Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 416 del 22/03/2022
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVIII LEGISLATURA ------
416a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
MARTEDÌ 22 MARZO 2022
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Presidenza del vice presidente TAVERNA,
indi del vice presidente CALDEROLI
N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-ITALIA AL CENTRO (IDEA-CAMBIAMO!, EUROPEISTI, NOI DI CENTRO (Noi Campani)): Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-PARTITO COMUNISTA: Misto-PC; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente TAVERNA
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,33).
Si dia lettura del processo verbale.
LAFORGIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 17 marzo.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento.
Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati
PRESIDENTE. Comunico che in data 17 marzo 2022 è stato trasmesso dalla Camera dei deputati il seguente disegno di legge:
«Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, recante disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraina» (2562).
Disegni di legge, annunzio di presentazione
PRESIDENTE. Comunico che in data 21 marzo 2022 è stato presentato il seguente disegno di legge:
dal Presidente del Consiglio dei ministri e dai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dell'interno, dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico, delle politiche agricole alimentari e forestali, della transizione ecologica, del lavoro e delle politiche sociali, della salute, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili:
«Conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina» (2564).
Discussione dei disegni di legge costituzionale:
(747) IANNONE e CALANDRINI. - Modifica all'articolo 32 della Costituzione, concernente l'introduzione del diritto di accesso allo sport
(2262) SBROLLINI ed altri. - Modifica all'articolo 33 della Costituzione, in materia di promozione e valorizzazione dello sport
(2474) BITI. - Modifica all'articolo 9 della Costituzione, in materia di promozione dello sport
(2478) AUGUSSORI. - Modifica all'articolo 32 della Costituzione in materia di promozione della pratica sportiva
(2480) GARRUTI ed altri. - Modifiche agli articoli 32 e 33 della Costituzione per la promozione dell'educazione sportiva
(2538) GALLONE ed altri. - Modifica all'articolo 32 della Costituzione in materia di diritto allo sport
(Prima deliberazione del Senato) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (ore 16,37)
Approvazione, in prima deliberazione, in un testo unificato con il seguente titolo: Modifica all'articolo 33 della Costituzione, in materia di attività sportiva
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge costituzionale nn. 747, 2262, 2474, 2478, 2480 e 2538.
La relazione è stata stampata e distribuita. Chiedo al relatore, senatore Grimani, se intende integrarla.
GRIMANI, relatore. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, il disegno di legge costituzionale, approvato all'unanimità dalla 1a Commissione, introduce un riconoscimento costituzionale al valore dell'attività sportiva.
Ringrazio tutti i Gruppi parlamentari per aver consentito questo risultato e per aver sostenuto la scelta della mia designazione come relatore del provvedimento.
Trattiamo questo tema in una fase assai complessa della vita sociale, anche per gli effetti dei complicati anni di pandemia, tra l'altro in una giornata importante, in cui abbiamo condiviso alla Camera dei deputati le emozioni del collegamento video con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Un tema come questo quindi, sicuramente rilevante, rischia di passare in secondo piano in questo momento, ma il nostro dovere è quello di rappresentare al meglio i cittadini e tutelarne al meglio gli interessi e le aspirazioni.
Pertanto è importante che oggi questo disegno di legge giunga in prima lettura nell'Aula del Senato, approvato, come ho detto, con condivisione e sostegno da tutte le forze politiche. Quello che mancava era un riconoscimento dello sport come obiettivo e compito repubblicano attorno al quale la comunità politica può ritrovarsi, in quanto veicolo di valori direttamente connessi ai principi costituzionali quali l'uguaglianza, la solidarietà e l'inclusione. Disposizioni di questo tipo sono presenti in molte Costituzioni dei Paesi dell'Unione europea: 9 Paesi su 27 riconoscono l'attività sportiva nei propri testi costituzionali, così come il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
Il disegno di legge presentato all'Assemblea del Senato è frutto della sintesi di sei importanti disegni di legge presentati da gran parte dei Gruppi parlamentari. Un Comitato ristretto ha lavorato per arrivare ad una sintesi e i Gruppi parlamentari hanno dimostrato di saper raggiungere un obiettivo comune senza far sì che prevalessero interessi di parte. Credo che questo sia stato un risultato di rilievo.
La scelta è stata di proporre la modifica costituzionale dell'articolo 33. Vi è stato un dibattito: alcune forze politiche propendevano per la modifica dell'articolo 9, altre per quella dell'articolo 32. Alla fine si è condivisa la strada di modificare l'articolo 33, quello più propriamente legato ai valori dell'educazione e della formazione, perché si è ritenuto complicato intervenire sui principi fondamentali di cui all'articolo 9, tra l'altro oggetto attualmente anche di una modifica costituzionale in corso. Si è ritenuto, inoltre, estremamente limitativo ridurre questa modifica soltanto all'articolo 32, che ha per oggetto il diritto alla salute.
La disposizione che andiamo a proporre all'esame del Senato prevede che: «la Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico e dell'attività sportiva in tutte le sue forme». Il soggetto, la Repubblica, così come previsto dall'articolo 114 della Costituzione, ricomprende nell'accezione anche le autonomie locali, le Regioni. Si è voluto riconoscere il valore dell'attività sportiva in tre importanti direzioni: l'aspetto educativo, che ha determinato la preferenza di inserire la modifica all'articolo 33; quindi il valore educativo dello sport, inteso soprattutto per la crescita e la formazione della persona; a questo si affianca il valore sociale dello sport. L'attività sportiva rappresenta spesso un antidoto al degrado e all'esclusione sociale ed è spesso il cuore di molte associazioni del terzo settore che lavorano per creare fattori di aggregazione a tutti i livelli.
Infine, vi è il valore per la salute, declinato nel testo con l'espressione specifica riferita alla promozione del benessere psicofisico, per indicare un'accezione positiva al concetto di salute, non solo come assenza di patologie, ma come miglioramento della condizione fisica e mentale. Si è scelto di inserire la locuzione attività sportiva e non la parola sport, perché si è ritenuto improprio che una parola straniera potesse essere inserita nel testo costituzionale.
Soprattutto, è stato approvato un emendamento in Commissione per estendere il concetto di attività sportiva, ricomprendendo al suo interno tutte le forme possibili, cercando quindi di non escludere nessuna forma di attività sportiva. In questo modo si è potuto riconoscere lo sport attraverso più sfaccettature: lo sport professionistico, dilettantistico, amatoriale, organizzato e non organizzato. È stato approvato quindi un emendamento per allargare le maglie dell'interpretazione.
Questa riforma è importante non solo per la modifica in sé dell'articolo, ma perché apre spazi di riflessione; sostenere lo sport non significherà soltanto sostenere l'espressione attività sportiva in sé, per il valore che incarna, ma proporre delle azioni in vari campi e soprattutto garantire un maggior sostegno organizzativo e finanziario alle associazioni e ai soggetti che promuovono attività sportiva. Significherà che lo sport dovrà manifestamente diventare una delle missioni della Repubblica. Quindi, sostenere l'attività sportiva attraverso la promozione e la progettazione di nuove e più diffuse infrastrutture significherà sostenere la crescita delle manifestazioni ludiche, coinvolgendo gli enti locali, le istituzioni scolastiche, anche attraverso una maggiore disponibilità di spazi pubblici; significherà supportare iniziative formative che possano promuovere una diffusa cultura dello sport, tra le quali annoverare i corsi universitari e i master.
Poi c'è l'aspetto sociale, di grande rilevanza. Sostenere l'attività sportiva riconoscendole un valore costituzionale significa anche dare forza a quell'universo costellato da più o meno piccole realtà, che mettono in campo competenze ed umanità per dare ai cittadini la possibilità, attraverso l'attività motoria, di migliorare la propria condizione sociale e fisica, di prevenire malattie, curare micro patologie legate alla sedentarietà, intrecciare rapporti sociali, avviare all'attività sportiva bambine e bambini, offrire opportunità di reinserimento sociale a chi ha avuto percorsi complicati nella propria vita, ad esempio le tossicodipendenze o per la conclusione di percorsi carcerari.
In sostanza, una riforma di questo tipo non è un semplice riconoscimento costituzionale, ma vuole avere l'obiettivo ambizioso di determinare le condizioni affinché l'attività sportiva possa essere veramente il cuore dell'inclusione e del superamento di problemi anche di carattere sociale. Questa riforma vuole quindi avere un valore importante e la spinta proveniente dalle forze politiche nel promuovere un testo comune in breve tempo e nel portarlo all'attenzione del Senato va proprio in questa direzione, per riconoscere il valore costituzionale dell'attività sportiva, ma soprattutto per creare le condizioni affinché si possano mettere in campo una serie di iniziative che veramente promuovano l'attività sportiva verso quegli obiettivi che il testo comprende e che ho enunciato nella mia relazione, ossia gli aspetti educativo, sociale e di promozione del benessere umano.
Auspico, quindi, che l'Assemblea possa dimostrare lo stesso spirito che c'è stato in Commissione, anche sospinta dalla volontà concreta del Governo in questa direzione, e che sia consentita un'approvazione rapida del testo, che permetta di concludere le successive letture del disegno di legge costituzionale nell'ambito della legislatura. (Applausi).
