Emendamenti di Commissione relativi al DDL n. 2085


G/2085/1/10

BERGER, ZELLER, LANIECE, PANIZZA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            la presente legge reca disposizioni finalizzate a rimuovere ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, a promuovere lo sviluppo della concorrenza e a garantire la tutela dei consumatori, anche in applicazione dei princìpi del diritto dell'Unione europea in diversi settori dell'economia, nonché delle politiche europee in materia di concorrenza;

            nella legge tedesca sulla concorrenza, all'articolo 3, si prevede che non costituisce un'illegittima intesa restrittiva della concorrenza quella che ha come obiettivo la razionalizzazione delle attività economiche attraverso la cooperazione tra le imprese concorrenti, a condizione che tale intesa non elimini in modo significativo la concorrenza sul mercato e serva a migliorare la competitività delle piccole e medie imprese coinvolte nell'impresa;

            un'analoga disposizione è contenuta nella legge austriaca sulla concorrenza che, all'articolo 2, comma 2, n. 3, prevede che sono esenti dal divieto di intese restrittive della concorrenza le intese tra i soci delle cooperative e tra questi e la cooperativa, nella misura in cui queste intese sono necessarie al fine di perseguire lo scopo promozionale – equivalente allo scopo mutualistico nel diritto italiano – della cooperativa;

            si ritiene giusto e necessario introdurre una norma similare anche nell'ordinamento italiano che consenta la cooperazione tra le imprese concorrenti di piccole o medie dimensioni (come definite dalla raccomandazione 2003/3611CE), a condizione che queste costituiscano tra loro un'organizzazione (qualificabile per la disciplina sulla concorrenza come un'impresa comune cooperativa) rispettosa della disciplina delle cooperative a mutualità prevalente, la quale garantisce sia l'esistenza di una funzione sociale a tale forma di cooperazione ai sensi dell'articolo 45 della Costituzione, sia la presenza di una vera cooperativa in conformità con l'importante sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea dell'8 settembre 2011 (causa C-78-80/08, Paint Graphos e a.);

            la cooperazione appena auspicata non dovrebbe pregiudicare il mercato tra gli Stati membri dell'Unione europea, dovrebbe migliorare la competitività tra le imprese cooperanti e dovrebbe consentire ai consumatori dei beni o servizi offerti da queste imprese di partecipare ai vantaggi e agli utili derivanti da tale cooperazione;

            in tal modo si introdurrebbe nel diritto italiano una norma speculare all'articolo 101, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, prevedendo si così un'esenzione legale senza termine (fino a quando siano rispettate le condizioni indicate nella predetta esenzione) e automatica (cioè senza che le imprese interessate debbano richiedere una specifica autorizzazione all'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato);

        impegna il Governo:

            ad armonizzare la normativa italiana a quella degli altri Stati membri, come illustrato in premessa, al fine di prevedere esenzioni al divieto di intese restrittive della libertà di concorrenza in caso di collaborazioni tra piccole e medie imprese mediante la costituzione di organizzazioni aventi funzione sociale ai sensi dell'articolo 45 della Costituzione, migliorando così la competitività tra le imprese cooperanti.


G/2085/1/10 (testo 2)

BERGER, ZELLER, LANIECE, PANIZZA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            la presente legge reca disposizioni finalizzate a rimuovere ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, a promuovere lo sviluppo della concorrenza e a garantire la tutela dei consumatori, anche in applicazione dei princìpi del diritto dell'Unione europea in diversi settori dell'economia, nonché delle politiche europee in materia di concorrenza;

            nella legge tedesca sulla concorrenza, all'articolo 3, si prevede che non costituisce un'illegittima intesa restrittiva della concorrenza quella che ha come obiettivo la razionalizzazione delle attività economiche attraverso la cooperazione tra le imprese concorrenti, a condizione che tale intesa non elimini in modo significativo la concorrenza sul mercato e serva a migliorare la competitività delle piccole e medie imprese coinvolte nell'impresa;

            un'analoga disposizione è contenuta nella legge austriaca sulla concorrenza che, all'articolo 2, comma 2, n. 3, prevede che sono esenti dal divieto di intese restrittive della concorrenza le intese tra i soci delle cooperative e tra questi e la cooperativa, nella misura in cui queste intese sono necessarie al fine di perseguire lo scopo promozionale – equivalente allo scopo mutualistico nel diritto italiano – della cooperativa;

            si ritiene giusto e necessario introdurre una norma similare anche nell'ordinamento italiano che consenta la cooperazione tra le imprese concorrenti di piccole o medie dimensioni (come definite dalla raccomandazione 2003/3611CE), a condizione che queste costituiscano tra loro un'organizzazione (qualificabile per la disciplina sulla concorrenza come un'impresa comune cooperativa) rispettosa della disciplina delle cooperative a mutualità prevalente, la quale garantisce sia l'esistenza di una funzione sociale a tale forma di cooperazione ai sensi dell'articolo 45 della Costituzione, sia la presenza di una vera cooperativa in conformità con l'importante sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea dell'8 settembre 2011 (causa C-78-80/08, Paint Graphos e a.);

            la cooperazione appena auspicata non dovrebbe pregiudicare il mercato tra gli Stati membri dell'Unione europea, dovrebbe migliorare la competitività tra le imprese cooperanti e dovrebbe consentire ai consumatori dei beni o servizi offerti da queste imprese di partecipare ai vantaggi e agli utili derivanti da tale cooperazione;

            in tal modo si introdurrebbe nel diritto italiano una norma speculare all'articolo 101, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, prevedendo si così un'esenzione legale senza termine (fino a quando siano rispettate le condizioni indicate nella predetta esenzione) e automatica (cioè senza che le imprese interessate debbano richiedere una specifica autorizzazione all'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato);

        impegna il Governo:

            ad armonizzare la normativa italiana in materia di intese restrittive della libertà di concorrenza con quella dell'Unione europea, prevedendo un regime di esenzione al divieto di intese restrittive che non ricadono nell'ambito di applicazione del TFUE ispirato al sistema generale di eccezione legale di cui all'articolo 101, paragrafo 3, del TFUE in presenza delle condizioni ivi previste.

In particolare, quindi, a modificare le disposizioni della legge 10 ottobre 1990, n. 287 che stabiliscono il divieto di intese restrittive della libertà di concorrenza al fine di consentire che le stesse possano essere dichiarate inapplicabili in presenza di (1) qualsiasi accordo o categoria di accordi fra imprese, (2) qualsiasi decisione o categoria di decisioni di associazioni di imprese e di (3) qualsiasi pratica concordata o categoria di pratiche concordate, che contribuiscano a migliorare la produzione o la distribuzione dei prodotti o a promuovere il progresso tecnico o economico, pur riservando agli utilizzatori una congrua parte dell'utile che ne deriva, ed evitando di: (a) imporre alle imprese interessate restrizioni che non siano indispensabili per raggiungere tali obiettivi, e (b) dare a tali imprese la possibilità di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi.   


G/2085/2/10

BONFRISCO, MILO, PERRONE

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            il disegno di legge in esame prevede una serie di misure volte ad incrementare la trasparenza, nonché la razionalizzazione dei mercati e delle reti di distribuzione dell'energia, fra cui anche le reti di distribuzione dei carburanti, in un'ottica di salvaguardia ed incentivazione della libera concorrenza e dell'iniziativa economica privata;

        considerato che:

            tali misure sono necessarie all'incremento della competizione tra le imprese, che risulta essere ancora oggi un punto dolente nella realtà economica italiana ed a maggior ragione nel settore della distribuzione dei carburanti;

            a penalizzare le imprese del settore si è aggiunta, oltre alla diffusione di comportamenti non concorrenziali sulla rete italiana di distribuzione dei carburanti, una situazione di incertezza in tema di recupero dei tributi versati all'Erario dal cedente, in caso di procedure concorsuali, un problema che riguarda già l'imposta sul valore aggiunto ma, non di meno, anche altre tipologie di imposte indirette e tributi tra cui le accise;

            nello specifico, l'articolo 34-sexies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, ha integrato l'articolo 16 del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 conferendo ai soggetti passivi dell'accisa la possibilità di rivalersi verso i cessionari dei prodotti per i quali hanno assolto il tributo, accordando ai crediti degli stessi soggetti passivi un privilegio generale sui beni mobili del debitore con lo stesso grado del privilegio stabilito per i crediti dello Stato per le imposte (articolo 2752 del codice civile), cui viene posposto, limitatamente all'importo corrispondente all'ammontare dell'accisa;

            con frequenza, all'emissione del decreto di cui al comma 1 dell'articolo 119 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, le procedure fallimentari si concludono senza o con parziale, recupero dei crediti a titolo di accisa, con grave pregiudizio per le attività economiche;

            al fine di evitare un pregiudizio di natura economica alle imprese che hanno versato in anticipo all'Erario le accise, rispetto alle misure di compensazione già in vigore per l'imposta sul valore aggiunto che vengono novellate come descritto in senso migliorativo dal disegno ai legge, in esame, appare necessario adottare analoghe disposizioni che consentano le medesime operazioni di variazione da parte del cedente, ai fini della compensazione delle accise;

        impegna il Governo:

            ad uniformare le norme per la compensazione delle imposte indirette, purché queste risultino separatamente evidenziate nella fattura relativa alla cessione;

            a prevedere che ai soggetti di cui al comma 3 dell'articolo 16 del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, come modificato dall'articolo 34-sexies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, sia riconosciuta la possibilità di computare in diminuzione nel primo periodo di versamento utile l'accisa dovuta e non corrisposta dal cessionario o committente, di cui all'Allegato I e alla Tabella A del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, purché questa risulti separata mente evidenziata nella fattura relativa alla cessione o somministrazione, per le operazioni per le quali sia stata emessa fattura qualora si verifichi il mancato pagamento in tutto o in parte, da parte del cessionario o committente nei seguenti casi:

                a) a partire dalla data in cui il cessionario o committente è assoggettato a una procedura concorsuale o a seguito di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell'articolo 182 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero di un piano attestato ai sensi dell'articolo 67, terzo comma, lettera d), del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, pubblicato nel registro delle imprese;

                b) a causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive rimaste infruttuose.


G/2085/3/10

ORELLANA, BATTISTA, LANIECE, PANIZZA, DE PIETRO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            la crisi finanziaria ha fatto emergere carenze nel funzionamento e nella trasparenza dei mercati finanziari;

            l'evoluzione dei mercati finanziari ha evidenziato la necessità di rafforzare il quadro per la regolamentazione dei mercati degli strumenti finanziari, anche quando la negoziazione in tali mercati avviene fuori borsa (OTC), al fine di aumentare la trasparenza, tutelare meglio gli investitori, rafforzare la fiducia, includere i settori non regolamentati e assicurare che le autorità di vigilanza dispongano di poteri adeguati per svolgere i loro compiti;

            organismi di regolamentazione internazionali concordano sul fatto che le carenze a livello di governance societaria di numerosi enti finanziari, compresa l'assenza di validi sistemi di controllo e di equilibri alloro interno, hanno contribuito alla crisi finanziaria. Un'assunzione di rischi eccessiva e imprudente può portare al fallimento di singoli enti finanziari e causare problemi sistemici a livello globale;

            il comportamento scorretto di imprese che prestano servizi ai clienti reca inevitabilmente danno agli investitori e portare alla perdita di fiducia da parte degli stessi;

        considerato che:

            negli ultimi anni è aumentato il numero degli investitori che operano nei mercati finanziari e l'ampia gamma di servizi e strumenti che è loro offerta è diventata ancora più complessa. Alla luce di tali sviluppi è opportuno che il quadro giuridico dell'Unione disciplini tutte le attività destinate agli investitori;

            è imprescindibile, pertanto, per poter offrire agli investitori un elevato livello di protezione e consentire alle imprese di investimento di prestare servizi in tutto il territorio nazionale e nell'ambito dell'Unione, nel quadro del mercato unico, sulla base di una efficace e sistemica vigilanza;

            a tal proposito, la direttiva 93/22/CEE è stata sostituita dalla direttiva 2004/39/CE, relativa ai mercati degli strumenti finanziari, che modifica a sua volta le direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE del Consiglio e la direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 93/22/CEE del Consiglio;

            il disposto della citata direttiva 2004/39/CE è stato in parte superato e rivisto nella direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE e in parte sostituita dal regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio;

            insieme i due strumenti dovrebbero rivedere il quadro giuridico che disciplina i requisiti applicabili alle imprese di investimento, ai mercati regolamentati, ai prestatori di servizi di comunicazione dei dati e alle imprese di paesi terzi che effettuano servizi o attività di investimento nell'Unione;

        impegna il Governo ad attuare tutte le misure necessarie al fine di:

            1. realizzare un rafforzamento della tutela per il risparmio, in particolare prevedendo che:

                a) i prospetti illustrino il grado di rischiosità al risparmiatore in termini sintetici, comprensibili e completi;

                b) le obbligazioni subordinate debbano essere inserite in modo chiaro nella lista dei prodotti complessi;

                c) permettere al risparmiatore di potersi rivolgere alla Commissione nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB), per la verifica dell'aderenza del proprio profilo di rischio al prodotto acquistato;

            2. attuare una separazione netta tra erogazione del credito e vendita prodotti, rafforzando la vigilanza preventiva al fine di evitare la diffusa pratica di erogare mutui o finanziamenti solo a patto che il cliente acquisti azioni, obbligazioni o polizze;

            3. introdurre misure che impongano agli intermediari finanziari maggiore diversificazione del rischio di portafoglio, in particolare prevedendo che:

                a) sia specifico dovere dell'intermediario evitare che il portafoglio titoli del cliente abbia un eccesso di concentrazione su un singolo asset o sull'attività di un solo emittente;

                b) nel caso in cui si verifichi la situazione di cui al punto a) sia specifico dovere dell'intermediario avvertire per iscritto il cliente della rischiosità della posizione assunta, aggiornando il profilo di rischio con una maggiore periodicità;

            4. introdurre maggiori sanzioni e revocatorie su stipendi e bonus per gravi violazioni nelle pratiche commerciali o per i danni provocati alla banca, tutelando i risparmiatori da ogni forzatura nelle pratiche commerciali di vendita di singoli prodotti finanziari che sono legate, anche in modo informale, al raggiungimento di obiettivi di budget, assicurando, inoltre, che la modifica del profilo di rischio non sia meramente strumentale alla vendita ma, nel caso, espressamente chiesta dal risparmiatore;

            5. obbligo per gli intermediari di risolvere controversie con i risparmiatori presso la camera di conciliazione della CONSOB;

            6. potenziare l'educazione e l'informazione finanziaria per una migliore comprensione delle caratteristiche e della qualità dei prodotti finanziari offerti, garantendo che docenti e materiale utilizzato rispondano a oggettivi criteri di professionalità e libertà di giudizio.


G/2085/4/10

ORELLANA, BATTISTA, LANIECE, PANIZZA, DE PIETRO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante: «Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese», procede nell'attuazione dell'Agenda Digitale italiana, prevedendo, tra l'altro, nella Sezione VI, l'adozione delle necessarie misure per la realizzazione della Giustizia digitale;

            principio alla base del summenzionato decreto è la dematerializzazione dei rapporti con la pubblica amministrazione, ossia l'abolizione di ogni interazione fisica e cartacea, considerata uno strumento potentissimo per semplificare la vita delle imprese e dei cittadini, ridurre il costo e il peso della burocrazia e migliorare, al contempo, la qualità di tutti i servizi erogati;

            in particolare l'articolo 16 del decreto, contenente disposizioni in materia di comunicazioni e notificazioni per via telematica, modifica ulteriormente la previgente disciplina delle comunicazioni e notificazioni nel processo civile e penale, con il precipuo scopo di snellire modi e tempi delle medesime;

            l'estrema rilevanza di tale passaggio può essere colta appieno se rapportata al processo di revisione della geografia giudiziaria, esso, di fatti, garantirebbe che la riduzione del numero delle sedi giudiziarie non faccia venir meno il principio di prossimità del servizio giustizia ai cittadini e alle imprese;

            al fine di rimarcare ulteriormente tale orientamento è stato successivamente introdotto, tramite l'articolo 1, comma 19, n. 2), della legge 24 dicembre 2012, n. 228, l'articolo 16-bis, che rende obbligatorio il deposito telematico degli atti processuali;

        considerato che:

            un ulteriore passo avanti nel processo di digitalizzazione della giustizia è stato fatto mediante l'adozione del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante: «Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari»;

            l'intero Titolo IV del succitato provvedimento introduce specifiche misure volte allo snellimento del processo amministrativo, nonché all'attuazione del processo civile telematico;

            mediante l'articolo 19 del provvedimento in esame, recante: «Disposizioni in materia di processo civile telematico», si intende attribuire valore legale alla possibilità di depositare, con modalità telematiche, gli atti introduttivi dei procedimenti di cognizione e di volontaria giurisdizione, compiuto dai difensori o dai dipendenti di cui la pubblica amministrazione si avvale per stare in giudizio personalmente;

            pertanto, si conferisce a tali soggetti il potere di attestare la conformità delle copie informatiche degli atti introduttivi utilizzati per la notifica, al fine di consentire il deposito telematico della nota di iscrizione a ruolo, a ulteriore riprova della volontà del Governo di procedere nella piena attuazione del Processo Civile Telematico;

            nel corso dell'esame del provvedimento presso la II Commissione della Camera dei deputati è stato approvato l'emendamento 19.100 che, inserendo il punto 1-ter al comma 1, lettera a), stabilisce che il Ministro della giustizia, mediante apposito decreto ministeriale, deve fissare: «misure organizzative per l'acquisizione anche di copia cartacea degli atti depositati con modalità telematiche nonché per la riproduzione su supporto analogico degli atti depositati con le predette modalità, nonché per la gestione e conservazione delle predette copie cartacee. Con il medesimo decreto sono altresì stabilite le misure organizzative per la gestione e conservazione degli atti depositati su supporto cartaceo»;

            pertanto, l'adozione di tale modifica, che di fatto reintroduce un'alternativa al digitale, determinando un grave prolungamento dei tempi per la realizzazione del cosiddetto switch-off (elemento imprescindibile per una concreta digitalizzazione della giustizia), appare in palese contrasto con quello che, ad oggi, è stato il percorso intrapreso dall'esecutivo e dal legislatore nazionale;

        tenuto conto del fatto che:

            secondo numerosi studi economici le imprese italiane sono in media il 40 per cento più piccole di quelle degli altri Paesi nell'area dell'euro e i passaggi da una classe dimensionale a quella superiore sono rari;

            difficilmente una piccola impresa riesce a incrementare le proprie dimensioni senza ricorrere a risorse finanziarie esterne, siano queste il credito da parte di una banca, o l'ingresso di nuovi soci nel capitale;

            tuttavia, una banca, o nuovi soci, saranno disposti a finanziare l'azienda, e ad assumerne i rischi, solo in presenza di un sistema giudiziario sul quale possono fare affidamento;

            se invece i procedimenti giudiziari sono lenti e opachi, intrattenere rapporti creditizi o contrattuali con controparti poco conosciute, come lo è una piccola impresa che sta cercando di crescere, diventa molto rischioso;

            credito e capitali affluiscono a chi già ha consolidato la propria posizione ed è conosciuto nel mercato. Alle imprese giovani e relativamente piccole vengono richieste garanzie reali di cui spesso non dispongono, limitando di fatto l'espansione delle aziende e la concorrenzialità del sistema;

            secondo uno studio pubblicato da Confartigianato nel 2014 gli imprenditori italiani, per avere giustizia in una causa civile, devono aspettare in media 1.185 giorni (3 anni e 1 mese), nel resto d'Europa impiegano meno della metà: 544 giorni;

            le lunghe attese nelle aule giudiziarie si trasformano in costi: per le imprese italiane si tratta di 1.032 milioni di euro l'anno circa;

            l'efficienza della giustizia civile è un fattore determinante per l'attività delle imprese, la concorrenzialità del mercato e per le condizioni di sviluppo del Paese;

        impegna il Governo a:

            valutare l'opportunità di confermare e rafforzare il processo di dematerializzazione dei rapporti con la pubblica amministrazione, con specifico riferimento al Processo Civile Telematico, realizzando una graduale ma, al contempo, definitiva eliminazione dell'utilizzo dei supporti cartacei in tale ambito.


G/2085/5/10

ORELLANA, BATTISTA, LANIECE, PANIZZA, DE PIETRO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'Agenda Digitale Europea ha definito gli obiettivi per sviluppare l'economia e la cultura digitale in Europa nell'ambito della strategia Europa 2020, che fissa gli obiettivi per la crescita nell'Unione europea da raggiungere entro il 2020;

            in tale contesto l'Italia ha elaborato una propria strategia nazionale, individuando priorità e modalità di intervento, nonché le azioni da compiere in linea con gli scoreboard dell'Agenda Digitale Europea;

            l'Agenda Digitale Italiana costituisce l'insieme di azioni e norme per lo sviluppo delle tecnologie, dell'innovazione e dell'economia digitale e rappresenta una delle sette iniziative faro della strategia Europa 2020;

            nel nostro ordinamento l'attuazione dell'Agenda digitale è stata avviata dall'articolo 47, comma 2, del decreto-legge 9 febbraio 2012 n. 5 e dal decreto-legge n. 83 del 2012, che istituisce l'Agenzia per l'Italia digitale (AgID);

            l'AgID ha il compito di garantire la realizzazione degli obiettivi dell'Agenda digitale italiana in coerenza con l'Agenda digitale europea;

            nell'ambito dell'Accordo di Partenariato 2014-2020 la Presidenza del Consiglio insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, all'Agenzia per l'Italia Digitale e all'Agenzia per la Coesione ha predisposto i piani nazionali «Piano nazionale Banda Ultra Larga» e « Crescita Digitale» per il perseguimento degli obiettivi dell'Agenda Digitale;

        premesso altresì che:

            l'Italia presenta una situazione di grave ritardo nella banda ultra larga e il divario rispetto agli obiettivi dell'Agenda Digitale Europea è tuttora rilevante. Gli utenti regolari di Internet sono solamente il 56 per cento della popolazione di età compresa tra 16 e 74 anni, contro una media europea pari al 72 per cento; per converso sono il 34 per cento gli italiani che non hanno mai utilizzato Internet, contro il 21 per cento medio europeo;

            il livello di utilizzo dei diversi servizi in rete è di norma inferiore alla metà del valore medio riscontrabile all'interno dell'Unione Europea e, di conseguenza, molto distante dagli obiettivi europei fissati per il 2015;

            il problema italiano, però, non è limitato soltanto alla dotazione infrastrutturale e alle sue prestazioni, ma anche alla situazione dell'offerta che è tale da fame la nazione con la più estesa diffusione di aree a fallimento di mercato;

            la domanda di servizi di connettività di rete fissa, tanto residenziale quanto imprenditoriale, presenta livelli di penetrazione e di sofisticazione sensibilmente inferiori rispetto a quanto riscontrabile nei principali paesi europei, e non è migliore la situazione nell'utilizzo dell'ICT da parte della Pubblica Amministrazione;

        considerato che:

            l'esistenza di diffuse significative esternalità positive legate allo sviluppo delle infrastrutture digitali e l'importanza che lo sviluppo delle infrastrutture di comunicazione hanno sulla competitività e la crescita economica è ampiamente riconosciuto e trova declinazione concreta ed ineludibile negli obiettivi dell'Agenda Digitale Europea;

            ad oggi in Italia, la governance istituzionale dell'agenda digitale ha riguardato principalmente l'importante progetto di digitalizzazione delle pubblica amministrazione e dei rapporti di quest'ultima con cittadini ed imprese, piuttosto che gli investimenti nelle reti in fibra. È sulla governance degli investimenti – che coinvolge una pluralità di Ministeri, l'attività di Infratel, il coordinamento delle risorse economiche comunitarie da parte del Dipartimento delle Politiche di Coesione del Ministero dello sviluppo economico nonché gli Enti locali – che emerge con forza la necessità di un intervento pubblico compatibile con i principi della concorrenza;

            appare utile, a tal fine, proseguire in maniera celere con la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e dei rapporti di quest'ultima con i cittadini e le imprese. Al contempo, sarebbe opportuno considerare interventi pubblici, volti a promuovere una maggiore trasparenza della qualità delle connessioni online al fine di rendere gli utenti più consapevoli delle diverse caratteristiche che i servizi di connettività ad Internet possono avere, quali politiche di sostegno della domanda, sotto forma di sovvenzioni, benefici fiscali per le famiglie e imprese che vogliano dotarsi di una connettività a banda ultra-larga. Si tratta di misure, neutrali sotto il profilo concorrenziale, volte a stimolare direttamente l'adozione di tali servizi;

            per quanto riguarda la tipologia di servizi fruiti su Internet, la ricerca di informazioni su aziende, prodotti, servizi (43,2 per cento), nonché di strade e località (42,7 per cento), costituiscono l'utilizzo più comune tra gli italiani, seguite da consumi di contenuti audiovisivi: l'ascolto della musica online (34,5 per cento) e la visione di film (20,2 per cento). Anche lo svolgimento di operazioni bancarie tramite il web è tra le attività svolte più frequentemente (30,8 per cento), così come gli acquisti online (24,4 per cento), la prenotazione di viaggi (15,1 per cento), le telefonate Voip (20,6 per cento). Risulta ancora relativamente ridotto, invece, l'utilizzo di Internet per interfacciarsi con la Pubblica Amministrazione (14,4 per cento) o per prenotare una visita medica (9,7 per cento);

            nel mondo business vengono evidenziate le potenzialità dell'implementazione massiva di applicazioni quali il cloud computing, l'evoluzione dei servizi machine-to-machine e di tutte le applicazioni riconducibili all'Internet of things, l'utilizzo delle smart grid, il sempre maggiore utilizzo delle conference calling alta definizione, il telelavoro, la formazione a distanza e, con riferimento alla Pubblica Amministrazione, la diffusione dell'e-government;

            strettamente connesso alla digitalizzazione del paese è il settore delle applicazioni informatiche (apps) il quale, ormai non più confinato al mero scambio di dati online, ha radicalmente trasformato alcune attività (tradizionalmente non legate all'accesso a internet), quali i trasporti e l'assistenza sanitaria;

            l'utilizzo sempre più diffuso delle apps, sopratutto in relazione ad altri dispositivi elettronici ed elettrodomestici, ha inoltre contribuito ad incrementare il risparmio energetico e, conseguentemente, una maggiore tutela dell'ambiente;

            particolarmente significative sono altresì le ricadute positive, generate dallo sviluppo e dal diffuso utilizzo delle apps, in termini di mercato del lavoro e nuove opportunità imprenditoriali;

            il provvedimento in esame, in particolare all'articolo 22 e 45, introduce numerose misure atte a favorire il processo di digitalizzazione del Paese;

        impegna il Governo a:

            a) intraprendere una revisione degli impegni e degli obiettivi contenuti nell'Agenda digitale, aggiornandoli ai recenti sviluppi tecnologici e sociali;

            b) implementare rapidamente progetti di digitalizzazione già intrapresi a livello nazionale, quali in particolare: il Sistema pubblico di connettività (SPC), il Sistema pubblico di identità digitale (SPID), il Fascicolo sanitario elettronico (FSE), le ricette digitali e la dematerializzazione dei referti medici e delle cartelle cliniche;

            c) promuovere la progressiva digitalizzazione del mondo della formazione e dell'educazione;

            d) provvedere a istruire alla digitalizzazione anche quelle fasce di età non più ricomprese nei circuiti della formazione e dell'educazione;

            e) elaborare, a livello normativo nazionale, una definizione puntuale di piattaforme online, di applicazione digitale e di tutti gli strumenti ad esse collegati;

            f) regolamentare e incentivare l'accesso agli open data da parte delle piattaforme digitali, garantendo, al contempo, ai principali attori istituzionali l'accesso e l'utilizzo ai dati vivi legati all'utilizzo e alla diffusione dei suddetti strumenti;

            g) avviare sistemico processo di definizione del mercato delle applicazioni digitali e delle piattaforme online, che miri principalmente a garantire equità nelle possibilità di accesso, simmetria delle condizioni di permanenza nel mercato e pluralità degli attori coinvolti, conseguendo, pertanto, maggiore concorrenza;

            h) intraprendere interventi pubblici volti a promuovere misure, neutrali sotto il profilo concorrenziale, miranti a stimolare direttamente l'adozione di servizi di connettività ad Internet.


G/2085/5/10 (testo 2)

ORELLANA, BATTISTA, LANIECE, PANIZZA, DE PIETRO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'Agenda Digitale Europea ha definito gli obiettivi per sviluppare l'economia e la cultura digitale in Europa nell'ambito della strategia Europa 2020, che fissa gli obiettivi per la crescita nell'Unione europea da raggiungere entro il 2020;

            in tale contesto l'Italia ha elaborato una propria strategia nazionale, individuando priorità e modalità di intervento, nonché le azioni da compiere in linea con gli scoreboard dell'Agenda Digitale Europea;

            l'Agenda Digitale Italiana costituisce l'insieme di azioni e norme per lo sviluppo delle tecnologie, dell'innovazione e dell'economia digitale e rappresenta una delle sette iniziative faro della strategia Europa 2020;

            nel nostro ordinamento l'attuazione dell'Agenda digitale è stata avviata dall'articolo 47, comma 2, del decreto-legge 9 febbraio 2012 n. 5 e dal decreto-legge n. 83 del 2012, che istituisce l'Agenzia per l'Italia digitale (AgID);

            l'AgID ha il compito di garantire la realizzazione degli obiettivi dell'Agenda digitale italiana in coerenza con l'Agenda digitale europea;

            nell'ambito dell'Accordo di Partenariato 2014-2020 la Presidenza del Consiglio insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, all'Agenzia per l'Italia Digitale e all'Agenzia per la Coesione ha predisposto i piani nazionali «Piano nazionale Banda Ultra Larga» e « Crescita Digitale» per il perseguimento degli obiettivi dell'Agenda Digitale;

        premesso altresì che:

            l'Italia presenta una situazione di grave ritardo nella banda ultra larga e il divario rispetto agli obiettivi dell'Agenda Digitale Europea è tuttora rilevante. Gli utenti regolari di Internet sono solamente il 56 per cento della popolazione di età compresa tra 16 e 74 anni, contro una media europea pari al 72 per cento; per converso sono il 34 per cento gli italiani che non hanno mai utilizzato Internet, contro il 21 per cento medio europeo;

            il livello di utilizzo dei diversi servizi in rete è di norma inferiore alla metà del valore medio riscontrabile all'interno dell'Unione Europea e, di conseguenza, molto distante dagli obiettivi europei fissati per il 2015;

            il problema italiano, però, non è limitato soltanto alla dotazione infrastrutturale e alle sue prestazioni, ma anche alla situazione dell'offerta che è tale da fame la nazione con la più estesa diffusione di aree a fallimento di mercato;

            la domanda di servizi di connettività di rete fissa, tanto residenziale quanto imprenditoriale, presenta livelli di penetrazione e di sofisticazione sensibilmente inferiori rispetto a quanto riscontrabile nei principali paesi europei, e non è migliore la situazione nell'utilizzo dell'ICT da parte della Pubblica Amministrazione;

        considerato che:

            l'esistenza di diffuse significative esternalità positive legate allo sviluppo delle infrastrutture digitali e l'importanza che lo sviluppo delle infrastrutture di comunicazione hanno sulla competitività e la crescita economica è ampiamente riconosciuto e trova declinazione concreta ed ineludibile negli obiettivi dell'Agenda Digitale Europea;

            ad oggi in Italia, la governance istituzionale dell'agenda digitale ha riguardato principalmente l'importante progetto di digitalizzazione delle pubblica amministrazione e dei rapporti di quest'ultima con cittadini ed imprese, piuttosto che gli investimenti nelle reti in fibra. È sulla governance degli investimenti – che coinvolge una pluralità di Ministeri, l'attività di Infratel, il coordinamento delle risorse economiche comunitarie da parte del Dipartimento delle Politiche di Coesione del Ministero dello sviluppo economico nonché gli Enti locali – che emerge con forza la necessità di un intervento pubblico compatibile con i principi della concorrenza;

            appare utile, a tal fine, proseguire in maniera celere con la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e dei rapporti di quest'ultima con i cittadini e le imprese. Al contempo, sarebbe opportuno considerare interventi pubblici, volti a promuovere una maggiore trasparenza della qualità delle connessioni online al fine di rendere gli utenti più consapevoli delle diverse caratteristiche che i servizi di connettività ad Internet possono avere, quali politiche di sostegno della domanda, sotto forma di sovvenzioni, benefici fiscali per le famiglie e imprese che vogliano dotarsi di una connettività a banda ultra-larga. Si tratta di misure, neutrali sotto il profilo concorrenziale, volte a stimolare direttamente l'adozione di tali servizi;

            per quanto riguarda la tipologia di servizi fruiti su Internet, la ricerca di informazioni su aziende, prodotti, servizi (43,2 per cento), nonché di strade e località (42,7 per cento), costituiscono l'utilizzo più comune tra gli italiani, seguite da consumi di contenuti audiovisivi: l'ascolto della musica online (34,5 per cento) e la visione di film (20,2 per cento). Anche lo svolgimento di operazioni bancarie tramite il web è tra le attività svolte più frequentemente (30,8 per cento), così come gli acquisti online (24,4 per cento), la prenotazione di viaggi (15,1 per cento), le telefonate Voip (20,6 per cento). Risulta ancora relativamente ridotto, invece, l'utilizzo di Internet per interfacciarsi con la Pubblica Amministrazione (14,4 per cento) o per prenotare una visita medica (9,7 per cento);

            nel mondo business vengono evidenziate le potenzialità dell'implementazione massiva di applicazioni quali il cloud computing, l'evoluzione dei servizi machine-to-machine e di tutte le applicazioni riconducibili all'Internet of things, l'utilizzo delle smart grid, il sempre maggiore utilizzo delle conference calling alta definizione, il telelavoro, la formazione a distanza e, con riferimento alla Pubblica Amministrazione, la diffusione dell'e-government;

            strettamente connesso alla digitalizzazione del paese è il settore delle applicazioni informatiche (apps) il quale, ormai non più confinato al mero scambio di dati online, ha radicalmente trasformato alcune attività (tradizionalmente non legate all'accesso a internet), quali i trasporti e l'assistenza sanitaria;

            l'utilizzo sempre più diffuso delle apps, sopratutto in relazione ad altri dispositivi elettronici ed elettrodomestici, ha inoltre contribuito ad incrementare il risparmio energetico e, conseguentemente, una maggiore tutela dell'ambiente;

            particolarmente significative sono altresì le ricadute positive, generate dallo sviluppo e dal diffuso utilizzo delle apps, in termini di mercato del lavoro e nuove opportunità imprenditoriali;

            il provvedimento in esame, in particolare all'articolo 22 e 45, introduce numerose misure atte a favorire il processo di digitalizzazione del Paese;

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

            a) implementare rapidamente progetti di digitalizzazione già intrapresi a livello nazionale, quali in particolare: il Sistema pubblico di connettività (SPC), il Sistema pubblico di identità digitale (SPID), il Fascicolo sanitario elettronico (FSE), le ricette digitali e la dematerializzazione dei referti medici e delle cartelle cliniche;

            b) promuovere la progressiva digitalizzazione del mondo della formazione e dell'educazione;

            c) provvedere a istruire alla digitalizzazione anche quelle fasce di età non più ricomprese nei circuiti della formazione e dell'educazione;

            d) elaborare, a livello normativo nazionale, una definizione puntuale di piattaforme online, di applicazione digitale e di tutti gli strumenti ad esse collegati;

            e) regolamentare e incentivare l'accesso agli open data da parte delle piattaforme digitali, garantendo, al contempo, ai principali attori istituzionali l'accesso e l'utilizzo ai dati vivi legati all'utilizzo e alla diffusione dei suddetti strumenti;

            f) avviare sistemico processo di definizione del mercato delle applicazioni digitali e delle piattaforme online, che miri principalmente a garantire equità nelle possibilità di accesso, simmetria delle condizioni di permanenza nel mercato e pluralità degli attori coinvolti, conseguendo, pertanto, maggiore concorrenza;

            g) intraprendere interventi pubblici volti a promuovere misure, neutrali sotto il profilo concorrenziale, miranti a stimolare direttamente l'adozione di servizi di connettività ad Internet.


G/2085/6/10

LANZILLOTTA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            in coerenza con gli obiettivi dell'Agenda digitale europea, il Governo ha elaborato un Piano strategico nazionale che definisce i principi base che dovranno guidare le iniziative pubbliche a sostegno dello sviluppo della banda ultralarga dal 2014 al 2020;

            le reti di nuova generazione avranno un ruolo fondamentale anche nell'attuazione del Digital Single Market e costituiranno sempre più l'infrastruttura per la trasformazione digitale dell'intera economia italiana e quindi, in futuro, la condizione per la sua crescita;

        considerato che:

            le società di gestione delle reti di comunicazione stanno progressivamente riducendo i loro margini di profitto e che tale tendenza sta determinando anche in Europa la progressiva integrazione tra gestori di reti e produttori di contenuti digitali;

            di conseguenza, il controllo di tali reti di comunicazione rischia di produrre situazioni di monopolio e di oligopolio e di determinare la costruzione di barriere all'accesso per l'informazione, la formazione, la cultura e le attività economiche;

            tali tendenze iniziano ad emergere anche in Italia avendo come protagonisti anche produttori di contenuti non italiani che, di conseguenza, tenderanno a privilegiare la distribuzione di contenuti non italiani;

        impegna il governo:

            ad intervenire – anche mediante sollecitazione delle Autorità di regolazione – con la massima tempestività e prima che possano precostituirsi posizioni dominanti, emanando specifiche disposizioni volte ad impedire il determinarsi di posizioni monopolistiche per la distribuzione di contenuti digitali, stabilendo a tal fine il divieto di detenere partecipazioni rilevanti in società proprietarie e/o gestrici di reti di telecomunicazione per le persone fisiche e giuridiche che detengano, direttamente o indirettamente, partecipazioni rilevanti in società produttrici di contenuti digitali o piattaforme di distribuzione.


G/2085/6/10 (testo 2)

LANZILLOTTA, FISSORE, VALDINOSI, SCALIA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            in coerenza con gli obiettivi dell'Agenda digitale europea, il Governo ha elaborato un Piano strategico nazionale che definisce i principi base che dovranno guidare le iniziative pubbliche a sostegno dello sviluppo della banda ultralarga dal 2014 al 2020;

            le reti di nuova generazione avranno un ruolo fondamentale anche nell'attuazione del Digital Single Market e costituiranno sempre più l'infrastruttura per la trasformazione digitale dell'intera economia italiana e quindi, in futuro, la condizione per la sua crescita;

        considerato che:

            le società di gestione delle reti di comunicazione stanno progressivamente riducendo i loro margini di profitto e che tale tendenza sta determinando anche in Europa la progressiva integrazione tra gestori di reti e produttori di contenuti digitali;

            di conseguenza, il controllo di tali reti di comunicazione rischia di produrre situazioni di monopolio e di oligopolio e di determinare la costruzione di barriere all'accesso per l'informazione, la formazione, la cultura e le attività economiche;

            tali tendenze iniziano ad emergere anche in Italia avendo come protagonisti anche produttori di contenuti non italiani che, di conseguenza, tenderanno a privilegiare la distribuzione di contenuti non italiani;

        impegna il governo a valutare l'opportunità di:

            assumere iniziative – anche mediante sollecitazione delle Autorità di regolazione – volte ad impedire il determinarsi di posizioni monopolistiche per la distribuzione di contenuti digitali, stabilendo a tal fine il divieto di detenere partecipazioni rilevanti in società proprietarie e/o gestrici di reti di telecomunicazione per le persone fisiche e giuridiche che detengano, direttamente o indirettamente, partecipazioni rilevanti in società produttrici di contenuti digitali o piattaforme di distribuzione.


G/2085/7/10

CONSIGLIO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            il fenomeno delle frodi assicurative sta acquisendo un aspetto di particolare gravità nel Paese;

            il settore delle RC auto è stato interessato da diversi interventi di carattere legislativo, alcuni dei quali specificatamente indirizzati al contrasto delle frodi assicurative. Il proliferare degli interventi non ha tuttavia avuto effetti decisivi rispetto agli obiettivi di contenimento di fenomeni fraudolenti, dato che gli stessi, negli ultimi anni, si sono addirittura intensificati;

            il decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, ha introdotto l'obbligo per le imprese operanti nel ramo RC auto di trasmettere all'IVASS una relazione annuale nella quale devono essere indicati: il numero dei sinistri a rischio di frodi; il numero delle denunce presentate all'autorità giudiziaria; l'esito dei conseguenti procedimenti penali; le misure organizzative interne adottate per contrastare i fenomeni fraudolenti;

            l'articolo 21, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, ha attribuito all'IVASS il compito di curare la prevenzione delle frodi nel settore dell'assicurazione R.C. auto, con riguardo alle richieste di risarcimento e di indennizzo e all'attivazione di sistemi di allerta preventiva contro i rischi di frode;

            l'IVASS, a luglio 2014, ha pubblicato la prima relazione annuale sull'attività svolta in materia antifrode. Le imprese assicurative, nella loro attività di contrasto antifrode, hanno individuato nel 2013 un numero più elevato di sinistri esposti a rischio frode, passati da 400.000 circa del 2012, a 460.000 circa per il 2013 (+ 15 per cento). Questo nonostante che i sinistri denunciati nel 2013 siano diminuiti del 6,5 per cento circa rispetto al precedente anno;

            le frodi assicurative sono tra le cause di aumento delle polizze, aumento che colpisce, in modo generalizzato, tutti gli assicurati. Se pure è dimostrata la forte incidenza del peso delle frodi sui costi delle polizze assicurative, questa non può tuttavia rappresentare un elemento di giustificazione dell'incremento delle polizze stesse a danno esclusivo dei cittadini onesti;

            i costi delle tariffe sono ormai divenuti insostenibili per molti, specie nell'attuale fase di crisi economica che sta attraversando il Paese;

        impegna il Governo:

            ad adottare iniziative più incisive per favorire la riduzione del costo dei premi relativi alla copertura assicurativa dei rischi derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore su strada a carico degli assicurati, anche attraverso il rafforzamento delle azioni di contrasto alle frodi assicurative che abbiano tra gli obiettivi quello di evitare che le inefficienze del settore assicurativo vengano pagate dagli assicurati ubicati nelle regioni a minore tasso di sinistrosità.


G/2085/7/10 (testo 2)

CONSIGLIO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            il fenomeno delle frodi assicurative sta acquisendo un aspetto di particolare gravità nel Paese;

            il settore delle RC auto è stato interessato da diversi interventi di carattere legislativo, alcuni dei quali specificatamente indirizzati al contrasto delle frodi assicurative. Il proliferare degli interventi non ha tuttavia avuto effetti decisivi rispetto agli obiettivi di contenimento di fenomeni fraudolenti, dato che gli stessi, negli ultimi anni, si sono addirittura intensificati;

            il decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, ha introdotto l'obbligo per le imprese operanti nel ramo RC auto di trasmettere all'IVASS una relazione annuale nella quale devono essere indicati: il numero dei sinistri a rischio di frodi; il numero delle denunce presentate all'autorità giudiziaria; l'esito dei conseguenti procedimenti penali; le misure organizzative interne adottate per contrastare i fenomeni fraudolenti;

            l'articolo 21, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, ha attribuito all'IVASS il compito di curare la prevenzione delle frodi nel settore dell'assicurazione R.C. auto, con riguardo alle richieste di risarcimento e di indennizzo e all'attivazione di sistemi di allerta preventiva contro i rischi di frode;

            l'IVASS, a luglio 2014, ha pubblicato la prima relazione annuale sull'attività svolta in materia antifrode. Le imprese assicurative, nella loro attività di contrasto antifrode, hanno individuato nel 2013 un numero più elevato di sinistri esposti a rischio frode, passati da 400.000 circa del 2012, a 460.000 circa per il 2013 (+ 15 per cento). Questo nonostante che i sinistri denunciati nel 2013 siano diminuiti del 6,5 per cento circa rispetto al precedente anno;

            le frodi assicurative sono tra le cause di aumento delle polizze, aumento che colpisce, in modo generalizzato, tutti gli assicurati. Se pure è dimostrata la forte incidenza del peso delle frodi sui costi delle polizze assicurative, questa non può tuttavia rappresentare un elemento di giustificazione dell'incremento delle polizze stesse a danno esclusivo dei cittadini onesti;

            i costi delle tariffe sono ormai divenuti insostenibili per molti, specie nell'attuale fase di crisi economica che sta attraversando il Paese;

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

            adottare iniziative più incisive per favorire la riduzione del costo dei premi relativi alla copertura assicurativa dei rischi derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore su strada a carico degli assicurati, anche attraverso il rafforzamento delle azioni di contrasto alle frodi assicurative che abbiano tra gli obiettivi quello di evitare che le inefficienze del settore assicurativo vengano pagate dagli assicurati ubicati nelle regioni a minore tasso di sinistrosità.


G/2085/8/10

COMAROLI, CONSIGLIO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            in conseguenza all'aumento della presenza di cittadini stranieri nel nostro Paese si registra un progressivo aumento di circolazione di veicoli con targa straniera sulle nostre strade, immatricolati sia in Paesi dell'Unione Europea che in paesi extra comunitari;

            in particolare, dai controlli effettuati dagli Organi di Polizia, un'altissima percentuale di veicoli è immatricolata in Romania, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania e Olanda e spesso tali targhe sono legate a proprietari residenti in Italia che decidono di non ritargare il veicolo con targa italiana perché le tariffe assicurative estere sono più economiche;

            non esiste ad oggi una banca dati europea che consenta alle Forze dell'ordine impegnate nei controlli stradali di poter verificare la copertura assicurativa di questi veicoli circolanti nel nostro Paese. Può quindi accadere che, solo al verificarsi di un sinistro, si scopra che la vettura straniera è sprovvista di assicurazione;

            recentemente nel nostro Paese è possibile effettuare controlli sulle targhe attraverso un lettore laser che rileva la proprietà, la revisione e la copertura assicurativa delle vetture. Questo tipo di controllo, accedendo ad una banca dati nazionale, è in grado di fornire informazioni esclusivamente sulle vetture con targa italiana;

            sono escluse quindi da tale rilevazione tutte le vetture straniere circolanti stabilmente sul nostro territorio che sono state immatricolate e assicurate in un altro Paese membro per sostenere costi inferiori (anche prevedendo massimali per il risarcimento non adeguati) a scapito della tutela dei diritti delle vittime di incidente stradale;

            a livello europeo è stato riconosciuto come elemento fondamentale per la protezione delle vittime l'obbligo degli Stati membri di garantire la copertura assicurativa almeno per determinati importi minimi di copertura per i danni alle persone, che dovrebbe essere calcolato in modo tale da indennizzare totalmente ed equamente tutte le vittime che hanno riportato danni molto gravi;

            la direttiva 2005/14 ha fissato un importo minimo di copertura pari a 1.000.000 di euro per vittima o a 5.000.000 di euro per sinistro, indipendentemente dal numero delle vittime. Tale direttiva è stata recepita in Italia con decreto legislativo 6 novembre 2007, n.198, ma solo in caso di sinistro con veicoli provenienti da Paesi che hanno recepito tale direttiva, viene garantito un equo indennizzo alle vittime;

        impegna il Governo:

            al fine di contrastare il fenomeno di frodi in campo assicurativo, a farsi promotore, nelle sedi competenti, della creazione di una banca dati europea che consenta alle Forze dell'ordine impegnate nei controlli stradali di poter verificare che la copertura assicurativa dei veicoli circolanti sul nostro territorio con targa straniera rispetti i parametri fissati dalla direttiva 2005/14 e, in caso contrario, di intervenire con le opportune sanzioni fino all'interdizione all'accesso sul suolo nazionale.


G/2085/8/10 (testo 2)

COMAROLI, CONSIGLIO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            in conseguenza all'aumento della presenza di cittadini stranieri nel nostro Paese si registra un progressivo aumento di circolazione di veicoli con targa straniera sulle nostre strade, immatricolati sia in Paesi dell'Unione Europea che in paesi extra comunitari;

            in particolare, dai controlli effettuati dagli Organi di Polizia, un'altissima percentuale di veicoli è immatricolata in Romania, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania e Olanda e spesso tali targhe sono legate a proprietari residenti in Italia che decidono di non ritargare il veicolo con targa italiana perché le tariffe assicurative estere sono più economiche;

            non esiste ad oggi una banca dati europea che consenta alle Forze dell'ordine impegnate nei controlli stradali di poter verificare la copertura assicurativa di questi veicoli circolanti nel nostro Paese. Può quindi accadere che, solo al verificarsi di un sinistro, si scopra che la vettura straniera è sprovvista di assicurazione;

            recentemente nel nostro Paese è possibile effettuare controlli sulle targhe attraverso un lettore laser che rileva la proprietà, la revisione e la copertura assicurativa delle vetture. Questo tipo di controllo, accedendo ad una banca dati nazionale, è in grado di fornire informazioni esclusivamente sulle vetture con targa italiana;

            sono escluse quindi da tale rilevazione tutte le vetture straniere circolanti stabilmente sul nostro territorio che sono state immatricolate e assicurate in un altro Paese membro per sostenere costi inferiori (anche prevedendo massimali per il risarcimento non adeguati) a scapito della tutela dei diritti delle vittime di incidente stradale;

            a livello europeo è stato riconosciuto come elemento fondamentale per la protezione delle vittime l'obbligo degli Stati membri di garantire la copertura assicurativa almeno per determinati importi minimi di copertura per i danni alle persone, che dovrebbe essere calcolato in modo tale da indennizzare totalmente ed equamente tutte le vittime che hanno riportato danni molto gravi;

            la direttiva 2005/14 ha fissato un importo minimo di copertura pari a 1.000.000 di euro per vittima o a 5.000.000 di euro per sinistro, indipendentemente dal numero delle vittime. Tale direttiva è stata recepita in Italia con decreto legislativo 6 novembre 2007, n.198, ma solo in caso di sinistro con veicoli provenienti da Paesi che hanno recepito tale direttiva, viene garantito un equo indennizzo alle vittime;

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

            farsi promotore, nelle sedi competenti, della creazione di una banca dati europea che consenta alle Forze dell'ordine impegnate nei controlli stradali di poter verificare che la copertura assicurativa dei veicoli circolanti sul nostro territorio con targa straniera rispetti i parametri fissati dalla direttiva 2005/14 e, in caso contrario, di intervenire con le opportune sanzioni fino all'interdizione all'accesso sul suolo nazionale.


G/2085/9/10

BONFRISCO, PERRONE

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'introduzione di apparecchi elettronici denominati «scatola nera» o equivalenti installati sulle autovetture su proposta dell'impresa di assicurazione, utili alla registrazione dell'attività del veicolo, individuati, per i soli requisiti funzionali minimi necessari a garantire l'utilizzo dei dati raccolti, in particolare, ai fini tariffari e della determinazione della responsabilità in occasione dei sinistri e l'istallazione di meccanismi elettronici che impediscono l'avvio del motore qualora sia riscontrato nel guidatore un tasso alcolemico superiore ai limiti stabiliti dalla legge per la conduzione di veicoli a motore, determinano ad oggi favorevoli condizioni contrattuali proposte dalle polizze;

            l'introduzione di tali meccanismi e apparecchi elettronici non alimentati autonomamente possono determinare il deterioramento della batteria di avviamento con conseguente danno al veicolo,

        impegna il Governo:

            ad attivarsi al fine di garantire ai consumatori il diritto, in caso di malfunzionamenti del veicolo determinati dal deterioramento o dalla perdita di efficienza della batteria di avviamento del veicolo stesso, causati da dispositivi elettronici, non alimentati autonomamente, ma direttamente collegati alla batteria di avviamento del veicolo, all'atto della loro istallazione da parte del personale specializzato, di richiedere all'impresa di assicurazione l'immediata rimozione dei dispositivi citati, senza che ciò comporti la revoca da parte dell'impresa assicuratrice dello sconto sul premio.


G/2085/9/10 (testo 2)

BONFRISCO, PERRONE

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'introduzione di apparecchi elettronici denominati «scatola nera» o equivalenti installati sulle autovetture su proposta dell'impresa di assicurazione, utili alla registrazione dell'attività del veicolo, individuati, per i soli requisiti funzionali minimi necessari a garantire l'utilizzo dei dati raccolti, in particolare, ai fini tariffari e della determinazione della responsabilità in occasione dei sinistri e l'istallazione di meccanismi elettronici che impediscono l'avvio del motore qualora sia riscontrato nel guidatore un tasso alcolemico superiore ai limiti stabiliti dalla legge per la conduzione di veicoli a motore, determinano ad oggi favorevoli condizioni contrattuali proposte dalle polizze;

            l'introduzione di tali meccanismi e apparecchi elettronici non alimentati autonomamente possono determinare il deterioramento della batteria di avviamento con conseguente danno al veicolo,

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

            attivarsi al fine di garantire ai consumatori il diritto, in caso di malfunzionamenti del veicolo determinati dal deterioramento o dalla perdita di efficienza della batteria di avviamento del veicolo stesso, causati da dispositivi elettronici, non alimentati autonomamente, ma direttamente collegati alla batteria di avviamento del veicolo, all'atto della loro istallazione da parte del personale specializzato, di richiedere all'impresa di assicurazione l'immediata rimozione dei dispositivi citati, senza che ciò comporti la revoca da parte dell'impresa assicuratrice dello sconto sul premio.


G/2085/10/10

ROMANO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            il decreto legislativo 7 settembre 2005 n.209, c.d. Codice delle Assicurazioni Private, all'articolo 122 dispone l'assicurazione obbligatoria per i veicoli a motore e natanti ed il codice della strada di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992, e successive modificazioni, vieta dunque di circolare su strada senza copertura assicurativa e prevede sanzioni amministrative, oltre al sequestro del veicolo, in caso di assenza di assicurazione;

            in Italia si è negli anni registrato sia un aumento generalizzato dei premi assicurativi RC. auto sia una forbice sempre maggiore tra le tariffe applicate nell'area settentrionale e quelle applicate nell'area centro-meridionale;

            a fronte dell'obbligatorietà dell'assicurazione RC auto, il mercato delle tariffe assicurative è carente di una normativa che, agendo sulla determinazione dei prezzi, garantisca omogeneità tariffaria delle polizze su tutto il territorio nazionale e sia quindi effettivamente premiale anche nei confronti degli automobilisti meridionali in classe di massimo sconto;

            tale differenziazione, comporta peraltro, autentiche abnormità e colpisce indirettamente vari settori economici. L'effetto perverso delle distorsioni denunciate si riflette, in modo speculare, sulla ormai ingestibile situazione di scopertura assicurativa e violazione dell'obbligo di contrarre polizza RC. auto per la circolazione dei veicoli a motore: si stima, secondo dati ANIA, che in Italia circolano circa quattro milioni di veicoli senza assicurazione. La maggior parte degli autoveicoli privi di polizza si concentra al Sud (13,5 per cento) rispetto al Centro (8,5 per cento) e Nord (6,2 per cento). Ciò comporta gravissime conseguenze sociali quale l'incremento dei sinistri in cui è coinvolto il Fondo di Garanzia Vittime della Strada con ulteriore carico a costo degli assicurati che devono pagare un sovrapprezzo destinato appunto al Fondo di Garanzia per risarcire gli incidenti causati da non assicurati;

            secondo gli studi di settore dell'Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari Finanziari Postali e Assicurativi (ADUSBEF) e Feder consumatori (2 luglio 2013), le tariffe assicurative Re. auto sono aumentate del 245 per cento tra il 1994 ed il 2012 e un cittadino della Campania, in particolare dell'area napoletana, paga circa il 240 per cento in più di un cittadino di Milano o Padova, tutti in prima classe di merito e senza incidenti negli ultimi 5 anni;

            nel 2013 l'indagine dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con l'obiettivo di accertare cause e andamento dei premi e dei costi relativi al mercato dell'assicurazione RC. auto, ha accertato che i premi in Italia sono in media più elevati e crescono più velocemente rispetto a quelli dei principali Paesi europei. Nello specifico, con riferimento al livello, i premi in Italia sono più del doppio rispetto a Francia e Portogallo, superano quello tedesco dell'80 per cento e quello olandese di quasi il 70 per cento e, con riferimento all'andamento, la crescita delle tariffe in Italia è quasi il doppio di quella della zona Euro e quasi il triplo di quella registrata in Francia;

            emerge anche che gli aumenti annui medi delle polizze RC. auto a livello provinciale siano stati del 20 per cento all'anno nel caso di un neo-patentato, del 16 per cento all'anno per un quarantenne, del 9-12 per cento/anno per un pensionato, del 12-14 per cento/anno per un diciottenne con ciclomotore e abbiano superato il 30 per cento annuo per un quarantenne con motociclo. Le province nelle quali sono stati riscontrati gli aumenti più significativi sono localizzate nella gran parte dei casi nel Centro-Sud e tali province si caratterizzano per una crescita dei premi superiore a quella riscontrata nel Nord Italia;

            gli interventi e le proposte avanzate, a chiusura dell'indagine conoscitiva dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, furono accolte dal Governo Letta che inserì nel decreto-legge n. 145 del 2013, cosiddetto destinazione Italia, un articolo teso a ridurre i costi dell'assicurazione auto (articolo 8). Tale articolo fu successivamente soppresso nella legge di conversione n. 9 del 2014 e presentato sotto forma di disegno di legge. Il disegno di legge prevedeva la riduzione dei costi dell'assicurazione auto attraverso un meccanismo di sconti premiali e il totale delle riduzioni previste era del 23 per cento;

            nell'ultima relazione dell'IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, 23 giugno 2015) sull'attività svolta nell'anno 2014, si rilevano significative differenze territoriali per il prezzo medio effettivo e non di listino delle polizze RC. auto nelle 21 province monitorate: il prezzo medio effettivo più alto è per un guidatore adulto di Napoli (766 euro) rispetto a quello più basso di Aosta (318 euro), con un costo del 140,9 per cento in più. Rispetto alla media nazionale di 475 euro, nella provincia campana i prezzi sono più alti del 61,3 per cento. Dopo Napoli, segue Reggio Calabria (640 euro) e Firenze (560 euro), mentre Roma si posiziona al quinto posto con 549 euro. Le province più convenienti sono Campobasso (352 euro) e Trento (366 euro);

            esistono forti differenze anche per quanto riguarda i neopatentati (IVASS, monitoraggio trimestrale aggiornato ad aprile 2014). Napoli, sebbene la tariffa abbia registrato una diminuzione del 5,78 per cento rispetto ad aprile 2013, è ancora una volta la città con i prezzi pagati (media aritmetica dei prezzi ponderata con le quote di mercato delle compagnie effettivamente presenti nella provincia) più cari: il prezzo pagato riferito alla polizza Rc auto per un 18enne, con autovettura di 1.300 cc. alimentata a benzina, in classe bonus-malus di ingresso (C.U. 14), con un massimale minimo di legge, è pari a 3.158 euro a fronte di una media nazionale di 2.743 euro. Al di sopra della media anche Reggio Calabria (3.090 euro, –4,3 per cento rispetto ad aprile 2013), Bari (2.947 euro, –8 per cento), Palermo (2.925 euro, –7 per cento), Roma (2.891 euro, –7,4 per cento), Cagliari (2.828 euro, –6,7 per cento), Ancona (2.873 euro, –7 per cento), Genova (2.791 euro, –3,9 per cento), Firenze (2.782 euro, –8,5 per cento), Torino (2.768 euro, –5,8 per cento) e Bologna (2.765 euro, –11,9 per cento). La provincia dove si paga di meno, sempre secondo i dati resi noti dall'IVASS, è Bolzano (1.690 euro, –3,4 per cento), seguita da Trento (1.692 euro, –3,6 per cento) e Aosta (1.699 euro, –0,3 per cento);

            ne deriva una doppia maggiorazione: gli italiani pagano più degli europei e gli italiani del meridione pagano più dell'italiano medio. A fronte di queste disuguaglianze contributive l'articolo 32, comma 3-quinquies del decreto-legge n.1 del 2012, c.d. decreto liberalizzazioni, convertito con modificazioni in legge. n.27/2012 concernente la disciplina del profilo tariffario in materia di Re auto, stabilisce, fra l'altro, che per le classi di massimo sconto, a parità di condizioni soggettive ed oggettive, ciascuna delle compagnie di assicurazione deve praticare identiche offerte. Nel dettaglio prevede la possibilità di annoverare, fra le condizioni oggettive, le differenti condizioni di rischio rilevabili nelle diverse aree del territorio nazionale: tale previsione è stata oggetto di rilevanti questioni interpretative, tali da indurre il Ministero dello Sviluppo Economico a pronunciarsi, su richiesta dell'IVASS, con nota del 18 aprile 2012, sancendo che «una ragionevole e legittima interpretazione della norma, dovrebbe includere nelle differenziazioni tariffarie possibili anche per le classi di massimo sconto, quelle legate alle oggettive differenze delle condizioni di rischio rilevate nei singoli territori (frequenza dei sinistri, livello dei risarcimenti, eccetera)»;

            andrebbe altresì ben valutata non la pura sinistrosità ascrivibile a determinate provincie o zone bensì, onde avere un quadro realmente esaustivo del concetto di rischio assicurativo, il costo medio di risarcimento. È infatti noto che nelle provincie meridionali, pur a fronte di un numero di sinistri più elevato che in altre realtà del Paese, è molto diffuso il sinistro con lesioni lievi (c.d. microlesioni), quindi di modesto impatto economico, tanto più a seguito della riforma dell'articolo 139 del Codice delle Assicurazioni di cui alla legge 27/2012 che ha contenuto i risarcimenti per cosiddetti «colpi di frusta»;

            lo stesso Ministero dello sviluppo economico, nell'evidenziare i problemi di legittimità comunitaria connessi ad un'eventuale interpretazione che fosse diretta a concludere che la disposizione avesse introdotto la tariffa unica nazionale nel territorio italiano, ha sottolineato come la normativa stessa implichi da un lato un maggior onere di trasparenza e di analiticità, da parte delle imprese, nell'enucleazione delle differenze tariffarie legate a fattori territoriali e, dall'altro lato, l'implementazione, ad opera delle imprese stesse, di un regime di maggior favore tariffario verso gli automobilisti più virtuosi nelle aree territoriali a rischio più elevato;

        considerato che:

            l'atto senato 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza» al capo II del disegno di legge reca disposizioni in materia di Assicurazioni,

        impegna il Governo:

            a fronte dell'obbligatorietà dell'assicurazione R.C. auto e del principio di uguaglianza di cui all'articolo 3 della Carta costituzionale, attraverso le recenti modifiche normative proposte al Codice delle assicurazioni private nell'ambito dello schema del disegno di legge "Concorrenza", ovvero valutando l'introduzione di ulteriori sistemi, a prevedere che il principio di mutualità assicurativa vada applicato, nella determinazione dei premi di polizza, favorendo le riduzioni di prezzo a vantaggio degli assicurati virtuosi collocati in classe di massimo sconto, con effetti maggiori proprio nelle aree territoriali a maggior rischio, come la Campania, dove il peso relativamente più alto degli oneri assicurativi – a fronte di comportamenti virtuosi degli assicurati – è percepito come insostenibile dalle famiglie, ciò anche attraverso la maggior valorizzazione della profilazione della polizza assicurativa in funzione delle caratteristiche di rischio soggettivo dell'assicurato;

        ad attivarsi con tutte le iniziative necessarie affinché:

            le compagnie assicuratrici diano luogo ad una personalizzazione tariffaria che rispetti il principio della trasparenza e che sia legata soprattutto alle caratteristiche dell'assicurato e non solo al veicolo; ciò potrebbe anche costituire un volano per l'economia atteso che potrebbe indurre molti soggetti all'acquisto di un secondo veicolo dalle caratteristiche diverse rispetto a quello usato generalmente;

            sia favorita l'operatività dell'Archivio informatico integrato istituito presso l'IVASS, nell'ambito del quale confluiscono le diverse banche dati pubbliche e private tra cui l'anagrafe testimoni e danneggiati e la banca dati dei contrassegni assicurativi dematerializzati, funzionali all'attività antifrode realizzata dall'Istituto di vigilanza;

            sia valutata l'opportunità di evitare la depenalizzazione della truffa assicurativa ex articolo 642 del codice penale, considerando invece la possibilità di applicare una specifica aggravante, atteso che il danno arrecato si ripercuote anche sulla collettività, favorendo nel contempo la previsione di sanzioni amministrative accessorie per gli assicurati di veicoli oggetto delle truffe assicurative.


