal seguente:

        ''Il termine del 16 dicembre 2016 di cui all'articolo 1 del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 1º settembre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 5 settembre 2016 è prorogato al 27 agosto 2018. La sospensione dei termini relativi agli adempimenti e versamenti tributari prevista dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 1º settembre 2016 si applica anche ai soggetti residenti o aventi sede legale o operativa nei comuni indicati nell'allegato 1 al presente decreto, non ricompresi nell'allegato al decreto del Ministro dell'economi e delle finanze 1º settembre 2016. Non si fa luogo a rimborso di quanto già versato'';

            b) il comma 11 è sostituito dal seguente:

        ''La ripresa della riscossione dei tributi non versati per effetto della sospensione, disposta con il citato decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 1º settembre 2016 e dai commi 1-bis, 10 e 10-bis, avviene entro il 16 dicembre 2018. I soggetti diversi da quelli indicati dall'articolo 11, comma 3, del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito con modificazioni dall'articolo 1, comma 1, della legge 7 aprile 2017, n. 45, possono versare le somme oggetto di sospensione, senza applicazione di sanzioni e interessi, mediante rateizzazione fino a un massimo di 18 rate mensili di pari importo, a decorrere dal 16 dicembre 2018, Il versamento delle ritenute non operate ai sensi del comma 1-bis del presente articolò può essere disciplinato, subordinatamente e comunque nei limiti della disponibilità di risorse del fondo previsto dall'articolo 1, comma 430, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da emanare entro il 30 novembre 2017, ai sensi dell'articolo 9, comma 2-bis, della legge 27 luglio 2000, n. 212, e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica'';

            c) al comma 12 le parole: ''febbraio 2018'' sono sostituite dalle parole: ''dicembre 2018'';

            d) al comma 12-bis sono apportate le seguenti modificazioni: le parole: ''nell'anno 2017'' sostituite dalle parole: ''negli anni 2017 e 2018'', le parole: ''fino ad un massimo di 17 milioni di euro per l'anno 2017'' sono sostituite dalle parole: ''fino ad un massimo di 17 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018''.

        6-ter. All'articolo 11 del decreto-legge 9 febbraio 2017 n. 8, convertito con modificazioni, della legge 7 aprile 2017, n. 45, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) il comma 3 è sostituito dal seguente: ''Fermo restando l'obbligo di versamento entro il 16 dicembre 2018, per il pagamento dei tributi oggetto di sospensione di cui all'articolo 48 del decreto-legge n. 189 del 2016, nonché per i tributi dovuti nel periodo dal 1º dicembre 2017 al 31 dicembre 2017, i titolari di reddito di impresa e di reddito di lavoro autonomo, nonché gli esercenti attività agricole di cui all'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 possono chiedere ai soggetti autorizzati all'esercizio del credito-un finanziamento assistito dalla garanzia dello Stato da erogare il 30 novembre 2018. A tale fine, i predetti soggetti finanziatori possono contrarre finanziamenti, da erogare entro la data del 30 novembre 2018 anche per i finanziamenti di cui al comma 4, secondo contratti tipo definiti con apposita convenzione tra Cassa depositi e prestiti S.p.A. e l'Associazione bancaria italiana, assistiti dalla garanzia dello Stato, fino ad un ammontare massimo di 380 milioni di euro per l'anno 2017, ai sensi dell'articolo 5, comma5, lettera a), secondo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto sono concesse le garanzie dello Stato di cui al presente comma e sono definiti i criteri e le modalità di operatività delle stesse. Le garanzie dello Stato di cui al presente comma sono elencate nell'allegato allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze di cui all'articolo 31 della legge 31 dicembre 2009, n. 196'';

            b) dopo il comma 3 è inserito il seguente comma:

        ''3-bis. Restano comunque valide le garanzie concesse secondo le procedure previste dal comma 3 che siano state erogate entro il 30 novembre 2017 alla luce del previgente termine per l'obbligo di versamento fissato entro il 16 dicembre 2017''».

        Conseguentemente all'articolo 20, comma 5, apportare le seguenti modifiche:

        1) alla lettera a), le parole: «1.092,879 milioni» con le seguenti: «1.142,879 milioni» e all'elenco 1 allegato, alle dotazioni finanziarie delle spese del Ministro dell'economia e delle finanze, sostituire: «594.000» con: «624.000» e quindi apportare le seguenti variazioni:

            a) alla Missione «1 Politiche economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica» sostituire «12.000» con «37.000» e al Programma «1.4 Regolazioni contabili, restituzioni e rimborsi d'imposta», sostituire «10.000» con «35.000»;

            b) alla Missione «21 Debito pubblico», sostituire «40.000» con «65.000» e al Programma «21.1 Oneri per il servizio del debito statale», sostituire «40.000» con «65.000»;

        2) alla lettera e), sostituire le parole: «1.898,7 milioni» con le seguenti: «1.918,7 milioni».


2.48

CERONI

RESPINTO

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. All'articolo 48 del decreto-legge 189/2016 dopo il comma 11-bis è inserito il seguente:

        ''11-ter. Entro 30 giorni dal termine previsto dall'articolo 48, comma 11 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito nella legge 15 dicembre 2016, n. 229, per la ripresa della riscossione dei versamenti dei tributi non versati per effetto della sospensione di cui al decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 1ºsettembre 2016 e dall'articolo 48, commi 1-bis, 10 e 10-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito nella legge 15 dicembre 2016, n. 229 e s.m.i., i comuni possono prevedere la rateizzazione dei versamenti da parte dei contribuenti, senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori. Al fine di garantire l'ordinata ripresa dei pagamenti dei tributi e degli- emolumenti sospesi, il pagamento dei versamenti rateizzati potrà avvenire in un termine non inferiore a: 6 mesi per importi inferiori a 1.000 euro, 12 mesi per importi compresi tra 1.000 ed 5.000 euro e 24 mesi per importi superiori ad 5.000 euro''.

        Conseguentemente, ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibili in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190


2.49

CERONI

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

        «6-bis. All'art. 46 deI decreto-legge 50/2017:

        al comma 2, primo periodo, le parole: «Le imprese» sono sostituite dalle parole: «i soggetti titolari di reddito d'impresa e di lavoro autonomo»;

        al comma 2, primo periodo, le parole: «nel periodo dal 1º settembre 2016 al 31 dicembre 2016, rispetto al corrispondente periodo dell'anno 2015» sono sostituite dalle seguenti: «in un periodo di osservazione di 90 giorni (3 mesi) designato dall'impresa entro i termini compresi tra il 1º settembre 2016 ed il 27 agosto 2018, rispetto al corrispondente periodo di osservazione (3 mesi) dell'anno 2015»;

        al comma 2 lettera c), dopo le parole: «per l'esercizio dell'attività economica» vanno aggiunte le seguenti: «e professionale»;

        al comma 2, dopo la lettera d), inserire la seguente: «esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l'assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei datori di lavoro, sulle retribuzioni da lavoro dipendente»;

        al comma 3, le parole: «alle imprese che avviano la propria attività all'interno della zona franca entro il 31 dicembre 2017» sono sostituite dalle seguenti: «alle imprese che avviano la propria attività all'interno della zona franca entro il 31 dicembre 2017»;

        il comma 4 è sostituito dal seguente: «le esenzioni di cui ai commi 2 e 3 sono concesse per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e per quelli successivi fino a tutto il 2020 per le imprese già attive alla data del sisma, mentre per le imprese di nuovo insediamento la presente misura viene concessa a valere per un periodo di imposta di anni 3 (tre) decorrenti dalla data di inizio attività della nuova impresa»;

        al comma 5, le parole: "dal 1º febbraio 2017 al 31 maggio 2017" sono sostituite dalle seguenti: «in un periodo di osservazione di 90 giorni (3 mesi) designato dall'impresa entro i termini compresi tra il 1º febbraio 2017 ed il 27 agosto 2018, rispetto al corrispondente periodo di osservazione (3 mesi) dell'anno 2015;

        Conseguentemente, ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibili in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190).


2.50

COMAROLI, ARRIGONI, CANDIANI

RITIRATO

Al comma 7 sostituire le parole: «dal seguente» con le seguenti: «dai seguenti» e, al capoverso, aggiungere, infine, il seguente periodo: «I versamenti relativi ai piani di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa; ordinariamente concessi dall'INPS, ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389, già in corso alla data dell'evento sismico e successivamente sospesi, riprendono dalla data del 31 maggio 2018, mediante rateizzazione nel medesimo numero di rate previste dal piano di ammortamento originariamente comunicato.».


2.51

CERONI, MANDELLI, AZZOLLINI, BOCCARDI, RIZZOTTI

RESPINTO

Al comma 7, sostituire le parole da: «Gli adempimenti» fino a maggio 2018« con le seguenti: «Gli adempimenti e i pagamenti agevolati dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, nella sola misura del 40%, sospesi ai sensi del presente articolo, sono effettuati entro il 31 maggio 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di 120 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2018».

        Conseguentemente, all'onere derivante dall'applicazione della presente disposizione, valutato in euro 180 milioni per il 2017 e a 360 milioni di euro per il 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo nazionale per le politiche sociali di cui all'articolo 20 della legge 08 novembre 2000, n. 328.».


2.52

GIANLUCA ROSSI, PEZZOPANE, SANTINI

RITIRATO

Al comma 7, sostituire le parole: «entro il 31 maggio 2018» con le parole: «entro il 30 novembre 2018» e le parole: «mese di maggio 2018» con le parole: «novembre 2018».


2.53

DE PETRIS, BAROZZINO, PETRAGLIA, BOCCHINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, URAS

RESPINTO

Al comma 7 sostituire le parole: «31 maggio 2018» con le seguenti: «31 dicembre 2018».