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà.
MALAN (FdI). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi senatori, nel programma elettorale di Fratelli d'Italia per le politiche del 2018 c'era un punto intitolato «Contrasto alla povertà, politiche sociali efficienti e tutela della salute», che includeva questa frase: «Inserimento dello sport in Costituzione come strumento essenziale di benessere fisico e mentale, arricchimento valoriale, contrasto alle devianze giovanili, e garantendo l'attività motoria dalla scuola primaria fino alla terza età». Siamo dunque particolarmente soddisfatti che un punto del nostro programma si realizzi, nonostante noi siamo stati all'opposizione in questi quattro anni di legislatura.
Il 6 agosto del 2018, infatti, i senatori Antonio Iannone e Nicola Calandrini di Fratelli d'Italia hanno presentato, coerentemente con questo punto del programma, un disegno di legge costituzionale proprio in questo senso, per inserire la pratica sportiva in Costituzione. L'anno scorso sono stati presentati ulteriori disegni di legge da altri Gruppi del Senato e questo ha portato a una collaborazione molto positiva all'interno della Commissione affari costituzionali. Ringrazio il relatore Grimani e tutti i colleghi della Commissione, perché lo spirito è stato davvero finalizzato a produrre un testo che soddisfacesse tutti quanti e fosse il più possibile opportuno, efficace, scritto in una forma adeguata alla Costituzione.
L'importanza dell'attività sportiva nel nostro Paese è sempre cresciuta. Per lungo tempo è stata un'attività riservata a pochi, alle persone di alto reddito e di alto livello sociale, che potevano avere del tempo libero da dedicare allo sport, specialmente da giovani. C'è stato un allargamento progressivo, grazie anche allo sport di vertice, che ha reso note figure leggendarie o comunque conosciutissime dello sport in tanti settori. Sappiamo bene che il calcio è una delle discipline più seguite, ma in occasione delle Olimpiadi, per esempio, c'è un grande entusiasmo generale per tutti gli sport. Questo è importante perché non soltanto ha portato risultati straordinari, che hanno dato grandi soddisfazioni agli italiani come spettatori, oltre che come atleti, in tanti settori, nelle Olimpiadi e nelle grandi competizioni sportive, ma anche perché ha rappresentato un grande stimolo per tanti bambini e ragazzi, che hanno detto: «Ma allora lo posso fare anch'io». Hanno visto le imprese di grandi campioni e hanno capito che potevano farlo anche loro.
Piano piano la coscienza che l'attività fisica e sportiva sia un aspetto dell'educazione, della crescita e dell'inserimento sociale è aumentata e ha portato a un progressivo coinvolgimento di parti sempre più ampie della nostra popolazione.
Dunque, lo sport di vertice traina anche quello di base. Ovviamente è fonte di grande prestigio e soddisfazione vedere i nostri atleti e le nostre squadre ottenere grandi risultati, ma ciò è particolarmente importante quando spinge tanti giovani a questa pratica che apporta benefici alla salute fisica, al senso dei valori, alla solidarietà e alla lealtà (che sono aspetti fondamentali dello sport), nonché in termini di inclusione. Nello sport, tranne episodi di boicottaggi e chiusure che io ritengo non positivi, c'è sempre stato l'incontro fra atleti di tanti Paesi, di tutti gli strati sociali e di tutte le idee politiche e religioni. Lo sport è stato un grande strumento di integrazione e inclusione.
Per questo motivo, siamo stati contrari all'esclusione in questi anni di tanti giovani, che dura tuttora, per scelte mediche che spesso sono state non le loro, ma dei genitori. Lo sport è inclusione e tenere fuori qualcuno è veramente contrario allo spirito sportivo.
Lo sport è inclusione anche per le donne, le ragazze e le bambine. Infatti, sappiamo bene che all'inizio la pratica sportiva femminile è stata molto ostacolata e c'era un naturale scetticismo anche da parte delle famiglie, che ai figli maschi facevano fare sport, mentre alle figlie femmine altre cose. Se ci sono benefici per la salute, lo sport deve evidentemente essere aperto a tutti. Anche qui c'è stato il fenomeno di grandi personaggi dello sport di vertice (uno di questi lo abbiamo davanti a noi ed è il sottosegretario Valentina Vezzali, che rappresenta il Governo), che hanno dato l'esempio di straordinari successi sportivi e anche di straordinaria umanità. Queste persone non sono in un mondo a parte, ma fanno parte della società, hanno dei ruoli nella famiglia e poi magari entrano nell'attività politica. Ciò ha contribuito sicuramente in modo decisivo allo sviluppo della pratica sportiva a tutti i livelli sia per i maschi che per le femmine.
A proposito di sport femminile, non possiamo che guardare con preoccupazione a quanto accade sempre più spesso e anche in Italia (sia pure in modo meno esplosivo rispetto a quanto abbiamo visto succedere negli Stati Uniti): mi riferisco a signori uomini, con tutte le caratteristiche - dalla testa ai piedi - dei maschi, che dicono di sentirsi femmine e gareggiano pertanto nelle categorie femminili. Si tratta di un obbrobrio e una beffa per le donne che fanno sport e che si impegnano, le quali si trovano a gareggiare con uomini che, nella maggior parte degli sport, sono avvantaggiati dalla loro struttura scheletrica e muscolare e del loro metabolismo.
Fratelli d'Italia è particolarmente orgoglioso di aver contribuito in modo decisivo, dando il via alla discussione che porta oggi all'inserimento dell'attività sportiva in Costituzione. Ciò è non un traguardo in sé, ma una spinta ulteriore per rendere l'attività sportiva sempre più accessibile a tutti. Per moltissimi italiani la pratica sportiva è discretamente e sufficientemente accessibile, ma per molti altri ancora no. Sono ancora troppe le scuole che hanno palestre del tutto inadeguate (o addirittura non ce l'hanno) e sono molti i nostri giovani e bambini che non hanno questa possibilità. Lo sport deve essere accessibile a tutti, anche alle persone con disabilità.
Abbiamo visto recentemente anche alle Paralimpiadi lo sport di vertice. È importante che gli atleti che raggiungono grandi livelli incoraggino le persone con problemi fisici a impegnarsi nella pratica sportiva, che per loro è forse ancora più benefica che per gli altri.
Dunque, questo inserimento, che naturalmente ci auguriamo venga coronato dall'approvazione del disegno di legge nelle letture successive che la Costituzione prevede, sia da stimolo e da spinta, quando si tratta di allocare risorse e prendere provvedimenti per rendere lo sport accessibile a tutti, a metterci veramente di impegno nella ricerca delle risorse che servono, nella certezza che lo sport debba essere accessibile a tutti come mezzo di coesione e di inclusione e come strumento per inserire i giovani in un contesto attento ai valori, alla lealtà e alla formazione di sé nel modo più consono a un vero cittadino. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Parrini. Ne ha facoltà.
PARRINI (PD). Signor Presidente, colleghi, rappresentante del Governo, prendo la parola in discussione generale su questo argomento con molto piacere, perché ritengo che sia di grande importanza.
Voglio cominciare il mio intervento con le parole che ha pronunciato il nostro Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in una circostanza recente: «i valori dello sport (...) sono valori universali che riguardano tutti: il coraggio, la determinazione, l'ispirazione. Sono valori che riguardano ogni persona umana». Perché ho voluto citare queste parole del presidente Mattarella? Quando ci siamo messi all'opera per intervenire con una norma che introducesse in Costituzione la tutela del valore dello sport, ci siamo domandati come farlo nel rispetto massimo della lettera della nostra Carta e della sua struttura, ma anche in maniera tale da rendere evidente la multidimensionalità dello sport, il suo carattere universale, la capacità che ha lo sport di toccare tanti ambiti della vita umana e della vita non soltanto individuale, ma collettiva. Ebbene, penso che la formulazione che infine abbiamo trovato, con un lavoro di approfondimento serio avvenuto in comitato ristretto e che ha visto determinarsi in Commissione una larghissima unità, sia una formulazione adeguata. L'articolo 33 della nostra Costituzione alla fine avrà questo comma, se la riforma sarà approvata: «La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme».
Come spesso avviene quando si interviene in Costituzione, ognuna di queste parole ha, secondo gli intendimenti di chi le ha elaborate, un forte peso specifico e su ciascuno di questi aspetti dello sport vorrei soffermarmi brevemente. L'educazione: lo sport è lealtà verso il prossimo, verso chi partecipa con te a una competizione, è il rispetto delle regole, è correttezza, se praticato nella giusta maniera. Da questo punto di vista penso che lo sport possa essere un grande vettore di coesione sociale e di apprendimento dell'interdipendenza che ci caratterizza come membri di una comunità e anche un grande veicolo di rispetto reciproco.