G/2085/11/10

BATTISTA, ORELLANA, FAUSTO GUILHERME LONGO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            la legge 8 agosto 1995, n. 335, recante la «Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare», ha sancito il cambiamento dei trattamenti previdenziali con il passaggio dal periodo di calcolo retributivo a quello contributivo;

            successivamente, la legge 23 dicembre 1998, n. 448, all'articolo 26, comma 20, ha previsto l'istituzione di forme pensionistiche integrative per il personale del comparto sicurezza e difesa, attraverso procedure di negoziazione e di concertazione;

            il decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, e successive modificazioni, all'articolo 24, comma 18, ha previsto di adottare, «con regolamento da emanare entro il 31 ottobre 2012», «le relative misure di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, tenendo conto delle obiettive peculiarità ed esigenze dei settori di attività nonché dei rispettivi ordinamenti»;

        considerato che:

            ad oggi, la previdenza complementare nel comparto sicurezza e difesa rappresenta uno dei tanti nodi insoluti, in quanto il personale delle forze armate rientra fra quei dipendenti pubblici che non sono stati coinvolti dal processo di privatizzazione del pubblico impiego e i cui rapporti di lavoro, sulla scorta del decreto legislativo n. 165 del 2001, rimangono regolati dai rispettivi ordinamenti (ex articolo 3, comma 1);

            con le sentenze 21 marzo 2013, n. 2907/2013 e n. 2908/2013 pronunciate dalla sezione I-bis del TAR per il Lazio, i ricorrenti, militari delle forze armate, compresa l'Arma dei Carabinieri, hanno ottenuto il riconoscimento dell'obbligo per le amministrazioni resistenti di concludere, mediante l'emanazione di un provvedimento espresso, il procedimento amministrativo relativo all'introduzione della previdenza complementare;

            l'articolo 16, del presente provvedimento, reca modifiche alla disciplina delle forme pensionistiche complementari;

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di attivare un Fondo di previdenza complementare del Comparto di Difesa e Sicurezza, ormai indifferibile e necessario, così come riconosciuto anche dal Tribunale Regionale del Lazio in fase di contenzioso.


G/2085/12/10

DE PETRIS, GAMBARO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'articolo 16 del provvedimento contiene disposizioni concernenti la portabilità dei fondi pensione;

            l'articolo 12, comma 1, del decreto-legge n. 145 del 2013 (cosiddetto "Destinazione Italia") detta misure per la semplificazione dei processi di strutturazione e gestione dei portafogli degli investitori istituzionali che sottoscrivono titoli derivanti dalla cartolarizzazione di crediti delle stesse con l'obiettivo di incentivare l'attrazione di capitali italiani ed esteri verso il tessuto imprenditoriale delle piccole e medie imprese ed aumentare la capacità di diffusione dei cosiddetti minibond;

            il suddetto comma 1 dell'articolo 12, alla lettera e) incentiva l'investimento in titoli di cartolarizzazione con obbligazioni e titoli similari come sottostante da parte delle assicurazioni e dei fondi pensione, anche qualora tali strumenti non siano negoziati su mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione e anche se privi di rating;

            i minibond si sono rivelati uno strumento finanziario volto capace di assicurare alle piccole e medie imprese un'ulteriore opportunità di accesso al credito, così da ridurre la loro dipendenza dal sistema bancario creando, anche per quelle Italiane, un «mercato del debito», analogamente a quanto già avviene nei sistemi finanziari ed industriali europei più avanzati;

            non sembra tuttavia che i fondi pensione abbiano utilizzato tali strumenti, nonostante sia stata favorita la costituzione di fondi specializzati o di società di cartolarizzazione al fine di sostenere l'aggregazione e la selezione professionale di portafogli di mini-bond attraverso i quali sollecitare il mercato dei capitali e, inoltre, siano state create le condizioni per incrementare strutturalmente la quota di investimenti in questa nuova asset class da parte di soggetti istituzionali come le compagnie di assicurazione, i fondi pensione stessi e le casse di previdenza dei professionisti;

            con decreto Ministero dell'economia e delle finanze del 2 settembre 2014, n. 166, sono state dettate norme sui criteri e sui limiti di investimento delle risorse dei fondi pensione, con le quali si invitano gli stessi fondi a realizzare un'adeguata diversificazione del loro portafoglio perseguendo sempre l'ottimizzazione della combinazione reciditività-rischio. Lo stesso decreto prevede inoltre che le disponiblità del fondo pensione debbano essere investite prevalentemente in strumenti finanziari negoziati nei mercati regolamentati, mentre l'investimento in strumenti finanziari non negoziati nei mercati regolamentati e in OICR alternativi dovrà essere mantenuto a livelli prudenziali, e complessivamente contenuto entro il limite del 30 per cento delle disponibilità complessive del fondo;

            lo stesso decreto n. 166, nel rivedere i limiti di concentrazione, stabilisce che i fondi pensione, tenuto conto anche dell'esposizione derivante da investimenti in strumenti derivati, non dovranno investire più del 5 per cento delle loro disponibilità complessive in strumenti finanziari emessi da uno stesso soggetto e non più del 10 per cento in strumenti finanziari emessi da soggetti appartenenti a un unico gruppo;

            è opportuno sottolineare, infine, come il citato decreto ministeriale n. 166 del 2014 abbia previsto una deroga espressa ai limiti di concentrazione, stabilendo, all'articolo 5, comma 3, che i limiti di concentrazione per singolo emittente e per gruppo non trovano applicazione nel caso di investimenti in quote o azioni di organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM);

            l'imposizione di tali limitazioni sembra aver tradito lo spirito dell'articolo 12 del decreto Destinazione Italia, scoraggiando da parte dei fondi pensione l'investimento di una parte del proprio portafoglio in titoli di debito, anche non negoziati, emessi da piccole o medie imprese, anche attraverso operazioni di cartolarizzazioni delle medesime, o da organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) che gestiscano titoli emessi dalle stesse;

        impegna il Governo:

            ad adottare iniziative normative in materia di regime di investimento dei fondi pensione, obbligando questi ultimi a sottoscrivere o ad acquisire, per un valore pari ad almeno il 2 per cento del valore del proprio patrimonio, titoli di debito, anche non negoziati, emessi da piccole o medie imprese, anche attraverso operazioni di cartolarizzazioni delle medesime, o da organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) che gestiscano titoli emessi dalle stesse.


G/2085/13/10

DE PETRIS, GAMBARO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'articolo 16 del provvedimento in esame concerne la portabilità dei fondi pensione;

            la stesura iniziale del testo prevedeva la facoltà, per le fonti istitutive delle forme pensionistiche complementari aventi soggettività giuridica e operanti secondo il principio della contribuzione definita, di raccogliere sottoscrizioni anche tra i lavoratori appartenenti a categorie professionali diverse da quella di riferimento, Inoltre, dispone l'abbreviazione dei termini per l'anticipo dell'erogazione delle prestazioni pensionistiche, consentito in caso di cessazione dell'attività lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 24 mesi (in luogo degli attuali 48) e con un anticipo massimo di 10 anni (in luogo degli attuali 5) rispetto ai requisiti per l'accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio di appartenenza;

            in merito al regime fiscale dei riscatti si chiarisce che, in caso di perdita dei requisiti di partecipazione al fondo per cause diverse dalla cessazione dell'attività lavorativa, dall'invalidità permanente o dalla morte dell'iscritto, è previsto il riscatto della posizione sia nelle forme collettive che in quelle individuali; su tali somme si applica la ritenuta a titolo di imposta del 23 per cento;

            infine, si stabilisce che il diritto del lavoratore al versamento alla forma pensionistica da lui prescelta del T.F.R, maturando e dell'eventuale contributo a carico del datore di lavoro non è più sottoposto ai limiti e alle modalità stabilite dai contratti o accordi collettivi, anche aziendali;

            a seguito delle modifiche apportate dalla Camera dei deputati in prima lettura, viene introdotto un comma aggiuntivo, con il quale, al fine di aumentare l'efficienza delle forme pensionistiche complementari (collettive e quelle istituite alla data di entrata in vigore della legge 23 ottobre 1992, n. 421), si prevede che entro 30 giorni dall'approvazione della legge sia convocato un tavolo di confronto con sindacati, associazioni datoriali e esperti della materia per riformare i fondi pensione spingendo ad aggregazioni finalizzate ad aumentare il livello medio delle consistenze e così ridurre costi e rischio; revisione dei requisiti per l'esercizio dei fondi pensione secondo le migliori pratiche internazionali, fissazione di soglie patrimoniali di rilevanza minima in funzione dei patrimoni gestiti;

            in questo articolo si riduce, inoltre, da dieci a cinque anni l'anticipo rispetto ai requisiti per l'accesso alla prestazione pensionistica, in caso di cessazione dell'attività lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo superiore a ventiquattro mesi, su richiesta dell'aderente. I regolamenti delle forme pensionistiche complementari possono innalzare l'anticipo fino a un massimo di dieci anni;

 

        impegna il Governo:

            ad estendere tale facoltà anche agli iscritti alle forme previdenziali pubbliche obbligatorie per rendere possibile la flessibilità dell'età pensionabile da parte delle lavoratrici e dei lavoratori.


G/2085/14/10

BONFRISCO, LIUZZI, PERRONE

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            la crisi e chiusura dei cinema e dei teatri contribuisce all'impoverimento dei centri cittadini, crea zone di desertificazione urbana, elimina occasioni importanti d'incontro, di aggregazione, di vitalità culturale;

            il peso della fiscalità sugli immobili è insostenibile per l'attività di gestione delle sale di spettacolo, peso che si è aggravato anche fino al 400 per cento rispetto al precedente e già gravoso regime della fiscalità locale;

            per cinema, teatri e sale di concerto l'immobile non costituisce un bene meramente strumentale, ma è l'essenza stessa dell'attività. Al momento creativo e produttivo le politiche pubbliche hanno sempre riservato una forte attenzione nella distribuzione delle risorse e nella definizione degli interventi. Ma il patrimonio della creatività rischia di inaridirsi se viene meno, o anche se si indebolisce, l'esistenza e funzione del «luogo» che rappresenta il volano dell'intera filiera ideativa e produttiva in quanto sbocco finale rivolto al pubblico dei fruitori e alla intera collettività dei cittadini;

            le sale di spettacolo si distinguono dai tradizionali beni strumentali a cui sono passivamente equiparati non solo per la funzione pubblica e sociale ma anche per la differenza dell'impianto strutturale ed economico, infatti è evidente un'iniquità nel trattamento della fiscalità locale di cui l'IMU rappresenta il più rilevante ma non unico tributo;

            le sale di spettacolo sono caratterizzate da contenuti di marcata monovalenza: esse sono pensate per un esclusivo ed univoco tipo di utilizzazione ed hanno necessità di grandi superfici e di grandi volumi indispensabili affinché il servizio reso garantisca le condizioni imprescindibili di sicurezza, requisiti tecnici, confort di fruizione,

        impegna il Governo:

            ad adottare iniziative volte a sostenere l'attività di gestione di cinema e teatri, individuando soluzioni differenti di contribuzione del principale tributo locale di imposta municipale unica (IMU) per il «gestore-proprietario» della sala cinematografica e del teatro.


G/2085/14/10 (testo 2)

BONFRISCO, LIUZZI, PERRONE

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            la crisi e chiusura dei cinema e dei teatri contribuisce all'impoverimento dei centri cittadini, crea zone di desertificazione urbana, elimina occasioni importanti d'incontro, di aggregazione, di vitalità culturale;

            il peso della fiscalità sugli immobili è insostenibile per l'attività di gestione delle sale di spettacolo, peso che si è aggravato anche fino al 400 per cento rispetto al precedente e già gravoso regime della fiscalità locale;

            per cinema, teatri e sale di concerto l'immobile non costituisce un bene meramente strumentale, ma è l'essenza stessa dell'attività. Al momento creativo e produttivo le politiche pubbliche hanno sempre riservato una forte attenzione nella distribuzione delle risorse e nella definizione degli interventi. Ma il patrimonio della creatività rischia di inaridirsi se viene meno, o anche se si indebolisce, l'esistenza e funzione del «luogo» che rappresenta il volano dell'intera filiera ideativa e produttiva in quanto sbocco finale rivolto al pubblico dei fruitori e alla intera collettività dei cittadini;

            le sale di spettacolo si distinguono dai tradizionali beni strumentali a cui sono passivamente equiparati non solo per la funzione pubblica e sociale ma anche per la differenza dell'impianto strutturale ed economico, infatti è evidente un'iniquità nel trattamento della fiscalità locale di cui l'IMU rappresenta il più rilevante ma non unico tributo;

            le sale di spettacolo sono caratterizzate da contenuti di marcata monovalenza: esse sono pensate per un esclusivo ed univoco tipo di utilizzazione ed hanno necessità di grandi superfici e di grandi volumi indispensabili affinché il servizio reso garantisca le condizioni imprescindibili di sicurezza, requisiti tecnici, confort di fruizione,

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

            adottare iniziative volte a sostenere l'attività di gestione di cinema e teatri, individuando soluzioni differenti di contribuzione del principale tributo locale di imposta municipale unica (IMU) per il «gestore-proprietario» della sala cinematografica e del teatro.


G/2085/15/10

COMAROLI

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            con l'articolo 15, commi 4 e 5, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante «Misure urgenti per la crescita del Paese», convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, si è introdotto l'obbligo del pagamento elettronico per le prestazioni professionali. La disciplina prevede infatti che «a decorrere dal 30 giugno 2014, i soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito». Il decreto ministeriale, così come stabilito del decreto-legge, ha successivamente stabilito a 30 euro, l'importo minimo oltre il quale si rende obbligatorio per gli esercenti accettare il pagamento elettronico da parte del cliente;

            un emendamento approvato dalla V commissione della Camera in sede di esame della legge di stabilità 2016 (legge 208/2015) ne ha ulteriormente esteso l'applicazione, prevedendo l'obbligo per i commercianti e i professionisti di accettare pagamenti elettronici anche per i pagamenti di importo contenuto, ovvero quelli di importo inferiore a 5 euro, prevedendo anche delle sanzioni, a partire dall'aprile del 2016, per coloro che non si adegueranno alla nuova normativa;

            in più, estende, dal 1º luglio 2016, l'obbligo per i commercianti e i professionisti di accettare pagamenti elettronici anche mediante dispositivi di controllo di durata della sosta, nonostante il rilievo dei tecnici che stimano di difficile comprensione la norma, «considerando che i dispositivi richiamati sono adibiti alla riscossione del corrispettivo per il parcheggio in aree comunali»;

            una simile previsione andrebbe però soltanto ad aggravare ulteriormente gli esercenti senza alcun particolare vantaggio per i consumatori, la maggior parte dei quali, secondo ripetute stime, non sente la necessità di dover cambiare le proprie abitudini di pagamento;

            mentre, per i consumatori, normalmente, non sono previste commissioni, non è così per gli esercenti che sono costretti a versare alle banche delle esose commissioni, quasi fosse un'imposta aggiuntiva gravante su questa parte di contribuenti. La percentuale di commissioni da versare agli istituti di credito, calcolata sugli importi incassati mediante carta di credito o di debito, è pari a: in caso di bancomat, dallo 0,5 per cento allo 0,7 per cento e, in caso di carte di credito o prepagate, dall'1 per cento fino al 4 per cento. A questi costi si devono poi sommare la spesa per l'affitto del POS per un costo totale che raggiunge del 2-3 per cento del fatturato;

            nonostante le proteste degli esercenti e delle loro rappresentanze (Confesercenti ha infatti subito stimato una spesa aggiuntiva per le PMI pari a 5 miliardi di euro ogni anno), i Governi che si sono succeduti dal 2012 ad oggi sono sempre rimasti impassibili di fronte alle difficoltà che questi hanno sollevato nei confronti dei maggiori oneri a cui sono stati sottoposti, continuando a ritenere tali misure come strumenti adeguati per la lotta all'evasione, mentre invece sembra essere più una normativa molto vantaggiosa per il settore bancario che in questo modo aumenta in modo certo i propri profitti;

        considerato inoltre che:

            quanto premesso si aggiunge al mare magnum delle altre commissioni pagate dai clienti agli istituti bancari, che a loro volta si aggiungono agli adempimenti e gli oneri a cui si è sottoposti anche solo per aprire un conto corrente o i mille artifizi che le banche riescono a scovare per gravarli di ulteriori spese. Si pensi, ad esempio, alla disciplina degli sconfinamenti, per cui i clienti sono costretti a pagare, oltre illegittimo tasso di interesse, anche una commissione;

            tra questi balzano sicuramente all'occhio le commissioni dovute per i servizi in home banking che, a ben vedere, non avrebbero alcuna ragione di esistere: le operazioni, infatti, essendo svolte in proprio dal cliente e attuate in pieno automatismo telematico dovrebbero essere esenti da qualsiasi costo;

            le eventuali spese di gestione del sito dovrebbero infatti essere assorbite dai considerevoli «balzelli» che un sistema piegato al potere delle banche ha permesso di imporre, anche preater legem;

            ugualmente, l'attuale Governo, ha perseverato nel sostenere i poteri economici del Paese, anche alla luce dei recenti provvedimenti nel settore creditizio, incurante delle problematiche ricadenti sulle piccole e medie imprese, sui commercianti e i professionisti in generale, anche di fronte alle gravi difficoltà economiche che questi si sono trovati a dover affrontare;

        impegna il governo,

            a prevedere nell'annunciata riforma del sistema creditizio una revisione della disciplina in merito alle commissioni bancarie e alle spese di liquidazione trimestrale al fine di imporre al sistema bancario una normativa più equa e garantista nei confronti dei clienti assicurando, da un lato, un azzeramento delle commissioni per i pagamenti elettronici e il relativo costo del dispositivo per commercianti e professionisti, e, dall'altro, la previsione del divieto di imporre commissioni per le operazioni svolte in proprio in home banking.


G/2085/16/10

DI BIAGIO, COLLINA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            il provvedimento in esame si configura come il primo disegno di legge annuale per la concorrenza e l'apertura dei mercati di cui all'articolo 47 della legge n. 99 del 23 luglio 2009 avente come obiettivo la rimozione dei numerosi ostacoli ancora presenti nei mercati dei prodotti e dei servizi, tra questi il settore energetico;

            in materia di IVA, la legge 23 dicembre 2014, n. 190 – legge di stabilità 2015 – ha previsto una integrazione dell'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 633/1972, disponendo l'estensione del regime di assolvimento dell'IVA attraverso reverse charge alle fattispecie operative del settore energetico, prevedendo che le vendite di energia elettrica e/o dei diritti conseguenti all'utilizzo di fonti rinnovabili (Certificati Verdi) siano effettuate senza IVA;

            l'applicazione del sopracitato meccanismo rende, di fatto, le società soggette a tale disciplina «strutturalmente» a credito d'IVA in quanto a loro volta esse, invece, pagano i propri acquisti di beni e di servizi al lordo dell'IVA. L'impatto di tale fenomeno sui comparti operativi coinvolti assume profili molto differenti in funzione della specifica tipologia produttiva, dove intervengono dinamiche diverse – nel rapporto tra spese e fatturato complessivo – a seconda degli ambiti operativi di riferimento;

            se, infatti, relativamente a settori come l'eolico, il fotovoltaico o l'idroelettrico le spese per acquisto di beni o forniture nelle gestioni correnti risultano molto marginali rispetto al fatturato, la situazione cambia profondamente quando si scende nell'ambito della produzione di energia da biomasse e da bioliquidi;

            la produzione energetica da biomasse e bioliquidi, in fatti, è interessata da dinamiche del tutto assimilabili ad una normale attività industriale in cui i costi per l'acquisto di beni e servizi (materia prima, attività manutentive e via dicendo) aggrediscono circa il 70 per cento del fatturato. In una tale situazione, la possibilità di acquisire le liquidazioni dei crediti IVA maturati rappresenta un elemento fondamentale per garantire l'operatività del settore;

            allo stato attuale, non sono stati ancora liquidati i crediti IVA del primo trimestre 2015 e la tensione finanziaria delle imprese rischia di travolgere il settore. La situazione di criticità è del tutto assimilabile a quella delle imprese esportatrici, anch'esse strutturalmente a credito d'IVA, per le quali è stata approvata una specifica disciplina di «plafond», al fine di risolvere la criticità in oggetto;

            la sopraccitata criticità, che rischia di pregiudicare in maniera irrevocabile l'operatività del comparto, potrebbe altresì essere rettificata attraverso misure che consentissero di applicare il regime di reverse charge di cui all'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 633 del 1972 anche agli acquisti di materia prima ad uso produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile;

        impegna il Governo:

            ad attivare le opportune misure, anche in sede normativa, finalizzate a modificare la disciplina vigente per far fronte alle criticità evidenziate in premessa, anche per prevedere che le cessioni di gas e energia elettrica di cui all'articolo 17 comma 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, lettera d-quater), da parte dei soggetti produttori che utilizzano centrali a biomasse e bioliquidi, siano ricomprese nelle fatti specie di cui all'articolo 8, comma 1 del sopraccitato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, nonché per definire la possibilità di applicare il regime di reverse charge di cui all'articolo17 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 anche agli acquisti di materia prima ad uso produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile.


G/2085/17/10 (testo 2)

CONSIGLIO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            sono sempre più numerosi i casi di inefficienze denunciati dai consumatori relativi all'offerta di energia elettrica e del gas;

            addebiti eccessivi, doppia fatturazione, cambio non richiesto del fornitore, sovraccosti legati al cambio dei contatore, sono soltanto alcuni dei problemi che quotidianamente affliggono i consumatori, costringendoli a svolgere lunghi adempimenti burocratici per dimostrare l'erroneità dei dati e a sostenere costi aggiuntivi e imprevisti;

            i consumatori, che non possiedono le informazioni necessarie per far valere i propri diritti, preferiscono, in molti casi, pagare le bollette energetiche, anche se con costi spropositati e non rispondenti ai consumi reali di energia, piuttosto che rimanere vittime del complesso sistema di accertamento amministrativo e/o giudiziario. Oltretutto il mancato pagamento delle bollette contestate determina in ogni caso il distacco dell'energia elettrica;

            sono poi frequenti i casi in cui vengono recapitate bollette energetiche di importi esorbitanti per conguagli risalenti ad anni passati. Molto spesso, il conguaglio eccessivo è dovuto a inadempimenti del fornitore o del distributore che, ad esempio, omette di effettuare le letture periodiche del contatore oppure non emette le bollette periodiche;

            una bolletta con costi smisurati, in questo momento di difficile congiura economica, può far saltare il bilancio di una piccola azienda, così come un conguaglio esorbitante può mettere seriamente in difficoltà la maggioranza dei cittadini e delle famiglie italiane;

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

            adottare opportune iniziative affinché vengano riconosciuti ai consumatori gli strumenti necessari a far valere i propri diritti di tutela dagli abusi di posizioni dominanti da parte dei fornitori di energia elettrica e del gas, prevedendo eventuali forme di ristoro nel caso in cui si rilevino incongruenze tra quanto effettivamente consumato e quanto addebitato all'utente.


G/2085/17/10

CONSIGLIO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            sono sempre più numerosi i casi di inefficienze denunciati dai consumatori relativi all'offerta di energia elettrica e del gas;

            addebiti eccessivi, doppia fatturazione, cambio non richiesto del fornitore, sovraccosti legati al cambio dei contatore, sono soltanto alcuni dei problemi che quotidianamente affliggono i consumatori, costringendoli a svolgere lunghi adempimenti burocratici per dimostrare l'erroneità dei dati e a sostenere costi aggiuntivi e imprevisti;

            i consumatori, che non possiedono le informazioni necessarie per far valere i propri diritti, preferiscono, in molti casi, pagare le bollette energetiche, anche se con costi spropositati e non rispondenti ai consumi reali di energia, piuttosto che rimanere vittime del complesso sistema di accertamento amministrativo e/o giudiziario. Oltretutto il mancato pagamento delle bollette contestate determina in ogni caso il distacco dell'energia elettrica;

            sono poi frequenti i casi in cui vengono recapitate bollette energetiche di importi esorbitanti per conguagli risalenti ad anni passati. Molto spesso, il conguaglio eccessivo è dovuto a inadempimenti del fornitore o del distributore che, ad esempio, omette di effettuare le letture periodiche del contatore oppure non emette le bollette periodiche;

            una bolletta con costi smisurati, in questo momento di difficile congiura economica, può far saltare il bilancio di una piccola azienda, così come un conguaglio esorbitante può mettere seriamente in difficoltà la maggioranza dei cittadini e delle famiglie italiane;

        impegna il Governo:

            ad adottare opportune iniziative affinché vengano riconosciuti ai consumatori gli strumenti necessari a far valere i propri diritti di tutela dagli abusi di posizioni dominanti da parte dei fornitori di energia elettrica e del gas, prevedendo eventuali forme di ristoro nel caso in cui si rilevino incongruenze tra quanto effettivamente consumato e quanto addebitato all'utente.


G/2085/18/10 (testo 2)

LUCIDI, CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI, PUGLIA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»

        premesso che:

            il Capo V del disegno di legge in esame contiene misure in materia di energia, con particolare riferimento alla distribuzione sul territorio nazionale di servizi essenziali quali energia elettrica, fornitura di gas e gestione del sistema idrico;

            il provvedimento contiene misure volte a favorire le utenze economicamente più svantaggiate, mediante misure di promozione commerciale, di garanzia all'informazione del consumatore, nonché la previsione di bonus per alcune fasce di utenti che usufruiscono dei servizi elettrici e di fornitura di gas;

        considerato che:

            in data 21 ottobre 2015, la Commissione per l'occupazione e gli affari sociali del Parlamento Europeo, ha pubblicato un progetto di risoluzione (2015/2223(INI)) avente ad oggetto il raggiungimento dell'obiettivo alla lotta della povertà, tenuto conto delle spese in aumento sostenute dalle famiglie;

            i contenuti della proposta di risoluzione sono riassumibili in due macro-temi: la precarietà energetica delle famiglie europee e il reddito minimo garantito come strumento di contrasto alla povertà diffusa;

            relativamente alla precarietà energetica delle famiglie, tra le raccomandazioni principali figura una moratoria europea sulla sospensione del servizio di riscaldamento in inverno, al fine di proteggere le famiglie a rischio di interruzione del servizio a causa del ritardato pagamento delle bollette, ovvero il ripristino dello stesso;

            vengono altresì indicate azioni volte ad evitare il blocco (lock-in) all'accesso all'energia dovuto agli alti costi iniziali e a definire il concetto di precarietà energetica;

            appare necessario, nella sua accezione più generale ed estesa, ricomprendere il concetto di democrazia anche in termini di libero accesso all'energia (democrazia energetica);

            non esiste in Italia una classificazione univoca dei livelli di soglia di povertà,

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

            attivarsi per analizzare la situazione economica delle famiglie italiane determinando criteri e linee guida per stabilire il livello di povertà energetica.


G/2085/18/10

LUCIDI, CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI, PUGLIA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»

        premesso che:

            il Capo V del disegno di legge in esame contiene misure in materia di energia, con particolare riferimento alla distribuzione sul territorio nazionale di servizi essenziali quali energia elettrica, fornitura di gas e gestione del sistema idrico;

            il provvedimento contiene misure volte a favorire le utenze economicamente più svantaggiate, mediante misure di promozione commerciale, di garanzia all'informazione del consumatore, nonché la previsione di bonus per alcune fasce di utenti che usufruiscono dei servizi elettrici e di fornitura di gas;

        considerato che:

            in data 21 ottobre 2015, la Commissione per l'occupazione e gli affari sociali del Parlamento Europeo, ha pubblicato un progetto di risoluzione (2015/2223(INI)) avente ad oggetto il raggiungimento dell'obiettivo alla lotta della povertà, tenuto conto delle spese in aumento sostenute dalle famiglie;

            i contenuti della proposta di risoluzione sono riassumibili in due macro-temi: la precarietà energetica delle famiglie europee e il reddito minimo garantito come strumento di contrasto alla povertà diffusa;

            relativamente alla precarietà energetica delle famiglie, tra le raccomandazioni principali figura una moratoria europea sulla sospensione del servizio di riscaldamento in inverno, al fine di proteggere le famiglie a rischio di interruzione del servizio a causa del ritardato pagamento delle bollette, ovvero il ripristino dello stesso;

            vengono altresì indicate azioni volte ad evitare il blocco (lock-in) all'accesso all'energia dovuto agli alti costi iniziali e a definire il concetto di precarietà energetica;

            appare necessario, nella sua accezione più generale ed estesa, ricomprendere il concetto di democrazia anche in termini di libero accesso all'energia (democrazia energetica);

            non esiste in Italia una classificazione univoca dei livelli di soglia di povertà,

        impegna il Governo:

            ad attivarsi per analizzare la situazione economica delle famiglie italiane determinando criteri e linee guida per stabilire il livello di precarietà energetica, così come individuato dalla Risoluzione della Commissione europea citata in premessa.


G/2085/19/10

BONFRISCO, PERRONE, MILO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'industria petrolifera nazionale è presente sul territorio con 12 raffinerie, 600 depositi fiscali di stoccaggio, una rete distributiva di carburanti e combustibili di 19.000 impianti con marchio (di cui 11.000 di proprietà) ed assicura tempestivamente l'approvvigionamento energetico del Paese;

            il settore petrolifero impiega direttamente oltre 20.000 dipendenti e circa 120.000 nell'indotto, svolge un ruolo strategico nel garantire la disponibilità di prodotti petroliferi destinati al settore dei trasporti terrestri, aerei e marini;

            contribuisce alla determinazione del prodotto interno lordo (PIL) con oltre 100 miliardi di euro che in termini percentuali risultano essere pari al 7,7 per cento dell'intera produzione industriale;

            l'industria della raffinazione, stando al «Rapporto sulla competitività dei settori produttivi Edizione 2015» dell'Istat, si situa al secondo posto, dopo la farmaceutica, sia nella classifica di produttività per addetto che per efficienza;

            il Rapporto 2013 della Commissione europea sulla competitività pone l'industria della raffinazione al primo posto per innovazione di processo e al secondo per l'alta specializzazione degli occupati.

        Premesso, inoltre che:

            la filiera petrolifera risulta essere tra i primi contribuenti del fisco con un gettito erariale di circa 40 miliardi di euro nel 2014, suddiviso in 27 miliardi derivanti dalle accise e 13 miliardi dall'IVA, pari a circa il 10 per cento delle entrate tributarie totali dello Stato;

            nell'attuale scenario, caratterizzato da una forte di riduzione del prezzo del greggio e dei prodotti petroliferi, l'aumentato livello delle accise e dell'IVA, osservato a partire dal decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, la cosiddetta «Salva Italia», ha portato ad una incidenza fiscale pari al 64 per cento del prezzo di finale vendita;

            il comma 6, articolo 1, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016) sposta al 2017 e al 2018 l'aumento dell'Iva inizialmente previsto a partire dal prossimo anno, mentre il comma 959 introduce come clausola di salvaguardia legata alla cosiddetta «voluntary disclosure», un ulteriore incremento delle accise, a partire dal maggio 2016, per i prodotti, di cui alla Direttiva 2008/118/CE del 16 dicembre 2008, che comprende anche i carburanti, fino ad un importo di 2 miliardi di euro;

            la legge 27 dicembre 2013, n. 147 e la legge 11 agosto 2014, n. 116, prevedono già, nel periodo 2018-2021, ulteriori 1,2 miliardi di euro di coperture da garantire con un aumento delle accise sui carburanti;

            l'elevato gravame fiscale dei carburanti di questi ultimi anni ha favorito io sviluppo di fenomeni di illegalità che determinano gravi danni per l'Erario in termini di mancate entrate, stimate tra il 5 e il 10 per cento del gettito complessivo, oltre che forme di distorsione a danno dei consumatori e di tutti gli operatori che svolgono la propria attività economica nel rispetto ed in totale trasparenza delle norme vigenti;

            tali fenomeni sono alimentati dal contrabbando di prodotti petroliferi che sfruttano le maglie di un sistema di circolazione intracomunitaria dei prodotti energetici il quale non prevede vincoli di vigilanza per particolari prodotti, come ad esempio lubrificanti e bitumi, invece obbligatori per i carburanti;

            l'Italia è uno dei pochi Paesi della Ue che ha istituito un'imposta di consumo sui lubrificanti e i bitumi che lascia spazio ad elusioni ed evasione fiscale dì merce proveniente dal territorio comunitario;

            l'esistenza di depositi clandestini, la crescita ingiustificata di depositi fiscali di modesta entità – ossia quei depositi dove vengono stoccati prodotti petroliferi e che assolvono agli obblighi fiscali solo al momento in cui il prodotto viene estratto dal deposito e destinato al mercato interno – nonché l'utilizzo improprio del regime fiscale di esportatore abituale sono fattori che contribuiscono alla diffusione del fenomeno,

        impegna il Governo a:

            valutare la possibilità di rivedere la disciplina che regola i depositi fiscali con il rilascio, da parte della Direzione Centrale dell'Agenzia delle Dogane anziché dall'Ufficio doganale territorialmente competente, dell'autorizzazione per i depositi fiscali e depositi IVA;

            valutare l'introduzione di strumenti atti a limitare il riconoscimento dell'istituto di deposito fiscale ai soli depositi riforniti prevalentemente via mare o via oleodotto, compresi i cosiddetti depositi satelliti di raffineria, e ai depositi fiscali di modeste dimensioni considerati strategici per la logistica e distribuzione di prodotti agevolati;

            assumere iniziative volte a contrastare i fenomeni di evasione fiscale nel mercato dei carburanti, attraverso l'utilizzo improprio dell'istituto dell'esportatore abituale, mediante l'utilizzo di un plafond destinato soltanto agli effettivi esportatori abituali di prodotti petroliferi;

            stabilire, con specifico provvedimento di concerto tra l'Agenzia delle entrate e quella delle Dogane, i criteri e le modalità tecniche con le quali i soggetti esportatori abituali devono ottenere, su specifica richiesta, una preventiva certificazione dell'Agenzia delle dogane;

            prevedere una certificazione preventiva dell'Agenzia delle entrate della ricevuta di presentazione telematica della dichiarazione d'intento con specifico riferimento ai carburanti.


G/2085/20/10 (testo 2)

VALDINOSI

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'articolo 23 del citato disegno di legge reca disposizioni in merito all'aggiornamento del registro delle opposizioni;

            in tema di «Comunicazioni indesiderate» l'articolo 130, comma 3-bis, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ha infatti previsto l'istituzione, con decreto del Presidente della Repubblica, di un registro pubblico delle opposizioni;

            il decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 178, «Regolamento recante istituzione e gestione del registro pubblico degli abbonati che si oppongono all'utilizzo del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali», ha di fatto istituito il cosiddetto «Registro delle opposizioni»;

        considerato che:

            il legislatore voleva tramite il Registro Pubblico delle Opposizioni «raggiungere un corretto equilibrio tra le esigenze dei cittadini che hanno scelto di non ricevere più telefonate commerciali e le esigenze delle imprese che in uno scenario di maggior ordine e trasparenza potranno utilizzare gli strumenti del telemarketing»;

            si tratta dell'unico mezzo ad oggi esistente per impedire che un cittadino venga disturbato da telefonate a scopo commerciale, ricevute sul proprio numero telefonico fisso iscritto al registro;

            a distanza di 5 anni dalla sua entrata in vigore il Registro ha mostrato tuttavia alcune criticità: al 1 dicembre 2015 nel Registro Pubblico delle Opposizioni sono presenti circa 1.432.377 numerazioni, intestate ai cittadini che hanno manifestato il diritto di opposizione alle chiamate di telemarketing, ovvero appena l'1 per cento dei numeri attivi in Italia; gli utenti registrati continuano in molti casi a ricevere telefonate indesiderate tenuto conto del fatto che solo i numeri fissi possono essere tutelati e che le aziende di telemarketing non possono usare il numero solo se lo hanno trovato nell'elenco mentre possono benissimo trovarlo in moltissimi altri modi;

        considerato inoltre che:

            lo stesso Garante della privacy è intervenuto più volte pubblicamente affermando che occorre rivedere profondamente lo strumento del registro;

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

            procedere ad una revisione delle disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 178, prevedendo in particolare l'estensione al Registro di tutti gli utenti fissi e mobili e una maggiore efficacia del regime sanzionatorio.


G/2085/20/10

VALDINOSI

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'articolo 23 del citato disegno di legge reca disposizioni in merito all'aggiornamento del registro delle opposizioni;

            in tema di «Comunicazioni indesiderate» l'articolo 130, comma 3-bis, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ha infatti previsto l'istituzione, con decreto del Presidente della Repubblica, di un registro pubblico delle opposizioni;

            il decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 178, «Regolamento recante istituzione e gestione del registro pubblico degli abbonati che si oppongono all'utilizzo del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali», ha di fatto istituito il cosiddetto «Registro delle opposizioni»;

        considerato che:

            il legislatore voleva tramite il Registro Pubblico delle Opposizioni «raggiungere un corretto equilibrio tra le esigenze dei cittadini che hanno scelto di non ricevere più telefonate commerciali e le esigenze delle imprese che in uno scenario di maggior ordine e trasparenza potranno utilizzare gli strumenti del telemarketing»;

            si tratta dell'unico mezzo ad oggi esistente per impedire che un cittadino venga disturbato da telefonate a scopo commerciale, ricevute sul proprio numero telefonico fisso iscritto al registro;

            a distanza di 5 anni dalla sua entrata in vigore il Registro ha mostrato tuttavia alcune criticità: al 1 dicembre 2015 nel Registro Pubblico delle Opposizioni sono presenti circa 1.432.377 numerazioni, intestate ai cittadini che hanno manifestato il diritto di opposizione alle chiamate di telemarketing, ovvero appena l'1 per cento dei numeri attivi in Italia; gli utenti registrati continuano in molti casi a ricevere telefonate indesiderate tenuto conto del fatto che solo i numeri fissi possono essere tutelati e che le aziende di telemarketing non possono usare il numero solo se lo hanno trovato nell'elenco mentre possono benissimo trovarlo in moltissimi altri modi;

        considerato inoltre che:

            lo stesso Garante della privacy è intervenuto più volte pubblicamente affermando che occorre rivedere profondamente lo strumento del registro;

        impegna il Governo:

            a procedere ad una revisione delle disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 178, prevedendo in particolare l'estensione al Registro di tutti gli utenti fissi e mobili e una maggiore efficacia del regime sanzionatorio.


G/2085/21/10

MANDELLI

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            la figura dell'amministratore di condominio sin dal 1942 è prevista dal codice civile, che ne definisce l'obbligatorietà al superamento di un determinato numero di condomini (articolo 1129 c.c. norma inderogabile). Oggi l'80 per cento degli italiani è proprietario di casa prevalentemente in condominio e gli amministratori sono più di trecentocinquantamila;

            tale figura professionale prima della cosiddetta «Riforma del Condominio» (legge n. 220 del 2012) non doveva possedere alcun requisito specifico, pur avendo responsabilità dal punto di vista civile e penale di notevole rilevanza. Con l'entrata in vigore della legge succitata, 18 giugno 2013, la situazione è notevolmente cambiata. Infatti, l'articolo 71-bis delle disposizioni per l'attuazione del codice civile recita testualmente:

            «Possono svolgere l'incarico di amministratore di condominio coloro:

                a) che hanno il godimento dei diritti civili;

                b) che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l'amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo. a due anni e, nel massimo, a cinque anni;

                c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;

                d) che non sono interdetti o inabilitati;

                e) il cui nome non risulta annotato nell'elenco dei protesti cambiari;

                f) che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;

                g) che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.

            I requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma non sono necessari qualora l'amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile.

            Possono svolgere l'incarico di amministratore di condominio anche società di cui al titolo V del libro V del codice. In tal caso, i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili. dagli amministratori e dai dipendenti incaricati di svolgere le funzioni di amministrazione dei condomini a favore dei quali la società presta i servizi.

            La perdita dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del primo comma comporta la cessazione dall'incarico. In tale evenienza ciascun condomino può convocare senza formalità l'assemblea per la nomina del nuovo amministratore.

            A quanti hanno svolto attività di amministrazione di condominio per almeno un anno, nell'arco dei tre anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è consentito lo svolgimento dell'attività di amministratore anche in mancanza dei requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma. Resta salvo l'obbligo di formazione periodica»;

            ad oggi, solo la parte relativa alla formazione e all'aggiornamento periodico è stata disciplinata con apposito Regolamento del Ministero della giustizia (decreto ministeriale n. 140 del 2014 in attuazione dell'articolo l, comma 9, lettera a), del decreto-legge n. 145 del 2013);

            in sostanza il decreto ministeriale pone nuove regole per i corsi di formazione, definendone in durata. le materie oggetto d'insegnamento e, non meno, chi può essere il docente di questo tipo di corsi:

            allo stato attuale chi svolge attività in modo professionale è quasi sempre iscritto ad una associazione di categoria del settore, le quali sono in parte regolamentate dalla legge n. 4 del 2013 (Gazzetta Ufficiale n. 22 del 26 gennaio 2013) e, pertanto, volendo tali associazioni possono chiedere di essere iscritte nell'apposito elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico;

            nonostante, quindi, vi siano numerosi decreti e nei fatti ben due leggi a regolamentare la figura professionale dell'amministratore, le più rappresentative associazioni di categoria di riferimento lamentano una concorrenza ancora eccessivamente scorretta per due motivi principali: la mancanza di un tariffario e l'improvvisazione con la quale viene svolta l'attività eludendo i requisiti professionali richiesti dall'articolo 71-bis, delle disposizioni per l'attuazione del codice civile. Questo anche a causa della scarsa conoscenza da parte dei condomini di tale norma;

            infatti, dall'entrata in vigore della «Riforma del Condominio» (legge n. 220 del 2012) non vi è alcun meccanismo di controllo per verificare se l'amministratore possiede i requisiti obbligatori su elencati (articolo 71-bis, delle disposizioni per l'attuazione del codice civile);

        impegna il Governo:

            al fine di garantire una corretta concorrenza nello svolgimento della professione e per fornire ulteriori garanzie all'utenza condominiale, a valutare l'opportunità di intraprendere ogni iniziativa utile all'individuazione dei requisiti di professionalità che deve avere l'amministratore e a darne adeguata pubblicità, obbligandolo ad allegare al verbale di nomina, già in sede assembleare, la documentazione che attesti di essere in possesso dei requisiti di cui all'articolo 71-bis delle disposizioni per l'attuazione del codice civile e del decreto ministeriale n. 140 del 2014.


G/2085/22/10

BONFRISCO, MILO, PERRONE

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            il novero dei professionisti abilitati all'assistenza tecnica dinanzi alle commissioni tributarie ha come fine la tutela della concorrenza e della garanzia oltre a quella dei consumatori;

            l'allargamento dell'offerta dei servizi fiscali ridurrebbe drasticamente gli oneri amministrativi fiscali alle imprese perciò appare indispensabile estendere a tutta la categoria professionale dei tributaristi, in possesso dei requisiti indicati dalla legge 14 gennaio 2013, n. 4, i poteri di rappresentanza davanti all'Amministrazione finanziaria nonché nella difesa del contribuente al cospetto del giudice tributario evitando, inoltre, forme di discriminazione nell'individuazione dei soggetti che possono rappresentare i contribuenti nel confronti dell'Agenzia della entrate e delle commissioni tributarie;

            la proposta, in coerenza con le finalità del provvedimento e dell'indirizzo normativo comunitario, è inoltre volta a superare i limiti connessi al conferimento di diritti esclusivi nell'esercizio di attività economiche, laddove questi non siano motivati da esigenze d'interesse generale;

            il Ministero dello sviluppo economico ha già provveduto ad approvare le procedure di certificazione: pertanto, estendere l'assistenza tecnica dinanzi alle commissioni tributarie anche ai professionisti di cui alla norma UNI 11511, certificati e qualificati ai sensi della legge 14 gennaio 2013 n. 4, non comporterebbe alcun costo, e garantirebbe la tutela del consumatore attraverso la valorizzazione dei percorsi di qualificazione e di certificazione volontari dei professionisti ex legge n. 4 del 2013;

        impegna il Governo:

            ad attivarsi al fine di garantire misure volte al superamento dei limiti connessi al conferimento di diritti esclusivi nell'esercizio di attività economiche, adottando ogni opportuna iniziativa per il superamento delle restrizioni per lo svolgimento di un attività per la quale non si ravvisano esigenze d'interesse generale di carattere ostativo all'apertura alla concorrenza e in particolare, allargando il novero dei professionisti abilitati all'assistenza tecnica dinanzi alle commissioni tributarie anche alla categoria di tributaristi, certificati e qualificati ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 intraprendendo, nello specifico, forme di garanzia per la tutela del consumatore attraverso la valorizzazione dei percorsi di qualificazione e di certificazione volontari dei professionisti ex legge n. 4 del 2013.


G/2085/22/10 (testo 2)

BONFRISCO, MILO, PERRONE

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            il novero dei professionisti abilitati all'assistenza tecnica dinanzi alle commissioni tributarie ha come fine la tutela della concorrenza e della garanzia oltre a quella dei consumatori;

            l'allargamento dell'offerta dei servizi fiscali ridurrebbe drasticamente gli oneri amministrativi fiscali alle imprese perciò appare indispensabile estendere a tutta la categoria professionale dei tributaristi, in possesso dei requisiti indicati dalla legge 14 gennaio 2013, n. 4, i poteri di rappresentanza davanti all'Amministrazione finanziaria nonché nella difesa del contribuente al cospetto del giudice tributario evitando, inoltre, forme di discriminazione nell'individuazione dei soggetti che possono rappresentare i contribuenti nel confronti dell'Agenzia della entrate e delle commissioni tributarie;

            la proposta, in coerenza con le finalità del provvedimento e dell'indirizzo normativo comunitario, è inoltre volta a superare i limiti connessi al conferimento di diritti esclusivi nell'esercizio di attività economiche, laddove questi non siano motivati da esigenze d'interesse generale;

            il Ministero dello sviluppo economico ha già provveduto ad approvare le procedure di certificazione: pertanto, estendere l'assistenza tecnica dinanzi alle commissioni tributarie anche ai professionisti di cui alla norma UNI 11511, certificati e qualificati ai sensi della legge 14 gennaio 2013 n. 4, non comporterebbe alcun costo, e garantirebbe la tutela del consumatore attraverso la valorizzazione dei percorsi di qualificazione e di certificazione volontari dei professionisti ex legge n. 4 del 2013;

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

            assumere iniziative volte al superamento dei limiti connessi al conferimento di diritti esclusivi nell'esercizio di attività economiche, adottando ogni opportuna iniziativa per il superamento delle restrizioni per lo svolgimento di un attività per la quale non si ravvisano esigenze d'interesse generale di carattere ostativo all'apertura alla concorrenza e in particolare, allargando il novero dei professionisti abilitati all'assistenza tecnica dinanzi alle commissioni tributarie anche alla categoria di tributaristi, certificati e qualificati ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 intraprendendo, nello specifico, forme di garanzia per la tutela del consumatore attraverso la valorizzazione dei percorsi di qualificazione e di certificazione volontari dei professionisti ex legge n. 4 del 2013.


G/2085/23/10 (testo 2)

PANIZZA, LANIECE, PALERMO, BERGER, ZIN

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            molte volte è capitato di andare in farmacia e sentirsi dire che il farmaco prescritto non è disponibile o, addirittura, introvabile. La scena si ripete sempre più spesso nelle farmacie di tutta Italia e i medicinali che mancano all'appello sono praticamente di ogni tipo: antibiotici, antidepressivi, farmaci per l'emicrania, antitumorali, antiasmatici, antiepilettici. Una lunga lista che col passare del tempo si fa sempre più lunga e include moltissimi farmaci di classe A, ovvero quelli ritenuti essenziali nella cura delle malattie e che per questo sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale;

            quello che preoccupa di più è che molti dei medicinali irreperibili sono «unici», cioè non esiste uno alternativo e/o sostitutivo;

            le ragioni sembrano essere diverse: secondo i distributori all'ingrosso le case farmaceutiche contingenterebbero la produzione dei loro medicinali nel nostro Paese a vantaggio di mercati esteri più redditizi; le aziende farmaceutiche, a loro volta, additano i distributori all'ingrosso, sempre più dediti al business del parallel trade (esportano farmaci dall'Italia, dove mediamente i prezzi dei farmaci di classe A sono più bassi, in Paesi dove i prezzi degli stessi medicinali sono più alti);

            quella del commercio parallelo è un'attività del tutto legale e in Europa sfiora i 5 miliardi e mezzo di euro. Questa pratica, però, mina il diritto alle cure dei cittadini residenti nei Paesi da cui i farmaci fuggono;

            non va dimenticato, inoltre, il campo dei traffici illeciti. Capita, infatti, che a seguito di una falsificazione dei documenti, i farmaci vengano reintrodotti nella catena distributiva di altri Paesi europei;

        considerato che:

            il Ministero della salute ha tentato di mettere un argine alla fuga dei farmaci. Nel mese di giugno 2014, infatti, è stato emanato un provvedimento che impone ai distributori che esportano di garantire comunque un assortimento permanente di medicinali sufficiente a rispondere alle esigenze delle zone da loro servite e di provvedere alla consegna delle forniture richieste in tempi brevissimi su tutto il territorio nazionale. Il decreto ha anche formalizzato la procedura che devono seguire i farmacisti per segnalare le carenze da loro riscontrate;

            tuttavia, nonostante il provvedimento, i farmaci necessari per la tutela della salute del cittadino continuano a non essere disponibili sul mercato nazionale e fuggono verso «altri lidi», non garantendo, così, la continuità terapeutica a migliaia di cittadini;

            per controllare il fenomeno della «fuga dei farmaci» sarebbe necessario estendere la tracciatura del farmaco anche a livello europeo, così da poter controllare esattamente dove le confezioni vengano realmente vendute. La tracciabilità europea consentirebbe, infatti, di avere un quadro chiaro e preciso dei movimenti dei farmaci in uscita dall'Italia, restituendo trasparenza ad un mercato che al momento presenta punti di oscurità da risolvere urgentemente;

            al fine di controllare che i farmaci commercializzati sul territorio italiano siano effettivamente distribuiti nel nostro Paese, sarebbe fondamentale un maggior ruolo di controllo da parte delle autorità competenti su due fronti fondamentali: da un lato sull'industria che produce, affinché si renda evidente l'effettiva destinazione della sua produzione al mercato italiano; e dall'altro sulle farmacie che chiedono l'autorizzazione a fare distribuzione intermedia affinché posseggano tutti i requisiti previsti dal decreto legislativo n. 219 del 2006;

            in alcuni altri Paesi dell'Unione europea, in particolare nel Regno Unito, tale fenomeno è stato affrontato attraverso l'introduzione della clausola denominata sunset clause (clausola del tramonto) in funzione della quale l'autorizzazione viene revocata se, dopo un'ispezione obbligatoria (che in Italia. sarebbe di competenza regionale) e trascorsi uno o due anni dalla concessione dell'autorizzazione, non risulti che il grossista abbia iniziato l'attività di distribuzione vera e propria ovvero non abbia soddisfatto i requisiti richiesti (per esempio, non detenga il 90 per cento dei farmaci),

 

            tanto premesso,

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

            intraprendere iniziative atte a prevenire efficacemente stati di carenza o indisponibilità, anche temporanea, di taluni medicinali sul territorio nazionale imputabili direttamente o indirettamente alla pratica della «esportazione parallela», al fine di garantire una corretta tutela della salute dei cittadini.


G/2085/23/10

PANIZZA, LANIECE, PALERMO, BERGER, ZIN

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            molte volte è capitato di andare in farmacia e sentirsi dire che il farmaco prescritto non è disponibile o, addirittura, introvabile. La scena si ripete sempre più spesso nelle farmacie di tutta Italia e i medicinali che mancano all'appello sono praticamente di ogni tipo: antibiotici, antidepressivi, farmaci per l'emicrania, antitumorali, antiasmatici, antiepilettici. Una lunga lista che col passare del tempo si fa sempre più lunga e include moltissimi farmaci di classe A, ovvero quelli ritenuti essenziali nella cura delle malattie e che per questo sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale;

            quello che preoccupa di più è che molti dei medicinali irreperibili sono «unici», cioè non esiste uno alternativo e/o sostitutivo;

            le ragioni sembrano essere diverse: secondo i distributori all'ingrosso le case farmaceutiche contingenterebbero la produzione dei loro medicinali nel nostro Paese a vantaggio di mercati esteri più redditizi; le aziende farmaceutiche, a loro volta, additano i distributori all'ingrosso, sempre più dediti al business del parallel trade (esportano farmaci dall'Italia, dove mediamente i prezzi dei farmaci di classe A sono più bassi, in Paesi dove i prezzi degli stessi medicinali sono più alti);

            quella del commercio parallelo è un'attività del tutto legale e in Europa sfiora i 5 miliardi e mezzo di euro. Questa pratica, però, mina il diritto alle cure dei cittadini residenti nei Paesi da cui i farmaci fuggono;

            non va dimenticato, inoltre, il campo dei traffici illeciti. Capita, infatti, che a seguito di una falsificazione dei documenti, i farmaci vengano reintrodotti nella catena distributiva di altri Paesi europei;

        considerato che:

            il Ministero della salute ha tentato di mettere un argine alla fuga dei farmaci. Nel mese di giugno 2014, infatti, è stato emanato un provvedimento che impone ai distributori che esportano di garantire comunque un assortimento permanente di medicinali sufficiente a rispondere alle esigenze delle zone da loro servite e di provvedere alla consegna delle forniture richieste in tempi brevissimi su tutto il territorio nazionale. Il decreto ha anche formalizzato la procedura che devono seguire i farmacisti per segnalare le carenze da loro riscontrate;

            tuttavia, nonostante il provvedimento, i farmaci necessari per la tutela della salute del cittadino continuano a non essere disponibili sul mercato nazionale e fuggono verso «altri lidi», non garantendo, così, la continuità terapeutica a migliaia di cittadini;

            per controllare il fenomeno della «fuga dei farmaci» sarebbe necessario estendere la tracciatura del farmaco anche a livello europeo, così da poter controllare esattamente dove le confezioni vengano realmente vendute. La tracciabilità europea consentirebbe, infatti, di avere un quadro chiaro e preciso dei movimenti dei farmaci in uscita dall'Italia, restituendo trasparenza ad un mercato che al momento presenta punti di oscurità da risolvere urgentemente;

            al fine di controllare che i farmaci commercializzati sul territorio italiano siano effettivamente distribuiti nel nostro Paese, sarebbe fondamentale un maggior ruolo di controllo da parte delle autorità competenti su due fronti fondamentali: da un lato sull'industria che produce, affinché si renda evidente l'effettiva destinazione della sua produzione al mercato italiano; e dall'altro sulle farmacie che chiedono l'autorizzazione a fare distribuzione intermedia affinché posseggano tutti i requisiti previsti dal decreto legislativo n. 219 del 2006;

            in alcuni altri Paesi dell'Unione europea, in particolare nel Regno Unito, tale fenomeno è stato affrontato attraverso l'introduzione della clausola denominata sunset clause (clausola del tramonto) in funzione della quale l'autorizzazione viene revocata se, dopo un'ispezione obbligatoria (che in Italia. sarebbe di competenza regionale) e trascorsi uno o due anni dalla concessione dell'autorizzazione, non risulti che il grossista abbia iniziato l'attività di distribuzione vera e propria ovvero non abbia soddisfatto i requisiti richiesti (per esempio, non detenga il 90 per cento dei farmaci),

 

            tanto premesso,

        impegna il Governo:

            ad intraprendere iniziative atte a prevenire efficacemente stati di carenza o indisponibilità, anche temporanea, di taluni medicinali sul territorio nazionale imputabili direttamente o indirettamente alla pratica della «esportazione parallela», al fine di garantire una corretta tutela della salute dei cittadini.


G/2085/24/10

D'ADDA, BUEMI, ORELLANA, PEGORER, FASIOLO, CONTE, ORRÙ, DIRINDIN, PEZZOPANE, DALLA ZUANNA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'articolo 48 dell'atto Senato n. 2085 introduce misure per incrementare la concorrenza nella distribuzione farmaceutica.

            A tale scopo, si prevede la possibilità che la titolarità e la gestione delle farmacie sia esercitata anche da società di capitali.

            Per ottenere gli obiettivi indicati, sviluppare maggiormente la competitività e incrementare l'occupazione, uno stimolo importante verrebbe anche dalla concessione alle parafarmacie di vendere i farmaci di fascia C con ricetta;

        considerato che:

            risultati simili si sono già ottenuti, ad esempio, con la liberalizzazione del prezzo del farmaco cosiddetto Otc, che può essere acquistato senza ricetta, si può ragionevolmente ritenere che tale apertura di mercato porterebbe un beneficio ai cittadini, con una riduzione dei prezzi dei prodotti e la maggiore disponibilità di punti vendita e, nella fattispecie, valorizzerebbe il ruolo dei gestori delle parafarmacie, qualora essi siano farmacisti regolarmente iscritti all'albo e aventi i requisiti previsti per legge;

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di riesaminare i criteri per definire organicamente, nell'arco temporale della legislatura corrente, il complesso sistema di distribuzione e vendita dei farmaci.


G/2085/24/10 (testo 2)

D'ADDA, BUEMI, ORELLANA, PEGORER, FASIOLO, CONTE, ORRÙ, DIRINDIN, PEZZOPANE, DALLA ZUANNA, VALDINOSI

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'articolo 48 dell'atto Senato n. 2085 introduce misure per incrementare la concorrenza nella distribuzione farmaceutica.

            A tale scopo, si prevede la possibilità che la titolarità e la gestione delle farmacie sia esercitata anche da società di capitali.

            Per ottenere gli obiettivi indicati, sviluppare maggiormente la competitività e incrementare l'occupazione, uno stimolo importante verrebbe anche dalla concessione alle parafarmacie di vendere i farmaci di fascia C con ricetta;

        considerato che:

            risultati simili si sono già ottenuti, ad esempio, con la liberalizzazione del prezzo del farmaco cosiddetto Otc, che può essere acquistato senza ricetta, si può ragionevolmente ritenere che tale apertura di mercato porterebbe un beneficio ai cittadini, con una riduzione dei prezzi dei prodotti e la maggiore disponibilità di punti vendita e, nella fattispecie, valorizzerebbe il ruolo dei gestori delle parafarmacie, qualora essi siano farmacisti regolarmente iscritti all'albo e aventi i requisiti previsti per legge;

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di riesaminare i criteri per definire organicamente il complesso sistema di distribuzione e vendita dei farmaci.


G/2085/25/10

CAPPELLETTI, TAVERNA, GAETTI, FATTORI, CASTALDI, PETROCELLI, PUGLIA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'articolo 48 reca «Misure per incrementare la concorrenza nella distribuzione farmaceutica»;

        considerato che:

            i farmaci generici sono quei medicinali non più coperti da brevetto o da certificato di protezione complementare, che a differenza delle specialità medicinali vengono commercializzati direttamente con il nome del principio attivo;

            a parità di efficacia terapeutica i prezzi dei farmaci generici possono essere mediamente del 20-80 per cento inferiori a quelli degli originators non dovendo comprendere l'ammortamento delle spese di ricerca e sviluppo; attualmente generano circa 13 miliardi di euro di risparmio ogni anno per i sistemi sanitari dell'Unione europea;

            nei maggiori mercati farmaceutici dei più grandi paesi europei, il mercato dei farmaci generici rappresenta rappresenta circa il 55 per cento delle unità vendute, contribuendo per circa il 21 per cento della spesa, generando al contempo 28 miliardi di euro di risparmi all'anno (European Generic medicine Association (EGA) 2015);

            nel nostro paese oltre il 70 per cento dei farmaci dispensati dal Servizio sanitario nazionale non ha più un brevetto. I generici rappresentano poco più del 25 per cento dei medicinali rimborsati dal Servizio sanitario nazionale ed il 34 per cento circa di quelli fuori brevetto;

        la crescita della spesa sanitaria in genere, e farmaceutica in particolar modo, avvenuta negli ultimi anni è attribuibile a diversi fattori fra i quali l'allungamento delle prospettive di vita e il progressivo invecchiamento della popolazione e conseguentemente un aumento delle cure mediche, di farmaci e quindi di costi;

            il ricorso al farmaco generico può rappresentare uno strumento fondamentale per la razionalizzazione della spesa farmaceutica italiana;

            l'importanza del molo che i farmaci generici è quello di contenere la spesa pubblica e garantire così la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale;

        impegna il Governo:

            ad adottare iniziative volte ad incentivare l'uso dei farmaci generici al fine di raggiungere considerevoli risparmi per il Servizio sanitario nazionale così come avviene negli altri paesi europei;

            ad adottare iniziative volte a migliorare la consapevolezza dei pazienti sulla qualità e la disponibilità di farmaci generici.


