DISEGNO DI LEGGE
Art. 1.
1. Il decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Allegato
MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE
AL DECRETO-LEGGE 25 GENNAIO
2010, N. 2
Allarticolo 1:
al comma 1:
le
parole: «il secondo periodo è sostituito dal seguente»
sono sostituite dalle seguenti: «il secondo e il terzo periodo
sono sostituiti dai seguenti»;
le
parole: «Per ciascuno degli anni 2011 e 2012» sono sostituite
dalle seguenti: «Per lanno 2011» e le parole:
«nel corso dellanno» sono soppresse;
dopo le parole: «dei rispettivi consigli» sono inseriti i seguenti periodi: «. Per lanno 2012 la riduzione del contributo ordinario viene applicata, in proporzione alla popolazione residente, a tutti gli enti per i quali il rinnovo dei rispettivi consigli ha luogo nel medesimo anno e a quelli per i quali ha avuto luogo nellanno precedente. Con legge dello Stato è determinato lammontare della riduzione del contributo ordinario con riguardo a ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015. Per ciascuno di tali anni la riduzione del contributo è applicata, in proporzione alla popolazione residente, a tutti gli enti per i quali il rinnovo del consiglio ha luogo nel medesimo anno e a quelli per i quali ha avuto luogo negli anni precedenti, a decorrere dal 2011. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano quanto previsto dai commi da 184 a 187 secondo quanto previsto dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione, fermo restando quanto disposto dallarticolo 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3»;
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: Ai fini della riduzione del numero dei consiglieri comunali e dei consiglieri provinciali di cui al primo periodo non sono computati il sindaco e il presidente della provincia»;
dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
«1-bis. Allarticolo
2, comma 185, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a)
al secondo periodo, le parole: pari a un quinto sono sostituite
dalle seguenti: pari a un quarto;
b) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: Ai fini di cui al presente comma, nel numero dei consiglieri del comune e dei consiglieri della provincia sono computati, rispettivamente, il sindaco e il presidente della provincia.
1-ter. Dopo il comma
185 dellarticolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, è
inserito il seguente:
185-bis. I
circondari provinciali esistenti alla data di entrata in vigore della presente
disposizione sono soppressi. Allarticolo 21 del testo unico delle
leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti modificazioni:
a)
i commi 1 e 2 sono abrogati;
b) la rubrica è sostituita dalla seguente: Revisione delle circoscrizioni provinciali.
1-quater. Allarticolo
2, comma 186, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a)
allalinea, le parole: In relazione alle riduzioni del contributo
ordinario di cui al comma 183, i comuni devono altresì adottare
sono sostituite dalle seguenti: Al fine del coordinamento della finanza
pubblica e per il contenimento della spesa pubblica, i comuni devono adottare;
b) alla lettera a):
1) dopo le parole: difensore civico è inserita la seguente: comunale;
2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: . Le funzioni del difensore civico comunale possono essere attribuite, mediante apposita convenzione, al difensore civico della provincia nel cui territorio rientra il relativo comune. In tale caso il difensore civico provinciale assume la denominazione di difensore civico territoriale ed è competente a garantire limparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione, segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze e i ritardi dellamministrazione nei confronti dei cittadini;
c) alla lettera b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: , tranne che per i comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti, che hanno facoltà di articolare il loro territorio in circoscrizioni, la cui popolazione media non può essere inferiore a 30.000 abitanti; è fatto salvo il comma 5 dellarticolo 17 del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
d)
alla lettera d) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ,
tranne che nei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti;
e)
alla lettera e), le parole da: facendo salvi fino alla
fine della lettera sono sostituite dalle seguenti: ad eccezione dei
bacini imbriferi montani (BIM) costituiti ai sensi dellarticolo 1
della legge 27 dicembre 1953, n. 959. Sono fatti salvi i rapporti
di lavoro a tempo indeterminato esistenti, con assunzione da parte dei
comuni delle funzioni già esercitate dai consorzi soppressi e delle
relative risorse e con successione dei comuni ai medesimi consorzi in tutti
i rapporti giuridici e ad ogni altro effetto.