        Conseguentemente all'articolo 9, comma 1, sostituire le parole: «300 milioni di euro per l'anno 2017» con le seguenti: «210 milioni di euro per l'anno 2017», e le parole: «200 milioni di euro per l'anno 2018» con le seguenti: «290 milioni di euro per l'anno 2018».

        e all'articolo 20, comma 3, sostituire le parole: «600 milioni di euro per l'anno 2018» con le seguenti: «335 milioni di euro per l'anno 2018».


2.54

DE PETRIS, BAROZZINO, PETRAGLIA, BOCCHINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, URAS

RESPINTO

Al comma 7 sostituire le parole: «31 maggio 2018» con le seguenti: «30 settembre 2018».

        Conseguentemente, all'articolo 9, comma 1, sostituire le parole: «300 milioni di euro per l'anno 2017» con le seguenti: «250 milioni di euro per l'anno 2017», e le parole: «200 milioni di euro per l'anno 2018» con le seguenti: «250 milioni di euro per l'anno 2018».

        e all'articolo 20, comma 3, sostituire le parole: «600 milioni di euro per l'anno 2018» con le seguenti: «460 milioni di euro per l'anno 2018».


2.55

VICARI, GUALDANI

RITIRATO

Al comma 7, sostituire le parole: «31 maggio 2018» con le seguenti: «30 settembre 2018».

        All'onere finanziario derivante dalla presente disposizione, pari a 136,5 milioni di euro per l'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del-decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come rifinanziato dal comma 2 dell'articolo 8 del presente decreto.


2.56

ARRIGONI, COMAROLI, CANDIANI

RESPINTO

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. Con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 2,comma 2, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, nell'ambito dei contributi erogati ai fini dell'articolo 5, comma 2 del medesimo decreto, sono comunque riconosciuti i danni economici di attrezzature, impianti e merci deperite, le spese sostenute per il trasloco, i danni per le strutture di esercizio che devono essere demolite, una tantum per il valore perso, anche per le imprese che cessano la propria attività a causa dei danni subiti dagli eventi sismici nei comuni di cui all'articolo 1 dello stesso decreto,».

        Conseguentemente, alla rubrica dell'articolo, dopo le parole: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi» inserire le seguenti: «e altri interventi».


2.57

ARRIGONI, COMAROLI, CANDIANI

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. L'indicazione dell'impresa affidataria dei lavori da parte del beneficiario dei contributi, di cui all'articolo 6, comma 13 e 12, comma 1, lettera d) del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, avviene a seguito all'approvazione definitiva del progetto da parte degli Uffici Speciali per la Ricostruzione.»

        Conseguentemente, alla rubrica dell'articolo, dopo le parole: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi» inserire le seguenti: «e altri interventi».


2.58

VICARI

Al comma 7, dopo le parole: «31 maggio 2018.» aggiungere le seguenti: «Al fine di consentire la piena realizzazione delle opere di ricostruzione dei territori interessati dagli eventi sismici del 2016 e di favorire la conseguente ripresa economica degli stessi, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, è autorizzato, qualora ne ravvisi la necessità, a disporre con proprio decreto la proroga del termine per gli adempimenti e i pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria di cui al periodo precedente. A tal fine, il Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate di cui all'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229 è incrementato di 130 milioni di euro per l'anno 2018».

        All'onere finanziario derivante dalla presente disposizione, pari a 130 milioni di euro per l'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009; n. 2, come rifinanziato dal comma 2 dell'articolo 8 del presente decreto.


2.59

ARRIGONI, COMAROLI, CANDIANI

RESPINTO

Dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 8 del decreto-legge 17 ottobre 2016 n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti:

        ''3-bis. È comunque dichiarata la compatibilità paesaggistica, ai fini dell'articolo 167 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per tutti i lavori e opere, anche se in assenza o difformità dall'autorizzazione paesaggistica, qualora realizzati nei territori di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis, a condizione che consistano nell'installazione, in area di proprietà privata, di strutture temporanee prefabbricate, utilizzate a finì di abitazione principale e acquistate autonomamente in luogo di soluzioni abitative di emergenza eventualmente consegnate dalla Protezione Civile. Nei casi di cui al presente comma non si fa luogo alle sanzioni di cui al comma 5 del citato articolo 167 del decreto legislativo n. 42 del 2004.

        3-ter. Rientrano tra i lavori da eseguire senza alcun titolo abilitativo, come definiti ai sensi del comma 1, dell'articolo 6 del Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, e nel rispetto delle condizioni ivi previsti, lavori e opere realizzati nei territori di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis, a condizione che consistano nell'installazione, in area di proprietà privata, di strutture temporanee prefabbricate, utilizzate a fini di abitazione principale e acquistate autonomamente in luogo di soluzioni abitative di emergenza eventualmente consegnate dalla Protezione Civile; a seguito alla conclusione dello stato di emergenza è fatto salvo il rispetto della cubatura massima edificabile nell'area di proprietà, come stabilita dagli strumenti urbanistici vigenti, anche attraverso la successiva demolizione parziale o totale dell'edificio esistente dichiarato inagibile.

        3-quater . Le ordinanze di demolizione e restituzione in pristino e le misure di sequestro preventivo emanate fino alla data dell'entrata in vigore della presente disposizione, per i lavori e opere che rispettino le condizioni di cui ai commi 3-bis e 3-ter, sono nulle.''».

        Conseguentemente, alla rubrica dell'articolo, dopo le parole: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributati e contributivi» inserire le seguenti: «e altri interventi».


2.60

COMAROLI, ARRIGONI, CANDIANI

Dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 8, comma4, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, le parole: ''31 dicembre 2017'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 marzo 2018''».

        Conseguentemente, alla rubrica dell'articolo, dopo le parole: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi» inserire le seguenti: «e altri interventi».


2.61

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 8, comma 5, lettera c), del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, le parole: ''per lavori di importo superiore a 150.000,00 euro'' sono sostituite dalle seguenti: ''per lavori di importo superiore ai 258.000,00 euro''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.62

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 10, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, dopo il comma 1 è inserito il seguente comma:

        ''1-bis. Al fine di consentire una ricostruzione veloce e corretta dal punto di vista architettonico ed edilizio, la non ammissibilità a contributo prevista per gli edifici di cui al comma 1, del presente articolo non si applica agli edifici pubblici o privati da acquisire al patrimonio pubblico e agli edifici privati siti nei centri storici o integrati in aggregati edilizi, al fine di realizzare progetti funzionali alla riqualificazione urbanistica delle zone e degli aggregati interessati. A detti immobili vengono riconosciuti gli stessi benefici di quelli agibili al momento del sisma, o a quelli a destinazione pubblica''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.63

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 11 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, dopo il comma 11 è inserito il seguente:

        ''11-bis. Per l'esecuzione e la realizzazione di piani di recupero e/o progetti finalizzati al pieno rispristino del tessuto urbano in centri storici e in nuclei urbani e rurali, i comuni possono procedere ad acquisire in proprietà, in deroga agli attuali vincoli imposti dall'articolo 1, comma 138, della legge 24 dicembre 2012 n. 228. I comuni dovranno necessariamente vincolare l'acquisto di detti immobili, in deroga alla suddetta legge, all'esecuzione di piani di recupero di centri storici e di nuclei urbani e rurali''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.64

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 12 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) il comma 1 è sostituito dal seguente:

        ''1. Fuori dei casi disciplinati dall'articolo 8, comma 4, l'istanza di concessione dei contributi è presentata dai soggetti legittimati di cui all'articolo 6, comma 2, all'ufficio speciale per la ricostruzione territorialmente competente attraverso la presentazione di una domanda di preistruttoria, alla quale sono obbligatoriamente allegati i seguenti documenti:

                a) Scheda AeDES di cui all'articolo 8, comma 1, redatta a norma del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 maggio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 113 del 7 maggio 2011 (anche da parte del personale tecnico del Comune o da personale tecnico e specializzato di supporto al Comune appositamente formato, senza ulteriori oneri per la finanza pubblica);

                b) Relazione tecnica asseverata a firma di professionista abilitato e iscritto all'elenco speciale di cui all'articolo 34, attestante la riconducibilità causale diretta dei danni esistenti (agli eventi sismici di cui all'articolo 1);

                c) La documentazione che attesti la legittimità del Beneficiario alla concessione del contributo, ai sensi della Legge 229/2016.

                d) Relazione tecnica che individui il livello operativo dell'immobile sulla base dello stato di danno e del grado di vulnerabilità;

                e) Relazione che individui il costo parametrico riferito al livello operativo individuato per l'immobile in questione sulla base di quanto previsto nelle apposite Ordinanze emanate dal Commissario.