G/2085/25/10 (testo 2)

CAPPELLETTI, TAVERNA, GAETTI, FATTORI, CASTALDI, PETROCELLI, PUGLIA, GIROTTO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'articolo 48 reca «Misure per incrementare la concorrenza nella distribuzione farmaceutica»;

        considerato che:

            i farmaci generici sono quei medicinali non più coperti da brevetto o da certificato di protezione complementare, che a differenza delle specialità medicinali vengono commercializzati direttamente con il nome del principio attivo;

            a parità di efficacia terapeutica i prezzi dei farmaci generici possono essere mediamente del 20-80 per cento inferiori a quelli degli originators non dovendo comprendere l'ammortamento delle spese di ricerca e sviluppo; attualmente generano circa 13 miliardi di euro di risparmio ogni anno per i sistemi sanitari dell'Unione europea;

            nei maggiori mercati farmaceutici dei più grandi paesi europei, il mercato dei farmaci generici rappresenta rappresenta circa il 55 per cento delle unità vendute, contribuendo per circa il 21 per cento della spesa, generando al contempo 28 miliardi di euro di risparmi all'anno (European Generic medicine Association (EGA) 2015);

            nel nostro paese oltre il 70 per cento dei farmaci dispensati dal Servizio sanitario nazionale non ha più un brevetto. I generici rappresentano poco più del 25 per cento dei medicinali rimborsati dal Servizio sanitario nazionale ed il 34 per cento circa di quelli fuori brevetto;

        la crescita della spesa sanitaria in genere, e farmaceutica in particolar modo, avvenuta negli ultimi anni è attribuibile a diversi fattori fra i quali l'allungamento delle prospettive di vita e il progressivo invecchiamento della popolazione e conseguentemente un aumento delle cure mediche, di farmaci e quindi di costi;

            il ricorso al farmaco generico può rappresentare uno strumento fondamentale per la razionalizzazione della spesa farmaceutica italiana;

            l'importanza del molo che i farmaci generici è quello di contenere la spesa pubblica e garantire così la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale;

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

            adottare iniziative volte ad incentivare l'uso dei farmaci generici al fine di raggiungere considerevoli risparmi per il Servizio sanitario nazionale così come avviene negli altri paesi europei;

            adottare iniziative volte a migliorare la consapevolezza dei pazienti sulla qualità e la disponibilità di farmaci generici.


G/2085/26/10

D'AMBROSIO LETTIERI, PERRONE

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            il Sistema sanitario nazionale si trova in una condizione di complessivo logoramento, di profonda sofferenza e di crisi strutturale. Crisi strutturale dovuta, tra le altre cose, alle grandi disuguaglianze nelle cure, perché in Italia risultano esserci ben 7 regioni al di sotto della soglia che garantisce il rispetto dei Lea, cosa che determina il drammatico fenomeno della mobilità passiva extra regionale;

            l'attuale sistema comporta, per le famiglie, un crescente onere economico che si aggiunge a quello della tassazione ordinaria. Esso si caratterizza infatti, rispetto agli altri paesi europei, per la grande diffusione dell'acquisto, da parte dei consumatori, di prestazioni e servizi sanitari pagati al di fuori di qualsiasi schema mutualistico;

            infatti, il 10 per cento dei cittadini italiani rinuncia a curarsi soprattutto per problemi economici, ma anche per tempi di attesa e difficoltà di accesso alle terapie. Per il 53,6 per cento degli Italiani la copertura dello stato sociale si è ridotta e costringe loro a pagare molte delle spese che prima venivano coperte dal sistema di welfare nazionale, e in particolare il 18 per cento della spesa sanitaria totale contro il 7 per cento registrato in Francia e il 9 per cento in Inghilterra. Inoltre, a causa delle lunghe liste di attesa nella sanità pubblica e dei costi della sanità privata, nel 41,7 per cento delle famiglie almeno una persona in un anno rinuncia a una prestazione sanitaria. Infine, sono 3 milioni i cittadini non autosufficienti che necessitano di assistenza;

        preso atto che:

            è comune la constatazione che il sistema attuale non ha la capacità di individuare prontamente i nuovi bisogni e di rispondere a essi in maniera soddisfacente ed efficiente. Esso risulta statico, focalizzato quasi esclusivamente su pensioni e sanità e, soprattutto, non adeguatamente strutturato per rispondere alle esigenze di una popolazione, quella dell'Italia di oggi, che risulta profondamente cambiata, sia dal punto di vista socioeconomico che demografico,

        impegna il Governo:

            ad incentivare lo sviluppo di sistemi mutualistici di copertura sanitaria integrativa, sia in ambito collettivo sia per le singole famiglie attraverso la definizione di un quadro di regole chiaro e uniforme, con un Testo Unico delle forme sanitarie integrative.


G/2085/27/10

BATTISTA, ORELLANA, FAUSTO GUILHERME LONGO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'articolo 7, comma 1, lettera d), del decreto legislativo n. 504 del 1992, stabilisce che sono esenti dall'imposta municipale «i fabbricati destinati all'esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze»;

            il comma 2-bis, dell'articolo 7 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, come sostituito dall'articolo 39 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, contiene disposizioni in materia di esenzione dall'imposta comunale sugli immobili per tutte le attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché per le attività di religione o culto cattolico;

            il comma 2-bis citato, modificando la precedente normativa in materia, stabilisce che l'esenzione è dovuta anche quando le attività condotte negli immobili dei predetti enti «non abbiano esclusivamente natura commerciale»;

        considerato che:

            le Case per ferie ad esclusiva gestione ecclesiastica sono vere e proprie strutture turistiche- ricettive, in alcuni casi si tratta di veri e propri alberghi di categorie superiori, con servizi e opzioni contrattuali direttamente concorrenziali con le strutture commerciali;

            le strutture gestite da soggetti ecclesiastici diversi (congregazioni, istituti religiosi, monasteri), risultano irregolari o esenti nei pagamenti dell'Imu;

        impegna il Governo:

            ad adottare efficaci misure normative finalizzate ad affrontare e definire, considerato il valore delle attività svolte, il pagamento dell'Imu sugli immobili degli enti ecclesiastici parzialmente utilizzati a fini commerciali;

            ad attivarsi, nelle sedi opportune, affinché le disposizioni in materia di imposta comunale sugli immobili siano applicate anche alle strutture, ancorché di proprietà della Chiesa, ove si svolgano attività turistico-ricettive che abbiano ad oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale.


G/2085/28/10 (testo 2)

LANZILLOTTA, FISSORE

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            il Presidente del Consiglio dei Ministri ha adottato lo Schema di decreto recante definizione dei criteri di privatizzazione e delle modalità di dismissione della partecipazione detenuta dal Ministero dell'economia e delle finanze nel capitale di Ferrovie dello Stato S.p.A. (n. 251);

            l'articolo 1 del predetto Schema di decreto regolamenta l'alienazione di una quota della partecipazione detenuta dal Ministero dell'economia e delle finanze in Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A., che determini il mantenimento di una partecipazione dello Stato al capitale della stessa società non inferiore al 60 per cento, fatta salva l'assegnazione allo Stato della proprietà dell'infrastruttura ferroviaria relativa alla rete;

            l'articolo 37, comma 1 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, stabilisce che l'Autorità di regolazione dei trasporti, dopo un congruo periodo di osservazione delle dinamiche dei processi di liberalizzazione, analizza l'efficienza dei diversi gradi di separazione tra l'impresa che gestisce l'infrastruttura e l'impresa ferroviaria, anche in relazione alle esperienze degli altri Stati membri dell'Unione europea e all'esigenza di tutelare l'utenza pendolare del servizio ferroviario regionale. In esito all'analisi, l'Autorità predispone, entro e non oltre il 30 giugno 2013, una relazione da trasmettere al Governo e al Parlamento;

        considerato che:

            la finalità dell'operazione di alienazione di una quota della partecipazione detenuta in Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. è, come per gli altri progetti di privatizzazione di società pubbliche, quella di favorire la liberalizzazione del settore ferroviario, incrementando la concorrenza, anche a livello locale, l'efficienza dei servizi e la qualità a vantaggio dei cittadini e dei viaggiatori, oltre che di contribuire alla riduzione dell'ingente debito pubblico che grava sul bilancio italiano;

            lo schema di decreto manifesta l'orientamento di mantenere la proprietà pubblica dell'infrastruttura ferroviaria, senza chiarire le modalità gestionali della stessa rete e il grado di separazione tra l'impresa che gestisce l'infrastruttura e l'impresa ferroviaria, oltre che, in generale, l'assetto organizzativo complessivo che dovrà assumere il settore ferroviario nel suo complesso a valle della predetta operazione di privatizzazione;

            appare opportuno disporre di una Relazione al Governo e al Parlamento del!'Autorità di regolazione dei trasporti che illustri l'efficienza dei servizi e i riflessi a vantaggio dei cittadini e dei viaggiatori di diversi modelli industriali di organizzazione del settore ferroviario, in funzione anche dei diversi gradi di separazione tra l'impresa che gestisce l'infrastruttura e l'impresa ferroviaria, come peraltro richiesto, in riferimento a quest'ultimo aspetto, dal citato decreto-legge n. 1 del 2012 e a cui l'Autorità non ha ancora dato seguito;

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

            acquisire una Relazione al Governo e al Parlamento dell'Autorità di regolazione dei trasporti che illustri i contenuti definiti in premessa, ai fini della successiva definizione dell'assetto organizzativo del settore ferroviario quale necessario schema di riferimento per la conclusione dell'operazione di privatizzazione e per la liberalizzazione del settore.


G/2085/28/10

LANZILLOTTA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            il Presidente del Consiglio dei Ministri ha adottato lo Schema di decreto recante definizione dei criteri di privatizzazione e delle modalità di dismissione della partecipazione detenuta dal Ministero dell'economia e delle finanze nel capitale di Ferrovie dello Stato S.p.A. (n. 251);

            l'articolo 1 del predetto Schema di decreto regolamenta l'alienazione di una quota della partecipazione detenuta dal Ministero dell'economia e delle finanze in Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A., che determini il mantenimento di una partecipazione dello Stato al capitale della stessa società non inferiore al 60 per cento, fatta salva l'assegnazione allo Stato della proprietà dell'infrastruttura ferroviaria relativa alla rete;

            l'articolo 37, comma 1 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, stabilisce che l'Autorità di regolazione dei trasporti, dopo un congruo periodo di osservazione delle dinamiche dei processi di liberalizzazione, analizza l'efficienza dei diversi gradi di separazione tra l'impresa che gestisce l'infrastruttura e l'impresa ferroviaria, anche in relazione alle esperienze degli altri Stati membri dell'Unione europea e all'esigenza di tutelare l'utenza pendolare del servizio ferroviario regionale. In esito all'analisi, l'Autorità predispone, entro e non oltre il 30 giugno 2013, una relazione da trasmettere al Governo e al Parlamento;

        considerato che:

            la finalità dell'operazione di alienazione di una quota della partecipazione detenuta in Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. è, come per gli altri progetti di privatizzazione di società pubbliche, quella di favorire la liberalizzazione del settore ferroviario, incrementando la concorrenza, anche a livello locale, l'efficienza dei servizi e la qualità a vantaggio dei cittadini e dei viaggiatori, oltre che di contribuire alla riduzione dell'ingente debito pubblico che grava sul bilancio italiano;

            lo schema di decreto manifesta l'orientamento di mantenere la proprietà pubblica dell'infrastruttura ferroviaria, senza chiarire le modalità gestionali della stessa rete e il grado di separazione tra l'impresa che gestisce l'infrastruttura e l'impresa ferroviaria, oltre che, in generale, l'assetto organizzativo complessivo che dovrà assumere il settore ferroviario nel suo complesso a valle della predetta operazione di privatizzazione;

            appare opportuno disporre di una Relazione al Governo e al Parlamento del!'Autorità di regolazione dei trasporti che illustri l'efficienza dei servizi e i riflessi a vantaggio dei cittadini e dei viaggiatori di diversi modelli industriali di organizzazione del settore ferroviario, in funzione anche dei diversi gradi di separazione tra l'impresa che gestisce l'infrastruttura e l'impresa ferroviaria, come peraltro richiesto, in riferimento a quest'ultimo aspetto, dal citato decreto-legge n. 1 del 2012 e a cui l'Autorità non ha ancora dato seguito;

        impegna il Governo:

            ad acquisire, entro il 30 aprile 2016, una Relazione al Governo e al Parlamento dell'Autorità di regolazione dei trasporti che illustri i contenuti definiti in premessa, ai fini della successiva definizione dell'assetto organizzativo del settore ferroviario quale necessario schema di riferimento per la conclusione dell'operazione di privatizzazione e per la liberalizzazione del settore.


G/2085/29/10

SUSTA, DI BIAGIO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            il provvedimento - intervenendo in alcuni dei settori indicati dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato nella "Segnalazione AS 1137 - proposte di riforma concorrenziale ai fini della legge annuale per il mercato e la concorrenza anno 2014" - si pone il fondamentale obiettivo di rimuovere gli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, di promuovere la concorrenza e la garanzia della tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi del diritto dell'Unione europea, nonché delle politiche europee in materia di concorrenza;

            agli articoli 44 e 45 reca disposizioni di semplificazione in materia di redazione e conservazione dell'atto costitutivo delle società a responsabilità limitata;

            nello specifico: l'articolo 44 modifica la disciplina delle S.r.l. semplificate, consentendone la costituzione anche mediante scrittura privata e affidando al conservatore del registro delle imprese territorialmente competente l'adempimento degli obblighi in tema di normativa antiriciclaggio;             l'articolo 45 individua alcune tipologie di atti societari - tra cui i contratti di cessione di quote di S.r.l. - per i quali è consentita la sottoscrizione, oltre che con atto pubblico o scrittura privata, anche con modalità digitali, attraverso modelli standard, sia ad opera delle parti direttamente che attraverso il supporto di appositi intermediari accreditati presso le camere di commercio, che possono essere professionisti, associazioni datoriali e sindacali nonché agenzie d'affari;

        considerato che

            la ratio delle disposizioni citate è quella di semplificare le procedure relative agli atti di costituzione delle società a responsabilità limitata e ampliare il novero dei soggetti professionisti abilitati ad operare, rimuovendo, di fatto, una serie di ostacoli ancora presenti nei mercati dei servizi professionali;

            l'obiettivo complessivo - pienamente condivisibile e apprezzabile - rischia tuttavia di determinare effetti negativi sull'efficacia e la qualità dei controlli ai fini fiscali e di antiriciclaggio e presenta numerosi profili di criticità, come evidenziato peraltro sia nel corso delle numerose audizioni svolte in sede referente sia in sede consultiva dalle Commissioni 6ª(Finanze e tesoro)e 14ª(Politiche dell'Unione europea);

            per quanto riguarda l'articolo 44 si è osservato come la possibilità di costituire S.r.l., oltre che con atto pubblico, anche con scrittura privata «appare non coerente con l'articolo 11 della direttiva 2009/101/CE», considerato che «questo articolo prevede che in tutti gli Stati membri la cui legislazione non preveda, all'atto della costituzione, un controllo preventivo, amministrativo o giudiziario, l'atto costitutivo e lo statuto della società e le loro modifiche devono rivestire la forma di atto pubblico»;la disciplina vigente, invece, - prevedendo l'obbligatorietà della forma pubblica dell'atto e l'individuazione certa dei soggetti competenti - consente di fatto di compiere gli adeguati controlli, sia di natura fiscale che di contrasto del riciclaggio, e di effettuare le dovute segnalazioni riguardo all'identità dei soci nonché alla provenienza dei capitali;

            con riferimento all'articolo 45, inoltre, è stata espressa la necessità di garantire che gli obblighi in materia di antiriciclaggio, gravanti attualmente sui professionisti, vengano estesi anche agli altri soggetti che la nuova disposizione prevede di abilitare al trasferimento delle partecipazioni di S.r.l..

        impegna il Governo

            a verificare la compatibilità con l'ordinamento comunitario delle disposizioni di cui agli articoli citati in premessa;

            a predisporre, in ogni caso, tutti gli opportuni strumenti di competenza - normativi, amministrativi e regolamentari - volti ad assicurare adeguati controlli e specifiche verifiche delle operazioni societarie compiute nonché efficaci misure di prevenzione e di contrasto dell'evasione e del riciclaggio, al fine di evitare che le nuove disposizioni possano, di fatto, consentire e incentivare l'utilizzo dello strumento societario per il perseguimento di finalità illecite.


G/2085/30/10

DI BIAGIO, MARAN, FABBRI, LANZILLOTTA, ROMANO, SUSTA, ALBANO, SCALIA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

l'assicurazione obbligatoria da circolazione di veicoli RCA rappresenta uno strumento efficace volto a fronteggiare il possibile mancato risarcimento del danneggiato. Si tratta di una polizza che copre il proprietario e il conducente dalla responsabilità per i danni causati a terzi o ai trasportati in occasione della circolazione del mezzo;

sempre più spesso le compagnie di assicurazione, quando il danno supera una certa entità, tendono a non risarcire il danneggiato adducendo motivazioni generiche e scommettendo sulla mancata possibilità del medesimo danneggiato nell'intraprendere le vie legali per le ingenti spese processuali che ne conseguono;

tale pratica svilisce la funzione stessa dell'assicurazione obbligatoria RCA privando il danneggiato del risarcimento dovuto;

        considerato che:

la descritta pratica delle assicurazioni sta incominciando ad avere anche risalto in sede giudiziaria per l'ingente numero di ricorsi da parte dei danneggiati e che la giurisprudenza di merito evidenzia il problema tramite un corpo di giurisprudenza sempre più numeroso (da ultimo, Tribunale di Tivoli sentenza n. 2428 del 10 dicembre 2015),

        impegna il Governo:

a valutare l'opportunità, anche per il tramite dell'IVASS, dì adottare i provvedimenti necessari nei confronti delle imprese di assicurazioni che abbiano subito numerose condanne in sede giudiziale per aver contestato, senza giustificato motivo, i fatti contenuti nella constatazione amichevole al solo fine di evitare, o posticipare, il risarcimento dovuto al danneggiato.


G/2085/31/10 (testo 2)

ORELLANA, FUCKSIA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

nel contesto europeo l'espressione "diritti degli utenti" si trova esclusivamente applicata al caso degli utenti delle comunicazioni elettroniche;

elemento cardine nella normativa di riferimento è sicuramente la Direttiva 7 marzo 2002 n. 22 - 02/22/CE, G.U.E. 24/04/2002 n. 108, recante "Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (direttiva servizio universale)";

citata direttiva al considerando n. 7 prevede che: «Gli Stati membri dovrebbero continuare a provvedere affinché nel loro territorio i servizi elencati nel Capo 11 siano messi a disposizione di tutti gli utenti finali ad un determinato livello qualitativo, a prescindere dall'ubicazione geografica dei medesimi e, tenuto conto delle specifiche circostanze nazionali, ad un prezzo abbordabile Gli Stati membri possono, nel quadro degli obblighi di servizio universale e tenuto conto delle circostanze nazionali, adottare misure specifiche a favore dei consumatori che vivono in zone rurali o geograficamente isolate per assicurare il loro accesso ai servizi previsti nel Capo II nonché l'accessibilità economica di tali servizi e garantire le stesse condizioni di accesso, in particolare alle persone anziane, ai disabili e alle persone che hanno esigenze sociali particolari. Tali misure possono altresì includere quelle che sono direttamente mirate verso i consumatori che hanno esigenze sociali particolari, apportando un aiuto ai consumatori identificati, ad esempio tramite misure specifiche prese previo esame delle domande individuali, quali l'estinzione dei debiti»;

nell'ambito del "codice delle comunicazioni elettroniche" (decreto legislativo n. 259 del 2003) - volto a recepire il pacchetto di direttive comunitarie sulle "comunicazioni elettroniche" e adottato sulla base della delega contenuta nell'art. 41 della legge n. 166 del 2002 (cosiddetto "collegato infrastrutture e trasporti") - sono presenti svariate disposizioni che riguardano la tutela degli utenti disabili, prevedendo, in particolare, l'adozione di misure specifiche a tutela e a vantaggio di tali utenti da parte dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;

il testo unico della radiotelevisione (decreto legislativo n. 177 del 2005) - riprendendo disposizioni contenute nella legge n. 112 del 2004 di riassetto del sistema radiotelevisivo e della RAI, reca un complesso di principi destinati ad informare il sistema radiotelevisivo nazionale, regionale e locale, tra i quali figurano i principi a garanzia degli utenti;

nell'ambito di tali principi, che la disciplina del sistema radiotelevisivo è tenuta a garantire, è espressamente stabilito che deve essere favorita la ricezione da parte dei cittadini con disabilità sensoriali dei programmi radiotelevisivi, prevedendo a tale fine l'adozione di idonee misure, sentite le associazioni di categoria;

occorre, poi, richiamare ulteriori principi che hanno un'incidenza indiretta sul tema in questione, tra questi merita particolare menzione la garanzia dell'accesso dell'utente, secondo criteri di non discriminazione, ad un'ampia varietà di informazioni e di contenuti di altra natura, favorendo a tale fine la fruizione e lo sviluppo, in condizioni di pluralismo e di libertà di concorrenza, delle opportunità offerte dall'evoluzione tecnologica da parte dei soggetti che svolgono o intendono svolgere attività nel sistema delle comunicazioni;

considerato che:

l'articolo 32 del provvedimento in esame introduce misure per garantire l'informazione dei consumatori, prevedendo che l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico garantisca la pubblicizzazione e la diffusione delle informazioni in merito alla piena apertura del mercato e alle condizioni di svolgimento dei servizi, nonché il trattamento efficace dei reclami e delle procedure di conciliazione per tutti i settori oggetto di regolazione e controllo da parte della medesima Autorità, a beneficio dei clienti finali e degli utenti dei predetti settori, anche avvalendosi della società Acquirente unico Spa;

tale garanzia, in ambiti così rilevanti, costituisce sicuramente un fondamentale passo in avanti nell'ambito della tutela dei diritti dei consumatori;

manca, tuttavia, uno specifico, quanto imprescindibile, riferimento alla tutela delle necessità degli utenti disabili e degli utenti con esigenze sociali particolari ai fini della concreta possibilità di fruire dei dati e delle informazioni previsti nell'articolo in commento;

impegna il Governo a a valutare l'opportunità di:

assicurare che, nell'ambito delle misure volte a garantire l'informazione dei consumatori, l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico adotti modalità di pubblicazione delle informazioni funzionali al perseguimento delle finalità di trasparenza, efficacia, equità e libertà, tenendo in specifica considerazione le necessità degli utenti disabili e degli utenti con esigenze sociali particolari.


G/2085/31/10

ORELLANA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

nel contesto europeo l'espressione "diritti degli utenti" si trova esclusivamente applicata al caso degli utenti delle comunicazioni elettroniche;

elemento cardine nella normativa di riferimento è sicuramente la Direttiva 7 marzo 2002 n. 22 - 02/22/CE, G.U.E. 24/04/2002 n. 108, recante "Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (direttiva servizio universale)";

citata direttiva al considerando n. 7 prevede che: «Gli Stati membri dovrebbero continuare a provvedere affinché nel loro territorio i servizi elencati nel Capo 11 siano messi a disposizione di tutti gli utenti finali ad un determinato livello qualitativo, a prescindere dall'ubicazione geografica dei medesimi e, tenuto conto delle specifiche circostanze nazionali, ad un prezzo abbordabile Gli Stati membri possono, nel quadro degli obblighi di servizio universale e tenuto conto delle circostanze nazionali, adottare misure specifiche a favore dei consumatori che vivono in zone rurali o geograficamente isolate per assicurare il loro accesso ai servizi previsti nel Capo II nonché l'accessibilità economica di tali servizi e garantire le stesse condizioni di accesso, in particolare alle persone anziane, ai disabili e alle persone che hanno esigenze sociali particolari. Tali misure possono altresì includere quelle che sono direttamente mirate verso i consumatori che hanno esigenze sociali particolari, apportando un aiuto ai consumatori identificati, ad esempio tramite misure specifiche prese previo esame delle domande individuali, quali l'estinzione dei debiti»;

nell'ambito del "codice delle comunicazioni elettroniche" (decreto legislativo n. 259 del 2003) - volto a recepire il pacchetto di direttive comunitarie sulle "comunicazioni elettroniche" e adottato sulla base della delega contenuta nell'art. 41 della legge n. 166 del 2002 (cosiddetto "collegato infrastrutture e trasporti") - sono presenti svariate disposizioni che riguardano la tutela degli utenti disabili, prevedendo, in particolare, l'adozione di misure specifiche a tutela e a vantaggio di tali utenti da parte dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;

il testo unico della radiotelevisione (decreto legislativo n. 177 del 2005) - riprendendo disposizioni contenute nella legge n. 112 del 2004 di riassetto del sistema radiotelevisivo e della RAI, reca un complesso di principi destinati ad informare il sistema radiotelevisivo nazionale, regionale e locale, tra i quali figurano i principi a garanzia degli utenti;

nell'ambito di tali principi, che la disciplina del sistema radiotelevisivo è tenuta a garantire, è espressamente stabilito che deve essere favorita la ricezione da parte dei cittadini con disabilità sensoriali dei programmi radiotelevisivi, prevedendo a tale fine l'adozione di idonee misure, sentite le associazioni di categoria;

occorre, poi, richiamare ulteriori principi che hanno un'incidenza indiretta sul tema in questione, tra questi merita particolare menzione la garanzia dell'accesso dell'utente, secondo criteri di non discriminazione, ad un'ampia varietà di informazioni e di contenuti di altra natura, favorendo a tale fine la fruizione e lo sviluppo, in condizioni di pluralismo e di libertà di concorrenza, delle opportunità offerte dall'evoluzione tecnologica da parte dei soggetti che svolgono o intendono svolgere attività nel sistema delle comunicazioni;

considerato che:

l'articolo 32 del provvedimento in esame introduce misure per garantire l'informazione dei consumatori, prevedendo che l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico garantisca la pubblicizzazione e la diffusione delle informazioni in merito alla piena apertura del mercato e alle condizioni di svolgimento dei servizi, nonché il trattamento efficace dei reclami e delle procedure di conciliazione per tutti i settori oggetto di regolazione e controllo da parte della medesima Autorità, a beneficio dei clienti finali e degli utenti dei predetti settori, anche avvalendosi della società Acquirente unico Spa;

tale garanzia, in ambiti così rilevanti, costituisce sicuramente un fondamentale passo in avanti nell'ambito della tutela dei diritti dei consumatori;

manca, tuttavia, uno specifico, quanto imprescindibile, riferimento alla tutela delle necessità degli utenti disabili e degli utenti con esigenze sociali particolari ai fini della concreta possibilità di fruire dei dati e delle informazioni previsti nell'articolo in commento;

impegna il Governo a:

assicurare che, nell'ambito delle misure volte a garantire l'informazione dei consumatori, l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico adotti modalità di pubblicazione delle informazioni funzionali al perseguimento delle finalità di trasparenza, efficacia, equità e libertà, tenendo in specifica considerazione le necessità degli utenti disabili e degli utenti con esigenze sociali particolari.


G/2085/32/10

FISSORE

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

la concessione di vendita in ambito farmaceutico è l'accordo commerciale in base al quale il titolare di AIC o un suo rappresentante si impegna a vendere i propri prodotti ad un altro operatore (concessionario) debitamente autorizzato per la commercializzazione su un determinato ambito territoriale;

distribuendo da oltre cinquanta anni i prodotti medicinali agli altri attori a valle della filiera (grossisti, farmacie, laboratori d'analisi, ospedali, Asl, case di cura, informatori e altri canali della salute), questa figura permette ancora oggi ai titolari di AIC di ottimizzare i propri processi commerciali e di contribuire ad assicurare la reperibilità dei farmaci sul territorio nazionale;

i concessionari di vendita sottostanno alle norme di settore che si applicano a tutti gli attori della catena distributiva. Per poter operare, devono infatti disporre delle autorizzazioni rilasciate dalle Autorità localmente competenti a seguito di una verifica ispettiva sulla piena osservanza delle previsioni normative di settore e delle buone norme di distribuzione. Alla stregua degli altri operatori, inoltre, i concessionari di vendita devono registrarsi nella Banca Dati Tracciabilità del Ministero della Salute e dell'Aifa per mappare tutti gli spostamenti dei medicinali che trattano;

considerato che:

diverse fonti normative hanno citato nel tempo la figura del concessionario di vendita (Decreto legislativo n. 538/1992, Decreto legislativo n. 219/2006 E Decreto del Ministero della Salute del 6 luglio 1999), senza definirne tuttavia nel dettaglio peculiarità, obblighi ed esenzioni applicabili;

un chiarimento ministeriale ha fornito una definizione della figura del concessionario di vendita e ha dettagliato le esenzioni a questa applicabili in termini di dotazioni minime (detenzione di almeno il 90% di medicinali in possesso di AIC) e tempi di fornitura;

in assenza di riferimenti legislativi solidi, tuttavia, interpretazioni discordanti a livello locale rischiano di mettere in dubbio l'attività di aziende storiche che operano da decenni nel pieno rispetto degli impegni contrattuali con le mandanti/Titolari di AIC e della normativa di settore;

considerato inoltre che:

una regolamentazione più puntuale della figura del concessionario di vendita e dei vari livelli (nazionale,regionale) ai quali un concessionario di un listino di prodotti (e non di una o più AIC a livello nazionale) può operare, contribuirebbe a rafforzare il controllo delle attività di distribuzione dei medicinali a tutela delle primarie esigenze della tracciabilità del farmaco e della tutela della salute dei cittadini.

Supporterebbe inoltre un'interpretazione univoca della normativa da parte degli Enti locali e garantirebbe la sussistenza di un settore che ad oggi impiega oltre 5.000 addetti;

impegna il Governo:

a valutare l'opportunità di introdurre riferimenti normativi certi volti a regolamentare la figura e le attività dei concessionari di vendita.


G/2085/33/10 (testo 2)

MANDELLI, D'AMBROSIO LETTIERI, PELINO, RIZZOTTI, PICCINELLI

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

        l'art. 68, comma 1, lettera c), del D. Lgs. n. 30/2005, prevede che la facoltà esclusiva attribuita dal diritto di brevetto non si estenda alla preparazione estemporanea, e per unità, di medicinali nelle farmacie su ricetta medica, e ai medicinali così preparati, purché non si utilizzino principi attivi realizzati industrialmente;

        il farmacista, dunque,  nell'allestire un preparato galenico magistrale, deve realizzare in via autonoma il principio attivo necessario al preparato, qualora vi sia un farmaco prodotto industrialmente soggetto a brevetto;

        l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), nella segnalazione AS 1215 del giorno 8 ottobre 2015, indirizzata al Parlamento ed ai Ministri dello Sviluppo Economico e della Salute, ha evidenziato alcune criticità concorrenziali in merito alla c.d. “eccezione galenica” prevista dall'art. 68 sopracitato;

        da un raffronto tra la normativa nazionale e quella di altri ordinamenti dell'Unione Europea, la disciplina italiana risulta l'unica a prevedere la condizione di inutilizzabilità di principi attivi prodotti industrialmente per le preparazioni galeniche di medicinali coperti da brevetto;

        considerato che:

        a parere dell'AGCM , tale restrizione pregiudica la libertà di iniziativa economica di una intera categoria professionale, introducendo una grave barriera produttiva a carico di una concorrenza di per sé già residuale;

        il farmacista, infatti, nell'allestire galenici magistrali, può incidere solo in modo marginale sulle dinamiche dei mercati farmaceutici, in quanto non dispone di mezzi ed apparati idonei a consentire una produzione standardizzata e su vasta scala;

        la presenza sul mercato di preparazioni allestite su misura per i pazienti, quali quelle galeniche, garantisce un indubbio beneficio per i consumatori in termini di maggiore scelta e più mirata efficacia terapeutica;

        rilevato, inoltre, che:

        l'AGCM ha segnalato, relativamente alle modalità di esercizio della c.d. eccezione galenica, l'importanza di provvedere ad un adeguamento della normativa nazionale con quelle dei principali Paesi dell'Unione Europea, con l'abrogazione del divieto di utilizzo di principi attivi realizzati industrialmente, attualmente previsto dall'art. 68 del Codice della proprietà industriale sopra richiamato;

        nella seduta n. 223 dell'Assemblea del Senato, del 3 aprile 2014, nel corso dell'esame del disegno di legge AS 471, in materia di esercizio abusivo delle professioni, il Presidente della 12ª Commissione, Sen. Emilia Grazia De Biasi, con l'assenso del Presidente della 2ª Commissione, Sen. Nitto Palma, ha riconosciuto la grande importanza dell'argomento e l'esigenza di una regolamentazione per la sicurezza dei cittadini ed anche degli operatori del campo, assumendo un preciso impegno di affrontare le tematiche relative allo sconfezionamento dei medicinali;

        anche la recente giurisprudenza, con la sentenza del Consiglio di Stato n. 4257/2015 del 14 settembre 2015, ha ritenuto legittimo lo sconfezionamento dei medicinali di origine industriale per utilizzare il relativo principio attivo nell'allestimento di una formula galenica magistrale;

 

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

 

        assumere iniziative normative volte ad abrogare il divieto di cui all'art. 68, comma 1, lettera c), del decreto legislativo n. 30 del 2005, e, pertanto, consentire l'utilizzo di principi attivi realizzati industrialmente per eseguire preparazioni galeniche di medicinali protetti da brevetto.


G/2085/33/10

MANDELLI, D'AMBROSIO LETTIERI, PELINO, RIZZOTTI, PICCINELLI

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

        l'art. 68, comma 1, lettera c), del D. Lgs. n. 30/2005, prevede che la facoltà esclusiva attribuita dal diritto di brevetto non si estenda alla preparazione estemporanea, e per unità, di medicinali nelle farmacie su ricetta medica, e ai medicinali così preparati, purché non si utilizzino principi attivi realizzati industrialmente;

        il farmacista, dunque,  nell'allestire un preparato galenico magistrale, deve realizzare in via autonoma il principio attivo necessario al preparato, qualora vi sia un farmaco prodotto industrialmente soggetto a brevetto;

        l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), nella segnalazione AS 1215 del giorno 8 ottobre 2015, indirizzata al Parlamento ed ai Ministri dello Sviluppo Economico e della Salute, ha evidenziato alcune criticità concorrenziali in merito alla c.d. “eccezione galenica” prevista dall'art. 68 sopracitato;

        da un raffronto tra la normativa nazionale e quella di altri ordinamenti dell'Unione Europea, la disciplina italiana risulta l'unica a prevedere la condizione di inutilizzabilità di principi attivi prodotti industrialmente per le preparazioni galeniche di medicinali coperti da brevetto;

        considerato che:

        a parere dell'AGCM , tale restrizione pregiudica la libertà di iniziativa economica di una intera categoria professionale, introducendo una grave barriera produttiva a carico di una concorrenza di per sé già residuale;

        il farmacista, infatti, nell'allestire galenici magistrali, può incidere solo in modo marginale sulle dinamiche dei mercati farmaceutici, in quanto non dispone di mezzi ed apparati idonei a consentire una produzione standardizzata e su vasta scala;

        la presenza sul mercato di preparazioni allestite su misura per i pazienti, quali quelle galeniche, garantisce un indubbio beneficio per i consumatori in termini di maggiore scelta e più mirata efficacia terapeutica;

        rilevato, inoltre, che:

        l'AGCM ha segnalato, relativamente alle modalità di esercizio della c.d. eccezione galenica, l'importanza di provvedere ad un adeguamento della normativa nazionale con quelle dei principali Paesi dell'Unione Europea, con l'abrogazione del divieto di utilizzo di principi attivi realizzati industrialmente, attualmente previsto dall'art. 68 del Codice della proprietà industriale sopra richiamato;

        nella seduta n. 223 dell'Assemblea del Senato, del 3 aprile 2014, nel corso dell'esame del disegno di legge AS 471, in materia di esercizio abusivo delle professioni, il Presidente della 12ª Commissione, Sen. Emilia Grazia De Biasi, con l'assenso del Presidente della 2ª Commissione, Sen. Nitto Palma, ha riconosciuto la grande importanza dell'argomento e l'esigenza di una regolamentazione per la sicurezza dei cittadini ed anche degli operatori del campo, assumendo un preciso impegno di affrontare le tematiche relative allo sconfezionamento dei medicinali;

        anche la recente giurisprudenza, con la sentenza del Consiglio di Stato n. 4257/2015 del 14 settembre 2015, ha ritenuto legittimo lo sconfezionamento dei medicinali di origine industriale per utilizzare il relativo principio attivo nell'allestimento di una formula galenica magistrale;

 

        impegna il Governo:

 

        ad assumere iniziative normative volte ad abrogare il divieto di cui all'art. 68, comma 1, lettera c), del D. Lgs. n. 30/2005, e, pertanto, consentire l'utilizzo di principi attivi realizzati industrialmente per eseguire preparazioni galeniche di medicinali protetti da brevetto.


G/2085/34/10 (testo 3)

LANZILLOTTA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

 

        è necessario realizzare un'opera di armonizzazione che garantisca un'effettiva concorrenzialità tra i soggetti che svolgono attività in ambito professionale attraverso l'eliminazione delle esistenti disparità di trattamento, di natura fiscale e di tipo contributivo-previdenziale, anche al fine di evitare il proliferare di un contenzioso in materia contributiva dovuto a norme non chiare che favoriscono forme di elusione;

        è opportuno promuovere le scelte aggregative dei liberi professionisti (tramite reti di professionisti o consorzi stabili), favorendo lo sviluppo di sinergie tra il mondo professionale ed il mondo imprenditoriale per garantire la competitività di questo settore anche a livello europeo; 

        a tal fine è necessario prevedere che, analogamente a quanto avviene per le imprese, le aggregazioni e le scissioni tra attività professionali, quale che sia la veste giuridica, non siano soggette ad aggravi burocratici e improprie imposizioni tributarie, dirette e indirette;

 

        considerato che:

 

        al fine di prevenire l'abusivismo professionale e l'evasione fiscale e contributiva, è inoltre opportuno promuovere la sottoscrizione digitale;

 

        impegna il governo a valutare l'opportunità di:

 

        intervenire con apposite norme per garantire gli obiettivi indicati in premessa;

        riconoscere ad ogni effetto di legge l'esercizio dell'attività professionale ordinistica, svolta in tutte le sue forme in cui essa può essere esercitata, prevedendo che il professionista sia tenuto a sottoscrivere tutti gli atti professionali e a prevedere il riconoscimento in modalità digitale con la verifica del ruolo e dei requisiti fiscali e contributivi;

        chiarire che le operazioni straordinarie dei soggetti esercenti in qualsiasi forma attività professionale si considerano effettuate in regime di neutralità ad ogni effetto di legge e, in particolare, secondo le disposizioni dei Capi III e IV del Titolo III del Testo Unico delle imposte sui redditi di cui al decreto legislativo 22 dicembre 1986, n. 917, considerando solo per tali fini l'organizzazione professionale quale azienda.

 


G/2085/34/10

LANZILLOTTA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

 

        è necessario realizzare un'opera di armonizzazione che garantisca un'effettiva concorrenzialità tra i soggetti che svolgono attività in ambito professionale attraverso l'eliminazione delle esistenti disparità di trattamento, di natura fiscale e di tipo contributivo-previdenziale, anche al fine di evitare il proliferare di un contenzioso in materia contributiva dovuto a norme non chiare che favoriscono forme di elusione;

        è opportuno promuovere le scelte aggregative dei liberi professionisti (tramite reti di professionisti o consorzi stabili), favorendo lo sviluppo di sinergie tra il mondo professionale ed il mondo imprenditoriale per garantire la competitività di questo settore anche a livello europeo; 

        a tal fine è necessario prevedere che, analogamente a quanto avviene per le imprese, le aggregazioni e le scissioni tra attività professionali, quale che sia la veste giuridica, non siano soggette ad aggravi burocratici e improprie imposizioni tributarie, dirette e indirette;

 

        considerato che:

 

        al fine di prevenire l'abusivismo professionale e l'evasione fiscale e contributiva, è inoltre opportuno promuovere la sottoscrizione digitale;

 

        impegna il governo:

 

        ad intervenire con apposite norme per garantire gli obiettivi indicati in premessa;

        a riconoscere ad ogni effetto di legge l'esercizio dell'attività professionale ordinistica, svolta in tutte le sue forme in cui essa può essere esercitata, prevedendo che il professionista sia tenuto a sottoscrivere tutti gli atti professionali e a prevedere il riconoscimento in modalità digitale con la verifica del ruolo e dei requisiti fiscali e contributivi;

        a chiarire che le operazioni straordinarie dei soggetti esercenti in qualsiasi forma attività professionale si considerano effettuate in regime di neutralità ad ogni effetto di legge e, in particolare, secondo le disposizioni dei Capi III e IV del Titolo III del Testo Unico delle imposte sui redditi di cui al decreto legislativo 22 dicembre 1986, n. 917, considerando solo per tali fini l'organizzazione professionale quale azienda.

 


G/2085/35/10

BERGER, ZELLER, LANIECE, FAUSTO GUILHERME LONGO, BATTISTA, PANIZZA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

l'articolo 42 del decreto legislativo 3 marzo 2011 in materia di attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE prevede disposizioni sui controlli e sulle sanzioni in materia di incentivi nel settore elettrico e termico;

si voglia salvaguardare le iniziative di realizzazione di impianti fotovoltaici di piccola taglia, salvaguardando la buona fede di coloro che hanno realizzato l'investimento,

        impegna il governo:

ad applicare agli impianti di potenza compresa tra 1 e 3 kW nei quali, a seguito di verifica, risultino installati moduli non certificati o con certificazioni non rispondenti alla normativa di riferimento, una decurtazione del 10 per cento della tariffa incentivante sin dalla data di decorrenza della convenzione, fermo restando, ove ne ricorra il caso, l'annullamento della maggiorazione di cui all'articolo 14, comma 1, lettera d), del decreto ministeriale 5 maggio 2011 e all'articolo 5, comma 2, lettera a) del decreto ministeriale 5 luglio 2012.


G/2085/35/10 (testo 2)

BERGER, ZELLER, LANIECE, FAUSTO GUILHERME LONGO, BATTISTA, PANIZZA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

l'articolo 42 del decreto legislativo 3 marzo 2011 in materia di attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE prevede disposizioni sui controlli e sulle sanzioni in materia di incentivi nel settore elettrico e termico;

si voglia salvaguardare le iniziative di realizzazione di impianti fotovoltaici di piccola taglia, salvaguardando la buona fede di coloro che hanno realizzato l'investimento,

        impegna il governo a valutare l'opportunità di:

applicare agli impianti di potenza compresa tra 1 e 3 kW nei quali, a seguito di verifica, risultino installati moduli non certificati o con certificazioni non rispondenti alla normativa di riferimento, una decurtazione del 10 per cento della tariffa incentivante sin dalla data di decorrenza della convenzione, fermo restando, ove ne ricorra il caso, l'annullamento della maggiorazione di cui all'articolo 14, comma 1, lettera d), del decreto ministeriale 5 maggio 2011 e all'articolo 5, comma 2, lettera a) del decreto ministeriale 5 luglio 2012.


G/2085/36/10 (testo 2)

MUCCHETTI, LANZILLOTTA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

        il Capo V del disegno di legge presenta una rilevante lacuna riguardo alla gestione dei residui clienti domestici in regime di maggior tutela in esito alla cessazione della disciplina transitoria dei prezzi per il mercato di vendita al dettaglio dell'energia elettrica;

        considerato che:

        non appare né ragionevole né auspicabile, sotto il profilo della concorrenza, che i clienti domestici residui della maggior tutela divengano automaticamente clienti degli attuali esercenti del servizio di maggior tutela, tra i quali uno detiene una posizione dominante;

        l'articolo 30 del disegno di legge, nel testo dell'emendamento sostitutivo proposto dai relatori prevede genericamente che con decreto del Ministro dello sviluppo economico sono definite le misure necessarie a garantire la cessazione della disciplina transitoria dei prezzi di cui agli articoli 26 e 27 e l'ingresso consapevole nel mercato dei clienti finali, «secondo meccanismi che assicurino la concorrenza e la pluralità di fornitori e di offerte nel libero mercato»;

        occorre assicurare che nell'attuazione di tale norma sia riconosciuto il ruolo che l'ordinamento attribuisce all'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico quale soggetto deputato alla promozione della concorrenza nel settore;

        appare necessario indirizzare l'azione del Governo nel senso di prevedere una o più procedure competitive per assegnare a una pluralità di venditori la fornitura dei clienti domestici che residuano nel servizio di maggior tutela quali «meccanismi che assicurino la concorrenza e la pluralità di fornitori e di offerte nel libero mercato» e disciplinare le modalità di partecipazione, i requisiti tecnici ed economici dei partecipanti alle procedure competitive e i livelli minimi delle prestazioni che devono essere garantite ai clienti;

        impegna il Governo a a valutare l'opportunità di:

        verificare, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2 dell'articolo 30, se siano stati raggiunti per il mercato di vendita al dettaglio dell'energia elettrica gli obiettivi ai fini della cessazione della disciplina transitoria dei prezzi, e a prevedere, in caso positivo, nel medesimo decreto, che l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, con propri provvedimenti, ponga in atto una o più procedure competitive per assegnare a una pluralità di venditori la fornitura dei clienti domestici che residuano nel servizio di maggior tutela;

        a prevedere, al fine di favorire la concorrenza e la qualità del servizio, che i suddetti provvedimenti disciplinino in particolare le modalità di partecipazione, i requisiti tecnici ed economici dei partecipanti alle procedure competitive e i livelli minimi delle prestazioni che devono essere garantite ai clienti; nonché assicurino che l'assegnazione dei clienti avvenga di norma su base regionale; che il criterio di assegnazione sia il prezzo unitario minimo delle forniture; che il prezzo unitario posto a base della procedura competitiva sia composto da una componente fissa, oggetto delle offerte, e da una componente variabile correlata alla media trimestrale dei prezzi per fascia oraria del mercato del giorno prima; che nessun venditore possa detenere, in esito alle procedure competitive, una quota superiore al 50 per cento del mercato dei clienti domestici; che i soggetti in precedenza obbligati a esercire il servizio di maggior tutela abbiano la facoltà, da esercitare con adeguato anticipo rispetto allo svolgimento delle procedure competitive, di conferire a titolo gratuito al soggetto assegnatario dei clienti, in tutto od in parte, il ramo d'azienda deputato allo svolgimento del servizio stesso.


G/2085/36/10

MUCCHETTI, LANZILLOTTA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

        il Capo V del disegno di legge presenta una rilevante lacuna riguardo alla gestione dei residui clienti domestici in regime di maggior tutela in esito alla cessazione della disciplina transitoria dei prezzi per il mercato di vendita al dettaglio dell'energia elettrica;

        considerato che:

        non appare né ragionevole né auspicabile, sotto il profilo della concorrenza, che i clienti domestici residui della maggior tutela divengano automaticamente clienti degli attuali esercenti del servizio di maggior tutela, tra i quali uno detiene una posizione dominante;

        l'articolo 30 del disegno di legge, nel testo dell'emendamento sostitutivo proposto dai relatori prevede genericamente che con decreto del Ministro dello sviluppo economico sono definite le misure necessarie a garantire la cessazione della disciplina transitoria dei prezzi di cui agli articoli 26 e 27 e l'ingresso consapevole nel mercato dei clienti finali, «secondo meccanismi che assicurino la concorrenza e la pluralità di fornitori e di offerte nel libero mercato»;

        occorre assicurare che nell'attuazione di tale norma sia riconosciuto il ruolo che l'ordinamento attribuisce all'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico quale soggetto deputato alla promozione della concorrenza nel settore;

        appare necessario indirizzare l'azione del Governo nel senso di prevedere una o più procedure competitive per assegnare a una pluralità di venditori la fornitura dei clienti domestici che residuano nel servizio di maggior tutela quali «meccanismi che assicurino la concorrenza e la pluralità di fornitori e di offerte nel libero mercato» e disciplinare le modalità di partecipazione, i requisiti tecnici ed economici dei partecipanti alle procedure competitive e i livelli minimi delle prestazioni che devono essere garantite ai clienti;

        impegna il Governo a:

        verificare, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2 dell'articolo 30, se siano stati raggiunti per il mercato di vendita al dettaglio dell'energia elettrica gli obiettivi ai fini della cessazione della disciplina transitoria dei prezzi, e a prevedere, in caso positivo, nel medesimo decreto, che l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, con propri provvedimenti, ponga in atto una o più procedure competitive per assegnare a una pluralità di venditori la fornitura dei clienti domestici che residuano nel servizio di maggior tutela;

        a prevedere, al fine di favorire la concorrenza e la qualità del servizio, che i suddetti provvedimenti disciplinino in particolare le modalità di partecipazione, i requisiti tecnici ed economici dei partecipanti alle procedure competitive e i livelli minimi delle prestazioni che devono essere garantite ai clienti; nonché assicurino che l'assegnazione dei clienti avvenga di norma su base regionale; che il criterio di assegnazione sia il prezzo unitario minimo delle forniture; che il prezzo unitario posto a base della procedura competitiva sia composto da una componente fissa, oggetto delle offerte, e da una componente variabile correlata alla media trimestrale dei prezzi per fascia oraria del mercato del giorno prima; che nessun venditore possa detenere, in esito alle procedure competitive, una quota superiore al 50 per cento del mercato dei clienti domestici; che i soggetti in precedenza obbligati a esercire il servizio di maggior tutela abbiano la facoltà, da esercitare con adeguato anticipo rispetto allo svolgimento delle procedure competitive, di conferire a titolo gratuito al soggetto assegnatario dei clienti, in tutto od in parte, il ramo d'azienda deputato allo svolgimento del servizio stesso.


G/2085/37/10

DI BIAGIO, MARINELLO, BERGER, CONSIGLIO, PELINO, LANZILLOTTA, FABBRI, CASTALDI

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

        il disegno di legge, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, reca alcune norme concernenti l'esercizio della professione in forma societaria, dettando disposizioni sulle società tra avvocati, sulle società di ingegneria costituite in forma di società di capitali o cooperative, sulle società che svolgono attività odontoiatrica;

        il medesimo disegno di legge non interviene in modo omogeneo nel settore delle professioni ordinistiche, con il rischio di porre in essere discipline normative irragionevolmente differenziate;

        considerato che:

        si ritiene, comunque, necessario realizzare un'opera di armonizzazione che garantisca un'organica disciplina delle libere professioni, anche quando sono svolte in forma associativa e societaria, superando la sovrapposizione di interventi tampone e occasionali, dettati da emergenze e situazioni contingenti;

        impegna il Governo ad avanzare proposte organiche per il riordino delle modalità di esercizio delle professioni, assicurando una normativa omogenea che eviti ingiustificate differenze di disciplina per i diversi settori interessati, che garantisca:

        - la definizione di un trattamento fiscale, contributivo e previdenziale uniforme per tutte le forme associative e societarie in cui può essere esercitata l'attività professionale, disciplinando eventuali forme di responsabilità solidale ai fini contributivi e previdenziali;

        - la previsione dell'attribuzione del contributo integrativo relativo alla quota del Socio di Capitali a favore delle Casse dei Liberi professionisti o della Gestione Separata pro quota alla partecipazione alla Società dei liberi professionisti;

        - la previsione a carico delle Società di Capitali di cui ai Capi V, VI e VII del titolo V del libro V del codice civile ovvero nelle forma di Società Cooperative di cui al capo I del Titolo VI che svolgono attività professionale consentite, di un contributo di solidarietà da versare alle rispettive Casse dei liberi professionisti che partecipano alla Società, in proporzione alla quota di reddito attribuibile al socio di capitali;

        - l'accentramento della contribuzione presso le relative Casse dei liberi professionisti per consentire omogeneità concorrenziale e continuità contributiva, quale che sia la forma giuridica di esercizio della professione, estendendo altresì, presso le predette Casse, la gestione separata ai collaboratori e ai dipendenti esercenti in tale qualità analoga attività.


G/2085/37/10 (testo 2)

DI BIAGIO, MARINELLO, BERGER, CONSIGLIO, PELINO, LANZILLOTTA, FABBRI, CASTALDI

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

        il disegno di legge, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, reca alcune norme concernenti l'esercizio della professione in forma societaria, dettando disposizioni sulle società tra avvocati, sulle società di ingegneria costituite in forma di società di capitali o cooperative, sulle società che svolgono attività odontoiatrica;

        il medesimo disegno di legge non interviene in modo omogeneo nel settore delle professioni ordinistiche, con il rischio di porre in essere discipline normative irragionevolmente differenziate;

        considerato che:

        si ritiene, comunque, necessario realizzare un'opera di armonizzazione che garantisca un'organica disciplina delle libere professioni, anche quando sono svolte in forma associativa e societaria, superando la sovrapposizione di interventi tampone e occasionali, dettati da emergenze e situazioni contingenti;

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di avanzare proposte organiche per il riordino delle modalità di esercizio delle professioni, assicurando una normativa omogenea che eviti ingiustificate differenze di disciplina per i diversi settori interessati, che promuova:

        - la definizione di un trattamento fiscale, contributivo e previdenziale omogeneo per tutte le forme associative e societarie in cui può essere esercitata l'attività professionale, disciplinando eventuali forme di responsabilità solidale ai fini contributivi e previdenziali;

        - la previsione dell'attribuzione del contributo integrativo relativo alla quota del Socio di Capitali a favore delle Casse dei Liberi professionisti o della Gestione Separata pro quota alla partecipazione alla Società dei liberi professionisti;

        - la previsione a carico delle Società di Capitali di cui ai Capi V, VI e VII del titolo V del libro V del codice civile ovvero nelle forma di Società Cooperative di cui al capo I del Titolo VI che svolgono attività professionale consentite, di un contributo di solidarietà da versare alle rispettive Casse dei liberi professionisti che partecipano alla Società, in proporzione alla quota di reddito attribuibile al socio di capitali;

        - l'accentramento della contribuzione presso le relative Casse dei liberi professionisti per consentire omogeneità concorrenziale e continuità contributiva, quale che sia la forma giuridica di esercizio della professione, estendendo altresì, presso le predette Casse, la gestione separata ai collaboratori e ai dipendenti esercenti in tale qualità analoga attività.


G/2085/38/10 (testo 2)

DI BIAGIO, SCALIA, FABBRI, CONSIGLIO, BERGER, PELINO, MUNERATO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

        il provvedimento in esame si configura come il primo disegno di legge annuale per la concorrenza e l'apertura dei mercati di cui all'articolo 47 della legge n. 99 del 23 luglio 2009 avente come obiettivo la rimozione dei numerosi ostacoli ancora presenti nei mercati dei prodotti e dei servizi, tra questi il settore energetico;

        la produzione energetica da biomasse e bioliquidi è interessata da dinamiche del tutto assimilabili ad una normale attività industriale in cui i costi per l'acquisto di beni e servizi (materia prima, attività manutentive e via dicendo) aggrediscono circa il 70 per cento del fatturato;

        infatti, mentre nei settori come l'eolico, il fotovoltaico o l'idroelettrico le spese per acquisto di beni o forniture nelle gestioni correnti risultano molto marginali rispetto al fatturato, la situazione cambia profondamente con riferimento alla produzione di energia da biomasse e da bioliquidi;

        l'estensione del regime di assolvimento dell'IVA attraverso reverse charge alle fattispecie operative della produzione energetica da biomasse e bioliquidi, prevedendo che le vendite di energia elettrica e/o dei diritti conseguenti all'utilizzo di fonti rinnovabili (Certificati Verdi) siano effettuate senza IVA, rappresenterebbe un elemento fondamentale per garantire l'operatività del settore;

        allo stato attuale, non sono stati ancora liquidati i crediti IVA del primo trimestre 2015 e la tensione finanziaria delle imprese rischia di travolgere il settore. La situazione di criticità è del tutto assimilabile a quella delle imprese esportatrici, anch'esse strutturalmente a credito d'IVA, per le quali è stata approvata una specifica disciplina di «plafond», al fine di risolvere la criticità in oggetto;

        la situazione diventa ulteriormente pregiudizievole nel caso di società coinvolte in procedure concorsuali, cui per tale ragione è inibito l'accesso al credito;

        la sopraccitata criticità, che rischia di pregiudicare in maniera irrevocabile l'operatività del comparto, potrebbe altresì essere rettificata attraverso misure che consentissero di applicare il regime di reverse charge di cui all'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 633 del 1972 anche agli acquisti di materia prima ad uso produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile;

 

        impegna il Governo:

 

        a valutare l'opportunità per le società interessate a procedure concorsuali, in considerazione dei livelli occupazionali coinvolti, di definire indirizzi utili alla definizione di procedure volte ad anticipare gli importi dovuti.


G/2085/38/10

DI BIAGIO, SCALIA, FABBRI, CONSIGLIO, BERGER, PELINO, MUNERATO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

        il provvedimento in esame si configura come il primo disegno di legge annuale per la concorrenza e l'apertura dei mercati di cui all'articolo 47 della legge n. 99 del 23 luglio 2009 avente come obiettivo la rimozione dei numerosi ostacoli ancora presenti nei mercati dei prodotti e dei servizi, tra questi il settore energetico;

        la produzione energetica da biomasse e bioliquidi è interessata da dinamiche del tutto assimilabili ad una normale attività industriale in cui i costi per l'acquisto di beni e servizi (materia prima, attività manutentive e via dicendo) aggrediscono circa il 70 per cento del fatturato;

        infatti, mentre nei settori come l'eolico, il fotovoltaico o l'idroelettrico le spese per acquisto di beni o forniture nelle gestioni correnti risultano molto marginali rispetto al fatturato, la situazione cambia profondamente con riferimento alla produzione di energia da biomasse e da bioliquidi;

        l'estensione del regime di assolvimento dell'IVA attraverso reverse charge alle fattispecie operative della produzione energetica da biomasse e bioliquidi, prevedendo che le vendite di energia elettrica e/o dei diritti conseguenti all'utilizzo di fonti rinnovabili (Certificati Verdi) siano effettuate senza IVA, rappresenterebbe un elemento fondamentale per garantire l'operatività del settore;

        allo stato attuale, non sono stati ancora liquidati i crediti IVA del primo trimestre 2015 e la tensione finanziaria delle imprese rischia di travolgere il settore. La situazione di criticità è del tutto assimilabile a quella delle imprese esportatrici, anch'esse strutturalmente a credito d'IVA, per le quali è stata approvata una specifica disciplina di «plafond», al fine di risolvere la criticità in oggetto;

        la situazione diventa ulteriormente pregiudizievole nel caso di società coinvolte in procedure concorsuali, cui per tale ragione è inibito l'accesso al credito;

        la sopraccitata criticità, che rischia di pregiudicare in maniera irrevocabile l'operatività del comparto, potrebbe altresì essere rettificata attraverso misure che consentissero di applicare il regime di reverse charge di cui all'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 633 del 1972 anche agli acquisti di materia prima ad uso produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile;

 

        impegna il Governo:

 

        a valutare l'opportunità di attivare le opportune misure, anche in sede normativa, finalizzate a modificare la disciplina vigente per far fronte alle criticità evidenziate in premessa, anche per prevedere che le cessioni di gas e energia elettrica di cui all'articolo 17 comma 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, lettera d-quater), da parte dei soggetti produttori che utilizzano centrali a biomasse e bioliquidi, siano ricomprese nelle fatti specie di cui all'articolo 8, comma 1 del sopraccitato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, nonché per definire la possibilità di applicare il regime di reverse charge di cui all'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 anche agli acquisti di materia prima ad uso produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile,

        a valutare l'opportunità per le società interessate a procedure concorsuali, in considerazione dei livelli occupazionali coinvolti, di definire indirizzi, per il tramite del GSE, utili alla definizione di procedure volte ad anticipare gli importi dovuti.


G/2085/39/10

MANDELLI, D'AMBROSIO LETTIERI, PELINO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

        ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo del Capo Provvisorio della Stato 13 settembre 1946, n. 233, recante disposizioni sugli Ordini delle professioni sanitarie e sull'esercizio delle professioni stesse, gli iscritti agli albi sono tenuti anche all'iscrizione ed al pagamento dei relativi contributi all'Ente nazionale di previdenza ed assistenza istituito o da istituirsi per ciascuna categoria;

        l'Ente nazionale di previdenza ed assistenza per la professione sanitaria di farmacista è l'ENPAF;

        il disegno di legge AS 2085, recante la legge annuale per il mercato e la concorrenza, nel testo attualmente all'esame del Senato della Repubblica, consente anche alle società di capitali con soci non farmacisti di essere titolari di farmacia privata;

        considerato che:

        con l'ingresso dei capitali in farmacia, si determinerà una forte contrazione del numero di iscritti che hanno solo l'Enpaf quale Ente di previdenza ad appartenenza obbligatoria ed un rilevante incremento di coloro che, svolgendo la propria attività in regime di lavoro subordinato, alle dipendenze delle società di capitali, saranno soggetti all'Assicurazione Generale Obbligatoria gestita dall'INPS;

        il nuovo assetto definito dalle disposizioni contenute nel suddetto disegno di legge e le circostanze sopra descritte determineranno profonde ripercussioni sul saldo previdenziale dell'ENPAF, determinato dalla differenza tra contribuzioni e prestazioni, con i connessi rilevanti effetti sulla stabilità della gestione previdenziale dell'ENPAF;

        rilevato, inoltre, che:

        l'art. 1, comma 39, della legge 23 agosto 2004, n. 243, prevede che le società professionali mediche ed odontoiatriche, in qualunque forma costituite, e le società di capitali, operanti in regime di accreditamento col Servizio sanitario nazionale, versino all'Ente nazionale di previdenza ed assistenza medici (ENPAM) un contributo pari al 2 per cento del fatturato annuo attinente a prestazioni specialistiche rese nei confronti del Servizio sanitario nazionale e delle sue strutture operative, senza diritto di rivalsa sul Servizio sanitario nazionale;

        appare opportuno introdurre analoga disposizione anche in favore dell'ENPAF, escludendo, tuttavia, le prestazioni rese in regime di SSN, in quanto già assoggettate al contributo dello 0,90 per cento dell'importo lordo, ai sensi dell'art. 5 del DL 4 maggio 1977, n. 187, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 luglio 1977, n. 395;

 

        impegna il Governo:

 

        ad assumere iniziative volte a prevedere il versamento, entro il 30 settembre dell'anno successivo alla chiusura dell'esercizio, all'Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza Farmacisti (ENPAF) di un contributo pari al due per cento del fatturato annuo, con esclusione di quello derivante da prestazioni rese in favore del Servizio Sanitario Nazionale, da parte delle società di capitali e delle società cooperative a responsabilità limitata titolari di farmacia con capitale maggioritario di soci non farmacisti.


