Legislatura 18ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 17 del 23/01/2019

 

DIFESA    (4ª)

MERCOLEDÌ 23 GENNAIO 2019

17ª Seduta

 

Presidenza della Presidente

TESEI 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Volpi.   

 

 

La seduta inizia alle ore 14,20.

 

 

PROCEDURE INFORMATIVE 

 

Interrogazione   

 

Il sottosegretario VOLPI risponde all'interrogazione n. 3-00303, a firma della senatrice Boldrini, rilevando che la Difesa ha già avviato le necessarie azioni per adottare, in attuazione dell'articolo 1, comma 125, della legge n. 205 del 2017, il decreto ministeriale con il quale sono definite le modalità di utilizzo del fondo antibracconaggio ittico.

Nel dettaglio, il fondo, istituito nello stato di previsione del Ministero della difesa, consentirà di potenziare i controlli e assegnare più risorse e mezzi al Comando Unità per la tutela forestale ambientale e agroalimentare che si occupa della problematica. Il Ministro della difesa ha recentemente firmato il decreto ministeriale, già trasmesso al Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo e al Ministro dell'economia e delle finanze, per la: rispettiva sottoscrizione. Stante quanto precede, è pertanto ragionevole presumere che, in tempi brevi, si possa concludere l'iter di emanazione.

Conclude assicurando che la Difesa continuerà a seguire con la massima attenzione la concreta esecuzione delle misure di contrasto al fenomeno del bracconaggio ittico, che riguarda anche profili legati alla salute dei cittadini.

 

Replica la senatrice BOLDRINI (PD), esprimendo apprezzamento per la sensibilità mostrata dalla Difesa sul punto, riconosce che, ancorché il decreto ministeriale non sia ancora in vigore, come sarebbe stato auspicabile, numerosi passi avanti sono stati compiuti rispetto allo scorso mese di ottobre.

            L'oratrice esprime inoltre l'auspicio a che si possano concretizzare, nell'articolato del decreto, le opportune sinergie con le attività già poste in essere dalle Regioni.

            Conclude dichiarandosi parzialmente soddisfatta delle delucidazioni ricevute.

 

 

IN SEDE CONSULTIVA 

 

(Doc. LXXXVI, n. 2) Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2019

(Parere alla 14ª Commissione. Esame e rinvio) 

 

Il relatore CASTIELLO (M5S) illustra il documento in titolo, rilevando preliminarmente che nella sua premessa si evidenziano alcuni elementi problematici che affliggono l'Unione europea, tra cui quella di  presentare molte delle componenti di uno Stato-nazione, senza però assumere i contenuti formali tipici di una federazione tra Stati. Il motivo ispiratore della relazione è pertanto quello che la partecipazione dell’Italia all’Unione Europea persegua l’obiettivo di colmare, quella che nel documento si definisce "zoppia istituzionale".

Dopo aver dato brevemente conto delle cinque parti e delle quattro appendici di cui si compone la relazione,  procede alla disamina dei profili di interesse della Commissione. Per quanto attiene alle politiche migratorie gli obiettivi del Governo sono sintetizzati dal documento nel seguente modo: adoperarsi affinché si delinei una strategia europea strutturata su politiche comuni sull’immigrazione, per un'equa ripartizione delle pressioni derivanti dai flussi migratori;lavorare per evitare possibili fughe in avanti su specifici aspetti della riforma del sistema comune europeo d’asilo che non tengano debitamente conto degli interessi nazionali;vigilare attentamente affinché non vengano introdotti, nei diversi tavoli negoziali, meccanismi penalizzanti per gli Stati di frontiera esterna e lesivi della loro sovranità nazionale;confermare la propria posizione favorevole ad un rafforzamento del ruolo dell’Agenzia Frontex, soprattutto con riferimento al tema dei rimpatri, chiedendo però anche un’attenta ponderazione del rapporto costi/benefici dei previsti incrementi di organico e degli effetti sulle strutture nazionali dei relativi meccanismi di reclutamento.

Altro profilo di interesse è poi lo sviluppo tecnologico e l'aerospazio, dove spicca l'impegno a sostenere lo sviluppo del programma di navigazione satellitare Galileo e del programma Copernicus per l’osservazione della terra, al fine di rafforzare l’indipendenza tecnologica europea.