Ovviamente lo sport ha anche una grande importanza sociale. È stato osservato da molti - anch'io credo sia vero - che lo sport ha la grandissima capacità di ridurre le differenze e le disuguaglianze. Quando si pratica sport si gettano ponti, non si costruiscono muri, questo sia quando lo si fa a livelli di vertice, sia e soprattutto quando lo si fa a livelli amatoriali, di base, dilettantistici. Penso che aiuti la coesione sociale e lo dimostra il fatto che l'attività sportiva ha la capacità di suscitare passioni di massa, di produrre tantissimo impegno civile nell'associazionismo e tantissimo volontariato. Penso che questa caratteristica sia degna di nota e ad essa abbiamo pensato quando abbiamo deciso di intervenire in questo senso.
Poi, il rapporto tra lo sport e la salute e quindi il benessere psicofisico è immediato.
Da tantissime ricerche sulla salute della popolazione sappiamo che l'importanza della prevenzione con l'attività fisica, motoria, e sportiva è grandissima, quindi credo sia del tutto corretto mettere in evidenza, nel momento in cui interveniamo con una riforma costituzionale, anche questa capacità salutistica dello sport. Anche la precisazione che tuteliamo e promuoviamo lo sport in tutte le sue forme è importante, perché lo sport, nel nostro Paese come negli altri, ha tantissime forme e in tanti modi può contribuire alla salute, a un miglior livello educativo e a una migliore qualità della vita, ovviamente con una speciale attenzione a chi, per condizioni soggettive, è più in difficoltà nella vita quotidiana: penso soprattutto a chi è portatore di disabilità, ma non soltanto a questa fascia di persone.
Vale la pena sottolineare, in questa fase della discussione, che in Europa nove ordinamenti costituzionali su ventisette menzionano una esplicita tutela costituzionale dell'attività sportiva; noi diventiamo il decimo e anche questo mi sembra un elemento degno di sottolineatura.
Dobbiamo avere presente quante fasce di società, quante persone lo sport mobilita. C'è una bellissima ricerca dell'Istat, che consiglio di leggere, dal titolo «La pratica sportiva in Italia», che fornisce numeri che fanno impressione: le persone che praticano continuativamente o saltuariamente sport in Italia sono più di 30 milioni, ossia più di metà della popolazione; gli enti di promozione sportiva raggruppano milioni di soci. Questo vuol dire che c'è tanta parte d'Italia che fa sport, che considera lo sport importante, e tanto associazionismo che si è creato per portare avanti i valori dello sport.
Ovviamente, con tutto il rispetto per lo sport di vertice, che ci fa sognare, ci fa tifare e ci fa esaltare, sappiamo che una notevole importanza sociale ha lo sport di base, quello che anima la vita dei quartieri, delle periferie. Da questo punto di vista - e ringrazio per l'attenzione che a questa riforma ha voluto dedicare la sottosegretario Vezzali - penso siano importanti gli interventi che il Governo cerca di mettere in campo per migliorare continuamente l'accessibilità dell'impiantistica sportiva, che significa permettere a un maggior numero di persone di fare sport e di raccogliere tutti quei benefici che lo sport, come abbiamo detto, è in grado di portare.
Credo che in una sede come questa si debba dire con grande forza che lo sport è tutt'altro che una materia di serie B, come qualcuno vorrebbe dire (Applausi). Lo sport, a mio avviso, non è affatto un valore secondario, ma è una materia di primaria importanza e lo è per tutte le ragioni che ho ricordato.
Lasciatemi fare infine un'osservazione di metodo, ci tengo come Presidente della Commissione affari costituzionali. Nel periodo nel quale ho avuto l'onore di essere Presidente della Commissione, quindi dal luglio 2020 ad oggi, siamo riusciti a portare fino in fondo alcune riforme costituzionali puntuali, ma significative: penso alla riscrittura dell'articolo 58, che ha permesso di eguagliare l'età per eleggere i senatori a quella che esiste per eleggere i deputati; penso alla riforma dell'articolo 9 e dell'articolo 33, che ci ha permesso di portare la tutela ambientale al centro delle disposizioni costituzionali. Penso anche all'articolo 119, la promozione e la tutela dell'insularità: non è ancora diventata legge costituzionale, come le altre due che ho citato, però in questo ramo del Parlamento alla fine del 2021 è stata approvata e mi auguro che possa avere un celere cammino alla Camera. Penso anche alla riforma dell'articolo 75, il vincolo al legislatore in materia referendaria: è un modo importante di tutelare la volontà popolare e anch'essa è una riforma uscita con numeri molto ampi di approvazione dalla Commissione e spero possa essere calendarizzata quanto prima.
Per queste riforme abbiamo messo alla prova e collaudato un metodo, la ricerca preventiva di un'intesa su formulazioni inclusive, che penso possa costituire un esempio in un periodo in cui non dobbiamo perdere la convinzione di poter fare altri cambiamenti che il Paese attende da tempo e che, anche se non sono riforme globali, possono fare la differenza nell'efficienza delle nostre istituzioni, sia nelle riforme costituzionali, sia nella riforma del Regolamento che penso tra poche settimane sarà al centro della nostra attenzione, prima nella Giunta per il Regolamento e poi in Assemblea. Queste sono le questioni che volevo affrontare.
Ho iniziato con la citazione di un grande uomo. Permettetemi di concludere il mio intervento citando un altro grande uomo come Nelson Mandela, che sullo sport ha detto parole che non sono facili da dimenticare: lo sport - disse Mandela nel 2000 - ha il potere di cambiare il mondo, di unire le persone; parla una lingua che tutti capiscono ed è capace di portare speranza laddove prima c'era disperazione. Credo siano parole molto vere. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà.
BINETTI (FIBP-UDC). Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, è davvero una bella giornata oggi per tanti giovani di tutte le classi sociali, di tutti gli ordini di studio, di tutte le esperienze possibili con cui gli stessi possono misurarsi, facendo esperienza contemporaneamente di due aspetti importanti della loro vita.
Il primo è la capacità di superarsi, la sfida concreta, quella che viene dettata negli sport individuali dall'obiettivo che tu e solo tu (e tu rispetto a te stesso) puoi raggiungere. L'altro aspetto è quello del gioco di squadra: un obiettivo straordinario per cui hai amici, persone con cui condividi fortemente un risultato che diventa raggiungibile solo se si è uniti. Ebbene, sono obiettivi formidabili quelli che lo sport regala all'educazione: da una parte, la capacità dell'auto dominio e di proiettarsi verso mete sempre più alte ed esigenti; dall'altra, quello della solidarietà, dell'unità, della collaborazione, della lealtà.
Queste due dimensioni, una che potremmo definire orizzontale, per cui ci troviamo insieme a proiettarci verso qualcosa che ci trascende, e un'altra verticale, quella per cui ognuno si misura con se stesso coraggiosamente e con tutta la capacità di concentrazione di cui è capace, sono due coordinate che in un progetto educativo sono del tutto irrinunciabili.
Se dovessimo ricondurre due delle dimensioni essenziali della progettazione educativa dovremmo dire proprio questo a un ragazzo: devi saper stare con te stesso, devi saper superare costantemente e continuamente te stesso, devi saper stare con gli altri e devi saper essere servizio verso gli altri, aprirti agli altri, accettare la soddisfazione della vittoria condivisa e l'altrettanto grande soddisfazione di una vittoria che non hai ancora raggiunto ma che, come diciamo tante volte, non è una sconfitta, è un'esperienza: è un modo per riguardarsi, per capire dove ho sbagliato, dove abbiamo sbagliato e imparare insieme in questa grande e bellissima vittoria che è la capacità di esprimere al meglio tutti i nostri talenti, le nostre doti, i nostri sogni.
Il disegno di legge al nostro esame è un piccolo tassello che, però, sarà capace di avviare processi molto importanti, uno dei quali credo derivi direttamente dall'aver voluto collocare questo provvedimento nell'articolo 33 della Costituzione, quindi con riferimento soprattutto agli aspetti educativi. Dovremo dunque vigilare perché nelle scuole l'insegnamento dello sport venga affidato a persone competenti.
È da molto tempo che in alcuni ordini scolastici l'insegnamento viene affidato alla maestra, al maestro, a una persona capace di farsi amico dei ragazzi in questa grande attività ludica, che peraltro ha obiettivi importantissimi e irrinunciabili, ma che non coincidono con quelli che riguardano più specificamente l'educazione sportiva.
Quindi, mi auguro che il Governo sappia condurre il provvedimento fino alle estreme conseguenze, che significa avere docenti altamente qualificati, che abbiano conseguito un titolo di laurea in scienze motorie e questo dovrà essere per tutti noi un obiettivo importante da ottenere.