G/2085/39/10 (testo 2)

MANDELLI, D'AMBROSIO LETTIERI, PELINO, DI BIAGIO, SCALIA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

        ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo del Capo Provvisorio della Stato 13 settembre 1946, n. 233, recante disposizioni sugli Ordini delle professioni sanitarie e sull'esercizio delle professioni stesse, gli iscritti agli albi sono tenuti anche all'iscrizione ed al pagamento dei relativi contributi all'Ente nazionale di previdenza ed assistenza istituito o da istituirsi per ciascuna categoria;

        l'Ente nazionale di previdenza ed assistenza per la professione sanitaria di farmacista è l'ENPAF;

        il disegno di legge AS 2085, recante la legge annuale per il mercato e la concorrenza, nel testo attualmente all'esame del Senato della Repubblica, consente anche alle società di capitali con soci non farmacisti di essere titolari di farmacia privata;

        considerato che:

        con l'ingresso dei capitali in farmacia, si determinerà una forte contrazione del numero di iscritti che hanno solo l'Enpaf quale Ente di previdenza ad appartenenza obbligatoria ed un rilevante incremento di coloro che, svolgendo la propria attività in regime di lavoro subordinato, alle dipendenze delle società di capitali, saranno soggetti all'Assicurazione Generale Obbligatoria gestita dall'INPS;

        il nuovo assetto definito dalle disposizioni contenute nel suddetto disegno di legge e le circostanze sopra descritte determineranno profonde ripercussioni sul saldo previdenziale dell'ENPAF, determinato dalla differenza tra contribuzioni e prestazioni, con i connessi rilevanti effetti sulla stabilità della gestione previdenziale dell'ENPAF;

        rilevato, inoltre, che:

        l'art. 1, comma 39, della legge 23 agosto 2004, n. 243, prevede che le società professionali mediche ed odontoiatriche, in qualunque forma costituite, e le società di capitali, operanti in regime di accreditamento col Servizio sanitario nazionale, versino all'Ente nazionale di previdenza ed assistenza medici (ENPAM) un contributo pari al 2 per cento del fatturato annuo attinente a prestazioni specialistiche rese nei confronti del Servizio sanitario nazionale e delle sue strutture operative, senza diritto di rivalsa sul Servizio sanitario nazionale;

        appare opportuno introdurre analoga disposizione anche in favore dell'ENPAF, escludendo, tuttavia, le prestazioni rese in regime di SSN, in quanto già assoggettate al contributo dello 0,90 per cento dell'importo lordo, ai sensi dell'art. 5 del DL 4 maggio 1977, n. 187, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 luglio 1977, n. 395;

 

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

 

        assumere iniziative volte a prevedere il versamento all'Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza Farmacisti (ENPAF) di un contributo da parte delle società di capitali e delle società cooperative a responsabilità limitata titolari di farmacia con capitale maggioritario di soci non farmacisti.


G/2085/40/10

DI BIAGIO, SCALIA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

        il provvedimento in esame disciplina numerosi aspetti afferenti il servizio farmaceutico, tra cui anche il riconoscimento della titolarità dell'esercizio delle farmacie in capo a società di capitali;

        i nuovi assetti rischiano di determinare rilevanti effetti sulla stabilità della gestione previdenziale dell'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Farmacisti (ENPAF), essendo verosimile che nel medio lungo periodo, con il capitale, si determinerà una forte contrazione del numero degli iscritti che hanno solo l'Enpaf quale Ente di previdenza ad appartenenza obbligatoria, con un conseguente incremento di coloro che, invece, svolgono la propria attività in regime di lavoro subordinato e, pertanto, soggetti all'Assicurazione Generale Obbligatoria gestita dall'INPS;

        il nuovo modello gestionale, inoltre, darebbe luogo ad una progressiva erosione del reddito professionale dell'iscritto assoggettato a contribuzione previdenziale;

        considerato che:

        l'Enpaf attualmente eroga prestazioni pensionistiche annue pari ad oltre 155 milioni di euro e potrebbe subire, da tale innovazione, profonde ripercussioni sulla propria sostenibilità;

        sulla scorta dei dati sulle posizioni assicurative in essere all'anno 2014, risultano iscritti alla gestione previdenziale 92.000 contribuenti, di cui circa 30.000 hanno solo la copertura previdenziale obbligatoria dell'Enpaf, assicurando una entrata contributiva pari a circa 129 milioni di euro (nel numero di 30.000 iscritti sono ricompresi i titolari individuali di farmacia, pari a 12.196 unità, nonché i soci di farmacia, pari a 7.330 unità, per un totale complessivo di 19.526 unità, per entrate contributive pari a circa 84 milioni);

        è evidente che la costituzione delle società di capitali nella gestione delle farmacie private determina una evidente distorsione riguardo all'attuale assetto previdenziale dell'Ente sia sul piano delle entrate contributive che della tipologia dei contribuenti;

 

        impegna il Governo:

 

        a valutare l'opportunità di attivare le opportune misure, anche in sede normativa, finalizzate a far fronte alle criticità evidenziate in premessa, prevedendo anche per l'Enpaf lo stesso regime già previsto dall'art.1, comma 39, Legge n. 243/2004 (a favore dell'ENPAM), che ponga a carico delle società di capitali e delle società cooperative a responsabilità limitata, titolari di farmacia privata, con capitale maggioritario di soci non farmacisti, un contributo previdenziale in favore dell'ENPAF, pari al 2% del loro fatturato annuo, senza diritto di rivalsa, con esclusione di quello derivante da prestazioni rese in favore del Servizio Sanitario Nazionale.


G/2085/41/10 (testo 2)

MANDELLI, D'AMBROSIO LETTIERI, PELINO, BUEMI

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

        la vigente normativa, di cui all'art. 1, comma 40, della Legge 23 dicembre 1996, n. 662, come modificata dal comma 6 dell'art. 11 del DL 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, L. 30 luglio 2010, n. 122, con riferimento alla quota di sconto dovuta dalle farmacie al Servizio sanitario nazionale per le forniture di medicinali, dispone una riduzione di tali quote di sconto nei confronti delle farmacie rurali sussidiate con un fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale al netto dell'IVA non superiore a lire 750 milioni, nonché una riduzione in misura pari al 60 per cento del suddetto sconto a favore di quelle farmacie che abbiano un fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale al netto dell'IVA non superiore a lire 500 milioni;

        considerato che:

        dal 1996 le due suddette misure di fatturato non sono mai state modificate nonostante il passaggio dalla lira all'euro e gli effetti inflattivi verificatisi dal 1996 ad oggi;

        appare pertanto necessario sostenere il rilevante ruolo delle farmacie rurali, unico presidio sanitario presente in modo capillare anche nelle zone più disagiate;

 

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

 

        rideterminare le soglie di fatturato previste al quarto e al quinto periodo della legge 23 dicembre 1996, n. 662 sopra richiamata, prevedendo che per le farmacie rurali le agevolazioni sullo sconto scattino con un fatturato non superiore a euro 510.000 e, per le altre farmacie, la riduzione dello sconto in caso di fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale al netto dell'IVA non superiore a lire 360 milioni.


G/2085/41/10

MANDELLI, D'AMBROSIO LETTIERI, PELINO, BUEMI

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

        la vigente normativa, di cui all'art. 1, comma 40, della Legge 23 dicembre 1996, n. 662, come modificata dal comma 6 dell'art. 11 del DL 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, L. 30 luglio 2010, n. 122, con riferimento alla quota di sconto dovuta dalle farmacie al Servizio sanitario nazionale per le forniture di medicinali, dispone una riduzione di tali quote di sconto nei confronti delle farmacie rurali sussidiate con un fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale al netto dell'IVA non superiore a lire 750 milioni, nonché una riduzione in misura pari al 60 per cento del suddetto sconto a favore di quelle farmacie che abbiano un fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale al netto dell'IVA non superiore a lire 500 milioni;

        considerato che:

        dal 1996 le due suddette misure di fatturato non sono mai state modificate nonostante il passaggio dalla lira all'euro e gli effetti inflattivi verificatisi dal 1996 ad oggi;

        appare pertanto necessario sostenere il rilevante ruolo delle farmacie rurali, unico presidio sanitario presente in modo capillare anche nelle zone più disagiate;

 

        impegna il Governo:

 

        a rideterminare le soglie di fatturato previste al quarto e al quinto periodo della legge 23 dicembre 1996, n. 662 sopra richiamata, prevedendo che per le farmacie rurali le agevolazioni sullo sconto scattino con un fatturato non superiore a euro 510.000 e, per le altre farmacie, la riduzione dello sconto in caso di fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale al netto dell'IVA non superiore a lire 360 milioni.


G/2085/42/10 (testo 2)

BERGER, ZELLER, LANIECE, MARINELLO, MUNERATO, COMAROLI

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            le farmacie rurali e quelle presenti nelle isole minori sono oltre 6.000, e oggi risultano essere a rischio di sopravvivenza a fronte della crisi e di una normativa relativa ai fatturati non aggiornata all'andamento della vita secondo gli indici Istat;

            queste farmacie, per la loro ubicazione in piccoli agglomerati, colmano una carenza o, comunque, soddisfano un bisogno di assistenza sanitaria in zone che altrimenti sarebbero irraggiungibili, e in alcuni luoghi del nostro Paese svolgono una vera e propria funzione sociale forte e sentita dai cittadini;

            il comma 40 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni, determina che per le farmacie rurali che godono dell'indennità di residenza ai sensi dell'articolo 2 della legge 8 marzo 1968, n. 221, e successive modificazioni, con un fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale al netto dell'IVA non superiore a lire 750 milioni, restano in vigore le quote di sconto di cui all'articolo 2, comma 1, della legge 28 dicembre 1995, n. 549. Per le farmacie con un fatturato annuo in regime di servizio sanitario nazionale al netto dell'IVA non superiore a lire 500 milioni, le percentuali previste dal presente comma sono ridotte in misura pari al 60 per cento;

        considerato che:

            il farmacista rurale, per di più, vive una situazione imprenditoriale caratterizzata da un forte impegno sotto il profilo finanziario, in quanto le difficoltà di rifornimento impongono la necessità di dotare la farmacia di ingenti scorte di medicinali per far fronte immediatamente alle richieste dei malati;

            il fatturato indicato nel comma succitato necessiterebbe di essere aggiornato al fine di una maggiore salvaguardia delle piccole farmacie rurali che a fronte della crisi e delle loro specificità sono a rischio di sopravvivenza;

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

            aggiornare gli importi relativi al fatturato delle farmacie rurali sulla base dell'adeguamento degli indici Istat dal 1996 ad oggi e più specificamente nel dettaglio prevedere di innalzare il limite di fatturato indicato al comma 40 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 rispettivamente almeno da 750 milioni di lire a 450.000 euro e da 500 milioni di lire a 300.000 euro.


G/2085/42/10

BERGER, ZELLER, LANIECE, MARINELLO, MUNERATO, COMAROLI

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            le farmacie rurali e quelle presenti nelle isole minori sono oltre 6.000, e oggi risultano essere a rischio di sopravvivenza a fronte della crisi e di una normativa relativa ai fatturati non aggiornata all'andamento della vita secondo gli indici Istat;

            queste farmacie, per la loro ubicazione in piccoli agglomerati, colmano una carenza o, comunque, soddisfano un bisogno di assistenza sanitaria in zone che altrimenti sarebbero irraggiungibili, e in alcuni luoghi del nostro Paese svolgono una vera e propria funzione sociale forte e sentita dai cittadini;

            il comma 40 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni, determina che per le farmacie rurali che godono dell'indennità di residenza ai sensi dell'articolo 2 della legge 8 marzo 1968, n. 221, e successive modificazioni, con un fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale al netto dell'IVA non superiore a lire 750 milioni, restano in vigore le quote di sconto di cui all'articolo 2, comma 1, della legge 28 dicembre 1995, n. 549. Per le farmacie con un fatturato annuo in regime di servizio sanitario nazionale al netto dell'IVA non superiore a lire 500 milioni, le percentuali previste dal presente comma sono ridotte in misura pari al 60 per cento;

        considerato che:

            il farmacista rurale, per di più, vive una situazione imprenditoriale caratterizzata da un forte impegno sotto il profilo finanziario, in quanto le difficoltà di rifornimento impongono la necessità di dotare la farmacia di ingenti scorte di medicinali per far fronte immediatamente alle richieste dei malati;

            il fatturato indicato nel comma succitato necessiterebbe di essere aggiornato al fine di una maggiore salvaguardia delle piccole farmacie rurali che a fronte della crisi e delle loro specificità sono a rischio di sopravvivenza;

        impegna il Governo

            ad aggiornare gli importi relativi al fatturato delle farmacie rurali sulla base dell'adeguamento degli indici Istat dal 1996 ad oggi e più specificamente nel dettaglio prevedere di innalzare il limite di fatturato indicato al comma 40 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 rispettivamente almeno da 750 milioni di lire a 450.000 euro e da 500 milioni di lire a 300.000 euro.


G/2085/43/10

MUNERATO, BELLOT, BISINELLA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            la presente legge reca disposizioni finalizzate a rimuovere ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, a promuovere lo sviluppo della concorrenza e a garantire la tutela dei consumatori, anche in applicazione dei princìpi del diritto dell'Unione europea;

            il settore dell'intermediazione immobiliare, ai sensi della legge 3 febbraio 1989, n. 39, rischia di essere fortemente colpito dalla possibilità per le banche e per gli intermediari finanziari di intervenire direttamente nell'attività di compravendita immobiliare;

            la costituzione di società di intermediazione da parte degli istituti di credito contrasta grandemente con i principi alla base delle norme che regolano la mediazione: banche e intermediari finanziari, infatti, non possono in alcun modo essere considerati quali soggetti terzi nei confronti dei clienti-consumatori, essendo a conoscenza della condizione patrimoniale e reddituale degli stessi;

        impegna il Governo

            a prevedere, con successivi interventi normativi, l'impossibilità per banche e intermediari finanziari di detenere partecipazioni nelle imprese o società che svolgono l'attività di intermediazione immobiliare, ai sensi della legge 3 febbraio 1989, n. 39.


G/2085/44/10

MANDELLI, PELINO, MUNERATO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'articolo 17 del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, recante "Attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonché modifiche del titolo VI del testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993) in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi", disciplina le cause di incompatibilità con l'esercizio dell'attività di agente in attività finanziaria e di mediatore creditizio;

            occorrerebbe introdurre, in analogia a quanto previsto dal citato articolo 17, norme per la prevenzione del conflitto di interessi delle banche e degli intermediari finanziari detentori di quote di partecipazione in imprese o società che svolgono attività di intermediazione immobiliare;

        impegna il Governo

            a valutare la possibilità di adottare misure volte a prevedere:

            - il divieto per i dipendenti, gli agenti e i collaboratori di banche e intermediari finanziari di svolgere attività di intermediazione immobiliare;

            - il divieto ai dipendenti di imprese di intermediazione immobiliare nelle quali banche ed intermediari finanziari detengono quote di partecipazione di ricoprire ruoli ed incarichi di amministrazione, direzione o controllo nelle banche e intermediari finanziari ovvero di esercitare un'attività a qualsiasi livello nell'ambito della rete commerciale dei medesimi;

            - il divieto per le banche e gli intermediari finanziari di detenere, nelle imprese o società che svolgono attività di intermediazione immobiliare, partecipazioni che rappresentano almeno il dieci per cento del capitale o che attribuiscono almeno il dieci per cento dei diritti di voto o che comunque consentono di esercitare un'influenza notevole;

            - a tutela del consumatore e nel rispetto dell'articolo 2744 del codice civile, il divieto della diffusione, da parte delle banche e degli intermediari finanziari, di dati ed informazioni di carattere bancario e finanziario relativi ai propri clienti correntisti alle imprese o società di intermediazione immobiliare nelle quali le banche e gli intermediari finanziari medesimi detengono quote di partecipazione;

            - una sanzione amministrativa per chiunque contravviene a tali divieti.


G/2085/45/10

PANIZZA, BERGER

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            l'articolo 43 del provvedimento in esame recante "Semplificazione nelle procedure ereditarie", soppresso in sede d'esame in Commissione, riformulava gli articoli 52 e 53 delle disposizioni di attuazione del codice civile in materia di procedure ereditarie e intendeva attribuire la tenuta e la conservazione del registro delle successioni al Consiglio Nazionale del Notariato, sotto la vigilanza del Ministro della giustizia in luogo degli Uffici di cancelleria di ciascun tribunale;

            la ratio della soppressa proposta si collega, presumibilmente, con l'articolo 32 della legge 30 ottobre 2014, n. 161, che attribuisce al notaio la competenza per il rilascio del certificato successorio europeo istituito dal Regolamento UE n. 650/2012 ed era rivolta ad assicurare la conservazione dei certificati successori europei, in linea con la previsione dell'articolo 70 del regolamento UE;

            in ragione della specialità delle Provincie autonome di Trento e Bolzano, l'articolo 32 della legge 30 ottobre 2014, n. 161 "Disposizioni in materia di certificato successorio europeo" ha espressamente previsto che "Nei territori in cui vige il sistema tavolare continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al titolo II del regio decreto 28 marzo 1929, n. 499 in materia di rilascio di certificato di eredità e di legato";

            si ritiene, pertanto, necessario ribadire che anche nell'ambito della semplificazioni delle procedure ereditarie va salvaguardata la specificità delle Provincie autonome di Trento e di Bolzano, territori in cui vige il Libro fondiario quale sistema di pubblicità immobiliare, che nel tempo ha dimostrato le proprie doti di efficienza e di certezza del diritto nel massimo rispetto dei diritti dei singoli, tanto da essere emulato a livello europeo;

            l'introduzione dell'istituto del certificato successorio europeo non comporta, infatti, il venir meno della normativa speciale vigente nei territori a sistema tavolare di cui al R.D. 28 marzo 1929, n. 499 e allegato "Nuovo testo della legge generale sui libri fondiari" per la quale "Chi acquista a titolo di successione ereditaria o di legato la proprietà o un altro diritto reale su beni immobili non può farne iscrivere il trasferimento a suo nome nel Libro fondiario se non mediante presentazione al giudice tavolare del certificato di eredità o di legato rilasciato dalla competente autorità giudiziaria, a sensi delle norme contenute nel seguente titolo" (Art. 3 R.D. 499/1929);

            ciò nel rispetto dello stesso Regolamento UE n. 650/2012, in particolare l'articolo 69, par. 5, per il quale "Il certificato costituisce titolo idoneo per l'iscrizione di beni ereditari nel pertinente registro di uno Stato membro, fatto salvo l'articolo 1, paragrafo 2, lettere k) e l)" e l'articolo 1, paragrafo 2, lettera 1), per il quale "Sono esclusi dall'ambito di applicazione del presente regolamento: 1) qualsiasi iscrizione in un registro di diritti su beni mobili o immobili, compresi i requisiti legali relativi a tale iscrizione, e gli effetti dell'iscrizione o della mancata iscrizione di tali diritti in un registro.";

            in questo senso anche il punto (18) dei "considerando" del regolamento laddove prevede che: "Spetterebbe pertanto alla legge dello Stato membro in cui è tenuto il registro determinare (per i beni immobili, la lex rei sitae) le condizioni legali e le modalità dell'iscrizione nonché le autorità incaricate, come registri fondiari o notai, di verificare che tutti i requisiti siano rispettati e che la documentazione presentata o prodotta sia sufficiente o contenga le informazioni necessarie" e ancora "... il certificato successorio europeo rilasciato in applicazione del presente regolamento dovrebbe costituire un documento idoneo per l 'iscrizione dei beni della successione nel registro di uno Stato membro. Ciò non dovrebbe tuttavia precludere alle autorità preposte alla registrazione la facoltà di chiedere alla persona che sollecita la registrazione di fornire ulteriori informazioni o di presentare documenti aggiuntivi richiesti in virtù della legge dello Stato membro in cui è tenuto il registro...";

        considerato che:

            i conservatori del Libro fondiario già operano in stretta collaborazione con l'apparato giudiziario nell'ambito del procedimento tavolare, nel quale le funzioni di cancelliere sono svolte dal Conservatore del Libro fondiario ai sensi del combinato disposto dell'articolo 1, comma 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 280 e dell'articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 21 maggio 2007, n. 83,

        impegna il Governo

            a valutare la possibilità di attuare un miglioramento del sistema vigente prevedendo l'esercizio delle funzioni di cancelliere nel procedimento relativo al rilascio del certificato di eredità in capo al conservatore del Libro fondiario, senza oneri a carico dello Stato, e con personale già assegnato agli Uffici del Libro fondiario delle Province di Trento e Bolzano. In tal modo verrebbe riaffermato il principio che il certificato di eredità o di legato continua ad essere il titolo in forza del quale può ottenersi l'iscrizione nel Libro fondiario dei diritti ereditari su beni immobili, mentre il certificato successorio europeo non è di per sé titolo per ottenere l'iscrizione nel Libro fondiario, ma lo stesso deve essere allegato al ricorso per il rilascio del certificato di eredità ai sensi degli articoli 13 e seguenti del Regio Decreto 28 marzo 1929, n. 499.


G/2085/46/10

LANZILLOTTA

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            la presenza degli istituti di credito come operatori del mercato immobiliare è all'estero una realtà consolidata e costituisce un elemento che, aumentando il numero di soggetti presenti in tale mercato, può incrementare la concorrenza nel settore;

        valutato altresì che:

            

            è necessario evitare conflitti di interesse e garantire la massima trasparenza, onde evitare che le informazioni di natura patrimoniale, reddituale e finanziaria relative ai correntisti di cui dispone la banca possano determinare un indebito condizionamento sulle scelte di carattere patrimoniale del consumatore;

        impegna il Governo a:

            valutare l'opportunità di introdurre misure, a tutela del consumatore e nel rispetto dell'art. 2744 c.c., volte a vietare la diffusione, da parte delle banche e degli intermediari finanziari, di dati ed informazioni di carattere bancario e finanziario relativi ai propri clienti correntisti alle imprese o società di intermediazione immobiliare nelle quali le banche e gli intermediari finanziari medesimi detengono quote di partecipazione;

            valutare se, al fine di conseguire gli obiettivi di trasparenza a tutela della concorrenza esposti nelle premesse, siano sufficienti misure di carattere organizzativo volte ad evitare che i dipendenti e i collaboratori di banche ed intermediari finanziari possano svolgere attività di intermediazione immobiliare, e che i dipendenti di imprese di intermediazione immobiliare nelle quali banche ed intermediari finanziari detengono quote di partecipazione possano ricoprire incarichi di amministrazione, direzione o controllo nelle banche e intermediari finanziari ovvero di esercitare un'attività a qualsiasi livello nell'ambito della rete commerciale dei medesimi, ovvero si debba optare per l'introduzione di limiti al possesso da parte di banche e intermediari finanziari di detenere partecipazioni nelle imprese o società che svolgono attività di intermediazione immobiliare.


G/2085/47/10

VALDINOSI, DI BIAGIO

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

l'articolo 14 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, recante attuazione della direttiva 98/30/CE recante norme comuni per il mercato interno del gas naturale, prevede disposizioni in materia di attività di distribuzione del gas naturale;

in tale articolo, l'attività di distribuzione di gas naturale è definita attività di servizio pubblico ed il relativo servizio  è previsto che debba essere affidato esclusivamente mediante gara per periodi non superiori a dodici anni;

gli enti locali che affidano il servizio, anche in forma associata, svolgono attività di indirizzo, di vigilanza, di programmazione e di controllo sulle attività di distribuzione, ed i loro rapporti con il gestore del servizio sono regolati da appositi contratti di servizio, sulla base di un contratto tipo predisposto dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas ed approvato dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato;

        tutto ciò premesso,

impegna il Governo

a prevedere, nel primo provvedimento utile, che nell'ambito del contratto tipo fra enti locali e gestore del servizio di distribuzione del gas sia previsto il riconoscimento, da parte del Gestore agli Enti concedenti e/o alla Società delle Reti proprietari degli impianti o di porzioni di essi, di una somma pari all'ammortamento relativo al capitale investito netto.


G/2085/48/10

VALDINOSI

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        tenuto conto:

            della direttiva 2009/72/CE relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica ed in particolare dell'articolo 28 “Sistemi di distribuzione chiusi” che classifica questi sistemi come sistemi che distribuiscono energia elettrica all'interno di un sito industriale, commerciale o di servizi condivisi geograficamente limitati e non riforniscono clienti civili;

             del decreto legislativo n° 93 del 2011 di recepimento della succitata direttiva ed in particolare dell'articolo 38, comma 5 che prevede che “i sistemi di distribuzione chiusi sono le reti interne d'utenza così come definite dall'articolo 33 della legge 23 luglio 2009, n. 99 nonché le altre reti elettriche private definite ai sensi dell'articolo 30, comma 27, della legge n. 99 del 2009”;

             della delibera dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico numero 539/2015/R/eel Testo Integrato dei Sistemi di Distribuzione Chiusi;

             della legge 25 febbraio 2016, n. 21 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative (milleproproghe)” ed in particolare dell'articolo 3, comma 2 lettera b in merito alla modifica della struttura delle componenti tariffarie relative agli oneri generali di sistema elettrico applicate ai clienti non domestici;

             della segnalazione dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico al Governo e al Parlamento del 17 luglio 2014;

             della segnalazione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato del 27 luglio 2016;

            

        impegna il Governo a:

            valutare l'opportunità di assumere adeguate iniziative per rendere chiaro e coerente il quadro normativo in materia di sistemi di distribuzione chiusi con le direttive comunitarie, rispetto al contesto attuale nel quale le attività di trasmissione e di distribuzione dell'energia elettrica sono assegnate su concessione sul territorio nazionale con obblighi di qualità del servizio fissati dall'Autorità di regolazione, e in accordo agli obiettivi comunitari di efficienza energetica, innovazione tecnologica delle reti e di lotta ai cambiamenti climatici;

            valutare l'opportunità di tenere conto, nella definizione organica del quadro normativo, dell'evoluzione in atto, anche in considerazione dei procedimenti aperti con la Commissione Europea, sull'allocazione degli oneri generali di sistema,  in un contesto di progressivo sviluppo della generazione distribuita e dell'autoproduzione  e di mantenimento di una adeguata equità contributiva.


G/2085/49/10

I RELATORI

Il Senato, in sede di esame dell'AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

        premesso che:

            alla luce di quanto previsto dall'articolo 310 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 20006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto, come interpretata dalla Corti di giustizia dell'Unione europea l'articolo 74-ter, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è stato interpreto dall'articolo 55 del decreto-legge 21 giugno 2016, n. 69, nel senso che l'imposta assolta sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi, di cui al comma 2 dello stesso articolo, effettuate da terzi nei confronti delle agenzie di viaggio stabilite fuori dell'Unione europea a diretto vantaggio dei viaggiatori non è rimborsabile;

            tale interpretazione ha generato una evidente situazione difficoltà per le agenzie di viaggio stabilite fuori dall'Unione europea, con ricadute sui costi che cittadini e turisti devono sostenere per raggiungere il nostro Paese;

            per effetto di tale norma interpretativa, inoltre, l'amministrazione finanziaria ha richiesto alle agenzie di viaggio stabilite fuori dall'Unione europea, ovvero i soggetti che hanno prestato garanzia a loro favore, la restituzione delle somme che, alla data di entrata in vigore del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, risultavano rimborsate e per le quali non risultava avvenuto il relativo versamento nelle casse dell'erario da parte delle agenzie di viaggio o dai soggetti che hanno prestato la garanzia;

            tutto ciò premesso,

impegna il Governo

ad inserire i contenuti dell'emendamento 50.0.100 nella prossima legge di stabilità ed individuare l'adeguata copertura finanziaria per la risoluzione definitiva del problema così come evidenziato nell'emendamento medesimo.

 


S37.1

MARINELLO, DI BIAGIO

Ritirato

Stralciare l'articolo.


1.1

MARINELLO, DI BIAGIO

Ritirato

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. Per le finalità indicate dal comma 1, al comma 2-quater dell'articolo 8 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, dopo le parole: ''anche informativi'', inserire le seguenti: ''non sostituibili e non replicabili''».


2.1

CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI, PUGLIA

Respinto

All'articolo, premettere il seguente:

«Art. 02.

        1. All'articolo 130 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:

        ''3-bis. Al fine di incentivare la concorrenza nel settore assicurativo, le imprese di assicurazione, non controllate o collegate con altre imprese di assicurazione già autorizzate, che ricevono dall'IVASS l'autorizzazione all'attività assicurativa per responsabilità civile autoveicoli terrestri, sono esentate per due anni dall'inizio della attività dall'applicazione dell'obbligo a contrarre di cui all'articolo 132, qualora offrano prodotti assicurativi rivolti a segmenti omogenei di mercato definiti su base geografica o per tipologia di veicolo''.

        2. Al fine di ridurre gli importi dei premi dell'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile verso i terzi derivante dalla circolazione di veicoli a motore e di natanti, di seguito denominata ''Rc auto'', di aumentare la concorrenza e di limitare la concentrazione in poche imprese, a decorrere dal terzo anno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, ciascuna impresa di assicurazione, anche attraverso imprese controllate, marchi e portafogli assicurativi, può raccogliere fino ad un massimo del 20 per cento del totale dei premi della Rc auto su base provinciale, aumentando al 30 per cento nel primo anno di applicazione del presente comma. La riduzione avviene mediante cessione di quote di portafoglio o mediante cessione di rami d'azienda, società o marchi minori controllati. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato e l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni trasmettono, ogni sei mesi, alle competenti Commissioni parlamentari, una relazione sul grado di concentrazione del mercato della Rc auto in Italia, suddiviso su base provinciale e regionale.

        3. La disposizione di cui al comma 2 si applica decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge».


2.2

DE PETRIS, GAMBARO, PUGLIA

Respinto

All'articolo, premettere il seguente:

«Art. 02.

(Liberalizzazione dei mercati e incentivo alla concorrenza per le imprese estere)

        1. Dopo il comma 3 dell'articolo 130 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 e successive modificazioni è aggiunto il seguente:

        ''3-bis. Al fine di incentivare la concorrenza nel settore assicurativo, le nuove imprese di assicurazione che ricevono dall'IVASS l'autorizzazione all'attività assicurativa per responsabilità civile autoveicoli terrestri di cui all'articolo 2, comma 3, numero 10), sono esentate per tre anni dall'inizio dell'attività dall'applicazione dell'obbligo a contrarre di cui all'articolo 132 qualora offrano prodotti assicurativi rivolti a segmenti omogenei di mercato definiti su base geografica o per tipologia di veicolo''».


2.3

CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI, PUGLIA

Respinto

All'articolo, premettere il seguente:

«Art. 02.

        1. All'articolo 130 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:

        ''3-bis. Al fine di ridurre la concentrazione nel settore assicurativo, le nuove imprese di assicurazione autorizzate ad esercitare nel territorio della Repubblica l'assicurazione della responsabilità civile per i danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, sono esentate per tre anni dall'inizio dell'attività dall'applicazione dell'obbligo a contrarre di cui all'articolo 132 qualora offrano prodotti assicurativi rivolti a segmenti omogenei di mercato definiti su base geografica o per tipologia di veicolo''».


2.4

DE PETRIS, GAMBARO

Respinto

All'articolo, premettere il seguente:

«Art. 02.

        1. All'articolo 131 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 e successive modificazioni, dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti:

        ''1-bis. È fatto divieto di determinare il valore commerciale di un veicolo attraverso il rinvio esclusivo ad una determinata rivista. Per tutti i contratti, per quelli in corso alla prima scadenza, il valore di riferimento dovrà essere determinato sulla base del valore di acquisto di un veicolo similare desunto da siti internet e, in via non esclusiva, da riviste di settore. Il valore economico dovrà tenere comunque conto delle spese figurative di reimmatricolazione e FRAM.

        1-ter. Fermo il divieto di cui al codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 e successive modificazioni è comunque nulla ogni pattuizione che vieti la cedibilità del credito a soggetti che si rendano cessionari di crediti comunque inerenti l'attività svolta.

        1-quater. Fermo il divieto di cui alla normativa di cui al codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 e successive modificazioni è comunque nulla ogni pattuizione tesa a limitare o ridurre il diritto al risarcimento o all''indennizzo in relazione alle modalità di riparazione del mezzo o al soggetto che tali riparazioni effettuerà.

        1-quinquies. È fatto obbligo alle imprese di assicurazione di garantire, oltre al contratto base, anche l'offerta di polizza RC auto con franchigia con sconto proporzionale alla minore incidenza sul premio del minore costo medio per sinistro valutato secondo gli ordinari criteri attuariali.

        1-sexies. È fatto obbligo da parte delle imprese di assicurazioni non dirette, per la trattazione e la liquidazione dei sinistri ove risultano lesioni valutate oltre il 9 per cento di invalidità, di dotarsi di ispettorati sinistri o punti di contatto aperti al pubblico su base provinciale. In caso di inadempienza da parte della compagnia assicuratrice potranno essere comminate sanzioni da parte dell'IVASS per un importo da euro 10.000 fino ad euro 150.000''».


2.5

DE PETRIS, GAMBARO

Respinto

All'articolo, premettere il seguente:

«Art. 02.

        1. All'articolo 131 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 e successive modificazioni, dopo il comma 1, inserire i seguenti:

        ''1-bis. È fatto divieto di determinare il valore commerciale di un veicolo attraverso il rinvio esclusivo ad una determinata rivista. Per tutti i contratti, per quelli in corso alla prima scadenza, il valore di riferimento dovrà essere determinato sulla base del valore di acquisto di un veicolo similare desunto da siti internet e, in via non esclusiva, da riviste di settore. Il valore economico dovrà tenere comunque conto delle spese figurative di reimmatricolazione e FRAM.

        1-ter. Fermo il divieto di cui al codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 e successive modificazioni è comunque nulla ogni pattuizione che vieti la cedibilità del credito a soggetti che si rendano cessionari di crediti comunque inerenti l'attività svolta''».


2.6

PUGLIA, CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI

Respinto

All'articolo, premettere il seguente:

«Art. 02.

(Cessione di credito)

        1. Dopo il comma 1-bis dell'articolo 131 del codice di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, introdotto dalla presente legge, è inserito il seguente:

        ''1-ter. Fermo restando quanto disposto dal codice del consumo, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 206, è comunque nulla ogni pattuizione che vieti la cedibilità del credito a soggetti che si rendano cessionari di crediti comunque inerenti l'attività svolta. L'inosservanza di tale divieto comporta l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 319''».


2.7

DE PETRIS, GAMBARO

Respinto

All'articolo, premettere il seguente:

«Art. 02.

        1. Dopo il comma 2-ter dell'articolo 131 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 e successive modificazioni, sono inseriti i seguenti:

        ''2-quater. Tutti i contratti di assicurazione prevedono la facoltà per l'assicurato, in caso di danno garantito dal contratto, di scegliere il riparatore delle cui prestazioni sceglie di avvalersi. Questa informazione deve essere fornita nelle condizioni generali di polizza e all'atto della denuncia di sinistro. L'obbligo di indicare tale facoltà si applica ai contratti sottoscritti successivamente alla entrata in vigore della presente norma così come all'atto del rinnovo dei contratti in corso, per i quali l'informazione deve essere data sull'avviso di scadenza annuale o sulla quietanza di pagamento del premio.

        2-quinquies. È facoltà dell'assicurato, decorso un anno dalla prima stipula, recedere dal contratto senza oneri spese o penalità. Il recesso ha effetto dopo un mese dalla ricezione della disdetta che deve essere inviata in forma scritta, con raccomandata o equipollente che ne comprovi la ricezione. Il diritto di recesso è indicato in polizza, sull'avviso di scadenza e sulla quietanza di premio. A seguito della disdetta di cui al presente articolo, l'assicurato è tenuto unicamente al pagamento della parte di premio relativo al periodo che decorre dall'efficacia della polizza fino alla data di effetto della disdetta e l'assicuratore è tenuto a rimborsare la differenza entro trenta giorni dalla data della disdetta, in caso di ritardo saranno dovuti oltre agli interessi legali gli interessi moratori. Le fornlalità per l'anticipato recesso sono assolte dal nuovo assicuratore per la RC auto che garantisce la continuità della copertura assicurativa. Il recesso si estende a tutte le garanzie accessorie o comunque stipulate con la polizza RC auto''».


2.8

CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI, PUGLIA

Respinto

All'articolo, premettere il seguente:

«Art. 02.

(Disposizioni in materia di scelta del riparatore)

        1. All'articolo 131 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo il comma 2-ter, è inserito il seguente:

        ''2-quater. Tutti i contratti di assicurazione devono prevedere la facoltà per l'assicurato, in caso di danno garantito dal contratto, di scegliere il riparatore delle cui prestazioni intenda avvalersi. L'informazione relativa a tale facoltà deve essere fornita nelle condizioni generali di polizza e all'atto della denuncia di sinistro''. L'obbligo di informazione di cui al presente articolo si applica ai contratti sottoscritti successivamente alla data di entrata in vigore della presente disposizione nonché all'atto del rinnovo dei contratti in corso alla medesima data, per i quali l'informazione deve essere fornita sull'avviso di scadenza annuale o sulla quietanza di pagamento del premio».


2.9

DE PETRIS, GAMBARO

Respinto

All'articolo, premettere il seguente:

«Art. 02.

        1. Dopo il comma 2-ter dell'articolo 131 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 e successive modificazioni è inserito il seguente:

        ''2-quater. Tutti i contratti di assicurazione prevedono la facoltà per l'assicurato, in caso di danno garantito dal contratto, di scegliere il riparatore delle cui prestazioni sceglie di avvalersi. Questa informazione deve essere fornita nelle condizioni generali di polizza e all'atto della denuncia di sinistro. L'obbligo di indicare tale facoltà si applica ai contratti sottoscritti successivamente alla entrata in vigore della presente norma così come all'atto del rinnovo dei contratti in corso, per i quali l'informazione deve essere data sull'avviso di scadenza annuale o sulla quietanza di pagamento del premio''».


2.10

DE PETRIS, GAMBARO

Respinto

All'articolo, premettere il seguente:

«Art. 02.

(Concorrenza nel mercato assicurativo)

        1. Al fine di promuovere lo sviluppo della concorrenza nel settore assicurativo e garantire la tutela degli assicurati, in conformità ai principi dell'Unione europea in materia di apertura dei mercati, nessuna impresa di assicurazione, anche a seguito di procedure di fusione o acquisizione, può detenere più del venti per cento delle quote del mercato assicurativo nazionale».


2.11

CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI, PUGLIA

Respinto

All'articolo, premettere il seguente:

«Art. 02.

        1. Al fine di favorire una scelta contrattuale maggiormente consapevole, ciascuna impresa di assicurazione ha l'obbligo di offrire al consumatore, oltre al ''contratto base'' di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, di cui all'articolo 22, comma 4, del decreto-legge 18 ottobre 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, la polizza con clausole di franchigia che prevedono uno sconto proporzionale alla minore incidenza sul premio del minore costo medio per sinistro valutato secondo gli ordinari criteri attuariali».


2.12

CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI, PUGLIA

Respinto

All'articolo, premettere il seguente:

«Art. 02.

(Disposizioni in materia di portabilità dei contratti assicurativi)

        1. All'articolo 131 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo il comma 2-ter è inserito il seguente:

        «2-quater. È facoltà dell'assicurato, decorso un anno dalla prima stipula, recedere dal contratto senza oneri, spese o penalità. Il recesso ha effetto dopo un mese dalla ricezione della disdetta che deve essere inviata in forma scritta, con lettera raccomandata o mezzo equipollente che ne comprovi la ricezione. Il diritto di recesso è indicato nella polizza, sull'avviso di scadenza e sulla quietanza di premio. A seguito della disdetta di cui al presente comma, l'assicurato è tenuto unicamente al pagamento della parte di premio relativo al periodo che decorre dall'efficacia della polizza fino alla data di effetto della disdetta e l'assicuratore tenuto a rimborsare la differenza entro trenta giorni dalla data della disdetta. In caso di ritardo, oltre agli interessi legali sono dovuti gli interessi moratori. Le formalità per l'anticipato recesso sono assolte dal nuovo assicuratore che garantisce la continuità della copertura assicurativa. Il recesso si estende a tutte le garanzie accessorie o comunque stipulate con la polizza di assicurazione».


2.13

CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI, PUGLIA

Respinto

All'articolo, premettere il seguente:

«Art. 02.

(Stima del valore dei veicoli)

        1. All'articolo 131 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209, dopo il comma 2-ter, è inserito il seguente:

        «2-quater. È fatto divieto, in caso di sinistri, di determinare il valore commerciale di un veicolo attraverso il rinvio esclusivo alle stime commerciali pubblicate nelle riviste specializzate di settore. Per tutti i contratti, il valore commerciale dovrà essere determinato sulla base del valore di acquisto di un veicolo similare desunto a seguito di consultazione dei più diffusi siti specializzati di vendita di autoveicoli e, in aggiunta, delle predette riviste. In caso di liquidazione del danno, oltre al valore commerciale del veicolo, al danneggiato spetta una somma comprensiva delle spese necessarie per la ricerca di altro veicolo usato con le stesse caratteristiche di quello incidentato, nonché del costo dell'eventuale radiazione e nuova immatricolazione di altro veicolo».

 


2.14

DE PETRIS, GAMBARO

Respinto

All'articolo, premettere il seguente:

«Art. 02.

        1. All'articolo 131 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 e successive modificazioni, dopo il comma 2-ter, inserire il seguente:

        «2-quater. In considerazione della superiore tutela del diritto alla salute e alla mobilità che le imprese operanti nel mercato assicurativo R.C. auto devono garantire, delle distorsioni derivanti dal suo assetto oligopolistico e della obbligatorietà per i possessori di veicoli di assicurarsi, il premio viene percentualmente ridotto dello stesso valore ricavato dalla differenza tra il margine tecnico che le imprese assicuratrici hanno conseguito nell'anno precedente e il margine di remunerazione del 4 per cento.»


2.15

DE PETRIS, GAMBARO

Respinto

Sopprimere l'articolo.


2.16

BUCCARELLA, CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI, PUGLIA

Respinto

Sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. Il comma 1 dell'articolo 132 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni, è sostituito dai seguenti:

        ''1. Le imprese di assicurazione sono tenute ad accettare, per ogni rischio derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, le proposte per l'assicurazione obbligatoria che sono loro presentate, secondo le condizioni di polizza e le tariffe che hanno l'obbligo di stabilire preventivamente sulla base dello schema di contratto base di cui all'articolo 22, comma 4, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, fatta salva la necessaria verifica della correttezza, dei dati risultanti dall'attestato di rischio, nonché dell'identità del contraente e dell'intestatario del veicolo, se persona diversa. Le imprese di assicurazioni possono richiedere ai soggetti che presentano proposte per l'assicurazione obbligatoria di sottoporre volontariamente il veicolo a ispezione, prima della stipula del contratto. Qualora si proceda a ispezione ai sensi del periodo precedente, le imprese praticano una riduzione non inferiore al 10 per cento rispetto alle tariffe stabilite ai sensi del primo periodo. In alternativa al contratto base, le imprese di assicurazione possono proporre la stipula di contratti che prevedono l'installazione di meccanismi elettronici che registrano i movimenti del veicolo, denominati scatola nera o equivalenti, ovvero di ulteriori dispositivi, individuati dal decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 25 gennaio 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 5 febbraio 2013. Se l'assicurato acconsente all'installazione dei meccanismi elettronici, i costi di installazione, nonché i costi di funzionamento e di gestione per l'intera durata del contratto di assicurazione, disinstallazione, sostituzione e portabilità sono posti a carico delle compagnie di assicurazione, che praticano, all'atto della stipula del contratto o in occasione delle scadenze successive, una riduzione del premio non inferiore al 20 per cento dell'importo stabilito ai sensi del primo periodo. Ai fini dell'applicazione della riduzione del premio, devono risultare rispettati i parametri stabiliti dal contratto''.

        1-bis. L'interoperabilità dei meccanismi elettronici che registrano l'attività del veicolo, di cui al comma 1 dell'articolo 132 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è garantita dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, attraverso un servizio unico di raccolta dei dati da costituire presso le strutture tecniche del Centro di coordinamento delle informazioni sul traffico, sulla viabilità e sulla sicurezza stradale di cui all'articolo 73 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495. A tal fine, a decorrere dal 1º marzo 2016, i dati sull'attività del veicolo sono trasmessi direttamente dai meccanismi elettronici di bordo al medesimo Centro, che ne è titolare e responsabile ai fini dell'interoperabilità. Le informazioni sono successivamente trasmesse dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alle imprese di assicurazione competenti per ciascun veicolo assicurato. I dati sono trattati dalle strutture tecniche del citato Centro, che ne assicurano l'accessibilità all'interessato e la consultazione all'impresa di assicurazione, solo in riferimento al sinistro di cui alla denuncia proveniente dal proprio assicurato nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. L'impresa di assicurazione è titolare del trattamento dei dati ai sensi dell'articolo 28 del citato codice di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003. Qualora l'assicurato intenda avvalersi della facoltà di rimuovere il dispositivo la riduzione del premio di cui al comma 1 dell'articolo 132 non è applicata per la durata residua del contratto. Con provvedimento del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentito l'IVASS, sono disciplinati le caratteristiche tecniche, le modalità e i contenuti dei trasferimenti di informazioni previsti dal presente comma.».


2.17

DE PETRIS, GAMBARO

Respinto

All'articolo 2, sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. Il comma 1 dell'articolo 132 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni è sostituito dal seguente:

        ''1. Le imprese di assicurazione sono tenute ad accettare, secondo le condizioni di polizza e le tariffe che hanno l'obbligo di stabilire preventivamente per ogni rischio derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti in aggiunta al contratto base secondo lo schema ex articolo 22 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni in legge 17 dicembre 2012, n. 221, le proposte per l'assicurazione obbligatoria che sono loro presentate, fatta salva la necessaria verifica della correttezza dei dati risultanti dall'attestato di rischio, nonché dell'identità del contraente e dell'intestatario del veicolo, se persona diversa''.»


2.18

PELINO

Dichiarato inammissibile

Al comma 1, capoverso «1.», aggiungere, in fine, le seguenti parole: «nonché dall'esercizio della professione medica».


2.19

DE PETRIS, GAMBARO

Assorbito

Al comma 1, capoverso «1-ter» sostituire le parole: «non sono tenute ad accettare le proposte loro presentate» con le seguenti: «sono tenute comunque a stipulare il contratto applicando la tariffa determinata sulla base delle informazioni corrette acquisite dall'impresa attraverso la consultazione delle banche dati di settore e del citato archivio informatico».


2.20

DE PETRIS, GAMBARO

Assorbito

Al comma 1, capoverso «1-ter», sostituire le parole: «non sono tenute ad accettate le proposte loro presentate» con le seguenti: «sono tenute a riqualificare il rischio e a riquantificare il premio.».


2.21

FISSORE, ASTORRE, FABBRI, SCALIA, VALDINOSI

Accolto

Al comma 1, capoverso «1-ter», aggiungere in fine le seguenti parole: «Esse, in caso di mancata accettazione della proposta, ricalcolano il premio e inviano un nuovo preventivo al potenziale cliente.».


2.22

BIANCONI, CHIAVAROLI, MANCUSO, DE POLI

Accolto

Al comma 1, capoverso «1-ter», aggiungere in fine le seguenti parole: «Esse, in caso di mancata accettazione della proposta, ricalcolano il premio e inviano un nuovo preventivo al potenziale cliente.».


2.23

CONSIGLIO

Accolto

Al comma 1, capoverso «1-ter», aggiungere il seguente periodo: «Le imprese di assicurazione, in caso di mancata accettazione della proposta, ricalcolano il premio ed inviano un nuovo preventivo al potenziale cliente».


2.24

Puglia, Castaldi, Girotto, Petrocelli

Respinto

Al comma 1, dopo il capoverso «1-ter», aggiungere il seguente:

        «1-quater. Le imprese di assicurazione riconoscono sia in sede di rinnovo che di nuovo contratto, anche in assenza di esplicita richiesta dei singoli interessati, una tariffa premio ai contraenti o agli assicurati che non abbiano denunciato sinistri negli ultimi cinque anni. La tariffa premio è riconosciuta con l'applicazione del premio più basso previsto nell'intero territorio nazionale, da ciascuna impresa, per la corrispondente classe universale di assegnazione del singolo contraente o assicurato, come risultante dall'attestato di rischio.».


2.25

Castaldi, Girotto, Petrocelli, Puglia

Respinto

Al comma 1, dopo il capoverso «1-ter», aggiungere il seguente:

        «1-quater. Le imprese di assicurazione riconoscono sia in sede di rinnovo che di nuovo contratto, anche in assenza di esplicita richiesta dei singoli interessati, una tariffa premio ai contraenti o agli assicurati che non abbiano denunciato sinistri negli ultimi cinque anni. La tariffa premio è riconosciuta con l'applicazione di un premio che non superi di più del quaranta per cento il premio più basso previsto nell'intero territorio nazionale, da ciascuna impresa, per la corrispondente classe universale di assegnazione del singolo contraente o assicurato, come risultante dall'attestato dì rischio.».


2.26

FISSORE, FABBRI, FAVERO

Ritirato

Al comma 1, dopo il capoverso «1-ter», aggiungere il seguente:

            «1-quater. Fermo il divieto previsto dalla normativa di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, è comunque nulla ogni pattuizione tesa a limitare o ridurre il diritto alla cessione del credito o al risarcimento o all'indennizzo in relazione alle modalità di riparazione del mezzo o al soggetto che tali riparazioni effettuerà. Per ogni violazione accertata si applicano le sanzioni previste dall'articolo 319».


2.27

PELINO

Respinto

Al comma 1, dopo il capoverso « 1-ter », aggiungere il seguente:

        «1-quater. Fermo il divieto previsto dalla normativa di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, è comunque nulla ogni pattuizione tesa a limitare o ridurre il diritto alla cessione del credito o al risarcimento o all'indennizzo in relazione alle modalità di riparazione del mezzo o al soggetto che tali riparazioni effettuerà. Per ogni violazione accertata si applicano le sanzioni previste dall'articolo 319».


2.28

MATTEOLI

Respinto

Al comma 1, dopo il capoverso «1-ter », aggiungere il seguente:

        «1-quater. Fermo il divieto previsto dalla normativa di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, è comunque nulla ogni pattuizione tesa a limitare o ridurre il diritto alla cessione del credito o al risarcimento o all'indennizzo in relazione alle modalità di riparazione del mezzo o al soggetto che tali riparazioni effettuerà Per ogni violazione accertata si applicano le sanzioni previste dall'articolo 319.»


2.29

BARANI

Respinto

Al comma 1, dopo il numero «1-ter », aggiungere il seguente:

        «1-quater. Fermo il divieto previsto dalla normativa di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, è comunque nulla ogni pattuizione tesa a limitare o ridurre il diritto alla cessione del credito o al risarcimento o all'indennizzo in relazione alle modalità di riparazione del mezzo o al soggetto che tali riparazioni effettuerà. Per ogni violazione accertata si applicano le sanzioni previste dall'articolo 319.»


2.30

DE PETRIS, GAMBARO

Respinto

Dopo il comma 2 inserire il seguente:

        «2-bis. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge è disposta la piena operatività dell'archivio informatico integrato istituito presso l'IVASS di cui all'articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, il Ministro dello sviluppo economico è tenuto a trasmettere alle Commissioni parlamentari competenti una relazione sulle modalità di funzionamento dell'archivio e le eventuali problematiche relative alla connessione dell'archivio stesso con le banche dati esistenti indicate dal medesimo articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221».


3.1

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 132-bis», comma 1, dopo le parole: «Gli intermediari», inserire le seguenti: «ivi inclusi i broker e le banche».


3.2

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 132-bis», comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, nonché sulla adeguatezza del prodotto offerto rispetto alle concrete e specifiche esigenze dell'assicurato».


3.3

Astorre, Fabbri, Fissore, Scalia, Valdinosi

Ritirato

A comma 1, capoverso «Art. 132-bis», comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Lo stesso obbligo si applica ai mediatori di assicurazione e alle banche di cui al medesimo articolo, comma 1, lettere b) e d). Sono comunque fatte salve le verifiche di adeguatezza della polizza di cui all'articolo 183 del presente codice».


3.4

Bianconi, Chiavaroli, Mancuso, De Poli

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 132-bis», comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Lo stesso obbligo si applica ai mediatori di assicurazione e alle banche di cui al medesimo articolo, comma 1, lettere b) e d). Sono comunque fatte salve le verifiche di adeguatezza della polizza di cui all'articolo 183 del presente codice».


3.5

Consiglio

Respinto

Al comma 1,capoverso «Art. 132-bis», dopo il comma 4, aggiungere il seguente:

        «4-bis. È facoltà dell'assicurato, decorso un anno dalla prima stipula, recedere dal contratto senza oneri, spese o penalità. Il recesso ha effetto dopo un mese dalla ricezione della disdetta che deve essere inviata in forma scritta, con raccomandata o equipollente che ne comprovi la ricezione. Il diritto di recesso è indicato in polizza, sull'avviso di scadenza e sulla quietanza di premio. A seguito della disdetta di cui al presente articolo, l'assicurato è tenuto unicamente al pagamento della parte di premio relativo al periodo che decorre dall'efficacia della polizza fino alla data di effetto della disdetta e l'assicuratore è tenuto a rimborsare la differenza entro trenta giorni dalla data della disdetta, in caso di ritardo saranno dovuti oltre agli interessi legali gli interessi moratori. Le formalità per l'anticipato recesso sono assolte dal nuovo assicuratore per la RC auto che garantisce la continuità della copertura assicurativa. Il recesso si estende a tutte le garanzie accessorie o comunque stipulate con la polizza RC auto».


3.6

Castaldi, Girotto, Petrocelli, Puglia, Buccarella

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, apportare le seguenti modificazioni:

        a) premettere le seguenti parole: «Fatta, salva l'impossibilità nei contratti per l'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile di introdurre qualsivoglia limitazione risarcitoria a carattere contrattuale e fermo ogni divieto di cui alla normativa di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209»;

        b) alla lettera b), sopprimere le seguenti parole: «, in particolare, ai fini tariffari e della determinazione della responsabilità in occasione dei sinistri».


3.7

De Petris, Gambaro

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, premettere le parole: «Fatta salva l'impossibilità nei contratti per l'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile di introdurre qualsivoglia limitazione risarcitoria a carattere contrattuale e fermo ogni divieto di cui al codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209,».


3.8

MANDELLI, PELINO

Ritirato

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, dopo le parole: «le imprese di assicurazione», inserire le seguenti: «, che abbiano incluso tra le proprie condizioni di polizza e tariffe le fattispecie di cui al presente comma,».


3.9

Scalia

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, dopo le parole: «le imprese di assicurazione», inserire le seguenti: «, che abbiano incluso tra le proprie condizioni di polizza e tariffe le fattispecie di cui al presente comma,».


3.10

Di Biagio

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, dopo le parole: «le imprese di assicurazione», inserire le seguenti: «, che abbiano incluso tra le proprie condizioni di polizza e tariffe le fattispecie di cui al presente comma,».


3.11

Mandelli

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, sostituire le parole: «nei limiti stabiliti dal comma 2», con le seguenti: «stessa».

        Conseguentemente, al medesimo capoverso, sopprimere il comma 2.


3.12

Scalia

Precluso

Al camma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, lettera b), sopprimere le parole: «o sono già presenti».


3.13

Pelino

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, lettera b), sopprimere le parole: «o sono già presenti».


3.14

Bianconi, Chiavaroli, Mancuso, De Poli

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, lettera b), sopprimere le parole: «o sono già presenti».


3.15

Scalia

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, lettera b), sostituire le parole: «o sono già presenti» con le seguenti: «o sono già presenti e portabili ai sensi dell'articolo 32, comma 1-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e successive modificazioni».


3.16

Di Biagio

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, lettera b), sostituire le parole: «o sono già presenti» con le seguenti: «o sono già presenti e portabili ai sensi dell'articolo 32, comma 1-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e successive modificazioni».


3.17

Mandelli, Pelino

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, lettera b), sostituire le parole: «o sono già presenti» con le seguenti: «o sono già presenti e portabili ai sensi dell'articolo 32, comma 1-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e successive modificazioni».


3.18

De Petris, Gambaro

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, lettera b) sopprimere le parole: «in particolare, ai fini tariffari e della determinazione della responsabilità in occasione dei sinistri».


3.19

Marinello, Di Biagio

Precluso

Al comma 1, capoverso «art. 132-ter», comma 1, lettera b), aggiungere, in  fine, il seguente periodo: «Ad integrazione di quante già previsto dal comma 1-bis dell'articolo 32 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012 n. 27, il decreto di cui al periodo precedente stabilisce altresì ulteriori requisiti funzionali minimi della ''scatola nera'' o dei dispositivi analoghi, consistenti in misure idonee a garantire riservatezza autenticità e integrità dei dati, tramite individuazione di standard di resistenza meccanica, elettrica e ambientale».


3.20

MANDELLI, PELINO

Ritirato

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», apportare le seguenti modificazioni:

            a) al comma 2, sostituire i primi tre periodi con i seguenti: «Lo sconto di cui al comma 1 deve essere significativo ed è reso pubblico con le stesse modalità della tariffa. Resta fermo l'obbligo di rispettare i parametri stabiliti dal contratto di assicurazione.»;

            b) dopo il comma 2 inserire i seguenti:

        «2-bis. Per i contraenti residenti nelle regioni con costo medio del premio, calcolato sulla base dell'anno precedente, superiore alla media nazionale, che non abbiano effettuato sinistri con responsabilità esclusiva o concorrente per un periodo pari ad almeno cinque anni e che abbiano installato il dispositivo di cui all'articolo 132, comma 1, ultimo periodo, la misura dello sconto tiene conto dell'esposizione al rischio di frode a livello locale.

        2-ter. L'IVASS verifica costantemente l'adempimento da parte delle compagnie delle disposizioni di cui ai precedenti commi.».

        Conseguentemente,

        – sopprimere il comma 2 dell'articolo 3;

        – sopprimere il comma 2 dell'articolo 7.


3.21

Scalia

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», apportare le seguenti modificazioni:

            a) al comma 2, sostituire i primi tre periodi con i seguenti: «Lo sconto di cui al comma 1 deve essere significativo ed è reso pubblico con le stesse modalità della tariffa. Resta fermo l'obbligo di rispettare i parametri stabiliti dal contratto di assicurazione.»;

            b) dopo il comma 2 inserire i seguenti:

        «2-bis. Per i contraenti residenti nelle regioni con costo medio del premio, calcolato sulla base dell'anno precedente, superiore alla media nazionale, che non abbiano effettuato sinistri con responsabilità esclusiva o concorrente per un periodo pari ad almeno cinque anni e che abbiano installato il dispositivo di cui all'articolo 132, comma 1, ultimo periodo, la misura dello sconto tiene conto dell'esposizione al rischio di frode a livello locale.

        2-ter. L'IVASS verifica costantemente l'adempimento da parte delle compagnie delle disposizioni di cui ai precedenti commi.».

        Conseguentemente,

        sopprimere il comma 2 dell'articolo 3;

        sopprimere il comma 2 dell'articolo 7.


3.22

Di Biagio

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», apportare le seguenti modificazioni:

            a) al comma 2, sostituire i primi tre periodi con i seguenti: «Lo sconto di cui al comma 1 deve essere significativo ed è reso pubblico con le stesse modalità della tariffa. Resta fermo l'obbligo di rispettare i parametri stabiliti dal contratto di assicurazione.»;

            b) dopo il comma 2 inserire i seguenti:

        «2-bis. Per i contraenti residenti nelle regioni con costo medio del premio, calcolato sulla base dell'anno precedente, superiore alla media nazionale, che non abbiano effettuato sinistri con responsabilità esclusiva o concorrente per un periodo pari ad almeno cinque anni e che abbiano installato il dispositivo di cui all'articolo 132, comma 1, ultimo periodo, la misura dello sconto tiene conto dell'esposizione al rischio di frode a livello locale.

        2-ter. L'IVASS verifica costantemente l'adempimento da parte delle compagnie delle disposizioni di cui ai precedenti commi.».

        Conseguentemente,

        sopprimere il comma 2 dell'articolo 3;

        sopprimere il comma2 dell'articolo 7.


3.23

Scalia

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», al comma 2, apportare le seguenti modificazioni:

        a) sostituire i primi tre periodi con i seguenti: «Lo sconto di cui al comma 1 deve essere significativo ed è reso pubblico con le stesse modalità della tariffa. Resta fermo l'obbligo di rispettare i parametri stabiliti dal contratto di assicurazione. La misura dello sconto è funzione del tasso di sinistrosità delle regioni, a parità di condizioni soggettive dell'assicurato.».

        b) aggiungere, in fine, il seguente periodo: «L'IVASS verifica costantemente l'adempimento da parte delle compagnie delle disposizioni di cui al comma precedente.».

        Conseguentemente:

        a) sopprimere il comma 2 dell'articolo 3;

        b) sopprimere il comma 2 dell'articolo 7.


3.24

Mandelli, Pelino

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», al comma 2, apportare le seguenti modificazioni:

        a) sostituire i primi tre periodi con i seguenti: «Lo sconto di cui al comma 1 deve essere significativo ed è reso pubblico con le stesse modalità della tariffa. Resta fermo l'obbligo di rispettare i parametri stabiliti dal contratto di assicurazione. La misura dello sconto è funzione del tasso di sinistrosità delle regioni, a parità di condizioni soggettive dell'assicurato.».

        b) aggiungere, in fine, il seguente periodo: «L'IVASS verifica costantemente l'adempimento da parte delle compagnie delle disposizioni di cui al comma precedente».

        Conseguentemente:

        – sopprimere il comma 2 dell'articolo 3;

        – sopprimere il comma 2 dell'articolo 7.


3.25

Astorre, Fabbri, Giacobbe, Caleo

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», sostituire il comma 2 con il seguente:

        «2. Lo sconto di cui al comma 1 si applica con riferimento al premio di tariffa vigente per i contratti in cui non vengano sottoscritte le clausole di cui al presente articolo. Resta fermo l'obbligo di rispettare i parametri stabiliti dal contratto di assicurazione. Nelle province nelle quali la frequenza sinistri e l'incidenza delle frodi risultino superiori alla media nazionale lo sconto da riconoscere deve essere maggiorato. L'IVASS sulla base dei dati di mercato calcola i valori combinati della frequenza sinistri e dell'incidenza delle frodi in ogni provincia e individua le aree provinciali in cui lo sconto di cui al comma 1 deve essere aumentato, dandone informazione alle imprese di assicurazione e agli assicurati sul proprio sito internet. Al fine del conseguimento della massima trasparenza, l'impresa di assicurazione pubblica sul proprio sito internet l'entità della riduzione dei premi effettuata ai sensi delle disposizioni di cui al comma 1, secondo forme di pubblicità che ne rendano efficace e chiara l'applicazione».


3.26

Di Biagio

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», sostituire il comma 2 con il seguente:

        «2. Lo sconto di cui al comma 1 si applica con riferimento al premio di tariffa vigente per i contratti in cui non vengano sottoscritte le clausole di cui al presente articolo. Resta fermo l'obbligo di rispettare i parametri stabiliti dal contratto di assicurazione. Nelle provincie nelle quali la frequenza sinistri e l'incidenza delle frodi risultino superiori alla media nazionale lo sconto da riconoscere deve essere maggiorato. L'IVASS sulla base dei dati di mercato calcola i valori combinati della frequenza sinistri e dell'incidenza delle frodi in ogni provincia e individua le aree provinciali in cui lo sconto di cui al comma 1 deve essere aumentato, dandone informazione alle imprese di assicurazione e agli assicurati sul proprio sito internet. Al fine del conseguimento della massima trasparenza, l'impresa di assicurazione pubblica sul proprio sito internet l'entità della riduzione dei premi effettuata ai sensi delle disposizioni di cui al comma 1, secondo forme di pubblicità che ne rendano efficace e chiara l'applicazione».