Relativamente alla Politica estera e di sicurezza comune, il documento pone l'accento sull'impatto dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Le conseguenze non saranno infatti di poco conto, considerato che quel Paese è un membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nonché una potenza nucleare. L’uscita del Regno Unito priverà inoltre la UE del suo più naturale ponte con il mondo anglosassone, ed in particolare con gli Stati Uniti.

Si porrà pertanto la questione, nel più ampio contesto della Brexit, di quale assetto dare alle future relazioni tra UE e Regno Unito nell’ambito sia della Politica estera e di sicurezza comune (PESC), che della Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC). In questo scenario, prosegue il documento, il Governo continuerà ad assicurare il proprio sostegno alla PESC, nel rispetto del Trattato di Lisbona, portandovi la prospettiva italiana e cercando di orientarla in modo che sia sempre più conforme ai principi di solidarietà e di cooperazione che la ispirano. Da un punto di vista metodologico, l'Italia intende indirizzare la Politica europea di sicurezza e difesa verso la piena e concreta attuazione ai principi dell’"approccio integrato", combinando l’azione nel settore della sicurezza con l’attività di prevenzione dei conflitti (inclusa l’identificazione precoce delle possibili cause di conflitti in regioni di nostro interesse, la mediazione, la prevenzione delle atrocità di massa). Un impegno particolare del Governo è poi previsto per la  promozione dell’effettiva partecipazione delle donne nei processi di pace e di stabilità, in attuazione dell’Agenda donne, pace e sicurezza.

Il Governo, inoltre, valuterà con spirito di apertura la proposta della Commissione di rafforzare l’efficacia della PESC attraverso l’introduzione del voto a maggioranza qualificata in alcuni settori (sanzioni, diritti umani, missioni civili della PSDC). In particolare, verranno ponderati l’effettivo valore aggiunto, in termini di efficacia, che tale innovazione apporterebbe alla PESC e le possibili implicazioni sui richiamati principi di solidarietà e collaborazione tra Stati membri.

Il documento si sofferma, inoltre, sul rilievo prioritario dell’area mediterranea, caratterizzata da forte instabilità e fonte di gravi minacce per la sicurezza dell’Unione. Si precisa che l’accento sarà mantenuto anche sul sostegno che la PESC potrà fornire all’elaborazione di efficaci politiche migratorie (con una maggiore collaborazione con i Paesi africani interessati dal fenomeno) e alla definizione di una posizione unitaria europea sulla Libia, valorizzando la prospettiva italiana per la stabilizzazione del Paese (espressa nella recente Conferenza di Palermo), sempre d'intesa con l’azione svolta dalle Nazioni Unite e del suo Rappresentante speciale. Il documento, inoltre, non manca di sottolineare l'impegno italiano nel contrasto al terrorismo ed all’estremismo violento,  e nel sostegno alle delicate questioni della Siria e dell'area balcanica.

L'attività del Governo sarà quindi volta a sostenere la politica estera e di difesa comune, orientandole in senso conforme agli interessi nazionali, continuare a sostenere la necessità di strumenti e risorse comuni per affrontare il fenomeno migratorio, intensificare la collaborazione con i Paesi africani maggiormente interessati dal fenomeno migratorio e promuovere il cosiddetto "approccio integrato", che combina l’azione nel settore della sicurezza con l’attività di prevenzione dei conflitti;

Per quanto attiene alla Politica di difesa e sicurezza comune (PSDC), il documento precisa quindi che si continueranno a sostenere le iniziative volte al rafforzamento della difesa europea, in complementarità con la NATO, con l’obiettivo di sviluppare capacità tali da far fronte alle esigenze di protezione del territorio e dei cittadini europei e da rendere l’Unione europea un agente di stabilità nel Vicinato. Il 2019 sarà peraltro dedicato al consolidamento dell’impianto istituzionale della Cooperazione strutturata permanente (PESCO), - di cui ci siamo già occupati in Commissione - con l’obiettivo di assicurare maggiore efficienza decisionale e  meccanismi di verifica degli impegni assunti da parte degli Stati partecipanti.