Il disegno di legge in esame ha anche un altro obiettivo, che riguarda - direi affettuosamente - molti di noi, ovvero l'attività sportiva che si svolge ad una certa età, da anziani, in quella fascia della maturità a cui bisogna giungere oggi in grande forma, per vivere questi anni che ci sono stati regalati da modelli nutrizionali, da un benessere diffuso, dal fatto stesso che da quasi ottant'anni non facciamo esperienza della guerra. Se vogliamo raggiungere un'età, che una volta si definiva la terza età e che oggi nessuno saprebbe dove collocare - per tanti motivi infatti abbiamo raggiunto e superato molte delle sfide che si sarebbero potute presentare in quel momento - l'attività sportiva è determinante per vincere le battaglie nei confronti di quelle che sono quasi delle malattie croniche: penso al mal di schiena, a quella goffaggine che molte volte diventa la causa indiretta per cui si può cadere, si può inciampare, ci si può rompere un femore o andare incontro a traumatismi. Questo non succede quando si ha un corpo elastico, allenato, che fa ginnastica, che fa esercizio alla presenza, ancora una volta, di persone competenti che ti prendono per mano, che ti aiutano e che fanno per te: corsi di ginnastica dolce, corsi di ginnastica di mille tipi, ma qualcosa che garantisce benessere e una qualità di vita davvero migliore. Da piccoli a molto grandi, sempre lo sport può diventare un compagno di strada importante. Se questo disegno di legge fosse stato vincolato all'altro articolo della Costituzione, che ha come punto di riferimento la salute, avremmo ricordato - e lo ricordiamo ugualmente in questo momento - come lo sport è uno dei quattro determinanti di salute. È un determinante di salute importante, che comunque contribuisce a creare il benessere di base, e quindi dobbiamo tenere conto che fare sport aiuta a ridurre il consumo di farmaci contro il colesterolo, a controllare meglio l'insulina e quindi anche nel paziente diabetico riesce ad aumentare la qualità di vita in termini di consumo inferiore di farmaci. Tante cose belle passano per questo piccolo disegno di legge.
Vorrei aggiungere una cosa che mi sembra importante. Ho proposto un emendamento e mi auguro che goda di tutta l'attenzione del Governo e dei colleghi ed è una sottolineatura: lo sport va considerato un bene di ordine e di rango costituzionale anche per le persone che presentano una qualsiasi disabilità.
PRESIDENTE. Chiedo cortesemente al collega che sta guardando un video in Aula senza neanche utilizzare gli auricolari di avere rispetto per l'Assemblea e per chi sta intervenendo, quantomeno indossando gli auricolari. (Applausi).
Prego, senatrice Binetti, prosegua.
BINETTI (FIBP-UDC). La ringrazio, Presidente.
Mi sto riferendo allo sport che riguarda le persone che presentano una disabilità. Lo faccio forte di una convinzione che ho maturato nella mia attività professionale di neuropsichiatra infantile di tanti anni fa, prima di fare il senatore, vedendo bambini con alcune disabilità che non partecipavano ai giochi della classe perché poteva essere pericoloso, perché si potevano fare male, perché potevano andare incontro a qualche incidente. In qualche modo, abbiamo assistito quasi ad una marginalizzazione di questi ragazzi. Poi fortunatamente - ma questa è ancora un'esperienza elitaria - abbiamo visto esplodere le attività sportive legate alle Paralimpiadi. Non voglio dimenticare questa estate la bellezza di vedere persone che con difficoltà sapevano assumere la propria fisicità apparentemente ferita e proiettarla verso risultati di un tale valore da battere quelli che la maggioranza delle persone avrebbe raggiunto.
Vorrei che in questo disegno di legge, proprio perché di rango costituzionale, fosse esplicitamente scritto che non ci saranno discriminazioni e non ci saranno giustificazioni, neppure in buona fede; per questi ragazzi verrà conservata l'opportunità, su misura per loro e in condivisione con gli altri, per esprimere, attraverso la corporeità, attraverso la presunta disabilità o, come mi piace di più chiamarla, la diversa abilità, talenti incredibili. Ancora di più della solidarietà, saranno i talenti a far dire ai compagni che non hanno le stesse difficoltà: "se ci riesce lui, posso farlo anch'io". Quindi, sarà un rafforzamento di tutto il modello educativo e di tutto ciò che riguarda il benessere nella sua dimensione psicologica, fisica e mentale. Grazie infinite, Presidente; grazie, signor rappresentante del Governo. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà.
MAUTONE (M5S). Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, tutti noi sappiamo che l'attività fisica in generale e l'attività sportiva in particolare (quest'ultima in tutte le sue diverse forme) rappresentano uno dei cardini fondamentali per il benessere psicofisico dell'individuo, ovviamente se associata a una corretta alimentazione e, in generale, a stili di vita sani e regolari.
Lo sport rappresenta inoltre a qualsiasi età, ma in particolare nell'età infantile e adolescenziale, un modello inclusivo, che permette partecipazione, condivisione, aggregazione sociale, sana e corretta competizione, interazione, confronto e lotta all'isolamento sociale. La pratica sportiva permette un modello di vita aperto alle relazioni, amplia gli interessi individuali, stimola e fortifica la personalità, offrendo interessi nuovi, capaci di combattere l'apatia e il disinteresse, prospettando obiettivi e traguardi che, soprattutto nei ragazzi e nei giovani (ma non solo), sono fondamentali per superare l'appiattimento e la mancanza di interessi che sempre più caratterizzano la nostra quotidianità. Non dobbiamo peraltro dimenticare che spesso l'attività sportiva rappresenta una modalità concreta di lotta al disagio sociale e ai fenomeni di devianza giovanile, questi ultimi sempre presenti e in agguato sotto varie forme: consumo di alcol o droga, microcriminalità.
Oltre a questo aspetto sociale, signor Presidente, lo sport è - come detto - uno strumento di benessere psicofisico indispensabile nella prevenzione dello stato di salute globale di ogni cittadino. Di qui la necessità che l'organizzazione e la diffusione della pratica sportiva rappresentino, per qualsiasi collettività e per qualsiasi Paese, la dimostrazione lampante del grado di maturità e di sensibilità sociale, civile e culturale raggiunto. Non a caso i modelli in cui le strutture organizzative sportive e amatoriali risultano più capillari e inclusive sono rappresentati dai Paesi economicamente e socialmente più avanzati, in cui gli indicatori del livello di qualità della vita hanno raggiunto un riscontro estremamente positivo.
Ora, se il diritto alla salute è riconosciuto come un diritto primario e assoluto, lo Stato deve obbligatoriamente tutelare questo diritto inalienabile, in modo pieno e concreto. Salute e sport sono da sempre correlati, come d'altronde è stato da sempre riconosciuto dalla scienza. Di conseguenza, la tutela della salute, come sancito dall'articolo 32 della nostra Costituzione, passa anche attraverso interventi mirati socio-educativi, come quelli di una vigorosa e pianificata promozione dello sport.
La stessa Unione europea è impegnata a contribuire alla promozione dello sport, riconoscendo la sua funzione sociale ed educativa.
Ben venga allora l'approvazione di questo provvedimento che sancisce il diritto allo sport e all'attività motoria come un diritto della persona umana, rimuovendo le discriminazioni e le diseguaglianze.
Profondamente convinto, Presidente, dell'importanza dell'attività sportiva sulla salute psicofisica e della sua rilevanza sociale, ho presentato un disegno di legge al fine di facilitare l'accesso alle attività sportive dei minori, con particolare riguardo alle fasce sociali meno abbienti, ma che purtroppo giace ancora in 6a Commissione, in sede redigente.
Questi provvedimenti possono rappresentare il segnale evidente di un cambiamento di rotta ed il riconoscimento che lo Stato permette realmente l'accesso alla pratica sportiva a tutti.
L'articolo 1 del provvedimento che oggi andiamo ad approvare cita testualmente: «la Repubblica tutela la salute anche mediante la promozione delle attività volte ad impegnare e sviluppare le capacità psicomotorie della persona e agevola l'accesso alla pratica sportiva». Ebbene, Presidente, come si può non essere d'accordo su questo principio fondamentale?
Il MoVimento 5 Stelle, da sempre attento a tutte le problematiche sociali, economiche e sanitarie dei cittadini e ai loro bisogni nella vita quotidiana, non può che appoggiare un provvedimento che vada nella giusta direzione della tutela dei diritti dei cittadini, nel rispetto della loro integrità psicofisica e a garanzia delle loro prerogative inalienabili. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Calandrini. Ne ha facoltà.
CALANDRINI (FdI). Signor Presidente, siamo orgogliosi e lieti di intervenire oggi su un tema per il quale finalmente si mette in discussione un disegno di legge di iniziativa parlamentare. Infatti, come lei sa, signor Sottosegretario, purtroppo in questi anni non è stato possibile farlo, visto che siamo stati intasati dalla decretazione d'urgenza che non ha consentito di svolgere il lavoro che il Parlamento è chiamato a fare: mettere al centro l'iniziativa dei propri parlamentari.
Questo per noi è un momento felice, un momento in cui un disegno di legge, tra l'altro firmato da un nostro collega, il senatore Iannone di Fratelli d'Italia, introduce una modifica in Costituzione, volta a riconoscere l'importanza dello sport, colmando una grave lacuna presente, evidentemente, prima di questo momento.
Fratelli d'Italia, attraverso questa modifica, chiedeva che all'articolo 32 della Costituzione si aggiungesse un comma che tutelasse le attività sportive e garantisse l'accesso alla pratica sportiva. La stesura originale recitava: «la Repubblica tutela la salute anche mediante la promozione delle attività volte ad impegnare e sviluppare le capacità psicomotorie delle persone e agevola l'accesso alla pratica sportiva». Con questa lettura sport e salute sono resi complementari tra loro, e quindi lo sport viene riconosciuto ed annoverato tra i diritti fondamentali costituzionali come l'istruzione, la salute e la tutela dell'ambiente, portatore di valori quali la competizione leale e la solidarietà.