1-quinquies. Allarticolo
2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, dopo il comma 186 è
inserito il seguente:
186-bis. Decorso
da un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono soppresse
le Autorità dambito territoriale di cui agli articoli 148
e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive
modificazioni. Decorso lo stesso termine, ogni atto compiuto dalle Autorità
dambito territoriale è da considerarsi nullo. Entro un anno
dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni attribuiscono
con legge le funzioni già esercitate dalle Autorità, nel
rispetto dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione
e adeguatezza. Le disposizioni di cui agli articoli 148 e 201 del citato
decreto legislativo n. 152 del 2006 sono efficaci in ciascuna regione
fino alla data di entrata in vigore della legge regionale di cui al periodo
precedente. I medesimi articoli sono comunque abrogati decorso un anno
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
1-sexies. Allarticolo
2, comma 187, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a)
al secondo periodo:
1)
le parole: ai comuni montani sono sostituite dalle seguenti:
ai comuni appartenenti alle comunità montane;
2) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: , previa intesa sancita in sede di Conferenza unificata ai sensi dellarticolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
b) il terzo periodo è soppresso»;
il comma 2 è sostituito dal seguente:
«2. Le disposizioni
di cui ai commi 184 e 186, lettere b), c) ed e), dellarticolo
2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come modificato dal presente
articolo, si applicano a decorrere dal 2011, e per tutti gli anni a seguire,
ai singoli enti per i quali ha luogo il primo rinnovo del rispettivo consiglio,
con efficacia dalla data del medesimo rinnovo. Le disposizioni di cui allarticolo
2, comma 185, della citata legge n. 191 del 2009, come modificato dal presente
articolo, si applicano a decorrere dal 2010, e per tutti gli anni a seguire,
ai singoli enti per i quali ha luogo il primo rinnovo del rispettivo consiglio,
con efficacia dalla data del medesimo rinnovo. Le disposizioni di cui allarticolo
2, comma 186, lettere a) e d), della medesima legge n. 191
del 2009, come modificato dal presente articolo, si applicano, in ogni
comune interessato, dalla data di scadenza dei singoli incarichi dei difensori
civici e dei direttori generali in essere alla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto».
Allarticolo 2:
al
comma 1, le parole: «comma 1,» sono soppresse ed è
aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In tale caso, in deroga
allarticolo 14, secondo comma, della legge 8 marzo 1951, n. 122,
ciascun gruppo deve comprendere un numero di candidati non inferiore ad
un terzo e non superiore al numero dei collegi della provincia»;
è
aggiunto, in fine, il seguente comma:
«1-bis. Allarticolo
9, quarto comma, della legge 8 marzo 1951, n. 122, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a)
dopo le parole: su proposta del Ministro dellinterno
sono inserite le seguenti: , sentita previamente la provincia interessata,;
b) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: Nel caso in cui la provincia non esprima il proprio avviso entro trenta giorni dalla richiesta, il decreto può essere comunque adottato».
Allarticolo 3, al comma 1:
dopo
la parola: «definisce» sono inserite le seguenti: «,
senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,»;
dopo
le parole: «in modo tale che» sono inserite le seguenti:
«, ove siano maggiori,»;
dopo
le parole: «in alcun caso, lindennità» è
inserita la seguente: «massima».
