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Legislatura 16¬ - Disegno di legge N. 1028


DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Princìpi generali)

    1. L’integrazione scolastica degli studenti stranieri che non conoscono la lingua italiana ha come obiettivo lo sviluppo delle loro potenzialità nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione.

Art. 2.

(Accoglienza ed alfabetizzazione degli studenti stranieri che non conoscono
la lingua italiana)

    1. Ai fini della realizzazione del diritto-dovere all’istruzione degli stranieri di cui all’articolo 38 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, garantito per almeno dieci anni ai sensi dell’articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca dispone che le istituzioni scolastiche primarie e secondarie di primo grado istituiscano classi-ponte per gli studenti stranieri che non conoscono la lingua italiana, presso ciascuna istituzione ovvero in rete tra istituti, con priorità nei comuni a forte immigrazione, nel numero indicato all’articolo 8 della presente legge. La finalità delle classi-ponte è quella di fornire un percorso intensivo di alfabetizzazione nella lingua e nella cultura italiane.

    2. Le istituzioni scolastiche, in conformità a quanto previsto dal comma 1, attuano piani di studio personalizzati che prevedono:

        a) la dotazione aggiuntiva di insegnanti opportunamente formati nella didattica della lingua italiana come seconda lingua denominata «italiano lingua 2»;

        b) il costante monitoraggio delle classi-ponte da parte degli organi collegiali, con cadenza quadrimestrale;
        c) il reperimento di strumenti, anche tecnologici, per attuare percorsi didattici personalizzati, in relazione alle diverse situazioni soggettive degli studenti;
        d) la promozione di percorsi di valorizzazione della cultura italiana;
        e) l’allestimento di un archivio di materiali didattici a disposizione degli insegnanti;
        f) la collaborazione tra la scuola, la famiglia dello studente immigrato e le istituzioni locali;
        g) l’educazione alla cittadinanza;
        h) l’educazione alla legalità.

Art. 3.

(Composizione e svolgimento delle attività della classe-ponte)

    1. In deroga a quanto previsto dalle norme vigenti in materia di criteri per la formazione delle classi, la classe-ponte è composta da un numero minimo di cinque e da un numero massimo di venti studenti.

    2. Gli studenti stranieri che non conoscono l’italiano e sono iscritti alla scuola primaria frequentano la classe-ponte per almeno un anno scolastico intero e per almeno venti ore settimanali ovvero ventiquattro ore settimanali se la famiglia opta per l’iscrizione al tempo pieno.
    3. L’insegnante titolare della classe-ponte della scuola primaria effettua ventiquattro ore di insegnamento alla settimana.
    4. Gli studenti stranieri che non conoscono la lingua italiana e sono iscritti alla scuola secondaria di primo grado frequentano la classe-ponte per almeno un anno scolastico intero e per almeno diciotto ore settimanali.
    5. L’insegnante titolare della classe-ponte della scuola secondaria di primo grado effettua diciotto ore di insegnamento alla settimana.
    6. Gli studenti stranieri che frequentano le classi-ponte della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, di cui ai commi 2 e 4, seguono un programma scolastico suddiviso in tre macro unità di apprendimento:

        a) corso intensivo di lingua italiana, orale e scritta;

        b) percorsi monodisciplinari o interdisciplinari, per arricchire la comprensione e l’uso del lessico italiano relativo agli indicatori disciplinari di base con un’attenzione particolare rivolta alla matematica;
        c) percorsi didattici di educazione alla legalità, alla cittadinanza e alla convivenza civile.

    7. Al fine di completare il monte ore settimanale obbligatorio di lezione della scuola primaria e di quella secondaria di primo grado, gli studenti stranieri sono altresì inseriti provvisoriamente in gruppi classe presenti nella scuola e impegnati in attività ludico-didattiche-espressive-motorie-tecniche-informatiche, al fine di favorirne un positivo inserimento sociale anche attraverso l’apprendimento della lingua italiana della socialità. Gli studenti stranieri sono altresì tenuti a partecipare, sempre nei gruppi classe provvisori, all’insegnamento della lingua inglese, della religione cattolica, se espressamente scelta, e all’attività educativa della mensa scolastica, se richiesta.