L'Italia chiaramente si adegua a quanto recita il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea secondo il quale l'Unione contribuisce alla promozione dei profili europei dello sport, tenendo anche conto delle sue specificità, delle sue strutture fondate sul volontariato e della sua funzione sociale ed educativa.
L'Italia, con l'approvazione di questa modifica in Costituzione farebbe anche un ulteriore passo in avanti rispetto ad altri Paesi europei, visto che il riconoscimento del valore dello sport in Costituzione, ad oggi esiste solo in pochi Stati europei quali la Bulgaria, la Croazia, la Grecia, la Lituania, la Polonia, il Portogallo, la Romania, la Spagna e l'Ungheria.
Il testo sottoposto all'Assemblea è la sintesi di una serie di differenti ma convergenti disegni di legge costituzionali presentati da vari Gruppi parlamentari diversi e propone, attraverso il suo unico articolo, di aggiungere un comma all'articolo 33 della Costituzione. La disposizione prevede che la Repubblica riconosca il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme. Il contenuto di questo valore è poi declinato in tre direzioni che non sono in rapporto gerarchico tra loro, ma equiordinato e complementare. La collocazione all'articolo 33 ha reso preferibile indicare per primo il valore educativo per la crescita e la formazione della persona. A questo si affianca il valore sociale: lo sport infatti rappresenta spesso un antidoto al degrado e all'esclusione sociale; è alla base di innumerevoli realtà del terzo settore e, in generale, è un potente fattore di aggregazione a tutti i livelli, anche dell'intera comunità nazionale.
In ultimo vi è il valore per la salute, declinato dal testo nei termini più specifici di promozione del benessere psicofisico per indicare un'accezione positiva del concetto di salute non solo come assenza di patologie, ma come miglioramento delle condizioni fisiche e mentali di ogni singolo individuo.
Ci auguriamo, signor Sottosegretario, che l'approvazione di tale modifica avvenga presto; a tal fine sarà importante la collaborazione di tutti. A nostro avviso, prima della fine di questa legislatura, si potrebbe arrivare ad avere questa norma in Costituzione. Ciò dipenderà dalla volontà del Parlamento, ma anche del Governo.
I Governi che si sono succeduti negli anni sembrano aver riconosciuto il valore dello sport solo quando l'Italia ha vinto il Campionato europeo di calcio, quando Berrettini è arrivato in finale a Wimbledon o quando le Ferrari sono tornate a far sognare i propri tifosi.
Lo sport, prima di essere passione, deve essere benessere; lo sport arriva dove Stato e istituzioni spesso non riescono ad arrivare, contribuendo a diffondere i valori su cui si fonda la nostra identità nazionale. Per Fratelli d'Italia non si tratta di apporre una bandierina perché per noi lo sport è esattamente il contrario. Non è un caso che Giorgia Meloni in questi anni di pandemia abbia chiesto più volte di far riprendere, ovviamente in sicurezza, lo sport inteso non come accesso allo stadio, ma come attività sportiva. Lo sport infatti è vita e non ha alcun senso avere strutture, palestre e piscine chiuse e vedere i mezzi pubblici pieni di gente. A tale riguardo il nostro leader nazionale in questi anni di pandemia ha fatto una battaglia.
Signor Sottosegretario, prima della pandemia, lo sport generava il 4 per cento del nostro prodotto interno lordo nazionale. Ora è in ginocchio, tante realtà hanno chiuso e chi resiste molto spesso lo fa nell'indifferenza totale dello Stato, che non ha saputo dare aiuti forti e concreti ed, anzi, con la storia del super greenpass ha tagliato fuori molti adolescenti, molti dei nostri figli dalle attività sportive, interrompendo sogni, ambizioni, ma anche occasioni forti di socialità.
Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 17,28)
(Segue CALANDRINI). Noi di Fratelli d'Italia ci auguriamo che l'approvazione della norma e il suo inserimento in Costituzione servano anche ad evitare simili storture nel futuro. Auspichiamo allora che l'approvazione del disegno di legge sia l'inizio dell'inversione di un percorso con maggiore attenzione della politica al mondo dello sport e forse anche che esso sia evidente nel ripristino di un Ministero dedicato a questa competenza. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Piarulli. Ne ha facoltà.
PIARULLI (M5S). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge oggi in discussione fa sì che lo sport arrivi in Costituzione. Già altri Stati europei lo hanno introdotto nelle Carte costituzionali. Ricordo che il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea ha precisato che lo sport ha profili europei, tenendo conto delle sue specificità, delle sue strutture fondate sul volontariato e della sua funzione sociale educativa. In particolar modo l'Unione è intesa a sviluppare la dimensione europea dello sport, promuovendo l'equità e l'apertura nelle competizioni sportive, la cooperazione tra gli organismi responsabili dello sport, proteggendo l'integrità fisica e morale degli sportivi, in particolare i giovani e le donne a cui devono essere riconosciuti tutti gli istituti giuridici a tutela della maternità.
Questo disegno di legge ha sicuramente trovato l'accordo di tutti i Gruppi politici, perché lo sport è un valore assoluto che non ha colore politico. La disposizione prevede che la Repubblica riconosca il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme. Il soggetto è la Repubblica, ovvero non solo lo Stato, ma anche le Regioni e le autonomie locali, con le relative competenze e funzioni in materia.
La promozione dello sport passa attraverso l'idoneità delle strutture: purtroppo ancora oggi ci sono strutture fatiscenti (palestre delle scuole, piscine) o addirittura inesistenti.
Sono sempre stata convinta dell'importanza dello sport all'interno della nostra società, infatti sin dall'inizio del mio mandato ho presentato due disegni di legge: il primo sullo sport negli istituti minorili, perché lo sport è anche legalità, e l'altro volto alla promozione dell'educazione motoria e sportiva nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria. Quest'ultima previsione sulla scuola primaria è stata accolta con un emendamento del Governo nell'ultima legge di bilancio. Grazie al sottosegretario Vezzali, che ha sostenuto questo emendamento, oggi siamo riusciti ad avere l'insegnamento dell'educazione motoria nelle classi quarte e quinte della scuola primaria e mi auguro che a breve si possa estendere a partire dalla prima elementare.
Ritengo che lo sport sia portatore di uno straordinario potenziale educativo: educazione e sport costituiscono un binomio che necessita di sinergia. Oggi più che mai è fondamentale una forte alleanza tra le istituzioni sportive ed educative per attivare quella contaminazione positiva di valori universali e intramontabili dello sport. La strutturazione della società richiede un patto culturale e sociale che garantisca in tutti gli ambienti l'apprendimento di competenze e valori che potrebbero trasformare la vita di tutti. Il movimento è vita, il movimento educa, foggia il carattere, definisce le nostre scelte e il futuro collettivo; lo sport rappresenta la terza agenzia educativa dopo la famiglia e la scuola.
In un momento particolare, lo sport deve essere accessibile a tutti, a prescindere dalle fasce sociali e dalle abilità, perché lo sport deve essere a favore degli abili ma anche dei diversamente abili, perché lo sport è inclusione. L'importanza dell'attività motoria si evince non solo dal fatto che essa è utile, se non determinante, per una sana ed equilibrata evoluzione dal punto di vista psicofisico ed umano della persona, ma anche in quanto elemento di socializzazione e condivisione di un corretto stile di vita e di relazioni interpersonali. L'attività sportiva è universalmente riconosciuta come un mezzo insostituibile per la prevenzione di molte patologie o disfunzioni legate alla sedentarietà, obesità, sindrome da malassorbimento, diabete, malattie cardiovascolari.
Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 17,33)
(Segue PIARULLI). È un momento complicato, tragico, in cui parlare di sport sembra quasi assurdo, ma proprio dalle nostre reminiscenze classiche dobbiamo ricordare che lo sport ha rappresentato un elemento di pace, quindi io mi auguro che il presente disegno di legge possa costituire un elemento fondante proprio per quella pace che in questo momento storico è particolarmente richiesta, soprattutto dai nostri giovani. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà.
IANNONE (FdI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, per Fratelli d'Italia lo sport non è mai stata una materia di serie B.
Nel programma elettorale del nostro partito, che avevamo sottoposto agli elettori nel 2018, avevamo scritto testualmente con il nostro leader Giorgia Meloni che lo sport doveva trovare questo un suo riconoscimento in Costituzione.
Oggi quindi è una giornata felice, ma anche importante. L'auspicio è che questo processo possa conoscere il suo compimento.
Fin dai primi giorni della legislatura ci siamo dedicati a questo disegno di legge, precisamente l'Atto Senato 747 da me presentato insieme al collega Calandrini, il quale non lo ha detto nel suo intervento. C'è una sensibilità storica della destra su questo tema: voglio ricordare in quest'Aula che il primo a presentare un disegno di legge per il riconoscimento dello sport in Costituzione fu il compianto senatore Giulio Maceratini, Capogruppo di Alleanza Nazionale in quegli anni (Applausi).
