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Emendamenti di Commissione relativi al DDL n. 2518


G/2518/1/1 e 5

ANDRIA, PIGNEDOLI, ANTEZZA, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, LUMIA

ACCOLTO

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

        premesso che:

            la tabella A del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, prevede l'esenzione dall'accisa sui carburanti per la pesca in acque marine, mentre, con riferimento alle acque interne l'agevolazione è limitata a particolari attività: trasporto merci e dragaggio,

        impegna il Governo:

            ad equiparare, con riferimento al regime di esenzione dall'accisa sui carburanti, i pescatori delle acque interne a quelli che operano nelle acque marine, i quali già usufruiscono di tali agevolazioni.


G/2518/2/1 e 5

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, FOSSON

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        premesso che:

            la forte crisi economica che ha colpito qualche anno fa l'Italia, l'Europa e anche molti Paesi extraeuropei ha avuto ripercussioni negative in numerosi settori, tra cui quello immobiliare;

            molte famiglie non riescono ad arrivare a fine mese e, quindi, per molti italiani la possibilità di accollarsi un mutuo per acquistare una casa si allontana sempre di più;

            i segnali di crisi sono confermati dal sensibile calo delle transazioni che dal 2006 registrano una flessione pari al 4,6% per il settore residenziale, proprio quello che riguarda più da vicino le famiglie italiane;

            l'altro aspetto preoccupante riguarda la solvibilità del mercato. Secondo il rapporto sull'immobiliare di Nomisma, nel 2008 le sofferenze sui mutui in essere sono arrivate a circa 7 miliardi su un mercato residenziale da 120 miliardi (5,5%); L'ascesa è stata netta: nel 2006 le sofferenze ammontavano a 3,9 miliardi, nel primo semestre 2007 erano già passate a 4,6 miliardi per arrivare a fine 2007 a quota 5,1 miliardi e ancora a 5,6 miliardi al 30 giugno 2008. Nel secondo trimestre 2008 la contrazione dei finanziamenti concessi è stata del 7,9% che è diventata –10,1 % se si considerano solo le abitazioni. Nell'intero primo semestre dell'anno 2008 la discesa è stata del 5,3%. Un quarto delle erogazioni attuali di mutui sono state per sostituzioni che in valore corrispondono al 13% dell'erogato (3,76 miliardi su 29);

            sull'onda di questa crisi economica che, quindi, non è solo italiana né solo europea ma mondiale, si sta sviluppando in Austria un sistema innovativo circa l'acquisto delle abitazioni, che si affianca ovviamente a quello tradizionale, che è la lotteria delle case, ovvero la chance di comprarsi una casa o una villa a soli 99 euro. L'idea é semplice ma geniale, e perfettamente legale. Chi vuole vendere la casa, la offre su internet vendendo un numero determinato di biglietti a prezzo fisso per la lotteria. Il futuro proprietario è estratto a sorte tra i possessori dei biglietti. Alla fine, il fortunato vincitore si ritrova una casa comprata a un prezzo ridicolo e il vecchio proprietario con in tasca molti più soldi di quanti gli avrebbe consentito il prezzo di mercato;

            la prima ad aver avuto l'idea in Austria è stata una signora di Viktring, in Carinzia, che voleva vendere la casa di 400 mq sul lago Woerthersee, ma non riusciva a ottenere il prezzo desiderato. Allora ha deciso di mettere in vendita la sua villetta con una lotteria ondine, vendendo 9.999 biglietti a 99 euro l'uno: i biglietti sono andati a ruba, anche grazie al grande richiamo mediatico. Il 20 gennaio scorso è stato estratto a sorte il fortunato vincitore, che ha acquistato una casa a soli 99 euro e la signora ha incassato 989.901 euro, meno le spese per il sito, la pubblicità e il notaio (al massimo 20.000 euro), la tassa sui giochi d'azzardo (12%) e una sull'acquisto dei terreni (3,5% del valore). In ogni caso, il guadagno è stato senz'altro maggiore di quello che avrebbe avuto da una regolare vendita sul mercato immobiliare;

            in Austria la vendita singola a fini non commerciali di una proprietà privata tramite lotteria non viola il monopolio dello Stato sul gioco d'azzardo (la legge austriaca permette il gioco d'azzardo privato), esattamente come negli Stati Uniti e in Spagna, dove già da tempo la lotteria di immobili è una realtà,

        impegna il Governo:

            a prevedere la ''lotteria degli immobili'' anche in Italia, a definirne le misure per l'applicazione e la regolamentazione, per dare così slancio al settore immobiliare.


G/2518/3/1 e 5

FLERES

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge Atto Senato 2518,

premesso che:

i tetti verdi, oltre al recupero di superfîci a verde, offrono anche vantaggi economici in quanto comportano un risparmio nei futuri costi di risanamento ed un risparmio di costi energetici;

sono numerosi i comuni del Centro Europa che offrono incentivi per il verde pensile, sotto forma di sovvenzioni, incentivi finanziari, piani urbanistici e regolamenti edilizi, ai fini di aumentare il risparmio energetico, di ridurre l'inquinamento ambientale, di migliorare l'isolamento termo-acustico e di determinare un miglior impatto ambientale,

impegna il Governo:

a valutare la possibilità di concedere a fronte di spese documentate, relative ad interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti, unità immobiliari o recinzioni, riguardanti tetti, coperture o pareti esterne e rappresentate dalla realizzazione del verde pensile, una detrazione dall'imposta lorda pari ad una percentuale non inferiore al 36% degli importi rimasti a carico del contribuente, fino ad un valore massimo di 45.000 euro, da ripartire in non meno di dieci quote annuali di pari importo.


G/2518/4/1 e 5

SPADONI URBANI

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge Atto Senato n. 2518 recante «Conversione in legge del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie»,

        premesso che:

            in data 18 marzo 2010, su iniziativa del Ministero dell'economia e delle finanze in accordo con la Banca d'Italia, insieme a Cassa Depositi e Prestiti, ad Associazione Bancaria Italiana (ABI), a Confindustria ed alle principali banche del paese, è stata costituita la Società di gestione del Risparmio (Sgr) per gestire le risorse raccolte tramite la sottoscrizione di quote del Fondo italiano di investimento per le piccole e medie imprese e che in data 24 agosto 2010 la Banca d'Italia ha approvato contestualmente la costituzione della Sgr ed il regolamento del fondo;

            l'obiettivo del fondo è quello di agevolare l'aggregazione e la patrimonializzazione delle piccole e medie imprese (PMI), investendo in aziende che intendano accrescere la propria presenza sui mercati esteri;

            il fondo intende rispondere non solo alle difficoltà incontrate attualmente dalle piccole e medie imprese italiane, ma anche dalla complessità nell'avviare processi di internazionalizzazione a causa, tra l'altro, dei ritardi nei pagamenti, in particolare da parte delle pubbliche amministrazioni;

            nell'istituire il fondo si è stabilito che i possibili beneficiari delle provvidenze del fondo medesimo sono rappresentati da piccole e medie aziende con fatturati ricompresi tra i 10 e i 100 milioni di euro;

            in conseguenza di ciò, molte delle imprese che sono per denominazione e caratteristiche piccole industrie – quelle con fatturato inferiore a 10 milioni di euro come stabilito dalla raccomandazione europea n. 1442 del 6 maggio 2003 – ne rimarrebbero escluse a vantaggio delle aziende di maggiori dimensioni;

        considerato che:

            in Italia soprattutto le piccole imprese costituiscono una realtà numericamente molto significativa,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di adottare iniziative affinché siano rideterminate in diminuzione le soglie di fatturato – da 10 milioni di euro a 5 milioni di euro – che le imprese devono corrispondere per poter accedere alle risorse concesse dal fondo italiano d'investimento per le piccole e medie imprese.


G/2518/5/1 e 5

VIMERCATI, BAIO

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge Atto Senato n.  2518 recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie

        premesso che:

            le agevolazioni postali per l'editoria sono disciplinate dalla legge 46 del 2004 che prevede, oltre ai quotidiani e periodici commerciali, anche testate edite da associazioni ed enti senza fini di lucro; l'articolo 2, comma 2-undecies della legge 73 del 2010 ha rideterminato i soggetti no profit beneficiari di specifica agevolazione postale ricomprendendo in questo novero soltanto «le associazioni – di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni, le organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, e successive modificazioni, le organizzazioni non governative riconosciute ai sensi dell'articolo 28 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, le associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, le fondazioni ed associazioni senza fini di lucro aventi scopi religiosi, nonché gli enti ecclesiastici, le associazioni storiche operanti, per statuto, da almeno cinquanta anni per la conoscenza, la difesa e la valorizzazione dell'ambiente naturale e le associazioni dei profughi istriani, fiumani e dalmati» e riconoscendo loro il perdurante diritto a mantenere la vecchia tariffa agevolata, particolarmente favorevole, a fronte di uno stanziamento previsto di euro 30 milioni;

            il decreto interministeriale 30 marzo 2010 ha sospeso le agevolazioni postali per l'editoria per tutto il comparto editoriale per carenza di fondi;

            nell'ottobre 2010 i quotidiani e periodici commerciali hanno beneficiato di una rideterminazione delle tariffe postali per la spedizione delle proprie pubblicazioni, usufruendo di una tariffa agevolata che si colloca in misura intermedia tra la tariffa base vigente e la vecchia tariffa agevolata di cui hanno goduto negli anni scorsi; per accedere a tale nuova tariffa agevolata, è previsto che le testate edite da imprese commerciali attestino il possesso di requisiti quali l'iscrizione dell'impresa editrice al Registro degli operatori di Comunicazione tenuto da Agcom, la fissazione di un prezzo di copertina o di abbonamento e la dimostrazione che almeno il 50% degli abbonamenti sottoscritti a titolo oneroso siano pagati direttamente dai singoli destinatari; quasi tutte le ONLUS si trovano nelle condizioni di non poter rispettare i 3 vincoli stabiliti dal regolamento, tipicamente concepiti per attività di tipo commerciale e, di conseguenza, non godono né della tariffa particolarmente agevolata che è stata loro promessa per il 2010 né della possibilità di accedere alla tariffa prevista per le imprese commerciali,

        impegna il Governo:

            ad estendere alle editrici in forma di ONLUS, per il 2011, le medesime tariffe agevolate previste per le editrici profit, senza condizioni e vincoli incompatibili con la natura di questi soggetti no-profit.


G/2518/6/1 e 5

PINOTTI, LUSI, MERCATALI, CASSON

ACCOLTO

Il Senato,

        in sede di esame del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie (Atto Senato n.  2518);

        premesso che:

            l'INAIL di Genova ha provveduto ad inviare a numerosi lavoratori che hanno presentato la domanda per il riconoscimento dei benefici previsti dalla legge 27 marzo 1992, n. 257, nonché ai soggetti che hanno già ottenuto il riconoscimento ma non hanno potuto accedere alla pensione entro i termini previsti dalle norme vigenti, una comunicazione relativa al riesame dei provvedimenti certificativi attestanti l'esposizione all'amianto e alla sospensione dell'efficacia dei provvedimenti certificativi già emessi;

            analoghe iniziate dell'lNAIL si registrano anche in altre città, determinando grave pregiudizio a numerosi lavoratori ed ex lavoratori che hanno contratto malattie polmonari ed asbesto correlate per esposizione all'amianto,

        impegna il Governo:

            ad intervenire per prevenire le situazioni di disagio che si stanno determinando in Liguria, ed in altre aree del paese, a seguito della rivisitazione delle procedure relative ai provvedimenti certificativi di cui alla legge 27 marzo 1992, n. 257, promuovendo l'attivazione di un tavolo di lavoro fra le parti sociali e l'INAIL in considerazione delle rilevanti conseguenze sociali sorte, lasciando impregiudicata ogni questione rimessa alla valutazione dell'autorità giudiziaria.


G/2518/7/1 e 5

VITALI

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        premesso che:

            l'articolo 43-bis della legge 13 del 2009 ha disposto, dopo il fallimento della Società di Cartolarizzazione degli Immobili Pubblici (Scip), la reimmissione in possesso degli immobili ancora invenduti agli Enti Previdenziali Pubblici, soggetti originariamente proprietari;

            con la suddetta disposizione legislativa sono stati confermati le tutele e le garanzie vigenti per i conduttori, in particolare quelle previste dal comma 20 dell'articolo 3 della legge 410 del 2001;

            ha altresì stabilito che «al fine di favorire la tutela del diritto all'abitazione e all'esercizio di attività di impresa nella attuale fase di eccezionale crisi economica, i soggetti originariamente proprietari promuovono la definizione del contenzioso in materia immobiliare privilegiando soluzioni transattive o di bonario componimento»;

            a circa due anni della suddetta reimmissione in possesso, il processo di alienazione non è ripreso, determinando una situazione di grave inquietudine e disagio tra i conduttori degli alloggi medesimi,

        impegna il governo:

            a impartire precise disposizioni agli enti previdenziali pubblici affinché il processo di alienazione a favore dei conduttori riprenda tempestivamente, e comunque a partire dal 2011, mantenendo inalterate le tutele e le garanzie previste dalla legge, in particolare quelle previste dal comma 20 dell'articolo 3 della legge 410 del 2001, confermate dall'articolo 43-bis della legge 13 del 2009;

            a favorire l'apertura di un tavolo di confronto tra il ministero dell'economia, del lavoro e gli enti e le oo.ss. degli inquilini affinché siano concordate modalità precise e tempi certi per la definizione del contenzioso e affinché venga tutelato il diritto di abitazione ai residenti che, a causa dei redditi bassi o a causa di altre forme di irregolarità, attualmente non possono acquistare l'alloggio in cui vivono;

            a prevedere, conseguentemente, il differimento delle esecuzioni di sfratto o di sgombero pendenti.


G/2518/8/1 e 5

ANNA MARIA SERAFINI, AMATI, BASSOLI

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        premesso che:

            le riduzioni apportate negli ultimi anni alla dotazione finanziaria del Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, di cui alla legge 28 agosto 1997, n. 285, potrebbero compromettere in misura significativa gli interventi e le attività a tutela dei minori iniziati o anche solo progettati, che sono particolarmente importanti ai fini della promozione e del sostegno dei diritti dei bambini e dei ragazzi;

        considerato che:

            fra le attività a tutela dei minori che rischiano di essere particolarmente compromesse si segnalano quelle relative all'affidamento dei minori, disciplinate dalla legge 4 maggio 1983, n. 184, come modificata dalla legge 28 marzo 2001, n. 149;

            ai sensi dell'articolo 2, commi 1 e 2, della citata legge n. 184 del 1983, «il minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, nonostante gli interventi di sostegno e aiuto disposti ai sensi dell'articolo 1, è affidato ad una famiglia, preferibilmente con figli minori, o ad una persona singola, in grado di assicurargli il mantenimento, l'educazione, l'istruzione e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno. Ove non sia possibile l'affidamento nei termini di cui al comma 1, è consentito l'inserimento del minore in una comunità di tipo familiare o, in mancanza, in un istituto di assistenza pubblico o privato, che abbia sede preferibilmente nel luogo più vicino a quello in cui stabilmente risiede il nucleo familiare di provenienza. Per i minori di età inferiore a sei anni, l'inserimento può avvenire solo presso una comunità di tipo familiare»;

            ai sensi dell'articolo 2, comma 5, della citata legge n. 184 del 1993 sono le regioni, «nell'ambito delle proprie competenze e sulla base di criteri stabiliti dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano» che «definiscono gli standard minimi dei servizi e dell'assistenza che devono essere forniti dalle comunità di tipo familiare e dagli istituti e verificano periodicamente il rispetto dei medesimi»;

        considerato inoltre che:

            nella realtà dei fatti molte di queste cosiddette «case famiglia», soprattutto nelle regioni meridionali, non dispongono delle risorse necessarie per continuare a svolgere al meglio la loro delicata ed importante attività;

            non sono rari i casi in cui la conduzione di queste comunità è affidata solo alla buona volontà ed ai sacrifici di chi ci lavora;

            accade, purtroppo, che si siano verificati casi in cui le case famiglie siano state chiuse per mancanza di fondi e che il personale addetto si siano fatto carico dei minori affidati a queste comunità,

        impegna il Governo:

            a prevedere lo stanziamento di risorse sufficienti a far fronte a questo drammatico problema ed ad assumere le iniziative necessarie per farsi carico delle responsabilità verso questi sfortunati minori che sono affidati a strutture pubbliche, e che non possono affrontare anche il trauma del distacco dalle comunità in cui in molti casi trovano un vero ambiente familiare.


G/2518/9/1 e 5

ANNA MARIA SERAFINI, AMATI, BASSOLI

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        premesso che:

            nel nostro Paese, le strutture per la prima infanzia sono assolutamente insufficienti rispetto alle reali necessità e richieste, risultando decisamente inadeguate rispetto alla loro funzione di assoluto rilievo sociale. Gli asili nido infatti, oltre che un aiuto per le famiglie sono anche un luogo in cui i bambini trovano cure ed assistenza adeguata;

            l'impegno delle istituzioni, ad ogni livello, deve essere quello di aumentarne la presenza, facilitarne l'accesso corrente adeguate e congrue alle possibilità delle famiglie;

            il progetto del «fondo decennale» per gli asili nido, previsto dall'articolo 1, commi 1259-1260, della legge finanziaria 2007 , era teso a migliorare una situazione di arretratezza del nostro Paese in questo settore specifico dell'infanzia. Esso, tuttavia, è stato finanziato solamente fino all'anno 2009, laddove tale settore ha bisogno della massima continuità e certezza di finanziamento;

            tenuto conto dei principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo ratificata ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176;

        considerato che:

            secondo la moderna pedagogia i primissimi anni di vita, e non solo quelli dai tre anni a sei anni, sono decisivi per l'apprendimento e lo sviluppo delle attitudini dei bambini. Per tali ragioni l'asilo deve rappresentare in primo luogo un servizio educativo per il bambino, quale suo diritto di cui lo Stato deve consentirne l'affermazione. Lo slittamento progressivo della concetto di asilo nido dall'accezione di servizio sociale a quella di struttura educativa, lungi dallo sminuirne l'importanza e il valore di struttura di sostegno per i genitori, ne specifica la funzione preminentemente educativa;

            il Consiglio europeo di Barcellona del marzo 2002, nel contesto della Strategia di Lisbona, ha stabilito l'obiettivo comune di offrire, entro il 2010, i servizi all'infanzia per almeno il 90 per cento dei bambini dai tre anni all'età scolastica e per il 33 per cento nei confronti dei bambini di età inferiore ai tre anni;

            l'Italia si caratterizza per una scarsissima presenza di servizi per la prima infanzia. Secondo i più recenti dati elaborati dall'Istituto per gli Innocenti e pubblicati nel Quaderno 36 del Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza (CNDA) del 2006, la percentuale media di accoglienza rispetto all'utenza potenziale è del 12,3 per cento. Si registra, inoltre, un sostanziale squilibrio territoriale dell'offerta: ad una discreta copertura garantita nel Centro-Nord, fra cui emerge ad esempio l'Emilia-Romagna con Il 29,7 per cento, corrisponde un'assenza significativa di servizi al Sud: per esempio si raggiunge il livello minimo del 2,4 per cento in Calabria;

            l'Unione Europea nell'ambito dell'European symposium on improving early childhood education and care (ECEC) svolto si a Bruxelles il 14 ottobre 2008, ha evidenziato come «investire nella qualità dell'ECEC è fondamentale, poiché è in questa fase che si pongono le fondamenta per il successivo apprendimento e per i risultati, e anche perché è dimostrato che investire in qualità ECEC contribuisce in modo sostanziale a spezzare il circolo vizioso dello svantaggio»;

            il Rapporto della Commissione Attali, nella prima delle 316 decisioni per lo sviluppo della Francia parte addirittura dalla prima infanzia richiedendo di garantire a tutti i bambini i requisiti necessari per affrontare il mondo. Decisione l: migliorare la formazione degli educatori delle scuole materne, valorizzare il loro titolo di studio ed aumentarne il numero. Perché la scuola primaria non è in grado di ridurre le difficoltà riscontrate alla scuola materna. Il processo di base necessario per la crescita è già inesorabilmente avviato. Per questo motivo è essenziale darsi degli obiettivi imprescindibili per quanto riguarda il controllo dei comportamenti dei bambini fin dall'ingresso all'asilo nido o alla scuola materna,

        impegna il Governo:

            a provvedere al rifinanziamento del fondo decennale per gli asili nido, così da garantire aiuti concreti e supporti adeguati alle famiglie, tali da promuovere e sostenere il valore sociale e la specificità dell'infanzia, e nonché a prevedere l'incremento dello stanziamento del fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza.


G/2518/10/1 e 5 (testo 2)

ANTEZZA, ANDRIA, PIGNEDOLI, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, SOLIANI, RANDAZZO, LUMIA

VEDI TESTO 3

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

        premesso che:

            dal 2000 al 2009, in agricoltura, i costi di produzione aumentano del 8,4% mentre le quotazioni dei prodotti scendono a – 15,2%;

            nel 2008, rispetto all'anno precedente il reddito reale dell'agricoltura italiana ha subito una riduzione del 25,3%;

            negli ultimi anni, la situazione debitoria delle imprese agricole, è stata complicata dalla cosiddetta «cartolarizzazione» attraverso la quale l'INPS ha ceduto tutti i crediti contributivi ad una società appositamente costituita (la SCCI) che ha rimborsato allo stato il 10% del valore della cartolarizzazione stessa;

        considerato che:

            è divenuto ormai indispensabile promuovere ogni utile iniziativa legislativa, compatibile con gli orientamenti comunitari, per avviare un processo di consolidamento della situazione debitoria delle imprese agricole e cooperative nei confronti del fisco e del sistema contributivo;

            la sofferenza delle imprese agricole nei confronti delle banche è divenuta allarmante con continue richieste di rientro del credito e con una stretta creditizia soffocante che vede istruttorie severissime e richieste di garanzia che hanno raggiunto livelli impossibili,

        impegna il Governo:

            a disporre la moratoria delle esposizioni debitorie delle aziende agricole, di ogni natura e/o origine, verso enti pubblici e/o assimilati ed istituto di credito, derivanti, connessi e/o collegati all'attività agricola e la sospensione delle procedure esecutive nei confronti delle aziende agricole per le esposizioni debitorie al fine di impedire pignoramenti e vendite all'asta delle aziende;

            individuare modalità e termini di intervento verso le Banche a seguito di quanto dichiarato dal Governatore della Banca d'Italia, a proposito dei tassi di interesse da usura praticati dagli istituti di credito;

            ad accertare, quantificandolo, l'effettivo credito vantato dall'INPS nei confronti elle aziende agricole.


G/2518/10/1 e 5 (testo 3)

ANTEZZA, ANDRIA, PIGNEDOLI, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, SOLIANI, RANDAZZO, LUMIA, POLI BORTONE

ACCOLTO

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

        premesso che:

            dal 2000 al 2009, in agricoltura, i costi di produzione aumentano del 8,4% mentre le quotazioni dei prodotti scendono a – 15,2%;

            nel 2008, rispetto all'anno precedente il reddito reale dell'agricoltura italiana ha subito una riduzione del 25,3%;

            negli ultimi anni, la situazione debitoria delle imprese agricole, è stata complicata dalla cosiddetta «cartolarizzazione» attraverso la quale l'INPS ha ceduto tutti i crediti contributivi ad una società appositamente costituita (la SCCI) che ha rimborsato allo stato il 10% del valore della cartolarizzazione stessa;

        considerato che:

            è divenuto ormai indispensabile promuovere ogni utile iniziativa legislativa, compatibile con gli orientamenti comunitari, per avviare un processo di consolidamento della situazione debitoria delle imprese agricole e cooperative nei confronti del fisco e del sistema contributivo;

            la sofferenza delle imprese agricole nei confronti delle banche è divenuta allarmante con continue richieste di rientro del credito e con una stretta creditizia soffocante che vede istruttorie severissime e richieste di garanzia che hanno raggiunto livelli impossibili,

        impegna il Governo:

            a disporre la moratoria delle esposizioni debitorie delle aziende agricole, di ogni natura e/o origine, verso enti pubblici e/o assimilati ed istituto di credito, derivanti, connessi e/o collegati all'attività agricola e la sospensione delle procedure esecutive nei confronti delle aziende agricole per le esposizioni debitorie al fine di impedire pignoramenti e vendite all'asta delle aziende;

            valutare modalità e termini di intervento verso le Banche a seguito di quanto dichiarato dal Governatore della Banca d'Italia, a proposito dei tassi di interesse da usura praticati dagli istituti di credito;

            ad accertare, quantificandolo, l'effettivo credito vantato dall'INPS nei confronti elle aziende agricole.


G/2518/10/1 e 5

ANTEZZA, ANDRIA, PIGNEDOLI, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, SOLIANI, RANDAZZO, LUMIA

VEDI TESTO 2

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

        premesso che:

            dal 2000 al 2009, in agricoltura, i costi di produzione aumentano del 8,4% mentre le quotazioni dei prodotti scendono a - 15,2%;

            nel 2008, rispetto all'anno precedente il reddito reale dell'agricoltura italiana ha subito una riduzione del 25,3%;

            negli ultimi anni, la situazione debitoria delle imprese agricole, è stata complicata dalla cosidetta «cartolarizzazione» attraverso la quale l'INPS ha ceduto tutti i crediti contributivi ad una società appositamente costituita (la SCCI) che ha rimborsato allo stato il 10% del valore della cartolarizzazione stessa;

        considerato che:

            è divenuto ormai indispensabile promuovere ogni utile iniziativa legislativa, compatibile con gli orientamenti comunitari, per avviare un processo di consolidamento della situazione debitoria delle imprese agricole e cooperative nei confronti del fisco e del sistema contributivo, la sofferenza delle imprese agricole nei confronti delle banche è divenuta allarmante con continue richieste di rientro del credito e con una stretta creditizia soffocante che vede istruttorie severissime e richieste di garanzia che hanno raggiunto livelli impossibili,

        impegna il governo:

            a rendere esecutiva la moratoria delle cartelle INPS e delle esposizioni bancarie e, conseguentemente, il blocco dei pagamenti da parte di Equitalia per impedire procedimenti esecutivi, pignoramenti e vendite all'asta delle aziende;

            individuare modalità e termini di intervento verso le Banche a seguito di quanto dichiarato dal Governatore della Banca d'Italia, a proposito dei tassi di interesse da usura praticati dagli istituti di credito;

            ad accertare, quantificandolo, l'effettivo credito vantato dall'INPS nei confronti elle aziende agricole.


G/2518/11/1 e 5

ESPOSITO

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        premesso che l'articolo 3, commi da 44 a 52-bis, della legge 24 dicembre 2007 n. 244, disciplina il limite massimo degli emolumenti direttamente o indirettamente a carico delle pubbliche finanze;

            considerato che, in particolare, il comma 44, nono periodo, della legge 24 dicembre 2007 n. 244, prevede che coloro che sono legati da un rapporto di lavoro con organismi pubblici anche economici ovvero con società a partecipazione pubblica o loro partecipate, collegate e controllate, e che sono al tempo stesso componenti degli organi di governo o di controllo dell'organismo o società con cui è instaurato un rapporto di lavoro, sono collocati di diritto in aspettativa senza assegni e con sospensione della loro iscrizione ai competenti istituti di previdenza e di assistenza;

            tenuto conto che il comma 52-bis del citato articolo 3 ha previsto per l'applicazione delle indicate disposizioni sulla base di un apposito regolamento governativo, tenendo conto, tra i criteri informatori, dell'esclusione dal computo che concorre alla definizione del limite della retribuzione presso l'amministrazione di appartenenza nonché del trattamento di pensione;

            visto che, in attuazione di tale criterio legale, l'articolo 4, comma 2 del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, recante il regolamento di determinazione dei limiti massimi del trattamento economico onnicomprensivo a carico della finanza pubblica per i rapporti di lavoro dipendente o autonomo, prevede, per ciò che concerne il limite massimo retributivo, che ai fini della verifica del rispetto del limite non è computato il corrispettivo globale percepito per il rapporto di lavoro o il trattamento pensionistico corrisposti al soggetto destinatario, rispettivamente, dall'amministrazione o dalla società di appartenenza e dall'ente previdenziale;

            tenuto conto che il medesimo regolamento sopra indicato ha altresì rinviato, solo per quanto non espressamente disciplinato nello stesso, alle disposizioni sopra indicate contenute nei commi da 44 a 52-bis dell'articolo 3 della legge n. 244 del 2007, evidentemente come mero criterio residuale di rinvio formale che però, per l'individuazione del suo concreto contenuto, deve essere confrontato con lo specifico oggetto volta a volta in riferimento;

            considerato che le nuove disposizioni si applicano a decorrere dalla stipula o rinnovo dei contratti di riferimento successivi all'entrata in vigore del medesimo regolamento, e che pertanto dai prossimi mesi si rende attuale la necessità di definire compiutamente il complessivo quadro normativo sopra delineato, risultando sostanzialmente spirato il diverso termine emergente per effetto dei rinvio all'entrata in vigore del citato regolamento;

            considerato che, in tale ultima prospettiva, la previsione di cui al comma 44, non periodo, non può che considerarsi superata per effetto di quella contenuta nel comma 52-bis, lettera a), introdotta in sede di conversione del decreto-legge 3 giugno 2008 n. 97, convertito dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, alla quale poi ha fatto puntuale seguito quanto previsto nel sopra citato decreto del Presidente della Repubblica del 5 ottobore 2001, in quanto la necessità di non tenere conto della retribuzione percepita dal dipendente (criterio introdotto a livello legislativo in epoca successiva all'originaria previsione della particolare sorte da riservare al dipendente chiamato anche a ricoprire incarichi di governo societario o nell'ente) necessariamente non consente di interrompere la corresponsione del medesimo trattamento retributivo per il dipendente che sia anche chiamato a svolgere ulteriori incarichi presso la medesima amministrazione o società, fermo il computo dell'ammontare del compenso eventualmente percepito per tali ultimi incarichi ulteriori secondo i rigorosi criteri dettati ai sensi dei commi 44 e seguenti, anche per evitare la inevitabile censura di illegittimità costituzionale da cui sarebbe affetta la disposizione ai sensi dell'articolo 36 della Costituzione, oltre che sotto il profilo dell'irragionevolezza;

            tenuto conto che, come è noto, in sede applicativa, l'interprete è tenuto a privilegiare comunque l'interpretazione costituzionalmente coerente della disposizione, che ne preservi, pertanto, la possibile dichiarazione di illegittimità (che invece deriverebbe, come illustrato, in caso di ipotetica pretesa di considerare comunque applicabile il citato comma 44, non periodo, anche dopo l'entrata in vigore e la piena applicazione delle disposizioni di cui al comma 52-bis, lettera a) e del relativo regolamento di attuazione sopra citato);

            rilevato che, pertanto, per i contratti stipulati o rinnovati a decorrere dall'entrata in vigore del sopra citato regolamento, l'unico esito interpretativo consentito legittimamente per salvare dalla irrimediabile illegittimità le disposizioni di cui al comma 44, non periodo, è quello per cui il legislatore ha voluto preservare una nuova ipotesi di collocazione in aspettativa senza assegni, in quanto legalmente introdotta nella disciplina dei relativi rapporti di lavoro. al di fuori ella disciplina contrattuale di categoria o delle previsioni normative di settore (che infatti non prevedono tale nuova opzione) evidentemente come facoltà a richiesta dell'interessato (anche tenuto conto delle ripercussioni negative di carattere previdenziale che verosimilmente potrebbe rivestire per lo stesso), senza con questo comportare la irrimediabile risoluzione del rapporto di lavoro subordinato in esame;

            tenuto conto altresì, peraltro, che diversamente opinando, fermo quanto sopra illustrato, a decorrere dalla stipula o dal rinnovo dei contratti interessati, si assisterebbe ad una proliferazione della spesa per le amministrazioni o società interessate. Infatti la collocazione in aspettativa di un soggetto legato da un rapporto di lavoro con organismi pubblici anche economici ovvero con società a partecipazione pubblica o loro partecipate, collegate e controllate avrebbe la immediata conseguenza di richiedere comunque la copertura della relativa posizione funzionale, pur dovendosi in ogni caso mantenere il posto in organico del titolare chiamato anche ad altro incarico, con conseguente aggravio di spesa per tali apparati;

            ritenuto che quanto illustrato costituisce pacifica e necessitata conseguenza del quadro normativo sommariamente riportato e che, pertanto, a tutela delle ragioni di certezza delle amministrazioni, degli enti e delle società interessate, nonché dei soggetti chiamati a prestare la propria attività lavorativa presso le citate articolazioni, gli esiti descritti possono considerarsi acquisiti, in mancanza-di ipotetiche modifiche al suddetto contesto normativo, anche in assenza di eventuali espliciti diversi pronunciamenti delle amministrazioni chiamate a garantire la puntuale applicazione delle citate disposizioni, prima della scadenza dei termini ivi indicati,

        impegna il Governo:

            ad adottare ogni utile misura di natura applicativa o interpretativa, volta ad assicurare certezza applicativa al complesso normativo di cui ai commi da 44 a 52-bis dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nel senso di cui in premessa, potendone confermare la condivisibilità anche nelle forme sopra descritte.


G/2518/12/1 e 5

POLI BORTONE, D'ALIA, BIANCHI, GIAI, GUSTAVINO, PETERLINI, PINZGER, SBARBATI, SERRA

ACCOLTO

Il Senato,

        premesso che:

            la ben nota situazione di gravissima crisi del comparto agricolo ha ormai raggiunto nelle regioni del Sud dell'Italia dimensioni tali da far temere per la stessa sopravvivenza del settore;

            in Puglia e nella provincia di Taranto in particolare, lo stesso accesso alla risorsa terra per finalità agricole è gravemente in pericolo. La crescita incontrollata dei costi di produzione e degli oneri diretti e indiretti, il crollo dei prezzi di vendita, il mancato sostegno della domanda, la concorrenza sleale e la contraffazione, hanno concorso a determinazione una situazione insostenibile, nella quale ben 176 aziende nel solo territorio della Provincia di Taranto, nel corso dell'ultimo anno, sono state messe all'asta non potendo far fronte con ricavi aziendali alle gravi passività maturate;

            da tutto ciò deriva una condizione di gravissimo disagio per le famiglie e per i lavoratori che hanno sin qui lavorato nel settore agricolo e che si trovano adesso privi di reddito e di occupazione e senza alcuna concreta prospettiva in un prossimo futuro;

            la crisi del settore e l'abbandono delle produzioni determina altresì gravi ripercussioni in termini ambientai i e di corretta gestione del territorio agricolo, per il venir meno dell'essenziale funzione di salvaguardia del patrimonio naturale che soltanto il continuativo e diffuso esercizio dell'attività agricola può garantire;

            la provincia di Taranto ha posto al centro della propria azione, in collaborazione con le organizzazioni professionali agricole, una strategia di costane attenzione verso il settore agricolo ed agro-alimentare, promovendo tutte le iniziative utili a favorire la commercializzazione dei prodotti ed il recupero di una possibile redditività delle imprese, anche attraverso il sostegno delle produzioni di eccellenza che caratterizzano questa provincia;

            il perdurare e l'aggravarsi della situazione di crisi, peraltro, e la sua stessa dimensione rendono ormai urgente ed indifferibile un intervento complessivo, a livello europeo, che prenda atto della crisi che è ormai sotto gli occhi di tutti e solleciti, pertanto, l'adozione di tutti gli interventi immediati idonei ad assicurare un primo urgente sollievo per un intero comparto produttivo, che rischia di scomparire se non verranno adottate le misure necessarie;

            il Parlamento europeo ha di recente sottolineato che occorre mantenere nel territorio europeo un'agricoltura dinamica, efficiente e sostenibile che, tra l'altro, costituisce una scelta strategica essenziale anche per le generazioni future. Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona il Parlamento europeo ha assunto un ruolo centrale nelle scelte per la politica agricola comune e lo sta confermando nell'ampio dibattito che la Commissione Agricoltura del Senato ha aperto con le altre istituzioni dell'Unione, in vista della scadenza del 2013,

        impegna il Governo:

            ad adoperarsi affinchè il Parlamento europeo – così come avvenuto in altre recenti significative occasioni – assuma, con l'urgenza richiesta della situazione in essere, ogni possibile iniziativa per sollecitare nell'immediato l'avvio di misure per il ritiro delle produzioni agricole invendute, per il sostegno dei prezzi e per formalizzare il riconoscimento dell'evidente situazione di crisi in essere, con la conseguente adozione di ogni altra idonea misura economica, finanziaria e regolatoria per alleviare gli oneri diretti ed indiretti gravanti sulle imprese agricole.


G/2518/13/1 e 5

GRILLO, BALDINI, BORNACIN, BUTTI, CAMBER, CICOLANI, GALLO, IZZO, GIANCARLO SERAFINI, ZANETTA

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge n. 2518,

        premesso che:

            l'Istituto IPSEMA è stato soppresso e le sue funzioni sono state trasferite all'INAIL;

            la categoria dei marittimi, sottoposta a lunghi anni di lavoro a contatto dell'amianto, non ha ancora una normativa di riferimento in grado di garantire ad ogni lavoratore il giusto riconoscimento dei benefici previdenziali, attualmente pienamente riconosciuti solamente ai lavoratori coperti da assicurazione INAIL;

            il Ministero del lavoro ha emanato il 14 luglio 2009 una Direttiva che risolve solo in una proporzione molto bassa il problema della semplificazione dell'accertamento all'esposizione dell'amianto;

            in tale Direttiva «si ritiene di poter applicare alla fattispecie la disposizione di cui all'articolo 3, comma 5, del decreto 27 ottobre 2004 che, in speciali circostanze, consente alla Direzione provinciale del Lavoro di rilasciare, previe apposite indagini, il curriculum lavorativo sostituendosi al datore di lavoro»;

            tali circostanze sono individuate dal comma 5, articolo 3 del citato decreto, rinviando al caso di aziende cessate o fallite, o qualora il datore di lavoro risulti irreperibile;

            rimane tuttavia un notevole numero di lavoratori del comparto ai quali la direttiva di cui sopra non può essere applicata, in quanto impossibilitati a produrre il proprio curriculum lavorativo e certificare così la propria esposizione all'amianto, accedendo così ai benefici previdenziali, a causa della riluttanza delle compagnie di navigazione a fornire documenti di certificazione necessari,

        impegna il Governo:

            a porre fine a questa ingiusta situazione, che vede una cospicua parte di lavoratori marittimi nell'impossibilità di accedere ai benefici previdenziali,attraverso la predisposizione di una nuova circolare che consenta di sostituire quanto previsto dall'articolo 3, comma 3 del decreto 27 ottobre 2004 con l'estratto matricolare rilasciato dalle Capitanerie di porto o dalle competenti Direzioni provinciali del lavoro.


G/2518/14/1 e 5

FLERES

ACCOLTO

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge Atto Senato 2518,

        premesso che:

            il provvedimento in esame prevede disposizioni a favore delle imprese,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di concedere ai soggetti che si iscrivono per la prima volta alla Gestione speciale degli artigiani o a quella degli esercenti attività commerciali, il beneficio, per i cinque anni successivi all'iscrizione, dell'esonero del contributo vigente per le predette gestioni, con facoltà di riscatto del periodo ai fini pensionistici, previo versamento di quanto non versato, e ad estendere detto incentivo ai soggetti già iscritti per la prima volta, che non hanno compiuto il quinquennio, limitatamente ai periodi mancanti al compimento dI quinquennio.


G/2518/15/1 e 5

FLERES

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge Atto Senato 2518,

        premesso che:

            è opportuno pervenire ad una soluzione al problema del grave ritardo con il quale la pubblica amministrazione provvede al pagamento dei corrispettivi per i servizi erogati;

            questo ritardo provoca seri problemi in particolare a quelle imprese sociali, organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) e piccole e medie imprese che hanno costi del personale dipendente in misura superiore al 60 per cento dei propri costi complessivi;

            è necessario evitare, sia che tali imprese debbano ricorrere al credito bancario per ottenere l'anticipazione onerosa dei propri crediti verso la pubblica amministrazione, sia consentire alle stesse di adempiere ai propri obblighi contributivi, agevolando la conservazione dei livelli occupazionali,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di riconoscere ai soggetti sopra ricordati la facoltà di adempiere alle proprie obbligazioni contributive, previdenziali ed assicurative mediante la cessione, parziale o totale di propri crediti – certi, liquidi ed esigibili – vantati verso la pubblica amministrazione per prestazioni di servizio già eseguite.


G/2518/16/1 e 5

FLERES

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge Atto Senato 2518,

        premesso che:

            il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ha previsto, all'articolo 72, disposizioni che rientrano tra le misure per la stabilizzazione della finanza pubblica;

            detto decreto-legge:

                a) in coerenza con la legislazione in merito alla riorganizzazione e razionalizzazione delle pubbliche amministrazioni, sancisce con il comma 1 il nuovo istituto dell'esonero dal servizio, che ha come obiettivo la progressiva riduzione del numero dei dipendenti pubblici fino all'anno 2011;

                b) non modifica la possibilità di ricoprire ex novo i posti resisi vacanti rischia di inficiare l'utilità economica della norma,

        impegna il Governo a valutare la possibilità che l'esonero sia prorogato sino all'anno 2013, e che i posti resisi vacanti in seguito agli esoneri concessi non vengano reintegrati nell'arco dello stesso periodo.


G/2518/17/1 e 5

LATRONICO

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

            premesso che l'articolo 3, commi da 44 a 52-bis, della legge 24 dicembre 2007 n. 244, disciplina il limite massimo degli emolumenti direttamente o indirettamente a carico delle pubbliche finanze;

            considerato che, in particolare, il comma 44, nono periodo, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, prevede che coloro che sono legati da un rapporto di lavoro con organismi pubblici anche economici ovvero con società a partecipazione pubblica o loro partecipate, collegate e controllate, e che sono al tempo stesso componenti degli organi di governo o di controllo dell'organismo o società con cui è instaurato un rapporto di lavoro, sono collocati di diritto in aspettativa senza assegni e con sospensione della loro iscrizione ai competenti istituti di previdenza e di assistenza;

            tenuto conto che il comma 52-bis del citato articolo 3 ha previsto per l'applicazione delle indicate disposizioni sulla base di un apposito regolamento governativo, tenendo conto, tra i criteri informatori, dell'esclusione dal computo che concorre alla definizione del limite della retribuzione percepita presso l'amministrazione di appartenenza nonché del trattamento di pensione;

            visto che, in attuazione di tale criterio legale, l'articolo 4, comma 2 del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, recante il regolamento di determinazione dei limiti massimi del trattamento economico onnicomprensivo a carico della finanza pubblica per i rapporti di lavoro dipendente o autonomo, prevede, per ciò che concerne il limite massimo retributivo, che ai fini della verifica del rispetto del limite non è computato il corrispettivo globale percepito per il rapporto di lavoro o il trattamento pensionistico corrisposti al soggetto destinatario, rispettivamente, dall'amministrazione o dalla società di appartenenza e dall'ente previdenziale;

            tenuto conto che il medesimo regolamento sopra indicato ha altresì rinviato, solo per quanto non espressamente disciplinato nello stesso, alle disposizioni sopra indicate contenute nei commi da 44 a 52-bis dell'articolo 3 della legge n. 244 del 2007, evidentemente come mero criterio residuale di rinvio formale che però, per l'individuazione del suo concreto contenuto, deve essere confrontato con lo specifico oggetto volta a volta in riferimento;

            considerato che le nuove disposizioni si applicano a decorrere dalla stipula o rinnovo dei contratti di riferimento successivi all'entrata in vigore del medesimo regolamento, e che pertanto dai prossimi mesi si rende attuale la necessità di definire compiuta mente il complessivo quadro normativo sopra delineato, risultando sostanzialmente spirato il diverso termine emergente per effetto del rinvio all'entrata in vigore del citato regolamento;

            considerato che, in tale ultima prospettiva, la previsione di cui al comma 44, non periodo, non può che considerarsi superata per effetto di quella contenuta nel comma 52-bis, lettera a), introdotta in sede di conversione del decreto-legge 3 giugno 2008 n. 97, convertito dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, alla quale poi ha fatto puntuale seguito quanto previsto nel sopra citato decreto del Presidente della Repubblica del 5 ottobre 2001, in quanto la necessità di non tenere conto della retribuzione percepita dal dipendente (criterio introdotto a livello legislativo in epoca successiva alla originaria, previsione della particolare sorte da riservare al dipendente chiamato anche a ricoprire incarichi di governo societario o nell'ente) necessariamente non consente di interrompere la corresponsione del medesimo trattamento retributivo per il dipendente che sia anche chiamato a svolgere ulteriori incarichi presso la medesima amministrazione o società, fermo il computo dell'ammontare del compenso eventualmente percepito per tali ultimi incarichi ulteriori secondo i rigorosi criteri dettati ai sensi dei commi 44 e seguenti, anche per evitare la inevitabile censura di illegittimità costituzionale da cui sarebbe affetta la disposizione ai sensi dell'articolo 36 della Costituzione, oltre che sotto il profilo dell'irragionevolezza;

            tenuto conto che, come è noto, in sede applicativa, l'interprete è tenuto a privilegiare comunque l'interpretazione costituzionalmente coerente della disposizione, che ne preservi, pertanto, la possibile dichiarazione di illegittimità (che invece deriverebbe, come illustrato, in caso di ipotetica pretesa di considerare comunque applica bile il citato comma 44, non periodo, anche dopo l'entrata in vigore e la piena applicazione delle disposizioni di cui al comma 52-bis, lettera a) e del relativo regolamento di attuazione sopra citato);

            rilevato che, pertanto, per i contratti stipulati o rinnovati a decorrere dall'entrata in vigore del sopra citato regolamento, l'unito esito interpretativo consentito legittimamente per salvare dalla irrimediabile illegittimità le disposizioni di cui al comma 44, non periodo, è quello per cui il legislatore ha voluto preservare una nuova ipotesi di collocazione in aspettativa senza assegni, in quanto legalmente introdotta nella disciplina dei relativi rapporti di lavoro, al di fuori ella disciplina contrattuale di categoria o delle previsioni normative di settore (che infatti non prevedono tale nuova opzione) evidentemente come facoltà a richiesta dell'interessato (anche tenuto conto delle ripercussioni negative di carattere previdenziale che verosimilmente potrebbe rivestire per lo stesso), senza con questo comportare la irrimediabile risoluzione del rapporto di lavoro subordinato in esame;

            tenuto conto altresì, peraltro, che diversamente opinando, fermo quanto sopra illustrato, a decorrere dalla stipula o dal rinnovo dei contratti interessati, si assisterebbe ad una proliferazione della spesa per le amministrazioni o società interessate. Infatti la collocazione in aspettativa di un soggetto legato da un rapporto di lavoro con organismi pubblici anche economici ovvero con società a partecipazione pubblica o loro partecipate, collegate e controllate avrebbe la immediata conseguenza di richiedere comunque la copertura della relativa posizione funzionale, pur dovendosi in ogni caso mantenere il posto in organico del titolare chiamato anche ad altro incarico, con conseguente aggravio di spesa per tali apparati;

            ritenuto che quanto illustrato costituisce pacifica e necessitata conseguenza del quadro normativo sommariamente riportato e che, pertanto, a tutela delle ragioni di certezza delle amministrazioni, degli enti e delle società interessate, nonché dei soggetti chiamati a prestare la propria attività lavorativa presso le citate articolazioni, gli esiti descritti possono considerarsi acquisiti, in mancanza di ipotetiche modifiche al suddetto contesto normativo, anche in assenza di eventuali espliciti diversi pronunciamenti delle amministrazioni chiamate a garantire la puntuale applicazione delle citate disposizioni, prima della scadenza dei termini ivi indicati,

        impegna il Governo

            ad adottare ogni utile misura di natura applicativa o interpretativa, volta ad assicurare certezza applicativa al complesso normativo di cui ai commi da 44 a 52-bis dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nel senso di cui in premessa, potendone confermare la condivisibilità anche nelle forme sopra descritte.


G/2518/18/1 e 5

D'ALIA, MARITATI

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        premesso che:

            Il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 ha previsto un potere discrezionale dell'amministrazione di accogliere o meno le richieste dei dipendenti di permanenza in servizio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo per un ulteriore biennio (articolo 72, comma 7) e un potere di risoluzione del rapporto di lavoro del dipendente pubblico che abbia raggiunto i 40 anni di anzianità contributiva effettiva (articolo 72, comma 2).

            Si tratta di previsioni che sono sostanzialmente finalizzate a realizzare un massiccio spoil-system, in particolare resta colpita l'amministrazione dell'Interno e l'ambito prefettizio.

            Inoltre, il decreto-legge 78 del 2010, all'articolo 9, comma 31, ha introdotto nuove limitazioni ai trattenimenti in servizio, che vanno a sommarsi a quelle già introdotte col decreto-legge 112 del 2008.

            A decorrere dall'entrata in vigore del decreto n. 78 del 2010, infatti, le amministrazioni che autorizzano trattenimenti in servizio (fatti salvi i provvedimenti già disposti con decorrenza anteriore al 31 dicembre 2010), dovranno scontare il relativo trattamento retributivo dalle risorse destinabili a nuove assunzioni sulla base delle cessazioni avvenute nell'anno precedente. La disposizione, inoltre, rende inefficaci i provvedimenti relativi ai trattenimenti in servizio disposti prima della data di entrata in vigore del presente decreto e aventi decorrenza successiva al 1º gennaio 2011.

            Questa ulteriore stringente previsione che – come si legge nella Relazione di accompagnamento al decreto – « equipara i trattenimenti in servizio a nuove assunzioni» è stata introdotta per costringere le amministrazioni ad esercitare in maniera più spinta il proprio potere discrezionale verso il diniego del trattenimento in servizio. Infatti, come si legge sempre nella Relazione tecnica: «si suppone che l'alternatività tra assunzione o trattenimento, introdotta con questa disposizione, comporti una ulteriore contrazione del fenomeno ... e potrebbe generare un forte disincentivo verso la concessione dei trattenimenti in servizio da parte delle amministrazioni». Peraltro, paradossalmente, tale intervento comporterebbe per i primi due anni (2011 e 2012) un aumento dei costi, mentre determinerebbe risparmi di spesa solo a partire dal 2013.

            Queste previsioni appaiono paradossali ed incoerenti rispetto ad una manovra di finanza pubblica che mentre penalizza i dipendenti pubblici che hanno maturato il diritto alla pensione costringendoli a restare in servizio per altri 12 mesi anche contro la propria volontà, obbliga ad andare in pensione i dipendenti che invece hanno manifestato la volontà a rimanere in servizio, costringendoli, per di più, in alcuni casi, a subire l'ulteriore penalizzazione di un'erogazione differita di una parte del trattamento di fine rapporto.

            Tali disposizioni appaiono, inoltre, incoerenti anche rispetto alla contestuale prevista estensione fino al 2013 (ulteriori due anni) della limitazione al turn over del personale.

            Per di più – a fronte dell'ulteriore previsione della manovra del 2010 che dispone, per il biennio 2008-2009, un contenimento degli aumenti retributivi già previsti dai rinnovi contrattuali del personale dipendente dalle pubbliche amministrazioni e dei miglioramenti economici del rimanente personale in regime di diritto pubblico entro il 3,2 per cento – costringendo al pensionamento i dipendenti che desiderano rimanere in servizio, li si penalizza ulteriormente vincolando il loro trattamento pensionistico ad un parametro di retribuzione più bassa rispetto ai miglioramenti già conseguiti,

        impegna il Governo:

            a far in modo che, a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto le modifiche previste in materia di trattenimento in servizio dei dipendenti pubblici alle disposizioni di cui all'articolo 72, comma 7 e comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dalle disposizioni di cui all'articolo 9, comma 31 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, non si applicano ai prefetti e che i provvedimenti di diniego di trattenimento in servizio già adottati aventi decorrenza successivamente al 1º gennaio 2011 sino privi d'effetto.