        L'Ufficio Speciale della Ricostruzione, previa verifica della completezza della domanda di preistruttoria ricevuta e della documentazione alla stessa allegata, determina il contributo concedibile con apposito provvedimento. Con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 2, comma 2, sono definiti modalità e termini per la presentazione delle domande di preistruttoria e per l'istruttoria delle stesse''.

            b) dopo il comma 1, è inserito il seguente comma:

        ''1-bis. A seguito dell'ottenimento del provvedimento di cui al comma 1, i soggetti legittimati di cui all'articolo 6, comma 2 provvederanno ad inviare all'ufficio speciale per la ricostruzione territorialmente competente, unitamente alla richiesta del titolo abilitativo necessario in relazione alla tipologia dell'intervento progettato, apposita domanda di contributo a cui sono obbligatoriamente allegati, oltre alla documentazione necessaria per il rilascio del titolo edilizio:

                a) progetto degli interventi proposti, con l'indicazione delle attività di ricostruzione e riparazione necessarie nonché degli interventi di miglioramento sismico previsti riferiti all'immobile nel suo complesso, corredati da computo metrico estimativo da cui risulti l'entità del contributo richiesto''».

                b) indicazione dell'impresa affidataria dei lavori, con allegata documentazione relativa alla sua selezione e attestazione dell'iscrizione nella Anagrafe di cui all'articolo 30, comma 6».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.65

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 13 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

        ''4-bis. Sono altresì ammessi a finanziamento gli immobili danneggiati o resi inagibili a seguito della crisi sismica del 1997/1998 (terremoto Marche/Umbria), ed ulteriormente danneggiati qualora a suo tempo inseriti in un piano di interventi (seconde case, beni culturali, beni ecclesiali, edifici pubblici) ma non eseguiti per esaurimento dei finanziamenti pubblici necessari. Nel caso in cui detti immobili abbiano iniziato il percorso amministrativo di autorizzazione all'esecuzione dei lavori ai sensi della legge n. 61/1998, (gruppi di lavoro o conferenza dei servizi), gli interventi potranno essere completati con le stesse procedure ma con i criteri tecnici di cui alla L. 229/2016 e sue Ordinanze attuative''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi fu favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.66

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 14 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, il comma 3-bis è sostituito dal seguente:

        ''3-bis. Gli interventi funzionali alla realizzazione dei piani previsti dalle lettere a), a-bis), b) e c) del comma 2 costituiscono presupposto per l'applicazione della procedura di cui all'articolo 63, comma 1, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Conseguentemente, per gli appalti pubblici di lavori, di Servizi e di forniture da aggiudicarsi da parte del Commissario straordinario o dei soggetti attuatori di cui all'articolo 15 del medesimo decreto legge n. 189/2016, nonché i Comuni, le Unioni Montane, e le Province, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 63, commi 1 e 6, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e relazione, l'invito, contenente l'indicazione dei criteri di aggiudicazione dell'appalto, è rivolto, sulla base del progetto definitivo o esecutivo, ad almeno cinque operatori economici sorteggiati tra gli iscritti nell'Anagrafe antimafia degli esecutori prevista dall'articolo 30 del presente decreto o degli elenchi tenuti dalle Prefetture – Uffici Territoriali del Governo, ai sensi dell'articolo 1, comma 52 della Legge 6 novembre 2012, n. 190. Da parte del Commissario straordinario o dei soggetti attuatori di cui all'articolo 15 del medesimo decreto legge n. 189/2016, nonché i Comuni, le Unioni Montane, e le Province si applicano le disposizioni di cui all'articolo 30, comma 6 del presente decreto''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.67

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 15 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunta la seguente lettera:

        ''c-bis) i Comuni, le Unioni Montane e le Province per i territori e le opere di rispettiva competenza'';

            b) il comma 2 è sostituito dal seguente:

        ''2. Le Diocesi, fermo restando la facoltà di avvalersi del Ministero dei beni e delle attività culturali e del Turismo, possono essere soggetti attuatori per i beni di propria competenza''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.68

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 17 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) dopo il primo periodo del comma 1, inserire il seguente: ''per le azioni di crowdfunding promosse da Comuni, enti religiosi, istituzioni della Chiesa Cattolica ed altre confessioni religiose per la realizzazione dei lavori su beni immobili e culturali, danneggiati dal sisma o funzionali alla ripresa delle normali attività economiche o di culto, di cui al presente articolo, per le erogazioni liberali a valere sulla stessa tipologia di beni di cui al comma 1 i donatori potranno godere del credito d'imposta nella misura del 65 per cento qualora trattasi di beni o aree tutelate ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio2004 n. 42 o del 50 per cento per tutte le altre iniziative'';

            b) dopo il comma 2 è inserito il seguente:

        ''2-bis. Ai progetti ed alle raccolte fondi promosse da enti locali, diocesi, entri religiosi o morali realizzati attraverso il meccanismo del cosiddetto crowdfunding' per la realizzazione di opere, strutture o interventi di ripristino, sostituzione e/o messa in sicurezza del patrimonio culturale, sociale o religioso, strettamente connessi con il ripristino funzionale la ripresa delle attività morali e sociali compromesse dagli eventi sismici si applica il medesimo regime di agevolazione fiscale previsto per i corrispondenti progetti di Art-Bonus e si applicano altresì le disposizioni previste ai sensi del presente articolo''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.69

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE, SANTINI

RITIRATO

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 44 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertita; con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, il comma 1 è sostituito dal seguente:

        ''1. Il pagamento delle rate in scadenza negli esercizi 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020 dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti S.p.a. ai Comuni ai cui agli allegati 1, 2 e 2-bis, nonché alle Province in cui questi ricadono e di quelli trasferiti al Ministero dell'economia e delle finanze in attuazione dell'articolo 5, commi 1 e 3, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, dall'Istituto del Credito Sportivo e dagli altri istituti di Credito privati, previo accordo con l'ABI, non ancora effettuato, rispettivamente, alla data di entrata in vigore del presente decreto per i Comuni di cui all'allegato 1 e alla data di entrata in vigore del decreto-legge 11 novembre 2016, n. 205, per i Comuni di cui all'allegato 2, e dalla data di entrata in vigore della presente legge di conversione del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, per i Comuni di cui all'allegato 2-bis, è differito, senza applicazione di sanzioni e interessi, all'anno immediatamente successivo alla data di scadenza del periodo di ammortamento, sulla base della periodicità di pagamento prevista nei provvedimenti e nei contratti regolanti i mutui stessi. Ai relativi oneri si provvede ai sensi dell'articolo 52''».


2.70

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

RITIRATO

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 44 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, dopo il comma 3 è inserito il seguente:

        ''3-bis. Gli enti locali di cui all'allegato 1, 2 e 2-bis possono impegnare nel corso dell'esercizio provvisorio del bilancio, in aggiunta a quanto previsto dal secondo periodo dell'articolo 163, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le spese derivanti dall'attuazione delle disposizioni contenute nelle ordinanze di Protezione civile e di quelle del Commissariato alla ricostruzione di cui all'articolo 2, comma 2, finalizzate alla gestione della situazione emergenziale, nonché al ripristino della funzionalità degli uffici e dei servizi pubblici di propria competenza''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.71

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 44 del decreto-legge 17- ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, dopo il comma 2-bis è aggiunto il seguente:

        ''2-ter. Fino al termine previsto per il periodo emergenziale, per lo svolgimento delle attività direttamente connesse con l'assistenza alle popolazioni colpite e la realizzazione degli interventi urgenti nei territori di rispettiva competenza, agli amministratori locali dei comuni interessati dall'evento sismico in premessa, non si applicano i limiti di cui all'articolo 79, comma 4, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Agli stessi amministratori, qualora intendano usufruire dell'aspettativa piena per la totalità dell'erario lavorativo, viene riconosciuta l'intera indennità di funzione prevista all'articolo 82 del decreto legislativo n. 267 del 2000''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.72

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 45 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1 primo periodo le parole: ''non oltre il 31 dicembre 2016'' sono sostituite dalle seguenti: ''non oltre il 27 agosto 2018'';

            b) al comma 3 le parole: ''onere di cui al comma 1, pari a 124,5 milioni di euro per l'anno 2016'' sono sostituite dalle seguenti: ''l'onere ai cui al comma 1, pari a 375 milioni di euro per gli anni 2016, 2017 e 2018'';

            c) al comma 4 le parole: ''è riconosciuta, per l'anno 2016 nel limite di 134,8 milioni di euro per il medesimo anno'' sono sostituite dalle seguenti: ''è riconosciuta, per gli anni 2010, 2017 e 2018 nel limite di 250 milioni di euro per i medesimi anni'';

            d) al comma 8 le parole: ''dal 24 agosto 2016 al 30 settembre 2017'' e le parole: ''dal 76 ottobre 2016 al 30 settembre 2017'' sono rispettivamente sostituite dalle seguenti: ''dal 24 agosto 2016 al 30 settembre 2018'' e il dal 26 ottobre 2016 al 30 settembre 2018''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.73

BULGARELLI, MANGILI, LEZZI, PUGLIA

RITIRATO

Il comma 7, è sostituito dal seguente:

        «7. All'articolo 48, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, sono apportate le seguenti modifiche:

            a) al comma 1, in fine, sostituire le parole: ''fino al 31 dicembre 2016'' con le seguenti: ''fino al31 dicembre 2018'';

            b) al comma 1-bis, primo periodo, sostituire le parole: ''fino al 31 dicembre 2017'' con le seguenti: ''fino al 31 dicembre 2018'';

            c) al comma 1-quater, sostituire le parole: ''Con riferimento al periodo d'imposta 2016'' con le seguenti: ''Con riferimento ai periodi di imposta 2016e 2017'';

            d) al comma 3, sostituire le parole: ''Fino al 31 dicembre 2016'' con le seguenti: ''Fino al 31 dicembre 2018'';

            e) al comma 10, primo periodo, sostituire le parole: ''al 30 novembre 2017'' con le seguenti: ''al 30 novembre 2018'' e al secondo periodo, sostituire le parole: ''al 31 dicembre 2017'' con le seguenti: ''31 dicembre 2018'';

            f) al comma 11, al primo periodo, sostituire le parole: ''16 dicembre 2018'' con le seguenti: ''16 dicembre 2018'' e al secondo periodo, sostituire le parole: ''di 9 rate mensili di pari importo, a decorrere dal 16 febbraio 2018'' con le seguenti: ''di 12 rate mensili di pari imposto, a decorrere dal 16 febbraio 2019'';

            g) al comma 12, sostituire le parole: ''entro il mese di febbraio 2018'' con le seguenti: ''entro il mese di febbraio 2019'';

            h) Al comma 13, il terzo periodo è sostituito dal seguente: ''Gli adempimenti e i pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, sospesi ai sensi del presente articolo, sono effettuati entro il 31 maggio 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di 24 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2018''».