Allarticolo 4:
i commi 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti:
«4. Il comma 23 dellarticolo
2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, è sostituito dal seguente:
23. Per ciascuno
degli anni 2010, 2011 e 2012, a valere sul fondo ordinario di cui allarticolo
34, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 504, sono disposti dal Ministero dellinterno, garantendo
una riduzione complessiva degli stanziamenti pari a 10 milioni di euro
per ciascun anno del triennio, i seguenti interventi:
a)
fino ad un importo complessivo di 45 milioni di euro, il contributo ordinario,
al lordo della detrazione derivante dallattribuzione di una quota
di compartecipazione al gettito dellimposta sul reddito delle persone
fisiche, è incrementato in misura pari al 30 per cento per i comuni
con popolazione fino a 5.000 abitanti, nei quali il rapporto tra la popolazione
residente ultrasessantacinquenne e la popolazione residente complessiva
è superiore al 25 per cento, secondo gli ultimi dati disponibili
dellIstituto nazionale di statistica. Almeno il 50 per cento della
maggiore assegnazione è finalizzato ad interventi di natura sociale
e socio-assistenziale. In caso di insufficienza del predetto importo complessivo,
il contributo spettante al singolo ente è proporzionalmente ridotto;
b)
fino ad un importo complessivo di 81 milioni di euro, il contributo ordinario,
al lordo della detrazione derivante dallattribuzione di una quota
di compartecipazione al gettito dellimposta sul reddito delle persone
fisiche, è incrementato in misura pari al 30 per cento per i comuni
con popolazione fino a 5.000 abitanti, nei quali il rapporto tra la popolazione
residente di età inferiore a cinque anni e la popolazione residente
complessiva è superiore al 4,5 per cento, secondo gli ultimi dati
disponibili dellIstituto nazionale di statistica. Almeno il 50 per
cento della maggiore assegnazione è finalizzato ad interventi di
natura sociale. In caso di insufficienza del predetto importo complessivo,
il contributo spettante al singolo ente è proporzionalmente ridotto;
c)
ai comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti è concesso
un ulteriore contributo, fino ad un importo complessivo di 42 milioni di
euro, per le medesime finalità dei contributi a valere sul fondo
nazionale ordinario per gli investimenti;
d)
in favore dellamministrazione provinciale dellAquila e dei
comuni della regione Abruzzo individuati ai sensi dellarticolo 1,
comma 2, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, è attribuita
una maggiorazione del 50 per cento dei contributi ordinari, al lordo della
detrazione derivante dallattribuzione di una quota di compartecipazione
al gettito dellimposta sul reddito delle persone fisiche, calcolata
sugli importi spettanti a tale titolo per lanno 2009; per il solo
comune dellAquila, la maggiorazione è attribuita nella misura
dell80 per cento;
e)
in favore dei comuni della provincia dellAquila non rientranti nella
fattispecie di cui alla lettera d) è attribuita una maggiorazione
del 20 per cento dei contributi ordinari, al lordo della detrazione derivante
dallattribuzione di una quota di compartecipazione al gettito dellimposta
sul reddito delle persone fisiche, calcolata sugli importi spettanti a
tale titolo per lanno 2009.
4-bis. A decorrere dal 1º aprile 2010, le somme versate a titolo di addizionale comunale allimposta sul reddito delle persone fisiche, di cui allarticolo 1 del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360, e successive modificazioni, senza lindicazione del codice catastale del comune beneficiario sono riversate allentrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al capitolo 1320 dello stato di previsione della spesa del Ministero dellinterno. Le disposizioni di cui al precedente periodo si applicano anche alle somme che non possono essere attribuite al comune beneficiario indicato in fase di versamento, una volta decorsi i termini per la richiesta di rimborso delle somme medesime da parte del contribuente.
4-ter.
Le somme di cui al comma 4-bis sono attribuite ai comuni con
le stesse modalità previste dal decreto del Ministro dellinterno
20 febbraio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del
5 marzo 2008. A decorrere dal 1º aprile 2010, è chiusa la contabilità
speciale n. 1903 istituita presso la Tesoreria della Banca dItalia,
intestata al Ministero dellinterno, per la gestione delle somme introitate
a titolo di addizionale comunale allimposta sul reddito delle persone
fisiche. Le risorse eventualmente esistenti sulla contabilità speciale
n. 1903 alla data del 1º aprile 2010 sono versate allentrata
del bilancio dello Stato per essere riassegnate al capitolo 1320 dello
stato di previsione della spesa del Ministero dellinterno, per la
successiva attribuzione ai comuni.
4-quater.
Allarticolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a)
al comma 24:
1)
le parole: entro il termine perentorio del 31 marzo 2010 e a pena
di decadenza, sono sostituite dalle seguenti: entro il termine
del 31 maggio 2010,;
2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: I comuni delle regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle dAosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano trasmettono la certificazione del predetto maggior gettito accertato a tutto lanno 2009, evidenziando anche quello relativo al solo anno 2007, rispettivamente alla regione o alla provincia autonoma nel cui ambito territoriale ricadono, secondo modalità stabilite dalla stessa regione o provincia autonoma. Entro il termine perentorio del 30 giugno 2010, le regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle dAosta e le province autonome di Trento e di Bolzano comunicano al Ministero dellinterno le maggiori entrate complessivamente certificate dai comuni ricadenti nel proprio territorio, evidenziando anche quelle relative al solo anno 2007, al fine di effettuarne il recupero a carico delle somme trasferite alla stessa regione o provincia autonoma a titolo di rimborso del minor gettito dellimposta comunale sugli immobili riferita alle abitazioni principali;
b)
dopo il comma 24 sono inseriti i seguenti:
24-bis. La
mancata presentazione della certificazione di cui al comma 24 comporta
la sospensione dellultima rata del contributo ordinario dellanno
2010 fino al perdurare dellinadempienza. La stessa sanzione si applica
ai comuni che non hanno ancora provveduto alla presentazione dellanaloga
certificazione di cui al decreto del Ministro delleconomia e delle
finanze 17 marzo 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 80
del 4 aprile 2008. Per i comuni delle regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle
dAosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano, la mancata
presentazione della certificazione comporta la sospensione delle somme
trasferite a titolo di rimborso del minor gettito dellimposta comunale
sugli immobili riferita alle abitazioni principali. A tale ultimo fine
le predette regioni e province autonome comunicano al Ministero dellinterno,
entro il 30 giugno 2010, lelenco dei comuni che non hanno provveduto
a trasmettere la certificazione in questione.