G/2518/19/1 e 5

DELLA MONICA, LUSI, CAROFIGLIO, CASSON, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, GALPERTI, MARITATI, ADAMO, CECCANTI, INCOSTANTE, FIORONI

ACCOLTO

Il Senato,

        premesso che:

            tra le uniche disposizioni di legge emanate dal Governo in adempimento della delega in materia civile, di cui alla legge 18 giugno 2009, n. 69, vi sono quelle di cui al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, sulla conciliazione obbligatoria per controversie civili e commerciali che, a partire dal marzo 2011, investirà negli ambiti civilistici anche settori economicamente e socialmente cruciali, come il condominio, le locazioni, il comparto assicurativo; il provvedimento sulla conciliazione obbligatoria presenta numerosi elementi di preoccupazione che l'avvocatura ha sottolineato ponendo in evidenza numerosi profili critici della normativa attuativa della delega, sostenendo che la media conciliazione obbligatoria è palesemente, incostituzionale e danneggia i cittadini e che il regolamento attuativo che la disciplina è da abrogare. L'avvocatura ha, altresì, sottolineato che la direttiva europea che detta le linee da seguire in materia di giustizia civile prevede espressamente la facoltatività e non l'obbligatorietà della mediazione, così come avviene in tutti i paesi dell'Unione europea;

            per tali ragioni, l'organismo unitario dell'avvocatura ha presentato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio e sta preparando un ulteriore ricorso alla Corte europea, azioni che si aggiungono alle migliaia di ricorsi presentati autonomamente da avvocati. Nei ricorsi si contestano numerose violazioni da parte del legislatore di norme di carattere costituzionale, come la lesione del diritto di difesa e del diritto di accesso alla tutela giurisdizionale, l'eccesso di delega, la violazione del principio di ragionevolezza e della riserva di legge sulle prestazioni personali, sottolineando; altresì, che, con ogni probabilità, la normativa introdotta renderà i costi a carico dei cittadini in sede conciliativa addirittura superiori al costo di un intero processo;

            l'aspetto più grave sta nel fatto che la formulazione da parte del mediatore della proposta di conciliazione e la sua accettazione o meno da parte dei cittadini (peraltro privi di assistenza legale) influenzano inderogabilmente l'esito del successivo processo (soprattutto in sede di valutazione sulle spese), caratterizzando si come veri e propri atti paragiurisdizionali, in quanto tali riservati all'autorità giudiziaria;

            il 12 gennaio 2011 si è già tenuta innanzi al Tar di Roma l'udienza per la sospensiva del decreto ministeriaIe attuativo della mediazione ed è stata fissata l'udienza per il merito al 9 marzo 2011, prima quindi dell'entrata in vigore della normativa;

            i rilievi mossi dall'avvocatura, e già in parte anticipati in sede di esame parlamentare nelle Commissioni di merito, appaiono in gran parte condivisibili. Occorre quindi che il Governo intervenga per correggere un intervento che potrebbe avere ulteriori effetti negativi sulla già grave situazione in cui versa l'amministrazione della giustizia civile,

        impegna il Governo:

            a prevedere la proroga per ulteriori dodici mesi, delle disposizioni di cui all'articolo 24 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, al fine di utilizzare questo ulteriore lasso di tempo per modificare gli aspetti critici della normativa, procedendo a una revisione complessiva dell'ambito oggettivo di applicazione dell'istituto (rivalutando le materie per le quali può trovare applicazione), introducendo criteri precisi per l'individuazione della competenza territoriale degli organismi di conciliazione; eliminando l'obbligatorietà del procedimento di conciliazione; garantendo l'obbligatorietà dell'assistenza tecnica per l'oggetto del procedimento, la natura procedimentale dell'istituto e la funzione preliminare rispetto al procedimento dinanzi all'autorità giudiziaria, su cui possano incidere pesantemente le vicende della fase mediatoria; per prevedere requisiti di qualificazione, formazione, professionalità e competenza per l'accesso all'albo dei mediatori; per valorizzare la funzione e il ruolo di terzietà del mediatore che deve facilitare la ricerca della soluzione, abolendo, conseguentemente, la facoltà di formulare una proposta« contumaciale» e comunque quando le parti non ne facciano richiesta; eliminare ogni contaminazione tra mediaconciliazione e processo. E ciò al fine di garantire che gli istituti della mediazione e della conciliazione, così come disciplinati dal decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, che ha dato attuazione alla delega contenuta nella legge n. 69 del 2009, siano realizzati non come alternativi al processo e come mezzi di «liquidazione» dei conflitti, ma come tramite per il loro superamento.


G/2518/20/1 e 5

DELLA MONICA, LUSI, CAROFIGLIO, CASSON, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, GALPERTI, MARITATI, ADAMO, CECCANTI, INCOSTANTE, FIORONI

RITIRATO

Il Senato,

        premesso che:

            tra le uniche disposizioni di legge emanate dal Governo in adempimento della delega in materia civile, di cui alla legge 18 giugno 2009, n. 69, vi sono quelle del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, sulla conciliazione obbligatoria per controversie civili e commerciali che, a partire dal marzo 2011, investirà negli ambiti civilistici anche settori economicamente e socialmente crociali, come il condominio, le locazioni, il comparto assicurativo;

            si tratta di un intervento che presenta numerosi elementi di preoccupazione. L'avvocatura ha posto in evidenza numerosi profili critici della normativa attuativa della delega, sostenendo che la media conciliazione obbligatoria è palesemente incostituzionale e danneggia i cittadini e che il regolamento attuativo che la disciplina è da abrogare. L'avvocatura ha altresì sottolineato che la direttiva europea che detta le linee da seguire in materia di giustizia civile prevede espressamente la facoltatività della mediazione, così come avviene in tutti i paesi dell'Unione europea;

            per tali ragioni, l'organismo unitario dell'avvocatura ha presentato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio e sta preparando un ulteriore ricorso alla Corte europea, azioni che si aggiungono alle migliaia di ricorsi presentati autonomamente dagli avvocati. Nei ricorsi si contestano numerose violazioni del legislatore di norme di carattere costituzionale, come la lesione del diritto di difesa e del diritto di accesso alla tutela giurisdizionale, l'eccesso di delega, la violazione del principio di ragionevolezza e della riserva di legge sulle prestazioni personali. Inoltre si sottolinea che, con ogni probabilità, la normativa introdotta renderà i costi monetari, che dovranno sostenere i cittadini in sede conciliativa, addirittura superiori al costo di un intero processo;

            l'aspetto più grave sta nel fatto che la formulazione da parte del mediatore della proposta di conciliazione e la sua accettazione o meno da parte dei cittadini (peraltro privi di assistenza legale) influenzano inderogabilmente l'esito del successivo processo (soprattutto in sede di valutazione sulle spese), caratterizzando si come veri e propri atti paragiurisdizionali, in quanto tali riservati all'autorità giudiziaria;

            il 12 gennaio 2011 si è già tenuta innanzi al Tar di Roma l'udienza per la sospensiva del decreto ministeriale attuativo della mediazione, ed è stata fissata l'udienza per il merito il 9 marzo 20 Il, prima quindi dell'entrata in vigore della normativa;

            i rilievi mossi dall'avvocatura, e già in parte anticipati in sede di esame parlamentare nelle Commissioni di merito, appaiono in gran parte condivisibili. Occorre quindi che il Governo intervenga per correggere un intervento che potrebbe avere ulteriori effetti negativi sulla già grave situazione in cui versa l'amministrazione della giustizia civile,

        impegna il Governo:

            a prevedere la proroga per ulteriori dodici mesi delle disposizioni di cui all'articolo 24 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, al fine di utilizzare questo ulteriore lasso di tempo per modificare gli aspetti critici della normativa, procedendo a una revisione complessiva dell'ambito oggettivo di applicazione dell'istituto (rivalutando le materie per le quali può trovare applicazione), introducendo criteri precisi per l'individuazione della competenza territoriale degli organismi di conciliazione; eliminando l'obbligatorietà del procedimento di conciliazione; garantendo l'obbligatorietà dell'assistenza tecnica, per l'oggetto del procedimento, la natura procedimentale dell'istituto e la funzione preliminare rispetto al procedimento dinanzi all'autorità giudiziaria, su cui possono incidere pesantemente le vicende della fase mediatoria; per prevedere requisiti di qualificazione, formazione, professionalità e competenza per l'accesso all'albo dei mediatori; per valorizzare la funzione e il ruolo di terzietà del mediatore, che deve facilitare la ricerca della soluzione, abolendo, in conseguenza, la facoltà di formulare una proposta «contumaciale» e comunque quando le parti non ne facciano richiesta; eliminare ogni contaminazione tra mediaconciliazione e processo. E ciò al fine di garantire che gli istituti della mediazione e della conciliazione, così come disciplinati dal decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, che ha dato attuazione alla delega contenuta nella legge n. 69 del 2009, siano realizzati non come alternativi al processo e come mezzi di «liquidazione» dei conflitti, ma come tramite per il loro superamento.


G/2518/21/1 e 5

DELLA MONICA, MARITATI, CAROFIGLIO, CASSON, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, GALPERTI, PERDUCA, LEGNINI, ADAMO, CECCANTI, INCOSTANTE, FIORONI

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        premesso che:

            il Governo, con il decreto-legge in esame, ha varato l'ennesima proroga dell'assetto della magistratura onoraria operante presso tribunali e procure, malgrado il preciso impegno assunto dal Ministro della giustizia di procedere ad una riforma organica del settore; questa impostazione dimostra l'incapacità riformatrice del Governo in un settore cruciale dell'organizzazione degli uffici giudiziari, la cui soluzione non può esaurirsi nel procrastinare a tempo indeterminato una riforma tanto importante ed attesa; la proroga prevista per il 2011 contiene, tra l'altro, una preoccupante novità poiché si prevede, al termine della proroga legale trimestrale fissata al 31 marzo 2011, una ulteriore proroga facoltativa fino alla fine dell'anno 2011, da adottarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, aprendo così un evidente problema di compatibilità della previsione con la riserva di legge fissata dall'articolo 108 della Costituzione in materia di ordinamento giudiziario; è necessario eliminare questa palese illegittimità in sede di conversione del decreto-legge, ribadendo la necessità ed urgenza che il Governo mantenga l'impegno di una riforma organica della magistratura onoraria, sollecitata da tutti gli operatori giudiziari,

        impegna il Governo:

            ad assicurare che, nel rispetto della riserva di legge disposta dalla Costituzione in materia di ordinamento giudiziario, la proroga dei termini relativa all'assetto della magistratura onoraria sia stabilita con norma di rango primario, pure nel più ampio termine previsto al 31 dicembre 2011;

            a garantire che l'assetto della magistratura ordinaria sia stabilito mediante una riforma ad essa dedicata, che la sottragga dalle condizioni di provvisorietà nella quale è mantenuta anche per effetto del regime di proroga.


G/2518/22/1 e 5

LI GOTTI, BELISARIO, PARDI, MASCITELLI

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge A.S. 2518 di conversione in legge del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 29 dicembre 2010,

        preso atto che:

            il provvedimento in oggetto reca proroghe di termini e di regimi giuridici contenuti in apposita tabella allegata. L'inusuale modalità di elencazione delle proroghe sembra mutuata dal meccanismo dei cosiddetti decreti «taglia-leggi», che ha fatto riscontrare diversi problemi applicativi in ordine alla vigenza o all'abrogazione di norme di particolare rilevanza;

        considerato che:

            l'entrata in vigore del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 ha determinato fra l'altro, con la decorrenza prevista dall'articolo 2272, comma 1, del medesimo decreto, l'abrogazione del decreto legislativo 14 febbraio 1948, n. 43, recante divieto delle associazioni di carattere militare;

            neppure tre mesi prima, il comma 1 dell'articolo 1 del decreto legislativo 1 dicembre 2009, n.179, in combinato disposto con l'allegato 1 allo stesso decreto, ne aveva tuttavia ritenuto indispensabile la permanenza in vigore;

            nonostante ripetute assicurazioni del Governo, al momento sembra che il predetto decreto legislativo 14 febbraio 1948, n. 43, resti abrogato, con grave rischio per la sicurezza nazionale e la sicurezza pubblica, nonché con conseguenze non prevedibili su procedimenti in corso;

        considerato, inoltre, che:

            in un altro caso, il Governo ha ritenuto di poter porre rimedio, mediante pubblicazione di apposita rettifica in Gazzetta ufficiale (n. 4 del 7 gennaio n. 11) all'erronea abrogazione, da parte del decreto legislativo n. 212 del 2010 (cosiddetto taglia leggi), del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404 (recante «Istituzione e funzionamento del tribunale per i minorenni»);

            il medesimo avviso di rettifica è stato altresì pubblicato, nella circostanza in questione, in ordine all'erronea abrogazione della normativa concernente l'utilizzo della lingua italiana degli uffici giudiziari;

            più recentemente, ulteriori problemi interpretativi sono sorti in riferimento al regime sanzionatorio delle infrazioni alla normativa di tutela degli alimenti ed in particolare in ordine alla vigenza della legge 30 aprile del 1962, n. 283, recante modifica degli articoli 242, 243, 247, 250 e 262 del testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande), rispetto alla presenza o meno di detta legge tra le norme abrogate dalla successiva legge 246 del 2005 (ugualmente nota anche come taglia leggi),

        impegnano il Governo:

            ad assumere con urgenza ed indifferibilità tutte le necessarie iniziative, volte ad assicurare la vigenza delle norme di cui al citato decreto legislativo n. 43 del 1948 al fine di garantire che permangano nell'ordinamento il divieto delle associazioni di carattere militare e le sanzioni ivi indicate, scongiurando in tal modo le gravi conseguenze di una abrogazione che appare peraltro ampiamente incostituzionale;

            a rivedere, con pari urgenza, i meccanismi di semplificazione e proroga legislativa in essere, al fine di evitare, in futuro, l'improvvida o erronea abrogazione di norme tanto delicate quali quelle di cui in premessa, nonché la sussistenza di dubbi circa la disciplina applicabile a tali fattispecie, con particolare riferimento a norme di carattere penale o volte alla tutela della sicurezza pubblica, ambientale o sanitaria.


G/2518/23/1 e 5

PERDUCA, PORETTI

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        premesso che:

            l'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, prevede la possibilità di prorogare con decreto del Presidente del consiglio dei ministri, fino al 31 dicembre 2011, il mandato dei componenti in carica dei Consigli della rappresentanza militare di cui all'articolo 2257 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;

            l'articolo 3, comma 7, del decreto-legge numero n. 152 del 4 novembre 2009, convertito con modificazioni dalla legge 29 dicembre 2009, n. 197, ha stabilito la proroga dei Consigli della Rappresentanza militare fino al 31 luglio del 2011, spostando il termine dell'attuale xº mandato di oltre un anno dalla data della sua naturale scadenza;

            mercoledì 24 febbraio 2010, nel corso della seduta n. 289 della Camera dei deputati il Governo ha accolto come raccomandazione l'Ordine del Giorno n. 9/3210/3 a firma dei deputati radicali Farina Coscioni, Beltrandi, Bernardini, Mecacci, Maurizio Turco, Zamparutti, presentato su iniziativa del Partito per la tutela dei diritti dei militari e forze di polizia (Pdm), finalizzato ad evitare ulteriori provvedimenti di proroga del mandato dei componenti dei Consigli della rappresentanza militare e sulla possibilità di estendere anche al personale delle Forze armate i pieni diritti sindacali al pari della Polizia di Stato;

            la notizia di una possibile ulteriore proroga del mandato elettivo degli attuali delegati Cocer, Coir e Cobar, diffusa dagli organi di stampa ha suscitato forti proteste da parte di tutti i militari che hanno visto nell'atto d'imperio già esercitato dal Governo una effettiva preclusione nell'esercizio di un diritto/dovere, quale è quello di poter-esprimere, tramite il proprio voto, il consenso o il dissenso verso l'operato degli attuali rappresentanti in carica, eletti nella primavera del 2006;

            un ulteriore provvedimento di proroga contribuirebbe ad accrescere il già evidente malcontento ampiamente diffuso tra gli appartenenti ai differenti ruoli delle Forze armate che, in più occasioni, non hanno esitato, attraverso i delegati di base e dei Consigli intermedi, a manifestare la loro sfiducia nei confronti degli organismi centrali e delle decisioni assunte senza il preventivo confronto con il personale; il giorno 11 gennaio scorso presso il tribunale militare di Roma, nel corso di un processo contro un delegato della rappresentanza militare dell'Arma dei carabinieri, è emerso che già dallo scorso mese di novembre 2009 sono in corso indagini della procura militare volte ad accertare i molteplici illeciti relativi al pagamento delle missioni dei delegati della rappresentanza militare;

            le ragioni di giustizia e i principi democratici di cui devono godere indistintamente tutti i cittadini militari devono essere posti a fondamento di una corretta azione amministrativa, ancorché esercitabile con proprio decreto dal Presidente del consiglio dei ministri;

            è compito del Governo garantire legalità e trasparenza anche in quei settori dello Stato, come le Forze armate, dove l'esercizio di taluni diritti sembra essere subordinato a perverse logiche antidemocratiche che dell'istituto della rappresentanza militare ne hanno fatto una questione d'interesse personale;

            appaiono già evidenti le possibili e incontrollabili ricadute sul morale del personale militare che non ha mancato di esprimere la propria contrarietà anche con atti e dichiarazioni ufficiali;

            si auspica, conseguentemente, una correzione di questa politica che, altrimenti, verrebbe a legittimare la sottrazione di un fondamentale diritto al personale delle Forze Armate, con la ulteriore conseguenza di rendere palese il disprezzo che un simile provvedimento normativo fa sorgere per la Costituzione ed i principi inalienabili in essa contenuti,

        impegna il Governo:

            a ristabilire i diritti previsti dalla Costituzione ponendo in essere ogni iniziativa legislativa idonea ad impedire fin da subito, ed anche per il futuro, la possibilità di prorogare il mandato dei Consigli della rappresentanza militare e conseguentemente a rendere effettivi i diritti sindacali per gli appartenenti alle Forze armate, tramite il riconoscimento agli stessi delle facoltà e dei diritti già riconosciuti al personale appartenente Polizia di Stato, dall'articolo 82 della legge 1º aprile 1981, n. 121, attuando ogni possibile azione volta ad accelerare il processo di riforma dell'Istituto della Rappresentanza militare, già all'esame del Parlamento; nonché, al fine di contenere la spesa pubblica ed evitare disparità di trattamento tra militari appartenenti alla medesima Forza armata, ovvero al medesimo Consiglio della Rappresentanza militare, ad emanare con la richiesta urgenza uno o più atti normativi, anche delegando il Ministro competente, finalizzati ad adeguare e rendere omogeneo il trattamento di missione percepito dai delegati dei Consigli Centrali della Rappresentanza militare con quello, di aggregazione per vitto e alloggio presso le strutture militari, effettivamente percepito dal restante personale delle Forze armate; nonché a voler assicurare che nell'ambito delle previste audizioni dei rappresentanti del Consiglio Centrale della Rappresentanza militare (Cocer), presso le competenti Commissioni parlamentari, siano preventivamente acquisiti i pareri dei Coir e Cobar confluenti.


G/2518/24/1 e 5 (testo 2)

CASSON, BIANCO

ACCOLTO

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge n. 2519,

        considerato che nella tabella n. 1 – allegata all'articolo 1 del decreto-legge – è menzionata la sola proroga del termine con decorrenza 31 dicembre 2010, contenuto nell'articolo 23, comma 9, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102,

        impegna il Governo:

            a valutare l'applicazione della disposizione in premessa con esclusivo riferimento alla proroga del termine per il completamento dell'adeguamento delle strutture alberghiere alle disposizioni in materia di prevenzione degli incendi nelle strutture ricettive, mantenendo invece fermo il termine (già decorso il 30 agosto 2009) per la presentazione – al Comando provinciale dei Vigili del fuoco competente per territorio – del progetto di adeguamento per l'acquisizione del parere di conformità previsto dall'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37. Di conseguenza, non dovrà aver luogo nessuna nuova fattispecie di sospensione dei procedimenti volti all'accertamento dell'ottemperanza agli obblighi previsti dal decreto del Ministro dell'interno in data 9 aprile 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del 20 maggio 1994.


G/2518/24/1 e 5

CASSON

VEDI TESTO 2

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge n. 2519,

        considerato che nella tabella n. 1 – allegata all'articolo 1 del decreto-legge – è menzionata la sola proroga del termine con decorrenza 31 dicembre 2010, contenuto nell'articolo 23, comma 9, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102,

        impegna il Governo:

            ad applicare la disposizione in premessa con esclusivo riferimento alla proroga del termine per il completamento dell'adeguamento delle strutture alberghiere alle disposizioni in materia di prevenzione degli incendi nelle strutture ricettive, mantenendo invece fermo il termine (già decorso il 30 agosto 2009) per la presentazione – al Comando provinciale dei Vigili del fuoco competente per territorio – del progetto di adeguamento per l'acquisizione del parere di conformità previsto dall'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37. Di conseguenza, non dovrà aver luogo nessuna nuova fattispecie di sospensione dei procedimenti volti all'accertamento dell'ottemperanza agli obblighi previsti dal decreto del Ministro dell'interno in data 9 aprile 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del 20 maggio 1994.


G/2518/25/1 e 5 (testo 2)

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, FOSSON

ACCOLTO

Il Senato,

        premesso che:

            gli immigrati che d'ora in poi presenteranno richiesta di permesso di soggiorno, in conformità al decreto del Ministro dell'interno 4 giugno 2010 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'11 giugno 2010, n. 134), entro due anni da detta richiesta dovranno portare il proprio livello di apprendimento della lingua italiana ad A2 – livello europeo – e superare il relativo esame;

            il suddetto decreto è entrato in vigore il 9 dicembre 2010,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità, compatibile con i vincoli costituzionali ed europei, che il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo nella regione del Trentino-Alto Adige sia subordinato al superamento, da parte del richiedente, di un test di conoscenza della lingua italiana o della lingua tedesca, le cui modalità di svolgimento saranno determinate con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.


G/2518/25/1 e 5

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, FOSSON

VEDI TESTO 2

Il Senato,

        premesso che:

            gli immigrati che d'ora in poi presenteranno richiesta di permesso di soggiorno, in conformità al decreto del Ministro dell'interno 4 giugno 2010 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'11 giugno 2010, n. 134), entro due anni da detta richiesta dovranno portare il proprio livello di apprendimento della lingua italiana ad A2 – livello europeo – e superare il relativo esame;

            il suddetto decreto è entrato in vigore il 9 dicembre 2010,

        impegna il Governo:

            a prevedere che il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo nella regione del Trentino-Alto Adige sia subordinato al superamento, da parte del richiedente, di un test di conoscenza della lingua italiana o della lingua tedesca, le cui modalità di svolgimento saranno determinate con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.


G/2518/26/1 e 5

FLERES

ACCOLTO

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge Atto Senato 2518,

        premesso che:

            la legge 26 luglio 1975, n. 354, recante norme sull'ordinamento penitenziario e sul! 'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà, prevede, al primo comma dell'articolo 20, che sia favorita la partecipazione dei soggetti detenuti in carcere a corsi di formazione professionale;

            il Regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, recante norme sull'ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà, all'articolo 42, stabilisce che le direzioni degli istituti penitenziari promuovono accordi con la regione e gli enti locali competenti, allo scopo di favorire la partecipazione dei detenuti a corsi di formazione professionale;

            è necessario non far venire meno ma semmai migliorare le capacità professionali dei reclusi per facilitare un loro rapido reinserimento nella società,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di modificare la legislazione vigente in materia di formazione professionale al fine di permettere la partecipazione dei soggetti detenuti in carcere a più corsi di formazione professionale, anche contemporaneamente, purché l'orario delle singole lezioni non presenti sovrapposizioni, e sino ad un massimo di dodici ore giornaliere, e che, ai fini dell'ammissione agli esami di fine corso sia sufficiente che i detenuti abbiano totalizzato almeno il 50 per cento delle presenze alle lezioni, e che che quest'ultima disposizione si possa applicare anche ai detenuti che frequentano corsi di formazione professionale di natura ordinaria.


G/2518/27/1 e 5

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI

ACCOLTO

Il Senato,

            in sede di esame del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie (A.5. 2518);

        premesso che:

            i premi dell'assicurazione per responsabilità civile auto solo nel 2010 sono aumentati del 17% e, effettuando una valutazione su un più lungo periodo, si constata un aumento del 174% dal 1994 ad oggi, ovvero un'impennata che non accenna a fermarsi per il 2011;

            numerosi interventi volti alla riduzione dei prezzi delle polizze contro gli incidenti stradali quali Iiberalizzazioni, blocchi delle tariffe, multe dell'Antitrust, sentenze delle autorità di vigilanza e tavoli di conciliazione tra compagnie e consumatori, in passato sono rimasti senza adeguata risposta o hanno avuto soltanto un effetto transitorio;

            nel corso degli ultimi anni, si è registrato un incremento dei prezzi della polizze assicurative distribuito in maniera non uniforme sul territorio nazionale e, in particolare, nel rapporto tra Nord e Sud del paese, in cui è il secondo a subire un peso maggiore dei premi;

            lo stesso Sindacato degli agenti assicurativi ha evidenziato l'allarmante situazione nelle aree territoriali del mezzogiorno a fronte della chiusura, in molti casi in modo del tutto ingiustificato, di numerose filiali delle varie compagnie assicurative;

            in un recente incontro tra il Ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, e le presidenze dell'lsvap e Ania, avente come obiettivo principale quello di ridurre il prezzo delle Rca del 15-18%, è emersa la necessità di rivedere le modalità di funzionamento dell'indennizzo diretto e il sistema di rimborso delle lesioni fisiche, e di rafforzare gli strumenti per combattere le frodi e cancellare il tacito rinnovo;

        rilevato che:

            le polizze per responsabilità civile auto hanno subìto un aumento dei costi, nonostante sia stata registrata una diminuzione degli incidenti stradali, al punto che le tariffe delle assicurazioni auto mostrano un iter simile a quello dei prezzi dei generi alimentari, che salgono nonostante il crollo dei prezzi all'origine;

            secondo le valutazioni del presidente dell'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di interesse Collettivo (ISVAP), in sede di audizione presso la 10 Commissione permanente del Senato il 28 luglio 2010, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul settore dell'assicurazione di autoveicoli, con particolare riferimento al mercato ed alla dinamica dei premi dell'assicurazione per responsabilità civile auto (RCA), sulla determinazione del costo finale delle polizze RCA in Italia intervengono fattori di natura esogena come il rilevante fenomeno della incidentalità, l'elevato peso dei sinistri con lesioni, la valutazione giurisprudenziale dei risarcimenti e la presenza di fenomeni fraudolenti;

            l'amministratore delegato di INA Assitalia, in sede di audizione presso la 10 Commissione permanente del Senato il 3 novembre 2010, ha sottolineato la necessità di adottare dei provvedimenti in materia di contrasto alle frodi con particolare riguardo all'istituzione di un'apposita Agenzia governativa antifrode a livello di mercato;

            le compagnie assicurative al Sud, dando per scontata la presenza di fattori che fanno lievitare i loro costi, tra cui l'alto livello di truffe, si cautelano con un aumento generalizzato e preventivo dei premi, di conseguenza penalizzando anche gli automobilisti onesti e disciplinati;

            l'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo (ISVAP) è intervenuto in modo deciso per vigilare le Assicurazioni, soprattutto a seguito della diatriba tra le Compagnie del Nord e Sud sul risarcimento dei danni;

        constatato che,

            nonostante l'introduzione di alcuni interventi di Iiberalizzazione del mercato assicurativo nel periodo 2006-2008, non si è ancora attivato un efficace processo concorrenziale tra le compagnie assicurative le quali, pur vittime delle truffe, non sono in una reale situazione di concorrenza tra di loro;

            tutto ciò premesso,

        impegna il Governo:

            ad adottare apposite iniziative finalizzate a rafforzare il processo di liberalizzazione e il livello di concorrenza del settore assicurativo, nonché a ridurre le inefficienze presenti nell'intera filiera organizzativa delle compagnie di assicurazione, i cui costi ricadono inevitabilmente sui cittadini;

            in tale ambito, ad affrontare, con urgenza, il problema dell'incremento costante dei premi dell'assicurazione per responsabilità civile e dei rigonfia menti dei costi legali, al fine di ridurre il costo medio delle RCA e riportare ad uniformità i livelli delle tariffe su tutto il territorio nazionale;

            in particolare, a prevedere che la definizione dei premi di assicurazione della RCA siano parametrate alla condotta di guida e al grado di incidentalità dell'assicurato, come rileva bile dall'attestato di rischio, e non sulla base del luogo di residenza.


G/2518/28/1 e 5

VIMERCATI, MARCO FILIPPI, RUSCONI

ACCOLTO

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge AS 2518 recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie;

        premesso che:

            secondo il Programma Regionale Lombardo di Sviluppo della IX legislatura, approvato con DCR n. IX/56 del 28 settembre 2010 e pubblicato sul BURL n. 40 dell'8 ottobre 2010, 30 s.s.: «Il servizio di navigazione lombardo su laghi e vie navigabili trasporta passeggeri, veicoli e merci in grandi quantità e pertanto si dovrà ulteriormente puntare sulla navigazione sia come mezzo di trasporto che a fini turistici e ricreativi quale forma di mobilità dolce sulla quale investire per il futuro. In tal senso la bacinizzazione del Po e la via d'acqua Locarno – Milano insieme alla regionalizzazione della navigazione sui grandi laghi e sui grandi fiumi costituiscono elemento qualificante dell'azione regionale dei prossimi anni»;

            la Lombardia è la regione italiana con più vie navigabili, contando oltre 100 km di coste navigabili, più di 200 porti turistici e 5 porti, e il servizio di navigazione lombardo trasporta ogni anno 8,5 milioni di passeggeri e 700.000 veicoli e le sue banchine commerciali trattano più di un milione di tonnellate di merci;

            dopo il recente completamento del processo di delega delle competenze in materia di navigazione, la Regione Lombardia è competente a vario titolo sui servizi di navigazione lacuale pubblica;

        considerato che:

            la legge 13 dicembre 2010, n. 220, Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2011), ha stabilito una riduzione delle risorse destinate all'attività la Gestione governativa per la navigazione sui laghi di Garda, Como e Maggiore pari al 40 per cento e che tale decisione comporterà un'importante contrazione dei servizi con conseguenze negative per l'occupazione e l'utenza e discapito dello sviluppo turistico e commerciale dei territori lacustri della Lombardia;

            nonostante il decreto del Presidente della Repubblica n. 14 gennaio 1972, n. 55, il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 e il decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 abbiano previsto il trasferimento alle regioni competenti della gestione governativa per la navigazione dei laghi Maggiore, di Garda e di Como, ad oggi non è stata data ancora attuazione a tale previsione;

            il decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie (il cosiddetto decreto Milleproroghe), non prevede l'annunciata estensione al 2011 dei meccanismi che, per porre rimedio ad analoghe riduzioni di risorse operate nel 2009, sono stati previsti dal comma 4 dell'articolo 7-sexies della legge 9 aprile 2009, n. 33 di conversione deI decreto-legge n. 5 del 2009 («Al fine di scongiurare la possibilità che sia promessa la continuità del servizio pubblico di navigazione sui laghi Maggiore, di Garda e di Como, alla Gestione governativa navigazione laghi per gli esercizi finanziari 2009 e 2010 è consentito l'utilizzo degli avanzi di amministrazione risultanti dai bilanci 2007 e 2008»);

            gli utili di gestione risultanti dal conto economico 2010 della Navilaghi, l'ente di gestione più importante è la Gestione governativa per la navigazione sui laghi Maggiore, di Garda e di Como, saranno incamerati dallo Stato secondo quanto disposto dall'articolo 4 della legge 18 luglio 1957, n. 614, Sistemazione dei servizi pubblici di linea di navigazione sui laghi Maggiore, di Garda e di Como, anziché essere utilizzati per garantire il servizio,

        impegna il Governo:

            ad assicurare le risorse necessarie all'attività della Gestione governativa per la navigazione sui laghi Maggiore, di Garda e di Como;

            a procedere in ordine al trasferimento alle regioni della gestione e delle risorse in materia lacuale, al fine di attuare un reale decentramento.


G/2518/29/1 e 5 (testo 2)

ADAMO

ACCOLTO

Il Senato,

        premesso che:

            relativamente al personale dirigenziale della Pubblica amministrazione, l'articolo 9, comma 31 del decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 prevede, tra le altre cose, che «I trattenimenti in servizio aventi decorrenza successiva al 1º gennaio 2011, disposti prima dell'entrata in vigore del presente decreto, sono privi di effetti»;

            anteriormente al già citato decreto-legge 78/2010 i dirigenti tecnici ed amministrativi del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, al pari di altri dirigenti pubblici, una volta raggiunti i 40 anni di servizio e i 65 anni di età potevano chiedere la proroga di mantenimento in servizio per altri due anni (fino a 67 anni), fatta salva la facoltà dell'Amministrazione di concederla o meno;

            sulla base della normativa previgente molti dirigenti tecnici ed amministrativi del MIUR avevano richiesto e ottenuto la proroga la proroga di due anni per il mantenimento in servizio fino a 67 anni di età;

            l'annullamento della proroga determinato dall'articolo 9 del già citato decreto-legge 78/2010 comporta per coloro i quali avevano avanzato richiesta di trattenimento in servizio prime del 31 maggio 2010 – data dì entrata in vigore del decreto-legge – la cessazione del trattenimento in servizio ma, al tempo stesso lo scaglionamento del Trattamento di fine rapporto (TFR);

            la mancata proroga del mantenimento in servizio e il contestuale blocco delle assunzioni disposto all'interno della manovra triennale del Governo hanno fatto sì che frequentemente il Ministero dell'istruzione abbia fatto ricorso, per far fronte alla carenza di organico di livello dirigenziale, a differenti tipologie d'impiego quali contratti di collaborazione;

            il ricorso a tipologie contrattuali occasionali o a tempo determinato rispetto a delle procedure concorsuali incrementa il margine di discrezionalità nella selezione dei dirigenti e denota una carenza di progettualità in termini complessivi di governance del sistema, soprattutto in regioni, quali la Lombardia, ove la carenza di personale dirigenziale è particolarmente grave;

        considerato che:

            a fronte del già citato blocco dei concorsi e del turn over stabilitonella manovra triennale del Governo, la mancata proroga per il mantenimento in servizio dei dirigenti MIUR genererà dei seri problemi nella gestione complessiva dell'amministrazione scolastica;

            non è possibile individuare alcuna procedura concorsuale attualmente in corso o di cui si possa intravedere la conclusione entro il 2011 né vi sono graduatorie di idonei a cui poter attingere;

            particolarmente preoccupante è la situazione nelle regioni del Centro e Nord Italia e in particolare in Lombardia, dove nel corso dell'anno scolastico 2010-2011 la direzione scolastica regionale ha visto già il pensionamento di 5 dirigenti, a nessuno dei quali è sino ad ora subentrato alcun neo-assunto;

            dal novembre 2010 al novembre 2011 complessivamente 88 dirigenti in tutta Italia avranno ottenuto il pensionamento, senza che vi sia la possibilità di sostituirne alcuno a causa del blocco delle assunzioni,

        impegna il Governo a:

            adottare ulteriori misure idonee ad assicurare il regolare andamento dell'amministrazione della Pubblica istruzione con particolare riferimento al personale dirigenziale;

            rimediare alla carenza di personale dirigenziale tramite l'indizione di procedure concorsuali;

            procedere con una programmazione di lungo periodo in grado di stabilire gradualmente un corretto rapporto tra numero di nuove assunzioni e numero di pensionamenti;

            in assenza di misure in grado di assicurare l'opportuno turn over, adottare una soluzione emergenziale e di breve periodo prorogando fino al 2012 il mantenimento in servizio di coloro i quali hanno avanzato siffatta richiesta entro il 31 maggio 2010, anche al fine evitare un eventuale, quanto prevedibile, contenzioso sollevato dai soggetti interessati.


G/2518/29/1 e 5

ADAMO

VEDI TESTO 2

Il Senato,

        premesso che:

            relativamente al personale dirigenziale della Pubblica amministrazione, l'articolo 9, comma 31 del decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 prevede, tra le altre cose, che «I trattenimenti in servizio aventi decorrenza successiva al 1º gennaio 2011, disposti prima dell'entrata in vigore del presente decreto, sono privi di effetti»;

            anteriormente al già citato decreto-legge 78/2010 i dirigenti tecnici ed amministrativi del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, al pari di altri dirigenti pubblici, una volta raggiunti i 40 anni di servizio e i 65 anni di età potevano chiedere la proroga di mantenimento in servizio per altri due anni (fino a 67 anni), fatta salva la facoltà dell'Amministrazione di concederla o meno;

            sulla base della normativa previgente molti dirigenti tecnici ed amministrativi del MIUR avevano richiesto e ottenuto la proroga la proroga di due anni per il mantenimento in servizio fino a 67 anni di età;

            l'annullamento della proroga determinato dall'articolo 9 del già citato decreto-legge 78/2010 comporta per coloro i quali avevano avanzato richiesta di trattenimento in servizio prime del 31 maggio 2010 – data dì entrata in vigore del decreto-legge – la cessazione del trattenimento in servizio ma, al tempo stesso lo scaglionamento del Trattamento di fine rapporto (TFR);

            la mancata proroga del mantenimento in servizio e il contestuale blocco delle assunzioni disposto all'interno della manovra triennale del Governo hanno fatto sì che frequentemente il Ministero dell'istruzione abbia fatto ricorso, per far fronte alla carenza di organico di livello dirigenziale, a differenti tipologie d'impiego quali contratti di collaborazione;

            il ricorso a tipologie contrattuali occasionali o a tempo determinato rispetto a delle procedure concorsuali incrementa il margine di discrezionalità nella selezione dei dirigenti e denota una carenza di progettualità in termini complessivi di governance del sistema, soprattutto in regioni, quali la Lombardia, ove la carenza di personale dirigenziale è particolarmente grave;

        considerato che:

            a fronte del già citato blocco dei concorsi e del turn over stabilitonella manovra triennale del Governo, la mancata proroga per il mantenimento in servizio dei dirigenti MIUR genererà dei seri problemi nella gestione complessiva dell'amministrazione scolastica;

            non è possibile individuare alcuna procedura concorsuale attualmente in corso o di cui si possa intravedere la conclusione entro il 2011 né vi sono graduatorie di idonei a cui poter attingere;

            particolarmente preoccupante è la situazione nelle regioni del Centro e Nord Italia e in particolare in Lombardia, dove nel corso dell'anno scolastico 2010-2011 la direzione scolastica regionale ha visto già il pensionamento di 5 dirigenti, a nessuno dei quali è sino ad ora subentrato alcun neo-assunto;

            dal novembre 2010 al novembre 2011 complessivamente 88 dirigenti in tutta Italia avranno ottenuto il pensionamento, senza che vi sia la possibilità di sostituirne alcuno a causa del blocco delle assunzioni,

        impegna il Governo a:

            adottare tempestivamente le misure idonee ad assicurare il regolare andamento dell'amministrazione della Pubblica istruzione con particolare riferimento al personale dirigenziale;

            rimediare alla grave carenza di personale dirigenziale tramite l'indizione di procedure concorsuali;

            procedere con una programmazione di lungo periodo in grado di stabilire gradualmente un corretto rapporto tra numero di nuove assunzioni e numero di pensionamenti;

            in assenza di misure in grado di assicurare l'opportuno turn over, adottare una soluzione emergenziale e di breve periodo prorogando fino al 2012 il mantenimento in servizio di coloro i quali hanno avanzato siffatta richiesta entro il 31 maggio 2010, anche al fine evitare un eventuale, quanto prevedibile, contenzioso sollevato dai soggetti interessati.


G/2518/30/1 e 5

ANNA MARIA SERAFINI, AMATI, BASSOLI

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        premesso che:

            con il decreto del Presidente della repubblica 24 luglio 1977 n. 616, in attuazione della delega di cui all'articolo 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382, è stato attuato un primo trasferimento a Regioni, comuni, province e comunità montane di una serie di funzioni amministrative precedentemente esercitate dallo Stato;

            con il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sono state conferite funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59, articoli 128 e 132;

            la legge 8 novembre 2000, n. 328, prevede un sistema integrato di servizi sociali di sostegno alla famiglia. In particolare, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, di tale legge, i soggetti in condizione di povertà o con limitato reddito o con incapacità totale o parziale di provvedere alle proprie esigenze per inabilità di ordine fisico e psichico, con difficoltà di inserimento nella vita sociale attiva e nel mercato del lavoro, nonché i soggetti sottoposti a provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria che rendono necessari interventi assistenziali, hanno diritto ad accedere prioritariamente ai servizi e alle prestazioni erogati dal sistema integrato di interventi e servizi sociali;

            gli Enti Locali, nella gestione dei Servizi Sociali alla persona, si avvalgono generalmente della collaborazione degli enti gestori dei servizi operanti nel settore della cooperazione sociale, dell'associazionismo e degli enti no-profit;

        considerato che:

            a causa dei ritardi nei trasferimenti dei fondi da parte dello Stato e delle Regioni, nonché per i vincoli derivanti dalla necessità del rispetto del patto di stabilità, si verifica una carenza di liquidità di cassa che determina un ritardo nei pagamenti per le prestazioni degli enti del terzo settore;

            la natura particolare degli enti del terzo settore e la loro fragilità strutturale e finanziaria non consente loro di sopportare, oltre un periodo di tempo limitato, una esposizione finanziaria così elevata, con la conseguenza che nelle attuali condizioni numerosi enti del terzo settore corrono il rischio assai elevato di dover interrompere la propria attività;

            tale situazione arrecherebbe un danno notevole e irreparabile agli utenti di tali servizi e attività: case famiglia, centri diurni socio-educativi per minori a rischio, centri di prevenzione e presa in carico di bambini abusati e maltrattati, centri socio-ricreativi per anziani, centri di aggregazione e socializzazione per disabili, servizi integrati di accoglienza ed integrazione immigrati, e numerosi altri;

            particolarmente drammatica appare la situazione del Comune di Napoli, dove, a causa dei ritardi nei trasferimenti dei fondi da parte dello Stato e della Regione, si verifica una carenza di liquidità di cassa che determina un ritardo nei pagamenti per le prestazioni degli enti gestori dei servizi operanti nel settore della cooperazione sociale, dell'associazionismo e degli enti no-profit,

        impegna il Governo:

            a provvedere alla modifica dell'articolo 1 del decreto ministeriale del 28 maggio 1993, recante «Individuazione ai fini della non assoggettabilità ed esecuzione forzata, dei servizi locali indispensabili dei comuni, delle province e delle comunità montane, nel senso di introdurre, tra i servizi indispensabili dei comuni, i servizi sociali rivolti alle fasce più fragili della popolazione (infanzia, adolescenza, anziani, disabili, immigrati, tossicodipendenti, donne maltrattate).


G/2518/31/1 e 5

FLERES

ACCOLTO

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge Atto Senato 2518,

        premesso che:

            l'articolo 128 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante «Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi, forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE», prevede che gli enti locali svolgano l'attività di realizzazione dei lavori pubblici sulla base di un programma triennale e di suoi aggiornamenti annuali predisposti ed approvati secondo la normativa vigente;

            la mancanza di fondi, di progetti, e la dilatazione dei tempi imposti dall'amministrazione spesso nella pratica si traduce nella mancata realizzazione di molte opere;

            è opportuno permettere agli enti locali di realizzare nel minor tempo possibile le opere previste dai rispettivi piani triennali e favorirne la necessaria progettazione,

        impegna il Governo:

            a valutare la possibilità di istituire presso il Ministero delle infrastrutture un Fondo di rotazione destinato esclusivamente ad anticipare le somme necessarie alla progettazione delle opere inserite nei predetti piani triennali degli enti locali secondo l'ordine di priorità indicato dagli enti stessi.


G/2518/32/1 e 5

MALAN, RELATORE

ACCOLTO

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge Atto Senato 2518,

premesso che:

con il decreto legislativo n. 128 del 2010, di modifica del Codice dell'Ambiente, è stata vietata la ricerca, la prospezione e la coltivazione dì idrocarburi liquidi e gassosi non solo all'interno delle aree marine e costiere protette, ma anche in un raggio di dodici miglia marine dal perimetro esterno di tali aree e, limitatamente agli idrocarburi liquidi, nella fascia marina compresa entro cinque miglia marine dalle linee di base delle acque territoriali lungo l'intero perimetro costiero nazionale (articolo 6, comma 17 del D.Lgs. 152/06);

questa disposizione provoca un impatto estremamente negativo, sia per l'attività mineraria in quanto circa il 50 per cento degli impianti attualmente attivi è collocato in aree potenzialmente ricadenti nel divieto e sia sul fronte del gettito fiscale connesso agli attivati livelli di proventi delle royalties,

impegna il Governo

a modificare la norma prevedendo un regime transitorio che garantisca la possibilità per gli impiantì già in esercizio di continuare la propria attività sino alla scadenza delle relative concessioni.

 

 


G/2518/33/1 e 5 (già em. 2.0.96)

POLI BORTONE, D'ALIA, BIANCHI, GIAI, GUSTAVINO, PETERLINI, PINZGER, SBARBATI, SERRA

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        premesso che:

            numerosi lavoratori pugliesi della sanità chiedono che sia proseguito il processo di internalizzazione, cioè di assunzione alle dirette dipendenze della sanità regionale di tutto quel personale che attualmente è dipendente di aziende che gestiscono i servizi sanitari per conto delle AsI;

            tale processo di internalizzazione – che riguarda circa 8.000 lavoratori – è attualmente sospeso in attesa della decisione della Consulta, in seguito al ricorso del Governo che chiedeva prima l'approvazione del piano di rientro dal deficit sanitario della Regione Puglia. Risulta, infatti, sospesa la legge regionale n. 4 del 25 febbraio 2010;

            portare a termine il progetto di internalizzazione dei servizi in tutte le Asl pugliesi, significherebbe uscire dalla precarietà e riacquistare dignità di uomini e di lavoratori. L'importanza del progetto sta soprattutto nella riqualificazione del personale per rispondere appieno alle esigenze dell'utenza e al risparmio delle risorse economiche;

            l'internalizzazione dei servizi consentirebbe, inoltre, di evitare la fase di intermediazione tra l'azienda privata e l'Asl alla quale, oggi, qualsiasi problematica è sottoposta sempre e comunque, provocando dei ritardi anche quando c'è l'esigenza di una risoluzione immediata; in questi giorni, in una nota, il Ministro per i rapporti con le Regioni e la coesione territoriale, Raffaele Fitto, in merito alla manifestazione dei lavoratori della Sanità pugliese tenutasi a Roma ha dichiarato: La già preannunciata disponibilità del Governo, e mia personale, nei confronti dei lavoratori precari e da internalizzare della sanità pugliese, non è mai venuta meno. Tuttavia non mi sentirei coerente – aggiunge – se la manifestassi promettendo di sostenere un percorso che non va nel loro interesse e protestando in piazza contro me stesso, come ha fatto il Presidente della Regione, promotore della legge n. 4 del 2010 su cui, come per leggi analoghe di altre Regioni italiane, pende il giudizio della Corte Costituzionale, e firmatario di un accordo con il Governo che prevede la sospensione degli effetti di quella legge proprio in attesa della decisione della Consulta,

        impegna il Governo

            ad adoperarsi affinché vengano individuate soluzioni legittime e possibili nell'interesse reale e non illusorio dei lavoratori e venga portato, quindi, a termine il progetto di internalizzazione dei circa 8.000 lavoratori dei Servizi della Sanità pugliese.


G/2518/34/1 e 5 (già em. 2.432)

POLI BORTONE, D'ALIA, BIANCHI, GIAI, GUSTAVINO, PETERLINI, PINZGER, SBARBATI, SERRA

VEDI TESTO 2

Il Senato,

        premesso che:

            la legge 24 aprile 1941, n. 392, tratta del trasferimento ai Comuni del servizio dei locali e dei mobili degli Uffici giudiziari;

            essa prevede che una serie di spese necessarie per lo stabilimento delle Corti e Sezioni di Corti di appello, per le Procure generali, per le Corti di assise, dei Tribunali, per i locali ad uso degli Uffici giudiziari, per gli affitti, riparazioni, manutenzione, illuminazione, riscaldamento, per le provviste di acqua, il servizio telefonico, ed altre indicate nell'articolo l siano a carico esclusivo dei Comuni nei quali hanno sede gli Uffici giudiziari, senza alcun concorso nelle stesse da parte degli altri Comuni componenti la circoscrizione giudiziaria;

            ai detti Comuni sedi di Uffici giudiziari viene corrisposto invece dallo Stato un contributo annuo alle spese medesime nella misura stabilita nella tabella allegata alla legge;

            sarebbe opportuno modificare la citata legge n. 392 qualora, mediante l'introduzione del leasing per la quota di fitto che il Ministero della giustizia rimborsa ai comuni, il Comune decida che sia più conveniente l'acquisto dell'immobile, visto che è preferibile la patrimonializzazione piuttosto che buttare via soldi pagando fitti,

        impegna il Governo

            a prevedere che i contratti di locazione di immobili destinati ad Uffici giudiziari, stipulati fra lo Stato ed i comuni, possono essere trasformati in contratti di leasing per l'acquisto degli immobili, sedi di Uffici giudiziari, da parte dei comuni, utilizzando quale rata di pagamento la quota del contributo a carico del Ministero della giustizia, previsto dall'articolo 2, comma l, della legge n. 392/1941 relativo alle pigioni.


G/2518/34/1 e 5 (testo 2)

POLI BORTONE, D'ALIA, BIANCHI, GIAI, GUSTAVINO, PETERLINI, PINZGER, SBARBATI, SERRA

ACCOLTO

Il Senato,

        premesso che:

            la legge 24 aprile 1941, n. 392, tratta del trasferimento ai Comuni del servizio dei locali e dei mobili degli Uffici giudiziari;

            essa prevede che una serie di spese necessarie per lo stabilimento delle Corti e Sezioni di Corti di appello, per le Procure generali, per le Corti di assise, dei Tribunali, per i locali ad uso degli Uffici giudiziari, per gli affitti, riparazioni, manutenzione, illuminazione, riscaldamento, per le provviste di acqua, il servizio telefonico, ed altre indicate nell'articolo l siano a carico esclusivo dei Comuni nei quali hanno sede gli Uffici giudiziari, senza alcun concorso nelle stesse da parte degli altri Comuni componenti la circoscrizione giudiziaria;

            ai detti Comuni sedi di Uffici giudiziari viene corrisposto invece dallo Stato un contributo annuo alle spese medesime nella misura stabilita nella tabella allegata alla legge;

            sarebbe opportuno modificare la citata legge n. 392 qualora, mediante l'introduzione del leasing per la quota di fitto che il Ministero della giustizia rimborsa ai comuni, il Comune decida che sia più conveniente l'acquisto dell'immobile, visto che è preferibile la patrimonializzazione piuttosto che buttare via soldi pagando fitti,

        impegna il Governo

            a valutare iniziative che consentano che i contratti di locazione di immobili destinati ad Uffici giudiziari, stipulati fra lo Stato ed i comuni, possano essere trasformati in contratti di leasing per l'acquisto degli immobili, sedi di Uffici giudiziari, da parte dei comuni, utilizzando quale rata di pagamento la quota del contributo a carico del Ministero della giustizia, previsto dall'articolo 2, comma l, della legge n. 392/1941 relativo alle pigioni.


G/2518/35/1 e 5 (già em. 2.0.163)

POLI BORTONE, D'ALIA, BIANCHI, GIAI, GUSTAVINO, PETERLINI, PINZGER, SBARBATI, SERRA

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        premesso che:

            l'articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, rubricato «Specificità delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco» stabilisce, tra le altre cose, che ai fini della tutela economica, pensionistica e previdenziale, è riconosciuta la specificità del ruolo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché dello stato giuridico del personale ad essi appartenente, in virtù dei peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attività usuranti;

            tuttavia le disposizioni di cui all'articolo 12 della citata legge 183 del 2010, trovano applicazione anche nei confronti del personale del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, determinando il collocamento in pensione degli aventi diritto, trascorsi dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti;

            seppur nella consapevolezza che la stessa legge 183/2010 rinvia la disciplina attuativa di quanto disposto dall'articolo 19 comma 1 a successivi provvedimenti legislativi,

        impegna il Governo

            ad adoperarsi al fine di salvaguardare gli operatori del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco dalle disposizioni in oggetto, in quanto impiegati in attività particolarmente usuranti, consentendone il collocamento in pensione nello stesso anno di maturazione dei previsti requisiti;

            a porre in essere analoghe disposizioni di tutela nei confronti degli operatori delle Forze Armate e delle Forze di Polizia ad ordinamento civile e militare.


G/2518/36/1 e 5

MALAN, RELATORE

ACCOLTO

Il Senato,

        considerato che:

            con l'articolo 55, comma 2-quinquies del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010 n. 122 si è previsto, a maggiore tutela degli interessi pubblici erariali e di difesa della salute pubblica, che tra i requisiti soggettivi per la gestione di una rivendita di generi di monopolio vi sia anche l'idoneità professionale da conseguirsi entro sei mesi dalla assegnazione della rivendita attraverso il superamento di appositi corsi di formazione condotti sotto l'egida dell'amministrazione pubblica;

        rilevato che:

            tale disposizione è dettata, attese le finalità sopra specificate ed espressamente recepite nel testo di legge, per garantire adeguati requisiti professionali in tutti coloro che siano o possano concretamente assumere il ruolo di gestori di una rivendita di generi di monopolio, anche in considerazione della equiparazione tra le categorie del titolare della predetta rivendita ed il coadiutore, ai sensi dell'articolo 28 della legge n.1293/57 che, all'ultimo comma, testualmente prevede che "Al coadiutore e agli assistenti sono estese le disposizioni dell'articolo 6 e dell'articolo 7, n. 2 e 3", e cioè proprio quelle sopra rammentate di recente modificate in virtù del sopra citato decreto legge n. 78/2010, come convertito dalla legge n. 122/2010;

        preso atto, pertanto, che:

            nella disciplina di legge della materia esiste una esplicita e diretta equiparazione tra i requisiti richiesti per il titolare ed il coadiutore di una rivendita di generi di monopolio, e che per entrambi appare non ulteriormente differibile l'avvio del programma di formazione specifica previsto ai sensi della normativa sopra rammentata, pena il rischio di fare incorrere i numerosi operatori interessati in una pressocchè inevitabile quanto evidente causa di esclusione dalla gestione dei magazzini di vendita, con ripercussioni che potrebbero essere irreversibili sia per la salvezza finanziaria dei tanti piccoli commercianti interessati, sia per gli interessi pubblici erariali e di difesa della salute che rischierebbero di venire travolti, aprendo le porte ad una distribuzione senza regole ed affidata ai canali illegali,

        invita il Governo

            ad adottare ogni misura applicativa affinché il termine per l'avvio della attività di formazione di cui in premessa non superi la data del 15 marzo 2011 per la formazione sia di tutti i titolari sia dei coadiutori delle rivendite di generi di monopolio.