        Conseguentemente all'articolo 20, apportare le seguenti modifiche:

        3) al comma 5, lettera a), le parole: «1.092,879 milioni» con le seguenti: «1.142,819 milioni» e all'elenco 1 allegato, alle dotazioni finanziarie delle spese del Ministero dell'economia e delle finanze, sostituire: «594.000» con: «624.000» e quindi apportare le seguenti variazioni:

            c) alla Missione «1. Politiche economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica», sostituire «12.000» con «37.000» e al Programma «1.4 Regolazioni contabili, restituzioni e rimborsi d'imposta», sostituire «10.000» con «35.000»;

            d) alla Missione «21 Debito pubblico», sostituire «40.000» con «65.000» e al Programma «21.1 Oneri per il servizio del debito statale», sostituire «40.000» con «65.000»;

        4) dopo il comma 5, inserire il seguente:

        «5-bis. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le aliquote dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale di cui all'elenco contenuto nel rapporto annuale sulle spese fiscali di cui articolo 21, comma 11-bis, della legge n. 196 del 2009; con eccezione delle detrazioni per lavoro dipendente ed assistenza, sono modificati, soppressi o ridotti, a decorrere dal l gennaio 2018, al fine di assicurare maggiori entrate pari a 750 milioni di euro annui a decorrere dal 2018. Nei casi in cui la disposizione del primo periodo del presente comma non sia suscettibile di diretta e immediata applicazione, con uno o più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalità tecniche per l'attuazione del presente comma con riferimento ai singoli regimi interessati».


2.74

CERONI

RESPINTO

Sostituire il comma 7 con il seguente:

        «7. All'articolo 48 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, punto 1, aggiungere la lettera m) con il seguente testo: ''il pagamento dei canoni di locazione di qualsiasi natura, relativi ad immobili distrutti o dichiarati non agibili, di proprietà di soggetti privati è sospeso sino alla conclusione degli interventi di ripristino degli immobili, con- facoltà per il Commissario straordinario di individuare f9rme di compensazione per i proprietari degli stessi'';

            b) al comma 1-bis le parole: ''fino al 31 dicembre 2017'' sono sostituite dalle seguenti: ''27 agosto 2018'';

            c) al comma 8 le parole: ''per l'anno di domanda 2016'' sono sostituite dalle seguenti: ''per gli anni di domanda 2016 e 2017, 2018 e 2019'';

            d) sostituire il comma 10 con il seguente: ''10. Il termine del 16 dicembre 2016 di cui all'articolo 1 del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 1º settembre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 5 settembre 2016 è prorogato al 27 agosto 2018. La sospensione dei termini relativi agli adempimenti e versamenti tributari prevista dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 10 settembre 2016 si applica anche ai soggetti residenti o aventi sede legale o operativa nei comuni indicati nell'allegato 1 al presente decreto, non ricompresi nell'allegato al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 1º settembre 2016. Non si fa luogo a rimborso di quanto già versato'';

            e) sostituire il comma 11 con il seguente: ''11. La ripresa della riscossione dei tributi non versati per effetto della sospensione, disposta con il citato decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 1º settembre 2016 e dai commi 1-bis, 10 e 10-bis, avviene entro il 31 dicembre 2018. Tutti i soggetti che hanno beneficiato dei suddetti termini di sospensione possono versare le relative somme dovute senza applicazione di sanzioni e interessi, mediante rateizzazione fino a un massimo di 36 rate mensili di pari importo a decorrere dal 31 dicembre 2018. Il versamento nelle ritenute non operate ai sensi del comma 1-bis del presente articolo può essere disciplinato, subordinatamente e comunque nei limiti della disponibilità di risorse del fondo previsto dall'articolo 1, comma 430, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, con decreto del Ministro, dell'economia e delle finanze da emanare entro il 30 novembre 2017, ai sensi dell'articolo 9, comma 2-bis, della legge 27 luglio 2000, n. 212, e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica'';

            f) al comma 12 le parole: ''entro il mese di febbraio 2018'' sono sostituite dalle seguenti: ''entro il 27 agosto 2018'';

            g) al comma 12-ter le parole: ''non versate dai Comuni interessati per l'anno 2017'' sono sostituite dalle seguenti: ''non versate dai Comuni interessati per gli anni 2017 e 2018''. Le parole: ''a decorrere da febbraio 2018'' sono sostituite dalle parole: ''a decorrere da febbraio 2019''. All'ultimo periodo le parole: ''nell'anno 2017'' sono sostituite dalle parole: ''negli anni 2017 e 2018'' e le parole: ''entro il termine del 31 dicembre 2017'' sono sostituite dalle parole: ''entro il termine del 31 dicembre 2018'';

            h) dopo il comma 13-bis, aggiungere il seguente: '' 13-ter. Al termine dei vari periodi di sospensione previsti per gli adempimenti e per i versamenti dei tributi e contributi a vario titolo dovuti (compresa la c.d. busta paga pesante), oltre che delle utenze per pubblici servizi, si prevede che le modalità di versamento vengano stabilite con apposito decreto ministeriale, che preveda la possibilità di rateizzare i versamenti senza applicazione- di interesse alcuno. Al fine di garantire l'ordinata ripresa dei pagamenti dei tributi e degli emolumenti sospesi, il suddetto decreto dovrà comunque prevedere che la possibilità di versamento delle somme dovute venga effettuato mediante rateizzazioni che consentano la restituzione in un termine non inferiore a 36 mesi per importi fino a euro 5.000,00 e 72 mesi per importi superiori ad euro 5.000,00. I limiti di importo anzidetto sono da intendersi riferiti al singolo tributo, emolumento, o importo dovuto per utenza di pubblici servizi'';

            i) dopo il comma 13-ter aggiungere il seguente: '' 13-quater.  per i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016 relativamente ai soggetti cui si applicano le disposizioni recate dall'articolo 48, comma 1, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, sono prorogati di due annui i termini e le scadenze previsti dai commi 1, 2, 3, 3-ter e 12 del presente articolo''. Fermi i termini di cui sopra, per il pagamento in unica soluzione, è possibile chiedere ai soggetti autorizzati all'esercizio del credito un finanziamento assistito dalla garanzia dello stato da erogare trenta giorni prima della scadenza. A tale fine, i predetti soggetti finanziatori possono contrarre finanziamenti, di cui al comma 3 del presente articolo, da erogare alla medesima data;

            j) dopo il comma 14, inserire il seguente: ''14-bis. I termini di cui al comma 10 del presente articolo si applicano anche ai versamenti verso le amministrazioni pubbliche, effettuati o a carico di professionisti, consulenti e centri di assistenza fiscale che abbiano sede o operino nei Comuni di cui agli allegati 1 e 2, per conto di aziende e clienti non operanti nel territorio, nonché di società di servizi e di persone in cui i soci residenti nei territori colpiti dal sisma rappresentino almeno il 50 per cento del capitale sociale'';

            k) dopo il comma 14-bis inserire il seguente: ''14-ter. Gli adempimenti diversi dai versamenti, verso le amministrazioni pubbliche effettuati o a carico di professionisti, consulenti e centri di assistenza fiscale che abbiano sede o operino nei Comuni di cui agli allegati 1 e 2, per conto di aziende e clienti non operanti nel territorio, nonché di società di servizi e di persone in cui i soci residenti nei territori colpiti dal sisma rappresentino almeno il 50 per cento del capitale sociale, sono regolarizzati senza sanzioni entro il 28 febbraio 2018'';

            l) al comma 15 le parole: ''fino a un massimo di diciotto rate mensili'' sono sostituite dalle seguenti: ''fino ad un massimo di trentasei rate mensili'';

            m) al comma 16 primo periodo, le parole: ''purché distrutto od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, comunque adottate entro il 28 febbraio 2017'' sono sostituite dalle seguenti: ''purché distrutto od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, comunque adottate entro il 28 febbraio 2018'';

        Conseguentemente, ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibile in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.


2.75

COMAROLI, ARRIGONI, CANDIANI

RITIRATO

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. È istituito, entro 30 giorni dalla data della conversione in legge del presente decreto, un tavolo tecnico, presso la struttura del Commissario straordinario di Governo per la ricostruzione, a cui partecipano il Commissario medesimo, rappresentanti dei soggetti coinvolti e rappresentanti dell'ABI, al fine di esaminare la sussistenza delle condizioni per la ricontrattazione dei mutui di cui all'articolo 48, comma 1, lettera g), del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, e per la fattibilità della relativa, estinzione, previa verifica delle risorse occorrenti».

        Conseguentemente, alla rubrica dell'articolo, dopo le parole: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributati e contributivi» inserire le seguenti: «e altri interventi».


2.76

CERONI

RITIRATO

Dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 48 del decreto-legge n. 189 del 2016, dopo il comma 16 è inserito il seguente:

        ''16-bis. Al fine di evitare disavanzi in sede di rendiconto 2016 e 2017, i comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis sono autorizzati, in deroga ai princìpi contabili di cui all'allegato 4/2 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i., ad accertare contributi pari alla differenza tra le entrate tributarie ordinariamente acquisite e i gettiti effettivamente riscontrati nel 2016, nonché prevedere contributi compensativi per gli esercizi 2017 e 2018in base all'ammontare prevedibile del gettito tributario, anche con riferimento all'operare della sospensione disposta dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 1º settembre 2016, e successivamente con la citata legge n.229 del 2016. Gli stessi comuni sono autorizzati ad accertare fu maniera convenzionale nel triennio 2017-2020 le entrate da trasferimenti in misura pari alle spese sostenute per assistenza alla popolazione, per interventi di messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal sisma, e per il ripristino della viabilità in conseguenza degli eventi sismici e degli eventi atmosferici del gennaio 2017. L'autorizzazione all'accertamento si applica altresì all'eventuale revisione dei contratti di servizio riguardanti la gestione di rifiuti e alle perdite di gettito TARI di cui all'articolo 1, comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147''».

        Conseguentemente, ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibili in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.