3.27

Di Biagio

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», al comma 2, apportare le seguenti modificazioni:

        a) sostituire i primi tre periodi con i seguenti: «Lo sconto di cui al comma 1 deve essere significativo ed è reso pubblico con le stesse modalità della tariffa. Resta fermo l'obbligo di rispettare i parametri stabiliti dal contratto di assicurazione. La misura dello sconto è funzione del tasso di sinistrosità delle regioni, a parità di condizioni soggettive dell'assicurato.».

        b) aggiungere, in fine, le seguenti parole: «L'IVASS verifica costantemente l'adempimento da parte delle compagnie delle disposizioni di cui al comma precedente».

        Conseguentemente:

        sopprimere il comma 2 dell'articolo 3;

        sopprimere il comma 2 dell'articolo 7.


3.28

Scalia

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 2, primo periodo, sostituire le parole da: «non può essere inferiore» fino alla fine del comma, con le seguenti: «deve essere significativo e deve essere comunicato all'IVASS. Resta fermo l'obbligo di rispettare i parametri stabiliti dal contratto di assicurazione. La misura dello sconto è funzione del tasso di sinistrosità delle province, a parità di condizioni soggettive dell'assicurato. Al fine del conseguimento della massima trasparenza, l'impresa di assicurazione pubblica nel proprio sito internet l'entità della riduzione dei premi effettuata ai sensi delle disposizioni di cui al comma 1, secondo forme di pubblicità cha ne rendano efficace e chiara l'applicazione. L'IVASS verifica costantemente l'adempimento da parte della compagnia sulle disposizioni di cui al comma 1».

        Conseguentemente:

        sopprimere il comma 2;

        all'articolo 7, sopprimere il comma 2.


3.29

Castaldi, Girotto, Petrocelli, Puglia, Buccarella

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: «a una percentuale determinata dall'IVASS» fino alla fine del periodo, con le seguenti: «al 20 per cento rispetto al prezzo della polizza altrimenti applicato ovvero, in caso di contratto stipulato con un nuovo assicurato, non può essere inferiore al 30 per cento dell'importo risultante dalla somma dei premi RCA incassati nella regione dalla medesima compagnia nell'anno precedente, divisa per il numero degli assicurati nella stessa regione».


3.30

Valdinosi, Fasiolo

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 2, sopprimere il terzo periodo.


3.31

Consiglio

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 2, sopprimere il terzo periodo.


3.32

Scalia

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 2, dopo il terzo periodo, inserire il seguente: «È facoltà dell'impresa di assicurazione di modulare il premio sulla base del comportamento osservato dall'assicurato sulla base dei parametri previsti dal contratto».


3.33

Girotto, Castaldi, Petrocelli, Puglia

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 2, ultimo periodo, dopo le parole: «nel proprio sito internet» inserire le seguenti: «, oltre all'algoritmo matematico utilizzato per il calcolo del premio assicurativo, le variabili utilizzate per il calcolo ed i pesi associati alle diverse variabili, nonché».


3.34

Girotto, Castaldi, Petrocelli, Puglia

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 2, ultimo periodo, sostituire le parole: «che ne rendano efficace e chiara l'applicazione» con le seguenti: «di chiara ed efficace applicazione e indica nel prospetto informativo o nella proposta contrattuale tutte le variabili che incidono nella determinazione del premio assicurativo ed in che misura incidono sul medesimo premio».


3.35

Perrone

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 5, nel secondo periodo, sostituire le parole: «delle dotazioni» con le seguenti: «dei meccanismi elettronici».


3.36

Bonfrisco, Perrone, Milo

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 5, dopo il terzo periodo, inserire i seguenti: «I meccanismi elettronici di cui al comma 1, lettere b) e c), o gli altri dispositivi individuati con il decreto di cui alla lettera b), devono essere dotati di alimentazione autonoma, ovvero se direttamente collegati alla batteria di avviamento del veicolo, non devono causare malfunzionamenti o deterioramento della batteria di avviamento del veicolo.

        In caso di malfunzionamenti di cui al periodo precedente, determinati dai dispositivi elettronici di cui al comma 1 lettere b) e c), o dagli altri dispositivi individuati con il decreto di cui alla lettera b), direttamente collegati alla batteria di avviamento del veicolo all'atto della loro installazione da parte di personale specializzato, è fatto salvo il diritto dell'assicurato di richiedere all'impresa di assicurazione l'immediata rimozione dei dispositivi citati, senza che ciò comporti la revoca da parte dell'impresa assicuratrice dello sconto di cui al comma 1.».


3.37

Scalia, Caleo

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 5, dopo il terzo periodo, inserire il seguente: «Resta ferma la facoltà delle parti di modulare lo sconto per le annualità di contatto successive alla prima sulla base del comportamento osservato dell'assicurato secondo i parametri previsti dal contratto».


3.38

Di Biagio

Precluso

Al comma 1, capoverso «Art. 132-ter», comma 5, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Resta ferma la facoltà delle parti di modulare lo sconto per le annualità di contatto successive alla prima sulla base del comportamento osservato dell'assicurato secondo i parametri previsti dal contratto».


3.39

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Precluso

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. All'articolo 32 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla-legge 24 marzo 2012, n. 27, dopo il comma 3-quinquies, è aggiunto, in fine, il seguente:

        ''3-sexies. Le imprese di assicurazione sono tenute a riconoscere sia in sede di rinnovo che di nuovo contratto, anche in assenza di esplicita richiesta dei singoli interessati, una tariffa-premio ai contraenti e/o assicurati che non abbiano denunciato sinistri negli ultimi cinque anni. Tale tariffa-premio dovrà essere riconosciuta con l'applicazione del premio più basso previsto sull'intero territorio nazionale, da ciascuna compagnia di assicurazione, per la corrispondente classe universale di rischio (CU) di assegnazione del singolo contraente/assicurato, come risultante dall'attestato di rischio. Ai contraenti e/o assicurati che non abbiano denunciato sinistri negli ultimi otto anni è inoltre riconosciuta dall'impresa di assicurazione una significativa riduzione del premio, in misura direttamente proporzionale alla percentuale di sinistrosità rilevata nel territorio dalla medesima impresa.''.

        2. Il mancato rispetto da parte dell'impresa assicuratrice dell'obbligo di riduzione del premio nei casi di cui al comma 3-sexies dell'articolo 32 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, come introdotto dal comma 1 del presente articolo, comporta l'applicazione alla medesima impresa, da parte dell'IVASS, di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 euro a 40.000 euro e la riduzione automatica del premio di assicurazione relativo al contratto in essere.

        3. Al fine del conseguimento della massima trasparenza, ogni impresa di assicurazione pubblica sul proprio sito internet l'entità della riduzione dei premi effettuata ai sensi dell'articolo 32, comma 3-sexies, come introdotto dal presente articolo, secondo forme di pubblicità che ne rendano efficace e chiara l'applicazione. L'impresa comunica altresì i medesimi dati al Ministero dello sviluppo economico e all'IVASS, ai fini della loro pubblicazione sui rispettivi siti internet.

        4. L'IVASS esercita poteri di controllo e di monitoraggio in merito all'osservanza delle disposizioni contenute nel presente articolo. Il mancato rispetto delle disposizioni di cui al comma 3 comporta l'applicazione da parte dell'IVASS di una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 10.000 euro. I relativi importi sono versati all'entrata del bilancio per essere riassegnate al Fondo di garanzia vittime della strada.».


3.40

Scalia

Ritirato

Al comma 3, capoverso «11-bis», premettere le seguenti parole: «Salvo diverso patto contrattuale,».


3.41

Di Biagio

Ritirato

Al comma 3, capoverso «11-bis», premettere le seguenti parole: «Salvo diverso patto contrattuale,».


3.42

MANDELLI, PELINO

Ritirato

Al comma 3, capoverso «11-bis»,  premettere le seguenti parole: «Salvo diverso patto contrattuale,».


3.43

Bignami, Simeoni, Maurizio Romani, Gambaro

Respinto

Al comma 3, capoverso «comma 11-bis», dopo le parole: «veicolo danneggiato», inserire le seguenti: «anche se l'importo della riparazione è superiore al valore del veicolo nel caso in cui l'assicurato non sia responsabile dell'incidente stradale,».


3.44

Caleo, Scalia

Ritirato

Al comma 3, capoverso «comma 11-bis», primo periodo, dopo la parola: «avvalendosi», inserire le seguenti: «, ferma la libertà contrattuale,».


3.45

Di Biagio

Ritirato

Al comma 3, capoverso «comma 11-bis», primo periodo, dopo la parola: «avvalendosi», inserire le seguenti: «, ferma la libertà contrattuale,».


3.46

FILIPPI, VALDINOSI

Al comma 4, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «sulla base di criteri oggettivi e facilmente riscontrabili» e, al secondo periodo, sostituire le parole: «sono comunicate al», con le seguenti: «sono adottate con decreto del».


3.46 (testo 2)

Filippi, Valdinosi

Accolto

Al comma 4, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «sulla base di criteri oggettivi e facilmente riscontrabili».


3.47

Mandelli

Respinto

Sopprimere il comma 5.


3.48

Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 5, dopo le parole: «sconto significativo», inserire le seguenti: «, in misura non inferiore al 30 per cento».


3.100

I Relatori

Accolto

Al comma 1, sostituire il capoverso «Art. 132-ter», con il seguente:

«Art. 132-ter.

(Sconti obbligatori)

        1. In presenza di almeno una delle seguenti condizioni, da verificare in precedenza o contestualmente alla stipulazione del contratto o dei suoi rinnovi, le imprese di assicurazione praticano uno sconto determinato dall'impresa nei limiti stabiliti dal comma 2:

            a) nel caso in cui, su proposta dell'impresa di assicurazione, i soggetti che presentano proposte per l'assicurazione obbligatoria accettano di sottoporre il veicolo a ispezione da eseguire a spese dell'impresa di assicurazione;

            b) nel caso in cui vengono installati, su proposta dell'impresa di assicurazione, o sono già presenti e portabili meccanismi elettronici che registrano l'attività del veicolo, denominati "scatola nera" o equivalenti, ovvero ulteriori dispositivi, individuati, per i soli requisiti funzionali minimi necessari a garantire l'utilizzo dei dati raccolti, in particolare, ai fini tariffari e della determinazione della responsabilità in occasione dei sinistri, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione;

            c) nel caso in cui vengono installati, su proposta dell'impresa di assicurazione, meccanismi elettronici che impediscono l'avvio del motore qualora sia riscontrato nel guidatore un tasso alcolemico superiore ai limiti stabiliti dalla legge per la conduzione di veicoli a motore.

        2. L'Ivass, con proprio regolamento, definisce criteri e modalità nell'ambito dei processi di costruzione della tariffa e di ricalcolo del premio, per la determinazione da parte delle imprese di assicurazione dello sconto di cui al comma 1. Le imprese di assicurazione, in attuazione dei criteri stabiliti dall'Ivass, definiscono uno sconto significativo da applicare alla clientela a fronte della riduzione del rischio connesso al ricorrere di una o più delle condizioni di cui al comma 1 ed evidenziano in sede di preventivo e nel contratto, in caso di accettazione da parte del contraente, lo sconto praticato per ciascuna delle condizioni di cui al comma 1, in valore assoluto e in percentuale, rispetto  al prezzo della polizza altrimenti applicato.

        3. L'IVASS identifica, sulla scorta di dati in proprio possesso e di indagini statistiche, la lista delle province a maggiore tasso di sinistrosità e con premio medio più elevato. Tale lista è aggiornata con cadenza almeno biennale.

        4. Con il regolamento di cui al comma 2, l'Ivass, tenuto conto dei premi più elevati applicati  nelle province individuate ai sensi del comma 3 e di quelli praticati nelle altre province a più bassa sinistrosità ad assicurati con le medesime caratteristiche soggettive e collocati nella medesima classe di merito, definisce, altresì, i criteri e le modalità finalizzati alla determinazione da parte delle imprese di assicurazione di uno sconto, aggiuntivo e significativo rispetto a quello praticato ai sensi del comma 2, da applicare ai soggetti residenti nelle province di cui al comma 3, che non abbiano provocato sinistri con responsabilità esclusiva o concorrente negli ultimi  quattro anni sulla base dell'evidenza dell'attestato di rischio, e che abbiano installato o installino, a seguito della stipula del contratto,  il dispositivo di cui al comma 1, lettera b). 

        5. Le imprese di assicurazione, in attuazione dei criteri stabiliti dall'Ivass, applicano lo sconto nei confronti dei soggetti che si trovino nelle condizioni previste dal comma 4, di importo significativo e aggiuntivo rispetto a quello praticato ai sensi del comma 2, ed evidenziano in sede di preventivo e nel contratto, in caso di accettazione  da parte del contraente, lo sconto praticato, in valore assoluto e in percentuale, rispetto al prezzo della polizza altrimenti applicato.

        6. Resta fermo, nei casi di cui ai commi 2 e 4, l'obbligo di rispettare i parametri stabiliti dal contratto di assicurazione. Al fine del conseguimento della massima trasparenza, l'impresa di assicurazione pubblica sul proprio sito internet l'entità degli sconti effettuati in attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1, 2, 4 e 5, secondo forme di pubblicità che né rendano efficace e chiara l'applicazione.

        7. L'IVASS, attraverso periodiche verifiche a campione, anche in via ispettiva, accerta che le imprese assicurative tengano effettivamente conto, ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1, 2, 4 e 5, nel processo di costruzione della tariffa e di ricalcolo del premio, dei criteri definiti dal regolamento di cui al comma 2.

        8. Il mancato rispetto da parte dell'impresa di assicurazione dei criteri e delle modalità per la determinazione dello sconto di cui al comma 2 e 4 e dell'obbligo di riduzione del premio nei casi previsti dalle disposizioni di cui al comma 1 e 5 comporta l'applicazione alla medesima impresa, da parte dell'IVASS, di una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 euro a 80.000 euro e la riduzione automatica del premio di assicurazione relativo al contratto in essere.

        9. Nei casi di cui al comma 1, lettere b) e c), i costi di installazione, disinstallazione, sostituzione e portabilità sono a carico dell'impresa. La titolarità delle dotazioni di cui alle citate lettere b) e c) spetta all'assicurato. La riduzione di premio praticata dall'impresa di assicurazione di cui al comma 1 si applica, altresì, in caso di contratto stipulato con un nuovo assicurato e in caso di scadenza di un contratto o di stipulazione di un nuovo contratto di assicurazione fra le stesse parti. Resta fermo l'obbligo di rispettare i parametri stabiliti dal contratto di assicurazione».

        Conseguentemente:

        - al medesimo articolo 3, sostituire il comma 2, con i seguenti:

        «2. Il regolamento di cui all'articolo 132-ter, comma 2, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è adottato dall'Ivass entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

        2-bis. L'IVASS identifica, in sede di prima attuazione, la lista delle province a maggiore tasso di sinistrosità, di cui all'articolo 132-ter, comma 3, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.»

        - all'articolo 7, sopprimere il comma 2.


3.100/1

Castaldi, Girotto, Puglia, Buccarella

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 1, premettere le seguenti parole: «Fatta salva l'impossibilità nei contratti per l'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile di introdurre qualsivoglia limitazione risarcitoria a carattere contrattuale e fermo ogni divieto di cui alla normativa di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209,».


3.100/2

De Petris, De Cristofaro

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 1, premettere le seguenti parole: «Fatta salva l'impossibilità nei contratti per l'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile di introdurre qualsivoglia limitazione risarcitoria a carattere contrattuale e fermo ogni divieto di cui al codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209,».


3.100/3

Galimberti

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», apportare le seguenti modificazioni:

        a) al comma 1 sopprimere le parole: «, su proposta dell'impresa di assicurazione,» ovunque ricorrano;

        b) al comma 8 inserire, in fine, le seguenti parole: «L'impresa assicuratrice destinataria della sanzione ha l'obbligo di darne evidenza pubblica mediante la pubblicazione su testate di rilevanza nazionale e sulla homepage del proprio sito istituzionale in maniera palese.»


3.100/4

Puglia, Castaldi, Girotto, Moronese, Nugnes, Cioffi, Petrocelli, Santangelo, Buccarella, Donno, Scilipoti Isgro'

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», apportare le seguenti modificazioni:

        a) al comma 1, lettera a), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «da personale abilitato ai sensi dell'articolo 156, comma 1, ovvero previo invio da parte del contraente della documentazione fotografica dell'assicurato.»;

        b) dopo il comma 1, inserire il seguente: «1-bis. L'IVASS adotta, con regolamento, specifiche disposizioni relative alle procedure, ai tempi e alle modalità di invio della documentazione di cui al comma 1, lettera a), del presente articolo.»;

        c) al comma 2, secondo periodo, sopprimere le seguenti parole: «o più»;

        d) sostituire il comma 3 con il seguente: «3. L'IVASS identifica, sulla scorta di dati in proprio possesso e di indagini statistiche e secondo un criterio decrescente, la lista delle province con premio medio più elevato e la lista delle province con premio medio più basso. Tali liste sono aggiornate con cadenza biennale.»;

        e) sostituire il comma 4 con il seguente: «4. Con il regolamento di cui al comma 2, l'Ivass definisce, altresì, i criteri e le modalità finalizzati alla determinazione da parte delle imprese di assicurazione di uno sconto, aggiuntivo rispetto a quello praticato ai sensi del comma 2, tale da commisurare la tariffa applicata nelle province con premio medio più elevato ad assicurati con le medesime caratteristiche soggettive e collocati nella medesima classe di merito, alla tariffa più bassa applicata sull'intero territorio nazionale ad un assicurato, con le medesime caratteristiche soggettive e collocato nella medesima classe di merito, che non abbia provocato sinistri con responsabilità esclusiva o concorrente negli ultimi quattro anni sulla base dell'evidenza dell'attestato di rischio, e che abbia installato o installi, a seguito della stipula del contratto, il dispositivo di cui al comma 1, lettera b). »;

        f) al comma 5, dopo le parole: «criteri stabiliti dall'IVASS,» inserire le seguenti: «con decorrenza dal 1° gennaio 2016,» e sopprimere le seguenti parole: «significativo e»;

        g) sostituire il comma 7 con il seguente: «7. L'IVASS, attraverso periodiche verifiche a campione, anche in via ispettiva, ovvero a seguito di circostanziata segnalazione da parte di terzi, accerta che le imprese assicurative tengano effettivamente conto, ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1, 2, 4 e 5, nel processo di costruzione della tariffa e di ricalcolo del premio, dei criteri definiti dal regolamento di cui al comma 2 e del rispetto dei criteri e delle modalità finalizzati alla determinazione dello sconto di cui al comma 4»;

        h) al comma 8, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «con decorrenza dal giorno in cui spettano gli sconti»;

        i) al comma 9, dopo le parole: «sostituzione e portabilità» inserire le seguenti: «, e ogni altro costo riferito al funzionamento e alla gestione dei meccanismi elettronici di cui al comma lettere b) e c),»;

        l) al «Conseguentemente», al capoverso «2», sostituire le parole: «120 giorni» con le seguenti: «6o giorni»;

        m) al «Conseguentemente», al capoverso «2-bis», sostituire le parole: «120 giorni» con le

seguenti: «6o giorni»;

        n) al «Conseguentemente», capoverso «2-bis», sostituire le parole: «la lista delle province a maggiore tasso di sinistrosità» con le seguenti: «la lista delle province con premio medio più elevato»;

        o) al «Conseguentemente», sopprimere le seguenti parole: « all'articolo 7, sopprimere il comma 2».


3.100/5

Puglia, Castaldi, Girotto, Moronese, Nugnes, Cioffi, Petrocelli, Santangelo, Buccarella, Donno

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, lettera a), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «da personale abilitato ai sensi dell'articolo 156, comma 1, ovvero previo invio da parte del contraente della documentazione fotografica del bene assicurato.».

        Conseguentemente, al medesimo capoverso, dopo il comma 1, inserire il seguente:

«1-bis. L'IVASS adotta, con regolamento, specifiche disposizioni relative alle procedure, ai tempi e alle modalità di invio della documentazione di cui al comma 1, lettera a), del presente articolo.».


3.100/6

Scalia

Ritirato

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, lettera b), sopprimere le parole: «e portabili».


3.100/7

Consiglio

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, lettera b), sopprimere le parole: «e portabili».


3.100/8

Mandelli, Pelino

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, lettera b), primo periodo, dopo la parola: «portabili», inserire le seguenti: «ai sensi dell'articolo 32, comma 1-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificaizoni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 e successive modificazioni».


3.100/9

Castaldi, Girotto, Puglia, Buccarella

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, lettera b), sopprimere le seguenti parole: «, in particolare, ai fini tariffari e della determinazione della responsabilità in occasione dei sinistri».


3.100/10

De Petris, De Cristofaro

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, lettera b), sopprimere le seguenti parole: «, in particolare, ai fini tariffari e della determinazione della responsabilità in occasione dei sinistri».


3.100/100

I Relatori

Accolto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», dopo il comma 4, inserire il seguente:

       «4-bis. Le attività di cui ai commi precedenti sono svolte nell'ambito delle risorse umane e strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.».


3.100/11

Consiglio

Accolto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, lettera c), dopo le parole: « su proposta dell'impresa di assicurazione» inserire le seguenti: « o sono già presenti ,».


3.100/12

Scalia

Accolto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 1, lettera c), dopo le parole: « su proposta dell'impresa di assicurazione» inserire le seguenti: « o sono già presenti ,».


3.100/13

Scalia

Ritirato

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 2, sostituire il primo periodo con il seguente:

«L'Ivass, con proprio regolamento, definisce criteri e modalità per la determinazione da parte delle imprese di assicurazione dello sconto di cui al comma 1 e ne controlla la corretta applicazione nell'ambito dei processi di costruzione della tariffa e di ricalcolo del premio».


3.100/14

Pelino

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 2, sostituire il primo periodo con il seguente:

«L'Ivass, con proprio regolamento, definisce criteri e modalità per la determinazione da parte delle imprese di assicurazione dello sconto di cui al comma 1 e ne controlla la corretta applicazione nell'ambito dei processi di costruzione della tariffa e di ricalcolo del premio».


3.100/15

Pelino

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 2, primo periodo, sopprimere le parole: «nell'ambito dei processi di costruzione della tariffa e di ricalcolo del premio».


3.100/16

Scalia

Ritirato

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 2, primo periodo, sopprimere le parole da: «nell'ambito» fino a: «del premio».


3.100/17

De Petris, De Cristofaro

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 2, nel secondo periodo, dopo le parole: «definiscono uno sconto significativo,» inserire le seguenti: «, non inferiore al 25 per cento del prezzo della polizza altrimenti applicato,».


3.100/18

De Petris, De Cristofaro

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 2, nel secondo periodo, dopo le parole: «definiscono uno sconto significativo,» inserire le seguenti: «, non inferiore ad una percentuale minima determinata dall'Ivass stesso sulla base del prezzo della polizza altrimenti applicato,».


3.100/19

Puglia, Castaldi, Girotto, Moronese, Nugnes, Cioffi, Petrocelli, Santangelo, Buccarella, Donno

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 2, nel secondo periodo, sopprimere le parole: «o più».


3.100/20

Puglia, Castaldi, Girotto, Moronese, Nugnes, Cioffi, Petrocelli, Santangelo, Buccarella, Donno, Scilipoti Isgro'

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», apportare le seguenti modificazioni:

        a) sostituire il comma 3 con il seguente: «3. L'IVASS identifica, sulla scorta di dati in proprio possesso e di indagini statistiche e secondo un criterio decrescente, la lista delle province con premio medio più elevato e la lista delle province con premio medio più basso. Tali liste sono aggiornate con cadenza biennale.»;

        b) sostituire il comma 4 con il seguente: «4. Con il regolamento di cui al comma 2, l'Ivass definisce, altresì, i criteri e le modalità finalizzati alla determinazione da parte delle imprese di assicurazione di uno sconto, aggiuntivo rispetto a quello praticato ai sensi del comma 2, tale da commisurare la tariffa applicata nelle province con premio medio più elevato ad assicurati con le medesime caratteristiche soggettive e collocati nella medesima classe di merito, alla tariffa più bassa applicata sull'intero territorio nazionale ad un assicurato, con le medesime caratteristiche soggettive e collocato nella medesima classe di merito, che non abbia provocato sinistri con responsabilità esclusiva o concorrente negli ultimi quattro anni sulla base dell'evidenza dell'attestato di rischio, e che abbia installato o installi, a seguito della stipula del contratto, il dispositivo di cui al comma i, lettera b). »;

        c) al comma 5, sopprimere le seguenti parole: «significativo e»;

        d) al comma 7, aggiungere, in fine, le seguenti parole: « e del rispetto dei criteri e delle modalità finalizzati alla determinazione dello sconto di cui al comma 4»;

        e) al «Conseguentemente», capoverso «2-bis», sostituire le parole: «la lista delle province a maggiore tasso di sinistrosità» con le seguenti: «la lista delle province con premio medio più elevato».


3.100/200

I Relatori

Accolto

All'emendamento 3.100 sono apportate le seguenti modificazioni:

       1) al capoverso «Art. 132-ter»:

          a) al comma4,sostituire le parole: «o concorrente» con le seguenti: «o principale o paritaria»;

          b) dopo il comma 4, inserire il seguente: «4-bis. In particolare, il regolamento di cui al comma 2: a) definisce i parametri oggettivi, tra cui la frequenza dei sinistri e il relativo costo medio, per il calcolo dello sconto aggiuntivo di cui al comma 4; b) prevede, nell'ambito delle modalità di cui al comma 4, che non possano sussistere differenziali di premio che non siano giustificati da specifiche evidenze sui differenziali di rischio.»;

          c) dopo il comma 7, inserire il seguente: «7-bis. L'Ivass verifica, inoltre, che lo sconto aggiuntivo di cui al comma 4 garantisca la progressiva riduzione delle differenze dei premi applicati sul territorio nazionale nei confronti di assicurati con le medesime caratteristiche soggettive e collocati nella medesima classe di merito.»;

       2) nel «Conseguentemente», al capoverso 2., sostituire le parole: «è adottato dall'Ivass entro 120 giorni» con le seguenti: «è adottato dall'Ivass entro 90 giorni».


3.100/200/1

De Petris, De Cristofaro

Dichiarato inammissibile

Al subemendamento 3.100/200, numero 1, alla lettera a) premettere la seguente:

       0a) al comma 1, premettere le seguenti parole: «fatta salva l'impossibilità nei contratti per l'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile di introdurre qualsivoglia limitazione risarcitoria a carattere contrattuale e fermo ogni divieto di cui al codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209,».


3.100/200/10

Mandelli

Respinto

Al subemendamento 3.100/200, numero 1, sopprimere la lettera c).


3.100/200/11

Fabbri, Scalia

Ritirato

Al subemendamento 3.100/200, numero 1, lettera c), sostituire la parola «garantisca» con la seguente: «favorisca».


3.100/200/12

De Petris

Respinto

Al subemendamento 3.100/200, numero 1, lettera c), sostituire la parola «riduzione» con la seguente: «eliminazione».


3.100/200/13

Fabbri, Scalia

Ritirato

Al subemendamento 3.100/200, numero 1, lettera c), sostituire la parola «soggettive» con le seguenti: «di rischiosità».


3.100/200/14

Pelino

Respinto

Al subemendamento 3.100/200, numero 1, lettera c), sostituire la parola «soggettive» con le seguenti: «di rischiosità».


3.100/200/15

Perrone, Bonfrisco

Respinto

Al subemendamento 3.100/200, numero 1, lettera c), sostituire la parola «soggettive» con le seguenti: «di rischiosità».


3.100/200/16

Castaldi, Girotto

Respinto

Al subemendamento 3.100/200, numero 2, sostituire le parole «90 giorni» con le seguenti: «60 giorni».


3.100/200/2

De Petris, De Cristofaro

Dichiarato inammissibile

Al subemendamento 3.100/200, numero 1, alla lettera a) premettere la seguente:

       0a) al comma 1, lettera b), sopprimere le seguenti parole: «, in particolare, ai fini tariffari e della determinazione della responsabilità in occasione dei sinistri».


3.100/200/3

De Petris, De Cristofaro

Dichiarato inammissibile

Al subemendamento 3.100/200, numero 1, alla lettera a) premettere la seguente:

       0a) al comma 2, secondo periodo, dopo le parole: «definiscono uno sconto significativo,» inserire le seguenti: «, non inferiore al 25 per cento del prezzo della polizza altrimenti applicato,».


3.100/200/4

De Petris, De Cristofaro

Dichiarato inammissibile

Al subemendamento 3.100/200, numero 1, alla lettera a) premettere la seguente:

       0a) al comma 2, nel secondo periodo, dopo le parole: «definiscono uno sconto significativo,» inserire le seguenti: «, non inferiore ad una percentuale minima determinata dall'Ivass stesso sulla base del prezzo della polizza altrimenti applicato,».


3.100/200/5

De Cristofaro, De Petris

Dichiarato inammissibile limitatamente ai numeri 1) e 2), respinto per la parte restante

Al subemendamento 3.100/200, numero 1, apportare le seguenti modificazioni:

       1) alla lettera a) premettere la seguente: «0a) al comma 3, primo periodo, sopprimere le parole: "a maggiore tasso di sinistrosità e"»;

       2) sostituire la lettera a) con la seguente: «a) sostituire il comma 4 con il seguente: 4. Per i contraenti residenti nelle regioni con costo medio del premio, calcolato sulla base dell'anno precedente, superiore alla media nazionale, che non abbiano effettuato sinistri con responsabilità esclusiva o concorrente per un periodo pari ad almeno cinque anni e che abbiano installato il dispositivo di cui all'articolo 132-ter, comma 1, lettera b), del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, introdotto dall'articolo 3, comma 1, della presente legge, l'Ivass stabilisce una percentuale di sconto minima tale da commisurare la tariffa loro applicata a quella media applicabile a un assicurato con le medesime caratteristiche soggettive e collocato nella medesima classe di merito, residente nelle regioni con un costo medio del premio inferiore alla media nazionale, riferito allo stesso periodo.»;

       3) alla lettera b) sostituire le parole «da specifiche evidenze sui differenziali di rischio» con le seguenti: «da responsabilità individuali del singolo conducente»;

       4) alla lettera c) sostituire la parola «riduzione» con la seguente: «eliminazione».


3.100/200/6

De Petris, De Cristofaro

Dichiarato inammissibile limitatamente ai numeri 1) e 2), respinto per la parte restante

Al subemendamento 3.100/200, numero 1, apportare le seguenti modificazioni:

       1) alla lettera a) premettere la seguente: «0a)al comma 3, primo periodo, sopprimere le parole: "a maggiore tasso di sinistrosità e"»;

       2) sostituire la lettera a) con la seguente: «a) al comma 4 sostituire le parole: "e di quelli praticati nelle altre province a più bassa sinistrosità ad assicurati con le medesime caratteristiche soggettive e collocati nella medesima classe di merito definisce, altresì, i criteri e le modalità finalizzati alla determinazione da parte delle imprese di assicurazione di uno" con le seguenti "definisce una percentuale minima di"»;

       3) alla lettera b) sostituire le parole «da specifiche evidenze sui differenziali di rischio» con le seguenti: «da responsabilità individuali del singolo conducente»;

       4) alla lettera c) sostituire la parola «riduzione» con la seguente: «eliminazione».


3.100/200/7

De Petris, De Cristofaro

Dichiarato inammissibile limitatamente ai numeri 1) e 2), respinto per la parte restante

Al subemendamento 3.100/200, numero 1, apportare le seguenti modificazioni:

       1) alla lettera a) premettere la seguente: «0a)al comma 3, primo periodo, sopprimere le parole: "a maggiore tasso di sinistrosità e"»;

       2) sostituire la lettera a) con la seguente: «a) al comma 4, dopo le parole: "praticato ai sensi del comma 2", inserire le seguenti "e non inferiore al 25 per cento del prezzo della polizza altrimenti applicato,"»;

       3) alla lettera b) sostituire le parole «da specifiche evidenze sui differenziali di rischio» con le seguenti: «da responsabilità individuali del singolo conducente»;

       4) alla lettera c) sostituire la parola «riduzione» con la seguente: «eliminazione».


3.100/200/8

De Petris, De Cristofaro

Dichiarato inammissibile limitatamente ai numeri 1) e 2), respinto per la parte restante

Al subemendamento 3.100/200, numero 1, apportare le seguenti modificazioni:

       1) alla lettera a) premettere la seguente: «0a)al comma 3, primo periodo, sopprimere le parole: "a maggiore tasso di sinistrosità e"»;

       2) sostituire la lettera a) con la seguente: «a) al comma 4, dopo le parole: "praticato ai sensi del comma 2", inserire le seguenti "e non inferiore ad una percentuale minima determinata dall'Ivass stesso sulla base del prezzo della polizza altrimenti applicato,"»;

       3) alla lettera b) sostituire le parole «da specifiche evidenze sui differenziali di rischio» con le seguenti: «da responsabilità individuali del singolo conducente»;

       4) alla lettera c) sostituire la parola «riduzione» con la seguente: «eliminazione».


3.100/200/9

De Petris

Respinto

Al subemendamento 3.100/200, numero 1, lettera b), dopo le parole «da specifiche evidenze sui differenziali di rischio» inserire le seguenti: «connesse con responsabilità individuali del singolo conducente».


3.100/21

Puglia, Castaldi, Girotto, Moronese, Nugnes, Cioffi, Petrocelli, Santangelo, Buccarella, Donno, Scilipoti Isgro'

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», apportare le seguenti modificazioni:

        a) al comma 3, primo periodo, sopprimere le seguenti parole: «a maggiore tasso di sinistrosità e»;

        b) sostituire il comma 4 con il seguente: «4. Con il regolamento di cui al comma 2, l'Ivass definisce, altresì, i criteri e le modalità finalizzati alla determinazione da parte delle imprese di assicurazione di uno sconto, aggiuntivo rispetto a quello praticato ai sensi del comma 2, tale da commisurare la tariffa applicata nelle province con premio medio più elevato ad assicurati con le medesime caratteristiche soggettive e collocati nella medesima classe di merito, alla tariffa media applicabile ad un assicurato, con le medesime caratteristiche soggettive e collocato nella medesima classe di merito, residente in una delle province con un costo medio del premio inferiore alla media nazionale, che non abbia provocato sinistri con responsabilità esclusiva o concorrente negli ultimi quattro anni sulla base dell'evidenza dell'attestato di rischio, e che abbia installato o installi, a seguito della stipula del contratto, il dispositivo di cui al comma i, lettera b). »;

        c) al comma 7, aggiungere, in fine, le seguenti parole: « e del rispetto dei criteri e delle modalità finalizzati alla determinazione dello sconto di cui al comma 4»;

        d) al «Conseguentemente», capoverso «2-bis», sostituire le parole: «la lista delle province a maggiore tasso di sinistrosità» con le seguenti: «la lista delle province con premio medio più elevato».


3.100/22

De Cristofaro, De Petris, Puglia, Scilipoti Isgro'

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 3, primo periodo, sopprimere le parole: «a maggiore tasso di sinistrosità e».

        Conseguentemente, al medesimo capoverso articolo 132-ter, sostituire il comma 4 con il seguente: «Per i contraenti residenti nelle regioni con costo medio del premio, calcolato sulla base dell'anno precedente, superiore alla media nazionale, che non abbiano effettuato sinistri con responsabilità esclusiva o concorrente per un periodo pari ad almeno cinque anni e che abbiano installato il dispositivo di cui all'articolo 132-ter, comma 1, lettera b), del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, introdotto dall'articolo 3, comma 1, della presente legge, l'IVASS stabilisce una percentuale di sconto minima tale da commisurare la tariffa loro applicata a quella media applicabile a un assicurato, con le medesime caratteristiche soggettive e collocato nella medesima classe di merito, residente nelle regioni con un costo medio del premio inferiore alla media nazionale, riferito allo stesso periodo.».


3.100/23

De Petris, De Cristofaro

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 3, primo periodo, sopprimere le parole: «a maggiore tasso di sinistrosità e».

        Conseguentemente, al comma 4 sostituire le parole: «e di quelli praticati nelle altre province a più bassa sinistrosità ad assicurati con le medesime caratteristiche soggettive e collocati nella medesima classe di merito definisce, altresì, i criteri e le modalità finalizzati alla determinazione da parte delle imprese di assicurazione di uno » con le seguenti: «definisce una percentuale minima di».


3.100/24

Puglia, Castaldi, Girotto, Moronese, Nugnes, Cioffi, Petrocelli, Santangelo, Buccarella, Donno, Scilipoti Isgro'

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», apportare le seguenti modificazioni:

        a) al comma 3, primo periodo, sopprimere le seguenti parole: «a maggiore tasso di sinistrosità e»;

        b) al comma 4, sopprimere le seguenti parole: «a più bassa sinistrosità»;

        c) al "Conseguentemente", capoverso 2-bis sostituire le parole: «la lista delle province a maggiore tasso di sinistrosità» con le seguenti: «la lista delle province con premio medio più elevato».


3.100/25

Puglia, Castaldi, Girotto, Moronese, Nugnes, Cioffi, Petrocelli, Santangelo, Buccarella, Donno

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 3, secondo periodo, sopprimere la seguente parola: «almeno».


3.100/26

Consiglio

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 4, dopo le parole: «e collocati nella medesima classe di merito», inserire le seguenti: «a parità di condizioni del territorio,».


3.100/27

De Petris, De Cristofaro

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 4, dopo le parole: «praticato ai sensi del comma 2», inserire le seguenti: «e non inferiore ad una percentuale minima determinata dall'Ivass stesso sulla base del prezzo della polizza altrimenti applicato,».


3.100/28

De Petris, De Cristofaro

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 4, dopo le parole: «praticato ai sensi del comma 2», inserire le seguenti: «e non inferiore al 25 per cento del prezzo della polizza altrimenti applicato,».


3.100/29

Romano, Di Biagio, Sollo, Bilardi, Aiello, Capacchione, Padua, Puglia, Compagnone, Sibilia, Scilipoti Isgro', Orellana, Buemi

Precluso

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 4, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Tale sconto aggiuntivo non potrà essere inferiore a quello necessario per adeguare la tariffa applicata ai residenti nelle province individuate ai sensi del comma 3 a quella media applicabile a un assicurato, con le medesime caratteristiche soggettive e collocato nella medesima classe di merito, residente nelle province con un costo medio del premio inferiore alla media nazionale, riferito allo stesso periodo.».


3.100/30

Consiglio, Puglia

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 4, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «I maggiori costi sostenuti dalle imprese di assicurazione in applicazione del precedente periodo non devono comportare un aumento delle tariffe a carico degli assicurati ubicati nelle regioni a minore tasso di sinistrosità.».


3.100/31

Puglia, CASTALDI, GIROTTO, MORONESE, NUGNES, CIOFFI, PETROCELLI, SANTANGELO, BUCCARELLA, DONNO

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 5, dopo le parole: «criteri stabiliti dall'IVASS», inserire le seguenti: «,con decorrenza dal 1° gennaio 2016,».


3.100/31 (testo 2)

Puglia

Accolto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 5, dopo le parole: «criteri stabiliti dall'IVASS», inserire le seguenti: «, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge».


3.100/32

Girotto, Castaldi, Scilipoti Isgro'

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 5, dopo le parole: «importo significativo», inserire le seguenti: «, in misura non inferiore al 30 per cento,».


3.100/33

Scalia

Accolto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 5, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Lo sconto di cui al presente comma si applica ai nuovi contratti o in occasione del rinnovo di quelli in essere.».


3.100/34

Consiglio

Accolto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 5, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Lo sconto di cui al presente comma si applica ai nuovi contratti o in sede di rinnovo di quelli in essere.».


3.100/35

Girotto, Castaldi, Puglia

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 6, ultimo periodo, dopo le parole: «di cui ai commi 1, 2, 4 e 5,», inserire le seguenti: «nonché l'algoritmo matematico utilizzato per il calcolo del premio assicurativo, le variabili utilizzate per il calcolo ed i pesi associati alle diverse variabili,».


3.100/36

Girotto, Castaldi, Puglia

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 6, ultimo periodo, sostituire le parole: «che ne rendano efficace e chiara l'applicazione» con le seguenti: «di chiara ed efficace applicazione e indica nel prospetto informativo o nella proposta contrattuale tutte le variabili che incidono nella determinazione del premio assicurativo ed in che misura le medesime variabili incidono sul premio».


3.100/37

Puglia, Castaldi, Girotto, Moronese, Nugnes, Cioffi, Petrocelli, Santangelo, Buccarella, Donno

Accolto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 7, dopo le parole: «anche in via ispettiva», inserire le seguenti: «ovvero a seguito di circostanziata segnalazione da parte di terzi,».


3.100/38

Puglia, Castaldi, Girotto, Moronese, Nugnes, Cioffi, Petrocelli, Santangelo, Buccarella, Donno

Accolto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 7, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e del rispetto dei criteri e delle modalità finalizzati alla determinazione dello sconto di cui al comma 4».


3.100/39

Scalia

Ritirato

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 8, sostituire le parole: «da 10.000 euro a 80.000 euro» con le seguenti: «da 5.000 euro a 40.000 euro».


3.100/40

Pelino

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 8, sostituire le parole: «da 10.000 euro a 80.000 euro» con le seguenti: «da 5.000 euro a 40.000 euro».


3.100/41

Puglia, Castaldi, Girotto, Moronese, Nugnes, Cioffi, Petrocelli, Santangelo, Buccarella, Donno

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 8, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «con decorrenza dal giorno in cui spettano gli sconti».


3.100/42

PELINO, MANDELLI

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 9, primo periodo, dopo la parola: «disinstallazione, » inserire le seguenti: «abbonamento annuale, spese di funzionamento,».


3.100/42 (testo 2)

Pelino, Mandelli, GAMBARO, BARANI, FISSORE, PUGLIA

Accolto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 9, primo periodo, dopo la parola: «disinstallazione, » inserire le seguenti: «spese di funzionamento,».


3.100/43

Barani, GAMBARO

Ritirato

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 9, primo periodo, dopo le parole: «i costi di installazione, disinstallazione, » inserire le seguenti: «abbonamento annuale/spese di funzionamento,».


3.100/44

Fissore

Ritirato

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 9, primo periodo, dopo le parole: «i costi di installazione, disinstallazione, » inserire le seguenti: «abbonamenti e/o funzionamento».


3.100/45

Puglia, Castaldi, Girotto, Moronese, Nugnes, Cioffi, Petrocelli, Santangelo, Buccarella, Donno

Ritirato

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», al comma 9, dopo le parole: «sostituzione e portabilità» inserire le seguenti: «, e ogni altro costo riferito al funzionamento e alla gestione dei meccanismi elettronici di cui al comma 1, lettere b) e c),».


3.100/46

Bonfrisco, Perrone, Milo

Respinto

All'emendamento 3.100, capoverso «Art. 132-ter», comma 9, dopo il secondo periodo, inserire il seguente:

        «I meccanismi elettronici di cui al comma 1, lettere b) e c), o gli altri dispositivi individuati con il decreto di cui alla lettera b), devono essere dotati di alimentazione autonoma, ovvero se direttamente collegati alla batteria di avviamento del veicolo, non devono causare malfunzionamenti o deterioramento della batteria di avviamento del veicolo. In caso di malfunzionamenti di cui al periodo precedente, determinati dai dispositivi elettronici di cui al comma 1 lettere b) e c), o dagli altri dispositivi individuati con il decreto di cui alla lettera b), direttamente collegati alla batteria di avviamento del veicolo all'atto della loro installazione da parte di personale specializzato, è fatto salvo il diritto dell'assicurato di richiedere all'impresa di assicurazione l'immediata rimozione dei dispositivi citati, senza che ciò comporti la revoca da parte dell'impresa assicuratrice dello sconto di cui al comma 1.».


3.100/47

Scalia

Ritirato

All'emendamento 3.100, dopo il «Conseguentemente», inserire le seguenti parole:

        «- al medesimo articolo 3, dopo il comma 1, inserire il seguente:

        "1-bis. I meccanismi elettronici già presenti sul veicolo di cui al comma 1 del presente articolo, capoverso Art. 132-ter, comma 1, lettera b), sono portabili ai sensi dell'articolo 32, comma 1-bis,del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e successive modificazioni."».


3.100/48 (testo 2)

Puglia

Accolto

All'emendamento 3.100, al «Conseguentemente», primo periodo, apportare le seguenti modificazioni:

        a) al comma 2, sostituire le parole: «120 giorni» con le seguenti: «90 giorni»;

        b) al comma 2-bis, sostituire le parole: «120 giorni» con le seguenti: «90 giorni»;


3.100/48

Puglia, CASTALDI, GIROTTO, MORONESE, NUGNES, CIOFFI, PETROCELLI, SANTANGELO, BUCCARELLA, DONNO

All'emendamento 3.100, al «Conseguentemente», primo periodo, apportare le seguenti modificazioni:

        a) al comma 2, sostituire le parole: «120 giorni» con le seguenti: «60 giorni»;

        b) al comma 2-bis, sostituire le parole: «120 giorni» con le seguenti: «60 giorni»;


3.100/49

Consiglio

Respinto

All'emendamento 3.100, al «Conseguentemente», primo periodo, nel comma 2, dopo la parola «entro» inserire le seguenti: «il termine perentorio di».


3.100/50

Puglia, Castaldi, Girotto, Moronese, Nugnes, Cioffi, Petrocelli, Santangelo, Buccarella, Donno

Respinto

All'emendamento 3.100, al «Conseguentemente», primo periodo, nel comma 2-bis, sostituire le parole «la lista delle province a maggiore tasso di sinistrosità» con le seguenti: «la lista delle province con premio medio più elevato».


3.100/51

Consiglio

Respinto

All'emendamento 3.100, al «Conseguentemente», primo periodo, nel comma 2-bis, dopo la parola «entro» inserire le seguenti: «il termine perentorio di».


3.0.1

De Petris, Gambaro

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 3-bis.

(Principio della libertà di scelta dell'assicurato)

        1. Dopo l'articolo 142-ter del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è inserito il seguente:

        ''Art. 142-quater.

(Libertà di scelta dell'assicurato e obbligo informativo.
Clausole assicurative vessatorie).

        1. Tutti i contratti di assicurazione devono prevedere espressamente la facoltà dell'assicurato di avvalersi di imprese di autoriparazione di propria fiducia, abilitate ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 122 e successive modificazioni ed integrazioni, per la riparazione del danno. Tale indicazione deve essere riportata all'atto della stipulazione di nuovi contratti, nonché in occasione di ogni rinnovo contrattuale, e viene inserita esplicitamente nella nota informativa prevista dall'articolo 185.

        2. Le clausole dirette ad escludere, limitare o condizionare la libertà di scelta dell'assicurato si presumono vessatorie e sono nulle ai sensi degli articoli 33 e 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e successive modifiche ed integrazioni, in quanto dirette a determinare un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto''».


3.0.2

Fabbri, Valdinosi, Fissore

Ritirato

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 3-bis.

(Principio della libertà di scelta dell'assicurato)

        1. Dopo l'articolo 142-ter del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è inserito il seguente:

''Art. 142-quater.

(Libertà di scelta dell'assicurato e obbligo informativo.
Clausole assicurative vessatorie).

        1. Tutti i contratti di assicurazione devono prevedere espressamente la facoltà dell'assicurato di avvalersi di imprese di autoriparazione di propria fiducia, abilitate ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 122 e successive modificazioni ed integrazioni, per la riparazione del danno. Tale indicazione deve essere riportata all'atto della stipulazione di nuovi contratti, nonché in occasione di ogni rinnovo contrattuale, e viene inserita esplicitamente nella nota informativa prevista dall'articolo 185.

        2. Le clausole dirette ad escludere, limitare o condizionare la libertà di scelta dell'assicurato si presumono vessatorie e sono nulle ai sensi degli articoli 33 e 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e successive modifiche ed integrazioni, in quanto dirette a determinare un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto''».


4.1

DE PETRIS, GAMBARO

Respinto

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 4

(Trasparenza delle variazioni del premio)

        1. All'articolo 133, comma 1, terzo periodo, del Codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo le parole: ''La predetta variazione in diminuzione del premio'' aggiungere le seguenti: '', da indicare in valore assoluto e in percentuale all'atto dell'offerta di preventivo della stipulazione o di rinnovo,''».


4.2

SCALIA

Ritirato

Al comma 1, sopprimere le parole: «in valore assoluto e».


4.3

DI BIAGIO

Ritirato

Al comma 1, sopprimere le parole: «in valore assoluto e».


4.4

MANDELLI, PELINO

Ritirato

Al comma 1, sopprimere le parole: «in valore assoluto e».


4.5

Perrone

Ritirato

Al comma 1, dopo le parole: «in valore assoluto», inserire le seguenti: «rispetto alla tariffa in vigore».


4.6

Mandelli, Pelino, Perrone, Fucksia

Accolto

Al comma 1, dopo la parola: «percentuale», inserire le seguenti: «rispetto alla tariffa dell'impresa in vigore».


4.7

Scalia

Accolto

Al comma 1, dopo la parola: «percentuale», inserire le seguenti: «rispetto alla tariffa dell'impresa in vigore».


4.8

Di Biagio

Accolto

Al comma 1, dopo la parola: «percentuale», inserire le seguenti: «rispetto alla tariffa dell'impresa in vigore».


4.9

SCALIA

Al comma 1, dopo la parola: «percentuale», aggiungere le seguenti: «rispetto alla tariffa dell'impresa in vigore».


4.10

MANDELLI

Respinto

Al comma 1, dopo le parole: «in percentuale», inserire le seguenti: «nell'ipotesi di invarianza della tariffa applicata,».


4.11

BUCCARELLA, GIROTTO, CASTALDI, PETROCELLI, PUGLIA

Respinto

Dopo il comma 1, aggiungere, i seguenti:

        «1-bis. All'articolo 133, comma 1, del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, il quarto periodo è sostituito dal seguente: ''Il mancato rispetto della disposizione di cui al presente comma comporta l'applicazione, da parte dell'IVASS, di una sanzione amministrativa da euro 10.000 a euro 200.000''.

        1-ter. Dopo il comma 2 dell'articolo 133 del codice di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è aggiunto il seguente:

        ''2-bis. Per i contratti di assicurazione riguardanti la circolazione di veicoli a motore, al raggiungimento della classe di merito 3, ovvero al compimento del settimo anno di assicurazione senza applicazione di malus in caso, di contratti stipulati ai sensi dell'articolo 134, comma 4-bis, è fatto obbligo alle imprese di assicurazione di applicare la tariffa minima nazionale.''».


4.12

PUGLIA, GIROTTO, CASTALDI, PETROCELLI

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 133, comma 1, del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:

        ''1-bis. È fatto divieto alle imprese di assicurazione di differenziare la progressione e la attribuzione delle classi di merito interne in funzione della durata del rapporto contrattuale tra l'assicurato e la medesima impresa, ovvero in base a parametri che ostacolino la mobilità tra diverse compagnie assicurative, garantendo, in particolare, nell'ambito della classe di merito, le condizioni di premio assegnate agli assicurati aventi identiche caratteristiche di rischio del soggetto che stipula il nuovo contratto.''».


4.12 (testo 2)

PUGLIA, GIROTTO, CASTALDI, PETROCELLI

Accolto

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 133 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo il comma 1, è inserito il seguente:

        ''1-bisÈ fatto divieto alle imprese di assicurazione di differenziare la progressione e la attribuzione delle classi di merito interne in funzione della durata del rapporto contrattuale tra l'assicurato e la medesima impresa, ovvero in base a parametri che ostacolino la mobilità tra diverse compagnie assicurative. In particolare, le imprese di assicurazione devono garantire, nell'ambito della classe di merito, le condizioni di premio assegnate agli assicurati aventi identiche caratteristiche di rischio del soggetto che stipula il nuovo contratto.''».


4.13

CASTALDI, PETROCELLI, GIROTTO, PUGLIA

Respinto

Dopo il comma 1, aggiungere, in fine, il seguente:

        «1-bis. All'articolo 133 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:

        ''2-bis. È fatto divieto alle imprese di assicurazione di variare ovvero differenziare le formule tariffarie ovvero il premio assicurativo in base alla residenza o al domicilio dell'assicurato o del proprietario del veicolo.''».


5.1

Di Biagio

Ritirato

Sopprimere l'articolo.


5.2

MANDELLI, PELINO

Ritirato

Sopprimere l'articolo.


5.3

Scalia

Ritirato

Sopprimere l'articolo.


5.4

Castaldi, Petrocelli, Girotto, Puglia

Respinto

Al comma 1, premettere il seguente:

        «01. All'articolo 134 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 3, al primo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ''ed è registrata all'anagrafe nazionale delle persone abilitate alla guida'' e al terzo periodo, la parola: ''cinque'' è sostituita dalla seguente: ''dieci''».


5.5

Divina, Consiglio

Respinto

Al comma 1, premettere la seguente lettera:

            «0a) al comma 4-bis, le parole: ''della medesima tipologia'', sono soppresse».


5.6

Castaldi, Petrocelli, Girotto, Puglia

Respinto

Al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) al comma 4-bis, sono apportate le seguenti modificazioni:

            1) dopo le parole: ''nucleo familiare'' sono inserite le seguenti: ''ovvero da un figlio convivente con l'altro genitore'';

            2) dopo le parole: ''non può assegnare al contratto una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella risultante dall'ultimo attestato di rischio conseguito sul veicolo già assicurato'' sono aggiunte le seguenti: ''e non può discriminare in funzione della durata del rapporto garantendo, nell'ambito della classe di merito, le condizioni di premio assegnate agli assicurati aventi le stesse caratteristiche di rischio del soggetto che stipula il nuovo contratto''».


5.7

Marinello, Chiavaroli, Di Biagio

Respinto

Al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) al comma 4-bis le parole ''o da un componente stabilmente convivente del suo nucleo familiare'' sono sostituite dalle seguenti: ''o dal coniuge o figlio, anche se non stabilmente convivente nel suo nucleo familiare'' e dopo le parole: ''non può assegnare al contratto una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella risultante dall'ultimo attestato di rischio conseguito sul veicolo già assicurato'' sono aggiunte le seguenti: ''e non può discriminare in funzione della durata del rapporto garantendo, nell'ambito della classe di merito, le condizioni di premio assegnate agli assicurati aventi le stesse caratteristiche di rischio del soggetto che stipula il nuovo contratto''».


5.8

Barani

Respinto

Al comma 1, sostituire la lettera a) con la seguente:

            «a) al comma 4-bis le parole ''o da un componente stabilmente convivente del suo nucleo familiare'' sono sostituite dalle seguenti: ''o dal coniuge o figlio, anche se non stabilmente convivente nel suo nucleo familiare'' e dopo le parole: ''non può assegnare al contratto una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella risultante dall'ultimo attestato di rischio conseguito sul veicolo già assicurato'' sono aggiunte le seguenti: ''e non può discriminare in funzione della durata del rapporto garantendo, nell'ambito della classe di merito, le condizioni di premio assegnate agli assicurati aventi le stesse caratteristiche di rischio del soggetto che stipula il nuovo contratto''».


5.9

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1, lettera a), sopprimere le parole: «garantendo, nell'ambito della classe di merito, le condizioni di premio assegnate agli assicurati aventi le stesse caratteristiche di rischio del soggetto che stipula il nuovo contratto».


5.10

Valdinosi, Fasiolo

Ritirato

Al comma 1, lettera a), sopprimere le parole: «garantendo, nell'ambito della classe di merito, le condizioni di premio assegnate agli assicurati aventi le stesse caratteristiche di rischio del soggetto che stipula il nuovo contratto».


5.11

Castaldi, Girotto, Petrocelli, Puglia

Respinto

Al comma 1, dopo la lettera a), inserire la seguente:

            «a-bis) al comma 4-bis, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ''In ogni caso, qualora il contraente non sia dotato di un valido attestato di rischio, l'impresa di assicurazione non può assegnare al contratto una classe di merito non più favorevole della nona ovvero a quella media.''».


5.12

Marinello, Chiavaroli, Di Biagio

Ritirato

Al comma 1, dopo la lettera a), inserire la seguente:

            «a-bis) dopo il comma 4-bis è inserito il seguente:

        ''4-bis.1. L'impresa di assicurazione, qualora l'assicurato di età pari o superiore ai 30 anni non abbia effettuato sinistri negli ultimi cinque anni e sia già titolare di un contratto di assicurazione di un'autovettura con la medesima impresa, non può assegnare in tutti i casi di stipulazione di un nuovo contratto relativo ad un ciclomotore o motoveicolo una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella risultante dall'ultimo attestato di rischio conseguito sull'autovettura già assicurata, a condizione che si preveda l'installazione di uno dei dispositivi di cui all'articolo 132-ter.''».


5.13

Barani

Respinto

Al comma 1, dopo la lettera a), inserire la seguente:

            «a-bis) dopo il comma 4-bis è inserito il seguente:

        ''4-bis.1. L'impresa di assicurazione, qualora l'assicurato di età pari o superiore ai 30 anni non abbia effettuato sinistri negli ultimi cinque anni e sia già titolare di un contratto di assicurazione di un'autovettura con la medesima impresa, non può assegnare in tutti i casi di stipulazione di un nuovo contratto relativo ad un ciclomotore o motoveicolo una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella risultante dall'ultimo attestato di rischio conseguito sull'autovettura già assicurata, a condizione che si preveda l'installazione di uno dei dispositivi di cui all'articolo 132-ter.''».


5.0.1

Perrone, Puglia

Respinto

Dopo l'articolo 5, aggiungere il seguente:

«Art. 5-bis.

(Assegnazione classe di merito)

        1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le tariffe assicurative per la responsabilità civile automobilistica (RC auto) a parità di classe, sono formulate unitariamente per l'intero territorio nazionale al fine di consentire che il premio per la copertura assicurativa RC auto da corrispondere sia identico, per ogni assicurato, indipendentemente dal luogo di residenza».


6.1

Castaldi, Girotto, Petrocelli, Buccarella

Respinto

Sopprimere l'articolo.


6.2

Castaldi, Buccarella, Girotto, Petrocelli

Respinto

Al comma 1, sopprimere i capoversi «3-bis» e «3-ter».


6.3

Perrone

Ritirato

Al comma 1, capoverso «3-bis», apportare le seguenti modifiche:

            a) al primo periodo premettere le seguenti parole: «Fatte salve le risultanze contenute in verbali delle autorità di polizia intervenute sul luogo dell'incidente, l'identificazione dei testimoni avvenuta in un momento successivo comporta l'inammissibilità della prova testimoniale addotta».

            b) sopprimere l'ultimo periodo.


6.4 (testo 2)

Di Biagio

Accolto

Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «impresa di assicurazione» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell'impresa o, in mancanza, deve essere richiesta dall'impresa assicurativa con espresso avviso all'assicurato delle conseguenze processuali della mancata risposta».


6.4

DI BIAGIO

Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «negoziazione assistita» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell'impresa».


6.5 (testo 2)

Astorre

Accolto

Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «impresa di assicurazione» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell'impresa o, in mancanza, deve essere richiesta dall'impresa assicurativa con espresso avviso all'assicurato delle conseguenze processuali della mancata risposta».


6.5

ASTORRE

Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «negoziazione assistita» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell'impresa».


6.6

MANDELLI, PELINO

Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «negoziazione assistita» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell'impresa».


6.6 (testo 2)

Mandelli, Pelino

Accolto

Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «impresa di assicurazione» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell'impresa o, in mancanza, deve essere richiesta dall'impresa assicurativa con espresso avviso all'assicurato delle conseguenze processuali della mancata risposta».


6.7

Castaldi, Girotto, Petrocelli, Puglia

Respinto

Al comma 1, capoverso «3-bis», secondo periodo, dopo le parole: «avviso di ricevimento» inserire le seguenti: «o posta elettronica certificata».


6.8

Buccarella, Castaldi, Girotto, Petrocelli

Respinto

Al comma 1, capoverso «3-bis», sopprimere l'ultimo periodo.


6.9

Barani

Respinto

Al comma 1, capoverso «3-ter», sostituire le parole: «che non sono stati indicati nel rispetto del citato comma 3-bis nei soli casi in cui risulti comprovata l'oggettiva impossibilità della loro tempestiva identificazione» con le seguenti: «sulla dinamica del sinistro che non sono stati indicati nel rispetto del citato comma 3-bis nei soli casi in cui risulti allegata la ragione della loro mancata tempestiva identificazione. La non tempestiva indicazione del teste costituisce elemento per la valutazione dell'attendibilità della deposizione».


6.10

Matteoli

Respinto

Al comma 1, capoverso «3-ter», sostituire le parole: «che non sono stati indicati nel rispetto del citato comma 3-bis nei soli casi in cui risulti comprovata l'oggettiva impossibilità della loro tempestiva identificazione», con le seguenti: «sulla dinamica del sinistro che non sono stati indicati nel rispetto del citato comma 3-bis nei soli casi in cui risulti allegata la ragione della loro mancata tempestiva identificazione. La non tempestiva indicazione del teste costituisce elemento per la valutazione dell'attendibilità della deposizione».


6.11

Pelino

Respinto

Al comma 1, capoverso «3-ter», sostituire le parole: «che non sono stati indicati nel rispetto del citato comma 3-bis nei soli casi in cui risulti comprovata l'oggettiva impossibilità della loro tempestiva identificazione», con le seguenti: «sulla dinamica del sinistro che non sono stati indicati nel rispetto del citato comma 3-bis nei soli casi in cui risulti allegata la ragione della loro mancata tempestiva identificazione. La non tempestiva indicazione del teste costituisce elemento per la valutazione dell'attendibilità della deposizione».


6.12

Fissore, Fabbri, Favero

Ritirato

Al comma 1, capoverso «3-ter», sostituire le parole: «che non sono stati indicati nel rispetto del citato comma 3-bis nei soli casi in cui risulti comprovata l'oggettiva impossibilità della loro tempestiva identificazione» con le seguenti: «sulla dinamica del sinistro che non sono stati indicati nel rispetto del citato comma 3-bis nei soli casi in cui risulti allegata la ragione della loro mancata tempestiva identificazione. La non tempestiva indicazione del teste costituisce elemento per la valutazione dell'attendibilità della deposizione».


6.13

Girotto, Buccarella, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 1, capoverso «3-quater», sostituire il primo periodo con il seguente: «Nelle controversie civili attivate per l'accertamento della responsabilità e la quantificazione dei danni, il giudice su documentata segnalazione dell'IVASS o delle parti, trasmette un'informativa alla Procura della Repubblica, per quanto di competenza, in relazione alla ricorrenza dei medesimi nominativi di testimoni già chiamati in più di tre cause concernenti la responsabilità civile da circolazione stradale negli ultimi cinque anni».