G/2518/37/1 e 5 (già em. 2.15)

BRICOLO, PAOLO FRANCO, VACCARI, CAGNIN, MARIAPIA GARAVAGLIA, BODEGA, VALLI

ACCOLTO

Il Senato,

premesso che:

l'articolo 2, comma 2 prevede un differimento dei termini relativi al versamento dei tributi, nonché dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali per le aree interessate dagli eventi alluvionali verificatisi in Veneto nel periodo 31/10/2010 - 02/11/2010;

è necessario che tale intervento sia affiancato da ulteriori misure di sostegno alla ripresa economica delle aree interessate dagli eventi alluvionali, che in particolare consentano alle piccole e medie imprese, comprese quelle commerciali, agricole, turistiche e di servizi, di ottenere un accesso agevolato al credito bancario;

un siffatto intervento appare strategico per consentire il ripristino dell'attività delle imprese danneggiate in conseguenza dei fenomeni alluvionali, ed in particolare per rendere possibile una tempestiva ricostruzione delle strutture e degli impianti danneggiati dall'alluvione,

impegna il Governo

a favore della Regione Veneto a finanziare le spese conseguenti allo stato di emergenza e per la copertura degli oneri conseguenti e ad autorizzare la spesa di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011 e 2012.


G/2518/38/1 e 5 (già em. 1.178)

TANCREDI, GASPARRI, QUAGLIARIELLO

ACCOLTO

Il Senato,

in sede di discussione del disegno di legge Atto Senato n. 2518 recante "Conversione in legge del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie",

premesso che:

interesse della Comunità europea è di realizzare un mercato unico e competitivo a vantaggio delle piccole e medio imprese che, a causa di una eccessiva burocratizzazione o di prescrizioni legislative limitanti, impediscono la libera circolazione di servizi e la libertà di stabilimento di un prestatore che ha desiderio di svolgere la propria attività d'impresa in uno Stato diverso da quello d'origine. Certamente la Comunità europea non intende perseguire tale obiettivo riducendo al fallimento decine dì migliaia di famiglie italiane determinandone, tra le varie infauste conseguenze, anche l'automatica espulsione dal mercato unico, dando vita, in tal modo, ad una disparità di trattamento tra i cittadini europei;

la Direttiva Servizi nelle sue premesse e, a seguire nei suoi articolati, prevede autorizzazioni temporanee per il prestatore interessato a far circolare un proprio servizio, mentre prevede la necessità di ricorrere al sistema dell'automatico rinnovo laddove il prestatore voglia e abbia bisogno di certezza del lungo termine al fine di stabilire in modo stabile e duraturo la propria impresa (art. 11 Dir. Serv.),

considerato che:

in Italia con la costituzione del sistema dell'automatismo in materia di concessioni demaniali marittime è stata realizzata una tipologia di turismo unica al mondo, non solo unica in Europa. Essa è una specificità nazionale costituita da tante specificità locali e regionali. Una vera e propria tipicità culturale che va salvaguardata così come i principi comunitari prevedono;

appare necessario evitare che un repentino mutamento normativo trasformi e distrugga l'opera di costruzione dì oltre 30.000 imprese, di persone, che vivono di questo settore direttamente ed indirettamente e l'obbligo, in assenza di una compiuta indagine conoscitiva della materia, di concedere un termine, dal giusto respiro, all'interno di un provvedimento legislativo di riordino della materia, per dare tranquillità e certezza a chi negli anni precedenti aveva deciso di stabilire la propria impresa realizzando vere e proprie aziende turistiche,

impegna il Governo:

a non vanificare quanto sino ad oggi garantito, attraverso la tutela dell'affidamento, principio caro all'Italia ma nondimeno anche alla Comunità europea;

a inserire, già nel provvedimento di intesa tra Stato e Regioni, propedeutico ad una legge quadro di riordino della materia, una norma transitoria, congrua, per consentire il certo e ordinato svolgimento della vita di un'azienda nonché l'ulteriore facoltà della possibile rinegoziazione dei titoli pendenti per la migliore stabilizzazione dell'azienda turistica esistente ed il perseguimento del miglior interesse pubblico data la particolare professionalità acquisita nel corso degli anni;

ad attivare gli strumenti che la stessa Comunità europea indica per la risoluzione di eventuali disparità, valutando la possibile esclusione delle concessioni demaniali con finalità turistico ricreative dalla direttiva servizi o con deroga dalla stessa tramite l'attività di Monitoraggio che si concluderà quest'anno il 28.12.2011, data entro cui il Consiglio dei Ministri può decretarne l'esclusione.


G/2518/39/1 e 5 (già em. 2.238)

LEGNINI, BONFRISCO

ACCOLTO

Il Senato,

premesso che:

l'accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese è fondamentale per una ripresa più veloce e più diffusa;

in Italia le piccole realtà produttive sono ancora la maggioranza e rischiano il fallimento, penalizzate dalla crisi dei consumi e dalla crescente difficoltà nell'ottenere finanziamenti;

la grave carenza di liquidità e di risorse destinate agli investimenti, dovuta anche ai ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni, sta colpendo una vasta area di piccole e piccolissime imprese;

l'accesso al credito da parte di un gran numero di imprese, soprattutto di piccole dimensioni, è stato garantito in questo periodo di scarsa liquidità, grazie alla presenza dei Consorzi fidi;

i Confidi fino ad oggi hanno fatto fronte all'emergenza con risorse limitate rispetto alle esigenze di molti imprenditori che, pur essendo in grave difficoltà, chiedono credito proprio con l'obiettivo di traguardare la fase più drammatica della crisi e salvare oltre alle proprie aziende anche i propri dipendenti;

nel corso degli anni i Confidi hanno sviluppato una rete di conoscenze dirette delle realtà imprenditoriali che si è tradotto in un patrimonio fiduciario senza eguali;

essi rappresentano gli interlocutori naturali per le imprese ma anche per le banche in virtù proprio dì quel patrimonio di conoscenza acquisito e del capitale fiduciario di cui sono depositari,

impegna il Governo:

a prevedere che le disposizioni di cui all'articolo 12 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, che al fine assicurare un adeguato flusso di finanziamenti all'economia e un adeguato livello di patrimontalizzazione del sistema bancario, autorizzano la sottoscrizione pubblica di obbligazioni bancarie speciali da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, si applichino, fino al 31 dicembre 2011, anche nei confronti dei Confidi iscritti nell'elenco allegato di cui all'articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385;

a prevedere, al fine di accelerare lo sviluppo delle cooperative e dei consorzi di garanzia collettivi fidi, che l'efficacia delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi 134 e 135, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, relativi alla possibilità per i confidi di imputare i contributi pubblici al fondo consortile, e che disciplina la gestione di fondi pubblici di agevolazione, sia prorogata fino al 30 giugno 2011.


G/2518/40/1 e 5

MALAN, RELATORE

Il Senato,

premesso che:

con il decreto legislativo n. 128 del 2010, di modifica del Codice dell'ambiente, è stata vietata la ricerca, la prospezione e la coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi non solo all'interno delle aree marine e costiere protette, ma anche in un raggio di dodici miglia marine dal perimetro esterno di tali aree e, limitatamente agli idrocarburi liquidi, nella fascia marina compresa entro cinque miglia marine dalle linee di base delle acque territoriali lungo l'intero perimetro costiero nazionale (articolo 6, comma 17, del decreto legislativo n. 152 del 2006);

questa disposizione provoca un impatto estremamente negativo, sia per l'attività mineraria, in quanto circa il 50 per cento degli impianti attualmente attivi è collocato in aree potenzialmente ricadenti nel divieto, e sia sul fronte del gettito fiscale connesso agli attivati livelli di proventi delle royalties,

impegna il Governo

a modificare la norma prevedendo un regime transitorio che garantisca la possibilità per gli impianti già in esercizio di continuare la propria attività sino alla scadenza delle relative concessioni.


G/2518/41/1 e 5 (già em. 2.241 testo 2)

LEGNINI

ACCOLTO

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie (A.S. 2518),

premesso che:

l'articolo 50-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, ha istituito e disciplinato i depositi fiscali ai fini IVA per la custodia di beni nazionali e comunitari ed ha stabilito che le operazioni di immissione in libera pratica di beni non comunitari destinati ad essere introdotti in un deposito IVA sono effettuati senza pagamento dell'imposta sul valore aggiunto;

in tal caso, i soggetti passivi d'imposta agli effetti dell'Iva sono tenuti a provvedere ad assolvere l'imposta sul valore aggiunto, mediante il meccanismo dell'inversione contabile, ai momento dell'estrazione dei beni dal deposito Iva,

considerato che,

recentemente l'amministrazione finanziaria ha iniziato a contestare l'utilizzo virtuale ovvero esclusivamente contabile del deposito fiscale ai fini IVA da parte degli operatori ritenendo che la disciplina del suddetto istituto presupponga la materiale introduzione fisica dei beni nel deposito e che non sia sufficiente la sola annotazione dei beni nel registro di cui al comma 3 del medesimo articolo 50-bis;

alla luce di tale interpretazione, l'Agenzia delle entrate ha proceduto, pertanto, a recuperare l'imposta non assolta in dogana dagli operatori in virtù della suddetta esenzione,

tuttavia, sugli stessi beni per i quali l'Agenzia delle entrate pretende di recuperare l'imposta, i soggetti passivi, nella gran parte dei casi, hanno già assolto al pagamento dell'imposta sul valore aggiunto in seguito all'estrazione dei beni dal deposito fiscale ai fini IVA, con ciò realizzando una duplicazione dell'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto in dipendenza del medesimo presupposto,

osservato che,

alla luce del princìpi di sostanzialità, effettività, proporzionalità e divieto di duplice imposizione, ai quali si ispira l'ordinamento tributario nazionale e comunitario, e in considerazione della necessaria neutralità dell'Iva per gli operatori economici, le predette modalità di recupero d'imposta IVA appaiono del tutto inopportune e tali da recare un evidente pregiudizio economico e finanziario a carico dei soggetti coinvolti,

impegna il Governo:

ad emanare, entro brevi termini, apposite disposizioni finalizzate a prevedere che i beni non comunitari possano essere introdotti in un deposito fiscale ai fini IVA anche attraverso la sola annotazione della relativa operazione nel registro di cui al comma 3 dell'articolo 50-bis dei decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, e che l'imposta sul valore aggiunto su tali operazioni non sia comunque ulteriormente dovuta qualora la stessa sia stata integralmente assolta, seppure irregolarmente, attraverso il meccanismo dell'inversione contabile al momento dell'istallazione dei beni stessi dal deposito IVA,

a sollecitare l'Agenzia delle entrate a sospendere, nelle more della definizione delle suddette disposizioni, le iniziative di recupero dell'imposta IVA relative all'utilizzo virtuale ovvero esclusivamente contabile del deposito fiscale ai fini IVA per beni non comunitari da parte degli operatori.


G/2518/42/1 e 5 (già em. 2.264)

ANTEZZA, PIGNEDOLI, ANDRIA, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, SOLIANI, RANDAZZO, BUBBICO

Il Senato,

premesso che:

l'attività di miglioramento genetico del bestiame allevato, determinando l'aumento qualitativo e quantitativo delle produzioni zootecniche, costituisce un valido strumento a salvaguardia dei livelli dì reddito degli allevatori e della produzione zootecnica nazionale;

tale attività, inoltre, incrementa notevolmente il livello qualitativo delle produzioni zootecniche, contribuisce a elevare gli standard di sicurezza alimentare, favorisce la tracciabilità e il benessere animale e assicura la conservazione delle tipicità delle produzioni zootecniche e il mantenimento delle biodiversità;

i positivi risultati conseguiti in oltre sessanta anni di attività dalle associazioni allevatori, grazie sia alla contribuzione pubblica che alle quote corrisposte degli allevatori che vi aderiscono, hanno portato l'Italia a primeggiare tra i Paesi a zootecnia più avanzata. Il mancato finanziamento dell'attività metterebbe a rischio la sopravvivenza del sistema selettivo allevatoriale e la continuità della selezione genetica italiana, con conseguenze fortemente penalizzanti per il reddito degli allevatori, per il miglioramento qualitativo e quantitativo della produzione nazionale di latte e carne, per la sicurezza alimentare e per la tracciabilità dei prodotti,

considerato che:

l'azzeramento delle risorse previste per lo svolgimento delle funzioni pubbliche relative ai controlli funzionali sulle attitudini produttive delle razze di interesse zootecnico mette a rischio la sopravvivenza della selezione genetica nazionale, vanificando di fatto decenni di investimenti pubblici fin qui sostenuti, e consegnando tutto lo sviluppo genetico del patrimonio zootecnico nazionale nelle mani di gruppi di aziende provenienti dall'estero,

impegna il Governo:

a ripristinare in tempi ravvicinati, con il primo provvedimento utile allo scopo, il finanziamento delle attività di controllo delle attitudini produttive per ogni specie e tipo zootecnico, previste dalla legge 15 gennaio 1991, n. 30, sulla riproduzione animale ed attuate tramite le Associazioni Provinciali allevatori, per un importo pari a 56,5 milioni di euro.


G/2518/43/1 e 5 (già em. 2.599)

VITA, BONINO, PERDUCA, PORETTI, LEGNINI, MERCATALI

ACCOLTO

Il Senato,

premesso che:

per l'importanza del ruolo svolto da Radio Radicale nella trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari, l'articolo 2, comma 3, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 gennaio 2005, n. 25, ha autorizzato la spesa di 9,9, milioni di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011 per la proroga della convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico ed il Centro di produzione s.p.a;

la convenzione è attiva dal 1994 ed è stata rinnovata, a partire dal 2000, con le leggi finanziarie;

la legge n. 224 del 1998, confermando lo strumento della convenzione da stipulare a seguito di gara pubblica, ha disposto, in via transitoria, il rinnovo per un triennio della convenzione a suo tempo stipulata tra il Ministero delle comunicazioni e il Centro servizi Spa, per la trasmissione radiofonica dei lavori parlamentari;

le successive proroghe triennali sono state autorizzate e finanziate con leggi finanziarie: da ultimo, l'articolo 1, comma 1242, della legge finanziaria 2007 (legge n. 296 del 2006) ha autorizzato la spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009;

non si comprende la ragione del mancato rinnovo della convenzione,

impegna il Governo:

a reperire le risorse necessarie, non inferiori, a 10,2 milioni di euro per l'anno 2012 per la proroga della convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico e il Centro di produzione S.p.a., ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge 11 luglio 1998, n. 224.


G/2518/44/1 e 5

MARINI, LEGNINI, LUSI, MICHELONI

ACCOLTO

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 2518 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

premesso che:

la crisi economica ha duramente colpito il tessuto produttivo ed economico-sociale della Regione Abruzzo, già provata dagli eventi sismici dell'aprile 2009;

in particolare, il polo chimico di Bussi sul Tirino ha visto molte delle sue industrie trasferire la propria attività altrove, generando una grave situazione occupazionale nell'area interessata. Non sono state finora trovate soluzioni adeguate per scongiurare il rischio di una definitiva decadenza del polo chimico, che provocherebbe inevitabili ulteriori ricadute sulla situazione occupazionale;

sembra dunque necessario intervenire a sostegno degli ultimi lavoratori rimasti, attualmente a rischio di licenziamento,

considerato che:

in applicazione dell'articolo 3, comma 133, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Finanziaria 2004), i lavoratori dello stabilimento ex ACNA di Cengio esposti al rischio chimico da cloro, nitro e ammine, hanno diritto dal 2004 al beneficio previdenziale consistente nella moltiplicazione del periodo di esposizione per il coefficiente di 1,5 sia ai fini della maturazione del diritto di accesso alla prestazione pensionistica sia ai fini della determinazione dell'importo della medesima. I lavoratori del polo chimico di Bussi sul Tirino risultano esposti ai medesimi rischi e al grave inquinamento ambientale dovuto alle discariche abusive site nell'area,

impegna il Governo:

ad estendere ai lavoratori del polo chimico di Bussi sul Tirino i benefici previdenziali previsti dall'articolo 3, comma 133 della legge 24 dicembre 2003, n. 350.


G/2518/45/1 e 5 (già em. 2.243 e 2.244)

VIMERCATI, VITA, MARCO FILIPPI, RANUCCI, DONAGGIO, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, SIRCANA, PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, FOSSON

ACCOLTO

Il Senato,

premesso che:

l'articolo 2, comma 19, del decreto-legge n. 225 del 2010 in esame, prevede che sia prorogato sino al 31 dicembre 2011 l'obbligo di ottenere una licenza dal questore per l'apertura di "Internet point", circoscrivendo al medesimo tempo tale obbligo solo a coloro che svolgono tale attività a titolo di attività principale, ed abroga invece le disposizioni che prevedono l'obbligo per i titolari ed i gestori di "Internet point" di identificare gli utenti e di monitorarne l'attività;

il Governo ha presentato in Senato, in data 13 dicembre 2010, il disegno di legge n. 2494, attualmente all'esame delle Commissioni riunite Affari costituzionali e giustizia, che prevede la completa abrogazione dell'articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, motivando tale scelta con la volontà di garantire il pieno sviluppo delle nuove tecnologie e degli strumenti web, che sarebbero penalizzati dagli appesantimenti burocratici disposti da tale articolo, nonché con la necessità di adeguarsi alla normativa dei maggiori Paesi occidentali, che in nessun caso prevedono restrizioni così pesanti alle reti Internet e soprattutto al Wi. Fi.;

disegni di legge in tal senso sono stati inoltre presentati sia ai Senato che alla Camera da parte di rappresentanti di partiti di maggioranza ed opposizione,

impegna il Governo:

a valutare l'opportunità di procedere alla completa soppressione dell'obbligo di ottenere licenza dal questore per l'apertura di "Internet point", procedendo all'abrogazione dell'articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144.


G/2518/46/1 e 5 (già em. 2.147 testo 2)

LATRONICO

ACCOLTO

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 2518 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

premesso che:

il personale proveniente dai consorzi agrari assunto successivamente al 10 gennaio 1997 e collocato in mobilità collettiva alla data del 31 dicembre 2008 affronta difficoltà serie di ricollocazione,

impegna il Governo:

ad individuare tutte le misure utili a consentire la ricollocazione presso enti pubblici e privati operanti nel settore agricolo e nel settore dell'agricoltura, ovvero presso le regioni o presso altri enti locali del territorio, anche previa riqualificazione professionale, del personale proveniente dai consorzi agrari, anche assunto successivamente al 10 gennaio 1997 e collocato in mobilità collettiva alla data del 31 dicembre 2008, nei limiti delle dotazioni organiche vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge,

ad individuare tutte le misure utili a consentire alle imprese private che assumono detti lavoratori di utilizzare le agevolazioni contributive previste dall'articolo 8, comma 2 e 4 e dall'articolo 25, comma 9 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni.


G/2518/47/1 e 5 (già em. 2.0.248 testo 2)

STRADIOTTO, GIARETTA, SAIA, LANNUTTI, MARIAPIA GARAVAGLIA, FISTAROL

ACCOLTO

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 2518 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

impegna il Governo:

a provvedere, per quanto di propria competenza, affinché sia dato seguito ai contenuti dell'emendamento 2.0.248 (testo 2).


G/2518/48/1 e 5 (già em. 2.0.2000)

MALAN, RELATORE

ACCOLTO

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 2518 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

impegna il Governo:

a provvedere, per quanto di propria competenza, affinché sia dato seguito ai contenuti dell'emendamento 2.0.2000.


G/2518/49/1 e 5 (già em. 2.0.108)

LUSI, BIANCO, ADAMO, BASTICO, CECCANTI, DE SENA, INCOSTANTE, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI, MERCATALI, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, MORANDO, NICOLA ROSSI, ROILO, ADRAGNA, BLAZINA, GHEDINI, ICHINO, NEROZZI, PASSONI, TREU

ACCOLTO

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 2518 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

impegna il Governo:

a provvedere, per quanto di propria competenza, affinché sia dato seguito ai contenuti dell'emendamento 2.0.108.


G/2518/50/1 e 5 (già em. 2.339)

PARDI, GIAMBRONE

ACCOLTO

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 2518 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

impegna il Governo:

a provvedere, per quanto di propria competenza, affinché sia dato seguito ai contenuti dell'emendamento 2.339.


G/2518/51/1 e 5 (già em. 2.381)

PARDI, GIAMBRONE

ACCOLTO

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 2518 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

impegna il Governo:

a provvedere, per quanto di propria competenza, affinché sia dato seguito ai contenuti dell'emendamento 2.381.


G/2518/52/1 e 5 (già em. 2.382)

PARDI, GIAMBRONE

ACCOLTO

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 2518 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

impegna il Governo:

a provvedere, per quanto di propria competenza, affinché sia dato seguito ai contenuti dell'emendamento 2.382.


G/2518/53/1 e 5 (già em. 2.320)

FLERES

ACCOLTO

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 2518 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

impegna il Governo:

a provvedere, per quanto di propria competenza, affinché sia dato seguito ai contenuti dell'emendamento 2.320.


G/2518/54/1 e 5 (già em. 2.322)

FLERES

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 2518 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

impegna il Governo:

a provvedere, per quanto di propria competenza, affinché sia dato seguito ai contenuti dell'emendamento 2.322.


G/2518/55/1 e 5 (già em. 2.306)

ZANETTA, SALTAMARTINI

ACCOLTO

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 2518 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

impegna il Governo:

a provvedere, per quanto di propria competenza, affinché sia dato seguito ai contenuti dell'emendamento 2.306.


G/2518/56/1 e 5 (già em. 2.367)

LEGNINI, LUSI, MARINI

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 2518 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

impegna il Governo:

a provvedere, per quanto di propria competenza, affinché sia dato seguito ai contenuti dell'emendamento 2.367.


G/2518/57/1 e 5 (già em. 2.27)

ANDRIA, ARMATO, CARLONI, CHIAROMONTE, DE LUCA, INCOSTANTE

ACCOLTO

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 2518 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

impegna il Governo:

a provvedere, per quanto di propria competenza, affinché sia dato seguito ai contenuti dell'emendamento 2.27.


G/2518/58/1 e 5 (già em. 2.93)

POLI BORTONE, D'ALIA, BIANCHI, GIAI, GUSTAVINO, PETERLINI, PINZGER, SBARBATI, SERRA, VITA, D'AMBROSIO LETTIERI, AMORUSO, GALLO, COSTA, MAZZARACCHIO, MORRA, NESSA

ACCOLTO

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 2518 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

impegna il Governo:

a provvedere, per quanto di propria competenza, affinché sia dato seguito ai contenuti dell'emendamento 2.93.


G/2518/59/1 e 5 (già em. 2.620)

BATTAGLIA

ACCOLTO

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 2518 di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie,

impegna il Governo:

a provvedere, per quanto di propria competenza, affinché sia dato seguito ai contenuti dell'emendamento 2.620.

 


1.1

RUSCONI

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 1. – 1. È fissato al 31 dicembre 2011 il termine di scadenza dei termini e dei regimi giuridici indicati nella tabella 1 allegata con scadenza in data anteriore al 15 marzo 2011».


1.2

VITALI

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 1. – 1. È fissato al 31 dicembre 2011 il termine di scadenza dei termini e dei regimi giuridici indicati nella tabella 1 allegata con scadenza in data anteriore al 15 marzo 2011».


1.3

ZANETTA

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 1. – 1. È fissato al 31 dicembre 2011 il termine di scadenza dei termini e dei regimi giuridici indicati nella tabella 1 allegata con scadenza in data anteriore al 15 marzo 2011.»


1.4

D'ALIA, SAIA, DE ANGELIS, MILANA, OLIVA, PISTORIO

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 1. – 1. È fissato al 31 dicembre 2011 il termine di scadenza dei termini e dei regimi giuridici indicati nella tabella 1 allegata al presente decreto legge».


1.5

BONFRISCO, TANCREDI

Alla tabella 1, sostituire la seconda voce con la seguente:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 maggio 2010          articolo 6, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, limitatamente all'ente di cui alla legge 21 novembre 1950, n. 897 e agli enti di cui alla legge 29 dicembre 1993, n. 580.


1.6

BONFRISCO, TANCREDI

Alla tabella 1, al quinto rigo sopprimere le seguenti parole: «, con esclusivo riferimento al trasporto pubblico locale».

        Conseguentemente all'articolo 2, dopo il comma 19 inserire le seguenti parole: «all'articolo 23-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e sue successive modificazioni il secondo periodo del comma 9 si interpreta nel senso che le disposizioni ivi contenute si applicano non solo alle società quotate in mercati regolamentati, ma anche alle società da queste direttamente o indirettamente controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile».


1.7

D'ALIA, BIANCHI, GUSTAVINO, GIAI, GALIOTO, POLI BORTONE, SBARBATI, SERRA

Alla Tabella 1, prevista dall'articolo 1, «FONTE NORMATIVA – articolo 23-bis, comma 8, lettera e), del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, con esclusivo riferimento al trasporto pubblico locale», aggiungere, in fine, le seguenti parole: «ed a tutti gli affidamenti diretti ad operatori privati di va/ore economico non superiore a 80.000,00 euro annui».


1.8

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI

Al comma 1, Tabella 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

20 novembre 2008      articolo 6-sexies, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133


1.9

D'AMBROSIO LETTIERI

Alla tabella 1 allegata sostituire, la voce: «articolo 17, comma 19, del decreto-legge 10 luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102», con la seguente: «art. 5 comma 1, del decreto legge 30 dicembre 2008, n. 207, modificato dall'articolo 2 comma 8 del decreto-legge n. 194 del 2009, convertito con la legge 26 febbraio 2010, n. 25».


1.10

DELLA SETA, FERRANTE

Alla Tabella 1, di cui all'articolo 1, comma 1, sostituire la voce:

TERMINE                   FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 17, commi 15, 16 e 17 del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009 n. 102

articolo 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni e articolo 66, commi 9-bis e 14 e del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni

articolo 66, comma 13, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni

articolo 17, comma 19, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102

con la seguente:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 17, commi 15, 16 e 17 del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009 n. 102

articolo 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni e articolo 66, commi 9-bis e 14 e del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive modificazioni

articolo 66, comma 13, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni

articolo 17, comma 19, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102

articolo 5, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, come modificato dal comma 8 dell'articolo 2 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con modificazioni in legge 26 febbraio 2010, n. 25


1.11

SPADONI URBANI

Alla tabella 1 allegata sopprimere la voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 3, comma 1-bis, del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge Il luglio 2003,n. 170


1.12

MAZZATORTA, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Alla tabella 1, sopprimere il seguente riferimento: «10 gennaio 2011 – articolo 7, comma 31-sexies, primo periodo, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122».


1.13

CAFORIO, MASCITELLI, PARDI

Alla tabella 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

30 luglio 2011            Articolo 2257 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66


1.14

SCANU, AMATI, CRISAFULLI, DEL VECCHIO, GASBARRI, NEGRI, PEGORER

Alla tabella 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

30 luglio 2011            Articolo 2257 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66


1.15

ANDRIA, ARMATO, CARLONI, CHIAROMONTE, DE LUCA, INCOSTANTE

Al comma 1, tabella 1, sopprimere le seguenti voci:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       Articolo 43, comma 12, del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177

        Conseguentemente, dopo l'articolo 2, aggiungere il seguente:

«Art. 2-bis.

        1. Al fine di consentire alle amministrazioni centrali di pervenire ad una progressiva riduzione della spesa corrente primaria in rapporto al PIL, nel corso degli anni 2011 e 2012, le spese di funzionamento relative alle missioni di spesa di ciascun Ministero sono ridotte, rispetto alle dotazioni previste dalla legge di Bilancio, del 1,5 per cento per ciascun anno. Per gli stessi 2011 e 2012, le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, previste dalla legge di Bilancio, relative alla categoria interventi, sono ridotte dello 0,5 per cento. Per gli stessi anni, le dotazioni finanziarie per le missioni di spesa per ciascun Ministero previste dalla legge di Bilancio, relative alle categorie oneri comuni di conto capitale e oneri comuni di parte corrente sono ridotte dello 1 per cento per ciascuno dei due anni. Per gli anni 2013, 2014 e 2015 le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun ministero possono aumentare in termini nominali, in ciascun anno rispetto alla spesa corrispondente registrata nel conto Consuntivo dell'anno precedente, di una percentuale non superiore al 50 per cento dell'incremento del PIL nominale previsto dalla Decisione di Finanza pubblica di cui all'Articolo 10 della legge n. 196 del 2009 e fissato nella Risoluzione parlamentare approvativa della stessa.

        2. Al solo scopo di consentire alle Amministrazioni centrali di pervenire al conseguimento degli obiettivi fissati dal comma 1, in deroga alle norme in materia di flessibilità di cui all'articolo 23 della legge 31 dicembre 2009 n. 196, limitatamente al quinquennio 2011-2015, anche al fine di rispettare l'invarianza degli effetti su saldi di finanza pubblica fissati con legge di Bilancio, possono essere rimodulate le dotazioni finanziarie tra i di ciascuno stato di previsione, con riferimento alle spese di cui all'articolo 21 commi 6 e 7 della medesima legge n. 196 del 2009. In appositi allegati degli stati di previsione della spesa sono indicate le autorizzazioni di spesa di cui si propongono le modifiche e i corrispondenti importi. Resta precluso l'utilizzo degli stanzia menti in conto capitale per finanziare spese correnti.

        3. Il Governo, al fine di conseguire gli obiettivi di cui al comma 1, propone ogni anno, nel disegno di legge di Stabilità, tutte le modificazioni legislative che ritenga indispensabili e associa alla legge 4 marzo 2009, n. 15, per ogni anno del triennio, precisi obiettivi di risparmio.

        4. Per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, quota parte dei maggiori risparmi di spesa di cui ai commi da 1 a 3, si provvede fino a concorrenza dei relativi oneri alla copertura degli oneri di cui al comma 5.

        5. Al comma 8 dell'articolo 2 della legge n. 244 del 2007, alle parole: ''2008, 2009 e 2010'' sono aggiunte le seguenti: ''e per gli anni 2011, 2012 e 2013''.


1.15 (testo 2)

ANDRIA, ARMATO, CARLONI, CHIAROMONTE, DE LUCA, INCOSTANTE

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Al fine di consentire alle amministrazioni centrali di pervenire ad una progressiva riduzione della spesa corrente primaria in rapporto al PIL, nel corso degli anni 2011 e 2012, le spese di funzionamento relative alle missioni di spesa di ciascun Ministero sono ridotte, rispetto alle dotazioni previste dalla legge di Bilancio, del 1,5 per cento per ciascun anno. Per gli stessi anni 2011 e 2012, le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, previste dalla legge di Bilancio, relative alla categoria "interventi", sono ridotte dello 0,5 per cento. Per gli stessi anni, le dotazioni finanziarie per le missioni di spesa per ciascun Ministero previste dalla legge di Bilancio, relative alle categorie "oneri comuni di conto capitale" e "oneri comuni di parte corrente" sono ridotte dello 1 per cento per ciascuno dei due anni. Per gli anni 2013, 2014 e 2015 le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun ministero possono aumentare in termini nominali, in ciascun anno rispetto alla spesa corrispondente registrata nel conto Consuntivo dell'anno precedente, di una percentuale non superiore al 50 per cento dell'incremento del PIL nominale previsto dalla Decisione di Finanza Pubblica di cui all'articolo 10 della legge n. 196 del 2009 e fissato nella Risoluzione parlamentare approvativa della stessa.

        2-ter. Al solo scopo di consentire alle Amministrazioni centrali di pervenire al conseguimento degli obiettivi fissati dal comma 1, in deroga alle norme in materia di flessibilità di cui all'articolo 23 della legge 31 dicembre 2009 n. 196, limitatamente al quinquennio 2011-2015, anche al fine di rispettare l'invarianza degli effetti su saldi di finanza pubblica fissati con legge di Bilancio, possono essere rimodulate le dotazioni finanziarie tra i di ciascuno stato di previsione, con riferimento alle spese di cui all'articolo 21 commi 6 e 7 della medesima legge n. 196 del 2009. In appositi allegati degli stati di previsione della spesa sono indicate le autorizzazioni di spesa di cui si propongono le modifiche e i corrispondenti importi. Resta precluso l'utilizzo degli stanziamenti in conto capitale per finanziare spese correnti.

        2-quater. Il Governo, al fine di conseguire gli obiettivi di cui al comma 2-bis, propone ogni anno, nel disegno di legge di Stabilità, tutte le modificazioni legislative che ritenga indispensabili e associa alla legge 4 marzo 2009, n. 15, per ogni anno del triennio, precisi obiettivi di risparmio.

        2-quinquies. Per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, quota parte dei maggiori risparmi di spesa di cui ai commi da 2-bis a 2-quater, è destinata, per un ammontare pari a 500 milioni di euro annui, alla copertura degli oneri di cui al comma 2-sexies.

        2-sexies. Al comma 8 dell'articolo 2 della legge n. 244 del 2007, alle parole: ''2008, 2009 e 2010'' sono aggiunte le seguenti: ''e per gli anni 2011, 2012 e 2013''».


1.16

VACCARI

Alla tabella 1, dopo le parole: «articolo 2, comma 186-bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.» aggiungere le seguenti: «in relazione alla norma di cui all'articolo 153, comma 2 del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, tra i contributi a fondo perduto in conto capitale e/o in conto interessi devono ritenersi esclusi i contributi erogati dallo Stato a valere sul Fondo sviluppo investimenti».


1.16 (testo 2)

VACCARI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. In riferimento alla voce: "articolo 2, comma 186-bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191" di cui alla tabella 1, in relazione alla norma di cui all'articolo 153, comma 2 del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, tra i contributi a fondo perduto in conto capitale e/o in conto interessi devono ritenersi esclusi i contributi erogati dallo Stato a valere sul Fondo sviluppo investimenti».


1.17

DELLA SETA, FERRANTE

Alla tabella 1, cui all'articolo 1, comma 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

1º gennaio 2011          Articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161


1.18

D'ALÌ, FLUTTERO

Alla Tabella 1, eliminare la ventisettesima casella, recante il termine da prorogare del 31 dicembre 2010 di cui all'articolo 11, commi 2-ter, 5-bis e 5-ter del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26.

        Conseguentemente, all'articolo 1 del disegno di legge di conversione aggiungere il seguente comma:

        «2-bis. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base della Tabella 1, ventisettesima casella del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225».


1.19

D'ALÌ

Alla Tabella 1, eliminare la ventisettesima casella, recante il termine da prorogare del 31 dicembre 2010 di cui all'articolo 11, commi 2-ter, 5-bis e 5-ter del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26.

        Conseguentemente, all'articolo 1 del disegno di legge di conversione, dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «1-bis. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodotti si ed i rapporti giuridici sorti sulla base della Tabella 1, ventisettesima casella del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225.».


1.20

ARMATO, DELLA SETA, FERRANTE, DE LUCA

Alla Tabella 1, di cui all'articolo 1, comma 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 11, commi 2-ter, 5-bis e 5-ter del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26


1.21

SPADONI URBANI

Alla tabella 1 allegata sopprimere la voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 2, comma 3, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n.73


1.22

DELLA SETA, FERRANTE

Alla Tabella 1, di cui all'articolo 1, comma 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 20, comma 5, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n.248, convertito, con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2007, n. 31, comprese anche le disposizioni relative alle dighe di ritenuta di cui all'articolo4, comma 1,del decreto-legge 29 marzo 2004, n.79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2004, n. 139


1.23

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI, BODEGA, VALLI

All'allegato 1, alla voce: «articolo 70, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.  276» aggiungere, in fine, le seguenti: «e relativamente agli enti locali, a condizione che siano rispettati i rapporti medi dipendenti-popolazione per classe demografica fissati con decreto del Ministro dell'Interno 9 dicembre 2008».


1.24

BASTICO, RUSCONI, MERCATALI, CERUTI, VITTORIA FRANCO, MARIAPIA GARAVAGLIA, MARCUCCI, PROCACCI, ANNA MARIA SERAFINI, VITA, ANDRIA, BARBOLINI, CECCANTI, LEGNINI

Al comma 1, alla Tabella allegata, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                                         FONTE NORMATIVA

Anno accademico 2011-2012            articolo 4, comma 9, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129


1.25

MARCUCCI, VITTORIA FRANCO, VITA, RUSCONI, BIANCO, MERCATALI, CERUTI, MARIAPIA GARAVAGLIA, PROCACCI, ANNA MARIA SERAFINI, ADAMO, ANDRIA, BASTICO, CECCANTI, DE SENA, INCOSTANTE, LEGNINI, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI

Al comma 1, alla Tabella allegata, sopprimere la voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 40, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2008 n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14


1.26

GRAMAZIO

Alla tabella 1 allegata sopprimere la voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 245, comma 1, del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51.

articolo 1, comma 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24.        

Conseguentemente, dopo l'articolo 1 aggiungere il seguente:

        «Art. 1-bis. - (Riordino dei termini di scadenza degli incarichi dei magistrati onorari). – 1. Sino a quando non saranno attuati il complessivo riordino del ruolo e delle funzioni della magistratura onoraria a norma dell'articolo 106, secondo comma, della Costituzione e l'istituzione della relativa pianta organica, non possono essere addetti ai tribunali ordinari e alle procure della Repubblica presso i tribunali ordinari magistrati onorari in numero complessivamente superiore a quello risultante dalla consistenza numerica nazionale dei magistrati onorari in servizio nelle predette funzioni alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge.

        2. L'articolo 245 del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, è abrogato.

        3. I magistrati onorari in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto o alla successiva data di entrata in vigore della relativa legge di conversione, addetti al tribunale ordinario come giudici onorari e alla procura della Repubblica presso il tribunale ordinario come vice procuratori onorari, anche per effetto dell'articolo 35 del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, conservano l'incarico sino al settantacinquesimo anno di età qualora conseguano, ogni quattro anni, l'idoneità alla continuazione dell'esercizio delle funzioni secondo le modalità previste dall'articolo 42-quinquies dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, come modificato dalla presente legge.

        4. Il primo comma dell'articolo 42-quinquies dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, è sostituito dal seguente:

        ''La nomina a giudice onorario di tribunale ha la durata di tre anni. Il titolare può essere confermato, alla scadenza, per ulteriori successivi periodi quadriennali. Le domande di conferma hanno la precedenza sulle domande di trasferimento o di passaggio ad altre funzioni e sulle domande di prima nomina''.

        5. Al terzo comma dell'articolo 42-quinquies dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, dopo le parole: ''Alla scadenza del triennio'' sono inserite le parole: ''o del quadriennio''.

        6. Al primo comma, lettera a), dell'articolo 42-sexies dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, la parola ''settantaduesimo'' è sostituita dalla parola ''settantacinquesimo''.

        7. I magistrati onorari addetti ai tribunali ordinari e alle procure della Repubblica presso i tribunali ordinari che, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, abbiano già conseguito, successivamente al primo triennio, l'idoneità alla continuazione dell'esercizio delle funzioni ai sensi dell'articolo 42-quinquies del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, sono sottoposti al successivo giudizio di idoneità nel quarto anno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

        8. I giudici di pace, in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto o alla successiva data di entrata in vigore della relativa legge di conversione, conservano l'incarico sino al settantacinquesimo anno di età qualora conseguano, ogni quattro anni, l'idoneità alla continuazione dell'esercizio delle funzioni secondo le modalità previste dall'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374, come modificato dalla presente legge.

        9. Il comma 1 dell'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374, è sostituito dal seguente:

        ''1. Il magistrato onorario che esercita le funzioni di giudice di pace dura in carica quattro anni e può essere confermato per ulteriori mandati consecutivi di quattro anni.''.

        10. I giudici di pace che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano già conseguito, successivamente al primo quadriennio, l'idoneità alla continuazione dell'esercizio delle funzioni ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374, sono sottoposti al successivo giudizio di idoneità nel quarto anno successivo a quello di entrata in vigore della presente legge».


1.27

LATRONICO

APPROVATO

Alla Tabella 1 prevista dall'articolo 1 sopprimere la seguente voce:

        «31 dicembre 2010 – Articolo 19, commi 8, 9 e 10, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122».

        Conseguentemente

            all'articolo 2, dopo il comma 5, inserire il seguente:

            «5-bis. Il termine del 31 dicembre 2010 previsto dall'articolo 19, commi 8, 9 e 10, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è differito al 30 aprile 2011. Conseguentemente, in considerazione della massa delle operazioni di attribuzione della rendita presunta, l'Agenzia del Territorio notifica gli atti di attribuzione della predetta rendita mediante affissione all'albo pretorio dei Comuni dove sono ubicati gli immobili. Dell'avvenuta affissione è data notizia con comunicato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, sul sito internet dell'Agenzia del Territorio, nonché presso gli Uffici provinciali ed i Comuni interessati. Trascorsi 60 giorni dalla data di pubblicazione del comunicato in Gazzetta Ufficiale, decorrono i termini per la proposizione del ricorso dinanzi alla commissione tributaria provinciale competente. In deroga alle vigenti disposizioni, la rendita catastale presunta, e quella successivamente dichiarata come rendita proposta o attribuita come rendita catastale definitiva, producono effetti fiscali fin dalla loro iscrizione in catasto, con decorrenza dal 1º gennaio dell'anno 2007, salva la prova contraria volta a dimostrare, in sede di autotutela, una diversa decorrenza. I tributi, erariali e locali, commisurati alla base imponibile determinata con riferimento alla rendita catastale presunta, sono corrisposti a titolo di acconto e salvo conguaglio. Le procedure previste per l'attribuzione della rendita presunta si applicano anche agli immobili non dichiarati in catasto, individuati ai sensi del comma 7, dell'art. 19 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, a far data dal 2 maggio 2011.».


1.28

IZZO, SARRO, GIULIANO, NESSA, MORRA, CORONELLA, TOFANI, FLERES, GENTILE, LATRONICO

Al comma 1, alla Tabella 1 allegata, alla voce: «articolo 19, commi 8, 9 e 10, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122», sostituire le parole: «e 10» con le seguenti: «, 10 e 11».

        Conseguentemente il termine di cui al comma 12, dell'articolo 19 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è prorogato al 1º aprile 2011.


1.29

BAIO

Alla tabella 1, di cui al comma 1, articolo 1, sopprimere la seguente voce:

        «31 dicembre 2010 art. 12, comma 1, lett. p-bis) del decreto legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77».

        Conseguentemente, dopo l'art. 1, inserire il seguente:

        «Art. 1-bis. – 1. Il termine di cui all'articolo 12, comma 1, lettera p-bis), del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, è prorogato fino al 31 dicembre 2011.

        2. All'articolo 12, comma 1, lettera p-bis), del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, le parole: ''per almeno il 70'', sono sostituite dalle seguenti: ''per il 40 per cento a progetti che favoriscano la prevenzione e la cura di tutti i disturbi e le complicanze che si diagnosticano come conseguenza del gioco d'azzardo patologico, per il 30''».


1.30

MASCITELLI, PARDI, LANNUTTI

All'allegato Tabella 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

30 aprile 2011             articolo 12, comma 7, della legge 31 dicembre 2009, n. 196


1.31

DELLA SETA, FERRANTE

Alla Tabella 1, di cui all'articolo 1, comma 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 2, comma 8, della legge 24 dicembre 2007, n. 244


1.32

BATTAGLIA

Nella tabella 1 allegata, aggiungere la seguente voce:

        «Articolo 1, comma 566 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, limitatamente alla graduatoria dei vincitori e degli idonei del concorso di assistente tecnico-agro tecnico presso l'Istituto zoo profilattico sperimentale della Sicilia ''A. Mirri'', deliberata il 25 febbraio 2005».


1.33

MILANA

Nella Tabella 1 inserire:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 marzo 2011            Articolo 1, comma 862 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modificazioni ed integrazioni, prorogato ai sensi dell'articolo 43, comma 7-bis della legge 6 agosto 2008, n. 133


1.34

CASTRO, BONFRISCO

Alla tabella 1, inserire la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

1º gennaio 2011          Articolo 1, comma 1130, legge 26 dicembre 2006, n. 296


1.35

BATTAGLIA

Nella tabella 1 allegata, aggiungere la seguente voce:

        «Articolo 2 comma 8 del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25».


1.36

D'ALIA, BIANCHI, GUSTAVINO, GIAI, GALIOTO, POLI BORTONE, SBARBATI, SERRA

Al comma 1, tabella 1 allegata, aggiungere la seguente voce:

TERMINE                                                                                        FONTE NORMATIVA

Dodici mesi dalla data di entrata in vigore presente decreto           articolo 24, comma 1, del decreto-legislativo 4 marzo 2010, n. 28


1.37

D'ALIA, BIANCHI, GUSTAVINO, GIAI, GALIOTO, POLI BORTONE, SBARBATI, SERRA, PISTORIO

Al comma 1, tabella 1 allegata, aggiunge la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       Articolo 2-sexies, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2010, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 2010, n. 41, e successive modificazioni


1.38

BONFRISCO, TANCREDI

Alla tabella 1, inserire la seguente:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       Articolo 2-sexies, comma 1-bis, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 2010, n. 41, con riferimento alla comunicazione dell'asseverazione, redatta da tecnico abilitato, di esecuzione dei lavori nel rispetto delle pertinenti normative.


1.39

BONFRISCO, TANCREDI

Al comma 1, apportare le seguenti modifiche:

            «a) alla Tabella allegata, aggiungere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 2-sexies, comma 1, legge 22 marzo 2010 n. 41, come successivamente modificato dalla legge n. 129 del 2010.

            b) dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        ''1-bis. La proroga del termine di cui all'articolo 2-sexies, comma 1, legge 22 marzo 2010 n. 41, come successivamente modificato dalla legge n. 129 del 2010, si intende riferita i Comuni con popolazione fino a 20.000 residenti».


1.40

BRUNO, MILANA

Nella Tabella 1 inserire:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

Trenta mesi     Articolo 2, comma 1 della legge 5 maggio 2009, n. 42, Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione.


1.41

ZANETTA

Alla Tabella 1, allegata all'articolo 1 aggiungere infine i seguenti regimi giuridici:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

16 dicembre 2001       articolo 182, comma 1, lettere b) e c) e comma 1-bis, lettera a), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 4230 giugno 2007

articolo 182, comma 1-bis, lettera d-bis), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 421º maggio 2004articolo 182, comma 1-quinquies, lettera c) del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42


1.42

SANGALLI, FIORONI

1. Alla Tabella 1, allegata all'articolo 1 aggiungere in fine i seguenti regimi giuridici:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

16 dicembre 2001       articolo 182, comma 1, lettere b) e c) e comma 1-bis, lettera a), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 4230 giugno 2007articolo 182, comma 1-bis, lettera d-bis), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 421º maggio 2004articolo 182, comma 1-quinquies, lettera c) del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42


1.43

BONFRISCO, TANCREDI

Al comma 1, Tabella 1 allegata, aggiungere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

13 febbraio 2011        articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151


1.44

CASOLI

Alla tabella 1 allegata aggiungere la voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151


1.45

BONFRISCO, TANCREDI

Al comma 1, tabella 1 allegata aggiungere la voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, modificato dall'articolo 30, comma 2, della legge 28 febbraio 2008, n. 31


1.46

FLUTTERO

Alla tabella 1 allegata aggiungere la voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151


1.47

FLUTTERO

Alla tabella 1, aggiungere la voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

1º gennaio 2010          articolo 1, comma 289, della legge 14 dicembre 2007, n. 244


1.48

LAURO

Alla tabella 1, aggiungere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2007       articolo 96, comma 7, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, (eventualmente: limitatamente al termine per la presentazione delle denunce dei pozzi)


1.49

VALLARDI, MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI, BODEGA, VALLI

Alla tabella 1, all'allegata all'articolo 1, aggiungere, in fine, la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 1-septies, comma 1, del decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 agosto 2010, n. 129


1.50

FIORONI, SANGALLI

Alla tabella 1, all'allegata all'articolo 1, aggiungere, in fine, il seguente regime giuridico:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 1-septies, del decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 agosto 2010, n. 129


1.51

GENTILE

Alla tabella 1, di cui all'articolo 1, inserire, in fine, la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2009       articolo 43, comma 7-bis, della legge 6 agosto 2008, n. 133


1.52

BONFRISCO

Nella tabella 1, inserire, in fine, le seguenti righe:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

Cinque anni    Articolo 165, comma 7, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in relazione all'articolo 9, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327Cinque anniArticolo 166, comma 4, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in relazione all'articolo 13, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327


1.53

TANCREDI, BONFRISCO

Alla tabella 1, inserire la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

30 giugno 2010          articolo 354, comma 4, del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209


1.54

BONFRISCO, TANCREDI

Al comma 1, Tabella 1 allegata, aggiungere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 ottobre 2010          art. 2 del decreto legge 24 dicembre 2002 n. 282 convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27


1.55

BONFRISCO, TANCREDI

Alla Tabella 1, di cui all'articolo articolo 1, inserire, in fine, il seguente termine e relativo regime giuridico:

TERMINE     FONTE NORMATIVA

1º gennaio 2011          articolo 6, comma 21-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122

 


1.56

IZZO, SARRO, GIULIANO, NESSA, MORRA, CORONELLA, TOFANI, FLERES, GENTILE, LATRONICO

Al comma 1, alla Tabella 1 allegata, aggiungere in fine la seguente voce:

TERMINE     FONTE NORMATIVA

1º gennaio 2011          articolo 19, comma 12, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122


1.57

D'ALÌ

Alla Tabella 1, come prevista all'articolo 1 del decreto legge n. 225/2010, inserire infine la casella, recante il termine da prorogare al 31 agosto 2011 di cui all'articolo 4, commi 1 e 2 del decreto-legge 3 luglio 2001 n. 255, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 233.

        Conseguentemente, all'articolo 1 del disegno di legge di conversione, dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «1-bis. Resta valida l'abilitazione all'insegnamento conseguita dai docenti che sono stati ammessi con riserva ai corsi speciali per il conseguimento dell'abilitazione o idoneità all'insegnamento indetti dal Ministero dell'istruzione, dell'Università e della ricerca con decreto 18 novembre 2005, n. 85 ai sensi del decreto- legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, che abbiano maturato il requisito di servizio di 360 giorni, reso in qualunque ordine e grado di scuola, entro il termine di Presentazione delle domande di partecipazione ai suddetti corsi speciali e che abbiano superato l'esame di Stato.».


1.58

ANDRIA, PIGNEDOLI, ANTEZZA, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, LUMIA

Alla tabella 1, di cui all'articolo 1, comma 1, aggiungere la seguente voce:

TERMINE     FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       Punto C6 della Circolare n. 17 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 17 dicembre 2008


1.59

BENEDETTI VALENTINI

Al comma 1, alla tabella 1, sopprimere i riferimenti all'articolo 245, comma 1, del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51 e all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n.193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24;

        e dopo l'articolo 1 inserire il seguente:

        «Art. 1-bis. - (Riordino dei termini di scadenza degli incarichi dei magistrati onorari). – 1. Sino a quando non saranno attuati il complessivo riordino del ruolo e delle funzioni della magistratura onoraria a norma dell'articolo 106, secondo comma, della Costituzione e l'istituzione della relativa pianta organica, non possono essere addetti ai tribunali ordinari e alle procure della Repubblica presso i tribunali ordinari magistrati onorari in numero complessivamente superiore a quello risultante dalla consistenza numerica nazionale dei magistrati onorari in servizio nelle predette funzioni alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge.

        2. L'articolo 245 del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, è abrogato.

        3. I magistrati onorari in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto o alla successiva data di entrata in vigore della relativa legge di conversione, addetti al tribunale ordinario come giudici onorari e alla procura della Repubblica presso il tribunale ordinano come vice procuratori onorari, anche per effetto dell'articolo 35 del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, conservano l'incarico sino al settantacinquesimo anno di età qualora conseguano, ogni quattro anni, l'idoneità alla continuazione dell'esercizio delle funzioni secondo le modalità previste dall'articolo 42-quinquies dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, come modificato dalla presente legge,

        4. Il primo comma dell'articolo 42-quinquies dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, è sostituito dal seguente:

        ''La nomina a giudice onorario di tribunale ha la durata di tre anni. Il titolare può essere confermato, alla scadenza, per ulteriori successivi periodi quadriennali. Le domande di conferma hanno la precedenza sulle domande di trasferimento o di passaggio ad altre funzioni e sulle domande di prima nomina''.

        5. Al terzo comma dell'articolo 42-quinquies dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, dopo le parole ''Alla scadenza del triennio'' sono inserite le parole ''o del quadriennio''.

        6. Al primo comma, lettera a), dell'articolo 42-sexies dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, la parola ''settantaduesimo'' è sostituita dalla parola ''settantacinquesimo''.

        7. I magistrati onorari addetti ai tribunali ordinari e alle procure della Repubblica pressò i tribunali ordinari che, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, abbiano già conseguito, successivamente al primo triennio, l'idoneità alla continuazione dell'esercizio delle funzioni ai sensi dell'articolo 42-quinquies del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, sono sottoposti al successivo giudizio di idoneità nel quarto anno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

        8. I giudici di pace, in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto o alla successiva data di entrata in vigore della relativa legge di conversione, conservano l'incarico sino al settantacinquesimo anno di età qualora conseguano, ogni quattro anni, l'idoneità alla continuazione dell'esercizio delle funzioni secondo le modalità previste dall'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374, come modificato dalla presente legge.