2.77

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 48 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, dopo il comma 16 è inserito il seguente:

        ''16-bis. Al fine di evitare disavanzi in sede di rendiconto 2016 e 2017, i Comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis sono autorizzati, in deroga ai princìpi contabili di cui all'allegato 4/2 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i., ad accertare contributi pari alla differenza tra le entrate tributarie ordinariamente acquisite e i gettiti effettivamente riscontrati nel 2016, nonché prevedere contributi compensativi per gli esercizi 2017 e 2018 in base all'ammontare prevedibile del gettito tributario, anche con riferimento all'operare della sospensione disposta dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 1º settembre 2016, e successivamente con la citata legge n. 229 del 2016. Gli stessi comuni sono autorizzati ad accertare in maniera convenzionale nel triennio 2017-2020 le entrate da trasferimenti in misura pari alle spese sostenute per assistenza alla popolazione, per interventi di messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal sisma, e per il ripristino della viabilità in conseguenza degli eventi sismici e degli eventi atmosferici del gennaio 2017. L'autorizzazione all'accertamento si applica altresì all'eventuale revisione dei contratti di servizio riguardanti la gestione di rifiuti e alle perdite di gettito TARI di cui all'articolo 1, comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.78

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 7-bis.

        1. All'articolo 50, comma 9-bis, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, dopo le parole: ''è incrementata di euro 146,3 milioni per l'anno 2016'' viene aggiunto il seguente periodo: ''e di euro 80 per ciascuno degli anni 2017, 2018, 2019''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.79

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 50, comma 3-bis, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229, le lettere a) e b) sono sostituite dalle seguenti:

            ''a) le amministrazioni statali di provenienza provvedono, con oneri a proprio carico esclusivo, al pagamento del trattamento economico fondamentale nonché dell'indennità di amministrazione. Qualora l'indennità di amministrazione risulti inferiore a quella prevista per il personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Commissario Straordinario provvede al rimborso delle sole somme eccedenti l'importo dovuto, a tale titolo, dall'amministrazione statale di provenienza;

            b) il trattamento economico fondamentale e le indennità di amministrazione del personale della struttura Commissariale provenienti da amministrazioni diverse da quelle statali e, in particolare, da Comuni e Regioni sono posti a totale carico del Commissario, Straordinario. Alle spese necessarie per il suddetto personale di provvede con le risorse della contabilità speciale prevista dall'articolo 4 comma 3 del decreto-legge n. 189 del 2016''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.80

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 50-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge l S dicembre 2016 n. 229, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) dopo il comma 1-bis è inserito il seguente:

        ''1-ter. Ai sensi di quanto previsto dal presente articolo si dà facoltà alle stazioni uniche appaltanti e alle centrali uniche di committenza ricomprese nei territori dei Comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis del presente decreto di assumere numero xxx unità di personale per l'espletamento di compiti strettamente connessi con l'affidamento di appalti nella gestione della ricostruzione dei edifici pubblici e di pubblico interesse. Le suddette assunzioni di personale a tempo determinato saranno a valere per gli anni 2018, 2019 e 2020 e ai relativi oneri si fa frante nel limite di xxx milione di euro per ciascun anno con le risorse disponibili sulla contabilità speciale di cui all'articolo 4 comma 3 del presente decreto'';

            b) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti:

        ''5-bis. Al fine di garantire a tutti gli Enti coinvolti dagli eventi sismici adeguata assistenza sotto il profilo giuridico, amministrativo e finanziario, su richiesta dei comuni facenti parte degli allegati 1, 2 e 2-bis, il Ministero dell'Interno assegna d'ufficio un soggetto che ha conseguito l 'idoneità in un precedente corso per l'acceso in carriera dei segretari comunali ma che non ha ancora preso servizio.

        5-ter. In alternativa alle modalità individuate dal comma 5-bis la prefettura, d'intesa con l'ANCI mediante sottoscrizione di un apposito protocollo d'intesa predispone un elenco di segretari in servizio che abbiano dato la propria disponibilità a coprire a scavalco, per brevi periodi, le sedi vacanti dei comuni di agli allegati 1, 2 e 2 bis''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.81

CERONI

Dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 50-bis del decreto-legge n. 189 del 2010 viene aggiunto il comma 5-bis con il seguente testo:

        ''5-bis. Al fine di garantire a tutti gli Enti coinvolti dagli eventi sismici adeguata assistenza sotto il profilo giuridica, amministrativo e finanziario, su richiesta dei comuni facenti parte degli allegati 1, 2 e 2-bis, il Ministero dell'Interno assegna d'Ufficio un soggetta che ha conseguita l'idoneità in un precedente corsa per l'acceso in carriera dei segretari comunali ma che non ha ancora preso servizio.

        5-ter. In alternativa alle modalità individuate dal comma precedente la Prefettura, d'intesa con l'ANCI mediante sottoscrizione di un, apposito protocollo d'intesa predispone un elenco di segretari in servizio che abbiano data la propria disponibilità a aprire a scavalco, per brevi periodi, le sedi vacanti dei comuni di agli allegati 1, 2 e 2-bis''».


2.82

CERONI

Dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 50 del decreto-legge n. 189 del 2016 sono così integralmente sostituite:

        ''Le lettere a) e b) del comma 3-bis dell'articolo 50 del decreto-legge n. 189 del 2016 sono così integralmente sostituite:

            'a) le amministrazioni statali di provenienza provvedono, con oneri a proprio carico esclusivo, al pagamento del trattamento economico fondamentale nonché dell'indennità di amministrazione. Qualora l'indennità di amministrazione risulti inferiore a quella prevista per il personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Commissario Straordinario provvede al rimborso delle sole somme eccedenti l'importo dovuto, a tale titolo, dall'amministrazione statale di provenienza;

            b) il trattamento economico fondamentale e le indennità di amministrazione del personale della struttura Commissariale proveniente. da amministrazioni diverse da quelle statali e) in particolare, da Comuni e Regioni sono pasti a totale carico del Commissario Straordinario. Alle spese necessarie per il suddetto personale di provvede con le risorse della contabilità speciale prevista dall'articolo 4 comma 3 del decreto-legge n. 189 del 2016'''».

        Conseguentemente, ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte a esigenze indifferibili in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.


2.83

CERONI

Dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. A decorrere dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, i soggetti residenti alla data del 24 agosto, 26 e 30 ottobre 2016, e 18 gennaio 2017 in uno dei Comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229 e successive modificazioni, possono presentare richiesta alle banche, intermediari finanziari iscritti nell'albo di cui all'articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, e alla Cassa depositi e prestiti S.p.a., l'estinzione anticipata dei pagamenti di. cui all'articolo 48, comma 1, lettera g), del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 20t6, n. 229, limitatamente alle attività economiche e produttive nonché per i soggetti privati per i mutui relativi alla prima casa di abitazione, inagibile o distrutta».

        Conseguentemente, ai relativi oneri, pari a 100 milioni di euro a decorrere dal 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato. di previsione del Ministero dell'Economie e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero.


2.84

CERONI

Dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis. In favore di titolari di attività economiche, produttive e professionali che alla data del 24 agosto 2016 operavano in uno dei Comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229 e successive modificazioni e che, a causa degli eventi sismici, non potranno riprendere le proprie attività, è riconosciuta, per l'anno 2018, nel limite di 180 milioni di euro per il medesimo anno e nel rispetto della normativa europea e nazionale in materia di aiuti di Stato:

            a) una indennità una tantum pari al 50 per cento del mancato introito;

            b) la corresponsione di una somma pari alle spese sostenute per il trasloco;

            c) la corresponsione di una somma pari all'importo del danno subito ad attrezzature, impiantistica e merci».

        Conseguentemente, ai relativi oneri, pari a 180 milioni di euro per il 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'Economie e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero.


2.85 (testo 2)

BROGLIA, VACCARI, BERTUZZI, COLLINA, IDEM, LO GIUDICE, PAGLIARI, PIGNEDOLI, PUGLISI, SANGALLI, VALDINOSI, PEZZOPANE

RITIRATO

Dopo il comma 7 inserire i seguenti:

        «7-bis. il termine di scadenza dello stato di emergenza conseguente agli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, di cui all'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, è prorogato al 31 dicembre 2020. A far data dal 2° gennaio 2019, il perimetro dei comuni dell'Emilia-Romagna colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 ed interessati dalla proroga dello stato di emergenza e della relativa normativa emergenziale, precedentemente individuato dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze Io giugno 2012, richiamato dall'articolo 1 del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge Io agosto 2012, n. 122, e integrato dall'articolo 67-septies del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, è così ridotto: Bastiglia, Bomporto, Bondeno, Camposanto, Carpi, Cavezzo, Cento, Concordia sulla Secchia, Crevalcore, Fabbrico, Ferrara, Finale Emilia, Galliera, Guastalla, Luzzara, Medolla, Mirandola, Novi di Modena, Pieve di Cento, Poggio Renatico, Ravarino, Reggiolo, Rolo, San Felice sul Panaro, San Giovanni in Persiceto, San Possidonio, San Prospero, Soliera, Terre del Reno, Vigarano Mainarda. I Presidenti delle Regioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge Io agosto 2012, n. 122, in qualità di Commissari delegati, possono procedere con propria ordinanza, valutato l'effettivo avanzamento dell'opera di ricostruzione, a ridurre il perimetro dei Comuni interessati dalla proroga dello stato di emergenza e della relativa normativa emergenziale.

7-ter. È alimentato per euro 70 milioni il fondo per la ricostruzione di cui all'articolo 2 del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge Io agosto 2012, n. 122, per far fronte a tutte le altre spese diverse da quelle di investimento di cui al comma 1. Agli oneri derivanti dal presente comma si provvede mediante riduzione di pari importo dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3-bis, comma 6 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 35.

 7-quater. Al comma 14-bis dell'articolo 10 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, come modificato dall'articolo 11, comma 2-ter, del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2016, n. 21, al primo periodo, le parole: "negli anni 2015, 2016, 2017 e 2018" sono sostituite dalle seguenti: "negli anni 2015, 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020" e, al secondo periodo, le parole: "per ciascuno degli anni 2015, 2016, 2017 e 2018" sono sostituite dalle seguenti: "per ciascuna annualità".