6.14

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1, capoverso «3-quater», sostituire il primo periodo con il seguente: «Nelle controversie civili attivate per l'accertamento della responsabilità e la quantificazione dei danni, il giudice, su documentata segnalazione dell'IVASS o delle parti, trasmette un'informativa alla Procura della Repubblica, per quanto di competenza, in relazione alla ricorrenza dei medesimi nominativi di testimoni già chiamati in più di tre cause concernenti la responsabilità civile da circolazione stradale negli ultimi cinque anni».


6.15

Bianconi, Chiavaroli, Mancuso, De Poli, Castaldi, Girotto, Petrocelli, Buccarella, Valdinosi, Astorre, Fabbri, Fissore, Scalia, Fasiolo

Accolto

Al comma 1, capoverso «3-quater», primo periodo, sostituire le parole: «in relazione alla ricorrenza dei medesimi nominativi di testimoni già chiamati in più di tre cause concernenti la responsabilità civile da circolazione stradale» con le seguenti: «in relazione alla ricorrenza dei medesimi nominativi di testimoni presenti in più di tre sinistri negli ultimi cinque anni registrati nella banca dati sinistri di cui al comma 1».


6.16

Castaldi, Girotto, Petrocelli, Buccarella

Ritirato

Al comma 1, capoverso «3-quater», primo periodo, sostituire le parole da: «già chiamati» fino alla fine del periodo, con le seguenti: «presenti in più di tre sinistri negli ultimi cinque anni registrati nella banca dati sinistri di cui al comma 1».


6.17

Valdinosi, Astorre, Fabbri, Fissore, Scalia, Fasiolo

Ritirato

Al comma 1, capoverso «3-quater», primo periodo, sostituire le parole: «già chiamati in più di tre cause concernenti la responsabilità civile da circolazione stradale», con le seguenti: «presenti in più di tre sinistri negli ultimi cinque anni registrati nella banca dati sinistri di cui al comma 1».


6.18

Girotto, Castaldi, Petrocelli, Puglia

Respinto

Al comma 1, capoverso «3-quater», dopo il primo periodo, inserire il seguente: «Tale informativa è trasmessa dall'IVASS alla procura della Repubblica, per quanto di competenza, anche nel caso in cui un medesimo testimone sia identificato, ai sensi del comma 3-bis, più di cinque volte negli ultimi nove anni».


6.0.1

De Petris, Gambaro

Dichiarato inammissibile

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 6-bis.

        Al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo l'articolo 135 è inserito il seguente:

''Art. 135-bis.

(Istituzione della Banca dati nazionale dei veicoli coperti dall'assicurazione per la responsabilità civile automobilistica verso i terzi prevista dall'articolo 2054 del codice civile)

        1. Nelle more del concreto funzionamento dell'archivio informatico integrato istituito presso l'IVASS di cui all'articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 e successive modificazioni, al fine di ridurre progressivamente il costo dei premi assicurativi per la responsabilità civile automobilistica è istituita presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la Banca dati nazionale dei veicoli coperti dall'assicurazione per la responsabilità civile automobilistica verso i terzi prevista dall'articolo 2054 del codice civile, di seguito denominata 'Banca'.

        2. Alla Banca affluiscono tutti i dati della Motorizzazione civile relativi ai veicoli a motore immatricolati e circolanti in Italia, nonché i dati relativi alla copertura assicurativa obbligatoria degli stessi veicoli.

        3. Le imprese di assicurazione sono tenute a comunicare i dati riguardanti la copertura assicurativa dei propri assicurati, secondo regolamento adottato dall'IVASS entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. I dati relativi alle imprese di assicurazione che operano nel territorio della Repubblica in regime di libera prestazione di servizi o in regime di stabilimento sono richiesti dall'IVASS entro il termine di cui al precedente periodo alle rispettive autorità di vigilanza degli Stati membri. Con regolamento adottato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita l'IVASS e per i profili di riservatezza il Garante per la protezione dei dati personali, sono disciplinati le modalità di funzionamento della Banca, le modalità di accesso, l'inserimento in essa dei dati, la gestione dei profili nonché ogni comunicazione e informativa facente riferimento alle imprese di assicurazione stesse e ai dati relativi ai veicoli a motore immatricolati in Italia non circolanti ed esenti dall'obbligo di assicurazione obbligatoria Rc Auto.

        4. Il mancato rispetto della disposizione di cui al presente articolo comporta per l'impresa di assicurazione l'applicazione da parte dell'IVASS di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 20.000 euro. Gli introiti derivanti dall'applicazione delle sanzioni amministrative di cui al presente comma sono destinati ad incrementare il Fondo di garanzia per le vittime della strada, di cui all'articolo 285 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209.

        5. All'attuazione del presente articolo si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali previste a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica''».


6.0.2

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 6-bis.

(Disposizioni in materia di prevenzione
e contrasto di comportamenti fraudolenti)

        1. Ai fini dell'adozione del regolamento recante la disciplina della banca dati ''anagrafe testimoni'' di cui all'articolo 135, comma 1, del citato codice di cui al decreto legislativo n. 209 del 2005, e successive modificazioni, l'IVASS provvede ad inserire tra parametri tecnici finalizzati al miglior funzionamento della medesima banca dati il numero e la ricorrenza delle testimonianze intervenute da parte di un medesimo soggetto in relazione a più sinistri».


7.1

Di Biagio

Ritirato

Sopprimere l'articolo.


7.2

MANDELLI, PELINO

Ritirato

Sopprimere il comma 2.


7.3

Di Biagio

Precluso

Sopprimere il comma 2.


7.4

Astorre, Caleo

Ritirato

Sostituire il comma 2 con il seguente:

        «2. Per i contraenti residenti nelle provincie nelle quali la frequenza sinistri e l'incidenza delle frodi risultino superiori alla media nazionale, che non abbiano effettuato sinistri con responsabilità esclusiva o concorrente per un periodo pari ad almeno cinque anni e che abbiano istallato il dispositivo di cui all'articolo 132-ter, comma 1, lettera b), del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, introdotto dall'articolo 3, comma 1, della presente legge, le imprese applicano uno sconto di importo superiore a quello applicato a un assicurato con le medesime caratteristiche soggettive e collocato nella medesima classe di merito residente nelle province con frequenza sinistri e incidenza delle frodi inferiori alla media nazionale, riferito allo stesso periodo. L'IVASS verifica l'applicazione degli sconti ai sensi del comma 1 del presente articolo e dell'articolo 3 della presente legge».


7.5

Astorre, Fabbri, Giacobbe

Ritirato

Al comma 2, sostituire le parole: «nelle regioni», con le seguenti: «nelle province» e le parole da: «l'IVASS» fino a: «allo stesso periodo» con le seguenti: «la misura dello sconto obbligatorio di cui al medesimo articolo 132-ter deve essere significativa rispetto alla base del prezzo della polizza altrimenti applicato e comunicato all'IVASS. Lo sconto è calcolato in funzione del tasso di sinistrosità delle province, a parità di condizioni soggettive dell'assicurato, e in misura tale da tale da commisurare la tariffa applicata all'assicurato residente nelle province a più alta sinistrosità a quella media applicabile a un assicurato, con le medesime caratteristiche soggettive e collocato nella medesima classe di merito, residente nelle province con un costo medio del premio inferiore alla media nazionale, riferito allo stesso periodo. Al fine del conseguimento della massima trasparenza, l'impresa di assicurazione pubblica nel proprio sito internet l'entità della riduzione dei premi effettuata ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 132-ter, comma 1, secondo forme di pubblicità che ne rendano efficace e chiara l'applicazione. L'IVASS verifica costantemente l'adempimento da parte della compagnia delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2».


7.6

Scalia, Fabbri

Precluso

Al comma 2, sostituire, ovunque ricorra, la parola: «nelle regioni» con le seguenti: «nelle province».

        Conseguentemente, al medesimo comma 2:

            a) sostituire le parole: «l'IVASS» con le seguenti: «l'impresa di assicurazione, nel rispetto di quanto previsto dal medesimo articolo 132-ter, comma 2,»;

            b) aggiungere, in fine, i seguenti periodi: «Al fine del conseguimento della massima trasparenza, l'impresa di assicurazione pubblica nel proprio sito internet l'entità della riduzione dei premi effettuata ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 132-ter, comma 1, secondo forme di pubblicità che ne rendano efficace e chiara l'applicazione. L'IVASS verifica costantemente l'adempimento da parte della compagnia delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2».


7.7

Scalia, Fabbri

Precluso

Al comma 2, sostituire, ovunque ricorra, la parola: «nelle regioni», con le seguenti: «nelle province».

        Conseguentemente, al medesimo comma 2:

            a) sostituire le parole: «l'IVASS» con le seguenti: «l'impresa di assicurazione»;

            b) aggiungere, in fine, i seguenti periodi: «Al fine del conseguimento della massima trasparenza, l'impresa di assicurazione pubblica nel proprio sito internet l'entità della riduzione dei premi effettuata ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 132-ter, comma 1, secondo forme di pubblicità che ne rendano efficace e chiara l'applicazione. L'IVASS verifica costantemente l'adempimento da parte della compagnia delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2».


7.8

Pelino

Precluso

Al comma 2, sostituire le parole da: «e che abbiano installato il dispositivo di cui all'articolo 132-terfino a: «introdotto dall'articolo 3, comma 1, della presente legge,» con le seguenti: «e che in base all'ultimo attestato di rischio risultino essere inseriti nella classe di conversione universale – CU – 1 di cui all'allegato n. 2 al Regolamento IVASS n. 4 del 9 agosto 2006, o nell'equivalente modalità stabilita da IVASS con il provvedimento da adottare ai sensi dell'articolo 3 del regolamento IVASS n. 9 del 19 maggio 2015,».


7.9

Bianconi, Chiavaroli, Mancuso, De Poli

Precluso

Al comma 2, sostituire le parole da: «e che abbiano installato il dispositivo di cui all'articolo 132-terfino a: «introdotto dall'articolo 3, comma 1, della presente legge,» con le seguenti: «e che in base all'ultimo attestato di rischio risultino essere inseriti nella classe di conversione universale – CU – 1 di cui all'allegato n. 2 al Regolamento IVASS n. 4 del 9 agosto 2006, o nell'equivalente modalità stabilita da IVASS con il provvedimento da adottare ai sensi dell'articolo 3 del regolamento IVASS n. 9 del 19 maggio 2015,».


7.10

Scalia

Precluso

Al comma 2, sostituire le parole da: «e che abbiano installato il dispositivo di cui all'articolo 132-terfino a: «introdotto dall'articolo 3, comma 1, della presente legge,» con le seguenti: «e che in base all'ultimo attestato di rischio risultino essere inseriti nella classe di conversione universale – CU – 1 di cui all'allegato n. 2 al Regolamento IVASS n. 4 del 9 agosto 2006, o nell'equivalente modalità stabilita da IVASS con il provvedimento da adottare ai sensi dell'articolo 3 del regolamento IVASS n. 9 del 19 maggio 2015,».


7.11

Consiglio

Precluso

Al comma 2, dopo le parole: «e collocato nella medesima classe di merito», inserire le seguenti: «a parità delle condizioni del territorio,».


7.12

Consiglio

Respinto

Al comma 2, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «I maggiori costi sostenuti dalle imprese di assicurazione in applicazione del precedente periodo non devono comportare un aumento delle tariffe a carico degli assicurati ubicati nelle regioni a minore tasso di sinistrosità».


7.0.1 (testo 2)

PUGLIA, GIROTTO, CASTALDI, PETROCELLI

Dichiarato inammissibile

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 7-bis.

(Disposizioni in materia di composizione dell'IVASS)

        1. Al fine di assicurare la trasparenza e la correttezza dei comportamenti delle imprese di assicurazione e degli intermediari assicurativi nei confronti di assicurati, beneficiari e danneggiati, all'articolo 13 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 10, la lettera c) è sostituita dalla seguente:

            ''c) il Direttorio, operante nella composizione integrata di cui al comma 17, composto da un membro del Direttorio di cui all'articolo 21 dello Statuto della Banca d'Italia scelto dal Governatore della Banca d'Italia, due membri scelti dal Presidente tra i magistrati della Corte dei conti, un membro scelto tra i componenti del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti.'';

            b) il comma 11 è sostituito dal seguente:

        ''11. Presidente dell'Istituto è il Presidente della Corte dei conti.'';

            c) al comma 13 le parole: '', su proposta del Governatore della Banca d'Italia e'' sono soppresse;

            d) al comma 14, è aggiunto il seguente periodo: ''Con il medesimo decreto sono altresì individuate le cause di decadenza dall'incarico.'';

            e) dopo il comma 14 è inserito il seguente:

        ''14-bis. I membri del Direttorio restano in carica tre anni.'';

            f) il comma 17 è sostituito dal seguente:

        ''17. Ai soli fini dell'esercizio delle funzioni istituzionali attribuite all'IVASS in materia assicurativa, il Direttorio di cui al comma 10, lettera c), è integrato con i due consiglieri di cui al comma 13.»;

            g) i commi 28 e 30 sono abrogati.

        2. Alla data di entrata in vigore della presente legge gli organi dell'IVASS decadono. Entro quattro mesi dalla medesima data sono nominati i consiglieri di cui al comma 13 dell'articolo 13 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e il Direttorio di cui al comma 10, lettera c), del medesimo articolo 13 unitamente al presidente predispongono lo statuto dell'IVASS. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.»


7.0.1

PUGLIA, GIROTTO, CASTALDI, PETROCELLI

Dichiarato inammissibile

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 7-bis.

(Disposizioni in materia di composizione dell'IVASS)

        1. Al fine di assicurare la trasparenza e la correttezza dei comportamenti delle imprese di assicurazione e degli intermediari assicurativi nei confronti di assicurati, beneficiari e danneggiati, all'articolo 13 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 10, la lettera c) è sostituita dalla seguente:

            ''c) il Direttorio, operante nella composizione integrata di cui al comma 17, composto da un membro del Direttorio di cui all'articolo 21 dello Statuto della Banca d'Italia scelto dal Governatore della Banca d'Italia, due membri scelti dal Presidente tra i magistrati della Corte dei conti, un membro scelto tra i componenti del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti.'';

            b) il comma 11 è sostituito dal seguente:

        ''11. Presidente dell'Istituto è il Presidente della Corte dei conti.'';

            c) al comma 13 le parole: '', su proposta del Governatore della Banca d'Italia e'' sono soppresse;

            d) al comma 14, è aggiunto il seguente periodo: ''Con il medesimo decreto sono altresì individuate le cause di decadenza dall'incarico.'';

            e) dopo il comma 14 è inserito il seguente:

        ''14-bis. I membri del Direttorio restano in carica tre anni.'';

            f) il comma 17 è sostituito dal seguente:

        ''17. Ai soli fini dell'esercizio delle funzioni istituzionali attribuite all'IVASS in materia assicurativa, il Direttorio di cui al comma 10, lettera c), è integrato con i due consiglieri di cui al comma 13.»;

            g) i commi 28 e 30 sono abrogati.

        2. Alla data di entrata in vigore della presente legge gli organi dell'IVASS decadono. Entro quattro mesi dalla medesima data sono nominati i consiglieri di cui al comma 13 dell'articolo 13 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e il Direttorio di cui al comma 10, lettera c), del medesimo articolo 13 unitamente al presidente predispongono lo statuto dell'IVASS».


7.0.2

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Dichiarato inammissibile limitatamente alla lettera b), respinto per la parte restante

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 7-bis.

(Misure relative al comitato di esperti in materia di assicurazione
obbligatoria della responsabilità civile)

        1. Al fine di contenere l'elevato grado di variabilità che contraddistingue i premi per la responsabilità civile auto (RCA), all'articolo 136, comma 2, del codice di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al primo periodo, dopo le parole: ''di esperti'', sono inserite le seguenti: ''di elevata professionalità, di notoria indipendenza e comprovata esperienza'';

            b) il secondo periodo è sostituito dai seguenti: ''Il comitato ha altresì il compito di predisporre per il Ministro dello sviluppo economico ipotesi di intervento finalizzate a contenere l'andamento degli incrementi tariffari praticati dalle imprese di assicurazione, nonché di formulare proposte e progetti al medesimo Ministro volti ad aumentare il grado di informazione a vantaggio degli assicurati e ad agevolare la mobilità dei medesimi. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico sono disciplinati l'istituzione, l'organizzazione e il funzionamento del comitato di esperti, fermo restando che i componenti del medesimo comitato: a) durano in carica tre anni; b) possono essere riconfermati per una sola volta e non possono essere nuovamente nominati prima che siano trascorsi almeno cinque anni dalla cessazione dell'ultimo incarico; c) sono tenuti a dichiarare, all'atto del loro insediamento, di non versare in situazioni di incompatibilità derivanti dall'esercizio attuale e personale di attività oggetto del compito istituzionale; d) non possono percepire alcuna indennità o emolumento comunque denominato.''».


8.1

De Petris, Gambaro

Respinto

Sopprimere l'articolo.


8.2

Castaldi, Buccarella, Girotto, Petrocelli, Puglia

Respinto

Sopprimere l'articolo.


8.3

De Petris, Gambaro

Respinto

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 8. - (Monitoraggio). – 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica recante la tabella delle menomazioni all'integrità psicofisica di lieve entità e di quelle comprese tra 10 e 100 punti di invalidità, emanato ai sensi degli articoli 138 e 139 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni, aggiornata ai valori proposti dalle tabelle del Tribunale di Milano ritenuti congrui dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 12408 del 2011, l'IVASS effettua un monitoraggio dell'evoluzione dei costi per il risarcimento dei sinistri e dei premi delle polizze dell'assicurazione per la responsabilità civile verso terzi derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti distinti per tipologie omogenee di assicurati in relazione ai principali profili di rischio e per aree territoriali. Alla formazione della banca dati per il monitoraggio di cui al precedente periodo collaborano, oltre che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, il Ministero dello Sviluppo economico e l'Istituto Nazionale di Statistica, anche le imprese di assicurazione che a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono tenute a pubblicare sul proprio sito internet le statistiche in base alle quali sono calcolate la tariffe applicate da ciascuna impresa di assicurazione ed il premio delle polizze RC Auto per Provincia di residenza.

        2. I risultati del monitoraggio di cui al comma 1 sono riportati in un rapporto contenente, oltre alla descrizione dei dati, una valutazione in merito all'effettiva riduzione dei premi assicurativi derivante dall'applicazione della tabella prevista dal medesimo comma 1. Il rapporto è trasmesso semestralmente alle Camere.

        3. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato qualora accerti, anche a seguito del monitoraggio di cui al comma 1 o su segnalazione dell'IVASS, il mancato adeguamento delle tariffe alle riduzioni di costo consentite dalle disposizioni di cui alla presente legge e delle ulteriori misure previste dalle medesime disposizioni, applica alle imprese di assicurazione interessate e alle loro società controllanti una sanzione amministrativa pecuniaria fino al 10 per cento del loro fatturato per l'anno precedente relativo al ramo assicurazioni per la responsabilità civile verso terzi derivante dalla circolazione di veicoli e natanti secondo l'entità percentuale degli scostamenti rilevati. I relativi importi sono devoluti per la metà al Fondo di garanzia per le vittime della strada e per la metà a misure di informazione e di prevenzione in materia di sicurezza stradale con particolare riguardo ai comportamenti alla guida e s all'uso delle cinture di sicurezza e degli altri dispositivi di protezione, secondo modalità fissate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Con lo stesso decreto la percentuale di cui all'articolo 2, comma 1, lettera x), della legge 13 giugno 1991, n. 190, è elevata al 30 per cento e sono modificate le percentuali previste dall'articolo 208 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni».


8.4

De Petris, Gambaro

Respinto

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 8. – 1. Al fine di garantire il diritto delle vittime dei sinistri ad un pieno risarcimento del danno subito e di razionalizzare i costi gravanti sul sistema assicurativo e sui consumatori, con del decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della salute, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro della Giustizia, da adottarsi entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge si provvede alla predisposizione di una specifica tabella unica per tutto il territorio della Repubblica delle menomazioni all'integrità psicofisica di lieve entità e di quelle comprese tra 10 e 100 punti di invalidità aggiornata ai valori proposti dalle tabelle del Tribunale di Milano ritenuti congrui dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 12408 del 2011. Entro il termine di cui al precedente periodo, l'IVASS effettua un monitoraggio dell'evoluzione dei costi per il risarcimento dei sinistri e dei premi delle polizze dell'assicurazione per la responsabilità civile verso terzi derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti distinti per tipologie omogenee di assicurati in relazione ai principali profili di rischio e per aree territoriali. Alla formazione della banca dati per il monitoraggio di cui al precedente periodo collaborano, oltre che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, il Ministero dello Sviluppo economico e l'Istituto Nazionale di Statistica, anche le imprese di assicurazione che a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono tenute a pubblicare sul proprio sito internet le statistiche in base alle quali sono calcolate la tariffe applicate da ciascuna impresa di assicurazione ed il premio delle polizze RC Auto per Provincia di residenza.

        2. I risultati del monitoraggio di cui al comma l sono riportati in un rapporto contenente, oltre alla descrizione dei dati, una valutazione in merito all'effettiva riduzione dei premi assicurativi derivante dall'applicazione della tabella prevista dal medesimo comma 1. Il rapporto è trasmesso semestralmente alle Camere.

        3. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato qualora accerti, anche a seguito del monitoraggio di cui al comma 1 o su segnalazione dell'IVASS, il mancato adeguamento delle tariffe alle riduzioni di costo consentite dalle disposizioni di cui alla presente legge e delle ulteriori misure previste dalle medesime disposizioni, applica alle imprese di assicurazione interessate e alle loro società controllanti una sanzione amministrativa pecuniaria fino al 10 per cento del loro fatturato per l'anno precedente relativo al ramo assicurazioni per la responsabilità civile verso terzi derivante dalla circolazione di veicoli e natanti secondo l'entità percentuale degli scostamenti .. rilevati. I relativi importi sono devoluti per la metà al Fondo di garanzia per le vittime della strada e per la metà a misura di informazione e di prevenzione in materia di sicurezza stradale con particolare riguardo ai comportamenti alla guida e all'uso delle cinture di sicurezza e degli altri dispositivi di protezione, secondo modalità fissate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Con lo stesso decreto la percentuale di cui all'articolo 2, comma 1, lettera x), della legge 13 giugno 1991, n. 190, è elevata al 30 per cento e sono modificate le percentuali previste dall'articolo 208 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni».


8.5

De Petris, Gambaro

Respinto

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 8. – 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, le compagnie di assicurazione sono obbligate a pubblicare sul proprio sito internet le statistiche in base alle quali viene calcolata la tariffa e il premio per Regione. Il mancato rispetto della disposizione di cui al presente comma comporta l'applicazione da parte dell'IVASS di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 20.000 euro. Gli introiti derivanti dall'applicazione delle sanzioni amministrative di cui al presente comma sono destinati ad incrementare il Fondo di garanzia per le vittime della strada, di cui all'articolo 285 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209».


8.6

De Petris, Gambaro

Respinto

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 8. – 1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le tariffe assicurative per la responsabilità civile automobilistica (Rc auto) a parità di classe sono formulate unitariamente per l'intero territorio nazionale, al fine di consentire che il premio per la copertura assicurativa Rc auto da corrispondere sia identico, per ogni assicurato, indipendentemente dal luogo di residenza.

        2. La disposizione di cui al comma 1 trova applicazione nei confronti di tutti gli automobilisti che, alla data del rinnovo del contratto di assicurazione e nella medesima classe di appartenenza, non abbiano provocato alcun sinistro per almeno 5 anni».


8.7

Di Biagio

Ritirato

Sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. L'articolo 138 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente:

        ''Art. 138. - (Danno non patrimoniale per lesioni di non lieve entità). – 1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della salute, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro della giustizia, si provvede alla predisposizione di una specifica tabella unica per tutto il territorio della Repubblica:

            a) delle menomazioni all'integrità psico-fisica comprese tra dieci e cento punti;

            b) del valore pecuniario da attribuire a ciascun punto di invalidità, comprensivo dei coefficienti di variazione corrispondenti all'età del soggetto leso.

        2. La tabella unica nazionale è redatta secondo i seguenti princìpi e criteri:

            a) agli effetti della tabella, per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente dell'integrità psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medicolegale, che esplica un'incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito;

            b) la tabella dei valori economici si fonda sul sistema a punto variabile in funzione dell'età e del grado di invalidità;

            c) il valore economico del punto è funzione crescente della percentuale di invalidità e l'incidenza della menomazione sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato cresce in modo più che proporzionale rispetto all'aumento percentuale assegnato ai postumi;

            d) il valore economico del punto è funzione decrescente dell'età del soggetto, sulla base delle tavole di mortalità elaborate daIl'ISTAT, al tasso di rivalutazione pari all'interesse legale;

            e) il danno non patrimoniale temporaneo inferiore al 100 per cento è determinato in misura corrispondente alla percentuale di inabilità riconosciuta per ciascun giorno.

        L'importo dovuto per ogni giorno di inabilità temporanea assoluta, fermi restando gli aggiornamenti annuali di cui al comma 4, è pari a quello previsto dalla lettera b) del comma 1 dell'articolo n. 139.

        3. Qualora la menomazione accertata incida in maniera rilevante su specifici aspetti dinamico-relazionali personali documentati e obiettivamente accertati ovvero causi o abbia causato una sofferenza psico-fisica di particolare intensità, l'ammontare del risarcimento del danno, calcolato secondo quanto previsto dalla tabella unica nazionale di cui al comma 2, può essere aumentato dal giudice, ,con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato, fino al 40 per cento. L'ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto ai sensi del presente articolo è esaustivo del risarcimento del danno non patrimoniale conseguente a lesioni fisiche.

        4. Gli importi stabiliti nella tabella unica nazionale sono aggiornati annualmente, con decreto del Ministro dello sviluppo economico in misura corrispondente alla variazione dell'indice nazionale dei prezzi ai consumo per le famiglie di operaie impiegati accertata''».


8.8

Castaldi, Buccarella, Girotto, Petrocelli, Puglia

Respinto

Sopprimere il comma 1.

        Conseguentemente, sopprimere il comma 2.


8.9

Caleo, Scalia

Ritirato

Al comma 1, sostituire il capoverso «Art. 138», con il seguente:

        «Art. 138. - (Danno non patrimoniale per lesioni di non lieve entità). – 1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della salute, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro della giustizia, si provvede alla predisposizione di una specifica tabella unica per tutto il territorio della Repubblica:

            a) delle menomazioni all'integrità psico-fisica comprese tra dieci e cento punti;

            b) del valore pecuniario da attribuire a ciascun punto di invalidità, comprensivo dei coefficienti di variazione corrispondenti all'età del soggetto leso.

        2. La tabella unica nazionale è redatta secondo i seguenti princìpi e criteri:

            a) agli effetti della tabella, per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente dell'integrità psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medicolegale, che esplica un'incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito;

            b) la tabella dei valori economici si fonda sul sistema a punto variabile in funzione dell'età e del grado di invalidità;

            c) il valore economico del punto è funzione crescente della percentuale di invalidità e l'incidenza della menomazione sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato cresce in modo più che proporzionale rispetto all'aumento percentuale assegnato ai postumi;

            d) il valore economico del punto è funzione decrescente dell'età del soggetto, sulla base delle tavole di mortalità elaborate dall'ISTAT, al tasso di rivalutazione pari all'interesse legale;

            e) il danno non patrimoniale temporaneo inferiore al 100 per cento è determinato in misura corrispondente alla percentuale di inabilità riconosciuta per ciascun giorno.

        L'importo dovuto per ogni giorno di inabilità temporanea assoluta, fermi restando gli aggiornamenti annuali di cui al comma 4, è pari a quello previsto dalla lettera b) del comma 1 dell'articolo 139.

        3. Qualora la menomazione accertata incida in maniera rilevante su specifici aspetti dinamico-relazionali personali documentati e obiettivamente accertati ovvero causi o abbia causato una sofferenza psico-fisica di particolare intensità, l'ammontare del risarcimento del danno, calcolato secondo quanto previsto dalla tabella unica nazionale di cui al comma 2, può essere aumentato, dal giudice, con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato, fino al 40 per cento. L'ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto ai sensi del presente articolo è esaustivo del risarcimento del danno non patrimoniale conseguente a lesioni fisiche.

        4. Gli importi stabiliti nella tabella unica nazionale sono aggiornati annualmente, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, in misura corrispondente alla variazione dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertata».


8.10

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1 capoverso «Art. 138», comma 1, dopo le parole: «su tutto il territorio della Repubblica» inserire le seguenti: «nel rispetto delle tabelle elaborate dal Tribunale di Milano, in conformità con la sentenza n. 12408 del 7 giugno 2011 della III Sezione civile della Corte di cassazione».


8.11

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», al comma 1, lettera b), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, prevedendo un valore minimo e massimo del punto, sulla base dei criteri già utilizzati nelle tabelle ritenute congrue dalla consolidata giurisprudenza di legittimità».


8.12

Buccarella, Girotto, Castaldi, Petrocelli, Puglia

Respinto

Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:

        a) al comma 1, capoverso «Art. 138», sopprimere i commi da 2 a 5;

        b) dopo il comma 1, inserire i seguenti:

        «1-bis. La tabella unica nazionale, di cui all'articolo 138, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, così come sostituito ai sensi del comma 1 del presente articolo, è redatta prendendo come riferimento esclusivo le tabelle per la liquidazione del danno non patrimoniale derivante da lesione all'integrità psico-fisica e dalla perdita o grave lesione parentale, nonché le note esplicative predisposte dall'Osservatorio di giustizia civile di Milano del Tribunale di Milano.

        1-ter. Gli importi stabiliti nella tabella unica nazionale sono aggiornati annualmente, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, in misura corrispondente alla variazione dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertata dall'ISTAT.».


8.13

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», al comma 2, sostituire le parole: «La tabella unica nazionale è redatta, tenuto conto dei criteri di valutazione del danno ritenuti congrui dalla consolidata giurisprudenza di legittimità, secondo i seguenti principi e criteri,» con le seguenti: «La tabella unica nazionale è aggiornata ai valori proposti dalle tabelle del Tribunale di Milano ritenuti congrui dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 12408 del 2011 ed è redatta secondo i seguenti principi e criteri:».


8.14

Astorre, Caleo, FISSORE

Ritirato

Al comma 1, capoverso «Art. 138», al comma 2, sopprimere le seguenti parole: «tenuto conto dei criteri valutativi del danno non patrimoniale ritenuti congrui dalla consolidata giurisprudenza di legittimità,».


8.15

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», al comma 2, dopo le parole: «tenuto conto dei criteri di valutazione del danno ritenuti congrui dalla consolidata giurisprudenza di legittimità» inserire le seguenti: «, nel rispetto dei valori proposti dalle tabelle del Tribunale di Milano ritenuti congrui dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 12408 del 2011».


8.16

MANDELLI, PELINO

Ritirato

Al comma 1, capoverso «Art. 138», apportare le seguenti modificazioni:

        a) al comma 2, capoverso, sostituire le parole: «non patrimoniale,» con la seguente: «biologico»;

        b) al comma 2, sopprimere la lettera e);

        c) al comma 3, dopo le parole: «obiettivamente accertati» inserire le seguenti: «ovvero causi o abbia causato una sofferenza psico-fisica di particolare intensità»;

        d) sostituire il comma 4 con il seguente: «4. Quando sussista un danno biologico, l'ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto ai sensi del presente articolo è esaustivo del risarcimento di ogni danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona.».


8.17

Di Biagio

Ritirato

Al comma 1, capoverso «Art. 138», apportare le seguenti modificazioni:

        a) al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: «non patrimoniale,» con la seguente: «biologico»;

        b) al comma 2, sopprimere la lettera e);

        c) al comma 3, dopo le parole: «obiettivamente accertati» inserire le seguenti: «ovvero causi o abbia causato una sofferenza psico-fisica di particolare intensità»;

        d) sostituire il comma 4 con il seguente: «4. Quando sussista un danno biologico, l'ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto ai sensi del presente articolo è esaustivo del risarcimento di ogni danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona.».


8.18

Di Biagio

Ritirato

Al comma 1, capoverso «Art. 138», apportare le seguenti modificazioni:

        a) al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: «non patrimoniale,» con la seguente: «biologico»;

        b) al comma 2, lettera e), sostituire le parole da: «al fine di» a «integrità fisica» con le seguenti: «al fine di considerare ogni ulteriore componente di danno non patrimoniale allegata e provata, inclusa quella derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona»;

        c) al comma 3, dopo le parole: «obiettivamente accertati» inserire le seguenti: «ovvero causi o abbia causato una sofferenza psico-fisica di particolare intensità»;

        d) sostituire il comma 4 con il seguente: «4. Quando sussista un danno-biologico, l'ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto ai sensi del presente articolo è esaustivo del risarcimento di ogni danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona.».


8.19

Bianconi, Chiavaroli, Mancuso, De Poli

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», apportare le seguenti modificazioni:

        a) al comma 2, capoverso, sostituire le parole: «non patrimoniale,» con la seguente: «biologico»;

        b) al comma 2, lettera e), sostituire le parole da «al fine di» a «integrità fisica» con le seguenti: «al fine di considerare ogni ulteriore componente di danno non patrimoniale allegata e provata, inclusa quella derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona»;

        c) al comma 3, dopo le parole: «obiettivamente accertati» inserire le seguenti: «ovvero causi o abbia causato una sofferenza psico-fisica di particolare intensità»;

        d) sostituire il comma 4 con il seguente: «4. Quando sussista un danno biologico, l'ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto ai sensi del presente articolo è esaustivo del risarcimento di ogni danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona.».


8.20 (testo 2)

Scalia

Ritirato

Al comma 1, capoverso «Art. 138», sostituire il comma 4 con il seguente:

        «4. Quando sussista un danno biologico, l'ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto ai sensi del presente articolo è esaustivo del risarcimento di ogni danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona.».


8.20

SCALIA

Al comma 1, capoverso «Art. 138», apportare le seguenti modificazioni:

        a) al comma 2, capoverso, sostituire le parole: «non patrimoniale,» con la seguente: «biologico»;

        b) al comma 2, lettera e), sostituire le parole da «al fine di» a «integrità fisica» con le seguenti: «al fine di considerare ogni ulteriore componente di danno non patrimoniale allegata e provata, inclusa quella derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona»;

        c) al comma 3, dopo le parole: «obiettivamente accertati» inserire le seguenti: «ovvero causi o abbia causato una sofferenza psico-fisica di particolare intensità»;

        d) sostituire il comma 4 con il seguente: «4. Quando sussista un danno biologico, l'ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto ai sensi del presente articolo è esaustivo del risarcimento di ogni danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona.».


8.21

Pelino

Respinto

All'articolo 8, comma 1, capoverso «Art. 138», apportare le seguenti modificazioni:

        a) al comma 2, capoverso, sostituire le parole: «non patrimoniale,» con la seguente: «biologico»;

        b) al comma 2, lettera e), sostituire le parole da «al fine di» a «integrità fisica» con le seguenti: «al fine di considerare ogni ulteriore componente di danno non patrimoniale allegata e provata, inclusa quella derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona»;

        c) al comma 3, dopo le parole: «obiettivamente accertati», inserire le seguenti: «ovvero causi o abbia causato una sofferenza psico-fisica di particolare intensità».

        d) il comma 4 è sostituito con il seguente: «4. Quando sussista un danno biologico, l'ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto ai sensi del presente articolo è esaustivo del risarcimento di ogni danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona».


8.22

Mandelli, Pelino

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», apportare le seguenti modificazioni:

        a) al comma 2, capoverso, sostituire le parole: «non patrimoniale,» con la seguente: «biologico»;

        b) al comma 2, lettera e), sostituire le parole da «al fine di» a «integrità fisica» con le seguenti: «al fine di considerare ogni ulteriore componente di danno non patrimoniale allegata e provata, inclusa quella derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona»;

        c) al comma 3, dopo le parole: «obiettivamente accertati» inserire le seguenti: «ovvero causi o abbia causato una sofferenza psico-fisica di particolare intensità».

        d) il comma 4 è sostituito con il seguente: «4. Quando sussista un danno biologico, l'ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto ai sensi del presente articolo è esaustivo del risarcimento di ogni danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona.».


8.23

Matteoli

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», comma 2, lettera b), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e prevede un valore minimo e massimo del punto di invalidità secondo quanto previsto dalle tabelle dell'Osservatorio per la Giustizia civile di Milano, ritenute congrue dalla consolidata giurisprudenza di legittimità».


8.24

Fabbri, Fissore, Favero

Ritirato

Al comma 1, capoverso «Art. 138», al comma 2, lettera b), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e prevede un valere minimo e massimo del punto di invalidità secondo quanto previsto dalle tabelle dell'Osservatorio per la Giustizia civile di Milano, ritenute congrue dalla consolidata giurisprudenza di legittimità».


8.25

Pelino

Respinto

Al comma 1, capoverso: «Art. 138», comma 2, lettera b), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e prevede un valore minimo e massimo del punto di invalidità secondo quanto previsto dalle tabelle dell'Osservatorio per la Giustizia civile di Milano, ritenute congrue dalla consolidata giurisprudenza di legittimità».


8.26

Barani

Respinto

Al comma 1, capoverso: «Art. 138», comma 2, lettera b), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e prevede un valore minimo e massimo del punto di invalidità secondo quanto previsto dalle tabelle dell'Osservatorio per la Giustizia civile di Milano, ritenute congrue dalla consolidata giurisprudenza di legittimità».


8.27

Barani

Respinto

Al comma 1, capoverso: «Art. 138», comma 2, lettera b), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e prevede un valore minimo e massimo del punto secondo quanto previsto dalle tabelle ritenute congrue dalla consolidata giurisprudenza di legittimità».


8.28

Matteoli

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», comma 2, lettera b), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e prevede un valore minimo e massimo del punto secondo quanto previsto dalle tabelle ritenute congrue dalla consolidata giurisprudenza di legittimità».


8.29

Pelino

Respinto

Al comma 1, capoverso: «Art. 138», comma 2, lettera b), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e prevede un valore minimo e massimo del punto secondo quanto previsto dalle tabelle ritenute congrue dalla consolidata giurisprudenza di legittimità».


8.30

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1, capoverso: «Art. 138», comma 2, sopprimere la lettera c).


8.31

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», comma 2, sostituire la lettera c) con la seguente:

            «c) il valore economico del punto per il danno biologico è determinato sulla base dei valori monetari di cui alle tabelle redatte dall'osservatorio per la giustizia civile del Tribunale di Milano e cresce in modo più che proporzionale rispetto all'aumento percentuale assegnato ai postumi».


8.32

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», al comma 2, lettera c), sostituire le parole: «della percentuale» con le seguenti: «in misura più che proporzionale rispetto alla percentuale».


8.33

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», al comma 2, dopo la lettera d), inserire la seguente: «d-bis) il valore del decimo punto per un soggetto di anni 1 è pari ad euro 27.603,00».


8.34

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», al comma 2, sostituire la lettera f), con la seguente:

            «f) l'importo dovuto per ogni giorno di inabilità temporanea assoluta e relativa è pari a quello ritenuto congruo dalla consolidata giurisprudenza di legittimità».


8.35

Buccarella, Girotto, Castaldi, Petrocelli, Puglia

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», comma 2, lettera f), aggiungere, in fine, il seguente periodo: «L'importo dovuto per ogni giorno di inabilità temporanea assoluta, fermi restando gli aggiornamenti annuali di cui al comma 4, è pari ad una somma compresa tra 96 euro e 145 euro, variabile in base al grado di sofferenza subito».


8.36

Buccarella, Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», al comma 3, sopprimere le parole: «personali documentati e obiettivamente accertati».


8.37

Buccarella, Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», al comma 3, sopprimere le parole: «, fino al 30 per cento».


8.38

Buccarella, Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», sopprimere il comma 4.


8.39

Fissore, Favero

Ritirato

Al comma 1, al capoverso «Art. 138», al comma 4, sostituire lo parola: «conseguente» con lo seguente: «relativo».


8.40

Pelino

Respinto

Al comma 1, capoverso: «Art. 138», comma 4, sostituire la parola: «conseguente», con la seguente: «relativo».


8.41

Matteoli

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», comma 4, sostituire la parola «conseguente» con la seguente: «relativo».


8.42

Barani

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», al comma 4, sostituire la parola «conseguente» con la seguente: «relativo».


8.43

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 138», sostituire, nella rubrica, le parole: «Danno non patrimoniale» con le seguenti: «Danno biologico».


8.44

Buccarella, Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Sopprimere il comma 3.


8.45

Buccarella, Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Apportare le seguenti modificazioni:

        a) al comma 3, capoverso «Art. 139», il comma 1 è sostituito con il seguente:

        «1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della salute, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro della giustizia, si provvede alla predisposizione di una specifica tabella unica per tutto il territorio della Repubblica: a) delle menomazioni all'integrità psico-fisica comprese tra 1 e nove punti di invalidità; b) del valore pecuniario da attribuire a ciascun punto di invalidità, comprensivo dei coefficienti di variazione corrispondenti all'età del soggetto leso.»;

        b) al comma 3, capoverso «Art. 139», sopprimere i commi 2, 3, 4 e 6;

        c) aggiungere, in fine, il seguente comma: «3-bis. La tabella unica nazionale di cui all'articolo 139, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, così come sostituito ai sensi del comma 3 del presente articolo, è redatta prendendo come riferimento esclusivo le Tabelle per la liquidazione del danno non patrimoniale derivante da lesione all'integrità psicofisica e dalla perdita-grave lesione parentale nonché le note esplicative predisposte dall'Osservatorio di giustizia civile di Milano del Tribunale di Milano».


8.46

PELINO

Dichiarato inammissibile

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 1, dopo le parole: «di natanti», inserire le seguenti: «o per sinistro sanitario».


8.47

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli, Buccarella

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», al comma 1, lettera a), sostituire le parole: «è pari a 759,91 euro» con le seguenti: «è pari a 1.460,46 euro».


8.48

Buccarella, Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», al comma 1, lettera b), sostituire le parole: «di 39,37 euro» con le seguenti: «compreso tra 96 euro e 145 euro variabile in base al grado di sofferenza subito».


8.49

Buccarella, Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 1, lettera b), sostituire le parole: «di 39,37 euro» con le seguenti: «compreso tra 75 euro e 130 euro, variabile in base al grado di sofferenza subito».


8.50

Pelino

Respinto

Al comma 3, capoverso: «Art. 139», comma 1, lettera b), sostituire le parole: «39,37 euro», con le seguenti: «46,23 euro».


8.51

Matteoli

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», al comma 1, lettera b), sostituire le parole: «39,37 euro» con le seguenti: «46,23 euro».


8.52

Barani

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», al comma 1, lettera b), sostituire le parole: «39,37 euro» con le seguenti: «46,23 euro».


8.53

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», al comma 1, lettera b), sostituire le parole: «39,37 euro» con le seguenti: «46,23 euro».


8.54

Pelino

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 1, lettera b), sostituire le parole: «di 39,37 euro» con le seguenti: «previsto dalle tabelle dell'Osservatorio per la Giustizia civile di Milano».


8.55

Matteoli

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 1, lettera b), sostituire le parole: «di 39,37 euro» con le seguenti: «previsto dalle tabelle dell'Osservatorio per la Giustizia civile di Milano».


8.56

Barani

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 1, lettera b), sostituire le parole: «un importo di 39,37 euro» con le seguenti: «gli importi previsti dalle tabelle dell'Osservatorio per la Giustizia civile di Milano».


8.57

Fissore, Favero

Ritirato

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 1, lettera b), sostituire le parole: «un importo di 39,37 euro» con le seguenti: «gli importi previsti dalle tabelle dell'Osservatorio per la Giustizia civile di Milano».


8.58

Marinello, Di Biagio

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 2, primo periodo, sostituire le parole: «medico-legale» con le seguenti: «effettuato esclusivamente ad opera di specialista medico legale».

        Conseguentemente dopo il comma 3 inserire il seguente:

        «3-bis. All'articolo 32, comma 3-quater, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) dopo le parole: «a seguito di riscontro» sono inserite le seguenti: «ad opera di specialista»;

            b) prima delle parole: «visivamente o strumentalmente» sono inserite le seguenti: «clinicamente o»».


8.59

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», nel comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «accertamento clinico strumentale obiettivo» con le seguenti: «accertamento clinico o strumentale obiettivo».


8.60

Fissore, Favero

Ritirato

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «accertamento clinico strumentale obiettivo» con le seguenti: «accertamento clinico o strumentale obiettivo».


8.61

Barani

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «accertamento clinico strumentale obiettivo» con le seguenti: «accertamento clinico o strumentale obiettivo».


8.62

PELINO

Ritirato

Al comma 3, capoverso: «Art. 139», comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «accertamento clinico strumentale obiettivo», con le seguenti: «accertamento clinico o strumentale obiettivo».


8.63

Matteoli, FISSORE

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «accertamento clinico strumentale obiettivo» con le seguenti: «accertamento clinico o strumentale obiettivo».


8.64

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 2, secondo periodo, sono apportate le seguenti modificazioni:

        1) dopo la parola «accertamento» inserire le seguenti: «, esclusivamente ad opera di specialista,»;

        2) sopprimere la parola: «strumentale».


8.65

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 2, secondo periodo, sostituire le parole da: «clinico strumentale» fino a: «strumentazioni» con le seguenti: «secondo la criteriologia medico legale, anche mediante esame obiettivo o clinico o visivo o strumentale».

        Conseguentemente,

        a) al medesimo capoverso, nel comma 3,

            1) al primo periodo, sopprimere le parole: «, fino al 20 per cento»;

            2) sopprimere l'ultimo periodo;

        b) alla rubrica, sostituire le parole: «non patrimoniale» con la seguente: «biologico».


8.66

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139»,  sono apportate le seguenti modificazioni:

        1) al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «clinico strumentale obiettivo» con le seguenti: «secondo la criteriologia medico legale, anche mediante esame obiettivo o clinico o visivo o strumentale»;

        2) al comma 3, primo periodo, sopprimere le parole: «fino al 20 per cento».


8.67

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139»,  sono apportate le seguenti modificazioni:

        1) al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «clinico strumentale obiettivo» con le seguenti: «secondo la criteriologia medico legale, anche mediante esame obiettivo o clinico o visivo o strumentale»;

        2) al comma 3, sopprimere l'ultimo periodo.


8.68

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «clinico strumentale obiettivo» con le seguenti: «secondo la criteriologia medico legale, anche mediante esame obiettivo o clinico o visivo o strumentale».


8.69

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», sono apportate le seguenti modificazioni:

        1) al comma 2, sopprimere la parola «strumentale»;

        2) alla rubrica sostituire le parole: «Danno non patrimoniale» con le seguenti: «Danno biologico».


8.70

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 2, secondo periodo sostituire la parola: «, oggettivamente» con le seguenti: «ovvero altre lesioni».


8.71

Matteoli

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 3, apportare le seguenti modificazioni:

            a) sopprimere le parole: «ovvero causi o abbia causato una sofferenza psicologica di particolare intensità»;

            b) sopprimere le parole: «fino al 20 per cento»;

            c) sostituire le parole: «non patrimoniale», con la seguente: «biologico»;

            d) sostituire la parola: «conseguente» con la seguente: «relativo».


8.72

Pelino

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 3, apportare le seguenti modificazioni:

            a) sopprimere le parole: «ovvero causi o abbia causato una sofferenza psicologica di particolare intensità»;

            b) sopprimere le parole: «fino al 20 per cento»;

            c) sostituire le parole: «non patrimoniale», con la seguente: «biologico»;

            d) sostituire la parola: «conseguente» con la seguente: «relativo».


8.73

Fissore, Favero

Ritirato

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 3, sopprimere le parole: «ovvero causi o abbia causato una sofferenza psicologica di particolare intensità» e le parole: «fino al 20 per cento» e sostituire le parole: «non patrimoniale conseguente» con le seguenti: «biologico relativo».


8.74

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», al comma 3, apportare le seguenti modificazioni:

            a) al primo periodo, sopprimere le parole: «ovvero causi o abbia causato una sofferenza psicofisica di particolare intensità» e le parole: «fino al 20 per cento»;

            b) al secondo periodo, sostituire le parole: «non patrimoniale» con la seguente: «biologico» e la parola: «conseguente» con la seguente: «relativo».


8.75

Barani

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», comma 3, sopprimere le seguenti parole: «ovvero causi o abbia causato una sofferenza psicologica di particolare intensità» e le seguenti parole: «fino al 20 per cento». Per l'effetto, sostituire le seguenti parole: «non patrimoniale» con le seguenti: «biologico» e la parola: «conseguente» con la seguente: «relativo».


8.76

Buccarella, Girotto, Castaldi, Petrocelli, Puglia

Respinto

Al comma 3, capoverso «Art. 139», al comma 3, sopprimere l'ultimo periodo.


8.77

PELINO

Dichiarato inammissibile

Dopo il comma 3 inserire il seguente:

        «3-bis. Al comma 1, dell'articolo 144 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni, dopo le parole: ''i un natante'', sono inserite le seguenti: ''o per sinistro sanitario''».

        Conseguentemente, alla rubrica aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e azione diretta del danneggiato».


8.78

Buccarella, Girotto, Castaldi, Petrocelli, Puglia

Respinto

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

        «3-bis. All'articolo 32, comma 3-quater, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, dopo le parole: ''da cui risulti'', inserire le seguenti: ''clinicamente o''».


8.79

BUCCARELLA, GIROTTO, CASTALDI, PETROCELLI, PUGLIA

Dichiarato inammissibile

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

        «3-bis. Il comma 3 dell'articolo 3 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, è abrogato».


8.0.1

Consiglio

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 8-bis.

        1 Dopo l'articolo 142-ter, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni, recante il Codice delle assicurazioni private, sono inseriti i seguenti articoli:

        ''Art. 142-quater. - (Libertà di scelta dell'assicurato e obbligo informativo. Clausole assicurative vessatorie). – 1. Tutti i contratti di assicurazione devono prevedere espressamente la facoltà dell'assicurato di avvalersi di imprese di autoriparazione di propria fiducia, abilitate ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 122 e successive modificazioni ed integrazioni, per la riparazione del danno. Tale indicazione deve essere riportata all'atto della stipulazione di nuovi contratti, nonché in occasione di ogni rinnovo contrattuale, e viene inserita esplicitamente nella nota informativa prevista dall'articolo 185.

        2. Le clausole dirette ad escludere, limitare o condizionare la libertà di scelta dell'assicurato si presumono vessatorie e sono nulle ai sensi degli articoli 33 e 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e successive modifiche ed integrazioni, in quanto dirette a determinare un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.

        Art. 142-quinquies. - (Tracciabilità della riparazione, riparazione in sicurezza e revisione del veicolo). – 1. Al fine di garantire la sicurezza delta circolazione stradale e la tutela ambientale il proprietario del veicolo danneggiato per sinistro causato dalla circolazione di un veicolo, per il quale vi è l'obbligo di assicurazione, è tenuto ad effettuare la riparazione nei casi in cui lo stesso veicolo abbia riportato danni ad elementi strutturali ed a sistemi, organi, impianti, dispositivi, equipaggiamenti e componenti, meccanici, elettrici ed elettronici, che sono sottoposti alle operazioni di revisione periodica di cui all'articolo 80 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni ed integrazioni.

        2. Il proprietario, entro i termini prescritti dall'articolo 148, nei quali l'impresa di assicurazione deve proporre congrua e motivata offerta per il risarcimento, ovvero comunicare specificatamente i motivi per i quali non ritiene di formulare offerta, ha facoltà di comunicare all'impresa la propria volontà di non effettuare la riparazione. In tal caso, il danneggiato mantiene il diritto al risarcimento da parte dell'impresa di assicurazione previa presentazione della copia del certificato di avvenuta demolizione del veicolo.

        3. Entro sessanta giorni dalla riparazione avvenuta ai sensi del comma 1, il danneggiato è tenuto a far effettuare la revisione singola del veicolo al fine di accertare la sussistenza dei requisiti di sicurezza, rumorosità ed inquinamento prescritti, fornendo all'impresa di assicurazione copia della certificazione di esito favorevole, corredata di idonea documentazione fiscale atte stante gli interventi effettuati in mancanza, l'impresa di assicurazione deve segnalare la mancata revisione al Dipartimento Trasporti terrestri del Ministero per i provvedimenti di competenza.

        4. In caso di trasferimento di proprietà del veicolo danneggiato, gli obblighi previsti dai commi 1 e 3 si trasferiscono in capo al nuovo proprietario.

        Art. 142-sexies. - (Riparazione in conformità alle prescrizioni tecniche del costruttore. Garanzie). – 1. La riparazione deve essere eseguita secondo conformità alle prescrizioni tecniche fornite dal costruttore, fermo restando l'obbligo di prestare le garanzie di cui all'articolo 11 della legge 5 febbraio 1992, n. 122 da parte delle imprese esercenti l'attività di autoriparazione in ordine agli interventi effettuati ed alla relativa qualità. A tal fine, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti vengono definite le garanzie di cui al predetto articolo 11 della legge 5 febbraio 1992, n. 122.

        Art. 142-septies. - (Risarcimento del danno e liquidazione dell'indennità dovuta documentazione fiscale. Cessione del credito e clausole vessatorie). – 1. Il danneggiato ha diritto a conseguire la reintegrazione in forma specifica da parte dell'impresa di assicurazione che provvede al risarcimento mediante liquidazione dell'indennità dovuta per la riparazione del veicolo danneggiato.

        2. La somma corrisposta dall'impresa di assicurazione a titolo di risarcimento è versata direttamente all'impresa che ha svolto l'attività di autoriparazione in base alla cessione del relativo credito da parte del danneggiato ai sensi dell'articolo 1260 c.c, con contestuale presentazione della copia della documentazione fiscale rilasciata al danneggiato.

        3. Le clausole dirette ad escludere, limitare o condizionare la facoltà di cessione del credito da parte dell'assicurato si presumono vessatorie e sono nulle ai sensi degli articoli 33 e 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e successive modificazioni ed integrazioni, in quanto dirette ad imporre ingiustificate restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti con i terzi.

        4. La somma viene liquidata direttamente al danneggiato laddove questi effettui la riparazione del veicolo danneggiato avvalendosi di imprese di autoriparazione di propria fiducia senza ricorrere alla cessione del credito di cui al comma 2, previa presentazione della copia della documentazione fiscale rilasciata dalla medesima impresa di autoriparazione.

        5. La documentazione fiscale rilasciata ai sensi dei commi 2 e 4 riporta in modo analitico il contenuto degli interventi riparativi effettuati dall'impresa di autoriparazione. Copia di tale documentazione è inviata in formato elettronico da parte dell'impresa di assicurazione alla banca dati dei sinistri istituita presso l'IVASS ai sensi dell'articolo 135.

        Art. 142-octies. - (Convenzioni tra imprese di assicurazione e imprese di autoriparazione: limiti e condizioni). – 1. Le clausole contrattuali che prevedono la facoltà da parte dell'impresa di assicurazione di provvedere al risarcimento in forma specifica mediante apposite convenzioni con imprese di autoriparazione, a fronte di una riduzione del premio relativo alla garanzia di responsabilità civile, non si considerano vessatorie a condizione che siano state oggetto di trattativa individuale con il contraente, ai sensi dell'articolo 34 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. Resta comunque ferma la facoltà dell'assicurato di avvalersi di imprese di autoriparazione non convenzionate di propria fiducia, abilitate ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 122 e successive modificazioni ed integrazioni, per la riparazione del veicolo ai sensi del presente Capo.

        2. In ogni caso le clausole previste nelle convenzioni fra imprese di assicurazione ed imprese di autoriparazione non possono prevedere condizioni restrittive che risultino difformi rispetto alle disposizioni della contrattazione collettiva e della regolamentazione contrattuale di settore, né stabilire tempi di lavorazione tali da rendere ingiustificatamente onerosa la conformità delle riparazioni alle prescrizioni tecniche fornite dai fabbricanti. Risultano precluse limitazioni che possano aggravare le condizioni a carico delle imprese di autoriparazione in materia di sicurezza sul lavoro e di tutela dell'ambiente, nonché le ulteriori condizioni che non risultino compatibili con gli elementi ed i parametri definiti dagli studi di settore.

        3. Nei casi di vizi, guasti o danni derivanti da interventi di riparazione effettuati in condizioni precarie a causa dei vincoli restrittivi previsti nelle clausole inserite nelle convenzioni, l'impresa di assicurazione è corresponsabile con l'impresa di autoriparazione convenzionata, ferma restando la preventiva richiesta di risarcimento della parte danneggiata all'impresa di autoriparazione e la preventiva escussione del patrimonio della medesima impresa.

        4. È ammessa l'azione inibitoria di cui all'articolo 37, del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e successive modificazioni ed integrazioni, contro le imprese di assicurazione che nell'offerta, nella pubblicità e nell'informazione dei propri servizi assicurativi raccomandano l'utilizzo di condizioni generali di contratto aventi ad oggetto il risarcimento in forma specifica mediante specifiche convenzioni con imprese di autoriparazione. Si applica l'articolo 37-bis del predetto decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.

        Art. 142-nonies. - (Risarcimento integrale dei danni subiti). – 1. Resta comunque fermo il diritto del danneggiato all'integrale risarcimento dei danni subìti a seguito di incidente, ivi compresi gli oneri ed i costi conseguenti relativi al soccorso stradale, al ''fermo tecnico'' del veicolo, al noleggio di veicoli sostitutivi, all'assistenza legale in sede stragiudiziale, nonché all'eventuale demolizione e reimmatricolazione del veicolo.

        2. Risultano inoltre comprese le spese di perizia di competenza del perito che il contraente di polizza avrà scelto e nominato, nonché la quota parte delle competenze del terzo perito a carico del contraente''».


8.0.2

Girotto, Castaldi, Petrocelli, Puglia, Buccarella

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 8-bis.

(Disposizioni in materia di libera scelta dell'assicurato e di trasparenza).

        1. Dopo l'articolo 142-ter del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, sono aggiunti, in fine, i seguenti articoli:

        ''Art. 142-quater. - (Libertà di scelta dell'assicurato e obbligo informativo. Clausole assicurative vessatorie). – 1. Tutti i contratti di assicurazione prevedono espressamente la facoltà dell'assicurato di avvalersi di imprese di autoriparazione di propria fiducia, abilitate ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 122, per la riparazione del danno. Tale indicazione deve essere riportata all'atto della stipulazione di nuovi contratti, nonché in occasione di ogni rinnovo contrattuale ed è inserita esplicitamente nella nota informativa prevista dall'articolo 185 del presente codice.

        2. Le clausole dirette a escludere, limitare o condizionare la libertà di scelta dell'assicurato si presumono vessatorie e sono nulle ai sensi degli articoli 33 e 36 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni, in quanto dirette a determinare un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.

        Art. 142-quinquies. - (Tracciabilità della riparazione, riparazione in sicurezza e revisione del veicolo). – 1. Al fine di garantire la sicurezza della circolazione stradale e la tutela ambientale, il proprietario del veicolo danneggiato da un sinistro causato dalla circolazione stradale è tenuto a ripararlo nel caso in cui lo stesso abbia riportato danni a elementi strutturali e a sistemi, organi, impianti, dispositivi, equipaggiamenti o componenti meccanici, elettrici o elettronici, che sono sottoposti alle operazioni di revisione periodica previste dall'articolo 80 del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni.

        2. Entro i termini prescritti dall'articolo 148, nei quali l'impresa di assicurazione deve proporre congrua e motivata offerta per il risarcimento ovvero comunicare specificamente i motivi per i quali non ritiene di formularla, il danneggiato ha facoltà di comunicare all'impresa la volontà di non procedere alla riparazione del proprio veicolo. In tale caso, mantiene il diritto al risarcimento da parte dell'impresa di assicurazione, previa presentazione della copia del certificato di avvenuta demolizione del veicolo.

        3. Entro sessanta giorni dalla riparazione avvenuta ai sensi del comma 1, il danneggiato è tenuto a sottoporre il veicolo a riparazione singola al fine di accertare la sussistenza dei requisiti di sicurezza, rumorosità e inquinamento prescritti, fornendo all'impresa di assicurazione copia della certificazione attestante l'esito favorevole. In mancanza, l'impresa di assicurazione è tenuta a segnalare la mancata revisione al Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per i provvedimenti di competenza.

        4. In caso di trasferimento di proprietà del veicolo danneggiato, gli obblighi previsti dai commi 1 e 3 si trasferiscono fu capo al nuovo proprietario.

        Art. 142-sexies. - (Riparazione in conformità alle prescrizioni tecniche del costruttore. Garanzie). – 1. La riparazione deve essere eseguita conformemente alle prescrizioni tecniche fornite dal costruttore, fermo restando l'obbligo delle imprese esercenti l'attività di autoriparazione di prestare le garanzie di cui all'articolo 11 nella legge 5 febbraio 1992, n. 122, in ordine agli interventi effettuati e alla relativa qualità. A tale fine, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione,. il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti definisce le garanzie di cui al predetto articolo 11.

        Art. 142-septies. - (Risarcimento del danno e liquidazione dell'indennità dovuta. Documentazione fiscale. Cessione del credito e clausole vessatorie). – 1. Il danneggiato ha il diritto di conseguire la reintegrazione in forma specifica da parte dell'impresa di assicurazione che provvede al risarcimento mediante liquidazione dell'indennità dovuta per la riparazione del veicolo danneggiato.

        2. La somma corrisposta dall'impresa di assicurazione a titolo di risarcimento è versata direttamente all'impresa che ha svolto l'attività di autoriparazione in base alla cessione del relativo credito da parte del danneggiato ai sensi dell'articolo 1260 del codice civile, con contestuale presentazione della copia della documentazione fiscale rilasciata al danneggiato.

        3. Le clausole dirette a escludere, limitare o condizionare la facoltà di cessione del credito da parte dell'assicurato si presumono vessatorie e sono nulle ai sensi degli articoli 33 e 36 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni, in quanto dirette a imporre ingiustificate restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti con i terzi.

        4. La somma è liquidata direttamente al danneggiato qualora questi effettui la riparazione del veicolo avvalendosi di imprese di autoriparazione di propria fiducia senza ricorrere alla cessione del credito di cui al comma 2, previa presentazione della copia della documentazione fiscale rilasciata dalla medesima impresa di autoriparazione.

        5. La documentazione fiscale rilasciata ai sensi dei commi 2 e 4 riporta in modo analitico il contenuto degli interventi riparativi effettuati dall'impresa di autoriparazione. L'impresa di assicurazione ne invia una copia in formato elettronico alla banca dati dei sinistri istituita presso l'IVASS ai sensi dell'articolo 135.