        9. Il comma 1 dell'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, 374, è sostituito dal seguente:

        ''1. Il magistrato onorario che esercita le funzioni di giudice di pace dura in carica quattro anni e può essere confermato per ulteriori mandati consecutivi di quattro anni.''.

        10. I giudici di pace che, alla data di entrata in vigore della presente legge. abbiano già conseguito, successivamente al primo quadriennio. l'idoneità alla continuazione dell'esercizio delle funzioni ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374, sono sottoposti al successivo giudizio di idoneità nel quarto anno successivo a quello di entrata in vigore della presente legge».


1.60

BENEDETTI VALENTINI, SALTAMARTINI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. È prorogata anche per l'anno 2011 la possibilità per l'INPDAP di procedere alle anticipazione di bilancio di cui al comma 496 art. 2 della legge 24 dicembre 2007 n. 244 nei limiti e modalità previsti per l'anno 2010 dal comma 497 art. 2 della medesima legge».


1.61

CICOLANI

Dopo il comma 1 inserire i seguenti:

        «1-bis. All'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e successive modificazioni, dopo le parole: ''e gli altri enti locali'' sono aggiunte le seguenti: ''per servizio di trasporto pubblico locale lagunare si intende il trasporto pubblico locale effettuato con unità che navigano esclusivamente nelle acque protette della laguna di Venezia''.

        1-ter. All'articolo 1, comma 1031, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, dopo le parole: ''tranviarie e ferroviarie'' aggiungere le seguenti: '', nonché per l'acquisto di unità navali destinate al trasporto pubblico locale effettuato per via marittima, lagunare, lacuale e fluviale''».

        Conseguentemente modificare la rubrica come segue: «Proroghe non onerose di termini in scadenza ed interventi urgenti in materia di trasporto pubblico locale lagunare».


1.62

MASSIMO GARAVAGLIA, MAZZATORTA, VACCARI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 8, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di utilizzo dei proventi delle concessioni edilizie e sanzioni, sono prorogate per l'anno 2011».

        Conseguentemente apportare le dovute modifiche alla Tabella 1 allegata al presente decreto legge.


1.63

GRILLO, CICOLANI, ZANETTA, BORNACIN, GALLO

Dopo il comma 1, inserire il seguente comma:

        «1-bis. I termini di cui all'articolo 253, comma 9-bis, primo e secondo periodo, e comma 15-bis del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono prorogati al 31 dicembre 2013».

        Conseguentemente alla tabella 1 allegata, sopprimere la casella corrispondente alla posizione 38º di elenco.


1.64

ALICATA

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Al comma 1 dell'articolo 12 della legge 18 giugno 2009, n. 69, le parole: ''30 giugno 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''30 giugno 2012''».


1.65

THALER AUSSERHOFER, PINZGER, PETERLINI, FOSSON

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. È fissato al 31 dicembre 2011 il temine di scadenza delle misure di cui all'articolo 70, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276».

        Conseguentemente, nella Tabella 1 allegata sopprimere la seguente riga: «31 dicembre 2010; articolo 70, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276».


1.66

ESPOSITO

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Alla legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 30, comma 8, le parole: ''un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge'' sono sostituite dalle seguenti: ''il 31 maggio 2011'';

            b) all'articolo 49, comma 1, le parole: ''un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge'' sono sostituite dalle seguenti: ''il 31 maggio 2011''».


1.67

PINZGER, THALER AUSSERHOFER, PETERLINI, FOSSON

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Previa convenzione col servizio pubblico di raccolta sono esonerati dall'iscrizione all'Albo dei gestori ambientali gli imprenditori agricoli, che trasportano e conferiscono i propri rifiuti in modo occasionale e saltuario. Sono considerati occasionali i trasporti di rifiuti effettuati per non più di quattro volte all'anno. All'onere derivante dall'attuazione del presente comma si provvede mediante riduzione, fino al 2 per cento, a partire dall'anno 2011, delle dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della legge 13 dicembre 2010, n. 220, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili».


1.68

VITALI, BERTUZZI

Al comma 1 aggiungere i seguenti commi:

        1-bis. All'articolo 3 del decreto legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito con modificazioni con legge 2 dicembre 2005, n. 248, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 24, lettera a), le parole: «31 dicembre 2010» sono sostituite dalle parole: «31 dicembre 2011»;

            b) al comma 25, le parole: «31 dicembre 2010» sono sostituite dalle parole: «31 dicembre 2011»;

            c) al comma 25-bis, le parole: «1° gennaio 2011», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle parole: «1° gennaio 2012».

        1-ter. Al comma 6-quinquies dell'articolo 1 del decreto legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito con modificazioni con le legge 22 maggio 2010, n. 73, le parole «1° gennaio 2011» sono sostituite dalle parole «la gennaio 2012».

        Conseguentemente, alla tabella 1, di cui all'articolo 1, comma 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010

1º gennaio 2011          articolo 3, commi 24, 25 e 25-bis, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248


1.69

VITALI, BERTUZZI, MERCATALI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. All'articolo 14, comma 33-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, le parole: ''30 ottobre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''30 aprile 2011''.


1.70

D'AMBROSIO LETTIERI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. È soppresso l'allegato A del decreto ministeriale 18 agosto 1993».


1.71

D'AMBROSIO LETTIERI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. All'articolo 37 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        ''2. Nei casi di modificazioni apportate esclusivamente al foglietto illustrativo, l'AIFA autorizza la vendita al pubblico delle scorte, subordinandola all'inserimento ovvero alla consegna al cliente, a cura del farmacista, di un foglietto sostitutivo conforme a quello autorizzato''».


1.72

D'AMBROSIO LETTIERI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Per eseguire le preparazioni magistrali di medicinali, il farmacista può, nel rispetto delle norme di buona preparazione della Farmacopea Ufficiale, utilizzare quale materia prima medicinali di origine industriale di cui è autorizzato il commercio in Italia o in altro paese dell 'Unione europea».


1.73

D'AMBROSIO LETTIERI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. All'articolo 1 della legge 2 agosto 1999, n. 264, dopo la lettera a) aggiungere la seguente:

            ''a-bis) ai corsi di laurea in Farmacia e in Chimica e tecnologia farmaceutiche».


1.74

TANCREDI, BONFRISCO

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Alla legge 23 luglio 2009, n. 99, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 3, comma 2, alinea, le parole: ''diciotto mesi'' sono sostituite dalle seguenti: ''due anni'';

            b) all'articolo 12, comma 2, alinea, le parole: ''diciotto mesi'' sono sostituite dalle seguenti: ''due anni''».


1.75

IZZO, SARRO, GIULIANO, NESSA, MORRA, CORONELLA, TOFANI, FLERES, GENTILE, LATRONICO

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 19 del decreto-legge del 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, apportare le seguenti modificazioni:

            a) ai commi 8, 9, 10 e 11 sostituire ovunque ricorrano le parole: ''31 dicembre 2010'' con le seguenti: ''31 dicembre 2011'';

            b) al comma 12 sostituire le parole: ''1º gennaio 2011'' con le seguenti: ''1º gennaio 2012''».


1.76

D'AMBROSIO LETTIERI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. All'articolo 2, comma 2, lettera d), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, dopo la parola dodici, sono aggiunte le seguenti: ''e ferma restando l'autonomia delle facoltà di Giurisprudenza, Medicina, Farmacia, Ingegneria ed Architettura''».


1.77

MARCO FILIPPI, DONAGGIO, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, RANUCCI, SIRCANA, VIMERCATI, MERCATALI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Il comma 1 dell'articolo 1 della legge 8 febbraio 2007, n. 9, è sostituito dai seguenti:

        ''1-bis. Per l'anno 2011, al fine di contenere il disagio abitativo e di favorire il passaggio da casa a casa per particolari categorie sociali, soggette a procedure esecutive di rilascio per finita locazione e morosità nel periodo tra il 1 gennaio 2011 e il 31 dicembre 2011, quando questa sia indipendente dalla volontà del conduttore e motivata da sopravvenute e comprovate difficoltà economiche connesse alla perdita del lavoro, alla sottoposizione alla cassa integrazione,a gravi patologie riguardanti lo stato di salute di uno dei membri della famiglia, degli immobili adibiti ad uso di abitazioni e residenti nei comuni capoluoghi di provincia, nei comuni con essi confinanti con popolazione superiore a 10.000 abitanti e nei comuni ad alta tensione abitativa di cui alla delibera CIPE n. 87103 del 13 novembre 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18 febbraio 2004, sono sospese, sino al 31 dicembre 2010, le esecuzioni dei provvedimenti di rilascio per finita locazione degli immobili adibiti ad uso di abitazioni, nei confronti di conduttori con reddito annuo lordo complessivo familiare inferiore a 35.000 euro, che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento, purché non siano in possesso di altra abitazione adeguata al nucleo familiare nella regione di residenza. La sospensione si applica, alle stesse condizioni, anche ai conduttori che abbiano, nel proprio nucleo familiare, figli fiscalmente a carico.

        1-ter. Ai soggetti di cui al primo comma con situazione difficoltà e sofferenza nella regolare corresponsione del canone di locazione abitativa ovvero con provvedimento di rilascio per morosità, è concesso un contributo, anche sotto forma di prestito agevolato, finalizzato alla sanatoria della morosità, delle spese e oneri connessi e al ripristino dell'efficacia della locazione prevedendo anche la forma di erogazione diretta al locatore creditore. A tal fine sono stanziati 5 milioni di euro per l'anno 2011. Alla ulteriore dotazione del fondo concorrono, oltre agli apporti di Regioni e Comuni con risorse proprie, i depositi cauzionali raccolti nell'ambito dei contratti di locazione abitativa, ferme restando le garanzie e le tutele cui sono finalizzati. I provvedimenti di rilascio per morosità di cui al comma 1 costituiscono titolo idoneo per concorre alle assegnazioni di alloggi di edilizia residenziale pubblica e per l'attribuzione del punteggio previsto per i provvedimenti esecutivi di rilascio.

        1-quater. Ai maggiori oneri derivanti dall'attuazione di cui al comma 1, pari a euro 15 milioni di euro per l'anno 2011, si provvede mediante quota parte dei risparmi di spesa di cui al comma 1-quinquies.

        1-quinquies. Con riferimento alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'ISTAT, ai sensi del!'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 1999, n. 196, a pena di configurazione di danno erariale a carico dei soggetti responsabili, l'uso delle autovetture in dotazione a ciascuna amministrazione è ammesso strettamente per esigenze di servizio ed è in ogni caso escluso per trasferimenti verso e dal luogo di lavoro. La presente disposizione non si applica alle autovetture assegnate, ai fini di tutela e sicurezza personale, a soggetti esposti a pericolo, ai sensi dell'articolo 7, comma 3, della legge 4 maggio 1988, n. 133. L'uso in via esclusiva delle autovetture di servizio è ammesso esclusivamente per i titolari delle seguenti cariche: a) Presidente del Consiglio dei Ministri e Vice Presidente del Consiglio dei Ministri; b) Ministri e Vice Ministri; c) Sottosegretari di Stato; d) Primo Presidente e Procuratore generale della Corte di cassazione e Presidente del tribunale superiore delle acque pubbliche, Presidente del Consiglio di Stato, Presidente e Procuratore generale della Corte dei conti, Avvocato generale dello Stato, Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidente del Consiglio di giustizia amministrativa della regione siciliana; e) Presidenti di Autorità indipendenti. Ai sensi dell'articolo 2, comma 122, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, tutti coloro che hanno ricoperto cariche pubbliche a qualsiasi titolo, e che sono cessati dalla carica, perdono il diritto all'uso dell'autovettura di Stato. Ciascuna amministrazione procede alla individuazione delle autovetture in esubero, ai fini della loro dismissione entro il 31 dicembre 2011. Dalle disposizioni di cui al presente articolo comma devono derivare risparmi non inferiori a 15 milioni di euro a decorrere dall'anno 2011. I risparmi devono essere conseguiti dalle amministrazioni pubbliche ed in caso di accertamento di minori economie rispetto agli obiettivi di cui al presente comma, si provvede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell'obiettivo di risparmio ad essa assegnato''».


1.78

D'AMBROSIO LETTIERI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. All'articolo 148, dopo il comma 24 aggiungere i seguenti:

        ''25. Salvo che il fatto costituisca reato, il farmacista responsabile di un punto vendita previsto dall'articolo 5 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, che venda farmaci diversi da quelli che possono essere venduti dagli esercizi commerciali ai sensi del citato decreto-legge, anche spedendo ricette mediche, è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa da diecimila euro a ventiquattromila euro. Alla sanzione amministrativa è soggetto in solido anche il titolare dell'esercizio commerciale, ove diverso dal farmacista responsabile. L'autorità amministrativa competente ordina la chiusura dell'esercizio interessato per un periodo minimo di sessanta giorni e, in caso di recidiva, la chiusura definitiva del reparto.

        26. Salvo che il fatto costituisca reato, il farmacista responsabile di un punto vendita previsto dall'articolo 5 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, che effettui attività di raccolta di ricette mediche, anche consegnando medicinali soggetti a prescrizione medica, è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa da ventimila euro a quarantottomila euro. Alla sanzione amministrativa è soggetto in solido anche il titolare dell'esercizio commerciale, ove diverso dal farmacista responsabile. L'autorità amministrativa competente ordina la chiusura dell'esercizio interessato per un periodo minimo di sessanta giorni e, in caso di recidiva, la chiusura definitiva del reparto.

        27. Salvo che il fatto costituisca reato, è soggetto alla stessa sanzione di cui al precedente comma il farmacista, titolare di farmacia, che, anche in concorso, spedisca ricette mediche raccolte in esercizi che vendono prodotti sanitari ovvero in quelli di cui all'articolo 5 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248''».


1.79

D'AMBROSIO LETTIERI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. All'articolo 22 del D.P.R. 10 dicembre 1997, n. 483, sostituire il comma 4 con i seguenti:

        ''4. L'attività del direttore di farmacia privata aperta al pubblico, risultante da atti formali, è valutata, per il 25 per cento della sua durata, con il punteggio previsto per la qualifica di direttore presso le farmacie comunali o municipalizzate.

        5. Il servizio prestato in qualità di collaboratore presso farmacie private aperte al pubblico, risultante da atti formali, con iscrizione previdenziale, e il servizio prestato presso aziende farmaceutiche in qualità di informatore scientifico del farmaco, risultante da atti formali, sono valutati, per il 25 per cento della rispettiva durata, con il punteggio previsto per la qualifica di collaboratore presso le farmacie comunali o municipalizzate''».


1.80

PINZGER, THALER AUSSERHOFER, PETERLINI, FOSSON

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. All'articolo 23, comma 9 del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, le parole: ''è prorogato al 31 dicembre 2010.'' sono sostituite dalle seguenti: ''è prorogato al 31 dicembre 2011''».

        Conseguentemente, sopprimere la disposizione contenuta nella tabella 1 allegata al presente decreto-legge.


1.81

MASSIMO GARAVAGLIA, MAZZATORTA, VACCARI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 8, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di utilizzo dei proventi delle concessioni edilizie e sanzioni, sono prorogate per l'anno 2011».

        Conseguentemente apportare le dovute modifiche alla Tabella 1 allegata al presente decreto legge.


1.82

MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo il comma 1 inserire il seguente:

        «1-bis. Al fine di coordinare l'entrata in vigore dei decreti legislativi aventi ad oggetto l'attuazione dell'art. 119 della Costituzione con l'attuale normativa in tema di fiscalità locale, i termini di differimento relativi all'articolo 3, commi 24, 25 e 25-bis, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248 (Riscossione degli enti locali), sono prorogati al 31 dicembre 2013 e al 1º gennaio 2014».


1.83

SAIA, VIESPOLI, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, VALDITARA, D'ALIA

Dopo il comma 1 inserire il seguente comma:

        1-bis. Il termine ed il regime giuridico fissato dall'art. 70, commi 1 e 1-bis del decreto legislativo 10 settembre 2003 n. 276, come modificato dall'art. 2, commi 148 e 149, della legge del 23 dicembre 2009 n. 191, è prorogato fino al 31 dicembre 2011. Viene soppressa l'alinea della tabella 1, allegata al decreto-legge: «31 dicembre 2010 articolo 70, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 10 settembre 2003 n. 276».


1.84.

SAIA, VIESPOLI, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, VALDITARA, D'ALIA

Dopo il comma 1 inserire il seguente:

        «1-bis. Il termine ed il regime fissato dall'art. 2, comma 8, della legge 24 dicembre 2007 è prorogato fino al 31 dicembre 2013».

        Alla tabella 1, allegata sopprimere la voce: «31 dicembre 2010 articolo 2, comma 8, della legge 24 dicembre 2007, n. 244».


1.85

CECCANTI, BIANCO, MERCATALI, D'ALIA, ADAMO, BASTICO, DE SENA, INCOSTANTE, LEGNINI, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI

Sopprimere il comma 2.


1.86

D'ALIA, SAIA, DE ANGELIS, MILANA, OLIVA, PISTORIO

Sopprimere il comma 2.


1.87

MASCITELLI, PARDI, BELISARIO

Sopprimere il comma 2.


1.88

POSSA

Al comma 2, prima delle parole: «Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri» inserire le seguenti: «Su proposta del Ministro competente».


1.89

D'ALIA, SAIA, DE ANGELIS, MILANA, OLIVA, PISTORIO

Al comma 2, sostituire le parole da: «Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri» fino alle parole: «e delle finanze,» con le seguenti: «Con l'adozione successiva di provvedimenti di natura legislativa,».


1.90

CECCANTI, BIANCO, MERCATALI, D'ALIA, ADAMO, BASTICO, DE SENA, INCOSTANTE, LEGNINI, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI

Al comma 2, sostituire le parole: «comma 3» con le parole: «comma 2».


1.91

D'ALIA, SAIA, DE ANGELIS, MILANA, OLIVA, PISTORIO

Al comma 2, sostituire le parole: «comma 3» con le parole: «comma 2».


1.92

CECCANTI, BIANCO, MERCATALI, D'ALIA, ADAMO, BASTICO, DE SENA, INCOSTANTE, LEGNINI, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI

Al comma 2, sopprimere le parole da: «l'ulteriore proroga» fino a: «al comma 1 ovvero».


1.93

D'ALIA, SAIA, DE ANGELIS, MILANA, OLIVA, PISTORIO

Al comma 2, sopprimere le parole da: «l'ulteriore proroga» fino a: «al comma 1 ovvero».


1.94

CECCANTI, BIANCO, MERCATALI, D'ALIA, ADAMO, BASTICO, DE SENA, INCOSTANTE, LEGNINI, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI

Al comma 2, sopprimere le parole da: «ovvero la proroga» fino alla fine del comma.


1.95

D'ALIA, SAIA, DE ANGELIS, MILANA, OLIVA, PISTORIO

Al comma 2, sopprimere le parole da: «ovvero la proroga» fino alla fine del comma.


1.96

PERDUCA, PORETTI

Al comma 2, dopo le parole: «tabella 1 allegata» inserire le seguenti: «, con esclusione di quello relativo al mandato dei delegati nei consigli di rappresentanza cui all'articolo 2257 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66».

        Conseguentemente alla tabella 1, prevista dall'articolo 1, le parole al 17º rigo nella colonna: «TERMINE» «30 luglio 2011» e le parole nella colonna «FONTE NORMATIVA» «articolo 2257 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66» sono soppresse.


1.97

POSSA

Al comma 2, dopo le parole: «nella tabella 1 allegata.» aggiungere il seguente periodo: «I DPCM di cui al periodo precedente vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale».


1.98

ESPOSITO

Al comma 2, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «il termine di cui all'articolo 12, comma 7, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 è prorogato al 31 dicembre 2011».


1.99

MASCITELLI, PARDI, LANNUTTI

Al comma 2, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «La proroga di ciascun termine o regime giuridico, comunque, non può determinare effetti peggiorativi dei saldi di finanza pubblica».


1.100

ESPOSITO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al fine di adottare le opportune misure organizzative derivanti dall'attuazione della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di contabilità e finanza pubblica, è sospesa fino al 31 dicembre 2013, ad eccezione degli articoli 24, commi 1 e 2, 25, comma 1, e 26 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, l'applicazione delle norme di cui ai Titoli II e III del predetto decreto legislativo, nonché delle altre disposizioni che richiamano organi o istituti ivi previsti. Fino alla predetta data, gli Organismi di cui all'art. 14 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 svolgono le funzioni già previste e disciplinate, per i Servizi di controllo interno, dalle norme vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del predetto decreto legislativo».


1.101

ESPOSITO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 2, comma 121, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, è aggiunto in fine il seguente periodo: ''Una parte dell'intervento finanziario di cui al comma 117, nella misura dello 0,6 per cento del totale, è riservata per le spese dell'organismo di indirizzo relative all'istruttoria e verifica dei progetti di cui al medesimo comma 117''».


1.102

ESPOSITO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. A decorrere dal bilancio relativo all'esercizio 2010 i contributi in conti capitale autorizzati in favore di ANAS SpA ai sensi dell'articolo 7 del decreto legge 8 luglio 2002 n. 138, convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 2002 n. 178 e successive modificazioni ed integrazioni , ad eccezione di quelli già trasformati in Capitale Sociale, possono essere considerati quali contributi in conto impianti, secondo la disciplina di cui all'articolo 1 comma 1026 della legge 22 dicembre 2006, n. 296».


1.103

ESPOSITO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Agli istituti finanziatori che, avendo stipulato un'operazione finanziaria prima della data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 124 del 29 maggio 2010 della circolare n. 2276 del 24 maggio 2010, non abbiano trasmesso la comunicazione di cui al primo comma dell'art. 48 della legge 30 dicembre 2009 n. 196, entro i 10 giorni ivi prescritti, non viene applicata la sanzione dello 0,50 per cento prevista al secondo comma del medesimo articolo, purché abbiano successivamente adempiuto all'obbligo di comunicazione telematica».

        Conseguentemente all'articolo 48 della legge 31 dicembre 2009 n. 196 apportare le seguenti modificazioni:

            a) al comma l, la parola «finanziarie» è sostituita dalle seguenti «di finanziamento» nonché la parola «dieci» è sostituita dalla seguente «trenta» e la parola «finanziaria» è sostituita dalle seguenti «di finanziamento»;

            b) al comma 1 aggiungere infine il seguente periodo «Non sono comunque soggette a comunicazione le operazioni di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003 n. 398, recante il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di debito pubblico.

            c) al comma 2, la cifra «0,5» è sostituita da «0,1» e sono aggiunte infine le seguenti parole «, fino ad un massimo di cinquantamila euro».


1.104

ESPOSITO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 2, comma 170, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, è soppresso il seguente periodo: ''In ogni caso, le necessarie autorizzazioni di cui all'articolo 14 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, devono essere richieste entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge''».


1.105

ESPOSITO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 4, nel secondo periodo, dell'articolo 87 della legge n. 289 del 27 dicembre 2002, dopo le parole: ''tenuto conto dell'andamento dei rimborsi effettuati'' sono aggiunte le seguenti: ''Dopo tale data, sulla base di un aggiornamento della suddetta stima, la Banca d'Italia corrisponderà all'erario, entro il 31 gennaio 2011, fino al 50 per cento dell'importo residuo stimato''».


1.106

TOMASSINI, SALTAMARTINI, CALABRÒ

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 1, comma 1-bis del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1, le parole: ''31 dicembre 2010'' sono sostituite dalla seguenti: ''31 dicembre 2011''».


1.107

TOMASSINI, SALTAMARTINI, IGNAZIO MARINO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 9 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, dopo il comma 2-bis, è aggiunto il seguente:

        ''2-ter. L'esecutività dei provvedimenti assunti dall'Agenzia Italiana del Farmaco che fissano il prezzo di rimborso dei medicinali generici non può essere antecedente alla data di scadenza dei diritti di brevetto individuata ai sensi del precedente comma 2-bis.''».


1.108

TOMASSINI, SALTAMARTINI

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. La norma di cui all'articolo 1, comma 796, lettera t), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, (Legge Finanziaria 2007) così come modificata, dalla legge 23 dicembre 2009, n. 191, (Legge Finanziaria 2010) non è applicabile, a far data dal 1º gennaio 2011, alle aziende termali, di cui all'articolo 3 della legge 24 ottobre 2000 n. 323: ''Riordino del settore termale'' i cui accreditamenti provvisori sono confermati fino al 31 dicembre 2013».


1.109

ESPOSITO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Sono riconosciute, per le finalità della legge 26 maggio 2004 n. 154 e successive modifiche e integrazioni, pariteticamente le associazioni datoriali nazionali della Pesca, sia cooperative che armatoriali, e le organizzazioni sindacali dei lavoratori della pesca che abbiano in essere un Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro registrato al CNEL per i lavoratori dipendenti delle imprese esercenti attività nel settore della pesca marittima e della imprenditori a ittica».


1.110 (testo 2 corretto)

BATTAGLIA, LEGNINI

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Resta fissato al 30 giugno 2011 il termine ultimo entro il quale i serbatoi in esercizio da venticinque anni dalla prima istallazione, presso i depositi GPL di cui al decreto del Ministro dell'interno 14 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 120 del 24 maggio 2004, devono essere sottoposti ad un puntuale esame visivo dell'intera superfice metallica, in aderenza alla norma UNI EN 970, e a controlli spessimetrici nel rispetto del disposto della norma UNI EN 10160, o, in alternativa, con le modalità tecniche di cui all'appendice D della norma UNI EN 12818, per la verifica dell'idoneità del manufatto, da eseguire a cura di personale qualificato in possesso dei requisiti previsti dalla norma UNI EN 473. L'omessa esecuzione delle verifiche descritte determina automaticamente l'obbligo per il proprietario del serbatoio di collocarlo fuori esercizio.

        2-ter. Per i serbatoi che alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto hanno raggiunto i 25 anni di esercizio, l'esecuzione delle verifiche va effettuata entro il termine del 31 dicembre 2011.

        2-quater. I costi per le verifiche di cui ai commi 2-bis e 2-ter sono a carico delle imprese fornitrici dei serbatoi».


1.110

BATTAGLIA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Resta fissato al 30 giugno 2011 il termine ultimo entro il quale, nei depositi di cui al decreto interministeriale 14 maggio 2004, possono essere utilizzati recipienti a pressione, anche ricondizionati, che risultino, dal relativo libretto di fabbricazione o targa dati, costruiti da oltre 25 anni».


1.110 (testo 2)

BATTAGLIA, LEGNINI

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Resta fissato al 30 giugno 2011 il termine ultimo entro il quale i serbatoi in esercizio da 25 anni dalla prima istallazione, presso i depositi GPL di cui al decreto interministeriale 14 maggio 2004, devono essere sotoposti ad un puntuale esame visivo dell'intera superfice metallica, in aderenza alla UNI EN 970, e a controlli spessimetrici nel rispetto del disposto della UNI EN 10160, o, in alternativa, con le modalità tecniche di cui alla UNI EN 12818, per la verifica dell'idoneità del manufatto, da eseguire a cura di personale qualificato in possesso dei requisiti previsti dalla UNI EN 473. L'omessa esecuzione delle verifiche descritte determina automaticamente l'obbligo per il proprietario del serbatoio di collocarlo fuori esercizio.

        2-ter. Per i serbatoi che alla data di entrata in vigore della presente disposizione hanno raggiunto i 25 anni di esercizio, l'esecuzione delle verifiche va effettuata entro il termine del 31 dicembre 2011.».


1.111

ESPOSITO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Dal 1º gennaio 2011, per gli effetti di quanto previsto dall'articolo 82 comma 2, ultimo periodo, del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, per città metropolitane, ove non istituite alla data del 31 dicembre 2011 e fino al relativo provvedimento di individuazione, si intendono i comuni capoluogo di regione individuati dagli articoli 23 e 24 della legge 5 maggio 2009 n. 42 con almeno 250.000 abitanti».


1.112

BATTAGLIA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Le parole dell'articolo 1-quater del decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105, come convertito con modificazioni dalla legge 13 agosto 2010, n. 129: ''a condizione che gli impianti siano entrati in esercizio entro centocinquanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto'' sono sostituite dalle seguenti: ''a condizione che sia avvenuta la conclusione dei lavori di installazione degli impianti di produzione entro il 30 giugno 2011''».


1.113 (testo 2 corretto)

ESPOSITO

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. In vista della progressiva concentrazione delle attività della CONSOB presso la sede di Milano, la Commissione procede entro il 31 luglio 2011 alla riorganizzazione dei propri servizi destinando il personale occorrente al funzionamento delle unità organizzative così individuate, attraverso l'impiego del personale immesso nei ruoli a seguito della conclusione delle procedure concorsuali pubbliche in atto alla data del 1º gennaio 2011 senza il riconoscimento di speciali provvidenze economiche.

        2-ter. Entro il 31 luglio 2011 sono adottate le occorrenti disposizioni secondo l'ordinamento interno al fine di disciplinare le attività di controllo di regolarità amministrativo contabile della Commissione di cui alla legge 4 giugno 1985 n. 281, attraverso l'adeguamento a quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, della legge 31 dicembre 2009 n. 196. Entro il medesimo termine e con le indicate modalità, ferme le ulteriori disposizioni in materia vigenti, sono adottate le disposizioni volte a prevedere per il personale in servizio e proveniente da altre amministrazioni o enti pubblici l'applicazione, durante il periodo di servizio presso la Commissione, dello stesso trattamento del personale di ruolo di pari qualifica e anzianità secondo criteri di corrispondenza approvati dalla Commissione».


1.113 (testo 3)

ESPOSITO

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. La Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB) procede, entro il 31 luglio 2011, alla riorganizzazione dei propri servizi destinando il personale occorrente al funzionamento delle unità organizzative attraverso l'impiego del personale immesso nei ruoli a seguito della conclusione delle procedure concorsuali pubbliche in atto alla data del 1 gennaio 2011 senza il riconoscimento di speciali provvidenze economiche.

        2-ter. Entro il 31 luglio 2011 sono adottate le occorrenti disposizioni secondo l'ordinamento interno al fine di disciplinare le attività di controllo di regolarità amministrativo contabile della Commissione di cui alla legge 4 giugno 1985, n. 281, attraverso l'adeguamento a quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Entro il medesimo termine e con le indicate modalità, ferme le ulteriori disposizioni vigenti in materia, sono adottate le disposizioni volte a prevedere per il personale in servizio e proveniente da altre amministrazioni o enti pubblici l'applicazione, durante il periodo di servizio presso la Commissione, dello stesso trattamento del personale di ruolo di pari qualifica e anzianità secondo criteri di corrispondenza approvati dalla Commissione».


1.113

ESPOSITO

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. In vista della progressiva concentrazione delle attività della CONSOB presso la sede di Milano, la Commissione procede entro il 31 luglio 2011 alla riorganizzazione dei propri servizi destinando il personale occorrente al funzionamento delle unità organizzative così individuate, anche attraverso l'impiego del personale immesso nei ruoli a seguito della conclusione delle procedure concorsuali in atto alla data del 1.1.2011 ed in ogni caso senza il riconoscimento di speciali provvidenze economiche.

        2-ter. Fino al 31 luglio 2011 con una o più delibere adottate ai sensi dell'articolo 1 comma 6 del decreto legge 8 aprile 1974 n. 95, convertito dalla legge 7 giugno 1974 n. 216, sono dettate apposite disposizioni al fine di disciplinare le attività di controllo di regolarità amministrativo contabile della Commissione di cui alla legge 4 giugno 1985 n. 281, anche attraverso l'adeguamento a quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, della legge 31 dicembre 2009 n. 196.

        2-quater. Al decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 apportare le seguenti modificazioni:

            ''a) all'articolo 5 comma 3-bis, aggiungere infine il seguente periodo: si applica, altresì, per motivate esigenze riscontrate in base ai rispettivi ordinamenti, la disciplina di cui all'articolo 30, comma 2-sexies, con applicazione del regime di cui comma 2-quinquies dello stesso articolo al personale temporaneamente distaccato o altrimenti assegnato.

            b) all'articolo 30, comma 2-sexies dopo le parole: ''tre anni,'' aggiungere le seguenti: ''salva la facoltà di rinnovi,''».


1.114

ESPOSITO

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. In considerazione della eccezionalità della situazione economica internazionale e tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, le vigenti disposizioni in materia di regolamentazione del contingente di personale che le amministrazioni pubbliche possono assumere annualmente si applicano anche alle Autorità indipendenti. A tal fine, le procedure assunzionali in corso e quelle concorsuali bandite e non concluse alla data di entrata in vigore del presente decreto sono sospese fino all'esito degli adempimenti previsti ai sensi dell'articolo 66, comma 10, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133».


1.114 (testo 2)

ESPOSITO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Fino al 31 dicembre 2012, in considerazione della eccezionalità della situazione economica internazionale e tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, le vigenti disposizioni in materia di regolamentazione del contingente di personale che le amministrazioni pubbliche possono assumere annualmente si applicano anche alle Autorità indipendenti. A tal fine, le procedure assunzionali in corso e quelle concorsuali bandite e non concluse alla data di entrata in vigore del presente decreto sono sospese fino all'esito degli adempi menti previsti ai sensi dell'articolo 66, comma 10, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133».


1.115

ESPOSITO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 185, della legge 23 dicembre 2009 n. 191, limitatamente ai comuni con popolazione superiore a 500.000 abitanti si applicano fino al 1º marzo 2011».


1.116

ESPOSITO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Successivamente al perfezionamento dell'atto di concessione di cui all'articolo 14 del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1992, n. 359, il prezzo delle forniture di cui all'articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 21 aprile 1999, n. 116, ivi incluse quelle di cui all'articolo 8 della legge 20 aprile 1978, n. 154, è determinato secondo i criteri e le procedure stabiliti nella convenzione di concessione».


1.117

ESPOSITO

APPROVATO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 3 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nel comma 3 è aggiunto alla fine il seguente periodo: ''A tal fine, qualora non si raggiunga un accordo con le organizzazioni sindacali sulle materie oggetto di contrattazione in tempo utile per dare attuazione ai suddetti principi, la Banca d'Italia provvede sulle materie oggetto del mancato accordo, fino alla successiva eventuale sottoscrizione dell'accordo''.».


1.118 (testo corretto)

DE ANGELIS, SAIA, VIESPOLI, BALDASSARRI, CONTINI, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, VALDITARA, D'ALIA

Dopo il comma 2, aggiungere, in fine, il seguente:

        «2-bis. All'articolo 6, comma 1, lettera p) del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, e successive modificazioni, dopo le parole: ''31 dicembre 2010'' sono inserite le seguenti: ''ad eccezione dei rifiuti provenienti dalla frantumazione degli autoveicoli a fine vita e dei rottami ferrosi per i quali sono autorizzate discariche mono dedicate che possono continuare ad operare nei limiti delle capacità autorizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto"».


1.118

DE ANGELIS, SAIA, VIESPOLI, BALDASSARRI, CONTINI, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, VALDITARA, D'ALIA

Dopo il comma 2, aggiungere, in fine, il seguente:

        «2-bis. All'articolo 6, comma 1 lettera p) del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, dopo le parole: ''31 dicembre 2010'' sono inserite le seguenti: ''tranne che per i rifiuti provenienti dalla frantumazione degli autoveicoli a fine vita e dei rottami ferrosi per i quali sono autorizzate discariche mono dedicate che possono continuare ad operare nei limiti delle capacità autorizzate al 1º gennaio 2011''».


1.119

DE ANGELIS, SAIA, VIESPOLI, BALDASSARRI, CONTINI, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, VALDITARA, D'ALIA

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. All'articolo 17 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, dopo il comma 6 inserire il seguente:

        ''6-bis. Agli impianti di discarica esclusivamente adibite per i rifiuti provenienti dalla frantumazione degli autoveicoli a fine vita e dei rottami ferrosi, autorizzati alla data del 1º gennaio 2011 a ricevere i rifiuti individuati puntualmente dai codici CER 191003*, 191005*, 191004, 191006, ed eventualmente i rifiuti individuati dai CER 191212 e 191211* derivati dalla lavorazione dei precedenti codici, provenienti da impianti di post-frantumazione adibiti alla discarica stessa, non si applicano limiti di concentrazione nell'eluato esclusivamente per il parametro DOC e quello relativo al TOC, sino all'esaurimento delle capacità già autorizzate alla data del 1º gennaio 2011''».


1.120

BALDASSARRI, SAIA, VIESPOLI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, VALDITARA, D'ALIA, PISTORIO

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. Il comma 466 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è abrogato».


1.121

SAIA, VIESPOLI, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, VALDITARA, D'ALIA

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. All'articolo 87 del T.U. delle disposizioni legislative in materia doganale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, aggiungere il seguente comma:

        ''3. Nel caso di garanzia prestata mediante fideiussione rilasciata da una azienda di credito o mediante polizza fideiussoria emessa da un istituto di assicurazione a fronte della concessione agli spedizionieri delle agevolazioni di pagamento periodico o differito di diritti doganali, previste dagli articoli 78 e 79, i proprietari delle merci non sono soggetti alle azioni di cui agli articoli 1949 c.c. e 1951 c.c. da parte dei fideiussori che hanno pagato alla Dogana il debito degli spedizionieri formatosi a seguito della fruizione delle suddette agevolazioni''».


1.122

BALDASSARRI, SAIA, VIESPOLI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, VALDITARA, D'ALIA, PISTORIO

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. Nelle Istituzioni di Alta formazione di cui all'articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, gli incarichi per lo svolgimento delle funzioni di direttore, presidente e di componente del Consiglio accademico, già svolti o in corso, non sono computati ai fini del limite temporale previsto dall'articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 132 del 2003, fino alla completa attuazione della riforma con l'adozione del Regolamento sulla programmazione e sviluppo del sistema e sul reclutamento».


1.123

BALDASSARRI, SAIA, VIESPOLI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, VALDITARA, D'ALIA, PISTORIO

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. All'articolo 7, comma 18 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, dopo le parole: «anche presso l'ISTAT» sono aggiunte le seguenti: «ed altri enti e istituzioni di ricerca. Entro il 31 dicembre 2011, il personale di ricerca proveniente dall'ISAE e trasferito all'ISTAT in applicazione del presente comma, può fruire, a richiesta e previo accordo dell'ente ricevente, delle procedure di mobilità tra enti pubblici di ricerca già previste dal relativo CCNL, con aumento della corrispondente dotazione organica e trasferimento all'ente ricevente delle risorse finanziarie corrispondenti al costo del lavoro di ciascun ricercatore trasferito».


1.124

VALDITARA, SAIA, VIESPOLI, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, D'ALIA

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. A decorrere dall'anno scolastico 2011-2012 gli aggiornamenti e le integrazioni delle graduatorie permanenti di cui all'articolo 1, comma 605 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono effettuate con cadenza triennale. Per il medesimo anno scolastico 2011-2012 vengono prorogate le graduatorie già in vigore per l'anno scolastico 2010-2011».


1.125

VALDITARA, SAIA, VIESPOLI, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, D'ALIA

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. All'articolo 2, comma 186, lettera e) della legge 23 dicembre 2009, n. 191, alla fine del primo periodo aggiungere le seguenti parole: ''e dei consorzi di cui all'articolo 31, comma 1 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, che esercitano le funzioni di polizia locale di cui all'articolo 21, comma 3 della legge 5 maggio 2009, n. 42.''».


1.126

SAIA, VIESPOLI, VALDITARA, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, D'ALIA

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. All'articolo 2, comma unico, lettera f) della legge 3 luglio 1998, n. 210, dopo il primo periodo, è introdotta la seguente norma: ''In deroga al disposto che precede, nelle procedure di concorso relative a professori associati e ordinari prima sessione 2008, sono considerati idonei i candidati che abbiano riportato due o più voti favorevoli''».


1.127

SAIA, VIESPOLI, VALDITARA, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, D'ALIA

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. All'articolo 2, comma unico, lettera f) della legge 3 luglio 1998, n. 210, dopo il primo periodo, è introdotta la seguente norma: ''In deroga al disposto che precede, nelle procedure di concorso relative a professori associati e ordinari prima sessione 2008, sono considerati idonei i candidati che abbiano riportato due o più voti favorevoli''».


1.128

SAIA, VIESPOLI, VALDITARA, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, D'ALIA

Aggiungere, in fine, i seguenti commi:

        «3-bis. All'articolo 23-bis, comma 8, lettera e) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le parole: ''31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 dicembre 2011''».

        4-ter. All'articolo 23-bis, comma 9 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il secondo periodo si interpreta nel senso che le disposizioni ivi contenute si applicano non solo alle società quotate in mercati regolamentati, ma anche alle società da queste direttamente o indirettamente controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile».


1.129

VALDITARA, SAIA, VIESPOLI, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, D'ALIA

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. Le graduatorie ad esaurimento per il biennio 2009/2010 e 2010/2011 sono prorogate per l'anno scolastico 2011/2012».


1.130

SAIA, VIESPOLI, VALDITARA, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, D'ALIA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente comma:

        «2-bis. All'articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, dopo il primo periodo aggiungere il seguente periodo: ''Limitatamente alle controversie concernenti il risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti e le relative coperture assicurative, il suddetto termine è di ventiquattro mesi''».


1.131

MENARDI, SAIA, VIESPOLI, VALDITARA, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, PONTONE, D'ALIA

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. La scadenza di cui all'articolo 1, comma 289 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è differita al 31 dicembre 2011».


1.132

MENARDI, SAIA, VIESPOLI, VALDITARA, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, PONTONE, D'ALIA

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. All'articolo 11, comma 1 della legge 7 luglio 2009 n. 88, le parole: ''sei mesi'' sono sostituite dalle seguenti: ''ventiquattro mesi''».


1.133

MENARDI, SAIA, VIESPOLI, VALDITARA, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, PONTONE, D'ALIA

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. All'articolo 1-septies della legge 13 agosto 2010, n. 129, aggiungere i seguenti commi:

        «1-ter. Le tariffe incentivanti di cui alla tabella A colonna A, colonna B, colonna C e le tariffe incentivanti di cui alla tabella A colonna C decurtate del 6% all'anno, con arrotondamento commerciale alle terza cifra decimale di cui all'articolo 8 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 agosto 2010 recante incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 197 del 24 agosto 2010 sono riconosciute a tutti i soggetti che, nel rispetto di quanto previsto dal medesimo decreto ministeriale, abbiano concluso, rispettivamente entro il 30 aprile 2011, entro il 31 agosto 2011, entro il 31 dicembre 2011, entro il 31 dicembre 2012 ed entro il 31 dicembre 2013 l'installazione dell'impianto fotovoltaico, abbiano comunicato all'amministrazione competente al rilascio dell'autorizzazione, al gestore di rete e al GSE S.p.A., entro le medesime date, la fine lavori, ed entrino in esercizio nei successivi sei mesi;

        1-quater. Alle comunicazioni di cui al comma precedente si applica la previsione di cui al comma 1-bis».


1.134

THALER AUSSERHOFER

IDENTICO A 1.0.107

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        1-bis. Il termine di un anno per l'adempimento del dovere di alienazione di cui all'articolo 30, comma 2, terzo periodo del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, già prorogato dall'articolo 28-bis del decreto-legge 31 dicembre 2001, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n, 31, dall'articolo 41 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14 e dall'articolo 1, comma 17-bis del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010 n. 25 è differito al 31 dicembre 2014 per i soggetti che alla data del 31 dicembre 2009 detenevano una partecipazione al capitale sociale superiore ai limiti fissati dal primo periodo del citato comma 2, qualora il superamento del limite derivi da operazioni di concentrazione tra banche oppure tra investitori, fermo restando che tale partecipazione non potrà essere incrementata».


1.135

COSTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 2 dell'articolo 2 del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al primo periodo, le parole: «1º gennaio 2010» sono sostituite dalle seguenti: «1º gennaio 2011»;

            b) al secondo periodo, le parole: «31 ottobre 2010» sono sostituite dalle seguenti: «31 ottobre 2011»;

            c) al terzo periodo, le parole: «31 ottobre 2010» sono sostituite dalle seguenti: «31 ottobre 2011».


1.136

BOLDI, MONTANI, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. È fissato al 31 dicembre 2011 il termine per il completamento degli interventi di cui alla legge 16 febbraio 1995, n.  35 e s.m.i., destinando anche alla concessione delle garanzie previste ai sensi dell'articolo 28 del decreto-legge 18 novembre 1966 n.  976, convertito con modificazioni dalla legge 23 dicembre 1966, n.  1142 le risorse presenti sul conto di tesoreria n. 23514 di cui all'articolo 3 comma 1 paragrafo ''C'' del presente decreto riguardante gli interventi di cui al comma 847 dell'articolo 2 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e s.m.i.».


1.137

MONTI, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 2, comma 9, del decreto-legge numero 225 del 29 dicembre 2010 denominato ''Proroga di termini previsti da disposizioni legislativi ed interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese ed alle famiglie'' è aggiunto il seguente:

        ''9-bis. Il pagamento delle somme di cui all'articolo 31, commi 12 , lettera b) e 13 della legge 27 dicembre 2002 n. 289, relative alla competenza degli anni 2011, 2012 e 2013 in capo alle province di Milano e di Monza e della Brianza, che sono state oggetto di divisione nel corso dell'anno 2009 ai sensi della legge 11 giugno 2004 n. 146, a far data dall'entrata in vigore della presente legge per l'esercizio 2011, è prorogato al fine di distribuirlo su venti annualità di pari importo a partire dall'anno 2012 e successivi, con la maggiorazione degli interessi al tasso legale. Il Ministero dell'interno fa pervenire annualmente alle due province interessate il piano di estinzione di detto debito. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente comma, valutati in 77 milioni di euro per l'anno 2011, si provvede mediante corrispondente utilizzo di una quota delle risorse, pari a 250 milioni di euro, di cui all'ultima voce dell'elenco 1 allegato alla legge 13 dicembre 2010, n. 220.''».


1.138

MONTI, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 2 comma 9 del decreto-legge numero 225 del 29 dicembre 2010 denominato ''Proroga di termini previsti da disposizioni legislativi ed interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese ed alle famiglie'' è aggiunto il seguente:

        ''9-ter. Il pagamento delle somme di cui all'articolo 31, commi 12, lettera b) e 13 della legge 27 dicembre 2002 n. 289, relative alla competenza degli anni 2011, 2012 e 2013 in capo alla provincia di Monza e della Brianza, che nel corso dell'anno 2009 è stata attivata a seguito di procedura di scorporo ai sensi della legge 11 giugno 2004 n. 146, a far data dall'entrata in vigore della presente legge per l'esercizio 2011, è prorogato al fine di distribuirlo su venti annualità di pari importo a partire dall'anno 2012 e successivi, con la maggiorazione degli interessi al tasso legale. Il Ministero dell'Interno fa pervenire annualmente alla provincia interessata il piano di estinzione di detto debito. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente comma, valutati in 17 milioni di euro per l'anno 2011, si provvede mediante corrispondente utilizzo di una quota delle risorse, pari a 250 milioni di euro, di cui all'ultima voce dell'elenco 1 allegato alla legge 13 dicembre 2010, n. 220.''».


1.139

MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 9 del decreto-legge numero 225 del 29 dicembre 2010 denominato ''Proroga di termini previsti da disposizioni legislativi ed interventi urgenti in materia tributaria e al sostegno alle imprese ed alle famiglie'' è aggiunto il seguente:

        ''9-bis: Il pagamento delle somme di cui all'articolo 31, commi 12 e 13 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, relative alla competenza degli anni 2010, 2011 e 2012 in capo alle province che, nel corso dell'anno 2009, sono state oggetto di scorporo, a far data dall'entrata in vigore della presente legge, è prorogato al fine di distribuirlo su venti annualità di pari importo, dal 2011 al 2030, con la maggiorazione degli interessi, al tasso legale. Il Ministero dell'interno fa pervenire, agli Enti interessati il nuovo piano di estinzione di detto debito. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente comma, valutati in 60 milioni di euro per l'anno 2011, si provvede mediante corrispondente utilizzo di una quota delle risorse, pari a 250 milioni di euro, di cui all'ultima voce dell'elenco 1 allegato alla legge 13 dicembre 2010, n. 220.''».


1.140

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI, BODEGA, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. AI fine di dare attuazione alle disposizioni di cui alla legge n. 122 del 2010, articolo 7, comma 7, lettera h), il decreto ivi previsto deve essere emanato entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente decreto».


1.141

MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il termine di cui all'articolo 16, comma 2, del decreto legislativo 3 dicembre 2010 n. 205, è prorogato al 31 dicembre 2011, relativamente alla tenuta dei registri di carico e scarico da parte dei soggetti di cui all'articolo 188-ter, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152».


1.142

MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 6, comma 2, della legge 25 gennaio 1994, n. 70, dopo le parole: ''dell'anno successivo a quello di riferimento'' sono inserite le seguenti: »ovvero, se successivi, in centoventi giorni dalla data di pubblicazione dei decreti di cui all'articolo 1, commi 2 e 3''.».

        Conseguentemente il comma 2-bis dell'articolo 6 è soppresso.


1.143

MAURO, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 4 del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, i commi 8-bis, 8-ter e 8-quater sono sostituiti dai seguenti:

        ''8-bis. I fondi statali trasferiti o assegnati alle Autorità portuali per la realizzazione di opere infrastrutturali frante dei quali non sia stato pubblicato il bando di gara per l'assegnazione dei lavori entra il quinto anno dal trasferimento o assegnazione, sono revocati. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze da adottarsi entro 60 giorni dalla legge di conversione del presente decreto, si provvede alla ricognizione dei finanziamenti revocati e all'individuazione della quota, per l'anno 2011, nel limite di 250 milioni di euro, che deve essere destinata alle seguenti finalità:

            a) nel limite di 150 milioni di euro alle Autorità portuali che hanno attivato investimenti con contratti già sottoscritti o con bandi di gara pubblicati alla data del 30 settembre 2010 in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 991 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;

            b) nel limite di 20 milioni di euro alle Autorità i cui porti sono interessati da prevalente attività di transhipment al fine di garantire l'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 5, comma 7-duodecime, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25;

            c) per le disponibilità residuali alle Autorità portuali che presentano progetti cantierabili.

        8-ter. Con il decreto di cui al comma 8-bis si provvede altresì all'individuazione delle somme che devono essere versate ad apposito capitolo dello stato di previsione dell'entrata del bilancio dello Stato, nell'anno 2011, dalle Autorità portuali interessate dalla revoca dei finanziamenti per essere riassegnate ai pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e trasporti e delle somme di cui al comma 8-quater. Con successivi decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, per gli anni 2012 e 2013 si provvede ad individuare le quote dei finanziamenti revocati ai sensi del comma 8-bis e ad assegnarle alle Autorità portuali, secondo criteri di priorità-individuati nei medesimi decreti, per progetti cantierabili, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica. In caso di mancato avvio dell'opera, decorsi 180 giorni dall'aggiudicazione definitiva del bando di gara, il finanziamento si intende revocato ed è riassegnato ad altri interventi con le medesime modalità dei finanziamenti revocati ai sensi del comma 8-bis.

        8-quater. Nel caso in cui la revoca riguardi finanziamenti realizzati mediante operazioni finanziarie di mutuo con oneri di ammortamento a carico dello Stato, con i decreti di cui al comma 8-ter è disposta la cessione della parte di finanziamento ancora disponibile presso il soggetto finanziatore ad altra Autorità portuale, fermo restando me il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti continua a corrispondere alla banca mutuante, fino alla scadenza quindicennale, la quota del contributo dovuta in relazione all'ammontare del finanziamento erogato. L'eventuale risoluzione dei contratti di mutuo non deve comportare oneri per la finanza pubblica''.».


1.144

MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 1, comma 108, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, sostituire le parole. » il limite dell'8 per cento« con le seguenti: » il limite del 13 per cento nell'anno 2011, dell'11 per cento nell'anno 2012 e dell'8 per cento nell'anno 2013«.


1.145

VALLARDI, MONTANI, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. Fino al 31 dicembre 2011 gli imprenditori agricoli che trasportano i propri rifiuti in modo occasionale e saltuario non sono soggetti agli adempimenti di cui all'articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152».


1.146

MAZZATORTA, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. A decorrere dal 31 marzo 2011, è soppresso l'Ufficio per il contrasto delle discriminazioni di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215. Con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri si provvede ad apportare le opportune modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 luglio 2002, recante ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei ministri, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 4 settembre 2002.

        2-ter. A decorrere dalla data di cui al comma 1, sono abrogati l'articolo 8 del decreti legislativo 9 luglio 2003, n. 215 e l'articolo 29, comma 2 della legge 1º marzo 2002, n. 39«.


1.147

PITTONI, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Ai posti di personale docente di prima e seconda fascia a tempo indeterminato interamente finanziati per almeno dieci anni da enti esterni alle università e di ricercatore universitario a tempo indeterminato interamente finanziati per almeno cinque anni da enti esterni alle università, sulla base di apposite convenzioni, non si applicano le limitazioni di cui all'articolo 1, commi 1 e 3, del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, convertito nella legge 9 gennaio 2009, n. 1.»


1.148

PITTONI, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, è aggiunto alla fine il seguente comma:

        ''La data di presa di servizio dei professori associati ammessi alla seconda tornata dei giudizi di idoneità ai sensi della sentenza della Corte costituzionale 13 luglio 1989, n. 397, deve intendersi coincidente ad ogni effetto con la data della nomina in ruolo''».