7-quinquies. Al fine di assicurare il completamento delle attività connesse alla situazione emergenziale prodottasi a seguito del sisma del 20 e 29 maggio 2012, la struttura commissariale istituita presso la Regione Emilia-Romagna, ai sensi del comma 5 dell'articolo 1, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge Io agosto 2012, n. 122, i comuni colpiti dal sisma individuati ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del sopra citato decreto-legge 74/2012, e dall'articolo 67-septìes del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, le prefetture delle province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia e gli uffici regionali dell'Emilia-Romagna del MIBACT, sono autorizzati ad assumere personale con contratto di lavoro flessibile, in deroga ai vincoli di cui ai commi 557 e 562 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e di cui al comma 28 dell'articolo 9 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per le annualità 2019 e 2020, nei medesimi limiti della spesa previsti per le annualità 2017 e 2018 e con il seguente riparto percentuale: il 78% alle unioni dei comuni o, ove non costituite, ai comuni, il 16% alla struttura commissariale della Regione Emilia-Romagna, il 2% per gli uffici regionali dell'Emilia-Romagna del MIBACT e il 4% alle prefetture sopra citate. Agli oneri di cui al presente comma si provvede mediante utilizzo delle risorse di cui al comma 7-ter. 7-sexies. All'articolo 14 del decreto-legge 30 dicembre 2016 n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, il comma 9 è sostituito dal seguente: "9. Il termine di cui al comma 3 dell'articolo 6-sexies del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, è prorogato al 31 dicembre 2020. Ai relativi oneri, pari a 600.000,00 euro per ciascuna annualità, si provvede nell'ambito e nei limiti delle risorse del Fondo per la ricostruzione di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge Io agosto 2012, n. 122.

7-septies. La quota non utilizzata, pari a 35 milioni di euro, delle risorse accantonate, a valere sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3-bis, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, per far fronte alla copertura degli oneri derivanti dalla sospensione dei mutui degli enti locali colpiti dal sisma del maggio 2012 per le annualità 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018, rientra nelle disponibilità delle contabilità speciali intestate ai Commissari delegati di cui al Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 20-29 maggio 2012 previsto dall'articolo 2 del decreto-legge 6 giugno 2012, n.74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 agosto 2012, n. 122.

 

7-octies. All'articolo 20, comma 9, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: «Il presente articolo non si applica altresì ai contratti di somministrazione di lavoro presso le Pubbliche Amministrazioni, eccezione fatta per i lavoratori assunti, ai sensi dell 'articolo 3-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, con contratto di lavoro flessibile, a tempo determinato e in somministrazione, i quali alla data del 31 dicembre 2017 abbiano continuamente prestato servizio per almeno 3 anni negli ultimi 8presso i Comuni individuati dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge Io agosto 2012, n. 122, e dall'articolo 67-septies del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e le Unioni di comuni, la Struttura commissariale della Regione Emilia-Romagna e le Prefetture di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Tali stabilizzazioni dovranno essere programmate e rientrare a pieno titolo nella disponibilità autorizzatola e capacità assunzionale degli enti stessi».

7-novies. In caso di procedura concorsuale ad evidenza pubblica, così come previsto e disciplinato dall'articolo 35, comma 3-bis, lettera b), del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, i partecipanti che abbiano prestato servizio presso i Comuni individuati dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge Io agosto 2012, n. 122, e dall'articolo 67-septies del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, la Struttura commissariale e le Prefetture delle province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia anche con contratti di lavoro in somministrazione certificato dall'ente di appartenenza, sono trattati nell'accesso e nell'attribuzione dell'eventuale punteggio attribuito per esperienze lavorative, se previsto dal bando, alla stregua di tutti gli altri partecipanti che abbiano maturato esperienza con contratti a tempo determinato nella Pubblica amministrazione. In caso di procedura selettiva in cui i candidati si siano classificati, ad esito di tutte le prove, a pari merito l'esperienza maturata dai lavoratori assunti ai sensi dell'art. 3-bis del decreto legge 95 del 2012 costituisce titolo preferenziale."

7-decies. All'articolo 2 del decreto-legge n. 74 del 2012, dopo il comma 6, sono aggiunti i seguenti commi:

«6-bis. Le risorse, assegnate sulle apposite contabilità speciali aperte presso la tesoreria statale, provenienti dal fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 20-29 maggio 2012, assegnate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per le finalità previste dal presente decreto e destinate alla realizzazione di interventi per la ricostruzione e ripresa dei territori colpiti da tali eventi sismici, ancorché depositate su conti correnti bancari a tal fine attivati, non sono soggette a sequestro o pignoramento e, in ogni caso, ad esecuzione forzata in forza di qualsivoglia azione esecutiva o cautelare. Ai beneficiari di tali risorse ed ai loro aventi causa, intendendosi come tali i soggetti incaricati dal beneficiario per la fornitura dì beni e l'esecuzione di opere e lavori, non sì applica la disposizione di cui all'art. 48 bis del Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 40/2008

 6-ter. Gli atti di sequestro o di pignoramento, e, in ogni caso, qualsivoglia azione esecutiva o cautelare che accordi il diritto di procedere ad esecuzione forzata, eventualmente notificati ai Presidenti delle Regioni di cui all'articolo 1, comma 2, del presente decreto, in qualità di Commissari delegati, nonché ai Sindaci qualora delegati, nonché a tutti i soggetti incaricati dai Commissari delegati in forza di convenzione o per espressa delega alla gestione delle predette contabilità speciali, non determinano obblighi di accantonamento, né sospendono l'accreditamento dì somme a favore delle Amministrazioni interessate o dei soggetti beneficiari e/o loro aventi causa come individuati al comma 6-bis. I Presidenti delle Regioni di cui all'articolo 1, comma 2, del presente decreto, in qualità di Commissari delegati, nonché i Sindaci qualora delegati, nel caso fossero coinvolti in procedure esecutive, come terzi pignorati, renderanno dichiarazione negativa, anche inforza del richiamo alla presente disposizione di legge

6-quater. Le disposizioni di cui ai commi 6-bis e 6-ter sì applicano a tutti i rapporti sorti in dipendenza e per le finalità previste dal presente decreto, ancorché formalizzatisi prima della entrata in vigore della presente disposizione.»

7-undecies. All'articolo 3-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti commi:

«I-bis. Le risorse, assegnate ai sensi del comma 1, non sono soggette a sequestro o pignoramento e, in ogni caso, ad esecuzione forzata inforza di qualsivoglia azione esecutiva o cautelare. Ai beneficiari di tali risorse ed ai loro aventi causa, intendendosi come tali i soggetti incaricati dal beneficiario per la fornitura di beni e l'esecuzione di opere e lavori, non si applica la disposizione di cui all'articolo 48-bis del Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 40/2008.

I-ter. Gli atti di sequestro o di pignoramento, e, in ogni caso, qualsivoglia azione esecutiva o cautelare che accordi il diritto di procedere ad esecuzione forzata, eventualmente notificati ai Presidenti delle Regioni di cui all'articolo 1, comma 2 del decreto legge 6giugno 2012 n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge Io agosto 2012, n.122, in qualità di Commissari delegali, nonché ai Sindaci qualora delegati, nonché a tutti i soggetti incaricati dai Commissari delegati inforza di convenzione o per espressa delega alla gestione delle risorse di cui al comma I-bis, non determinano obblighi di accantonamento, né sospendono l'accreditamento di somme a favore delle Amministrazioni interessate o dei soggetti beneficiari e/o loro aventi causa come individuati al precedente comma. I Presidenti delle Regioni di cui ali 'articolo 1, comma 2, del decreto legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122, in qualità di Commissari delegati, nonché i Sindaci qualora delegati, nel caso fossero coinvolti in procedure esecutive, come terzi pignorati, renderanno dichiarazione negativa, anche in forza del richiamo alla presente disposizione dì legge.

 1-quater. Le disposizioni dì cui ai commi I-bis e I-ter si applicano a tutti i rapporti sorti in dipendenza e per le finalità ivi previste, ancorché formalizzatisi prima della entrata in vigore della presente disposizione.»"

7-duodecies. All'articolo 2 del decreto legge del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge Io agosto 2012, n. 122, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

«6-bis. Sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato della Regione Emilia-Romagna, possono confluire le risorse derivanti dalla contabilità speciale 5694 aperta nel periodo di prima emergenza ai sensi dell'ordinanza del Capo dipartimento della Protezione civile n. 01 del 22 maggio 2012. » "

Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: "Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali"


2.85

BROGLIA, VACCARI, BERTUZZI, COLLINA, IDEM, LO GIUDICE, PAGLIARI, PIGNEDOLI, PUGLISI, SANGALLI, VALDINOSI, PEZZOPANE

VEDI TESTO 2

Dopo il comma 7 inserire i seguenti:

        «7-bis. il termine di scadenza dello stato di emergenza conseguente agli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, di cui all'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, è prorogato al 31 dicembre 2020.

        7-ter. È altresì alimentato per euro 70 milioni il fondo per la ricostruzione di cui all'articolo 2 del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, per far fronte a tutte le altre spese diverse da quelle di investimento di cui al comma 1. Agli oneri derivanti dal presente comma si provvede mediante riduzione di pari importo dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3-bis, comma 6 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 35.

        7-quater. Al comma 14-bis dell'articolo 10 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, come modificato dall'articolo 11, comma 2-ter, del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2016, n. 21, al primo periodo, le parole: ''negli anni 2015, 2016, 2017 e 2018'' sono sostituite dalle seguenti: ''negli anni 2015, 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020'' e, al secondo periodo, le parole: ''per ciascuno degli anni 2015, 2016, 2017 e 2018'' sono sostituite dalle seguenti: ''per ciascuna annualità''.