    8. Le autonomie scolastiche che usufruiscono della classe-ponte organizzata in rete, coordinate dal dirigente dell’ufficio scolastico provinciale e supportate dagli enti locali coinvolti, provvedono ad organizzare l’inserimento provvisorio degli studenti stranieri, che frequentano la classe-ponte, nei gruppi classe per le attività di cui al comma 7 e a supportare tale inserimento con i necessari servizi, secondo i princìpi dell’efficienza, dell’efficacia e della flessibilità.
    9. Al termine dell’anno scolastico, per ogni studente straniero sono valutate, da parte dell’insegnante titolare della classe-ponte, le conoscenze e le competenze acquisite rispetto alle tre macro unità di apprendimento di cui al comma 6. L’istituzione scolastica o le autonomie organizzate in rete provvedono a formulare la programmazione delle tre macro unità di apprendimento, le relative prove di valutazione delle competenze e delle conoscenze acquisite ed i criteri della valutazione stessa.
    10. Al termine del corso annuale presso la classe-ponte, a seguito di una valutazione finale positiva, le singole istituzioni scolastiche, secondo il dettato dell’articolo 45 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, provvedono ad iscrivere gli studenti stranieri presso la scuola definitiva e nel gruppo classe definitivo.

Art. 4.

(Piani di studio personalizzati biennali
post classe-ponte)

    1. Al fine di garantire agli studenti stranieri il diritto-dovere all’apprendimento e le pari opportunità alla partecipazione attiva al percorso scolastico italiano con successo, almeno per i due anni scolastici successivi all’inserimento nel gruppo classe definitivo, l’istituzione scolastica predispone piani di studio personalizzati che prevedono il potenziamento della conoscenza e dell’uso della lingua italiana, delle conoscenze specifiche disciplinari e dell’insegnamento di un metodo di studio. Per tali piani di studio personalizzati dell’offerta formativa sono utilizzate le risorse organiche e finanziarie in dotazione e il monte ore curricolare sia delle attività alternative alla religione cattolica, sia delle attività extra-curricolari o opzionali.

Art. 5.

(Risorse destinate all’insegnamento linguistico-culturale nelle classi-ponte)

    1. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca destina all’aggiornamento del personale docente delle scuole statali sulle tematiche di cui alla presente legge, con particolare riguardo all’insegnamento della lingua italiana agli studenti stranieri, una quota non inferiore al 30 per cento delle risorse annualmente assegnate agli interventi promossi a livello nazionale, nell’ambito della ripartizione delle risorse complessivamente disponibili per la formazione del personale della scuola, ivi comprese quelle eventualmente derivanti dal fondo di cui alla legge 18 dicembre 1997, n. 440.

Art. 6.

(Dotazioni organiche dei docenti)

    1. Le dotazioni organiche aggiuntive relative agli insegnanti, di cui all’articolo 2, comma 2, lettera a), sono determinate, su base provinciale, dal dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, che le organizza anche in rete tra scuole limitrofe e coinvolge, ove fosse possibile, anche il personale per l’educazione degli adulti (EDA). Le attività di cui al primo periodo si svolgono secondo modalità e criteri che, nel rispetto delle norme della presente legge, sono stabiliti dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, nell’ambito del decreto annualmente predisposto relativo alle dotazioni organiche del personale delle scuole primarie, secondarie di primo grado e centri EDA.

    2. Gli enti locali, ove siano organizzati in rete ed ove necessario, predispongono l’accesso degli studenti alla classe-ponte mediante il servizio di trasporto scolastico sul territorio.

Art. 7.

(Educazione alla legalità
ed alla cittadinanza)

    1. Nell’ambito dell’elaborazione del curricolo di cui all’articolo 3, comma 6, lettera c), le istituzioni scolastiche primarie e secondarie di primo grado garantiscono i seguenti insegnamenti per gli studenti stranieri:

        a) l’educazione alla legalità ed alla responsabilità, attraverso un percorso all’interno di attività didattiche progettuali che prevedano anche la conoscenza diretta delle realtà fondamentali che presiedono alle attività locali sociali, culturali, sanitarie delle istituzioni, anche militari, italiane;

        b) la comprensione dei diritti e doveri rispetto agli altri, della tolleranza, della lealtà, del rispetto della legge italiana;
        c) il sostegno alla vita democratica;
        d) il rispetto di tradizioni territoriali e regionali italiane, senza etnocentrismi;
        e) il rispetto per la diversità morale e della cultura religiosa italiana.

Art. 8.

(Criteri per l’istituzione delle classi-ponte)

    1. La determinazione del numero delle classi-ponte di cui alla presente legge deve tenere conto, per ciascuna provincia, del numero degli studenti stranieri che non conoscono l’italiano e aventi diritto all’accesso alla scuola dell’obbligo, della loro distribuzione sul territorio provinciale e delle prevedibili variazioni in relazione all’evoluzione demografica in atto nell’ambito territoriale considerato.

Art. 9.

(Copertura finanziaria)

    1. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, valutati in 50 milioni di euro, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008-2010, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della pubblica istruzione.

    2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.