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Emendamenti di Commissione relativi al DDL n. 3584


G/3584/1/5

NESPOLI

La 5a Commissione,

        premesso che:

            il decreto legislativo n. 23 del 14 marzo 2011, articolo 8, comma 1 ha istituito l'Imposta Municipale Propria (IMU) che sostituisce, per la componente immobiliare, l'Imposta Comunale sugli Immobili a partire dal 1° gennaio 2014;

            la legge del 22 dicembre 2011, n. 214, articolo 13 ha anticipato in via sperimentale dallo gennaio 2012 l'istituzione dell'Imposta Municipale Propria;

            il decreto-legge 201/2011, all'articolo 14 ha istituito dal 1º gennaio 2013, la TARES (anche detta RES) in sostituzione della TARSU;

            le attività previste per la gestione ordinaria e straordinaria dell'IMU e della TARES sono le stesse previste per l'ICI e TARSU;

            visto l'articolo 10 comma 2 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, che così recita: «I comuni che abbiano in corso di esecuzione rapporti di concessione del servizio di accertamento e di riscossione dell'imposta comunale sulla pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni possono avvalersi, previa rinegoziazione dei contratti in essere, dei titolari dei medesimi rapporti anche per la riscossione di altre entrate comunali e per le relative attività propedeutiche, connesse o complementari»,

        impegna il Governo:

            ad impartire le opportune direttive per consentire ai Comuni che abbiano in corso rapporti di concessione del servizio di accertamento e di riscossione, anche coattiva, previa rinegoziazione dei contratti in essere, dell'imposta comunale sugli immobili e della Tarsu di avvalersi, dei titolari dei medesimi rapporti anche per la riscossione dell'IMU e della TARES e per le relative attività propedeutiche, connesse o complementari.


G/3584/2/5

MENARDI

La 5a Commissione,

        premesso che:

            in materia di «fabbricati fantasma» l'articolo 19 del decreto-legge n. 78 del 2010 prevedeva, (commi 8 e 9), che «entro il 31 dicembre 2010 i titolari di diritti reali sugli immobili che non risultano dichiarati in catasto individuati secondo le procedure previste dall'articolo 2, comma 36, del decreto-legge n. 262 del 2006, sono tenuti a procedere alla presentazione, ai :fini fiscali, della relativa dichiarazione di aggiornamento catastale» e che «entro il medesimo termine del 31 dicembre 2010 i titolari di diritti reali sugli immobili oggetto di interventi edilizi che abbiano determinato una variazione di consistenza ovvero di destinazione non dichiarata in catasto, sono tenuti a procedere alla presentazione, ai :fini fiscali, della relativa dichiarazione di aggiornamento catastale»; l'Agenzia del territorio, successivamente alla registrazione degli atti di aggiornamento presentati, avrebbe reso disponibili ai comuni le dichiarazioni di accatastamento per i controlli di conformità urbanistico-edilizia, attraverso il portale per i comuni;

            con il «Milleproroghe» del 2011 (decreto-legge n. 225 del 2010, articolo 2, comma 5-bis) il suddetto termine veniva spostato al 30 aprile 2011, motivando la proroga con la massa delle operazioni in corso, sia per quel che riguarda le iscrizione a catasto, sia per l'attribuzione della rendita catastale presunta;

            con il decreto-legge n. 201 del 6 dicembre 2011 del Governo Monti (articolo 13, comma 14-ter) si è stabilito che, «I fabbricati rurali iscritti nel catasto dei terreni devono essere dichiarati al catasto edilizio urbano entro il 30 novembre 2012». In questa serie di immobili ci sono:

                a) i «fabbricati ex rurali», ovvero edifici che hanno perso i requisiti di ruralità e che occorre censire;

                b) i «fabbricati rurali» ovvero fabbricati che sono corretti in mappa, che occorre accatastare e che possono mantenere i requisiti soggettivi ed oggettivi di ruralità;

                c) i «fabbricati di montagna», i cosiddetti «scau o baite» per i quali è comunque indispensabile provvedere all'accatastamento;

            con il comunicato dell'Agenzia del territorio 5 marzo 2012 sono stati resi noti i risultati dell'attività di iscrizione degli «immobili fantasma», di seguito evidenziati:

            2.228.143 particelle del catasto terreni, nelle quali si è constatata la presenza di potenziali fabbricati, non presenti nelle banche dati catastali;

            al 30 aprile 2011, i tecnici dell'Agenzia avevano già completato l'accertamento su 1.065.484 particelle, grazie anche all'adempimento spontaneo dei contribuenti;

            nell'arco temporale compreso tra il 2 maggio 2011 e la fine del medesimo anno è stato avviato il processo di attribuzione della rendita presunta sulle rimanenti 1.162.659 unità immobiliari;

            gli immobili ancora da trattare nel 2012 sono 368.664;

            con il decreto-legge n. 16 del 2 marzo 2012 (articolo 11, comma 7) si è stabilito che entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto medesimo (quindi entro il 3 settembre 2012), devono essere presentati gli atti di aggiornamento catastale per le unità immobiliari per le quali è stata attribuita la rendita presunta, ai sensi del comma 10 dell'articolo 19 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78; l'adempimento è a carico dei titolari di diritti reali sugli immobili; l'obbligo sorge a seguito dell'affissione in ciascun comune, a cura dell'Agenzia del territorio, delle rendite catastali presunte; il decreto peraltro quadruplica le sanzioni catastali previste per la mancata presentazione degli atti di aggiornamento catastale dopo l'attribuzione della rendita presunta;

            con il comunicato dell'Agenzia del territorio 5 maggio 2012 (pubblicato in Gazzetta lo stesso giorno) è stato reso noto l'elenco dei «Comuni interessati dall'attività di attribuzione della rendita presunta ai fabbricati non dichiarati in Catasto ai sensi dell'articolo 19, comma 10, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Attività di pubblicazione per la notifica degli esiti»;

            da ultimo l'articolo 23-quater del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, concernente la revisione della spesa pubblica, dispone che l'Agenzia del territorio sia incorporata nell'Agenzia delle entrate;

            in relazione alla mole di aggiornamenti catastali ancora da effettuare, sia per gli immobili «fantasma», che per i fabbricati rurali, le associazioni professionali interessate segnalano le difficoltà inerenti all'attuazione di questi adempimenti derivanti da diversi fattori concomitanti; quanto ai primi, si tratta infatti dei fabbricati di cui è complesso anche ricostruire la proprietà, in quanto appartenenti a più proprietari nessuno dei quali residente o per i quali sono state omesse le dichiarazioni di successione, oppure sono stati eseguiti atti di compravendita senza volture, oppure a livello cartografico esistono dei forti problemi di mappa in quanto la mappa catastale non risulta corrispondente allo stato dei luoghi; per quanto riguarda i fabbricati rurali, oltre alle criticità già segnalate, è stata evidenziata la presenza di «code telematiche», che stanno intasando gli uffici periferici dell'Agenzia del territorio;

            si prospetta pertanto la necessità di prorogare sia il termine del 30 novembre 2012 previsto dal decreto-legge n. 201 del 2011 del Governo Monti (articolo 13 comma 14-ter) per i fabbricati rurali, sia il termine del 3 settembre 2012 di cui al decreto-legge n. 16 del 2 marzo 2012 (articolo 11, comma 7) per la presentazione degli gli atti di aggiornamento catastale, per le unità immobiliari per le quali è stata attribuita la rendita presunta, al [me di evitare ai contribuenti l'applicazione di sanzioni la cui origine non sta nell'inadempimento del soggetto obbligato, ma nelle difficoltà sopra evidenziate,

        impegna il Governo:

            ad assumere iniziative normative per prorogare i termini di scadenza previsti dall'articolo 13, comma 14-ter del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni legge 22 dicembre 2011, n. 214, nonché dall'articolo articolo 11, comma 7, del decreto-legge del 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modificazioni dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, tenendo conto dei carichi di lavoro che fanno capo all'Agenzia del territorio, dei ritardi derivanti dall'incorporazione della medesima nell'Agenzia delle entrate e delle segnalazioni di criticità provenienti dalle associazioni dei soggetti professionali che svolgono i necessari adempimenti, a tutto l'anno 2013.


G/3584/3/5

SBARBATI, AMATI, MAGISTRELLI, SALTAMARTINI, CASOLI, BALDASSARRI, PISCITELLI

La 5a Commissione,

            in sede di esame del disegno di legge A.S. 3584 recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)»

        premesso che:

            il decreto-legge n. 94 del 23 giugno 2010, non convertito in legge, le cui disposizioni sono state recepite dal decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 30 luglio 2010, ha emendato l'articolo 39-octies del decreto legislativo n. 504 del 1995;

            a seguito di tale modifica si è venuta a creare una palese distorsione delle dinamiche competitive nel settore del tabacco in Italia, anche in relazione ai principi sulla fiscalità fissati dalla Commissione europea, in particolare in riferimento alla direttiva europea 2011/64/UE;

            il provvedimento, emendando l'articolo 39-octies del decreto legislativo n. 504 del 1995, stabilisce che per le sigarette vendute ad un prezzo inferiore alla categoria di prezzo più venduta (MPPC), l'accisa minima dovuta è 15 per cento superiore a quella dovuta dalla categoria di prezzo più venduta. Lo stesso meccanismo è applicato per il «rolling tobacco» (o RYO) dove l'accisa addizionale dovuta è del 9 per cento;

            tutto questo è palesemente incompatibile con la direttiva europea in quanto:

                a) l'accisa minima deve essere un ammontare fisso applicato indistintamente a tutti i prodotti. Inoltre, per definizione, il termine minimo implica il più piccolo ammontare applicato all'intera categoria. Tuttavia, a seguito della norma in questione, l'accisa minima maggiorata è applicata solo alle sigarette vendute ai prezzi più bassi della categoria di prezzo più venduta, in chiaro contrasto con la normativa europea;

                b) tale applicazione del calcolo delle accise ingenera un inopinato protezionismo per le marche di sigarette vendute a prezzi più elevati e quindi un serio impatto sulle dinamiche competitive. Si noti, infatti, come nel mercato italiano siano le multinazionali del settore, che detengono il 90 per cento del mercato, a beneficiare di questa norma in quanto commercializzano tutti i loro prodotti nella fascia media e alta del mercato;

                c) un'applicazione selettiva di una più alta accisa minima solo a prodotti commercializzati a basso prezzo annulla il vantaggio competitivo dei produttori più efficienti e distorce sensibilmente le dinamiche competitive, favorendo le grandi multinazionali del tabacco a scapito dei piccoli produttori;

            la norma introdotta in Italia, che applica una più alta accisa minima per le sigarette (pari al 15 per cento) e per il rolling tabacco (pari al 9 per cento), che vengono venduti ad un prezzo inferiore alla categoria di prezzo più venduta (MPPC), viola l'articolo 7, paragrafo 2, e articolo 14, paragrafo 3, della direttiva 2011/64/UE e favorisce dichiaratamente l'oligopolio delle multinazionali del tabacco in Italia,

        impegna il Governo:

            ad ottemperare alle indicazioni cogenti della direttiva 2011/64/UE che invita il Governo italiano a rimuovere il meccanismo dell'accisa minima per le sigarette (con cui si applica una più alta accisa minima per le sigarette, pari al15 per cento, e per il rolling tobacco pari al 9 per cento, che vengono venduti a un prezzo inferiore alla categoria di prezzo più venduta) in quanto favorisce dichiarata mente l'oligopolio delle multinazionali del tabacco in Italia e blocca il meccanismo della concorrenza creando una palese distorsione delle dinamiche competitive del mercato e per evitare un'ulteriore procedura di infrazione da parte della Commissione Europea nei confronti dell'Italia.


G/3584/4/5

BUTTI

La 5a Commissione,

        premesso che:

            con il decreto-legge n. 83 del 22 giugno 2012 (cosiddetto «decreto crescita»), legge 7 agosto 2012, n. 134 è stato integralmente modificato il comma 28 dell'articolo 35 del decreto-legge n. 223 del 2006, prevedendo in capo all'appaltatore una responsabilità solidale con i subappaltatori relativamente al corretto versamento all'erario dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) e delle ritenute fiscali su redditi da lavoro dipendente;

            il comma 28-bis prevede poi una sanzione amministrativa per il committente (da 5.000 a 200.000 euro) ove questi proceda al pagamento delle fatture dell'appaltatore senza acquisire idonea documentazione sul corretto adempimento, da parte dell'appaltatore e degli eventuali subappaltatori, di detti versamenti e si verifichi il caso che i versamenti non siano stati effettuati;

            il contratto di appalto è infatti un contratto tipico di grande diffusione, non solo nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture, ma anche fra le imprese che operano in subfornitura, considerando anche i numerosi servizi che un'azienda manifatturiera acquisisce tramite contratti d'appalto;

            tale normativa, come si può facilmente comprendere, sta avendo un impatto molto forte in termini di oneri burocratici sia sulle aziende, che devono richiedere, verificare ed archiviare le dichiarazioni di corretto comportamento fiscale dei fornitori prima di procedere con ogni pagamento, sia per i fornitori chiamati a produrre per ogni fattura emessa una dichiarazione specifica al fine di poter vedere soddisfatte le loro legittime aspettative di pagamento;

            questa nuova disciplina in tema di responsabilità solidale degli appalti presenta profili di forte criticità per le imprese proprio in un momento in cui i pagamenti, la liquidità ed il credito sono fra i maggiori problemi che il mondo produttivo deve affrontare;

            se la finalità della norma è senza dubbio quella di contrastare fenomeni di utilizzo di lavoro non regolare, vanno evitate misure che incrementando ulteriormente il carico burocratico sulle aziende possano provocare ulteriori ritardi nei pagamenti fra le imprese;

            si ritiene, inoltre, che l'estensione della responsabilità solidale anche ai versamenti IVA rappresenti un appesantimento a carico delle imprese non giustificato dalla necessità di far emergere e sanzionare le situazioni di personale irregolare. Va inoltre considerata l'estrema difficoltà per il soggetto obbligato a produrre adeguata documentazione, tenuto conto delle modalità di liquidazione dell'IVA,

        impegna il Governo:

            a considerare l'opportunità di modificare quanto previsto dal decreto-legge n. 83 del 22 giugno 2012 (cosiddetto «decreto crescita»), legge 7 agosto 2012, n. 134 per quanto riguarda la responsabilità solidale degli appalti, prevedendo che la solidarietà passiva sia limitata al solo versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente considerando la finalità della norma tesa a contrastare l'utilizzo di personale irregolare, escludendo pertanto dalla responsabilità solidale i versamenti IVA.


G/3584/5/5

VICARI

La 5a Commissione,

            in sede di discussione dell'AS 3584, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato»,

        premesso che:

            la nuova frontiera della navigazione che l'Italia si appresta a sperimentare è rappresentata dalla creazione di navi con propulsione a gas naturale allo scopo di abbattere costi di carburante ed emissioni inquinanti;

            la propulsione a gas naturale liquefatto è una novità recente per navi diverse dalle metaniere, che sono in grado di utilizzare, come propulsore, parte del prodotto trasportato;

            l'utilizzo del metano è imposto dalle norme sempre più restringenti sulle emissioni create dall'Imo (International Maritime Organisation), le quali prevedono negli anni un costante abbassamento dello zolfo;

            è allo studio l'ipotesi di dotare le navi di desolforatori a bordo, oppure di montare sulle navi motori a gas naturale, dato che i carburanti a basso contenuto sulfureo sono molto costosi;

            c'è la tendenza sempre maggiore della quotazione del gas a sganciarsi da quella del petrolio;

            mancano norme dell'Imo concernenti l'applicazione dei propulsori a gas naturale liquefatto su navi passeggeri, come i traghetti, che sono le unità più semplici su cui utilizzare il sistema, dal momento che effettuano tratte brevi;

scarseggiano le stazioni di approvvigionamento per gas naturale liquefatto che va mantenuto a -162º centigradi,

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di emanare delle norme per la classificazione di navi passeggeri a gas naturale liquefatto, nonché per l'incremento di stazioni di approvvigionamento di gas naturale liquefatto.


G/3584/6/5

MICHELONI

La 5a Commissione,

            in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584), (AS 3585)

        premesso che:

            le elezioni dei COMITES e CGIE rispetto alla scadenza prevista dall'articolo 8 della legge 23 ottobre 2003, n. 286, prorogata al 31 dicembre 2010 dall'articolo 10, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, e, successivamente, al 31 dicembre 2012 dall'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 28 aprile 2010, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2010, n. 98. sono rinviate ma devono comunque avere luogo entro la fine dell'anno 2014;

            visto l'azzeramento dei capitoli di spesa per il rinnovo dei suddetti organi democratici previsti nella tabella n. 6 per gli anni 2013- 2014-2015;

            visto l'eccessivo decurtamento ai fondi per i Corsi di lingua e Cultura per gli Italiani nel Mondo che portano alla quasi scomparsa di quest'ultimi;

            vista la difficoltà da parte degli Enti Gestori dei Corsi di Lingua e Cultura nel Mondo nel reperire ulteriori risorse e l'atteggiamento quasi ostruzionistico da parte delle Amministrazioni Consolari nel rifiutare la compartecipazione da parte delle famiglie alle spese dei Corsi di Lingua e Cultura;

            visto l'Ordine del Giorno approvato all'unanimità dal C.G.I.E in seduta Plenaria in data 07-12-2012;

            visto le positive esperienze da parte di Francia, Germania, Spagna e Inghilterra per la diffusione della loro cultura e lingua,

        impegna il Governo:

            nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica,

            al ripristino nella legge di stabilità delle somme per le elezioni dei COMITES e C.G.I.E per l'anno 2014;

            all'aumento di 10 milioni di Euro al Capitolo 3153 per dare la possibilità al MAE di poter stipulare delle convenzioni pluriennali con gli Enti gestori, atte a garantire una programmazione puntuale e ad assicurare una continuità didattica e a istituire un fondo finalizzato per la valutazione dei risultati ottenuti;

            ad individuare insieme alle Amministrazioni Consolari forme di compartecipazione alla spesa per i Corsi di Lingua e Cultura nel Mondo da parte delle famiglie e privati;

            a presentare al Parlamento e al C.G.I.E un progetto di riforma organica sulla diffusione della cultura e lingua italiana nel mondo.


G/3584/7/5

MARCO FILIPPI

La 5a Commissione,

        premesso che:

            il disegno di legge «di stabilità» prevede per le «amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione», la preclusione all'acquisizione di immobili;

            il tenore letterale della predetta norma, chiaramente intesa nel senso che tutti i soggetti ricompresi nel conto consolidato della pubblica amministrazione non possono procedere all'acquisto di immobili per sedi/uffici/simili, si presta anche ad interpretazioni estensive, addirittura di divieto assoluto a stipulare atti di acquisto di ogni bene immobile, a prescindere dalla natura e dalle finalizzazioni del bene stesso;

            tale interpretazione restrittiva ed illogica, porterebbe al divieto all'acquisto da parte di amministrazioni inserite nel conto consolidato dalla pubblica amministrazione, anche di beni in grado di generare entrate per l'erario;

            la suddetta interpretazione, addirittura, impedirebbe l'acquisto di beni che alcuni enti pubblici, a partire dalle Autorità Portuali che amministrano, ex legge, i maggiori porti marittimi nazionali, allorché acquistati, provvedono ad iscrivere tra i beni del demanio dello Stato. Conseguentemente, tale erronea interpretazione impedirebbe l'incremento del patrimonio pubblico destinato, per sua natura, a migliorare la capacità competitiva dei porti marittimi nazionali.

        Tutto ciò premesso,

        impegna il Governo:

ad emanare chiare disposizioni interpretative, dirette a tutte le amministrazioni pubbliche, intese a chiarire che la norma in premessa:

si riferisca agli acquisti di immobili per uso uffici, locali di servizio e simili;

            b) non si applica a tutti quei beni che, una volta acquistati, vengono successivamente acquisiti al demanio dello Stato.


G/3584/8/5

ESPOSITO, DI STEFANO, TANCREDI

La 5a Commissione,

            premesso che:

            l'articolo 19 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n: 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214, in materia di bollo sui conti correnti, titoli, strumenti e prodotti finanziari ha stabilito, per le persone fisiche, l'esenzione dal pagamento sui conti correnti se «il valore medio annuo di giacenza risultante dagli estratti e dai libretti è complessivamente non superiore a euro 5.000», mentre prevede un'esenzione specifica solo per i buoni postali fruttiferi sempre nel limite di euro 5.000;

            il citato articolo ha rimodulato la normativa previgente che salvaguardava i depositi di bassa significatività, spesso impiegati per sostenere iniziative di azionariato diffuso a fini non lucrativi, dal momento che in virtù di essa potevano godere dell'esenzione dal pagamento del bollo i dossier titoli che contenevano prodotti finanziari inferiori a 1.000 euro;

            il bollo di 34 euro imposto senza proporzione anche ai piccolissimi investimenti si rivela un balzello iniquo che ostacola la partecipazione e scoraggia i piccoli risparmiatori, determinando un'emorragia di azionisti da taluni istituti di credito (esemplificativo è il caso della Banca Popolare Etica),

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, di ripristinare, per i piccolissimi azionisti, una soglia di esenzione dall'imposta di bollo sui dossier titoli il cui valore medio di giacenza annua non supera euro 1.000.


G/3584/9/5

SPADONI URBANI

La 5a Commissione,

            premesso che:

            è prevista l'assegnazione dell'importo di oltre 122 milioni di euro per gli interventi attuativi del piano di edilizia carceraria disposta dal CIPE nei primi mesi dell'anno;

            l'intervento previsto risulta particolarmente importante nonché opportuno che l'esecuzione dei nuovi istituti sia accelerata attraverso la pronta disponibilità delle risorse finanziarie necessarie;

        considerato che:

            una parte del suddetto importo, pari a circa un terzo, risulta essere in corso di trasferimento o, addirittura, già trasferita alla contabilità del Commissario per l'emergenza carceraria;

            i primi interventi fanno riferimento alla realizzazione di quattro nuovi istituti penitenziari rappresentando, così, un contributo significativo alla creazione di strutture idonee a migliorare la difficile situazione in cui versa il sistema penitenziario;

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di provvedere, nei tempi dovuti al trasferimento delle ulteriori somme rese disponibili per 2013 al commissario per l'emergenza carceraria.


G/3584/10/5

BOLDRINI

La 5a Commissione,

            considerato che:

            i commi 75-77 dell'articolo l dispongono una parziale deroga al turn aver del Comparto sicurezza e dei Vigili del fuoco;

            il 31 dicembre 2012 scade, in forza di quanto disposto decreto-legge del 29 dicembre 2011, n.  216, coordinato con la legge di conversione 24 febbraio 2012, n.  14, la validità della graduatoria relativa al concorso a 184 posti di vigile del fuoco, indetto con decreto direttoriale 6 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4 serie speciale n.  24 del 27 marzo 1998;

            il 31 luglio 2012, in sede di esame del decreto-legge 20 giugno 2012, n.  79, recante misure urgenti per garantire per assicurare la funzionalità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco,è stato accolto l'Ordine del Giorno 9/05369/015 che impegnava il Governo a considerare positivamente la posizione di coloro che hanno partecipato, risultando poi idonei, al concorso in titolo,

        impegna il Governo:

            nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare l'opportunità, in sede di attuazione dei commi 75-79 dell'articolo 1, di procedere alla copertura del turn over riguardante i Vigili del fuoco tenendo conto della necessità di esaurire prioritariamente le graduatorie da più tempo aperte e in ogni caso a prorogare la validità della graduatoria relativa al concorso a 184 posti di vigile del fuoco, indetto con decreto direttoriale 6 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4 serie speciale – n.  24 del 27 marzo 1998.


G/3584/11/5

BUTTI, VITA, VIMERCATI

La 5a Commissione,

        premesso che:

            la legge 13 dicembre 2010, n.  220 e successive modificazioni e integrazioni recante: «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato» (legge di stabilità 2011) ha disposto che l'uso delle frequenze della banda 790-862 MHz (canali dal 61 al 69), utilizzate dalle emittenti locali per le trasmissioni televisive, siano riservate, a partire dal 1º gennaio 2013, ai servizi di telefonia mobile in larga banda;

            l'articolo 1, comma 9 della citata legge, ha previsto che il Ministro dello sviluppo economico,di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, definisca con proprio decreto i criteri e le modalità per l'attribuzione, in favore degli operatori abilitati alla diffusione di servizi di media audiovisivi in ambito locale, di misure economiche di natura compensativa finalizzate al volontario rilascio di porzioni di spettro funzionali alla liberazione delle frequenze della Banda 790-862 MHz (canali dal 61 al 69);

            la legge n.  220/2010 fissa l'importo da corrispondere agli operatori in misura del 10% degli introiti derivanti dalla gara, con un tetto non superiore a 240 milioni di euro;

            nel 2011, con la legge n.  75/2011, è stato previsto che «una quota non superiore al 50 per cento delle maggiori entrate accertate rispetto alla stima di cui al precedente comma sono riassegnate nello stesso anno al Ministero dello sviluppo economico per misure di sostegno al settore da definire con apposito decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze» e che il «10% delle maggiori entrate potrà anche essere corrisposto a titolo di indennizzo per la liberazione delle frequenze»;

            il Governo, al termine di 22 giornate di rilanci, ha incassato 1,6 miliardi di euro in più rispetto ai 2,4 miliardi inizialmente appostati in bilancio. Si tratta di una plusvalenza che per il 50%, doveva essere reinvestita nel settore;

            ciò significa che circa 160 milioni di euro (pari al 10% del surplus della vendita) dovevano, secondo quanto previsto dalla legge, essere destinati alle tv locali per la liberazione dei canali 61-69, portando cosi a circa 400 milioni di euro l'ammontare complessivo dell'indennizzo da riversare alle emittenti locali per il rilascio dei canali della banda 800 Mhz;

            successivamente, per effetto del combinato disposto dei commi 13 e 13-ter dell'articolo 1, della legge 13 dicembre 2010, n.  220 e successive modificazioni e integrazioni, in base al quale il Ministro dell'economia e delle finanze ha provveduto alla riduzione lineare delle dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, l'importo delle misure economiche di natura compensativa è stato ridotto da euro 400 milioni a euro 174.684.709, quindi addirittura inferiore ai 240 milioni inizialmente previsti;

            con il decreto ministeriale 23 gennaio 2012 il Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell'economia e delle fmanze, ha stabilito che le «misure economiche di natura compensativa» sono riconosciute esclusivamente nell'ambito delle regioni già digitalizzate alla data di entrata in vigore della legge 13 dicembre 2010, n.  220, e successive modificazioni e integrazioni in cui vi è un effettivo numero di frequenze da liberare, «in quanto le stesse costituiscono un ristoro finanziario per i costi sostenuti dalle emittenti locali per effettuare la transizione al digitale»;

            il decreto ministeriale 23 gennaio 2012 mette chiaramente in diretta correlazione le misure economiche di natura compensativa con la copertura degli investimenti sostenuti dalle emittenti locali per l'adeguamento e la conversione degli impianti di trasmissione dalla tecnologia analogica a quella digitale terrestre;

            considerato che le emittenti locali titolari del diritto d'uso di frequenze in tecnica digitale comprese fra la banda 790-862 MHz per il solo passaggio al digitale terrestre hanno dovuto sostenere costi il cui ammontare è di circa 4/5 volte superiore all'indennizzo di euro 174.684.709, stabilito per legge;

            considerato che a causa della sottrazione delle frequenze molte emittenti saranno costrette a cessare la loro l'attività,

        impegna il Governo:

            ad emanare una norma che preveda la defiscalizzazione ai fini delle imposte sul reddito delle imprese, delle misure economiche compensative percepite dalle emittenti televisive locali a titolo risarcitorio a seguito del volontario rilascio delle frequenze di cui al decreto del Ministero dello sviluppo economico 23 gennaio 2012.


G/3584/12/5

ESPOSITO

La 5a Commissione,

         premesso che:

            l'installazione di fonti energetiche rinnovabili ha raggiunto nel nostro paese una potenza di picco dell'ordine di circa 20 GW, solo con il fotovoltaico e l'eolico, a fronte di un picco massimo di richiesta di circa 55 GW;

            l'aleatorità intrinseca delle fonti energetiche rinnovabili offre un contributo limitato, rispetto alle proprie potenzialità, al bilancio energetico del Paese;

            l'utilizzo dei sistemi di accumulo di energia consente di aumentare la percentuale della potenza di picco rispetto alle fonti energetiche rinnova bili, dal momento che permette di utilizzare l'energia prodotta anche quando non è richiesta dall'insieme delle utenze elettriche, semplicemente conservandola per poi restituirla al momento e nel luogo richiesto;

            le tecnologie dell'accumulo di energia sono in fase di evoluzione, non essendo ancora emersa una tecnologia dominante;

            la disponibilità di un impianto di prova e di confronto delle possibili tecnologie di accumulo di energia consentirebbe al Paese di cogliere in tempi rapidi le opportunità tecnologiche in grado di migliorare l'efficienza e l'utilizzabilità del parco di fonti rinnovabili installate,

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di stanziare 10 milioni di euro all'ENEA per lo studio, l'analisi, la progettazione, la realizzazione ed esecuzione di un impianto sperimentale di interesse dell'industria per prove e confronto di tecnologie per l'accumulo di energia.


G/3584/13/5

MANCUSO, DE ANGELIS, ASTORE, LEDDI, MUSSO, BRUNO, RUSSO

La 5a Commissione,

        premesso che:

            secondo un recente rapporto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, gli enti previdenziali dispongono di un patrimonio di circa 54 miliardi di euro, tra immobili e titoli: nello specifico, gli enti previdenziali pubblici (Inps, ex Inpdap, Inail e Enpals) gestiscono un patrimonio totale di 12,053 miliardi di euro, con un «portafoglio» immobili molto vasto (solo l'Inps, senza considerare il processo in corso relativo alla soppressione di Inpdap ed Enpals, conta su 12.253 unità immobiliari, per un controvalore stimato di circa 1,7 miliardi di euro), mentre gli enti privati hanno un patrimonio di circa 42 miliardi di euro, costituito per quasi il 30 per cento da immobili (per un controvalore stimato di circa 12,6 miliardi di euro);

            il decreto legislativo 16 febbraio 1996, n. 104, ha previsto la possibilità, per gli enti previdenziali pubblici, di procedere alla dismissione degli immobili di loro proprietà secondo dettagliati piani di alienazione e specifici criteri per la vendita: l'articolo 6, comma 5, in particolare, ha riconosciuto, ai conduttori delle unità immobiliari ad uso residenziale, il diritto di prelazione (confermato, tra l'altro, dalla legge n. 410 del 2001, con la quale si è proceduto alle cosiddette «cartolarizzazioni» );

            il decreto-legge 23 febbraio 2004, n. 41, intervenendo in materia di determinazione del prezzo di immobili pubblici oggetto di cartolarizzazione, ha stabilito che il prezzo di vendita delle unità immobiliari ad uso residenziale, ai conduttori che abbiano manifestato la volontà di acquisto entro il 31 ottobre 2001, è determinato sulla base dei valori di mercato del mese di ottobre 2001;

            successivamente la legge 23 agosto 2004, n. 243, con una norma di interpretazione autentica (articolo l, comma 38), ha stabilito che l'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo n. 104 del 1996 si interpreta nel senso che la disciplina afferente alla gestione dei beni, alle forme del trasferimento della proprietà degli stessi e alle forme di realizzazione di nuovi investimenti immobiliari ivi contenuta non si applica agli enti privatizzati ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 (si tratta di enti quali: Inpgi, Enpaf, Enpam, Enpaci, Enasarco, Cassa nazionale di previdenza e assistenza avvocati e procuratori legali, dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali, geometri, ingegneri ed architetti);

            per effetto di tale disposizione, quindi, gli enti privatizzati hanno proceduto alla vendita o alla rinegoziazione dei canoni di affitto in deroga alla normativa prevista in materia, che impone condizioni e modalità di locazione ed alienazione degli immobili a tariffe calmierate;

            molti inquilini si sono, così, trovati a dover fronteggiare aumenti consistenti dei canoni di affitto (non più inferiori a quelli di mercato, ma spesso più che raddoppiati e retroattivamente applicati, con gravosi ed insostenibili pagamenti di arretrati) o proposte di acquisto a prezzi di mercato con valori correnti e non più riferiti al 2001, con inevitabili ripercussioni sui bilanci familiari, già in evidente difficoltà (si tratta di circa 60 mila famiglie, di cui 40 mila solo a Roma); tale situazione determina, di fatto, una disparità di trattamento tra gli inquilini degli enti previdenziali pubblici, che hanno correttamente rispettato i tempi e gli obblighi statuiti dal decreto legislativo n. 104 del 1996, e quelli appartenenti agli enti che, invece, si sono successivamente privatizzati e, in maniera retroattiva, sono stati esonerati dall'applicazione della citata disciplina (in virtù del comma 38 dell'articolo l della legge n. 243 del 2004);

            l'articolo 8, comma 15, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ha stabilito che «le operazioni di acquisto e vendita di immobili da parte degli enti pubblici e privati che gestiscono forme obbligatorie di assistenza e previdenza, nonché le operazioni di utilizzo, da parte degli stessi enti, delle somme rivenienti dall'alienazione degli immobili o delle quote di fondi immobiliari, sono subordinate alla verifica del rispetto dei saldi strutturali di :finanza pubblica, da attuarsi con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle :finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali»;

            tale disposizione, che ha una finalità sostanzialmente contabile e che riguarda anche i processi di alienazione in corso, rischia di pregiudicare la fondamentale «funzione sociale e solidaristica» che il patrimonio immobiliare degli enti previdenziali deve preminentemente svolgere a vantaggio delle fasce di popolazione più deboli (pensionati, disabili, ultra sessantacinquenni, lavoratori monoreddito), come hanno avuto modo di denunciare anche le maggiori associazioni rappresentative degli inquilini;

            è quanto mai urgente, quindi, evitare manovre speculative, rafforzare la «funzione sociale» degli immobili ad uso residenziale di proprietà degli enti previdenziali e garantire agli inquilini maggiori tutele e garanzie, in particolare rafforzando e rendendo concretamente esercita bile il loro diritto di prelazione, anche attraverso un più attento monitoraggio pubblico della gestione patrimoniale che assicuri, oltre ad una maggiore trasparenza, prezzi più equi sia nelle vendite che negli affitti, anche a salvaguardia della stabilità finanziaria degli enti medesimi;

            il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, all'articolo 27, ha stabilito, tra l'altro, che, per la valorizzazione, la trasformazione, la gestione e l'alienazione del patrimonio immobiliare, il Ministero dell'economia e delle finanze – Agenzia del demanio – promuove iniziative idonee per la costituzione di società, consorzi o fondi immobiliari;

            con molta probabilità gli attuali inquilini saranno chiamati ad acquistare a condizioni economicamente più svantaggiose (rispetto a quelle inizialmente previste) gli appartamenti in cui vivono da decenni o potranno trovarsi di fronte a un alto rischio di sfratto, una volta ultimato il processo di dismissione e una volta avvenuta la cessione dell'invenduto da parte dagli enti a un fondo di investimento immobiliare (ciò sia nel caso di una messa in vendita sul libero mercato degli immobili da parte del fondo, sia nel caso di rinnovi dei contratti di locazione a prezzi di mercato, per molti difficilmente sostenibili: situazione questa, peraltro, già in atto relativamente ai contratti scaduti o in corso di scadenza);

            il succedersi di varie disposizioni al riguardo ha prodotto rilevanti incertezze e dubbi interpretativi, che hanno, di fatto, precluso un'applicazione uniforme delle stesse da parte dei diversi enti interessati, aggravando un problema, quello dell'emergenza abitativa, che, soprattutto in una grande città come Roma (che, tra l'altro, detiene circa il 60 per cento del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali), costituisce uno dei fattori di maggiore «tensione sociale»;

            la Corte dei conti, inoltre, nel corso di una recente audizione parlamentare, ha rilevato che, nell'attuale congiuntura economica, il crollo del mercato immobiliare (-20 per cento nel primo trimestre del 2012), peserà irrimediabilmente anche sul processo di dismissioni immobiliari degli enti previdenziali;

            dopo le operazioni di cartolarizzazione realizzate attraverso le due società di cartolarizzazione immobili pubblici (Scip) costituite al riguardo, e soprattutto dopo il sostanziale insuccesso di «Scip2», il rischio concreto, in alcuni casi, infatti, è quello che si realizzino vere e proprie «svendite» per un patrimonio che, spesso inutilizzato, è, comunque, di grande valore;

            attraverso le predette società sono stati venduti più di 90.000 appartamenti di proprietà degli enti previdenziali, ma dal 2008, epoca della dismissione della seconda Scip, il patrimonio residuo (circa 15.000 appartamenti, di cui più di 10.000 solo a Roma) è tornato in possesso degli enti: per l'ex Inpdap, che deteneva il 46 per cento degli immobili degli enti previdenziali pubblici, sono tornati indietro da «Scip2» 12.000 immobili e in tre anni, dal 2009 al 2011, ne sono stati venduti 1.200 (appena il 10 per cento), con un ricavo di 93 milioni di euro;

            per l'Inail, i cui immobili iscritti a bilancio nel 2011 valgono 2,818 miliardi di euro, le dismissioni procedono con molta difficoltà; per quanto concerne, infine, le casse privatizzate, che dispongono complessivamente di un patrimonio di 45,2 miliardi di euro, 8 miliardi in investimenti immobiliari e 37,1 in investimenti mobiliari, i magistrati contabili hanno osservato che «la tendenza è una progressiva riduzione degli investimenti immobiliari e lo slittamento dalla gestione diretta alla gestione attraverso i fondi. Se questo per alcuni versi è condivisibile il patrimonio diventa più difficilmente controllabile e il rischio è che il fenomeno venga perso di vista»;

            nell'attuale congiuntura economico-finanziaria, nazionale ed internazionale, appare quanto mai urgente e doveroso intervenire tempestivamente, al fine di garantire – anche eventualmente attraverso l'attivazione di uno specifico tavolo tecnico-interistituzionale – che il processo di dismissione degli immobili del patrimonio abitativo degli enti previdenziali, pubblici e privatizzati, avvenga secondo chiare ed efficaci procedure, volte ad assicurare, da un lato, la concreta tutela delle famiglie interessate, salvaguardando, in particolare, le fasce sociali più deboli, dall'altro l'effettiva sostenibilità economica dello Stato, in generale, e degli stessi enti previdenziali, in particolare,

        impegna il Governo:

            1) ad attivare tempestivamente tutte le opportune misure di competenza volte ad introdurre forme capillari ed efficaci di monitoraggio, di controllo e di governo pubblico della gestione e dell'alienazione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali, pubblici e privati, soprattutto al fine di garantire un equo contemperamento tra l'esigenza di assicurare la «funzione sociale e solidaristica» del citato patrimonio, a vantaggio, soprattutto, delle fasce di popolazione deboli (pensionati, disabili, ultra sessantacinquenni, lavoratori monoreddito), e quella di favorire un'adeguata valorizzazione dello stesso, anche a tutela di un'effettiva e strutturale stabilità finanziaria degli enti previdenziali proprietari;

            2) a predisporre le opportune iniziative, anche di carattere normativo, volte ad eliminare le criticità denunciate in premessa e ad assicurare un quadro regolatorio certo ed uniforme in materia di dismissione del patrimonio immobiliare di proprietà degli enti previdenziali, sia pubblici che privati;

            3) ad informare il Parlamento con Relazione trimestrale sullo stato-iter dell'attuazione delle disposizioni di cui ai punti 1) e 2).


G/3584/14/5

POLI BORTONE

La 5a Commissione,

        premesso che:

            con legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria per il 2007) veniva normata la materia dell'emersione dei rapporti di lavoro non risultanti da scritture contabili o da altra documentazione obbligatoria;

            con circolare n. 116 del 7 settembre 2007, la Direzione generale delle entrate contributive dell'Inps disciplinava nel dettaglio la materia;

            di conseguenza, il datore di lavoro aderente al programma di emersione si impegnava non solo a stipulare con le unità lavorative interessate un apposito contratto di lavoro subordinato per un periodo non inferiore ai 24 mesi (risolvibili anticipatamente solo per dimissioni o licenziamento per giusta causa), ma anche a versare una somma equivalente al 50 per cento dell'ammontare del beneficio dell'esenzione di un terzo dei contributi dovuti, somma da restituire al datore di lavoro per la metà al termine del primo anno di lavoro regolarmente prestato, mentre per l'ulteriore metà al termine del secondo anno, e cioè nei 24 mesi successivi alla regolarizzazione;

            in definitiva, tale somma sostanzialmente assumeva la natura di garanzia del buon esito dell'operazione, buon esito, pertanto, accerta bile già alla data del mese di ottobre 2009;

            nonostante le reiterate istanze di recupero delle somme, a tutt'oggi l'Inps risulta essere inadempiente nei confronti dei datori di lavoro aderenti al programma di emersione;

        tutto ciò appare ancora più grave in quanto è nota la situazione di grave difficoltà finanziaria in cui versa gran parte dell'imprenditoria del Paese;

            non appare convincente, a giudizio dell'interrogante, la tesi degli uffici periferici dell'lnps secondo i quali i gravi ritardi nel rimborso ai datori di lavoro deriverebbe esclusivamente dalla mancata attivazione del prescritto software informatico, tesi che stride con le dichiarazioni rese dal presidente Mastrapasqna, il quale, nel corso di un'intervista rilasciata al «Corriere della Sera» in data 1º ottobre 2012, ha enfatizzato il completamento del processo d'informatizzazione dell'Inps,

        impegna il Governo:

            ad intraprendere le opportune iniziative affinché ai datori di lavoro vengano restituite le somme versate in adesione al programma di emersione dei rapporti di lavoro non risultanti da scritture contabili o da altra documentazione obbligatoria.


G/3584/15/5

POLI BORTONE

La 5a Commissione,

        premesso che:

            – 12.000 lavoratori in servizio nelle scuole del centro-sud con mansioni di pulizia, che a più di 15 anni dall'ingresso in questo ente, durante i quali sono stati soltanto oggetto di sfruttamento, privati dei più elementari diritti, stanno vivendo attualmente il momento più critico, perché si sta togliendo loro anche quel poco con cui sopravvivere; .

            – gli Ex Lsu che nel corso del primo quinquennio di permanenza nella Scuola (96-2001) hanno svolto mansioni di vario genere, tutte assimilabili a quelle di collaboratore scolastico, denunciano tutte quelle Istituzioni che hanno ignorato, o peggio ancora violato, specifiche leggi che erano state varate a tutela dei lavoratori socialmente utili;

            – l'anno 2001 ha segnato una tappa negativa, che ancora oggi è motivo di un forte rammarico per questi lavoratori, obbligati (pena l'estromissione dal progetto) a transitare dai Provveditorati Scolastici (attuali USP), alle aziende private, a seguito di un accordo truffa, detto «convenzione quadro» siglato pochi mesi prima dai Ministeri dell'istruzione, del lavoro, dell'economia, dai Sindacati Confederali (Cgli, Cisl, Uil), dai quattro grandi Consorzi di cooperative (Ciclat-ManitalMiles-Cns );

            – il «Libro Bianco 2011», documento tecnico attraverso il quale i c.d. Ex Lsu Scuola denunciano i Ministeri dell'istruzione, del lavoro, dell'economia e i Sindacati Confederali (Cgil, Cisl, Uil), dimostra, nero su bianco, tutti gli sprechi di denaro pubblico perpetrati nella Scuola dal 2001 a oggi. Lo fa con tanto di tabelle comparative e cifre che si potevano (e si possono) risparmiare con l'assunzione diretta degli Ex Lsu, da parte del Ministero dell'istruzione;

            – a quanto pare, però, gli interessi di pochi furbi hanno la meglio su quelli di un'intera Nazione, se si persevera con gli sprechi. Uno Stato giusto e sensato non permetterebbe mai a un suo dicastero di commettere «errori» simili;

            – di fatto gli Ex Lsu nel 2012 si sono visti ridurre ulteriormente il loro reddito annuo (giudicato già prima al di sotto della soglia di povertà) di circa 1.800 euro, per effetto della cassa integrazione. Contemporaneamente il Miur (cioè lo Stato) spende tra finanziamento appalti e cassa integrazione, 320 milioni di euro, ma se assumesse gli Ex Lsu come personale ATA, spenderebbe invece 260 milioni, risparmiandone 60 e avendo un servizio sicuramente migliore,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di stabilizzare i lavoratori Ex Lsu Scuola per ridare una speranza di vita alle 12 mila famiglie che percepiscono un reddito veramente ridicolo.


G/3584/16/5

SBARBATI

La 5a Commissione,

        premesso che:

            l'articolo 2 della legge di stabilità 2013 affronta diverse problematiche connesse al mondo del lavoro in particolare i commi da 16 a 22 dispongono norme pensionistiche in favore dei cosiddetti esodati e di altre categorie e deroghe alla disciplina della perequazione automatica, il comma 29 disciplina in favore dei lavoratori socialmente utili e di altre categorie di lavoratori;

            il numero complessivo dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera è pari a circa 50.000 unità, gran parte dei quali impiegati con contratti di lavoro interinale nel settore dei servizi, dell'industria manifatturiera e nell'edilizia;

            la perdita del posto di lavoro, pur accompagnata da un trattamento di disoccupazione speciale, disciplinato dalla legge 5 giugno 1997, n. 147, crea, tuttavia, non poche difficoltà ai soggetti e alle famiglie coinvolte;

        il diritto al trattamento di disoccupazione speciale in favore dei lavoratori frontalieri italiani che perdono il lavoro in Svizzera è disciplinato dalla legge 5 giugno 1997, n. 147;

            la disciplina di cui alla legge n. 147 è connessa all'accordo tra l'Italia e la Svizzera sulla retrocessione finanziaria in materia di indennità di disoccupazione per i lavoratori frontalieri – sottoscritto a Berna il 12 dicembre 1978 e reso esecutivo in Italia con il decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1980, n. 90 –, con il quale ciascun Paese si è impegnato a versare annualmente all'altro una parte delle somme raccolte mediante contribuzione, in modo da permettere all'Italia la copertura del rischio di disoccupazione totale dei propri lavoratori in Svizzera, e viceversa;

            a causa della recente crisi economica mondiale molti lavoratori frontalieri sono rimasti disoccupati a seguito di cessazione del rapporto di lavoro;

            la Camera dei deputati, il 29 febbraio 2012, ha approvato definitivamente il disegno di legge n. 3180, che novella parzialmente la legge n. 147 del 1997, concernente i trattamenti speciali di disoccupazione in favore dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera;

            lo stesso disegno di legge, adottato come testo base, è all'esame della Commissione lavoro del Senato della Repubblica, cui è stato assegnato il 15 marzo 2012;

            l'approvazione dello stesso, comportando due significative novelle alla succitata legge, la prima concernente il requisito per il diritto al trattamento speciale di disoccupazione, la seconda la durata del trattamento speciale di disoccupazione, vedrebbe incontro alle esigenze di questa categoria di lavoratori, particolarmente gravata dalla forte crisi economica;

            tuttavia, nonostante la proposta di legge sia stata approvata dall'altro ramo del Parlamento, all'unanimità, la relazione tecnica sugli oneri del provvedimento, pervenuta alla competente commissione permanente del Senato della Repubblica, è stata negativa,

        impegna il Governo:

            nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica., a reperire le risorse necessarie, per rendere possibile con assoluta urgenza, la copertura finanziaria del provvedimento di cui in premessa e, se necessario, individuare eventuali risorse alternative a quelle indicate dall'Atto Senato n. 3180, al fine di eliminare ogni ulteriore ostacolo che si interpone alla definitiva approvazione degli interventi a favore di questa peculiare categoria di lavoratori.


G/3584/17/5

MANCUSO, DE ANGELIS

La 5a Commissione,

        premesso che:

            l'assegno per il nucleo familiare è stato previsto per aiutare le famiglie dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari sono composti da più persone e i cui redditi sono al di sotto delle fasce di reddito massime stabilite dalla legge;

            gli assegni familiari spettano ai lavoratori dipendenti in attività, ai disoccupati indennizzati, ai lavoratori cassaintegrati, ai lavoratori in mobilità, ai lavoratori in malattia o in maternità e ai pensionati ex lavoratori dipendenti; spetta anche ai lavoratori con contratto a termine;

            per averne diritto è necessario che il reddito familiare non superi determinati limiti, stabiliti ogni anno dalla legge, intendendosi per reddito familiare quello costituito dalla somma dei redditi del richiedente e di tutte le persone che compongono il nucleo familiare, prodotto nell'anno solare precedente (decorre dal 1º luglio di ogni anno ed ha valore fino al 30 giugno dell'anno successivo);

            fanno parte del nucleo familiare: il coniuge, anche se non convivente, i figli minorenni, i figli maggiorenni inabili, fratelli sorelle e nipoti inabili e familiari residenti alÌ estero di cittadino straniero (solo se esiste un rapporto di reciprocità con lo Stato di provenienza o sia stata stipulata una convenzione in materia di ANF);

            ai fini del diritto all'assegno si considera la somma dei redditi complessivi assoggettati all'IRPEF di tutti i componenti, compresa la casa di abitazione,i redditi a tassazione separata, l'assegno di mantenimento corrisposto dal coniuge separato, le borse di studio, la pensione e l'assegno sociale, la pensione per invalidi civili per i ciechi e sordomuti, gli interessi di c/c su depositi bancari, gli interessi da BOT o CCT, e i proventi da investimento;

            non vanno computati i redditi derivanti da pensioni di guerra, le rendite vitalizie INAIL, le indennità di accompagnamento, le indennità ai ciechi e ai sordi, le indennità di frequenza, i trattamenti di fine rapporto e gli arretrati delle integrazioni salariali;

            il diritto all'assegno spetta ai componenti del nucleo familiare costituito dal richiedente ovvero al coniuge non legalmente separato, ai figli di età inferiore a 18 anni, ai figli maggiorenni inabili, ai fratelli, sorelle e nipoti collaterali del richiedente, minori di età o maggiorenni inabili purché orfani;

            conditio sine qua non per l'accesso al predetto diritto, oltre a quella del limite di reddito, è che almeno il 70% del reddito complessivo dell'intero nucleo familiare sia costituito da redditi da lavoro dipendente o da pensione liquidata a carico dei fondi dei lavoratori dipendenti;

            ai lavoratori in attività l'assegno viene pagato dal datore di lavoro in occasione del pagamento della retribuzione. Il datore di lavoro chiede poi alÌINPS il rimborso delle somme pagate. Per colf, operai agricoli dipendenti, disoccupati ecc., l'assegno viene pagato direttamente dalÌINPS. Serve un'autorizzazione preventiva dell'INPS, da consegnare al datore di lavoro, nei casi di: figli di divorziati, figli naturali riconosciuti da entrambi i genitori, fratelli, sorelle, nipoti e familiari inabili. Ai pensionati l'assegno viene pagato direttamente dall'INPS insieme alla rata di pensione;

        atteso che:

            per i nuclei familiari numerosi, composti cioè da almeno 4 figli o equiparati di età inferiore a 26 anni, già è stato previsto che il diritto all'assegno al nucleo familiare sia riconosciuto, oltre che per i figli minori, anche per i maggiori di anni 18 (compiuti) ed inferiore a 21 anni purché studenti o apprendisti;

            tale estensione è prevista anche per quei nuclei familiari che presentano figli maggiorenni inabili, ovvero ai fratelli, sorelle e nipoti collaterali del richiedente, maggiorenni inabili purché orfani;

        considerato che:

            l'assegno de quo può, inoltre, essere portato a detrazione ai fini della determinazione dell'IRPEF, in quanto detrazione per carico di famiglia;

            la legge n. 153/88 stabilisce che i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1º luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall'ISTAT, intervenuta tra l'anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell'assegno e l'anno immediatamente precedente;

            in base ai calcoli effettuati dall'ISTAT, la variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo tra l'anno 2010 e l'anno 2011 è risultata pari al 2,7%. In relazione a quanto sopra, sono stati rivalutati i livelli di reddito in vigore per il periodo 1º luglio 2011-30 giugno 2012 con il predetto indice;

        visto:

            l'articolo 3 della Costituzione Italiana;

            il decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797, e successive modificazioni e integrazioni;

            il decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito dalla legge 13 maggio 1988, n. 153, e successive modificazioni e integrazioni;

            la legge n. 153/88;

            l'articolo 11, comma 3, del T.U.I.R. il quale prevede che l'imposta netta IRPEF sia determinata operando sull'imposta lorda, e fino a concorrenza del suo ammontare, le detrazioni previste dagli articoli 12, 13, 15 e 16 dello stesso testo normativo nonché in altre disposizioni di legge;

            gli articoli 12, 13, 15 e 16 del medesimo testo legislativo in materia di detrazioni a scomputo dell'imposta lorda IRPEF;

            la circolare n. 79 dell'8 giugno 2012 INPS;

            la particolare congiuntura economica impone una rivisitazione del carico fiscale che rimoduli l'incidenza sul cuneo fiscale, con conseguente necessità di apportare, ove possibile, un intervento a sostegno dei nuclei familiari deboli;

            per nucleo familiare debole non può intendersi solo ed esclusivamente quel nucleo familiare composto cioè da almeno 4 figli o equiparati ovvero nuclei familiari con figli maggiorenni inabili, dovendosi, ai fini che qui interessano, addivenire ad una interpretazione estensiva del predetto concetto di nucleo familiare debole. Di guisa, per nucleo familiare debole deve intendersi un nucleo familiare stabile composto da lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e/o da pensionati da lavoro dipendente, che presenti una situazione reddituale tale da essere al di sotto delle fasce di reddito massime stabilite dalla legge e per le quale non si possono ritenere garantiti gli standards di vita ordinari; standards che vanno individuati e computati in riferimento alle condizioni di vita richieste dalla media ponderata della popolazione e che determinano il grado di qualità di vita da garantire;

            urge la necessità di rivedere la posizione di assistenzialismo statale in ordine alle famiglie italiane deboli, anche considerando il prolungarsi dei tempi di formazione professionale dei figli e dei tempi di inserimento nel mondo del lavoro da parte degli stessi;

            il principio di eguaglianza sostanziale pone in capo alla Repubblica Italiana il fondamentale dovere di «...rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese»;

            l'attuale sistema detrattivo di cui al T.U.I.R. prevede che, ai fini della determinazione dell'IRPEF, siano poste a scomputo della imposta lorda, calcolata sull'imponibile determinato al netto degli oneri deducibili, anche le detrazioni per familiari e figli a carico,

        impegna il Governo:

            ad attivarsi affinché il diritto all'assegno di cui in premessa sia garantito a tutti i nuclei familiari deboli, anche con meno di quattro figli a carico, che presentino i presupposti di reddito richiesti dalla normativa vigente in materia con espresso riconoscimento della possibilità per il lavoratore dipendente, per i disoccupati indennizzati, lavoratori cassaintegrati, lavoratori in mobilità, lavoratori in malattia o in maternità e per i pensionati ex lavoratori dipendenti, di poter percepire il predetto assegno anche per i figli maggiorenni non inabili a carico e per i collaterali non inabili a carico, di età inferiore a 26 anni, purché studenti e/o apprendisti.


G/3584/18/5

FLERES

La 5a Commissione,

        premesso che:

            la Giunta dell'Unione delle camere penali italiane, con delibera in data 5 novembre 2012, nel rendere noti i risultati dello loro pregevole attività di ricognizione sullo stato delle strutture penitenziarie italiane ha, del pari, reso noto che, in segno di protesta, gli avvocati penalisti si asterranno dalle udienze e da ogni attività giudiziaria per il giorno 22 novembre 2012;

            l'attività di ricognizione è stata svolta dai componenti della Giunta e dell'Osservatorio carcere dell'Unione delle camere Penali territoriali e si è svolta all'interno di molte strutture penitenziarie italiane. Le risultanze sono raccolte in una pubblicazione «Prigioni d'Italia»;

            il documento pone l'accento su diverse problematiche, peraltro più volte segnalate anche dallo scrivente nella sua qualità di Garante dei diritti dei detenuti, relative: alla scarsa disponibilità finanziaria assegnata al settore che ormai compromette anche il normale assolvimento delle funzioni basilari; la carenza di personale di Polizia Penitenziaria; le condizioni igienico-sanitarie delle strutture e tante altre;

            malgrado le numerose denunce, non si intravedono, in atto, azioni miranti alla risoluzione delle problematiche esposte, con ciò determinando ulteriori richiami e sanzioni da parte degli organismi europei,

        impegna il Governo:

        a verificare la possibilità di adottare quanto suggerito dalla Giunta dell'Unione delle camere penali italiane.