        7-quinquies. Al fine di assicurare il completamento delle attività connesse alla situazione emergenziale prodottasi a seguito del sisma del 20 e 29 maggio 2012, la struttura commissariale istituita presso la Regione Emilia-Romagna, ai sensi del comma 5 dell'articolo 1, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, i comuni colpiti dal sisma individuati ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del sopra citato decreto-legge n. 74 del 2012, e dall'articolo 67-septies del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, le prefetture delle province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia e gli uffici regionali dell'Emilia-Romagna del MIDACT, sono autorizzati ad assumere personale con contratto di lavoro flessibile, in deroga ai vincoli di cui ai commi 557 e 562 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e di cui al comma 28 dell'articolo 9 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per le annualità 2019 e 2020, nei medesimi limiti della spesa previsti per le annualità 2017 e 2018 e con il seguente riparto percentuale: il 78 per cento alle unioni dei comuni o, ove non costituite, ai comuni il 16 per cento alla struttura commissariale della Regione Emilia-Romagna, il 2 per cento gli uffici regionali dell'Emilia-Romagna del MIBACT e il 4 per cento alle prefetture sopra citate. Agli oneri di cui al presente comma si provvede mediante utilizzo delle risorse di cui al comma 2.

        7-sexies. All'articolo 14 del decreto-legge 30 dicembre 2016 n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, il comma 9 è sostituito dal seguente: ''9. Il termine di cui al comma 3 dell'articolo 6-sexies del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, è prorogato al 31 dicembre 2020. Ai relativi oneri, pari a 600.000,00 euro per ciascuna annualità, si provvede nell'ambito e nei limiti delle risorse del Fondo per la ricostruzione di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122''.

        7-septies. La quota non utilizzata, pari a 35 milioni di euro, delle risorse accantonate, a valere sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3-bis, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, per far fronte alla apertura degli oneri derivanti dalla sospensione dei mutui degli enti locali colpiti dal sisma del maggio 2012 per le annualità 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018, rientra nelle disponibilità delle contabilità speciali intestate ai Commissari delegati di cui al Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 20-29 maggio 2012 previsto dall'articolo 2 del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122.

        7-octies. All'articolo 20, comma 9, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: ''Il presente articolo non si applica altresì ai contratti di somministrazione di lavoro presso le Pubbliche Amministrazioni, eccezione fatta per i lavoratori assunti, ai sensi dell'articolo 3-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, con contratto di lavoro flessibile, a tempo determinato e in somministrazione, i quali alla data del 31 dicembre 2017 abbiano continuamente prestato servizio per almeno 3 anni negli ultimi 8 presso i Comuni individuati dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, e dall'articolo 67-septies del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e le Unioni di comuni, la Struttura commissariale della Regione Emilia-Romagna e le Prefetture di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Tali stabilizzazioni dovranno essere programmate e rientrare a pieno titolo nella disponibilità autorizzatoria e capacità assunzionale degli enti stessi''.

        7-novies. In caso di procedura concorsuale ad evidenza pubblica, così come previsto e disciplinato dall'articolo 35, comma 3-bis, lettera b), del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, i partecipanti che abbiano prestato servizio presso i Comuni individuati dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, e dall'articolo 67-septies del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, la Struttura commissariale e le Prefetture delle province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia anche con contratti di lavoro in somministrazione certificato dall'ente di appartenenza, sono trattati nell'accesso e nell'attribuzione dell'eventuale punteggio attribuito per esperienze lavorative, se previsto dal bando, alla stregua di tutti gli altri partecipanti che abbiano maturato esperienza con contratti a tempo determinato nella Pubblica amministrazione. In caso di procedura selettiva in cui i candidati si siano classificati, ad esito di tutte le prove, a pari merito l'esperienza maturata dai lavoratori assunti ai sensi dell'articolo 3-bis del decreto-legge n. 95 del 2012 costituisce titolo preferenziale''.

        7-decies. All'articolo 2 del decreto-legge n. 74 del 2012, dopo il comma 6, sono aggiunti i seguenti commi:

        ''6-bis. Le risorse, assegnate sulle apposite contabilità speciali aperte presso la tesoreria statale, provenienti dal fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 20-29 maggio 2012, assegnate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per le finalità previste dal presente decreto e destinate alla realizzazione di interventi per la ricostruzione e ripresa dei territori colpiti da tali eventi sismici, ancorché depositate su conti correnti bancari a tal fine attivati, non sono soggette a sequestro o pignoramento e, in ogni caso, ad esecuzione forzata in forza di qualsivoglia azione esecutiva o cautelare. Ai beneficiari di tali risorse ed ai loro aventi causa, intendendosi come tali i soggetti incaricati dal beneficiari per la fornitura di beni e l'esecuzione di opere e lavori, non si applica la disposizione di cui all'articolo 48-bis del Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 40/1008''.

        6-ter. Gli atti di sequestro o di pignoramento, e, in ogni caso, qualsivoglia azione esecutiva o cautelare che accordi il diritto di procedere ad esecuzione forzata, eventualmente notificati ai Presidenti delle Regioni di cui all'articolo 1, comma 2, del presente decreto, in qualità di Commissari delegati, nonché ai Sindaci qualora delegati, nonché a tutti i soggetti incaricati dal Commissari delegati in forza di convenzione o per espressa delega alla gestione delle predette contabilità speciali, non determinano abblighi di accantonamento, né sospendono l'accrescimento di somme a favore delle Amministrazioni interessate o dei soggetti beneficiari e/o loro aventi causa come individuano al comma 6-bis. I Presidenti delle Regioni di cui all'articolo 1, comma 2, del presente decreto, in qualità di Commissari delegati, nonché i Sindaci qualora delegati, nel caso fossero coinvolti in procedure esecutive, come terzi pignorati, renderanno dichiarazione negativa, anche in forza del richiamo alla presente disposizione di legge.

        6-quater. Le disposizioni di cui ai commi 6-bis e 6-ter si applicano a tutti i rapporti sorti in dipendenza e per le finalità previste dal presente decreto, ancorché formalizzatisi prima della entrata in vigore della presente disposizione.".

        7-undecies. All'articolo 3-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti commi:

        ''1-bis. Le risorse, assegnate ai sensi del comma 1, non sono soggette a sequestro o pignoramento e, in ogni caso, ad esecuzione forzata in forza di qualsivoglia azione esecutiva o cautelare. Ai beneficiari di tali risorse ed ai loro aventi causa, intendendosi come tali i soggetti incaricati dal beneficiario per la fornitura di beni e l'esecuzione di opere e lavori, non si applica la disposizione di cui all'articolo 48-bis del Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 40 del 2008.

        1-ter. Gli atti di sequestro o di pignoramento, e, in ogni caso, qualsivoglia azione esecutiva o cautelare che accordi il diritto di procedere ad esecuzione forzata, eventualmente notificati ai Presidenti delle Regioni di cui all'articolo 1, comma 2 del decreto legge 6 giugno 2012 n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1à agosto 2012, n. 122, in qualità di Commissari delegati, nonché ai Sindaci qualora delegati, nonché a tutti i soggetti incaricati- dai Commissari delegati inforza di convenzione o per espressa delega alla gestione delle risorse di cui al comma 1-bis, non determinano obblighi di accantonamento, né sospendono l'accreditamento di somme a favore delle Amministrazioni interessate o dei soggetti beneficiari e/o loro aventi causa come individuati al precedente comma. 1 Presidenti delle Regioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreta legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, in qualità di Commissari delegati, nonché i Sindaci qualora delegati, nel caso fossero coinvolti in procedure esecutive, come terzi pignorati, renderanno dichiarazione negativa, anche in forza del richiamo alla presente disposizione di legge.

        1-quater. Le disposizioni di cui ai commi 1-bis e 1-ter si applicano a tutti i rapporti sorti in dipendenza e per le finalità ivi previste, ancorché formalizzatisi prima della entrata in vigore della presente disposizione''.

        7-duodecies. All'articolo 2 del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge la agosto 2012, n. 122, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

        ''6-bis. Sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato della Regione Emilia-Romagna, possono confluire le risorse derivanti dalla contabilità speciale 5694 aperta nel periodo di prima emergenza ai sensi dell'ordinanza del Capo dipartimento della Protezione civile n. 01 del 22 maggio 2012''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.86

ARRIGONI, COMAROLI, CANDIANI

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. Per gli interventi di ricostruzione relativi sia a danni lievi sia a danni gravi o crolli degli edifici di civile abitazione o produttivi nei territori interessati degli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, in parziale deroga alle ordinanze del Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, la quota minima di contributo destinata alle opere strutturali, relative alla realizzazione delle strutture, alla riparazione del danno, al rafforzamento locale o al miglioramento sismico dell'edificio è pari al 25 per cento del costo complessivo ammissibile a contributo».

        Conseguentemente, alla rubrica dell'articolo, dopo le parole: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi» inserire le seguenti: «altri interventi».


2.87

ARRIGONI, COMAROLI, CANDIANI

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. Il Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione nei territori interessati degli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, dispone con propria ordinanza che gli Uffici Speciali per la Ricostruzione esaminino le relazioni per accertare il livello operativo, come previsto dall'atto 5 comma 1 della Ordinanza n. 19, del 7 aprile 2017, pubblicata sul sito istituzionale del Commissario straordinario in data 11 aprile 2017, prima della presentazione di ciascun progetto di riparazione, miglioramento sismico o ricostruzione degli edifici danneggiati. Il medesimo Commissario straordinario stabilisce i criteri per l'anticipo dei costi da sostenere per i sondaggi da eseguire per gli edifici e per la relazione delle predette relazioni di livello operativo».

        Conseguentemente, alla rubrica dell'articolo, dopo le parole: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi» inserire le seguenti: «e altri interventi».