Oggi siamo felici, dopo l'ottimo lavoro che è stato svolto, a mio avviso, nella Commissione affari costituzionali e voglio ringraziare il presidente Parrini, il relatore Grimani e naturalmente anche il sottosegretario Vezzali, che da par suo sa bene quello che rappresenta questo momento per un universo di positività qual è il nostro mondo dello sport.
È il riconoscimento che va tributato alle vittorie dei nostri campioni, che ci emozionano e rinsaldano il senso di appartenenza alla comunità nazionale, ma è anche il riconoscimento a tutto quel mondo della pratica di base dello sport, che ostinatamente fa sacrifici per raggiungere quegli obiettivi e quelle finalità che tutti i colleghi intervenuti in Aula hanno dichiarato.
Per tali ragioni abbiamo il dovere di tributare a questo mondo il riconoscimento al quale da anni anela, peraltro in un momento di grande difficoltà, come ha ricordato il collega Calandrini, in cui scelte improvvide, a nostro a nostro avviso, hanno minato e messo in ginocchio tutti coloro che vogliono continuare a esercitare questa passione per fare in modo che lo sport sia e continui a essere comunque e in ogni momento educazione, socialità e tutela della salute attraverso un sano stile di vita.
Credo che il passaggio odierno debba essere dedicato innanzitutto a questo mondo che merita nella sua interezza, con il voto di ognuno di voi, di conoscere un nuovo inizio e di essere riconosciuto per quello che è. Parliamo di persone che rappresentano una grande scuola di vita e che fanno in modo che ogni differenza e ogni barriera cada attraverso la pratica sportiva. È un mondo che tiene lontano dalle devianze e dalla strada tantissimi giovani e che rappresenta in molti casi - consentitemi di dirlo - soprattutto al Sud, l'unica valvola di sfogo sociale positiva che hanno i giovani che, attraverso la cultura del sacrificio sportivo, capiscono anche come si costruisce l'uomo nella vita. E poiché gli esempi, i gesti, il vissuto valgono più di tanta teoria e spesso retorica, noi pensiamo che oggi si dia inizio ad un processo che vada a rendere merito a quel mondo dello sport che pensa che il suo fatturato sia la passione. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà.
GALLONE (FIBP-UDC). Signor Presidente, signori del Governo, colleghi, in un tempo in cui le giornate sono dense di preoccupazioni e di pensieri cupi, oggi è un giorno bello. Lo sport sarà tutelato dalla Costituzione per il bene primario che è.
Stiamo toccando ancora la nostra Costituzione, ma la stiamo toccando piano, la stiamo toccando con delicatezza, come va fatto, solo per renderla, se possibile, ancora più precisa, ancora più efficace nel tutelare quei diritti fondamentali che stanno alla base di un equo e giusto sistema democratico, che stanno alla base della nostra storia repubblicana.
Lo abbiamo già fatto inserendo nella nostra Carta il tema dell'ambiente, oggi centralissimo, dalla cui tutela dipende ogni forma di sostenibilità e il benessere stesso del nostro pianeta e, di conseguenza, di ogni essere vivente, a partire dall'essere umano. Ora lo facciamo con lo sport, che è il sistema più incredibile di benessere, di comunicazione, di integrazione, di cura psicofisica e accessoria alla medicina, di educazione e di inserimento sociale.
Forza Italia, nell'uno e nell'altro caso, ha presentato il proprio disegno di legge partendo da lontano. Ne ho condiviso, infatti, il percorso, prima con Stefania Prestigiacomo e Michela Brambilla sul tema dell'ambiente, e oggi con la nostra Giusy Versace, energica e inarrestabile paladina dello sport in generale e dello sport in Costituzione in particolare, tema di cui ha fatto la sua gara più importante.
Il disegno di legge costituzionale intende valorizzare l'attività sportiva tra i principi della Costituzione italiana. Rispetto al testo iniziale, che prevedeva la modifica dell'articolo 32, quello che si riferisce alla salute, il testo in esame modifica l'articolo 33, quello inerente all'istruzione, sempre al Titolo II. Quindi, la Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva. Un esempio, perché lo sport è esempio: l'esempio più immediato dei corretti comportamenti sociali; la sportività, un valore altissimo.
Forza Italia è orgogliosa di aver presentato uno dei sei disegni di legge esaminati e diventati poi un testo unico, quello che ci apprestiamo a votare oggi, presentando anche emendamenti ed un ordine del giorno a tutela delle persone più vulnerabili e anziane, come meglio descritto prima dalla collega Binetti, e per attivare, nelle aree più fragili del Paese, quella rete di sicurezza che lo sport può rappresentare proprio per quei giovani che si trovano ai margini della società.
Ancora, il disegno di legge tende a rilanciare le attività di volontariato, che svolgono un ruolo anche per ciò che riguarda gli aspetti della promozione della salute pubblica attraverso l'attività fisica, per fare in modo che venga data ulteriore e concreta attuazione pratica al principio che la ispira.
Penso a un caso su tutti: quello del "La passione di Yara", associazione fondata da Maura e Fulvio Gambirasio, genitori di Yara, ragazzina trucidata a tredici anni nel Bergamasco proprio mentre tornava da un allenamento di ginnastica ritmica. Oggi, attraverso la promozione e l'aiuto ai ragazzi che vogliono dedicarsi allo sport, questi genitori hanno trasformato il dolore in azione concreta, di crescita sana, di tanti ragazzi che da soli non avrebbero potuto coronare il loro sogno atletico. E saluto anche Keba, Natan e Gioele, i suoi fratelli, attivissimi in questa attività.
Lo sport e l'attività sportiva hanno ormai un'importanza fondamentale nella vita quotidiana di ogni persona, senza limiti di età, di genere, di stato fisico. È una delle forme di comunicazione non verbale più efficace che consente di comunicare senza bisogno di parole o di una lingua comune ed è quanto di più armonizzante e accessibile. Eppure non si era mai pensato fino a oggi di dargli una tutela costituzionale. Oggi è quanto mai appropriato per diverse ragioni.
Lo sport contribuisce in modo fondamentale al benessere fisico e psicofisico; l'attività sportiva è utile nella cura di alcune malattie ed è fondamentale nell'aiuto ad alcune disabilità, diventando quindi un concreto ausilio per le famiglie. L'attività sportiva contribuisce a razionalizzare e diminuire la spesa sanitaria; lo sport mobilita i sentimenti positivi di milioni di persone; lo sport possiede anche una notevole valenza economica. La circostanza, quindi, di avere riconosciuta la dignità dell'attività sportiva in Costituzione potrà dare ulteriore impulso all'iniziativa legislativa ordinaria e faciliterà l'operosità delle associazioni sportive e delle palestre che, in questo momento ancora di più anche a causa delle chiusure da pandemia, sono state toccate da una serie di problemi.
Sono stata una sportiva e so bene quanto lo sport mi abbia aiutato nella mia crescita con i valori di lealtà, condivisione, correttezza, impegno e costanza. Sono un'insegnante e nulla mi ha mai più rattristato di un sistema scolastico che a volte ancora non comprende che l'attività sportiva, anche agonistica, e l'impegno scolastico possono serenamente convivere, anzi diventano un potenziamento dell'impegno in tutte le discipline sportive e di istruzione. (Applausi). L'educazione fisica, al pari di quella artistica e musicale, deve diventare materia fondamentale. Ricordo a me stessa e ai miei colleghi insegnanti che un ragazzo e una ragazza che si impegnano nello sport si impegneranno sempre anche a scuola, perché per loro, avanti a tutto, ci sono il rispetto delle regole e la disciplina: basta metterli nella condizione di poter conciliare tutto e non mettendo loro - invece - i bastoni tra le ruote.
Per completare il tutto è necessario potenziare e dare la giusta attenzione alle palestre scolastiche, garantendo un sistema di insegnamento adeguato e tenuto da docenti competenti e specializzati. Siamo tutti testimoni di quanto lo sport unisca una Nazione sotto la propria bandiera, creando ammirazione verso i più bravi, e che le uniche guerre che si dovrebbero combattere sono solo le sane competizioni olimpiche. Il presidente Berlusconi, insieme al senatore Galliani, sottoscrittore anch'egli del disegno di legge di Forza Italia, ne hanno vinte di competizioni sportive e per loro oggi c'è anche la soddisfazione di questa legge costituzionale.
Non parliamo poi di quanto lo sport sia terapeutico per ogni patologia fisica e psichica. Per questo lavoreremo affinché i medici di base possano prescrivere l'attività sportiva come terapia, prevedendo esenzioni specifiche per i corsi nelle palestre sportive.
Lo sport è inoltre armonizzante per le persone diversamente abili. Diversamente è il termine corretto, perché definirei queste persone decisamente molto più abili della maggior parte di noi nel rivelarsi campioni incredibili che sono diventati esempio e icone del nostro tempo. Quando dico campioni, intendo campioni di vita.