G/3584/19/5

FLERES

La 5a Commissione,

        premesso che:

            il Governo con i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, rispettivamente, 13 gennaio 2010, 11 gennaio 2011 e 23 dicembre 2011 ha dichiarato lo stato di emergenza delle carceri a causa, in particolare, nel sovraffollamento degli istituti penitenziari disponibili sul territorio nazionale;

            la gravissima situazione di emergenza penitenziaria, pure dichiarata dal Governo; il dramma del sovraffollamento delle carceri, contenitori di oltre 67.000 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di circa 45.000 posti; l'assoluta insufficienza delle risorse finanziarie e umane, in tutti i ruoli dell'amministrazione penitenziaria (funzionari giuridico-pedagogici – cosiddetti educatori –, funzionari di servizio sociale, contabili, personale amministrativo, polizia penitenziaria); l'aumento dei casi di aggressione al personale penitenziario; l'incremento dei fenomeni di auto ed etero lesionismo da parte delle persone detenute; l'incremento esponenziale di suicidi tanto di detenuti che di personale penitenziario per le drammatiche condizioni vita e di lavoro: questo è il quadro drammatico di un'emergenza penitenziaria mai vista prima e per la cui quotidiana gestione, perché siano contenuti i danni, sono chiamati ad operare i dirigenti penitenziari;

            la situazione di grave emergenza penitenziaria ha trovato sino ad oggi contenimento e non ha determinato più gravi conseguenze, solo grazie ai dirigenti penitenziari di cui al decreto legislativo n. 63 del 2006, del ruolo di istituto penitenziario e di esecuzione penale esterna, atteso che i direttori delle carceri e degli uffici di esecuzione penale esterna sono i primi garanti dei principi di legalità nell'esecuzione penale, essendo ad essi demandato dall'ordinamento il compito di assicurare l'essenziale equilibrio tra le esigenze di sicurezza e quelle del trattamento rieducativo delle persone condannate;

            il provvedimento di «spending review» approvato con decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, recante «Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario», all'articolo 2, comma 1, ha disposto la riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni in misura, rispettivamente: a) non inferiore al 20 per cento di quelli esistenti, con riguardo agli uffici dirigenziali, di livello generale e di livello non generale, e alle relative piante organiche, per entrambe le tipologie di uffici e per ciascuna dotazione; b) non inferiore al 10 percento della spesa complessiva relativa al numero dei posti di organico del personale non dirigenziale;

            i dirigenti penitenziari e il Si.Di.Pe. (Sindacato Direttori Penitenziari) – che è l'organizzazione sindacale che raccoglie il maggior numero dei dirigenti penitenziari di diritto pubblico ex decreto legislativo n. 63 del 2006 (del ruolo di istituto penitenziario e di quello di esecuzione penale esterna) – stanno esprimendo da mesi fortissime preoccupazioni in considerazione del fatto che dalla «Riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni» di cui all'articolo 2, comma 1, del precitato decreto-legge n. 95 del 2012, non è stato espressamente escluso il personale della carriera dirigenziale penitenziaria ex decreto legislativo n. 63 del 2006, oltre che il restante;

            il successivo comma 7 dell'articolo 2 del provvedimento di «spending review» approvato con il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ha disposto, tuttavia, che «Sono escluse dalla riduzione del comma 1 le strutture e il personale del comparto sicurezza ...», facendo, dunque, salve le dotazioni organiche di detto comparto;

            l'esecuzione delle pene, in carcere ma anche con le modalità dell'esecuzione penale esterna attraverso le misure alternative alla detenzione, non è altra cosa rispetto al «sistema sicurezza» poiché la sicurezza penitenziari a produce sicurezza tanto dentro quanto fuori dal carcere (pure attraverso la gestione delle misure alternative) e la rieducazione del condannato è sicurezza per i cittadini poiché la restituzione alla società di uomini migliori e capaci di reinserirsi dopo l'espiazione della pena (detentiva o alternativa alla detenzione) consente una effettiva riduzione della recidiva;

            al personale della carriera dirigenziale penitenziaria, istituita con legge 27 luglio 2005, n. 154, e il cui ordinamento è fissato dal decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63, del ruolo di istituto penitenziario e di esecuzione penale esterna, si applica il trattamento giuridico ed economico spettante al personale dirigenziale della polizia di Stato che espleta funzioni di polizia e, difatti, il personale della carriera dirigenziale penitenziaria è destinatario degli assegni una tantum destinati al personale del comparto sicurezza, per gli anni 2011, 2012 e 2013, in applicazione del decreto del Ministro 17 novembre 2011, adottato ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 ottobre 2011, in attuazione dell'articolo 8, comma 11-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nonché dell'articolo 1 del decreto-legge 26 marzo 2011, n. 27, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2011, n. 74;

            in capo al direttore di istituto penitenziario discendono, dall'ordinamento penitenziario; dal regolamento di esecuzione, per il quale valga la citazione dell'articolo 2, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230 che recita: «1. L'ordine e la disciplina negli istituti penitenziari garantiscono la sicurezza che costituisce la condizione per la realizzazione delle finalità del trattamento dei detenuti e degli internati. Il direttore dell'istituto assicura il mantenimento della sicurezza e del rispetto delle regole avvalendosi del personale penitenziario secondo le rispettive competenze»; ancora, dal decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63, funzioni di garanzia dell'ordine e della sicurezza per le quali si avvale del personale di polizia penitenziaria, essendone superiore gerarchico; così come analoghe funzioni di garanzia dell'ordine e della sicurezza svolge il restante personale della carriera dirigenziale penitenziaria, al quale, ai sensi del decreto legislativo n. 63 del 2006, sono attribuiti anche gli altri incarichi di cui all'articolo 9, comma 1, della legge 15 dicembre 1990, n. 395, recante «Ordinamento del Corpo di polizia penitenziaria»;

            la 2 Commissione permanente Giustizia del Senato della Repubblica nell'esprimere, per quanto di competenza, il proprio parere favorevole al provvedimento già citato di «spending review» (approvato con decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135) aveva apposto tra le condizioni, quella che dalla riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni sia esentato il personale degli uffici centrali di amministrazione della giurisdizione, tenuto conto dell'incidenza che su di essi hanno già avuto i tagli lineari realizzati dal precedente esecutivo; in particolare si ritiene necessario che siano esclusi dall'ambito di applicazione dell'articolo 2, il personale degli uffici del ministero della giustizia, del dipartimento della giustizia minorile e il personale amministrativo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria» (cfr. resoconto sommario n. 333 del 24 luglio 2012 della 2 Commissione permanente Giustizia del Senato della Repubblica);

            il Si.Di.Pe. (Sindacato Direttori Penitenziari) che è l'organizzazione sindacale che raccoglie il maggior numero dei dirigenti penitenziari di diritto pubblico ex decreto legislativo n. 63 del 2006 (del ruolo di istituto penitenziario e di quello di esecuzione penale esterna) ha più volte espresso tanto al Ministro della giustizia quanto ai vertici del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria la forte preoccupazione per disastrose conseguenze discenderebbero per il sistema penitenziario nel caso di applicazione all'Amministrazione penitenziaria della «Riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni» prevista dal comma 1 dell'articolo 2 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Spending review), ed ha rappresentato la necessità che il personale della carriera dirigenziale penitenziaria sia escluso dalle riduzioni di cui all'articolo 2 del decreto-legge n. 95 del 2012 anche attraverso la piena attuazione dell'ordine del giorno n. 9/5389/53 approvato dalla Camera dei deputati nella seduta del 7 agosto scorso e che è stato accettato dal Governo;

            il Capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, a sua volta, come è stato comunicato alle organizzazioni sindacali con nota GDAP-0276479-2012 del 25 luglio 2012, rappresentò al Ministro della giustizia la preoccupazione per gli effetti perniciosi di eventuali tagli di organico sull'organizzazione dell'amministrazione, in particolare precisando che un ulteriore riduzione di personale rischierebbe di compromettere la tenuta del sistema penitenziario e sottolineando che l'esecuzione della pena e delle misure cautelari detentive contribuisce a garantire l'ordine e la sicurezza pubblici, in tal senso costituendo il sistema penitenziario nel suo insieme un'articolazione della complessiva struttura di sicurezza dello Stato;

            molto presto, per effetto della sola riduzione di unità di personale della carriera dirigenziale penitenziari a del ruolo di istituto penitenziario e di esecuzione penale esterna conseguente alla collocazione a riposo, senza sostituzioni, di coloro che ne maturano di volta in volta i requisiti, considerando che l'ultima immissione in ruolo di detto personale risale a quindici anni or sono, ossia all'anno 1997, il già assolutamente inadeguato e drammaticamente insufficiente numero di dirigenti penitenziari, complessivamente in numero di 392 unità alla data del 31 maggio 2012, come reso noto dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria alle organizzazioni sindacali con nota GDAP-0209573-2012 del 31 maggio 2012, determinerà l'impossibilità gestionale delle carceri e degli uffici di esecuzione penale esterna;

            le riduzioni già previste ma non ancora attuate ai sensi del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con legge 14 settembre n. 148, determinerebbe una dotazione organica pari a 343 dirigenti penitenziari, con un esubero di 20 dirigenti penitenziari, cosicché l'applicazione della ulteriore riduzione discendente dai criteri previsti dal decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (convertito in legge con modificazioni dall'articolo 1, comma 1, legge 7 agosto 2012, n. 135) comporterebbe un organico di soli 20 dirigenti generali e 274 dirigenti penitenziari (del ruolo di direttore di istituto penitenziario e del ruolo di esecuzione penale esterna);

            il Governo sta curando la realizzazione di nuove carceri e la realinazione di molti nuovi padiglioni detentivi (attraverso il cosiddetto «Piano carceri») nonché riforme destinate ad aumentare anche il ricorso alle misure alternative ma, in assenza di dirigenti penitenziari, nel cui ruolo l'ultima immissione risale al lontano 1997 ed i pensionamenti non trovano rimpiazzo, determinerà l'impossibilità di garantire la copertura delle sedi penitenziarie e l'attuazione delle misure alternative;

            la Camera dei deputati, nella seduta del 7 agosto scorso, ha approvato l'ordine del giorno n. 9/5389/53 che «impegna il Governo: a valutare l'opportunità, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, di interpretare l'articolo 2, comma 7, del decreto-legge n. 95 del 2012 nel senso che sono esclusi dalla riduzione di cui al comma 1 del medesimo articolo anche i dirigenti penitenziari ed in tal senso interpretare la deroga prevista per le forze di polizia già dal precedente provvedimento normativo (articolo 1, comma 5, decreto-legge n. 138 del 2011) che non ha trovato attuazione». Tale ordine del giorno costituisce atto di «interpretazione autentica» di una norma in quanto promana dallo stesso legislatore ed essendo stato accettato dal Governo (Sottosegretario di Stato all'economia e finanze Gianfranco Polillo) è un atto politicamente vincolante;

            non vi è dubbio che il Governo sia già obbligato a interpretare l'articolo 2, comma 7, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con legge 14 settembre n. 148, nel senso che sono esclusi dalla riduzione di cui al comma 1 del medesimo articolo anche i dirigenti penitenziari in quanto rientranti nel comparto sicurezza e, conseguentemente, tale deroga deve ritenersi operante anche riguardo a quella prevista dal precedente provvedimento normativo (articolo 1, comma 5, decreto-legge n. 138 del 2011) che non ha trovato attuazione;

            è altresì indubbio che il Governo deve far fronte alla grave carenza di direttori di istituto penitenziario e di ufficio di esecuzione penale esterna e per garantire l'assolvimento dei compiti, delle funzioni e dei ruoli loro propri, atteso che essi sono i primi garanti dei principi di legalità nell'esecuzione penale, essendo loro demandato dall'ordinamento il compito di assicurare l'essenziale equilibrio tra le esigenze di sicurezza (penitenziaria e della collettività) e quelle del trattamento rieducativo delle persone detenute ed in esecuzione penale esterna;

            un carcere, sia pure il più piccolo, senza direttore, armonizzatore delle esigenze di sicurezza e di quelle trattamentali, sposterebbe l'asse gestionale, per forza di cose, su altre figure e se dovessero venire meno le già ridotte figure professionali del trattamento (anzitutto funzionari giuridicopedagogici e funzionari della professionalità di servizio sociale) questo asse non potrà che ruotare intorno al personale di polizia penitenziaria, cosicché la dimensione del penitenziario diverrà per forza di cose prevalentemente sicuritaria e, quindi, meramente custodiale;

            allo stesso modo gli uffici di esecuzione penale esterna svuotati di dirigenti e di funzionari della professionalità di servizio sociale non sarebbero in grado di funzionare e le misure alternative alla detenzione non troverebbero alcuna possibilità di applicazione, cosicché l'asse dell'esecuzione penale si sposterebbe totalmente sul carcere, con conseguenze di sovraffollamento ben peggiori di quelle alle quali stiamo assistendo oggi con circa 67.000 detenuti stipati nelle celle,

        impegna il Governo:

            a interpretare l'articolo 2, comma 7, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con legge 14 settembre n. 148, nel senso che sono esclusi dalla riduzione di cui al comma 1 del medesimo articolo anche i dirigenti penitenziari ed in tal senso interpretare anche la deroga prevista per le forze di polizia già dal precedente provvedimento normativo (articolo 1, comma 5, decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con legge 14 settembre n. 148) che non ha trovato attuazione.


G/3584/20/5

POLI BORTONE, FLERES, CARRARA, SAIA

La 5a Commissione,

        premesso che:

            la legge 24 aprile 1941, n. 392, tratta del trasferimento ai Comuni del servizio dei locali e dei mobili degli Uffici giudiziari;

            essa prevede che una serie di spese necessarie per lo stabilimento delle Corti e Sezioni di Corti di appello, per le Procure generali, per le Corti di assise, dei Tribunali, per i locali ad uso degli Uffici giudiziari, per gli affitti, riparazioni, manutenzione, illuminazione, riscaldamento, per le provviste di acqua, il servizio telefonico, ed altre indicate nell'articolo 1 siano a carico esclusivo dei Comuni nei quali hanno sede gli Uffici giudiziari, senza alcun concorso nelle stesse da parte degli altri Comuni componenti la circoscrizione giudiziaria;

            ai detti Comuni sedi di Uffici giudiziari viene corrisposto invece dallo Stato un contributo annuo alle spese medesime nella misura stabilita nella tabella allegata alla legge;

            sarebbe opportuno modificare la citata legge n. 392 qualora, mediante l'introduzione del leasing per la quota di fitto che il Ministero della giustizia rimborsa ai comuni, il Comune decida che sia più conveniente l'acquisto dell'immobile, visto che è preferibile la patrimonializzazione piuttosto che buttare via soldi pagando fitti,

        impegna il Governo:

            a prevedere che i contratti di locazione di immobili destinati ad Uffici giudiziari e uffici finanziari, stipulati fra lo Stato ed i comuni, possono essere trasformati in contratti di leasing per l'acquisto degli immobili, sedi di Uffici giudiziari, da parte dei comuni, utilizzando quale rata di pagamento la quota del contributo a carico del Ministero della giustizia e del Ministero dell'economia e delle finanze, previsto dall'articolo 2, comma 1, della legge n. 392/1941 relativo alle pigioni.


G/3584/21/5

CARLINO

La 5a Commissione,

        premesso che:

            la sottoscrittrice del presente ordine del giorno, in data 13 settembre 2012, ha già provveduto alla presentazione dell'atto sindacato ispettivo n. 4-08192, ancora inevaso;

        considerato che:

            la persona detenuta è titolare di diritti inalienabili e la finalità della pena (art. 27 della Costituzione) è rappresentata dalla «rieducazione del condannato». Inoltre, per l'ordinamento penitenziario, di cui alla legge 26 luglio 1975, n. 354, il primo elemento del «trattamento rieducativo» è l'istruzione;

            la circolare congiunta del Ministero dell'istruzione e del Ministero della giustizia n. 253 del 1993 stabilisce che la finalità precipua della scuola è quella di rieducare il detenuto alla convivenza civile attraverso azioni positive che lo aiutino nella ridefinizione del proprio progetto di vita e nell'assunzione di responsabilità verso se stesso e la società e, con riferimento agli insegnanti, il corretto esercizio della particolare attività educativa presuppone una adeguata conoscenza dell'organizzazione e del funzionamento dell'istituzione, della propria azione educativa con lo scopo più generale di recupero sociale;

            la scuola in carcere fa parte del vissuto quotidiano degli alunni detenuti, è il luogo fisico in cui crescere umanamente in vista di un reinserimento nella società, è luogo umano anche affettivo in senso lato, vista la situazione di privazione che essi vivono in carcere. Funge inoltre da ammortizzatore delle tensioni che, soprattutto negli ultimi anni con il sovraffollamento carcerario, stanno diventando sempre più gravi;

        considerato inoltre che:

            in adempimento al piano programmatico predisposto sulla base dell'art. 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il 3 marzo 2010 è stato presentato alle Camere lo schema di regolamento per la ridefinizione dell'assetto organizzativo-didattico dei Centri per l'istruzione degli adulti, recante «Norme generali per la ridefinizione dell'assetto organizzativo didattico dei Centri d'istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali». Le Commissioni parlamentari competenti hanno espresso un parere favorevole con condizioni e osservazione;

            lo schema di regolamento, deliberato in prima istanza dal Consiglio dei ministri il 12 giugno 2009, acquisiti inoltre i pareri del Consiglio nazionale della pubblica istruzione (CNPI), dalla Conferenza Unificata, dal Consiglio di Stato e dovrà avere l'approvazione definitiva da parte del Consiglio dei ministri, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 4 ottobre 2012;

            il suddetto regolamento prevede all'articolo 1, comma 2, che ai Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (CPIA) siano ricondotti, a partire dall'anno scolastico.2010-2011 e comunque entro l'anno scolastico 2011-2012, tra gli altri, i corsi della scuola dell'obbligo e di istruzione secondaria superiore negli istituti di prevenzione e pena attivati ai sensi della normativa previgente;

            la riforma prevede lo scorporo dei bienni delle superiori per gli adulti dal successivo triennio (bienni che passerebbero ai CPIA), per poter velocizzare l'iter di conseguimento del diploma per gli allievi adulti, con pacchetti di ore per i vari insegnamenti cui gli allievi avrebbero accesso a seconda dei loro bisogni e/o dei crediti pregressi;

        ritenuto che:

            tale riforma, soprattutto per quel che concerne l'abbreviazione del corso di studi e l'attenzione alle competenze pregresse, potrebbe avere validi effetti per gli adulti lavoratori liberi che vogliano conseguire il diploma per ragioni di carriera interna ai loro posti di lavoro, o anche per un cambiamento di settore di attività, mentre non ne avrebbe per gli alunni detenuti che devono affrontare anni di reclusione prima di poter spendere il diploma in qualche modo all'esterno. Inoltre la perdita di un percorso unitario di 5 anni con gli stessi insegnanti e con il «gruppo classe» risulterebbe, in realtà, deleterio;

            a detta degli stessi operatori del settore, la valenza della scuola in carcere non risiede nella rapidità di conseguimento del diploma, bensì nel percorso di maturazione umana, di acquisizione di «cultura», di contatto con persone esterne all'istituzione carceraria vera e propria, portatrici di valori alternativi a quelli vissuti in precedenza dagli studenti detenuti. Il diploma ha valore di riscatto sia verso le famiglie che nei confronti delle istituzioni e della società;

            inoltre è raro che questi alunni abbiano «competenze» pregresse di tipo scolastico (della cui eventualità si tiene già conto) o culturale, che potrebbero permettere loro di abbreviare efficacemente il percorso di studio; la maggior parte, infatti, ha ricevuto soltanto in carcere la scolarizzazione di base e avrebbe piuttosto bisogno di ulteriore sostegno nello studio e non di abbreviazioni di percorso;

            il fattore tempo è cruciale per la scuola in carcere, lo studente detenuto ha bisogno di tempo e di continuità per meglio apprendere contenuti nuovi e farli propri, sedimentarli nel suo vissuto personale, metabolizzarli. L'aula scolastica è quasi sempre l'unico spazio fisico che il detenuto ha per studiare (non si può studiare in celle da 6 o 8 persone) e le ore passate a scuola sono quindi le uniche utili; diminuirle significa, di fatto, privare i detenuti del diritto allo studio che la Costituzione sancisce per tutti i cittadini;

            il costo della scuola in carcere è molto ridotto rispetto ai benefici che produce, non essendo compresa in esso la gestione delle strutture, edifici, riscaldamento, pulizie, attrezzature eccetera ovviamente già fornite dall'amministrazione penitenziaria cui la scuola in carcere si appoggia, si chiede di sapere se non si ritenga opportuno intervenire per scorporare la scuola in carcere dalla più generale riforma dell'istruzione per gli adulti, viste le esigenze particolari dell'utenza in questione;

        ritenuto inoltre che:

            l'utenza carceraria è costituita da adulti privi di scolarizzazione di base e privi di esperienze lavorative, e quindi risulta impossibile stabilire con gli studenti patti formativi come previsto dall'art 5, comma l del regolamento sopracitato;

            la valenza dell'istruzione in carcere non risiede nella rapidità di conseguimento del diploma facendo valere esperienze culturali, scolastiche e lavorative pregresse che di fatto sono inesistenti;

            la valenza della scuola in carcere risiede nella possibilità di aumentare il re inserimento sociale dei soggetti promuovendo la formazione culturale e professionale in considerazione delle esigenze personali trattamentati e sociali;

            lo studente detenuto, secondo esperienza più che trentennali, ha bisogno di tempo e di continuità per apprendere contenuti nuovi;

            la realizzazione degli obiettivi di cui al sopracitato regolamento, per ciò che concerne l'istruzione carceraria, è di fatto impossibilità in quanto gli alunni detenuti non possono usufruire di unità di apprendimento autonome da erogare a distanza, come previsto dal regolamento di cui sopra, in quanto all'interno delle strutture carcerarie esiste divieto assoluto di collegamenti internet per motivi di sicurezza,

        impegna il governo:

            a porre in esser ogni opportuna iniziativa volta a porre rimedio alla situazione sopradescritta, tutelando il diritto all'istruzione per gli adulti detenuti.


G/3584/22/5

GIAMBRONE

La 5a Commissione,

            premesso che:

            il Rettore dell'Università di Messina ha già espletato due mandati – l'ultimo scaduto a fine ottobre 2011 – ed ha usufruito di due, per l'anno accademico 2011/2012 in base alla legge n. 240/2010, per il 2012/2013 grazie all'articolo 7, comma 42-ter del decreto-legge n. 95 del 2012;

            il Rettore di Messina, già sottoposto a due provvedimenti di sospensione dalle funzioni da parte della magistratura nel corso dell'attuale mandato è impegnato nel ruolo di imputato in tre processi penali, uno dei quali – quello in cui il professor Tomasello è chiamato a rispondere delle pressioni che avrebbe esercitato in un concorso di II fascia a favore del figlio dell'allora Preside della Facoltà di Veterinaria e dei tentativi di scongiurare la chiamata del candidato risultato poi vincitore – sta giungendo a conclusione;

            negli organi accademici dell'Ateneo messinese continuano a sedere Presidi il cui mandato, mai prorogato, è scaduto il 31 ottobre 2011.

            Allo stesso modo, i consiglieri d'amministrazione, il cui mandato è scaduto nel 2010, pur in assenza di proroghe, continuano a ricoprire detto incarico;

        considerato che:

            numerosi risultano essere gli atti ispettivo già presentati – ed ancora inevasi – sulla questione della legittimità delle proroghe delle cariche accademiche nell'Ateneo messinese;

            risulterebbe all'interrogante che la Procura della Repubblica di Messina avrebbe recentemente avviato una indagine con ipotesi di reato di abuso di ufficio a carico di ignoti, sulla legittimità delle proroghe degli organi accademici dell'Università;

        considerato inoltre che:

            nell'adunanza del 20 Ottobre 2012 il Senato Accademico dell'Ateneo ha deliberato sul punto all'ordine del giorno: «Comunicazione MTIJR – Deliberazione Statuto ed atto costitutivo della Fondazione Università» istituendo una Fondazione avente come unico fondatore l'Università;

            nella seduta del 23 Ottobre 2012 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato sul punto all'ordine del giorno: «Trasferimento risorse costituenda Fondazione Università»;

            lo Statuto della Fondazione Università «autorizzato dal MIUR dopo un controllo di legittimità e di merito», risulta incongruente rispetto allo spirito del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 2001, n 254, introducendo esso singolarità senza precedenti, che hanno destato viva preoccupazione nella comunità accademica italiana;

            tutto lascia presagire che a divenire Presidente della Fondazione sia il Rettore d cui sopra,

        impegna il Governo:

            ad attivare ogni opportuna e celere azione allo scopo di verificare il rispetto della disposizioni vigenti in materia, procedendo, ove se ne ravvisassero gli estremi, al commissariamento dell'Ateneo messinese.

            a rivalutare il parere favorevole espresso nei confronti della Fondazione Università recentemente istituita nell'Ateneo, anche alla luce dei rilievi sollevati in materia dalla comunità accademica nazionale.


G/3584/23/5

GIAMBRONE

La 5a Commissione,

            premesso che:

            su tutto il territorio nazionale, numerosi risultano essere i docenti in servizio in qualità di «incaricato a tempo determinato» presso i licei artistici. Tali incarichi venivano disposti annualmente sulla base di graduatorie regionali. Sulla base delle suddette graduatorie regionali, gli inclusi presentavano successivamente domanda di inserimento in graduatoria di istituto con validità triennale.

        Le ultime graduatorie regionali, dalle quali sono scaturite le graduatorie d'istituto, sono state compilate dagli Uffici scolastici regionale, per incarichi annuali validi per il triennio 2004/2007. Alla scadenza di ogni triennio erano regolarmente presentate domande di nuova inclusione o aggiornamento del punteggio;

        considerato che:

            tali graduatorie regionali non sono state più compilate, pertanto gli uffici scolastici regionali, a far data dal 2008, non hanno più provveduto a conferire incarichi annuali poiché era scaduto il triennio di validità e, di conseguenza, non sono state più formulate graduatorie di istituto per le quali si faceva riferimento alle vecchie graduatorie di istituto 2004/2007.

        Nel frattempo molti docenti fuori dalle graduatorie di cui sopra, inviavano domande di disponibilità agli istituti regionali, ovviamente in coda alle graduatorie di istituto;

        considerato inoltre che:

            l'assessorato regionale alla pubblica istruzione della Regione Sicilia, ha emanato emanava l'ordinanza assessoriale num. 1 del 27/07/2012 con la quale l'assessorato ordina di conferire le supplenze al personale docente non di ruolo con contratto a tempo determinato, utilizzando esclusivamente le graduatorie di istituto formulate a seguito delle domande di disponibilità, avendo le precedenti graduatorie 2004/2007 perso ogni efficacia;

            in data 31/08/2012 l'assessorato di cui sopra, ha emanato la circolare num. 19 con la quale riapriva i termini (1-15 settembre) per l'inserimento nelle graduatorie di disponibilità per l'anno scolastico 2012/2013 per il personale inserito nelle graduatorie d'istituto 2004/2007;

        ritenuto che:

            un provvedimento così importante, dovesse esser adottato con più largo anticipo e non a ridosso dell'inizio dell'anno scolastico, dopo che il medesimo assessorato aveva emesso già emesso precedenti e differenti circolari con le istruzioni per l'avvio dell'anno scolastico;

            sia particolarmente pericoloso annullare delle graduatorie, non esistendone peraltro di già formulate – a motivo della totale inadempienza degli uffici preposti a tale compito – ed utilizzare delle dichiarazione di semplice disponibilità, cosa peraltro che non ha similitudini su tutto il territorio nazionale,

        impegna il Governo:

            a valutare la situazione innanzi descritta, garantendo, almeno per il prossimo anno scolastico, forme di tutela per i docenti inseriti nelle graduatorie 2004/2007.


G/3584/24/5

BASTICO

La 5a Commissione,

        premesso che:

            le cosiddette sezioni primavera – servizio educativo a carattere integrativo rivolto a bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi di età – sono state istituite con la legge finanziaria 2007 (296/2006) in via sperimentale e aggregate a realtà scolastiche ed educative esistenti;

            detti servizi, defIniti sulla base di un accordo approvato in Conferenza Unificata il 14 giugno 2007, hanno fornito una risposta positiva alle esigenze educative dei bambini e ai bisogni di molte famiglie;

            alla gestione delle sezioni primavera hanno provveduto, sin dall'inizio, lo Stato (per il 20,3%), i comuni (per il 13,4%), il privato sociale (per il 58,6%), il privato convenzionato (per il 5%) che, collaborando in modo sinergico tra di loro e con i servizi scolastici ed educativi già esistenti, con la conseguente riduzione dei costi e con la possibilità di incrementare l'offerta;

        rilevato che:

            nell'anno scolastico 2011-12 sono state finanziate 1604 sezioni primavera, che hanno accolto 23.142 bambini;

nell'anno scolastico 2007-2008 anno di avvio delle sperimentazione, il contributo statale per l'attivazione delle sezioni primavera è stato pari a 34.783.656 euro (fondi del MIUR, del Ministero della famiglia e del Ministero del lavoro), con un finanziamento medio di 25/30mila euro per ogni sezione attivata;

negli anni successivi l'attività delle sezioni primavera è stata rifinanziata dal Governo attraverso risorse erogate dai medesimi ministeri, integrate da contributi da parte di alcune regioni; in particolare, nell'as. 2008-2009 i contributi destinati ammontavano a 39.341.500 euro (di cui quasi 9 milioni a carico delle regioni), nell'a.s. 2009-2010 a 39.328.844 euro, di cui quasi 14 milioni a carico delle regioni, nell'as. 2010-2011 a 31.630.499 e nell'a.s. 2012 a 26.522.210euro (di cui quasi 10 milioni regionali);

nonostante negli anni si sia assistito ad una costante diminuzione dei finanziamenti statali a favore di tali attività scolastiche – ciò soprattutto da parte del Ministero del Lavoro, mentre le risorse del MIUR sono diminuite soltanto neI 2011-2012 – il Governo ha comunque continuato a garantire il funzionamento delle sezioni primavera attraverso l'erogazione di un contributo che, assegnato prioritariamente alle sezioni già attivate, ha fornito continuità e stabilità a tale importante sperimentazione, che, sottoposta a monitoraggi e verifiche, necessita di una più precisa defInizione di standard qualitativi e di livelli essenziali delle prestazioni;

        considerato che:

            per l'anno scolastico 2012-2013 al di fuori di qualsiasi programmazione e condivisione con le autonomie locali e con i soggetti gestori, essendo peraltro vigente l'accordo Stato-Regioni-Autonomie locali, nessuno dei Ministeri interessati ha fornito alcuna certezza sull'effettiva disponibilità delle risorse per garantire il funzionamento delle sezione primavera; in particolare, non risultano a tutt'oggi disponibili 12 milioni di euro nel bilancio del MIUR e non si ha alcuna garanzia in merito al contributo del Dipartimento della famiglia; è evidente che tale situazione impedisce l'avvio nell'anno scolastico 2012-13 delle sezioni primavera programmate, a cui i bambini sono stati regolarmente iscritti, con grave danno per decine di migliaia di bambini e delle loro famiglie che si vedono privati di un servizio, sul quale hanno contato nell'organizzazione della propria vita e del proprio lavoro,

        impegna il Governo:

            a garantire la continuazione del finanziamento e del funzionamento delle sezioni primavera operative dal 2007 , provvedendo all'erogazione del contributo del Dipartimento della famiglia per l'anno 2012; attribuendo inoltre al CAP 1446 dello stato di previsione del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, Missione 1.8 (22) Istruzione scolastica, programma 1.8 (22.8) la somma aggiuntiva di 12 milioni di euro, corrispondente al raddoppio di quella già prevista, al fine di garantire il finanziamento delle sopraddette sezioni per l'anno scolastico 2012-2013 e per consentire l'avvio a settembre 2013 del nuovo anno scolastico. Tale somma, infatti, costituisce il recupero dei 12 milioni di euro stanziati nel 2012 nel CAP. 1446 e stornati per altre finalità dal Ministero dell'Istruzione. Il raddoppio del finanziamento per il 2013 può essere garantito stornando le risorse da altro programma dello stesso Ministero;

            a seguito di puntuale verifica sull'andamento dell'esperienza delle sezioni primavera, valutandone l'efficacia e la qualità, a trasformare la sperimentazione in vigore dal 2007 in servizio educativo consolidato, sulla base di una intesa in Conferenza unificata, in cui siano definiti i livelli essenziali quantitativi e qualitativi del servizio, le figure professionali di riferimento e le modalità di finanziamento.


G/3584/25/5

AMATI, SCANU, CHITI, CRISAFULLI, DEL VECCHIO, NEGRI, PINOTTI, ZANDA, MERCATALI

La 5a Commissione,

        premesso che:

            lo Stato riconosce e sostiene le associazioni combattentistiche attraverso il finanziamento di contributi per il sostegno delle attività svolte ai sensi della legge 31 gennaio 1994, n. 93;

            il finanziamento è sempre avvenuto con cadenza triennale; per quanto riguarda l'anno in corso, pur in presenza di 3 specifici provvedimenti di iniziativa parlamentare (Atti Senato n. 869, n. 2554 e n. 2649), non ancora esaminati dalle competenti Commissioni Parlamentari, si è venuto a determinare il mancato stanziamento dei contributi;

            lo Schema di decreto ministeriale concernente il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero della difesa per l'anno 2012, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi (482), prevede stanziamenti solo a favore delle Associazioni d'arma;

            in data 20 giugno 2012 la Commissione difesa del Senato, esprimendo il parere sullo schema di cui sopra, sottolinea «l'impegno assunto dal Governo a provvedere quanto prima all'erogazione dei contributi alle associazioni combattentistiche anche per l'anno 2012»,

        impegna il Governo:

            in sede di assestamento di bilancio e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica a ripristinare lo stanziamento a carattere almeno triennale finalizzato ad assicurare una stabile contribuzione alle associazioni combattentistiche.


G/3584/26/5

CAFORIO, PARDI, LANNUTTI

La 5a Commissione,

        premesso che:

            il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, c.d. «Codice della strada», all'articolo 119, comma 2 stabilisce che l'accertamento dei requisiti fisici e psichici può essere effettuato anche da un medico militare in servizio permanente effettivo o in quiescenza o da un medico nel ruolo professionale dei sanitari della Polizia di Stato o da un medico del ruolo sanitario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco o da un ispettore medico del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;

            il decreto innanzi citato prevede inoltre che l'accertamento possa essere effettuato dai medici di cui sopra anche dopo aver cessato di appartenere alle amministrazioni e ai corpi ivi indicati, purché abbiano svolto l'attività di accertamento negli ultimi dieci anni o abbiano fatto parte delle commissioni di cui al comma 4 per almeno cinque anni. In tutti i casi tale accertamento deve essere effettuato nei gabinetti medici;

        considerato che:

            il Decreto del Ministero dei Trasporti del 31/01/2011, recante modalità di trasmissione della certificazione medica per il conseguimento e il rinnovo della patente di guida, disciplina ulteriormente e con maggiore dettaglio la possibilità da parte dei medici appartenenti ad amministrazioni e corpi, nonché ai medici militari in quiescenza, di rilasciare certificazioni di idoneità fisica e psichica necessarie per il conseguimento della patenti di guida e per il rinnovo della stessa;

        ritenuto che:

            quanto sopra descritto possa portare nocumento alla classe medica operante all'interno delle unità sanitarie locali territorialmente competenti e possa, a causa della molteplicità dei soggetti titolati a rilasciare tale certificazione, ledere alla uniformità di giudizio nonché alla trasparenza nelle procedure di certificazione e sia inoltre responsabile di un aggravio della mole di lavoro a carico delle altre struttura sopra indicate,

        impegna il Governo:

            a valutare opportune iniziative volte a modificare il quadro normativo di riferimento e a garantire che tali certificazioni vengano rilasciate quantomeno da medici che non abbiano cessato di appartenere alle amministrazioni e ai corpi indicati nel Decreto del Ministero e nel decreto-legge di cui in premessa.


G/3584/27/5

BERTUZZI, PIGNEDOLI, ANDRIA, ANTEZZA, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO

La 5a Commissione,

            premesso che:

            l'applicazione dell'ultima riforma dell'Organizzazione comune del mercato (OCM) dello zucchero ha comportato una riduzione superiore al 50 per cento della capacità produttiva nazionale e, di conseguenza, una sensibile riduzione della superficie coltivata a bietola e la chiusura di 15 dei 19 zuccherifici attivi;

            per tale ragione è stato varato il programma nazionale di ristrutturazione del settore bieticolo-saccarifero (art. 6 del regolamento (CE) n. 320/2006) con l'obiettivo di sostenere il processo di riconversione produttiva delle imprese agricole coinvolte nel processo di ristrutturazione del settore bieticolo-saccarifero, in un'ottica di filiera, intervenire a supporto dei progetti di ristrutturazione dell'industria saccarifera e promuovere la diversificazione verso attività extra-agricole;

            il 17 settembre 2012 è stato adottato il decreto ministeriale n. 65480 – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, Ispettorato generale del bilancio – che apporta una serie di variazioni agli stati di previsione per l'anno finanziario2012 compresa l'istituzione del capitolo n. 7370 nel bilancio del Dipartimento del tesoro del Ministero dell'economia e delle finanze a cui è assegnata una dotazione finanziaria di 35.000.000 euro con la seguente motivazione: somma da corrispondere all'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) per la costituzione del Fondo per la razionalizzazione e la riconversione della produzione bieticolo-saccarifera in Italia;

            tale Fondo è materialmente istituito a 4 anni di distanza dalla decisione di procedere alla sua istituzione ed a 6 anni dal varo del programma nazionale di ristrutturazione del settore bieticolo-saccarifero;

        rilevato che:

            il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, all'articolo 59, commi da 3 a 5, ha attribuito ad interventi di sostegno del comparto agricolo,nelle fasi di crisi di mercato, le somme residuate dagli stanziamenti statali disposti nel corso degli anni in favore del comparto bieticolo-saccarifero;

            tali somme non sono ancore state erogate ma sono presenti nel bilancio di Agea che, in base ad una ricognizione conclusa il 17 febbraio 2012, le quantifica in 19,738 milioni di euro;

            successivamente, un decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con il dicastero dell'economia, definirà le modalità applicative delle nuove disposizioni, e quantificherà le risorse da destinare ad ogni singola misura la cui attuazione spetta all'Agenzia in coerenza con la normativa comunitaria;

        considerato che:

            il provvedimento in esame, all'articolo l, comma 62, dispone che siano versate in entrata al bilancio statale le somme presenti nel bilancio di Agea, che il decreto-legge n. 83 del 2012 (articolo 59, comma 3) aveva attribuito ad interventi di sostegno del comparto agricolo nelle fasi di crisi di mercato, con riferimento alle somme residua te dagli stanziamenti statali disposti nel corso degli anni in favore del comparto bieticolo-saccarifero;

            in molte occasioni, con atti di sindacato ispettivo presentati da esponenti dei diversi gruppi parlamentari, è stato chiesto che venissero stanziati tali fondi al fine di tutelare un settore strategico per il nostro paese, che deve preservare la sua quota di produzione, nonché tutte le persone in esso impegnate;

            ora, dopo la destinazione delle risorse presenti sul bilancio dell'Agea e non ancore erogate, al finanziamento di misure a sostegno del settore agricolo e specifici interventi di contrasto alle crisi di mercato, l'articolo l, comma 62, del provvedimento in esame fa un passo indietro,

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di non distogliere risorse finanziarie destinate al settore bieticolo-saccarifero, impegnato in un processo di ristrutturazione, che viceversa andrebbe sostenuto con ancore più adeguati supporti finanziari, in coerenza con gli impegni assunti dal Governo stesso.


G/3584/28/5

PICCIONI

La 5a Commissione,

considerato che:

            il comprensorio irriguo e di bonifica «Pianura Biellese e Vercellese» della superficie di ettari 117.663 (di cui al decreto ministeriale 2 maggio 1931, n. 1458 e alle deliberazioni del Consiglio regionale 16 febbraio 2005, n. 414-5592 e della Giunta regionale 4 novembre 2005, n. 90.1306 della Regione Piemonte) penalizzato da siccità idrica da vari anni necessita di un finanziamento destinato al Ministero delle politiche alimentari e forestali (ente concessionario ai sensi dell'articolo 21 della legge n. 910 del 1966) per il rifacimento dell'invaso di 12.500.000 metri cubi sul torrente Sessera, in sostituzione dell'esistente di 1.500.000 metri cubi;

            tale finanziamento è finalizzato sia a superare le crisi idriche ricorrenti del territorio, soprattutto nell'area coltivata a riso D.O.P. (unica concessa dall'Unione europea al nostro Paese), sia a migliorare l'efficienza idrica degli invasi esistenti sui torrenti Ostola e Ravasanella (progetto definitivo approvato dall'assemblea generale del Consiglio Superiore LL.PP. prot. n. 48/2011 del 28 ottobre 2012),

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di reperire lo stanziamento di 322.350.000 di euro, ripartito in 13-15 anni, di cui 25.000.000 di euro per l'avvio dei lavori a partire dal 2013, come dimostra peraltro l'inclusione programmatica dell'invaso del Sessera nell'Allegato 4 della delibera CIPE n. 74 del 27 maggio 2005 e nel Piano di Tutela delle Acque della regione Piemonte del 2007, nonché la lettera di richiesta finanziamento (inviata in data 23 novembre 2012, prot. n. 4089, dal Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese), al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico, nonché al Vice Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.


G/3584/29/5

SPADONI URBANI

La 5a Commissione,

        premesso che:

            gli aspiranti agenti volontari per svolgere le loro attività devono frequentare un corso organizzato dalla propria associazione di appartenenza, previa autorizzazione degli organi competenti, ovvero l'assessorato regionale competente per l'agricoltura e le foreste, e, nella regione Sicilia, per il tramite delle ripartizioni faunistico/venatorie e ambientali della rispettiva provincia;

            alle esigenze di tutela del territorio, del paesaggio e dell'ambiente, della fauna e della flora, si aggiunge la capacità di vigilanza venatoria (articolo 27, comma 1, lettera b), della legge n. 157 del 1992, e leggi regionali in materia venatoria), di vigilanza ittica (articolo 21, della legge n. 963 del 1965), di vigilanza per la pesca nelle acque interne (testo unico delle leggi sulla pesca, di cui al regio decreto n. 1604 del 1931), di vigilanza ambientale (decreto-legge n. 312 del 1985, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 43l del 1985, legge n. 394 del 1991, decreto legislativo n. 152 del 2006 e legge della regione Sicilia n. 98 del 1981 );

        considerato che:

            il provvedimento in esame prevede che il Ministro dell'economia e delle finanze deve provvedere a riassegnare, con propri decreti, ai pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l'anno finanziario 2013, le somme versate all'entrata del bilancio dello Stato da amministrazioni ed enti pubblici, per essere destinate al Corpo forestale dello Stato in virtù di accordi di programma, convenzioni e intese per il raggiungimento di finalità comuni in materia di lotta contro gli incendi boschivi, sicurezza pubblica, monitoraggio e protezione dell'ambiente, divulgazione ed educazione ambientale e tutela delle riserve naturali statali affidate al Corpo medesimo, ivi compresa la salvaguardia della biodiversità anche attraverso la vivaistica sperimentale per la conservazione delle risorse genetiche forestali nazionali;

            il Ministro dell'economia e delle fInanze è pertanto autorizzato a riassegnare, con propri decreti, nell'ambito del programma «Tutela e conservazione della fauna e della flora e salvaguardia della biodiversità», le somme di pertinenza del Corpo forestale dello Stato,

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di riassegnare, nell'ambito della facoltà attribuita al Ministro dell'economia e delle finanze, le opportune somme di pertinenza del Corpo forestale dello Stato ai fini dell'istituzione di corsi di preparazione, aggiornamento e di specializzazione riservati alle guardie venatorie volontarie, anche nell'ambito di istituzioni e fondazioni universitarie, volte al rilascio del titolo di tecnico della prevenzione ambientale e della tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico della nazione.


G/3584/30/5

SPADONI URBANI

La 5a Commissione,

            premesso che:

            il disegno di legge di bilancio per il 2013 dispone un'ingente riduzione di risorse stanziate a favore della missione relativa alla tutela ed alla valorizzazione dei beni e delle attività culturali e paesaggistici;

            il provvedimento in esame presenta uno squilibrio fra le risorse stanziate in favore del settore della cultura e dell'arte contemporanea e i tagli ingenti previsti nei confronti di biblioteche nazionali ed istituzioni di rilevante importanza storica;

            sono stati altresì operati ingenti tagli al programma relativo alla tutela dei beni archeologici, nonché al programma relativo alla tutela dei beni librari, alla promozione ed al sostegno del libro e dell'editoria, per il quale è stato previsto lo stanziamento di una somma di 13,5 milioni di euro inferiore rispetto al dato assestato per il 2012,

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di riequilibrare, attraverso l'adozione di tempestive iniziative normative, la distribuzione delle risorse per i programmi di interesse della missione «tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici» interessate da una decurtazione delle stesse, adottando ogni iniziativa utile al fine di considerare il sapere e la cultura un investimento sociale ed economico.


G/3584/31/5

POLI BORTONE

La 5a Commissione,

        premesso che:

            l'aziendalizzazione delle vecchie Unità Sanitarie Locali legata ai livelli decrescenti di risorse disponibili impose circa venti anni or sono un cambiamento sostanziale del ruolo medico attribuendo gli responsabilità gestionali con l'obbligo di utilizzare al meglio le risorse disponibili aumentando il più possibile i livelli di efficienza a parità di efficacia;

            i dirigenti medici di primo livello, i Responsabili di Unità Operative Semplici, i Direttori di Unità Operative Complesse ed i Coordinatori di Dipartimenti fin da quell'epoca avevano l'obbligo di recepire, valutare, verificare e segnalare ai vari livelli gerarchici preposti, ogni fenomeno in grado di determinare cambiamenti nella programmazione Operativa o Strategica Aziendale a seconda dei livelli di partenza e di importanza dei «reports»;

            le attività di verifica e controllo pertanto erano direttamente correlate ai livelli di responsabilità affidata contrattualmente ad ogni dirigente medico e venivano contrattualmente retribuite;

            l'appropriatezza dei ricoveri rappresenta un settore di notevole interesse sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista dei diritti dei cittadini aventi titolo che restano esclusi dalla fruizione di determinati servizi o prestazioni perché si sono raggiunti i tetti massimi di prestazioni erogabili;

            l'appropriatezza dei ricoveri nel circuito Riabilitativo Psichiatrico in residenzialità completa (h 24) sia aziendali o privati, rappresenta da sempre un obiettivo su cui si dovevano confrontare i vari stili operativi e gestionali alla ricerca di modalità operative caratterizzate da elevati livelli di professionalità e capacità gestionali che le Direzioni Aziendali avrebbero dovuto presidiare e valorizzare (competizione guidata/meritocrazia);

            il mancato esercizio delle opportune verifiche e controlli hanno portato il privato ad ampliare l'offerta di posti letto in Comunità Riabilitative Assistenziali Psichiatriche (C.R.A.P.) certamente più remunerativa, a scapito di quelli attinenti al circuito Socio Assistenziale;

            gli inserimenti da parte dell'Autorità Giudiziaria, meritano considerazioni attente ed approfondite non disgiunte dalla qualità della vita e di trattamento negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Se non dovessimo considerare che l'Autorità Giudiziaria quasi sempre mette in atto le misure alternative all'internamento in OPG, proposte magari dagli stessi Psichiatri che ora evidenziano la loro inappropriatezza (infatti è prevista la chiusura il prossimo 31 marzo) il fatto denota l'assoluta mancanza di protocolli d'intesa;

            l'attuazione di specifici protocolli, diventa un atto dovuto se si considera che gli inserimenti effettuati dalla Autorità Giudiziaria riguarda «Autori di Reato» che per la loro acclarata «Pericolosità Sociale» devono poter fruire, in maniera controllata, di ogni cura riabilitativa possibile. Continuare a permettere l'inserimento di tali soggetti nelle Comunità Riabilitative Psichiatriche equivarrebbe ad affermare che gli ospiti di dette strutture non debbano godere degli stessi diritti alla propria incolumità parimenti ai «sani» ed equivarrebbe ad incrementare un vero e proprio «mercato» alternativo al carcere;

            il diritto alla salute di quanti attualmente sono reclusi presso i vari Ospedali Psichiatrici Giudiziari ed il diritto alla incolumità personale potrebbe trovare un punto di sintesi con l'istituzione di «Strutture Specializzate Territoriali» che erogassero anche con la compartecipazione del privato, tutte le Prestazioni Sanitarie garantite dal personale qualificato dipendente dalle Aziende Sanitarie Pubbliche, integrate dal controllo della pericolosità sociale erogato da associazioni di pensionati appartenenti alle Forze dell'Ordine opportunamente formati sugli aspetti sanitari comunicazionali e relazionali;

            altro fenomeno da presidiare opportunamente è rappresentato dai ricoveri impropri dei minori affetti da patologie attinenti l'articolo 26 della legge 833/78. Gran parte di essi sono sostenuti da un cambio di diagnosi psichiatrica «impropria» all'avvicinarsi del 18º anno ed essere inseriti nel circuito Psichiatrico e non in quello Socio Assistenziale con le conseguenze di cui sopra,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità, anche in considerazione della prossima chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, di trovare un punto di sintesi, secondo quanto suggerito in premessa, con l'istituzione di «Strutture Specializzate Territoriali», al fine di promuovere una più efficace e pertinente programmazione sanitaria in tema di appropriatezza delle prestazioni erogate, sia in termini di appropriatezza clinica, ovvero del percorso assistenziale più efficace, oltre che sicuro, efficiente ed economico, sia di appropriatezza organizzativa.


G/3584/32/5

MALAN

La 5a Commissione,

        premesso che:

            all'articolo 3, comma 23, viene elevata l'aliquota di tassazione delle riserve matematiche dei rami vita dallo 0,35% allo 0,50% per il 2012 e allo 0,45% a decorrere dall'anno successivo;

            le riserve matematiche sono passività caratteristiche del bilancio delle imprese di assicurazione vita e, da un punto di vista economico, costituiscono crediti degli assicurati. Assoggettare ad imposta le riserve tecniche significa ridurre il rendimento degli investimenti a beneficio degli assicurati, minando alla base i presupposti della capitalizzazione e riducendo nel contempo la capacità di investimento delle compagnie.

            l'imposta in esame non è una tantum, ma è applicata ogni anno sullo stock delle riserve matematiche dei rami vita risultanti dal bilancio di esercizio. Le imposte versate costituiscono un credito d'imposta che, al momento, può solo essere utilizzato:

                –  per il versamento delle ritenute e delle imposte sostitutive applicate sui rendimenti dei capitali corrisposti in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita;

                –  in compensazione di tutte le altre imposte e contributi, senza alcun limite;

                –  ovvero ceduto a società o enti appartenenti al gruppo, limitatamente all'importo corrispondente, in ciascun anno, alla differenza tra l'imposta versata per il quinto anno precedente e l'ammontare complessivo delle predette imposte sostitutive e ritenute da versare nell'anno stesso;

            per effetto dell'aumento progressivo dell'aliquota nel corso degli anni – dallo 0,20%, come previsto inizialmente nel 2002, allo 0,35%, aliquota ora vigente – l'esposizione creditoria (infruttifera di interessi nei confronti dell'Erario) del settore assicurativo è andata crescendo fino a superare. attualmente, i 4 miliardi di euro: circa 4,3 miliardi;

            le modalità di recupero del credito vigenti già non consentono un riassorbimento in tempi ragionevoli dello stock di credito accumulato. A maggior ragione, l'incremento dell'aliquota dell'imposta voluto dalla legge di Stabilità (+40%) non farà che aumentare tale stock. Di fatto, il «prestito forzoso» in questione si sta trasformando in un vero e proprio «tributo» gravante sulle imprese, che ogni anno versano molto di più di quanto riescono a recuperare;

            il settore assicurativo vita potrebbe, quindi, subire effetti molto negativi sui flussi di liquidità, che già risiedono sia del calo della nuova produzione sia di un aumento dei riscatti determinato dalla difficile congiuntura,

        impegna il Governo:

            ad assumere iniziative per risolvere la questione esposta.


G/3584/33/5

SBARBATI

La 5a Commissione,

        premesso che:

            l'articolo 2 della legge di stabilità 2013, in particolare i commi da 16 a 22 dispongono norme pensionistiche in favore dei cosiddetti esodati e di altre categorie e deroghe alla disciplina della perequazione automatica, ampliando la platea dei lavoratori che potranno beneficiare della pensione con i requisiti in vigore prima dell'emanazione del cosiddetto decreto «Salvaitalia»;

            infatti, dall'inizio della crisi economica diverse aziende in difficoltà, al fine di favorire l'uscita del personale. hanno stipulato accordi di incentivo all'esodo o di messa in mobilità, accompagnando il dipendente al pensionamento attraverso l'erogazione di un incentivo economico;

            tuttavia, in un contesto emergenziale, ai fini di evitare il peggio al nostro Paese, è emersa l'esigenza di ridefinire il sistema previdenziale. Questo ha comportato il cambiamento di regole e criteri e ha gettato in un limbo molti lavoratori che si sono trovati privi di reddito e di forme di ammortizzatori sociali a causa dello spostamento in avanti del traguardo della pensione;

            evidenti sono gli elementi di criticità e le vere e proprie distorsioni del rinnovato sistema, di cui, la categoria degli «esodati», rappresenta l'esempio più drammatico, cui l'Esecutivo però sta creando di porre rimedio;

            le norme contenute nella presente legge di stabilità certo costituiscono un evidente passo in avanti e concorrono indubbiamente alla risoluzione della problematica, tuttavia lasciano scoperti ancora molti nodi e criticità,

        impegna il Governo:

            nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, ad adottare tutte le ulteriori iniziative necessarie ai fini di salvaguardare tutta la platea di lavoratori che si trovano, a seguito della riforma del nostro sistema previdenziale, privi di reddito e di ammortizzatori sociali alla luce del prolungamento del traguardo pensionistico.


G/3584/34/5

BONFRISCO

La 5a Commissione,

            premesso che

            l'ANMIC, l'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili, è un'Associazione di Promozione Sociale a cui è stata attribuita: "...la rappresentanza e la tutela degli interessi morali ed economici dei mutilati ed invalidi civili..." (D.P.R. 23 dicembre 1978, articolo 2), è da sempre impegnata per la tutela e rappresentanza delle persone disabili;

            l'articolo 20 (contrasto delle frodi in materia di invalidità civile), del D.L. 1° luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, ha declinato alcune importanti competenze in materia di invalidità civile;

            dal 1° gennaio 2010 la domanda di accertamento di invalidità, handicap e disabilità si presenta all'INPS e non più alla AUSL; l'INPS, già ente pagatore delle provvidenze economiche riconosciute agli invalidi civili, acquisisce anche il potere concessorio che gli Enti locali - titolari di detto potere - a seguito di specifici accordi (non in tutte le Regioni) accettano di trasferire all'Istituto;

            la gestione dei vari passatti burocratici (presentazione delal domanda, invito a visita, trasmissione dell'esito della visita) avviene ora in modalità telematica;

            è altresì previsto che la fase finale del procedimento dell'invalidità civile, sordità, cecità, qualora comporti erogazione di benefici economici, sia gestita di fatto, esclusivamente dai Patronati che (unici) vengono abilitati ad inserire in procedura INPS il modello telematico AP70 contenente le Autocertificazioni, dati bancari/postali ecc., necessari per il pagamento;

            a decorrere dall'entrata in vigore del nuovo regime, l'ANMIC ha chiesto all'INPS di essere integrata in tutte le fasi del procedimento amministrativo per il riconoscimento dell'invalidità civile. L'INPS, tuttavia, attiva la sola possibilità di presentazione telematica delle istanze di accertamento (domande di invalidità civile, disabilità L. 68/99, handicap L. 104/92), escludendo, senza ragione, l'ANMIC dall'inserimento dei modelli AP70 relativi alla fase concessoria;

            invocando il principio di sussidiarietà,

 

            IMPEGNA IL GOVERNO

 

a valutare la possibilità di assumere ogni opportuna iniziativa volta a prevedere il riconoscimento della possibilità per l'ANMIC di inserimento nella procedura telematica invalidità civile dell'INPS almeno degli AP70 relativi alle pratiche che ha istruito e presentato a nome dei propri iscritti e rappresentati.

 


G/3584/35/5

GERMONTANI

La 5a Commissione,

 

premesso che:

 

la riduzione della spesa dell'apparato pubblico, prevista dal D.L. 95/2012, ha posto le basi per un successivo intervento normativo volto a riorganizzare, in modo più specifico, le province nel territorio italiano, prevedendo la soppressione e l'accorpamento di un rilevante numero di enti da sempre organizzati territorialmente su base provinciale;

 

gli ordini professionali rientrano tra gli enti pubblici associativi, in quanto enti esponenziali di gruppi sociali organizzati, costituiti dall'insieme degli esercenti una determinata professione, aventi sede in ogni comune capoluogo di provincia e dotati di autonomia finanziaria, in quanto sovvensionati direttamente dai propri associati, come è il caso dell'ordine degli Ingegneri e degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori, (istituto ai sensi dell'art. 2 della legge 24 giugno 1923 n. 1935 e dell'art. 1 del successivo regolamento attuativo, approvato con R.D. 23 ottobre 1925 n. 2537);

 

considerato che:

 

la riduzione di spesa pubblica prevista dal decreto "Spending review" non può estendersi alle istituzioni ordinistiche, finanziate con la contribuzione dei professionisti rappresentati;

 

una riorganizzazione per accorpamento degli enti-provincia comporterebbe una dispendiosa ridefinizione del loro ambito spaziale, comporterebbe costi economici ingenti connessi alla gestione, e sacrificherebbe le esigenze degli stessi professionisti, che sarebbero colpiti dalla modifica e privi degli opportuni collegamenti con gli organi di giustizia;

 

rilevato che:

 

molte leggi istitutive degli ordini prevedono, in via generale, che essi si articolino su base provinciale, ma tali disposizioni possono essere derogate ogni qualvolta si riscontri una comprovata inidoneità del criterio provinciale per far fronte alle esigenze degli iscritti agli ordini professionali (art. 2 Regolamento n. 2537/1925 sull'Ordine degli Architetti e l'art. 7 D.lgs n. 139/2005 sull'ordine dei commercialisti e le norma sugli ordini sanitari);

 

Impegna il Governo a:

 

intervenire sulla Legge istitutiva dell'ordine degli ingegneri, architetti e pianificatori (L. 24/06/1923, n. 1395, art. 2), al fine di incidere sulla perimetrazione territoriale dell'albo professionale e conseguentemente su quella dell'ordine;

 

a istituire, anche in attuazione del principio di sussidiarietà di cui all'art. 118 della Costituzione, l'ordine degli ingegneri, architetti, pianificatori, paesaggisti, conservatori nell'albo di ogni "circoscrizione territoriale" individuata con decreto del Ministro della giustizia, su proposta dei Consigli Nazionali.

 

Fino alla data di adozione del decreto ministeriale, di riordino, viene fatta salva l'organizzazione territoriale fondata sulle vigenti province.


G/3584/36/5

GERMONTANI

La 5a Commissione,

 

premesso che:

 

il fatturato complessivo delle Aziende che si occupatno di Ricerche di Mercato, Sondaggi di Opinione e Ricerca Sociale è di oltre 600 milioni di euro e rappresenta circa l'80 per cento del volume complessivo di affari dell'intero settore;

 

il settore delle ricerche di mercato coinvolge, in Italia, circa 160 Aziende con un totale di 5.900 addetti e circa 20.000 collaboratori;

 

il settore si occupa di fornire consulenza a Enti Pubblici e Aziende Private offrendo una base informativa necessaria a decisioni strategiche, indispensabili per gli investimenti che si vogliono sviluppare e attrarre in Italia.

 

Considerato che:

 

l'attività degli Istituti si concretizza in circa 18.000 progetti di ricerca/consulenza all'anno;

 

ciascuno dei suddetti progetti prevede il reperimento di informazioni presso i cittadini/consumatori, le aziende e/o l'osservazione di ciò che accade;

 

per lo svolgimento delle proprie attività gli Istituti si avvalgono di personale addetto alla raccolta di dati/informazioni che opera effettivamente in modo autonomo, secondo la propria disponibilità di tempo;

 

tale personale - rappresentato da 20.000 collaboratori - viene attivati ad hoc per ciascuna commessa, rappresentando quindi una voce di costo variabile direttamente legata alla presenza di una attività da svolgere;

 

 

alla luce del fatto che fino a prima della recente riforma Fornero tali collaboratori erano inquadrati con contratti di lavoro a progetto;

le norme dettate dalla legge 92/2012 in tema di lavoro a progetto impongono soluzioni normative non compatibili con la particolare tipologia di attività connessa con la raccolta dati/informazioni;

 

tale situazione rischia di porre in seria difficoltà tutte le Aziende del settore che, trovandosi gli attuali contratti in scadenza (buona parte al 31/12/12), non sono in grado di identificare una nuova forma contrattuale di inquadramento;

 

le Aziende del settore necessitano di uno strumento flessibili e modulabile in relazione alle variabili e imprevedibili esigenze della clientela;

 

l'applicazione generalizzata del contratto di lavoro subordinato, come disciplinato dalla Riforma Fornero, rischia di generare costi insostenibili per il settore, a fronte di una tipologia contrattuale fin troppo vincolante per il collaboratore, fatto che potrebbe anche causare la chiusura/il trasferimento all'estero di attività che generano ricchezza in Italia.

 

Impegna il Governo a:

 

valutare l'opportunità di introdurre una specifica eccezione ai contratti di lavoro a progetto - di cui al comma 1 dell'articolo 61 del decreto legislativo n. 276 del 2003 - per cui qualora si debba stipulare un contratto a progetto nel settore delle ricerche di mercato, statistiche e scientifiche non finalizzate alla vendita diretta di beni, il progetto possa prescindere da un determinato risultato finale riconducibile all'attività del singolo operatore, a condizione che venga salvaguardata l'autonomia dello stesso.

 

Intervenire in tal senso risulta d'importanza vitale per le aziende del comparto che, in assenza di tale misura, rischiano di essere messe fuori mercato a causa di una eccessiva ed ingiustificata rigidità nella gestione dei collaboratori, cosa che avrebbe, come immediata conseguenza, che i contratti degli attuali 20.000 collaboratori non sarebbero rinnovabili, e sarebbero a rischio anche i posti di lavoro dei 5.900 addetto del settore.

 


G/3584/37/5

PINOTTI, ZANETTA, MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

La 5a Commissione,

premesso che,

le riduzioni del fondo sperimentale di riequilibrio provinciale, ovvero del fondo perequativo, attualmente previste dal comma 7 dell'articolo 16, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, da imputare a ciascuna provincia sono determinate prescindendo dalle funzioni esercitate finanziate con destinazione vincolata, e non tenendo conto dei fabbisogni standard stessi e dei conseguenti risparmi potenziali di ciascun ente;

impegna il Governo:

a tenere conto nella determinazione nelle riduzioni da imputare a ciascuna provincia, oltre che delle analisi della spesa effetuate, come è attualmente previsto, degli elementi di costo nei singoli settori merceologici, dei dati raccolti nell'ambito della procedura per la determinazione dei fabbisogni standard, dedotti i costi afferenti a funzioni finanziate con fondi a destinazione vincolata, nonché dei fabbisogni standard stessi e dei conseguenti risparmi potenziali di ciascun ente, dalla Conferenza Stato Città ed Autonomie locali, sulla base dell'istruttoria condotta dall'UPI.


G/3584/38/5

BONFRISCO

La 5a Commissione,

in sede di discussione del disegno di legge A.S. 3584, recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)

impegna il Governo:

a rivedere la disciplina di cui al comma 1 dell'art. 23-ter del decreto-legge del 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 con particolare riferimento al regime previdenziale, al fine di evitare le prospettate censure di illegittimità costituzionale che comporterebbero, ove accolte, significativi oneri per il bilancio dello Stato.


G/3584/39/5

GRILLO

La 5a Commissione,

            in sede di discussione del disegno di legge A.S. 3584, recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di dare attuazione al disposto normativo dell'emendamento 1.51.


G/3584/40/5

MANCUSO, DE ANGELIS, SACCONI, MUSSO, CASTRO, GAMBA, MARAVENTANO, RUSSO, ASTORE

La 5a Commissione,

            in sede di discussione del disegno di legge A.S. 3584, recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di dare attuazione al disposto normativo dell'emendamento 1.161 (testo 2).


G/3584/41/5

CASSON, AMATI, ANTEZZA, BIONDELLI, BOSONE, BUBBICO, CARLONI, CHIAROMONTE, D'AMBROSIO, DELLA SETA, DONAGGIO, MARCO FILIPPI, FONTANA, GARRAFFA, LUMIA, IGNAZIO MARINO, MARITATI, MICHELONI, MONGIELLO, MUSI, NEROZZI, ROILO, VITA, VIMERCATI, LEDDI, PINOTTI, SOLIANI, BARBOLINI, MERCATALI, PEGORER

La 5a Commissione,

            in sede di discussione del disegno di legge A.S. 3584, recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di dare attuazione al disposto normativo dell'emendamento 1.239.


G/3584/42/5

STRADIOTTO

La 5a Commissione,

in sede di esame del disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge di stabilià 2013 (A.S. 3584)

premesso che:

gli enti locali nel corso degli ultimi anni hanno fornito un contributo rilevante al contenimento della spesa pubblica;

con il provvedimento in esame, l'ulteriore contributo richiesto agli enti locali, rischia di compromettere la funzionalità di svariati servizi finora messi a disposizione della propria cittadinanza e la realizzazione di interventi ed opere pubbliche;

considerato che:

la salvaguardia di Venezia rappresenta un problema di preminente interesse nazionale, tanto che la legge n. 798 del 1984 ha attribuito ai comuni di Venezia e Chioggia la competenza e risorse per la salvaguardia fisica della laguna e della città di Venezia;

a decorrere dall'anno 2008, anche in ragione delle difficoltà finanziarie del Paese, del patto di stabilità interno e della riduzione generale dei trasferimenti verso gli enti local, le risorse destinate alle predette finalità sono state sensibilmente ridotte;

la carenza dei fondi e la ridotta capacità di spesa, comporta per i Comuni di Venezia e Chioggia evidenti difficoltà nel pagamento di interventi di opere già deliberate in passato, con evidenti ripercussioni sulla salvaguardia della laguna e delle città di Venezia e di Chioggia;

l'importo di 50 milioni di euro deliberato per le predette finalità dal comitato dei Ministri nella seduta del 21 luglio 2011, non è stato ancora materialmente trasferito ai comuni di Venezia e Chioggia;

impegna il Governo

ad includere, ai fini della determinazione degli obiettivi di saldo finanziario, nel computo dei saldi dell'esercizio 2012 degli enti locali assegnatari dei contributi pluriennali relativi ad interventi di competenza previsti ai sensi dell'articolo 6 della legge 29 novembre 1984, n. 798, quali incassi, gli importi deliberati per tali Comuni dal Comitato dei Ministri nella seduta del 21 luglio 2011, anche se i relativi fondi non sono stati ancora trasferiti dallo Stato.


G/3584/43/5

LATRONICO

La 5a Commissione,

            in sede di discussione del disegno di legge A.S. 3584, recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di dare attuazione al disposto normativo dell'emendamento 1.411.