2.88

PEZZOPANE

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. Gli assegnatari di alloggi di società cooperativa a proprietà indivisa situati nei territori individuati ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, adibiti ad abitazione principale alla data del 6 aprile 2009, possono accedere al contributo per l'acquisto di abitazione equivalente di cui all'articolo 3 del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito con modificazioni dalla legge 24 giugno-2009, n. 77, e dell'articolo 1, comma 1, della ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3790 del 9 luglio 2009. In tal caso costituiscono oggetto di cessione al Comune i diritti inerenti la partecipazione alla ricostruzione del complesso edilizio della cooperativa. Restano a carico dell'assegnatario tutte le obbligazioni passive inerenti la sua qualità di socio. La presente disposizione si applica anche in relazione ai procedimenti di sostituzione edilizia già definiti».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.89 (testo 2)

PEZZOPANE

Dopo il comma 7 inserire ì seguenti:

"7-bis. All'articolo 67-ter, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 837 al comma 5, ultimo periodo, sostituire le parole: "Dal 2021 il personale eventualmente risultante in soprannumero è assorbito secondo le ordinarie procedure vigenti" con le seguenti: "A far data dal 1 gennaio 2019 al personale è applicato il successivo comma 6, terzultimo capoverso, previe intese sottoscritte Ira i soggetti di cui al comma 4".

7-ter. Le disposizioni di cui all'articolo 63, comma 1, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, sono applicati agli interventi di edilizia scolastica ed universitaria che sono dotati del progetto esecutivo validate dagli Uffici Speciali per la ricostruzione e del finanziamento approvato."

Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: "Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali"


2.89

PEZZOPANE

Dopo il comma 7 è inserito il seguente:

        «7-bis. All'articolo 67-ter, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, al comma 5, ultimo periodo, sostituire le parole: ''Dal 2021 il personale eventualmente risultante in soprannumero è assorbito secondo le ordinarie procedure vigenti'' con le seguenti: ''A far data dal 1º gennaio 2019 al personale è applicato il successivo comma 6, terzultimo capoverso, previe intese sottoscritte tra i soggetti di cui al comma 4''».


2.90

ARRIGONI

RITIRATO

Dopo il comma 7, inserire il seguente:

        «7-bis.Le disposizioni di cui ai commi da 432 a 438 della legge n. 208 del 2015 in materia di personale assunto e contratti stipulati sulla base della normativa emergenziale, anche in deroga alla legge, sono prorogate fino al 31 dicembre 2020. All'onere derivante dalla presente disposizione, quantificato in 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili in corso di gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190».

        Conseguentemente, alla rubrica, dopo le parole: «e contributivi» inserire le seguenti: «ed altri interventi».


2.91

PEZZOPANE

Dopo il comma 7 inserire i seguenti:

        «7-bis. L'articolo 2, comma 3-bis, del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, è abrogato.

        7-ter. Nei centri storici, come determinati ai sensi dell'articolo 2, lettera a), del decreto del Ministre dei lavori pubblici del 2 aprile 1968, n. 1444, o negli ambiti oggetto del Piano di Ricostruzione di cui all'articolo 14, comma 5-bis, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, i comuni del cratere del sisma del 2009, diversi da L'Aquila, possono predisporre un programma coordinato di interventi, connessi e complementari agli interventi di ricostruzione pubblica o privata, finalizzati alla riqualificazione degli spazi pubblici e della rete viaria, alla messa in sicurezza del territorio e delle cavità danneggiate o rese instabili dal sisma e al miglioramento della dotazione di reti delle infrastrutture di servizi. Il programma di interventi è predisposto e adottato dai comuni entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente disposizione, in coerenza con i Piani di ricostruzione approvati. Il programma di interventi è sottoposto alla verifica dell'Ufficio Speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere per il parere di congruità tecnico-economica. Gli interventi approvati sono oggetto di programmazione ai sensi dell'articolo 11, comma 9, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, e sono attuati a valere sulle risorse destinate alla ricostruzione. L'Ufficio Speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere dispone, con propria determina, i criteri per la valutazione della connessione e della complementarietà agli interventi di ricostruzione pubblica o privata».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: ''Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.92

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. Al comma 1 dell'articolo 41-bis decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, dopo le parole: ''nelle zone a rischio sismico 1 ai sensi dell'ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 108 dell'11 maggio 2006'' sono inserite le parole: ''nonché tutti i Comuni ricompresi nel cratere sismico di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis del decreto-legge n. 189 del 2016''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.93

MORGONI, FABBRI, AMATI, VERDUCCI, PEZZOPANE

Dopo il comma 7 inserire il seguente:

        «7-bis. All'articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 2, primo periodo, le parole: ''Le imprese'' sono sostituite dalle parole: ''i soggetti titolari di reddito d'impresa e di lavoro autonomo'';

            b), al comma 2, primo periodo, le parole: ''nel periodo dal 1º settembre 2016 al 31 dicembre 2016, rispetto al corrispondente periodo dell'anno 2015'' sono sostituite dalle seguenti: ''in un periodo di osservazione di 90 giorni (3 mesi) designato dall'impresa entra i termini compresi tra il 1º settembre 2016 ed il 27 agosto 2018; rispetto al corrispondente periodò di osservazione (3 mesi) dell'anno 2015'';

            c) al comma 2 lettera c) dopo le parole: ''per l'esercizio dell'attività economica'' vanno aggiunte le parole: ''e professionale'';

            d) aI comma 2 dopo la lettera d) va inserita la seguente:

        ''d-bis) esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l'assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei datori di lavoro, sulle retribuzioni da lavoro dipendente'';

            e) al comma 3 le parole: ''alle imprese che avviano la propria attività all'interno della zona franca entro il 31 dicembre 2017'' sono sostituite dalle seguenti: ''alle imprese che avviano la propria attività all'interno della zona franca entro il 31 dicembre 2017'';

            f) il comma 4 è sostituito dal seguente:

        ''4. Le esenzioni di cui ai commi 2 e 3 sono concesse per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente-decreto e per quelli successivi fino a tutto il 2020 per le imprese già attive alla data del sisma, mentre per le imprese di nuovo insediamento la presente misura viene concessa a valere per un periodo di imposta di anni 3 (tre) decorrenti dalla data di inizia attività della nuova impresa.'';

            g) al comma 5 le parole: ''dal 1º febbraio 2017 al 31 maggio 2017'' sono sostituite dalle seguenti: ''in un periodo di osservazione di 90 giorni (3 mesi) designato dall''impresa entro i termini compresi tra 1º febbraio 2017 ed il 27 agosto 2018, rispetto al corrispondente periodo di osservazione (3 mesi) dell'anno 2015''».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».


2.94 (testo 2)

VACCARI, BROGLIA, BERTUZZI, COLLINA, IDEM, LO GIUDICE, PAGLIARI, PIGNEDOLI, PUGLISI, SANGALLI, VALDINOSI, PEZZOPANE

RITIRATO

Dopo il comma 7 inserire i seguenti:

        «7-bis. Al fine di favorire gli investimenti connessi alla ricostruzione, da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito, per gli anni 2018, 2019 e 2020 sono assegnati agli enti locali colpiti dal sisma di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, e dall'articolo 67-septies del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, spazi finanziari, nel limite di 20 milioni di euro per ciascun anno, nell'ambito dei patti di solidarietà nazionali di cui all'artico 10, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, ricavando tali spazi dall'articolo 1, comma 485, della legge n. 232 del 2016, così come integrati dal decreto-legge n. 50 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 95 del 2017.

        7-ter. Gli enti locali effettuano gli investimenti di cui al comma 7-bis provvedendo alla loro certificazione in sede di verifica del rispetto dell'obiettivo di saldo per gli anni 2018, 2019 e 2020 ai sensi dell'articolo 1, comma 470, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.

        7-quater. La lettera 0a) del comma 492 dell'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, è soppressa.

        7-quinquies. Possono essere finanziate dal fondo pluriennale di cui al punto 5.4 dell'Allegato n. 4/2 al decreto legislativo n. 118 del 2011 tutte le voci di spesa contenute nei quadri economici relative a spese di investimento per lavori pubblici di cui all'articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, esigibili negli anni successivi, anche se non interamente impegnate sulla base di un progetto approvato nel quadro economico progettuale. La costituzione del fondo per l'intero quadro economico progettuale è consentita solo in presenza di impegni assunti sulla base di obbligazioni giuridicamente perfezionate, imputate secondo esigibilità, ancorché relativi solo ad alcune spese del quadro economico progettuale, comprese le spese di progettazione».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la seguente: «Sospensione dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari e contributivi e ulteriori interventi in favore dei territori colpiti da calamità naturali».

 


2.94

VACCARI, BROGLIA, BERTUZZI, COLLINA, IDEM, LO GIUDICE, PAGLIARI, PIGNEDOLI, PUGLISI, SANGALLI, VALDINOSI, PEZZOPANE

VEDI TESTO 2

Dopo il comma 7 inserire i seguenti:

        «7-bis. Al fine di favorire gli investimenti connessi alla ricostruzione, da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito, per gli anni 2018, 2019 e 2020 sono assegnati agli enti locali colpiti dal sisma di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º agosto 2012, n. 122, e dall'articolo 67-septies del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, spazi finanziari nell'ambito dei patti di solidarietà nazionali di cui all'artico 10, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 243 ,in misura pari alle spese sostenute per i predetti investimenti.

        7-ter. Gli enti locali effettuano gli investimenti di cui al comma 7-bis provvedendo alla loro certificazione in sede di verifica del rispetto dell'obiettivo di saldo per gli anni 2018, 2019 e 2020 ai sensi dell'articolo 1, comma 470, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.

        7-quater. La lettera 0a) del comma 492 dell'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, è soppressa.

        7-quinquies. Possono essere finanziate dal fondo pluriennale di cui al punto 5.4 dell'Allegato n. 4/2 al decreto legislativo n. 118 del 2011 tutte le voci di spesa contenute nei quadri economici relative a spese di investimento per lavori pubblici di cui all'articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, esigibili negli anni successivi, anche se non interamente impegnate sulla base di un progetto approvato nel quadro economico progettuale. La costituzione del fondo per l'intero quadro economico progettuale è consentita solo in presenza di impegni assunti sulla base di obbligazioni giuridicamente perfezionate, imputate secondo esigibilità, ancorché relativi solo ad alcune spese del quadro economico progettuale, comprese le spese di progettazione».

        Conseguentemente, sostituire la rubrica dell'articolo 2 con la