        Art. 142-octies. – (Risarcimento integrale dei danni subiti). – 1. Resta comunque fermo il diritto del danneggiato all'integrale risarcimento dei danni subiti a seguito di sinistro, compresi gli oneri e i costi conseguenti relativi al soccorso stradale, al fermo tecnico del veicolo, al noleggio di veicoli sostitutivi, all'assistenza tecnica, peritale e legale in sede stragiudiziale, nonché alle eventuali demolizione e reimmatricolazione del veicolo''».


8.0.3

Consiglio

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 8-bis.

(Principio della libertà di scelta dell'assicurato)

        1. Dopo l'articolo 142-ter; del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni, recante il Codice delle assicurazioni private, sono inseriti il seguente articolo:

        «Art. 142-quater(Libertà di scelta dell'assicurato e obbligo informativo. Clausole assicurative vessatorie). – 1. Tutti i contratti di assicurazione devono prevedere espressamente la facoltà dell'assicurato di avvalersi di imprese di autoriparazione di propria fiducia, abilitate ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 122 e successive modificazioni ed integrazioni, per la riparazione del danno. Tale indicazione deve essere riportata all'atto della stipulazione di nuovi contratti, nonché in occasione di ogni rinnovo contrattuale, e viene inserita esplicitamente nella nota informativa prevista dall'articolo 185.

        2. Le clausole dirette ad escludere, limitare o condizionare la libertà di scelta dell'assicurato si presumono vessatorie e sono nulle ai sensi degli articoli 33 e 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e successive modifiche ed integrazioni, in quanto dirette a determinare un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto».


8.0.4

De Petris, Gambaro

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 8-bis.

        1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, le compagnie di assicurazione sono obbligate a pubblicare sul proprio sito internet le statistiche in base alle quali viene calcolata la tariffa e il premio per Regione. Il mancato rispetto della disposizione di cui al presente comma comporta l'applicazione da parte dell'IVASS di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 20.000 euro. Gli introiti derivanti dall'applicazione delle sanzioni amministrative di cui al presente comma sono destinati ad incrementare il Fondo di garanzia per le vittime della strada, di cui all'articolo 285 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209.».


8.0.5

De Petris, Gambaro

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 8-bis.

        1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le tariffe assicurative per la responsabilità civile automobilistica (RC auto) a parità di classe, sono formulate unitariamente per l'intero territorio nazionale al fine di consentire che il premio per la copertura assicurativa RC auto da corrispondere sia identico, per ogni assicurato, indipendentemente dal luogo di residenza.

        2. La disposizione di cui al comma 1 trova applicazione nei confronti di tutti gli automobilisti che, alla data del rinnovo del contratto di assicurazione e nella medesima classe di appartenenza, non abbiano provocato alcun sinistro per almeno 5 anni».


8.0.6

DI BIAGIO

Dichiarato inammissibile

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 8-bis.

(Responsabilità civile della struttura sanitaria)

        1. All'articolo 3, comma 3 del decreto legislativo del 13 settembre 2012, n. 158, convertito dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, e successive modificazioni, dopo le parole: «conseguente all'attività», inserire le seguenti: «della struttura sanitaria, pubblica o privata, e».


8.0.7

Buccarella, Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Dopo l'articolo 8, inserire il seguente:

Art. 8-bis.

(Risarcimento del terzo trasportato)

        1. L'articolo 141 del codice di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005,- n. 209, è sostituito dal seguente:

        «Art. 141. - (Risarcimento del terzo trasportato). – 1. Il terzo trasportato ha sempre facoltà di esercitare l'azione diretta nei confronti dell'impresa di assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro, a prescindere dall'accertamento della responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro medesimo, fermo restando il diritto al risarcimento dell'eventuale maggior danno nei confronti dell'impresa di assicurazione del responsabile civile, se il veicolo di quest'ultimo è coperto per un massimale superiore a quello minimo.

        2. Per ottenere il risarcimento il terzo trasportato ha facoltà di promuovere nei confronti dell'impresa di assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro la procedura di risarcimento prevista dall'articolo 148 o, alternativamente, di rivolgere in qualsiasi momento richiesta di risarcimento all'impresa di assicurazione del responsabile civile.

        3. L'azione diretta avente ad oggetto il risarcimento, ove esercitata nei confronti dell'impresa di assicurazione del veicolo sul quale il danneggiato era a bordo al momento del sinistro, è soggetta ai termini di cui all'articolo 145. L'impresa di assicurazione del responsabile civile può intervenire nel giudizio e può estro mettere l'impresa di assicurazione del veicolo, riconoscendo la responsabilità del proprio assicurato. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del capo IV.

        4. L'impresa di assicurazione del vettore che ha effettuato il pagamento ha diritto di rivalsa nei confronti dell'impresa di assicurazione del responsabile civile».


9.1

BUCCARELLA, PUGLIA, GIROTTO, CASTALDI, PETROCELLI

Ritirato

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», sopprimere il comma 1.


9.2

Girotto, Castaldi, Petrocelli, Puglia

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art.145-bis», sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. All'assicurato che abbia fatto installare dispositivi elettronici ai sensi dell'articolo 132-ter, lettere b), e c), deve essere garantito, su sua richiesta, l'accesso ai dati registrati dai medesimi dispositivi».


9.3

Fabbri

Ritirato

Al comma l, capoverso «Art. 145-bis», comma 1, primo periodo, sopprimere le seguenti parole: «le risultanze del dispositivo formano piena prova, nei procedimenti civili, dei fatti cui esse si riferiscono, salvo che la parte contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento o la manomissione del predetto dispositivo».


9.4

Pelino

Respinto

Al comma l, capoverso «Art. 145-bis», comma 1, primo periodo, sopprimere le seguenti parole: «le risultanze del dispositivo formano piena prova, nei procedimenti civili, dei fatti cui esse si riferiscono, salvo che la parte contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento o la manomissione del predetto dispositivo».


9.5

Barani

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», al comma 1, primo periodo, sopprimere le seguenti parole: «le risultanze del dispositivo formano piena prova, nei procedimenti civili, dei fatti cui esse si riferiscono, salvo che la parte contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento o la manomissione del predetto dispositivo».


9.6

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 1, primo periodo, sostituire le parole da: «le risultanze del dispositivo» alla fine del periodo con le seguenti: «le risultanze del dispositivo, nei procedimenti civili, sono liberamente apprezzate dal giudice, salvo che la parte contro la quale sono state prodotte eccepisca il mancato o erroneo funzionamento del predetto dispositivo».


9.7

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 1, primo periodo, sostituire le parole da: «le risultanze del dispositivo» alla fine del periodo con le seguenti: «le risultanze del dispositivo, nei procedimenti civili, sono liberamente apprezzate dal giudice fatto salvo che la parte contro la quale sono state prodotte non eccepisca il mancato o erroneo funzionamento del predetto dispositivo».


9.8

Consiglio

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «formano piena prova» con le seguenti: «possono fornire prova».


9.9

Fissore, Favero

Ritirato

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 1, primo periodo, sopprimere la parola: «piena».


9.10

Consiglio

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 1, primo periodo, dopo le parole: «dei fatti a cui esse si riferiscono», inserire le seguenti: «solo nel caso in cui sia garantita la non alterabilità dei dati durante la loto trasmissione ai provider, di cui al successivo comma 2 e».


9.11

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis» comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «salvo che la parte contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento o la manomissione del predetto dispositivo» con le seguenti: «salvo che la parte contro la quale sono state prodotte non eccepisca in modo specifico il mancato o erroneo funzionamento ovvero la manomissione del predetto dispositivo».


9.12

Girotto, Castaldi, Petrocelli, Puglia

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 1, primo periodo, sostituire le parole da: «salvo che la parte» fino a: «predetto dispositivo» con le seguenti: «salvo che la parte contro la quale sono state prodotte eccepisca in modo specifico e motivato il mancato o non corretto funzionamento del predetto dispositivo ovvero la manomissione».


9.13

Consiglio

Respinto

Al comma 1, capoverso «art. 145-bis», comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «dimostri il mancato funzionamento o la manomissione del predetto dispositivo» con le seguenti: «non alleghi la prova del mancato o erroneo funzionamento del predetto dispositivo».


9.14

Matteoli

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «dimostri il mancato funzionamento o la manomissione del predetto dispositivo» con le seguenti: «non alleghi il mancato o erroneo funzionamento del predetto dispositivo.»


9.15

Pelino

Respinto

Al comma 1, capoverso: «Art. 145-bis», comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «dimostri il mancato funzionamento o la manomissione del predetto dispositivo», con le seguenti: «non alleghi il mancato o erroneo funzionamento del predetto dispositivo».


9.16

Pelino

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «il mancato funzionamento o la manomissione del predetto dispositivo» con le seguenti: «non alleghi il mancato o erroneo funzionamento del predetto dispositivo.».


9.17

Barani

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 1, primo periodo, sostituire le parole: «il mancato funzionamento o la manomissione del predetto dispositivo» con le seguenti: «non alleghi il mancato o erroneo funzionamento del predetto dispositivo.»


9.18

Filippi, Astorre, Valdinosi

Ritirato

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 1, aggiungere in fine il seguente periodo: «Il valore probatorio attribuito alle risultanze del dispositivo nei procedimenti civili ai sensi del primo periodo si estende anche ai procedimenti penali e amministrativi relativi al medesimo incidente».


9.19

Bonfrisco, Perrone, Milo

Respinto

Al comma 1, capoverso «art. 145-bis», dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «1-bis. Nei casi di cui al comma 1, i dati di cui all'articolo 32, comma 1-ter, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e successive modificazioni, sono conservati dai provider di telematica assicurativa di cui al comma 2, sino a decorrenza dei termini di cui all'articolo 2941 del codice civile, ovvero nei casi in cui i dati formino prova nei procedimenti civili di cui al comma 1, questi sono conservati dal provider di telematica assicurativa sino alla chiusura definitiva dei procedimenti medesimi».


9.20

Bonfrisco, Perrone, Milo

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 2, primo periodo, dopo le parole «sono garantite» inserire le seguenti: «con specifica certificazione redatta e rilasciata».


9.21

Consiglio

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 2, primo periodo, sostituire le parole: «''di telematica assicurativa'', i cui dati identificativi sono comunicati all'IVASS da parte delle imprese di assicurazione che ne utilizzano i servizi» con le seguenti: «scelti dall'assicurato. L'assicurato comunica i dati identificativi del provider all'impresa di assicurazione, che ne dà comunicazione all'IVASS».

        Conseguentemente, le parole: «provider di telematica assicurativa» sono sostituite con la parola: «provider», ovunque ricorrano.


9.22

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 2, primo periodo, sostituire le parole: «''di telematica assicurativa'', i cui dati identificativi sono comunicati all'IVASS da parte delle imprese di assicurazione che ne utilizzano i servizi» con le seguenti: «scelti dall'assicurato. L'assicurato comunica i dati identificativi del provider all'impresa di assicurazione, che ne dà comunicazione all'IVASS».

        Conseguentemente, ovunque ricorrano, sostituire le parole: «provider di telematica assicurativa» con le seguenti: «provider».


9.23

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 2, sostituire l'ultimo periodo con il seguente: «I dati delle cosiddette ''scatole nere'', relativi all'attività del veicolo sono gestiti in sicurezza direttamente dall'IVASS e dagli operatori del settore sulla base dello standard tecnologico comune indicato nell'articolo 32, comma 1-ter, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e successive modificazioni, attraverso un'apposita Banca dati, istituita presso l'IVASS, cui è consentito l'accesso alla impresa di assicurazione limitatamente all'estrazione dei dati rilevanti ai fini nella determinazione delle responsabilità in caso di sinistro che, in ogni caso, sono da questa utilizzati nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Con regolamento dell'IVASS, da emanarsi di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro delle finanze e il Garante per la protezione dei dati personali, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono determinati le modalità di funzionamento della Banca dati alla cui istituzione si provvede con oneri a carico delle imprese assicurative.».

        Conseguentemente, sopprimere il comma 5.


9.24

Scalia

Ritirato

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 4, sopprimere le parole: «dell'impresa di assicurazione o».


9.25

Mandelli, Pelino

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», al comma 4 sopprimere le parole: «dell'impresa di assicurazione o».


9.26

Di Biagio

Ritirato

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», al comma 4 sopprimere le parole: «dell'impresa di assicurazione o».


9.27

Piccoli, Bertacco, Amidei

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 5, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «I dati sono trattati dall'impresa di assicurazione in modo esclusivo. È fatto divieto all'impresa di assicurazione, nonché ai soggetti ad essa collegati, di trasferire i dati ad imprese terze per attività di tipo commerciale o ricerche di mercato.».


9.28

Consiglio

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», comma 5, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «In caso di liberatoria in merito alla trattazione dei dati personali in favore dell'impresa di assicurazione, l'assicurato può in qualsiasi momento recedere dall'autorizzazione all'utilizzo di tali dati.»


9.29

Bonfrisco, Perrone, Milo

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», apportare le seguenti modifiche:

        a) al comma 6, dopo il primo periodo inserire il seguente: «In deroga al divieto di cui ai precedente periodo, in caso di malfunzionamenti del veicolo determinati dal deterioramento o dalla perdita di efficienza della batteria di avviamento del veicolo stesso, causati dai dispositivi elettronici di cui all'articolo 3, comma 1, capoverso articolo 132-ter, comma 1, lettere b) e c), o dagli altri dispositivi individuati con il decreto di cui all'articolo 3, comma 1, capoverso articolo 132-ter, comma 1, lettera b), non alimentati autonomamente ma direttamente collegati alla batteria di avviamento del veicolo all'atto della loro installazione da parte di personale specializzato, è fatto salvo il diritto dell'assicurato di richiedere all'impresa di assicurazione l'immediata rimozione dei dispositivi citati, senza che ciò comporti la revoca da parte dell'impresa assicuratrice della riduzione dello sconto praticato sul premio.»;

        b) al comma 6, secondo periodo, sostituire le parole: «periodo precedente» con le seguenti: «primo periodo».


9.30

Bonfrisco, Perrone, Milo

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 145-bis», dopo il comma 6 aggiungere il seguente:

        «7. In caso di malfunzionamenti del veicolo determinati dal deterioramento o dalla perdita di efficienza della batteria di avviamento, causati dai dispositivi elettronici di cui all'articolo 3, comma 1, capoverso articolo 132-ter, comma 1, lettere b) e c), o dagli altri dispositivi individuati con il decreto di cui all'articolo 3, comma 1, capoverso articolo 132-ter, comma 1, lettera b), non alimentati autonomamente, ma direttamente collegati alla batteria di avviamento del veicolo da parte di personale specializzato, è fatto salvo il diritto dell'assicurato di richiedere all'impresa di assicurazione l'immediata rimozione dei dispositivi citati, senza che ciò comporti la revoca da parte dell'impresa assicuratrice della riduzione del premio.»


9.0.1

Consiglio, Puglia

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 9-bis.

        All'articolo 146, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni, recante il Codice delle assicurazioni private, il comma 1 è sostituito dal seguente:

        ''1. Fermo restando quanto previsto per l'accesso ai singoli dati personali dal codice in materia di protezione dei dati personali, le imprese di assicurazione esercenti l'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti sono tenute a consentire ai contraenti ed ai danneggiati, nonché ai titolari delle imprese che provvedono alla riparazione dei veicoli coinvolti nel sinistro muniti di delega o cessione di credito, il diritto di accesso agli atti a conclusione dei procedimenti di valutazione, constatazione e liquidazione dei danni che li riguardano.''».


9.0.2

De Petris, Gambaro, Puglia

Respinto

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 9-bis.

        1. Al comma 1 dell'articolo 146 del Codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo le parole: ''ai contraenti ed ai danneggiati'' sono aggiunte le seguenti ''nonché ai titolari delle imprese che provvedono alle riparazioni dei veicoli coinvolti nel sinistro muniti di delega o cessione di credito''».


10.1

Consiglio

Respinto

Apportare le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, premettere il seguente:

        «01. Al comma 1, dell'articolo 148, del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, l'ultimo periodo è soppresso»;

            b) dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. All'articolo 148, del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) il comma 4 è sostituito dal seguente:

        ''4. L'impresa di assicurazione è tenuta a richiedere le informazioni relative alle modalità dell'incidente, alla residenza e al domicilio delle parti ed alla targa di immatricolazione o ad altro analogo segno distintivo, ai competenti organi di polizia, fermi restando i termini stabiliti dai commi 1 e 2 anche in caso di sinistro che abbia determinato sia danni a cose che lesioni personali o il decesso. Gli organi di polizia trasmettono tempestivamente le informazioni acquisite all'impresa di assicurazione al fine di consentire il rispetto dei termini prescritti.'';

            b) il comma 5 è sostituito dal seguente:

        ''5. In caso di richiesta incompleta l'impresa di assicurazione richiede al danneggiato, entro trenta giorni dalla ricezione della stessa, le necessarie integrazioni. In tal caso i termini di cui ai commi 1 e 2 rimangono sospesi dalla data di ricevimento della richiesta di integrazione a quella del ricevimento dei dati o dei documenti integrativi.'';

            c) dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

        «11-bis. Fermi restando i termini previsti dal presente articolo, l'ispezione diretta ad accertare l'entità del danno di cui al comma l viene effettuata anche nei confronti del veicolo del responsabile civile al fine di accertare la relazione causale rispetto ai danni per i quali è stata presentata richiesta di risarcimento. I relativi dati sono comunicati alla banca dati sinistri istituita presso l'IVASS di cui all'articolo 135''».


10.2

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 1, premettere il seguente:

        «01. All'articolo 148 del codice di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1:

        1) la parola: ''sessanta'' è sostituita, ovunque ricorra, dalla seguente: ''quaranta'' e la parola: ''trenta'' è sostituita, ovunque ricorra, dalla seguente: ''venti'';

        2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: ''Nell'ipotesi in cui il costo della riparazione sia pari o superiore al valore di mercato del veicolo, il danno è risarcito nei limiti di cui all'articolo 2058 del codice civile, tenendo ulteriormente conto della utilità che il bene ha per il danneggiato, del suo stato d'uso nonché delle spese di demolizione e di reimmatricolazione e della tassa di possesso non goduta. Il valore commerciale è determinato sulla base del valore di acquisto di un veicolo similare desunto da siti internet e, in via non esclusiva, da riviste di settore.'';

            b) il comma 5 è sostituito dal seguente: ''5. In caso di richiesta priva degli elementi indispensabili per formulare un'offerta, e sempre che tali elementi non siano altrimenti conoscibili, l'impresa di assicurazione richiede al danneggiato le necessarie integrazioni. In tal caso, i termini di cui ai commi 1 e 2 rimangono sospesi dalla data del ricevimento della richiesta di integrazione a quella del ricevimento dei dati o dei documenti integrativi'';

            c) al comma 10, dopo la parola: ''interessi,'' sono inserite le seguenti: ''o quando non sia effettuata alcuna offerta,''».


10.3

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 1, premettere il seguente:

        «01. Al comma 1 dell'articolo 148 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è aggiunto in fine il seguente periodo: ''Nell'ipotesi in cui il costo della riparazione sia pari o superiore al valore di mercato del veicolo, il danno è risarcito nei limiti di cui all'articolo 2058 del codice civile, tenendo ulteriormente conto della utilità che il bene ha per il danneggiato, del suo stato d'uso nonché delle spese di demolizione e di reimmatricolazione e della tassa di possesso non goduta. Il valore commerciale è determinato sulla base del valore di acquisto di un veicolo similare desunto da siti internet e, in via non esclusiva, da riviste di settore''».


10.4

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1, premettere il seguente comma:

        «01. Al comma 1 dell'articolo 148 del Codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ''Nell'ipotesi in cui il costo della riparazione sia pari o superiore al valore di mercato del veicolo, il danno viene risarcito nei limiti di cui all'articolo 2058 del codice civile, tenendo ulteriormente conto della utilità che il bene ha per il danneggiato, del suo stato d'uso oltre che delle spese di demolizione e reimmatricolazione e tassa di possesso non goduta. Il valore commerciale viene determinato sulla base del valore di acquisto di un veicolo similare desunto da siti internet e, in via non esclusiva, da riviste di settore''».


10.5

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Dopo il comma 1, inserire i seguenti:

        «1-bis. Al fine di prevenire e contrastare fenomeni fraudolenti, nonché di garantire l'autenticità dei documenti probatori in caso di danno a cose, all'articolo 148 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo n. 209 del 2005, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, quarto periodo, le parole da: ''Il danneggiato può procedere'' fino alla fine del comma sono sostituite delle seguenti: ''La riparazione delle cose danneggiate può avvenire solo dopo lo spirare del termine indicato al periodo precedente, passato il quale in capo al danneggiato ricade solo l'obbligo di provare il danneggiamento nei modi stabiliti al comma 1-bis'';

            b) dopo il comma 1, è inserito il seguente:

        ''1-bis. Qualora l'impresa assicuratrice non abbia proceduto alla ispezione nei tempi indicati al comma 1, il danneggiato, ai fini di ricevere l'offerta risarcitoria, deve presentare idonea documentazione probatoria e fotografica relativa al danno, in formato digitale certificato''.

        ''1-ter. L'IVASS, con proprio regolamento, stabilisce i contenuti, le modalità e i tempi di trasmissione della documentazione di cui all'articolo 148, comma 1-bis, del codice di cui al decreto legislativo n. 209 del 2005, come introdotto dal comma 1-bis, lettera b), del presente articolo».


10.6

Di Biagio

Ritirato

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Al terzo periodo del comma 2-bis dell'articolo 148 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, le parole: ''Entro trenta giorni'' sono sostituite dalle seguenti: ''Entro novanta giorni''».


10.7

Caleo, Astorre, Valdinosi

Ritirato

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Al terzo periodo del comma 2-bis dell'articolo 148 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, le parole: ''Entro trenta giorni'' sono sostituite dalle seguenti: ''Entro novanta giorni''».


10.8

SCALIA, ASTORRE, FABBRI, VALDINOSI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Il quinto periodo del comma 2-bis, dell'articolo 148 del codice delle assicurazioni, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: ''Nei predetti casi, l'azione in giudizio prevista dall'articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell'impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura''».


10.8 (testo 2)

Scalia, Astorre, Fabbri, Valdinosi

Accolto

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Il quinto periodo del comma 2-bis, dell'articolo 148 del codice delle assicurazioni, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: ''Nei predetti casi, l'azione in giudizio prevista dall'articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell'impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura. Rimane salvo il diritto del danneggiato di ottenere l'accesso agli atti nei termini previsti dall'articolo 146, salvo il caso di presentazione di querela o denuncia.''».


10.9

Puglia, Buccarella, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. All'articolo 148 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) il comma 5 è sostituito dal seguente: ''5. In caso di richiesta priva degli elementi indispensabili per formulare un'offerta, e sempre che tali elementi non siano altrimenti conoscibili, l'impresa di assicurazione richiede al danneggiato le necessarie integrazioni. In tale caso, i termini di cui ai commi 1 e 2 rimangono sospesi dalla data del ricevimento della richiesta di integrazione a quella del ricevimento dei dati o dei documenti integrativi'';

            b) al comma 10, dopo la parola: ''interessi,'' sono inserite le seguenti: ''o quando non sia formulata alcuna offerta,'';

            c) è aggiunto in fine il seguente comma: ''11-bis. Le imprese di assicurazione comunicano all'assicurato l'estratto conto dell'avvenuto risarcimento del danno liquidato al danneggiato o agli altri aventi diritto''».


10.10

Puglia, Buccarella, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. All'articolo 149, comma 1, del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ''entro novanta giorni dal verificarsi del sinistro. Decorso tale termine il danneggiato decade dal diritto di utilizzare la procedura di cui al presente articolo''».


10.11

Consiglio, Puglia

Respinto

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Nel caso in cui il costo della riparazione ecceda il valore commerciale del veicolo e la riparazione costituisca condizione essenziale per la circolazione, ai sensi dell'articolo 75 del Codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il risarcimento non potrà essere inferiore al valore del costo della riparazione incrementato delle spese accessorie».


10.12

Mandelli, Pelino

Respinto

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 2947, secondo comma, del codice civile, dopo le parole: ''due anni'' è inserito il seguente periodo: ''In ogni caso il danneggiato decade dal diritto qualora la richiesta di risarcimento non venga presentata entro novanta giorni dal fatto dannoso, salvo i casi di forza maggiore''».


10.13

Scalia

Ritirato

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 2947, secondo comma, del codice civile, dopo le parole: ''due anni'' è inserito il seguente periodo: ''In ogni caso il danneggiato decade dal diritto qualora la richiesta di risarcimento non venga presentata entro novanta giorni dal fatto dannoso, salvo i casi di forza maggiore''».


10.14

Di Biagio

Ritirato

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 2947, secondo comma, del codice civile, dopo le parole: ''due anni'' è inserito il seguente periodo: ''In ogni caso il danneggiato decade dal diritto qualora la richiesta di risarcimento non venga presentata entro novanta giorni dal fatto dannoso, salvo i casi di forza maggiore''».


10.0.1

Puglia, Buccarella, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 10-bis.

        1. All'articolo 149 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, i commi 1 e 2 sono sostituiti dal seguente:

        ''1. In caso di sinistro tra due veicoli a motore identificati ed assicurati per la responsabilità civile obbligatoria, dal quale siano derivati danni ai veicoli coinvolti o ai loro conducenti, i danneggiati hanno facoltà di rivolgere la richiesta di risarcimento all'impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato, salvo il diritto di intraprendere in qualsiasi momento la procedura prevista dall'articolo 148, nei confronti della compagnia del responsabile civile, che ha l'obbligo di darne comunicazione all'altra compagnia''».


10.0.2

Puglia, Buccarella, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 10-bis.

        1. All'articolo 149 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) il comma 1 è sostituito dal seguente: ''1. In caso di sinistro tra due veicoli a motore identificati ed assicurati per la responsabilità civile obbligatoria, dal quale siano derivati danni ai veicoli coinvolti o ai loro conducenti, i danneggiati hanno facoltà di rivolgere la richiesta di risarcimento all'impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato, salvo il diritto di intraprendere in qualsiasi momento la procedura prevista dall'articolo 148, nei confronti della compagnia del responsabile civile, che avrà l'obbligo di dame comunicazione all'altra compagnia'';

            b) il comma 2 è sostituito dal seguente: ''2. La richiesta di risarcimento di cui al comma 1 riguarda esclusivamente i danni al veicolo. La procedura non si applica ai sinistri che coinvolgono veicoli immatricolati all'estero ed al risarcimento del danno subito dal terzo trasportato, come disciplinato dall'articolo 141''».


10.0.3

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 10-bis.

(Modifiche all'articolo 149 del codice di cui al decreto legislativo 7
settembre 2005, n. 209, in materia di risarcimento diretto)

        1. A1l'articolo 149 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, il comma 1 è sostituito dal seguente:

        ''1. In caso di sinistro tra due veicoli a motore identificati ed assicurati per la responsabilità civile obbligatoria, dal quale siano derivati danni ai veicoli coinvolti o ai loro conducenti, ferma restando l'esperibilità delle azioni ordinarie nei confronti del responsabile civile e dell'assicuratore di quest'ultimo, i danneggiati hanno facoltà di rivolgere la richiesta di risarcimento anche all'impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato''».


10.0.4

Castaldi, Puglia, Petrocelli

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 10-bis.

        1. Al comma 1 dell'articolo 149 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, la parola: ''devono'' è sostituita dalla seguente: ''possono''».


10.0.5

De Petris, Gambaro

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 10-bis

        1. Al comma 1 dell'articolo 149 del Codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, la parola: ''devono'' è sostituita dalla seguente: ''possono''».


10.0.6

De Petris, Gambaro

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 10-bis.

        1. Al comma 1 dell'articolo 149 del Codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo le parole: ''veicolo utilizzato'', aggiungere le seguenti: ''entro novanta giorni dal verificarsi del sinistro. Decorso tale termine il danneggiato decade dal diritto di utilizzare la procedura di cui al presente articolo''».


11.1

De Petris, Gambaro

Respinto

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 11. - (Trasparenza delle procedure di risarcimento del danno e liquidazione dell'indennità dovuta). – 1. Al Codice delle Assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo l'articolo 142-ter, è inserito il seguente:

''Art. 142-quater.

(Risarcimento del danno e liquidazione dell'indennità dovuta. Documentazione fiscale. Cessione del credito e clausole vessatorie)

        1. Il danneggiato ha diritto a conseguire la reintegrazione in forma specifica da parte dell'impresa di assicurazione la quale provvede alla liquidazione dell'indennità dovuta per la riparazione del veicolo danneggiato.

        2. La somma corrisposta dall'impresa di assicurazione a titolo di risarcimento è versata direttamente all'impresa che ha svolto l'attività di autoriparazione in base alla cessione del relativo credito da parte del danneggiato ai sensi dell'articolo 1260 del codice civile, con contestuale presentazione della copia della documentazione fiscale rilasciata al danneggiato.

        3. Le clausole dirette ad escludere, limitare o condizionare la facoltà di cessione del credito da parte dell'assicurato si presumono vessatorie e sono nulle ai sensi degli articoli 33 e 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e successive modifiche ed integrazioni, in quanto dirette ad imporre ingiustificate restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti con i terzi.

        4. La somma viene liquidata direttamente al danneggiato laddove questi effettui la riparazione del veicolo danneggiato avvalendosi di imprese di autoriparazione di propria fiducia senza ricorrere alla cessione del credito di cui al comma 2, previa presentazione della copia della documentazione fiscale rilasciata alla medesima impresa di autoriparazione.

        5. La documentazione fiscale rilasciata ai sensi dei commi 2 e 4 riporta in modo analitico il contenuto degli interventi riparativi effettuati dall'impresa di autoriparazione. Copia di tale documentazione è inviata in formato elettronico da parte dell'impresa di assicurazione alla banca dati sinistri istituita presso l'IVASS ai sensi dell'articolo 135.

        6. Il danneggiato ha altresì diritto all'integrale risarcimento dei danni subiti a seguito di incidente, ivi compresi gli oneri ed i costi conseguenti relativi al soccorso stradale, al «fermo tecnico», al noleggio di veicoli sostitutivi, all'assistenza tecnica, peritale e legale in sede stragiudiziale, nonché all'eventuale demolizione e reimmatricolazione del veicolo».


11.2

Consiglio

Respinto

Sostituire l'articolo, con il seguente:

        «Art. 11. Dopo l'articolo 149 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è inserito il seguente:

«Art. 149-bis.

        1. Il danneggiato ha diritto a conseguire la reintegrazione in forma specifica da parte dell'impresa di assicurazione che provvede al risarcimento mediante liquidazione dell'indennità dovuta per la riparazione del veicolo danneggiato.

        2. La somma corrisposta dall'impresa di assicurazione a titolo di risarcimento è versata direttamente all'impresa che ha svolto l'attività di autoriparazione in base alla cessione del relativo credito da parte del danneggiato ai sensi dell'articolo 1260 del codice civile, con contestuale presentazione della copia della documentazione fiscale rilasciata al danneggiato.

        3. Le clausole dirette ad escludere, limitare o condizionare la facoltà di cessione del credito da parte dell'assicurato si presumono vessatorie e sono nulle ai sensi degli articoli 33 e 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e successive modificazioni ed integrazioni, in quanto dirette ad imporre ingiustificate restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti con i terzi.

        4. La somma viene liquidata direttamente al danneggiato laddove questi effettui la riparazione del veicolo danneggiato avvalendosi di imprese di autoriparazione di propria fiducia senza ricorrere alla cessione del credito di cui al comma 2, previa presentazione della copia della documentazione fiscale rilasciata dalla medesima impresa di autoriparazione.

        5. La documentazione fiscale rilasciata ai sensi dei commi 2 e 4 riporta in modo analitico il contenuto degli interventi riparativi effettuati dall'impresa di autoriparazione. Copia di tale documentazione è inviata in formato elettronico da parte dell'impresa di assicurazione alla banca dati dei sinistri istituita presso l'IVASS ai sensi dell'articolo 135.

        6. Resta comunque fermo il diritto del danneggiato all'integrale risarcimento dei danni subìti a seguito di incidente, ivi compresi gli oneri ed i costi conseguenti relativi al soccorso stradale; al «fermo tecnico» del veicolo, al noleggio di veicoli sostitutivi, all'assistenza legale in sede stragiudiziale, nonché all'eventuale demolizione e reimmatricolazione del veicolo.

        7. Risultano inoltre comprese le spese di perizia di competenza del perito che il contraente di polizza avrà scelto e nominato, nonché la quota parte delle competenze del terzo perito a carico del contraente.»


11.3

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 1, capoverso «Art. 149-bis», dopo il comma 1 aggiungere il seguente: «1-bis. Qualora chi abbia stipulato un contratto che preveda il risarcimento in forma specifica non intenda avvalersi di una tale facoltà, in caso di sinistro risarcito dall'impresa con la quale ha stipulato il contratto è tenuto a rimborsare a quest'ultima lo sconto maturato nell'annualità in corso al momento del verificarsi del sinistro.».


11.4

Barani

Respinto

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. L'articolo 193, comma 4 del Codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, a recepimento dell'articolo 40, comma 6, della direttiva 92/49/CE, si applica alle infrazioni già commesse e accertate, solamente per la specifica attività assicurativa, in stabilimento o in libera prestazione di servizi da parte delle impresa di assicurazioni degli Stati membri ospiti sul territorio dello Stato».


11.0.1

Marinello, Di Biagio

Ritirato

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

(Lite temeraria delle imprese di assicurazione)

        1. Dopo l'articolo 149 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è inserito il seguente:

''Art. 149-bis.

(Lite temeraria delle imprese di assicurazione)

        1. Nelle controversie aventi ad oggetto la contestazione dei fatti dichiarati nella Convenzione Indennizzo Diretto (CID), equivale a mala fede e colpa grave, di cui all'articolo 96 del codice di procedura civile, l'aver agito o resistito in giudizio al solo fine di posticipare il pagamento del risarcimento, essendo le circostanze del sinistro già sufficientemente dimostrate in sede documentale.''».


11.0.2

Maran, Fabbri, Lanzillotta, Romano, Susta, Albano, Scalia

Ritirato

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

(Lite temeraria delle imprese di assicurazione)

        1. Dopo l'articolo 149 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è inserito il seguente:

''Art. 149-bis.

(Lite temeraria delle imprese di assicurazione)

1. Nelle controversie aventi ad oggetto la contestazione dei fatti dichiarati nella Convenzione Indennizzo Diretto (CID), equivale a mala fede e colpa grave, di cui all'articolo 96 del codice di procedura civile, l'aver agito o resistito in giudizio al fine di posticipare il pagamento del risarcimento, essendo le circostanze del sinistro già dimostrate in sede documentale.''».


11.0.3

De Petris, Gambaro

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

        1. Dopo l'articolo 150-bis del Codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è inserito il seguente:

''Art. 150-ter.

(Risarcimento in forma specifica)

        1. Nel caso di sinistro verificatosi in Italia tra due veicoli identificati e assicurati per il quale sia applicabile la procedura di cui all'articolo 149, ove non vi siano state lesioni alle persone, è facoltà del danneggiato richiedere il risarcimento in forma specifica dei danni materiali subiti al veicolo ex 2058 cc. Al danneggiato, se e in quanto dovuto, compete inoltre il risarcimento delle ulteriori voci di danno quali svalutazione commerciale, fermo tecnico e nolo di eventuale mezzo sostitutivo. Al danneggiato non potranno essere in ogni caso richiesti pagamenti a titolo di franchigia o scoperto.

        2. La compagnia, in assenza di responsabilità concorsuale e quando non risulta eccessivamente oneroso ex 2058 cc, risarcisce il danno al veicolo in forma specifica facendo eseguire la riparazione dei danni presso carrozzerie convenzionate.

        3. La compagnia risponde dell'operato del proprio prestatore d'opera in solido col medesimo ed è tenuta a fornire, sempre in solido con il proprio riparatore fiduciario, ulteriore garanzia sulle riparazioni effettuate, con una validità non inferiore a due anni, fermo restando quella di legge per tutte le parti sostituite non soggette a usura ordinaria.

        4. L'assicuratore dovrà fornire al danneggiato, fin dal momento in cui offre la riparazione in forma specifica, informativa scritta contenente gli estremi dell'impresa di riparazione fiduciaria incaricata di eseguire i lavori. L'informativa al danneggiato deve chiarire le modalità di effettuazione delle riparazioni precisando se le stesse verranno effettuate mediante l'utilizzo di ricambi originali cioè prodotti dalla casa automobilistica o compatibili e, per i danni ai soli lamierati, se ne verrà effettuata la sostituzione o la riparazione, o per il caso di danneggiamenti esterni, se la riparazione avverrà mediante interventi di raddrizzatura a freddo piuttosto che attraverso riverniciatura completa.

        5. Al termine dei lavori l'impresa di riparazione fiduciaria emetterà e consegnerà al danneggiato ai fini della garanzia biennale fattura/ricevuta fiscale intestata al danneggiato, con l'indicazione che il pagamento verrà effettuato dalla impresa assicuratrice, con l'analitica indicazione dei lavori svolti che devono corrispondere per qualità a quanto indicato nell'informativa, oltre che con l'indicazione delle ore di manodopera effettuate e dei ricambi utilizzati con la esplicita indicazione dell'utilizzo o meno di materiale marchiato dalla casa madre anziché compatibile.

        6. È fatto divieto alle imprese di assicurazione di utilizzare società d'intermediazione per la riparazione dei veicoli''».


11.0.4

Buccarella, Girotto, Castaldi, Petrocelli, Puglia

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

(Risarcimento in forma specifica)

        1. Dopo l'articolo 150-bis del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209 è inserito il seguente:

''Art. 150-bis.1.

(Risarcimento in forma specifica)

        1. Nel caso di sinistro verificatosi in Italia tra due veicoli identificati e assicurati per il quale sia applicabile la procedura di cui all'articolo 149 del presente codice, ove non vi siano state lesioni alle persone è facoltà del danneggiato richiedere il risarcimento in forma specifica dei danni materiali subiti al veicolo ai sensi dell'articolo 2058 del codice civile. Al danneggiato, se e in quanto dovuto, compete inoltre il risarcimento delle ulteriori voci di danno quali svalutazione commerciale, fermo tecnico e nolo di un eventuale mezzo sostitutivo. Al danneggiato non possono essere in ogni caso richiesti pagamenti a titolo di franchigia o di scoperto.

        2. L'impresa di assicurazione, in assenza di responsabilità concorsuale e quando non risulta eccessivamente oneroso ai sensi dell'articolo 2058 del codice civile, risarcisce il danno al veicolo in fora specifica facendo eseguire la riparazione dei danni presso carrozzerie convenzionate.

        3. L'impresa di assicurazione, risponde dell'operato del proprio prestatore d'opera in solido con il medesimo ed è tenuta a fornire, sempre in solido con il proprio riparatore fiduciario, un'ulteriore garanzia sulle riparazioni effettuate, con una validità non inferiore a due anni, ferma restando quella di legge per tutte le parti sostituite non soggette a usura ordinaria.

        4. L'assicuratore deve fornire al danneggiato, fin dal momento in cui offre la riparazione in forma specifica, un'informativa scritta contenente gli estremi dell'impresa di riparazione fiduciaria incaricata di eseguire i lavori. L'informativa al danneggiato deve chiarire le modalità di effettuazione delle riparazioni precisando se le stesse sono effettuate mediante l'utilizzo di ricambi originali prodotti dalla casa madre automobilistica o compatibili e, per i danni ai soli lamierati, se ne è effettuata la sostituzione o la riparazione, ovvero per danneggiamenti esterni, se la riparazione avviene mediante interventi di raddrizzatura a freddo e non di riverniciatura completa.

        5. Al termine dei lavori l'impresa di riparazione fiduciaria emette e consegna al danneggiato ai fini della garanzia biennale fattura o ricevuta fiscale intestata al danneggiato, con l'indicazione che il pagamento è effettuato dall'impresa di assicurazione, con l'analitica indicazione dei lavori svolti, che devono corrispondere per qualità a quanto indicato nell'informativa di cui al comma e con l'indicazione delle ore di manodopera effettuate e dei ricambi utilizzati corredata dall'esplicita informazione sull'utilizzo o no di materiale prodotto dalla casa madre automobilistica o compatibile.

        6. È fatto divieto alle imprese di assicurazione di utilizzare società di intermediazione per la riparazione dei veicoli''».


11.0.5

Consiglio

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

        11-bis. L'articolo 156, del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente:

''Art. 156.

(Attività peritale)

        1. L'attività professionale di perito automobilistico per l'accertamento e la stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall'incendio dei veicoli a motore e dei natanti soggetti alla disciplina del presente titolo non può essere esercitata da chi non sia iscritto nel ruolo di cui all'articolo 157.

        2. Le imprese di assicurazione possono effettuare l'accertamento e la stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall'incendio dei veicoli a motore e dei natanti esclusivamente mediante l'attività professionale di periti iscritti nel ruolo di cui all'articolo 157.

        3. Nell'esecuzione dell'incarico i periti devono comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza e devono agire in condizioni di terzietà e di autonomia, in modo che il loro giudizio non sia condizionato da conflitti di interesse, compresi quelli di natura economica o personale.

        4. Resta ferma la facoltà da parte del danneggiato di designare un perito di propria fiducia iscritto nel ruolo di cui all'articolo 157 al fine di effettuare l'accertamento e la stima dei danni subìti, con l'obbligo di allegare ai documenti da fornire all'impresa di assicurazione la documentazione relativa al compenso professionale per l'opera svolta.

        5. La perizia, eseguita in remoto o in loco, deve mantenere il suo carattere contraddittorio in tutte le operazioni necessarie alla riparazione dei veicoli.

        6. In ottemperanza alle disposizioni contenute nel comma precedente, ciascuna perizia è costituita dalla valutazione dettagliata del tempo richiesto per ciascuna operazione firmata dal perito automobilistico e ogni qual volta possibile concordata con l'autoriparatore. Nell'ipotesi in cui la perizia sia effettuata in presenza del solo proprietario del veicolo, la firma dell'eventuale verbale peritale non pregiudica il diritto dell'autoriparatore ad avere la perizia in contraddittorio. In questo caso il perito presenta il suo calcolo all'autoriparatore designato dal proprietario del veicolo per avviare la discussione in contraddittorio.

        7. In caso di controversia tra il perito automobilistico e l'autoriparatore si applica la normativa vigente in materia.

        8. Affinché il perito possa espletare il proprio mandato con professionalità e diligenza si stabilisce che, anche in caso di contrattazione con la compagnia assicuratrice, il costo minimo della parcella per singola prestazione non può essere inferiore al costo della tariffa oraria professionale stabilita dal Collegio o dall'Ordine di appartenenza del professionista nominato''».


11.0.6

De Petris, Gambaro

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

(Attività dei periti)

        1. Al comma 1 dell'articolo 156 del Codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo la parola: ''natanti'' aggiungere le seguenti: ''esclusivamente attraverso l'opera di periti iscritti nel ruolo di cui all'articolo 157''».

        Conseguentemente, al comma 2, la parola: «direttamente» è soppressa.


11.0.7

Castaldi, Puglia, Girotto, Petrocelli

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

(Disposizioni in materia di attività peritale)

        1. Al comma 2 dell'articolo 156 del codice di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) la parola: ''direttamente'' è soppressa;

            b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ''esclusivamente attraverso l'opera di periti iscritti nel molo di cui all'articolo 157''».


11.0.8 (testo 2)

Castaldi, Girotto, Petrocelli, Puglia

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

(Disposizioni in materia di terzietà del fiduciario assicurativo)

        1. Dopo l'articolo 156 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n.  209, come modificato dalla presente legge, è inserito il seguente:

''Art. 156-bis.

(Terzietà del fiduciario assicurativo)

        1. Al fine di garantire una maggiore trasparenza nei rapporti fra professionisti e imprese di assicurazione è istituita presso l'IVASS una commissione paritetica composta da rappresentanti delle imprese assicurative e da rappresentanti delle organizzazioni dei professionisti fiduciari più rappresentative a livello nazionale. In caso di interferenze di carattere non tecnico l'IVASS provvede a diffidare la committenza, fatta salva l'applicazione dei procedimenti sanzionatori di cui all'articolo 319.''.

        2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.».


11.0.8

CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI, PUGLIA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

(Disposizioni in materia di terzietà del fiduciario assicurativo)

        1. Dopo l'articolo 156 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n.  209, come modificato dalla presente legge, è inserito il seguente:

''Art. 156-bis.

(Terzietà del fiduciario assicurativo)

        1. Al fine di garantire una maggiore trasparenza nei rapporti fra professionisti e imprese di assicurazione è istituita presso l'IVASS una commissione paritetica composta da rappresentanti delle imprese assicurative e da rappresentanti delle organizzazioni dei professionisti fiduciari più rappresentative a livello nazionale. In caso di interferenze di carattere non tecnico l'IVASS provvede a diffidare la committenza, fatta salva l'applicazione dei procedimenti sanzionatori di cui all'articolo 319''».


11.0.9

De Petris, Gambaro

Ritirato

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

        1. Dopo l'articolo 156 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, aggiungere il seguente:

''Art. 156-bis.

(Istituzione di una commissione paritetica)

        1. Al fine di garantire una maggiore trasparenza nei rapporti fra professionisti ed imprese assicuratrici, è istituita presso l'IVASS una commissione paritetica composta da rappresentanti delle imprese assicurative e da rappresentanti delle organizzazioni maggiormente rappresentative dei professionisti fiduciari. In caso d'interferenze di carattere extratecnico l'IVASS provvede a diffidare la committenza fatta salva l'applicazione dei procedimenti sanzionatori di cui all'articolo 319 del Codice delle assicurazioni private''».


11.0.10 (testo 2)

Puglia, Castaldi, Girotto, Petrocelli

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

(Disposizioni in materia di periti assicurativi)

        1. All'articolo 159 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, al comma 1, è aggiunta, in fine, la seguente lettera:

            ''e-bis) la sussistenza di situazioni di conflitti di interesse''.

        2. L'IVASS, entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio provvedimento, individua le situazioni di conflitto d'interesse rilevanti ai fini della cancellazione dal ruolo, di cui alla lettera e-bis dell'articolo 159 del codice di cui al decreto legislativo n. 209 del 2005, come introdotta dal comma 1 del presente articolo.

        3. Le imprese di assicurazione che, ai sensi dell'articolo 156 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, effettuano direttamente l'accertamento e la stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall'incendio dei veicoli a motore e dei natanti, affidano l'incarico al perito di parte mediante pubblico sorteggio tra gli iscritti al ruolo dei periti assicurativi, aventi il domicilio fiscale nella regione ove si è verificato il sinistro. La Consap, con regolamento, definisce i criteri e le modalità di svolgimento del sorteggio, mediante procedimento informatico prevedendo che ai fini della definizione dei medesimi criteri si tenga conto del rapporto tra il numero di perizie affidato a ciascun perito ed il valore del compenso complessivamente percepito dallo stesso.

        4. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.».


11.0.10

PUGLIA, CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

(Disposizioni in materia di cancellazione dal ruolo dei periti assicurativi)

        1. All'articolo 159 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209, al comma 1, è aggiunta, in fine, la seguente lettera:

            ''e-bis) la sussistenza di situazioni di conflitti di interesse''.

        2. L'IVASS, entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio provvedimento, individua le situazioni di conflitto d'interesse rilevanti ai fini della cancellazione dal ruolo, di cui alla lettera e-bis dell'articolo 159 del codice di cui al decreto legislativo n. 209 del 2005, come introdotta dal comma 1 del presente articolo».


11.0.11

Puglia, Castaldi, Girotto, Petrocelli

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

(Modifiche all'articolo 170 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209, in materia di divieto di abbinamento)

        1. All'articolo 170 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) il comma 3 è abrogato;

            b) al comma 4, le parole: ''ai sensi dei commi 2 e 3'' sono sostituite dalle seguenti: ''ai sensi del comma 2''».


11.0.12

De Petris, Gambaro, Puglia

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

(Razionalizzazione economica del sistema del risarcimento diretto)

        1. Al decreto del Presidente della Repubblica 18 luglio 2006, n. 254, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 13, i commi 2 e 2-bis sono sostituiti dai seguenti:

        ''2. Per la regolazione dei rapporti economici, la convenzione deve prevedere rimborsi basati sul valore reale dell'importo risarcito, ed un sistema di conguagli di fine anno sulla base del costo medio di ogni singola impresa, teso ad incentivare l'efficienza delle imprese nella gestione dei costi.

        2-bis. I conguagli avvengono sulla base di costi medi che possono essere differenziati per grandi tipologie di veicoli assicurati, per tipologia di danni a cose o alle persone, nonché per macro aree territorialmente omogenee'';

            b) all'articolo 13, i commi 4, 5 e 6 sono abrogati;

            c) l'articolo 14 è abrogato''».


11.0.13

De Petris, Gambaro

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

(Valore commerciale dei veicoli danneggiati)

        1. Nel caso in cui il costo della riparazione ecceda il valore commerciale del veicolo e la riparazione costituisca condizione essenziale per la circolazione, ai sensi dell'articolo 75 del Codice della Strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il risarcimento non potrà essere inferiore al valore del costo della riparazione incrementato delle spese accessorie».


12.1

Puglia, Castaldi, Girotto, Petrocelli

Respinto

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 12. - 1. All'articolo 170-bis del codice di cui al decreto legislativo n. 209, del 2005, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, il secondo periodo è sostituito dal seguente: ''L'impresa di assicurazione è tenuta a comunicare al contraente, con preavviso di almeno trenta giorni, la scadenza del contratto, il premio applicato per il rinnovo e le modalità di gestione del rapporto contrattuale assicurativo in via telematica, di cui all'articolo 38-bis del regolamento dell'ISVAP 26 maggio 2010, n. 35, nonché a mantenere operante, non oltre il quindicesimo giorno successivo alla scadenza del contratto, la garanzia prestata con il precedente contratto assicurativo fino all'effetto della nuova polizza.'';

            b) dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti commi:

        ''1-bis. È valutata ai fini dell'obbligo a contrarre di cui all'articolo 132, comma 1, e successive modificazioni, qualsiasi manifestazione di volontà, ovvero fatto concludente, da parte delle imprese di assicurazione che renda impossibile all'assicurato di rinnovare il contratto, salvo quanto disposto dal comma 1-quater.

        1-ter. Ai fini dell'obbligo a contrarre, incluso il caso di rinnovo, hanno natura discriminatoria le condizioni basate sulla territorialità, il sesso e la minore età del contraente.

        1-quater. Nei casi di cui all'articolo 642 del codice penale non sussiste l'obbligo a contrarre di cui all'articolo 132, comma 1.''».


12.2

De Petris, Gambaro

Respinto

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 12. - (Allineamento della durata delle assicurazioni a copertura dei rischi accessori alla durata dell'assicurazione a copertura del rischio principale). – 1. All'articolo 170-bis del Codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

        ''1-bis. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche alle assicurazioni dei rischi accessori al rischio principale della responsabilità civile verso terzi derivante dalla circolazione di veicoli a motore e di natanti, qualora lo stesso contratto garantisca simultaneamente sia il rischio principale sia i rischi accessori''.

        2. Le imprese di assicurazione possono proporre clausole contrattuali, facoltative per l'assicurato, che prevedono prestazioni di servizi medico-sanitari resi da professionisti individuati e remunerati dalle medesime imprese, che pubblicano i nominativi nel proprio sito internet. Nel caso in cui l'assicurato acconsente all'inserimento di tali clausole, l'impresa applica una significativa riduzione del premio a beneficio dell'assicurato, dell'importo risultante dalla somma dei premi per la responsabilità civile verso terzi derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti incassati nella regione dalla medesima impresa nell'anno precedente per il profilo di rischio corrispondente alla classe di merito unificata del contraente, divisa per il numero di assicurati nella medesima classe di merito e della stessa regione.

        3. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentito l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS), sono individuate le aree del territorio nazionale per le quali il passaggio da una classe di rischio a quella inferiore determina uno sconto in misura maggiorata rispetto a quello praticato dalla medesima impresa nell'intero territorio nazionale nella medesima circostanza. Con il decreto sono altresì individuati la misura della maggiorazione, nonché i criteri per il passaggio tra le classi di rischio anche in caso di trasferimento dell'assicurato presso un'altra impresa o di assicurazione di un diverso veicolo da parte dell'assicurato.».


12.3

BIANCONI, CHIAVAROLI, MANCUSO

Sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. All'articolo 170-bis del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 sono apportate le seguenti modifiche:

al comma 1 è premesso il seguente:

        ''01. Le polizze assicurative di ogni tipologia alla loro scadenza non possono essere rinnovate con il metodo del tacito consenso, che si intende abrogato.''

è aggiunto, in fine, il seguente comma:

        ''1-bis. La risoluzione di cui al comma 1 si applica, a richiesta dell'assicurato, anche alle assicurazioni dei rischi accessori al rischio principale della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli, qualora lo stesso contratto, ovvero un altro contratto stipulato contestualmente, garantisca simultaneamente sia il rischio principale sia i rischi accessori''».


12.3 (testo 2)

Bianconi, Chiavaroli, Mancuso, DI BIAGIO

Sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. All'articolo 170-bis del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 1 è premesso il seguente:

        ''01. Le polizze assicurative Ramo Danni di ogni tipologia, eccetto quelle del Ramo Vita, alla loro scadenza non potranno essere rinnovate con il metodo del tacito rinnovo, che si intende abrogato.''

b) è aggiunto, in fine, il seguente comma:

        ''1-bis. La risoluzione di cui al comma 1 si applica, a richiesta dell'assicurato, anche alle assicurazioni dei rischi accessori al rischio principale della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli, qualora lo stesso contratto, ovvero un altro contratto stipulato contestualmente, garantisca simultaneamente sia il rischio principale sia i rischi accessori''».

 


12.3 (testo 4)

Di Biagio, Bianconi, Chiavaroli, Mancuso

Accolto

Sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. All'articolo 170-bis del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 sono apportate le seguenti modifiche:

        a) al comma 1 è premesso il seguente:

        ''01. Le polizze assicurative Ramo Danni di ogni tipologia alla loro scadenza non potranno essere rinnovate con il metodo del tacito rinnovo.''

        b) è aggiunto, in fine, il seguente comma:

        ''1-bis. La risoluzione di cui al comma 1 si applica anche alle assicurazioni dei rischi accessori al rischio principale della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli, qualora lo stesso contratto, ovvero un altro contratto stipulato contestualmente, garantisca simultaneamente sia il rischio principale sia i rischi accessori''».


12.3 (testo 3)

Bianconi, Chiavaroli, Mancuso, DI BIAGIO, VALDINOSI

Sostituire il comma 1 con il seguente:

        «1. All'articolo 170-bis del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 sono apportate le seguenti modifiche:

        a) al comma 1 è premesso il seguente:

        ''01. Le polizze assicurative Ramo Danni di ogni tipologia alla loro scadenza non potranno essere rinnovate con il metodo del tacito rinnovo.''

        b) è aggiunto, in fine, il seguente comma:

        ''1-bis. La risoluzione di cui al comma 1 si applica, a richiesta dell'assicurato, anche alle assicurazioni dei rischi accessori al rischio principale della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli, qualora lo stesso contratto, ovvero un altro contratto stipulato contestualmente, garantisca simultaneamente sia il rischio principale sia i rischi accessori''».


12.4

Fissore, Astorre, Fabbri, Scalia, Valdinosi

Accolto

Al comma 1, capoverso «1-bis», sopprimere le parole: «, a richiesta dell'assicurato, ».


12.5

Bianconi, Chiavaroli, Mancuso, De Poli

Accolto

Al comma 1, capoverso «1-bis», sopprimere le parole: «, a richiesta dell'assicurato,».


13.1

De Petris, Gambaro

Respinto

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 13. - (Ultrattività della copertura per responsabilità civile derivante da attività professionale) 1. – La lettera e) del comma 5 dell'articolo 3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, è sostituita dalla seguente:

            ''e) a tutela del cliente, il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale. A tale adempimento corrisponde l'obbligo a contrarre posto a carico delle compagnie di assicurazione. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell'assunzione dell'incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale. Le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al presente comma possono essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli Nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti. Ai Consigli Nazionali è riconosciuta, altresì, la possibilità di stipulare polizze collettive valide per la generalità degli iscritti, la cui attivazione è subordinata all'accettazione volontaria del singolo professionista. Con successivo decreto del Presidente della Repubblica, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro della Giustizia, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze, sentite l'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (ANIA) e i Consigli nazionali degli ordini e dei collegi delle professioni regolamentate interessate, al fine di agevolare l'accesso alla copertura assicurativa agli esercenti le professioni anzi dette, sono disciplinati le procedure e i requisiti minimi e uniformi per l'idoneità dei relativi contratti. In ogni caso, fatta salva la libertà contrattuale delle parti, le condizioni generali delle polizze assicurative prevedono l'offerta di un periodo di ultrattività della copertura per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro i dieci anni successivi e riferite a fatti generatori della responsabilità verificatisi nel periodo di operatività della copertura''».


13.2

Galimberti

Respinto

Al comma 1, le parole: «, fatta salva la libertà contrattuale delle parti,» sono soppresse.


13.3

Anitori

Respinto

Al comma 1 sopprimere le parole: «l'offerta di».


13.4

VALDINOSI, ASTORRE, FABBRI, FISSORE, SCALIA, FASIOLO

Al comma 1, aggiungere in fine il seguente periodo: «La disposizione di cui al periodo precedente si applica, altresì, alle polizze assicurative incorso di validità alla data di entrata in vigore della presente legge e, pertanto, le compagnie assicurative provvedono tempestivamente a modificare le condizioni generali già negoziate al fine di inserire in esse la suddetta previsione dell'offerta del periodo di ultrattività».


13.4 (testo 3)

Valdinosi, Astorre, Fabbri, Fissore, Scalia, Fasiolo, Di Biagio, Bianconi, Chiavaroli, Mancuso, De Poli

Accolto

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «La disposizione di cui al periodo precedente si applica, altresì, alle polizze assicurative in corso di validità alla data di entrata in vigore della presente legge. A tal fine, a richiesta del contraente e ferma la libertà contrattuale, le compagnie assicurative propongono la rinegoziazione del contratto al richiedente secondo le nuove condizioni di premio.».


13.4 (testo 2)

VALDINOSI, ASTORRE, FABBRI, FISSORE, SCALIA, FASIOLO, DI BIAGIO, BIANCONI, CHIAVAROLI, MANCUSO, DE POLI, CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI, BUCCARELLA, PUGLIA

Al comma 1, aggiungere in fine il seguente periodo: «La disposizione di cui al periodo precedente si applica, altresì, alle polizze assicurative in corso di validità alla data di entrata in vigore della presente legge. A tal fine le compagnie assicurative provvedono tempestivamente a formulare proposta di rinegoziazione».


13.5

Bianconi, Chiavaroli, Mancuso, De Poli

Ritirato

Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Le previsioni di cui al periodo precedente integrano le condizioni generali delle polizze assicurative in essere alla data di entrata in vigore della presente legge».


13.6

Castaldi, Girotto, Petrocelli, Buccarella, Puglia

Ritirato

Dopo il comma 1, aggiungere, infine, il seguente:

        «1-bis. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche alle polizze assicurative già sottoscritte alla data di entrata in vigore della presente legge».


14.1

Perrone

Accolto

Al comma 3 apportare le seguenti, modifiche:

        a) sostituire le parole «a decorrere dal 1º gennaio 2016» con le seguenti: «a decorrere dall'entrata in vigore della presente legge»:

        b) sostituire la parola «2017» con le parole «dall'anno successivo all'entrata in vigore della presente legge».


14.2

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 4, sopprimere la lettera b).


14.3

Buccarella, Castaldi, Girotto, Petrocelli, Puglia

Respinto

Al comma 4, sostituire la lettera b) con la seguente:

            «b) All'articolo 32, comma 3-quater, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012 n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:

                1) dopo la parola: ''riscontro'' sono aggiunte le seguenti: ''ad opera di specialista'';

                2) dopo le parole: ''da cui risulti'' sono aggiunte le seguenti: ''clinicamente o'';

                3) è aggiunto, in fine, il seguente periodo ''È fatto divieto di svolgere attività medico-legale di parte, al medico nei casi in cui, a qualsiasi titolo, sia intervenuto personalmente per ragioni di assistenza o di cura. Tali circostanze costituiscono ragione d'impedimento ad accettare incarichi di Perito o di Consulente Tecnico d'Ufficio in procedimenti giudiziari''».


14.4

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 4, sostituire la lettera b) con la seguente:

            «b) all'articolo 32, comma 3-quater, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, dopo la parola ''riscontro'' è aggiunta la seguente ''ad opera di specialista''».


14.5

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 4, sostituire la lettera b) con la seguente:

            «b) All'articolo 32, comma 3-quater, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, prima delle parole ''visivamente o strumentalmente'' sono aggiunte le parole ''clinicamente o''».


14.6

De Petris, Gambaro

Respinto

Al comma 4, sostituire la lettera b) con la seguente:

            «b) al comma 3-quater dell'articolo 32 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 è aggiunto in fine il seguente periodo: ''È fatto divieto di svolgere attività medico-legale di parte al medico nei casi in cui, a qualsiasi titolo, sia intervenuto personalmente per ragioni di assistenza o di cura. Tali circostanze costituiscono ragione d'impedimento ad accettare incarichi di Perito o di Consulente Tecnico d'Ufficio in procedimenti giudiziari''».


14.7

Perrone

Respinto

Al comma 6, sostituire le parole «può richiedere» con le parole «richiede annualmente».


14.0.2

BUCCARELLA, GIROTTO, CASTALDI, PETROCELLI, PUGLIA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 14-bis.

(Misure per il contrasto del ritardo nei pagamenti in materia assicurativa)

        1. All'articolo 17 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, il comma 2 è abrogato.

        2. Al fine di favorire l'adozione delle misure per il contrasto del ritardo nei pagamenti, a decorrere dal centoventesimo giorno dalla data di entrata in vigore della presente legge, la disposizione di cui al quarto comma dell'articolo 1284 del codice civile si applica, limitatamente alle controversie in materia assicurativa, anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.».


14.0.2 (testo 2)

Buccarella, Girotto, Castaldi, Petrocelli, Puglia

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 14-bis.

(Misure per il contrasto del ritardo nei pagamenti in materia assicurativa)

        1. Al fine di favorire l'adozione delle misure per il contrasto del ritardo nei pagamenti, limitatamente alle controversie in materia assicurativa, a decorrere dal centoventesimo giorno dalla data di entrata in vigore della presente legge, la disposizione di cui al quarto comma dell'articolo 1284 del codice civile si applica anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.».


15.1

Maurizio Romani, Bencini, Vacciano, Simeoni, Mussini

Respinto

Al comma 3, sostituire le parole: «da 10.000 euro a 100.000 euro» con le seguenti: «da 20.000 euro a 200.000 euro».