Il Governo si adopererà anche perché le regole di assegnazione e impiego dei finanziamenti del Fondo europeo della difesa (che sono attualmente in corso definizione tra Consiglio e Parlamento europeo), corrispondano alle aspettative italiane di sviluppo di una base industriale europea solida, in cui trovino adeguato spazio le capacità dell’industria italiana.

Inoltre, la revisione coordinata annuale sulla difesa (CARD), dovrebbe raggiungere la fase di piena attuazione nel 2019. Si tratta di un importante passaggio di verifica, a livello politico, delle potenzialità cooperative europee, con l’obiettivo di incentivare la collaborazione sistematica tra gli Stati membri, capitalizzando così gli strumenti più recentemente introdotti (quali PESCO e Fondo europeo per la difesa).

Per quanto riguarda la pianificazione di difesa nazionale e la ricerca di sinergie con altri Stati membri, si continueranno a valorizzare le nuove priorità di sviluppo capacitivo approvate nel 2018 dai Ministri della Difesa nell’ambito dell’aggiornamento del piano di sviluppo delle capacità, che rappresenta lo strumento principale per lo sviluppo delle capacità militari europee. Si supporterà il potenziamento del ruolo dell’Agenzia europea per la difesa (EDA), affinché questa possa dotarsi di strumenti idonei a sostenere le crescenti capacità dei Paesi membri in un’ottica sempre più integrata e di cooperazione, ricercando economie di scala e, laddove possibile, promuovendo - nell’ambito europeo - le capacità nazionali.

Il governo intende poi continuare ad assicurare pieno sostegno all’attività della Struttura di pianificazione e condotta delle missioni militari di addestramento e formazione. La posizione nazionale sul punto è di procedere con una revisione improntata ad una maggiore efficacia delle strutture di Comando e Controllo dell’Unione, ma con la necessaria cautela relativamente alle possibili indesiderate duplicazioni delle strutture NATO e alle ricadute in termini di risorse - umane e finanziarie - necessarie all’impresa.

Sul piano finanziario è infine corso di valutazione la proposta di istituire uno  "Strumento europeo per la pace". Si tratta di un meccanismo di finanziamento fuori bilancio proposto dall’Alto Rappresentante Mogherini che potrebbe inglobare sia lo Strumento per la Pace in Africa (APF), sia il meccanismo Athena, superandone le attuali limitazioni e proponendosi quale soluzione al finanziamento delle attività di potenziamento delle capacità a sostegno della sicurezza e dello sviluppo.

In relazioni alle missioni di Politica di sicurezza e difesa comune dell’Unione europea, in particolare, il Governo italiano si propone, per il 2019, di continuare l'impegno per aumentarne efficacia, flessibilità e rapidità d’impiego, mantenendo gli elevati standard di partecipazione dell'Italia, che la collocano stabilmente all’interno della prima fascia di Stati membri contributori in termini di personale. Si continuerà, inoltre, a lavorare per il consolidamento e l’assunzione di piene responsabilità operative della missione EUBAM Libia, come importante tassello verso la stabilizzazione e normalizzazione della situazione nel Paese

Infine, deve essere trascurata l'attenzione dedicata al consolidamento del partenariato strategico tra Unione europea e NATO, avviato con la Dichiarazione dei tre Presidenti firmata in occasione del Vertice di Varsavia e ulteriormente confermato dal Summit NATO di Bruxelles del luglio 2018. Nel 2019 l’Italia proseguirà pertanto l’impegno per assicurare una concreta attuazione, sia sul versante europeo che su quello atlantico, degli impegni assunti in tutti i settori menzionati da tale dichiarazione: dal contrasto alle minacce ibride alla sicurezza marittima, dalla capacità di anticipazione strategica alla difesa da attacchi informatici.

Riepilogando, viene precisato che il Governo, nell’ambito della Politica di sicurezza e difesa comune, continuerà a sostenere le iniziative volte al rafforzamento della difesa europea, in complementarità con la NATO, (con l’obiettivo di sviluppare capacità all’altezza delle esigenze di protezione del territorio e dei cittadini europei, in un contesto esterno di perdurante instabilità), sosterrà, nell’ambito delle ricadute in termini di bilancio, la proposta di istituzione dello Strumento europeo per la pace (EPF), nella considerazione che, attraverso il predetto strumento, si potranno superare le perduranti difficoltà di finanziamento delle attività militari.