1.149

LEONI, MURA, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. L'articolo 1, comma 256 della legge n. 296 del 2006 non si applica alle concessioni demaniali marittime per atto pluriennale perfezionate prima della sua entrata in vigore nella quale è prevista la realizzazione di opere destinate ad essere incamerate al demanio dello Stato al termine della concessione e nelle quali il canone di concessione è stato determinato in relazione al costo delle opere da realizzare ed alla durata della concessione. Per tali concessioni si continueranno ad applicare i canoni determinati dalla concessione medesima».


1.150

VALLARDI, MONTANI, MAURO, BODEGA, MASSIMO GARAVAGLIA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 3, comma 5- duodecies del decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1 della legge 11 novembre 2005, n. 231, dopo le parole: ''formare oggetto di'' sono aggiunte le seguenti: ''compensazione ovvero di''».


1.151

VALLARDI, MONTANI, MAURO, BODEGA, MASSIMO GARAVAGLIA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al fine di fare fronte alla grave crisi in cui versa il settore lattiero-caseario, i termini per il pagamento degli importi con scadenza il 31 dicembre 2010 previsti dai piani di rateizzazione di cui al decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, ed al decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, quest'ultimo come prorogato dall'articolo 40-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono differiti al 30 giugno 2011. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente comma, corrispondenti a 30 milioni di euro per il 2011, si provvede mediante corrispondente utilizzo di una quota delle risorse, pari a 250 milioni di euro, di cui all'ultima voce dell'elenco 1 allegato alla legge 13 dicembre 2010, n. 220».


1.151 (testo 2)

VALLARDI, MONTANI, MAURO, BODEGA, MASSIMO GARAVAGLIA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. Al fine di fare fronte alla grave crisi in cui versa il settore lattiero-caseario, sono differiti al 30 giugno 2011 i termini per il pagamento degli importi con scadenza 31 dicembre 2010 previsti dai piani di rateizzazione di cui al decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, e al decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, come prorogato dall'articolo 40-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Agli oneri conseguenti, valutati in 30 milioni di euro per l'anno 2011, si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare fino al 3 per cento a decorrere dall'ano 2011 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della legge 13 dicembre 2010, n. 220, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili».


1.152

DIVINA, MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI, BODEGA, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il comma 5 dell'articolo 12 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, è sostituito dal seguente:

        ''5. Fatto salvo l'esercizio venatorio con l'arco o con il falco, l'esercizio venatorio può essere praticato nelle seguenti forme:

            a) vagante in zona Alpi;

            b) da appostamento fisso;

            c) nell'insieme delle altre forme di attività venatoria consentite dalla presente legge e praticate nel rimanente territorio destinato all'attviità venatoria programmata e secondo le previsioni dell'articolo 14, comma 5''».


1.153

BIANCHI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. La norma di cui all'articolo 1, comma 796, lett. t), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, (legge Finanziaria 2007) così come modificata, dalla legge 23 dicembre 2009, n.191, (legge Finanziaria 2010) non è applicabile, a far data dal 1º gennaio 2011, alle aziende termali, di cui all'articolo 3 della legge 24 ottobre 2000, n. 323: ''Riordino del settore termale'' i cui accreditamenti provvisori sono confermati fino al31 dicembre 2013».


1.154

LEDDI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 25 gennaio 2010. n. 2, convertito, con modificazioni, daIla legge 26 marzo 2010, n. 42, dopo il primo periodo è inserito il seguente: ''Per i consorzi di funzione, le disposizioni di cui al comma 186, lettera e), dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, si applicano a decorrere dal 2012, e per tutti gli anni a seguire, ai singoli consorzi per i quali ha luogo il primo rinnovo del rispettivo consiglio di amministrazione con efficacia dalla data del medesimo rinnovo''».


1.155

GRILLO, LEDDI, ZANETTA, GALLO, BORNACIN, CICOLANI, BALDASSARRI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 12, quarto comma, primo periodo, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, le parole: ''al 10 per cento del proprio patrimonio'' sono sostituite dalle seguenti: ''alla quota percentuale prevista dall'articolo 7, comma 3-bis''».


1.156

GERMONTANI, SAIA, VIESPOLI, VALDITARA, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, MENARDI, PONTONE, D'ALIA

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. All'articolo 157 del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967 al primo periodo, dopo le parole: ''il costo della vita'' aggiungere le seguenti: ''e delle retribuzioni''».


1.157

GERMONTANI, SAIA, VIESPOLI, VALDITARA, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, MENARDI, PONTONE, D'ALIA

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. All'art. 157 del DPR 18 del 1967 al secondo periodo, dopo ''andamento del costo della vita'' aggiungere: ''Le rappresentanze diplomatiche e, in loro assenza, gli Uffici di prima classe sono tenuti a segnalare con regolarità alla Sede Centrale ogni variazione dei termini di riferimento di cui al precedente comma''.».


1.158

GERMONTANI, SAIA, VIESPOLI, VALDITARA, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, MENARDI, PONTONE, D'ALIA

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. All'articolo 7 del DPR 4 settembre 1992 n. 395, dopo il comma 1, è inserito il seguente comma:

            ''1-bis. Le disposizioni di cui al comma precedente trovano applicazione anche nei confronti dei dipendenti pubblici, non residenti nel territorio dello Stato, titolari di redditi da lavoro dipendente di cui all'art. 49 del testo Unico sulle imposte dei redditi approvato con decreto del presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917''.».


1.159

GERMONTANI, SAIA, VIESPOLI, VALDITARA, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, MENARDI, PONTONE, D'ALIA

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

        «2-bis. La norma di cui all'art. 1), lett. t) della legge 27.12.2006, n.296, (Legge Finanziaria 2007) così come modificata, dalla legge 23.12.2009, n.191, (Legge Finanziaria 2010) non è applicabile, a far data dal 1º gennaio 2011, alle aziende termali, di cui all'art. 3 della legge 24 ottobre 2000 n. 323: ''Riordino del settore termale'' i cui accreditamenti provvisori sono confermati fino al 31 dicembre 2013.».


1.160

GERMONTANI, SAIA, VIESPOLI, VALDITARA, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, MENARDI, PONTONE, D'ALIA

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Al fine di garantire la rappresentanza degli iscritti ex ENAM (Ente Nazionale Assistenza Magistrale) i quali, attraverso la trattenuta dello 0.80% dello stipendio, finanziano l'Ente, soppresso con l'art. 1- commi 3-bis e 4 – della Legge 30 luglio 2010, n. 122, sono costituiti all'interno dell'INPDAP – cui sono state trasferite le funzioni di detto Ente - uno specifico Comitato, con compiti di indirizzo, verifica, controllo, e articolazioni, su base provinciale, per l'assistenza diretta agli iscritti.

        2-ter. Le modalità di costituzione su base elettiva e di funzionamento dei predetti organismi, nazionale e provinciali, i cui oneri di spese restano a carico delle risorse derivanti dalla contribuzione degli iscritti ex ENAM, sono definiti con apposito decreto di natura non regolamentare del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, con il Ministro dell'Economia e Finanze e con il Ministro per la Pubblica Amministrazione.

        2-quater. L'incarico del Presidente ex ENAM, nominato con DPR 17/10/2006, è prorogato fino all'insediamento del Comitato Nazionale, con compiti sostitutivi di indirizzo, verifica e controllo».


1.161

BATTAGLIA

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Con riferimento alla proroga relativa all'articolo 2, comma 3, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, in materia di noleggio mezzi di trasporto con conducente, entro il medesimo termine del 31 marzo, le aziende di trasporto persone sono tenute a richiedere le licenze necessarie presso il comune dove hanno la sede legale o la maggiore struttura organizzativa, secondo le modalità previste dalla legge 11 agosto 2003, n. 218.».


1.162

BENEDETTI VALENTINI

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. AI fine di estendere la disciplina dettata dall'articolo 20-bis della legge 20 novembre 2009, n. 166 all'invio di materiale promozionale mediante posta, il termine previsto dall'articolo 4, comma 2 del DPR 7 settembre 2010, n. 178 è prorogato di ulteriori novanta giorni».

        Conseguentemente,

        al comma 3-bis dell'articolo 130 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dopo le parole: «mediante l'impiego del telefono» sono inserite le seguenti: «e della posta cartacea» e dopo le parole: «l'iscrizione della numerazione della quale è intestatario» sono inserite le seguenti: «e degli altri dati personali di cui all'articolo 129, comma 1».


1.162 (testo 2)

BENEDETTI VALENTINI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al fine di estendere la disciplina dettata dall'articolo 20-bis della legge 20 novembre 2009, n. 166, all'invio di materiale promozionale mediante posta, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge sono apportate le necessarie modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 178».

        Conseguentemente, al comma 3-bis dell'articolo 130 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dopo le parole: «mediante l'impiego del telefono» sono inserite le seguenti: «e della posta cartacea» e dopo le parole: «l'iscrizione della numerazione della quale è intestatario» sono inserite le seguenti: «e degli altri dati personali di cui all'articolo 129 comma  1».


1.163

BENEDETTI VALENTINI

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Fino all'adeguamento della disciplina dettata dall'articolo 20-bis della legge 20 novembre 2009, n. 166 operata dal comma successivo, l'invio di materiale promozionale mediante posta è svolto con le modalità utilizzate alla data del 31 dicembre 2010.

        2-ter. al comma 3-bis dell'articolo 130 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dopo le parole: ''mediante l'impiego del telefono'' sono inserite le seguenti: ''e della posta cartacea'' e dopo le parole: ''l'iscrizione della numerazione della quale è intestatario'' sono inserite le seguenti: ''e degli altri dati personali di cui all'articolo 129, comma 1''».

        Conseguentemente,

        il termine previsto dall'articolo 4, comma 2 del DPR 7 settembre 2010, n. 178 è prorogato di ulteriori novanta giorni.


1.163 (testo 2)

BENEDETTI VALENTINI

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Fino all'adeguamento della disciplina dettata dall'articolo 20-bis della legge 20 novembre 2009, n. 166 operata dal comma successivo, l'invio di materiale promozionale mediante posta è svolto con le modalità utilizzate alla data del 31 gennaio 2011.

        2-ter. al comma 3-bis dell'articolo 130 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dopo le parole: ''mediante l'impiego del telefono'' sono inserite le seguenti: ''e della posta cartacea'' e dopo le parole: ''l'iscrizione della numerazione della quale è intestatario'' sono inserite le seguenti: ''e degli altri dati personali di cui all'articolo 129 comma 1''.

        2-quater. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge sono apportate le necessarie modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 178».


1.164

BATTAGLIA

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al fine di garantire l'ultimazione degli interventi già in avanzato stato di realizzazione nel settore strategico del turismo, le iniziative agevolate a valere sugli strumenti delle programmazione negoziata di cui al comma 862 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, prorogate ai sensi del comma 7-bis dell'articolo 43 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, non ancora completate e che alla data del 31 dicembre 2009 risultino realizzate in misura non inferiore al 30 per cento degli investimenti ammessi, possono essere completate entro il 31 dicembre 2011. La relativa rendicontazione è completata entro i sei mesi successivi. Le procedure preordinate al recupero degli importi già erogati per le suddette iniziative agevolate, attivate, anche in sede giurisdizionale, dall'Amministrazione pubblica finanziatrice sono sospese e diventano improcedibili se l'investimento risulta completato entro il termine del il 31 dicembre 2011».


1.165

BATTAGLIA

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il commissario ad acta di cui all'articolo 19, comma 5, del decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32, convertito dalla legge 7 aprile 1995, n. 104 e successive modificazioni, nell'ambito delle attività di competenza, può realizzare interventi in favore di consorzi di bonifica per produzione di energia da fonti rinnovabili, in conformità alla vigente normativa di settore.

        Lo stesso commissario, attua le azioni di cui all'art. 1-ter, comma 2, lettera c), del decreto-legge 9 settembre 2005, n.182, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 2005, n. 231, anche promuovendo azioni a sostegno della valorizzazione e diffusione della dieta mediterranea nel limite di 300.000,00 euro».


1.166

BATTAGLIA

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il secondo comma dell'articolo 5 della legge 10 dicembre 1973, n. 804, è sostituito dal seguente:

        ''L'avanzamento si effettua ad anzianità, senza demerito.

        Alle promozioni di cui al presente articolo non si applicano i limiti massimi numerici di cui all'articolo 3''.».


1.167

BATTAGLIA

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 6 del decreto legislativo del 25 luglio 2005, n. 151, dopo il comma 1-bis è aggiunto il seguente:

        ''1-ter. Per le attività di commercio elettronico e vendita a distanza, gli obblighi di cui al comma 1, lettera b), del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, in capo ai distributori, decorrono dal trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore di un apposito decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare che definisce le modalità operative con cui procedere''».


1.168

OLIVA, PISTORIO, ASTORE

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al fine di contemperare l'esigenza di celere potenziamento dell'Agenzia delle Entrate in conformità con il principio economicità e per completare il piano di assunzioni previsto dalla legge n. 244 del 2007, tenuto anche conto della disposizione recata dal comma 7 dell'articolo 17 del decreto-legge n. 78, convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, il termine del 15 gennaio 2008 previsto dall'articolo 1, comma 345 della legge n. 244 del 2007, entro il quale l'Agenzia delle Entrate definisce un piano di controlli finalizzati a prevedere obiettivi superiori a quelli precedentemente definiti ai fini del contrasto all'evasione tributaria, è prorogato al 31 dicembre 2011. A tali fini la citata Agenzia, senza avviare nuove procedure concorsuali, attinge, fino alla loro completa utilizzazione, dalle graduatorie regionali dei candidati che hanno riportato un punteggio utile per accedere al tirocinio della selezione pubblica dell'Agenzia delle Entrate per l'assunzione a tempo indeterminato di 825 unità per la terza area funzionale, fascia retributiva F1, profilo professionale funzionario, per attività amministrativo-tributaria (Gazzetta Ufficiale 4 - serie speciale concorsi n. 101 del 30 dicembre 2008). Per gli stessi fini a detta graduatoria potranno quindi attingere tutte le Agenzie Fiscali che siano state autorizzate all'assunzione di personale con la qualifica di funzionario».


1.169

PISTORIO, OLIVA, ASTORE

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 1 dell'articolo 86 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modifiche e integrazioni, è aggiunto il seguente periodo: ''Al fine di sanare la posizione contributiva e previdenziale dei soggetti posti in aspettativa ai sensi del presente articolo e del successivo articolo 87, anche se successivamente disciplinati in seno alla riforma in materia di servizi pubblici locali, le amministrazioni e le aziende interessate, che non hanno già adempiuto, sono onerate della regolarizzazione entro il 31 dicembre 2011. Gli Istituti ed Enti previdenziali, nel provvedere alla definizione delle partite contributive pregresse, accettano le relative somme anche in deroga ai termini prescrizionali previsti».


1.170

GALIOTO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 8 comma 2-bis del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni, aggiungere la seguente lettera:

            ''c) al fine dell'attribuzione del trattamento giuridico ed economico previsto dal contratto collettivo nazionale, l'anzianità di servizio e di esperienza professionale, relativa all'attività prestata in regime convenzionale dagli specialisti ambulatoriali, medici e delle altre professionalità sanitarie, dai medici della guardia medica, dell'emergenza territoriale e della medicina dei servizi, è valevole anche per la quantificazione dell'indennità di esclusività e della retribuzione di posizione''».


1.171

SALTAMARTINI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Alla tabella A , allegata al decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982 , n. 337, la dotazione organica del ruolo dei direttori tecnici è sostituita dalle seguente:

''Ruoli dei direttori tecnici

QualificheIngegneriFisiciChimiciBiologiPsicologiDirettore tecnico, limitatamente alla frequenza del corso di formazione iniziale196147303040Direttore tecnico principaleDirettore tecnico capo


1.172

SALTAMARTINI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 93 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al primo periodo, le parole: ''con almeno quattro anni di servizio nella qualifica'' sono sostituite dalle seguenti: ''con almeno due anni di servizio nella qualifica'';

            b) al secondo periodo, le parole: ''Ai dirigenti in possesso della predetta anzianità di servizio nella qualifica rivestita'' sono sostituite dalle seguenti: ''Ai dirigenti in possesso di almeno quattro anni nella qualifica rivestita''».


1.173

SALTAMARTINI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. In deroga a quanto previsto dall'articolo 1, comma 4-bis, del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, nonché dall'articolo 57, comma 5, del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 334, la disposizione di cui al comma 3 del medesimo articolo 57, non si applica agli scrutini per l'ammissione al corso di formazione per l'accesso alla qualifica di primo dirigente e per la promozione a dirigente superiore della Polizia di Stato, da conferire con decorrenza anteriore al 2 gennaio 2015».


1.174

TANCREDI

Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Le scadenze previste dall'articolo 39 del decreto-legge n. 78 del 2010 – di differimento della scadenza degli adempimenti tributari riferiti all'anno 2008 e normalmente scadenti nell'anno 2009, attualmente prevista per il 31 gennaio 2011 – sono prorogate alla data del 31 marzo 2011.

        2-ter. Le scadenze previste dall'articolo 39 del decreto-legge n. 78 del 2010 – di differimento della scadenza degli adempimenti tributari riferiti all'anno 2009 e normalmente scadenti nell'anno 2010, attualmente prevista per il 31 gennaio 2011 – sono prorogate alla data del 31 ottobre 2011.

        2-quater. Gli adempimenti tributari riferiti all'anno 2010, sono prorogati alla data del 31 marzo 2012. Conseguentemente i relativi versamenti dovranno essere effettuati entro e non oltre il 16 dicembre 2011.

        2-quinquies. In deroga alla normativa riferita al sistema sanzionatorio, i modelli fiscali scaduti al 30 settembre 2010 e presentati oltre i 90 giorni ma non oltre la scadenza del 31ottobre 2011, vengano considerati tardivi ma non omessi con possibilità dell'applicazione della normativa sul ravvedimento operoso».


1.175

TANCREDI

Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:

        «2-bis. All'articolo 5-quinquies del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) Il terzo periodo del comma 3 è soppresso;

            b) dopo il comma 3 è inserito il seguente:

        ''3-bis. Per l'omessa, incompleta o infedele comunicazione delle minusvalenze e delle differenze negative di cui al comma 3 del presente articolo, si applica la sanzione prevista dall'art. 8, comma 3-bis, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471''.

        2-ter. Il terzo periodo del comma 4 dell'articolo 1 del decreto-legge 24 settembre 2002, n. 209, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 265, è sostituito dal seguente: ''In caso di comunicazione omessa, incompleta o infedele, si applica la sanzione prevista dall'articolo 8, comma 3-bis, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471''.

        2-quater. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano per le violazioni commesse a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge nonché per quelle commesse prima di tale data anche se già contestate. In ogni caso non si fa luogo a rimborso di somme già versate».


1.176 (testo 2)

TANCREDI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. All'articolo 24-quinquies del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, dopo il primo periodo inserire il seguente: "La proroga dell'efficacia della graduatoria dei predetti corsi concorso, per far fronte ad esigenze scolastiche territoriali, può essere integrata dall'inserimento, previa istanza al direttore scolastico regionale, in coda alle pertinenti graduatorie regionali, i candidati dei ripetuti corsi concorso in possesso dei prescritti requisiti che abbiano superato la preselezione dei titoli e che abbiano presentato un ricorso giurisdizionale pendente alla data del 31 dicembre 2009; questi ultimi devono partecipare con esito positivo ad un apposito corso intensivo di formazione indetto dall'amministrazione senza alcun onere aggiuntivo per la finanza pubblica.».


1.176

TANCREDI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 24-quinquies del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, dopo il primo periodo inserire il seguente: ''Sono inoltre inseriti, su istanza al direttore scolastico regionale, esclusivamente in coda alle pertinenti graduatorie regionali, i candidati dei citati corsi concorso in possesso dei prescritti requisiti che abbiano superato la preselezione dei titoli e che abbiano un ricorso giurisdizionale pendente alla data del 31/12/2009; questi ultimi devono partecipare con esito positivo ad un apposito corso intensivo di formazione indetto dall'amministrazione senza alcun onere aggiuntivo per la finanza pubblica''».


1.177

TANCREDI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 40 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante ''Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE'', ogni qual volta ricorrano le parole: ''lavori pubblici'', sostituirle con le seguenti: ''lavori, servizi e forniture pubbliche''».


1.178

TANCREDI, GASPARRI, QUAGLIARIELLO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 1 comma 18 del decreto-legge 30 dicembre 2009 n. 194, convertito, con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2010 n. 25 le parole: ''è prorogato fino a tale data'' sono sostituite con le seguenti: ''è prorogato fino al 31 dicembre 2030''.


1.179

TANCREDI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al fine di agevolare, dopo l'emergenza, la definitiva normalizzazione delle attività nelle zone colpite dal sisma del 6 aprile 2009, l'avvio delle procedure per il rinnovo degli organi dell'Accademia di belle arti dell'Aquila e del Conservatorio di musica Alfredo Casella dell'Aquila è differito al 1º novembre 2012, con la conseguente proroga del termine di scadenza degli organi dell'Accademia e del Conservatorio stessi».


1.179 (testo 2)

TANCREDI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

 «2-bis. Al fine di agevolare, dopo l'emergenza, la definitiva normalizzazione delle attività nelle zone colpite dal sisma del 6 aprile 2009, l'avvio delle procedure per il rinnovo degli organi dell'Accademia di belle arti dell'Aquila e del Conservatorio di musica Alfredo Casella dell'Aquila è differito al 1º novembre 2012, con la conseguente proroga del termine di scadenza degli organi dell'Accademia e del Conservatorio stessi. A decorrere dalla data di entrata in vigore dell'articolo 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, restano abrogate tutte le disposizioni con esso incompatibili e, in particolare, gli articoli 1, comma 208, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e 62, comma 4, secondo periodo, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.»


1.180

BERSELLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 3 marzo 2010, n. 28, le parole: ''dodici mesi'' sono sostituite dalle seguenti: ''ventiquattro mesi''».


1.181

PICCONE, TANCREDI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Per gli enti locali di cui all'articolo 1 del decreto-legge 28 aprile 2009, n.  39, convertito con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, sono esclusi dal saldo del patto di stabilità interno per l'anno 2011, per un importo complessivo non superiore a 20 milioni di euro, i pagamenti per le spese relative agli investimenti degli enti locali per la tutela della sicurezza pubblica, per la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza degli edifici, delle strade e, più in generale, della propria dotazione infrastrutturale, nonché per gli interventi temporanei e straordinari di carattere sociale immediatamente diretti ad alleviare gli effetti negativi del sisma dell'aprile 2009, a valere sulle risorse di cui all'articolo 14, comma 1, del predetto decreto-legge n. 39 del 2009 e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono dettate le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente comma (58). In ogni caso, il 50% delle risorse è ripartito tra gli enti che non hanno beneficiato delle esclusioni previste dall'articolo 2 comma 42 della legge 23 dicembre 2009 n. 191».


1.182

PICCONE, TANCREDI

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. Le disposizioni recate dall'articolo 14, comma 9, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni nella legge 30 luglio 2010, n. 122 non si applicano alla provincia dell'Aquila e ai comuni di cui all'articolo 1 del decreto-legge 28 aprile 2009 n. 39, convertito con modificazioni, dalla legge n. 77/2009 per la durata della situazione emergenziale».


1.183

PICCONE, TANCREDI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Agli enti locali della provincia dell'Aquila, soggetti responsabili di impianti fotovoltaici, che alla data di entrata in vigore del presente provvedimento abbiano ottenuto il preventivo di connessione o la S.T.M.G. di cui alla delibera A.E.E.G. 99/08, continuano ad applicarsi, anche in deroga a quanto enunciato nel comma 2 dell'articolo 19 del decreto ministeriale 6 agosto 2010, le condizioni previste per gli impianti fotovoltaici di cui all'articolo 2, comma 173 della legge finanziaria 2008, n. 244 del 28 dicembre 2007, nonché le tariffe incentivanti (art. 6, D.M. 19.02.2007) previste per gli impianti entranti in esercizio entro il 31 dicembre 2010».


1.184 (testo 2)

PICCONE

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Nelle more della ridefinizione della disciplina riguardante la vendita e la distribuzione dei farmaci, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, salvo quanto previsto dal comma 2-octies, è sospesa l'apertura di nuove parafarmacie.

        2-ter. Tutti i titolari degli esercizi di vicinato di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, che effettuano attività di vendita al pubblico di farmaci di automedicazione e da banco ai sensi dell'articolo 5 della legge 4 agosto 2006, n. 248, condotti in forma societaria o in forma individuale, purché laureati in Farmacia/CTF, abilitati alla professione di farmacista ed iscritti al relativo albo professionale provinciale, hanno diritto a trasformare il loro esercizio di vicinato, lì dove situato ed autorizzato, in deroga a tutte le disposizioni di cui alle leggi vigenti in materia, in farmacia convenzionata con il Servizio sanitario nazionale, assumendone la relativa titolarità. Se uno stesso soggetto, sia esso persona fisica o giuridica, in possesso dei requisiti sopra specificati, risulta proprietario di più esercizi, ha diritto a trasformare in farmacia convenzionata un solo esercizio a scelta tra quelli posseduti.

        2-quater. Le relative domande di trasformazione, debitamente documentate, devono essere inviate, a pena di decadenza, per il tramite del servizio postale e con raccomandata con ricevuta di ritorno, alla Regione competente e alle Province autonome di Trento e Bolzano entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. L'accertamento dei requisiti è effettuato entro trenta giorni dal ricevimento della domanda. Oltre tale termine e in assenza di provvedimenti ostativi la domanda si intende regolarmente accettata.

        2-quinquies. In sede di revisione delle piante organiche successive alla data di entrata in vigore del presente provvedimento di trasformazione di cui al comma 2-ter del disegno di legge di conversione del presente decreto-legge, le nuove farmacie così autorizzate ed aperte sono riassorbite nella determinazione del numero complessivo delle farmacie stabilito in base al parametro della popolazione e, qualora eccedenti i limiti ed i requisiti di cui all'articolo 1 della legge 2 aprile 1968, n. 475, e successive modificazioni, sono considerate in soprannumero ai sensi dell'articolo 380, secondo comma del regio decreto n. 1265 del 27 luglio 1934, così come sostituito dall'articolo 2 della legge 8 novembre 1991, n. 362.

        2-sexies. I titolari degli esercizi trasformati in farmacie convenzionate, con autonoma dichiarazione diretta alla Regione o Provincia autonoma di competenza, si impegnano ad adeguarsi a tutti gli adempimenti ulteriori previsti dalla legislazione che regola il sistema farmaceutico entro sei mesi dalla data di presentazione della domanda di trasformazione. Il titolare dell'esercizio trasformato in farmacia è tenuto a versare una tasse di concessione «una tantum» dell'importo di 300.000 euro. Il titolare deve altresì possedere i requisiti professionali di idoneità alla titolarità previsti dalla normativa vigente o, in alternativa, si impegna a nominare idoneo direttore responsabile fino al conseguimento del requisito.

        2-septies. I requisiti richiesti dal presente provvedimento per aver diritto alla trasformazione dell'esercizio di vicinato in farmacia, che devono essere posseduti entro la data di scadenza del termine previsto per la presentazione delle domande di cui al comma 2-quater, devono essere altresì attestati dall'interessato, nelle relative domande agli enti competenti, mediante dichiarazione la cui infedeltà è sanzionata penalmente ai sensi dell'articolo 483 del codice penale,».

        2-octies. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, i comuni individuano le aree di territorio in cui non sono presenti parafarmacie e nelle quali è possibile autorizzare il trasferimento di parafarmacie già esistenti, anche in comuni diversi».


1.184

PICCONE

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Tutti i titolari degli esercizi di vicinato di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d) del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 114, che effettuano attività di vendita al pubblico di farmaci di automedicazione e da banco ai sensi dell'articolo 5 della legge 4 agosto 2006, n. 248, condotti in forma societaria o in forma individuale, purché laureati in Farmacia/CTF, abilitati alla professione di farmacista ed iscritti al relativo albo professionale provinciale, hanno diritto a trasformare il loro esercizio di vicinato, lì dove situato ed autorizzato, in deroga a tutte le disposizioni di cui alle leggi vigenti in materia, in Farmacia convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale, assumendone la relativa titolarità.

        Se uno stesso soggetto, sia esso persona fisica o giuridica, in possesso dei requisiti sopra specificati, risulta proprietario di più esercizi, ha diritto a trasformare in farmacia convenzionata un solo esercizio a scelta tra quelli posseduti.

        2-ter. Le relative domande di trasformazione, debitamente clncumentate, devono essere inviate, a pena di decadenza, per il tramite del servizio postale e con raccomandata con ricevuta di ritorno, alla Regione competente e alle Provincie autonome di Trento e Bolzano entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

        L'accertamento dei requisiti è effettuato entro trenta giorni dal ricevimento della domanda.

        Oltre tale termine e in assenza di provvedimenti ostativi la domanda si intende regolarmente accettata.

        2-quater. In sede di revisione delle piante organiche successive alla data di entrata in vigore del presente provvedimento di trasformazione di cui all'articolo 1, comma 1 della presente legge, le nuove farmacie così autorizzate ed aperte sono riassorbite nella determinazione del numero complessivo delle farmacie stabilito in base al parametro della popolazione e, qualora eccedenti i limiti ed i requisiti di cui all'articolo 1 della legge 2 aprile 1968, n. 475 e successive modificazioni, sono considerate in soprannumero ai sensi dell'articolo 380, 2º comma del regio decreto n. 1265 del 27 luglio 1934, così come sostituito dall'articolo 2 della legge 8 novembre 1991, n. 362.

        2-quinquies. I titolari degli esercizi trasformati in farmacie convenzionate ai sensi dell'articolo 1, comma 1 della presente legge, con autonoma dichiarazione diretta alla Regione o Provincia autonoma di competenza, si impegnano ad adeguarsi a tutti gli adempi menti ulteriori previsti dalla legislazione che regola il sistema farmaceutico entro sei mesi dalla data di presentazione della domanda di trasformazione.

        Il titolare dell'esercizio trasformato in farmacia è tenuto a versare una tassa di concessione «una tantum» dell'importo di 50.000 euro.

        Il titolare deve altresì possedere i requisiti professionali di idoneità alla titolarità previsti dalla normativa vigente o, in alternativa, si impegna a nominare idoneo direttore responsabile fino al conseguimento del requisito.

        2-sexies. I requisiti richiesti dal presente provvedimento per aver diritto alla trasformazione dell'esercizio di vicinato in farmacia, che devono essere posseduti entro la data di scadenza del termine previsto per la presentazione delle domande di cui al comma 2, devono essere altresì attestati dall'interessato, nelle relative domande agli enti competenti, mediante dichiarazione la cui infedeltà è sanzionata penalmente ai sensi dell'art. 483 del codice penale».


1.185

PICCONE, TANCREDI

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. L'articolo 1, comma 796, lettera t) della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è sostituito dal seguente:

        ''le regioni provvedono ad adottare provvedimenti finalizzati a garantire la cessazione degli accreditamenti provvisori delle strutture sanitarie e socio sanitarie di cui all'articolo 8-quater, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, non confermati dagli accreditamenti definitivi di cui all'articolo 8-quater, comma 1, del medesimo decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni, a far data dal 1º gennaio 2012 relativamente alle strutture ospedali ere ed ambulatoriali e a far data dal 1º gennaio 2013 relativamente a tutte le altre strutture sanitarie e socio sanitarie private e agli stabilimenti termali come individuati dalla legge 24 ottobre 2000 n. 323''».


1.185 (testo 2)

PICCONE, TANCREDI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 1, comma 796, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, lettera t) è sostituita dalla seguente:

        "t) Il termine del 1º gennaio 2011, entro il quale le regioni. provvedono ad adottare provvedimenti finalizzati a garantire la cessazione degli accreditamenti provvisori delle strutture sanitarie e socio sanitarie di cui all'articolo 8-quater, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, non confermati dagli accreditamenti definitivi di cui all'articolo 8-quater, comma 1, del medesimo decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni, è prorogato al 1º gennaio 2012 relativamente alle strutture ospedaliere ed ambulatoriali ed al 1º gennaio 2013 relativamente a tutte le altre strutture sanitarie e socio sanitarie private e agli stabilimenti termali come individuati dalla legge 24 ottobre 2000, n. 323"».


1.186

PICCONE, TANCREDI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il limite di spesa per il personale con rapporto di lavoro flessibile di cui all'articolo 9, comma 28, del decreto legge n. 78/2010 convertito nella legge n. 122/2010, non si applica nei confronti degli enti del Servizio sanitario nazionale che – per gli anni 2011 e 2012 – garantiscono il rispetto del tetto di spesa di personale fissato dall'articolo 2, comma 71, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (legge finanziaria 2010)».


1.187

SACCOMANNO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. Sono prorogate al 31 marzo 2012 le graduatorie degli idonei di cui al decreto del Ministero degli interni n. 1996/2008 relative al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco formate ai sensi dell'articolo 1, commi 519 e 526 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni.».


1.188

SACCOMANNO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Per il personale appartenente alle Amministrazioni dello Stato che si trova nella condizione di perdita del titolo di concessione di alloggio di servizio o di decadenza del requisito per l'assegnazione dell'alloggio di servizio, viene concessa una proroga di dodici mesi per la conservazione dell'alloggio già occupato come previsto dall'articolo 9, comma 1 e comma 2 del decreto ministeriale n. 88 del 23 gennaio 2004. Laddove il bene rientri in un piano di dismissioni, il Ministro dell'economia e delle finanze provvede, con proprio decreto, a stabilire modalità di esecuzione delle procedure idonee a non determinare maggiori oneri o minori entrate per la finanza pubblica».


1.189

COMINCIOLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente comma:

        «2-bis. Restano esclusi dall'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 5, comma 7 e articolo 6, comma 2 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, così come convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, gli Enti Parco istituiti con legge regionale».


1.190

FLUTTERO

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti commi:

        «2-bis. Il termine riportato all'articolo 6, comma 1, lettera p), del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, viene prorogato al 31 dicembre 2011.

        2-ter. Alla tabella I del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, viene soppresso il riferimento all'articolo 6, comma 1, lettera p), del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36».


1.191

FLUTTERO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. L'attribuzione della caratteristica ''Ecotossico'' (H14) riportato alla nota 1 dell'allegato I del decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, è prorogata sino all'entrata in vigore del decreto di cui all'articolo 11, comma e) del decreto legislativo in parola».


1.192

FLUTTERO

Dopo il comma 2, aggiungere i seguentii:

        «2-bis. All'articolo 2, comma 186-bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come introdotto dall'articolo 1, comma 1-quinquies della legge 26 marzo 2010, n. 42, le parole: ''decorso un anno'' sono sostituite dalle seguenti: ''decorsi due anni''.

        2-ter – Alla tabella I del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, viene soppresso il riferimento all'articolo 2, comma 186-bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191».


1.193

FLUTTERO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 1, dell'articolo 11 della legge 7 luglio 2009, n. 88, le parole: ''sei mesi'' sono sostituite dalle seguenti: ''ventiquattro mesi''».


1.194

FLUTTERO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il termine di cui all'articolo 23 comma 21-novies della legge 3 agosto 2009 n. 102 è fissato al 31 dicembre 2011 per consentire la realizzazione di un programma sperimentale senza maggiori oneri per la finanza pubblica finalizzato alla progressiva riduzione della commercializzazione di sacchetti a bretelle per il trasporto di generi distribuiti al dettaglio che non rispondano ad una o più delle seguenti caratteristiche:

            1) essere fabbricati con materie prime biodegradabili o comportabili;

            2) essere fabbricati con l'impiego di materiali di riciclo nelle percentuali minime del 40% entro il 31 dicembre 2012 e del 60% entro il 31 dicembre 2014 e con dimensioni minime non inferiori a 35 centimetri per 40 e spessori non inferiori a 50 micron.

        Per i produttori dei sacchi di cui ai punti 1 e 2 del presente comma è obbligatorio il possesso di idonea certificazione.

        Il programma sperimentale di cui al presente comma sarà definito con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto col Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare e col Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge previo parere delle competenti Commissioni parlamentari e sentite le Categorie interessate.

        Sono esclusi dal campo applicativo i sacchetti destinati al diretto contatto con alimenti».


1.195

PISCITELLI

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Nelle istituzioni di Alta Formazione artistica e musicale di cui all'articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, gli incarichi per lo svolgimento delle funzioni di Presidente, Direttore, componente del Consiglio accademico e del Consiglio di amministrazione, già svolti o in corso di svolgimento, non sono computati ai fini del limite temporale previsto dall'articolo 4, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 132 del 2003, fino alla completa attuazione della riforma – di cui alla legge soprarichiamata – da perfezionarsi con l'adozione del regolamento sulla programmazione e sviluppo del sistema didattico artistico e sul reclutamento del personale».


1.196

SPADONI URBANI

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. La prova pratica di guida del ciclomotore entra in vigore a partire dal 31 maggio 2011».


1.197

SPADONI URBANI

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale, di cui all'articolo 3 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, viene confermato nelle proprie funzioni fino al 30 settembre 2012».


1.198

SPADONI URBANI

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il Consiglio nazionale della Pubblica istruzione, di cui all'articolo 16 del decreto Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 416, viene confermato nelle proprie funzioni fino al 30 settembre 2012».


1.199

SARO, SARRO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        2-bis. Le disposizioni in materia di servizi di cabotaggio marittimo, di cui all'art. 57, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, non si applicano ai servizi di trasporto marittimo svolti senza pubblici contributi e sulla base di mere comunicazioni e/o autorizzazioni alle competenti amministrazioni, anche nel caso di assunzione di oneri di servizio pubblico».


1.200

VALENTINO

Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Per la vendita dei beni immobili trasferiti alla Società ''Ligestra Due s.r.l.'', ai sensi dell'articolo 41, comma 16-ter del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14 e del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze dell'11 novembre 2009, la medesima Società è esonerata dalla garanzia per vizi e per evizione e dalla consegna dei documenti relativi alla proprietà dei beni ed alla regolarità urbanistico-edilizia e fiscale. La garanzia per vizi ed evizione è a carico dello Stato.

        2-ter. Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 59, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 si applicano alle vendite da parte della ''Ligestra Due s.r.l.'' di tutti i beni immobili trasferiti ai sensi della normativa citata al comma 1».


1.201

VALENTINO, DI STEFANO, CORONELLA, BALDINI

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, dopo il primo periodo aggiungere il seguente: ''Limitatamente alle controversie concernenti il risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti e le relative coperture assicurative, il suddetto termine è di 24 mesi''».


1.202

VALENTINO

Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:

        «2-bis. È ammesso un concorso per soli esami orali a posti di magistrato ordinario con funzioni requirenti nei limiti dei posti vacanti alla data di entrata in vigore della presente legge.

        2-ter. Sono ammessi al concorso i funzionari della polizia di stato che abbiano qualifica non inferiore a vice questore aggiunto e dirigano una Squadra Mobile o una Divisione investigazioni generali e operazioni speciali ovvero una sezione di Squadra mobile o di DIGOS.

        2-quater. Gli esami vertono su:

            a) diritto civile;

            b) diritto penale;

            c) procedura penale;

            d) diritto costituzionale;

            e) diritto amministrativo;

            f) ordinamento giudiziario.

        2-quinquies. La commissione di esame è nominata con decreto del Ministro della giustizia, previa delibera del Consiglio Superiore della Magistratura, nei trenta giorni antecedenti l'inizio degli esami, ed è composta da un magistrato il quale abbia conseguito la sesta valutazione di professionalità, che la presiede, da cinque magistrati che abbiano conseguito almeno la terza valutazione di professionalità, da cinque professori universitari di ruolo titolari di insegnamenti nelle materie oggetto di esame e da quattro avvocati iscritti all'albo speciale dei patrocinanti dinanzi alle magistrature superiori. Nel caso in cui non sia possibile raggiungere il numero dei componenti della commissione, il Consiglio Superiore della Magistratura nomina d'ufficio magistrati che non hanno prestato il loro consenso all'esonero dalle funzioni. Non possono essere nominati coloro che abbiano fatto parte della commissione in uno degli ultimi tre concorsi. Il presidente della commissione e gli altri componenti possono essere nominati anche tra i magistrati a riposo da non più di cinque anni che, all'atto della cessazione dal servizio, erano in possesso dei requisiti per la nomina. Le attività di segreteria della commissione sono esercitate da personale amministrativo di area C, in servizio presso il Ministero della giustizia e sono coordinate dal titolare dell'Ufficio competente per il concorso.

        2-sexies. Non sono ammessi al concorso coloro che, per le informazioni raccolte, non risultino, secondo il giudizio del Consiglio Superiore della Magistratura, di condotta incensurabile.

        2-septies. Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge, si applicano in quanto compatibili le disposizioni che disciplinano il concorso per esami scritti ed orali a posti di magistrato ordinario».


1.203

SANTINI, ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il comma 5, articolo 6, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, si applica a tutti gli enti pubblici anche economici e agli organismi pubblici anche con personalità giuridica di diritto privato inseriti nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuati dall'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009 n. 196, con la conseguente esclusione dall'attuazione del disposta dell'articolo 6, comma 5, del Decreto legge n. 78/2010 medesimo degli Enti non ricadenti in tale fattispecie».


1.204

TANCREDI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 39-sexies, comma, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 540, applicate in via generale a tutte le operazioni di cessione ed importazione dei tabacchi lavorati, restano in vigore fino al 31 marzo 2011. Per garantire il pieno rispetto dei principi comunitari in materia di tabacchi lavorati, con effetto a partire dalla aprile 2011, per le cessioni e le importazioni di tabacchi lavorati effettuate prima dell'immissione al consumo di cui all'articolo 39-sexies, comma 1, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 540, l'imposta sul valore aggiunto è applicata in base al regime ordinario previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni. Resta ferma l'applicabilità, ove ne ricorrano i presupposti, del regime di cui all'articolo 50-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427».


1.205

SANTINI, ZANETTA

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. Nel 2011, il decreto di natura non regolamentare, previsto dall'articolo 4, comma 1-quinquies, del decreto legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, deve ridistribuire i fondi previsti per l'anno 2010 e 2011, con le medesime modalità previste dal comma 1-sexies dell'articolo 4 suddetto».


1.206

FLERES

Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Nelle more della ridefinizione della disciplina riguardante la vendita e la distribuzione dei farmaci, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, salvo quanto previsto al comma 2-ter, è sospesa l'apertura di nuove parafarmacie.

        2-ter. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni individuano le aree di territorio in cui non sono presenti parafarmacie e nelle quali è possibile autorizzare il trasferimento di parafarmacie già esistenti, anche in Comuni diversi».


1.207

FLERES

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Resta valida l'abilitazione all'insegnamento conseguita dai docenti che sono stati ammessi con riserva ai corsi speciali per il conseguimento dell'abilitazione indetti dal Ministero dell'università e della ricerca, con decreto 28 settembre 2007 prot. n. 137/2007 e successive modificazioni, che abbiano superato l'esame di Stato e abbiano maturato il requisito di servizio di 360 giorni, reso in qualunque ordine e grado di scuola, prima del conseguimento del titolo abilitante».

        L'emendamento non comporta oneri aggiunti a carico del bilancio dello Stato.


1.208

FLERES

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Alla Tabella allegata al decreto-legge n. 97 del 7 aprile 2004, convertito con modificazioni dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, al capoverso C.4), sostituire la lettera b) con la seguente:

            ''b) le idoneità e le abilitazioni per la scuola dell'infanzia, per la scuola primaria e per gli istituti educativi, non sono valutabili per le graduatorie relative alle scuole secondarie e viceversa, fatta eccezione per il titolo abilitante del sostegno per le scuole secondarie che, sarà valutato e considerato titolo d'accesso all'insegnamento del sostegno negli ordini di scuola inferiori, solo per gli aspiranti docenti in possesso anche dell'abilitazione per il posto comune nella scuola d'infanzia e primaria''».


1.209

FLERES

APPROVATO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, le parole: ''2009, 2010 e 2011'' sono sostituite dalle seguenti: ''2011, 2012, 2013 e 2014'';

            b) dopo il comma 1, è inserito il seguente:

        ''1-bis. I posti resi si vacanti ai sensi del comma 1 non sono reintegrabili negli anni nei quali può essere presentata la richiesta di esonero ai sensi del primo periodo del medesimo comma 1''».


1.210

FLERES

Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:

        «2-bis. In deroga alle disposizioni vigenti in materia di formazione professionale, i detenuti in attesa di giudizio ovvero che siano stati condannati con sentenza definitiva possono partecipare a progetti o a corsi di formazione professionale, articolati in lezioni quotidiane, fino ad un massimo di dodici ore giornaliere. Essi possono altresì frequentare più di un corso di formazione professionale contemporaneamente, purché l'orario delle singole lezioni non presenti sovrapposizioni e non superi complessivamente dodici ore giornaliere.

        2-ter. I soggetti di cui al comma 1 che abbiano totalizzato almeno il 50 per cento delle presenze alle lezioni sono ammessi a sostenere gli esami prescritti al termine di ciascun corso di formazione professionale.

        2-quater. La disposizione di cui al comma 2 si applica, altresì, ai detenuti che frequentano corsi di formazione professionale di natura ordinaria.

        2-quinquies. Agli oneri derivanti dalle attività di cui ai precedenti commi, il Ministero di Grazia e Giustizia provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni competenti provvedono agli adempimenti derivanti dall'esercizio delle deleghe di cui alla presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente».


1.211

FLERES

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. In deroga a quanto disposto dal comma l dell'articolo 15-novies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato dall'articolo 22 della legge 4 novembre 2010, n. 183, i dirigenti medici del Servizio Sanitario Nazionale, su loro richiesta, possono rimanere in servizio fino al compimento del 70º anno di età anche se hanno già raggiunto il limite massimo contributivo».


1.212

FLERES, SARO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 5-bis, del decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1 dopo le parole ''biennio 2009-2010'' e ''anno accademico 2007-2008'', sono aggiunte le seguenti: ''e successivi'';

            b) al comma 2, dopo le parole: ''primo corso biennale'', sono aggiunte le seguenti: ''e successivi'';

            c) al comma 3, dopo le parole: ''anno accademico 2007-2008'', sono aggiunte le seguenti: ''e successivi;''.

        2-ter. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui al comma 2-bis, si provvede mediante corrispondente riduzione, fino all'importo massimo del 2 per mille, di tutti gli stanziamenti di parte corrente della tabella C allegata alla legge 13 dicembre 2010, n. 220, con esclusione degli stanziamenti destinati alla ricerca, all'istruzione e alla sicurezza pubblica. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».


1.213

FLERES, ALICATA

Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Al fine di un più efficace e razionale utilizzo delle risorse umane, i dipendenti non dirigenti delle amministrazioni dello Stato, in servizio in posizione di comando o fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri alla data del 30 dicembre 2010, ad esclusione degli appartenenti alle forze armate e alle forze di polizia, su domanda da presentarsi entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono trasferiti nei ruoli della Presidenza del Consiglio, nei limiti dei posti vacanti. Il personale non immediatamente trasferito, per carenza di posti in organico, è inquadrato nei ruoli, al verificarsi di ulteriori disponibilità di posti. Il personale è trasferito nel rispetto dell'ordine di anzianità del servizio prestato in posizione di comando o fuori ruolo ed è inquadrato nella qualifica corrispondente. Sono corrispondentemente ridotte le dotazioni organiche delle amministrazioni di provenienza del personale interessato. Si applica quanto previsto dall'articolo 30, comma 2-quinquies, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

        2-ter. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, valutato in 1 milione di euro si provvede mediante corrispondente riduzione, fino all'importo massimo dell'3 per mille, di tutti gli stanziamenti di parte corrente della tabella C allegata alla legge 13 dicembre 2010, n. 220, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come rimodulabili. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».


1.214

RAMPONI

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2011 è destinata al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), per il finanziamento dei propri fini istituzionali, la quota parte delle entrate erariali ed extraerariali derivanti dai concorsi pronostici, dalle scommesse e da ogni altro gioco su base sportiva. Il Ministro dell'economia e delle finanze stabilisce, con proprio decreto, da emanare entro un mese dalla data di approvazione della presente legge, le modalità di devoluzione delle quote di cui al presente comma.

        2-ter. È destinata altresì al CONI una quota parte delle entrate erariali derivanti dal gioco del lotto, dall'enalotto, dal bingo, dagli apparecchi da divertimento e intrattenimento, dalle lotterie ad estrazione istantanea e differita, nonché dagli eventuali altri giochi su base non sportiva di istituzione successiva al lº gennaio 2011, fino a concorrenza della somma complessiva di 470 milioni di euro.

        2-quater. Qualora le quote di cui al comma 2-bis dovessero eccedere la somma complessiva di 470 milioni di euro, 1'eccedenza è attribuita alle regioni per il finanziamento di programmi di impiantistica sportiva.

        2-quinquies. Il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport, stabilisce con proprio decreto, da emanare entro un mese di approvazione della presente legge, le modalità di trasferimento delle quote di cui ai commi 2-ter e 2-quater.».


1.215

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. All'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, recante ''Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto'', apportare le seguenti modifiche:

        1. dopo la lettera d) del sesto comma inserire le seguenti lettere:

            ''e) alle cessioni effettuate fino al 30 giugno 2015 di quote di emissione di cui all'articolo 3, comma primo, lettera p), del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216 e alle cessioni di unità del monte-emissioni assegnato, di unità di rimozione delle emissioni, di unità di riduzione delle emissioni certificate e di unità di riduzione delle emissioni, di cui all'articolo 3, comma l, lettere e-bis) n. l e n. 2, q) ed u), del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, nonché di ogni altra unità che possa essere utilizzata dai gestori per conformarsi alla direttiva 2003/87/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003;

            f) alle cessioni di diritti di cui all'articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, rilasciati nell'ambito dell'applicazione delle direttive di cui al comma 5 dell'articolo 11 del medesimo decreto legislativo;

            g) alle cessioni dei titoli di efficienza energetica di cui all'articolo 10 del decreto del Ministro delle Attività Produttive, di concerto con il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, del 20 luglio 2004 recante «Nuova individuazione degli obiettivi quantitativi per l'incremento dell'efficienza energetica negli usi finali di energia, ai sensi dell'articolo 9, comma l, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.» e di cui all'articolo 10 del decreto del Ministro delle Attività Produttive, di concerto con il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, del 20 luglio 2004 recante «Nuova individuazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili, di cui all'articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164.''.

        2-ter. L'efficacia delle disposizioni di cui al comma 2 è subordinata al parere delle competenti commissioni parlamentari e alla preventiva autorizzazione da parte del Consiglio dell'Unione europea ai sensi dell'articolo 395 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006».


1.216

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 1, comma 604, della legge 27 dicembre 2006, n.  296, dopo le parole: ''ai collegi universitari di cui al comma 603'', sono aggiunte le seguenti: ''gestiti da enti che operino esclusivamente negli ambiti di cui all'articolo 1, comma 4, della legge 14 novembre 2000, n. 338''».


1.217

ZANETTA

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. Al comma 32, dell'articolo 14, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono apportate le seguenti modifiche:

        – al terzo periodo, sostituire le parole: ''negli ultimi tre esercizi'', con le seguenti: ''nell'ultimo esercizio'';

        – dopo il terzo periodo, inserire il seguente: ''Le società di cui al terzo periodo dovranno, per non incorrere nella liquidazione ovvero nella cessione delle partecipazioni, mantenere i bilanci in utile per tutti gli esercizi futuri''».


1.218

ZANETTA

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. Anche al fine di dare attuazione agli impegni italiani assunti in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sul clima COP 16 e a quanto accolto dal Governo con l'OdG 9/3778-A/65, si prorogano gli impegni in favore del progetto SHARE per gli anni 2011, 2012 e 2013 destinando come in precedenza una quota pari a 3 milioni di Euro annui a valere sulle risorse di cui al decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, senza costi aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato».


1.219

ZANETTA

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

        «2-bis. Sono esclusi dalla soppressione di cui alla lettera e), comma 186, articolo 2, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, i consorzi che al 1º gennaio 2010 gestivano uno o più servizi ai sensi dell'articolo 31 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni».


1.219 (testo 2)

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. All'articolo 1, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, sostituire le parole: "2011", con le seguenti: "2012".».


1.220

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il termine del 31 gennaio 2009, previsto dall'articolo 2-quater, comma 7, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, per la trasmissione al Ministero dell'interno delle dichiarazioni attestanti il minor gettito dell'imposta comunale sugli immobili derivante da fabbricati del gruppo catastale D per ciascuno degli anni 2005 e precedenti, è prorogato al 30 aprile 2011, limitatamente ai comuni che non abbiano già presentato tali dichiarazioni, o che debbano rettificare dichiarazioni già presentate.


1.221

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. L'obbligo di tenuta del registro di cui all'articolo 190, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dall'articolo 16, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 10 dicembre 2010, n. 205, limitatamente ai soggetti di cui all'articolo l88-ter, comma 2, lettera b) è prorogato al 31 dicembre 2011».


1.222

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Al comma 2 dell'articolo 2 del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al primo periodo, le parole: ''1º gennaio 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''1º gennaio 2011'';

            b) al secondo periodo, le parole: ''31 ottobre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 ottobre 2011'';

            c) al terzo periodo, le parole: ''31 ottobre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 ottobre 2011''.

        2-ter. Le maggiori entrate derivanti dal comma 2-bis, affluiscono al fondo di cui al comma 250, articolo 2, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, con le modalità ivi previste».


1.223

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il Ministro dell'economia e delle finanze provvede con proprio decreto, di concerto con il Ministero per lo sviluppo economico, a disciplinare l'applicazione dell'imposta comunale sulla pubblicità, di cui al decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, al marchio, apposto con dimensioni proporzionali alla dimensione dei beni, sulle gru mobili e sulle gru a torre adoperate nei cantieri edili».