G/3584/44/5

PINOTTI

La 5a Commissione,

premesso che.

l'articolo 1, comma 97, del disegno di legge di stabilità 2013, al capoverso "1-quater" stabilisce per le amministrazioni pubbliche il divieto, per l'anno 2013, di acquistare immobili a titolo oneroso e stipulare contratti di locazione passiva;

in sede di discussione del disegno di legge A.S.3584 in Commissione bilancio, è stato approvato l'emendamento dei Relatori 1.1000, che con un nuovo capoverso "1-sexies" stabilisce che siano comunque fatte salve le operazioni di acquisto tese all'attuazione di programmi e piani concernenti interventi speciali realizzati per promuovere lo sviluppo economico, la coesione sociale, rimuovere squilibri sociali ed economici, finanziati con le risorse aggiuntive previste dal decreto legislativo n. 88 del 2011;

impegna il Governo

a garantire che, nell'attuazione di quanto previsto dalle due norme succitate in materia di acquisto di immobili a titolo oneroso e locazioni passive, siano fatte salve le operazioni di acquisto immobili già finanziate o cofinanziate da specifiche disposizioni normative già in vigore recanti un vincolo di destinazione, e le operazioni finanziate con risorse derivanti da entrate proprie o da soggetti diversi dalle amministrazioni pubbliche, nonché quelle per i servizi agli studenti e le residenze universitarie.

 


G/3584/45/5

GIARETTA, PICHETTO FRATIN, BONFRISCO, BOSONE, FLUTTERO

La 5a Commissione,

            invita il Governo

a valutare compatibilmente con gli equilibri finanziari, l'esclusione dal patto di stabilità interno delle somme stanziate dalle Regioni e dalle Province destinate esclusivamente all'assolvimento del diritto dovere all'istruzione formazione di cui alla legge del 28 marzo 2003, n. 53, al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76, al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, ed alla legge 27 dicembre 2006, n. 296.


G/3584/46/5

ANDRIA

La 5a Commissione,

            in sede di discussione del disegno di legge A.S. 3584, recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di dare attuazione al disposto normativo dell'emendamento 1.571.


G/3584/47/5

FLERES

La 5a Commissione,

            in sede di discussione del disegno di legge A.S. 3584, recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di dare attuazione al disposto normativo dell'emendamento 1.573.


G/3584/48/5

BONFRISCO

La 5a Commissione,

            in sede di discussione del disegno di legge A.S. 3584, recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di dare attuazione al disposto normativo dell'emendamento 1.583.


G/3584/49/5

CAGNIN, VACCARI, MASSIMO GARAVAGLIA

La 5a Commissione,

            in sede di discussione del disegno di legge A.S. 3584, recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di dare attuazione al disposto normativo dell'emendamento 2.33.


G/3584/50/5

VITA

La 5a Commissione,

premesso che:

una norma della legge di stabilità 2012 (legge n. 183/2011) ha previsto che - nel caso in cui non tutte le risorse annuali ex d.l. n. 34/11 fossero utilizzate per i crediti d'imposta - la parte residua delle medesime vada a confluire nel Fondo per le attività cinematografiche di cui all'articolo 12 del decreto legislativo n. 28/2004 destinato al sostegno statale per la produzione, distribuzione ed esercizio cinematografico;

il decreto-legge n. 34 del 2011 ha individuato "a regime" (articolo 1, comma 4) la copertura del tax credit cinematografico, in una misura pari a 90 milioni di euro annui, stabilendo che la corrispondente copertura finanziaria avvenisse tramite un'apposita accisa sui carburanti;

tutte le attività della filiera cinematografica necessitano di programmazione a lunga scadenza;

il rifinanziamento del tax credit cinematografico per i prossimi tre anni in favore del settore, superando la scadenza attualmente prevista al 31 dicembre 2013 ai sensi del decreto-legge n. 225/2010, convertito dalla legge n. 10/201, fornirebbe all'intero comparto uno strumento finanziario indispensabile per la sua sostenibilità, garantendo vitalità ad un settore strategico per l'economia e la cultura italiana;

impegna il Governo:

a prorogare le disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 325 a 328 e da 330 a 337, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, per il prossimo triennio, prevedendo che ai relativi oneri si provveda ai sensi dell'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, fermo restando quanto stabilito dall'articolo 24, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183.


G/3584/51/5

FLERES

La 5a Commissione,

            in sede di discussione del disegno di legge A.S. 3584, recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di dare attuazione al disposto normativo dell'emendamento 3.47.


G/3584/52/5

GHEDINI, BARBOLINI

La 5a Commissione,

premesso che:

il decreto-legge n. 174 del 2012 ha stabilito, all'articolo 11, comma 5, per i sostituti d'imposta operanti nelle aree colpite dal sisma, la regolarizzazione degli omessi adempimenti e versamenti delle ritenute dei redditi di lavoro senza applicazione di interessi e sanzioni, attraverso la trattenuta sui dipendenti nei limiti del quinto dello stipendio;

con emendamento approvato in sede di discussione in Commissione bilancio al disegno di legge di stabilità, è stabilita l'integrazione della convenzione disposta dall'articolo 11, comma 7, del decreto-legge n. 174 del 2012, per far fronte alle ulteriori riconosciute necessità del territorio colpito dal sisma;

un ulteriore emendamento al testo ha poi disposto che le ritenute entro i limiti del quinto dello stipendio includono altresì i contributi previdenziali ed assistenziali, nonché i premi per l'assicurazione obbligatoria, sia per la quota a carico dell'impiresa sia per quella a carico del lavoratore, garantendo la restituzione graduale dei contributi a tutte le imprese e i lavoratori per i quali era stata disposta la sospensione dei termini ai sensi del decreto-legge n. 74 del 2012;

impegna il Governo:

a garantire che l'integrazioe della convenzione di cui all'articolo 11, comma 7, del decreto-legge n. 174 del 2012 e le disposizioni attuative degli istituti interessati tengano conto di tutte le fattispecie previste dal nuovo quadro normativo emerso in sede di approvazione della legge di stabilità 2013.

 


G/3584/53/5

VITA, RUSCONI, BASTICO, CERUTI, VITTORIA FRANCO, MARCUCCI, PROCACCI, SOLIANI

La 5a Commissione,

            premesso che:

            l'articolo 14, comma 13, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, ormai nota come spending review,ha previsto che il personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, transiti nei ruoli del personale ATA con la qualifica di assistente amministrativo o tecnico;

            la stessa relazione tecnica aveva evidenziato che su 3.565 unità di personale docente dichiarato permanentemente inidoneo per motivi di salute ma idoneo ad altri compiti (as. 2010/2011) hanno chiesto di transitare nei ruoli ATA, in virtù di quanto disposto dal decreto-legge 98/2011, solo 600 unità;

tale dato dimostra che si tratta di personale che potrebbe e comunque, anche in virtù di una propria dignità lavorativa, desidera impegnarsi come già avviene all'interno dell'attività didattica, nelle biblioteche scolastiche e nei laboratori, apportando le proprie competenze ad un progetto attinente alla propria qualifica professionale,

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare l'opportunità, anche varando un provvedimento ad hoc, di rivedere le disposizioni di cui all'articolo 14 comma 13 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, al fine di individuare un piano per l'utilizzo del personale dichiarato inidoneo, tenuto conto delle effettive condizioni di salute e delle competenze acquisite, nonché la possibilità per detto personale di fruire dell'istituto della dispensa.


G/3584/54/5

GERMONTANI

La 5a Commissione,

premesso che,

in considerazione del rilevante incremento, registrato negli ultimi anni, delle vendite del tabacco trinciato a taglio fino usato per arrotolare le sigarette dovuto al numero crescente di fumatori che tendono a sostituire le sigarettte preconfezionate con quelle arrotolate a mano e del conseguente incremento delle vendite di cartine e filtri per i quali allo Stato non è prevista alcuna accisa;

impegna il Governo:

a valutare l'opportunità, al fine di fronteggiare il trend crescente del mercato dei trinciati e il relativo impatto sul gettito, di applicare a cartine e filtri per arrotolare le sigarette una accisa con la stessa aliquota prevista per il tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per arrotolare le sigarette, applicando la relativa aliquota di base al prezzo di vendita al pubblico del prodotto.


G/3584/55/5

PICHETTO FRATIN

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

La 5a Commissione,

premesso che

il comma 8 dell'articolo 4 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 e successive modificazioni, prevede, tra l'altro, che a decorrere dal 1° gennaio 2014 l'affidamento diretto può avvenire solo a favore di società a capitale interamente pubblico, nel rispetto dei requisiti richiesti dalla normativa e dalla giurisprudenza comunitaria per la gestione in house.

L'articolo 218 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 fa, tra l'altro, salva la possibilità di affidare da parte degli operatori dei settori speciali (indicati dagli articoli 208-213 del citato Codice) alcune attività di servizi, forniture o lavori ad altre società appartenenti al medesimo gruppo imprenditoriale definite "collegate" purché con riferimento a queste ultime ricorrano le seguenti condizioni: consolidino il proprio bilancio d'esercizio con quello della Capogruppo ai sensi del Decreto legislativo 127/1991, realizzino almeno l'80% del proprio fatturato all'interno del gruppo imprenditoriale di appartenenza.

Entrambe le disposizioni sopra citate sono di derivazione comunitaria.

In particolare l'articolo 218 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 recepisce l'articolo 23 della vigente Direttiva UE 2004/17/CE.

Entrambe le disposizioni sono vigenti nell'ordinamento nazionale.

Impegna il Governo

a tenere conto in sede applicativa del complesso normativo vigente citato in premessa.

 


G/3584/1/11

GHEDINI, CASTRO, ROILO, TREU, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584), all'articolo 1, comma 2,

premesso che:

la legge di stabilità interviene anche sulla vicenda dei cosiddetti lavoratori «esodati» al fine di disporre un ulteriore ampliamento, positivo ma ancora insufficiente, della platea di soggetti che possono accedere al trattamento pensionistico in vigore prima dell'emanazione del decreto SalvaItalia;

quest'ultimo riformando il sistema previdenziale italiano ha introdotto anche diversi elementi di criticità che vanno ad aggiungersi a quelli preesistenti, tra i quali riveste una particolare rilevanza e drammaticità la vicenda creata a seguito dell'abrogazione – articolo 12, commi da 12-sexies a 12-undecies del decreto legge n. 78 del 2010 – delle norme che disponevano la possibilità di effettuare il ricongiungimento della contribuzione all'Inps gratuitamente;

tale questione ha creato un vero e proprio allarme sociale, poiché migliaia di lavoratori sono stati posti nella condizione di ricongiungere i contributi versati in ogni singola Gestione o Fondo solo mediante la corresponsione di cifre altissime, in molti casi stimate in centinaia di migliaia di euro;

i rappresentanti del precedente Governo avevano dichiarato – vedi l'intervento del Sottosegretario di Stato al Lavoro, Luca Bellotti, nel corso della seduta di Aula del 27 luglio 2011 – che gli «effetti concreti che la riforma ha prodotto sul tessuto sociale hanno in parte travalicato le iniziali intenzioni del legislatore»;

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare l'opportunità di adoperarsi affinché la vicenda delle cosiddette «ricongiunzioni onerose» trovi una definitiva e per i lavoratori favorevole conclusione. 


G/3584/2/11

CARLINO

La Commissione 11a del Senato,

in sede di esame dei disegni di legge AS 3584 recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)», all'articolo 1, comma 2;

premesso che:

le disposizioni previste dai commi da 12-sexies a 12-undecies dell'articolo 12 del decreto-legge n. 78 del 2010 hanno abrogato tutte le norme che prevedevano il trasferimento della contribuzione all'Inps gratuitamente: legge 2 aprile 1958, n. 322 (ricongiunzione delle posizioni previdenziali ai fini dell'accertamento del diritto e della determinazione del trattamento di previdenza e di quiescenza); articolo 3, comma 14, del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 562 (fondo di previdenza per gli elettrici); articolo 28 della legge 4 dicembre 1956, n. 1450 (fondo di previdenza per i telefonici); articolo 40 della legge 22 novembre 1962, n. 1646 (personale dipendente dalle amministrazioni statali, anche con ordinamento autonomo, personale iscritto agli istituti di previdenza ora Inpdap, personale iscritto all'Istituto postelegrafonici (Ipost)); articolo 124 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092 (dipendenti civili e militari in servizio permanente e continuativo); articolo 21, comma 4, e articolo 40, comma 3, della legge 24 dicembre 1986, n. 958 (carabinieri, graduati e militari di truppa, sergenti di complemento);

per poter cumulare, in modo non oneroso, i contributi ai fini del diritto ad un'unica pensione, attualmente è necessario avere almeno tre anni di contribuzione versata in ogni singola gestione o fondo, altrimenti non è possibile effettuare la totalizzazione e comunque non esiste una reale reciprocità tra gli enti, tra i fondi sostitutivi, i fondi professionali e il calcolo della prestazione avviene solo con il sistema contributivo (per di più secondo un criterio specifico) e, quindi, in modo penalizzante per chi avrebbe avuto il diritto al calcolo retributivo se gli stessi contributi fossero stati in un unico fondo;

considerato che:

gli oneri che lavoratrici e lavoratori sono costretti a pagare al fine di ottenere la ricongiunzione, e dunque utilizzare i contributi che, comunque, hanno già versato, sono alquanto rilevanti;

in caso di mancato pagamento di tali gravosi oneri, tali lavoratori e lavoratrici sono costretti a rinunciare alla valorizzazione di parte della propria contribuzione ai fini pensionistici;

la flessibilità, che degenera spesso in precarietà, induce la maggior parte dei lavoratori a passare dal lavoro dipendente al lavoro autonomo e a progetto e viceversa, porta spesso ad accumulare contributi versati in diverse gestioni previdenziali, con difficoltà nel raggiungimento dei requisiti che permettano di andare in pensione ed avere perlomeno quello che si è versato,

in data 27 luglio 2011 la Camera dei deputati ha approvato all'unanimità la mozione 1-00690 con la quale si impegna il Governo a prevedere iniziative normative idonee per ripristinare la gratuità della ricostituzione di posizione assicurativa presso l'INPS;

impegna il Governo

ad adottare iniziative normative che, tenendo conto dei mutamenti intervenuti nel mercato del lavoro, in conseguenza dei quali è sempre più frequente il cambiamento di più attività lavorative e di più datori di lavoro nel corso della vita, consentano di ottenere una completa e gratuita ricostruzione della propria posizione previdenziale senza ingiustificate perdite di versamenti contributivi.


G/3584/2/11 (testo 2)

CARLINO

La Commissione 11a del Senato,

in sede di esame dei disegni di legge AS 3584 recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)», all'articolo 1, comma 2;

premesso che:

le disposizioni previste dai commi da 12-sexies a 12-undecies dell'articolo 12 del decreto-legge n. 78 del 2010 hanno abrogato tutte le norme che prevedevano il trasferimento della contribuzione all'Inps gratuitamente: legge 2 aprile 1958, n. 322 (ricongiunzione delle posizioni previdenziali ai fini dell'accertamento del diritto e della determinazione del trattamento di previdenza e di quiescenza); articolo 3, comma 14, del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 562 (fondo di previdenza per gli elettrici); articolo 28 della legge 4 dicembre 1956, n. 1450 (fondo di previdenza per i telefonici); articolo 40 della legge 22 novembre 1962, n. 1646 (personale dipendente dalle amministrazioni statali, anche con ordinamento autonomo, personale iscritto agli istituti di previdenza ora Inpdap, personale iscritto all'Istituto postelegrafonici (Ipost)); articolo 124 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092 (dipendenti civili e militari in servizio permanente e continuativo); articolo 21, comma 4, e articolo 40, comma 3, della legge 24 dicembre 1986, n. 958 (carabinieri, graduati e militari di truppa, sergenti di complemento);

per poter cumulare, in modo non oneroso, i contributi ai fini del diritto ad un'unica pensione e comunque non esiste una reale reciprocità tra gli enti, tra i fondi sostitutivi, i fondi professionali e il calcolo della prestazione avviene solo con il sistema contributivo (per di più secondo un criterio specifico) e, quindi, in modo penalizzante per chi avrebbe avuto il diritto al calcolo retributivo se gli stessi contributi fossero stati in un unico fondo;

considerato che:

gli oneri che lavoratrici e lavoratori sono costretti a pagare al fine di ottenere la ricongiunzione, e dunque utilizzare i contributi che, comunque, hanno già versato, sono alquanto rilevanti;

in caso di mancato pagamento di tali gravosi oneri, tali lavoratori e lavoratrici sono costretti a rinunciare alla valorizzazione di parte della propria contribuzione ai fini pensionistici;

la flessibilità, che degenera spesso in precarietà, induce la maggior parte dei lavoratori a passare dal lavoro dipendente al lavoro autonomo e a progetto e viceversa, porta spesso ad accumulare contributi versati in diverse gestioni previdenziali, con difficoltà nel raggiungimento dei requisiti che permettano di andare in pensione ed avere perlomeno quello che si è versato,

in data 27 luglio 2011 la Camera dei deputati ha approvato all'unanimità la mozione 1-00690 con la quale si impegna il Governo a prevedere iniziative normative idonee per ripristinare la gratuità della ricostituzione di posizione assicurativa presso l'INPS;

impegna il Governo

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare la possibilità di adottare iniziative normative che, tenendo conto dei mutamenti intervenuti nel mercato del lavoro, in conseguenza dei quali è sempre più frequente il cambiamento di più attività lavorative e di più datori di lavoro nel corso della vita, consentano di ottenere una completa e gratuita ricostruzione della propria posizione previdenziale senza ingiustificate perdite di versamenti contributivi.


G/3584/3/11

ROILO, CASTRO, TREU, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GHEDINI, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584), all'articolo 1, comma 2;

premesso che:

l'articolo 24, comma 15-bis, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, recante Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici, c.d. decreto SalvaItalia, prevede, per i lavoratori dipendenti del settore privato le cui pensioni siano liquidate a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima, la possibilità di accedere al trattamento pensionistico anticipato al compimento dei 64 anni, se in possesso di determinati requisiti;

la circolare Inps n. 35/2012 dispone che «le predette disposizioni si applicano ai lavoratori ed alle lavoratrici che alla data di entrata in vigore della legge di conversione con modifiche del decreto in esame (28 dicembre 2011) svolgono attività di lavoro dipendente nel settore privato, a prescindere dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico»;

l'interpretazione fornita dall'Inps sembra quindi escludere dalle disposizioni suddette i lavoratori disoccupati alla data del 28 dicembre 2011;

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare l'opportunità di fornire chiare indicazioni volte a rimuovere ogni interpretazione restrittiva delle disposizioni contenute nell'articolo 24, comma 15-bis, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.            


G/3584/4/11 (testo 2)

GHEDINI, CASTRO, TREU, ROILO, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584),

premesso che:

il provvedimento in oggetto, al comma 83 dell'articolo 1, dispone che l'INPS, per il periodo 2013-2015, nell'ambito dell'ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei titolari di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, di cui all'articolo 20, comma 2, del decreto-legge n. 78 del 2009, realizzi un piano – aggiuntivo rispetto all'ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali – di 150.000 verifiche straordinarie annue, nei confronti dei titolari di benefici di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità;

l'attività di verifica degli invalidi e delle forme di prestazione sociale ed assistenziale è un tema molto serio ma poco dibattuto ed approfondito, determinato da una situazione estremamente critica che si registra nel nostro Paese e che richiede grande impegno e responsabilità al fine di razionalizzare la spesa sociale indirizzata alle persone che hanno problemi di salute e soffrono di disabilità reali;

si intravede nella suddetta disposizione uno spreco enorme di risorse per un piano già testato in passato e che non ha mai dato risultati apprezzabili né apportato concreti risparmi: i dati della relazione della Corte dei Conti del 2011 sui risultati del primo piano di verifica, denunciano un risparmio di 70 milioni sulle pensioni di invalidità, ma un aumento vertiginoso delle spese per i medici esterni impegnati nelle attività di verifica;

a nulla sono valsi i tentativi passati di fornire al Governo indirizzi utili, e a costo zero, per smascherare efficacemente i falsi invalidi, impegnando ad esempio l'INPS in un controllo incrociato, trasmettendo i dati delle persone titolari di assegni sociali, indennità d'invalidità e assegno di accompagnamento, ai servizi sociali e all'anagrafe dei Comuni, ai quali spetterà poi l'obbligo di comunicare alla stessa INPS e all'ASL i decessi, i cambi di residenza e qualsiasi variazione della composizione del nucleo familiare;

già col decreto Semplificazioni avevamo presentato più di un emendamento teso a favorire meccanismi semplici di comunicazione dati tra le amministrazioni allo scopo di semplificare la vita delle persone con maggiori difficoltà; lo scambio automatico dei dati permetterebbe di evitare il fenomeno dell'appropriazione indebita di provvidenze e degli assegni d'invalidità a coloro che, con la connivenza dei medici che hanno certificato false patologie, sono stati considerati invalidi gravi, così come i congedi usufruiti da parte di familiari che non hanno il carico della persona invalida;

l'anagrafe comunale dei dati dei pensionati eviterebbe l'erogazione delle indennità dopo il decesso o il ricovero in struttura protetta e/o residenziale di chi percepisce indebitamente gli assegni pensionistici e di accompagnamento;

in un'ottica di risparmio concreto, gli operatori dei servizi sociali comunali in visita domiciliare presso le abitazioni degli invalidi civili, dei ciechi e sordomuti, delle persone non autosufficienti potrebbero trasmettere report precisi sui veri bisogni dei malati con una verifica delle condizioni reali di salute,

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare l'opportunità di intraprendere una preliminare azione programmata di verifica degli impegni già assunti dall'INPS, acquisire e conoscere i dati ed i risultati portati avanti in questi ultimi 3 anni dai dovuti controlli dall'ente, per indirizzare lo stesso verso altri obiettivi di recupero energie tese a migliorare e ridurre i tempi per l'erogazione prestazioni sociali ai lavoratori, gli invalidi e recupero evasione contributiva che spesso ha gravi ricadute di maggiore onerosità sulle aziende e gli stessi lavoratori;

di coordinare le attività di verifica delle visite di invalidità con programmi che privilegiando le visite di revisione che, laddove trascurate, ritardate o sospese, comportano al «vero invalido» la sospensione della protezione sociale e dell'indennità;

di incentivare gli enti coinvolti a ridurre i tempi per le chiamate dei richiedenti le visite ordinarie, per l'erogazione delle prestazioni quando dovute, e per una migliore attenzione e valutazione delle nuove certificazioni e istanze;

a valutare la possibilità di destinare gli eventuali risparmi provenienti dall'esecuzione delle attività di verifica al finanziamento delle prestazioni erogate nell'ambito del sistema assistenziale.

 


G/3584/4/11

GHEDINI, CASTRO, TREU, ROILO, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584),

premesso che:

il provvedimento in oggetto, al comma 83 dell'articolo 1, dispone che l'INPS, per il periodo 2013-2015, nell'ambito dell'ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei titolari di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, di cui all'articolo 20, comma 2, del decreto-legge n. 78 del 2009, realizzi un piano – aggiuntivo rispetto all'ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali – di 150.000 verifiche straordinarie annue, nei confronti dei titolari di benefici di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità;

l'attività di verifica degli invalidi e delle forme di prestazione sociale ed assistenziale è un tema molto serio ma poco dibattuto ed approfondito, determinato da una situazione estremamente critica che si registra nel nostro Paese e che richiede grande impegno e responsabilità al fine di razionalizzare la spesa sociale indirizzata alle persone che hanno problemi di salute e soffrono di disabilità reali;

si intravede nella suddetta disposizione uno spreco enorme di risorse per un piano già testato in passato e che non ha mai dato risultati apprezzabili né apportato concreti risparmi: i dati della relazione della Corte dei Conti del 2011 sui risultati del primo piano di verifica, denunciano un risparmio di 70 milioni sulle pensioni di invalidità, ma un aumento vertiginoso delle spese per i medici esterni impegnati nelle attività di verifica;

a nulla sono valsi i tentativi passati di fornire al Governo indirizzi utili, e a costo zero, per smascherare efficacemente i falsi invalidi, impegnando ad esempio l'INPS in un controllo incrociato, trasmettendo i dati delle persone titolari di assegni sociali, indennità d'invalidità e assegno di accompagnamento, ai servizi sociali e all'anagrafe dei Comuni, ai quali spetterà poi l'obbligo di comunicare alla stessa INPS e all'ASL i decessi, i cambi di residenza e qualsiasi variazione della composizione del nucleo familiare;

già col decreto Semplificazioni avevamo presentato più di un emendamento teso a favorire meccanismi semplici di comunicazione dati tra le amministrazioni allo scopo di semplificare la vita delle persone con maggiori difficoltà; lo scambio automatico dei dati permetterebbe di evitare il fenomeno dell'appropriazione indebita di provvidenze e degli assegni d'invalidità a coloro che, con la connivenza dei medici che hanno certificato false patologie, sono stati considerati invalidi gravi, così come i congedi usufruiti da parte di familiari che non hanno il carico della persona invalida;

l'anagrafe comunale dei dati dei pensionati eviterebbe l'erogazione delle indennità dopo il decesso o il ricovero in struttura protetta e/o residenziale di chi percepisce indebitamente gli assegni pensionistici e di accompagnamento;

in un'ottica di risparmio concreto, gli operatori dei servizi sociali comunali in visita domiciliare presso le abitazioni degli invalidi civili, dei ciechi e sordomuti, delle persone non autosufficienti potrebbero trasmettere report precisi sui veri bisogni dei malati con una verifica delle condizioni reali di salute,

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare l'opportunità di intraprendere una preliminare azione programmata di verifica degli impegni già assunti dall'INPS, acquisire e conoscere i dati ed i risultati portati avanti in questi ultimi 3 anni dai dovuti controlli dall'ente, per indirizzare lo stesso verso altri obiettivi di recupero energie tese a migliorare e ridurre i tempi per l'erogazione prestazioni sociali ai lavoratori, gli invalidi e recupero evasione contributiva che spesso ha gravi ricadute di maggiore onerosità sulle aziende e gli stessi lavoratori;

di coordinare le attività di verifica delle visite di invalidità con programmi che privilegiando le visite di revisione che, laddove trascurate, ritardate o sospese, comportano al «vero invalido» la sospensione della protezione sociale e dell'indennità;

di incentivare il personale INPS a ridurre i tempi per le chiamate dei richiedenti le visite ordinarie, per l'erogazione delle prestazioni quando dovute, e per una migliore attenzione e valutazione delle nuove certificazioni e istanze;

a destinare gli eventuali risparmi provenienti dall'esecuzione delle attività di verifica al finanziamento delle prestazioni erogate nell'ambito del sistema assistenziale. 


G/3584/5/11 (testo 2)

CARLINO

La Commissione 11a del Senato,

in sede di esame dei disegni di legge AS 3584 recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)» e AS 3585 «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015»;

premesso che:

dall'inizio della crisi economica un altissimo numero di aziende in difficoltà, al fine di favorire l'uscita di personale considerato in esubero, hanno stipulato accordi di incentivo all'esodo o di messa in mobilità, che prevedono l'accompagnamento del lavoratore al pensionamento attraverso l'erogazione a favore del lavoratore stesso di un incentivo economico;

l'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ha introdotto una serie di modifiche alla normativa in materia previdenziale, a decorrere dal 1° gennaio 2012, tra cui la soppressione delle cosiddette pensioni di anzianità, e l'innalzamento del requisito anagrafico minimo per l'accesso al trattamento previdenziale di vecchiaia;

moltissimi accordi di incentivo all'esodo prevedono la possibilità per il lavoratore di fruire dell'incentivo economico, per il raggiungimento dell'età pensionabile, per un periodo massimo di due o tre anni essendo stati stipulati in riferimento alle norme che regolavano il sistema previdenziale anteriormente all'approvazione del citato decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201;

a seguito dell'approvazione del citato decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, per moltissimi lavoratori l'età minima per il pensionamento è stata prolungata anche di quattro o cinque anni;

il comma 14 dell'articolo 24 del citato decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, e, successivamente, il comma 2-ter dell'articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, hanno stabilito una deroga all'applicazione della nuova normativa in materia pensionistica a favore di alcune categorie di lavoratori e il successivo decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze del 1° giugno 2012 ha determinato in 65.000 il numero dei soggetti interessati dalla concessione della deroga di cui alle citate disposizioni;

successivamente l'articolo 22 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ha stabilito che, ferme restando le disposizioni di salvaguardia stabilite dai commi 14 e 15 dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e dai commi 2-ter e 2-quater dell'articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, nonché le disposizioni, i presupposti e le condizioni di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze del 1° giugno 2012, le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011 continuano ad applicarsi, nel limite di ulteriori 55.000 soggetti;

il comma 16 dell'articolo 2, del provvedimento in esame, ferme restando le salvaguardie di cui ai decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 1° giugno 2012 e 5 ottobre 2012, estende l'applicazione delle disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell'articolo 24 del decreto-legge n. 201 del 2011 anche ad ulteriori categorie di lavoratori che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011 e che dovrebbero comprendere circa 10.000 soggetti;

considerato che:

i soggetti a vario titolo beneficiari delle disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011 comprenderebbero ad oggi circa 130.000 soggetti;

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare la possibilità di adottare, previo confronto con le parti sociali, le opportune iniziative normative al fine di includere tra i soggetti interessati dalla deroga di cui al comma 14 dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, oltre ai lavoratori di cui allo stesso comma 14, anche i lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto o debba risolversi in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, o in applicazione di accordi collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale fino al 31 dicembre 2011.


G/3584/5/11

CARLINO

La Commissione 11a del Senato,

in sede di esame dei disegni di legge AS 3584 recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)» e AS 3585 «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015»;

premesso che:

dall'inizio della crisi economica un altissimo numero di aziende in difficoltà, al fine di favorire l'uscita di personale considerato in esubero, hanno stipulato accordi di incentivo all'esodo o di messa in mobilità, che prevedono l'accompagnamento del lavoratore al pensionamento attraverso l'erogazione a favore del lavoratore stesso di un incentivo economico;

l'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ha introdotto una serie di modifiche alla normativa in materia previdenziale, a decorrere dal 1° gennaio 2012, tra cui la soppressione delle cosiddette pensioni di anzianità, e l'innalzamento del requisito anagrafico minimo per l'accesso al trattamento previdenziale di vecchiaia;

moltissimi accordi di incentivo all'esodo prevedono la possibilità per il lavoratore di fruire dell'incentivo economico, per il raggiungimento dell'età pensionabile, per un periodo massimo di due o tre anni essendo stati stipulati in riferimento alle norme che regolavano il sistema previdenziale anteriormente all'approvazione del citato decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201;

a seguito dell'approvazione del citato decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, per moltissimi lavoratori l'età minima per il pensionamento è stata prolungata anche di quattro o cinque anni;

il comma 14 dell'articolo 24 del citato decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, e, successivamente, il comma 2-ter dell'articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, hanno stabilito una deroga all'applicazione della nuova normativa in materia pensionistica a favore di alcune categorie di lavoratori e il successivo decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze del 1° giugno 2012 ha determinato in 65.000 il numero dei soggetti interessati dalla concessione della deroga di cui alle citate disposizioni;

successivamente l'articolo 22 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ha stabilito che, ferme restando le disposizioni di salvaguardia stabilite dai commi 14 e 15 dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e dai commi 2-ter e 2-quater dell'articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, nonché le disposizioni, i presupposti e le condizioni di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze del 1° giugno 2012, le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011 continuano ad applicarsi, nel limite di ulteriori 55.000 soggetti;

il comma 16 dell'articolo 2, del provvedimento in esame, ferme restando le salvaguardie di cui ai decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 1° giugno 2012 e 5 ottobre 2012, estende l'applicazione delle disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore dell'articolo 24 del decreto-legge n. 201 del 2011 anche ad ulteriori categorie di lavoratori che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011 e che dovrebbero comprendere circa 10.000 soggetti;

considerato che:

i soggetti a vario titolo beneficiari delle disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011 comprenderebbero ad oggi circa 130.000 soggetti;

secondo i dati forniti dall'Istituto nazionale di previdenza sociale, sarebbero circa 390.000 i lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto in ragione di accordi di incentivo all'esodo i quali non avendo raggiunto i requisiti minimi per il pensionamento ed avendo esaurito il periodo di fruizione dell'incentivo economico sono privi di qualunque tipo di reddito;

impegna il Governo:

a adottare, previo confronto con le parti sociali, le opportune iniziative normative al fine di includere tra i soggetti interessati dalla deroga di cui al comma 14 dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, oltre ai lavoratori di cui allo stesso comma 14, anche i lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto o debba risolversi in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, o in applicazione di accordi collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale fino al 31 dicembre 2011.


G/3584/6/11

ROILO, CASTRO, TREU, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GHEDINI, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584),

premesso che:

la legge di stabilità interviene, all'articolo 2, commi 16-22, anche sulla materia dei cosiddetti «esodati», disponendo un ulteriore ampliamento della platea di lavoratori che potranno beneficiare della pensione con i requisiti in vigore prima dell'emanazione del decreto «SalvaItalia»;

il suddetto decreto, varato, come noto, in un contesto di piena emergenza per evitare la bancarotta del Paese, ha completamente ridefinito il sistema previdenziale italiano, con il dichiarato scopo di metterlo in sicurezza, introducendo, però, elementi di criticità e vere e proprie distorsioni, immediatamente rilevate dalla Commissione Lavoro della Camera che si è fortemente impegnata allo scopo di caratterizzare la riforma sotto il segno di una maggiore equità e di porre rimedio alla vicenda dei lavoratori trovatisi in un limbo perché sprovvisti di reddito e di forme di ammortizzatori sociali e con il traguardo della pensione spostato di diversi anni in avanti;

si ritiene non più differibile un intervento risolutivo della vicenda attraverso l'individuazione delle risorse necessarie a salvaguardare tutti i lavoratori di cui sopra, come disposto dal testo di legge approvato all'unanimità in Commissione Lavoro e ampiamente condiviso da tutte le forze politiche;

l'intervento disposto dalla legge di stabilità, che costituisce comunque un positivo passo in avanti, lascia ancora inevasa la domanda di migliaia di persone, tra le quali vivono una condizione di particolare difficoltà i lavoratori ormai prossimi al raggiungimento della pensione vittime di licenziamenti individuali per ragioni economiche, che non possono beneficiare di alcuna forma di reddito o di ammortizzatore sociale,

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, ad adoperarsi per garantire alle persone in maggiore difficoltà, quali i lavoratori in prossimità della pensione ma soggetti a licenziamento individuale per ragioni di natura economica, rimasti quindi senza reddito e scoperti da ammortizzatori sociali, forme di sostegno al reddito, anche in deroga, a supporto della transizione verso la copertura previdenziale.


G/3584/6/11 (testo 2)

ROILO, CASTRO, TREU, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GHEDINI, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584),

premesso che:

la legge di stabilità interviene, all'articolo 2, commi 16-22, anche sulla materia dei cosiddetti «esodati», disponendo un ulteriore ampliamento della platea di lavoratori che potranno beneficiare della pensione con i requisiti in vigore prima dell'emanazione del decreto «SalvaItalia»;

il suddetto decreto, varato, come noto, in un contesto di piena emergenza per evitare la bancarotta del Paese, ha completamente ridefinito il sistema previdenziale italiano, con il dichiarato scopo di metterlo in sicurezza, introducendo, però, elementi di criticità e vere e proprie distorsioni, immediatamente rilevate dalla Commissione Lavoro della Camera che si è fortemente impegnata allo scopo di caratterizzare la riforma sotto il segno di una maggiore equità e di porre rimedio alla vicenda dei lavoratori trovatisi in un limbo perché sprovvisti di reddito e di forme di ammortizzatori sociali e con il traguardo della pensione spostato di diversi anni in avanti;

si ritiene non più differibile un intervento risolutivo della vicenda attraverso l'individuazione delle risorse necessarie a salvaguardare tutti i lavoratori di cui sopra, come disposto dal testo di legge approvato all'unanimità in Commissione Lavoro e ampiamente condiviso da tutte le forze politiche;

l'intervento disposto dalla legge di stabilità, che costituisce comunque un positivo passo in avanti, lascia ancora inevasa la domanda di migliaia di persone, tra le quali vivono una condizione di particolare difficoltà i lavoratori ormai prossimi al raggiungimento della pensione vittime di licenziamenti individuali per ragioni economiche, che non possono beneficiare di alcuna forma di reddito o di ammortizzatore sociale,

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare la possibilità di garantire alle persone in maggiore difficoltà, quali i lavoratori in prossimità della pensione ma soggetti a licenziamento individuale per ragioni di natura economica, rimasti quindi senza reddito e scoperti da ammortizzatori sociali, forme di sostegno al reddito, anche in deroga, a supporto della transizione verso la copertura previdenziale.


G/3584/7/11

ROILO, CASTRO, TREU, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GHEDINI, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584),

premesso che:

le misure previste dall'articolo 2, dai commi 16 a 22, del provvedimento in oggetto, riguardanti l'ampliamento della platea dei cosiddetti lavoratori salvaguardati, pur apprezzabili, sono ancora molto lontane dal risolvere la vicenda creatasi a seguito dell'emanazione del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, recante Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici;

il c.d. decreto SalvaItalia, infatti, riformando il sistema previdenziale italiano, ha prodotto alcune storture e distorsioni, tra le quali quella degli «esodati» è certamente la più grave e dalle conseguenze umane e sociali più drammatiche;

gli interventi di salvaguardia sin qui effettuati non hanno del tutto escluso la possibilità che per gli anni 2013 e 2014 vi siano ancora lavoratori esposti al rischio di non poter usufruire di alcun tipo di provento;

sono stati immediatamente denunciati dal Parlamento i rischi di una riforma varata senza sufficienti elementi di gradualità ed espresse le necessità di tutelare l'intera platea di lavoratori trovatisi senza lavoro, senza il sostegno degli ammortizzatori sociali e con il traguardo della pensione spostato di diversi anni in avanti;

le disposizioni del provvedimento in oggetto, così come modificato in sede di prima lettura alla Camera dei deputati, prevedono un ampliamento significativo della platea di lavoratori tutelati nella transizione, ma non esauriscono il novero delle possibili criticità richiamate;

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare l'opportunità di adottare tutte le ulteriori iniziative a sua disposizione, al fine di garantire per gli anni 2013 e 2014 la salvaguardia a tutti i lavoratori trovatisi a seguito della riforma previdenziale introdotta dal c.d decreto SalvaItalia senza forme di reddito o di ammortizzatori sociali e con l'allontanamento di diversi anni del traguardo pensionistico.  


G/3584/8/11

GHEDINI, CASTRO, ROILO, TREU, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584),

premesso che:

il provvedimento in oggetto dispone all'articolo 2, commi da 20 a 22, l'istituzione di un Fondo al fine di finanziare interventi in favore dei lavoratori da salvaguardare e nel quale confluiranno, oltre a 36 milioni per l'anno 2013, anche le eventuali economie derivanti dalle risorse destinate alla copertura degli oneri di salvaguardia dei precedenti provvedimenti;

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare l'opportunità di adoperarsi per consentire la massima trasparenza, in particolar modo mediante la previsione di una partecipe attività di controllo parlamentare, delle procedure di finanziamento e utilizzo del suddetto Fondo e ad adoperarsi affinché le risorse di cui al predetto Fondo siano utilizzate per coprire gli oneri di salvaguardia sia delle tipologie di lavoratori individuati nei provvedimenti precedenti e in corso, sia delle eventuali nuove tipologie auspicabilmente individuate da ulteriori provvedimenti, mantenendo comunque la destinazione di tali risorse  all'interno del sistema previdenziale e la loro finalizzazione a misure di sostegno alla transizione tra il precedente ed il nuovo sistema pensionistico. 


G/3584/9/11

GHEDINI, CASTRO, ROILO, TREU, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584),

premesso che:

da diversi anni, il nostro Paese è caratterizzato da un drammatico contesto socioeconomico che non mostra ancora sufficienti segnali di miglioramento;

la crisi economica ha fortemente indebolito il sistema produttivo italiano, rendendolo più fragile ed esponendolo a una crisi di competitività che si ripercuote sui lavoratori e sul loro posto di lavoro, sempre più a rischio;

per far fronte a quella che si va delineando come una vera e propria emergenza sociale occorre sfruttare tutti gli strumenti a disposizione dello Stato al fine di consentire che gli effetti della grave recessione non si acuiscano;

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a rifinanziare per l'anno 2013 le risorse volte all'utilizzo della cassa integrazione guadagni in deroga, di cui all'articolo 2, comma 29, in misura adeguata a coprire le previsioni di richiesta segnalate dalle Regioni e dalle organizzazioni delle imprese e dei lavoratori, al fine di attenuare le drammatiche conseguenze ai danni dei lavoratori e in generale dei soggetti del sistema produttivo, provocate dal protrarsi della crisi economica. 


G/3584/9/11 (testo 2)

GHEDINI, CASTRO, ROILO, TREU, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584),

premesso che:

da diversi anni, il nostro Paese è caratterizzato da un drammatico contesto socioeconomico che non mostra ancora sufficienti segnali di miglioramento;

la crisi economica ha fortemente indebolito il sistema produttivo italiano, rendendolo più fragile ed esponendolo a una crisi di competitività che si ripercuote sui lavoratori e sul loro posto di lavoro, sempre più a rischio;

per far fronte a quella che si va delineando come una vera e propria emergenza sociale occorre sfruttare tutti gli strumenti a disposizione dello Stato al fine di consentire che gli effetti della grave recessione non si acuiscano;

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, ad adottare ogni strumento funzionale a rifinanziare per l'anno 2013 le risorse volte all'utilizzo della cassa integrazione guadagni in deroga, di cui all'articolo 2, comma 29, in misura adeguata a coprire le previsioni di richiesta segnalate dalle Regioni e dalle organizzazioni delle imprese e dei lavoratori, al fine di attenuare le drammatiche conseguenze ai danni dei lavoratori e in generale dei soggetti del sistema produttivo, provocate dal protrarsi della crisi economica.

 


G/3584/10/11

GHEDINI, CASTRO, ROILO, TREU, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584),

premesso che:

è stato approvato dalla Camera, il 19 maggio 2011 scorso, il testo unificato delle proposte di legge C. 82 e abb., recante misure in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili;

il provvedimento – che ha visto un lungo e complesso iter approvativo, caratterizzato da un confronto serrato con il Governo, anche sotto il profilo economico e finanziario – ha incontrato l'unanimità dei consensi tra i gruppi parlamentari;

il provvedimento è stato quindi trasmesso al Senato (dove ha assunto il numero S. 2206) e la competente Commissione lavoro ne ha avviato l'esame, depositando emendamenti del relatore che, condivisi da tutti i gruppi parlamentari, sono volti a garantire gli obiettivi della legge, ridefinendo la platea di destinazione del beneficio allo scopo di superare il parere ostativo della Ragioneria dello Stato sul testo Camera;

i lavori della Commissione sull'impianto emendativo citato sono stati momentaneamente interrotti in attesa del parere della Commissione Bilancio, la quale ha richiesto una relazione tecnica al Governo;

rilevato che:

i genitori o i familiari di un soggetto disabile grave, con una percentuale di invalidità uguale al 100 per cento, si dedicano al lavoro di cura e di sostegno di queste persone che necessitano di assistenza continua, poiché non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, e con difficoltà enormi riescono a conciliare la vita lavorativa con le attività di accudimento e di cura;

non sono molti i lavoratori che possono permettersi di lasciare il lavoro per dedicarsi interamente all'assistenza del familiare disabile grave, né tantomeno coloro che possono permettersi un'assistenza infermieristica privata per ventiquattro ore al giorno o anche per meno ore;

sono difficilmente immaginabili i sacrifici sostenuti da queste donne e uomini, lavoratrici e lavoratori, in termini di salute personale, di difficoltà economiche, oltre che di sofferenza e di fatica;

per alleviare le condizioni di vita di questi lavoratori, è divenuta indifferibile la necessità di approvazione dell'AS 2206, trattandosi di andare finalmente incontro alle legittime richieste dei soggetti interessati, che hanno sopportato per una vita intera l'onere di assistenza dei propri familiari disabili e che vedono nell'approvazione del predetto provvedimento un segnale di – sia pur parziale – riconoscimento della loro abnegazione;

considerato che:

la necessità di garantire a tutti i cittadini pari opportunità e dignità sociale è un obbligo sancito dalla nostra Carta costituzionale, la quale, all'articolo 3, ricorda come «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.»;

le risorse previste dalla legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007), nonostante siano state incrementate dalla legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria 2008), erano comunque insufficienti, essendo in questi casi la maggior parte degli oneri comunque a carico delle famiglie;

la famiglia rappresenta ancora oggi la principale risorsa a disposizione delle persone disabili e anziane per fronteggiare la propria non auto sufficienza. Le famiglie con almeno un disabile grave sono circa un milione e mezzo, pari a quasi il 7 per cento delle famiglie italiane;

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a reperire le risorse necessarie, in conformità a quanto previsto dall'articolo 3, per rendere possibile con assoluta urgenza, in maniera inequivoca, la copertura finanziaria del provvedimento di cui in premessa – e, se necessario, individuare eventuali risorse alternative a quelle indicate dall'AS 2206 – al fine di eliminare ogni ulteriore ostacolo che si pone di fronte alla definitiva approvazione degli interventi in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili. 


G/3584/10/11 (testo 2)

GHEDINI, CASTRO, ROILO, TREU, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584),

premesso che:

è stato approvato dalla Camera, il 19 maggio 2011 scorso, il testo unificato delle proposte di legge C. 82 e abb., recante misure in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili;

il provvedimento – che ha visto un lungo e complesso iter approvativo, caratterizzato da un confronto serrato con il Governo, anche sotto il profilo economico e finanziario – ha incontrato l'unanimità dei consensi tra i gruppi parlamentari;

il provvedimento è stato quindi trasmesso al Senato (dove ha assunto il numero S. 2206) e la competente Commissione lavoro ne ha avviato l'esame, depositando emendamenti del relatore che, condivisi da tutti i gruppi parlamentari, sono volti a garantire gli obiettivi della legge, ridefinendo la platea di destinazione del beneficio allo scopo di superare il parere ostativo della Ragioneria dello Stato sul testo Camera;

i lavori della Commissione sull'impianto emendativo citato sono stati momentaneamente interrotti in attesa del parere della Commissione Bilancio, la quale ha richiesto una relazione tecnica al Governo;

rilevato che:

i genitori o i familiari di un soggetto disabile grave, con una percentuale di invalidità uguale al 100 per cento, si dedicano al lavoro di cura e di sostegno di queste persone che necessitano di assistenza continua, poiché non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, e con difficoltà enormi riescono a conciliare la vita lavorativa con le attività di accudimento e di cura;

non sono molti i lavoratori che possono permettersi di lasciare il lavoro per dedicarsi interamente all'assistenza del familiare disabile grave, né tantomeno coloro che possono permettersi un'assistenza infermieristica privata per ventiquattro ore al giorno o anche per meno ore;

sono difficilmente immaginabili i sacrifici sostenuti da queste donne e uomini, lavoratrici e lavoratori, in termini di salute personale, di difficoltà economiche, oltre che di sofferenza e di fatica;

per alleviare le condizioni di vita di questi lavoratori, è divenuta indifferibile la necessità di approvazione dell'AS 2206, trattandosi di andare finalmente incontro alle legittime richieste dei soggetti interessati, che hanno sopportato per una vita intera l'onere di assistenza dei propri familiari disabili e che vedono nell'approvazione del predetto provvedimento un segnale di – sia pur parziale – riconoscimento della loro abnegazione;

considerato che:

la necessità di garantire a tutti i cittadini pari opportunità e dignità sociale è un obbligo sancito dalla nostra Carta costituzionale, la quale, all'articolo 3, ricorda come «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.»;

le risorse previste dalla legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007), nonostante siano state incrementate dalla legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria 2008), erano comunque insufficienti, essendo in questi casi la maggior parte degli oneri comunque a carico delle famiglie;

la famiglia rappresenta ancora oggi la principale risorsa a disposizione delle persone disabili e anziane per fronteggiare la propria non auto sufficienza. Le famiglie con almeno un disabile grave sono circa un milione e mezzo, pari a quasi il 7 per cento delle famiglie italiane;

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare la possibilità di reperire le risorse necessarie, in conformità a quanto previsto dall'articolo 3, per rendere possibile con assoluta urgenza, in maniera inequivoca, la copertura finanziaria del provvedimento di cui in premessa – e, se necessario, individuare eventuali risorse alternative a quelle indicate dall'AS 2206 – al fine di eliminare ogni ulteriore ostacolo che si pone di fronte alla definitiva approvazione degli interventi in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili. 


G/3584/11/11 (testo 2)

GHEDINI, CASTRO, ROILO, TREU, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584),

premesso che:

il provvedimento in esame, all'articolo 2, comma 32, ha previsto uno stanziamento di 200 milioni di euro per l'anno 2013 «per gli interventi di pertinenza del Fondo per le non autosufficienze di cui all'articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ivi inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica;

La sclerosi laterale amiotrofica (S.L.A.) è una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso, che colpisce selettivamente i cosiddetti neuroni di moto (motoneuroni), sia centrali – 1o motoneurone a livello della corteccia cerebrale, sia periferici – 2o motoneurone, a livello del tronco encefalico e del midollo spinale;

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare la possibilità di raddoppiare le risorse attualmente previste per il Fondo per le non-autosufficienze, senza intaccare le dotazioni individuate dal provvedimento in oggetto, così come modificato in sede di prima lettura alla Camera dei deputati, del Fondo nazionale per le politiche sociali, di cui all'articolo 20, comma 8, della legge 8 novembre 2000, n. 328.


G/3584/11/11

GHEDINI, CASTRO, ROILO, TREU, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584),

premesso che:

il provvedimento in esame, all'articolo 2, comma 32, ha previsto uno stanziamento di 200 milioni di euro per l'anno 2013 «per gli interventi di pertinenza del Fondo per le non autosufficienze di cui all'articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ivi inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica;

La sclerosi laterale amiotrofica (S.L.A.) è una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso, che colpisce selettivamente i cosiddetti neuroni di moto (motoneuroni), sia centrali – 1o motoneurone a livello della corteccia cerebrale, sia periferici – 2o motoneurone, a livello del tronco encefalico e del midollo spinale;

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a reperire fondi sufficienti a raddoppiare le risorse attualmente previste, senza intaccare le dotazioni individuate dal provvedimento in oggetto, così come modificato in sede di prima lettura alla Camera dei deputati, del Fondo nazionale per le politiche sociali, di cui all'articolo 20, comma 8, della legge 8 novembre 2000, n. 328.


G/3584/12/11

GHEDINI, CASTRO, TREU, ROILO, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584),

premesso che:

la legge 8 novembre 1991, n. 381, ha definito la categoria delle cooperative sociali individuando nella società cooperativa lo strumento idoneo per il perseguimento di finalità sociali e di promozione umana, da realizzare attraverso la gestione di servizi socio-sanitari, educativi e di attività produttive, attraverso i quali permettere l'integrazione lavorativa di persone socialmente svantaggiate;

attualmente le prestazioni erogate dalle cooperative sociali sono soggette all'IVA al 4 per cento fino alla fine del 2013, per poi passare, stante la normativa prevista nel provvedimento in esame al 10 per cento alla fine del 2013, come previsto dai commi 10-12 dell'articolo 3;

le 9 mila coop sociali italiane occupano oltre 450 mila persone e offrono servizi di welfare a più di 5 milioni di cittadini, lavorando per cittadini e famiglie, nonché per i Comuni e per le Asl. È il mondo delle comunità d'accoglienza per giovani o minori, di tanti asili nido, dei servizi socio-sanitari per anziani e disabili, di aiuto ai lavoratori espulsi dal sistema produttivo. Secondo l'Alleanza delle cooperative sociali 6 punti in più di Iva avrebbero significato un aumento di costi per il sistema dei servizi sociali di 510 milioni di euro, per il 70 per cento a carico delle pubbliche amministrazioni e per il 30 per cento delle famiglie degli utenti;

se effettivamente tale aumento dell'IVA dovesse verificarsi, si tratterebbe di un aumento pari al 150 per cento con la conseguenza non solo di mettere in ginocchio centinaia di cooperative del settore sociosanitario ed educativo ma produrrebbe anche l'effetto di una considerevole perdita di posti di lavoro;

questo ambito è già stato duramente colpito prima dai tagli ai fondi nazionali del sociale e ai bilanci di Regioni e comuni, poi dalla «spending review» che ha consentito il ribasso del 5 per cento sugli appalti in essere, oggi nella legge di stabilità questo ribasso in ambito sanitario viene addirittura raddoppiato, evidenziando una filosofia per cui ci sarebbero sprechi su cui intervenire;

se il vero obiettivo dell'aumento dell'IVA dal 4 per cento al 10 per cento fosse evitare l'infrazione davanti all'Unione europea, in ordine alla quale non è stata avviata alcuna procedura formale, ma essendoci ad oggi soltanto l'apertura di una preistruttoria tecnica di informazione e dialogo (pilot), che non ha ancora coinvolto livelli politici della commissione,

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a rimuovere in premessa ogni disposizione che finora prefiguri un diverso e più oneroso regime IVA e ad adottare ulteriori iniziative normative volte a predisporre tutte le misure economiche e normative, anche in sede europea, non solo in fase di preistruttoria, ma anche in caso di apertura di una procedura d'infrazione, atte a mantenere l'IVA al 4 per cento per le prestazioni erogate dalle cooperative sociali anche oltre il 31 dicembre 2013.


G/3584/12/11 (testo 2)

GHEDINI, CASTRO, TREU, ROILO, ADRAGNA, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, GIULIANO, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584),

premesso che:

la legge 8 novembre 1991, n. 381, ha definito la categoria delle cooperative sociali individuando nella società cooperativa lo strumento idoneo per il perseguimento di finalità sociali e di promozione umana, da realizzare attraverso la gestione di servizi socio-sanitari, educativi e di attività produttive, attraverso i quali permettere l'integrazione lavorativa di persone socialmente svantaggiate;

attualmente le prestazioni erogate dalle cooperative sociali sono soggette all'IVA al 4 per cento fino alla fine del 2013, per poi passare, stante la normativa prevista nel provvedimento in esame al 10 per cento alla fine del 2013, come previsto dai commi 10-12 dell'articolo 3;

le 9 mila coop sociali italiane occupano oltre 450 mila persone e offrono servizi di welfare a più di 5 milioni di cittadini, lavorando per cittadini e famiglie, nonché per i Comuni e per le Asl. È il mondo delle comunità d'accoglienza per giovani o minori, di tanti asili nido, dei servizi socio-sanitari per anziani e disabili, di aiuto ai lavoratori espulsi dal sistema produttivo. Secondo l'Alleanza delle cooperative sociali 6 punti in più di Iva avrebbero significato un aumento di costi per il sistema dei servizi sociali di 510 milioni di euro, per il 70 per cento a carico delle pubbliche amministrazioni e per il 30 per cento delle famiglie degli utenti;

se effettivamente tale aumento dell'IVA dovesse verificarsi, si tratterebbe di un aumento pari al 150 per cento con la conseguenza non solo di mettere in ginocchio centinaia di cooperative del settore sociosanitario ed educativo ma produrrebbe anche l'effetto di una considerevole perdita di posti di lavoro;

questo ambito è già stato duramente colpito prima dai tagli ai fondi nazionali del sociale e ai bilanci di Regioni e comuni, poi dalla «spending review» che ha consentito il ribasso del 5 per cento sugli appalti in essere, oggi nella legge di stabilità questo ribasso in ambito sanitario viene addirittura raddoppiato, evidenziando una filosofia per cui ci sarebbero sprechi su cui intervenire;

se il vero obiettivo dell'aumento dell'IVA dal 4 per cento al 10 per cento fosse evitare l'infrazione davanti all'Unione europea, in ordine alla quale non è stata avviata alcuna procedura formale, ma essendoci ad oggi soltanto l'apertura di una preistruttoria tecnica di informazione e dialogo (pilot), che non ha ancora coinvolto livelli politici della commissione,

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare la possibilità di rimuovere ogni disposizione che fin da ora prefiguri un diverso e più oneroso regime IVA per le prestazioni erogate dalle cooperative sociali anche oltre il 31 dicembre 2013.


G/3584/13/11

GHEDINI, BLAZINA, BIANCHI, SPADONI URBANI, CRISTINA DE LUCA, SBARBATI, CARLINO, TREU, CASTRO, GIULIANO, PASSONI

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) (AS 3584), all'articolo 3,

premesso che:

con la legge 12 luglio 2011, n. 112, è stato finalmente istituito, anche nel nostro ordinamento, il Garante per l'infanzia e l'adolescenza;

le risorse provenienti dal bilancio dello Stato assegnate per l'anno 2012 al bilancio di previsione dell'Autorità garante per l'Infanzia e l'adolescenza ammontano a euro 913.479 in termini di competenza e di cassa;

con il disegno di legge di bilancio per l'anno 2013 si è incrementato lo stanziamento per il 2013 di euro 90.363;

le previsioni di competenza e di cassa per gli anni 2013, 2014 e 2015 sono pertanto le seguenti:

2013: 1.003.842;

2014: 1.095.564;

2015: 1.079.980;

la riduzione rispetto lo stanziamento iniziale è avvenuta con la legge di bilancio dello scorso anno e sconta gli effetti finanziari dei provvedimenti legislativi di attuazione delle diverse manovre che si sono succedute nell'ultimo biennio, che hanno determinato una importante riduzione delle risorse destinate alle spese rimodulabili delle Amministrazioni pubbliche e, pertanto, anche a quelle iscritte nel bilancio dalla Presidenza del Consiglio dei ministri;

gli stanziamenti risultanti subiscono gli obiettivi di risparmio disposti con il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, con il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, con la legge di stabilità per il 2012 e, da ultimo, con il decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44;

nell'ambito del provvedimento di Bilancio per l'anno finanziario 2012, lo stanziamento previsto di euro 1.500.000 annui per il 2012, 2013 e 2014 è stato rispettivamente ridotto di:

586.521 euro nel 2012 con conseguente stanziamento per l'anno 2012 di 913.479 euro;

487.723 euro nel 2013 con conseguente stanziamento per l'anno 2013 di 1.012.277 euro;

387.599 euro nel 2014 con conseguente stanziamento per l'anno 2014 di 1.112.401 euro;

a fronte della dotazione di euro 1.500.000 prevista «a decorrere» dal 2012, dall'articolo 7, comma 1, della legge n. 112 del 2011 per il funzionamento dell'Ufficio, le risorse che affluiscono al bilancio dell'Autorità si attestano in euro 898.888;

impegna il Governo:

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare l'opportunità, anche attraverso ulteriori iniziative normative, di reperire tutte le risorse economiche e finanziarie necessarie a ripristinare adeguati fondi per il funzionamento del Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza.

 

 


G/3584/1/12

BAIO,TOMASSINI,D'AMBROSIO LETTIERI

La 12a Commissione del Senato della Repubblica,

            in sede di discussione del disegno di legge «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)»;

        premesso che:

            la lettera b) del comma 95 dell'articolo 1, modifica il limite massimo di spesa per l'acquisto di dispositivi medici;

            in un momento di grave difficoltà economica, si registra una disparità di prezzi per presidi e dispositivi;

            l'articolo 17 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, con legge 15 luglio 2011, n. 111, in materia di razionalizzazione della spesa sanitaria, attribuisce all'Osservatorio dei contratti pubblici il compito di pubblicare, a partire dal primo luglio 2012, le elaborazioni dei prezzi di riferimento relativamente a dispositivi medici, farmaci per uso ospedaliero, servizi sanitari e non sanitari individuati dall'Agenzia per i servizi sanitari regionali (AGENAS) tra quelli di maggiore impatto sulla spesa sanitaria complessiva

            l'articolo 15 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, con legge 7 agosto 2012, n. 135, al comma 13, lettera b), prevede che «a decorrere dal 1 gennaio 2013 la individuazione dei dispositivi medici per le finalità della presente disposizione è effettuata dalla medesima Agenzia di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 1993, n. 266, sulla base dei criteri fissati con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, relativamente a parametri di qualità, di standard tecnologico, di sicurezza e di efficacia»;

            l'articolo 15 bis del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, con legge 8 novembre 2012, n. 189, al comma 2 prevede quanto segue: «All'articolo 17, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera a): 1) dopo il primo periodo, sono inseriti i seguenti: «Per prezzo di riferimento alle condizioni di maggiore efficienza si intende il 5º percentile, ovvero il 10º percentile, ovvero il 20º percentile, ovvero il 25º percentile dei prezzi rilevati per ciascun bene o servizio oggetto di analisi sulla base della significatività statistica e della eterogeneità dei beni e dei servizi riscontrate dal predetto Osservatorio. Il percentile è tanto più piccolo quanto maggiore risulta essere l'omogeneità del bene o del servizio. Il prezzo è rilasciato in presenza di almeno tre rilevazioni.»;

            il Tar Amministrativo regionale del Lazio, con le ordinanze n. 04245/2012, n. 04238/2012; n. 04247/2012 ha disposto la sospensione, in via cautelare, dell'efficacia degli elenchi prezzi di riferimento predisposti dall'osservatorio dei contratti pubblici di lavoro, servizi e forniture di cui all'articolo 7 del decreto legislativo n. 163 del 2006 con riguardo ai prezzi dei dispositivi medici, perché «non risulta l'iter logico seguito per individuare lo specifico prezzo della categoria dei dispositivi medici, in relazione alla tipologia di contratti presi a riferimento e al relativo contesto su base nazionale al fine della concreta incisione sulla spesa sanitaria dei singoli dispositivi»;

        impegna il Governo:

            a ridefinire i criteri che sottendono gli elenchi dei dispositivi medici predisposti dall'osservatorio dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture finalizzati all'individuazione del prezzo di riferimento, al fine di ovviare alle censure contenute nelle ordinanze della giurisprudenza amministrativa recanti la sospensione dell'efficacia dei suddetti elenchi.


G/3584/2/12

D'AMBROSIO LETTIERI

La 12a Commissione del Senato della Repubblica,

            in sede di discussione del disegno di legge Atto Senato n.  3584 recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)»,

        premesso che:

            – il decreto-legge 13 settembre 2012 n. 158, recante «Disposizioni urgenti

        per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute«, all'articolo 6-bis contiene misure finanziarie e patrimoniali a favore delle regioni;

            – il citato articolo, al comma 2 reca la proroga al 2013 della non pignorabilità da parte dei creditori nelle regioni commissariate per i deficit sanitari;

            – il blocco dei pignoramenti derivante dall'applicazione di tale disposizione causerà, al momento dell'entrata in vigore, ulteriori gravi difficoltà per le piccole e medie imprese operanti nel settore sanitario, con particolare riferimento a quelle ubicate nel Sud d'Italia,

        impegna il Governo

            a prevedere l'abrogazione della disposizione di cui al comma 2 dell'articolo 6-bis citato in premessa.