A tal proposito, il nostro secondo appello oggi e la nostra azione sono volti a fare in modo che non si parli più di Paralimpiadi, ma solo di Giochi olimpici con diverse categorie di competizione (ma questa è un'altra storia e guardo negli occhi proprio il sottosegretario Vezzali). (Applausi).
Che la Costituzione tuteli lo sport è giusto e corretto, così come che tuteli ogni forma di attività sportiva e la possibilità di ognuno di esercitarla in ogni forma. È davvero bellissimo ritrovarci oggi qui, tutti uniti, proprio in nome dello sport. Ringrazio il presidente Parrini per la dimostrazione di sportività che mi ha riservato e lui sa il perché. La sportività è il valore che dovrebbe stare alla base di ogni azione umana, perché ricordiamoci che lo sport vuol dire pace e mai come in questo momento ne abbiamo veramente bisogno. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Castaldi. Ne ha facoltà.
CASTALDI (M5S). Signor Presidente, a mio parere oggi il Senato si eleva, permettendo a dei valori educativi di affermarsi a testa alta nella nostra Carta costituzionale. Approvando questo disegno di legge costituzionale nel test proposto dalla Commissione, immagino all'unanimità, inseriamo un nuovo comma nell'articolo 33 della Costituzione che recita: «La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme».
Va subito ribadito un concetto: lo sport ha sempre assunto significati molto più importanti e molto più profondi rispetto alla gara e alla manifestazione in se stesse e ha sempre avuto una rilevanza quale aspetto sociale e collettivo. Basti pensare a come l'identificazione collettiva nel nostro Paese avvenga molto più facilmente attraverso gli sport nazionali. Non a caso, nel Next generation Italia si rivolge estrema attenzione allo sport. Uno degli esempi - ce ne sono tantissimi, ma ne cito uno - è la rigenerazione urbana, che è uno degli strumenti che favoriscono l'inclusione.
Parlando di Costituzione, visto che si tratta di una riforma costituzionale, ricordo - già lo sappiamo - che l'Assemblea costituente all'inizio non accolse esplicitamente lo sport, perché aveva un timore; venivamo da un periodo difficile, brutto e buio e aveva il timore che le discipline agonistiche potessero sfruttare nuovamente, per fini propagandistici o ancor peggio per proselitismo ideologico, l'agonismo. Che cosa fecero però i Padri costituenti? Sparsero - mi permetta questo termine, Presidente - la parola «sport» nell'articolo 2, nell'articolo 18 e nell'articolo 32 della Costituzione. Sappiamo anche che l'Europa preserva i valori dello sport moderno, così come sappiamo dal dossier che è stato stilato - colgo l'occasione per ringraziare i funzionari del Senato che sono sempre speciali - che altri Stati membri dell'Unione europea hanno in Costituzione disposizioni relative allo sport. D'altronde, colleghi, le associazioni sportive sono tra le più diffuse formazioni sociali e ciò non avviene solo nel nostro Paese, ma in tutto il mondo.
Io sono stato un uomo di sport, lo sono ancora per quel che è possibile, ma lo sport mi ha insegnato un'infinità di cose; ne ho elencate alcune, ma non sono sufficienti: il rispetto dell'altro, la collaborazione, l'integrazione, l'appartenenza, la sana competizione, la disciplina, la costanza, l'impegno, il sacrificio, la motivazione, l'autostima, la lealtà e l'etica. Come hanno insegnato queste cose a me e a tanti altri giovani all'epoca? Destando in noi emozioni, quindi nella maniera migliore possibile. Una delle caratteristiche dello sport è anche quella relazionale, quella che favorisce l'osservanza delle regole. Ciascuno di noi è disposto a dare agli altri ciò che prevede per sé stesso, vuole per sé stesso, pretende per sé stesso. Un altro esempio, ma ce ne sono a migliaia, è lo spirito di gruppo: si riesce in gruppo ad ottenere molto di più di quello che si riesce a ottenere individualmente. Soprattutto, mi lego al discorso della senatrice Gallone che ho appena ascoltato, si riesce ad accettare la diversità. In un passaggio del relatore Grimani - che ringrazio - lui lo definisce antidoto al degrado e all'esclusione sociale e fa benissimo a ribadirlo; di questo lo ringrazio. Col suo permesso, Presidente, cito anche il Presidente della Repubblica che poco fa, in un'occasione di festeggiamenti per gli olimpionici, ha detto loro «avete emozionato gli italiani».
Come tutti noi in quest'Aula oggi sono molto soddisfatto di questo straordinario primo passo e rilevante traguardo che raggiungiamo. Peraltro, lo raggiungiamo con una trasversalità politica e non è un caso che ci venga data proprio dalla positività che lo sport esprime in sé. Poche settimane fa gli atleti paralimpici e olimpici ci hanno coinvolto tutti, ci hanno fatto sentire una grande squadra e oggi anche qua in Parlamento, una volta tanto, ci sentiremo una grande squadra. (Applausi).
Signor Presidente, non utilizzerò tutto il mio tempo, ma mi permetta anche una digressione personale. Ho un papà che viene dal mondo dello sport e quando lui ha smesso - si dice dismesso, ci sono tanti colleghi qui - ovviamente ha avuto dei momenti di delusione, come ce li hanno tutti quando finiscono. L'appiglio che ha avuto è stato quello di poter dare ad altri giovani le stesse possibilità affinché potessero avere gli stessi insegnamenti dal mondo dello sport. Questo insegnamento lo ha trasmesso a me ed è stato il motivo per cui, terminati gli studi superiori, iniziai l'ISEF. È stato un grande insegnamento. Se lei pensa che nella mia piccola cittadina tantissimi ragazzi arbitri hanno calcato poi campi di calcio di serie A, in percentuale rispetto al numero degli abitanti e ai tesserati dell'AIA, il risultato è stato veramente sorprendente. (Applausi). Proprio quell'esempio e quell'insegnamento mi hanno fatto intraprendere quella strada.
In conclusione, voglio citare una massima, in questo momento molto difficile di crisi internazionale: nello sport si vince senza uccidere, in guerra si uccide spesso senza vincere. (Applausi). Credo che oggi, colleghi, per usare termini sportivi, sprigioniamo delle endorfine, iniettiamo delle fonti di salute, delle fonti di benessere e - mi permetto di dire - anche delle fonti di pace in quella Carta che unisce il nostro popolo su dei valori condivisi.
Concludo il mio intervento facendo a tutti noi le congratulazioni per questo primo passo. (Applausi).
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il relatore.
GRIMANI, relatore. Signor Presidente, non intendo intervenire in sede di replica.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. (Brusio).
Chiedo ai senatori di fare un po' di silenzio.
VEZZALI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, desidero esprimere un caloroso ringraziamento al presidente Parrini, al relatore Grimani e ai membri della 1a Commissione per il lavoro svolto, che ha portato a un testo condiviso, che rappresenta uno sforzo di sintesi importante, visto che si partiva da sei diversi disegni di legge. Ringrazio per la collaborazione anche tutti i soggetti auditi che, con la loro esperienza e competenza, hanno sottolineato la necessità di dare allo sport dignità in Costituzione. Il risultato del voto in Commissione, che ha approvato il testo unificato all'unanimità, ha riconosciuto finalmente l'importanza dello sport e dei suoi valori. Lo sport, com'è noto, concorre alla formazione della persona, al suo benessere psicofisico, è un utile strumento di integrazione, insegna il rispetto delle regole e il rispetto per l'avversario.
Questo primo passaggio parlamentare, raggiunto in poco meno di cento giorni, è il primo dei quattro necessari per rendere definitiva questa modifica. Solo così avremo l'introduzione dello sport tra i valori tutelati dalla Costituzione. Si tratta di un traguardo storico che ci allinea al Trattato di Lisbona del 2009 e alle Carte costituzionali di diversi Stati membri, che già prevedono la promozione dello sport.
Oggi auspico, compatibilmente con quanto prevede l'articolo 138 della Costituzione, che l'iter parlamentare possa concludersi nell'arco di questa legislatura. (Applausi).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli del testo unificato proposto dalla Commissione.
Procediamo all'esame dell'articolo 1, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
VITALI (FIBP-UDC). Signor Presidente, preannuncio il ritiro degli emendamenti 1.9 e 1.101, a prima firma delle senatrici Gallone e Binetti, che abbiamo trasformato in un ordine del giorno a firma dei senatori Binetti, Gallone, Vitali, che è ora all'esame del Governo. Il ritiro è quindi subordinato all'accoglimento dell'ordine del giorno.
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, annuncio il ritiro degli emendamenti 1.2, 1.4 e 1.100, ma non perché sia soddisfatta della soluzione.
PRESIDENTE. Prendiamo atto del ritiro.
Sottosegretaria Vezzali, accoglie l'ordine del giorno G1.900?
VEZZALI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Sì, signor Presidente, l'accolgo.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.900 non verrà posto ai voti.
Passiamo alla votazione finale.