1.224

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. L'attribuzione della caratteristica ''Ecotossico'' (H14) riportato alla nota 1 dell'allegato I del decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, è prorogata sino all'entrata in vigore del decreto di cui all'articolo 11, comma e) del decreto legislativo in parola».


1.225

TANCREDI, LAURO, ESPOSITO

APPROVATO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al fine di garantire e tutelare la sicurezza e la salvaguardia della vita umana in acqua, fino all'emanazione, entro il 31 dicembre 2011, del regolamento recante la disciplina dei corsi di formazione per gli addetti al salvamento acquatico, da adottare con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono prorogate le autorizzazioni all'esercizio di attività di formazione e concessione brevetti per lo svolgimento dell'attività di salvamento acquatico rilasciate entro il 31 dicembre 2009. Fino allo stesso termine del 31 dicembre 2011 e comunque fino alla data di entrata in vigore del regolamento, non possono essere rilasciate nuove autorizzazioni, le relative attività possono essere svolte esclusivamente in base alle autorizzazioni prorogate ai sensi del presente comma e s'intende sospesa l'efficacia di quelle rilasciate dopo il 31 dicembre 2009.


1.226

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il termine di cui all'articolo 5, comma 1, lettera n), del decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 17 ottobre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 258 del 6 novembre 2007, è prorogato di ulteriori 18 mesi».


1.227

ZANETTA

APPROVATO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. La disposizione di cui al comma 4, dell'articolo 7-sexies, del decreto-legge 1º febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni nella legge 9 aprile 2009, n. 33, è prorogata per il biennio 2011 e 2012.


1.228

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 15 comma 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, la dizione ''grande derivazione'' si intende, al fine della rivalutazione del sovracanone, quella di potenza nominale media superiore a 220 Kw come previsto dagli articoli 1 e 2 della legge 925/80».


1.228 (testo 2)

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al fine di consentire la prosecuzione degli interventi infrastrutturali da parte dei comuni e dei bacini imbriferi montani, all'articolo 15 comma 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, la dizione ''grande derivazione'' si intende, al fine della rivalutazione del sovracanone, quella di potenza nominale media superiore a 220 Kw come previsto dagli articoli 1 e 2 della legge 22 dicembre 1980, n. 925».


1.229

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. I sovracanoni idroelettrici, previsti ai sensi dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 1953, n. 959, sono estesi a tutti gli impianti di produzione di energia idroelettrica superiori a 220 kW di potenza nominale media, le cui opere di presa ricadano in tutto o in parte nei territori dei comuni compresi in un bacino imbrifero montano già delimitato».


1.229 (testo 2)

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. »Al fine di consentire la prosecuzione degli interventi infrastrutturali da parte dei comuni e dei bacini imbriferi montani, i sovracanoni idroelettrici, previsti ai sensi dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 1953, n. 959, sono estesi a tutti gli impianti di produzione di energia idroelettrica superiori a 220 kW di potenza nominale media, le cui opere di presa ricadano in tutto o in parte nei territori dei comuni compresi in un bacino imbrifero montano già delimitato».


1.229 (testo 3)

ZANETTA, VACCARI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al fine di consentire la prosecuzione degli interventi infrastrutturali da parte dei comuni e dei bacini imbriferi montani, i sovracanoni idroelettrici, previsti ai sensi dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 1953, n. 959, sono estesi con decorrenza dal 01.01.2011 a tutti gli impianti di produzione di energia idroelettrica superiori a 220 kW di potenza nominale media, le cui opere di presa ricadano in tutto o in parte nei territori dei comuni compresi in un bacino imbrifero montano già delimitato». 


1.230

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Per l'anno 2011 sono prorogate le disposizioni di cui al comma 153 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni.

        2-ter. Al comma 153 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n.  296 sostituire la parola: ''sessanta'' con la seguente: ''quaranta''. Le disposizioni di cui al presente comma hanno effetto anche per i riparti non ancora disposti alla data di entrata in vigore della presente legge».


1.231

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 153 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sostituire la parola: ''sessanta'' con la parola: ''quaranta''. Le disposizioni di cui al presente comma hanno effetto anche per i riparti non ancora disposti alla data di entrata in vigore della presente legge».


1.232

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Le risorse del Fondo per l'adeguamento prezzi di cui all'articolo 1, comma 11 del decreto-legge 23 ottobre 2008 n. 162, coordinato con la legge di conversione 22 dicembre 2008 n. 201, che risultano ancora disponibili dopo l'assegnazione di risorse effettuata con decreto del Ministero delle infrastrutture dei trasporti del 30 settembre 2010 per le finalità di cui all'articolo 1, comma 10 del decreto-legge medesimo sono destinate al Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

        2-ter. Nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, è istituito un fondo per la messa in sicurezza degli edifici scolastici al quale sono destinate le risorse di cui al comma 3. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti da emanare entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, vengono individuati gli interventi finanziati e le relative assegnazioni di risorse a valere sul fondo».


1.233

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis Dopo il comma 10, dell'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 168 del 7 settembre 2010, sono aggiunti i seguenti:

        ''11. le disposizioni del presente articolo, nonché la disciplina di cui all'articolo 1, comma 718, della legge n. 296 del 27 dicembre 2006 e s.m. i., non si applicano alle società di cui all'articolo 14, comma 32, terzo periodo, del decreto-legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito con legge n. 112 del 30 luglio 2010, a condizione che il singolo ente locale socio detenga una quota del capitale sociale inferiore al 5 per cento.

        12. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 60 e 63 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000 e successive modificazioni, l'assunzione, da parte dell'amministratore di un ente locale, della carica di componente degli organi di amministrazione delle società di cui al comma precedente, partecipate dallo stesso ente, non dà titolo alla corresponsione di alcun emolumento a carico della società, salvo il caso di rinuncia al compenso per la carica elettiva nell'ente locale stesso''.».


1.234

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis Al comma 108, articolo 1, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, dopo le parole: ''e tutti i comuni'', inserire le seguenti: ''con esclusione dei comuni con popolazione inferiore ai 1. 000 abitanti''.».


1.235

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis Al comma 108, articolo 1, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, dopo le parole: ''e tutti i comuni'', inserire le seguenti: ''con esclusione dei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti''.».


1.236

SPADONI URBANI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis All'articolo 5-bis del decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1 sono apportate le seguenti modificazioni:

                1) dopo le parole: ''per il biennio 2009/2010'' sono aggiunte le seguenti: ''e successivi,'';

                2) dopo le parole: ''nell'anno accademico 2007/2008'' sono aggiunte le seguenti: ''e successivi,'';

            b) al comma 2, dopo le parole: ''il primo corso biennale di secondo livello'' sono aggiunte le seguenti: ''e successivi'';

            c) al comma 3, dopo le parole: ''nell'anno accademico 2007/2008'' sono aggiunte le seguenti: ''e successivi''».


1.237

IZZO

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis Le progressioni verticali per il passaggio da un'area all'altra nella pubblica amministrazione indette ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dell'articolo 91, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, svolte in conformità al regolamento interno dell'Ente entro il 31 dicembre 2010 sono valide.

        2-ter. In deroga a quanto previsto dall'articolo 62, comma 1-bis, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 le progressioni verticali da un'area all'altra sono effettuate ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 fino al 31 dicembre 2011 con un inquadramento esclusivamente giuridico per gli anni 2011, 2012, 2013.».


1.238

SALTAMARTINI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis Le disposizioni dell'articolo 27 comma 5 del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 334, estese ai dirigenti e direttori tecnici dall'articolo 10 comma 1 lettera e) del decreto legislativo 28 dicembre 2001, n. 477, sono correttamente interpretate ed applicate ai funzionari che sono transitati nella polizia di Stato da altre pubbliche amministrazioni per effetto dell'articolo 49 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 337, nel senso di dover avere comunque già prestato servizio presso una pubblica amministrazione alla data di riferimento dell'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 336».


1.239

SALTAMARTINI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 474 dell'articolo 1, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sostituire le parole: ''avvenga entro i cinque anni'' con le parole: ''avvenga entro i dieci anni''.».


1.240

GENTILE

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis All'articolo 19 del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, è sostituito il 4 comma con il seguente:

        ''4. Agli esami possono partecipare i praticanti che abbiano compiuto la prescritta pratica entro l'anno solare.''».


1.241

GENTILE

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis All'articolo 19 del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, è sostituito il 4 comma con il seguente:

        ''4. Agli esami possono partecipare i praticanti che abbiano compiuto la prescritta pratica entro il 31 dicembre di ogni anno''.».


1.242

GALLO, BALDINI, IZZO, CICOLANI, BORNACIN, BUTTI, ZANETTA, MENARDI, OLIVA, MUSSO, GRILLO, CAMBER, MURA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis All'articolo 32 del decreto-legislativo 12 aprile 2006, n. 163, è aggiunto in fine il seguente:

        ''4-bis. Sino al 31 dicembre 2014 i soggetti aggiudicatori di cui al presente articolo sono tenuti ad erogare un'anticipazione del prezzo d'appalto, prima dell'inizio dei lavori, nella misura del 10 per cento dell'importo contrattuale. L'erogazione dell'anticipazione è subordinata alla costituzione di un'apposita garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa ed è regolata dalle disposizioni di cui all'articolo 102 del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554.''».


1.242 (testo 2)

GALLO, BALDINI, IZZO, CICOLANI, BORNACIN, BUTTI, ZANETTA, MENARDI, OLIVA, MUSSO, GRILLO, CAMBER, MURA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto i soggetti aggiudicatori di cui all'articolo 32 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono tenuti ad erogare un'anticipazione del prezzo d'appalto, prima dell'inizio dei lavori, nella misura del 10 per cento dell'importo contrattuale. L'erogazione dell'anticipazione è subordinata alla costituzione di un'apposita garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa ed è regolata dalle disposizioni di cui all'articolo 102 del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554».


1.243

FERRARA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, le parole: ''31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 dicembre 2011''».


1.244

DE LILLO, CALABRÒ, DI STEFANO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. La norma di cui all'articolo 1), comma 796, lettera t), della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge Finanziaria 2007) così come modificata, dalla legge 23 dicembre 2009, n.  191, (Legge finanziaria 2010) non è applicabile, a far data dal 1º gennaio 2011, alle aziende termali, di cui all'articolo 3 della legge 24 ottobre 2000 n. 323: ''Riordino del settore termale'' i cui accreditamenti provvisori sono confermati fino al 31 dicembre 2013».


1.245

CENTARO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 1 dell'articolo 245 del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, le parole: ''non oltre il 31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''non oltre il 31 dicembre 2011''. Al comma 2 dell'articolo 1 del decreto-legge 29 dicembre 2009, n.  193, convertito con modificazioni dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24 sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) le parole: ''il cui mandato è scaduto il 31 dicembre 2009'' sono sostituite dalle seguenti: ''il cui mandato è scaduto il 31 dicembre 2010'';

            b) le parole: ''il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2011'';

            c) le parole: ''a far data dal 1º gennaio 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''a far data dal 1º gennaio 2011'';

            d) le parole: ''non oltre il 31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''non oltre il 31 dicembre 2011''».

        Conseguentemente, alla tabella 1, allegata al decreto-legge apportare le seguenti modificazioni:

            a) le parole: «31 dicembre 2010 – articolo 245, comma 1, del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, articolo 1, comma 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24» sono abrogate.


1.246

CARUSO, ALLEGRINI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 24 (Disposizioni transitorie e finali), comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, dopo il primo periodo aggiungere il seguente: ''Limitatamente alle controversie concernenti il risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti e le relative coperture assicurative, il suddetto termine è di ventiquattro mesi''».


1.247

CARUSO, ALLEGRINI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. La disposizione di cui al primo periodo dell'articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, è prorogata al 31 marzo 2012».


1.248

CARUSO, ALLEGRINI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. La disposizione di cui al primo periodo dell'articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, è prorogata al 30 giugno 2012».


1.249

CARUSO, ALLEGRINI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il primo periodo dell'articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, è sostituito dal seguente: ''1. Le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 1, acquistano efficacia decorsi ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto e si applicano ai processi successivamente iniziati''».


1.250

CARUSO, ALLEGRINI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il primo periodo dell'articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, è sostituito dal seguente: ''1. Le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 1, acquistano efficacia decorsi trenta mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto e si applicano ai processi successivamente iniziati''».


1.251

CARUSO, ALLEGRINI, SCARPA BONAZZA BUORA, D'ALÌ

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 3, comma 1 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n.226, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

        ''a) imbarco, a scopo turistico-ricreativo, di persone non facenti parte dell'equipaggio, su navi da pesca ovvero su unità d'appoggio per la pesca subacquea professionale, denominata: 'pescaturismo', e, conseguentemente, all'articolo 1, comma 1 del decreto ministeriale 13 aprile 1999, n. 293, dopo le parole: 'o ravvicinata' sono aggiunte le seguenti: 'ovvero di unità d'appoggio per la pesca subacquea professionale'''».


1.252 (testo 2)

CASTRO

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

«2-bis. E' prorogato per le annualità 2011 e 2012 il recupero delle somme a carico della Croce Rossa Italiana per consentire la liquidazione degli importi da corrispondere agli aventi diritto per le annualità dal 2000 al 2005 ai sensi dell'articolo 96 della legge 21 novembre 2000, n. 342, e del decreto ministeriale 28 agosto 2001, n. 388. I relativi importi, maggiorati degli interessi legali, saranno versati al capitolo d'entrata n. 3670 del capo XXVII "Entrate eventuali e diverse concernenti il Ministero del lavoro e delle politiche sociali" per essere successivamente riassegnati al pertinente capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

2-ter. Nelle more della conclusione delle procedure di versamento, riassegnazione e liquidazione degli importi di cui al comma 1, è sospesa ogni azione o procedura esecutiva attivata nei confronti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in esecuzione di pronunce che abbiano riconosciuto l'illegittimità delle erogazioni di contributi in favore della Croce Rossa Italiana.».

 


1.252

CASTRO

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Per consentire la liquidazione degli importi da corrispondere agli aventi diritto per le annualità dal 2000 al 2005 ai sensi dell'articolo 96 della legge 21 novembre 2000, n. 342, e del decreto ministeriale 28 agosto 2001, n. 388, le somme recuperate a carico della Croce Rossa Italiana, maggiorate degli interessi legali, versate al capitolo d'entrata n.  3670 del capo XXVII ''Entrate eventuali e diverse concernenti il Ministero del lavoro e delle politiche sociali'' secondo un piano biennale per gli anni 2011 e 2012, sono riassegnate al pertinente capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

        2-ter. Nelle more della conclusione delle procedure di versamento, riassegnazione e liquidazione di tali importi è sospesa ogni azione o procedura esecutiva attivata nei confronti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in esecuzione di pronunce che abbiano riconosciuto l'illegittimità delle erogazioni di contributi a favore della Croce Rossa Italiana».


1.253

CASTRO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 2, comma 222, terzultimo periodo della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come modificato dal decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, le parole: ''31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 dicembre 2011''».


1.254

CASTRO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Per l'anno 2011, il termine di cui all'articolo 55, comma 5, della legge 17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni, per il versamento dei premi assicurativi da parte delle imprese di autotrasporto di merci in conto terzi, è differito al 16 maggio».


1.255

BUTTI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 37, dell'articolo 31 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 le parole: ''ovvero al 30 per cento dei proventi di cui al primo periodo, qualora questi ultimi siano superiori a 103.290.00 euro.'' devono intendersi che, superata la soglia di proventi di euro 103.290.000, il contributo per il bilancio del comune di Campione d'Italia può essere quantificato, in base sia al criterio della quota fissa indicizzata che alla quota prop9rzionale da applicarsi compatibilmente con il rispetto della quota fissa minima indicizzata spettante al comune di Campione d'Italia».


1.256

BUTTI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il comune di Campione d'Italia è autorizzato ad utilizzare a decorrere dall'anno 2007, i fondi assegnati ai sensi dell'articolo 7-bis della legge 31 marzo 2005, n. 43, anche per finanziare i maggiori costi del personale statale operante sul territorio separato dell'exclave e gravanti sul bilancio del comune stesso. In tale caso sarà conseguentemente ridotto di pari importo, il contributo attribuito al comune di Campione d'Italia, di cui al comma 37 dell'articolo 31 della legge 23 dicembre 1998, n. 448».


1.257

BOSCETTO, CENTARO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) Il comma 1 è sostituito dal seguente:

        ''1. In attesa dell'entrata in vigore della complessiva riforma dell'ordinamento dei giudici di pace, il magistrato che esercita le funzioni di giudice di pace ha la durata di quattro anni a decorrere dalla data del giuramento e di immissione nel possesso delle funzioni e può essere rinnovato per ulteriori mandati di quattro anni, subordinatamente al giudizio di idoneità di cui al comma 2-bis, sino al settantacinquesimo anno di età''».


1.258

BIANCONI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al fine di adottare le opportune misure organizzative derivanti dall'attuazione della legge 31 dicembre 2009, n.196, in materia di contabilità e finanza pubblica, è sospesa fino al 31 dicembre 2013, ad eccezione degli articoli 24, commi 1 e 2, 25, comma 1, e 26 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, l'applicazione delle norme di cui ai titoli II e III del predetto decreto legislativo, nonché delle altre disposizioni che richiamano organi o istituti ivi previsti. Fino alla predetta data, gli organismi di valutazione della performance designati svolgono le funzioni già attribuite ai Servizi di controllo interno, con il previgente coordinamento giuridico».


1.258 (testo 2)

BIANCONI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 24, commi 1 e 2, all'articolo 25, comma 1, e all'articolo 26 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, si applicano, fino al 31 dicembre 2013, esclusa l'applicazione, fino allo stesso termine, delle altre disposizioni contenute nei Titoli II e III del medesimo decreto legislativo, nonché delle altre disposizioni che richiamano organi o istituti regolati dalle predette disposizioni dei Titoli II e III. Fino allo stesso termine del 31 dicembre 2013, gli organismi di valutazione della performance già costituiti esercitano le funzioni attribuite, ai sensi dell'ordinamento previgente in materia, ai servizi di controllo interno.».


1.259

BEVILACQUA

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il termine di validità della graduatoria del concorso indetto con decreto ministeriale 8 novembre 2002 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 13 dicembre 2002 è prorogato al 31 dicembre 2011».


1.260

VACCARI, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. 1. Per l'anno 2011 sono prorogate le disposizioni di cui al comma 153 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni.

        2-ter. Al comma 153 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 sostituire la parola: ''sessanta'' con la seguente: ''quaranta''. Le disposizioni di cui al presente comma hanno effetto anche per i riparti non ancora disposti alla data di entrata in vigore della presente legge».


1.261

VACCARI, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 153 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 sostituire la parola: ''sessanta'' con la seguente: ''quaranta''. Le disposizioni di cui al presente comma hanno effetto anche per i riparti non ancora disposti alla data di entrata in vigore della presente legge».


1.262

FLUTTERO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. In attuazione dell'articolo 2, comma 2, della legge n. 120 del 2010, i cui termini di applicazione tramite decreto del ministro dei trasporti sono scaduti, all'articolo 167 del Codice della Strada, di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) dopo il comma 2 inserire il seguente:

        ''2-bis. Per i veicoli ad alimentazione esclusiva o doppia a metano, GPL, elettrica e ibrida, dotati di controllo elettronico della stabilità il limite del 5 per cento di cui al comma 2 è elevato al 15 per cento. In ogni caso l'eccedenza di cui al medesimo comma non può superare il 5 per cento della massa complessiva a pieno carico indicata sulla carta di circolazione, più una tonnellata.'';

            b) dopo il comma 3 inserire il seguente:

        ''3-bis. Per i veicoli indicati al comma 2-bis di massa complessiva a pieno carico non superiore a 10 tonnellate, le sanzioni amministrative previste nel comma 2 sono applicabili allorché la eccedenza, superiore al 15 per cento o al 5 per cento più una tonnellata, non superi rispettivamente il venti, venticinque, trenta per cento, oppure superi il trenta per cento della massa complessiva.'';

            c) al termine del comma 5, aggiungere il seguente periodo: ''Nel caso in cui un autotreno o un articolato sia costituito da un veicolo trainante di cui al precedente comma 2-bis, l'eccedenza di massa è calcolata separatamente tra i veicoli del complesso applicando le tolleranze di cui al comma 2-bis per il veicolo trattore e il 5 per cento per il veicolo rimorchiato.'';

            d) dopo il comma 10 inserire il seguente:

        ''10-bis. Per i veicoli di cui al comma 2-bis l'eccedenza di massa di cui al comma precedente è elevata al valore inferiore fra il 20 per cento o 10 per cento più una tonnellata della massa complessiva a pieno carico indicata sulla carta di circolazione''.

        2-ter. Il comma 7-bis dell'articolo 62 del Codice della Strada di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992 si intende abrogato.


1.263

LAURO

Aggiungere in fine il seguente comma:

        «2-bis. L'affondamento delle navi da pesca di nazionalità italiana, a seguito di sinistro marittimo avvenuto nel periodo ricompreso tra il 1º gennaio 2010 e il 31 dicembre 2010 e accertato dall'Autorità marittima, è equiparato alla demolizione volontaria della nave e pertanto costituisce il presupposto per l'accesso al premio di arresto definitivo. Il premio di arresto è in ogni caso corrisposto limitatamente alla parte eventualmente eccedente le somme comunque percepite dall'avente diritto, a titolo di assicurazione, risarcimento o indennizzo a seguito del sinistro».


1.264

LAURO

Aggiungere infine il seguente comma:

        2-bis. All'articolo 96, comma 7, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, le parole: «31 dicembre 2007» sono sostituite dalle seguenti: «31 giugno 2011».


1.265

LAURO

Aggiungere infine il seguente comma:

        «2-bis. Il termine per la presentazione delle denunce dei pozzi di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 12 luglio 1993, n. 275, stabilito, da ultimo, al 31 dicembre 2007 dall'articolo 96, comma 7, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, è riaperto e fissato al 31 giugno 2011».


1.266

LAURO

Aggiungere infine il seguente comma:

        «2-bis. Per gli enti locali della regione Campania i termini del 31 dicembre 2011, stabiliti dall'articolo 23-bis, comma 8, lettera a), del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 112, relativamente alla cessazione delle gestioni dei servizi pubblici locali di rilevanza economica affidate conformemente ai principi comunitari in materia di cosiddetta »in house«, sono prorogati al 31 dicembre 2012, limitatamente alle gestioni relative al ciclo integrato dei rifiuti».


1.267

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Al comma 1 dell'articolo 245 del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, e successive modificazioni, le parole: "non oltre il 31 dicembre 2010" sono sostituite dalle seguenti: "non oltre il 31 dicembre 2011".

        2-ter. Al comma 2 dell'articolo l del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) le parole: "il cui mandato è scaduto il 31 dicembre 2009" sono sostituite dalle seguenti: "il cui mandato è scaduto il 31 dicembre 2010";

            b) le parole: "il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2010" sono sostituite dalle seguenti: "il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2011";

            c) le parole: "a far data dal 1º gennaio 2010" sono sostituite dalle seguenti: "a far data dal 1º gennaio 201l";

            d) le parole: "non oltre il 31 dicembre 2010" sono sostituite dalle seguenti: "non oltre il 31 dicembre 2011"».

        Conseguentemente, alla tabella 1, allegata al decreto-legge sopprimere la voce: «31 dicembre 2010 – articolo 245, comma 1, del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, articolo 1, comma 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24».


1.268

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        2-bis. Le proroghe di termini di cui al comma 2 sono disposte previo parere favorevole di un comitato parlamentare composto da dieci senatori e da dieci deputati designati dai Gruppi parlamentari in modo da rispecchiarne la proporzione e presieduto da un deputato o da un senatore nominato d'intesa tra i Presidenti delle Camere al di fuori degli altri componenti».


1.268 (testo 2)

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. Le proroghe di termini di cui al comma 2 sono disposte previo parere favorevole di un comitato parlamentare composto da dieci senatori e da dieci deputati designati dai Gruppi parlamentari in modo da rispecchiarne la proporzione e presieduto da un deputato o da un senatore nominato d'intesa tra i Presidenti delle Camere al di fuori degli altri componenti. Il comitato si pronuncia una volta acquisito un parere di nulla osta dalle Commissioni parlamentari competenti per gli aspetti di carattere finanziario.».


1.268 (testo 3)

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. Le proroghe di termini di cui al comma 2 sono disposte previo parere della Commissione parlamentare per la semplificazione, di cui all'articolo 14, comma 19, della legge 28 novembre 2005, n. 246, e successive modificazioni, e delle Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere finanziario. I pareri parlamentari sono resi entro il termine di dieci giorni dalla trasmissione degli schemi dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri che, decorso il termine, possono essere comunque adottati.».

Conseguentemente, al comma 2 sopprimere le seguenti parole: "ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,".


1.269

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI, BODEGA, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 2, comma 121, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, è aggiunto in fine il seguente periodo: ''Una parte dell'intervento finanziario di cui al comma 117, nella misura dello 0,6 per cento del totale, è riservata per le spese dell'organismo di indirizzo relative all'istruttoria e verifica dei progetti di cui al medesimo comma 117''».


1.269 (testo 2)

MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI, BODEGA, VALLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 2, comma 121, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, è aggiunto in fine il seguente periodo: "Per l'anno 2011, una parte dell'intervento finanziario di cui al comma 117, nella misura dello 0,6 per cento del totale, è riservata per le spese dell'organismo di indirizzo relative all'istruttoria e verifica dei progetti di cui al medesimo comma 117"».


1.270

D'AMBROSIO LETTIERI, AMORUSO, FERRARA, GHIGO, COSTA, GALLO, TOTARO, DE LILLO, MAZZARACCHIO, TANCREDI, FLERES, BARELLI, BETTAMIO, BEVILACQUA, FLUTTERO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 5 comma 7 del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito con modificazione dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sostituire le parole: ''centoventigiorni'' con: ''centottantagiorni''. La disposizione di cui all'articolo 5 comma 6 del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito con modificazione dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in merito alle città metropolitane si interpreta nel senso che per città metropolitane si intendono, fino alla loro istituzione, i comuni capoluogo di Regione con almeno 250.000 abitanti come individuati dalla citata legge n. 42 del 2009».


1.271

D'AMBROSIO LETTIERI, AMORUSO, FERRARA, COSTA, TOTARO, DE LILLO, MAZZARACCHIO, FLERES, TANCREDI, BARELLI, BETTAMIO, BEVILACQUA, FLUTTERO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

         2-bis. La disposizione di cui all'articolo 5 comma 6 del decreto-legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito con modificazione dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in merito alle città metropolitane si interpreta nel senso che per città metropolitane si intendono, fino alla loro istituzione, i comuni capoluogo di Regione con almeno 250.000 abitanti come individuati dalla citata legge 42/2009».


1.272

BONFRISCO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 4, comma 9, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, le parole: ''dall'anno accademico 2011-2012'' sono sostituite dalle seguenti: ''dall'anno accademico 2012-2013''».

        Conseguentemente, alla Tabella 1 sopprimere la  seguente fonte normativa e relativo termine: «articolo 4, comma 9, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129».


1.273

BONFRISCO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 2257 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, le parole: ''è prorogato fino al 30 luglio 2011'' sono sostituite dalle seguenti: ''è prorogato fino al 30 luglio 2012''.».

        Conseguentemente, espungere dalla Tabella 1 la seguente fonte normativa e relativo termine: «articolo 2257 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66».


1.274

BONFRISCO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 2229, comma 6, le parole: ''31 dicembre 2011'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 dicembre 2015'';

            b) all'articolo 2245, comma 1, le parole: ''dal 2012'' sono sostituite dalle seguenti: ''dal 2016''».


1.275

SCARPA BONAZZA BUORA, BONFRISCO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il termine per l'adozione dei provvedimenti di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, limitatamente ai terreni agricoli e alle valli da pesca della laguna di Venezia, è prorogato sino al 31 dicembre 2011, previa effettuazione di una apposita attività di ricognizione dei terreni agricoli e delle valli da pesca già arginate all'entrata in vigore del codice della navigazione. Ferma ed impregiudicata la natura demaniale degli spazi acquei lagunari soggetti alla libera espansione di marea, al fine di determinare la natura giuridica degli spazi acquei recinti da argini in relazione all'articolo 28 del medesimo codice e definire le differenziate situazioni presenti in laguna di Venezia in modo da garantire la gestione sostenibile, è riconosciuta la titolarità ai proprietari delle valli da pesca già arginate all'entrata in vigore del codice stesso».


1.276

BONFRISCO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. La norma di cui all'articolo 1, comma 796, lett. t) della legge 27.12.2006, n. 296, (Legge Finanziaria 2007) così come modificata, dalla legge 23.12.2009, n. 191, (Legge Finanziaria 2010) non è applicabile, a far data dal 1º gennaio 2011, alle aziende termali, di cui all'art. 3 della legge 24 ottobre 2000 n. 323: ''Riordino del settore termale'' i cui accreditamenti provvisori sono confermati fino al 31 dicembre 2013».


1.277

BERSELLI

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il termine di cui al comma 1 dell'articolo 24 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, limitatamente alle controversie concernenti il risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti e le relative coperture finanziarie, è prorogato di dodici mesi».


1.278

IZZO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 2 dell'articolo 2 del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27 e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

            a) al primo periodo, le parole: ''1º gennaio 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''1º gennaio 2011'';

            b) al secondo periodo, le parole: ''31 ottobre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 ottobre 2011'';

            c) al terzo periodo, le parole: ''31 ottobre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 ottobre 2011''».


1.279

IZZO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Possono accedere ai benefici previsti dall'articolo 12, commi 1 e 3 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, le istanze pervenute ai Comuni entro il 31 dicembre 2008, rendicontate dai medesimi entro il 30 giugno 2009.».


1.280

IZZO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al punto 2), del comma 1, dell'articolo 63, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo le parole: ''nell'interesse del Comune'', inserire le seguenti: ''nel caso in cui la partecipazione dell'Ente Locale di appartenenza sia superiore al 20 per cento''».


1.281

IZZO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Possono accedere ai benefici previsti dall'articolo 12, commi 1 e 3 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, le istanze pervenute ai Comuni entro il 31 dicembre 2008, rendi contate dai medesimi, ed inviate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione civile, entro il 31 marzo 2011.».


1.282

IZZO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Possono accedere ai benefici previsti dall'art. 12, commi 1 e 3 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, le istanze pervenute ai Comuni entro il 31 dicembre 2008, rendi contate dai medesimi entro il 30 giugno 2009.».


1.283

IZZO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 2, comma 113, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) le parole: ''31 dicembre2008'' sono sostituite con le seguenti: ''31 dicembre 2011''».


1.284

IZZO

Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Le progressioni verticali per il passaggio da un'area all'altra nella pubblica amministrazione indette ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dell'articolo 91, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 svolte in conformità al regolamento interno dell'Ente entro il 31 dicembre 2010 sono valide.

        2-ter. In deroga a quanto previsto dall'articolo 62, comma 1-bis, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 le progressioni verticali da un'area all'altra sono effettuate ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 fino al 31 dicembre 2011 con un inquadramento esclusivamente giuridico per gli anni 2011, 2012, 2013».


1.285

IZZO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, dopo il primo periodo aggiungere il seguente:

        ''Limitatamente alle controversie concernenti il risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti e le relative coperture assicurative, il suddetto termine è di ventiquattro mesi''».


1.286

BOSCETTO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 1-quater del decreto legislativo 105/2010 con modificazioni dalla legge 128/2010 sostituire le parole: ''centocinquanta'' con ''trecentosessantacinque''».


1.287

FASANO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. Nelle procedure di valutazione comparativa per professore universitario di prima e di seconda fascia concluse all'entrata in vigore della presente disposizione, i candidati che, nel giudizio finale di idoneità espresso nel verbale conclusivo successivamente alla formulazione dei giudizi collegiali complessivi, ancorché non dichiarati idonei, abbiano tuttavia ottenuto una particolare menzione da parte della Commissione giudicatrice per aver dimostrato sicure qualità di studioso, acquisiscono a tutti gli effetti di legge, immediatamente e senza necessità di ulteriore attività amministrativa, l'idoneità di professore universitario di prima fascia per il settore scientifico disciplinare a cui la procedura si riferisce».


1.288

BOSCETTO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 24 (disposizioni transitorie e finali), comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28, dopo il primo periodo aggiungere il seguente periodo:

        ''Limitatamente alle controversie concernenti il risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti e le relative coperture assicurative, il suddetto termine è di ventiquattro mesi''».


1.289

BOSCETTO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al fine di garantire la necessaria gradualità nell'applicazione delle nuove disposizioni regolamentari, all'articolo 2, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 169, le parole: ''e, a far data dall'entrata in vigore del presente regolamento, non possono essere eletti per più di due volte consecutive'' sono sopresse».


1.289 (testo 2)

BOSCETTO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 4, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 169, si applicano per i componenti degli organi in carica alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, con il limite massimo di durata corrispondente a tre mandati consecutivi.».


1.290

LATRONICO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis all'articolo 119, comma 2 del decreto legislativo n. 285 del 1992, dopo l'ultimo periodo aggiungere:

        ''Per quanto concerne il rilascio del documento abilitativo per i conducenti che effettuano professionalmente l'autotrasporto di persone e di cose su veicoli per la cui guida è richiesta la patente delle categorie C, CE, D e DE (Carta di qualificazione del conducente – CQC) – e del certificato di abilitazione professionale (CAP) associato alla corrispondente categoria di patente, l'accertamento del requisito psichico deve essere condotto con il supporto tecnico-professionale di psicologi abilitati iscritti all'albo e con un minimo di cinque anni di attività professionale, ovvero della stessa categoria dei medici previsti in questo articolo''».


1.291

LATRONICO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. In vista della progressiva concentrazione delle attività della CONSOB presso la sede di Milano, la Commissione procede entro il 31 luglio 2011 alla riorganizzazione dei propri servizi destinando il personale occorrente al funzionamento delle unità organizzative così individuate, anche attraverso l'impiego del personale immesso nei ruoli a seguito della conclusione delle procedure concorsuali in atto alla data del 1 gennaio 2011 ed in ogni caso senza il riconoscimento di speciali provvidenze economiche.

        2-ter. Fino al 31 luglio 2011 con una o più delibere adottate ai sensi dell'articolo 1 comma 6 del decreto legge 08 aprile 1974 n. 95, convertito dalla legge 7 giugno 1974 n. 216, sono dettate apposite disposizioni al fine di disciplinare le attività di controllo di regolarità amministrativo contabile della Commissione di cui alla legge 04 giugno 1985 n. 281, anche attraverso l'adeguamento a quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, della legge 31 dicembre 2009 n. 196.

        2-quater. Al decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 apportare le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 5 comma 3-bis, aggiungere infine il seguente periodo: «si applica, altresì, per motivate esigenze riscontrate in base ai rispettivi ordinamenti, la disciplina di cui all'articolo 30, comma 2-sexies, con applicazione del regime di cui comma 2-quinquies dello stesso articolo al personale temporaneamente distaccato o altrimenti assegnato».

            b) all'articolo 30, comma 2-sexies: dopo le parole: ''tre anni,'' aggiungere le seguenti: ''salva la facoltà di rinnovi,''».


1.292

LATRONICO

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. In considerazione della eccezionalità della situazione economica internazionale e tenuto canto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, le vigenti disposizioni in materia di regolamentazione del contingente di personale che le amministrazioni pubbliche possono assumere annualmente si applicano anche alle Autorità indipendenti. A tal fine, le procedure assunzionali in corso e quelle concorsuali bandite e non concluse alla data di entrata in vigore del presente decreto sono sospese fino all'esito degli adempimenti previsti ai sensi dell'articolo 66, comma 10, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133».


1.293

LATRONICO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis Il Comitato di verifica per le cause di servizio, costituito ai sensi dell'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461, è prorogato nella sua attuale composizione sino all'entrata in vigore della nuova disciplina della causalità di servizio».


1.294

LATRONICO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 1, della legge 13 dicembre 2010 n. 220, apportare le seguenti modificazioni:

            a) al comma 108, le parole: '' dell'8 per cento'' sono sostituite dalle seguenti: ''dell'12 per cento nell'anno 2011, dell'10 per cento nell'anno 2012 e dell'8 per cento nell'anno 2013'';

            b) il comma 105 1 è sostituito dal seguente:

        ''105. I comuni che hanno usufruito delle disposizioni di cui al comma 4-qiunquies dell'articolo 4 del decreto-legge 25 gennaio 2010 n. 2, convertito con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42, possono avvalersene anche per l'anno 2011. La compensazione opera nel limite dell'importo individuato ai sensi del comma 93.''».


1.295

LATRONICO

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis In considerazione dei vincoli internazionali, le disposizioni di cui all'articolo 6 comma 5 del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010 n. 122, per l'ente di cui al decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242 si applicano a decorrere dalla revisione organica della relativa disciplina di settore.

        2-ter. All'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2011 n. 165 aggiungere infine il seguente periodo: ''Fino alla revisione organica della disciplina di settore, le disposizioni di cui al presente decreto continuano ad applicarsi anche al C.O.N.I.''.».


1.296

LATRONICO

APPROVATO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis Le società di cui all'articolo 3-bis, comma 2, del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, devono risultare in possesso dei requisiti previsti dal decreto 27 marzo 2008 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali al termine di proroga fissato dall'articolo 1, comma 1, del presente decreto.».


1.297

LATRONICO, ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Fino all'adeguamento della disciplina dettata dall'articolo 20-bis della legge 20 novembre 2009, n. 166, operata dal comma successivo, l'invio di materiale promozionale mediante posta è svolto con le modalità utilizzate alla data del 31 gennaio 2011.

        2-ter. Al comma 3-bis dell'articolo 130 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dopo le parole: ''mediante l'impiego del telefono'' sono inserite le seguenti: ''e della posta cartacea'' e dopo le parole: ''l'iscrizione della numerazione della quale è intestatario'' sono inserite le seguenti: ''e degli altri dati personali di cui all'articolo 129, comma 1.''».

        Conseguentemente, entro novanta giorni dall'entrata in vigore delle presente legge sono apportate le necessarie modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 178.


1.298

LATRONICO, ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al fine di estendere la disciplina dettata dall'articolo 20-bis della legge 20 novembre 2009, n. 166, all'invio di materiale promozionale mediante posta, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge sono apportate le necessarie modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 178.».

        Conseguentemente, al comma 3-bis dell'articolo 130 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dopo le parole: «mediante l'impiego del telefono» sono inserite le seguenti: «e della posta cartacea» e dopo le parole: «l'iscrizione della numerazione della quale è intestatario» sono inserite le seguenti: «e degli altri dati personali di cui all'articolo 129, comma 1».


1.299

LATRONICO

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis Tutte le unità immobiliari ad uso residenziale degli enti previdenziali pubblici che risultino invendute alla data di entrata in vigore della presente legge, sono offerte in opzione ai conduttori al prezzo determinato dall'Agenzia del Territorio prima che fossero ritrasferite dalla Scip S.r.l. agli enti originari proprietari.

        2-ter. Per i conduttori che abbiano manifestato la volontà di acquisto dei rispettivi appartamenti entro il 31 ottobre 2001, il prezzo di vendita degli stessi è determinato applicando alla stima dell'Agenzia del Territorio i coefficienti aggregati di abbattimento contenuti nell'ultima tabella pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13 dicembre 2005 e previsti dal decreto-legge 23 febbraio 2004, n. 41, convertito, con modificazioni, nella legge 23 aprile 2004, n. 104.

        2-quater. La stipula dei contratti di compravendita, in base alla presente legge, può essere effettuata a condizione che l'acquirente rinunci, con la compensazione delle spese di lite, ad ogni azione giudiziaria in atto e futura riguardante l'immobile condotto in locazione, in qualsiasi grado di giudizio, sia in sede ordinaria che amministrativa, nei confronti dell'Ente proprietario il quale a sua volta non potrà richiedere alcun incremento di canone o indennità rispetto a quello/a attualmente già pagato/a con regolarità dal conduttore-acquirente, sia per le annualità pregresse sia per il periodo fino alla data della suddetta stipula».


1.300

ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis Il termine per l'applicazione all'Autorità per l'energia elettrica e il gas delle disposizioni di cui ai commi 7, 8, 9, 12, 13 e 14 dell'articolo 6 del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito con modificazioni nella legge 30 luglio 2010 n. 122, è prorogato allo gennaio 2012. Nelle more di quanto previsto dal precedente periodo, al fine di garantire anche per l'anno 2011 l'invarianza di saldo per il bilancio dello Stato, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, a valere esclusivamente sul sistema di autofinanziamento previsto dall'articolo 2, comma 38, della legge 14 novembre 1995, n. 481, versa, secondo le modalità di cui all'articolo 6, comma 21, del decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito con modificazioni nella legge 30 luglio 2010 n. 122, all'apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato una somma di valore equivalente a quello che deriverebbe dall'applicazione, per l'anno 2011, delle disposizioni di cui ai commi 7, 8, 9, 12, 13 e 14 dell'articolo 6 del medesimo decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito con modificazioni nella legge 30 luglio 2010 n. 122. Dalle disposizioni di cui al presente articolo non derivano nuovi o maggiori oneri, né minori entrate, al Bilancio dello Stato».


1.301

ALICATA, FLERES, FERRARA, BALDINI, ALLEGRINI, COSTA, ZANETTA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis Al comma 2 dell'articolo 2 del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27 e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

            a) al primo periodo, le parole: ''1º gennaio 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''1º gennaio 2011'';

            b) al secondo periodo, le parole: ''31 ottobre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 ottobre 2011'';

            c) al terzo periodo, le parole: ''31 ottobre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 ottobre 2011''».


1.302

ALLEGRINI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 33, ultimo periodo, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 novembre 2006, n. 286, operano a valere sulle dichiarazioni presentate a decorrere dal 1º gennaio 2010.».


1.303

ALLEGRINI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 1, comma 58, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, le parole: ''per l'anno 2008'', sono sostituite dalle seguenti: ''per l'anno 2011''».


1.304

ALLEGRINI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Per gli imprenditori agricoli che raccolgono e trasportano i propri rifiuti speciali non pericolosi, di cui all'articolo 212, comma 8, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.  152, le disposizioni relative ai registri di carico e scarico di cui all'articolo 190 del medesimo decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, si applicano a decorrere dal 1º gennaio 2012».


1.305

BEVILACQUA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Nelle Istituzioni di Alta formazione di cui all'articolo 2 della legge n. 508 del 21 dicembre 1999 gli incarichi per lo svolgimento delle funzioni di Direttore, Presidente e di componente del Consiglio accademico, già svolti o in corso, non sono computati ai fini del limite temporale previsto dall'articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 132 del 2003, fino alla completa attuazione della riforma con l'adozione del Regolamento sulla programmazione e sviluppo del sistema e sul reclutamento».


1.306

SAIA, VIESPOLI, VALDITARA, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, D'ALIA

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 2 dell'articolo 18-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361 e successive modifiche, il primo periodo è sostituito dal seguente: ''2. Nessuna sottoscrizione è richiesta per i partiti o gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare in una delle due Camere nella legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi''».


1.307

VITALI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Alla legge 5 maggio 2009, n. 42, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 2, comma 1, sostituire le parole: "entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge" con le seguenti: "entro il 31 dicembre 2011";

b) all'articolo 23, comma 6, sostituire le parole: "entro trentasei mesi" con le seguenti: "quarantotto mesi".»

 


1.308

MERCATALI

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. All'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13, le parole: ''31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti ''31 dicembre 2011''».

        2-ter. Al fine di razionalizzare e ottimizzare l'organizzazione delle spese e dei costi di funzionamento dei Ministeri, con regolamenti da emanare entro il 31 dicembre 2010, ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede alla rideterminazione delle strutture periferiche, prevedendo la loro riduzione e la loro ridefinizione, ove possibile, su base regionale o la riorganizzazione presso le prefetture-uffici territoriali del Governo, ove risulti sostenibile e maggiormente funzionale sulla base dei princìpi di efficienza ed economicità a seguito di valutazione congiunta tra il Ministro competente, il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione ed il Ministro dell'interno, attraverso la realizzazione dell'esercizio unitario delle funzioni logistiche e strumentali, l'istituzione dei servizi comuni e l'utilizzazione in via prioritaria dei beni immobili di proprietà pubblica, in modo da assicurare la continuità dell'esercizio delle funzioni statali sul territorio. Dalle disposizioni di cui al presente comma devono derivare risparmi non inferiori a 250 milioni di euro a decorrere dall'anno 2011. I risparmi devono essere conseguiti dalle amministrazioni pubbliche ed in caso di accertamento di minori economie rispetto agli obiettivi di cui al comma 17, si provvede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell'obiettivo di risparmio ad essa assegnato».


1.309

GHEDINI, ROILO, NEROZZI, BIANCO, MERCATALI, ADAMO, BASTICO, CECCANTI, DE SENA, INCOSTANTE, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI, ADRAGNA, BLAZINA, LEGNINI, ICHINO, PASSONI, TREU

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Per l'anno 2011 le disposizioni di cui all'articolo 3, comma 4-bis, del decreto-legge 1º febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, nella legge 9 aprile 2009, n. 33» si applicano anche alle aziende che abbiano un fatturato o bilancio inferiore a 10 milioni di euro, nonché alle aziende di nuova costituzione ad alto contenuto tecnologico, avviate da giovani imprenditori minori di 35 anni.

        2-ter. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 2-bis si provvede mediante utilizzo di quota parte dei maggiori risparmi di spesa di cui al comma 2-quater.

        2-quater. A decorrere dall'anno 2011, con riferimento alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'ISTAT, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 1999, n. 196, a pena di configurazione di danno erariale a carico dei soggetti responsabili, l'uso delle autovetture in dotazione a ciascuna amministrazione è ammesso strettamente per esigenze di servizio ed è in ogni caso escluso per trasferimenti verso e dal luogo di lavoro. La presente disposizione non si applica alle autov-etture assegnate, ai fini di tutela e sicurezza personale, a soggetti esposti a pericolo, ai sensi dell'articolo 7, comma 3, della legge 4 maggio 1988, n. 133. L'uso in via esclusiva delle autovetture di servizio è ammesso esclusivamente per i titolari delle seguenti cariche: a) Presidente del Consiglio dei Ministri e Vice Presidente del Consiglio dei Ministri; b) Ministri e Vice Ministri; c) Sottosegretari di Stato; d) Primo Presidente e Procuratore generale della Corte di cassazione e Presidente del tribunale superiore delle acque pubbliche, Presidente del Consiglio di Stato, Presidente e procuratore generale della Corte dei conti, Avvocato generale dello Stato, Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidente del Consiglio di giustizia amministrativa della regione siciliana; e) Presidenti di Autorità indipendenti. Ai sensi dell'articolo 2, comma 122, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, tutti coloro che hanno ricoperto cariche pubbliche a qualsiasi titolo, e che sono cessati dalla carica, perdono il diritto all'uso dell'autovettura di Stato. Ciascuna amministrazione procede alla individuazione delle autovetture in esubero, ai fini della loro dismissione entro il 31 dicembre 2011. Dalle disposizioni di cui al presente articolo comma devono derivare risparmi non inferiori a 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2011. In caso di accertamento di minori economie, si provvede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell'obiettivo di risparmio ad essa assegnato».


1.310

ADAMO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 9, comma 31 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 inserire, in fine, il seguente periodo: ''Il presente comma non si applica altresì ai trattenimenti in servizio del personale delle amministrazioni pubbliche, inserite nel conto economico consolidato della Pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, ivi comprese le autorità indipendenti, che abbia richiesto il trattenimento in servizio entro la data del 30 maggio 2010, fermo il rispetto delle condizioni e delle procedure previste dai commi da 7 a 10 dell'articolo 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133''».


1.311

SCANU, CRISAFULLI, DEL VECCHIO, GASBARRI, NEGRI, PEGORER

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Le graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, approvate successivamente al 1º gennaio 2002, sono prorogate al 31 dicembre 2011».


1.314

VITA, LUSI, ZANDA, BAIO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 43, comma 12, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, le parole: ''31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 dicembre 2016''.

        Conseguentemente, alla tabella n. 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       Articolo 43, comma 12, del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto 31 luglio 2005, n. 177


1.315

LUSI, BIANCO, ADAMO, BASTICO, CECCANTI, DE SENA, INCOSTANTE, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI, MERCATALI, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, MORANDO, NICOLA ROSSI, BARBOLINI, AGOSTINI, BAIO, D'UBALDO, FONTANA, LEDDI, MUSI, PAOLO ROSSI, STRADIOTTO

IDENTICO A 1.0.107

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il termine di un anno per l'adempimento del dovere di alienazione di cui all'articolo 30, comma 2, terzo periodo del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, già prorogato dall'articolo 28-bis del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, dall'articolo 41 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, e dall'articolo 1, comma 17-bis del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, è differito al 31 dicembre 2014 per i soggetti che alla data del 31 dicembre 2009 detenevano una partecipazione al capitale sociale superiore ai limiti fissati dal primo periodo del citato comma 2, qualora il superamento del limite derivi da operazioni di concentrazione tra banche oppure tra investitori, fermo restando che tale partecipazione non potrà essere incrementata».


1.316

LUSI, DELLA MONICA, FINOCCHIARO, ZANDA, LATORRE, CASSON, BIANCO, ADAMO, BASTICO, CECCANTI, DE SENA, INCOSTANTE, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, GALPERTI, MARITATI, PERDUCA, MERCATALI, CARLONI, GIARETTA, LEGNINI, LUMIA, MORANDO, NICOLA ROSSI

APPROVATO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 1 dell'articolo 24 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, le parole: ''dodici mesi'' sono sostituite dalle seguenti: ''ventiquattro mesi''.».


1.317

BARBOLINI, VITALI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Fino all'emanazione del regolamento attuativo di cui all'articolo 238, comma 6, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è prorogato il regime di prelievo sui rifiuti, come deliberato dal comune alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, ferma restando la facoltà del comune stesso di adottare la tariffa di cui al medesimo articolo 238; fino allo stesso termine è inoltre prorogata l'entrata in vigore delle disposizioni relative all'assimilazione dei rifiuti di cui all'articolo 195, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152.».


1.318

DE LUCA, ARMATO

Dopo il comma 2 inserire il seguente:

        «2-bis. Il termine di cui all'articolo 19, commi 8 e 10, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 212, è prorogato al 31 dicembre 2011.»

        Conseguentemente, alla tabella 1, di cui all'articolo 1, comma 1, alla voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 19, commi 8, 9 e 10, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 212        sostituire le parole: «commi 8, 9 e 10» con le seguenti: «comma 9».


1.319

PERTOLDI, PIGNEDOLI, ANDRIA, ANTEZZA, BERTUZZI, MONGIELLO, RANDAZZO, SOLIANI, LUMIA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 2 dell'articolo 2 del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al primo periodo, le parole: ''1º gennaio 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''1º gennaio 2011'';

            b) al secondo periodo, le parole: ''31 ottobre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 ottobre 2011'';

            c) al terzo periodo, le parole: ''31 ottobre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 ottobre 2011''.».


1.321

DELLA MONICA, LEGNINI, CAROFIGLIO, CASSON, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, GALPERTI, MARITATI, PERDUCA, ADAMO, INCOSTANTE, CECCANTI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 245, comma 1, del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, e all'articolo l, comma 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, da!la legge 22 febbraio 2010, n. 24, le parole: ''31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 dicembre 2011''».

        Conseguentemente, alla tabella 1, di cui all'art. 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2011       articolo 245, comma 1, del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51. articolo 1, comma 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24


1.322

VITALI

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. All'articolo 23-bis del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n 133 e sue successive modificazioni al comma 8, lettera e) le parole: ''31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti parole: ''31 dicembre 2011'';

        2-ter. all'articolo 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008 n 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e sue successive modificazioni il secondo periodo del comma 9 si interpreta nel senso che le disposizioni ivi contenute si applicano non solo alle società quotate in mercati regolamentati, ma anche alle società da queste direttamente o indirettamente controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile».

        Conseguentemente nella tabella 1, di cui all'articolo 1, comma 1, eliminare la voce: «articolo 23-bis, comma 8, lettera e), del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, con esclusivo riferimento al trasporto pubblico locale».


1.323

BATTAGLIA

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al fine di assicurare il funzionamento delle strutture di cui all'articolo 7, comma 27, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ed il governo del processo di programmazione delle risorse destinate al riequilibrio territoriale, gli incarichi dirigenziali conferiti nell'ambito delle predette strutture ai sensi del comma 6 dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, possono essere mantenuti fino al 31 dicembre 2015, anche in deroga ai contingenti indicati dal citato comma 6 dell'articolo 19 del decreto legislativo n. 165 del 2001, fatte salve le disposizioni in materia di quiescenza. Ai relativi oneri si provvede attraverso la rinuncia, per un corrispondente importo, al turn-over di assunzioni da parte della Struttura di cui all'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 2008, n. 197».