 


G/3584/1/13 (testo 2)

FERRANTE, MOLINARI, ORSI, VINCENZO DE LUCA, DI GIOVAN PAOLO, MAZZUCONI, MONACO

La 13ª Commissione permanente, in sede di esame del disegno di legge di stabilità per il 2013,

premesso che:

la gestione dei siti contaminati costituisce uno dei più delicati problemi ambientali da affrontare; la contaminazione del suolo derivante da attività industriali, stoccaggio di rifiuti, attività minerarie, perdite da serbatoi e linee di trasporto degli idrocarburi è una pericolosa minaccia per la salute delle popolazioni che vivono in prossimità delle zone interessate;

la presenza di sostanze potenzialmente pericolose nel suolo, sottosuolo, nei sedimenti e nelle acque sotterranee rappresenta un rischio per l'ambiente e gli ecosistemi;

un ruolo di primo piano, nella gestione dei procedimenti di bonifica dei siti di interesse nazionale, è svolto dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, a cui è affidato il ruolo di responsabile dei procedimenti di bonifica;

la gestione di tali procedimenti è particolarmente complessa, in quanto in ciascuna delle 57 aree perimetrate di interesse nazionale ricadono proprietà di diversi soggetti (pubblici e privati) e le attività hanno ricadute socio-economiche e politiche molto rilevanti che spesso rallentano e ostacolano l'avvio degli interventi;

il territorio interessato, per estensione dei siti, per numero di aziende e per realtà sociali coinvolte, è estremamente ampio;

i tempi necessari per avviare e concludere tutti i procedimenti di bonifica di cui ha bisogno il paese sono evidentemente lunghi, ma è altresì doveroso investire risorse ed energie sin da subito proprio per evitare un'eccessiva dilatazione dei tempi;

è necessario individuare modalità di azione che permettano di superare le difficoltà  incontrate fino ad ora, al fine di risolvere anche i numerosi contenziosi sorti a causa dell'attribuzione delle responsabilità dell'inquinamento e degli oneri di bonifica;

la lentezza con cui si sta procedendo danneggia inevitabilmente l'intero sistema produttivo, aggravando una difficile situazione causata dalla contingenza economica, ed è necessario ed urgente da un lato snellire le procedure amministrative e gli adempimenti e dall'altro garantire un efficace rafforzamento del sistema dei controlli ambientali e del regime sanzionatorio;

i 57 siti di interesse nazionale comprendono le aree maggiormente inquinate d'Italia: tra queste i petrolchimici di Porto Marghera, Brindisi, Priolo, Gela, Taranto, le aree industriali di Pioltello Rodano, Bagnoli-Coroglio, Sassuolo, Fidenza, Crotone, Trieste, Massa Carrara, Piombino, Livorno, Serravalle Scrivia, bacino del fiume Sacco, litorale domizio-flegreo e agro aversano; vi sono, inoltre, aree di particolare interesse naturalistico e paesaggistico, che hanno subito fenomeni di contaminazione quali il Lago Maggiore (sito di Pieve Vergente), le lagune di Grado e Marano, Venezia e Orbetello; spesso le problematiche relative all'inquinamento delle matrici ambientali (suolo, acque sotterranee e superficiali, sedimenti) sono strettamente correlate all'insorgenza di problematiche sanitarie;

il Governo ha riconosciuto l'enorme criticità del settore delle bonifiche, in parte dovuta all'inadeguata definizione degli obiettivi della bonifica, spesso non correlati alla successiva destinazione, civile o industriale, dei siti e alla dimensione della perimetrazione dei siti stessi, determinata in alcuni casi non in relazione alle reali necessità ambientali, con conseguente avvio di contenziosi e insufficienza delle risorse disponibili;

il Governo ha altresì riconosciuto l'assoluta insufficienza delle risorse finanziarie destinate alle bonifiche e ha affermato l'esigenza di elaborare un Piano nazionale delle bonifiche, in cui sarà definito il cronoprogramma delle attività ed il quadro delle risorse economiche da impegnare su base pluriennale;

numerose sono le aree di interesse nazionale la cui bonifica stenta ad avviarsi, sia per questioni tecniche, spesso legate all'interpretazione della normativa, sia per insufficienza di finanziamenti dedicati a queste aree, sia per pericoli legati allo stato dell'ambiente, con eventuali ripercussioni sanitarie, sia per eventuali processi di reindustrializzazione che necessitano di interventi immediati e risolutivi;

per quanto riguarda le risorse che sono state sottratte ai fondi destinati al grande tema delle bonifiche relativamente ai siti di interesse nazionale, bisogna rilevare come ormai da diversi anni, sin dalla definizione di questi siti, ci si trova in presenza di diversi studi, di numerosi approfondimenti, ma purtroppo pochissimi territori sono stati restituiti nelle condizioni iniziali o in condizioni tali da attivare dei processi di reindustrializzazione;

le politiche di bonifica dei siti industriali non rappresentano un aggravio dei conti pubblici, bensì un'opportunità importante per rilanciare la nostra economia attraverso un'opera davvero utile come la messa in sicurezza ambientale del territorio e la tutela della salute dei cittadini;

secondo quanto stabilito dalla delibera CIPE n.166 del 2007 – nell'ambito del quadro strategico nazionale 2007-2013 – le risorse da ripartire negli interventi di bonifica sarebbero dovute ammontare a 3.009 milioni di euro, a valere sul fondo aree sottosviluppate, ma le risorse che erano state stanziate in precedenza sono state completamente cancellate con la delibera CIPE del 6 marzo 2009, lasciando un generico conferimento dei fondi Fas;

le scelte adottate a livello governativo appaiono anche in contrasto con i principi sanciti dall'articolo 252-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006, che prevede percorsi accelerati per interventi di bonifica e reindustrializzazione con prodotti e processi ecosostenibili;

 

impegna il Governo

 

ad individuare le risorse che permettano di elaborare ed avviare un piano complessivo di bonifiche e recupero delle aree contaminate e a concordare con le Regioni lo svincolo delle aree dei siti di interesse nazionale (SIN) di interesse regionale;

a semplificare i percorsi amministrativi, garantendo un controllo delle procedure di bonifica e messa in sicurezza ove esistano attività produttive in essere e a facilitare le condizioni, anche attraverso appositi incentivi, perché i terreni contaminati nelle aree dei SIN possano ospitare impianti a fonti rinnovabili."


G/3584/1/13

FERRANTE

"La 13ª Commissione permanente, in sede di esame del disegno di legge di stabilità per il 2013,

premesso che:

la gestione dei siti contaminati costituisce uno dei più delicati problemi ambientali da affrontare; la contaminazione del suolo derivante da attività industriali, stoccaggio di rifiuti, attività minerarie, perdite da serbatoi e linee di trasporto degli idrocarburi è una pericolosa minaccia per la salute delle popolazioni che vivono in prossimità delle zone interessate;

la presenza di sostanze potenzialmente pericolose nel suolo, sottosuolo, nei sedimenti e nelle acque sotterranee rappresenta un rischio per l'ambiente e gli ecosistemi;

un ruolo di primo piano, nella gestione dei procedimenti di bonifica dei siti di interesse nazionale, è svolto dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, a cui è affidato il ruolo di responsabile dei procedimenti di bonifica;

la gestione di tali procedimenti è particolarmente complessa, in quanto in ciascuna delle 57 aree perimetrate di interesse nazionale ricadono proprietà di diversi soggetti (pubblici e privati) e le attività hanno ricadute socio-economiche e politiche molto rilevanti che spesso rallentano e ostacolano l'avvio degli interventi;

il territorio interessato, per estensione dei siti, per numero di aziende e per realtà sociali coinvolte, è estremamente ampio;

i tempi necessari per avviare e concludere tutti i procedimenti di bonifica di cui ha bisogno il paese sono evidentemente lunghi, ma è altresì doveroso investire risorse ed energie sin da subito proprio per evitare un'eccessiva dilatazione dei tempi;

è necessario individuare modalità di azione che permettano di superare le difficoltà  incontrate fino ad ora, al fine di risolvere anche i numerosi contenziosi sorti a causa dell'attribuzione delle responsabilità dell'inquinamento e degli oneri di bonifica;

la lentezza con cui si sta procedendo danneggia inevitabilmente l'intero sistema produttivo, aggravando una difficile situazione causata dalla contingenza economica, ed è necessario ed urgente da un lato snellire le procedure amministrative e gli adempimenti e dall'altro garantire un efficace rafforzamento del sistema dei controlli ambientali e del regime sanzionatorio;

i 57 siti di interesse nazionale comprendono le aree maggiormente inquinate d'Italia: tra queste i petrolchimici di Porto Marghera, Brindisi, Priolo, Gela, Taranto, le aree industriali di Pioltello Rodano, Bagnoli-Coroglio, Sassuolo, Fidenza, Crotone, Trieste, Massa Carrara, Piombino, Livorno, Serravalle Scrivia, bacino del fiume Sacco, litorale domizio-flegreo e agro aversano; vi sono, inoltre, aree di particolare interesse naturalistico e paesaggistico, che hanno subito fenomeni di contaminazione quali il Lago Maggiore (sito di Pieve Vergente), le lagune di Grado e Marano, Venezia e Orbetello; spesso le problematiche relative all'inquinamento delle matrici ambientali (suolo, acque sotterranee e superficiali, sedimenti) sono strettamente correlate all'insorgenza di problematiche sanitarie;

il Governo ha riconosciuto l'enorme criticità del settore delle bonifiche, in parte dovuta all'inadeguata definizione degli obiettivi della bonifica, spesso non correlati alla successiva destinazione, civile o industriale, dei siti e la dimensione della perimetrazione dei siti stessi, determinata in alcuni casi non in relazione alle reali necessità ambientali, con conseguente avvio di contenziosi e insufficienza delle risorse disponibili;

il Governo ha altresì riconosciuto l'assoluta insufficienza delle risorse finanziarie destinate alle bonifiche e ha affermato l'esigenza di elaborare un Piano nazionale delle bonifiche, in cui sarà definito il cronoprogramma delle attività ed il quadro delle risorse economiche da impegnare su base pluriennale;

numerose sono le aree di interesse nazionale la cui bonifica stenta ad avviarsi, sia per questioni tecniche, spesso legate all'interpretazione della normativa, sia per insufficienza di finanziamenti dedicati a queste aree, sia per pericoli legati allo stato dell'ambiente, con eventuali ripercussioni sanitarie, sia per eventuali processi di reindustrializzazione che necessitano interventi immediati e risolutivi;

per quanto riguarda le risorse che sono state tolte ai fondi destinati al grande tema delle bonifiche relativamente ai siti di interesse nazionale, bisogna rilevare come ormai da diversi anni, dalla definizione di questi siti, ci si trova in presenza di diversi studi, di numerosi approfondimenti, ma purtroppo pochissimi territori sono stati restituiti nelle condizioni iniziali o in condizioni tali da attivare dei processi di reindustrializzazione;

le politiche di bonifica dei siti industriali non rappresentano un aggravio dei conti pubblici, bensì un'opportunità importante per rilanciare la nostra economia attraverso un'opera davvero utile come la messa in sicurezza ambientale del territorio e la tutela della salute dei cittadini;

secondo quanto stabilito dalla delibera CIPE n.166 del 2007 – nell'ambito del quadro strategico nazionale 2007-2013 – le risorse da ripartire negli interventi di bonifica sarebbero dovute ammontare a 3.009 milioni di euro, a valere sul fondo aree sottosviluppate, ma le risorse che erano state stanziate sono state completamente cancellate con la delibera CIPE del 6 marzo 2009, lasciando un generico conferimento dei fondi Fas;

le scelte adottate a livello governativo appaiono anche in contrasto con i principi sanciti dall'articolo 252-bis del Codice ambientale che prevede percorsi accelerati per interventi di bonifica e reindustrializzazione con prodotti e processi ecosostenibili;

 

impegna il Governo

ad individuare le risorse che permettano di elaborare ed avviare – entro il termine della legislatura – un piano complessivo di bonifiche e recupero delle aree contaminate; a concordare con le Regioni lo svincolo delle aree Sin di interesse regionale;

a semplificare i percorsi amministrativi garantendo un controllo delle procedure di bonifica e messa in sicurezza ove esistano attività produttive in essere; a facilitare le condizioni, anche attraverso appositi incentivi, perché i terreni contaminati nelle aree dei sin possano ospitare impianti a fonti rinnovabili."


G/3584/2/13 (testo 2)

FERRANTE, MOLINARI, ORSI, VINCENZO DE LUCA, DI GIOVAN PAOLO, MAZZUCONI, MONACO

La 13ª Commissione permanente, in sede di esame del disegno di legge di stabilità per il 2013,

premesso che:

il dissesto idrogeologico rappresentauna delle principali emergenze del Paese ed è legato alla particolare conformazione geologica del territorio, alla fragile e mutevole natura dei suoli, all'acuirsi delle variazioni climatiche estreme ed all'aumento, per frequenza ed intensità, degli eventi calamitosi;

la pericolosità e i danni diffusi si manifestano, peraltro, anche a seguito di eventi non particolarmente intensi ma localizzati in aree la cui crescita urbanistica è stata tanto veloce e intensa, quanto disordinata e priva di una corretta pianificazione; l'ultimo episodio particolarmente intenso si è verificato di recente con forti ed estesi temporali sulla Liguria, Toscana, Umbria, Triveneto e Alto Lazio: gli effetti sul territorio sono stati devastanti, con cinque vittime e ingenti danni, la cui quantificazione non è stata ancora definitivamente accertata;

secondo l'Ordine nazionale dei geologi, negli ultimi 60 anni gli eventi naturali a carattere disastroso sono stati ben 3362 e sono collegabili principalmente a fenomeni come improvvise inondazioni, frane di tutti i tipi e di tutte le dimensioni, colate di fango e detriti; inoltre la spesa complessiva sostenuta fino ad ora, attualizzata al 2012, è di quasi 60 miliardi di euro, con la particolarità che fino al 1990 la spesa media annuale era di 750 milioni di euro mentre negli ultimi 20 anni la spesa annuale media ammonta ad oltre 1,1 miliardi di euro;

come è noto il fabbisognonecessario per la realizzazione degli interventi di prevenzione e di sistemazione complessiva delle situazioni di dissesto del territorio nazionale ammonta a 44 miliardi di euro, di cui 27 per l'area del Centro-Nord, 13 per il Mezzogiorno e 4 per il patrimonio costiero;

purtroppo, nonostante i buoni propositi e gli impegni assunti dal Governo a seguito di atti di indirizzo parlamentare, negli ultimi dieci anni il trend delle risorse stanziate, a vario titolo, per una politica di prevenzione del rischio idrogeologico, sono costantemente diminuite; gli stanziamenti della legge finanziaria 2003 per la difesa del suolo ammontavano a circa 550 milioni di euro; nel 2007 sono diventati 261 milioni di euro, per poi precipitare agli appena 41 milioni di euro dell'attuale bilancio di previsione per il 2013;

lo stesso Governo, durante l'informativa del novembre 2012 al Parlamento, sui recenti eventi alluvionali, ha sottolineato l'esigenza di affrontare con maggiore impegno la problematica relativa all'elevato rischio idrogeologico e ha affermato l'intenzione di accelerare le procedure di realizzazione degli interventi relativi al Piano idrogeologico, mettendo in opera o cominciando a porre in opera gli accordi di programma realizzati con le regioni e sforzandosi di assicurare agli stessi le risorse finanziarie, che è stato possibile mettere a disposizione;

il Governo ha altresì comunicato che è in corso di elaborazione il Piano nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici, richiesto dall'Europa a ciascuno Stato, in particolare aggiornando le norme urbanistiche in materia di uso del territorio, con il divieto di procedure di condono edilizio, obbligando gli enti pubblici e i privati alla manutenzione dei boschi e dei corsi d'acqua, prevedendo la concessione in uso a imprese cooperative di giovani di terreni abbandonati situati nelle zone vulnerabili al rischio idrogeologico e al rischio di incendio per la loro valorizzazione e manutenzione, prevedendo l'istituzione di un fondo rotativo presso la Cassa depositi e prestiti finalizzato al credito a basso tasso di interesse alle imprese e ai soggetti privati per la realizzazione di progetti che concorrono all'attuazione del Piano, alimentato con il prelievo dello 0,5 per cento dell'accisa applicata ai carburanti;

il Governo infine si è già impegnato – durante l'esame del disegno di legge di conversione deldecreto-legge 7 agosto 2012, n. 129, recante disposizioni urgenti per il risanamento ambientale e la riqualificazione del territorio della città di Taranto – a reintegrare con urgenza i capitoli di bilancio dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per interventi contro il rischio idrogeologico nonché a predisporre un dettagliato resoconto dei flussi di spesa e delle modalità di impiego dei fondi di propria competenza per la realizzazione degli interventi avviati o realizzati per la difesa del suolo, in particolare degli accordi di programma sottoscritti con le Regioni ai sensi della legge n. 191 del 2009, al fine di valutarne l'efficacia e rimuovere le cause dei ritardi nell'utilizzo delle risorse;

l'esame presso la Camera dei deputati ha migliorato la composizione della manovra di bilancio anche per quel che riguarda le risorse per fronteggiare le emergenze degli ultimi eventi alluvionali e il rifinanziamento del fondo di protezione civile per sostenere interventi di ripristino e di tutela connessi a calamità naturali degli anni passati;

con il decreto-legge n. 59 del 2012 di riordino della protezione civile sono state, in realtà, già inserite in maniera strutturale nell'ordinamento giuridico nazionale misure di deroga al patto di stabilità interno per interventi realizzati direttamente dai comuni e dalle province in relazione a eventi calamitosi. Infatti, l'articolo 31, commi 8-bis e 8-ter della legge 12 novembre 2011, n. 183, dispone l'esclusione dal saldo rilevante ai fini del rispetto del Patto delle spese per interventi realizzati direttamente dai comuni e dalle province in relazione a eventi calamitosi in seguito ai quali sia stato deliberato dal Consiglio dei ministri lo stato di emergenza, effettuati nell'esercizio finanziario in cui è avvenuta la calamità e nei due esercizi finanziari successivi;

la normache è volta a consentire ai comuni danneggiati da eventi calamitosi di effettuare maggiori spese in deroga alle regole del patto finanziate con risorse proprie, sconta tuttavia un grosso limite perché si prevede che l'esclusione di dette risorse dal patto di stabilità sia stabilita mediante legge a valere sul Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti alegislazione vigente di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge n. 154 del 2008;

 

impegna il Governo

 

ad individuare le risorse necessarie per avviare una seria ed efficacepolitica di prevenzione del rischio idrogeologico, anche attraverso l'istituzione di un fondo strutturale, provvisto di adeguato finanziamento annuale, in modo da rendere possibile l'avvio di una programmazione e pianificazione degli interventi per la prevenzione del rischio idrogeologico e la manutenzione del territorio, anche attraverso la predisposizione di strumenti come il Piano nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici, già annunciato dal Governo;

ad assumere iniziative atte a rivedere il meccanismo di cui all'articolo 31, commi 8-bis ed 8-ter, della legge 12 novembre 2011, n. 183, disponendo l'esclusione automatica, entro un limite massimo di spesa annuale da individuare nella medesima legge n. 183 del 2011, dal patto di stabilità interno delle spese per interventi realizzati direttamente dai comuni e dalle province con risorse proprie in relazione a eventi calamitosi in seguito ai quali sia stato deliberato dal Consiglio dei ministri lo stato di emergenza;

ad adottare ulteriori iniziative normative volte a prevedere, per l'anno 2013, entro un limite di spesa massimo compatibile con i vincoli di bilancio, l'esclusione dal patto di stabilità interno delle spese per interventi realizzati direttamente dai comuni e dalle province con risorse proprie in relazione a eventi calamitosi."

 


G/3584/2/13

FERRANTE

La 13ª Commissione permanente, in sede di esame del disegno di legge di stabilità per il 2013,

premesso che:

il dissesto idrogeologico rappresentauna delle principali emergenze del Paese ed è legato alla particolare conformazione geologica del territorio, alla fragile e mutevole natura dei suoli, all'acuirsi delle variazioni climatiche estreme ed all'aumento, per frequenza ed intensità, degli eventi calamitosi;

la pericolosità e i danni diffusi si manifestano, peraltro, anche a seguito di eventi non particolarmente intensi ma localizzati in aree la cui crescita urbanistica è stata tanto veloce e intensa, quanto disordinata e priva di una corretta pianificazione; l'ultimo episodio particolarmente intenso si è verificato la scorsa settimana con forti ed estesi temporali sulla Liguria, Toscana, Umbria, Triveneto e Alto Lazio: gli effetti sul territorio sono stati devastanti, con cinque vittime e ingenti danni, la cui quantificazione non è stata ancora definitivamente accertata;

secondo l'Ordine nazionale dei geologi, negli ultimi 60 anni gli eventi naturali a carattere disastroso sono stati ben 3362 e sono collegabili principalmente a fenomeni come improvvise inondazioni, frane di tutti i tipi e di tutte le dimensioni, colate di fango e detriti; inoltre la spesa complessiva sostenuta fino ad ora, attualizzata al 2012, è di quasi 60 miliardi di euro, con la particolarità che fino al 1990 la spesa media annuale era di 750 milioni di euro mentre negli ultimi 20 anni la spesa annuale media ammonta ad oltre 1,1 miliardi di euro;

come è noto il fabbisognonecessario per la realizzazione degli interventi di prevenzione e di sistemazione complessiva delle situazioni di dissesto del territorio nazionale ammonta a 44 miliardi di euro, di cui 27 per l'area del Centro-Nord, 13 per il Mezzogiorno e 4 per il patrimonio costiero;

purtroppo, nonostante i buoni propositi e gli impegni assunti dal Governo a seguito di atti di indirizzo parlamentare, negli ultimi dieci anni il trend delle risorse stanziate, a vario titolo, per una politica di prevenzione del rischio idrogeologico, sono costantemente diminuite; gli stanziamenti della legge finanziaria 2003 per la difesa del suolo ammontavano a circa 550 milioni di euro; nel 2007 sono diventati 261 milioni di euro, per poi precipitare agli appena 41 milioni di euro dell'attuale bilancio di previsione per il 2013;

lo stesso Governo, durante l'informativa del novembre 2012 al parlamento, sui recenti eventi alluvionali, ha sottolineato l'esigenza di affrontare con maggiore impegno la problematica relativa all'elevato rischio idrogeologico ed ha affermato l'intenzione di accelerare le procedure di realizzazione degli interventi relativi al Piano idrogeologico, mettendo in opera o cominciando a porre in opera gli accordi di programma realizzati con le regioni e sforzandosi di assicurare agli stessi le risorse finanziarie, che è stato possibile mettere a disposizione;

il Governo ha altresì comunicato che è in corso di elaborazione la redazione del Piano nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici, richiesto dall'Europa a ciascuno Stato, in particolare aggiornando le norme urbanistiche in materia di uso del territorio, con il divieto di procedure di condono edilizio, obbligando gli enti pubblici e i privati alla manutenzione dei boschi e dei corsi d'acqua, prevedendo la concessione in uso a imprese cooperative di giovani di terreni abbandonati situati nelle zone vulnerabili al rischio idrogeologico e al rischio di incendio per la loro valorizzazione e manutenzione, prevedendo l'istituzione di un fondo rotativo presso la Cassa depositi e prestiti finalizzato al credito a basso tasso di interesse alle imprese e ai soggetti privati per la realizzazione di progetti che concorrono all'attuazione del Piano, alimentato con il prelievo dello 0,5 per cento dell'accisa applicata ai carburanti;

il Governo infine si è già impegnato – durante l'esame del disegno di legge di conversione deldecreto-legge 7 agosto 2012, n. 129, recante disposizioni urgenti per il risanamento ambientale e la riqualificazione del territorio della città di Taranto – a reintegrare con urgenza i capitoli di bilancio dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per interventi contro il rischio idrogeologico nonché a predisporre un dettagliato resoconto dei flussi di spesa e delle modalità di impiego dei fondi di propria competenza per la realizzazione degli interventi avviati o realizzati per la difesa del suolo, in particolare degli accordi di programma sottoscritti con le Regioni ai sensi della legge n. 191 del 2009, al fine di valutarne l'efficacia e rimuovere le cause dei ritardi nell'utilizzo delle risorse;

l'esame alla Camera dei deputati ha migliorato la composizione della manovra anche per quel che riguarda le risorse per fronteggiare le emergenze degli ultimi eventi alluvionali e rifinanziando il fondo di protezione civile per sostenere interventi di ripristino e di tutela connessi a calamità naturali degli anni passati;

con il decreto-legge n. 59 del 2012 di riordino della protezione civile sono state, in realtà, già inserite in maniera strutturale nell'ordinamento giuridico nazionale misure di deroga al patto di stabilità interno per interventi realizzati direttamente dai comuni e dalle province in relazione a eventi calamitosi. Infatti, l'articolo 31, commi 8-bis e 8-ter della legge 12 novembre 2011, n. 183, dispone l'esclusione dal saldo rilevante ai fini del rispetto del Patto delle spese per interventi realizzati direttamente dai comuni e dalle province in relazione a eventi calamitosi in seguito ai quali sia stato deliberato dal Consiglio dei Ministri lo stato di emergenza, effettuati nell'esercizio finanziario in cui è avvenuta la calamità e nei due esercizi finanziari successivi;

la normache è volta a consentire ai comuni danneggiati da eventi calamitosi di effettuare maggiori spese in deroga alle regole del patto finanziate con risorse proprie, sconta tuttavia un grosso limite perché si prevede che l'esclusione di dette risorse dal patto di stabilità sia stabilita mediante legge a valere sul Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente di cui all'articolo 6, comma 2 del decreto-legge n. 154 del 2008,

 

impegna il Governo

ad individuare le risorse necessarie per avviare una seria ed efficacepolitica di prevenzione del rischio idrogeologico, anche attraverso l'istituzione di un fondo strutturale, provvisto di adeguato finanziamento annuale, in modo da rendere possibile l'avvio di una programmazione e pianificazione degli interventi per la prevenzione del rischio idrogeologico e la manutenzione del territorio, anche attraverso la predisposizione degli strumenti, come il piano nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici, già annunciato dal Governo;

a rivedere il meccanismo di cui all'articolo 31, commi 8-bis ed 8-ter, della legge 12 novembre 2011, n. 183 disponendo l'esclusione automatica, in un limite massimo di spesa annuale da individuare nella medesima legge n. 183 del 2011, dal patto di stabilità interno delle spese per interventi realizzati direttamente dai comuni e dalle province con risorse proprie in relazione a eventi calamitosi in seguito ai quali sia stato deliberato dal Consiglio dei ministri lo stato di emergenza;

adadottare ulteriori iniziative normative volte a prevedere, per l'anno 2013, entro un limite di spesa massimo compatibile con i vincoli di bilancio, l'esclusione dal patto di stabilità interno delle spese per interventi realizzati direttamente dai comuni e dalle province con risorse proprie in relazione a eventi calamitosi. 


1.08

GHIGO, PICHETTO FRATIN

Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. l-bis.

(Ulteriori disposizioni in materia di IPT)

        1. All'articolo 56 del decreto legislativo 15 dicembre 1998, n. 446 è apportata la seguente modificazione: dopo il comma 11 è inserito il seguente:

        ''11-bis. il punto 2 della tabella allegata al dm 27/11/1998 n. 435 è abrogato''.

        2. Le province autonome di Trento e Bolzano e la Regione Valle d'Aosta assicurano, per l'anno 2012, un concorso alla finanza pubblica, in termini di saldo netto da finanziarie con un ulteriore contributo di 100 milioni di euro ripartito in misura proporzionale sulla base delle maggiori entrate (immatricolazioni), registrate nel 2012 rispetto all'anno 2011, rivenienti nei predetti territori dall'applicazione dell'imposta provinciale di trascrizione (IPT) di cui al decreto ministeriale 27 novembre 1998, n. 435, relativa alla tariffa per gli atti soggetti ad IVA. Per l'anno 2012 il saldo obiettivo relativo al patto di stabilità interno per il comparto delle province è ridotto dell'importo di 100 milioni di euro.

        3. Con decreto del ministero dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza Stato Città ed autonomie locali, si provvede alla ripartizione tra le province della riduzione del saldo obiettivo di cui sopra tenendo conto del minor gettito registrato nel 2012 rispetto all'anno 2011 e riveniente nei predetti enti dall'applicazione dell'imposta provinciale di trascrizione (IPT) di cui al decreto ministeriale 27 novembre 1998, n. 435, relativa alla tariffa per gli atti soggetti ad IVA, in misura fissa in luogo della misura determinata secondo i criteri vigenti per gli atti non soggetti ad IVA».


1.1

ANDRIA

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 2, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, gli enti pubblici previdenziali e assicurativi, all'esito delle riduzioni delle dotazioni organiche disposte ai sensi dell'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, possono, in alternativa, ridurre in misura non inferiore al30 per cento, per gli anni 2013, 2014 e 2015, le facoltà assunzionali previste dalla legislazione vigente, con l'obiettivo di realizzare un'ulteriore contrazione della consistenza di personale. Le somme derivanti da tale riduzione sono versate annualmente ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato entro il 30 giugno di ciascun anno».


1.2

BORNACIN

IN PARTE INAMMISSIBILE IN PARTE RESPINTO

Dopo il comma 3, inserire i seguenti:

        «3-bis. All'articolo 2 della legge 3 agosto 2004, n. 206, al comma 1 è aggiunto il seguente:

        ''1-bis. Ai fini degli incrementi di pensione e di trattamento di fine rapporto o equipollenti di cui al comma l, per i soli dipendenti privati che abbiano presentato domanda entro il 30 novembre 2007, in luogo del 7,5% e prescindendo da qualsiasi sbarramento al conseguimento della qualifica immediatamente superiore ove prevista dai rispettivi contratti di categoria, si fa riferimento alla percentuale di incremento tra la retribuzione contrattuale immediatamente superiore .e quella contrattuale posseduta all'atto del pensionamento. Per i soli dipendenti pubblici la retribuzione pensionabile di cui al comma 1, si intende omnicomprensiva anche dell'indennità integrativa speciale, prescindendo dalla data di cessazione dell'avente causa''.

        3-ter. Il comma 1 dell'art. 3 della legge 3 agosto 2004, si interpreta nel senso che i benefici ivi previsti spettano al coniuge ed ai figli dell'invalido, anche se il matrimonio è stato contratto e/o i figli sono nati successivamente all'atto terroristico. Se l'invalido contrae matrimonio dopo che il beneficio è stato attribuito ai genitori, il coniuge ed i figli di costui ne sono esclusi.

        3-quater. Il comma 2 dell'art. 4 della legge 3 agosto 2004, n. 206, si interpreta nel senso che è indifferente che la posizione assicurativa obbligatoria sia aperta al momento dell'evento terroristico o successivamente. In nessun caso, sono opponibili termini o altre limitazioni temporali alla titolarità della posizione e del diritto al benefIcio che ne consegue.

        3-quinquies. Il comma 2-bis dell'art. 4 della legge 3 agosto 2004, n. 206, ai fini della sua applicazione per quanto attiene l'ultima retribuzione annua integralmente percepita e maturata, si interpreta nel senso che essa è riferita all'ultimo anno effettivamente lavorato precedente la decorrenza della pensione ed è rappresentata dalla retribuzione lorda di fatto quale definita dall'ISTAT e cioè determinata dalla somma della componente continuativa ed accessoria nonché della componente saltuaria e occasionale delle retribuzioni, prescindendo, senza alcuna limitazione, da qualsiasi assoggettamento a contribuzione previdenziale e a trattenuta fiscale.

        3-sexies. Il comma 3 dell'art. 5 della legge 3 agosto 2004, n. 206, si interpreta nel senso che il beneficio previsto dello speciale assegno vitalizio mensile di originari euro 1.033, soggetto a perequazione automatica di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 e successive modificazioni, per i superstiti delle vittime, è erogabile anche a favore dei familiari, limitatamente al coniuge ed ai figli anche maggiorenni ed. in mancanza ai genitori, degli invalidi con inabilità pari o superiore al 25%, determinata o rideterrninata ai sensi dell'art. 6 comma 1, anche se deceduti per qualunque causa.

        3-septies. Al comma 3 dell'art. 5 della legge 3 agosto 2004, n. 206, sono aggiunti i seguenti:

        ''3-bis. A decorrere dall'entrata in vigore della presente disposizione ai soggetti di cui al comma 3 ed al presente comma 3-bis è corrisposto un nuovo speciale assegno vitalizio non reversibile pari ad euro 1.533 mensili, corrispondente alla somma matematica dei due assegni originari riferiti all'art. 3 e alla normativa indicata nel periodo in appresso, soggetto, fin dalla data rispettivamente prevista per ciascuno degli assegni, alla perequazione automatica di cui all'articolo Il del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 e successive modificazioni. A decorrere dalla medesima data cessano di essere corrisposti agli aventi diritto lo speciale assegno vitalizio non reversibile di nominali 1033 euro mensili e l'assegno vitalizio non reversibile nominale di cui all'art 2 della legge 23 novembre 1998, n. 407 e successive modificazioni.

        3-ter. A decorrere dall'entrata in vigore della presente disposizione il vitalizio di cui al comma 3-bis è concesso altresì al coniuge ed ai figli, anche se il matrimonio è stato contratto o i figli sono nati successivamente all'atto terroristico e, in mancanza dei predetti ai genitori, degli invalidi permanenti ancora in vita in misura non inferiore alla percentuale del 50 per cento, come determinata o rideterminata ai sensi dell'articolo 6, comma 1. Tale assegno vitalizio In caso di morte dell'invalido assorbe quello di cui al comma 3. Se l'invalido contrae matrimonio dopo che il nuovo speciale assegno vitalizio sia stato già erogato a ciascuno dei genitori, il coniuge ed figli di costui non hanno diritto al suddetto beneficio.''.

        3-octies. L'articolo 7 della legge 3 agosto 2004, n. 206, è sostituito dal seguente:

        ''Art. 7. – 1. Ai pensionati vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice e ai loro superstiti, limitatamente al coniuge ed ai figli anche maggiorenni, ed in loro mancanza ai genitori, è assicurato l'adeguamento costante della misura delle pensioni di ciascun soggetto, siano esse dirette, indirette o di reversibilità, al trattamento complessivo in godimento dei lavoratori in attività nelle corrispondenti posizioni economiche e con pari anzianità. A decorrere dal l gennaio 2007, la presente disposizione si applica anche ai familiari degli invalidi ancora in vita Il beneficio spetta al coniuge ed ai figli dell'invalido, anche se il matrimonio è stato contratto e/o i figli sono nati successivamente all'atto terroristico. Se l'invalido contrae matrimonio dopo che il beneficio è stato attribuito ai genitori , il coniuge ed i figli di costui ne sono esclusi. In ogni caso, limitatamente ai trattamenti diretti di tutti i familiari di cui alla presente disposizione, il beneficio è applicato dal 1º gennaio 2007''.

        3-novies. Al comma 8, dell'art. 1, della legge 23 agosto 2004, n. 243 sono aggiunti i seguenti:

        ''8-bis. I destinatari dei benefici pensionistici di cui alla legge 3 agosto 2004. n. 206 e successive modificazioni maturano il diritto alla pensione di anzianità e vecchiaia secondo le disposizioni in vigore, nei rispettivi regimi previdenziali , esclusivamente vigenti alla data del 31 dicembre 2007. La presente disposizione si applica anche con riferimento ai casi a venire. In ogni caso si prescinde comunque da ogni successiva modificazione delle normative.

        8-ter. I soggetti di cui al comma 8-bis possono richiedere all'Ente previdenziale di appartenenza od al Ministero del Lavoro. a seconda di essere provvisti o meno di titolarità di posizione assicurativa pensionistica obbligatoria alla data della richiesta, la certificazione dei diritti pensionistici indicati in detto comma e degli altri diritti previsti dalla speciale normativa che li riguarda''».

        Conseguentemente, agli oneri derivanti dall'applicazione dei commi 3-septies, 3-octies e 3-novies, valutati complessivamente in euro 8.642.071 per il 2013. euro 4.898.787 per il 2014 e euro 4.985.353 per il 2015, si provvede mediante riduzione in misura corrispondente dell'importo della allegata tabella A, rubrica «Ministero dell'economia e delle finanze».


1.3

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Al comma 16, ovunque ricorrano, sostituire le parole: «4 dicembre 2011» con le seguenti: «31 dicembre 2011».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto, di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo l della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 600 milioni di euro nel 2013 e in 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398.».

            b) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di un onere di 250 milioni.

            c) al medesimo articolo 2, sopprimere i commi 24 e 29;

            d) All'articolo 3, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 30-bis, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185, come convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:

            alla lettera a), sostituire ''12,6'' con ''15,9'';

            alla lettera b), sostituire ''11,6'' con ''18,5'';

            alla lettera c), sostituire ''10,6'' con ''15,5'';

            alla lettera d), sostituire ''9 per cento'' con ''13,5 per cento'';

            alla lettera e), sostituire ''8 per cento'' con 10,5 ''per cento'';

            e) all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le parole: «ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 300 milioni di euro per l'anno 2013».


1.4

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Al comma 16, ovunque ricorrono, sostituire le parole: «entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011» con le seguenti: «entro il 31 dicembre 2014».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, dopo il comma 3, inserire il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 600 milioni di euro nel 2013 e in 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398.».

            b) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di un onere di 250 milioni.

            c) al medesimo articolo 2, sopprimere i commi 24 e 29;

            d) All'articolo 3, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 30-bis, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008 n.185, come convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:

            alla lettera a), sostituire ''12,6'' con ''15,9'';

            alla lettera b), sostituire ''11,6'' con ''18,5'';

            alla lettera c), sostituire ''10,6'' con ''15,5'';

            alla lettera d), sostituire ''9 per cento'' con ''13,5 per cento'';

            alla lettera e), sostituire ''8 per cento'' con ''10,5 per cento'';

            e) all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le parole: «ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 300 milioni di euro per l'anno 2013.


1.5

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Al comma 16, ovunque ricorrono, sostituire le parole: «i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico» con le seguenti: «i requisiti utili al trattamento pensionistico».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, dopo il comma 3, inserire il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 600 milioni di euro nel 2013 e in 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398.».

            b) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di un onere di 250 milioni.

            c) al medesimo articolo 2, sopprimere i commi 24 e 29;

            d) All'articolo 3, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 30-bis, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.185, come convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:

            alla lettera a), sostituire ''12,6'' con ''15,9'';

            alla lettera b), sostituire ''11,6'' con ''18,5'';

            alla lettera c), sostituire ''10,6'' con ''15,5'';

            alla lettera d), sostituire ''9 per cento'' con ''13,5 per cento'';

            alla lettera e), sostituire ''8 per cento'' con ''10,5 per cento'';

            e) all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le parole: «ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 300 milioni di euro per l'anno 2013».


1.6

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Al comma 16, lettera a) sopprimere le parole: «entro il 30 settembre 2012» e sopprimere le parole: «entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 191, n. 223, ovvero durante il periodo di godimento dell'indennità di mobiolità in deroga e in ogni caso».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 600 milioni di euro nel 2013 e in 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398.».

            b) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di un onere di 250 milioni.

            c) al medesimo articolo 2, sopprimere i commi 24 e 29;

            d) All'articolo 3, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 30-bis, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.185, come convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:

            alla lettera a), sostituire ''12,6'' con ''15,9'';

            alla lettera b), sostituire ''11,6'' con ''18,5'';

            alla lettera c), sostituire ''10,6'' con ''15,5'';

            alla lettera d), sostituire ''9 per cento'' con ''13,5 per cento'';

            alla lettera e), sostituire ''8 per cento'' con ''10,5 per cento'';

            e) all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le parole: «ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 300 milioni di euro per l'anno 2013».


1.7

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Al comma 16, lettera a) sostituire le parole: «entro il 31 dicembre 2014» con le seguenti: «entro ventiquattro mesi dalla fine del periodo di fruizione della mobilità».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 600 milioni di euro nel 2013 e in 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398.».

            b) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di un onere di 250 milioni.

            c) al medesimo articolo 2, sopprimere i commi 24 e 29;

            d) All'articolo 3, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 30-bis, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, come convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:

            alla lettera a), sostituire ''12,6'' con ''15,9'';

            alla lettera b), sostituire ''11,6'' con ''18,5'';

            alla lettera c), sostituire ''10,6'' con ''15,5'';

            alla lettera d), sostituire ''9 per cento'' con ''13,5 per cento'';

            alla lettera e), sostituire ''8 per cento'' con ''10,5 per cento'';

            e) all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le parole: «ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 300 milioni di euro per l'anno 2013».


1.8

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Al comma 16, lettera c) ovunque ricorrono, sostituire le parole: «30 giugno 2012» con le seguenti: «31 dicembre 2012».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 600 milioni di euro nel 2013 e in 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398.».

            b) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di un onere di 250 milioni.

            c) al medesimo articolo 2, sopprimere i commi 24 e 29;

            d) All'articolo 3, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 30-bis, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, come convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:

            alla lettera a), sostituire ''12,6'' con ''15,9'';

            alla lettera b), sostituire ''11,6'' con ''18,5'';

            alla lettera c), sostituire ''10,6'' con ''15,5'';

            alla lettera d), sostituire ''9 per cento'' con ''13,5 per cento'';

            alla lettera e), sostituire ''8 per cento'' con ''10,5 per cento'';

            e) all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le parole: «ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 300 milioni di euro per l'anno 2013».


1.9

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Al comma 16, lettera c) sostituire il capoverso 2) con il seguente:

        «2) perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro ventiquattro mesi dalla cessazione dell'attività lavorativa».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1 dopo il comma 3,aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel Conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 600 milioni di euro nel 2013 e in 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».

            b) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di un onere di 250 milioni;

            c) al medesimo articolo 2, sopprimere i commi 24 e 29;

            d) all'articolo 3, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 30-bis, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185, come convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:

            alla lettera a), sostituire: ''12,6'' con ''15,9'';

            alla lettera b), sostituire: ''11,6'' con ''18,5'';

            alla lettera c), sostituire: ''10,6'' con ''15,5'';

            alla lettera d), sostituire: ''9 per cento'' con ''13,5 per cento'';

            alla lettera e), sostituire: ''8 per cento'' con 1''0,5 per cento''»;

            e) all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le parole: «ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 300 milioni di euro per l'anno 2013».


1.10

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Al comma 16, sostituire la lettera d) con la seguente:

            «d) ai lavoratori posti in mobilità ordinaria entro il 31 dicembre 2011, i quali, in quanto fruitori della relativa indennità devono attendere il termine della fruizione della stessa per poter essere autorizzati alla prosecuzione volontaria ed effettuare il versamento volontario per perfezionare il requisito pensionistico previsto al momento della firma dell'accordo, a condizione che perfezionino i requisiti utili a comportare la maturazione del requisito pensionistico entro il 31 dicembre 2014.».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 600 milioni di euro nel 2013 e in l miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398.»

            b) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di un onere di 250 milioni.

            c) al medesimo articolo 2, sopprimere i commi 24 e 29;

            d) All'articolo 3, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 30-bis, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185, come convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:

        alla lettera a), sostituire: ''12,6'' con ''15,9'';

        alla lettera b), sostituire: ''11,6'' con ''18,5'';

        alla lettera c), sostituire: ''10,6'' con ''15,5'';

        alla lettera d), sostituire: ''9 per cento'' con ''13,5 per cento'';

        alla lettera e), sostituire: ''8 per cento'' con ''10,5 per cento''»;

            e) all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le parole: ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 300 milioni di euro per l'anno 2013».


1.11

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

Al comma 16, dopo la lettera d), inserire la seguente:

            «e) ai lavoratori licenziati entro il 31 dicembre 20 Il, anche in conseguenza di fallimento o di altra procedura concorsuale nonché di cessazione dell'attività dell'impresa, purché privi di occupazione, che non rientrino nei casi di cui alla lettera b) e maturino il diritto a pensione sulla base delle previgenti regole entro i successivi ventiquattro mesi».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 600 milioni di euro nel 2013 e in 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».

            b) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di un onere di 250 milioni;

            c) al medesimo articolo 2, sopprimere i commi 24 e 29;

            d) all'articolo 3, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 30-bis, comma l, del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185, come convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:

        alla lettera a), sostituire: ''12,6'' con ''15,9'';

        alla lettera b), sostituire: ''11,6'' con ''18,5''

        alla lettera c), sostituire: ''10,6'' con ''15,5'';

        alla lettera d), sostituire: ''9 per cento'' con ''13,5 per cento'';

        alla lettera e), sostituire: ''8 per cento'' con ''10,5 per cento''»;

            e) all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le parole: «ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 300 milioni di euro per l'anno 2013».


1.12

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Dopo il comma 15, inserire il seguente:

        «15-bis. Al comma 1, dell'articolo 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92, le parole: ''1º gennaio 2013'' sono sostituite dalle seguenti: ''1º gennaio 2016''».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 600 milioni di euro nel 2013 e in 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».

            b) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di un onere di 250 milioni.

            c) al medesimo articolo 2, sopprimere i commi 24 e 29;

            d) all'articolo 3, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 30-bis, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185, come convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:

        alla lettera a), sostituire: ''12,6'' con ''15,9'';

        alla lettera b), sostituire: ''11,6'' con ''18,5'';

        alla lettera c), sostituire: ''10,6'' con ''15,5'';

        alla lettera d), sostituire: ''9 per cento'' con ''13,5 per cento'';

        alla lettera e), sostituire: ''8 per cento'' con ''10,5 per cento''.»;

            e) all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le parole: «ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 300 milioni di euro per l'anno 2013».


1.13

CASTELLI, VACCARI, MASSIMO GARAVAGLIA

RESPINTO

All'articolo 3, dopo il comma 34, inserire il seguente:

        «34-bis. Il 50 per cento dell'ammontare della tassa di concessione governativa di cui agli artt. 18, 19 e 20 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641 è devoluto, a decorrere dal 1º gennaio 2013, ai Comuni nei quali sono ubicati gli impianti».

        Conseguentemente:

        All'articolo 1, dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2011 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata non inferiore a 800 milioni di euro nel 2013 e a 2 miliardi di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».


1.14

DIVINA, MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

All'articolo 3 comma 18, sostituire le parole: «nella misura del 20» con le seguenti «nella misura del 40 per cento».

        all'articolo 1, dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, Inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2011 ridotta fino al 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata non inferiore a 800 milioni di euro nel 2013 e a 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».


1.15

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

All'articolo 3, dopo il comma 34, inserire il seguente:

        «34-bis. I commi 13 e 13-bis dell'articolo 14 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 sono abrogati».

        Conseguentemente:

        All'articolo 1, dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2011 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata non inferiore a 1.000 milioni di euro nel 2013 e a 2 miliardi di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».


1.16

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

All'articolo 3, dopo il comma 34, inserire il seguente:

        «34-bis. I commi 13 e 13-bis dell'articolo 14 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 sono abrogati.»

        Conseguentemente:

        all'articolo 1, dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2011 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata non inferiore a 1.000 milioni di euro nel 2013 e a 2 miliardi di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».


1.17

CASTELLI, VACCARI, MASSIMO GARAVAGLIA

RESPINTO

All'articolo 3, dopo il comma 34, inserire il seguente:

        «34-bis. Il 50 per cento dell'ammontare della tassa di concessione governativa di cui agli artt. 18, 19 e 20 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641 è devoluto, a decorrere dal 1º gennaio 2013, ai Comuni nei quali sono ubicati gli impianti».

        Conseguentemente:

        All'articolo 1, dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione,come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTA una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2011 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata non inferiore a 800 milioni di euro nel 2013 e a 2 miliardi di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».


1.18

DIVINA, MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

All'articolo 3, comma 18, sostituire le parole: «nella misura del 20» con le seguenti: «nella misura del 40 per cento».

        Conseguentemente, all'articolo 1, dopo il comma 3 inserire il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2011 ridotta fino al 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata non inferiore a 800 milioni di euro nel 2013 e a 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati. al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».


1.19

MURA, DIVINA

RESPINTO

All'articolo 3, sopprimere il comma 18.

        Conseguentemente, all'articolo 1, dopo il comma 3 inserire il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo l della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2011 ridotta fino al 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata non inferiore a 800 milioni di euro nel 2013 e a l miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».


1.20

MURA, DIVINA

RESPINTO

All'articolo 3, sopprimere il comma 18

        Conseguentemente, all'articolo 1, dopo il comma 3 inserire il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2011 ridotta fino al 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata non inferiore a 800 milioni di euro nel 2013 e a 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».


1.21

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

All'articolo 3, sopprimere il comma 13.

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1,dopo il comma 3, inserire il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è ridetermina in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 600 milioni di euro nel 2013 e in 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398.».

            b) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di un onere di 250 milioni;

            c) al medesimo articolo 2, sopprimere i commi 24 e 29;

            d) All'articolo 3, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 30-bis, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008 n.l85, come convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:

            alla lettera a), sostituire 12,6 con 15,9;

            alla lettera b), sostituire 11,6 con 18,5;

            alla lettera c), sostituire 10,6 con 15,5;

            alla lettera d), sostituire 9 per cento con 13,5 per cento;

            alla lettera e), sostituire 8 per cento con 10,5 per cento»;

            e) all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le parole: «ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 300 milioni di euro per l'anno 2013».


1.22

VEDANI, MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI, MERCATALI, ZANETTA

All'articolo 2, dopo il comma 20, inserire il seguente:

        «20-bis. Alla legge 5 giugno 1997, n. 147, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 2, comma 1, sono aggiunti, infine, i seguenti periodi: ''Per il solo anno 2012, ai fini del raggiungimento del diritto a percepire l'indennità di disoccupazione speciale per i lavoratori frontalieri, qualora nei due anni precedenti lo stato di disoccupazione siano presenti periodi di malattia o di infortunio, questi periodi devono essere considerati periodi neutri ai sensi della legge 23 luglio 1991, n. 223. I medesimi periodi, pur non potendo essere presi in considerazione ai fini del raggiungimento del requisito contributivo di almeno un anno di attività soggetta a contribuzione, secondo il regime di assicurazione contro la disoccupazione vigente in Svizzera, nei due anni precedenti, possono comunque determinare la retrodatazione del biennio nel quale verificare la sussistenza del requisito di un anno di contribuzione versata per la medesima assicurazione svizzera contro la disoccupazione'';

            b) all'articolo 3, comma 1, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ''Per i lavoratori frontalieri di cui al primo periodo che maturino il diritto nell'anno 2012, la durata massima di cui al periodo precedente è elevata a diciotto mesi per i lavoratori di età compresa tra i cinquanta e i cinquantacinque anni e a ventiquattro mesi per i lavoratori di cinquantasei anni di età e oltre''».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 600 milioni di euro nel 2013 e in 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».

            b) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di un onere di 250 milioni.

            c) al medesimo articolo 2, sopprimere i commi 24 e 29;

            d) All'articolo 3, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 30-bis, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008 n.185, come convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:

            alla lettera a), sostituire 12,6 con 15,9;

            alla lettera b), sostituire 11,6 con 18,5;

            alla lettera c), sostituire 10,6 con 15,5;

            alla lettera d), sostituire 9 per cento con 13,5 per cento;

            alla lettera e), sostituire 8 per cento con 10,5 per cento»;

            e) all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le parole: «ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 300 milioni di euro per l'anno 2013».


1.23

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

All'articolo 2, dopo il comma 22, aggiungere il seguente:

        «22-bis. L'articolo 2 della legge 7 febbraio 1979, n. 29, si interpreta nel senso che la facoltà di ricongiunzione ivi prevista è consentita presso una delle gestioni dei lavoratori autonomi, quando il lavoratore sia iscritto presso la gestione stessa, o possa farvi valere almeno otto anni di contribuzione in costanza di effettiva attività lavorativa. L'ulteriore requisito di almeno cinque anni di contribuzione nell'AGO nel periodo immediatamente antecedente alla domanda, previsto dall'ultimo comma dell'articolo l della stessa legge, è imposto soltanto, per la ricongiunzione di tutti i periodi di contribuzione nell'assicurazione generale obbligatoria».

        Conseguentemente:

        a) all'articolo 1, dopo il comma3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 600 milioni di euro nel 2013 e in 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398.».«

        b) all'articolo l, comma 4, elenco l, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di un onere di 250 milioni.

            c) al medesimo articolo 2, sopprimere i commi 24 e 29;

            d) All'articolo 3, dopo il comma l, aggiungere il seguente:

        «l-bis. All'articolo 30-bis, comma l, del decreto-legge 29 novembre 2008 n.185, come convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:

        alla lettera a), sostituire 12,6 con 15,9;

        alla lettera b), sostituire 11,6 con 18,5;

        alla lettera c), sostituire 10,6 con 15,5;

        alla lettera d), sostituire 9 per cento con 13,5 per cento;

        alla lettera e), sostituire 8 per cento con 10,5 per cento»;

        e) all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le parole: «Ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 300 milioni di euro per l'anno 2013».


1.24

MASSIMO GARAVAGLIA

RESPINTO

All'articolo 3 sostituire il comma 18 con il seguente:

        «18. La lettera b) del comma 1 dell'articolo 164, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è così sostituita:

            ''b) nella misura del 40 per cento relativamente ad una sola autovettura e ad un solo autocaravan, di cui alle citate lettere dell'articolo 54 del citato decreto legislativo n. 285 del 1992, nella misura del 20 per cento relativamente alle altre autovetture e autocaravan e ai ciclomotori e motocicli il cui utilizzo è diverso da quello indicato alla lettera a), numero 1). Tale percentuale è elevata all'80 per cento per i veicoli utilizzati dai soggetti esercenti attività di agenzia o di rappresentanza di commercio. Nel caso di esercizio di arti e professioni in forma individuale, la deducibilità è ammessa, nella misura del 40 per cento, limitatamente ad un solo veicolo; se l'attività è svolta da società semplici e da associazioni di cui all'articolo 5, la deducibilità è consentita soltanto per un veicolo per ogni socio o associato. Non si tiene conto: della parte del costo di acquisizione che eccede lire 35 milioni per le autovetture e gli autocaravan, lire 8 milioni per i motocicli, lire 4 milioni per i ciclomotori; dell'ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo di detti veicoli che eccede i limiti indicati, se i beni medesimi sono utilizzati in locazione finanziaria; dell'ammontare dei costi di locazione e di noleggio che eccede lire 7 milioni per le autovetture e gli autocaravan, lire 1,5 milioni per i motocicli, lire ottocentomila per i ciclomotori. Nel caso di esercizio delle predette attività svolte da società semplici e associazioni di cui al citato articolo 5, i suddetti limiti sono riferiti a ciascun socio o associato. I limiti predetti, che con riferimento al valore dei contratti di locazione anche finanziaria o di noleggio vanno ragguagliati ad anno, possono essere variati, tenendo anche conto delle variazioni dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati verificate si nell'anno precedente, con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. 1'' predetto limite di 35 milioni di lire per le autovetture è elevato a 50 milioni di lire per gli autoveicoli utilizzati da agenti o rappresentanti di commercio'';».

        Conseguentemente, all'articolo 1, dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2011 ridotta fino al 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata non inferiore a 800 milioni di euro nel 2013 e a 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».


1.25

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Sostituire il comma 91 con il seguente:

        «91. All'articolo 166 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, in legge 7 agosto 2012, n. 135, al comma 6 le parole: ''2012 e di 2.000 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014 e 2100 milioni a decorrere dall'anno 2015'' sono sostituite dalle parole: ''2012, 2013, 2014 e 600 milioni dall'anno 2015''».

        Conseguentemente:

            a) All'articolo 3, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 30-bis, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185, come convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti modifiche:

            alla lettera a), sostituire 12,6 con 15,9;

            alla lettera b), sostituire 11,6 con 14,5;

            alla lettera c), sostituire 10,6 con 13,5;

            alla lettera d), sostituire 9 per cento con 12,5 per cento;

            alla lettera e), sostituire 8 per cento con 11,5 per cento».

            b) all'articolo 1, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 1.000 milioni di euro nel 2013 e in 2 miliardi di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».


1.26

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Dopo il comma 94, aggiungere il seguente:

        «94-bis. All'articolo 16 del decreto-legge 13 agosto 2011 n. 138, convertito in legge 14 settembre 2011 0.148, sopprimere il comma 31».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 600 milioni di euro nel 2013 e in 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».


1.27

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Al comma 96, primo periodo, le parole: «600 milioni di euro per l'anno 2013 e» sono soppresse.

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di 250 milioni di euro;

            b) all'articolo 1, dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2011 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata non inferiore a 800 milioni di euro nel 2013 e a 2 miliardi di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere rassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».


1.28

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Sopprimere il comma 91.

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti del produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2010 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione, rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata, non inferiore a 600 milioni di euro nel 2013 e in 1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398.».


1.29

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Al comma 96, primo periodo, sostituire le parole da: «è ridotto» fino alla fine del periodo con le seguenti: «è incrementato di 400 milioni di euro per l'anno 2013».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di 250 milioni di euro;

            b) all'articolo 1, dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

        «3-bis. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2011 ridotta del 2 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata non inferiore a 800 milioni di euro nel 2013 e a 2 miliardi di euro a decorrere dall'anno 2014. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».


1.30

BONFRISCO

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

        «3-bis. All'articolo 23-ter del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, al comma 1 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ''Resta in ogni caso fermo che ai fini previdenziali le disposizioni di cui al presente comma operano con riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere dalla data di entrata in vigore del predetto decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con riferimento ai soggetti che alla data del 22 dicembre 2011 abbiano maturato i requisiti per l'accesso al pensionamento, non siano titolari di altri trattamenti pensionistici e risultino essere percettori di un trattamento economico imponibile ai predetti fini superiore al limite stabilito dal presente comma, purché continuino a svolgere, fino al momento dell'accesso al pensionamento, le medesime funzioni che svolgevano alla predetta data''».


1.31

CASTIGLIONE, POLI BORTONE, FLERES

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 23 aggiungere il seguente:

        «23-bis. Al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28 e successive modificazioni ed integrazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 4, al terzo comma, le parole: ''In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l'avvocato e l'assistito è annullabile'' sono soppresse;

            b) all'articolo 5, il primo comma è sostituito dal seguente:

        ''1. Chi intende esercitare, anche con domanda riconvenzionale, in un giudizio, anche davanti al Giudice di Pace, un'azione relative a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto o cessione o conferimento di azienda, risarcimento del danno da responsabilità civile, risarcimento del danno derivante da circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica, responsabilità professionale e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità contratti assicurativi, bancari e finanziari, contratti immobiliari e di vendita di mobili registrati, nonché relativi contratti preliminari è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto e successive modificazioni ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell'art. 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le materie ivi regolate. Parimenti cm è chiamato nel procedimento di mediazione e deve far valere nei confronti della parte istante uno dei diritti di cui al periodo che precede del presente comma, deve aderire alla procedura di mediazione, a pena di decadenza, con atto scritto da far pervenire o depositare presso la segreteria dell'organismo di mediazione presso il quale è stata presentata l'istanza almeno tre giorni prima della prima sessione fissata. L'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale, anche ove proposta in via riconvenzionale. L'improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto o dall'attore nel caso sia spiegata domanda riconvenzionale, a pena di decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice quando la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 6. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione. Nelle materie per le quali, ai sensi del presente comma, l'esperimento del procedimento di mediazione è previsto quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale, ed il cui valore dichiarato sia superiore a euro 1.000,00, le parti devono obbligatoriamente farsi assistere da un legale di fiducia e/o da un proprio consulente operante nell'area giuridico economica – che comunque abbia ricevuto un adeguata formazione in ambito A.D.R. Nelle medesime materie, la parte chiamata in mediazione che non intende aderire, deve darne comunicazione scritta alla segreteria dell'organismo presso il quale è stata depositata la domanda di mediazione, entro il termine di 5 giorni antecedenti la data fissata per il primo incontro Il presente comma non si applica alle azioni previste dagli articoli 37, 140 e 140-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni.'';

            c) all'articolo 5, al secondo comma, primo periodo, le parole: ''può invitare'' sono sostituite dalla seguente: ''demanda'';

            d) all'articolo 5, al secondo comma, secondo periodo, la parola: ''L'invito'' è sostituita dalla seguente: ''L'ordine'';

            e) all'articolo 5, al secondo comma, terzo periodo, le parole: ''Se le parti aderiscono all'invito,'' sono soppresse;

            f) all'articolo 5, al sesto comma, le parole: ''Dal momento della comunicazione alle altre parti,'' sono sostituite dalle seguenti: ''Dal momento del deposito dell'istanza presso la segreteria dell'organismo,'';

            g) all'articolo 8, al primo comma, il primo periodo è sostituito dal seguente: ''Entro quindici giorni dalla presentazione della domanda di mediazione, il responsabile dell'organismo, o persona da lui all'uopo delegata, designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti.'';

            h) all'articolo 11, al terzo comma, dopo le parole: ''la sottoscrizione del processo verbale deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato.'' sono aggiunte le seguenti: '', anche in un momento successivo purché tanto sia previsto dal medesimo processo verbale.'';

            i) all'articolo 13, al primo comma, terzo periodo, le parole ''per l'indennità corrisposta al mediatore'', sono sostituite dalle seguenti: ''per l'indennità di mediazione'';

            j) all'articolo 13, al secondo comma, primo periodo, le parole: ''per l'indennità corrisposta al mediatore'', sono sostituite dalle seguenti: ''per l'indennità di mediazione'';

            k) all'articolo 17, al terzo comma, dopo le parole: ''altrimenti l'imposta è dovuta per la parte eccedente'', sono aggiunte le seguenti: ''Il verbale di accordo è, altresì, esente dal contributo unificato di iscrizione a ruolo nel caso di omologa ai sensi dell'articolo 12, primo comma''».