24-ter. Allarticolo 2 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 39, il secondo periodo è soppresso;
b) al comma 46, il secondo periodo è soppresso.
4-quinquies. Il comma 10 dellarticolo 7-quater del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, si interpreta nel senso che gli enti che abbiano operato per il 2009 lesclusione ivi prevista sono tenuti ad operarla anche per gli anni 2010 e 2011.
4-sexies. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere a) e b), e al comma 3 dellarticolo 7-quater del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, si applicano anche per lanno 2010 alle province e ai comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, i quali:
a) hanno rispettato il patto di stabilità interno per lanno 2008;
b)
presentano un rapporto tra numero dei dipendenti e abitanti inferiore alla
media nazionale individuata per classe demografica;
c)
hanno registrato nellanno 2009 impegni per spesa corrente, al netto
delle spese per adeguamenti contrattuali del personale dipendente, compreso
il segretario comunale o provinciale, di ammontare non superiore a quello
medio corrispondente registrato nel triennio 2006-2008.
4-septies. Allarticolo
77-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a)
dopo il comma 7-ter sono inseriti i seguenti:
7-quater.
Nel saldo finanziario di cui al comma 5 non sono considerate le risorse
provenienti direttamente o indirettamente dallUnione europea né
le relative spese di parte corrente e in conto capitale sostenute dalle
province e dai comuni. Lesclusione delle spese opera anche se effettuate
in più anni, purché nei limiti complessivi delle medesime
risorse.
7-quinquies. Nei casi in cui lUnione europea riconosca importi inferiori a quelli considerati ai fini dellapplicazione di quanto previsto dal comma 7-quater, limporto corrispondente alle spese non riconosciute è incluso tra le spese del patto di stabilità interno relativo allanno in cui è comunicato il mancato riconoscimento. Ove la comunicazione sia effettuata nellultimo quadrimestre, il recupero può essere conseguito anche nellanno successivo;
b)
dopo il comma 9 è inserito il seguente:
9-bis. A decorrere
dallanno 2009, per gli enti di cui al comma 3, lettera b),
che nellanno 2007 hanno percepito dividendi determinati da operazioni
straordinarie poste in essere da società quotate in mercati regolamentati
operanti nel settore dei servizi pubblici locali, le percentuali indicate
nel medesimo comma sono applicate alla media dei saldi del quinquennio
2003-2007, calcolati in termini di competenza mista ai sensi del comma
5.
4-octies. Allarticolo
77-ter del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dopo il comma
5-ter è inserito il seguente:
5-quater.
Le regioni, cui si applicano limiti alla spesa, possono ridefinire il proprio
obiettivo di cassa attraverso una corrispondente riduzione dellobiettivo
degli impegni di parte corrente relativi agli interessi passivi e oneri
finanziari diversi, alla spesa di personale, alla produzione di servizi
in economia e allacquisizione di servizi e forniture, calcolata con
riferimento agli impegni correnti dellultimo esercizio in cui la
regione ha rispettato il patto. Entro il 30 giugno le regioni comunicano
al Ministero delleconomia e delle finanze Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato lobiettivo programmatico di cassa
rideterminato, lobiettivo programmatico di competenza relativo alle
spese compensate e lobiettivo programmatico di competenza relativo
alle spese non compensate, unitamente agli elementi informativi necessari
a verificare le modalità di calcolo degli obiettivi. Con decreto
del Ministro delleconomia e delle finanze, sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome
di Trento e di Bolzano, sono definite le modalità per il monitoraggio
e la certificazione di cui ai commi 12 e 13.