1.324

CASOLI

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Le violazioni ripetute e continuate delle norme in materia di affissioni e pubblicità commesse nel periodo compreso dalla data di entrata in vigore della legge 27 febbraio 2009, n. 14, fino al 31 dicembre 2010, mediante affissioni di manifesti politici ovvero di striscioni e mezzi similari, possono essere definite in qualunque ordine e grado di giudizio, nonché in sede di riscossione delle somme eventualmente iscritte a titolo sanzionatorio, mediante il versamento, a carico del committente responsabile, di una imposta pari, per il complesso delle violazioni commesse e ripetute, a 200 euro per provincia. Tale versamento deve essere effettuato a favore della tesoreria del comune competente o della provincia qualora le violazioni siano state compiute in più di un comune della stessa provincia. In tal caso la provincia provvede al ristoro, proporzionato al valore delle violazioni accertate, ai comuni interessati, ai quali compete l'obbligo di inoltrare alla provincia la relativa richiesta entro il 30 giugno 2011. In caso di mancata richiesta da parte dei comuni, la provincia destinerà le entrate al settore ecologia. La definizione di cui al presente articolo non dà luogo ad alcun diritto al rimborso di somme eventualmente già riscosse a titolo di sanzioni per le predette violazioni. Il termine per il versamento è fissato, a pena di decadenza dal beneficio di cui al presente articolo, al 31 marzo 2011. Non si applicano le disposizioni dell'articolo 15, commi 2 e 3, della legge 10 dicembre 1993, n. 515».


1.324 (testo 2)

CASOLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Per le violazioni di cui all'articolo 42-bis del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, commesse tra il giorno dell'entrata in vigore della legge 27 febbraio 2009, n. 14, e il 31 dicembre 2010, i termini previsti dal predetto articolo sono così modificati:

            a) il termine di cui al comma 2, primo periodo, è prorogato al 30 settembre 2011;

            b) il termine di cui al comma 2, quarto periodo, è prorogato al 31 marzo 2011».


1.325

MALAN, RELATORE

Alla tabella 1, sostituire la seconda voce con la seguente:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 maggio 2010          articolo 6, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, limitatamente all'ente di cui alla legge 21 novembre 1950, n. 897 e agli enti di cui alla legge 29 dicembre 1993, n. 580.


1.326

MALAN, RELATORE

Alla tabella 1, dopo la prima voce inserire la seguente:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

1º gennaio 2011          articolo 7, comma 20, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, limitatamente al termine di chiusura dell'esercizio finanziario dell'IPI – Istituto per la promozione industriale

       Conseguentemente, all'articolo 2, aggiungere in fine il seguente comma:

        «19-bis. Nelle more del perfezionamento del processo di riorganizzazione dei compiti e delle funzioni facenti capo al soppresso IPI – Istituto per la promozione industriale, restano validi gli atti e i provvedimenti adottati dal Ministero dello sviluppo economico successivamente al 31 maggio 2010, in relazione alla continuazione fino al 31 dicembre 2010 delle attività di interesse pubblico svolte per conto dell'Istituto medesimo. Le risorse finanziarie impegnate e non pagate al termine dell'anno finanziario 2010, iscritte nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico e destinate all'Istituto, per la realizzazione di attività in corso di svolgimento alla data del 31 dicembre 2010 e già facenti capo all'Istituto stesso, possono essere utilizzate nell'esercizio successivo, sui pertinenti capitoli del medesimo stato di previsione, in relazione alla prosecuzione dall'anno 2011 delle medesime attività ovvero per le autorizzazioni di pagamento di quelle chiuse alla data del 31 dicembre 2010».


1.327

MALAN, RELATORE

Alla Tabella 1, nella colonna: «FONTE NORMATIVA», alla voce: «articolo 3, comma 112, della legge 24 dicembre 2007, n. 244» aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, limitatamente al personale di Poste italiane Spa».


1.328

MALAN, RELATORE

Alla Tabella 1, nella colonna «FONTE NORMATIVA», alla voce: «articolo 3, comma 3-bis, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81» aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, limitatamente alle organizzazioni di volontariato».


1.329

MALAN, RELATORE

Nella tabella 1, allegata all'articolo 1, alla voce: «articolo 7, comma 31-sexies, primo periodo, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122» aggiungere le seguenti parole: «anche al fine di garantire il pieno funzionamento della Scuola superiore della pubblica amministrazione locale, di cui all'articolo 104 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, che continua ad operare con gli attuali organi, fino alla loro naturale scadenza, secondo quanto disposto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 2008, n.27».


1.330

MALAN, RELATORE

Alla tabella 1, dopo la diciottesima voce inserire la seguente:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

30 giugno 2010          Articolo 354, comma 4, del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni


1.331

FLUTTERO

Alla tabella 1 aggiungere la  seguente voce: Articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, limitatamente alla scadenza 13 febbraio 2011''».


1.332

MALAN, RELATORE

APPROVATO

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Il termine di cui al primo periodo del comma 2 dell'articolo 38, della legge lº agosto 2002, n. 166, per la sottoscrizione dei contratti relativi ai servizi di trasporto ferroviario di interesse nazionale da sottoporre al regime degli obblighi di servizio pubblico tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, e la società Trenitalia S.p.A. è prorogato al 31 marzo 2011. Nelle more della stipula dei nuovi contratti di servizio pubblico il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato a corrispondere a Trenitalia le somme previste, per gli anni 2009 e 2010, dal bilancio di previsione dello Stato, in relazione agli obblighi di servizio pubblico nel settore dei trasporti per ferrovia, in applicazione della vigente normativa comunitaria.».


1.333

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Nelle more della stipula dei nuovi contratti di servizio pubblico tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Trenitalia S.p.A., il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato a corrispondere a Trenitalia le somme previste, per gli anni 2009 e 2010, dal bilancio di previsione dello Stato, in relazione agli obblighi di servizio pubblico nel settore dei trasporti per ferrovia, in applicazione della vigente normativa comunitaria.».


1.334

VIZZINI

APPROVATO

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

        «2-bis. Al comma 1 dell'articolo 245 del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, e successive modificazioni, le parole: "non oltre il 31 dicembre 2010" sono sostituite dalle seguenti: "non oltre il 31 dicembre 2011".

        2-ter. Al comma 2 dell'articolo 1 del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) le parole: "il cui mandato è scaduto il 31 dicembre 2009" sono sostituite dalle seguenti: "il cui mandato è scaduto il 31 dicembre 2010";

            b) le parole: "il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2010" sono sostituite dalle seguenti: "il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2011";

            c) le parole: "a far data dal 1º gennaio 2010" sono sostituite dalle seguenti: "a far data dal 1º gennaio 2011";

            d) le parole: «non oltre il 31 dicembre 2010» sono sostituite dalle seguenti: «non oltre il 31 dicembre 2011».

        Conseguentemente, alla tabella 1, allegata al decreto-legge sopprimere la voce: «31 dicembre 2010 – articolo 245, comma 1, del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, articolo 1, comma 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24».


1.335

VICARI

APPROVATO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il termine di cui al comma 1 dell'articolo 9 della legge 12 marzo 1999, n. 68, è elevato a novanta giorni per i datori di lavoro del settore minerario con l'esclusione del personale di sottosuolo e a quello adibito alle attività di movimentazione e trasporto del minerale al quale si applicano le disposizioni dell'articolo 5, comma 2 della medesima legge»


1.336

FLUTTERO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Al comma 17 dell'articolo 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come introdotto dalla lettera h) del comma 3 dell'articolo 2 del decreto 29 giugno 2010, n. 128, nel secondo periodo le parole: ''dalle linee di base delle acque territoriali'' sono sostituite con: ''dalle linee di costa''».


1.337

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:

        «2-bis. All'articolo 7 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il comma 31-quinquies è sostituito dal seguente: ''31-quinquies. Al fine di garantire la continuità delle attività di interesse pubblico già facenti capo all'Agenzia, fino all'emanazione di una diversa disciplina legislativa, l'attività già svolta dalla predetta Agenzia continua ad essere esercitata dal Ministero dell'interno, sulla base delle disposizioni del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 4 dicembre 1997, n. 465, presso la sede e gli uffici a tal fine utilizzati'';

        2-ter. Il termine di cui all'articolo 7, comma 31-sexies; primo periodo, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 è prorogato sino all'approvazione della nuova disciplina legislativa di cui al comma precedente, anche al fine di garantire il pieno funzionamento della Scuola superiore della pubblica amministrazione locale, di cui all'articolo 104 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 che continua ad operare con gli attuali organi secondo il regime del D.P.R. 28 gennaio 2008, n. 27.

        2-quater. All'articolo 7 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il comma 31-quater è abrogato.».


1.338

MALAN, RELATORE

APPROVATO

Dopo il comma 2 è inserito il seguente:

        «2-bis. All'articolo 3, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, le parole: ''entro trentasei mesi'' sono sostituite dalle seguenti: ''entro quarantotto mesi''».


1.339

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 796, lett. t), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, non si applicano a far data dal 1º gennaio 2011, alle aziende termali, di cui all'articolo 3 della legge 24 ottobre 2000, n. 323, i cui accreditamenti provvisori sono confermati fino al 31 dicembre 2013.».


1.350

LATRONICO

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Gli accordi per la fornitura del servizio di distribuzione e raccolta di corrispondenza, posta non indirizzata e servizi ausiliari, stipulati. da Poste Italiane Spa a seguito di procedura ad evidenza pubblica ai sensi dell'articolo 232 testo unico n. 163/06, possono essere prorogati fino al 31 dicembre 2013, a far data dalle rispettive scadenze naturali».


1.400

MORANDO

All'allegato Tabella 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

30 aprile 2011             articolo 12, comma 7, della legge 31 dicembre 2009, n. 196


1.401

BASSOLI, MERCATALI, CECCANTI

Alla Tabella 1, di cui all'articolo 1, comma 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

31 gennaio 2011         articolo 1, comma 2, secondo periodo, della legge 3 agosto 2007, n. 120


1.402

BARBOLINI, MERCATALI, CECCANTI

Alla Tabella 1, di cui all'articolo 1, comma 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

30 settembre 2011      articolo 1, comma 1, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1999, n. 195


1.403

SCANU, MERCATALI, CECCANTI

All'allegato Tabella 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE     FONTE NORMATIVA

30 luglio 2011articolo 2257 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66


1.500

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. Il termine previsto per l'applicazione delle disposizioni di cui al comma 5 dell'articolo 27 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, «Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici», così come modificato dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44, è prorogato, per i soggetti titolari di concessione per la radiodiffusione sonora, alla fine del terzo anno solare successivo a quello in cui si completerà l'effettiva introduzione delle diffusioni radiofoniche ordinarie terrestri in tecnica digitale e lo sviluppo del relativo mercato secondo i parametri definiti dalla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni numero 664/09/CONS del 26 novembre 2009; le disposizioni previste dal medesimo comma si applicano integralmente anche ai soggetti titolari di una sola concessione per la radiodiffusione sonora.»


1.1000

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «1-bis. Il termine di proroga, riferito alla "fonte normativa" articolo 17, comma 19, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, si intende riferito anche agli idonei nei concorsi pubblici di cui alle medesime disposizioni.».


1.1001

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Ai sensi e per gli effetti di cui al comma 1 e alla tabella 1, riga n. 33 riferita all'articolo 17, comma 2, della legge 29 luglio 2010, n. 120, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanarsi entro il medesimo termine di proroga di cui al comma 1, sono disciplinate le modalità e le procedure di richiesta e rilascio di un'autorizzazione al candidato al conseguimento del certificato di idoneità alla guida del ciclomotore, che consenta allo stesso di esercitarsi alla guida, dopo aver superato la prevista prova di controllo delle cognizioni. Sono altresì disciplinate la validità di tale autorizzazione e  le modalità dell'esercitazione alla guida del ciclomotore, almeno in conformità alle disposizioni di cui all'articolo 122, commi 2, 3, 4, 5 e 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni, in quanto applicabili, anche in deroga alle disposizioni dell'articolo 170, comma 2, dello stesso decreto legislativo, prevedendo altresì che la prova pratica di guida non possa essere sostenuta prima che sia trascorso un mese dalla data del rilascio della predetta autorizzazione, che tra una prova d'esame sostenuta con esito sfavorevole ed una successiva prova debba trascorrere almeno un mese e che nel limite di validità dell'autorizzazione sia consentito ripetere una volta soltanto la prova pratica di guida. Si applicano altresì le disposizioni di cui all'articolo 122, commi 7, 8 e 9 del predetto decreto legislativo. Il conducente che si esercita alla guida di un ciclomotore senza aver ottenuto la prescritta autorizzazione ovvero con autorizzazione scaduta è punito ai sensi dell'articolo 116, comma 13-bis, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni.».


1.1002 (già 2.0.116)

BONFRISCO

Al comma 1, alla tabella 1, dopo la voce n. 2, inserire la seguente:

TERMINE FONTE NORMATIVA 31 maggio 2010 Articolo 7, comma 20, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, limitatamente al termine di chiusura dell'esercizio finanziario dell'IPI – Istituto per la promozione industriale        Conseguentemente, all'articolo 2, aggiungere, infine, il seguente comma:

        «19-bis. Nelle more del perfezionamento del processo di riorganizzazione dei compiti e delle funzioni, nell'ambito del Ministero dello sviluppo economico, già facenti capo all'Istituto per la promozione industriale (IPI), soppresso ai sensi dell'articolo 7, comma 20, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono fatti salvi gli atti e i provvedimenti adottati dal Ministero dello sviluppo economico successivamente al 31 maggio 2010, in relazione alla continuazione, fino alla chiusura dell'esercizio finanziario dell'Istituto delle attività di interesse pubblico svolte per conto dell'Istituto medesimo. Per gli atti relativi ai rapporti convenzionali sussistenti nell'ambito della gestione dell'Istituto devono intendersi autorizzati i pagamenti per i quali siano stati assunti impegni o l'assunzione degli impegni a valere sugli stanziamenti non impegnati».


1.1003

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. All'articolo 1, comma 1, del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Fino alla data di cessazione del rapporto di lavoro e del relativo rapporto previdenziale, i trattamenti di fine servizio (indennità di buona uscita, indennità di anzianità, indennità premio di servizio) non possono essere ceduti".»


1.2001

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

            «2-bis. Il Comitato per la verifica delle cause di servizio di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461, è prorogato, fino al 31 dicembre 2013, nella composizione in atto alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.»


1.4000

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Fino alla completa realizzazione del processo di attuazione dei trasferimenti di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, l'autorità competente provvede alla ricognizione, limitatamente alle valli da pesca della laguna di Venezia, dei compendi già di proprietà privata in quanto costituiti da valli arginate alla data di entrata in vigore dell'articolo 28 del codice della navigazione».


1.4000 (testo corretto)

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. Fino alla completa realizzazione del processo di attuazione dei trasferimenti di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, l'autorità competente provvede alla ricognizione, limitatamente ai terreni agricoli e alle valli da pesca della laguna di Venezia, dei compendi già di proprietà privata in quanto costituiti da valli arginate alla data di entrata in vigore dell'articolo 28 del codice della navigazione».


1.5000

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 1, inserire i seguenti:

«1-bis. Il termine di cui all'articolo 15, comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 è prorogato al 30 aprile 2011.

1-ter. Fatte salve le disposizioni i di cui all'articolo 11 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, nonché le disposizioni di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 191, tutte le strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) inviano i dati richiesti al Ministero della Salute, che cura il successivo inoltro, nell'ambito delle rispettive competenze, all'Istituto Superiore di Sanità e al Centro nazionale trapianti.

1-quater. Con decreto del Ministero della salute, di natura non regolamentare, sono disciplinate le modalità di comunicazione dei dati di cui al comma 1-ter, da parte delle strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, ai fini del successivo inoltro, sia in forma aggregata che disaggregata, rispettivamente all'Istituto Superiore di Sanità e al Centro nazionale trapianti.

1-quinquies. Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione del presente articolo nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.».


1.6000

MALAN, RELATORE

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. L'articolo 49, comma 2, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 - Testo Unico della Radiotelevisione - si applica, con efficacia a decorrere dalla data della sua entrata in vigore nel senso che la concessionaria del servizio pubblico generale radiotelevisivo per quanto riguarda l'organizzazione, l'amministrazione, la gestione, l'attività e la responsabilità propria e dei propri amministratori, sindaci e dipendenti, è assoggettata esclusivamente alla disciplina generale delle società di capitali ed alla giurisdizione ordinaria, salve soltanto le diverse disposizioni contenute nel decreto legislativo sopra menzionato.».


1.7000

MALAN, RELATORE

Dopo il comma ,2 aggiungere il seguente:

        «2-bis. I termini e i regimi giuridici indicati nella tabella 1 allegata al presente decreto-legge, la cui scadenza è fissata in data successiva al 31 marzo 2011, sono prorogati al 30 aprile 2012. La disposizione di cui al presente comma non si applica ai termini e ai regimi giuridici di cui all'articolo 4, comma 9, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, e a quelli di cui all'articolo 1, comma 1, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1999, n. 195, per i quali resta ferma la previsione di cui all'articolo 1, comma 2, del presente decreto».


1.7000/1

MORANDO, AZZOLLINI

All'emendamento 1.7000, dopo il comma 2-bis aggiungere il seguente:

        «2-ter. All'articolo 12, comma 7, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, le parole: "mese di aprile" sono sostituite dalle seguenti: "30 settembre".

      Conseguentemente, al comma 1, alla Tabella 1, sopprimere la seguente voce:

TERMINE                 FONTE NORMATIVA

30 aprile 2011             Articolo 12, comma 7, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.


1.10000

MALAN, PICHETTO FRATIN, RELATORI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, dopo le parole: "acquistano efficacia", sono inserite le seguenti: "limitatamente alle controversie in materia di condominio e di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti".».


1.10000 (testo 2)

MALAN, PICHETTO FRATIN, RELATORI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

        «2-bis. All'articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, sono premesse le seguenti parole: "Limitatamente alle controversie in materia di condominio e di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti".».

      


1.0.1

PISCITELLI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Attestazione di qualificazione)

        1. All'articolo 40, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e fomiture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, le parole: ''lavori pubblici'' sono sostituite dalle seguenti: ''lavori, servizi e fomiture pubbliche''».


1.0.2

MARCO FILIPPI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

Art. 1-bis.

(Proroghe in materia di appalti pubblici)

        1. All'articolo 253 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono apportate le seguenti modificazioni:

        a) al comma 9-bis, primo e secondo periodo, le parole: ''31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 dicembre 2013'';

        b) al comma 15-bis le parole: ''31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 dicembre 2013''».

        Conseguentemente, alla tabella 1, di cui all'articolo 1, eliminare la seguente voce:

TERMINEFONTE NORMATIVA31 dicembre 2010articolo 253, commi 9-bis, primo e secondo periodo e 15-bis del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163


1.0.3

SANGALLI, FIORONI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Altre proroghe non onerose in materia di disciplina

dei contratti pubblici)

        1. All'articolo 253 del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono apportate le seguenti modifiche:

        a) al comma 9-bis, le parole: ''fino al 31 dicembre 2010'', ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: ''fino al 31 dicembre 2013'';

        b) al comma 15-bis, le parole: ''fino al 31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''«fino al 31 dicembre 2013''».

        Conseguentemente nella Tabella 1 sopprimere la seguente riga:

TERMINE     FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 253, commi 9-bis, primo e secondo periodo e 15-bis del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163


1.0.4

SANGALLI, FIORONI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Altre proroghe non onerose in materia di disciplina

dei contratti pubblici)

        1. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono apportate le seguenti modifiche:

        a) all'articolo 253, comma 9-bis, primo e secondo periodo, le parole: ''fino al 31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''fino al 31 dicembre 2013''».

        Conseguentemente alla Tabella 1 allegata al presente disegno di legge, apportare la seguente modifica:

nella riga:

TERMINE      FONTE NORMATIVA

31 dicembre 2010       articolo 253, commi 9-bis, primo e secondo periodo e 15-bis del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163

sopprimere le parole: «commi 9-bis, primo e secondo periodo e».


1.0.5

SANGALLI, FIORONI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Altre proroghe non onerose in materia di disciplina

dei contratti pubblici)

        1. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, sono apportate le seguenti modificazioni:

        a) all'articolo 253, dopo il comma 20 è inserito il seguente:

        «20-bis. Le stazioni appaltanti possono applicare fino al 31 dicembre 2013 le disposizioni di cui all'articolo 122, comma 9 e 124, comma 8, per i contratti di importo inferiore alle soglie di cui all'articolo 28.»


1.0.6

GRILLO, CICOLANI, ZANETTA, BORNACIN, GALLO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        All'articolo 253 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dopo il comma 20, è inserito il seguente comma:

        ''20-bis. Le stazioni appaltanti possono applicare fino al 31 dicembre 2013 le disposizioni di cui all'articolo 122, comma 9 e all'articolo 124, comma 8 per i contratti di importo inferiore alle soglie di cui all'articolo 28».


1.0.7

BENEDETTI VALENTINI, MUGNAI, PASTORE, CAMBER

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga del termine a decorrere dal quale acquistano efficacia

disposizioni in materia di mediazione e conciliazione)

        1. Il termine previsto dall'articolo 24 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, a decorrere dal quale acquistano efficacia le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 1, del predetto decreto legislativo, è prorogato al 31 marzo 2012».


1.0.8

MAZZATORTA, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Modifiche all'articolo 559 del codice di procedura civile)

        1. All'articolo 559 del codice di procedura civile, sono apportate le seguenti modificazioni:

        a) al comma 2, primo periodo, le parole: ''può nominare custode una persona diversa dallo stesso debitore. Il giudice provvede a nominare una persona diversa'' sono sostituite dalle seguenti: ''nomina custode un istituto autorizzato alle vendite all'incanto di cui all'articolo 159 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile'';

        b) al comma 3 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ''nominando custode un istituto autorizzato alle vendite all'incanto di cui all'articolo 159 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile'';

        c) al comma 4, le parole: ''la persona incaricata delle dette operazioni o'' sono soppresse;

        d) al comma 5, le parole: ''altro soggetto'' sono inserite le seguenti: ''il professionista incaricato delle operazioni di vendita o altro soggetto se non disponibile il delegato''».


1.0.9

FLUTTERO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Riapertura non onerosa di termini)

        1. Al fine di promuovere e agevolare la riqualificazione di aree urbane degradate con presenza di funzioni eterogenee e tessuti edilizi disorganici o incompiuti nonché di edifici a destinazione non residenziale dismessi o in via di dismissione ovvero da rilocalizzare, è riaperto sino al 31 dicembre 2011 il termine previsto nell'Intesa Stato-Regioni del 1 aprile 2009 entro il quale le Regioni, approvano specifiche leggi per incentivare tali azioni anche con interventi di demolizione e ricostruzione che prevedano:

        a) il riconoscimento di una volumetria aggiuntiva rispetto a quella preesistente come misura premiale;

        b) la delocalizzazione delle relative volumetrie in area o aree diverse;

        c) l'ammissibilità delle modifiche di destinazione d'uso, purchè si tratti di destinazioni tra loro compatibili o complementari;

        d) le modifiche della sagoma necessarie per l'armonizzazione architettonica con gli organismi edilizi esistenti.

        2. Gli interventi di cui al comma 1 non possono riferirsi ad edifici abusivi o siti nei centri storici o in aree ad inedificabilità assoluta salva per quest'ultima fattispecie l'ipotesi di cui al comma 1 lett. b) relativa ad edifici legittimamente realizzati anteriormente al vincolo.

        3. Fino all'entrata in vigore della normativa regionale, agli interventi di cui al comma 1 si applica l'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 anche per il mutamento delle destinazioni d'uso. Resta fermo il rispetto degli standard urbanistici, delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e in particolare delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all'efficienza energetica, nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

        4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche nelle Regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le disposizioni degli statuti di autonomia e con le relative norme di attuazione.

        5. Sino al 31 dicembre 2011, nell'ambito della semplificazione normativa, in via sperimentale si applicano le seguenti disposizioni:

        a) nei procedimenti di cui all'art. 5, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 il responsabile dello sportello unico, qualora le amministrazioni pubbliche coinvolte non provvedano al rilascio degli atti di assenso entro il termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione della relativa richiesta, provvede in luogo delle stesse entro i successivi trenta giorni;

        b) è ammesso il rilascio del permesso in deroga agli strumenti urbanistici ai sensi dell'art. 14, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 anche per il mutamento delle destinazioni d'uso;

        c) i piani attuativi comunque denominati e compatibili con lo strumento urbanistico generale sono approvati dalla Giunta Comunale».


1.0.10

ZANETTA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Riapertura non onerosa di termini)

        1. Al fine di promuovere e agevolare la riqualificazione di aree urbane degradate con presenza di funzioni eterogenee e tessuti edilizi disorganici o incompiuti nonché di edifici a destinazione non residenziale dismessi o in via di dismissione ovvero da rilocalizzare, è riaperto sino al 31 dicembre 2011 il termine previsto nell'Intesa Stato-Regioni del 1º aprile 2009 entro il quale le Regioni, approvano specifiche leggi per incentivare tali azioni anche con interventi di demolizione e ricostruzione che prevedano:

            a) il riconoscimento di una volumetria aggiuntiva rispetto a quella preesistente come misura premiale;

            b) la delocalizzazione delle relative volumetrie in area o aree diverse;

            c) l'ammissibilità delle modifiche di destinazione d'uso, purché si tratti di destinazioni tra loro compatibili o complementari;

            d) le modifiche della sagoma necessarie per l'armonizzazione architettonica con gli organismi edilizi esistenti.

        2. Gli interventi di cui al comma 1 non possono riferirsi ad edifici abusivi o siti nei centri storici o in aree ad inedificabilità assoluta salva per quest'ultima fattispecie l'ipotesi di cui al comma 1 lettera b) relativa ad edifici legittimamente realizzati anteriormente al vincolo.

        3. Fino all'entrata in vigore della normativa regionale, agli interventi di cui al comma 1 si applica l'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 anche per il mutamento delle destinazioni d'uso. Resta fermo il rispetto degli standard urbanistici, delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia in particolare delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all'efficienza energetica, nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

        4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche nelle Regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le disposizioni degli statuti di autonomia e con le relative norme di attuazione.

        5. Sino al 31 dicembre 2011, nell'ambito della semplificazione normativa, in via sperimentale si applicano le seguenti disposizioni:

            a) nei procedimenti di cui all'articolo 5, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, il responsabile dello sportello unico, qualora le amministrazioni pubbliche coinvolte non provvedano al rilascio degli atti di assenso entro il termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione della relativa richiesta, provvede in luogo delle stesse entro i successivi trenta giorni«;

            b) è ammesso il rilascio del permesso in deroga agli strumenti urbanistici ai sensi dell'articolo 14, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 anche per il mutamento delle destinazioni d'uso;

            c) i piani attuativi comunque denominati e compatibili con lo strumento urbanistico generale sono approvati dalla giunta comunale».


1.0.11

MENARDI, SAIA, VIESPOLI, VALDITARA, BALDASSARRI, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, PONTONE, D'ALIA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Al fine di promuovere e agevolare la riqualificazione di aree urbane degradate con la presenza di funzioni eterogenee e tessuti edilizi disorganici o incompiuti, nonché di edifici a destinazione non residenziale dismessi o in via di dismissione, ovvero da rilocalizzare, è riaperto sino al 31 dicembre 2011 il termine previsto nell'intesa Stato-Regioni del 1º aprile 2009 entro il quale le Regioni approvano specifiche leggi per incentivare tali azioni anche con interventi di demolizione e ricostruzione che prevedano:

            a) il riconoscimento di una volumetria aggiuntiva rispetto a quella preesistente come misura premiale;

            b) la delocalizzazione delle relative volumetrie in area o aree diverse;

            c) l'ammissibilità delle modifiche di destinazione d'uso, purché si tratti di destinazioni tra loro compatibili o complementari;

            d) le modifiche della sagoma necessarie per l'armonizzazione architettonica con gli organismi edilizi esistenti.

        2. Gli interventi di cui al comma 1 non possono riferirsi a edifici abusivi o siti nei centri storici o in aree a inedificabilità assoluta, salva per quest'ultima fattispecie l'ipotesi di cui al comma 1 lettera b) relativa a edifici legittimamente realizzati anteriormente al vincolo.

        3. Fino all'entrata in vigore della normativa regionale, agli interventi di cui al comma 1 si applica l'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, anche per il mutamento delle destinazioni d'uso. Resta fermo il rispetto degli standard urbanistici, delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e in particolare delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all'efficienza energetica, nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42.

        4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche nelle regioni a statuto speciale e nelle provincie autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le disposizioni degli statuti di autonomia e con le relative norme di attuazione.

        5. Sino al 31 dicembre 2011, nell'ambito della semplificazione normativa, in via sperimentale si applicano le seguenti disposizioni:

            a) nei procedimenti di cui all'articolo 5, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001 n. 380, il responsabile dello sportello unico, qualora le amministrazioni pubbliche coinvolte non provvedano al rilascio degli atti di assenso entro il termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione della relativa richiesta, provvede in luogo delle stesse entro i successivi trenta giorni;

            b) è ammesso il rilascio del permesso in deroga agli strumenti urbanistici ai sensi dell'articolo 14, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, anche per il mutamento delle destinazioni d'uso;

            c) i piani attuativi comunque denominati e compatibili con lo strumento urbanistico generale sono approvati dalla giunta comunale».


1.0.12

MUGNAI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroghe non onerose di termini di scadenza)

        1. Gli interventi edilizi di cui all'articolo 18 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, per i quali sia stato già stipulato e ratificato l'Accordo di Programma entro il 31 dicembre 2007, ai sensi dell'articolo 13 della legge 28 febbraio 2006 n. 51, possono essere rilocalizzati nel medesimo ambito territoriale regionale anche tenendo conto dei complessi processi locali di governo del territorio. A tal fine, il termine ultimo di cui all'articolo 4, comma 150, della legge 24 dicembre 2003 n. 350 e successive modificazioni ed integrazioni, per la ratifica degli accordi di programma di cui all'articolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è fissato al 31 dicembre 2012».


1.0.13

LEGNINI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Al fine di promuovere e agevolare la riqualificazione di aree urbane degradate con presenza di funzioni eterogenee e tessuti edilizi disorganici o incompiuti nonché di edifici a destinazione non residenziale dismessi o in via di dismissione ovvero da rilocalizzare, è riaperto sino al 31 dicembre 2011 il termine previsto nell'Intesa Stato-Regioni del 1º aprile 2009 entro il quale le Regioni, approvano specifiche leggi per incentivare tali azioni anche con interventi di demolizione e ricostruzione e con misure premiali finalizzate a favorire il recupero edilizio.

        2. Gli interventi di cui al comma 1 non possono riferirsi ad edifici abusivi o siti nei centri storici o in aree ad inedificabilità assoluta.

        3. Fino all'entrata in vigore della normativa regionale, agli interventi di cui al comma 1 si applica l'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, anche per il mutamento delle destinazioni d'uso. Resta fermo il rispetto degli standard urbanistici, delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e in particolare delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative ali'efficienza energetica, nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

        4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche nelle Regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le disposizioni degli statuti di autonomia e con le relative norme di attuazione».


1.0.14

LEGNINI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Il termine dei cinque anni per l'utilizzazione edificatoria dell'area, previsto dalle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 474, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 ed all'articolo 33, comma 3, della legge 23 dicembre 2000 n. 388, è prorogato a dieci anni, sempre a decorrere dal presupposto per l'applicazione del beneficio».


1.0.15

MERCATALI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Modifica all'articolo 6, comma 2 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in materia di rimborso per la partecipazione ad organi collegiali)

        1. All'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al primo periodo, dopo le parole: ''agli organi collegiali, anche di amministrazione,'' sono inserite le seguenti: ''esclusi gli organi di controllo contabile,''; sono soppresse le parole: ''nonché la titolarità di organi dei predetti enti'';

            b) al quarto periodo, sono soppresse le parole: ''enti e fondazioni di ricerca e organismi equiparati,''; dopo le parole: ''agli enti del servizio sanitario nazionale,'' sono inserite le seguenti: ''ai soggetti che gestiscono servizi pubblici culturali e ricreativi,''; le parole da: '', alle ONLUS, alle associazioni di promozione sociale,'' fino alla fine del comma sono soppresse».


1.0.16

MERCATALI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Modifica all'articolo 6, comma 2 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.  122, in materia di rimborso per la partecipazione ad organi collegiali)

        1. All'articolo 6, comma 2, quarto periodo, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono soppresse le parole: ''e fondazioni di ricerca e organismi equiparati,'' e le parole da: '', agli enti indicati nella tabella C'' fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: '', ai soggetti che gestiscono servizi pubblici culturali e ricreativi, ai soggetti a composizione mista pubblico-privata che gestiscono servizi culturali e ricreativi agli enti indicati nella tabella C della legge finanziaria ed agli enti previdenziali ed assistenziali nazionali''».


1.0.17

VITA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga assegni di ricerca)

        1. All'articolo 29, comma 2, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, sono aggiunte infine le seguenti parole: ''Le università e i soggetti di cui all'articolo 22, comma 1, possono in ogni caso procedere al rinnovo, qualora previsto dal bando originale, degli assegni di ricerca banditi precedentemente all'entrata in vigore della presente legge ai sensi dell'articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e dei contratti stipulati ai sensi dell'articolo 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230''».


1.0.18

VITA, RUSCONI, BIANCO, MERCATALI, CERUTI, CECCANTI, VITTORIA FRANCO, MARIAPIA GARAVAGLIA, MARCUCCI, PROCACCI, ANNA MARIA SERAFINI, ADAMO, ANDRIA, BASTICO, CARLONI, DE SENA, INCOSTANTE, LEGNINI, LIVI BACCI, IGNAZIO MARINO, MAURO MARIA MARINO, SANNA, SOLIANI, VITALI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga delle disposizioni in materia di reclutamento

nelle università statali)

        1. All'articolo 1, comma 1-bis, del decreto-legge 1º novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1, le parole: ''31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti: ''31 dicembre 2011''».


1.0.19

CERUTI, MARIAPIA GARAVAGLIA, RUSCONI, BIANCO, MERCATALI, CECCANTI, VITTORIA FRANCO, MARCUCCI, PROCACCI, ANNA MARIA SERAFINI, VITA, ADAMO, ANDRIA, BASTICO, CARLONI, DE SENA, INCOSTANTE, LEGNINI, LIVI BACCI, IGNAZIO MARINO, MAURO MARIA MARINO, SANNA, SOLIANI, VITALI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga delle disposizioni in materia di reclutamento

dei ricercatori universitari)

        1. All'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 1º novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1, le parole: ''31 dicembre 2010'' sono sostituite daIIe seguenti: ''31 dicembre 2011''».


1.0.20

BASTICO, CERUTI, RUSCONI, BIANCO, MERCATALI, CECCANTI, VITTORIA FRANCO, MARIAPIA GARAVAGLIA, MARCUCCI, PROCACCI, ANNA MARIA SERAFINI, VITA, ADAMO, ANDRIA, CARLONI, DE SENA, INCOSTANTE, LEGNINI, LIVI BACCI, IGNAZIO MARINO, MAURO MARIA MARINO, SANNA, SOLIANI, VITALI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga delle disposizioni in materia di reclutamento

dei ricercatori universitari)

        1. Fino alla adozione dei regolamenti di cui all'articolo 18, comma 1, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 29, comma 2, della legge citata, si applicano le disposizioni di cui al comma 2.

        2. All'articolo 1 del decreto-legge 1º novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 4, primo periodo, le parole ''della prima e della seconda sessione 2008'' sono soppresse;

            b) al comma 5, primo periodo, le parole: ''e comunque fino al 31 dicembre 2010'' sono soppresse;

         c) all'articolo 12, comma 2, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n.  248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n.  31, le parole: ''fino al 31 dicembre 2009'' e le parole: ''entro il 30 novembre 2008'' sono soppresse».


1.0.21

RUSCONI, BIANCO, MERCATALI, CERUTI, VITTORIA FRANCO, MARIAPIA GARAVAGLIA, MARCUCCI, PROCACCI, ANNA MARIA SERAFINI, VITA, ADAMO, ANDRIA, BASTICO, CECCANTI, CARLONI, DE SENA, INCOSTANTE, LEGNINI, LIVI BACCI, IGNAZIO MARINO, MAURO MARIA MARINO, SANNA, SOLIANI, VITALI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Modifica alla legge 30 dicembre 2010, n. 240, in materia di contratti per i ricercatori a tempo determinato)

        1. All'articolo 24, comma 4, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ''Le università, in conformità a standard qualitativi individuati con apposito regolamento di ateneo, provvedono alla programmazione delle risorse necessarie fini dall'atto della stipula del primo contratto di durata triennale di cui al comma 3, lettera a)''.


1.0.22

RUSCONI, BASTICO, BIANCO, MERCATALI, CERUTI, VITTORIA FRANCO, MARIAPIA GARAVAGLIA, MARCUCCI, PROCACCI, ANNA MARIA SERAFINI, VITA, ADAMO, ANDRIA, CECCANTI, CARLONI, DE SENA, INCOSTANTE, LEGNINI, LIVI BACCI, IGNAZIO MARINO, MAURO MARIA MARINO, SANNA, SOLIANI, VITALI

APPROVATO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Modifica alla legge 30 dicembre 2010, n. 240, in materia di stato giuridico dei professori e dei ricercatori di ruolo)

        1. All'articolo 6 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, il comma 5 è abrogato».


1.0.23

VITA, ASCIUTTI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga degli effetti dell'articolo 2, comma 6, della legge 21 dicembre 1999, n.  508, in materia di alta formazione e specializzazione artistica e musicale)

        1. L'efficacia delle disposizioni di cui all'articolo 2, comma 6, della legge 21 dicembre 1999, n. 508, è prorogata per l'anno 2011».


1.0.24

ANTEZZA, CHIURAZZI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. L'efficacia delle disposizioni e i termini per la presentazione della domanda di sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese in difficoltà finanziaria, previsti in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 5, comma 3-quater, del decreto legge n. 78 del 2009, sono prorogati al 31 dicembre 2011».


1.0.25

PIGNEDOLI, MERCATALI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. All'articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 59 sono aggiunte le seguenti parole: ''ovvero per il rimborso alle imprese fornitrici degli oneri finanziari sostenuti per le operazioni di cessione effettuate ai sensi dell'articolo 9, comma 3-bis del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 e successive modifiche ed integrazioni'';

            b) al comma 60 sopprimere le parole: ''ed evidenziando un rapporto tra le spese per il personale e le entrate correnti inferiore alla media nazionale''».


1.0.26

LEGNINI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Contributo del Ministero dell'Interno agli istituiti di formazione

professionale per ciechi)

        1. Il contributo di cui alla legge 23 settembre 1993, n. 379, è erogato in parti uguali direttamente agli enti di formazione destinatari, con l'obbligo, per i medesimi, degli adempimenti di rendicontazione come previsti dall'articolo 2 della medesima legge».


1.0.27

MARIAPIA GARAVAGLIA, GRANAIOLA, RUSCONI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga degli accreditamenti provvisori alle aziende termali)

        ''1 Il termine di cui all'articolo 1, comma 796, lettera t), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è prorogato per le aziende termali, di cui all'articolo 3 della legge 24 ottobre 2000 n. 323, al 31 dicembre 2013''».


1.0.28

LEGNINI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga degli accreditamenti provvisori alle strutture

socio sanitarie private)

        1. Il termine di cui all'articolo 1, comma 796, lettera t), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è prorogato al 1º gennaio 2012».


1.0.29

LEGNINI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Le risorse del Fondo per l'adeguamento prezzi di cui all'articolo 1, comma 11, del decreto-legge 23 ottobre 2008, n. 162, coordinato con la legge di conversione 22 dicembre 2008, n. 201, che risultano ancora disponibili dopo l'assegnazione di risorse effettuata con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 30 settembre 2010 per le finalità di cui all'articolo 1, comma 10, del decreto-legge medesimo sono destinate al Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

        2. Nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, è istituito un fondo per la messa in sicurezza degli edifici scolastici al quale sono destinate le risorse di cui al comma 3. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti da emanare entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, vengono individuati gli interventi finanziati e le relative assegnazioni di risorse a valere sul fondo.

        3. A decorrere dall'anno 2011, con riferimento alle amministrazioni pubbliche inserite nel conto consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'ISTAT, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 1999, n. 196, a pena di configurazione di danno erariale a carico dei soggetti responsabili, l'uso delle autovetture in dotazione a ciascuna amministrazione è ammesso strettamente per esigenze di servizio ed è in ogni caso escluso per trasferimenti verso e dal luogo di lavoro. La presente disposizione non si applica alle autovetture assegnate, ai fini di tutela e sicurezza personale, a soggetti esposti a pericolo, ai sensi dell'articolo 7, comma 3, della legge 4 maggio 1988, n. 133. L'uso in via esclusiva delle autovetture di servizio è ammesso esclusivamente per i titolari delle seguenti cariche: a) Presidente del Consiglio dei Ministri e Vice Presidente del Consiglio dei Ministri; b) Ministri e Vice Ministri; c) Sottosegretari di Stato; d) Primo Presidente e Procuratore generale della Corte di cassazione e Presidente del tribunale superiore delle acque pubbliche, Presidente del Consiglio di Stato, Presidente e Procuratore generale della Corte dei conti, Avvocato generale dello Stato, Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidente del Consiglio di giustizia amministrativa della regione siciliana; e) Presidenti di Autorità indipendenti. Ai sensi dell'articolo 2, comma 122, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, tutti coloro che hanno ricoperto cariche pubbliche a qualsiasi titolo, e che sono cessati dalla carica, perdono il diritto all'uso dell'autovettura di Stato. Ciascuna amministrazione procede alla individuazione delle autovetture in esubero, ai fini della loro dismissione entro il 30 giugno 2011. Dalle disposizioni di cui al presente articolo comma devono derivare risparmi non inferiori a 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2011. ln caso di accertamento di minori economie rispetto agli obiettivi di cui al presente comma, si provvede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell'obiettivo di risparmio ad essa assegnato.»

 


1.0.30

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI, VITA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Limitatamente alle società pubbliche o a partecipazione mista pubblica e privata operanti nell'ambito del servizio idrico integrato, i termini di cui all'articolo 23, comma 8, lettere da a) ad e), del decreto-legge 25 giugno 2006, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono differiti, rispettivamente, di trentasei mesi.

        2. Al fine di razionalizzare e ottimizzare l'organizzazione delle spese e dei costi di funzionamento dei Ministeri, con regolamenti da emanare entro il 31 dicembre 2010, ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede alla rideterminazione delle strutture periferiche, prevedendo la loro riduzione e la loro ridefinizione, ove possibile, su base regionale o la riorganizzazione presso ie prefetture-uffici territoriali del Governo, ove risulti sostenibile e maggiormente funzionale sulla base dei princìpi di efficienza ed economicità a seguito di valutazione congiunta tra il Ministro competente, il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione ed il Ministro dell'interno, attraverso la realizzazione dell'esercizio unitario delle funzioni logistiche e strumentali, l'istituzione dei servizi comuni e l'utilizzazione in via prioritaria dei beni immobili di proprietà pubblica, in modo da assicurare la continuità dell'esercizio delle funzioni statali sul territorio. Dalle disposizioni di cui al presente comma devono derivare risparmi non inferiori a 250 milioni di euro a decorrere dall'anno 2011. I risparmi devono essere conseguiti dalle amministrazioni pubbliche ed in caso di accertamento di minori economie rispetto agli obiettivi di cui al comma 17, si prowede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell'obiettivo di risparmio ad essa assegnato».


1.0.31 (testo 2)

SANNA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

La compensazione sui consumi energetici non elettrici pari al differenziale di costo con il metano, di cui all'articolo 6, comma 2 della legge 31 marzo 1998, n. 73, è prorogata per le imprese manifatturiere localizzate nella regione Sardegna sino alla realizzazione del gasdotto GALSI, di cui all'accordo intergovernativo Italia-Algeria del 14 novembre 2007, e la sua interconnessione con la rete nazionale dei gasdotti. La misura si applica alle imprese che utilizzino olio combustibile, gas propano liquido o altri derivati dal petrolio per il ciclo produttivo e che si impegnino entro il medesimo termine alla conversione a metano o a carbone dei propri impianti di generazione termica. La compensazione, riconosciuta a fronte di consumi energetici non elettrici, è pari al differenziale dei costi sostenuti in impianti di eguale potenza e tiene conto sia dei rendimenti termici, sia del potenziale di cogenerazione elettrica. Entro trenta giorni dalla entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto non regolamentare, ridetermina le modalità attuative della misura in armonia con le disposizioni dell'Unione europea in materia di energia e di concorrenza.

Gli oneri derivanti dalla compensazione della spesa di cui al comma 1 sono inclusi tra gli oneri generali afferenti al sistema gas. Per la copertura dei suddetti oneri, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas istituisce una apposita componente tariffaria applicata alla generalità dell'utenza, che alimenterà un conto gestito dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico, secondo gli indirizzi della medesima Autorità, ai fini del conguaglio nei confronti dei soggetti che erogano le compensazioni ai clienti di cui al comma 1.


1.0.31

SANNA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Entro i termini di realizzazione del gasdotto GALSI e della sua interconnessione con la rete nazionale dei gasdotti, alle imprese manifatturiere localizzate nella regione Sardegna che utilizzino olio combustibile, gas propano liquido o altri derivati dal petrolio per il ciclo produttivo e che si impegnino entro il medesimo termine alla conversione a metano dei propri impianti di generazione termica, è riconosciuta una compensazione sui consumi energetici non elettrici pari al differenziale di costo con il metano. La determinazione della compensazione tiene conto dei rendimenti termici e della riduzione dei costi complessivi di produzione ottenibili con l'utilizzo del metano, considerando anche il potenziale di cogenerazione elettrica.

        2. Entro trenta giorni dalla entrata in vigore della presente legge, il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto non regolamentare, ne determina le modalità attuative in armonia con le disposizioni dell'Unione europea in materia di energia e di concorrenza.

        3. Gli oneri derivanti dalla compensazione della spesa di cui al comma 1 sono inclusi tra gli oneri generali afferenti al sistema gas. Per la copertura dei suddetti oneri, l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas istituisce una apposita componente tariffaria applicata alla generalità dell'utenza, che alimenterà un conto gestito dalla Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico, secondo gli indirizzi della medesima Autorità, ai fini del conguaglio nei confronti dei soggetti che erogano le compensazioni ai clienti di cui al comma 1».


1.0.32

FERRANTE, DELLA SETA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. L'articolo 1-quater del decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105, è sostituito dal seguente:

        ''Art. 1-quater. - (Disposizioni regionali di semplificazione amministrativa per la realizzazione di impianti di energia elettrica da fonti rinnovabili) – 1. Sono fatti salvi gli effetti delle disposizioni di semplificazione amministrativa che prevedono la relazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili come attività libera o tramite la presentazione di DIA, contenute nella legge regionale Puglia 21 ottobre 2008, n. 31, articolo 3, nella legge regionale Calabria 29 dicembre 2008, n. 42, Allegato sub 1, punto 2.3, della legge regionale Molise 7 agosto 2009, n. 22, articolo 3, comma 1, della legge regionale Toscana 24 febbraio 2005, n. 39, articolo 16, comma 3, lettera f), e articolo 17, comma 1-quater, a condizione che i lavori per la realizzazione di detti impianti siano comunque iniziati prima del 31 dicembre 2010 e siano ultimati entro il 30 giugno 2011».


1.0.33

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. All'articolo 13, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modincazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, primo periodo, dopo le parole: ''per lo svolgimento esternalizzato di funzioni amministrative di loro competenza'' sono inserite le seguenti: ''nonché con esclusione delle società, sotto qualsiasi forma costituite, aventi quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo svolgimento di attività di servizi legati al campo della ricerca, dello sviluppo e del trasferimento dell'innovazione'';

            b) al comma 3, primo periodo, le parole: ''quarantadue mesi'' sono sostituite con le seguenti: ''31 dicembre 2014''».


1.0.34

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. All'articolo 13, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e successive modificazioni, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

        ''5. Le società, sotto qualsiasi forma costituite, aventi quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo svolgimento di attività di servizi legati al campo della ricerca, dello sviluppo e del trasferimento dell'innovazione sono escluse dall'applicazione del presente articolo fino al31 dicembre 2014''».


1.0.35

FIRRARELLO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroghe di termini in materia di finanziamento degli incentivi

alle attività produttive)

        1. Le iniziative agevolate frnanziate a valere sul decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, recante rifrnanziamento della legge 1º marzo 1986, n. 64, recante disciplina organica dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 1992, n. 448, e successive modificazioni ed integrazioni, non ancora completate alla data di scadenza delle proroghe concesse ai sensi della vigente normativa e che, alla medesima data, risultino realizzate in misura non inferiore al 50 per cento degli investimenti ammessi, possono essere completate entro il 31 dicembre 2011, nel rispetto dei limiti di spesa previsti e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. La relativa rendicontazione è completata entro i sei mesi successivi».


1.0.36

FIRRARELLO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

    «Art. 1-bis.

(Regolarizzazione dei versamenti nella Provincia di Catania)

        1. Per l'attuazione delle disposizioni previste all'articolo 1, comma 1011, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, come modificato dall'articolo 36-bis, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, ai soggetti interessati si applica un moltiplicatore fisso pari allo 0,15 sul residuo debito».


1.0.37

FIRRARELLO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Eventi sismici nella Provincia di Catania)

        1. Le concessioni-contratto rilasciate da Enti pubblici nell'interesse di operatori economici le cui strutture siano state danneggiate dai fenomeni vulcanici del monte Etna verificatesi nell'ottobre 2002, in corso alla data 27 ottobre 2002, sono prorogate, alle medesime condizioni, per un periodo uguale alla durata dello stato di emergenza. Per quelle stipulate nel periodo emergenziale i termini di durata decorrono dalla scadenza dello stato di emergenza, previa rivalutazione dei canoni e/o corrispettivi secondo l'indice di rivalutazione ISTAT, da intendersi come la variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.».


1.0.38

BIANCO, VIZZINI

APPROVATO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga delle concessioni-contratto per gli operatori economici

danneggiati dai fenomeni vulcanici del monte Etna)

        1. Le concessioni contratto rilasciate da enti pubblici nell'interesse di operatori economici le cui strutture siano state danneggiate dai fenomeni vulcanici del monte Etna verificatisi nel luglio 2001 e nell'ottobre 2002, in corso alla data del 27 ottobre 2002, sono prorogate, alle medesime condizioni, per un periodo uguale alla durata dello stato di emergenza; per le concessioni contratto stipulate nel periodo emergenziale i termini di durata decorrono dalla scadenza dello stato di emergenza, previa rivalutazione dei canoni e dei corrispettivi secondo l'indice di rivalutazione ISTAT, relativo alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati».


1.0.39

LI GOTTI, BELISARIO, PARDI, MASCITELLI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Ulteriore proroga non onerosa di termine in scadenza)

        1. Al comma 1 dell'articolo 24 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, ''Attuazione dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali'', sostituire le parole: ''dodici mesi'' con le seguenti: ''ventiquattro mesi''».


1.0.40

BENEDETTI VALENTINI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. I giudici di pace immessi nelle funzioni giurisdizionali nell'anno 1995 il cui mandato scade il 31 dicembre 2010, per i quali non è consentita un'ulteriore conferma secondo quanto previsto dall'articolo 7, comma 1, della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, sono ulteriormente prorogati nell'esercizio delle rispettive funzioni definitivamente fino alla data del 31 dicembre 2012».


1.0.41

BIANCO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Operativiià delle squadre di soccorso del Corpo nazionale

dei vigili del fuoco)

        1. Al fine di salvaguardare la piena operatività del sistema nazionale di soccorso tecnico urgente, assicurato dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, alla copertura dei posti disponibili per il periodo dal 31 dicembre 2009, nella qualifica di capo squadra del ruolo dei capi squadra e dei capi reparto, si provvede esclusivamente con le procedure di cui all'articolo 12, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, attraverso una o più procedure straordinarie. Analogamente, alla copertura dei posti da conferire allo gennaio 2008 nella qualifica di capo reparto del ruolo dei capi squadra e capi reparto, si provvede esclusivamente con le procedure di cui all'articolo 16, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217.

        2. Le procedure di cui al comma 1 del presente articolo si applicano anche alla copertura dei posti che si renderanno disponibili entro il 31 dicembre 2010 nella qualifica di capo squadra ed entro il 1º gennaio 2010 nella qualifica di capo reparto, ivi compresi, in ragione dell'unitarietà della dotazione organica complessiva del ruolo quelli derivanti dall'avvio, delle procedure concorsuali a capo reparto. Resta fermo che le procedure straordinarie di cui al presente articolo dovranno comunque assicurare prioritariamente la copertura dei posti relativi alla qualifica di capo squadra».


1.0.42

BIANCO, BASTICO, ROILO, MERCATALI, ADAMO, ADRAGNA, BLAZINA, CECCANTI, DE SENA, GHEDINI, INCOSTANTE, LEGNINI, NEROZZI, MAURO MARIA MARINO, PASSONI, SANNA, VITALI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga delle graduatorie Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco)

        1. L'efficacia della graduatorie degli idonei di cui al decreto del Ministro dell'interno n. 1996 del 2008 relative al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, ai sensi dell'articolo 1, commi 519 e 526 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è prorogata fino ai 31 dicembre 2011».


1.0.43

MASCITELLI, CARLINO, PARDI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Ulteriore proroga non onerosa di termine in scadenza)

        1. Sono prorogate al 31 dicembre 2011 le graduatorie degli idonei di cui al decreto del Ministero dell'interno n. 1996 del 28 aprile 2008 relative al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco formate ai sensi dell'articolo 1, commi 519 e 526 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni».