        Conseguentemente, al comma 14 dopo le parole: «di cui ai commi da 15 a 23» aggiungere le seguenti: «e 23-bis.».

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza dell'eventuale onere.


1.32

LATRONICO

INAMMISSIBILE

All'articolo 2, dopo il comma 34, aggiungere il seguente:

        «34-bis. All'articolo 32 comma 4 della legge n. 183 del 12 novembre 2011, dopo la lettera n-ter) è aggiunta la seguente:

            ''n-quater) per l'anno 2013, delle spese sostenute dalla Regione Basilicata, nel limite di 10 milioni di euro, per gli interventi di ricostruzione di cui alla legge 14 maggio 1981, n. 219 e successive modificazioni, ed agli articoli 1, 2 e 4 del decreto-legge 13 maggio 1999, n. 132, convertito con modificazioni, nella legge 13 luglio 1999, n. 226.''».

        Conseguentemente all'articolo 1, comma 4 sostituire le parole: «22 milioni» con le seguenti: «12 milioni».


1.32 (testo 2)

LATRONICO

All'articolo 2, dopo il comma 34, aggiungere il seguente:

        «34-bis. All'articolo 32 comma 4 della legge n. 183 del novembre 2011, dopo la lettera n-ter) è aggiunta la seguente:

            ''n-quater) per l'anno 2013, delle spese sostenute dalla Regione Basilicata, nel limite di 10 milioni di euro, per gli interventi di ricostruzione di cui alla legge 14 maggio 1981, n. 219 e successive modificazioni, ed agli articoli 1, 2 e 4 del decreto-legge 13 maggio 1999, n. 132, convertito con modificazioni, nella legge 13 luglio 1999, n. 226.''».

        Conseguentemente all'articolo 1, comma 4, in riferimento all'elenco n. 1 ivi richiamato, relativamente alle riduzioni delle dotazioni finanziarie rimodulabili del Ministero della Difesa, Missione Difesa e Sicurezza del Territorio, Programma Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari, per il 2013, sostituire la parola "0", con la seguente: "10.000" e la parola "236.100" con la seguente "246.100".


1.33

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Dopo il comma 94, inserire il seguente:

        «94-bis. Al comma 8-bis dell'articolo 31 della legge n. 183 del 2011, è in fine aggiunto:

        ''8-ter. Le spese per gli interventi realizzati direttamente dai comuni in relazione al ripristino di beni storici architettonici di proprietà degli enti stessi e che risultano effettuate nell'esercizio finanziario in cui viene constatata la necessità dell'intervento, o nei tre esercizi successivi, sono escluse dal saldo finanziario rilevante ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno fino ad un onere massimo per ciascun anno valutato in 500 milioni di euro.''».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di 250 milioni di euro;

            b) all'articolo 1, al comma 98, secondo periodo, sostituire le parole: «250 milioni» «847,5 milioni» e «591 milioni» rispettivamente con le seguenti: «150 milioni», «597,5 milioni» e «341 milioni»;

            c) all'articolo 2, comma 15, sostituire le parole: «130 milioni» con le seguenti: «30 milioni».


1.34

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Dopo il comma 94, inserire il seguente:

        «94-bis. Al comma 8-bis dell'articolo 31 della legge n. 183 del 2011) è in fine aggiunto:

        ''8-ter. Le spese per gli interventi realizzati direttamente dai comuni in relazione al ripristino di beni storici architettonici di proprietà degli enti stessi e che risultano effettuate nell'esercizio finanziario in cui viene constatata la necessità dell'intervento, o nei tre esercizi successivi, sono escluse dal saldo finanziario rilevante ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno fino ad un onere massimo per ciascun anno valutato in 500 milioni di euro.''».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di 250 milioni di euro;

            b) all'articolo 1, al comma 98, secondo periodo, sostituire le parole: «250 milioni» «847,5 milioni» e «591 milioni» rispettivamente con le seguenti: «150 milioni», «597,5 milioni» e «341 milioni»;

            c) all'articolo 2, comma 15, sostituire le parole: «130 milioni» con le seguenti: «30 milioni».


1.35

CASTIGLIONE

RESPINTO

Dopo il comma 94, inserire il seguente:

        «94-bis. In via straordinaria, per l'anno 2013, non trova applicazione la sanzione di cui all'articolo 7, comma 2, lettera a) del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, qualora il mancato raggiungimento dell'obiettivo 2012 sia determinato da una spesa per sentenza esecutiva maggiore del 7,5 per cento della media degli impegni per spese correnti del triennio 2006/2008, come desunti dai certificati di conto consuntivo».

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 4, elenco 1, sono aumentati, in misura proporzionale, tutti gli importi fino a concorrenza del relativo onere.

        All'ulteriore onere derivante dall'attuazione del presente comma si provvede mediante riduzione, fino al 20 per cento, a partire dall'anno 2013, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.


1.36

PICHETTO FRATIN, MAZZARACCHIO

RESPINTO

All'articolo 2, dopo il comma 30, aggiungere il seguente:

        «30-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 33, commi 32 e 33, della legge 17 novembre 2011, n. 183, trovano applicazione per l'anno 2013».

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale in maniera lineare tutti gli importi fino a raggiungere l'importo di 100 milioni di euro.


1.37

CASTIGLIONE

RESPINTO

All'articolo 2, dopo il comma 29, inserire il seguente:

        «29-bis. Il divieto di cui all'articolo 76, comma 7 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, non si applica al personale delle scuole dell'infanzia paritarie gestite dagli enti locali».

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 4, elenco 1, sono aumentati, in misura proporzionale, tutti gli importifino a concorrenza del relativo onere.


1.38

CASTIGLIONE, POLI BORTONE

RESPINTO

All'articolo 2, comma 32, sostituire le parole: «200 milioni di euro» con le seguenti: «400 milioni di euro'».

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza dell'onere.


1.39

BOLDI, MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

All'articolo 2, comma 35, primo periodo, apportare le seguenti modifiche:

            a) dopo le parole: «dagli eventi alluvionali verificatisi nel marzo 2011 nelle Marche,» sono aggiunte le seguenti: «dagli eventi alluvionali verificatisi nel marzo e nel novembre 2011 in Piemonte,»;

            b) sostituire le parole: «40 milioni» con le seguenti: «50 milioni».

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di 10 milioni di euro.


1.40

CASTIGLIONE, FLERES

All'articolo 2, dopo il comma 43 inserire il seguente:

        «43-bis. Per gli anni dal 2013 al 2016, al fine di garantire la continuità territoriale nei collegamenti aerei per le isole minori della Sicilia, dotate di scali aeroportuali, in conformità alle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre 2008, alla compartecipazione a carico dello Stato per la compensazione degli oneri di servizio pubblico si fa fronte con le risorse disponibili presso l'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC) già finalizzate alla continuità territoriale del trasporto merci per via aerea con gli aeroporti siciliani nel limite di euro 2.469.000 per l'anno 2013 ed euro 1.531.000 per l'anno 2014, nonché nel limite di euro 2.722.000 per l'anno 2014, di euro 4.253.000 per l'anno 2015 e di euro 1.785.000 per l'anno 2016, mediante parziale utilizzo della quota delle entrate previste, per i medesimi anni, dall'articolo 1, comma 238, secondo periodo, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, al netto delle risorse destinate alle attività del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di cui all'articolo 2, commi 3, 4 e 5, del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190. A tal fine, il terzo periodo dell'articolo 1, comma 238, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è sostituito dal seguente: «La riassegnazione di cui al precedente periodo è limitata, per l'anno 2014 all'importo di euro 9.278.000, per l'anno 2015 all'importo di euro 7.747.000 e per l'anno 2016 all'importo di euro 10.215.000».

        Conseguentemente, all'articolo1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importifino a concorrenza dell'onere.

        Agli ulteriori oneri derivanti dalle finalità previste dal comma 43-bis per gli anni dal 2014 al 2016 si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, relativa al Fondo per le aree sotto utilizzate, con riferimento alla quota assegnata dal CIPE al Fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale.


1.41

MENARDI

RESPINTO

All'articolo 3, dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. All'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, il comma 9-bis è sostituito dal seguente:

        «9-bis. Sono esclusi dall'imposta i fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione, e comunque per un periodo non superiore a tre anni dall'ultimazione dei lavori e le aree edifica bili in corso di edificazione, nonché quelle per le quali è stata sottoscritta la convenzione urbanistica o richiesto il permesso di costruire, ovvero altro titolo abilitativo edilizio».

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza dell'onere.

        All'ulteriore onere derivante dall'attuazione del presente comma si provvede mediante riduzione, fino al 20 per cento. a decorrere dall'anno 2013. delle dotazioni di parte corrente. relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.


1.42

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI, MURA

All'articolo 3 comma 6, lettera b) sostituire la lettera d-bis) con la seguente:

            «d-bis) per i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere b) e c), l'importo delle deduzioni indicate nelle lettere da a) a d) è aumentato, rispettivamente, di euro 6.000, di euro 4.500, di euro 3.000 e di euro 1.500.».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di 250 milioni di euro;

            b) all'articolo 1, al comma 98, secondo periodo, sostituire le parole: «250 milioni», «847,5 milioni» e «591 milioni» rispettivamente con le seguenti: «150 milioni», «597,5 milioni» e «341 milioni»;

            c) all'articolo 2, comma 15, sostituire le parole: «130 milioni» con le seguenti: «30 milioni».


1.43

DIVINA, VACCARI

RESPINTO

All'articolo 3, dopo il comma 9, inserire i seguenti;

        «9-bis. Al fine di ridurre la concorrenzialità delle rivendite di benzine situate in Svizzera, Stato non facente parte dell'Unione europea, ed in Austria, l'onere finanziario a carico dello Stato, di cui al comma 3 dell'articolo 2 del decreto ministeriale 25 febbraio 2009, in attuazione dell'articolo 2-ter del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, recante: ''Disposizioni in materia di regime fiscale dei carburanti per autotrazione'', è innalzato a 100 milioni di euro.

        9-ter. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalità con cui le Regioni interessate possono rimodulare le agevolazioni e introdurre nuove agevolazioni per l'acquisto del gasolio per autotrazione».

        Conseguentemente all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di 90 milioni di euro.


1.44

VALLARDI, VACCARI

RESPINTO

All'articolo 3, dopo il comma 9, inserire il seguente:

        «9-bis. Al fine di favorire lo sviluppo e l'utilizzo dei biocarburanti, a decorrere dal 1º gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2015, il biometano prodotto e utilizzato dagli stessi produttori per autotrazione è esente da accise».

        Conseguentemente all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di 200 milioni di euro.


1.45

CASTIGLIONE

RESPINTO

All'articolo 3, sopprimere il comma 13.

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza dell'onere.


1.46

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Al comma 96, primo periodo, soppprimere le parole: «600 milioni di euro per l'anno 2013 e».

        Conseguentemente;

            a) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di 250 milioni di euro;

            b) all'articolo 2, comma 15, sostituire le parole: «130 milioni» con le seguenti: «49 milioni»;

            c) all'articolo 2 sopprimere il comma 24;

            d) all'articolo 2 sopprimere il comma 29.


1.47

PICHETTO FRATIN, MAURO MARIA MARINO, GHIGO, SCARABOSIO, RIZZOTTI, MARCENARO

Dopo il comma 92, inserire i seguenti:

        «92-bis. All'articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011, dopo il comma 11 sono inseriti i seguenti:

        ''11-bis. Dall'anno 2013 si applicano le seguenti disposizioni:

            a) è abrogata la riserva statale sul gettito dell'imposta municipale propria di cui al comma 11, ad eccezione di quanto previsto dal comma 11-ter;

            b) dall'anno 2013 una percentuale del gettito IMU di ad aliquota base, calcolato in riferimento alla base imponibile di tutti gli immobili, ad eccezione dell'abitazione principale e delle relative pertinenze, da determinarsi previo accordo in sede di conferenza stato città ed autonomie locali, è devoluta al Fondo perequativo comunale istituito presso il Ministero dell'interno, ai sensi dell'articolo 13 della legge n. 42 del 2009;

            c) il fondo di cui alla lettera b) assicura il finanziamento delle funzioni fondamentali e la perequazione delle capacità fiscali in applicazione dei principi contenuti nella legge n. 42 del 2009; fino alla piena individuazione dei fabbisogni standard, la spesa per funzioni fondamentali è garantita in riferimento ai livelli attuali ed ai dati disponibili;

            d) in ogni caso la dotazione di risorse ad aliquota base, per singolo comune, deve variare gradualmente, in modo da assicurare la sostenibilità finanziaria;

            e) le quote assegnate a ciascun comune sono individuate attraverso apposito accordo da definire presso la conferenza stato città ed, autonomie locali entro e non oltre il 30 ottobre dell'anno precedente e recepito da un decreto del ministero dell'interno da emanarsi, sentito il ministero dell'economia, entro il 30 novembre. Per l'anno 2013 tali termini sono prorogati di 120 giorni.

        11-ter. Sugli immobili classificati nelle categorie catastali del gruppo D l'imposta municipale propria si applica secondo le seguenti disposizioni:

            a) l'aliquota di base dell'imposta riservata allo Stato è stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanarsi contestualmente al provvedimento di cui al comma 11-bis, lettera e); al gettito derivante da questa fattispecie non si applica il comma 11-bis;

            b) l'aliquota di base dell'imposta riservata al comune è parimenti determinata dal provvedimento di cui alla precedente lettera a); il comune può modificare l'aliquota stessa, in aumento fino allo 0,3 per cento e in diminuzione fino all'annullamento;

            c) per tutti gli altri aspetti si applica la disciplina di cui al presente articolo''.

        92-ter. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodotti dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n 311, è rideterminata, in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2012 ridotta del 3 per cento. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata complessivamente in 2 miliardi di euro nel 2013 e in 3 miliardi di euro a decorrere dall'anno 2014».

        Conseguentemente:

            all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di 300 milioni di euro;

            all'articolo 3, commi 15 e 16, sostituire le parole: «0,05» con: «0,07»;

            ridurre del 50 per cento tutti gli importi della allegata tabella A;

            ridurre in misura proporzionale fino al 5 per cento tutti gli stanziamenti di parte corrente della allegata tabella C.


1.48

MASSIMO GARAVAGLIA

RESPINTO

Dopo il comma 44, inserire il seguente:

        «44-bis. Le somme stanziate dalle Regioni e Province, destinate esclusivamente all'assolvimento del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, di cui alla legge 28 marzo 2003, n. 53, nonché al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 226, e alla legge 27 dicembre 2006, n. 296, non sono computate ai fini del conseguimento degli obiettivi previsti dal patto di stabilità interno».

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di 250 milioni di euro;

            b) all'articolo 3, dopo il comma 38, aggiungere il seguente: «38-bis. All'allegato 1 del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, le parole: ''Bitumi di petrolio lire 60.000 per mille kg.'' sono sostituite dalle seguenti: ''Bitumi di petrolio euro 37,188 per mille kg.'' e le parole: ''Oli lubrificanti euro 750,00 per mille kg'' sono sostituite dalle seguenti: ''Oli lubrificanti euro 900,00 per mille kg''».


1.49

MENARDI

INAMMISSIBILE

All'articolo 2, dopo il comma 12, inserire il seguente:

        «12-bis. All'articolo 253 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dopo il comma 23 aggiungere il seguente comma:

        ''23-bis. In relazione all'articolo 133, comma 1, fino al 31 dicembre 2015, la facoltà dell'esecutore, ivi prevista, di agire ai sensi dell'articolo 1460 del codice civile, può essere esercitata quando l'ammontare delle rate di acconto, per le quali non sia stato tempestivamente emesso il certificato o il titolo di spesa, raggiunga il 10 per cento dell'importo netto contrattuale.''».

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza dell'onere.

        All'ulteriore onere derivante dall'attuazione del presente comma si provvede mediante riduzione, fino al 20 per cento, a decorrere dall'anno 2013, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.


1.50

MENARDI

RESPINTO

All'articolo 2, dopo il comma 12, inserire il seguente comma:

        «12-bis. A partire dai bandi e dagli avvisi pubblicati successivamente al 1º gennaio 2014, le spese per la pubblicazione di cui al secondo periodo del comma 7 dell'articolo 66 e al secondo periodo del comma 5 dell'articolo 122 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 sono rimborsate alla stazione appaltante dall'aggiudicatario, entro il termine di sessanta giorni dall'aggiudicazione. Tali spese sono comprese nell'importo a base di gara; il relativo ammontare deve essere evidenziato nel bando o nell'avviso e non è soggetto a ribasso d'asta.».

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza dell'onere.

        All'ulteriore onere derivante dall'attuazione del presente comma si provvede mediante riduzione, fino al 20 per cento, a decorrere dall'anno 2013, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.


1.51

GRILLO

All'articolo 2, dopo il comma 12 inserire il seguente:

        «12-bis. Per le finalità di cui all'articolo 3, primo comma, lettera a), della legge 24 dicembre 1985, n. 808, sono autorizzati limiti di impegno quindicennali di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015».

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi di parte corrente fino a concorrenza dell'onere.


1.52

DE ANGELIS

RESPINTO

Dopo comma 4 inserire il seguente

        «4-bis. Per gli anni 2013 e seguenti l'automatismo di recupero previsto di cui all'articolo 4 dell'Accordo concernente la definizione delle modalità di riparto del fondo sperimentale di riequilibrio per le Province per l'anno 2012 sancito in Conferenza Stato città il 1º marzo 2012, si attiva solo dopo aver operato la compensazione con i residui passivi perenti relativi ai trasferimenti spettanti alle Province e non ancora erogati per gli anni 1997-2007».


1.53

PETERLINI

RESPINTO

Sopprimere il comma 9.

        Conseguentemente, all'articolo 3, dopo il comma 40, aggiungere il seguente:

        «40-bis. All'allegato I del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, le parole: ''Bitumi di petrolio lire 60.000 per mille kg.'' sono sostituite dalle seguenti: ''Bitumi di petrolio euro 37,188 per mille kg.'' e le parole: ''Oli lubrificanti euro 750,00 per mille kg'' sono sostituite dalle seguenti: ''Oli lubrificanti euro 900,00 per mille kg''».


1.54

TOMASELLI

RESPINTO

Sostituire il comma 10 con il seguente:

        «10. Al fine di conseguire Il più adeguato ed efficace esercizio delle attività degli istituti di patronato e di assistenza sociale, anche nell'ottica'dell'ottimale gestione delle risorse, come rideterminate ai sensi del comma 9, garantendo altresì ai fruitori dei relativi servizi ottimali condizioni generali di erogazione e un più uniforme livello di prestazione sul territorio nazionale, con regolamento del Ministro del lavoro e della previdenza sociale da adottare ai sensi dell'articolo 13, comma 7, della legge 30 marzo 2001, n. 152, sentiti gli istituti di patronato e di assistenza sociale, sono stabilite nuove modalità di ripartizione del finanziamento di cui al commi 1 e 2 del predetto articolo 13, sulla base dei criteri ivi stabiliti.»

        Conseguentemente:

            sopprimere i commi 11 e 12;

            all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole «250 milioni di euro per l'anno 2013, di 847,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 591 milioni di euro per l'anno 2015» con le seguenti «200 milioni di euro per l'anno 2013, di 797,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 541 milioni di euro per l'anno 2015».


1.55

GHIGO

RESPINTO

Sostituire il comma 10 con il seguente:

        «10. Al fine di conseguire il più adeguato ed efficace esercizio delle attività degli istituti di patronato e di assistenza sociale, anche nell'ottica dell'ottimale gestione delle risorse, come rideterminate ai sensi del comma 9, garantendo altresì ai fruitori dei relativi servizi ottimali condizioni generali di erogazione e un più uniforme livello di prestazione sul territorio nazionale, con regolamento del Ministro del lavoro e della previdenza sociale da adottare ai sensi dell'articolo 13, comma 7, della legge 30 marzo 2001, n. 152, sentiti gli istituti di patronato e di assistenza sociale, sono stabilite nuove modalità di ripartizione del finanziamento di cui ai commi 1 e 2 del predetto articolo 13, sulla base dei criteri ivi stabiliti».


1.56

FLERES, GIULIANO

Al comma 10 sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) alla lettera b) le parole: «in due terzi» sono sostituite dalle seguenti: «in metà»;

            b) alla lettera c) le parole: «in due terzi» sono sostituite dalle seguenti: «metà».


1.57

PICHETTO FRATIN

RESPINTO

Al comma 10 sostituire la lettera c) con la seguente:

            «c) all'art. 3, comma 2, dopo le parole ''Alla domanda deve essere allegato un progetto contenente tutte le indicazioni finanziarie, tecniche ed organizzative per l'apertura di sedi in almeno un terzo delle Regioni e in un terzo delle Province del territorio nazionale''. Sono aggiunte le seguenti: ''Il Ministro del Lavoro e delle politiche Sociali, fissa con Decreto i criteri di adeguata distribuzione, sul territorio nazionale, delle sedi provinciali degli Istituti di Patronato''».


1.58

TOMASELLI

RESPINTO

Dopo il comma 13 inserire i seguenti:

        «13-bis. Nel periodo compreso fra il 1º gennaio 2013 ed il 31 dicembre 2015 l'indennizzo di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207 e successive modificazioni ed integrazioni è concesso, nella misura e con le modalità ivi previste, a tutti i soggetti che si trovano in possesso dei requisiti di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b) e comma 2 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207 e successive modificazioni ed integrazioni nonché dei requisiti anagrafici di cui all'art. 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito con modificazioni nella legge 22 dicembre 2011, n. 214, ridotti entro un massimo di tre anni, rispetto a quelli vigenti alla data di presentazione della domanda. le domande di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207 possono essere presentate fino al 31 gennaio 2016.

        13-ter. Ai fini della copertura degli oneri derivanti dalla presente. disposizione l'aliquota contributiva aggiuntiva di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207, dovuta dagli iscritti alla Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali presso l'INPS, è prorogata, con le medesime modalità, fino al31 dicembre 2017».


1.59

TOMASELLI

RESPINTO

Dopo il comma 13 inserire il seguente:

        «13-bis. È prorogata, per l'anno 2013, l'applicazione della disposizione di cui al comma 13, nel limite di 40 milioni di euro per l'anno 2013, dell'articolo 19 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e successive modificazioni».

        Conseguentemente, le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 40 milioni di euro per l'anno 2013, ad esclusione della missione Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali programma Concorso dello Stato al finanziamento della spesa sanitaria, voce Ministero dell'economia e delle finanze, Decreto legislativo n. 446 del 1997: Imposta regionale sulle attività produttive: – ART. 39, comma 3: Integrazione del Fondo sanitario nazionale per minori entrate IRAP eccetera (regolazione debitoria) (2.4 – cap. 2701).


1.60

GHIGO, PICHETTO FRATIN

RESPINTO

Sopprimere i commi 11 e 12.


1.61

FLERES

RESPINTO

Al comma 11 sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) le parole: «in via definitiva» sono sostituite dalle seguenti: «in via provvisoria»;

            b) le parole: «entro un anno» sono sostituite dalle seguenti: «entro due anni».


1.62

CARLONI

RESPINTO

Al comma 11, sostituire la parola: «definitiva» con la seguente: «provvisoria».


1.63

INCOSTANTE, BIANCO, ADAMO, BASTICO, CECCANTI, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI, ANTEZZA, BIONDELLI

RESPINTO

Dopo il comma 11, aggiungere i seguenti:

        «11-bis. All'articolo 2 della legge 3 agosto 2004, n. 206, dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        1-bis. Ai fini degli incrementi di pensione e di trattamento di fine rapporto o equipollenti di cui al comma 1, per i soli dipendenti privati che abbiano presentato domanda entro il 30 novembre 2007, in luogo del 7,5 per cento e prescindendo da qualsiasi sbarramento al conseguimento della qualifica immediatamente superiore ove prevista dai rispettivi contratti di categoria, si fa riferimento alla percentuale di incremento tra la retribuzione contrattuale immediatamente superiore e quella contrattuale posseduta all'atto del pensionamento. Per i soli dipendenti pubblici la retribuzione pensionabile di cui al comma 1 si intende omnicomprensiva anche dell'indennità integrativa speciale, prescindendo dalla data di cessazione dell'avente causa».

        11-ter. Il comma 1 dell'articolo 3 della legge 3 agosto 2004, n. 206, si interpreta nel senso che i benefici ivi previsti spettano al coniuge ed ai figli dell'invalido, anche se il matrimonio è stato contratto e/o i figli sono nati successivamente all'atto terroristico. Se l'invalido contrae matrimonio dopo che il beneficio è stato attribuito ai genitori, il coniuge ed i figli di costui ne sono esclusi.

        11-quater. Il comma 2 dell'articolo 4 della legge 3 agosto 2004, n. 206, si interpreta nel senso che è indifferente che la posizione assicurativa obbligatoria sia aperta al momento dell'evento terroristico o successivamente. In nessun caso, sono opponibili termini o altre limitazioni temporali alla titolarità della posizione e del diritto al beneficio che ne consegue.

        11-quinquies. Il comma 2-bis dell'articolo 4 della legge 3 agosto 2004, n. 206, ai fini della sua applicazione per quanto attiene l'ultima retribuzione annua integralmente percepita e maturata, si interpreta nel senso che essa è riferita all'ultimo anno effettivamente lavorato precedente la decorrenza della pensione ed è rappresentata dalla retribuzione lorda di fatto quale definita dall'ISTAT e cioè determinata dalla somma della componente continuativa ed accessoria nonché della componente saltuaria e occasionale delle retribuzioni, prescindendo, senza alcuna limitazione, da qualsiasi assoggettamento a contribuzione previdenziale e a trattenuta fiscale.

        11-sexies. L'articolo 7 della legge 3 agosto 2004, n. 206, è sostituito dal seguente:

        ''Art. 7. - 1. Ai pensionati vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice e ai loro superstiti, limitatamente al coniuge ed ai figli anche maggiorenni, ed in loro mancanza ai genitori, è assicurato l'adeguamento costante della misura delle pensioni di ciascun soggetto, siano esse dirette, indirette o di reversibilità, al trattamento complessivo in godimento dei lavoratori in attività nelle corrispondenti posizioni economiche e con pari anzianità. A decorrere dal 1º gennaio 2007, la presente disposizione si applica anche ai familiari degli invalidi ancora in vita. n beneficio spetta al coniuge ed ai figli dell'invalido, anche se il matrimonio è stato contratto e/o i figli sono nati successivamente all'atto terroristico. Se l'invalido contrae matrimonio dopo che il beneficio è stato attribuito ai genitori, il coniuge ed i figli di costui ne sono esclusi. In ogni caso, limitatamente ai trattamenti diretti di tutti i familiari di cui alla presente disposizione, il beneficio è applicato dal 1º gennaio 2007''.

        11-septies. A decorrere dal 26 agosto 2004, fatta salva la disciplina prevista dal comma 1 per i soggetti interessati, è altresì assicurata la rivalutazione costante, in forma semplificata, dei rispettivi trattamenti pensionistici. Detta rivalutazione è operata applicando sulla misura della pensione in essere dall'inizio di ogni anno, l'incremento percentuale derivante dalla sommatoria del tasso di inflazione medio pieno e del tasso percentuale di crescita annuo delle retribuzioni lorde di fatto dell'unità di lavoro equivalente, a tempo lavorativo pieno (ULA). Per i suddetti tassi, si fa riferimento a quelli rilevati annualmente dall'ISTAT sull'anno solare precedente, per ognuna delle categorie produttive di appartenenza. Ogni biennio, si applica altresì un ulteriore incremento del 2,5 per cento sulla misura intera della pensione in essere, con decorrenza di maturazione 1º settembre 2004, per le pensioni già attive all'entrata in vigore della legge, mentre per le pensioni costituitesi successivamente al 26 agosto 2004, la maturazione del primo incremento del 2,5 per cento decorre dalla data del pensionamento. Ove più favorevole, si applica comunque la disciplina di cui al comma 1-bis dell'articolo 2, della legge n. 206 del 2004, come introdotta dal comma 12-bis del presente articolo.

        11-octies. Al comma 3 dell'articolo 5 della legge 3 agosto 2004 n. 206 sono aggiunti i seguenti:

        ''3-bis. A decorrere dall'entrata in vigore della presente disposizione ai soggetti di cui ai commi 3 e 3-bis è corrisposto un nuovo speciale assegno vitalizio non reversibile pari ad euro 1.533 mensili, corrispondente alla somma matematica dei due assegni originari riferiti all'articolo 3 e alla normativa indicata nel periodo in appresso, soggetto, fin dalla data rispettivamente prevista per ciascuno degli assegni, alla perequazione automatica di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, e successive modificazioni. A decorrere dalla medesima data cessano di essere corrisposti agli aventi diritto lo speciale assegno vitalizio non reversibile di nominali 1.033 euro mensili e l'assegno vitalizio non reversibile nominale di cui all'articolo 2 della legge 23 novembre 1998, n. 407, e successive modificazioni.

        3-ter. Il vitalizio di cui al comma 3-bis è concesso al coniuge ed ai figli, anche se il matrimonio è stato contratto o i figli sono nati successivamente all'atto terroristico e, in mancanza dei predetti, ai genitori degli invalidi permanenti in misura non inferiore alla percentuale del 25 per cento, come determinata o rideterminata ai sensi dell'articolo 6, comma 1, anche se deceduti successivamente al 26 agosto 2004 e per qualunque causa ovvero, ancora in vita. Se l'invalido contrae matrimonio dopo che il nuovo speciale assegno vitalizio sia stato già erogato a ciascuno dei genitori, il coniuge ed figli di costui non hanno diritto al suddetto beneficio''.

        11-nonies. Dopo il comma 8 dell'articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 243, è aggiunto il seguente:

        ''8-bis. I destinatari dei benefici pensionistici di cui alla legge 3 agosto 2004, n. 206 e successive modificazioni maturano il diritto alla pensione di anzianità e vecchiaia secondo le disposizioni in vigore, nei rispettivi regimi previdenziali, esclusivamente vigenti alla data del 31 dicembre 2007. La presente disposizione si applica anche con riferimento ai casi a venire. In ogni caso si prescinde comunque da ogni successiva modificazione delle normative''.

        11-decies. I soggetti di cui al comma 8-bis possono richiedere all'ente previdenziale di appartenenza od al Ministero del lavoro, a seconda di essere provvisti o meno di titolarità di posizione assicurativa pensionistica obbligatoria alla data della richiesta, la certificazione dei diritti pensionistici indicati in detto comma e degli altri diritti previsti dalla speciale normativa che li riguarda».

        Conseguentemente,

            all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole: «250 milioni di euro per l'anno 2013, di 847,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 591 milioni di euro per l'anno 2015 e di 641 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016» con le seguenti: «160 milioni di euro per l'anno 2013, di 757,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 501 milioni di euro per l'anno 2015 e di 551 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016».


1.64

GHIGO

RESPINTO

Dopo il comma 13 inserire i seguenti:

        «13-bis. Nel periodo compreso fra il 10 gennaio 2013 ed il 31 dicembre 2015 l'indennizzo di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207 e successive modificazioni ed integrazioni è concesso, nella misura e con le modalità ivi previste, a tutti i soggetti che si trovano in possesso dei requisiti di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b) e comma 2 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207 e successive modificazioni ed integrazioni nonché dei requisiti anagrafici di cui all'art. 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito con modificazioni nella legge 22 dicembre 2011, n. 214, ridotti entro un massimo di tre anni, rispetto a quelli vigenti alla data di presentazione della domanda. Le domande di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207 possono essere presentate fino al 31 gennaio 2016.

        13-ter. Ai fini della copertura degli oneri derivanti dalla presente disposizione l'aliquota contributiva aggiunti va di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207, dovuta dagli iscritti alla Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali presso l'INPS, è prorogata, con le medesime modalità, fino al 31 dicembre 2017».


1.65

LATRONICO

RESPINTO

Dopo il comma 13, inserire il seguente:

        «13-bis. Il comma2 dell'articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, non si applica agli organi di cui alla legge quadro n. 394/91, articolo 9, comma 2 lettera a)».


1.66

POLI BORTONE

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 13, inserire il seguente:

        «13-bis. Al comma 6 dell'articolo 43 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, aggiungere, in fine, le seguenti parole: '', e comunque in percentuale non superiore all'1 per cento delle deleghe''».


1.67

CALIENDO, DELLA MONICA

INAMMISSIBILE

Sopprimere i commi 15 e 16.


1.68

LI GOTTI

RESPINTO

Sopprimere il comma 15.

        Conseguentemente, all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le parole: «, ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 27 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.».


1.69

ALBERTI CASELLATI, BALBONI

INAMMISSIBILE

Sopprimere il comma 15.


1.70

ALBERTI CASELLATI, BALBONI

RESPINTO

Sopprimere il comma 16.


1.71

CALIENDO, DELLA MONICA, BERSELLI

Apportare le seguenti modificazioni:

            a) dopo il comma 16 inserire il seguente:

        «16-bis. Al decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, sono apportate le seguenti modificazioni:

            1) all'articolo 16 apportare le seguenti modificazioni:

                a) al comma 9:

                    1) dopo la lettera c) inserire la seguente:

            ''c-bis) a decorrere dal 15 dicembre 2014 per le notificazioni a persona diversa dall'imputato a norma degli articoli 148, comma 2-bis, 149, 150 e 151, comma 2, del codice di procedura penale nei procedimenti dinanzi ai tribunali e alle corti di appello'';

                    2) sostituire la lettera d) con la seguente:

            ''d) a decorrere dal quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dei decreti di cui al comma 10 per gli uffici giudiziari diversi dai tribunali e dalle corti d'appello.'';

                b) al comma 12, il secondo periodo è sostituito dal seguente: ''L'elenco formato dal Ministero della giustizia è consultabile esclusivamente dagli uffici giudizi ari, dagli uffici notificazioni. esecuzioni e protesti, e dagli avvocati'';

            2) dopo l'articolo 16 inserire i seguenti:

        ''Art. 16-bis. - (Obbligatorietà del deposito telematico degli atti processuali). – 1. Salvo quanto previsto dal comma 5, a decorrere dal 30 giugno 2014 nei procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, innanzi al tribunale, il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite ha luogo esclusivamente con modalità telematiche, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. Allo stesso modo si procede per il deposito degli atti e dei documenti da parte dei soggetti nominati o delegati dall'autorità giudiziaria. Le parti provvedono, con le modalità di cui al presente comma. a depositare gli atti e i documenti provenienti dai soggetti da esse nominati.

        2. Nei processi esecutivi di cui al libro III del codice di procedura civile la disposizione di cui al comma 1 si applica successivamente al deposito dell'atto con cui inizia l'esecuzione.

        3. Nelle procedure concorsuali la disposizione di cui al comma 1 si applica esclusivamente al deposito degli atti e dei documenti da parte del curatore, del commissario giudiziale, del liquidatore, del commissario liquidatore e del commissario straordinario.

        4. A decorrere dal 30 giugno 2014, per il procedimento davanti al tribunale di cui al libro IV, titolo I, capo I del codice di procedura civile, escluso il giudizio di opposizione, il deposito dei provvedimenti, degli atti di parte e dei documenti ha luogo esclusivamente con modalità telematiche, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. Il presidente del tribunale può autorizzare il deposito di cui al periodo precedente con modalità non telematiche quando i sistemi informatici del dominio giustizia non sono funzionanti e sussiste una indifferibile urgenza. Resta ferma l'applicazione della disposizione di cui al comma 1 al giudizio di opposizione al decreto d'ingiunzione.

        5. Con uno o più decreti aventi natura non regolamentare, da adottarsi sentiti l'Avvocatura generale dello Stato, il Consiglio nazionale forense ed i consigli dell'ordine degli avvocati interessati, il Ministro della giustizia, previa verifica, accerta la funzionalità dei servizi di comunicazione, individuando i tribunali nei quali viene . anticipato, anche limitatamente a specifiche categorie di procedimenti, il termine previsto dai commi da 1 a 4.

        6. Negli uffici giudizi ari diversi dai tribunali le disposizioni di cui ai commi 1 e 4 si applicano a decorrere dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dei decreti, aventi non natura regolamentare, con i quali il Ministro della giustizia, previa verifica, accerta la funzionalità dei servizi di comunicazione. I decreti previsti dal presente comma sono adottati sentiti l'Avvocatura generale dello Stato, il Consiglio nazionale forense ed i consigli dell'ordine degli avvocati interessati.

        7. Il deposito di cui ai commi da 1 a 4 si ha per avvenuto al momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del ministero della giustizia.

        8. Fermo quanto disposto al comma 4, secondo periodo, il giudice può autorizzare il deposito degli atti processuali e dei documenti di cui ai commi che precedono con modalità non telematiche quando i sistemi informatici del dominio giustizia non sono funzionanti.

        9. Il giudice può ordinare il deposito di copia cartacea di singoli atti e documenti per ragioni specifiche.

        Art. 16-ter. - (Pubblici elenchi per notificazioni e comunicazioni). – 1. A decorrere dal 15 dicembre 2013, ai fini della notificazione e comunicazione degli atti in materia civile, penale, amministrativa e stragiudiziale si intendono per pubblici elenchi quelli previsti dagli articoli 4 e 16, comma 12, del presente decreto; dall'articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, dall'articolo 6-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nonché il registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal ministero della giustizia.

        Art. 16-quater. - (Modifiche alla legge 21 gennaio 1994, n. 53). – 1. Alla legge 21 gennaio 1994, n. 53, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 2, comma 1, dopo le parole: ‘all'articolo 1 sono inserite le seguenti: ‘effettuata a mezzo del servizio postale';

            b) all'articolo 3, comma 1, alinea, le parole: ‘di cui all'articolo 1 deve' sono sostituite dalle seguenti: ‘che procede a norma dell'articolo 2 deve';

            c) all'articolo 3, il comma 3-bis è abrogato;

            d) dopo l'articolo 3 è inserito il seguente:

        ‘Art. 3-bis. – 1. La notificazione con modalità telematica si esegue a mezzo di posta elettronica certificata all'indirizzo risultante da pubblici elenchi, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. La notificazione può essere eseguita esclusivamente utilizzando un indirizzo di posta elettronica certificata del notificante risultante da pubblici elenchi.

        2. Quando l'atto da notificarsi non consiste in un documento informatico, r avvocato provvede ad estrarre copia informatica dell'atto formato su supporto analogico, attestandone la conformità all'originale a norma dell'articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. La notifica si esegue mediante allegazione dell'atto da notificarsi al messaggio di posta elettronica certificata.

        3. La notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, nelmomento in cui viene generata la ricevuta di accettazione prevista dall'articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e, per il destinatario, nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna prevista dall'articolo 6, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n.68.

        4. Il messaggio deve indicare nell'oggetto la dizione: ‘notificazione ai sensi della legge 53/1994'.

        5. L'avvocato redige la relazione di notificazione su documento informatico separato, sottoscritto con firma digitale ed allegato al messaggio di posta elettronica certificata. La relazione deve contenere:

            a) il nome, cognome ed il codice fiscale dell'avvocato notificante;

            b) gli estremi del provvedimento autorizzativo del consiglio dell'ordine nel cui albo è iscritto;

            c) il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale ed il codice fiscale della parte che ha conferito la procura alle liti;

            d) il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale del destinatario;

            e) l'indirizzo di posta elettronica certificata a cui l'atto viene notificato;

            f) l'indicazione dell'elenco da cui il predetto indirizzo è stato estratto;

            g) l'attestazione di conformità di cui al comma 2.

        6. Per le notificazioni effettuate in corso di procedimento deve, inoltre, essere indicato l'ufficio giudiziario, la sezione, il numero e l'anno di ruolo.';

            e) all'articolo 4, comma 1, le parole: ‘, a mezzo posta elettronica certificata, ovvero' sono soppresse;

            f) all'articolo 5, il comma 1 è abrogato;

            g) all'articolo 6, comma 1, le parole: ‘la relazione di cui all'articolo 3' sono sostituite dalle seguenti ‘la relazione o le attestazioni di cui agli articoli 3, 3-bis e 9';

            h) all'articolo 8, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:

        ‘4-bis. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle notifiche effettuate a mezzo posta elettronica certificata.';

            i) all'articolo 9, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

        ‘1-bis. Qualora non si possa procedere al deposito con modalità telematiche dell'atto notificato a norma dell'articolo 3-bis, l'avvocato estrae copia su supporto analogico del messaggio di posta elettronica certificata, dei suoi allegati e delle ricevuta di accettazione e di avvenuta consegna e ne attesta la conformità ai documenti informatici da cui sono tratte. ai sensi dell'articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.';

            l) all'articolo 10, comma 1, è inserito, in fine, il seguente periodo: ‘Quando ratto è notificato a norma dell'articolo 3-bis al pagamento dell'importo di cui al periodo precedente si provvede mediante sistemi telematici'.

        2.Con decreto del Ministro della giustizia, da adattarsi entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si procede all'adeguamento delle regole tecniche di cui al decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44.

        3.Le disposizioni di cui al comma 1 acquistano efficacia a decorrere dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del decreto di cui al comma 2.

        Art. 16-quinquies. - (Copertura finanziaria). – 1. Per l'adeguamento dei sistemi informativi hardware e software presso gli uffici giudiziari, per il potenziamento delle reti di trasmissione dati, nonché per la manutenzione dei relativi servizi e per gli oneri connessi alla formazione del personale di magistratura, amministrativo e tecnico, è autorizzata la spesa di euro 1.320.000,00 per l'anno 2012, di euro 5.000.000 per l'anno 2013 e di euro 3.600.000 a decorrere dall'anno 2014.

        2. Al relativo onere si provvede con quota parte delle maggiori entrate derivanti dall'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 28, comma 2, della legge 12 novembre 2011, n. 183, che sono conseguentemente iscritte nello stato di previsione dell'entrata ed in quello del Ministero della giustizia.

        3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.'';

                3) all'articolo 17 apportare le seguenti modificazioni:

                    a) al comma 1, lettera e), sostituire il punto 2) con il seguente:

            ''2) il secondo comma è sostituito dal seguente:

        ‘Il ricorso può essere sottoscritto anche personalmente dalla parte ed è formato ai sensi degli articoli 21, comma 2, ovvero 22, comma 3, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni e, nel termine stabilito dal primo comma, è trasmesso all'indirizzo di posta elettronica certificata del curatore indicato nell'avviso di cui all'articolo 92, unitamente ai documenti di cui al successivo sesto comma. L'originale del titolo di credito allegato al ricorso è depositato presso la cancelleria del tribunale.';

                    b) dopo il comma 2. inserire il seguente comma:

        ‘2-bis. Il curatore, il commissario giudiziale nominato a norma dell'articolo 163 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, il commissario liquidatore e il commissario giudiziale nominato a norma dell'articolo 8 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, entro dieci giorni dalla nomina, comunicano al registro delle imprese, ai fini dell'iscrizione. il proprio indirizzo di posta elettronica certificata.'''§§;

            b) dopo il comma 19 inserire i seguenti:

        «19-bis. Al codice di procedura civile, libro terzo, sono apportate le seguenti modificazioni:

            1) all'articolo 543, secondo comma:

                a) al numero 3), dopo le parole: ''tribunale competente'' sono inserite le seguenti parole: ''nonché l'indicazione dell'indirizzo di posta elettronica certificata del creditore procedente'';

                b) al numero 4), dopo le parole: ''a mezzo raccomandata'' sono inserite le seguenti parole: ''ovvero a mezzo di posta elettronica certificata'';

            2) all'articolo 547, primo comma, dopo le parole: ''creditore procedente'' sono inserite le seguenti parole: ''o trasmessa a mezzo di posta elettronica certificata'';

            3) l'articolo 548 è sostituito dal seguente:

        ''Art. 548. - (Mancata dichiarazione del terzo). – Se il pignoramento riguarda i crediti di cui all'articolo 545, terzo e quarto comma, quando il terzo non compare all'udienza stabilita, il credito pignorato, nei termini indicati dal creditore, si considera non contestato ai fini del procedimento in corso e dell'esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione, e il giudice provvede a norma degli articoli 552 o 553.

        Fuori dei casi di cui al primo comma, quando all'udienza il creditore dichiara di non aver ricevuto la dichiarazione, il giudice, con ordinanza. fissa un'udienza successiva. L'ordinanza è notificata al terzo almeno dieci giorni prima della nuova udienza. Se questi non compare alla nuova udienza, il credito pignorato o il possesso del bene di appartenenza del debitore, nei termini indicati dal creditore, si considera non contestato a norma del primo comma.

        Il terzo può impugnare nelle forme e nei termini di cui all'articolo 617, primo comma, l'ordinanza di assegnazione di crediti adottata a nonna del presente articolo, se prova di non averne avuto tempestiva conoscenza per irregolarità della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore.'';

            4) l'articolo 549 è sostituto dal seguente:

        ''Art. 549. - (Contestata dichiarazione del terzo). – Se sulla dichiarazione sorgono contestazioni, il giudice dell'esecuzione le risolve. compiuti i necessari accertamenti, con ordinanza impugnabile nelle forme e nei termini di cui all'articolo 617. L'ordinanza di cui al primo comma produce effetti ai fini del procedimento in corso e dell'esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione ed è impugnabile nelle forme e nei termini di cui all'articolo 617.''».

        «19-ter. Le disposizioni di cui al comma 19-bis si applicano ai procedimenti di espropriazione presso terzi iniziati successivamente all'entrata in vigore della presente legge.».


1.72

INCOSTANTE, BIANCO, ADAMO, BASTICO, CECCANTI, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI, ANTEZZA, BIONDELLI

RESPINTO

Sostituire il comma 13, con il seguente:

        «13. Per la particolare situazione finanziaria per il triennio 2013-2015, ferme restando le specifiche discipline di settore in materia pensionistica a carico del bilancio dello Stato, gli importi dei trattamenti pensionistici per invalidità o per la morte di un congiunto, gli assegni accessori degli invalidi e mutilati per servizio, le indennità di assistenza e di accompagnamento o simili, le speciali elargizioni corrisposte in via continuativa, di natura risarcitoria, indennitaria o assistenziale, messi in pagamento dal Ministero dell'economia e delle finanze o dall'INPS sono ridotti nella misura dell'1 per cento rispetto agli importi dovuti alla data del 1º gennaio 2013»

        Conseguentemente, alla Tabella voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

        2013:    – 40.000;

        2014:    – 40.000;

        2015:    – 40.000


1.73

GHEDINI, ROILO, TREU, CASTRO, CRISTINA DE LUCA, ADRAGNA, BARBOLINI, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, FONTANA, ICHINO, MORRA, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, ANTEZZA

RESPINTO

Dopo il comma 19, inserire i seguenti:

        «19-bis. In via sperimentale per il triennio 2013-2015, i lavoratori dipendenti del settore pubblico e i lavoratori dipendenti o autonomi del settore privato, iscritti alle gestioni dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi idonei a conseguire entro quattro anni il diritto al pensionamento anticipato o di vecchiaia, ai sensi dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, possono accedere a domanda, a decorrere dalla data di maturazione dei predetti requisiti e per tutto il periodo antecedente alla data effettiva di pensionamento, ai sensi dei commi da 19ter a 19-ocnes, all'anticipazione del pensionamento, a condizione che ricorrano congiuntamente i seguenti presupposti:

            a) abbiano assistito continuativamente per almeno diciotto anni uno o più figli conviventi disabili in situazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, con percentuale di invalidità riconosciuta pari al 100 per cento e con necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, ai sensi della tabella di cui al decreto del Ministro della sanità 5 febbraio 1992, ai quali sia stata concessa, a seguito di istanza presentata prima del compimento del sessantacinquesimo anno di età, l'indennità di accompagnamento, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 21 novembre 1988, n. 508;

            b) all'atto della presentazione della domanda di cui al comma 19-sexies, risultino conviventi o abbiano stabilmente convissuto con i figli disabili per almeno diciotto anni;

            c) alla data di maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi idonei al riconoscimento del diritto all'anticipazione del pensionamento ai sensi del presente comma, i figli disabili non risultino deceduti;

            d) i figli conviventi disabili non percepiscano alcuna contribuzione per attività lavorativa.

        19-ter. Nel caso di handicap congenito o di handicap che si manifesta dalla nascita, certificato da una struttura pubblica afferente al Servizio sanitario nazionale, l'assistenza continuativa è comunque calcolata dalla data di nascita. Ai fini del computo del periodo di assistenza continuativa di cui al comma 19-bis, lettera b), non rilevano i periodi di ricovero a tempo pieno e in modo continuativo dei figli disabili in istituti specializzati, ad eccezione dei periodi per i quali vi sia certificazione medico-sanitaria dell'istituto di ricovero che attesti la necessità a fini terapeutici della presenza di un genitore.

        19-quater. il diritto di cui al comma 19-bis può essere goduto da un solo genitore convivente per ciascun figlio disabile. il fratello o la sorella del disabile possono beneficiare del diritto previdenziale di cui al comma 19-bis soltanto se entrambi i genitori sono assenti o impossibilitati a prestare assistenza al figlio disabile per gravi motivi di salute, come attestato da apposita certificazione di morte o sanitaria rilasciata da una struttura pubblica afferente al Servizio sanitario nazionale, ovvero se entrambi i genitori non convivono più con il figlio disabile, in quanto residenti ed effettivamente domiciliati in una differente località.

        19-quinquies. La liquidazione dei trattamenti di fine servizio per i lavoratori alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni decorre comunque dal mese successivo al conseguimento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti in via ordinaria per l'accesso al pensionamento, ai sensi dell'articolo 24 del decreto-Iegge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, indipendentemente dalla data di effettivo accesso al pensionamento anticipato ai sensi del comma 19-bis.

        19-sexies. Ai fini del riconoscimento dell'anticipazione del pensionamento, i soggetti di cui al comma 19-bis presentano un'apposita domanda all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS). Alla domanda, che riporta i dati anagrafici del richiedente e del figlio disabile assistito, sono allegati in originale o in copia conforme all'originale:

            a) certificazioni attestanti l'invalidità al 100 per cento, la totale inabilità lavorativa e la condizione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, relative al figlio disabile assistito, come definito dal comma 1 dell'articolo 2 della presente legge, rilasciate dalle commissioni mediche preposte;

            b) ulteriore certificazione comprovante lo stato di disabilità, risultante da apposita certificazione sanitaria rilasciata da una struttura pubblica afferente al Servizio sanitario nazionale, qualora il periodo di assistenza continuativa del figlio disabile, come definito dal comma 19-bis, abbia avuto inizio precedentemente all'accertamento della disabilità da parte delle commissioni mediche preposte;

            c) dichiarazione di appartenenza al novero dei soggetti elencati al comma 19-quater e, nel caso si tratti di fratello o sorella, certificazione di morte o di impossibilità, per gravi motivi di salute, del genitore ad assistere il figlio disabile, come risultante da apposita certificazione sanitaria rilasciata da una struttura pubblica afferente al Servizio sanitario nazionale;

            d) certificazione storico-anagrafica comprovante la convivenza nel periodo di assistenza, come definito dal comma 19-bis;

            e) certificazione attestante il numero di annualità di contribuzione versate o accreditate in favore dell'assicurato e il numero di annualità di contribuzione versate nel periodo di assistenza del familiare disabile convivente, non inferiori ai limiti minimi di cui al comma 19-bis.

        19-septies. Fatte salve le sanzioni penali previste dalla legislazione vigente nel caso in cui il fatto costituisca reato, in caso di comprovata insussistenza dei requisiti relativi all'invalidità, alla totale inabilità lavorativa e alla condizione di gravità, richiesti ai sensi del comma 19-bis, si applica l'articolo 5, comma S, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 698.

        19-octies. Le disposizioni di cui all'articolo 20 del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, si applicano anche agli accertamenti circa la sussistenza dei requisiti relativi all'invalidità, alla totale inabilità lavorativa e alla condizione di gravità, richiesti ai sensi del comma 19-bis«.

        Conseguentemente,

            a) all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole «250 milioni di euro per l'anno 2013» con le seguenti «206,8 milioni di euro per l'anno 2013»;

            b) all'articolo 3, comma 28, sostituire le parole: «248 milioni di euro per l'anno 2014 e di 292 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015» con le seguenti: «189,7 milioni di euro per l'anno 2014 e di 226,2 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015».


1.74

GHEDINI, ROILO, TREU, CASTRO, CRISTINA DE LUCA, ADRAGNA, BARBOLINI, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, FONTANA, ICHINO, MORRA, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, ANTEZZA

RESPINTO

Dopo il comma 19, aggiungere i seguenti:

        «19-bis. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 24, comma 14, lettera e-bis), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, le disposizioni in materia di requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del predetto decreto continuano altresì ad applicarsi, ai sensi dei commi da 19-ter a 19-quater, ai lavoratori che maturino, entro ventiquattro mesi successivi al 31 dicembre 2011, il requisito contributivo per l'accesso al pensionamento indipendentemente dall'età anagrafica di cui all'articolo 1, comma 6, lettera a), della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, a condizione che ricorrano congiuntamente i seguenti presupposti:

            a) abbiano fluito, alla data del 31 dicembre 2011, del congedo per assistenza ai figli con handicap grave, ai sensi dell'articolo 33, comma 1, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, per un periodo complessivamente non inferiore a due anni;

            b) abbiano assistito continuativamente, per almeno diciotto anni, uno o più figli conviventi disabili in situazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, con percentuale di invalidità riconosciuta pari al 100 per cento e con necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, ai sensi della tabella di cui al decreto del Ministro della sanità 5 febbraio 1992, ai quali sia stata concessa, a seguito di istanza presentata prima del compimento del sessantacinquesimo anno di età, l'indennità di accompagnamento, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 21 novembre 1988, n. 508;

            c) i figli conviventi disabili non percepiscano alcuna contribuzione per attività lavorativa;

            d) alla data del 31 dicembre 2011, i figli disabili non risultino deceduti.

        19-ter. Nel caso di handicap congenito o di handicap che si manifesta dalla nascita, certificato da una struttura pubblica afferente al Servizio sanitario nazionale, l'assistenza continuativa è comunque calcolata dalla data di nascita. Ai fini del computo del periodo di assistenza continuativa di cui alla lettera b) del comma 19-bis, non rilevano i periodi di ricovero a tempo pieno e in modo continuativo dei figli disabili in istituti specializzati, ad eccezione dei periodi per i quali vi sia certificazione medico-sanitaria dell'istituto di ricovero che attesti la necessità a fini terapeutici della presenza di un genitore.

        19-quater. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono definite le modalità di presentazione all'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) della domanda di accesso al beneficio di cui al comma 19-bis, nonché le ulteriori misure attuative delle disposizioni di cui ai commi 19-bis, 19-ter e 19-quater.

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole: «250 milioni di euro per l'anno 2013, di 847,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 591 milioni di euro per l'anno 2015 e di 641 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016» con le seguenti: «248,8 milioni di euro per l'anno 2013, di 844 milioni di euro per l'anno 2014, di 588,3 milioni di euro per l'anno 2015 e di 640,9 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016».


1.75

GHEDINI, ROILO, TREU, CASTRO, CRISTINA DE LUCA, ADRAGNA, BARBOLINI, BIANCHI, BLAZINA, FASANO, FONTANA, ICHINO, MORRA, NEROZZI, PASSONI, PONTONE, SCARABOSIO, SPADONI URBANI, ANTEZZA

RESPINTO

Dopo il comma 19, inserire i seguenti:

        «19-bis. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 24, comma 14, lettera e-bis), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, le disposizioni in materia di requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del predetto decreto continuano altresì ad applicarsi, ai sensi dei commi da 19-ter a 19-quater, ai lavoratori che maturino, entro ventiquattro mesi successivi al 31 dicembre 2011, il requisito contributivo per l'accesso al pensionamento indipendentemente dall'età anagrafica di cui all'articolo 1, comma 6, lettera a), della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, a condizione che ricorrano congiuntamente i seguenti presupposti:

            a) abbiano finito, alla data del 31 dicembre 2011, del congedo per assistenza ai figli con handicap grave, ai sensi dell'articolo 33, comma 1, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, per un periodo complessivamente non inferiore a due anni;

            b) abbiano assistito continuativamente, per almeno diciotto anni, uno o più figli conviventi disabili in situazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, con percentuale di invalidità riconosciuta pari al 100 per cento e con necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, ai sensi della tabella di cui al decreto del Ministro della sanità 5 febbraio 1992, ai quali sia stata concessa, a seguito di istanza. presentata prima del compimento del sessantacinquesimo anno di età, l'indennità di accompagnamento, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 21 novembre 1988, n. 508;

            c) i figli conviventi disabili non percepiscano alcuna contribuzione per attività lavorativa;

            d) alla data del 31 dicembre 2011, i figli disabili non risultino deceduti.

        19-ter. Nel caso di handicap congenito o di handicap che si manifesta dalla nascita, certificato da una struttura pubblica afferente al Servizio sanitario nazionale, l'assistenza continuativa è comunque calcolata dalla data di nascita. Ai fini del computo del periodo di assistenza continuativa di cui alla lettera b) del comma 19-bis, non rilevano i periodi di ricovero a tempo pieno e in modo continuativo dei figli disabili in istituti specializzati, ad eccezione dei periodi per i quali vi sia certificazione medico-sanitaria dell'istituto di ricovero che attesti la necessità a fini terapeutici della presenza di un genitore.

        19-quater. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono definite le modalità di presentazione all'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) della domanda di accesso al beneficio di cui al comma 19-bis, nonché le ulteriori misure attuative delle disposizioni di cui ai commi 19-bis, 19-ter e 19-quater.

        19-quinquies. All'articolo 6, comma 2-quater, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonché i periodi di congedo fruiti dai genitori di soggetto con handicap in situazione di gravità, comprensivi dei periodi di prolungamento del congedo ai sensi dell'articolo 33, comma 1, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 ».

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole: «250 milioni di euro per l'anno 2013, di 847,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 591 milioni di euro per l'anno 2015 e di 641 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016» con le seguenti: «248,8 milioni di euro per l'anno 2013, di 844 milioni di euro per l'anno 2014, di 588,3 milioni di euro per l'anno 2015 e di 640,9 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016».


1.76

ALBERTI CASELLATI, BALBONI

RESPINTO

Sopprimere il comma 20.


1.77

LI GOTTI

RESPINTO

Al comma 20, lettera a), sopprimere il numero 1) e il numero 3).

        Conseguentemente, all'articolo 3, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. I commi le 2 dell'articolo 30-bis del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono sostituiti dai seguenti:

        ''1. A decorrere dal 1 gennaio 2013, il prelievo erariale unico di cui all'articolo 39, comma 13, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni, è determinato, in capo ai singoli soggetti passivi d'imposta, applicando un'aliquota pari all5 per cento''.

        2. Fermo quanto disposto dall'articolo 39, comma 13-bis, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni, e dai relativi decreti direttoriali di applicazione, gli importi dei versamenti periodici del prelievo erariale unico dovuti dai soggetti passivi di imposta in relazione ai singoli periodi contabili sono calcolati assumendo un'aliquota pari al 98 per cento di quella prevista dal comma 1''».


1.78

DELLA MONICA, CAROFIGLIO, CASSON, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, GALPERTI, MARITATI, PERDUCA

RESPINTO

Al comma 20, lettera a), sopprimere il numero 1).

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2013:    – 10.000;

            2014:    – 10.000;

            2015:    – 10.000.


1.79

GALPERTI, DELLA MONICA, CAROFIGLIO, CASSON, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, MARITATI, PERDUCA

RESPINTO

Sopprimere il comma 21.

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2013:    – 5.000;

            2014:    – 5.000;

            2015:    – 5.000.

 


1.80

CALIENDO, DELLA MONICA

INAMMISSIBILE

Al comma 20, lettera a), sopprimere il numero 1) della lettera s) del comma 6 dell'articolo 37 del decreto 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni.


1.81

MARITATI, DELLA MONICA, CAROFIGLIO, CASSON, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, GALPERTI, PERDUCA

RESPINTO

Al comma 20, lettera a), sostituire il numero 2) con il seguente:

        «2) il capoverso d) è sostituito dal seguente: ''per i ricorsi di cui all'articolo 119, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, il contributo dovuto è di euro 650 quando il valore della controversia è pari o inferiore ad euro 100.000; di euro 2.000 quando il valore della controversia è compreso tra euro 100.001,00 ed euro 500.000,00; di euro 4.000 quando il valore della controversia è compreso tra euro 500.001,00 ed euro 1.000.000,00; di euro 6.000 quando il valore della controversia è superiore ad euro 1.000.001,00. Per i giudizi di cui al richiamato articolo 119, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 104 del 2010 il valore della controversia è pari all'importo di cui all'articolo 15, lettera c), allegato 21 al decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163».

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell'economia e delle fInanze, apportare le seguenti variazioni:

            2013:    – 20.000;

            2014:    – 20.000;

            2015:    – 20.000.


1.82

MARITATI, DELLA MONICA, CAROFIGLIO, CASSON, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, GALPERTI, PERDUCA

RESPINTO

Al comma 20, lettera a), sostituire il numero 2) con il seguente:

        «2) il capoverso d) è sostituito dal seguente: ''per i ricorsi di cui all'articolo 119, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, il contributo dovuto è di euro 650 quando il valore della controversia è pari o inferiore ad euro 100.000; di euro 2.000 quando il valore, della controversia è compreso tra euro 100.001,00 ed euro 500.000„00; di euro 4.000 quando il valore della controversia è compreso tra euro 500.001,00 ed euro 1.000.000,00; di euro 6.000 quando il valore della controversia è superiore ad euro 1.000.001,00. Per i giudizi di cui al richiamato articolo 119, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 104 del 2010 il valore della controversia è pari all'importo di cui all'articolo 15, lettera c), allegato 21 al decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163».

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2013:    – 20.000;

            2014:    – 20.000;

            2015:    – 20.000.


1.83

D'AMBROSIO LETTIERI

RESPINTO

Al comma 20, lettera a) capoverso 2) sostituire la lettera d) con il seguente:

            «d) Per i ricorsi di cui all'articolo 119, comma 1, lettere a) e b) del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, il contributo è di euro 1.000 quando il valore della controversia è pari o inferiore ad euro 1.000.000 di euro; di euro 2.000 per quelli con valori da euro 1.000.000 a euro 5.000.000; di euro 4.000 per quelli con valori da euro 5.000.000 a 20.000.000: di euro 6.000 per quelli con valori superiori a euro 20.000.000».


