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Ordine del Giorno n. G/1215/14/5 al DDL n. 1215


G/1215/14/5

PETRAGLIA, URAS

ACCOLTO COME RACCOMANDAZIONE

Il Senato,

        premesso:

            che la sordità neonatale è una condizione patologica grave, che colpisce 1-2 neonati su 1.000, anche nati da famiglie senza storia di sordità e che se non affrontata in maniera precoce ha- un impatto negativo sullo sviluppo del linguaggio e sullo sviluppo cognitivo e relazionale;

            che in assenza di visite specialistiche la sordità infantile viene scoperta intorno ai 2-3 anni di vita, rischiando di compromettere le capacità sociali, linguistiche, cognitive;

            che già nel 1998 nell'ambito dell'Unione Europea è stata recepita l'importanza dello screening audiologico neonatale e che in molti paesi europei sono in corso programmi specifici;

            che in Italia, in assenza di un piano nazionale lo screening uditivo neonatale, introdotto per la prima volta nel 1997, ha una penetrazione molto diversa a seconda delle Regioni e delle diverse tipologie dei centri nascita;

            che alcune Regioni hanno sviluppato dei piani sanitari regionali finalizzati alla prevenzione ed alla cura della sordità infantile che prevedono lo screening audiologico neonatale, la protesizzazione, ove necessaria, e l'abilitazione logopedica;

            che nel decreto Ministeriale del Ministero della Salute dell'8 marzo 2007 «Verso un piano di azioni per la promozione e la tutela della salute delle donne e dei bambini» era previsto che fossero garantite «al neonato le prestazioni necessarie e appropriate per la diagnosi precoce delle malattie congenite, previste dalla normativa vigente e dalla buona pratica clinica, ivi inclusa la diagnosi precoce della sordità congenita»; ma che il controllo dell'udito non è tuttora abitualmente compreso tra gli esami che si effettuano ai neonati nelle prime settimane di vita;

            che lo screening audiologico neonatale permette di modificare radicalmente in senso positivo il percorso di sviluppo dei bambini di cui emergono le difficoltà uditive;

            che al comma 229 dell'articolo 1 del disegno di legge n. 1120-B viene previsto di sperimentare lo screening neonatale per la diagnosi precoce di patologie metaboliche;

            che in sede di discussione si è erroneamente valutato che tra le patologie metaboliche ereditarie fossero comprese anche le patologie audiologiche congenite escludendole in tal modo dal testo approvato e immediatamente sottoposto al voto di fiducia impedendone la dovuta correzione;

            che è possibile eseguire contestualmente allo screening neonatale per la diagnosi precoce di patologie metaboliche anche lo screening audiologico,

        impegna il Governo:

        a prevedere nel tempo più breve possibile a correggere un evidente errore materiale inserendo lo screening audio logico neonatale prevenendo una patologia gravemente invalidante che colpisce in maniera significativa una percentuale non irrilevante di neonati con costi economici e sociali rilevantissimi.