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Proposta di modifica n. 3.0.203 al DDL n. 1324


3.0.203

Maurizio ROMANI, BENCINI, SIMEONI, CENTINAIO, PAGANO, ZIZZA

Ritirato e trasformato nell'odg G3.0.203

Dopo l'articolo, è aggiunto il seguente:

«Art. 3-bis.

(Istituzione e definizione della professione di dottore in scienze delle attività motorie e sportive)

        1. Nell'ambito delle professioni sanitarie è istituita la professione di dottore in scienze delle attività motorie e sportive. Per l'esercizio della professione sanitaria di cui al presente comma, è necessario il possesso della laurea in scienze delle attività motorie e sportive o titoli equipollenti.

        2. Con accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, da adottare entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti ai fini dell'esercizio della professione di cui al comma 1. È comunque esclusa l'equipollenza della laurea in scienze delle attività motorie e sportive con la laurea in fisioterapia.

        3. È istituito, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, presso l'Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione, l'albo per la professione sanitaria di dottore in scienze delle attività motorie e sportive. Possono iscriversi all'albo i soggetti che hanno conseguito la formazione universitaria in scienze delle attività motorie e sportive ed i soggetti in possesso dei titoli equipollenti di cui al comma 2.

        4. L'esercizio dell'attività professionale di dottore in scienze delle attività motorie e sportive ha per oggetto la progettazione, l'organizzazione, la valutazione e l'attuazione:

            a) di programmi di attività motorie finalizzati al raggiungimento, al recupero ed al mantenimento delle migliori condizioni di benessere fisico per i bambini, adolescenti, adulti, anziani e persone con disabilità;

            b) di attività per il miglioramento della qualità della vita mediante l'esercizio fisico;

            c) dell'insegnamento dell'educazione motoria in tutte le strutture pubbliche e private nelle quali si svolgano attività motorie e sportive, nonché nelle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado;

            d) del rispetto delle normative antidoping, dell'adeguata diffusione delle informazioni in ordine ai possibili effetti collaterali connessi all'assunzione di integratori alimentari o di sostanze comunque dirette a migliorare le prestazioni sportive non vietate dalla legislazione vigente;

            e) di attività per la prevenzione primaria e secondaria delle malattie e di programmi di rieducazione motoria attiva, per quanto riguarda la prevenzione di vizi posturali e di recupero motorio post riabilitativo finalizzato alla stabilizzazione muscolare ed articolare ed al mantenimento dell'efficienza fisica;

            f) di attività motorie adatte a soggetti disabili o con limitazioni funzionali stabilizzate derivanti da patologie che possono trarre vantaggio dall'esercizio fisico».