1.84

TANCREDI, IL RELATORE

RESPINTO

Apportare le seguenti modificazioni:

            a) al comma 20, lettera a), n. 2):

            1) dopo le parole «per quelle di importo compreso tra 200.000 e 1.000.000,00 di euro» sono aggiunte le parole «o di valore indeterminabile»;

            2) in fine, dopo le parole «euro 6.000» è aggiunto il seguente periodo «. Se manca la dichiarazione di cui al comma 3-ter dell'articolo 14, il contributo dovuto è di euro 6.000»;

            b) dopo il comma 20, è inserito il seguente:

        «20-bis. All'articolo 14, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, dopo il comma 3-bis, è aggiunto il seguente:

        ''3-ter. Nel processo amministrativo,per valore della lite nei ricorsi di cui all'articolo 119, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, si intende l'importo posto a base d'asta individuato dalle stazioni appaltanti negli atti di gara, ai sensi dell'articolo 29, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Nei ricorsi di cui all'articolo 119, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 2 luglio 2010,n. 104, in caso di controversie relative all'irrogazione di sanzioni, comunque denominate, il valore è costituito dalla somma di queste.'';

            c) dopo il comma 23, sono inseriti i seguenti:

        «23-bis. All'articolo 11, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:

        ''3-bis. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche agli uffici giudiziari per il contenzioso in materia di contributo unificato davanti alle Commissioni tributarie provinciali''.

        23-ter. All'articolo 39 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il comma 5 è soppresso.

        23-quater. All'articolo 11 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:

        ''3-bis. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 3 si applicano anche agli uffici giudiziari per il contenzioso in materia di contributo unificato davanti alle Commissioni tributarie provinciali''.

        23-quinquies. Nell'articolo 152-bis delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie le parole: ''si applica la tariffa vigente per gli avvocati, con la riduzione del 20 per cento degli onorari di avvocato ivi previsti.'' sono sostituite dalle seguenti: ''si applica il decreto adottato ai sensi dell'articolo 9, comma 2, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, per la liquidazione del compenso spettante agli avvocati, con la riduzione del venti per cento dell'importo complessivo ivi previsto.''.

        23-sexies. Nell'articolo 15 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 al comma 2-bis le parole: ''si applica la tariffa vigente per gli avvocati e procuratori, con la riduzione del venti per cento degli onorari di avvocato ivi previsti.'' sono sostituite dalle seguenti: ''si applica il decreto previsto dall'articolo 9, comma 2, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, per la liquidazione del compenso spettante agli avvocati, con la riduzione del venti per cento dell'importo complessivo ivi previsto.''.

        23-septies. All'articolo 4, della legge 12 novembre 2011, n. 183, sono apportate le seguenti modifiche:

            a) al comma 39, secondo periodo, dopo le parole ''progressivamente vacanti'' sono aggiunte le seguenti: '', previo espletamento della procedura di interpello di cui al comma 40'';

            b) al comma 40, terzo periodo, dopo le parole ''comma 39'' sono aggiunte le seguenti: ''proponibili sia per la copertura della sede presso la quale sono soprannumerari sia per la copertura di altre sedi''».


1.84 (testo 2)

I RELATORI

APPROVATO

All'articolo 1, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 20, lettera a), n. 2), in fine, dopo le parole«euro 6.000» è aggiunto il seguente periodo «. Se manca la dichiarazione di cui al comma 3-ter dell'articolo 14, il contributo dovuto è di euro 6.000»;

            b) sostituire la lettera c) con la seguente:

         «c). Il comma 11 è sostituito dal seguente:

        ''11. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e della giustizia, è stabilita la ripartizione in quote delle risorse confluite nel capitolo di cui al comma 10, primo periodo, per essere destinate, in via prioritaria, all'assunzione di personale di magistratura ordinaria, nonché, per il solo anno 2013, per consentire ai lavoratori cassintegrati, in mobilità, socialmente utili e ai disoccupati e agli inoccupati, che a partire dall'anno 2010 hanno partecipato a progetti formativi regionali o provinciali presso gli uffici giudiziari, il completamento del percorso formativo entro il 31 dicembre 2013, nel limite di spesa di 7,5 milioni di euro. La titolarità del relativo progetto formativo è assegnata al Ministero della giustizia. A decorrere dall'anno 2014 tale ultima quota è destinata all'incentivazione del personale amministrativo appartenente agli uffici giudiziari che abbiano raggiunto gli obiettivi di cui al comma 12, anche in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 9, comma 2-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e alle spese di funzionamento degli uffici giudiziari. La riassegnazione prevista dal comma 10, primo periodo, è effettuato al netto delle risorse utilizzate per le assunzioni del personale di magistratura ordinaria"; ";

c) dopo il comma 20 è inserito il seguente:

        «20-bis. All'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, dopo il comma 3-bis, è aggiunto il seguente: "3-ter. Nel processo amministrativo per valore della lite nei ricorsi di cui all'articolo 119, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, si intende l'importo posto a base d'asta individuato dalle stazioni appaltanti negli atti di gara, ai sensi dell'articolo 29, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Nei ricorsi di cui all'articolo 119, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, in caso di controversie relative all'irrogazione di sanzioni, comunque denominate, il valore è costituito dalla somma di queste.";

            d) dopo il comma 23, sono inseriti i seguenti:

        «23-bis. All'articolo 11, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente: ''3-bis. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche agli uffici giudiziari per il contenzioso in materia di contributo unificato davanti alle Commissioni tributarie provinciali.

        23-ter. Nell'articolo 152-bis delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie le parole: ''si applica la tariffa vigente per gli avvocati, con la riduzione del 20 per cento degli onorari di avvocato ivi previsti.'' sono sostituite dalle seguenti: ''si applica il decreto adottato ai sensi dell'articolo 9, comma 2, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, per la liquidazione del compenso spettante agli avvocati, con la riduzione del venti per cento dell'importo complessivo ivi previsto.''.

 

        23-quater. Nell'articolo 15 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, al comma 2-bis le parole: ''si applica la tariffa vigente per gli avvocati e procuratori, con la riduzione del venti per cento degli onorari di avvocato ivi previsti.'' sono sostituite dalle seguenti: ''si applica il decreto previsto dall'articolo 9, comma 2, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, per la liquidazione del compenso spettante agli avvocati, con la riduzione del venti per cento dell'importo complessivo ivi previsto.''.

        23-quinquies. All'articolo 4, della legge 12 novembre 2011, n. 183, sono apportate le seguenti modifiche:

            a) al comma 39, secondo periodo, dopo le parole ''progressivamente vacanti'' sono aggiunte le seguenti: '', previo espletamento della procedura di interpello di cui al comma 40'';

            b) al comma 40, terzo periodo, dopo le parole ''comma 39'' sono aggiunte le seguenti: ''proponibili sia per la copertura della sede presso la quale sono soprannumerari sia per la copertura di altre sedi''.

        23-sexies. Al fine di consentire lo svolgimento dei compiti di rappresentanza e difesa nei giudizi di cui all'articolo 35 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, l'Avvocatura dello Stato è autorizzata ad effettuare, in aggiunta alle facoltà assunzionali previste dalla normativa vigente, ulteriori assunzioni di Avvocati dello Stato, entro il limite di spesa pari a euro 272.000 a decorrere dall'anno 2013.".

 

 Conseguentemente,

alla tabella C, voce "Presidenza del Consiglio dei ministri" - Decreto legislativo n. 303 del 1999: Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (21.3- Cap. 2115), apportare le seguenti modifiche:

2013:  -0,272

2014: -0,272

2015: -0,272

 

2.1000

Il Governo

         All'articolo 2, dopo il comma 2, sono inseriti i seguenti:

 

"2-bis. E' autorizzata la partecipazione dell'Italia all'aumento di capitale della Banca Europea per gli Investimenti con un contributo totale pari a 1.617.003.000,00 euro da versare in un'unica soluzione nell'anno 2013.

2-ter. All'onere derivante dal comma 1, si provvede mediante versamento all'entrata del bilancio dello Stato, nell'anno 2013, di una corrispondente quota delle risorse disponibili sulla contabilità speciale 1778 «Agenzia delle entrate - Fondi di bilancio". Conseguentemente con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate e del territorio sono stabiliti i termini e le modalità attuative atte a riprogrammare le restituzioni e i rimborsi delle imposte ad un livello compatibile con le risorse disponibili a legislazione vigente."

 

 


1.84/1

ZANETTA

RESPINTO

All'emendamento 1.84 dei Relatori, prima della lettera a) aggiungere la seguente:

            «0a) Dopo il comma 13, aggiungere il seguente:

        ''13-bis. In caso di mancata costituzione dei Fondi bilaterali di cui all'articolo 3, commi 4 e 14, della legge 28 giugno 2012, n. 92, resta ferma la possibilità di riconoscere l'indennità di cui all'articolo 2, comma 1, della legge medesima, ai lavoratori sospesi per crisi aziendali o occupazionali che siano in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 2, comma 4, della medesima legge, e subordinatamente ad un intervento integrativo pari almeno alla misura del 20 per cento dell'indennità stessa a carico degli enti bilaterali previsti dalla contrattazione collettiva. La durata massima del trattamento non può superare novanta giornate da computare in un biennio mobile. Quanto previsto dal presente comma non si applica ai lavoratori dipendenti da aziende destinatarie di trattamenti di integrazione salariale, nonché nei casi di contratti di lavoro a tempo indeterminato con previsione di sospensioni lavorative programmate e di contratti di lavoro a tempo parziale verticale''».


1.84/2

ZANETTA

RESPINTO

All'emendamento 1.84 dei Relatori, prima della lettera a) aggiungere la seguente:

            «0a) Dopo il comma 13, aggiungere il seguente:

        ''13-bis: È prorogata, per l'anno 2013, l'applicazione della disposizione di cui al comma 13, nel limite di 40 milioni di euro per l'anno 2013, dell'articolo 19 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e successive modificazioni''».


1.84/3

PICHETTO FRATIN

RESPINTO

All'emendamento 1.84 Relatore, apportare le seguenti modifiche:

            a) il comma 23-quater è soppresso;

            b) dopo il comma 23-septies, è aggiunto il seguente:

        «23-octies. Al fine di consentire lo svolgimento dei compiti di rappresentanza e difesa nei giudizi di cui all'articolo 35 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, l'Avvocatura dello Stato è autorizzata ad effettuare, in aggiunta alle facoltà assunzionali previste dalla normativa vigente, ulteriori assunzioni di Avvocati dello Stato, entro il limite di spesa pari a euro 272.000 euro a decorrere dall'anno 2013».

        Conseguentemente, alla tabella C, voce «Presidenza del Consiglio dei Ministri» – Decreto legislativo n. 303 del 1999: Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (21.3 – cap. 2115), apportare le seguenti modifiche:

        2013: – 0,272;

        2014: – 0,272;

        2015: – 0,272.


1.84/4

BOLDRINI

RESPINTO

All'emendamento 1.84, dopo il comma 23-septies, aggiungere il seguente:

        «23-octies. Per la presentazione delle liste di candidati alla Camera e al Senato nessuna sottoscrizione è richiesta per le liste rappresentative di partiti o gruppi politici presenti in una delle due Camere con almeno due componenti di essa o rappresentative nelle due Camere con almeno un componente per ogni Camera, ovvero presenti con due componenti al Parlamento europeo alla data di entrata in vigore della presente. Tale rappresentatività è attestata, al momento della presentazione delle liste, dalle dichiarazioni dei presidenti dei suddetti partiti o gruppi politici».


1.84/5

DELLA MONICA, CALIENDO, BERSELLI, D'AMBROSIO, MARITATI, LI GOTTI, MUGNAI, CASSON, SERRA, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, GALPERTI, PERDUCA, DI GIOVAN PAOLO, AGOSTINI, MERCATALI, CARLONI

RITIRATO

All'emendamento 1.84, dopo la lettera a) inserire la seguente:

            «a-bis) il comma 11 è sostituito dal seguente:

        ''11. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e della giustizia, è stabilita la ripartizione in quote delle risorse confluite nel capitolo di cui al comma 10, primo periodo, per essere destinate, in via prioritaria, all'assunzione di personale di magistratura ordinaria, nonché, per il solo anno 2013, per consentire ai lavoratori cassintegrati, in mobilità, socialmente utili o ai disoccupati e agli inoccupati, che a partire dall'anno 2010 hanno partecipato a progetti formativi regionali o provinciali presso gli uffici giudiziari, il completamento del percorso formativo entro il 31.12.2013, nel limite di spesa di 7,5 milioni di euro. La titolarità del relativo progetto formativo è assegnata al Ministero della giustizia. A decorrere dall'anno 2014 tale ultima quota è destinata all'incentivazione del personale amministrativo appartenente agli uffici giudiziari che abbiano raggiunto gli obiettivi di cui al comma 12, anche in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 9, comma 2-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e alle spese di funzionamento degli uffici giudiziario La riassegnazione prevista dal comma 10, primo periodo, è effettuata al netto delle risorse utilizzate per le assunzioni del personale di magistratura ordinaria;''».

        Conseguentemente, all'articolo 2, comma 29, sopprimere le parole da: «nonché al fine di assumere a tempo determinato» fino alle parole «per lo smaltimento dell'arretrato».


1.85

PERDUCA, PORETTI

RESPINTO

Al comma 20 lettera a), sopprimere il numero 3).

        Conseguentemente, alle minori entrate derivanti dalla soppressione del numero 3), della lettera a), del comma 20 dell'articolo 3, non superiori a 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013. 2014 e 2015, si provvede mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate all'articolo 3-bis».

        Conseguentemente, dopo l'articolo 3, aggiungere il seguente:

«Art. 3-bis.

(Lotta all'evasione fiscale)

        1. All'articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole: ''12.500 euro'', sono sostituite delle seguenti: ''1.000 euro'';

            b) al comma 5, le parole: ''12.500 euro'', sono sostituite delle seguenti: ''1.000 euro'';

            c) al comma 8, le parole: ''12.500 euro'', sono sostituite delle seguenti: ''1.000 euro'';

            d) al comma 12, le parole: ''12.500 euro'' sono sostituite delle seguenti: ''1.000 euro'';

            e) al comma 13, le parole: ''12.500 euro'' sono sostituite delle seguenti: ''1.000 euro'';

        2. All'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti: ''I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell'esercizio dell'attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.

        I compensi in denaro per l'esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente tramite assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro''.

        3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni:

            a) il comma 8 dell'articolo 3 del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;

            b) il comma 3 dell'articolo 32 e il comma 3 dell'articolo 33 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 122, convertito. con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;

            c) i commi 2, 3 e 4 dell'articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185. convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

        4. A decorrere dalla medesima data di cui al comma 3, riacquistano efficacia le seguenti disposizioni:

            a) i commi 12, 12-bis e da 29 a 34 dell'articolo 35. nonché i commi da 33 a 37-ter dell'articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

            b) il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 25 febbraio 2008, n. 74;

            c) il comma 4-bis dell'articolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e il comma 6 del medesimo articolo 8-bis nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;

            d) i commi da 30 a 32 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;

            e) i commi da 363 a 366 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

        5. A decorrere dal periodo d'imposta 2013, in tutti i modelli delle dichiarazioni dei redditi è introdotto un apposito prospetto nel quale i contribuenti sono tenuti ad indicare la consistenza dei beni mobiliari ed immobiliari detenuti nel periodo d'imposta di riferimento con indicazione delle variazioni intervenute rispetto al periodo d'imposta precedente.

        6. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 4, nonché le relative sanzioni per omessa o infedele dichiarazione da parte dei soggetti passivi.

        7. Entro il mese di febbraio di ogni anno i soggetti di cui all'articolo 7, comma sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, comunicano telematicamente all'Anagrafe Tributaria la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto finanziario intrattenuto nell'anno precedente. Entro lo stesso mese di febbraio i medesimi soggetti comunicano l'importo complessivo delle operazioni effettuate nell'anno precedente da ciascun nominativo al di fuori da rapporti continuativi.

        8. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuate le modalità di effettuazione delle comunicazioni di cui al comma 6 e i relativi contenuti tecnici.

        9. I dati comunicati ai sensi del comma 6 del presente articolo sono utilizzabili nell'attività di programmazione e di accertamento fiscale indipendentemente dalle procedure di autorizzazione di cui agli articoli 32, comma primo, numeri 6-bis e 7, deI decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 51, comma secondo, n. 6-bis e 7, del decreto 26 ottobre 1972, n. 633.

        10. Per l'omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471».


1.86

D'AMBROSIO LETTIERI

INAMMISSIBILE

Sopprimere il comma 21.


1.87

ALBERTI CASELLATI, BALBONI

INAMMISSIBILE

Sopprimere il comma 21.


1.88

ALBERTI CASELLATI, BALBONI

RESPINTO

Sopprimere il comma 22.


1.89

ALBERTI CASELLATI, BALBONI

RESPINTO

Sopprimere il comma 23.


1.90

FLERES

RITIRATO

Dopo il comma 23 inserire il seguente:

        «23-bis. Al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, dopo l'articolo 19 inserire il seguente:

        ''Art. 19-bis. – (Contributi annuali per l'iscrizione al registro degli organismi di mediazione e dell'elenco degli enti di formazione per mediatori). – 1. Per garantire il fabbisogno finanziario relativo ad ogni attività preordinata all'iscrizione, alla tenuta, all'informatizzazione e alla vigilanza del Registro degli Organismi di Mediazione e dell'Elenco degli Enti di Formazione dei Mediatori tenuti presso il Ministero della Giustizia ai sensi del decreto legislativo n. 28 del 2010, nonché alle attività promozionali a favore del ricorso alla mediazione, con decorrenza dal 1º gennaio 2013 è dovuto un contributo annuale fisso da pagarsi entro il 31 gennaio di ogni anno mediante versamento con le modalità operative rese note sul sito del Ministero della giustizia.

        2. Il contributo annuale fisso è determinato come segue:

            a) Euro 5.000 per ciascun Organismo di Mediazione pubblico e privato, oltre Euro 1.000 per ogni sede secondaria;

            b) Euro 150 da parte di ciascun mediatore per ciascun Organismo di mediazione a cui richiede l'iscrizione;

            c) Euro 5.000 per ciascun Ente di Formazione;

            d) Euro 300 da parte di ciascun formatore per ciascun Ente di formazione a cui richiede l'iscrizione.

        3. Le attestazioni di pagamento del contributo annuale fisso da parte degli Organismi di mediazione, mediatori, enti di formazione e formatori devono essere inviate al Ministero della Giustizia entro trenta giorni successivi al 31 gennaio ovvero al momento della richiesta di iscrizione. In caso di mancata successiva iscrizione per mancanza dei requisiti richiesti o di successiva sospensione o cancellazione, i pagamenti effettuati non sono ripetibili.

        4. L'ammontare dei contributi può essere aggiornato, con decreto del Ministero della Giustizia, nella misura necessaria alla copertura delle spese relative alle attività di cui al comma primo. L'aggiornamento avrà vigore dall'anno successivo a quello della pubblicazione del relativo decreto nella Gazzetta Ufficiale.

        5. Nel caso di omesso pagamento dei contributi, il Direttore generale della Direzione generale degli affari civili del Ministero della giustizia, decorsi trenta giorni dalla scadenza prevista per il pagamento, dispone la sospensione dal Registro o dall'Elenco. In caso di perdurante omesso versamento dell'obbligo contributivo, decorsi sei mesi dalla sospensione, è disposta la cancellazione dal Registro o dall'Elenco.

        6. Gli Organismi di Mediazione pubblici e privati e i Mediatori iscritti o in attesa di conferma nel Registro, nonché gli Enti di Formazione e i Formatori iscritti o in attesa di conferma all'Elenco alla data dell'entrata in vigore della presente legge sono tenuti a versare il contributo annuale entro il 31 gennaio 2013«.


1.91

DELLA MONICA, CALIENDO, BERSELLI, SERRA, LI GOTTI, MUGNAI, D'AMBROSIO, CASSON, CHIURAZZI, CAROFIGLIO, PERDUCA, DI GIOVAN PAOLO, AGOSTINI, CARLONI

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 23 inserire il seguente:

        «23-ter. Al fine di consentire ai lavoratori cassintegrati, in mobilità, socialmente utili e ai disoccupati e agli inoccupati, che a partire dall'anno 2010 hanno partecipato a progetti formativi regionali o provinciali presso gli uffici giudiziari, il completamento del percorso formativo entro il 31 dicembre 2013, sono stanziati 7,5 milioni di euro. La titolarità del relativo progetto formativo è assegnata al ministero della giustizia che provvede al riguardo utilizzando quota parte del maggior gettito derivante dalle disposizioni di cui ai commi 6, 7, 8 e 9 dell'articolo 37 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 per la parte relativa all'incentivazione del personale amministrativo giudiziario«.

        Conseguentemente:

        All'articolo 2, comma 29 sopprimere le parole da: «nonché al fine di assumere a tempo determinato» fino alle parole: «per lo smaltimento dell'arretrato».


1.92

ANDRIA, MARIAPIA GARAVAGLIA, GRANAIOLA, SCANU, FIORONI, BIONDELLI, MONGIELLO, BERSELLI, CALIENDO, MUGNAI, BALBONI, LI GOTTI, MURA, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, SERRA, ALBERTI CASELLATI, MARCUCCI, MALAN

RITIRATO

Dopo il comma 23 inserire il seguente:

        «23-bis, Al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, nell'articolo Il sostituire la parola: ''dodici'' con la seguente: ''trentasei''».

        Conseguentemente nell'articolo 5 del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 la parola: «2012», ovunque ricorra, è sostituita dalla seguente: «2014».


1.93

BERSELLI, MUGNAI, ALBERTI CASELLATI, CALIENDO, DELLA MONICA, AMORUSO, LI GOTTI, SERRA, D'AMBROSIO, CHIURAZZI, MURA, BALBONI, MAZZARACCHIO, MALAN

RESPINTO

Dopo il comma 23 inserire il seguente:

        «23-bis. Al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, nell'articolo Il sostituire la parola: ''dodici'' con la seguente: ''trentasei''».

        Conseguentemente nell'articolo 5 del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 la parola: «2012», ovunque ricorra, è sostituita dalla seguente: «2014».


1.94

GIAMBRONE, CARLINO

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 24, aggiungere il seguente:

        «24-bis. All'articolo 639, comma 3, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, le parole: ''entro il limite massimo di 624 unità'' sono sostituite dalle seguenti: ''entro il limite massimo di 890 unità''.

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti modificazioni:

            2013:  –  1.000;

            2014:  –  1.000;

            2015:  –  1.000.


1.95

MICHELONI

Al comma 25, sostituire le parole: «pari a 5.287.735 euro annui» con le seguenti: «pari a 42.242.857 milioni euro annui».

        Conseguentemente, dopo il comma 25, aggiungere il seguente:

        «25-bis. I maggiori risparmi di spesa di cui al comma 25, sono destinati a decorrere dall'anno 2013:

            a) per un ammontare pari a 3,75 milioni di euro al funzionamento dei Comites e dei CGIE;

            b) per un ammontare pari a 10 milioni di euro in favore degli interventi per il sostegno degli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana all'estero;

            c) per un ammontare pari a 6 milioni di euro, al rifinanziamento delle attività di assistenza, diretta e indiretta, degli italiani residenti all'estero in condizioni di indigenza;

            d) per un ammontare pari a 250.000 euro per il Museo dell'emigrazione italiana con sede in Roma;

            e) per un ammontare pari a 10 milioni di euro per la ristrutturazione della rete e dei servizi consolari, con priorità per il mantenimento e lo sviluppo degli sportelli consolari per assicurare servizi diffusi sul territorio per il sistema Italia e i cittadini italiani.

        Le restanti risorse sono versate a decorrere dall'anno 2013, all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnata al Fondo ammortamento titoli di Stato».


1.96

CARLINO, MASCITELLI

RESPINTO

Sopprimere il comma 28.

        Conseguentemente, al comma 98, secondo periodo, sostituire le parole: «250 milioni di euro per l'anno 2013» con le seguenti: «244.078.742 milioni di euro per l'anno 2013».


1.97

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

INAMMISSIBILE

Sopprimere il comma 28.

        Conseguentemente, all'articolo 2, comma 24, sostituire le parole: «159 milioni» con le seguenti: «153.078.742».


1.98

BETTAMIO, PALMIZIO

RESPINTO

Dopo il comma 30, inserire i seguenti:

        «30-bis. Nell'ambito delle iniziative di cooperazione per i Paesi del dialogo mediterraneo di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto- legge 31 gennaio 2008, n. 8, convertito, con modificazioni,. dalla legge 13 marzo 2008, n. 45, e per attuare le finalità previste dall'articolo 1, comma 1124, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è affidata alla Federazione internazionale per lo sviluppo sostenibile e la lotta alla povertà nel Mediterraneo-Mar Nero ONLUS (FISPMED), la costituzione dell'Osservatorio euromediterraneo Mar Nero sull'informazione e la partecipazione nelle politiche ambientali e azioni di sviluppo economico sostenibile locale per il rafforzamento della cooperazione regionale e dei processi di pace, di seguito denominato ''Osservatorio''.

        30-ter. La gestione dell'Osservatorio è vigilata dal Ministero degli affari esteri - Direzione generale per gli affari politici e di sicurezza.

        30-quater. Entro il 28 febbraio di ogni anno la FISPMED presenta alle Camere, ai fini dell'espressione del parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti, il programma di attività dell'Osservatorio.

        30-quinquies. Le attività dell'Osservatorio:

            a) favoriscono, indicano e sostengono soluzioni ai problemi più urgenti di sviluppo economico sostenibile nell'area del Mediterraneo e del Mar Nero;

            b) favoriscono, indicano e sostengono buone pratiche nei Paesi dell'Unione per il Mediterraneo e nei Paesi dell'Unione europea;

            c) attivano e promuovono forum come luoghi di incontro e di confronto sullo sviluppo sostenibile;

            d) attivano campagne di monitoraggio e di analisi dello stato dell'ambiente nel Mediterraneo.

        30-sexies. La FISPMED è inserita nell'elenco delle organizzazioni e degli enti di rilievo internazionale di cui all'articolo 1 della legge 6 febbraio 1992, n. 180.

        30-septies. Gli oneri di costituzione e di funzionamento dell'Osservatorio sono a carico della FISPMED.

        30-octies. Una quota parte pari al 25 per cento dei premi di cui al comma 5 dell'articolo 10 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 2001, n. 430, è devoluta all'Osservatorio per attività concordate con il Ministero degli affari esteri - Direzione generale per gli affari politici e di sicurezza».


1.99

GIAMBRONE

RESPINTO

Sopprimere i commi 32 e 33.

        Conseguentemente, all'articolo 3, comma 23:

            alla lettera a), sostituire le parole: «allo 0,50 per cento» con le seguenti: «allo 0,55 per cento»;

            alla lettera b), sostituire le parole: «allo 0,45 per cento» con le seguenti: «allo 0,50 per cento».


1.100

GIAMBRONE

RESPINTO

Dopo il comma 35, inserire i seguenti:

        «35-bis. I docenti incaricati della presidenza per l'anno scolastico 2012-2013, che abbiano svolto tale funzione per almeno un triennio, sono ammessi ad un periodo di formazione trimestrale, previo superamento, con esito positivo, di un esame colloquio, ai fini dell'immissione nel ruolo dei dirigenti scolastici.

        35-ter. Al fine di garantire la continuità del servizio prestato, in seguito al positivo superamento della procedura di cui al comma 1, l'immissione nel ruolo dei dirigenti scolastici è disposta prioritariamente sulle sedi ove tali soggetti svolgono, nel corrente anno scolastico, l'incarico di cui all'articolo 1-sexies del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, nella legge 31 marzo 2005, n. 43.

        35-quater. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca disciplina con proprio decreto le modalità di svolgimento dell'esame colloquio e del periodo di formazione.

        35-quinquies. All'attuazione della presente procedura si provvede mediante l'utilizzo di risorse strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. In subordine, alla relativa spesa si dà copertura mediante corrispondente riduzione, per l'anno scolastico 2013/2014, del Fondo unico nazionale per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici».

        Conseguentemente, all'articolo 3, comma 23:

            alla lettera a), sostituire le parole: «allo 0,50 per cento» con le seguenti: «allo 0,55 per cento»;

            alla lettera b), sostituire le parole: «allo 0,45 per cento» con le seguenti: «allo 0,50 per cento».


1.101

GIAMBRONE

RESPINTO

Dopo il comma 35, aggiungere i seguenti:

        «35-bis. Al fine di eliminare la disparità di trattamento che è venuta a crearsi tra i candidati al corso concorso ordinario per titoli ed esami a dirigente scolastico indetto con decreto direttoriale del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca 22 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4 serie speciale – n. 94 del 26 novembre 2004, per come rinnovato nella Regione Sicilia dalla legge 3 dicembre 2010, n. 202, e al fine di dirimere il contenzioso ancora in atto finalizzato all'annullamento del suddetto concorso nella stessa regione, i candidati in possesso dei requisiti di accesso che, superata la selezione per titoli, hanno partecipato alle prove scritte delle fasi locali per la Regione Sicilia del concorso, completando ognuna di esse con la consegna del relativo elaborato e che hanno ottenuto la conferma dell'incarico di presidenza nella Regione Sicilia per l'anno scolastico 2012/2013, secondo quanto previsto dalla Direttiva n. 21 del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dell'8 marzo 2012, possono a domanda partecipare direttamente, in deroga a quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 5 della legge 3 dicembre 2010, n. 202, al corso di formazione previsto dall'articolo 6 della suddetta legge.

        35-ter. In seguito al proficuo completamento della procedura di formazione di cui all'articolo 6 della legge 3 dicembre 2010, n. 202, che per tali soggetti si intende avvenuto a seguito di superamento di un colloquio finale, con esito positivo, ad essi spetta la precedenza nel posizionamento nelle graduatorie di cui all'articolo 7 della legge su citata, rispetto a coloro i quali risulteranno idonei dalla procedura di cui all'articolo 5 della suddetta legge.

        35-quater. Nel primo comma dell'articolo 6 della legge 3 dicembre 2010, n. 202, le parole: ''non inferiore a sei mesi'' sono sostituite dalle seguenti: ''non superiore a tre mesi''».

        Conseguentemente, all'articolo 3, comma 23:

            alla lettera a), sostituire le parole: «allo 0,50 per cento» con le seguenti: «allo 0,55 per cento»;

            alla lettera b), sostituire le parole: «allo 0,45 per cento» con le seguenti: «allo 0,50 per cento».


1.102

CASTRO

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 40, inserire il seguente:

        «40-bis. Al comma 35 dell'articolo 33 della legge 12 novembre 2011, n. 183, dopo le parole ''con l'obbligo per i medesimi degli adempimenti di rendicontazione come previsti dall'articolo 2 della medesima legge'' è aggiunto il seguente alinea: ''A partire dall'anno 2013 il contributo resta fissato nella misura di 3,6 milioni di euro e, fermi restando gli obblighi di rendicontazione, sarà attribuito per il 50 per cento all'Istituto per la ricerca, la formazione e la riabilitazione - I.Ri.Fo.R. Onlus, per il 35 per cento all'I.R.F.A. - Istituto per la riabilitazione e la formazione ANMIL Onlus e per il restante 15 per cento all'Istituto europeo per la ricerca, la formazione e l'orientamento professionale - I.E.R.F.O.P. Onlus''».


1.103

GIAMBRONE

RESPINTO

Sostituire il comma 41 con il seguente:

        «41. Il concorso al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica di cui all'articolo 7 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e di cui all'articolo 14, commi 13, 14 e 15 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, è assicurato dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca anche mediante l'attuazione del comma 15 del medesimo articolo. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca entro il 31 gennaio 2013, può formulare proposte di rimodulazione delle riduzioni di spesa di cui al primo periodo. Il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le occorrenti variazioni di bilancio.»

        Conseguentemente, all'articolo 3, comma 23:

            alla lettera a), sostituire le parole: «allo 0,50 per cento» con le seguenti: «allo 0,65 per cento»;

            alla lettera b), sostituire le parole: «allo 0,45 per cento» con le seguenti: allo «0,55 per cento».


1.104

VITA, BASTICO

Al comma 41, dopo le parole: «legge 7 agosto 2012, n. 135» inserire le seguenti: «, ivi compresi gli obiettivi previsti dalrarticolo 14, commi 13, 14 e 15 del citato decretolegge n. 95 del 2012,».


1.105

GIAMBRONE

RESPINTO

Dopo il comma 41, inserire i seguenti:

        «41-bis. È stabilito un piano di incremento degli organici, al fine di garantire il corretto funzionamento delle attività didattiche e al contempo procedere alla graduale stabilizzazione del personale attualmente inserito nelle graduatorie ad esaurimento, istituite ai sensi della legge n. 296/2006 art. 1 comma 605 lettera c), attualmente in servizio presso le Istituzioni scolastiche con contratti a tempo determinato. Tale piano triennale è definito, per gli anni scolastici 2013-2015, per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente ed educativo per complessive 150.000 unità e per il personale ATA per complessive 40.000 unità, in attuazione della direttiva comunitaria 1999/70/CE, come recepita nel nostro ordinamento dal decreto legislativo 6 settembre 2001, n 368. Le immissioni in ruolo saranno effettuate sulla base del posti vacanti e disponibili dopo aver pianificato gli organici sulla base dei seguenti criteri: attenendosi scrupolosamente ai limiti del numero degli alunni per classe imposto dalle norme sulla sicurezza e agibilità dei plessi scolastici; evitando la riconduzione forzata a 18 ore negli istituti di istruzione superiore qualora essa costituisca un ostacolo alla continuità didattica; ripristinando le compresenze nella scuola primaria e rinunciando alla revisione delle classi di concorso per l'insegnamento nelle scuole superiori, come previsto dall'articolo 64 della legge 133 del 2008, laddove essa costituisca un espediente per il reintegro degli esuberi di personale determinati inconseguenza del tagli. A copertura dei posti in organico di fatto si istituiscono le dotazioni organiche aggiuntive da utilizzare per il conferimento delle supplenze del personale docente ed ATA, considerata la necessità di garantire la costante erogazione del servizio scolastico ed educativo anche in caso di assenza temporanea del personale docente ed ATA con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ed anche determinato.

        41-ter. Le attività indette per l'espletamento della procedura concorsuale per l'indizione del concorso a posti e cattedre, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente nelle scuole dell'infanzia, primaria, secondaria di I e Il grado, il cui bando, è pubblicato in Gazzetta Ufficiale, serie concorsi, n. 75, ai sensi del Decreto del direttore generale per il personale scolastico n. 82 del 24 settembre 2012, sono sospese; le economie di spesa derivanti dal mancato espletamento del succitato concorso sono utilizzate per l'Incremento di organico di cui al precedente comma.

        41-quater. Con decorrenza dall'a.s. 2012/13 la graduatoria provinciale permanente ATA di cui all'art. 554 del DL 297/94, è trasformata in una graduatoria provinciale ad esaurimento analogamente al personale docente ed educativo inserito a pieno titolo nell'a.s. 2012/13 di cui al DL n. 70 del 13/05/2011 convertito in legge n. 106 del 12/07/2011 in forza dell'art. 1, comma 605, lett. c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296».

        Conseguentemente, all'articolo 3, comma 23:

            alla lettera a), sostituire le parole: «allo 0,50 per cento» con le seguenti: «allo 0,65 per cento»;

            alla lettera b), sostituire le parole: «allo 0,45 per cento» con le seguenti: «allo 0,55 per cento».


1.106

GIAMBRONE

RESPINTO

Dopo il comma 41 inserire il seguente:

        «41-bis. All'articolo 14 della legge 7 agosto 2012 n. 135, il comma 13 è così sostituito:

        ''13. Il personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, permane giuridicamente docente, come previsto dal CCNL 2008 per il personale docente inidoneo con le mansioni attualmente svolte, nella stessa scuola, tenuto conto delle competenze professionali, e mantiene immutato il trattamento stipendiale. il personale docente dichiarato temporaneamente inidooeo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, entro 20 giorni dalla data di notifica del verbale della commissione medica operante presso le aziende sanitarie locali, è utilizzato permanendo nei ruoli del personale docente con le mansioni attualmente svolte, sui posti attualmente ricoperti, tenuto conto delle competenze professionali nella stessa scuola di appartenenza o nella provincia di appartenenza, tenuto conto delle sedi indicate dal richiedente''».

        Conseguentemente, all'articolo 3, comma 23:

            alla lettera a), sostituire le parole: «allo 0,50 per cento» con le seguenti: «allo 0,65 per cento»;

            alla lettera b), sostituire le parole: «allo 0,45 per cento» con le seguenti: «allo 0,55 per cento».


1.107

GIAMBRONE

RESPINTO

Dopo il comma 41 inserire il seguente:

        «41-bis. Per provvedere al miglioramento e al potenziamento dell'offerta affermativa, il personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, permane, volontariamente, sui propri posti di servizio, mantenendo l'attuale ruolo».

        Conseguentemente, all'articolo 3, comma 23:

            alla lettera a), sostituire le parole: «allo 0,50 per cento» con le seguenti: «allo 0,60 per cento»;

            alla lettera b), sostituire le parole: «allo 0,45 per cento» con le seguenti: «allo 0,50 per cento».


1.108

MASCITELLI, GIAMBRONE

Dopo il comma 44, inserire il seguente:

        «44-bis. Il personale docente appartenente a classi di concorso in esubero per le quali nell'attuale ordinamento è previsto il diploma di laurea come titolo di accesso, il quale a seguito dell'ordinanza ministeriale n. 217 del 6 maggio 1998 è stato collocato alla VII qualifica funzionale nei ruoli dell'INPS, ha diritto a conservare l'anzianità maturata e il trattamento economico in godimento, all'atto del trasferimento, se più favorevole, oltre ai trattamenti accessori previsti per il personale dello stesso INPS».

        Conseguentemente, all'articolo 3, comma 23:

            alla lettera a), sostituire le parole: «allo 0,50 per cento» con le seguenti: «allo 0,55 per cento»;

            alla lettera b), sostituire le parole: «allo 0,45 per cento» con le seguenti: «allo 0,50 per cento».


1.109

MILANA

Sopprimere il comma 45.

        Conseguentemente, all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 1,8 milioni di euro per l'anno 2013 e di 5,4 milioni a decorrere dall'anno 2014».


1.110

ANDRIA, CARLONI

RESPINTO

Al comma 45, sopprimere la lettera a).

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce «Ministero dell'economia e delle finanze», apportare le seguenti variazioni;

            2013:    – 3.700;

            2014:    – 3.700;

            2015:    – 3.700.


1.111

ANDRIA

RESPINTO

Dopo il comma 46, inserire il seguente:

        «46-bis. Il comma 13 dell'articolo 14, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, è sostituito dai seguenti:

        ''13. Per il personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, il ministro dell'istruzione dell'università e della Ricerca provvede, entro tre mesi dall'approvazione della presente legge, da applicare dal 1º settembre 2013, all'emanazione di un piano di ricollocamento che tenga conto delle effettive condizioni di salute e delle competenze acquisite.

        13-bis. Il personale docente già dichiarato inidoneo per motivi di salute alle funzioni istituzionali ed utilizzato in altre mansioni, può, ai sensi dell'articolo 514 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, chiedere la risoluzione dal rapporto di lavoro, con diritto al trattamento di quiescenza se in possesso dei requisiti contributivi per l'applicazione dell'istituto della dispensa''».

        Conseguentemente,

            a) all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole: «250 milioni di euro per l'anno 2013, di 847,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 591 milioni di euro per l'anno 2015 e di 641 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016» con le seguenti: «170 milioni di euro per l'anno 2013, di 777,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 521 milioni di euro per l'anno 2015 e di 521 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016».


1.112

FLERES

RESPINTO

Dopo il comma 47 inserire i seguenti:

        «47-bis. Fermo restando il regime autorizzatorio di cui all'articolo 39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, al fine di dare stabilità di direzione all'ordinaria attività didattica, educativa e amministrativa delle istituzioni scolastiche autonome, nonché allo scopo di favorire l'eliminazione del precariato della dirigenza scolastica, i docenti che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano ottenuto per l'anno scolastico 2012/2013, e per almeno un triennio, la conferma dell'incarico di presidenza, ai sensi dell'articolo 1-sexies del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, sono immessi nel ruolo di dirigente scolastico, a seguito del superamento con esito positivo di ma prova orale sull'esperienza maturata nell'incarico, previa frequenza di m corso di formazione non superiore a tre mesi. La conferma del ruolo avviene prioritariamente sulle sedi di attuale svolgimento dell'incarico, ove vacanti e disponibili per e a seguito delle operazioni di mobilità dei dirigenti scolastici, per l'anno scolastico 2013/2014.

        47-ter. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca disciplina con proprio decreto, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le modalità di svolgimento della procedura concorsuale di cui al comma 47-bis.

        47-quater. Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi da 47-bis a 47-ter si provvede mediante corrispondente riduzione, per le risorse finanziarie necessarie, del Fondo di cui all'articolo 4, comma 82, della legge 12 novembre 2011, n. 183, nonché delle risorse finanziarie disponibili per le competenze accessorie del personale del comparto scuola a decorrere dall'anno 2013, per la quota parte attinente al Fondo delle istituzioni scolastiche, senza determinare nuovi oneri per la finanza pubblica. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, entro il 31 gennaio 2013, può formulare le relative proposte di rimodulazione delle riduzioni di cui al primo periodo, senza pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica di cui all'articolo 7 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.135. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le occorrenti variazioni di bilancio.


1.113

FLERES

RESPINTO

Dopo il comma 47 inserire il seguente:

        «47-bis. Alla legge 3 dicembre 2010, n. 202 sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) dopo l'articolo 5 è aggiunto il seguente:

        ''Art. 5-bis. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 5) sono ammessi direttamente al corso di formazione di cui all'articolo 6 le seguenti categorie di soggetti:

            a) tutti i candidati che hanno partecipato alle prove scritte delle fasi locali per la Regione Sicilia del concorso di cui all'articolo 1, completando ognuna di esse con la consegna del relativo elaborato e ottenendo in ognuna di esse una valutazione non inferiore a 21/30;

            b) tutti i candidati che hanno partecipato alle p:ove scritte delle fasi locali per la Regione Sicilia del concorso di cui all'articolo l completando ognuna di esse con la consegna del relativo elaborato e che alla data di inizio del corso di formazione di cui all'articolo 6 svolgano le funzioni di dirigente scolastico, avendo ottenuto, nella Regione Sicilia, la conferma dell'incarico di presidenza, ai sensi dell'articolo 1-sexies del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43. Ad essi è attribuito in ciascuna prova scritta il punteggio di 21/30.'';

            b) all'articolo 6, comma 1, le parole: ''non inferiore a sei mesi'' sono sostituite dalle seguenti: ''non superiore a tre mesi''».


1.114

BONFRISCO

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 47, inserire il seguente:

        «47-bis. Le graduatorie di merito del concorso di cui all'articolo 5, comma 1, della legge n. 186 del 2003, già espletato ai sensi del decreto del Direttore generale per il personale della scuola, del 2 febbraio 2004, sono trasformate in graduatorie ad esaurimento. Le graduatorie di cui al comma 1 saranno utilizzate fino al loro totale esaurimento per l'assunzione a tempo indeterminato degli insegnanti di religione cattolica nella misura del 50 per cento dei posti vacanti e disponibili».

        Conseguentemente, al comma 31, sostituire la parola: «47» con la seguente: «47-bis».


1.115

PITTONI, MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

Dopo il comma 47 inserire il seguente:

        «47-bis. Nelle controversie riguardanti le assunzioni dalle graduatorie ad esaurimento di cui all'articolo 1, comma 605, lettera c) della legge 26 dicembre 2006, n. 296, ovvero le controversie riguardanti il punteggio, il posizionamento e l'inclusione degli insegnanti in dette graduatorie, il termine per proporre appello avverso le sentenze di primo grado è di un anno, a decorrere dalla notificazione della sentenza ovvero decorsi sei mesi dalla pubblicazione della sentenza. li termine di cui al comma 1 non si applica alle sentenze che alla data di entrata in vigore della presente norma siano già passate in giudicato per decorrenza del termine semestrale di cui all'articolo 327 del codice di procedura penale».


1.116

PITTONI, VACCARI, MASSIMO GARAVAGLIA

RESPINTO

Dopo il comma 47 inserire il seguente:

        «47-bis. Nelle controversie riguardanti le assunzioni dalle graduatorie ad esaurimento di cui all'articolo 1, comma 605, lettera c) della legge 26 dicembre 2006, n. 296, ovvero le controversie riguardanti il punteggio, il posizionamento e l'inclusione degli insegnanti in dette graduatorie il termine per proporre reclamo avverso l'emissione di ordinanze cautelari è aumentato sino a sei mesi».


1.117

MASSIMO GARAVAGLIA

RESPINTO

Dopo il comma 47 aggiungere il seguente:

        «47-bis. All'articolo 24, comma 14, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 20l, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, all'alinea, dopo le parole: ''continuano ad applicarsi'' sono aggiunte le seguenti: ''al personale della scuola che abbia maturato i requisiti entro l'anno scolastico 2011-2012, ai sensi dell'articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni e''».

        Conseguentemente:

        All'articolo 3:

            a) al comma 14, sostituire le parole: «con l'aliquota dello 0,05 per cento sul valore della transazione» con la seguente: «con l'aliquota dello 0,06 per cento sul valore della transazione»;

            b) al comma 15, sostituire le parole: «con l'aliquota dello 0,05 per cento sul valore nozionale di riferimento del contratto» con le seguenti: «con l'aliquota dello 0,06 per cento sul valore nozionale di riferimento del contratto».

        c) dopo il comma 38, aggiungere il seguente:

        «38-bis. All'allegato I del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, le parole: ''Bitumi di petrolio lire 60.000 per mille kg.'' sono sostituite dalle seguenti: ''Bitumi di petrolio euro 37,188 per mille kg.'' e le parole: ''Oli lubrificanti euro 750, 00 per mille kg'' sono sostituite dalle seguenti: ''Oli lubrificanti euro 900,00 per mille kg''».


1.118

RUSCONI

Dopo il comma 47 inserire il seguente:

        «47-bis. All'articolo 19 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 5 la parola: ''Alle'' è sostituita da: ''Nell'anno scolastico 2012/2013 alle'';

            b) al comma 5-bis le parole: ''A decorrere dall''' sono sostituite da: ''Nell''';

            c) dopo il comma 5-bis è aggiunto il seguente:

        ''5-ter. A decorrere dall'anno scolastico 2013/2014 con intesa tra il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, il Ministero dell'economia e delle finanze e la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, è definito il contingente regionale di dirigenti scolastici, cui corrisponde un numero pari di istituzioni scolastiche autonome ed educative e un numero pari di direttori dei servizi generali e amministrativi, fermi restando gli obiettivi finanziari di cui ai commi 5 e 5-bis, come modificati dalla legge n. 183 del 2011''.».


1.119

RUSCONI

RESPINTO

Dopo il comma 47, inserire il seguente:

        «47-bis. li personale docente dichiarato dalla commissione medica permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute può chiedere di essere sottoposto nuovamente a visita medica collegiale al fine di accertare il recupero dell'idoneità all'insegnamento. In caso di esito favorevole l'interessato rientra solo su posti vacanti e disponibili nei ruoli del personale docente e la sede di titolarità è attribuita secondo le procedure e le modalità stabilite dalla contrattazione collettiva nazionale sulla mobilità del personale docente.».


1.120

RUSCONI, CERUTI, VITTORIA FRANCO, MARIAPIA GARAVAGLIA, MARCUCCI, PROCACCI, SOLIANI, VITA

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 47 inserire il seguente:

        «47-bis. Per l'anno scolastico 2012/2013 l'amministrazione scolastica può promuovere, in collaborazione con le regioni e a valere su risorse finanziarie messe a disposizione dalle regioni medesime, progetti della durata di tre mesi prorogabili a otto, che prevedano attività di carattere straordinario, anche ai fini dell'adempimento dell'obbligo dell'istruzione, da realizzare con personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) incluso nelle graduatorie provinciali. A tal fine sono stipulate specifiche convenzioni tra le regioni e il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. La partecipazione delle regioni ai progetti di cui al presente comma avviene nell'ambito delle risorse disponibili in base alla legislazione vigente. Al suddetto personale è riconosciuta la valutazione del servizio ai soli fini dell'attribuzione del punteggio nelle graduatorie a esaurimento previste dall'articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, e nelle graduatorie permanenti di cui all'articolo 554 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.».


1.121

RUSCONI, CERUTI, VITTORIA FRANCO, MARIAPIA GARAVAGLIA, MARCUCCI, PROCACCI, SOLIANI, VITA

RESPINTO

Dopo il comma 47 inserire il seguente:

        «47-bis. All'articolo 193 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, dopo il comma 2 è inserito il seguente:

        ''2-bis. I candidati agli esami di idoneità sostengono i relativi esami presso istituzioni scolastiche, statali o paritarie, ubicate nei comuni di residenza. In caso di assenza nel comune dell'indirizzo di studio prescelto, i candidati sostengono gli esami presso istituzioni scolastiche ubicate nella provincia di residenza e, nel caso di assenza anche in questa del medesimo indirizzo, nella regione. Eventuali deroghe al limite costituito dall'ambito regionale devono essere autorizzate, previa valutazione dei motivi addotti, dal dirigente generale preposto all'ufficio scolastico regionale di provenienza, al quale va presentata la relativa richiesta. L'istituzione scolastica, alla quale il candidato presenta la domanda di ammissione agli esami di idoneità, non può accogliere 00 numero di candidati superiore al cinquanta per cento degli alunni iscritti e frequentanti le classi dell'indirizzo di studio indicato nella domanda medesima''.».


1.122

RUSCONI

RESPINTO

Dopo il comma 47, inserire il seguente:

        «47-bis. Le funzioni di valutazione della diagnosi funzionale propedeutica all'assegnazione del docente di sostegno all'alunno disabile di cui all'articolo 19, comma Il, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono affidate all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), che le esercita anche avvalendosi del personale medico delle aziende sanitarie locali senza nuovi o maggiori con per la finanza pubblica. Con uno o più decreti del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle :finanze, sentito l'INPS, da adottare ai sensi dell'articolo n, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono definite le modalità attuative del presente comma.».


1.123

PICHETTO FRATIN, BUTTI

Dopo il comma 47, inserire il seguente:

        «47-bis. All'articolo 16, comma 2, del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, dopo la lettera c, aggiungere la seguente:

            ''c-bis) per i collegi universitari già legalmente riconosciuti dal MIUR non si applicano i requisiti di cui alla legge 14 novembre 2000, n. 338''.».


1.124

PICHETTO FRATIN, BUTTI

RESPINTO

Dopo il comma 47, inserire il seguente:

        «47-bis. All'articolo 17 del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, sopprimere il comma 7.».


1.125

ESPOSITO

Dopo il comma 47 inserire il seguente:

        «47-bis. All'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 127, le parole: '', decentrando le attività gestionali agli istituti e conservando a livello centrale esclusivamente i servizi generali incardinati in strutture di livello dirigenziale generale entro il limite massimo di due.'' sono sostituite dalle seguenti: ''e dalla struttura centrale per i servizi generali alla rete scientifica articolata in direzioni centrali ed uffici nei limiti indicati dallo statuto. L'incarico di direzione delle direzioni centrali e degli uffici può essere conferito anche a ricercatori e tecnologi dell'Ente dotati dei necessari requisiti professionali. Il regolamento di organizzazione e funzionamento disciplina le modalità per il conferimento di una indennità di risultato aggiuntiva in misura non superiore a quella prevista per i dirigenti. La durata dell'incarico deve essere correlata agli obiettivi prefissati, non può essere inferiore a tre anni né eccedere il termine di cinque anni''».


1.126

RUSCONI

RESPINTO

Dopo il comma 47 inserire il seguente:

        «47-bis. All'articolo 32 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, il comma 3 è sostituito dal seguente:

        ''3. Gli oneri derivanti dalla costituzione e dal funzionamento delle commissioni tecnico-scientifiche o professionali di valutazione e controllo dei programmi e progetti di ricerca, compresi i compensi a favore di esperti di alta qualificazione tecnico-scientifica, sono a carico delle risorse complessivamente destinate ai medesimi programmi e progetti, nei limiti dell'uno per cento delle stesse, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica''».


1.127

RUSCONI, CERUTI, VITTORIA FRANCO, MARIAPIA GARAVAGLIA, MARCUCCI, PROCACCI, SOLIANI, VITA

RESPINTO

Dopo il comma 47 inserire il seguente:

        «47-bis. All'articolo 4 del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213, è aggiunto il seguente comma:

        ''3. A decorrere dall'anno 2013, la quota di cui al comma 2, determinata con il decreto di ripartizione del fondo per gli enti di ricerca finanziati dal Ministero, di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, ai sensi del comma 1, è calcolata al netto del contributo destinato all'Agenzia spaziale italiana:''».


1.128

RUSCONI, CERUTI, VITTORIA FRANCO, MARIAPIA GARAVAGLIA, MARCUCCI, PROCACCI, SOLIANI, VITA

RESPINTO

Dopo il comma 47 inserire il seguente:

        «47-bis. All'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 127, le parole da '', decentrando le attività gestionali'' fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: ''e la struttura centrale per i servizi generali alla rete scientifica articolata in direzioni centrali ed uffici nei limiti indicati dallo statuto. L'incarico di direzione delle direzioni centrali e degli uffici può essere conferito anche a ricercatori e tecnologi dell'Ente dotati dei necessari requisiti professionali. Il regolamento di organizzazione e funzionamento disciplina le modalità per il conferimento di una indennità di risultato aggiuntiva in misura non superiore a quella prevista per i dirigenti. La durata dell'incarico deve essere correlata agli obiettivi prefissati, non può essere inferiore a tre anni né eccedere il termine di cinque anni.''».


1.129

RANUCCI

RESPINTO

Sopprimere il comma 49.

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2013:    – 5.000;

            2014:    – 3.000;

            2015:    – 2.000.


1.130

MILANA

RESPINTO

Sopprimere il comma 49.

        Conseguentemente all'articolo 3, comma 42, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa dì cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 5 milioni di euro per l'anno 2013, 3 milioni di euro per l'anno 2014 e 2 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015».


1.131

MARCO FILIPPI, AGOSTINI, DONAGGIO, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, RANUCCI, SIRCANA, VIMERCATI

RESPINTO

Sopprimere il comma 52.

        Conseguentemente:

            1) alla Tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2013:    – 6.971,242;

            2014:    – 8.441,137;

            2015:    – 6.878,999.

            2) al comma 28, sostituire le parole: «e di 292 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015» con le seguenti: «, di 290 milioni di euro a per l'anno 2015 e di 289,1 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016».


1.132

CASTRO, BLAZINA

RESPINTO

Dopo il comma 53, inserire il seguente:

        «53-bis. Per i lavoratori marittimi l'estratto matricolare rilasciato dalle Capitanerie di Porto e/o delle competenti Direzioni Provinciali del Lavoro sostituisce quanto previsto dal coma 3 dell'art. 3 del decreto 27 ottobre 2004».


1.133

PERDUCA, PORETTI

RESPINTO

Dopo 11 comma 55, inserire il segente:

        «55-bis. Al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, dopo l'articolo 1626 è aggiunto il seguente:

''Art. 1626-bis.

        1. Il personale di cui agli articoli 1626 e 1729, comunque in servizio alla data del 30 settembre 2012, confluisce previo accertamento dell'idoneità al servizio, nel ruolo unico speciale a esaurimento, ausiliario delle Forze armate, posto alle dirette dipendenze del Ministro della. difesa, con il grado o la qualifica rivestiti alla predetta data.

        2. il personale militare del corpo speciale volontario della. Croce Rossa, ausiliario delle Forze armate, richiamato in servizio alla data del 30 settembre 2012, che abbia svolto servizio per un periodo continuativo, pari o superiore a 3 anni, senza soluzione di continuità, in possesso dei requisiti stabiliti con apposito decreto del Ministro della difesa, transita nel ruolo unico speciale a esaurimento, con il grado posseduto alla predetta data e segue nel ruolo l'ultimo militare in servizio continuativo con il medesimo grado gerarchico.

        3. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge il Ministro della difesa con proprio decreto stabilisce:

            a) le modalità e i criteri di formazione del ruolo unico speciale ad esaurimento di cui al comma uno;

            b) le modalità e i criteri di accertamento dell'idoneità al servizio é di iscrizione nel ruolo unico speciale ad esaurimento degli appartenenti al Corpo militare della Croce rossa alla data del 30 settembre 2012;

            c) i compiti del personale del ruolo unico speciale a esaurimento, ausiliari alla sanità militare.

        4. Alla maggiore spesa derivante dall'applicazione del presente comma si provvede mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate di cui all'articolo 1-bis''».

        Conseguentemente, dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Lotta all'evasione fiscale)

        1. All'articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole: ''12.500 euro'', sono sostituite delle seguenti: ''1.000 euro'';

            b) al comma 5, le parole: ''12.500 euro'', sono sostituite delle seguenti: ''1.000 euro'';

            c) al comma 8, le parole: ''12.500 euro'', sono sostituite delle seguenti: ''1.000 euro'';

            d) al comma 12, le parole: ''12.500 euro'', sono sostituite delle seguenti: ''1.000 euro'';

            e) al comma 13, le parole: ''12.500 euro'', sono sostituite delle seguenti: ''1.000 euro'';

        2. All'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i seguenti:

        ''I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell'esercizio dell'attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.

        l compensi in denaro per l'esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente tramite assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 300 euro''.

        3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni:

            a) il comma 8 dell'articolo 3 del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;

            b) il comma 3 dell'articolo 32 e il comma 3 dell'articolo 33 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;

            c) i commi 2, 3 e 4 dell'articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

        4. A decorrere dalla medesima data di cui al comma 3, riacquistano efficacia le seguenti disposizioni:

            a) i commi 12, 12-bis e da 29 a 34 dell'articolo 35, nonché i commi da 33 a 37-ter dell'articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

         b) il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 25 febbraio 2008, n. 74;

            c) il comma 4-bis dell'articolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e il comma 6 del medesimo articolo 8-bis nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-Iegge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133;

            d) i commi da 30 a 32 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;

            e) i commi da 363 a 366 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

        5. A decorrere dal periodo d'imposta 2013, in tutti i modelli delle dichiarazioni dei redditi è introdotto un apposito prospetto nel quale i contribuenti sono tenuti ad indicare la consistenza dei beni mobiliari ed immobiliari detenuti nel periodo d'imposta di riferimento con indicazione delle variazioni intervenute rispetto al periodo d'imposta precedente.

        6. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 4, nonché le relative sanzioni per omessa o infedele dichiarazione da parte dei soggetti passivi.

        7. Entro il mese di febbraio di ogni anno i soggetti di cui all'articolo 7, comma sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, comunicano telematicamente all'Anagrafe Tributaria la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto la consistenza iniziale, finale e media di ciascun rapporto finanziario intrattenuto nell'anno precedente. Entro lo stesso mese di febbraio i medesimi soggetti comunicano l'importo complessivo delle operazioni effettuate nell'anno precedente da ciascun nominativo al di fuori da rapporti continuativi.

        8. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuate le modalità di effettuazione delle comunicazioni di cui al comma 6 e i relativi contenuti tecnici.

        9. I dati comunicati ai sensi del comma 6 del presente articolo sono utilizzabili nell'attività di programmazione e di accertamento fiscale indipendentemente dalle procedure di autorizzazione di cui agli articoli 32, comma primo, numeri 6-bis e 7, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 51, comma secondo, n. 6-bis e 7, del decreto 26 ottobre 1972, n.. 633.

        10. Per l'omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471».


1.134

PERDUCA, PORETTI

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 55, inserire il seguente:

        «55-bis. Al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, dopo l'articolo 210 dopo le parole «ai medici militari,» sono aggiunte le seguenti: «nonché al personale delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche. riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione,».


1.135

PERDUCA, PORETTI

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 55, inserire il seguente:

        «55-bis. All'articolo 183 del decreto legislativo 15 matto 2010, n. 66, è aggiunto il seguente comma:

        ''6-bis. Le procedure convenzionali con le aziende ed il personale di cui ai commi 1, 2 e 3 potranno essere espletate solo successivamente alla verifica di mancato soddisfacimento delle specifiche esigenze con personale militare in possesso di idonea qualificazione''».

        Conseguentemente, a decorrere dal 1º gennaio 2013, i risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versati al bilancio dello Stato.


1.136

PERDUCA, PORETTI

RESPINTO

Dopo il comma 55, inserire il seguente:

        «55-bis. Gli articoli 992, 993, 994, 995, 996 e 1870 del decreto legislativo 15 marzo 2010. 11. 66, sono abrogati».

        Conseguentemente, a decorrere dall'anno 2013. i risparmi di spesa realizzati in attuazione del presente comma, valutati annualmente in euro 356.000.000. sono versati al bilancio dello Stato».


1.137

PERDUCA, PORETTI

RESPINTO

Dopo il comma 55, inserire il seguente:

        «565-bis. Le promozioni di cui agli articoli 1076, 1077, 1082, 1083 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, producono effetti ai soli fini giuridici e non anche economici».

        Conseguentemente, i risparmi di spesa che dovessero realizzarsi per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, in attuazione del presente comma, sono versati al bilancio dello Stato.


1.138

PERDUCA, PORETTI

RESPINTO

Dopo il comma 55, inserire il seguente:

        «55-bis. I membri degli organi di rappresentanza dei militari di cui all'articolo 1476 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, inviati in missione isolata per lo svolgimento delle attività di cui all'articolo 1478 del medesimo decreto legislativo, ovvero al seguito e per collaborate con dipendenti di qualifica o grado più elevati o facente parte di delegazione ufficiale dell'amministrazione, sono obbligati a fruire di vitto ed alloggio gratuiti forniti dall'amministrazione».

        Conseguentemente, a decorrete dal 1º gennaio 2013, i risparmi di spesa realizzati in attuazione del presente comma, valutati in euro 5 milioni, sono versati al bilancio dello Stato.