4-novies. Gli interventi
realizzati direttamente dagli enti locali in relazione allo svolgimento
delle iniziative di cui allarticolo 5-bis, comma 5, del decreto-legge
7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge
9 novembre 2001, n. 401, sono equiparati, ai fini del patto di stabilità
interno, agli interventi di cui allarticolo 77-bis, comma
7-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
4-decies.
Al fine di contribuire al conseguimento degli obiettivi di finanza
pubblica e di dare attuazione allarticolo 2, comma 195, della legge
23 dicembre 2009, n. 191, come modificato dal comma 7 del presente
articolo, il Ministero della difesa, quale amministrazione procedente,
convoca conferenze di servizi con i comuni, le province e le regioni interessate
secondo le modalità di cui agli articoli da 14 a 14-quater
della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, al
fine di acquisire le autorizzazioni, gli assensi e le approvazioni, comunque
denominati, necessari per la realizzazione di programmi di valorizzazione
degli immobili, oggetto di accordi con i comuni, da conferire ai fondi
di investimento immobiliare di cui allarticolo 2, comma 189, della
citata legge n. 191 del 2009. La determinazione finale della conferenza
di servizi, dopo la ratifica del consiglio comunale, costituisce provvedimento
unico di autorizzazione delle varianti allo strumento urbanistico generale.
5. AllElenco
1 allegato alla legge 23 dicembre 2009, n. 191, alla rubrica: Altri
interventi finalizzati a misure di particolare valenza sociale e di riequilibrio
socio-economico, nonché di garanzia della stabilità dellequilibrio
finanziario degli enti locali danneggiati dagli eventi del 6 aprile 2009,
adempimenti comunitari per enti locali, funzionalità del sistema
giustizia, dopo la voce: articolo 1, comma 40, della legge
28 dicembre 1995, n. 549; è inserita la seguente: articolo
1, comma 1279, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;»;
dopo il comma 8 è inserito il seguente:
«8-bis. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, è nominato un Commissario straordinario del Governo per la gestione del piano di rientro di cui allarticolo 78 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, gestito con separato bilancio e approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2008. A partire dalla data di nomina del nuovo Commissario, il sindaco del comune di Roma cessa dalle funzioni di Commissario straordinario del Governo per la gestione dello stesso piano di rientro. Il Commissario straordinario del Governo procede alla definitiva ricognizione della massa attiva e della massa passiva rientranti nel predetto piano di rientro. Per il comune di Roma, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sono fissati i nuovi termini per la deliberazione del bilancio di previsione per lanno 2010, per lapprovazione del rendiconto relativo allesercizio 2009, per ladozione della delibera di cui allarticolo 193, comma 2, del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e per lassestamento del bilancio relativi allesercizio 2010. Ai fini di una corretta imputazione al piano di rientro, con riguardo ai commi 2, 3 e 4 dellarticolo 248 e al comma 12 dellarticolo 255 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, il primo periodo del comma 3 dellarticolo 78 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, si interpreta nel senso che la gestione commissariale del comune assume, con bilancio separato rispetto a quello della gestione ordinaria, tutte le obbligazioni derivanti da fatti o atti posti in essere fino alla data del 28 aprile 2008, anche qualora le stesse siano accertate e i relativi crediti siano liquidati con sentenze pubblicate successivamente alla medesima data»;
è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«9-bis. Ai fini della determinazione dei trasferimenti erariali alle amministrazioni provinciali per gli anni 2010 e seguenti, nel caso di modificazioni delle circoscrizioni territoriali degli enti locali dovute a distacchi intervenuti ai sensi dellarticolo 132, secondo comma, della Costituzione, lattribuzione dei fondi spettanti avviene in proporzione al territorio e alla popolazione trasferita tra i diversi enti nonché ad altri parametri determinati in base ad una certificazione compensativa e condivisa a livello comunale e provinciale. In mancanza di comunicazione da parte degli enti interessati, sulla base dellavvenuto accordo locale, la ripartizione dei fondi erogati dal Ministero dellinterno è disposta per il 50 per cento in base alla popolazione residente e per il 50 per cento in base al territorio, secondo i dati dellIstituto nazionale di statistica».