 

Si apre la discussione generale.

 

Il sottosegretario VOLPI sottolinea l'elemento di continuità della relazione rispetto all'azione svolta negli anni passati. Si sofferma in particolare sul lavoro svolto (in linea peraltro con l'attività del precedente Governo), per l'individuazione di efficaci forme di redistribuzione delle risorse del Fondo europeo per la Difesa, soprattutto con riferimento all'interazione dei vari strumenti finanziari, anche per integrare le industrie nazionali.

Si sofferma quindi sull'opportunità di avviare una riflessione politica sulla PESCO, che presuppone una forte progettualità di tutta l'industria europea e che l'Italia ha sempre sostenuto, alla luce delle ultime determinazioni assunte dalla Francia e dalla Germania, che hanno deciso, ad esempio, di sviluppare un nuovo carro armato pesante al di fuori dei programmi PESCO e che, attraverso la recente stipula del trattato di Aquisgrana, sembrano andare in una direzione diversa da quella della collaborazione europea, soprattutto in relazione ai rapporti industriali.

 

La senatrice GARAVINI (PD) osserva che il documento iscritto all'ordine del giorno si pone in linea di continuità con l'approccio tradizionalmente tenuto dall'Italia in ambito europeo. Questo carattere, che in se sarebbe positivo, viene però di fatto sconfessato da una politica quotidiana da parte del Governo, connotata da forte ostilità sia verso l'Unione europea, sia verso importanti Paesi partner come Francia e Germania. Tali azioni, mettono a rischio anche la prosecuzione dalla missione EUNAVFOR MED sotto il comando italiano, che riveste un'importanza fondamentale per la stabilità del Mediterraneo centrale.

Il quadro delineato appare pertanto preoccupante: vi è infatti una forte contraddizione tra le dichiarazioni politiche contenute nella relazione all'esame della Commissione e il concreto operato del Governo, che, sino ad ora, ha avuto come unico risultato quello di isolare il Paese in Europa con potenziali riflessi negativi anche e soprattutto in relazione alla politica di difesa.

 

La senatrice RAUTI (FdI)  rileva che la relazione all'esame della Commissione, appare ormai decisamente superata dagli eventi, soprattutto a seguito della firma del trattato di Aquisgrana tra Francia e Germania. Il trattato delinea, infatti, uno scenario ben diverso da quello descritto nella relazione programmatica del Governo, incentrata sulla cooperazione franco-tedesca e con i restanti Paesi confinati in un ruolo assai marginale.

A fronte di questa situazione, anche per l'ampiezza della cooperazione franco-tedesca (che va dall'esportazione di armamenti alla concretizzazione dell'integrazione europea, passando per le politiche monetarie) il Governo dovrebbe manifestare una chiara posizione politica a tutela dell'interesse nazionale.

L'oratrice si sofferma, altresì, sulla missione EUNAVFOR MED, che vede 17 Paesi contributori e dove si dovranno soppesare attentamente sia la decisione tedesca di non contribuire più alla missione e le dichiarazioni rilasciate dall'Alto rappresentante Mogherini.

 

Il senatore CAUSIN (FI-BP), pur esprimendo, a nome della propria parte politica, un generale apprezzamento per i contenuti del documento, invita la Commissione a tenere conto dell'attuale delicata situazione, che rischia di compromettere l'efficace svolgimento della missione EUNAVFOR MED, missione europea a guida italiana fondamentale per garantire la sicurezza del confine meridionale dell'Europa e che dovrebbe, per contro, vedere finalmente avviata la sua terza fase, ossia quella in grado di compromettere definitivamente l'attività dei trafficanti di esseri umani sul suolo libico.

Conclude proponendo di udire sul punto i Ministri degli Affari Esteri e della Difesa, onde poter disporre dei necessari elementi conoscitivi.

 

Interviene nuovamente la senatrice RAUTI (FdI), osservando che sarebbe opportuno, in relazione alle prospettive future della missione EUNAVFOR MED, udire anche l'ammiraglio Credendino, comandante dell'operazione.

 

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

 

La seduta termina alle ore 15,10.