1.139

PERDUCA, PORETTI

RESPINTO

Dopo il comma 55, inserire il seguente:

        «55-bis. L'articolo 1621 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, è sostituito dal seguente:

        ''Art. 1621. - (Trattamento economico dell'Ordinario militare, degli ispettori e dei cappellani militari). – 1. Al personale del servizio assistenza spirituale non compete il trattamento economico a carico dello Stato, vvero del Ministero della difesa.

        2. In coordinamento con l'Ordinariato militare, il trattamento economico e previdenziale del personale del servizio assistenza spirituale è assicurato dalla diocesi dell'ambito territoriale del comando militare.

        3. Gli articoli 1622, 1623, 1624 e 1625 sono soppressi''».

        Conseguentemente, a decorrere dal 1º gennaio 2013 i risparmi di spesa realizzati in attuazione del presente comma, non inferiori a euro 8.631.618 sono versati. al bilancio dello Stato.


1.140

PERDUCA, PORETTI

RESPINTO

Dopo il comma 55, inserire il seguente:

        «55-bis. L'articolo 1802 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e i commi 22 e 23 dell'articolo 43 e l'articolo 43-ter della legge 1º aprile 1981, n. 121, e successive modificazioni, sono abrogati».

        Conseguentemente, a decorrere dall'anno 2013, i risparmi di spesa realizzati in attuazione del presente comma, valutati annualmente in euro 35.378.577, sono versati al bilancio dello Stato.


1.141

PERDUCA, PORETTI

RESPINTO

Dopo il comma 55, inserire il seguente:

        «55-bis. Gli articoli 1803, 1804, 1815, 1816, 2162, 2261, 2262, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, nonché gli articoli 3 e 5 della legge 28 febbraio 2000, n. 42, sono abrogati».

        Conseguentemente, a decorrere dall'anno 2013, i risparmi di spesa realizzati in attuazione del presente comma, valutati annualmente in euro 5.854.277, sono versati al bilancio dello Stato.


1.142

PERDUCA, PORETTI

RESPINTO

Dopo il comma 55, inserire il seguente:

        «55-bis. All'articolo 1818 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 le parole: ''su proposta del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze'' sono sostituite dalle seguenti: ''tenuto conto del limite previsto dall'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 marzo 2012'' e all'articolo l'articolo 5, comma 3, della legge 1º aprile 1981, n. 121 le parole: ''dal Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno, di concetto con il Ministro del tesoro'' sono sostituite dalle seguenti: ''con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, tenuto conto del limite previsto dall'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 marzo 2012''».


1.143

PERDUCA, PORETTI

RESPINTO

Dopo il comma 55, inserire il seguente:

        «55-bis. Il programma pluriennale di A/R n. SMD 0212009; relativo all'acquisizione del sistema d'arma Joint Strike Fighter e realizzazione dell'associata linea FACO/MROU nazionale è sospeso fino al 31 dicembre 2015. A decorrere dall'esercizio finanziario per l'anno 2016 fino al 2026 gli importi da erogare annualmente sono ridotti del 50 per cento».

        Conseguentemente i risparmi di spesa realizzati in attuazione del presente comma, valutati in 997;931 milioni di euro per l'anno 2013, in 969;655 milioni. di euro l'anno 2014, in 986 milioni di euro e in 4.222 milioni di euro per il periodo 2016-2026, sono versati al bilancio dello Stato.


1.144

BELISARIO, MASCITELLI

RESPINTO

Dopo il comma 55, inserire i seguenti:

        «55-bis. Il programma pluriennale di AIR n. SMD 0212009) relativo all'acquisizione del sistema d'arma Joint Strike Fighter e realizzazione dell'associata linea FACO/MROU nazionale è sospeso fino al 31 dicembre 2015. A decorrere dall'esercizio finanziario per l'anno 2016 fino al 2026 gli importi da erogare annualmente sono ridotti del 50 per cento.

        55-ter. I risparmi di spesa realizzati in attuazione del comma 55-bis, valutati in 997,931 milioni di euro per l'anno 2013, in 969,655 milioni di euro l'anno 2014, in 986 milioni di euro e in 4.222 milioni di euro per il periodo 2016-2026, sono versati al bilancio dello Stato».


1.145

SCARPA BONAZZA BUORA, SANCIU, PICCIONI, BOLDRINI, BONDI, DI STEFANO, NESPOLI, SANTINI, ZANOLETTI

RESPINTO

Al comma 57, aggiungere le seguenti parole: «e 62-bis».

        Conseguentemente sostituire il comma 58 con il seguente:

        «58. Ad integrazione di quanto previsto dall'art. 4, comma 53, della legge 12 novembre 2011, n. 183 e successive modificazioni, l'Istituto per lo sviluppo agroalimentare (ISA) Spa, interamente partecipato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, è autorizzato a versare all'entrata del bilancio dello Stato la somma di euro 17.000.000 entro il 31 gennaio 2013, di euro 9.700.000 entro il 31 gennaio 2014 e di euro 8.800.000 entro il 31 gennaio 2015.».

        Conseguentemente dopo il comma 62 inserire il seguente:

        «62-bis. È autorizzata la spesa di euro 800.000 per il 2013, di euro 800.000 per il 2014 e di euro 1.000.000 per il 2015, quale contributo straordinario all'Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA). Al relativo onere si provvede mediante i maggiori versamenti rispetto a quanto previsto per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione di spesa del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di cui al precedente comma 59, effettuati da ISA Spa».


1.146

BELISARIO

RESPINTO

Sopprimere il comma 59.


1.147

MASCITELLI, DI NARDO

RESPINTO

Sopprimere il comma 61.

        Conseguentemente, all'articolo 3, comma 23, lettera b), sostituire le parole: «0,45 per cento» con le seguenti: «0,46 per cento».


1.148

AZZOLLINI, PICHETTO FRATIN, MAZZARACCHIO, DE ANGELIS

Al  comma 61, dopo le parole: «per gli anni 2013 e 2014» sopprimere le parole: «del 57,5 per cento per l'anno 2015 e nel 50,3 per cento a decorrere dall'anno 2016».

        Conseguentemente, ridurre di 6,7 milioni di euro l'importo della allegata tabella A, rubrica del ministero dell'economia e delle finanze, a decorrere dall'anno 2015.


1.149

SCARPA BONAZZA BUORA, SANCIU, PICCIONI, BOLDRINI, BONDI, DI STEFANO, NESPOLI, SANTINI, ZANOLETTI

INAMMISSIBILE

Al comma 61 dopo la frase: «per gli anni 2013 e 2014.» sopprimere le seguenti: «del 57,5 per cento per l'anno 2015 e nel 50,3 per cento a decorrere dall'anno 2016».


1.150

SCARPA BONAZZA BUORA, SANCIU, PICCIONI, BOLDRINI, BONDI, DI STEFANO, NESPOLI, SANTINI, ZANOLETTI

RESPINTO

Dopo il comma 61, inserire il seguente:

        «61-bis. Le disposizioni previste dal provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate del 11/6/2012 – prot. 2012187956 – lettera i), emesso a sensi del comma 128 della legge 24.12.2007, lettera f), trovano applicazione alle società che esercitano la attività di pesca, assimilate, a sensi del DLgs n. 4/2012, all'articolo 4, comma 4, all'imprenditore agricolo».


1.151

BERTUZZI, PIGNEDOLI, ANDRIA, ANTEZZA, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO

RESPINTO

Sopprimere il comma 62.

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

        2013:    –  19.800;

        2014:            –

        2015:            –


1.152

GERMONTANI

Dopo il comma 62, aggiungere il seguente:

        «62-bis). Per il supporto all'attività dell'Agenzia per l'Italia digitale, all'articolo 22 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 sono apportate le seguenti modifiche:

            a) dopo il comma 4 è aggiunto il seguente comma:

        ''4-bis. Tutto il personale a tempo indeterminato appartenente alla società Retitalia Internazionale S.p.a., è trasferito nei ruoli dell'Agenzia per l'Italia digitale previa procedura selettiva, finalizzata al collocamento del personale all'interno dell'Agenzia, da effettuarsi all'esito del perfezionamento dei trasferimenti di cui ai commi 3 e 4, sulla base della qualificazione professionale posseduta e dell'esperienza maturata nel settore informatico, dell'anzianità di servizio nella struttura di provenienza di cui all'articolo 20, comma 2, e dei titoli di studio''.

            b) al comma 5, dopo le parole: ''dell'Agenzia'', sono aggiunte le seguenti parole: '', ivi compreso il personale proveniente dalla società Retitalia Internazionale S.p.a.'';

            c) al comma 6 dopo le parole ''fissata entro il limite massimo di 150 unità,'' inserire ''nonchè le unità previste dal trasferimento di cui al comma 4-bis,''».

        Conseguentemente, agli oneri derivanti dal comma precedente valutati in 3,5 milioni di euro si provvede mediante gli introiti derivanti dalle seguenti modifiche:

        Al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, dopo il Titolo I (Disciplina delle accise), Capo III-bis (Tabacchi lavorati), articolo 39-duodecies, è aggiunto il seguente Capo:

        «Titolo I (Disciplina delle accise), Capo III-ter (Cartine e filtri per arrotolare le sigarette)

        Art. 39-terdecies. - (Oggetto dell'imposizione e modalità di accertamento). – 1. Le cartine e i filtri per arrotolare le sigarette sono sottoposte ad accisa con la stessa aliquota prevista per il tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per arrotolare le sigarette, calcolata applicando la relativa aliquota di base al prezzo di vendita al pubblico del prodotto.

        2. Si intendono per:

            a) ''cartine per sigarette'' i tubi o i fogli di carta per arrotolare le sigarette;

            b) ''filtri per sigarette'' i rotoli porosi idonei a trattenere i residui di combustione.

        3. Ai fini dell'applicazione dell'accisa sulle cartine e filtri per arrotolare le sigarette, sono stabilite le aliquote di base di cui all'Allegato 1 ''Elenco prodotti. assoggettati ad imposizione ed aliquote vigenti alla data di entrata in vigore del testo unico''.

        Art. 39-quaterdecies. - (Accertamento, liquidazione e pagamento dell'accisa). – 1. Le cartine e i filtri per sigarette sottoposti ad accisa devono essere accertati per quantità e qualità con l'osservanza delle modalità operative stabilite con provvedimento del Ministero dell'economia e delle finanze.

        2. Con decreto del Direttore dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato sono stabilite le modalità di liquidazione e di pagamento delÌaccisa sulle cartine e sui filtri per sigarette».


1.153

GERMONTANI

RESPINTO

Dopo il comma 62, aggiungere il seguente:

        «62-bis. All'articolo 20 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito in legge 7 agosto 2012, n. 134, apportare le seguenti modificazioni:

            al comma 2, dopo le parole: ''e le funzioni svolte dal Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio dei Ministri'' inserire le seguenti: '', nonché da Retitalia Internazionale S.p.A. per il supporto all'informatizzazione della Pubblica Amministrazione, con particolare attenzione alle attività di internazionalizzazione, e-commerce e il supporto informatico all'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane».

             Conseguentemente, a gli oneri derivanti dal comma precedente valutati in 3,5 milioni di euro si provvede mediante gli introiti derivanti dalle seguenti modifiche:

        Al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, dopo il Titolo I (Disciplina delle accise), Capo III-bis (Tabacchi lavorati), articolo 39-duodecies, è aggiunto il seguente Capo:

        Titolo I (Disciplina delle accise), Capo III-ter (Cartine e filtri per arrotolare le sigarette)

        Art. 39-terdecies. - (Oggetto dell'imposizione e modalità di accertamento). – 1. Le cartine e i filtri per arrotolare le sigarette sono sottoposte ad accisa con la stessa aliquota prevista per il tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per arrotolare le sigarette, calcolata applicando la relativa aliquota di base al prezzo di vendita al pubblico del prodotto.

        2. Si intendono per:

            a) ''cartine per sigarette'' i tubi o i fogli di carta per arrotolare le sigarette;

            b) ''filtri per sigarette'' i rotoli porosi idonei a trattenere i residui di combustione.

        3. Ai fini dell'applicazione dell'accisa sulle cartine e filtri per arrotolare le sigarette, sono stabilite le aliquote di base di cui all'Allegato 1 ''Elenco prodotti assoggettati ad imposizione ed aliquote vigenti alla data di entrata in vigore del testo unico''.

        Art. 39-quaterdecies. - (Accertamento, liquidazione e pagamento dell'accisa). – 1. Le cartine e i filtri per sigarette sottoposti ad accisa devono essere accertati per quantità e qualità con l'osservanza delle modalità operative stabilite con provvedimento del Ministero dell'economia e delle finanze.

        2. Con decreto del Direttore dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato sono stabilite le modalità. di liquidazione e di pagamento dell'accisa sulle cartine e sui filtri per sigarette».


1.154

BONFRISCO, AGOSTINI

RESPINTO

Dopo il comma 62, inserire il seguente:

        «62-bis. Al fine di evitare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica derivanti dai nuovi compiti di vigilanza attribuiti all'Istituto di cui all'articolo 13 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, dagli articoli 21 e 22 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, le disposizioni di cui all'articolo 22, commi dal 10 al 12, del citato decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, si applicano a decorrere dal 10 gennaio 2014».


1.155

GHEDINI, VITALI

RESPINTO

Dopo il comma 63, inserire i seguenti:

        «63-bis. Al fine di consentire la promozione e lo svolgimento di iniziative e di opere per la celebrazione del 250º anniversario del Teatro comunale di Bologna è assegnato, per l'anno 2013, alla Fondazione Teatro comunale di Bologna un contributo di 5 milioni di euro».

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

        2013:    –  5.000;


1.156

VITALI, GHEDINI

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 63, inserire i seguenti:

        «63-bis. Al fine di consentire la promozione e lo svolgimento di iniziative e di opere per la celebrazione del 250º anniversario del Teatro comunale di Bologna è assegnato, per l'anno 2013, alla Fondazione Teatro comunale di Bologna un contributo di 5 milioni di euro.

        63-ter. All'onere di cui al comma 63-bis, pari a 5 milioni di euro per l'anno 2013, si provvede a valere sulla quota del 3 per cento destinata ai beni e alle attività culturali del ''Fondo infrastrutture ferroviarie, stradali e relativo a opere di interesse strategico'' di cui all'articolo 32, comma 16, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.211, e successive modificazioni».


1.157

GIAMBRONE, MASCITELLI, PARDI

RESPINTO

Dopo il comma 65, inserire il seguente:

        «65-bis. Le dotazioni del Fondo unico dello spettacolo, di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, per gli anni 2013-2015, sono incrementate di 30 milioni annui.

        Conseguentemente, all'articolo 3, comma 42, aggiungere, infine, le parole: '', ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C, sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015''».


1.158

D'AMBROSIO LETTIERI

RESPINTO

Dopo il comma 65 inserire il seguente:

        «65-bis «All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo il comma 342 aggiungere il seguente:

        342-bis. La possibilità di compensare debiti fiscali (IRES, IRPEF, IRAP, IVA, contributi previdenziali e assicurativi) con il credito maturato a seguito di un investimento nel cinema (Tax Credit), nonché il beneficio dello fiscale per la parte degli utili investiti in produzione e distribuzione cinematografica disciplinati dai commi 325-342, è estesa, con le dovute diversificazioni relative ai singoli specifici campi di applicazione della creatività, a tutte le imprese operanti nel settore della produzione e distribuzione di spettacolo dal vivo, la produzione e la distribuzione letteraria, la produzione e distribuzione artistica, la produzione cinematografica, la conservazione dei beni culturali».

        Conseguentemente, ridurre in misura corrispondente l'importo della allegata tabella A, rubrica del Ministero dell'economia e delle finanze.


1.159

GRANAIOLA, BASSOLI, BIONDELLI, BOSONE, CHIAROMONTE, COSENTINO, IGNAZIO MARINO, MERCATALI, PORETTI, MONGIELLO

RESPINTO

Sopprimere i commi 67 e 68.

        Conseguentemente,

            a) all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole: «250 milioni di euro per l'anno 2013» con le seguenti: «240 milioni di euro per l'anno 2013»;

            b) all'articolo 3, comma 28, sostituire le parole: «248 milioni di euro per l'anno 2014 e di 292 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015» con le seguenti: «238 milioni di euro per l'anno 2014 e di 282 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015».


1.160

GRANAIOLA, BASSOLI, BIONDELLI, BOSONE, CHIAROMONTE, COSENTINO, IGNAZIO MARINO, MERCATALI, PORETTI, MONGIELLO

RESPINTO

Al comma 67 aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Tale razionalizzazione deve comunque tenere conto della specificità del predetto personale con particolare riguardo all'esigenza di mantenere l'attuale livello delle prestazioni e di diffusione dei servizi di assistenza, tempi di attesa estremamente brevi per le procedure sanitarie sia per quanto riguarda le visite mediche preventive per gli imbarchi, che l'assistenza sanitaria immediata in caso di malattia, di analisi, di esami diagnostici e medico-legali».


1.161 (testo 2)

MANCUSO, DE ANGELIS, SACCONI, MUSSO, CASTRO, GAMBA, MARAVENTANO, RUSSO, ASTORE

Dopo il comma 74, inserire i seguenti:

"74-bis. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza unificata, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono meglio specificate le modalità di trattamento sanitario residenziale per gli anziani e le persone non autosufficienti che necessitano di assistenza continuativa erogata ai sensi dell'allegato 1 C del DPCM 29.11.2001 (Livelli di assistenza) secondo i seguenti principi:

"1) per i trattamenti sanitari residenziali la quota sanitaria già fissata dalle regioni ai sensi del citato DPCM (LEA), può essere ricompressa in un budget (o assegno di cura) a favore delle famiglie che si fanno carico, presso il proprio domicilio o quello dell'anziano (o persona non autosufficiente), in possesso di adeguati requisiti di vivibilità ambientale, della tutela personale e somministrazione di adeguate cure, non sostitutive delle prestazione mediche, infermieristiche, che restano a carico delle cure primarie domiciliari dell'ASL. A tal fine le famiglie stipulano apposito contratto, o patto di cura, con i servizi distrettuali individuati dall'Azienda Sanitaria;

2) i Comuni, in accordo con il contratto stipulato dall'azienda sanitaria destinano, se dovuta, la quota sociale alle famiglie di cui al punto 1, compartecipando al patto di cura.

74-ter. Le quote destinate alle famiglie secondo le previsioni di cui al comma precedente sono ridotte del dieci per cento rispetto alle quote già individuate dalla regione per le residenze alla data del 31 dicembre 2012. Le regioni disciplinano l'utilizzo dei minori oneri a carico del Servizio Sanitario e dei Comuni ad incremento delle prestazioni di assistenza sociosanitaria domiciliare a favore di anziani e persone non autosufficienti".


1.161

MANCUSO, DE ANGELIS, SACCONI, MUSSO, CASTRO, GAMBA, MARAVENTANO, RUSSO, ASTORE, BRUNO

VEDI TESTO 2

Dopo il comma 74, inserire i seguenti:

        «74-bis. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza unificata, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono ride finiti i criteri e le modalità di finanziamento delle Residenze sanitarie assistenziali (RSA), delle Residenze Socio-sanitarie (RS) e delle Residenze Assistenziali (RA), di seguito denominate «Residenze» secondo i seguenti principi:

            ''1) le Regioni stabiliscono norme per destinare prioritariamente la quota sanitaria alle famiglie che ospitano nelle proprie case gli anziani, anziché destinarli alle Residenze, in presenza dei seguenti requisiti: a) gli anziani siano accolti nelle case dei parenti; b) gli anziani siano accolti in casa di famiglie, aventi adeguati requisiti che garantiscano cure e assistenza adeguate all'anziano, iscritte a tal fine in un apposito Albo regionale;

            2) i Comuni destinano prioritariamente la quota sociale alle famiglie aventi le caratteristiche di cui al punto 1, anziché destinarli alle Residenze''.

        74-ter. Le quote destinate alle famiglie secondo le previsioni di cui al comma precedente sono ridotte del dieci per cento rispetto alle quote in essere alla data del 31 dicembre 2012. I minori oneri determinati a regime sono destinati dalle Regioni e dai Comuni a finalità di utilità sociale nel settore sanitario».


1.162

GIARETTA

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 74, inserire i seguenti:

        «74-bis. I dipendenti dell'Istituto superiore di sanità mantengono:

            a) lo stesso regime pensionistico e relativo al trattamento di fine rapporto, applicato nei confronti del personale delle amministrazioni dello Stato;

            b) l'assicurazione presso l'INAIL nella forma della «gestione per conto dello Stato.

        74-ter. Ai dipendenti di ruolo dell'Agenzia italiana del farmaco viene riconosciuta la tutela assicurativa presso l'INAIL nella forma della ''gestione per conto dello Stato'', prevista dall'articolo 127 del testo unico di cui al decreto del presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 e disciplinata dal decreto ministeriale 10 ottobre 1985».


1.163

MAZZARACCHIO

RESPINTO

Dopo il comma 74, inserire i seguenti:

        «74-bis. All'articolo 30, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni ed integrazioni, dopo il comma 2-sexies, è aggiunto il seguente:

        2-septies. I provvedimenti con i quali sono disposte le assegnazioni temporanee del personale tra amministrazioni pubbliche sono adottati d'intesa tra le amministrazioni interessate, con l'assenso dell'interessato.

        74-ter. All'articolo 56 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, il comma 3 è sostituito dal seguente:

        ''3. Per gli enti pubblici il provvedimento di comando è adottato d'intesa tra le amministrazioni interessate, previo assenso dell'interessato''.

        74-quater. All'articolo 1, comma 1, della legge 27 luglio 1962, n. 1114 e successive modificazioni ed integrazioni, le parole ''e con il Ministero dell'economia e delle finanze'' sono soppresse. Dopo il secondo periodo è aggiunto il seguente: ''I provvedimenti di cui al primo periodo sono comunicati al Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato''».


1.164

I RELATORI

APPROVATO

Dopo il comma 74, inserire il seguente:

        «74-bis. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di attuazione di una verifica straordinaria, da effettuarsi nei confronti del personale sanitario dichiarato inidoneo alla mansione specifica ai sensi dell'articolo 42 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. nonché del personale riconosciuto non idoneo, anche in via permanente, allo svolgimento delle mansioni del proprio profilo professionale ma idoneo a proficuo lavoro, ai sensi dell'articolo 6 del CCNL integrativo del comparto sanità del 20 settembre 2001. Con il medesimo decreto sono stabilite anche le modalità con cui le aziende procedono a ricollocare, dando priorità alla riassegnazione nell'ambito dell'assistenza territoriale, il personale eventualmente dichiarato idoneo a svolgere la propria mansione specifica, in esito alla predetta verifica. La verifica straordinaria, da completarsi entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge, è svolta dall'INPS, che può avvalersi a tal fine anche del personale medico delle ASL, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, e senza oneri per la finanza pubblica».


1.164/1

DE SENA

RESPINTO

All'emendamento 1.164, dopo il comma 74-bis aggiungere i seguenti:

        «74-ter. Al fine di garantire adeguati risparmi di spesa, assicurando il pieno espletamento dei compiti istituzionali della Polizia di Stato, alla copertura dei posti disponibili per il periodo dal 31 dicembre 2004 al 31 dicembre 2011, nella qualifica di vice sovrintendente della Polizia di Stato, si provvede esclusivamente mediante concorso interno per titoli, di cui all'articolo 24-quater, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, attraverso una o più procedure straordinarie per i posti annualmente disponibili, riservati:

            a) per il quaranta per cento agli assistenti capo;

            b) per il sessanta per cento al personale del ruolo degli agenti e assistenti che abbia maturato quattro anni di effettivo servizio.

        74-quater. Per la partecipazione alle procedure di cui al comma 74-ter, per i posti disponibili al 31 dicembre di ogni anno dal 2004 al 2011, il personale deve essere in possesso, alla medesima data, della qualifica e dell'anzianità di servizio previsti dallo stesso comma. I posti rimasti scoperti a seguito delle procedure straordinarie per ciascun anno sono utilizzati per incrementare i posti disponibili per l'anno successivo nella rispettiva riserva di cui al medesimo comma 74-ter.

        74-quinquies. In deroga a quanto previsto dai provvedimenti attuativi, di cui all'articolo 24-quater, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335:

            a) nel bando di concorso le sedi disponibili a livello provinciale sono indicate per la sola procedura di cui al comma 74-ter, lettera b). I vincitori delle procedure di cui al comma 1, lettera a), sono confermati nella medesima sede di servizio;

            b) il punteggio massimo per i seguenti titoli ammessi a valutazione è il seguente:

                1) per il personale di cui al comma 74-ter, lettera a), per i rapporti informativi e giudizi complessivi del biennio anteriore, fino a punti 8, per la categoria dell'anzianità complessiva di servizio, fino a 14 punti e per quella degli speciali riconoscimenti e ricompense, fino a 4 punti, nonché per quella dei titoli di studio e del superamento della prova selettiva in precedenti analoghi concorsi, rispettivamente, fino a 3 e a 2 punti;

                2) per il personale di cui al comma 74-ter, lettera b), per i rapporti informativi e giudizi complessivi del biennio anteriore, fino a punti 8, per la categoria degli speciali riconoscimenti e ricompense, fino a 4 punti, nonché per quella dei titoli di studio e del superamento della prova selettiva in precedenti analoghi concorsi, rispettivamente, fino a 8 e a 2 punti;

            c) la formazione e l'approvazione della graduatoria assicurano la distinzione dei posti disponibili per ciascun anno dei candidati ammessi per la copertura degli stessi posti, in relazione a quanto previsto dal presente articolo, secondo le modalità stabilite con decreto del capo della polizia-direttore generale della pubblica sicurezza;

            d) la durata del corso di formazione professionale è stabilita in tre mesi, di cui uno di applicazione pratica presso la sede di assegnazione, secondo le modalità stabilite con decreto del capo della polizia-direttore generale della pubblica sicurezza;

        74-sexies. Per quanto non previsto dai precedenti commi, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 24-quater e 24-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, e dei relativi provvedimenti attuativi, comprese quelle sui titoli ammessi a valutazione, sulla decorrenza giuridica e sulla decorrenza economica».


1.164/2

DE SENA

RESPINTO

All'emendamento 1.164, dopo il comma 74-bis, aggiungere il seguente:

        «74-ter. Ai fini delle autorizzazioni delle assunzioni per l'accesso alla qualifica di agente della Polizia di Stato, le vacanze organiche nel ruolo dei sovrintendenti, di cui alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, e successive modificazioni, possono essere utilizzate per le assunzioni di agenti anche in eccedenza alla dotazione organica del ruolo degli agenti ed assistenti di cui alla predetta tabella A. Le conseguenti posizioni di soprannumero nel ruolo degli agenti ed assistenti sono riassorbite per effetto dei passaggi per qualunque causa del personale del predetto ruolo a quello dei sovrintendenti».


1.164/3

BIANCO

RESPINTO

All'emendamento 1.164, dopo il capoverso 74-bis, aggiungere i seguenti:

        «74-ter. Al fine di assicurare piena continuità ed efficacia nell'espletamento dei propri compiti istituzionali e, nel contempo, ridurre le forme di lavoro precario, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco è autorizzato ad avviare una procedura di stabilizzazione del personale volontario, di cui agli articoli 6, 8 e 9 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 che, alla data di entrata in vigore della presente legge, risulti scritto da almeno due anni negli appositi elenchi di cui al predetto articolo 6 del decreto legislativo 8 marzo 2006 n. 139 ed abbia effettuato non meno di 120 giorni di servizio nel quadriennio 2008-2011. Con decreto del Ministro dell'interno, fermo restando il possesso dei requisiti ordinari per l'accesso alla qualifica di vigile del fuoco previsti dalle vigenti disposizioni, sono stabiliti i criteri, il sistema di selezione, nonché modalità abbreviate per il corso di formazione.

        74-quater. Nel quadriennio 2012-2015, per far fronte alla carenza di organico nella qualifica di vigile del fuoco, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno, è individuata una quota parte degli stanziamenti di spesa per la retribuzione del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, iscritti nello stato di previsione del Ministero dell'interno, da assegnare annualmente a copertura delle corrispondenti assunzioni, nella qualifica di vigile del fuoco, degli idonei della graduatoria formatasi ai sensi della procedura di stabilizzazione di cui al precedente comma».


1.164/4

DE SENA

RESPINTO

All'emendamento 1.164, dopo il comma 74-bis aggiungere il seguente:

        «74-ter. L'articolo 12, comma 20, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, si interpreta nel senso che il trasferimento delle attività ai competenti uffici delle amministrazioni ivi previsti, non si applica agli organismi collegiali di carattere tecnico e di elevata specializzazione indispensabili per la realizzazione di obiettivi istituzionali non perseguibili attraverso l'utilizzazione del personale appartenente all'amministrazione interessata ovvero trasferendo le relative competenze ad amministrazioni svolgenti funzioni omogenee, nonché a quelli necessari per l'applicazione dei rispettivi ordinamenti che non comportano oneri per la finanza pubblica, restando esclusa per i medesimi organismi, segnalati al Dipartimento della funzione pubblica ed al Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, l'applicazione dell'articolo 68, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133».


1.164/5

SCANU

RESPINTO

All'emendamento 1.164, dopo il capoverso «74-bis», aggiungere il seguente:

        «74-ter. All'articolo 3 del decreto-legge 15 maggio 2012 n. 59 convertito con modificazioni dalla legge 12 luglio 2012 n. 100, dopo il cornrna2 aggiungere il seguente:

        ''2-bis. La deroga a tale ultimo termine del 31 dicembre 2012 è prevista per la seguente emergenza dichiarata ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225 e successive modificazioni e relativa a:

        Ordinanza del Presidente del Consiglio n. 3869 del 24 Aprile 2010 come modificata con successive Ordinanze del Presidente del Consiglio n. 3948 del 26 Giugno 2011, n. 3993 del 2 Gennaio 2012, concernente l'emergenza deterrninatasi nel settore del traffico e della mobilità nelle provincie di Sassari ed Olbia Tempio, in relazione ai lavori di rifacimento e messa i sicurezza della strada statale 597/199 Sassari-Olbia, strada tristemente nota per numerosi incidenti a carattere mortale, oggi totalmente inadeguata ai notevoli flussi di traffico anche pesante, le cui attività in gestione Commissariale sono in fase avanzata, le cui conclusioni potrebbero venire pregiudicate dal ritorno nel regime ordinario.

        Per tale opera la gestione cornrnissariale è prorogata fmo al 31 Dicembre 2013''».


1.164/6

LATORRE, MERCATALI

RESPINTO

All'emendamento 1.164, dopo il comma 74-bis aggiungere il seguente:

        «74-ter. Il comma 8 dell'articolo 16 del decreto legge 6 luglio 2011 n. 98 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 è abrogato».


1.165

GIARETTA

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 74, inserire il seguente:

        «74-bis. L'articolo 48, comma 8, lettera b) del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, va interpretato nel senso che le tariffe ivi previste sono da corrispondere a fronte di prestazioni e servizi complessivamente resi dal Ministero della salute e dall'Agenzia italiana del farmaco».


1.166

GIARETTA

RESPINTO

Dopo il comma 74, inserire il seguente:

        «74-bis. All'articolo 1, comma 169, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, le parole: ''con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, dal Ministro della salute, che si avvale della commissione di cui all'articolo 4-bis, comma 10, del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112'' sono sostituite dalle seguenti: ''con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano''».


1.167

D'AMBROSIO LETTIERI

RESPINTO

Sostituire il comma 76, con Il seguente:

        «76. Assicurando il rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica, le risorse disponibili individuate sulla base delle attività di cui al comma 75 sono iscritte In un apposito fondo istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze, articolato in piani di gestione riferiti alle singole amministrazioni interessate, al fine di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato sulla base delle procedure concorsuali già espletate. Per le finalità di cui al comma 75, le stesse amministrazioni possono inoltre procedere ad assunzioni di personale sulla base delle procedure concorsuali già espletate nel limite di un contingente complessivo di personale corrispondente a una spesa annua lorda pari a 100 milioni di euro a regime. A tale fine è istituito un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze con una dotazione annua pari a 100 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013».

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza di 100 milioni di euro.


1.168

INCOSTANTE, BIANCO, ADAMO, BASTICO, CECCANTI, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI, ANTEZZA, BIONDELLI

RESPINTO

Al comma 76, secondo periodo, sostituire la parola: «possono» con la seguente: «devono».


1.169

ARMATO

RESPINTO

Al comma 76, al secondo periodo, dopo le parole: «possono inoltre procedere ad assunzione di personale sulla base delle procedure concorsuali» sostituire le parole: «già espletate» con le seguenti: «interne già espletate in deroga alle rispettive disposizioni vigenti in materia».


1.170

MILANA, SERRA

RESPINTO

Al comma 76, secondo periodo, sostituire le parole: «già espletate» con le seguenti: «anche interne già espletate in deroga alle rispettive disposizioni vigenti in materia».


1.171

GASPARRI, BONFRISCO, ESPOSITO, SALTAMARTINI

RESPINTO

Al comma 76 sostituire le parole: «pari a 10 milioni di euro a regime» con le seguenti: «pari a 160 milioni di euro a regime» e le parole: «pari a 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013» con le seguenti: «pari a 160 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013».

        Conseguentemente, si provvede mediante le risorse a valere sui commi 95 e 96 del medesimo articolo.


1.172

GASPARRI, BONFRISCO, ESPOSITO, SALTAMARTINI, PICHETTO FRATIN, MAZZARACCHIO, LATRONICO

Al comma 76, sostituire le parole: «pari a 10 milioni di euro a regime» con le seguenti: «pari a 160 milioni di euro a regime» e le parole: «pari a 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013» con le seguenti: «pari a 160 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013».

        Conseguentemente:

            al medesimo articolo 1, comma 98, sostituire le parole: «250 milioni» con le seguenti: «100 milioni»;

            al medesimo articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi di parte corrente del 2014 e 2015 fino a concorrenza di 150 milioni di euro.


1.173

SCANU, AGOSTINI, BIANCO, AMATI, CHITI, CRISAFULLI, DEL VECCHIO, NEGRI, PINOTTI, CARLONI, GIARETTA, LUMIA, MERCATALI, MORANDO, PEGORER, ADAMO, BASTICO, CECCANTI, INCOSTANTE, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI, ANTEZZA, BERTUZZI, MONGIELLO

INAMMISSIBILE

Al comma 76, secondo periodo, sostituire le parole: «10 milioni» con le seguenti: «110 milioni».

        Conseguentemente:

            a) al medesimo comma, terzo periodo, sostituire le parole: «10 milioni» con le seguenti: «110 milioni»;

            b) al comma 77, sostituire le parole: «possono essere incrementate fino al» con le seguenti: «sono fissate nella misura del».


1.174

MASCITELLI

RESPINTO

Al comma 76, secondo periodo, sostituire le parole: «10 milioni» con le seguenti: «100 milioni».

        Conseguentemente:

            al medesimo comma, terzo periodo, sostituire le parole: «10 milioni» con le seguenti: «100 milioni»;

            al comma 98, sostituire le parole: «di 250 milioni di euro per l'anno 2013, di 847,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 591 milioni di euro per l'anno 2015 e di 641 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016 con le seguenti: di 160 milioni di euro per l'anno 2013, di 757,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 501 milioni di euro per l'anno 2015 e di 551 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016».


1.175

INCOSTANTE, BIANCO, ADAMO, BASTICO, CECCANTI, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI, ANTEZZA, BIONDELLI

RESPINTO

Al comma 76 le parole: «10 milioni» sono sostituite dalle seguenti: «100 milioni».

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole: «250 milioni di euro per l'anno 2013, di 847,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 591 milioni di euro per l'anno 2015 e di 641 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016» con le seguenti: «160 milioni di euro per l'anno 2013, di 757,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 501 milioni di euro per l'anno 2015 e di 551 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016».


1.176

SCANU, AGOSTINI, BIANCO, AMATI, CHITI, CRISAFULLI, DEL VECCHIO, NEGRI, PINOTTI, CARLONI, GIARETTA, LUMIA, MERCATALI, MORANDO, PEGORER, ADAMO, BASTICO, CECCANTI, INCOSTANTE, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI, ANTEZZA, BERTUZZI, MONGIELLO

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 76, inserire il seguente:

        «76-bis. Al fondo di cui al comma 76 confluiscono, altresì, le maggiori entrate derivanti dall'applicazione dell'articolo 3, comma 1».


1.177

D'AMBROSIO LETTIERI

RESPINTO

Sostituire il comma 77 con il seguente:

        «77. Le assunzioni di cui al comma 76 sono autorizzate, anche in deroga alle percentuali del turn over di cui all'articolo 66, comma 9-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, e successive modificazioni, che possono essere incrementate fino al 50 per cento per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014 e fino al 100 per cento per l'anno 2015, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, nonché del Ministro responsabile dell'amministrazione che intende procedere alle assunzioni».

        Conseguentemente, ridurre in misura corrispondente l'importo della allegata tabella A, rubrica del Ministero dell'economia e delle finanze.


1.178

ANTEZZA, BIANCO, ADAMO, BASTICO, CECCANTI, INCOSTANTE, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI, BIONDELLI

INAMMISSIBILE

Al comma 77, dopo le parole: «degli anni» aggiungere le parole: «2012,».


1.179

INCOSTANTE, BIANCO, ADAMO, BASTICO, CECCANTI, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI, ANTEZZA, BIONDELLI

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 77, inserire il seguente:

        «77-bis. Per il triennio 2013-2015, ai fini dell'attenuazione delle disposizioni in materia di limitazione del turn over nell'ambito del Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, il Ministero dell'interno provvede, con proprio decreto, previa autorizzazione della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica e del Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato alla copertura dei relativi oneri mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti di spesa per la retribuzione del personale volontario del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, iscritti nello stato di previsione del Ministero dell'interno, nell'ambito della missione «soccorso civile».

        Conseguentemente, al comma 78 sostituire le parole: «dei commi 75, 76 e 77» con le seguenti: «dei commi, 75, 76, 77 e 77-bis».


1.180

AGOSTINI, BIANCO, SCANU, CARLONI, GIARETTA, LUMIA, MERCATALI, MORANDO, PEGORER, PINOTTI, ADAMO, BASTICO, CECCANTI, INCOSTANTE, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI, ANTEZZA, BIONDELLI, AMATI, CHITI, CRISAFULLI, DEL VECCHIO, NEGRI, ZANDA, BERTUZZI, MONGIELLO

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 77, inserire il seguente:

        «77-bis. Per il triennio 2013-2015, ai fini dell'attenuazione delle disposizioni in materia di limitazione del turn over nell'ambito del Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, il Ministero dell'interno provvede, con proprio decreto, previa autorizzazione della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica e del Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato alla copertura dei relativi oneri mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti di spesa per la retribuzione del personale volontario del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, iscritti nello stato di previsione del Ministero dell'interno, nell'ambito della missione «soccorso civile»».

        Conseguentemente, al comma 78 sostituire le parole: «dei commi 75, 76 e 77» con le seguenti: «dei commi, 75, 76, 77 e 77-bis».


1.181

SCANU, AGOSTINI, BIANCO, AMATI, CHITI, CRISAFULLI, DEL VECCHIO, NEGRI, PINOTTI, CARLONI, GIARETTA, LUMIA, MERCATALI, MORANDO, PEGORER, ADAMO, BASTICO, CECCANTI, INCOSTANTE, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI, ANTEZZA, BARBOLINI, MONGIELLO

Dopo il comma 77, inserire il seguente:

        «77-bis. Al fine di consentire la promozione e lo svolgimento d'iniziative per la celebrazione del settantesimo anniversario della resistenza e della Guerra di liberazione è istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, un fondo con previsione di spesa annuale di 3 milioni di euro per ciascun degli anni 2013, 2014 e 2015, destinato a finanziare le iniziative promosse dalla Confederazione delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane».

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2013:    – 3.000;

            2014:    – 3.000;

            2015:    – 3.000.


1.182

BOLDRINI

RESPINTO

Dopo il comma 77 inserire il seguente:

        «77-bis. In sede di attuazione dei commi da 75 a 77, alla copertura del turn over riguardante i vigili del fuoco si procede mediante proroga della validità della graduatoria relativa al concorso pubblico a 184 posti di vigile del fuoco, indetto con decreto direttoriale 6 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4 serie speciale – n. 24 del 27 marzo 1998».


1.183

ANTEZZA, INCOSTANTE, MONGIELLO, SBARBATI, VACCARI, FOSSON, AMATI, BASTICO, BIONDELLI, DI GIOVAN PAOLO, PERTOLDI, VINCENZO DE LUCA, PINOTTI

Dopo il comma 78 inserire i seguenti:

        «78-bis. L'articolo 3 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 è sostituito dal seguente:

        ''Art. 3 – (Capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e Capo Dipartimento dei vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile). – 1. Al vertice del Corpo nazionale è posto un dirigente generale del Corpo nazionale che assume la qualifica di Capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il Capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco risponde direttamente al Ministro ed è posto a Capo del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile e svolge le seguenti funzioni:

            a) coordina le direzioni centrali, ivi compresa quella delle risorse umane, secondo quanto indicato nel decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2001, n. 398, con le strutture periferiche del Corpo nazionale ed è responsabile dei risultati raggiunti in attuazione degli indirizzi del Ministro dell'interno;

            b) presiede il Comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi;

            c) è componente di diritto della Commissione consultiva centrale controllo anni;

            d) è Presidente del consiglio di amministrazione dell'Opera nazionale di assistenza per il personale del Corpo nazionale, nonché componente di diritto del consiglio di amministrazione del Ministero dell'interno per la trattazione degli affari concernenti il personale del Corpo nazionale;

            e) esprime parere sulle modalità di svolgimento dei servizi ispettivi sull'attività tecnica''.

        78-ter. Il comma 3 dell'articolo 6 del Decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2001, n. 398 è sostituito dal seguente:

        ''3. Il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile è diretto dal Capo del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco. Ad esso è assegnato un vice capo dipartimento che espleta le funzioni vicarie e al quale compete la responsabilità della Direzione centrale per la difesa civile e le politiche di protezione civile. li Capo del dipartimento può delegare al vice capo, di volta in volta o in via generale, sue specifiche attribuzioni.''.

        78-quater. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al precedenti commi non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».


1.184

MILANA

RESPINTO

Dopo iI comma 78, inserire il seguente:

        «78-bis. Ai fini delle assunzione dei Vigili del Fuoco, ai sensi del precedenti commi, si procede in via prioritaria, fino al suo completo esaurimento, attingendo alla graduatoria del concorso pubblico, per titoli ed esami, a ottocentoquattordici posti per l'accesso alla qualifica di vigile del fuoco del ruolo dei vigili del fuoco del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 90 del 18 novembre 2008».


1.185

CASTRO

RESPINTO

Dopo il comma 78 inserire il seguente:

        «78-bis. Al fine di conseguire immediati effetti in termini di risparmio di spesa e trasparenza nelle procedure assunzionali e di rendere maggiormente incisivi ed equi gli effetti derivanti dalle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, e all'articolo 2 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, sul contenimento e sulla razionalizzazione dei costi attinenti il pubblico impiego, le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nel rispetto dei vincoli finanziari previsti in materia di assunzioni a tempo indeterminato e di contenimento della spesa di personale, secondo i rispettivi regimi limitativi fissati dai documenti di finanza pubblica e ferme restando le disposizioni vigenti in materia di reclutamento speciale e di mobilità, utilizzano, limitatamente al triennio 2013-2015, le graduatorie vigenti dei vincitori ed idonei di concorsi pubblici, relativamente ai profili professionali richiesti, per il reclutamento di personale a tempo indeterminato, ovvero, limitatamente alle amministrazioni dello Stato, anche a ordinamento autonomo e agli enti pubblici non economici, all'assunzione di figure professionali ad esse equipollenti, avvalendosi ai fini del presente comma anche della facoltà di cui all'articolo 3, comma 61, terzo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. L'efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, di cui all'articolo 17, comma 19, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, è prorogata fino al 31 dicembre 2015. Fino all'esaurimento dei relativi elenchi dei vincitori e degli idonei risultanti dall'esito dei concorsi, le amministrazioni pubbliche non possono procedere all'indizione di nuovi concorsi relativamente alle qualifiche e alle mansioni di concorsi già indetti e per i quali non si è proceduto all'effettiva assunzione dei vincitori e degli idonei. Durante il triennio 2013-2015, la mobilità prevista dall'articolo 30, commi 1 e 2-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è inderogabilmente limitata alle sole figure professionali che risultano in esubero presso le amministrazioni cedenti».


1.186

D'AMBROSIO LETTIERI

RESPINTO

Dopo il comma 78 inserire il seguente:

        «78-bis L'efficacia delle graduatorie di merito per l'ammissione al tirocinio tecnico-pratico, pubblicate in data 16 ottobre 2009, relative alla selezione pubblica per l'assunzione di 825 funzionari per attività amministrativo-tributaria presso l'Agenzia delle entrate, di cui all'avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4 serie speciale, n. 101 del 30 dicembre 2008, è prorogata al 31 dicembre 2015. In ottemperanza ai principi di buon andamento ed economicità della pubblica amministrazione, l'Agenzia delle dogane, l'Agenzia del territorio e l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, in funzione delle finalità di potenziamento dell'azione di contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscale, prima di reclutare nuovo personale con qualifica di funzionario amministrativo-tributario, attingono, fino alla loro completa utilizzazione, dalle graduatorie regionali dei candidati che hanno riportato un punteggio utile per accedere al tirocinio, nel rispetto dei vincoli di assunzione previsti dalla legislazione vigente».


1.187

D'AMBROSIO LETTIERI

RESPINTO

Dopo il comma 78 inserire il seguente:

        «78-bis. L'efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, di cui all'articolo 17, comma 19, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, è prorogata fino al 31 dicembre 2015».


1.188

NEROZZI

RESPINTO

Dopo il comma 78, inserire il seguente:

        «78-bis. L'efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, di cui all'articolo 17, comma 19, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, è prorogata fino al 31 dicembre 2015».


1.189

POLI BORTONE

RESPINTO

Dopo il comma 78 inserire il seguente:

        «78-bis. Al comma 2 dell'articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, sostituire le parole: ''venti per cento'' con le seguenti: ''trenta per cento''».

        Conseguentemente, all'onere derivante dall'attuazione del presente articolo si provvede mediante riduzione, fino al 20 per cento, a partire dall'anno 2013, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.


1.190

MERCATALI

RESPINTO

Dopo il comma 78, inserire il seguente:

        «78-bis. Per garantire il funzionamento della flotta antincendio del Corpo forestale dello Stato, sono stanziati 25 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole «250 milioni di euro per l'anno 2013, di 847,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 591 milioni di euro per l'anno 2015 e di 641 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016» con le seguenti «225 milioni di euro per l'anno 2013, di 822,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 566 milioni di euro per l'anno 2015 e di 616 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016».


1.191

MERCATALI

RESPINTO

Dopo il comma 78, inserire il seguente:

        «78-bis. Al fine di garantire la gestione delle aree naturali protette il Corpo forestale dello Stato è autorizzato, per il triennio 2013-2015, ad assumere personale operaio a tempo determinato ai sensi dell'articolo 1 della legge 5 aprile 1985, n. 124, nei limiti di spesa di 1,5 milioni di euro annui».

        Conseguentemente, alla tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2013:    –  1.500;

            2014:    –  1.500;

            2015:    –         0.

        Conseguentemente, all'articolo 3, al comma 28, sostituire le parole: «e di 292 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015» con le seguenti: «e di 290,5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015».


1.192

BUBBICO, AGOSTINI, ARMATO, DE SENA, FIORONI, GARRAFFA, LATORRE, SANGALLI, TOMASELLI

RESPINTO

Al comma 79, sostituire le parole: «la Presidenza del Consiglio dei ministri» con le seguenti: «il Ministero dello sviluppo economico» e sopprimere le seguenti parole: «e con il Ministero dello sviluppo economlco».


1.193

MILANA

RESPINTO

Apportare le seguenti modificazioni:

            a) al comma 79, le parole: «di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze e con il Ministero dello sviluppo economico, con particolare riferimento al/e piccole e medie imprese» sono sostituite dalle seguenti: «dai commi da 80 a 81-novies»;

            b) il comma 80 è sostituito dal seguente:

        «80. A decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2012, è istituito un credito di imposta riservato a tutte le imprese che affidano attività di ricerca e sviluppo a università, enti pubblici di ricerca o organismi di ricerca, nonché alle imprese che realizzano direttamente investimenti in ricerca e sviluppo. Il credito di Imposta spetta anche alle imprese che realizzano i predetti investimenti in ricerca e sviluppo, sia direttamente che in collaborazione con università, enti pubblici di ricerca o organismi di ricerca, in esecuzione di un programma di rete ai sensi dell'articolo 3, comma 4-ter e seguenti del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5»;

            c) il comma 81 è sostituito dal seguente:

        «81. sull'ammontare del costi ammissibili il credito d'imposta si applica secondo i seguenti criteri e modalità:

            a) 10% per gli investimenti in ricerca e sviluppo Intramuros così articolato: 5% sul volume complessivo e 5% sull'incremento rispetto all'anno precedente;

            b) 40% per i progetti di ricerca e sviluppo riferiti a contratti stipulati con università e centri di ricerca pubblici o organismi di ricerca, così articolato: 20% sul volume complessivo e 20% sull'incremento rispetto all'anno precedente.»;

            d) dopo il comma 81 sono aggiunti i seguenti:

        «81-bis. Ai fini della determinazione del credito d'imposta i costi non possono, in ogni caso, superare l'importo di 40 milioni di euro per ciascun periodo d'imposta.

        81-ter. Il credito d'imposta deve essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi. Esso non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. Il credito di imposta è utilizzabile ai fini dei versamenti delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive dovute per il periodo d'imposta in cui le spese di cui al seguenti commi sono state sostenute; l'eventuale eccedenza è utilizzabile in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dal mese successivo al termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta con riferimento al quale il credito è concesso. Non si applica il limite annuale previsto dall'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

        81-quater. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro dell'istruzione e dell'università e con il Ministro dello sviluppo economico, sono individuate le tipologie di intervento agevolabili e i costi ammissibili, nonché le modalità di verifica e accertamento della effettività delle spese sostenute e coerenza delle stesse con la disciplina comunitaria. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, da adottarsi entro 10 giorni dalla data di adozione del decreto di cui al periodo precedente, sono stabilite le modalità di attuazione dell'agevolazione al fine di assicurare il rispetto del limite di risorse stanziate.

        81-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi da 80 a 81-quater si applicano anche a soggetti residenti e alle stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti, che eseguono le attività di ricerca e sviluppo attraverso contratti con imprese residenti o localizzate negli Stati della Comunità europea, negli Stati aderenti all'accordo sullo Spazio economico europeo owero in Stati o territori che sono inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996.

        81-sexies. Per l'attuazione degli interventi di cui ai commi precedenti si provvede con la disposizione seguente. A decorrere dall'anno 2013 la spesa per consumi intermedi e per acquisto di beni e servizi prodottI dei produttori market sostenuta dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, inserite in conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuato dall'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) a i sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, fatta esclusione per il comparto sanitario e quello della difesa e sicurezza è rideterminata in modo da garantire una spesa complessiva corrispondente alla spesa del 2012 ridotta dello 0,6%. Tale rideterminazione deve comportare una riduzione rispetto alla spesa complessiva tendenziale quantificata complessivamente in 400 milioni di euro a decorrere dal 2013. Gli ulteriori risparmi di spesa che dovessero realizzarsi in attuazione del presente comma sono versate al bilando dello Stato per essere riassegnati al Fondo dell'ammortamento per i titoli di Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398».


1.194

PICHETTO FRATIN

RESPINTO

Apportare le seguenti modificazioni:

            a) al comma 79, le parole: «di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze e con il Ministero dello sviluppo economico, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese» sono sostituite dalle seguenti: «dai commi da 80 a 81-novies»;

            b) il comma 80 è sostituito dal seguente:

        «80. A decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2012, è istituito un credito di imposta riservato a tutte le imprese che affidano attività di ricerca e sviluppo a università, enti pubblici di ricerca o organismi di ricerca, nonché alle imprese che realizzano direttamente investimenti in ricerca e sviluppo. Il credito di imposta spetta anche alle imprese che realizzano i predetti investimenti in ricerca e sviluppo, sia direttamente che in collaborazione con università, enti pubblici di ricerca o organismi di ricerca, in esecuzione di un programma di rete ai sensi dell'articolo 3, comma 4-ter e seguenti del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5»;

            c) il comma 81 è sostituito dal seguente:

        «81. Sull'ammontare dei costi ammissibili il credito d'imposta si applica secondo I seguenti criteri e modalità:

            a) 10% per gli investimenti in ricerca e sviluppo intramuros così articolato: 5% sul volume complessivo e 5% sull'incremento rispetto all'anno precedente;

            b) 40% per i progetti di ricerca e sviluppo riferiti a contratti stipulati con università e centri di ricerca pubblici a organismi di ricerca, così articolato: 20% sul volume complessivo e 20% sull'incremento rispetto all'anno precedente.»;

            d) dopo il comma 81 sono aggiunti i seguenti:

        «81-bis. Ai fini della determinazione del credito d'imposta i costi non possono, in ogni caso, superare l'importo di 40 milioni di euro per ciascun periodo d'imposta.

        81-ter. Il credito d'imposta deve essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi. Esso non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive e non rileva al fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. Il credito di imposta è utilizzabile ai fini dei versamenti delle imposte sui reddIti e dell'imposta regionale sulle attività produttive dovute per il periodo d'imposta in cui le spese di cui ai seguenti commi sono state sostenute; l'eventuale eccedenza è utilizzabile in compensazione al sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dal mese successivo al termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'Imposta con riferimento al quale il credito è concesso. Non si applica il limite annuale previsto dall'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

        81-quater. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adattarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro dell'istruzione e dell'università e con il Ministro dello sviluppo economico, sono individuate le tipologie di intervento agevolabili e i costi ammissibili, nonché le modalità di verifica e accertamento della effettività delle spese sostenute e coerenza delle stesse con la disciplina comunitaria. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, da adottarsi entro 10 giorni dalla data di adozione del decreto di cui al periodo precedente, sono stabilite le modalità di attuazione dell'agevolazione al fine di assicurare il rispetto del limite di risorse stanziate.

        81-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi da 80 a 81-quater si applicano anche a soggetti residenti e alle stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti, che eseguono le attività di ricerca e sviluppo attraverso contratti con imprese residenti o localizzate negli Stati della Comunità europea, negli Stati aderenti all'accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati o territori che sono inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996.

        81-sexies. Per l'attuazione degli interventi di cui ai commi precedenti, per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, è autorizzata la spesa di 300 milioni di euro. Al fabbisogno di cui al presente comma si provvede a valere sul fondo di cui al comma 79 del presente articolo. Fino alla effettiva operatività di tale Fondo, si provvede mediante riduzione delle missioni di spesa di cui all'elenco 2-bis allegato alla presente legge, secondo gli importi indicati nell'elenco stesso. Sono fatte salve le risorse relative alla partecipazione italiana alle politiche di bilancio in ambito UE.

        81-septies. I Ministri competenti ripartiscono tra i prowedimenti facenti parte delle missioni di spesa di cui all'elenco 2-bis allegato alla presente legge la riduzione di cui al comma precedente. Nelle more della definizione di tale ripartizione, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad accantonare e rendere In disponibile, nell'ambito delle spese rimodulabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b), della legge n. 196 del 2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero interessato, un ammontare di spesa pari a quanto indicato nel comma 81-sexies.

        81-octies. Qualora, all'esito della ricognizione di cui al comma 81-sexies, emergesse la disponibilità di risorse aggiuntive, in sede di predisposizlone del disegno di legge di stabilità 2014, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a proporre, d'intesa con i Ministri interessati, gli interventi correttivi necessari all'ampliamento delle spese ammissibili e dell'agevolazione concedlbile.

        81-novies. Ove necessario, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio».

Elenco 2-bis

(articolo 1, comma 81-sexies)

RIDUZIONI DELLE DOTAZIONI FINANZIARIE
RIMODULABILI DI CIASCUN MINISTERO

Triennio 2013-2015

(migliaia di euro)

 

MINISTERO
    Missione

2013

2014

2015

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO    

 

 

 

Competitività e sviluppo delle imprese (11)

240.000

240.000

192.500

Sviluppo e riequilibrio territoriale (28)

0

0

29.500

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI    

 

 

 

L'Italia nell'Europa e nel mondo (4)

0

0

18.000

Diritto alla mobilità (13)

60.000

60.000

20.000

Totale

300.000

300.000

300.000


1.195

BUBBICO, AGOSTINI, ARMATO, DE SENA, FIORONI, GARRAFFA, LATORRE, SANGALLI, TOMASELLI

RESPINTO

Al comma 79, sostituire le parole: «di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze e con il Ministero dello sviluppo economico, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese» con le seguenti: «dai commi da 80 a 81-novies».

        Conseguentemente:

            a) il comma 80 è sostituito dal seguente:

        «80. A decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2012, è istituito un credito di imposta riservato a tutte le imprese che affidano attività di ricerca e sviluppo a università, enti pubblici di ricerca o organismi di ricerca, nonché alle imprese che realizzano direttamente investimenti in ricerca e sviluppo. Il credito di imposta spetta anche alle imprese che realizzano i predetti investimenti in ricerca e sviluppo, sia direttamente che in collaborazione con università, enti pubblici di ricerca o organismi di ricerca, in esecuzione di un programma di rete ai sensi dell'articolo 3, comma 4-ter e seguenti del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5»;

            b) il comma 81 è sostituito dal seguente:

        «81. Sull'ammontare dei costi ammissibili il credito d'imposta si applica secondo i seguenti criteri e modalità:

            a) 10% per gli investimenti in ricerca e sviluppo intramuros così articolato: 5% sul volume complessivo e 5% sull'incremento rispetto all'anno precedente;

            b) 40% per i progetti di ricerca e sviluppo riferiti a contratti stipulati con università e centri di ricerca pubblici o organismi di ricerca, così articolato: 20% sul volume complessivo e 20% sull'incremento rispetto all'anno precedente.»;

            c) dopo il comma 81 sono aggiunti i seguenti:

        «81-bis. Ai fini della determinazione del credito d'imposta i costi non possono, in ogni caso, superare l'importo di 40 milioni di euro per ciascun periodo d'imposta.

        81-ter. Il credito d'imposta deve essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi. Esso non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n, 917, e successive modificazioni. Il credito di imposta è utilizzabile ai fini dei versamenti delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive dovute per il periodo d'imposta in cui le spese di cui ai seguenti commi sono state sostenute; l'eventuale eccedenza è utilizzabile in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dal mese successivo al termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta con riferimento al quale il credito è concesso. Non si applica il limite annuale previsto dall'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

        81-quater. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro dell'istruzione e dell'università e con il Ministro dello sviluppo economico, sono individuate le tipologie di intervento agevolabili e i costi ammissibili, nonché le modalità di verifica e accertamento della effettività delle spese sostenute e coerenza delle stesse con la disciplina comunitaria. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, da adattarsi entro 10 giorni dalla data di adozione del decreto di cui al periodo precedente, sono stabilite le modalità di attuazione delragevolazione al fine di assicurare il rispetto del limite di risorse stanziate.

        81-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi da 80 a 81-quater si applicano anche a soggetti residenti e alle stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti, che eseguono le attività di ricerca e sviluppo attraverso contratti con imprese residenti o localizzate negli Stati della Comunità europea, negli Stati aderenti all'accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati o territori che sono inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996.

        81-sexies. Per l'attuazione degli interventi di cui ai commi precedenti, per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, è autorizzata la spesa di 300 milioni di euro. Al fabbisogno di cui al presente comma si prowede mediante il fondo di cui al precedente comma 79. Fino alla effettiva operatività di tale Fondo, si prowede mediante riduzione delle missioni di spesa di cui all'allegato 1, secondo gli importi indicati nell'allegato stesso. Sono fatte salve le risorse relative alla partecipazione italiana alle politiche di bilancio in ambito UE.

        81-septies. I Ministri competenti ripartiscono tra i provvedimenti facenti parte delle missioni di spesa di cui all'allegato 1 la riduzione di cui al comma precedente. Nelle more della definizione di tale ripartizione, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad accantonare e rendere indisponibile, nell'ambito delle spese rimodulabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b), della legge n. 196 del 2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero interessato, un ammontare di spesa pari a quanto indicato nel comma 81-sexies.

        81-octies. Qualora, all'esito della ricognizione di cui al comma 81-sexies, emergesse la disponibilità di risorse aggiuntive, in sede di predisposizione del disegno di legge di stabilità per il triennio 2014-2016, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato a proporre, d'intesa con i Ministri interessati, gli interventi correttivi necessari all'ampliamento delle spese ammissibili e dell'agevolazione concedibile.

        81-novies. Ove necessario, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio.».

Allegato 1

    Missione

2013

2014

2015

Competitività e sviluppo delle imprese

240

240

192,5

Diritto alla mobilità

60

60

20

L'Italia nell'Europa e nel mondo

 

 

18

Sviluppo e riequilibrio territoriale

 

 

29,5

Totale

300

300

300


1.196

MORANDO

Al comma 79, sostituire le parole da: «finanziato mediante» fino alla fine del comma con le seguenti: «finanziato mediante le risorse derivanti dall'attuazione del comma 79-bis».

        Conseguentemente:

dopo il comma 79, inserire i seguenti:

        «79-bis. Sono abrogate, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, le norme statali elencate nell'allegato 1. Sono altresì abrogate, dalla data di entrata in vigore dei regolamenti di cui al comma 79-ter, le norme statali che determinano trasferimenti a imprese, correnti e conto capitale, non giustificati da una situazione di fallimento di mercato.

        79-ter. Il Governo è autorizzato ad adottare entro il 30 marzo 2013, uno o più regolamenti, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, per individuare le disposizioni di legge e regolamentari che vengono abrogate ai sensi del comma 79-bis. I regolamenti determinano risparmi pari a 1,5 miliardi di euro e a 2 miliardi di euro a partire dal 2014.