1.0.44

RUSCONI, MARIAPIA GARAVAGLIA, CERUTI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. L'articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si interpreta nel senso che nelle operazioni di integrazione e di aggiornamento delle graduatorie permanenti di cui all'articolo 1 del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, è consentito ai docenti che ne fanno esplicita richiesta, oltre che la permanenza nella provincia prescelta in occasione dell'aggiornamento delle suddette graduatorie per il biennio scolastico 2007-2008 e 2008-2009 di essere inseriti anche nelle graduatorie di altre province dopo l'ultima posizione di III fascia nelle graduatorie medesime. Il decreto con il quale il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca dispone l'integrazione e l'aggiornamento delle predette graduatorie per il biennio scolastico 2011-2012 e 2012-2013, in ottemperanza a quanto previsto dall'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, è improntato al principio del riconoscimento del diritto di ciascun candidato al trasferimento dalla provincia prescelta in occasione dell'integrazione e dell'aggiornamento per il biennio scolastico 2007-2008 e 2008-2009 ad un'altra provincia di sua scelta, con il riconoscimento del punteggio e della conseguente posizione di graduatoria».


1.0.45 (testo 2)

PITTONI, MURA, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Graduatorie ad esaurimento)

        1. L'aggiornamento e l'integrazione delle graduatorie provinciali di cui alla legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 605, lettera c), da effettuarsi per il biennio 2011/2012 – 2012/2013 ai sensi dell'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, è effettuato per il biennio 2012/2013 – 2013/2014.».


1.0.45

PITTONI, MURA, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Graduatorie ad esaurimento)

        1. Le graduatorie provinciali previste dall'articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, vigenti per il biennio 2009/2010 – 2010/2011 sono prorogate per l'anno scolastico 2011/2012. Conseguentemente all'articolo 1, comma 4-ter, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2009, n. 167, le parole: ''per il biennio scolastico 2011/2012 – 2012/2013'' sono sostituite dalle seguenti: ''per il biennio scolastico 2012/2013 – 2013/2014''».


1.0.45 (testo 3)

PITTONI, MURA, MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Graduatorie ad esaurimento)

        1. Il termine di efficacia delle graduatorie provinciali previste dall'articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, risultanti dalle operazioni di integrazione e aggiornamento previste dal decreto legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, è prorogato fino al 31 agosto 2012, al fine di consentire la definizione della nuova disciplina legislativa del reclutamento. Sono fatti salvi gli adempimenti conseguenti alla sentenza della Corte costituzionale che dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 4-ter, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n.167.

        2. A decorrere dall'anno scolastico 2011/2012 l'inserimento nella prima fascia delle graduatorie di istituto, previsto dall'articolo 4 della legge 3 maggio 1999, n. 124, è consentito esclusivamente a coloro che sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento della provincia in cui ha sede l'istituzione scolastica richiesta.».


1.0.46

FIRRARELLO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Procedure di nomina in ruolo del personale docente)

        1. All'articolo 36, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti, convertito dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, le parole: ''entro il termine di presentazione delle domande di partecipazione ai suddetti corsi speciali'' sono sostituite dalle seguenti: ''entro la data di svolgimento della prova finale dei suddetti corsi speciali''».


1.0.47

MONGIELLO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Graduatorie permanenti di alcuni categorie di insegnanti)

        «1. All'articolo 5-bis, commi 1 e 3, del decreto-legge n. 137 del 2008, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, dopo le parole: ''2007/2008'', ovunque ricorrano, inserire le seguenti: ''2008/2009''».


1.0.48

PITTONI, MASSIMO GARAVAGLIA, VACCARI, BODEGA, VALLI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. l-bis.

(Proroga della validità al corso-concorso a dirigente scolastico indetto con delibera della giunta provinciale di Trento n. 2454 del 16 ottobre 2009 dell'articolo 1 comma 605, lettera c) e del comma 619 della 1egge n.296 del 2006)

        1. I candidati che hanno partecipato al concorso indetto dalla provincia autonoma di Trento con deliberazione della giunta provinciale n. 2454 del 16 ottobre 2009, superato le prove e svolto il prescritto periodo di formazione, ma non ancora nominati per mancanza di posti, possono partecipare a domanda al movimento interregionale di cui alla legge n. 31 del 2008.

        Previa frequenza di apposito corso intensivo di formazione indetto dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca possono, altresì, partecipare a domanda al movimento interregionale i candidati che hanno partecipato al medesimo concorso e superato le prove di esame senza collocarsi in posizione utile per essere ammessi al corso intensivo di formazione.

        2. Coloro i quali ai sensi del comma 1 sono ammessi al movimento interregionale di cui alla legge n. 31 del 2008 sono nominati sui posti vacanti e disponibili all'esito delle nomine effettuate utilizzando le graduatorie ad esaurimento dei concorsi espletati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e nei limiti delle immissioni in ruolo autorizzate dal Ministero dell'economia e delle finanze».


1.0.49

SALTAMARTINI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Nelle istituzioni di alta formazione artistica e musicale di cui all'articolo 2 della legge 21 dicemcbre 1999, n. 508, gli incarichi per lo svolgimento delle funzioni di Presidente, direttore, componente del Consiglio accademico e del Consiglio di amministrazione, già svolti o in corso di svolgimento, non sono computati ai fini del limite temporale previsto dall'articolo 4, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 132 del 2003, fino alla completa attuazione della riforma – di cui alla Legge sopra richiamata – con l'adozione del regolamento sulla programmazione e sviluppo del sistema didattico artistico e sul reclutamento del personale».


1.0.50

BALDASSARRI, SAIA, VIESPOLI, VALDITARA, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MENARDI, PONTONE, PISTORIO, D'ALIA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Procedure stabilizzazione personale)

        1. Le graduatorie di cui all'articolo 2-bis della legge 4 giugno 2004, n. 143, sono trasformate in graduatorie ad esaurimento ai fini del conferimento di incarichi di insegnamento a tempo indeterminato e determinato presso le Istituzioni di cui all'articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca è autorizzato a stipulare contratti a tempo indeterminato, per la copertura dei posti annualmente disponibili e vacanti della dotazione organica, con coloro che, inseriti nelle predette graduatorie, abbiano maturato almeno tre anni di incarico annuale di insegnamento nelle predette Istituzioni.

        2. Le assunzioni a tempo indeterminato di cui al comma precedente sono soggette al regime autorizzatorio di cui all'articolo 39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.

        3. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche agli Istituti musicali pareggiati previa delibera degli organi di gestione nei limiti delle disponibilità di bilancio.

        4. Le Istituzioni statali di cui alla citata legge n. 508 del 1999 sono autorizzate a trasformare a tempo indeterminato i rapporti di lavoro del personale tecnico amministrativo assunto, con contratto a tempo determinato, a seguito di procedure concorsuali pubbliche, per un contingente complessivo non superiore a 340 unità, sui posti vacanti e disponibili certificati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca entro il limite della dotazione organica. Per le modalità di reclutamento si applicano i princìpi di cui all'articolo 1-quater del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito nella legge 3 febbraio 2006 n. 27».


1.0.51

VITA, BASTICO, RUSCONI, BIANCO, MERCATALI, CERUTI, VITTORIA FRANCO, FIORONI, MARIAPIA GARAVAGLIA, LEGNINI, MARCUCCI, PROCACCI, ANNA MARIA SERAFINI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga delle graduatorie esaurimento per i docenti abilitati)

        1. All'articolo 5-bis del decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al comma 1, dopo le parole: ''il biennio 2009/2010'' e ''nell'anno accademico 2007/2008'' sono aggiunte, rispettivamente, le seguenti parole: ''e successivi'';

            b) al comma 2, dopo le parole: ''il primo corso biennale'' sono aggiunte le seguenti parole: ''e successivi'';

            c) al comma 3, dopo le parole: ''nell'anno accademico 2007/2008'' sono aggiunte le parole: ''e successivi''».


1.0.52

RUSCONI, BIANCO, MERCATALI, BASTICO, CERUTI, VITTORIA FRANCO, MARIAPIA GARAVAGLIA, LEGNINI, MARCUCCI, PROCACCI, ANNA MARIA SERAFINI, VITA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga delle graduatorie per i passaggi di profilo del personale ATA)

        1. Il periodo di validità delle graduatorie per i passaggi di profilo del personale ATA della Scuola Statale, costituite ai sensi del DDG 979 del 28 gennaio 2010, è prorogato ail'anno scolastico 2011/2012. Le disponibilità per le procedure di mobilità e del personale ammesso a partecipare ai corsi di formazione previste dall'articolo 2 del suddetto DDG 979 del 28 gennaio 2010 sono rideterminate sulla base delle immissioni in ruolo di personale ATA autorizzate per l'anno scolastico 2011/2012».


1.0.53

VITTORIA FRANCO, RUSCONI, BASTICO, MERCATALI, CERUTI, MARIAPIA GARAVAGLIA, MARCUCCI, PROCACCI, ANNA MARIA SERAFINI, VITA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Libri di testo)

        1. All'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, il secondo periodo è sostituito dal seguente: ''L'adozione dei libri di testo avviene nella scuola primaria con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio, e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni, salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, connesse con la modifica di ordinamenti scolastici ovvero con la scelta di testi in formato misto o scaricabili da internet e salva la possibilità, per ciascuna istituzione scolastica, di cambiare, in ogni anno scolastico, fino ad un massimo di un quinto dei testi adottati dopo l'entrata in vigore della presente legge, escludendo dalla base di conteggio i seguiti dei corsi pluriannuali''».


1.0.54

ANNA MARIA SERAFINI, VITTORIA FRANCO, RUSCONI, MERCATALI, BASTICO, CERUTI, MARIAPIA GARAVAGLIA, MARCUCCI, PROCACCI, VITA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Libri di testo)

        1. Le disposizioni di cui all'articolo 5 del decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, in materia di adozione dei libri di testo, non si applicano per l'anno scolastico 2011-2012».


1.0.55

SCARPA BONAZZA BUORA, SANCIU, PICCIONI, ALLEGRINI, COMINCIOLI, FASANO, MAZZARACCHIO, NESPOLI, SANTINI, ZANOLETTI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga e ridefinizione del Programma Nazionale triennale della Pesca)

        1. Il termine del Programma Nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, adottato con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 3 agosto 2007, è prorogato al 31 dicembre 2011.

        2. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sentita la Commissione consultiva centrale della pesca e dell'acquicoltura, adotta il ''Programma nazionale triennale della pesca'', di seguito denominato Programma nazionale, contenente gli interventi di esclusiva competenza nazionale indirizzati alla tutela dell'ecosistema marino e della concorrenza e competitività delle imprese di pesca nazionali, nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione ed in coerenza con la normativa comunitaria.

        3. Sono destinatari degli interventi del Programma nazionale gli imprenditori ittici di cui agli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, i soggetti individuati in relazione ai singoli interventi previsti dal Programma nazionale e, relativamente alle iniziative di cui agli articoli 16, 17 e 18 del predetto decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, le associazioni nazionali riconosciute delle cooperative della pesca, le associazioni nazionali delle imprese di pesca con rappresentanza diretta nel CNEL, le associazioni nazionali delle imprese di acquicoltura e le organizzazioni sindacali nazionali stipulanti il Contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento nel settore della pesca e gli enti bilaterali previsti da tale CCNL di riferimento del settore, i consorzi riconosciuti ed i soggetti individuati in relazione ai singoli interventi previsti dal Programma nazionale.

        4. Gli uffici della Direzione Generale della Pesca e dell'Acquicoltura provvedono ad informare, con cadenza annuale, la Commissione Consultiva Centrale circa l'andamento del Programma nazionale, fornendo altresì un quadro complessivo dei risultati raggiunti.

        5. Sono abrogati gli articoli 2, 4, 5 e 19 del decreto legislativo 26 maggio 2004, n.154».


1.0.55 (testo 2)

SCARPA BONAZZA BUORA, SANCIU, PICCIONI, ALLEGRINI, COMINCIOLI, FASANO, MAZZARACCHIO, NESPOLI, SANTINI, ZANOLETTI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga e ridefinizione del Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura)

        1. Il termine di validità del Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, adottato con decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali 3 agosto 2007, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre 2007, è prorogato al 31 dicembre 2011.

        2. Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, sentita la Commissione consultiva centrale per la pesca e l'acquicoltura, adotta il ''Programma nazionale triennale della pesca'', di seguito denominato Programma nazionale, contenente gli interventi di esclusiva competenza nazionale indirizzati alla tutela dell'ecosistema marino e della concorrenza e competitività delle imprese di pesca nazionali, nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione ed in coerenza con la normativa comunitaria.

        3. Sono destinatari degli interventi del Programma nazionale gli imprenditori ittici di cui agli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 226, e successive modificazioni, i soggetti individuati in relazione ai singoli interventi previsti dal Programma nazionale e, relativamente alle iniziative di cui agli articoli 16, 17 e 18 del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, le associazioni nazionali riconosciute delle cooperative della pesca, le associazioni nazionali delle imprese di pesca con rappresentanza diretta nel CNEL, le associazioni nazionali delle imprese di acquacoltura e le organizzazioni sindacali nazionali stipulanti il Contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento nel settore della pesca e gli enti bilaterali previsti da tale CCNL di riferimento del settore, i consorzi riconosciuti ed i soggetti individuati in relazione ai singoli interventi previsti dal Programma nazionale.

        4. Gli uffici della Direzione generale della pesca marittima e dell'acquacoltura provvedono ad informare, con cadenza annuale, la Commissione consultiva centrale circa l'andamento del Programma nazionale, fornendo altresì un quadro complessivo dei risultati raggiunti.

        5. Sono abrogati gli articoli 2, 4, 5 e 19 del decreto legislativo 26 maggio 2004, n.154.

        6. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.».

 

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 1, alla tabella 1 allegata, sopprimere la seguente voce: "Termine: 31 dicembre 2010. Fonte normativa: Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, adottato con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 3 agosto 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre 2007, nei limiti delle risorse disponibili di cui all'articolo 1, comma 1, della legge 8 agosto 1991, n. 267".


1.0.56

SCARPA BONAZZA BUORA, SANCIU, PICCIONI, ALLEGRINI, COMINCIOLI, FASANO, MAZZARACCHIO, NESPOLI, SANTINI, ZANOLETTI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Iscrizione nel Registro Internazionale in favore delle navi da pesca)

        1. Possono essere iscritte nel Registro internazionale di cui all'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, e successive modificazioni, ed essere assoggettate alla relativa disciplina, le navi da pesca con scafo di lunghezza superiore a 24 metri fuori tutto».


1.0.57

GRILLO, CAMBER, BORNACIN, GALLO, ZANETTA, CICOLANI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. L'articolo 157, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1986, n. 917, non si applica nel caso in cui l'omesso versamento dell'importo annuo ai sensi dell'articolo 7, comma 3, del decreto ministeriale 23 giugno 2005, è inferiore al dieci per cento di quanto dovuto e, in ogni caso, non superiore all'importo di euro diecimila. Sull'importo dell'omesso versamento si applica la sanzione del cinquanta per cento.

        2. Le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 sono adottate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.

        3. È, in ogni caso, possibile regolarizzare l'omesso versamento, totale o parziale, dell'importo annuo ai sensi dell'articolo 7, comma 3, del decreto ministeriale 23 giugno 2005, sempre che la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento, entro un anno dal termine fissato dall'articolo 2, comma 2, del decreto ministeriale 17 dicembre 2008. Sull'importo del versamento omesso si applica la sanzione del venti per cento. Il pagamento della sanzione deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del versamento dovuto, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

        4. Le disposizioni di cui ai commi precedenti, si applicano ai versamenti dovuti a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge.

        5. Gli omessi o tardivi versamenti alla data di entrata in vigore della presente legge possono essere regolarizzati entro novanta giorni dalla medesima data con la modalità di cui al comma 3».


1.0.58

LAURO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. All'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, recante «Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto», dopo la lettera d) del sesto comma è inserita la seguente lettera:

        ''e) alle cessioni effettuate fino al 30 giugno 2015 di quote di emissione di cui all'articolo 3, comma primo, lettera p), del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216 e alle cessioni di unità del monte-emissioni assegnato, di unità di rimozione delle emissioni, di unità di riduzione delle emissioni certificate e di unità di riduzione delle emissioni, di cui ali 'articolo 3, comma 1, lettere e-bis) n. e n. 2, q) ed u), del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, nonché di ogni altra unità che possa essere utilizzata dai gestori per conformarsi alla direttiva 2003/87/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003''.

        2. All'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, recante «Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto», dopo la lettera e) del sesto comma sono inserite le seguenti lettere:

        ''f) alle cessioni di diritti di cui all'articolo Il, comma 3, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, rilasciati nell'ambito dell'applicazione delle direttive di cui al comma 5 dell'articolo 11 del medesimo decreto legislativo;

        g) alle cessioni dei titoli di efficienza energetica di cui all'articolo 10 del decreto del Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, del 20 luglio 2004 recante «Nuova individuazione degli obiettivi quantitativi per l'incremento dell'efficienza energetica negli usi finali di energia, ai sensi dell'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79» e di cui all'articolo 10 del decreto del Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, del 20 luglio 2004 recante «Nuova individuazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili, di cui all'articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164''.

        3. L'efficacia delle disposizioni di cui al comma 2 è subordinata al parere delle competenti commissioni parlamentari e alla preventiva autorizzazione da parte del Consiglio dell'Unione europea ai sensi dell'articolo 395 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006».


1.0.59 (testo 2)

D'ALIA, BIANCHI, GUSTAVINO, GIAI, GALIOTO, POLI BORTONE, SBARBATI, SERRA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Programmi integrati di cui all'articolo 18 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n.  203)

        1. Il termine ultimo di cui all'articolo 4, comma 150, della legge 24 dicembre 2003 n. 350, successivamente prorogato al 31 dicembre 2007 dall'articolo 13 del decreto-legge 30 dicembre 2005 n. 273, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2006 n. 51, è ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2012.

        2. Gli interventi edilizi di cui all'articolo 18 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, per i quali sia stato già stipulato e ratificato l'Accordo di Programma entro il 31 dicembre 2007, ai sensi dell'articolo 13 della legge 28 febbraio 2006 n. 51, possono essere realizzati anche in altro ambito territoriale regionale su iniziativa degli Enti Locali competenti. In tal caso sarà necessario procedere alla modifica e/o integrazione dell'accordo di programma già sottoscritto.

        3. Ai conseguenti oneri, valutati in 400 milioni di euro a decorrere dall'anno 2011 si provvede mediante corrispondente riduzione proporzionale in maniera lineare fino al 10 per cento a decorrere dall'anno 2011 di tutte le dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della legge 13 dicembre 2010, n. 220, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili.


1.0.59

D'ALIA, BIANCHI, GUSTAVINO, GIAI, GALIOTO, POLI BORTONE, SBARBATI, SERRA, PISTORIO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Programmi Integrati di cui all'articolo 18 del decreto-legge 13 maggio 1991 n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991 n. 203)

        I programmi di cui all'articolo 18 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, per i quali sia stato già stipulato e ratificato l'Accordo di programma entro il 31 dicembre 2007, ai sensi dell'articolo 13 della legge 28 febbraio 2006 n. 51, possono essere rilocalizzati su iniziativa degli Enti locali competenti. A tal fine, il termine ultimo di cui all'articolo 4, comma 150, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e successive modificazioni ed integrazioni, per la stipula e la ratifica degli accordi di programma di cui all'articolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è fissato al 31 dicembre 2012».


1.0.60

VITALI, MERCATALI, BARBOLINI, BERTUZZI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Il comma 7 dell'articolo 1 del decreto legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, è abrogato.

        2. Il comma 30 dell'articolo 77-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito con modificazione dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133 è abrogato.

        3. Il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, fissa con apposito decreto il livello programmato di pressione fiscale per ogni livello di governo, anche diversificandone la dinamica in ragione dello stato del prelievo fiscale di ogni singolo ente».


1.0.61

BIANCO, CHITI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga e conferma della vigenza del regime fiscale per la gestione

dei rifiuti urbani)

        1. All'articolo 195, comma 2, lettera e), secondo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, le parole: «entro due anni» sono sostituite dalle seguenti: «dal 1º gennaio dell'anno successivo all'emanazione del decreto ministeriale di cui alla presente lettera».

        2. All'articolo 195, comma 2, lettera e), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e per l'applicazione delle disposizioni di cui alla presente lettera».

        3. Fino all'emanazione del regolamento di cui all'articolo 238, comma 6, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è prorogato il regime di prelievo sui rifiuti, come deliberato dal comune alla data di entrata in vigore del presente decreto legge, ferma restando la facoltà del comune stesso di adottare la tariffa di cui al medesimo articolo 238.

        4. Al comma 2-ter dell'articolo 11 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195 le parole: «31 dicembre 2010» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2011».

        5. Al comma 5-bis, dell'articolo 11 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195 le parole: «Per l'anno 2010», sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2010 e 2011»; le parole: «30 settembre 2010» sono sostituite dalle seguenti: «30 settembre 2011»; le parole: «per l'anno 2010» sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2010 e 2011».


1.0.62

BIANCO, CHITI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga e conferma della vigenza del regime fiscale per la gestione

dei rifiuti urbani)

        1. All'articolo 195, comma 2, lettera e), secondo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, le parole: «entro due anni» sono sostituite dalle seguenti: «dal 1º gennaio dell'anno successivo all'emanazione del decreto ministeriale di cui alla presente lettera».

        2. All'articolo 195, comma 2, alla fine della lettera e), sono inserite le seguenti parole: «e per l'applicazione delle disposizioni di cui alla presente lettera».

        3. Fino all'emanazione del regolamento di cui all'articolo 238, comma 6, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è prorogato il regime di prelievo sui rifiuti, come deliberato dal comune alla data di entrata in vigore del presente decreto legge, ferma restando la facoltà del comune stesso di adottare la tariffa di cui al medesimo articolo 238.

        4. Al comma 2-ter dell'articolo 11 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195 le parole: «31 dicembre 2010» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2011».

        5. Al comma 5-bis, dell'articolo 11 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195 le parole: «Per l'anno 2010», le parole: «30 settembre 2010» e le parole: «per l'anno 2010» sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: « Per gli anni 2010 e 2011», «30 settembre 2011» e «per gli anni 2010 e 2011».


1.0.63

BRUNO, MILANA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga termini in materia di federalismo municipale)

        1. L'entrata in vigore delle disposizioni in materia di federalismo municipale previste in attuazione degli articoli 2, 11, 12, 21 e 26 della legge 5 maggio 2009, n. 42 è prorogata di sei mesi».


1.0.64

BASTICO, BERTUZZI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Circoscrizioni di decentramento comunale)

        1. L'efficacia delle disposizioni di cui all'articolo 2, comma 186, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, la lettera b) è sospesa fino al 31 dicembre 2013«.


1.0.65

BRUNO, MILANA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga termini in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province)

        1. L'entrata in vigore delle disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario previste in attuazione degli articoli 2, 7, 9 e 10 dalla legge 5 maggio 2009, n. 42 è prorogata di sei mesi.


1.0.66

VICARI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Obblighi di pubblicità, per gli enti locali, in tema di punti di accesso liberi alla rete internet)

        1. All'articolo 54, comma 1, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dopo la lettera g-bis), è aggiunta la seguente:

        «g-ter) per gli enti locali, l'elenco e l'ubicazione delle postazioni predisposte per l'accesso libero alla tecnologia wi.fi. in rete».

        2. La disposizione di cui alla lettera g-ter) dell'articolo 54, comma 1 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, introdotto dal comma 1 del presente articolo, si applica a decorrere dal termine di proroga fissato dall'articolo 1, comma 1 del presente decreto-legge, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».


1.0.67

ZANETTA

APPROVATO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Agenzia Torino 2006 – Proroga dell'attività commissariale)

        1. Il termine di cui all'articolo 3, comma 25, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è prorogato fino alla completa definizione delle attività residue affidate al commissario liquidatore e comunque non oltre il 31 dicembre 2014. Conseguentemente alla tabella 1 di cui all'articolo 1,comma l,del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, sono abrogate le parole «articolo 3, comma 25, della legge 24 dicembre 2007, n. 244».


1.0.68

BOLDI

IDENTICO A 1.0.67

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Agenzia Torino 2006 – Proroga dell'attività commissariale)

        1. Il termine di cui all'articolo 3, comma 25, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è prorogato fino alla completa definizione delle attività residue affidate al commissario liquidatore e comunque non oltre il 31 dicembre 2014. Conseguentemente alla tabella 1 di cui all'articolo 1,comma 1, del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, sono abrogate le parole: ''articolo 3, comma 25, della legge 24 dicembre 2007, n. 244''».


1.0.69

VITTORIA FRANCO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Il disposto dell'articolo 9, comma 31, penultimo capoverso, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, articolo 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, non si applica al personale delle amministrazioni pubbliche, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, incluse le autorità indipendenti, che abbia richiesto il trattenimento in servizio entro la data del 30 maggio 2010, nel rispetto delle condizioni e delle procedure previste dai commi da 7 a 10 dell'art. 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133».


1.0.70

INCOSTANTE, BLAZINA, GHEDINI, ROILO, BIANCO, MERCATALI, ADAMO, ADRAGNA, BASTICO, CECCANTI, DE SENA, ICHINO, LEGNINI, NEROZZI, MAURO MARIA MARINO, PASSONI, SANNA, TREU, VITALI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga dei termini per le stabilizzazioni e le assunzioni di personale

a tempo indeterminato e dlrefficacia delle graduatorie

dei concorsi pubblici)

        1-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 17, commi 15, 16 e 17 del decreto-legge 1º luglio 2009, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102; all'articolo 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e articolo 66, commi 9-bis e 14 e del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; articolo 66, comma 13, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; all'articolo 17 comma 19, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, sono prorogate al 31 dicembre 2011».

        Conseguentemente, all'allegato 1 sopprimere la voce:

TERMINEFONTE NORMATIVA31 dicembre 2010articolo 17, commi 15, 16 e 17 del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009 n. 102

articolo 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni e articolo 66, commi 9-bis e 14 e del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive modificazioni

articolo 66, comma 13, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive modificazioni

articolo 17, comma 19, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102


1.0.71

D'ALIA, BIANCHI, GUSTAVINO, GIAI, GALIOTO, POLI BORTONE, SBARBATI, SERRA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. All'art. 7, comma 20, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono apportate le seguenti modificazioni:

        a) al primo periodo, dopo le parole: ''sono trasferiti'' aggiungere le seguenti: '',ai sensi dell'art. 2112, comma 1, c.c.,'';

        b) dopo il terzo periodo è aggiunto il seguente: ''Ai dipendenti trasferiti deve essere comunque riconosciuta l'anzianità di servizio maturata presso l'ente di provenienza''.

        2. Le dotazioni di parte corrente, relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della legge 13 dicembre 2010, n. 220, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili, sono proporzionalmente ridotte in maniera lineare per un importo pari a 200 milioni di euro a decorrere dall'anno 2011».


1.0.72

CECCANTI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. All'articolo 7, comma 20 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono apportate le seguenti modificazioni:

        a) al primo periodo, dopo le parole: ''i compiti e le attribuzioni esercitati sono trasferiti''» sono inserite le seguenti: ''ai sensi dell'articolo 2112, comma 1 del codice civile,'';

        b) dopo il terzo periodo, è inserito il seguente: ''Ai dipendenti trasferiti deve essere comunque riconosciuta l'anzianità di servizio maturata presso l'ente di provenienza''».


1.0.73

MASSIMO GARAVAGLIA, BODEGA, VACCARI, VALLI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni sulla tracciabilità dei principi attivi dei farmaci)

        1. Sulle confezioni esterne o sui contenitori dei prodotti fannaceutici soggetti o meno a prescrizione medica e presentati sotto qualsiasi forma deve essere riportato il nome e la nazionalità della società che ha prodotto il relativo principio attivo.

        2. Il Ministero della salute, con decreto da adottarsi entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, definisce i requisiti tecnici per l'adeguamento delle confezioni medicinali alle previsioni di cui al presente articolo.

        3. Le imprese farmaceutiche e le altre imprese che realizzano i prodotti di cui al comma 1 si uniformano alle disposizioni del presente articolo entro il 31 dicembre 2009.

        4. La distribuzione dei prodotti indicati al comma 1 e confezionati prima del 31 dicembre 2009 è consentita fino al 31 dicembre 2012».


1.0.74

IGNAZIO MARINO, BASSOLI, BIANCO, MERCATALI, ADAMO, BASTICO, BIONDELLI, BOSONE, CECCANTI, CHIAROMONTE, COSENTINO, DE SENA, INCOSTANTE, LEGNINI, PORETTI, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI, TOMASSINI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni in materia di scadenza dei brevetti)

        1. All'articolo 9 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, dopo il comma 2-bis, è aggiunto il seguente:

        ''2-ter. L'esecutività dei provvedimenti assunti dall'Agenzia Italiana del Farmaco che fissano il prezzo di rimborso dei medicinali generici non può essere antecedente alla data di scadenza dei diritti di brevetto ai sensi del comma 2-bis''.».


1.0.74 (testo 2)

IGNAZIO MARINO, BASSOLI, BIANCO, MERCATALI, ADAMO, BASTICO, BIONDELLI, BOSONE, CECCANTI, CHIAROMONTE, COSENTINO, DE SENA, INCOSTANTE, LEGNINI, PORETTI, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni in materia di scadenza dei brevetti)

        1. All'articolo 9 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, dopo il comma 2-bis, è aggiunto il seguente:

        ''2-ter. L'esecutività dei provvedimenti assunti dall'Agenzia Italiana del Farmaco che fissano il prezzo di rimborso dei medicinali generici non può essere antecedente alla data di scadenza dei diritti di brevetto ai sensi del comma 2-bis''.

        2. Ai maggiori oneri derivanti dal comma 1 si provvede, fino a concorrenza degli oneri, mediante utilizzo di quota parte dei maggiori risparmi di spesa di cui ai commi da 3 a 5.

        3. Al fine di consentire alle amministrazioni centrali di pervenire ad una progressiva riduzione della spesa corrente primaria in rapporto al PIL, nel corso degli anni 2011 e 2012, le spese di funzionamento relative alle missioni di spesa di ciascun Ministero sono ridotte, rispetto alle dotazioni previste dalla legge di bilancio, del 2 per cento per ciascun anno. Per gli stessi anni 2011 e 2012, le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, previste dalla legge di bilancio, relative alla categoria interventi, sono ridotte dello 0,5 per cento. Per gli stessi anni, le dotazioni finanziarie per le missioni di spesa per ciascun Ministero previste dalla legge di bilancio, relative alle categorie oneri comuni di conto capitale e oneri comuni di parte corrente sono ridotte dello 1,5 per cento per ciascuno dei due anni. Per gli anni 2013, 2014 e 2015 le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero possono aumentare in termini nominali, in ciascun anno rispetto alla spesa corrispondente registrata nel conto Consuntivo dell'anno precedente, di una percentuale non superiore al 50 per cento dell'incremento del PIL nominale previsto dalla decisione di finanza pubblica di cui all'articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e fissato nella Risoluzione parlamentare approvativa della stessa.

        4. Al solo scopo di consentire alle Amministrazioni centrali di pervenire al conseguimento degli obiettivi fissati dal comma 4-bis, in deroga alle norme in materia di flessibilità di cui all'articolo 23 della legge 31 dicembre 2009 n. 196, limitatamente al quinquennio 2011-2015, anche al fine di rispettare l'invarianza degli effetti su saldi di finanza pubblica fissati con legge di bilancio, possono essere rimodulate le dotazioni finanziarie di ciascuno stato di previsione, con riferimento alle spese di cui all'articolo 21 commi 6 e 7 della medesima legge 31 dicembre 2009, n. 196. Negli appositi allegati degli stati di previsione della spesa sono indicate le autorizzazioni di spesa di cui si propongono le modifiche e i corrispondenti importi. Resta precluso l'utilizzo degli stanziamenti in conto capitale per finanziare spese correnti.

        5. Il Governo, al fine di conseguire gli obiettivi di cui al comma 3, propone ogni anno, nel disegno di legge di stabilità, tutte le modificazioni legislative che ritenga indispensabili e associa alla legge 4 marzo 2009, n. 15, per ogni anno del triennio, precisi obiettivi di risparmio».


1.0.75

PERDUCA, PORETTI, ROILO, BIANCO, MERCATALI, ADAMO, ADRAGNA, BASTICO, BLAZINA, CECCANTI, DE SENA, GHEDINI, ICHINO, INCOSTANTE, LEGNINI, NEROZZI, MAURO MARIA MARINO, PASSONI, SANNA, TREU, VITALI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato)

        1. L'efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, approvate successivamente al 30 settembre 2007, è prorogata fino al 31 dicembre 2012.«


1.0.76

ROILO, NEROZZI, PASSONI, GHEDINI

APPROVATO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga dei termini per l'impugnazione del licenziamento individuale)

        1. All'articolo 32 della legge 4 novembre 2010, n. 183, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: ''1-bis. In sede di prima applicazione, l'applicazione delle disposizioni di cui al comma 1 relative al termine di sessanta giorni per l'impugnazione del licenziamento è prorogata al 31 dicembre 2011.''».


1.0.77

PASSONI, ROILO, NEROZZI, GHEDINI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Proroga dei termini per l'impugnazione del licenziamento individuale)

        1. L'efficacia delle disposizioni di cui all'articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dall'articolo 32 della legge 4 novembre 2010, n. 183, è differita al 31 dicembre 2011».


1.0.78

MARCUCCI, VITTORIA FRANCO, VITA, RUSCONI, BIANCO, MERCATALI, CERUTI, MARIAPIA GARAVAGLIA, PROCACCI, ANNA MARIA SERAFINI, ADAMO, ANDRIA, BASTICO, CECCANTI, DE SENA, INCOSTANTE, LEGNINI, MAURO MARIA MARINO, SANNA, VITALI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. All'articolo 40, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2008 n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, le parole: ''31 dicembre 2010'' sono sostituite dalle seguenti ''30 marzo 2011''».


1.0.79

ADAMO, INCOSTANTE, BASTICO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. All'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) dopo il primo periodo è inserito il seguente: ''Le disposizioni di cui al comma 186, lettera b) dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come modificato dal presente articolo, si applicano a decorrere dal 2012 e per tutti gli anni a seguire, ai singoli enti per i quali ha luogo il primo rinnovo del rispettivo consiglio, con efficacia dalla data del medesimo rinnovo'';

            b) al primo periodo, le parole: ''b),'' sono soppresse».


1.0.80

VITA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. All'articolo 1, comma 8, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, le parole ''entro il 31 dicembre 2012'' sono sostituite dalle seguenti ''entro il 31 dicembre 2016.''.


1.0.81

BAIO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. L'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 12-septies e 12-novies dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è sospesa fino al 31 dicembre 2014.

        2. Al comma 12-novies dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il secondo periodo è soppresso.»


1.0.81 (testo 2)

BAIO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. L'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 12-septies e 12-novies dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è sospesa fino al 31 dicembre 2014.

        2. Al comma 12-novies dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il secondo periodo è soppresso.

        3. Ai maggiori oneri derivanti dai commi 1 e 2 si provvede, fino a concorrenza degli oneri, mediante utilizzo di quota parte dei maggiori risparmi di spesa di cui ai commi da 4 a 6.

        4. Al fine di consentire alle amministrazioni centrali di pervenire ad una progressiva riduzione della spesa corrente primaria in rapporto al PIL, nel corso degli anni 2011 e 2012, le spese di funzionamento relative alle missioni di spesa di ciascun Ministero sono ridotte, rispetto alle dotazioni previste dalla legge di bilancio, del 2 per cento per ciascun anno. Per gli stessi anni 2011 e 2012, le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, previste dalla legge di bilancio, relative alla categoria interventi, sono ridotte dello 0,5 per cento. Per gli stessi anni, le dotazioni finanziarie per le missioni di spesa per ciascun Ministero previste dalla legge di bilancio, relative alle categorie oneri comuni di conto capitale e oneri comuni di parte corrente sono ridotte dello 1,5 per cento per ciascuno dei due anni. Per gli anni 2013, 2014 e 2015 le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero possono aumentare in termini nominali, in ciascun anno rispetto alla spesa corrispondente registrata nel conto Consuntivo dell'anno precedente, di una percentuale non superiore al 50 per cento dell'incremento del PIL nominale previsto dalla decisione di finanza pubblica di cui all'articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e fissato nella Risoluzione parlamentare approvativa della stessa.

        5. Al solo scopo di consentire alle amministrazioni centrali di pervenire al conseguimento degli obiettivi fissati dal comma 4, in deroga alle norme in materia di flessibilità di cui all'articolo 23 della legge 31 dicembre 2009 n. 196, limitatamente al quinquennio 2011-2015, anche al fine di rispettare l'invarianza degli effetti su saldi di finanza pubblica fissati con legge di bilancio, possono essere rimodulate le dotazioni finanziarie di ciascuno stato di previsione, con riferimento alle spese di cui all'articolo 21 commi 6 e 7 della medesima legge 31 dicembre 2009, n. 196. Negli appositi allegati degli stati di previsione della spesa sono indicate le autorizzazioni di spesa di cui si propongono le modifiche e i corrispondenti importi. Resta precluso l'utilizzo degli stanziamenti in conto capitale per finanziare spese correnti.

        6. Il Governo, al fine di conseguire gli obiettivi di cui al comma 4, propone ogni anno, nel disegno di legge di stabilità, tutte le modificazioni legislative che ritenga indispensabili e associa alla legge 4 marzo 2009, n. 15, per ogni per ogni anno del triennio, precisi obiettivi di risparmio».


1.0.82

BAIO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. L'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 12-septies e 12-novies dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è sospesa fino al 31 dicembre 2014. È fatta salva, in ogni caso, l'applicazione dell'articolo 28 della legge n. 1450 del 1956».


1.0.82 (testo 2)

BAIO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. L'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 12-septies e 12-novies dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è sospesa fino al 31 dicembre 2014. È fatta salva, in ogni caso, l'applicazione dell'articolo 28 della legge n. 1450 del 1956.

        2. Ai maggiori oneri derivanti dal comma 1 si provvede, fino a concorrenza degli oneri, mediante utilizzo di quota parte dei maggiori risparmi di spesa di cui ai commi da 3 a 5.

        3. Al fine di consentire alle amministrazioni centrali di pervenire ad una progressiva riduzione della spesa corrente primaria in rapporto al PIL, nel corso degli anni 2011 e 2012, le spese di funzionamento relative alle missioni di spesa di ciascun Ministero sono ridotte, rispetto alle dotazioni previste dalla legge di bilancio, del 2 per cento per ciascun anno. Per gli stessi anni 2011 e 2012, le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, previste dalla legge di bilancio, relative alla categoria interventi, sono ridotte dello 0,5 per cento. Per gli stessi anni, le dotazioni finanziarie per le missioni di spesa per ciascun Ministero previste dalla legge di bilancio, relative alle categorie oneri comuni di conto capitale e oneri comuni di parte corrente sono ridotte dello 1,5 per cento per ciascuno dei due anni. Per gli anni 2013, 2014 e 2015 le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero possono aumentare in termini nominali, in ciascun anno rispetto alla spesa corrispondente registrata nel conto Consuntivo dell'anno precedente, di una percentuale non superiore al 50 per cento dell'incremento del PIL nominale previsto dalla Decisione di Finanza Pubblica di cui all'articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e fissato nella Risoluzione parlamentare approvativa della stessa.

        4. Al solo scopo di consentire alle Amministrazioni centrali di pervenire al conseguimento degli obiettivi fissati dal comma 3, in deroga alle norme in materia di flessibilità di cui all'articolo 23 della legge 31 dicembre 2009 n. 196, limitatamente al quinquennio 2011-2015, anche al fine di rispettare l'invarianza degli effetti su saldi di finanza pubblica fissati con legge di bilancio, possono essere rimodulate le dotazioni finanziarie di ciascuno stato di previsione, con riferimento alle spese di cui all'articolo 21 commi 6 e 7 della medesima legge 31 dicembre 2009, n. 196. Negli appositi allegati degli stati di previsione della spesa sono indicate le autorizzazioni di spesa di cui si propongono le modifiche e i corrispondenti importi. Resta precluso l'utilizzo degli stanziamenti in conto capitale per finanziare spese correnti.

        5. Il Governo, al fine di conseguire gli obiettivi di cui al comma 3, propone ogni anno, nel disegno di legge di stabilità, tutte le modificazioni legislative che ritenga indispensabili e associa alla legge 4 marzo 2009, n. 15, per ogni anno del triennio, precisi obiettivi di risparmio».


1.0.83

VITA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. L'efficacia delle disposizioni di cui all'articolo 18, comma 5, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, è posticipata allo gennaio 2012».


1.0.84

DI NARDO, MASCITELLI, PARDI, CARLINO

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Ulteriore proroga non onerosa di termine in scadenza)

        1. Le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto legge 30 dicembre 2008, convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2009 n. 14, come modificato dall'articolo 2, comma 8, del decreto legge 30 dicembre 2009 n. 194, convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2010 n. 25, sono prorogate al 31 dicembre 2011.»


1.0.85

GASBARRI, CASOLI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. Le norme di cui all'articolo 42-bis del decreto legge 30 dicembre 2008, n.207, convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2009, n.14 si applicano alle violazioni commesse dal 28 febbraio 2010 alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Per tali violazioni le scadenze fissate dal comma 2 del citato articolo 42-bis al 30 settembre 2009 e al 31 maggio 2010 sono prorogate rispettivamente al 30 settembre 2011 e al 31 maggio 2011».


1.0.86

BUBBICO, ARMATO, FIORONI, GARRAFFA, GRANAIOLA, SANGALLI, TOMASELLI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. All'articolo 13, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e successive modificazioni, al comma 3, primo periodo, le parole: ''quarantadue mesi'' sono sostituite con le seguenti: ''sessantasei mesi''».


1.0.87

GHEDINI, ROILO, BIANCO, MERCATALI, ADAMO, ADRAGNA, BLAZINA, BASTICO, CECCANTI, DE SENA, ICHINO, INCOSTANTE, LEGNINI, NEROZZI, MAURO MARIA MARINO, PASSONI, SANNA, TREU, VITALI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Modifica al decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212)

        1. Al'allegato 1 annesso al decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212, la voce n. 69920 relativa alla legge 2 aprile 1951, n. 302, è soppressa».


1.0.87 (testo 2)

GHEDINI, ROILO, BIANCO, CASTRO, MERCATALI, ADAMO, ADRAGNA, BLAZINA, BASTICO, CECCANTI, DE SENA, ICHINO, INCOSTANTE, LEGNINI, NEROZZI, MAURO MARIA MARINO, PASSONI, SANNA, TREU, VITALI, PASTORE, CARLONI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Modifiche al decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212)

        1. Con effetto dal 16 dicembre 2010, viene meno l'efficacia abrogativa già disposta per le disposizioni di legge di cui alle voci 69844 (legge 13 marzo 1950, n.  114), 69920 (legge 2 aprile 1951, n. 302), 70139 (legge 11 aprile 1955, n. 379) e 70772 (legge 26 luglio 1965, n. 965), che si intendono soppresse nell'Allegato 1 al decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212.

2. Ai sensi e per gli effetti di cui al comma 1 la legge n. 114 del 1950, limitatamente agli articoli 1 e 4,  e la legge n. 302 del 1951, citate nel medesimo comma sono incluse nell'Allegato 1 al decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 179, con effetto dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo.».


1.0.88

PASSONI, GHEDINI, ROILO, BIANCO, MERCATALI, BIONDELLI, ADAMO, ADRAGNA, BASTICO, BLAZINA, CECCANTI, DE SENA, ICHINO, INCOSTANTE, MAURO MARIA MARINO, LEGNINI, NEROZZI, SANNA, VITALI, TREU

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre 2011 è sospesa l'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 12-septies, 12-octies, 12-nonies, 12-decies e 12-undecies dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

        2. Ai maggiori oneri derivanti dal comma 1 si provvede, fino a concorrenza degli oneri, mediante utilizzo di quota parte dei maggiori risparmi di spesa di cui ai commi da 3 a 19-sexies.

        3. Al fine di consentire alle amministrazioni centrali di pervenire ad una progressiva riduzione della spesa corrente primaria in rapporto al PIL, nel corso degli anni 2011 e 2012, le spese di funzionamento relative alle missioni di spesa di ciascun Ministero sono ridotte, rispetto alle dotazioni previste dalla legge di bilancio, del 2 per cento per ciascun anno. Per gli stessi anni 2011 e 2012, le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, previste dalla legge di bilancio, relative alla categoria interventi, sono ridotte dello 0,5 per cento. Per gli stessi anni, le dotazioni finanziarie per le missioni di spesa per ciascun Ministero previste dalla legge di bilancio, relative alle categorie oneri comuni di conto capitale e oneri comuni di parte corrente sono ridotte dello 1,5 per cento per ciascuno dei due anni. Per gli anni 2013, 2014 e 2015 le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero possono aumentare in termini nominali, in ciascun anno rispetto alla spesa corrispondente registrata nel conto consuntivo dell'anno precedente, di una percentuale non superiore al 50 per cento dell'incremento del PIL nominale previsto dalla Decisione di Finanza Pubblica di cui all'articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e fissato nella Risoluzione parlamentare approvativa della stessa.

        4. Al solo scopo di consentire alle Amministrazioni centrali di pervenire al conseguimento degli obiettivi fìssati dal comma 3, in deroga alle norme in materia di flessibilità di cui all'articolo 23 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, limitatamente al quinquennio 2011-2015, anche al fine di rispettare l'invarianza degli effetti su saldi di finanza pubblica fissati con legge di bilancio, possono essere rimodulate le dotazioni finanziarie di ciascuno stato di previsione, con riferimento alle spese di cui all'articolo 21 commi 6 e 7 della medesima legge 31 dicembre 2009, n. 196. Negli appositi allegati degli stati di previsione della spesa sono indicate le autorizzazioni di spesa di cui si propongono le modifiche e i corrispondenti importi. Resta precluso l'utilizzo degli stanziamenti in conto capitale per finanziare spese correnti.

        5. Il Governo, al fine di conseguire gli obiettivi di cui al comma 3, propone ogni anno, nel disegno di legge di stabilità, tutte le modificazioni legislative che ritenga indispensabili e associa alla legge 4 marzo 2009, n. 15, per ogni anno del triennio, precisi obiettivi di risparmio."».


1.0.88 (testo 2)

PASSONI, GHEDINI, ROILO, BIANCO, MERCATALI, BIONDELLI, ADAMO, ADRAGNA, BASTICO, BLAZINA, CECCANTI, DE SENA, ICHINO, INCOSTANTE, MAURO MARIA MARINO, LEGNINI, NEROZZI, SANNA, VITALI, TREU

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. A decorrere dalla data di entrata della legge di conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre 2011 è sospesa l'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 12-septies, 12-octies, 12-nonies, 12-decies e 12-undecies dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

        2. Ai maggiori oneri derivanti dal comma 1 si provvede, fino a concorrenza degli oneri, mediante utilizzo di quota parte dei maggiori risparmi di spesa di cui ai commi da 3 a 5.

        3. Al fine di consentire alle amministrazioni centrali di pervenire ad una progressiva riduzione della spesa corrente primaria in rapporto al PIL, nel corso degli anni 2011 e 2012, le spese di funzionamento relative alle missioni di spesa di ciascun Ministero sono ridotte, rispetto alle dotazioni previste dalla legge di bilancio, del 2 per cento per ciascun anno. Per gli stessi anni 2011 e 2012, le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, previste dalla legge di bilancio, relative alla categoria interventi, sono ridotte dello 0,5 per cento. Per gli stessi anni, le dotazioni finanziarie per le missioni di spesa per ciascun Ministero previste dalla legge di bilancio, relative alle categorie oneri comuni di conto capitale e oneri comuni di parte corrente sono ridotte dello 1,5 per cento per ciascuno dei due anni. Per gli anni 2013, 2014 e 2015 le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero possono aumentare in termini nominali, in ciascun anno rispetto alla spesa corrispondente registrata nel conto Consuntivo dell'anno precedente, di una percentuale non superiore al 50 per cento dell'incremento del PIL nominale previsto dalla Decisione di Finanza Pubblica di cui all'articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e fissato nella Risoluzione parlamentare approvativa della stessa.

        4. Al solo scopo di consentire alle Amministrazioni centrali di pervenire al conseguimento degli obiettivi fissati dal comma 3, in deroga alle norme in materia di flessibilità di cui all'articolo 23 della legge 31 dicembre 2009 n. 196, limitatamente al quinquennio 2011-2015, anche al fine di rispettare l'invarianza degli effetti su saldi di finanza pubblica fissati con legge di bilancio, possono essere rimodulate le dotazioni finanziarie di ciascuno stato di previsione, con riferimento alle spese di cui all'articolo 21 commi 6 e 7 della medesima legge 31 dicembre 2009, n. 196. Negli appositi allegati degli stati di previsione della spesa sono indicate le autorizzazioni di spesa di cui si propongono le modifiche e i corrispondenti importi. Resta precluso l'utilizzo degli stanziamenti in conto capitale per finanziare spese correnti.

        5. Il Governo, al fine di conseguire gli obiettivi di cui al comma 3, propone ogni anno, nel disegno di legge di stabilità, tutte le modificazioni legislative che ritenga indispensabili e associa alla legge 4 marzo 2009, n. 15, per ogni anno del triennio, precisi obiettivi di risparmio».


1.0.89

GHEDINI, ROILO, BIANCO, MERCATALI, BIONDELLI, ADAMO, ADRAGNA, BASTICO, BLAZINA, CECCANTI, DE SENA, ICHINO, INCOSTANTE, MAURO MARIA MARINO, LEGNINI, NEROZZI, PASSONI, SANNA, VITALI, TREU

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre 2011 è sospesa l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 12, commi 12-octies, 12-novies e 12-undecies del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

        2. Ai maggiori oneri derivanti dal comma 1 si provvede, fino a concorrenza degli oneri, mediante utilizzo di quota parte dei maggiori risparmi di spesa di cui ai commi da 3 a 19-sexies.

        3. Al fine di consentire alle amministrazioni centrali di pervenire ad una progressiva riduzione della spesa corrente primaria in rapporto al PIL, nel corso degli anni 2011 e 2012, le spese di funzionamento relative alle missioni di spesa di ciascun Ministero sono ridotte, rispetto alle dotazioni previste dalla legge di bilancio, del 2 per cento per ciascun anno. Per gli stessi anni 2011 e 2012, le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, previste dalla legge di bilancio, relative alla categoria interventi, sono ridotte dello 0,5 per cento. Per gli stessi anni, le dotazioni finanziarie per le missioni di spesa per ciascun Ministero previste dalla legge di bilancio, relative alle categorie oneri comuni di conto capitale e oneri comuni di parte corrente sono ridotte dello 1,5 per cento per ciascuno dei due anni. Per gli anni 2013, 2014 e 2015 le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero possono aumentare in termini nominali, in ciascun anno rispetto alla spesa corrispondente registrata nel conto consuntivo dell'anno precedente, di una percentuale non superiore al 50 per cento dell'incremento del PIL nominale previsto dalla Decisione di Finanza Pubblica di cui all'articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e fissato nella Risoluzione parlamentare approvativa della stessa.

        4. Al solo scopo di consentire alle Amministrazioni centrali di pervenire al conseguimento degli obiettivi fìssati dal comma 3, in deroga alle norme in materia di flessibilità di cui all'articolo 23 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, limitatamente al quinquennio 2011-2015, anche al fine di rispettare l'invarianza degli effetti su saldi di finanza pubblica fissati con legge di bilancio, possono essere rimodulate le dotazioni finanziarie di ciascuno stato di previsione, con riferimento alle spese di cui all'articolo 21 commi 6 e 7 della medesima legge 31 dicembre 2009, n. 196. Negli appositi allegati degli stati di previsione della spesa sono indicate le autorizzazioni di spesa di cui si propongono le modifiche e i corrispondenti importi. Resta precluso l'utilizzo degli stanziamenti in conto capitale per finanziare spese correnti.

        5. Il Governo, al fine di conseguire gli obiettivi di cui al comma 3, propone ogni anno, nel disegno di legge di stabilità, tutte le modificazioni legislative che ritenga indispensabili e associa alla legge 4 marzo 2009, n. 15, per ogni anno del triennio, precisi obiettivi di risparmio."».


1.0.89 (testo 2)

GHEDINI, ROILO, BIANCO, MERCATALI, BIONDELLI, ADAMO, ADRAGNA, BASTICO, BLAZINA, CECCANTI, DE SENA, ICHINO, INCOSTANTE, MAURO MARIA MARINO, LEGNINI, NEROZZI, PASSONI, SANNA, VITALI, TREU

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

        1. A decorrere dalla data di entrata della legge di conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre 2011 è sospesa l'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 12-octies, 12-nonies e 12-undecies dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

        2. Ai maggiori oneri derivanti dal comma 1 si provvede, fino a concorrenza degli oneri, mediante utilizzo di quota parte dei maggiori risparmi di spesa di cui ai commi da 3 a 5.

        3. Al fine di consentire alle amministrazioni centrali di pervenire ad una progressiva riduzione della spesa corrente primaria in rapporto al PIL, nel corso degli anni 2011 e 2012, le spese di funzionamento relative alle missioni di spesa di ciascun Ministero sono ridotte, rispetto alle dotazioni previste dalla legge di bilancio, del 2 per cento per ciascun anno. Per gli stessi anni 2011 e 2012, le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, previste dalla legge di bilancio, r