15.2

CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI, PUGLIA

Dichiarato inammissibile

Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

        «5-bis. All'articolo 13 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, sono apportate le seguenti modificazioni:

        a) i commi 11 e 12 sono abrogati;

        b) il comma 13 è sostituito dal seguente:

        ''13. Il Consiglio opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione ed è organo collegiale costituito dal presidente e da quattro membri nominati su rose di candidati proposti dalle Commissioni parlamentari competenti in materia di attività produttive in base ai curricula inviati e a un ciclo di audizioni pubbliche. Il Presidente è scelto tra persone di notoria indipendenza che abbiano ricoperto incarichi istituzionali di grande responsabilità e rilievo e non in posizione di conflitto di interessi anche in relazione ad attività precedenti. I quattro membri sono scelti tra persone di notoria indipendenza individuate tra magistrati del Consiglio di Stato, della Corte dei conti o della Corte di cassazione, professori universitari ordinari di materie economiche o giuridiche e personalità provenienti da settori economici dotate di alta e riconosciuta professionalità e non in posizione di conflitto di interessi anche in relazione ad attività precedenti'';

        c) al comma 14, la parola: «due» è sostituita dalla seguente: «quattro»;

        d) al comma 15, ottavo capoverso, le parole: «e delibera sulle questioni che il Direttorio integrato eventualmente ritenga di sottoporgli» sono soppresse;

        e) i commi 16, 17, 19 e 22 sono abrogati;

        f) ai commi 18, 20, 21 e 23 le parole: «Direttorio integrato» sono sostituite dalla seguente: «Consiglio»;

        g) al comma 24 le parole: «Direttorio della Banca d'Italia» sono sostituite dalla seguente: «Consiglio».


15.100

I Relatori

Accolto

Al comma 4 sostituire le parole: "sono devoluti", con le seguenti: "sono versati".


15.0.1

Puglia, Castaldi, Girotto, Petrocelli

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 15-bis.

(Disposizioni in materie di gestione dei reclami)

        1. Al fine di garantire una maggiore efficienza delle procedure di gestione dei reclami aventi ad oggetto la gestione dei rapporti contrattuali da parte delle imprese di assicurazione, con regolamento adottato dall'IVASS, è fissato in sette giorni dalla data di ricezione del reclamo il termine entro il quale le medesime imprese sono tenute a dare riscontro al reclamante.

        2. I reclami presentati dalle persone fisiche e giuridiche, dalle associazioni dei consumatori e degli utenti ed in generale da soggetti portatori di interessi collettivi nei confronti delle imprese di assicurazione e di riassicurazione, degli intermediari e dei periti assicurativi, ai sensi dell'articolo 7 del codice di cui al decreto legislativo n. 209 del 2005, possono essere trasmessi all'IVASS a mezzo di posta elettronica certificata».


16.1

De Petris, Gambaro

Dichiarato inammissibile

Sostituire l'articolo, con il seguente:

        «Art. 16. - (Regime di investimento dei fondi pensione). – 1. All'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, dopo la lettera c) aggiungere le seguenti:

            ''f) sottoscrizione o acquisizione, per un valore pari ad almeno il 2 per cento del valore del proprio patrimonio, di titoli di debito, anche non negoziati, emessi da piccole o medie imprese, anche attraverso operazioni di cartolarizzazioni delle medesime di cui alla legge n. 130 del 1999, o da organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) che gestiscano titoli emessi dalle stesse, fermi restando i divieti ed i limiti d'investimento definiti dal decreto del Ministero dell'economia e delle finanze di cui al successivo articolo 6, comma 5-bis;

            g) sottoscrizione o acquisizione di titoli emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione di cui alla legge 30 aprile 1999, n. 130, in misura non inferiore al 2 per cento del proprio patrimonio''».


16.2 (testo 2)

Puglia

Dichiarato inammissibile

Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:

        a) alla lettera a), premettere le seguenti:

            «0a) all'articolo 8, il comma 7 è sostituito con il seguente:

        ''7. Il conferimento del TFR maturando alle forme pensionistiche complementari comporta l'adesione alle forme stesse e avviene, con cadenza almeno annuale, secondo:

            a) modalità esplicite: entro sei mesi dalla data di prima assunzione il lavoratore può conferire l'intero importo del TFR maturando ad una forma di previdenza complementare dallo stesso prescelta; qualora, in alternativa, il lavoratore decida, nel predetto periodo di tempo, di mantenere il TFR maturando presso il proprio datore di lavoro, tale scelta può essere successivamente revocata e il lavoratore può conferire il TFR maturando ad una forma pensionistica complementare dallo stesso prescelta;

            b) modalità tacite: nel caso in cui il lavoratore nel periodo di tempo indicato alla lettera a) non esprima alcuna volontà, a decorrere dal mese successivo alla scadenza dei sei mesi ivi previsti, il datore di lavoro trasferisce il TFR maturando alla forma pensionistica complementare istituita presso l'INPS;

            c) con riferimento ai lavoratori di prima iscrizione alla previdenza obbligatoria in data antecedente al 29 aprile 1993:

        1) fermo restando quanto previsto all'articolo 20, qualora risultino iscritti, alla data di entrata in vigore del presente decreto, a forme pensionistiche complementari in regime di contribuzione definita, è consentito scegliere, entro sei mesi dalla predetta data o dalla data di nuova assunzione, se successiva, se mantenere il residuo TFR maturando presso il proprio datore di lavoro, ovvero conferirlo, anche nel caso in cui non esprimano alcuna volontà, alla forma complementare collettiva alla quale gli stessi abbiano già aderito;

        2) qualora non risultino iscritti, alla data di entrata in vigore del presente decreto, a forme pensionistiche complementari, è consentito scegliere, entro sei mesi dalla predetta data, se mantenere il TFR maturando presso il proprio datore di lavoro, ovvero conferirlo, nella misura già fissata dagli accordi o contratti collettivi, ovvero, qualora detti accordi non prevedano il versamento del TFR nella misura non inferiore al 50 per cento, con possibilità di incrementi successivi, ad una forma pensionistica complementare; nel caso in cui non esprimano alcuna volontà, si applica quanto previsto alla lettera b).».

        0a-bis) l'articolo 9 è sostituito dal seguente:

«Art. 9.

(Istituzione e disciplina della forma pensionistica complementare residuale presso l'INPS)

        1. Presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) è costituita la forma pensionistica complementare a contribuzione definita prevista dall'articolo 1, comma 2, lettera e), n. 7), della legge 23 agosto 2004, n. 243, alla quale affluiscono le quote di TFR maturando nell'ipotesi prevista dall'articolo 8, comma 7, lettera b). Tale forma pensionistica è integralmente disciplinata dalle norme del presente decreto.

        2. La forma pensionistica di cui al presente articolo è amministrata da un comitato composto da nove membri di cui quattro scelti tra i dipendenti dell'INPS e due tra i dipendenti dell'Agenzia delle Entrate e i restanti nominati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze in modo da assicurare la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro secondo un criterio di pariteticità e attraverso una rotazione annuale e casuale dei componenti scelti tra le organizzazioni sindacali nazionali che hanno maggiore rappresentatività almeno in due provincie in una categoria o in un comparto. La scelta di componenti dipendenti INPS ed Agenzia delle Entrate viene effettuata dai rispettivi direttori generali sulla base dei requisiti professionali e formativi. La durata in carica complessiva dei membri del comitato non può eccedere i quattro anni. I membri del comitato devono possedere i requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza stabiliti con decreto di cui all'articolo 4, comma 3. Ai membri dipendenti dell'INPS e dell'Agenzia delle Entrate non spetta alcun compenso. Ai membri rappresentativi delle organizzazioni sindacali e datoriali spetta un compenso erogato come gettoni di presenza il cui importo non può eccedere le retribuzioni giornaliere, riferite ad un livello medio, previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicati al settore di appartenenza di ciascun membro ovvero l'ultimo contratto collettivo applicabile. Il responsabile della forma pensionistica complementare di cui al presente articolo è il direttore generale INPS.

        3. Alla posizione individuale costituita presso la forma pensionistica di cui al presente articolo si applica quanto stabilito all'articolo 14, comma 6».

        b) dopo la lettera b), aggiungere le seguenti:

            «b-bis) all'articolo 14, il primo periodo del comma 6 è sostituito con il seguente: ''L'aderente ha facoltà di trasferire in qualunque momento l'intera posizione individuale maturata ad altra forma pensionistica'';

            b-ter) all'articolo 23, comma 4, ultimo periodo, le parole: ''anche in mancanza del periodo minimo di partecipazione di due anni di cui all'articolo 14, comma 6'', sono abrogate».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 17, dopo le parole: "del presente capo" inserire le seguenti: ''fatta eccezione per quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, lettere a0), a1) e b-bis), al cui onere si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'articolo 40-bis''»;

            b) dopo l'articolo 40, inserire il seguente:

«Art. 40-bis.

(Riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi delle banche e di altri enti e società finanziari)

        1. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015, all'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 65, le parole: ''di 3,5 punti percentuali'' sono sostituite dalle seguenti: ''di 4,5 punti percentuali'';

            b) al comma 67, le parole: ''nei limiti del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nei limiti del 93 per cento''.

        2. All'articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento''».


16.2

Puglia

Dichiarato inammissibile

Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:

        a) alla lettera a), premettere le seguenti:

            «0a) all'articolo 8, il comma 7 è sostituito con il seguente:

        ''7. Il conferimento del TFR maturando alle forme pensionistiche complementari comporta l'adesione alle forme stesse e avviene, con cadenza almeno annuale, secondo:

            a) modalità esplicite: entro sei mesi dalla data di prima assunzione il lavoratore può conferire l'intero importo del TFR maturando ad una forma di previdenza complementare dallo stesso prescelta; qualora, in alternativa, il lavoratore decida, nel predetto periodo di tempo, di mantenere il TFR maturando presso il proprio datore di- lavoro, tale scelta può essere successivamente revocata e il lavoratore può conferire il TFR maturando ad una forma pensionistica complementare dallo stesso prescelta;

            b) modalità tacite: nel caso in cui il lavoratore nel periodo di tempo indicato alla lettera a) non esprima alcuna volontà, a decorrere dal mese successivo alla scadenza dei sei mesi ivi previsti, il datore di lavoro trasferisce il TFR maturando alla forma pensionistica complementare istituita presso l'INPS;

            c) con riferimento ai lavoratori di prima iscrizione alla previdenza obbligatoria in data antecedente al 29 aprile 1993:

        1) fermo restando quanto previsto all'articolo 20, qualora risultino iscritti, alla data di entrata in vigore del presente decreto, a forme pensionistiche complementari in regime di contribuzione definita, è consentito scegliere, entro sei mesi dalla predetta data o dalla data di nuova assunzione, se successiva, se mantenere il residuo TFR maturando presso il proprio datore di lavoro, ovvero conferirlo, anche nel caso in cui non esprimano alcuna volontà, alla forma complementare collettiva alla quale gli stessi abbiano già aderito;

        2) qualora non risultino iscritti, alla data di entrata in vigore del presente decreto, a forme pensionistiche complementari, è consentito scegliere, entro sei mesi dalla predetta data, se mantenere il TFR maturando presso il proprio datore di lavoro, ovvero conferirlo, nella misura già fissata dagli accordi o contratti collettivi, ovvero, qualora detti accordi non prevedano il versamento del TFR nella misura non inferiore al 50 per cento, con possibilità di incrementi successivi, ad una forma pensionistica complementare; nel caso in cui non esprimano alcuna volontà, si applica quanto previsto alla lettera b).».

        0a-bis) l'articolo 9 è sostituito dal seguente:

«Art. 9.

(Istituzione e disciplina della forma pensionistica complementare residuale presso l'INPS)

        1. Presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) è costituita la forma pensionistica complementare a contribuzione definita prevista dall'articolo 1, comma 2, lettera e), n. 7), della legge 23 agosto 2004, n. 243, alla quale affluiscono le quote di TFR maturando nell'ipotesi prevista dall'articolo 8, comma 7, lettera b). Tale forma pensionistica è integralmente disciplinata dalle norme del presente decreto.

        2. La forma pensionistica di cui al presente articolo è amministrata da un comitato composto da nove membri di cui quattro scelti tra i dipendenti dell'INPS e due tra i dipendenti dell'Agenzia delle Entrate e i restanti nominati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze in modo da assicurare la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro secondo un criterio di pariteticità e attraverso una rotazione annuale e casuale dei componenti scelti tra le organizzazioni sindacali nazionali che hanno maggiore rappresentatività almeno in due provincie in una categoria o in un comparto. La scelta di componenti dipendenti INPS ed Agenzia delle Entrate viene effettuata dai rispettivi direttori generali sulla base dei requisiti professionali e formativi. La durata in carica complessiva dei membri del comitato non può eccedere i quattro anni. I membri del comitato devono possedere i requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza stabiliti con decreto di cui all'articolo 4, comma 3. Ai membri dipendenti dell'INPS e dell'Agenzia delle Entrate non spetta alcun compenso. Ai membri rappresentativi delle organizzazioni sindacali e datoriali spetta un compenso erogato come gettoni di presenza il cui importo non può eccedere le retribuzioni giornaliere, riferite ad un livello medio, previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicati al settore di appartenenza di ciascun membro ovvero l'ultimo contratto collettivo applicabile. Il responsabile della forma pensionistica complementare di cui al presente articolo è il direttore generale INPS.

        3. Alla posizione individuale costituita presso la forma pensionistica di cui al presente articolo si applica quanto stabilito all'articolo 14, comma 6».

        b) dopo la lettera b), aggiungere le seguenti:

            «b-bis) all'articolo 14, il primo periodo del comma 6 è sostituito con il seguente: ''L'aderente ha facoltà di trasferire in qualunque momento l'intera posizione individuale maturata ad altra forma pensionistica'';

            b-ter) all'articolo 23, comma 4, ultimo periodo, le parole: ''anche in mancanza del periodo minimo di partecipazione di due anni di cui all'articolo 14, comma 6'', sono abrogate».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 17, dopo le parole: "del presente capo" inserire le seguenti: ''fatta eccezione per quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, lettere a0), a1) e b-bis), al cui onere si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'articolo 40-bis''»;

            b) dopo l'articolo 40, inserire il seguente:

«Art. 40-bis.

(Riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi delle banche e di altri enti e società finanziari)

        1. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015, al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 6, comma 8; le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento'';

            b) all'articolo 6, comma 9, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento'';

            c) all'articolo 7, comma 2, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento''».


16.3

Scalia, Astorre, Fabbri, Giacobbe

Dichiarato inammissibile

Apportare le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, prima della lettera a), premettere la seguente: «0a) all'articolo 3 è aggiunto, in fine, il seguente comma: ''3-bis. Le fonti istitutive delle forme pensionistiche complementari collettive di cui al comma 1 del presente articolo e quelle di cui all'articolo 20, aventi soggettività giuridica e operanti secondo il principio della contribuzione definita, possono prevedere l'adesione collettiva o individuale anche di soggetti aderenti a una o più categorie di cui all'articolo 2, comma 1''»;

            b) al medesimo comma 1, dopo la lettera b) aggiungere, in fine, la seguente: «b-bis) all'articolo 14, al comma 6, il quarto periodo è sostituito dal seguente: ''In caso di esercizio della predetta facoltà di trasferimento della posizione individuale, il lavoratore ha diritto al versamento alla forma pensionistica da lui prescelta del TFR maturando e dell'eventuale contributo a carico del datare di lavoro''».


16.4

Di Biagio

Dichiarato inammissibile

Al comma 1, prima della lettera a), premettere la seguente:

            «0a) all'articolo 3 è aggiunto, in fine, il seguente comma: ''3-bis. Le fonti istitutive delle forme pensionistiche complementari collettive di cui al comma 1 del presente articolo e quelle di cui all'articolo 20, aventi soggettività giuridica e operanti secondo il principio della contribuzione definita, possono prevedere l'adesione collettiva o individuale anche di soggetti aderenti a una o più categorie di cui all'articolo 2, comma 1''».

        Al medesimo comma 1, dopo la lettera b), aggiungere la seguente:

            «b-bis) all'articolo 14, al comma 6, il quarto periodo è sostituito dal seguente: ''In caso di esercizio della predetta facoltà di trasferimento della posizione individuale. Il lavoratore ha diritto al versamento alla forma pensionistica da lui prescelta del TFR maturando e dell'eventuale contributo o corico del datare di lavoro''».


16.5

Sacconi, Di Biagio

Dichiarato inammissibile

Al comma 1, prima della lettera a), è inserita la seguente:

            «0a) all'articolo 8, comma 2, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: ''Gli accordi possono anche stabilire la destinazione di una quota minima dell'accantonamento annuale del TFR. In assenza di tale indicazione il conferimento è totale''».


16.5 (testo 2)

Sacconi, Di Biagio

Accolto

Al comma 1, prima della lettera a), è inserita la seguente:

            «0a) all'articolo 8, comma 2, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: ''Gli accordi possono anche stabilire la percentuale minima di TFR maturando da destinare a previdenza complementare. In assenza di tale indicazione il conferimento è totale''».


16.6

Puglia

Dichiarato inammissibile

Al comma 1, alla lettera a), premettere le seguenti:

            «0a) all'articolo 8, comma 7, la lettera b) è sostituita con la seguente:

            ''b) modalità tacite: nel caso in cui il lavoratore nel periodo di tempo indicato alla lettera a) non esprima alcuna volontà, a decorrere dal mese successivo alla scadenza dei sei mesi ivi previsti, il datore di lavoro trasferisce il TFR maturando alla forma pensionistica complementare istituita presso l'INPS'';

            0a-bis) all'articolo 9, comma 1, primo periodo, le parole: '', n. 3)'', sono abrogate».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 17, dopo le parole: "del presente capo", inserire le seguenti: ''fatta eccezione per quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, lettere 0a) e 0a-bis) al cui onere si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'articolo 40-bis''»;

            b) dopo l'articolo 40, inserire il seguente:

«Art. 40-bis.

(Riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi delle banche e di altri enti e società finanziari)

        1. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso a131 dicembre 2015, al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 6, comma 8, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento'';

            b) all'articolo 6, comma 9, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento'';

            c) all'articolo 7, comma 2, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento''».


16.6 (testo 2)

Puglia

Dichiarato inammissibile

Al comma 1, alla lettera a), premettere le seguenti:

            «0a) all'articolo 8, comma 7, la lettera b) è sostituita con la seguente:

            ''b) modalità tacite: nel caso in cui il lavoratore nel periodo di tempo indicato alla lettera a) non esprima alcuna volontà, a decorrere dal mese successivo alla scadenza dei sei mesi ivi previsti, il datore di lavoro trasferisce il TFR maturando alla forma pensionistica complementare istituita presso l'INPS'';

            0a-bis) all'articolo 9, comma 1, primo periodo, le parole: '', n. 3)'', sono abrogate».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 17, dopo le parole: "del presente capo", inserire le seguenti: ''fatta eccezione per quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, lettere 0a) e 0a-bis) al cui onere si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'articolo 40-bis''»;

            b) dopo l'articolo 40, inserire il seguente:

«Art. 40-bis.

(Riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi delle banche e di altri enti e società finanziari)

        1. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015, all'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 65, le parole: ''di 3,5 punti percentuali'' sono sostituite dalle seguenti: ''di 4,5 punti percentuali'';

            b) al comma 67, le parole: ''nei limiti del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nei limiti del 93 per cento''.

        2. All'articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento''».


16.7

Margiotta, FISSORE

Ritirato

Al comma 1, alla lettera a) premettere la seguente:

            «0a) All'articolo 8, dopo il comma 11 aggiungere il seguente:

        ''11-bis. Il conferimento al fondo si intende eseguito alla data del versamento effettivo delle somme, secondo le modalità previste dal regolamento del medesimo fondo. In caso di insolvenza del datore di lavoro o di sua sottoposizione a procedure concorsuali, la legittimazione all'esperimento di tutte le azioni ed iniziative per il recupero delle somme trattenute e non versate dal datore di lavoro, spetta esclusivamente al lavoratore o all'aderente ai fondi pensione aperti di cui all'articolo 12. Il regolamento del fondo può prevedere, con Indicazione del relativo costo, la delega al gestore del fondo medesimo delle attività di cui al periodo precedente''».


16.8

Bonfrisco, Perrone

Dichiarato inammissibile

Al comma 1, lettera a), capoverso «4.», primo periodo, sopprimere le parole: «, in caso di cessazione dell'attività lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo superiore a ventiquattro mesi,».


16.9

Puglia

Dichiarato inammissibile

Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:

        a) alla lettera a), capoverso «4.», primo periodo:

            1) sostituire le parole: «ventiquattro mesi», con le seguenti: «dodici mesi»;

            2) sostituire le parole: «cinque anni», con le seguenti: «sei anni»;

        b) dopo la lettera a), inserire la seguente:

            «a-bis) all'articolo 11, comma 7, lettera c), le parole: ''30 per cento,'' sono sostituite dalle seguenti: ''50 per cento''».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 17, dopo le parole: "del presente capo", inserire le seguenti: ''fatta eccezione per quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, lettera a-bis), al cui onere si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'articolo 40-bis''»;

            b) dopo l'articolo 40, inserire il seguente:

«Art. 40-bis.

(Riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi delle banche e di altri enti e società finanziari)

        1. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al31 dicembre 2015, al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 6, comma 8, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento'';

            b) all'articolo 6, comma 9, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento'';

            c) all'articolo 7, comma 2, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento''».


16.9 (testo 2)

Puglia

Dichiarato inammissibile

Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:

        a) alla lettera a), capoverso «4.», primo periodo:

            1) sostituire le parole: «ventiquattro mesi», con le seguenti: «dodici mesi»;

            2) sostituire le parole: «cinque anni», con le seguenti: «sei anni»;

        b) dopo la lettera a), inserire la seguente:

            «a-bis) all'articolo 11, comma 7, lettera c), le parole: ''30 per cento,'' sono sostituite dalle seguenti: ''50 per cento''».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 17, dopo le parole: "del presente capo", inserire le seguenti: ''fatta eccezione per quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, lettera a-bis), al cui onere si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'articolo 40-bis''»;

            b) dopo l'articolo 40, inserire il seguente:

«Art. 40-bis.

(Riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi delle banche e di altri enti e società finanziari)

        1. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015, all'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 65, le parole: ''di 3,5 punti percentuali'' sono sostituite dalle seguenti: ''di 4,5 punti percentuali'';

            b) al comma 67, le parole: ''nei limiti del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nei limiti del 93 per cento''.

        2. All'articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento''».


16.10

Piccoli, Bertacco, Amidei

Dichiarato inammissibile

Al comma 1, lettera a), capoverso «4,», dopo le parole: «per un periodo di tempo superiore a ventiquattro mesi», inserire le seguenti: «o 12 mesi nel caso di coniuge, figli o altri familiari a carico,».


16.11

Bonfrisco, Perrone

Respinto

Al comma 1, lettera a), capoverso «4.», secondo periodo, dopo le parole: «massimo di dieci anni», aggiungere le seguenti: «, ferme restando le facoltà di riscatto ai sensi dell'articolo 14».


16.12

Zeller, Berger, Palermo, Fravezzi, Laniece, Panizza

Respinto

Al comma 1, dopo la lettera a), inserire la seguente:

            «a-bis). All'articolo 11, comma 7, lettera b), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ''sono compresi nell'ipotesi di cui alla presente lettera gli acquisti effettuati mediante finanziamento bancario sin dall'origine condizionato all'esistenza di una posizione previdenziale complementare ed agevolato da concorso di enti pubblici territoriali, nel rispetto delle disposizioni regolamentari emanate dagli stessi enti''».


16.13

Astorre

Assorbito

Al comma 1, dopo la lettera a) inserire la seguente:

            «a-bis) all'articolo 14, comma 2, lettera c), il secondo periodo è sostituito dal seguente: ''Tale facoltà non può essere esercitata nel quinquennio precedente la maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni complementari o nel maggior periodo eventualmente fissato nelle forme pensionistiche. complementari ai sensi del secondo periodo, comma 4, dell'articolo 11''».


16.14

Bianconi, Mancuso, Chiavaroli, De Poli

Accolto

Al comma 1, sostituire la lettera b), con la seguente:

            «b) all'articolo 14:

        1) al comma 2, lettera c), il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Tale facoltà non può essere esercitata nel quinquennio precedente la maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni pensionistiche complementari o nel maggior periodo eventualmente fissato dalle forme pensionistiche complementari ai sensi del secondo periodo del comma 4 dell'articolo 11; in questi casi si applicano le previsioni del comma 4 dell'articolo 11 »;

        2) il comma 5 è sostituito dal seguente:

        «5. In caso di cessazione dei requisiti di partecipazione per cause diverse da quelle di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo, è previsto il riscatto della posizione sia nelle forme collettive sia in quelle individuali e su tali somme si applica una ritenuta a titolo di imposta con l'aliquota del 23 per cento sul medesimo imponibile di cui all'articolo 11, comma 6».


16.15

Scalia

Ritirato

Al comma 1, dopo la lettera b), aggiungere la seguente:

            «b-bis) all'articolo 14, comma 6, il quarto periodo è sostituito dal seguente: ''In caso di esercizio della predetta facoltà di trasferimento della posizione individuale, il lavoratore ha diritto al versamento alla forma pensionistica da lui prescelta del TFR maturando e, nella misura del cinquanta per cento qualora siano decorsi tre anni dalla data di partecipazione alla forma pensionistica prevista dagli accordi collettivi ovvero del cento per cento decorsi cinque anni dalla stessa data, dell'ammontare dell'eventuale contributo a carico del datore di lavoro''».


16.16

Di Biagio

Ritirato

Al comma 1, dopo la lettera b), aggiungere la seguente:

            «b-bis) all'articolo 14, comma 6, il quarto periodo è sostituito dal seguente: ''In caso di esercizio della predetta facoltà di trasferimento della posizione individuale, il lavoratore ha diritto al versamento alla forma pensionistica da lui prescelta del TFR maturando e, nella misura del cinquanta per cento qualora siano decorsi tre anni dalla data di partecipazione alla forma pensionistica prevista dagli accordi collettivi ovvero del cento per cento decorsi cinque anni dalla stessa data, dell'ammontare dell'eventuale contributo a carico del datore di lavoro''».


16.17

MANDELLI, PELINO

Ritirato

Al comma 1, dopo la lettera b), aggiungere la seguente:

            «b-bis) all'articolo 14, comma 6, il quarto periodo è sostituito dal seguente: ''In caso di esercizio della predetta facoltà di trasferimento della posizione individuale, il lavoratore ha diritto al versamento alla forma pensionistica da lui prescelta del TFR maturando e, nella misura del cinquanta per cento qualora siano decorsi tre anni dalla data di partecipazione alla forma pensionistica prevista dagli accordi collettivi ovvero del cento per cento decorsi cinque anni dalla stessa data, dell'ammontare dell'eventuale contributo a carico del datore di lavoro''».


16.18

SACCONI, DI BIAGIO

Dichiarato inammissibile

Al comma 1, dopo la lettera b), aggiungere la seguente:

        «b-bis) all'articolo 18, comma 3, secondo periodo, le parole: ''quattro anni'' sono sostituite dalle seguenti: ''sette anni, ivi compresi quelli che siano in carica alla data di entrata in vigore della presente disposizione''».


16.19

Puglia

Dichiarato inammissibile

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. In relazione ai periodi di paga decorrenti dallo gennaio 2016, i lavoratori dipendenti che abbiano un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi presso il medesimo datore di lavoro, possono richiedere ai revocare il consenso espresso ai sensi dell'articolo 8, comma 7, lettera b), del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, e di conferire l'intero importo del Tfr versato alla forma pensionistica complementare alla forma pensionistica complementare istituita presso l'INPS ovvero trasferirlo al Fondo di Tesoreria di cui all'articolo 1, commi 755 e seguenti, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che assicura le stesse prestazioni previste dall'articolo 2120 codice civile. Con testualmente. alla revoca del consenso il lavoratore può scegliere di destinare il Tfr maturando al Fondo di Tesoreria di cui all'articolo 1, commi 755 e seguenti, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che assicura le stesse prestazioni previste dall'articolo 2120 codice civile».

        Conseguentemente:

            a) All'articolo 17, dopo le parole: «del presente capo» inserire le seguenti: «fatta eccezione per quanto previsto dall'articolo 16, comma 1-bis, al cui onere si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'articolo 40-bis»,

            b) dopo l'articolo 40, inserire il seguente:

        Art. 40-bis - (Riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi delle banche e di altri enti e società finanziari). – 1. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al3l dicembre 2015, al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 6, comma 8, le parole: «nella misura del 96 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 93 per cento»;

            b) all'articolo 6, comma 9, le parole: «nella misura del 96 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 93 per cento»;

            c) all'articolo 7, comma 2, le parole: «nella misura del 96 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 93 per cento».


16.19 (testo 2)

Puglia

Dichiarato inammissibile

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. In relazione ai periodi di paga decorrenti dallo gennaio 2016, i lavoratori dipendenti che abbiano un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi presso il medesimo datore di lavoro, possono richiedere ai revocare il consenso espresso ai sensi dell'articolo 8, comma 7, lettera b), del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, e di conferire l'intero importo del TFR versato alla forma pensionistica complementare alla forma pensionistica complementare istituita presso l'INPS ovvero trasferirlo al Fondo di Tesoreria di cui all'articolo 1, commi 755 e seguenti, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che assicura le stesse prestazioni previste dall'articolo 2120 codice civile. Contestualmente alla revoca del consenso il lavoratore può scegliere di destinare il TFR maturando al Fondo di Tesoreria di cui all'articolo 1, commi 755 e seguenti, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che assicura le stesse prestazioni previste dall'articolo 2120 codice civile».

        Conseguentemente:

            a) All'articolo 17, dopo le parole: «del presente capo» inserire le seguenti: «fatta eccezione per quanto previsto dall'articolo 16, comma 1-bis, al cui onere si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'articolo 40-bis»,

            b) dopo l'articolo 40, inserire il seguente:

«Art. 40-bis.

(Riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi delle banche e di altri enti e società finanziari)

        1. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015, all'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 65, le parole: ''di 3,5 punti percentuali'' sono sostituite dalle seguenti: ''di 4,5 punti percentuali'';

            b) al comma 67, le parole: ''nei limiti del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nei limiti del 93 per cento''.

        2. All'articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento''».


16.20

Bonfrisco, Perrone

Accolto

Al comma 2, dopo le parole: «e successive modificazioni, », inserire le seguenti: «anche al fine di favorire l'educazione finanziaria e previdenziale, ».

        Conseguentemente dopo la lettera c) inserire la seguente:

            «c-bis. Individuazione di forme di informazione mirata all'accrescimento dell'educazione finanziaria e previdenziale dei cittadini e sulle forme di gestione del risparmio finalizzato alla corresponsione delle prestazioni previdenziali complementari».


16.21

Bonfrisco, Perrone

Respinto

Al comma 2 apportare le seguenti modifiche:

        a) sostituire le parole: «maggiormente rappresentative» con le seguenti: «comparativamente più rappresentative»;

        b) sostituire le parole: «esperti della» con le seguenti: «esperti di comprovata e riconosciuta competenza»;

        c) alla lettera b) sopprimere le parole: «delle caratteristiche dimensionali dei patrimoni gestiti,» e sopprimere le parole: «delle categorie dei lavoratori interessati»;

        d) alla lettera c) sostituire le parole: «delle consistenze e ridurre i costi di gestione e i rischi» con le seguenti: «del patrimonio e migliorare l'efficacia gestionale».


16.22

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 2, apportare le seguenti modificazioni:

        1) alla lettera a) sostituire le parole da: «fondata su criteri» fino alla fine della lettera con le seguenti: «individuazione dei requisiti di onorabilità e professionalità dei componenti dei consigli di amministrazione e controllo e degli organi collegiali, del responsabile della forma pensionistica complementare, nonché dei responsabili delle principali funzioni»;

        2) dopo la lettera a), inserire la seguente:

        «a-bis) individuazione, sentite la COVIP e l'Autorità nazionale anticorruzione, di criteri volti a garantire che la selezione dei gestori dei fondi pensione avvenga nel rispetto della massima trasparenza, anche al fine di eliminare ogni forma di conflitto di interesse tra i responsabili del fondo, le società di advising e le società di gestione ed ogni possibile conflitto di interesse tra i componenti dei consigli di amministrazione e controllo e degli organi collegiali tra i fondi chiusi ed i fondi aperti».


16.23

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 2, lettera a), sostituire le parole da: «fondata su criteri» fino alla fine della lettera con le seguenti: «individuazione di requisiti di onorabilità e professionalità dei componenti dei consigli di amministrazione e controllo e degli organi collegiaIi, anche attraverso il ricorso alla disciplina contenuta nel regolamento CONSOB n. 17221 del 12 marzo 2010 sulle operazioni con parti correlate.».


16.24

Puglia, Girotto, Castaldi, Petrocelli

Respinto

Al comma 2, lettera b); sostituire le parole: «nonché dei regimi gestionali» con le seguenti: «dei regimi gestionali ed individuazione del divieto di investimento, da parte dei fondi pensione, in strumenti finanziari non negoziati nei mercati regolamentari».


16.25 (testo 2)

Puglia

Dichiarato inammissibile

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. La contribuzione versata agli enti di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509; avente natura integrativa rispetto a quella istituita dalla legge 22 luglio 1966, n. 613, è dovuta soltanto quando l'Ente abbia provveduto ad adottare un regolamento in materia di elezioni dei suoi organi collegiali che garantisca a ciascun singolo assicurato all'ente la piena possibilità di poter presentare una propria lista a parità di condizioni con associazioni o organizzazioni di qualunque genere, senza alcun obbligo di appartenenza alle stesse.»

        Conseguentemente:

        a) All'articolo 17, dopo le parole: «del presente capo» inserire le seguenti: «fatta eccezione per quanto previsto dall'articolo 16, comma 2-bis), al cui onere si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'articolo 40-bis»;

        b) dopo l'articolo 40, inserire il seguente:

«Art. 40-bis.

(Riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi delle banche e di altri enti e società finanziari)

        1. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015, all'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 65, le parole: ''di 3,5 punti percentuali'' sono sostituite dalle seguenti: ''di 4,5 punti percentuali'';

            b) al comma 67, le parole: ''nei limiti del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nei limiti del 93 per cento''.

        2. All'articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento''».


16.25

Puglia

Dichiarato inammissibile

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. La contribuzione versata agli enti di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509; avente natura integrativa rispetto a quella istituita dalla legge 22 luglio 1966, n. 613, è dovuta soltanto quando l'Ente abbia provveduto ad adottare un regolamento in materia di elezioni dei suoi organi collegiali che garantisca a ciascun singolo assicurato all'ente la piena possibilità di poter presentare una propria lista a parità di condizioni con associazioni o organizzazioni di qualunque genere, senza alcun obbligo di appartenenza alle stesse.»

        Conseguentemente:

        a) All'articolo 17, dopo le parole: «del presente capo» inserire le seguenti: «fatta eccezione per quanto previsto dall'articolo 16, comma 2-bis), al cui onere si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'articolo 40-bis»;

        b) dopo l'articolo 40, inserire il seguente:

«Art. 40-bis.

(Riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi delle banche e di altri enti e società finanziari)

        1. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015, al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modificazioni:

        a) all'articolo 6, comma 8, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento'';

        b) all'articolo 6, comma 9, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento'';

        c) all'articolo 7, comma 2, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento''».


16.26

PUGLIA, CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI

Dichiarato inammissibile

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. I componenti dei consigli di amministrazione degli enti di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103 non possono, in nessuna forma, percepire compensi o fruire di benefici di qualsiasi natura in qualità di componenti dei consigli di amministrazione di società o fondi controllati o partecipati dagli enti stessi.»


16.27

Puglia, Castaldi, Girotto, Petrocelli

Respinto

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Gli enti di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, assicurano condizioni di trasparenza della gestione, rendendo accessibile mediante pubblicazione sul proprio sito internet, le delibere degli organi di amministrazione attiva. Non sono accessibili, se non nei limiti e con le forme stabilite dalla disciplina del diritto di accesso, le delibere la cui pubblicazione potrebbe alterare il corretto svolgimento di una procedura di gara o di concorso. Le delibere riguardanti persone sono pubblicate salvaguardando il diritto alla tutela dei dati personali. Sono pubblicate senza limitazioni le delibere riguardanti i componenti degli organi di direzione politica e amministrativa degli enti.»


16.28

PUGLIA, CASTALDI, GIROTTO, PETROCELLI

Dichiarato inammissibile

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Gli enti di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103 pubblicano sul proprio sito internet i dati completi relativi ai compensi percepiti da ciascun componente del consiglio di amministrazione in qualità di componente di organi di società o fondi controllati o partecipati dagli enti stessi.»


16.29

Bonfrisco, Perrone

Dichiarato inammissibile

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. Il tavolo di cui al comma 2 termina i propri lavori entro un anno dalla sua prima convocazione. Il lavoro svolto dal tavolo di consultazione e le risultanze prodotte, sono inviate dal Ministro del Lavoro e delle politiche sociali al Parlamento e alla Commissione di cui al all'articolo 24, comma 28, primo periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ai fini dell'individuazione di eventuali forme di decontribuzione parziale dell'aliquota contributiva obbligatoria verso schemi previdenziali integrativi in particolare a favore delle giovani generazioni».


16.0.1

MUCCHETTI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 16-bis.

(Disposizioni in materia di previdenza complementare)

        1. Al fine di assicurare più elevati livelli di copertura previdenziale e promuovere una maggiore concorrenza tra le forme di previdenza complementare, ai soggetti iscritti alle forme pensionistiche obbligatorie gestite dall'INPS, ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai soggetti destinatari dell'ambito di applicazione del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, con esclusione dei professionisti iscritti a gestioni private costituite ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103 è data facoltà di versare contribuzione destinata a risparmio previdenziale aggiuntivo alla forma di previdenza ''IntegraINPS'' istituita presso l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale;

        2. L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale gestisce direttamente la forma pensionistica complementare di cui al comma 1, con evidenza contabile separata ed applicazione dell'articolo 2117 c.c. nell'osservanza dei seguenti principi: a) criteri di gestione della forma di previdenza secondo il sistema di finanziamento a ripartizione e l'applicazione di criteri di calcolo dei trattamenti pensionistici attraverso la commisurazione dei trattamenti alla contribuzione; b) rispetto delle misure di trasparenza e delle altre modalità finalizzate a garantire la separatezza patrimoniale amministrativa e contabile, la riservatezza dei dati personali nonché la destinazione aIl'erogazione delle prestazioni agli aderenti dal cui fine non può essere distratto; c) flessibilità dell'entità della contribuzione versata da parte dei lavoratori ai sensi e per gli effetti dell'articolo 8 decreto legislativo 252/2005; d) alla contribuzione destinata ad ''IntegraINPS'' si applicano le disposizioni in materia di accertamento e riscossione dei contributi previdenziali obbligatori la quale costituisce a tutti gli effetti entrata degli enti pubblici previdenziali; e) applicazione della disciplina propria delle forma di previdenza aggiuntive a quella obbligatoria, rimanendo nell'autonomia delle parti lo stabilire quanta e quale parte della retribuzione vada assoggettata a contributo;

        3. Il finanziamento delle forma di previdenza ''IntegraINPS'' è attuato con le modalità e secondo la disciplina di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 252/2005;

        4. Fermo restando quanto previsto dal comma 2, lettera c) del presente articolo, è ammesso il versamento dei contributi per una durata minima di un anno, senza alcun obbligo di rinnovo o di partecipazione nella forma pensionistica. Il recesso dal rapporto deve essere comunicato all'INPS con un preavviso di almeno tre mesi prima della scadenza dell'anno solare cui si riferisce il pagamento;

        5. ''IntegraINPS'' garantisce l'erogazione delle prestazioni, di cui all'articolo 11 decreto legislativo 252/2005 al momento dell'acquisizione del diritto alla prestazione pensionistica obbligatoria, indipendentemente dal periodo di partecipazione alla forma pensionistica medesima e dal limite di cui al comma 3 del medesimo articolo 11. L'importo della prestazione pensionistica è determinato secondo il sistema di calcolo contributivo di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335;

        6. Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge, si applica la disciplina del decreto legislativo 252/2005. L'introduzione di eccezioni o deroghe alla presente disciplina è effettuata attraverso espresse modificazioni delle sue disposizioni».


16.0.1 (testo 2)

Mucchetti

Dichiarato inammissibile

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 16-bis.

(Disposizioni in materia di previdenza complementare)

        1. Al fine di assicurare più elevati livelli di copertura previdenziale e promuovere una maggiore concorrenza tra le forme di previdenza complementare, ai soggetti iscritti alle forme pensionistiche obbligatorie gestite dall'INPS, ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai soggetti destinatari dell'ambito di applicazione del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, con esclusione dei professionisti iscritti a gestioni private costituite ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103 è data facoltà di versare contribuzione destinata a risparmio previdenziale aggiuntivo alla forma di previdenza ''IntegraINPS'' istituita presso l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale;

        2. L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale gestisce direttamente la forma pensionistica complementare di cui al comma 1, con evidenza contabile separata ed applicazione dell'articolo 2117 c.c. nell'osservanza dei seguenti principi: a) criteri di gestione della forma di previdenza secondo il sistema di finanziamento a ripartizione e l'applicazione di criteri di calcolo dei trattamenti pensionistici attraverso la commisurazione dei trattamenti alla contribuzione; b) rispetto delle misure di trasparenza e delle altre modalità finalizzate a garantire la separatezza patrimoniale amministrativa e contabile, la riservatezza dei dati personali nonché la destinazione aIl'erogazione delle prestazioni agli aderenti dal cui fine non può essere distratto; c) flessibilità dell'entità della contribuzione versata da parte dei lavoratori ai sensi e per gli effetti dell'articolo 8 decreto legislativo 252/2005; d) alla contribuzione destinata ad ''IntegraINPS'' si applicano le disposizioni in materia di accertamento e riscossione dei contributi previdenziali obbligatori la quale costituisce a tutti gli effetti entrata degli enti pubblici previdenziali; e) applicazione della disciplina propria delle forma di previdenza aggiuntive a quella obbligatoria, rimanendo nell'autonomia delle parti lo stabilire quanta e quale parte della retribuzione vada assoggettata a contributo;

        3. Il finanziamento delle forma di previdenza ''IntegraINPS'' è attuato con le modalità e secondo la disciplina di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 252/2005;

        4. Fermo restando quanto previsto dal comma 2, lettera c) del presente articolo, è ammesso il versamento dei contributi per una durata minima di un anno, senza alcun obbligo di rinnovo o di partecipazione nella forma pensionistica. Il recesso dal rapporto deve essere comunicato all'INPS con un preavviso di almeno tre mesi prima della scadenza dell'anno solare cui si riferisce il pagamento;

        5. ''IntegraINPS'' garantisce l'erogazione delle prestazioni, di cui all'articolo 11 decreto legislativo 252/2005 al momento dell'acquisizione del diritto alla prestazione pensionistica obbligatoria, indipendentemente dal periodo di partecipazione alla forma pensionistica medesima e dal limite di cui al comma 3 del medesimo articolo 11. L'importo della prestazione pensionistica è determinato secondo il sistema di calcolo contributivo di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335;

        6. Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge, si applica la disciplina del decreto legislativo 252/2005. L'introduzione di eccezioni o deroghe alla presente disciplina è effettuata attraverso espresse modificazioni delle sue disposizioni;

        7. All'attuazione del presente articolo l'INPS provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente.».


16.0.2

Puglia

Dichiarato inammissibile

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 16-bis.

(Riforma della gestione separata INPS)

        1. A decorrere dal 1º gennaio 2016, la gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335, è sostituita dalla Gestione Separata Ordinaria e dalla Gestione Separata Speciale. Alla Gestione Separata Speciale, avente autonoma gestione e con contabilità separata rispetto a quella ordinaria, sono tenuti ad iscriversi i soggetti che esercitano abitualmente una attività di lavoro autonomo di cui all'articolo 53, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni ed integrazioni. Alla Gestione Separata Ordinaria sono tenuti ad iscriversi gli altri soggetti già tenuti ad iscriversi presso l'apposita Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335 Restano esclusi dall'iscrizione i soggetti già iscritti a casse previdenziali obbligatorie e le cui prestazioni lavorative sono svolte nell'esercizio di attività professionali per le quali l'ordinamento richiede l'iscrizione ad un ordine o albo professionale.

        2. In deroga alla disposizione di cui all'articolo 2, comma 57 , della legge 28 giugno 2012, n. 92, come modificato dall'articolo 46 bis, comma 1, lettera g), del decreto-legge 22 giugno 2012 n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, a decorrere dal 1 gennaio 2016, i soggetti iscritti alla gestione separata speciale di cui al comma 1, sono tenuti al versamento di una aliquota pari a quella corrisposta fino al 31 dicembre 2015 alla gestione separata, applicata sul reddito delle attività determinato sulla base dei criteri stabiliti ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, risultante dalla dichiarazione annuale e dagli accertamenti definitivi, fermo restando l'ulteriore aliquota contributiva di cui all'articolo 59, comma 16, della legge 27 dicembre 1997 n. 449 e successive modificazioni e integrazioni. Restano esclusi dall'imposizione i redditi percepiti per l'espletamento di prestazioni lavorative svolte nell'esercizio di attività professionali per le quali l'ordinamento richiede l'iscrizione ad un ordine o albo professionale.

        3. Hanno diritto all'accreditamento di tutti i contributi mensili, relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il versamento, i soggetti che abbiano corrisposto un contributo di importo non inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito stabilito dall'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233 e successive modificazioni e integrazioni. In caso di contribuzione annua inferiore a detto importo, i mesi di assicurazione da accreditare sono ridotti in proporzione alla somma versata. I contributi come sopra determinati sono attribuiti temporalmente all'inizio dell'anno solare fino a concorrenza di dodici mesi nell'anno.

        4. Per i soggetti iscritti alla gestione separata speciale si applica il massimale di reddito previsto dall'articolo 2, comma 18, della legge n. 335/1995.

        5. Ai soggetti di cui ai commi da 1 a 4 è data facoltà di versare somme presso la forma pensionistica complementare di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252.

        6. All'articolo 9 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, il comma 2 è sostituito dal seguente:

        ''2. La forma pensionistica di cui al presente articolo è amministrata da un comitato composto da nove membri di cui quattro scelti tra i dipendenti dell'INPS e due tra i dipendenti dell'Agenzia delle Entrate e i restanti nominati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze in modo da assicurare la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro secondo un criterio di pariteticità e attraverso una rotazione annuale e casuale dei componenti scelti tra le organizzazioni sindacali nazionali che hanno maggiore rappresentatività almeno in due provincie in una categoria o in un comparto. La scelta di componenti dipendenti INPS ed Agenzia delle Entrate viene effettuata dai rispettivi direttori generali sulla base dei requisiti professionali e formati vi. La durata in carica complessiva dei membri del comitato non può eccedere i quattro anni. I membri del comitato devono possedere i requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza stabiliti con decreto di cui all'articolo 4, comma 3. Ai membri dipendenti dell'INPS e dell'Agenzia delle Entrate non spetta alcun compenso. Ai membri rappresentativi delle organizzazioni sindacali e datoriali spetta un compenso erogato come gettoni di presenza il cui importo non può eccedere le retribuzioni giornaliere, riferite ad un livello medio, previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicati al settore di appartenenza di ciascun membro ovvero l'ultimo contratto collettivo applicabile. il responsabile della forma pensionistica complementare di cui al presente articolo è il direttore generale INPS.''

        7. Presso la Gestione separata ordinaria di cui al comma 1 è costituito uno speciale Fondo presso cui possono essere accantonate quote di indennità di fine mandato, ove il diritto all'indennità risulti da atto di data certa anteriore all'inizio del rapporto di lavoro.

        8. L'indennità di cui al comma 7, con esclusione della quota maturata nell'anno, è incrementata, su base composta, al 31 dicembre di ogni anno, con l'applicazione di un tasso costituito dall'1,5 per cento in misura fissa e dal 75 per cento dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall'ISTAT, rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente.

        9. Ai fini della applicazione del tasso di rivalutazione di cui al comma 2 per frazioni di anno, l'incremento dell'indice ISTAT è quello risultante nel mese di cessazione del rapporto di lavoro rispetto a quello di dicembre dell'anno precedente. Le frazioni di mese uguali o superiori a quindici giorni si computano come mese intero.

        10. Entro il 31 marzo di ciascun anno l'INPS provvede a dare comunicazione al lavoratore dell'ammontare delle quote da esso accantonate e delle relative rivalutazioni.

        11. Sui redditi derivanti dalle rivalutazioni dell'indennità di fine mandato di cui al comma 8 è applicata l'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura dell'11 per cento.

        12. L'INPS applica l'imposta di cui al comma 11 sulle rivalutazioni maturate in ciascun anno. L'imposta è versata entro il 16 febbraio dell'anno successivo. L'imposta è imputata a riduzione del Fondo.

        13. Sull'indennità di fine mandato al lordo delle rivalutazioni già assoggettate all'imposta sostitutiva di cui al comma 11, l'INPS provvede a calcolare l'imposta in base all'aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto alla percezione.

        14. Il Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e sentito l'INPS, con apposito decreto di natura non regolamentare stabilisce le modalità con cui consentire all'INPS l'espletamento degli obblighi di cui al comma 13».

        Conseguentemente:

        a) All'articolo 17, dopo le parole: «del presente capo» inserire le seguenti: «fatta eccezione per quanto previsto dall'articolo 16-bis, al cui onere si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'articolo 40-bis»;

        b) dopo l'articolo 40, inserire il seguente:

«Art. 40-bis.

(Riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi delle banche e di altri enti e società finanziari)

        1. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015, al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 6, comma 8, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento'';

            b) all'articolo 6, comma 9, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento'';

            c) all'articolo 7, comma 2, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento''.


16.0.2 (testo 2)

Puglia

Dichiarato inammissibile

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 16-bis.

(Riforma della gestione separata INPS)

        1. A decorrere dal 1º gennaio 2016, la gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335, è sostituita dalla Gestione Separata Ordinaria e dalla Gestione Separata Speciale. Alla Gestione Separata Speciale, avente autonoma gestione e con contabilità separata rispetto a quella ordinaria, sono tenuti ad iscriversi i soggetti che esercitano abitualmente una attività di lavoro autonomo di cui all'articolo 53, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni ed integrazioni. Alla Gestione Separata Ordinaria sono tenuti ad iscriversi gli altri soggetti già tenuti ad iscriversi presso l'apposita Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335 Restano esclusi dall'iscrizione i soggetti già iscritti a casse previdenziali obbligatorie e le cui prestazioni lavorative sono svolte nell'esercizio di attività professionali per le quali l'ordinamento richiede l'iscrizione ad un ordine o albo professionale.

        2. In deroga alla disposizione di cui all'articolo 2, comma 57 , della legge 28 giugno 2012, n. 92, come modificato dall'articolo 46 bis, comma 1, lettera g), del decreto-legge 22 giugno 2012 n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, a decorrere dal 1 gennaio 2016, i soggetti iscritti alla gestione separata speciale di cui al comma 1, sono tenuti al versamento di una aliquota pari a quella corrisposta fino al 31 dicembre 2015 alla gestione separata, applicata sul reddito delle attività determinato sulla base dei criteri stabiliti ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, risultante dalla dichiarazione annuale e dagli accertamenti definitivi, fermo restando l'ulteriore aliquota contributiva di cui all'articolo 59, comma 16, della legge 27 dicembre 1997 n. 449 e successive modificazioni e integrazioni. Restano esclusi dall'imposizione i redditi percepiti per l'espletamento di prestazioni lavorative svolte nell'esercizio di attività professionali per le quali l'ordinamento richiede l'iscrizione ad un ordine o albo professionale.

        3. Hanno diritto all'accreditamento di tutti i contributi mensili, relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il versamento, i soggetti che abbiano corrisposto un contributo di importo non inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito stabilito dall'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233 e successive modificazioni e integrazioni. In caso di contribuzione annua inferiore a detto importo, i mesi di assicurazione da accreditare sono ridotti in proporzione alla somma versata. I contributi come sopra determinati sono attribuiti temporalmente all'inizio dell'anno solare fino a concorrenza di dodici mesi nell'anno.

        4. Per i soggetti iscritti alla gestione separata speciale si applica il massimale di reddito previsto dall'articolo 2, comma 18, della legge n. 335 del 1995.

        5. Ai soggetti di cui ai commi da 1 a 4 è data facoltà di versare somme presso la forma pensionistica complementare di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252.

        6. All'articolo 9 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, il comma 2 è sostituito dal seguente:

        ''2. La forma pensionistica di cui al presente articolo è amministrata da un comitato composto da nove membri di cui quattro scelti tra i dipendenti dell'INPS e due tra i dipendenti dell'Agenzia delle Entrate e i restanti nominati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze in modo da assicurare la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro secondo un criterio di pariteticità e attraverso una rotazione annuale e casuale dei componenti scelti tra le organizzazioni sindacali nazionali che hanno maggiore rappresentatività almeno in due provincie in una categoria o in un comparto. La scelta di componenti dipendenti INPS ed Agenzia delle Entrate viene effettuata dai rispettivi direttori generali sulla base dei requisiti professionali e formati vi. La durata in carica complessiva dei membri del comitato non può eccedere i quattro anni. I membri del comitato devono possedere i requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza stabiliti con decreto di cui all'articolo 4, comma 3. Ai membri dipendenti dell'INPS e dell'Agenzia delle Entrate non spetta alcun compenso. Ai membri rappresentativi delle organizzazioni sindacali e datoriali spetta un compenso erogato come gettoni di presenza il cui importo non può eccedere le retribuzioni giornaliere, riferite ad un livello medio, previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicati al settore di appartenenza di ciascun membro ovvero l'ultimo contratto collettivo applicabile. Il responsabile della forma pensionistica complementare di cui al presente articolo è il direttore generale INPS.''

        7. Presso la Gestione separata ordinaria di cui al comma 1 è costituito uno speciale Fondo presso cui possono essere accantonate quote di indennità di fine mandato, ove il diritto all'indennità risulti da atto di data certa anteriore all'inizio del rapporto di lavoro.

        8. L'indennità di cui al comma 7, con esclusione della quota maturata nell'anno, è incrementata, su base composta, al 31 dicembre di ogni anno, con l'applicazione di un tasso costituito dall'1,5 per cento in misura fissa e dal 75 per cento dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall'ISTAT, rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente.

        9. Ai fini della applicazione del tasso di rivalutazione di cui al comma 2 per frazioni di anno, l'incremento dell'indice ISTAT è quello risultante nel mese di cessazione del rapporto di lavoro rispetto a quello di dicembre dell'anno precedente. Le frazioni di mese uguali o superiori a quindici giorni si computano come mese intero.

        10. Entro il 31 marzo di ciascun anno l'INPS provvede a dare comunicazione al lavoratore dell'ammontare delle quote da esso accantonate e delle relative rivalutazioni.

        11. Sui redditi derivanti dalle rivalutazioni dell'indennità di fine mandato di cui al comma 8 è applicata l'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura dell'11 per cento.

        12. L'INPS applica l'imposta di cui al comma 11 sulle rivalutazioni maturate in ciascun anno. L'imposta è versata entro il 16 febbraio dell'anno successivo. L'imposta è imputata a riduzione del Fondo.

        13. Sull'indennità di fine mandato al lordo delle rivalutazioni già assoggettate all'imposta sostitutiva di cui al comma 11, l'INPS provvede a calcolare l'imposta in base all'aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto alla percezione.

        14. Il Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e sentito l'INPS, con apposito decreto di natura non regolamentare stabilisce le modalità con cui consentire all'INPS l'espletamento degli obblighi di cui al comma 13».

        Conseguentemente:

        a) All'articolo 17, dopo le parole: «del presente capo» inserire le seguenti: «fatta eccezione per quanto previsto dall'articolo 16-bis, al cui onere si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall'articolo 40-bis»;

        b) dopo l'articolo 40, inserire il seguente:

«Art. 40-bis.

(Riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi delle banche e di altri enti e società finanziari)

        1. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015, all'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 65, le parole: ''di 3,5 punti percentuali'' sono sostituite dalle seguenti: ''di 4,5 punti percentuali'';

            b) al comma 67, le parole: ''nei limiti del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nei limiti del 93 per cento''.

        2. All'articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, le parole: ''nella misura del 96 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''nella misura del 93 per cento''».


16.0.3

Bonfrisco, Bruni

Dichiarato inammissibile

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 16-bis.

(Liberalizzazione della scelta di versamento
contributivo per i professionisti)

        1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, ferma rimanendo l'obbligatoria iscrizione ad una forma di previdenza complementare, i soggetti iscritti in appositi albi professionali e che svolgono la libera professione con continuità ed esclusività, hanno facoltà di scegliere l'ente previdenziale cui devolvere i propri contributi ai fini della percezione della relativa pensione.

        2. Entro il termine di 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge saranno previste, tramite Regolamento di attuazione, modalità e tempistiche, con appositi moduli, per la richiesta di iscrizione all'ente previdenziale per il versamento ed il pagamento dei relativi contributi.

        3. Tramite il Regolamento di attuazione verrà, altresì, stabilito dai relativi ordini di appartenenza il procedimento sanzionatorio, con la previsione di consequenziali sanzioni in caso di mancata iscrizione e mancato versamento dei contributi previdenziali. Sono in ogni caso vietate forme di contribuzione forfettarie non commisurate al reddito effettivamente prodotto.

        4. Le sanzioni sono irrogate dagli ordini di appartenenza a seguito di procedimento disciplinare fino alla cancellazione dall'Albo professionale di appartenenza nei casi più gravi di mancata iscrizione o di mancato versamento dei contributi per un periodo di 3 anni, salvo, in quest'ultima ipotesi, comprovati gravi motivi che abbiano reso inesigibile la prestazione contributiva.

        5. Ai professionisti iscritti ad albi si applica normativa contenuta nelle disposizioni di cui all'articolo 1 della legge 5 marzo 1990, n. 45. Ad essi, anche ove non abbiano maturato diritto ad un trattamento pensionistico in alcuna delle gestioni nelle quali sono, o sono stati, iscritti, in alternativa alla ricongiunzione, spetta il diritto di avvalersi dei periodi assicurativi pregressi.

        6. Le disposizioni contenute nel presente articolo, non comportano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».


16.0.4

SACCONI, DI BIAGIO, BONFRISCO, D'AMBROSIO LETTIERI

Dichiarato inammissibile

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 16-bis.

(Riordino ed efficientamento del settore dell'assistenza
sanitaria integrativa)

        1. Al fine di aumentare l'efficienza e la trasparenza del settore dell'assistenza sanitaria integrativa e di potenziare il relativo sistema dei controlli, anche in vista di possibili sinergie gestionali e funzionali con la previdenza complementare che agevolino una migliore risposta ai nuovi bisogni di protezione sociale anche legati alla non auto sufficienza, alla COVIP è attribuita, ferma restando l'alta vigilanza del Ministero della salute sul settore della sanità integrativa, anche la vigilanza sui fondi sanitari integrativi e sugli enti, casse e società di mutuo soccorso. Ai predetti fini, la normativa del settore della sanità integrativa è riordinata, entro 3 mesi, sulla base delle disposizioni e dei principi di cui decreto legislativo n. 252/2005 in quanto compatibili, con uno o più regolamenti di cui all'articolo 17, comma 2, legge 400/1988, su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la COVIP, per garantire un'adeguata ed uniforme disciplina delle forme di cui al primo periodo, criteri prudenziali di gestione e un più efficace controllo sulle forme stesse, una più efficace determinazione delle prestazioni e della soglia delle risorse vincolate nonché un adeguato regime sanzionatorio. Per permettere l'espletamento delle nuove funzioni, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la COVIP può avvalersi di un contingente di personale aggiuntivo, acquisito anche in comando da altre pubbliche amministrazioni, e il suo finanziamento è integrato mediante il versamento annuale di una quota, non superiore allo 0,5 per mille dei contributi o premi incassati dalle predette forme, con le modalità stabilite dai regolamenti di cui al secondo periodo.».


16.0.5

Berger, Zeller, Laniece, Panizza

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 16-bis.

(Fondi integrativi del Servizio Sanitario nazionale)

        Al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, all'articolo 9, dopo il comma 7 è inserito il seguente:

        ''7-bis. Decorso un anno dalla data di partecipazione ad un fondo integrativo del Servizio Sanitario nazionale istituito a norma del presente decreto legislativo, gli iscritti hanno la facoltà di aderire liberamente ad un altro fondo istituito a norma di cui al comma 3. Quest'ultimo dovrà garantire prestazioni sanitarie sostanzialmente equivalenti a quelle previste dal fondo di provenienza sulla base del relativo nomenclatore. Sono comunque inefficaci clausole che all'atto dell'adesione ad un fondo o nel caso di un successivo passaggio ad altro fondo prevedano l'applicazione di ulteriori voci di costo, comunque denominate, che possono costituire ostacolo alla portabilità. A tal fine i fondi già istituiti devono adeguare i loro statuti e regolamenti entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.''».


16.0.6

Zeller, Berger, Palermo, Fravezzi, Laniece, Panizza

Respinto

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 16-bis.

(Fondi integrativi del Servizio Sanitario nazionale)

        1. All'articolo 9 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, dopo il comma 7, è inserito. il seguente:

        ''7-bis. Decorso un anno dalla data di partecipazione ad un fondo integrativo del Servizio Sanitario nazionale istituito a norma del presente decreto legislativo, gli iscritti hanno la facoltà di aderire liberamente ad un altro fondo istituito ai sensi del comma 3. Quest'ultimo dovrà garantire prestazioni sanitarie sostanzialmente equivalenti a quelle previste dal fondo di provenienza sulla base del relativo nomenclatore. Sono comunque inefficaci clausole che, all'atto dell'adesione ad un fondo o nel caso di un successivo passaggio ad altro fondo, prevedano l'applicazione di ulteriori voci di costo, comunque denominate, che possono costituire ostacolo alla portabilità. A tal fine, i fondi già istituiti devono adeguare i loro statuti e regolamenti entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.''».


16.0.7

BIANCONI, CHIAVAROLI, MANCUSO

Dichiarato inammissibile

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 16-bis.

        1. Al decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, articolo 31, comma 2, primo periodo dopo le parole: ''applicati dall'utilizzatore'' sono inserite le seguenti: ''in conformità alla disciplina di cui all'articolo 23, comma 2''».


16.0.8

BIANCONI, CHIAVAROLI, MANCUSO

Dichiarato inammissibile

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 16-bis.

        1. Al decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, articolo 31, comma 2, secondo periodo, dopo le parole: ''la somministrazione a tempo determinato di lavoratori'' sono inserite le seguenti: ''assunti dal somministratore con contratto di lavoro a tempo indeterminato, nonché di lavoratori''».


16.0.9

BIANCONI,