        79-quater. Sono escluse dall'abrogazione di cui ai precedenti commi 79-bis e 79-ter, le norme che prevedono incentivi: a) finanziabili con fondi europei; b) diretti a compensare l'adempimento di obblighi di servizio pubblico, con particolare riferimento ai settori dell'istruzione e della ricerca, della sanità, dell'assistenza sociale, dei trasporti, nel rispetto dei criteri stabiliti dal diritto dell'Unione europea. Possono essere escluse dall'abrogazione di cui al comma 79-ter, le norme che prevedono incentivi destinati a: a) promuovere la realizzazione di importanti progetti di comune interesse europeo; b) promuovere la cultura nonché la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico, paesaggistico ambientale. Ai fini dell'individuazione delle norme da abrogare e degli incentivi da ammettere, il Governo si avvale del parere di un Comitato tecnico, che procede a verificare la loro necessità ed idoneità a correggere la presenza di una situazione di fallimento di mercato. Il Comitato è istituito e disciplinato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri».

Sopprimere il comma 81.

Dopo l'elenco n. 3, aggiungere l'Allegato 1:

 

«Allegato 1

Disposizioni abrogate

        1) Legge 30 luglio 1959, n. 623 (Incentivi a favore delle medie e piccole industrie e dell'artigianato);

        2) decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre 1976, n. 902 (Credito agevolato al settore industriale);

        3) articoli 3 e 4 della legge 12 agosto 1977, n. 678 (lnterventi per la ristrutturazione e la riconversione industriale);

        4) articoli 21 e 32 della legge 14 maggio 1981, n. 219 (Eventi sismici del novembre 1980 e del febbraio 1981);

        5) articoli 9 e 17 della legge 6 ottobre 1982, n. 752 (Ricerca mineraria);

        6) articolo 1 della legge 19 dicembre 1983, n. 696 (Norme concernenti l'agevolazione della produzione industriale delle piccole e medie imprese e l'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi);

        7) legge 1º marzo 1986, n. 64 (Intervento straordinario nel Mezzogiorno);

        8) articolo 3-octies, decreto-legge 26 gennaio 1987, n. 9, convertito con modificazioni dalla legge 27 marzo 1987, n. 121 (Fondo nazionale di promozione e sviluppo del commercio);

        9) articolo 3 del decreto-legge 9 dicembre 1986, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1987, n. 15 (Sostegno finanziario alle PMI dei settori commercio e turismo per l'acquisto di locali precedentemente in affitto);

        10) legge 3 ottobre 1987, n. 399 (Agevolazioni della produzione industriale delle PMI);

        11) articolo 15, commi 13, 14 e 19 della legge 11 marzo 1988, n. 67 (Centri per l'imprenditorialità nel Mezzogiorno; Compensi alle società finanziarie CFI e SOFICOOP per gestione partecipazioni assunte ai sensi della legge n. 49 del 1985);

        12) articoli 4 e 7 della legge 30 luglio 1990, n. 221;

        13) articoli 5, 6, 8, 12, 17, 23, 27 e 34 della legge 5 ottobre 1991, n. 317 (Interventi per l'innovazione e lo sviluppo delle PMI);

        14) articolo 14 della legge 27 marzo 1992, n. 257 (Agevolazioni per l'innovazione e la riconversione produttiva relativamente all'utilizzo dell'amianto);

        15) articolo 1, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modiflcazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488 (Attività produttive nelle aree sottoutilizzate);

        16) decreto-legge 24 aprile 1993, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 1993, n. 204 (Interventi urgenti a sostegno del settore minerario);

        17) articolo 2 del decreto-legge 20 giugno 1994, n. 396, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1994, n. 481 (Contributi per dismissioni nel settore siderurgico);

        18) articolo 3-bis del decreto-legge 19 dicembre 1994, n. 691, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 febbraio 1995, n. 35 (provvidenze per eventi alluvionali del 1994);

        19) articolo 1 del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 341 (Agevolazioni in forma automatica per la realizzazione di nuovi investimenti effettuati dalle PMI industriali nelle aree depresse);

        20) articolo 2, comma 42 della legge 28 dicembre 1995, n. 549 (Cofinanziamento programmi regionali);

        21) articolo 11 del decreto-legge 29 dicembre 1995, n. 560, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1996, n. 74 (Disposizioni integrative per precedenti interventi alluvionali);

        22) articolo 2, comma 203, lettere e) ed f), della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Contratti di programma e contratti d'area);

        23) articolo 1 della legge 25 marzo 1997, n. 77 (Incentivi per l'acquisto di strumenti per pesare);

        24) articolo 13 del decreto-legge 28 marzo 1997 n. 79, convertito dalla legge 28 maggio 1997, n. 140 (Misure fiscali a sostegno dell'innovazione nelle imprese industriali);

        25) articolo 14 della legge 7 agosto 1997, n. 266 (Aree di degrado urbano);

        26) articoli 9 e 11 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Estensione della legge n. 488 del 1992 al settore del turismo; incentivi fiscali alle piccole e medie imprese dei settori del commercio e del turismo);

        27) articolo 24, commi 4, 5 e 6 ed articolo 25, comma 7, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 (Interventi per i consorzi e le cooperative di garanzia collettiva fidi per lo sviluppo delle imprese operanti nel commercio, nel turismo e nei servizi; indennizzi a favore dei soggetti titolari di esercizi di vicinato)

        28) all'articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, le parole «allegata al Documento di programmazione economico-finanziaria» sono soppresse;

        21) legge 30 giugno 1998, n. 208 (Incubatori di impresa);

        30) articolo 54, comma 2, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (Estensione della legge n. 488 del 1992 al settore del commercio);

        31) articolo 5 della legge 11 maggio 1999, n. 140 (Agevolazioni per i partecipanti al consorzio Infomercati per finanziamenti finalizzati, alla connessione al sistema nazionale informatico dei mercati agroalimentari all'ingrosso);

        32) articoli 4, commi 5, 6 e 7, e 13, commi 3, 4 e 5, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164 (Rilievi geofisici condotti per la ricerca e la coltivazione di riserve di idrocarburi);

        33) articoli 6, commi da 13 a 19, 103, commi 5 e 6, 106 e 114, commi 4 e 6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Detassazione degli utili reinvestiti; credito d'imposta per il commercio elettronico; collegamento telematica «quick-response» fra imprese del settore tessile, dell'abbigliamento e calzaturiero; promozione e sviluppo di nuove imprese innovative mediante partecipazione al capitale di rischio ripristino ambientale e sicurezza dei lavoratori nei siti di cava);

        34) articolo 14, commi 1 e 3 della legge 5 marzo 2001, n. 57 (Modalità semplificate di applicazione della legge n. 488 del 1992 per le imprese artigiane);

        35) articolo 52, commi 77 e 78, e articolo 59 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Contributi per il settore tessile, dell'abbigliamento e calzaturiero; interventi per la formazione e valorizzazione degli stilisti);

        36) articolo 2, commi 4 e 5, ed articolo 12 della legge 12 dicembre 2002, n. 273 (Agevolazioni per programmi di sviluppo e innovazione nelle PMI del settore tessile, dell'abbigliamento e calzaturiero; incentivi per il settore delle fonderie);

        37) articolo 11, comma 3, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80 (Fondo per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà);

        38) articolo 1, commi 280-283, commi 340-343, commi 847-850 e comma 853 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Credito d'imposta per le attività di ricerca industriale e sviluppo pre-competitivo; zone franche urbane; fondo per la finanza d'impresa; fondo per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà);

        39) articolo 2 della legge 23 luglio 2009, n. 99 (Norma previgente sugli interventi di reindustrializzazione; Utilizzo delle economie legge n. 488 del 1992; in particolare, interventi di sostegno, riqualificazione e reindustrializzazione dei sistemi di illuminazione del Veneto delle armi di Brescia, mediante accordi di programma;

        40) articolo 7 del decreto-legge 1º aprile 1989, n. 120, convertito con modificazioni nella legge 15 maggio 1989, n. 181».


1.197

MASCITELLI, BUGNANO

RESPINTO

Al comma 79, aggiungere, in fine, le parole: «nonché mediante le risorse derivanti da quanto disposto dal comma 79-bis».

        Conseguentemente:

            dopo il comma 79, inserire il seguente: «79-bis. La dotazione del fondo di cui al comma 79, nelle more di quanto previsto dal comma 81, risulta comunque pari a 950 milioni di euro per l'anno 2013 e 400 milioni di euro per l'anno 2014»;

            al comma 80, aggiungere, in fine, le parole: «e, in particolare, che realizzano investimenti in innovazione dei processi produttivi mediante la razionalizzazione, l'ammodernamento, la sostituzione di un impianto o di un processo produttivo oppure mediante la produzione di nuovi prodotti che consentano un significativo miglioramento delle prestazioni dell'impresa, in termini di efficienza produttiva, posizionamento competitivo e penetrazione su nuovi mercati»;

            all'articolo 3, sopprimere il comma 3.


1.198

MASCITELLI, BUGNANO

RESPINTO

Al comma 80, aggiungere, in fine, le parole: «e, in particolare, che realizzano investimenti in innovazione dei processi produttivi mediante la razionalizzazione, l'ammodernamento, la sostituzione di un impianto o di un processo produttivo oppure mediante la produzione di nuovi prodotti che consentano un significativo miglioramento delle prestazioni dell'impresa, in termini di efficienza produttiva, posizionamento competitivo e penetrazione su nuovi mercati».


1.199

SPADONI URBANI

RESPINTO

Dopo il comma 80, inserire il seguente:

        «80-bis. Al fine di fornire una disciplina certa all'impresa in caso di recesso dal contratto di locazione finanziaria nell'ipotesi di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali e al fine di evitare l'insorgenza di un sicuro contenzioso, all'articolo 118 del decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 385, dopo il comma 2-bis, è aggiunto il seguente: ''2-ter. In caso di recesso dell'utilizzatore dal contratto di locazione finanziaria, il concedente ha diritto di ottenere il credito residuo in linea capitale qualora questo non venga coperto da quanto realizzato dalla vendita o dalla riallocazione del bene''».

        Conseguentemente, alla allegata tabella A, rubrica Ministero dell'economia e delle finanze, sostituire gli importi con i seguenti:

            2013:    30.000;

            2014:    30.000;

            2015:    30.000.


1.200

POLI BORTONE

RESPINTO

All'articolo 1, dopo il comma 84, inserire il seguente:

        «84-bis. I soggetti di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 564, e successive modificazioni, che non hanno presentato la domanda di accredito della contribuzione figurativa per i periodi anteriori al 1º gennaio 2012, secondo le modalità previste dal medesimo articolo 3 del citato decreto legislativo, possono esercitare tale facoltà entro il 31 marzo 2013».

        Conseguentemente, all'onere derivante dall'attuazione del presente articolo si provvede mediante riduzione, fino al 20 per cento, a partire dall'anno 2013, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla tabella C della presente legge, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.


1.201

I RELATORI

APPROVATO

Dopo il comma 81, inserire i seguenti:

        «81-bis. Al fine di dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale n. 223 del 2012 e di salvaguardare gli obiettivi di finanza pubblica, l'articolo 12, comma 10, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è abrogato a decorrere dal 1º gennaio 2011. I trattamenti di fine servizio, comunque denominati, liquidati in base alla predetta disposizione prima della data di entrata in vigore del presente decreto sono riliquidati d'ufficio entro un anno dalla predetta data ai sensi della disciplina vigente prima dell'entrata in vigore del citato articolo 12, comma 10, e, in ogni caso, non si provvede al recupero a carico del dipendente delle eventuali somme già erogate in eccedenza. Ai maggiori oneri derivanti dal presente comma valutati in 1 milione di euro per l'anno 2012, 7 milioni di euro per l'anno 2013, 13 milioni di euro per l'anno 2014 e in 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015, si provvede:

            a) quanto a 1 milione di euro per l'anno 2012 mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;

            b) quanto a 7 milioni di euro per l'anno 2013, a 13 milioni per l'anno 2014 e a 20 milioni annui a decorrere dal 2015, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2012-2014, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2012, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per 7 milioni di euro per l'anno 2013 e l'accantonamento relativo al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per 20 milioni di euro a decorrere dal 2014.

        81-ter. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

        81-quater. I processi pendenti aventi ad oggetto la restituzione del contributo previdenziale obbligatorio nella misura del 2,5 per cento della base contributiva utile prevista dall'articolo 11 della legge 8 marzo 1968, n. 152, e dall'articolo 37 del testo unico delle norme sulle prestazioni previdenziali a favore dei dipendenti civili e militari dello Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1032, si estinguono di diritto; l'estinzione è dichiarata con decreto, anche d'ufficio; le sentenze eventualmente emesse, fatta eccezione per quelle passate in giudicato, restano prive di effetti.

        81-quinquies. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base delle norme del decreto-legge 29 ottobre 2012, n. 185, recante ''Disposizioni urgenti in materia di trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici'' non convertite in legge».


1.201/1

VITA, LATRONICO

APPROVATO

All'emendamento 1.201, aggiungere i seguenti commi:

        «81-sexies. Al fine di valorizzare il sistema dell'alta formazione artistica e musicale e favorire la crescita del Paese e al fine esclusivo dell'ammissione ai pubblici concorsi per l'accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne è prescritto il possesso, i diplomi accademici di primo livello rilasciati dalle istituzioni facenti parte del sistema dell'alta formazione e specializzazione artistica e musicale di cui all'articolo 2, comma 1, della legge 21 dicembre 1999, n. 508, sono equipollenti ai titoli di laurea rilasciati dalle università appartenenti alla classe L-3 dei corsi di laurea nelle discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda di cui al decreto ministeriale 16 marzo 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 153 del 6 luglio 2007.

        81-septies. Al fine esclusivo dell'ammissione ai pubblici concorsi per l'accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne è prescritto il possesso, i diplomi accademici di secondo livello rilasciati dalle istituzioni di cui al comma 1 sono equipollenti ai titoli di laurea magistrale rilasciati dalle università appartenenti alle seguenti classi dei corsi di laurea magistrale di cui al decreto ministeriale 16 marzo 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 9 luglio 2007:

            a) Classe LM-12 (Design) per i diplomi rilasciati dagli Istituti superiori per le industrie artistiche, nonché dalle Accademie di belle arti nell'ambito della scuola di ''Progettazione artistica per l'impresa'', di cui alla Tabella A del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212;

            b) Classe LM-45 (Musicologia e beni musicali) per i diplomi rilasciati dai Conservatori di musica, dall'Accademia nazionale di danza e dagli Istituti musicali pareggiati;

            c) Classe LM-65 (Scienze dello spettacolo e produzione multimediale) per i diplomi rilasciati dall'Accademia nazionale di arte drammatica, nonché dalle Accademie di belle arti nell'ambito delle scuole di ''Scenografia'' e di ''Nuove tecnologie dell'arte'', di cui alla Tabella A del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212;

            d) Classe LM-89 (Storia dell'arte) per i diplomi rilasciati dalle Accademie di belle arti nell'ambito di tutte le altre scuole di cui alla Tabella A del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, ad eccezione di quelle citate aIe lettere a) e c).

        81-octies. I diplomi accademici di secondo livello rilasciati dalle istituzioni di cui all'articolo 2, comma l,della legge 21 dicembre 1999, n. 508 costituiscono titolo di accesso ai concorsi di ammissione ai corsi o scuole di dottorato di ricerca o di specializzazione in ambito artistico, musicale, storico artistico o storico-musicale istituiti dalle università

        81-novies. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le istituzioni di cui all'articolo 2, comma 1, della legge 21 dicembre 1999, n. 508 concludono la procedura di messa a ordinamento di tutti i corsi accademici di secondo livello.

        81-decies. I titoli sperimentali conseguiti al termine di percorsi validati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca nelle istituzioni di cui al comma 1, entro la data di cui al comma 4, sono equipollenti ai diplomi accademici di primo e di secondo livello, secondo una tabella di corrispondenza determinata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sulla base dei medesimi principi di cui ai commi 1 e 2, da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

        81-undecies. I diplomi finali rilasciati dalle istituzioni di cui al comma 1, al termine dei percorsi formativi del previgente ordinamento, sono equipollenti ai diplomi accademici di secondo livello secondo una tabella di corrispondenza determinata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sulla base dei medesimi principi di cui ai commi 1 e 2, da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.».


1.201/2

VITA, LATRONICO

RESPINTO

All'emendamento 1.201, sono aggiunti i seguenti commi:

        «81-sexies. Gli Istituti superiori di studi musicali e l'Accademia nazionale di danza di cui all'articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, attivano corsi pre-accademici di formazione di base alla musica e alla danza, organizzati su più livelli di competenza. Agli esami fInali dei corsi pre-accademici sono ammessi anche candidati privatisti. I regolamenti didattici delle istituzioni stabiliscono le modalità di funzionamento dei predetti corsi e di riconoscimento agli interessati, al momento dell'immatricolazione nei corsi accademici, dei crediti formativi accademici eventualmente maturati.

        81-septies. I candidati che alla data di entrata in vigore della presente legge abbiano sostenuto e superato in qualità di privatisti un esame di compimento inferiore previsto dal precedente ordinamento possono immatricolarsi agli Istituti superiori di studi musicali e coreutici al fine di conseguire i diplomi accademici di primo e secondo livello. Gli studi già compiuti possono essere riconosciuti come crediti formativi accademici ai fini dell'abbreviazione dei corsi di studio. A decorrere dall'anno accademico 2013/14 e vietata l'ammissione di candidati privatisti agli esami di diploma di primo o secondo livello presso gli Istituti superiori di studi musicali e coreutici.».


1.201/3

VITA, LATRONICO

RESPINTO

All'emendamento 1.201, dopo il comma 81-quinquies è iserito il seguente:

        «81-sexies. All'articolo 8 del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517, il comma 5 è sostituito dal seguente:

        ''5. Alle procedure concernenti l'utilizzazione del personale non docente da parte delle aziende di cui all'articolo 2, comma 2, si applica l'articolo 70, comma 12, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Il direttore generale di cui all'articolo 4, comma 2, sentite le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro vigente per il comparto Università, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente disposizione effettua la ricognizione del personale socio-sanitario e tecnico-amministrativo necessario alle esigenze dell'azienda al quale si applica quanto sopra previsto''.».


1.201/4

VITA, LATRONICO

RESPINTO

All'emendamento 1.201, dopo il comma 81-quinquies aggiungere i seguenti:

        «81-sexies. All'articolo 2, comma 1, lettera p), del decreto legislativo 30 dicembre 2010, n. 240, dopo le parole: ''avvocati dello Stato'' sono inserite le seguenti: '', anche a riposo''».


1.201/5

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

APPROVATO

All'emendamento 1.201, al comma 81-bis, le parole: «del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «della presente legge».


1.201/6

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

All'emendamento 1.201, al comma 81-bis, lettera b), le parole da: «mediante riduzione» fino alla fine della lettera sono sostituite dalle seguenti: «mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, relativa al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione come ridefinito dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 88 del 2011».


1.201/7

BEVILACQUA

RESPINTO

All'emendamento 1.201, dopo il comma 81-quinquies, aggiungere il seguente:

        «81-sexies. Per le prese di servizio degli idonei di I fascia, nelle procedure di valutazione bandite ai sensi della legge 3 luglio 1998, n. 210, e successive modificazioni, non si applica per l'anno 2013 l'applicazione del vincolo previsto dall'articolo 4, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 49».


1.201/8

BEVILACQUA

RESPINTO

All'emendamento 1.201, dopo il comma 81-quinquies, aggiungere il seguente:

        «81-sexies. Alle università è concesso di procedere entro il 31 dicembre 2013 a nuove assunzioni, utilizzando il recupero delle cessazioni effettuate nel triennio 2009, 2010 e 2011, anche in deroga a quanto stabilito dal decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1».


1.201/9

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RESPINTO

All'emendamento 1.201, Al comma 81-bis, lettera b), le parole da: «mediante riduzione» fino alla fine della lettera sono sostituite dalle seguenti: «mediante corrispondente riduzione del trattamento di cui al comma 1-bis dell'articolo 24, del decreto legislativo 30 marzo 2011, n. 165, nonché della disponibilità dei Fondi di cui al comma 8, del medesimo articolo 24, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001».


1.201/10

BEVILACQUA

RESPINTO

Dopo il comma 81-quinquies, aggiungere il seguente:

        «81-sexies. Per le prese di servizio degli idonei di I fascia nelle procedure di valutazione bandite ai sensi della legge 3 luglio 1998, n. 210 e successive modificazioni, effettuate oltre il limite di disponibilità previsto dall'articolo 7 del decreto legislativo n. 49 del 2012, i docenti allorché acconsentano, possono essere immessi in servizio nel ruolo con decorrenza immediata degli effetti giuridici, mentre gli effetti economici decorreranno a partire dal momento in cui l'Ateneo di appartenenza avrà la necessaria disponibilità di cui al citato articolo 7.».


1.201/11

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RITIRATO

All'emendamento 1.201, dopo il comma 81-quinquies, aggiungere il seguente:

        «81-sexies. Le risorse assegnate all'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ai sensi dell'articolo 117, comma 3, del decreto legislativo n.  159 del 2011 sono prorogate fino al 31 dicembre 2013».

        Conseguentemente:

        All'articolo l, comma 4, elenco l, aumentare in misura proporzionale per l'anno 2013 tutti gli importi fino a concorrenza di 6 milioni di euro;


1.201/12

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI

RITIRATO

All'emendamento 1.201, dopo il comma 81-quinquies, aggiungere il seguente:

        «81-sexies. Fino al 31 dicembre 2013 le assegnazioni temporanee di personale all'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata possono avvenire in deroga al limite temporale stabilito dall'articolo 30, comma 2-sexies del decreto legislativo n. 165 del 2001. Le disposizioni di cui all'articolo 2 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, in legge 7 agosto 2012, n. 135, non trovano applicazione nei confronti della suddetta Agenzia».

        Conseguentemente:

        All'articolo l, comma 4, elenco l, aumentare in misura proporzionale per l'anno 2013 tutti gli importi fino a concorrenza di 6 milioni di euro.


1.202

CASTRO

RESPINTO

Dopo il comma 81, inserire i seguenti:

        «81-bis. Ferme restando le disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi di cui al decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 42, e successive modificazioni, e di ricongiunzione dei periodi assicurativi dei lavoratori ai fini previdenziali, di cui alla legge 7 febbraio 1979, n. 29, e successive modificazioni, in via sperimentale per gli anni 2013 e 2014 i lavoratori iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, che non siano già titolari di trattamento pensionistico autonomo presso una delle predette gestioni, hanno facoltà, al fine di conseguire un'unica pensione, di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti posseduti presso le predette gestioni, secondo le disposizioni vigenti prima della data di entrata in vigore dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. La facoltà di cui al primo periodo può essere esercitata per la liquidazione dei trattamenti pensionistici di vecchiaia, inabilità assoluta e permanente e in favore dei superstiti di assicurato ancorché deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione, sempre che i relativi requisiti siano stati già maturati o siano da maturare entro il 31 dicembre 2014, secondo quanto previsto dall'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, ovvero, se espressamente consentito dalla legislazione vigente, sulla base delle regole vigenti prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011.

        81-ter. La facoltà di cui al comma 11-bis è preclusa alle lavoratrici che intendono cumulare nel Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti i periodi assicurativi posseduti presso le forme sostitutive, esclusive ed esonerative della assicurazione generale obbligatoria, nel caso in cui il cumulo comporti un anticipo dell'età pensionabile rispetto alle scadenze previste nell'ordinamento di appartenenza.

        81-quater. Ai maggiori oneri derivanti dall'applicazione del comma 11-bis, valutati in 45 milioni di euro per l'anno 2013 e in 90 milioni di euro per l'anno 2014, si provvede ai sensi del comma 11-quinquies, mediante l'incremento dell'aliquota contributiva a carico degli iscritti alla Gestione Separata presso l'lnps di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che siano titolari di un'altra posizione assicurativa di natura obbligatoria.

        81-quinquies. All'articolo 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e successive modificazioni, al secondo periodo, le parole: ''al 20 per cento per l'anno 2013, al 21 per cento per l'anno 2014, al 22 per cento per l'anno 2015'' sono sostituite dalle seguenti: ''al 20,5 per cento per l'anno 2013, al 22 per cento per gli anni 2014 e 2015''».


1.203

GERMONTANI, CIARRAPICO

Dopo il comma 81 inserire il seguente:

        «81-bis. 1. All'articolo 25 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, dopo il comma 7 è inserito il seguente: ''7-bis. Con effetto a decorrere dal 1º gennaio 2012, i titolari di impianti alimentati da bioliquidi sostenibili, possono optare, di anno in anno, per l'applicazione del coefficiente moltiplicativo di cui al punto 7 della tabella 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, anziché quello di cui al punto 6 della tabella medesima. Il beneficio di cui al precedente è condizionato all'applicazione del coefficiente a un limite massimo di 5.800 MWh annui per MW installato, ovvero di 6.500 MWh annui per MW installato per gli impianti operanti in assetto cogenerativo o collegati alla rete di trasmissione mediante reti interne di utenza, nonché per quelli realizzati nelle iniziative di reindustrializzazione e aree in situazione di crisi industriale disciplinati da appositi accordi di programma, e all'applicazione di un coefficiente pari a zero per le ore eccedenti i predetti limiti. I soggetti interessati ad optare per il beneficio di cui al primo periodo del presente comma ne fanno richiesta al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) entro il 31 dicembre di ogni anno per averne diritto l'anno successivo autocertificando altresì il rispetto delle condizioni richieste. Il GSE emette nella quantità richiesta in base all'applicazione dei nuovi coefficienti i relativi certificati verdi con frequenza mensile''.

        2. Per gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da bioliquidi sostenibili di potenza installata inferiore al MWh, entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012, al fine di assicurare la congruità della remunerazione della tariffa omnicomprensiva, per il periodo 2013-2017 è applicato un incremento del 15 per cento della tariffa, di cui alla tabella 3, dell'articolo 2, comma 145, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, con la contestuale riduzione del 15 per cento delle ore di producibilità dell'impianto medio standard o di un tetto unico fissato, limitatamente all'incentivo corrisposto.

        3. All'articolo 19, comma 1 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 luglio 2012, l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: ''Per i soli impianti a bioliquidi cogenerativi, ovvero integrati in reti interne di utenza o in sistemi efficienti di utenza nonché per quelli realizzati nelle iniziative di reindustrializzazione e aree in situazioni di crisi industriale disciplinati da appositi accordi di programma, che entrano in esercizio entro la data del 30 aprile 2013, il prezzo di cessione dell'energia elettrica Re per il calcolo dell'incentivo è fisso e pari a quello registrato nell'anno 2009.

        4. Entro trenta giorni dalla entrata in vigore della presente legge, il GSE emette un apposito regolamento contenente le modalità di presentazione della richiesta per l'esercizio dell'opzione prevista dal precedente comma 18-bis, nonché le modalità applicative di quanto previsto ai precedenti commi 18-ter e 18-quater. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge viene costituito presso il Ministero dello sviluppo economico un tavolo di consultazione con i produttori di bioliquidi sostenibili al fine di individuare le linee di sviluppo di nuove colture dedicate alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, non prevalentemente legate al settore agroalimentare, al fine di realizzare un minor impatto degli impianti alimentati da bioliquidi sulle tariffe energetiche».


1.204

CASTRO

RESPINTO

Dopo il comma 81, inserire il seguente:

        «81-bis. Dopo l'art. 36 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 è aggiunto il seguente:

        ''Art. 36-bis. – 1. All'articolo 6 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, comma 1, dopo la lettera f-bis) è aggiunta le seguente:

            ‘f-ter. gli enti di previdenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n 509 e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103;'''».


1.205

CASTRO

RESPINTO

Dopo il comma 81 inserire il seguente:

        «81-bis. Il comma 39 dell'articolo 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92, è abrogato».


1.206

NESPOLI

INAMMISSIBILE

Al comma 82, sostituire l'intero periodo da «a decorrere» fino a «2013», con «per il biennio 2013/2014».


1.207

AUGELLO

INAMMISSIBILE

Al comma 82, sostituire l'intero periodo da «a decorrere» fino a «2013», con «per il biennio 2013/2014».


1.208

ZANETTA

RESPINTO

Al comma 82, secondo periodo, sopprimere le parole: «prioritariamente».


1.209

NEROZZI

RESPINTO

Al comma 82, sopprimere la lettera c).


1.210

D'AMBROSIO LETTIERI

RESPINTO

Al comma 82, sopprimere la lettera c).


1.211

BONFRISCO

RESPINTO

Al comma 82, dopo la lettera e) inserire le seguenti:

            «e-bis) i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati per somministrazione, forniture e appalti, di cui all'art. 13 della legge n. 183 del 2011 e all'art. 31 del decreto-legge n. 78 del 2010, disciplinati dai Decreti Ministeriali del 25 giugno 2012 GU n. 152 recanti modalità di certificazione e compensazione del credito, sono interpretati nel senso di includere anche le somme spettanti quale corrispettivo per prestazioni professionali eseguite da un professionista iscritto ad albo o collegio.

        e-ter) all'onere derivante dall'attuazione delle disposizioni di cui alla lettera e-bis) si provvede mediante corrispondente riduzione dell'importo di cui alla allegata tabella A, rubrica del Ministero dell'economia e delle finanze.».


1.212

GERMONTANI

INAMMISSIBILE

Al comma 82, dopo la lettera e) inserire la seguente lettera:

            «f) i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati per somministrazione, forniture e appalti, di cui all'art. 13 della legge n. 183 del 2011 e all'art. 31 del decreto-legge n. 78 del 2010, disciplinati dai Decreti Ministeriali del 25 giugno 2012 GU n. 152 recanti modalità di certificazione e compensazione del credito, sono interpretati nel senso di includere anche le somme spettanti quale corrispettivo per prestazioni professionali eseguite da un professionista iscritto ad albo o collegio».


1.213

GHIGO

INAMMISSIBILE

Al comma 82, dopo la lettera e) inserire la seguente:

            «f) i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati per somministrazione, forniture e appalti, di cui all'art. 13 della legge n. 183 del 2011 e all'art. 31 del decreto-legge n. 78 del 2010, disciplinati dai Decreti Ministeriali del 25 giugno 2012 GU n. 152 recanti modalità di certificazione e compensazione del credito, sono interpretati nel senso di includere anche le somme spettanti quale corrispettivo per prestazioni professionali eseguite da un professionista iscritto ad albo o collegio.».


1.214

FLERES

INAMMISSIBILE

Al comma 82 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea e del rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica, gli enti di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, tenuto conto della natura privatistica degli stessi, concorrono a detti obiettivi applicando un tributo di solidarietà nel limite massimo dell'1 per cento della redditività dei propri patrimoni, definito annualmente con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. A tal fine gli enti di cui al presente comma danno evidenza del rispetto di tale limite nell'ambito della predisposizione del proprio bilancio tecnico. La presente disposizione sostituisce per detti enti tutte le disposizioni che prevedono il concorso ai risparmi di finanza pubblica ai sensi dell'art. l, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196».


1.215

CASTRO

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 82, inserire il seguente:

        «82-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 12, commi 12-septies, 12-octies, 12-novies e 12-undecies del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, hanno finalità di prevenzione e di deterrenza di comportamenti elusivi in funzione della possibilità di avvalersi di regimi previdenziali più favorevoli rispetto all'ordinario regime di appartenenza e si interpretano nel senso che non si applicano nei confronti dei lavoratori che cessano dal rapporto di lavoro senza il diritto alla pensione, nonché di coloro che trasferiscono la posizione assicurativa tra gestioni diverse nell'ambito dello stesso ente previdenziale, a seguito e per effetto del nuovo assetto regolato dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.».


1.216

AGOSTINI, BONFRISCO

RESPINTO

Dopo il comma 82, inserire il seguente:

        «82-bis. Al fine di assicurare risparmi di spesa derivanti dalla razionalizzazione dei costi di vigilanza dell'Istituto di cui all'articolo 13 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, mediante l'utilizzo di sistemi informatici coerenti, sulle attività di consultazione di cui all'articolo 34, comma 1, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, il citato Istituto si limita, con riferimento alla piattaforma di cui all'articolo 22, comma 13, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, a definire specifiche e standard tecnici minimi per le attività di consultazione di cui all'articolo 34, comma 1 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27».


1.217

GHIGO

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 82, inserire il seguente:

        «82-bis. Al comma 2 dell'articolo 20 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 convertito in legge 7 agosto 2012, n. 134, dopo le parole: ''e le funzioni svolte dal Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio dei Ministri'' inserire le seguenti. '', nonché da Retitalia Internazionale S.p.A. per il supporto all'informatizzazione della pubblica Amministrazione, con particolare attenzione alle attività di internazionalizzazione, e-commerce e il supporto informatico all'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane».


1.218

GHIGO

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 82, inserire il seguente:

        «82-bis. Dopo il comma 4, all'articolo 22 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 è aggiunto il seguente:

        ''4-bis. Tutto il personale a tempo indeterminato appartenente alla società Retitalia Internazionale S.p.a., è trasferito nei ruoli dell'Agenzia per l'Italia digitale previa procedura selettiva, finalizzata al collocamento del personale all'interno dell'Agenzia, da effettuarsi all'esito del perfezionamento dei trasferimenti di cui ai commi 3 e 4, sulla base della qualificazione professionale posseduta e dell'esperienza maturata nel settore informatico, dell'anzianità di servizio nella struttura di provenienza di cui all'articolo 20, comma 2, e dei titoli di studio''».


1.219

GHIGO

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 82, inserire il seguente:

        «82-bis. Al comma 5, dell'articolo 22 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 dopo le parole: ''dell'Agenzia'', sono aggiunte le seguenti: '', ivi compreso il personale proveniente dalla società Retitalia Internazionale S.p.a.''».


1.220

GHIGO

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 82, inserire il seguente:

        «82-bis. Al comma 6, dell'articolo 22 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 dopo le parole: ''fissata entro il limite massimo di 150 unità,'' inserire le seguenti: ''nonché le unità previste dal trasferimento di cui al comma 4-bis,''.


1.221

BIONDELLI, BASSOLI, BOSONE, CHIAROMONTE, COSENTINO, GHEDINI, GIARETTA, GRANAIOLA, IGNAZIO MARINO, MERCATALI, MONGIELLO, PORETTI

RESPINTO

Sopprimere il comma 83.

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole: «250 milioni di euro per l'anno 2013» con le seguenti: «180 milioni di euro per l'anno 2013»;

            b) all'articolo 3, comma 28, sostituire le parole: «248 milioni di euro per l'anno 2014 e di 292 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015» con le seguenti: «200 milioni di euro per l'anno 2014 e di 260 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015».


1.222

BIONDELLI, BASSOLI, BOSONE, CHIAROMONTE, COSENTINO, GHEDINI, GIARETTA, GRANAIOLA, IGNAZIO MARINO, MERCATALI, MONGIELLO, PORETTI

RESPINTO

Sopprimere il comma 83.

        Conseguentemente:

            a) all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole: «250 milioni di euro per l'anno 2013» con le seguenti: «240 milioni di euro per l'anno 2013»;

            b) all'articolo 3, comma 28, sostituire le parole: «248 milioni di euro per l'anno 2014 e di 292 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015» con le seguenti: «238 milioni di euro per l'anno 2014 e di 282 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015».


1.223

GHEDINI, BASSOLI, AGOSTINI, ROILO, ADRAGNA, BIONDELLI, BLAZINA, BOSONE, CHIAROMONTE, COSENTINO, GRANAIOLA, ICHINO, IGNAZIO MARINO, MERCATALI, MONGIELLO, PASSONI, PORETTI, NEROZZI, TREU, CARLONI, PINOTTI, SOLIANI

Al comma 83, sopprimere le parole: «Anche al fine di concorrere al conseguimento dei risparmi di cui al comma 82,».

        Conseguentemente, al medesimo comma 83 aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Le risorse derivanti dall'attuazione del presente comma sono destinate ad incrementare il Fondo per le non autosufficienze di cui all'articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296».

        Conseguentemente,

            a) all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole: «250 milioni di euro per l'anno 2013» con le seguenti: «240 milioni di euro per l'anno 2013»;

            b) all'articolo 3, comma 28, sostituire le parole: «248 milioni di euro per l'anno 2014 e di 292 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015» con le seguenti: «238 milioni di euro per l'anno 2014 e di 282 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015».


1.224

GHEDINI, BASSOLI, BIONDELLI, BOSONE, CHIAROMONTE, COSENTINO, GIARETTA, GRANAIOLA, IGNAZIO MARINO, MERCATALI, MONGIELLO, PORETTI

RESPINTO

Al comma 83 sostituire le parole: «Anche al fine di concorre al conseguimento dei risparmi di cui al comma 82. nell'ambito» con le seguenti: «Nell'ambito»; e aggiungere, in fine, le seguenti parole: «Il piano delle verifiche è definito dall'Inps sulla base di un indirizzo annuale adottato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche Sociali. di concerto con il Ministro della salute, valutati i risultati delle verifiche straordinarie condotte negli anni precedenti. I risparmi eventualmente derivanti dalle verifiche effettuate vengono riversati al Fondo Nazionale delle Politiche Sociali. di cui all'articolo 20, comma 8, della legge 8 novembre 2000, n. 328».

        Conseguentemente, alla Tabella A voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2013:  –  10.000;

            2014:  –  10.000;

            2015:  –  10.000.


1.225

BASSOLI, GHEDINI, BIONDELLI, BOSONE, CHIAROMONTE, COSENTINO, GRANAIOLA, IGNAZIO MARINO, MERCATALI, PORETTI, MONGIELLO

RESPINTO

Al comma 83, aggiungere in fine il seguente periodo: «Il responsabile INPS di ciascun procedimento di verifica straordinaria e ordinaria delle invalidità civili, cecità, sordità, handicap e disabilità, risponde di eventuali verifiche indebite, attuate nei confronti di soggetti che ne sarebbero esclusi in base alle disposizioni di legge e di atti interni dell'INPS, nonché di modalità di accertamento illegittime e conseguenti ingiuste sospensioni dei benefici, attraverso il pagamento di una sanzione amministrativa pari a 500 euro per ciascun procedimento. L'importo delle sanzioni è destinato ad incrementare il Fondo per le non autosufficienze di cui all'articolo l, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296».


1.226

POLI BORTONE

RESPINTO

Al comma 83, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «Il responsabile INPS di ciascun procedimento di verifica straordinaria e ordinaria delle invalidità civili, cecità, sordità, handicap e disabilità, risponde di eventuali verifiche indebite, attuate nei confronti di soggetti che ne sarebbero esclusi in base alle disposizioni di legge ordinaria e di atti interni dell'INPS, nonché di modalità di accertamento illegittime e conseguenti ingiuste sospensioni dei benefici, attraverso il pagamento di una sanzione amministrativa pari a 500 euro per ciascun procedimento. Una parte di tale sanzione, pari a 100 euro, è destinata al cittadino a titolo di ristoro per il disagio ricevuto e la restante parte, pari a 400 euro, è destinata al fondo per la non autosufficienza.».


1.227

DE ANGELIS

RESPINTO

Dopo il comma 83 inserire il seguente:

        «83-bis. Il responsabile INPS di ciascun procedimento di verifica straordinaria e ordinaria delle invalidità civili, cecità, sordità, handicap e disabilità, risponde di eventuali verifiche indebite, attuate nei confronti di soggetti che ne sarebbero esclusi in base alle disposizioni di legge ordinaria e di atti interni dell'INPS, nonché di modalità di accertamento illegittime e conseguenti ingiuste sospensioni dei benefici, attraverso il pagamento di una sanzione amministrativa pari a 500 euro per ciascun procedimento. Una parte di tale sanzione (100 euro) è destinata al cittadino a titolo di ristoro per il disagio ricevuto, e la restante parte (400 euro) è destinata al fondo per la non auto sufficienza».


1.228

GUSTAVINO, TOMASSINI

RESPINTO

Dopo il comma 83, inserire il seguente:

        «83-bis. Il responsabile INPS di ciascun provvedimento di verifica straordinaria e ordinaria delle invalidità civili, cecità, sordità, handicap e disabilità, risponde di eventuali verifiche Indebite, attuate nei confronti di soggetti che ne sarebbero esclusi in base alle disposizioni di legge ordinaria e di atti interni dell'INPS, nonché di modalità di accertamento illegittime e conseguenti ingiuste sospensioni dei benefici, attraverso il pagamento di una sanziona amministrativa pari a 500 euro per ciascun procedimento. Una parte di tale sanzione, 100 euro, è destinata al cittadino a titolo di ristoro per il disagio ricevuto, e la restante parte, 400 euro, è destinata al Fondo per la non autosufficienza».


1.229

MILANA

RESPINTO

Dopo il comma 83 inserire il seguente:

        «83-bis. Al fine di concorrere al conseguimento dei risparmi di cui al comma 82, all'articolo 8, comma 2, della legge n. 135 del 7 agosto 2012, la lettera c) è così sostituita:

            ''c) per il triennio 2013-2015,alla valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare da reddito, anche mediante gli strumenti promossi dal Ministero dell'economia e delle finanze ai sensi dell'articolo 33-bis del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, perseguendo l'obiettivo della massima efficacia operativa ed efficienza economica nella dismissione del patrimonio da reddito, nel rispetto dei vincoli di legge ad esso applicabili, ed il conseguimento di maggiori entrate in misura pari ad almeno 100 milioni di euro annui. Per l'avvio delle eventuali Iniziative previste del citato articolo 33-bis, l'INP5 attiva le procedure di raccordo con l'Agenzia del demanio al fini dell'avvio delle verifiche di fattibilità di cui al comma 2 di tale disposizione».


1.230

BIANCHI

RESPINTO

Dopo il comma 83 inserire il seguente:

        «83-bis. All'articolo 5 del decreto-legge del 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, nella legge Il novembre 1983, n. 638, dopo il comma 12-bis è aggiunto il seguente:

        ''12-ter. Le liste speciali già costituite ai sensi del comma 12 sono trasformate in liste speciali ad esaurimento, nelle quali vengono confermati i medici inseriti nelle suddette liste alla data di entrata in vigore della presente legge, e che risultavano già iscritti nelle liste alla data del 31 dicembre 2007''.».


1.231

BIANCHI

RESPINTO

Dopo il comma 83, inserire il seguente:

        «83-bis. All'articolo 14, comma 27, capoverso ''5-bis.'', del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, la parola: ''regioni'' ovunque ricorra, è sostituita dalle parole: ''Istituto Nazionale della Previdenza sociale''.».


1.232

BIANCHI

RESPINTO

Dopo il comma 83, inserire il seguente:

        «83-bis. all'articolo 17, comma 5, lettera b), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo le parole: ''sostenuti dalle amministrazioni pubbliche,'' sono aggiunte le seguenti: ''e richiesti alle sedi dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale,''.».


1.233

BAIO, ZANETTA, MONGIELLO, PINOTTI

Sopprimere il comma 84.

        Conseguentemente «a decorrere dal 1º gennaio 2013, le aliquote di cui all'articolo 30-bis, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185 come convertito dalla legge 28 gennaio 2009 n.2, nonché tutte le aliquote di prelievo sui giochi pubblici sono unificate al tasso del 21%. n Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare le conseguenti variazioni al bilancio dello Stato».


1.234

NESPOLI

INAMMISSIBILE

Sopprimere il comma 84.


1.235

AUGELLO

INAMMISSIBILE

Sopprimere il comma 84.


1.236

ZANETTA

INAMMISSIBILE

Sopprimere il comma 84.


1.237

AUGELLO

RESPINTO

Sostituire il comma 84 con il seguente:

        «84. Qualora con l'attuazione delle misure di cui al comma 82, lettere da a) a e), non si raggiungano i risparmi aggiuntivi previsti dal medesimo comma, si provvede anche attraverso ulteriori interventi individuati dagli enti stessi nell'ambito della propria autonomia organizzativa».


1.238

NESPOLI

RESPINTO

Sostituire il comma 84 con il seguente:

        «84. Qualora con l'attuazione delle misure di cui al comma 82, lettere da a) a e), non si raggiungano i risparmi aggiuntivi previsti dal medesimo comma, si provvede anche attraverso ulteriori interventi individuati dagli enti stessi nell'ambito della propria autonomia organizzativa».


1.239

CASSON, AMATI, ANTEZZA, BIONDELLI, BOSONE, BUBBICO, CARLONI, CHIAROMONTE, D'AMBROSIO, DELLA SETA, DONAGGIO, MARCO FILIPPI, FONTANA, GARRAFFA, LUMIA, IGNAZIO MARINO, MARITATI, MICHELONI, MONGIELLO, MUSI, NEROZZI, ROILO, VITA, VIMERCATI, LEDDI, PINOTTI, SOLIANI, BARBOLINI, MERCATALI, PEGORER

Al comma 85, sostituire le parole: «versate a un apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato entro il 30 giugno di ciascun anno» con le seguenti: «destinate al finanziamento del Fondo per le vittime dell'amianto di cui al comma 241 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Il Fondo, a modifica delle sue norme istitutive e regolatorie, è istituito a favore di tutte le persone vittime dell'amianto, colpite da patologie asbesto-correlate contratte a qualsiasi titolo, per ragioni ambientali, familiari o lavorative, che si tratti di lavoratori sia civili che militari. L'organizzazione del Fondo, nonché le procedure e le modalità di erogazione delle prestazioni, sono disciplinate da un nuovo regolamento adottato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge».

        Conseguentemente,

            all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole: «250 milioni di euro per l'anno 2013, di 847,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 591 milioni di euro per l'anno 2015 e di 641 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016» con le seguenti: «200 milioni di euro per l'anno 2013, di 797,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 541 milioni di euro per l'anno 2015 e di 591 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016».


1.240

CASSON, AMATI, ANTEZZA, BIONDELLI, BOSONE, BUBBICO, CARLONI, CHIAROMONTE, D'AMBROSIO, DELLA SETA, DONAGGIO, MARCO FILIPPI, FONTANA, GARRAFFA, LUMIA, IGNAZIO MARINO, MARITATI, MICHELONI, MONGIELLO, MUSI, NEROZZI, ROILO, VITA, VIMERCATI

RESPINTO

Al comma 85, sostituire le parole: «versate a un apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato entro il 30 giugno di ciascun anno» con le seguenti: «destinate al finanziamento del Fondo per le vittime dell'amianto di cui al comma 241 dell'articolo l della legge 24 dicembre 2007,0.244».

        Conseguentemente,

        – all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole: «250 milioni di euro per l'anno 2013, di 847,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 591 milioni di euro per l'anno 2015 e di 641 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016» con le seguenti: «200 milioni di euro per l'anno 2013, di 797,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 541 milioni di euro per l'anno 2015 e di 591 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016».


1.241

CASSON, AMATI, ANTEZZA, BIONDELLI, BOSONE, BUBBICO, CARLONI, CHIAROMONTE, D'AMBROSIO, DELLA SETA, DONAGGIO, MARCO FILIPPI, FONTANA, GARRAFFA, LUMIA, IGNAZIO MARINO, MARITATI, MICHELONI, MONGIELLO, MUSI, NEROZZI, ROILO, VITA, VIMERCATI

RESPINTO

Dopo il comma 85, inserire il seguente:

        «85-bis. Il Fondo, di cui al comma 241 dell'articolo l della legge 24 dicembre 2007, n. 244, a modifica delle sue norme istitutive e regolatorie, è istituito a favore di tutte le persone vittime dell'amianto, colpite da patologie asbesto-correlate contratte a qualsiasi titolo, per ragioni ambientali, familiari o lavorative, che si tratti di lavoratori sia civili che militari. L'organizzazione del Fondo, nonché le procedure e le modalità di erogazione delle prestazioni, sono disciplinate da un nuovo regolamento adottato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge».

        Conseguentemente,

        – all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole: «250 milioni di euro per l'anno 2013, di 847,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 591 milioni di euro per l'arino 2015 e di 641 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016» con le seguenti: «200 milioni di euro per l'anno 2013, di 797,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 541 milioni di euro per l'anno 2015 e di 591 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016».


1.242

SCARPA BONAZZA BUORA, SANCIU, PICCIONI, BOLDRINI, BONDI, DI STEFANO, NESPOLI, SANTINI, ZANOLETTI

Dopo il comma 85, inserire i seguenti:

        «85-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2013 i soggetti esercenti le attività professionali di servizi alla persona nonché per le prestazioni sanitarie possono certificare la prestazione resa, in luogo della fattura, mediante il rilascio della ricevuta fiscale di cui all'articolo 8 della legge 10 maggio 1976, n. 249.

        85-ter. Con decreto del Ministro dell'economia, da emanarsi entro il 31 dicembre 2012, saranno individuati i soggetti di cui al comma precedente secondo la classificazione ATECO».


1.243

FLERES

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 86, aggiungere i seguenti:

        «86-bis. All'articolo 6 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, comma 1, dopo la lettera f-bis) è aggiunta la seguente:

            ''f-ter) gli enti di previdenza privati e privatizzati di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103''.

        86-ter. Al fine di anticipare l'ingresso nel mercato del lavoro e sostenere la capacità reddituale degli iscritti, gli enti di previdenza privati e privatizzati di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, possono erogare crediti ai propri professionisti iscritti anche al fine dello start up di studi professionali e società dei professionisti di cui all'articolo 10, comma 3, della legge 12 novembre 2011, n. 183».

        Conseguentemente, all'articolo 1, comma 4, elenco 1, aumentare in misura proporzionale tutti gli importi fino a concorrenza dell'onere.

        Agli ulteriori oneri derivanti dalle finalità previste dal comma 43-bis per gli anni dal 2014 al 2016 si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, relativa al Fondo per le aree sottoutilizzate, con riferimento alla quota assegnata dal CIPE al Fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale.


1.244

MERCATALI, GIARETTA, SCANU

RESPINTO

Dopo il comma 86, inserire il seguente:

        «86-bis. Il Ministro della difesa provvede al sostegno delle attività di promozione sociale e di tutela degli associati svolte dalle associazioni combattentistiche di cui alla legge 31 gennaio 1994, n. 93, sottoposte alla propria vigilanza, per gli esercizi finanziari 2013, 2014 e 2015, mediante ripartizione, con proprio decreto, con le modalità di cui alla legge 28 dicembre 1995, n. 549, e successive modificazioni, di contributi per un importo complessivo di euro 2.000.000 annui.».

        Conseguentemente,

            a) all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole: «250 milioni di euro per l'anno 2013» con le seguenti: «248 milioni di euro per l'anno 2013»;

            b) all'articolo 3, comma 28, sostituire le parole: «248 milioni di euro per l'anno 2014 e di 292 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015» con le seguenti: «246 milioni di euro per l'anno 2014 e di 290 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015».


1.245

MERCATALI, GIARETTA, SCANU, PINOTTI

Dopo il comma 86, inserire il seguente:

        «86-bis. All'articolo 1, della legge 3 dicembre 2009, n. 184, recante ''Disposizioni concernenti l'assegno sostitutivo dell'accompagnatore militare per il 2009'', sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole ''per gli anni 2008 e 2009'' sono sostituite dalle seguenti: ''per gli anni 2013 e 2014'';

            b) al comma 1, le parole: ''nell'anno 2009'' sono sostituite dalle seguenti ''nell'anno 2013''».

        Conseguentemente,

            a) all'articolo 1, comma 98, sostituire le parole «250 milioni di euro per ranno 2013» con le seguenti «248 milioni di euro per l'anno 2013»;

            b) all'articolo 3, comma 28, sostituire le parole: «248 milioni di euro per ranno 2014» con le seguenti: «246 milioni di euro per l'anno 2014».


1.246

MERCATALI, GIARETTA, SCANU

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 86, inserire il seguente:

        «86-bis. Le dotazioni finanziarie del ''Fondo per la concessione di un assegno sostitutivo ai grandi invalidi di guerra o per servizio'' di cui alla legge 27 dicembre 2002, n. 288, sono incrementate di 2 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.».

        Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:

            2013:    – 2.000.


1.247

MASCITELLI, GIAMBRONE, PARDI

RESPINTO

Dopo il comma 88, aggiungere il seguente:

        «88-bis. Le risorse destinate alla tutela del diritto allo studio, di cui alla legge 11 febbraio 1992, n. 147, per gli anni 2013-2015, sono incrementate di 100 milioni di euro.

        Conseguentemente. al comma 98, sostituire le parole: «di 250 milioni di euro per l'anno 2013, di 847,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 591 milioni di euro per l'anno 2015 e di 641 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016» con le seguenti: «di 150 milioni di euro per l'anno 2013, di 747,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 491 milioni di euro per l'anno 2015 e di 541 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016.


1.248

MASCITELLI, GIAMBRONE, PARDI

RESPINTO

Dopo il comma 88, aggiungere il seguente:

        «88-bis. Le dotazioni del Fondo di finanziamento ordinario per le università di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge n. 537 del 1993, per gli anni 203, 2014 e 2015 sono incrementate di 50 milioni annui».

        Conseguentemente, alla tabella C, missione: agricoltura, politiche agricole alimentari e pesca, programma: sostegno al settore agricolo, voce: Ministero dell'economia e delle finanze, decreto legislativo n. 165 del 1999; decreto legislativo n. 188 del 2000: Agenzia per le erogazioni in agricoltura, apportare le seguenti modificazioni:

        2013:

    –    CP:    – 50.000;

            CS:    – 50.000.

        2014:

    –    CP:    – 50.000;

            CS:    – 50.000.

        2015:

    –    CP:    – 50.000;

            CS:    – 50.000.


1.249

MERCATALI, CARLONI, PEGORER

RESPINTO

Dopo il comma 88, inserire il seguente:

        «88-bis. All'articolo 3, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479, il comma 7 è sostituito dai seguenti:

        ''7. Il Collegio dei sindaci dell'INPS e dell'INAIL, che svolge le funzioni di cui all'articolo 16, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e al titolo In del decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123, è composto da cinque membri di cui tre in rappresentanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e due in rappresentanza del Ministero dell'economia e delle finanze, scelti fra dirigenti delle rispettive amministrazioni e collocati in posizione di fuori ruolo secondo le disposizioni dei vigenti ordinamenti di appartenenza. Uno dei rappresentanti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed uno dei rappresentanti del Ministero dell'economia e delle finanze svolgono, rispettivamente, le funzioni di Presidente e Vice presidente. Per ciascuno dei componenti è nominato un membro supplente.

        7-bis. La disposizione di cui al comma 7 si applica a decorrere dalla scadenza del mandato dei Collegi dei sindaci attualmente in carica. In caso di cessazione dall'incarico degli attuali componenti non si procede alla loro sostituzione, sino a concorrenza del numero dei componenti stabilito al comma 7, nel rispetto della rappresentanza dell'amministrazione di appartenenza''».


1.250

PICHETTO FRATIN, MAZZARACCHIO, LATRONICO

Dopo il comma 88, inserire il seguente:

        «88-bis. All'articolo 3, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479, il comma 7 è sostituito dai seguenti:

        ''7. Il Collegio dei sindaci dell'INPS e dell'INAIL, che svolge le funzioni di cui all'articolo 16, della legge 31. dicembre 2009, n. 196, e al titolo 111 del decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123, è composto da cinque membri di cui tre in rappresentanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e due in rappresentanza del Ministero dell'economia e delle finanze, scelti fra dirigenti delle rispettive amministrazioni e collocati in posizione di fuori ruolo secondo le disposizioni dei vigenti ordinamenti di appartenenza. Uno dei rappresentanti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed uno dei rappresentanti del Ministero dell'economia e delle finanze svolgono, rispettivamente, le funzioni di Presidente e Vice presidente. Per ciascuno dei componenti è nominato un membro supplente.

        7-bis. La disposizione di cui al comma 7 si applica a decorrere dalla scadenza del mandato dei Collegi dei sindaci attualmente in carica. In caso di cessazione dall'incarico degli attuali componenti non si procede alla loro sostituzione, sino a concorrenza del numero dei componenti stabilito al comma 7, nel rispetto della rappresentanza dell'amministrazione di appartenenza''».


1.251

MERCATALI

Sostituire il comma 89 con il seguente:

        «89. Una quota non inferiore al 20 per cento delle risorse del fondo sperimentale di riequilibrio dei comuni è riservata a favore dei comuni che pur non presentando squilibri strutturali di bilancio registrano, alla luce delle risultanze contabili, difficoltà di bilancio, con particolare riferimento all'ammontare del residui passivi della spesa In conto capitale. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono definite le modalità di attuazione del presente articolo».

        Conseguentemente,

            a) all'articolo 1, dopo il comma 98, inserire i seguenti:

        «98-bis. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 7, commi da 12 a 15, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ai fini del concorso al raggiungi mento degli obiettivi programmati di finanza pubblica, le amministrazioni centrali dello Stato assicurano, anche sulla base dell'attività del Commissario di cui all'all'articolo 2 del decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, convertito con modificazione dalla legge 6 luglio 2012, n. 94, a decorrere dall'anno 2013, una ulteriore riduzione della spesa in termini di saldo netto da finanziare ed indebitamente netto corrispondente agli importi indicati nell'allegato n. 1.

        98-ter. Nelle more della definizione degli Interventi correttivi di cui al comma 98-bis, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad accantonare e rendere indisponibile, nell'ambito delle spese rimodulabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b), della legge n. 196 del 2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero interessato, un ammontare di spesa pari a quanto indicato nella tabella di cui al medesimo comma 98-bis.

        98-quater. I Ministri competenti propongono, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli interventi correttivi necessari per la realizzazione degli obiettivi di cui al comma 98-quinquies.

        98-quinquies. Il Ministro dell'economia e delle finanze verifica gli effetti finanziari sui saldi di finanza pubblica derivanti dai suddetti interventi, ai fini del rispetto degli obiettivi di cui al medesimo comma.

        98-sexies. Qualora, a seguito della verifica, le proposte di cui al comma 98-quater non risultino adeguate a conseguire gli obiettivi in termini di indebitamente netto assegnati ai sensi del comma 98-ter, il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce al Consiglio dei Ministri e, eventualmente, con il disegno di legge di assestamento è disposta la corrispondente riduzione delle dotazioni finanziarie, iscritte a legislazione vigente nell'ambito delle spese rimodulabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b), della citata legge n. 196 del 2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero interessato, a valere sulle risorse accantonate di cui al citato comma 98-ter.

Allegato n. 1
(articolo 1, comma 98-bis) - Riduzioni di spesa dei Ministeri da realizzare con la legge di stabilità

(Milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Indebitamento netto

Ministeri

2013

2014

2015

2013

2014

2015

Ministero dell'economia e delle finanze

143,1

132,46

108,30

123,06

132,46

108,30

Ministero dello sviluppo economico

10,56

7,44

-

9,08

7,44

-

Ministero del lavoro e delle politiche sociali

9,68

9,22

10,30

8,32

9,22

10,30

Ministero della giustizia

29,80

24,52

25,50

25,64

24,56

25,50

Ministero degli affari esteri

5,36

4,30

5,18

4,60

4,30

5,18

Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca

36,48

34,54

47,34

31,46

34,54

47,34

Ministero dell'interno

-

-

-

-

-

-

Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare

4,60

4,20

6,20

3,96

4,20

6,20

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

41,40

38,70

41,84

35,60

38,70

41,84

Ministero della difesa

47,22

35,28

53,90

40,60

35,38

53,90

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

3,16

1,70

2,08

2,72

1,60

2,08

Ministero per i beni e le attività culturali

11,12

10,28

13,34

9,56

10,28

13,34

Ministero della salute

12,86

12,26

15,90

11,06

12,26

15,90

Totale

355,34

314,9

329,90

305,70

314,90

329,90

b) Le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, ad esclusione della missione Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali, programma Concorso dello Stato al finanziamento della spesa sanitaria, voce Ministero dell'economia e delle finanze, Decreto legislativo n. 446 del 1997: Imposta regionale sulle attività produttive: – Art. 39, comma 3: Integrazione del Fondo sanitario nazionale per minori entrate IRAP eccetera (regolazione debitori a) (2.4 – cap. 2701)»


1.252

MERCATALI, PEGORER

INAMMISSIBILE

Dopo il comma 89 inserire il seguente:

        «89-bis. All'articolo 16 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, dopo il comma 2, sono inseriti i seguenti:        ''2-bis. A decorrere dall'anno 2013 non si applica la riduzione dei trasferimenti di cui al comma 2.

        2-ter. Alla copertura finanziaria degli oneri derivanti dal comma 2-bis, nel limite massimo di l miliardo di euro a decorrere dall'anno 2013, si provvede mediante versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una corrispondente quota delle risorse disponibili sulla contabilità speciale 1778 ''Agenzia delle entrate-Fondi di bilancio''».


1.253

PISTORIO

RESPINTO

Sopprimere il comma 90.

        Conseguentemente, al comma 42, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, ivi comprese le variazioni di cui al periodo successivo. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla predetta Tabella C sono ridotte in maniera lineare per un importo pari a 500 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2013-2015».


1.254

CARLINO

RESPINTO

Dopo il comma 90, inserire i seguenti:

        «90-bis. Nell'anno 2013, alle regioni a statuto ordinario, alla Regione Sicilia e Sardegna, i cui comuni sono beneficiari di risorse erariali, è attribuito un contributo, nei limiti di un importo complessivo di 1.000 milioni di euro in misura pari all'83,33 per cento degli spazi finanziari, validi ai fini del patto di stabilità interno, ceduti da ciascuna di esse e attribuiti ai comuni ricadenti nel proprio territorio nei limiti degli importi indicati per ciascuna regione in base all'accordo da sancire, entro il 30 giugno 2013, in Conferenza Unificata. Ti contributo è destinato dalle regioni alla riduzione del debito. In caso di mancato accordo lo stanziamento è destinato alla riduzione del debito dei comuni con criteri da stabilire in Conferenza Stato città ed autonomie locali.

        90-ter. La cessione di spazi finanziari di cui al comma 90-bis, nonché l'utilizzo degli stessi da parte dei comuni, avviene ai sensi di quanto disposto dal comma 138 e seguenti dell'articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n 220. Ai fini dell'applicazione del comma 90-bis, in Conferenza Unificata sono definiti i criteri e le modalità di riparto nazionale; le modalità operative sono altresi sancite tramite accordo tra la regione e la corrispondente Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANO) territoriale. Gli spazi finanziari ceduti da ciascuna regione vengono ripartiti tra i comuni, ai fine di favorire i pagamenti dei residui passivi in conto capitale in favore dei creditori.

        90-quater. I criteri per la cessione di spazi finanziari a favore dei comuni devono tener conto anche dei seguenti para