SBROLLINI (IV-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SBROLLINI (IV-PSI). Signor Presidente, sottosegretaria Vezzali, ringrazio subito il relatore Grimani, il presidente Parrini e tutte le colleghe e i colleghi sia della 1a che della 7a Commissione, perché è stato svolto davvero un lavoro di squadra, per usare un linguaggio sportivo. È stato un lavoro unitario, che permette di aprire un'importante pagina e di mettere un primo tassello nella riforma del welfare a cui stiamo lavorando da tempo.
Permettetemi di dire prima di tutto che è una giornata importante... (Brusio). Presidente, così è impossibile andare avanti.
PRESIDENTE. Senatrice Sbrollini, la comprendo perfettamente.
Invito i colleghi che devono abbandonare l'Aula a farlo in silenzio. Chi rimane stia comunque in silenzio per consentire ai colleghi di intervenire.
Senatrice, proviamo, prego.
SBROLLINI (IV-PSI). La ringrazio, Presidente, cercherò di alzare un po' il tono della voce.
Dicevo che è una giornata importante per lo sport perché finalmente si sancisce il diritto allo sport così come il diritto all'istruzione e quello alla salute, così come abbiamo fatto nelle settimane scorse inserendo la tutela ambientale in Costituzione. È importante in un momento così difficile: nei due anni di pandemia abbiamo visto cosa ha significato per le famiglie il fatto che i nostri ragazzi - di tutte le età - non potessero in alcun modo fare attività sportiva. Lo abbiamo visto e lo stiamo vivendo ancora ora, purtroppo, con gli eventi tragici della guerra. Al contempo - come è stato ricordato anche precedentemente - lo sport rappresenta un valore simbolico, ideale, quello che non ha confini. Aggiungo che è anche il farmaco più efficace per contrastare e prevenire tante malattie, lo strumento più efficace per contrastare le dipendenze, per abbattere le barriere e per promuovere una vera inclusione sociale. Ma lo sport è anche uno strumento di pari opportunità, oltre a essere un grande volano per l'economia del nostro Paese. Pensate che lo sport rappresenta, dal punto di vista economico, circa l'1,7 per cento del PIL italiano. E ha un valore sociale, educativo, culturale, perché forma la personalità, favorisce la crescita dei nostri ragazzi e li forma ai valori, agli ideali, ma anche al rispetto delle regole, alla disciplina, e agli stili di vita sani, come l'alimentazione corretta, che poi promuovono il benessere psicofisico. È quindi un farmaco che non ha controindicazioni.
Il provvedimento che voteremo oggi è importante perché - come dicevo prima - è una gamba fondamentale della riforma del welfare. Guardo con grande attenzione la sottosegretaria Vezzali, perché è un sogno che si realizza insieme oggi qui in Senato, ma che ha radici antiche; già nella scorsa legislatura alla Camera avevamo infatti lavorato insieme per ottenere questo importante risultato e mi auguro che anche alla Camera ci sia un'accelerazione per approvarlo velocemente. È importante perché si abbraccia e abbraccia la stessa riforma dello sport, come è stato detto prima. Pensiamo al professionismo femminile - risultato che speriamo di raggiungere presto - ma anche all'occupazione, al lavoro sportivo, riconoscendo quindi professionalità a un grande mondo che però va tutelato, che ha passato due anni veramente difficili, se pensiamo all'impresa sport e ai gestori degli impianti sportivi.
Per tutti gli aspetti che abbiamo citato - la scuola, la salute, l'inclusione sociale, il valore culturale - possiamo finalmente aprire un capitolo nuovo anche nel senso di una accelerazione e di una facilitazione dell'accesso alle risorse economiche, così come è stato fatto già in altri provvedimenti, dove sono arrivati sicuramente dei sostegni, ma non sono certamente ancora sufficienti. Abbiamo la necessità che tutto lo sport, in modo particolare lo sport di base, possa davvero lavorare a pieno ritmo, anche con l'apertura degli stadi alla capienza al 100 per cento, che vedremo a breve, già giovedì, con la prima partita della nostra Italia, che si giocherà nella città di Palermo.
Tante sono le considerazioni da fare e credo che in un momento così drammatico e difficile il fatto di aver visto le Olimpiadi - quindi la bandiera ucraina e gli sguardi orgogliosi degli atleti ucraini, che hanno avuto la capacità e la forza di farsi vedere in un evento così importante - ci abbia dimostrato che lo sport unisce e può essere anche simbolicamente importante come valore e strumento di pace, capace magari di far superare alcuni conflitti che ci auguriamo possano davvero finire presto.
Infine, vorrei dire che con l'approvazione di questo importante provvedimento sono convinta che le tante proposte di legge al vaglio del Governo e delle Commissioni parlamentari potranno trovare una rapida approvazione. Abbiamo ricordato il provvedimento che riguarda i laureati in scienze motorie, con una importante sperimentazione che partirà già da settembre nelle quarte e quinte elementari, augurandoci che poi questo possa diventare davvero un provvedimento stabile, con l'assunzione dei laureati in scienze motorie, perché abbiamo bisogno di docenti preparati anche su questa materia.
Così come abbiamo bisogno di professionalizzare sempre di più lo sport con figure importanti manageriali e di mettere in sicurezza - è un lavoro che Governo e Parlamento stanno facendo insieme - le nostre palestre e farne di nuove e di più belle là dove ancora non ne abbiamo, grazie anche al PNRR. Penso alla sicurezza degli impianti sportivi, perché sappiamo che tanti sono fatiscenti, mentre in molti territori italiani proprio non esistono. Questo è anche un modo per contrastare e combattere le tante disuguaglianze, che sono sicuramente prima di tutto sociali e vedono addirittura intere aree del Paese senza un luogo di attività sportiva, senza un luogo educativo e valoriale. Questo poi ci obbliga a ripensare a modelli nuovi, a modelli di società e di città diversi dal passato.
Concludo dicendo che siamo molto soddisfatti. Abbiamo presentato una nostra proposta di legge, come Gruppo Italia Viva-P.S.I., e sono felice che alla fine abbiamo trovato un testo unitario di tutto il Parlamento. Voteremo quindi a favore del provvedimento in esame. (Applausi).
BARBARO (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBARO (FdI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi è un giorno importante per il mondo dello sport. Ci tengo a sottolineare le motivazioni che hanno determinato l'atteggiamento favorevole di Fratelli d'Italia già all'interno della Commissione e adesso in Aula, con il voto favorevole che ci apprestiamo a esprimere.
Credo sia opportuno fare un piccolo riassunto delle tappe attraverso le quali siamo arrivati o, meglio, arriveremo all'approvazione di questo importante provvedimento, storico ed epocale per il mondo dello sport. E credo sia opportuno farlo non solo e non tanto per i ringraziamenti, che comunque sono dovuti, quanto perché è fondamentale inquadrare con precisione il contesto culturale, storico e politico all'interno del quale è maturata la scelta del Parlamento. È un qualcosa che ci tengo a lasciare agli atti. Anche oggi nel corso della discussione generale, così come avviene da tanti anni, si è sentito parlare in forme spesso enfatiche del mondo dello sport, e non solo per quanto riguarda gli aspetti legati alla conquista delle medaglie da parte dei nostri campioni, che ovviamente ci inorgogliscono, ma anche per gli aspetti collaterali relativi al mondo dello sport.
Le cose, però, non sono sempre andate così; ci sono stati dei problemi e su di essi è giusto accendere i riflettori. È giusto che vengano messi a verbale - se così vogliamo dire - per cercare di non ripetere gli errori che hanno caratterizzato il mancato decollo o, meglio, la mancata concezione della giusta dignità che spetta al mondo dello sport. Il mio pensiero corre immediatamente alla prima volta che è approdata nel Parlamento italiano una proposta di legge costituzionale di riforma del mondo dello sport, ossia l'inserimento del diritto, della tutela e della promozione dello sport all'interno della nostra Costituzione. Lo ha già ricordato poc'anzi il senatore Iannone e ritengo doveroso aggiungere altre considerazioni rispetto a quello che fu storicamente il primo tentativo in Parlamento, attraverso un disegno di legge presentato nel 1997 dal senatore Maceratini, allora Capogruppo di Alleanza Nazionale, (Applausi) uomo importante per le istituzioni, che ha sempre avuto a cuore le sorti dello sport. Già il senatore Maceratini venticinque anni fa - ripeto che sono passati venticinque anni dall'approdo in Parlamento del primo disegno di legge - aveva intuito che, per riformare il sistema sportivo italiano, fosse necessario costruire una cornice. E quale migliore cornice di una riforma costituzionale per riformare il sistema sportivo del nostro Paese? Una dignità quindi di rango superiore che non poteva non passare attraverso una legge di riforma costituzionale.
Leggo dalla sua proposta di legge, che seppure risale a venticinque anni fa, è ancora attuale: elevare a livello costituzionale il diritto allo svolgimento dell'attività sportiva, intesa come momento ricreativo, ma anche di educazione e rigenerazione spirituale, è proposta che allineerebbe lo Stato Italiano ad altri Stati europei che hanno già assunto da tempo detta determinazione e che riconoscono detto diritto per tutti i cittadini come diritto primario, degno della massima tutela. L'ho detto non solo per tributare il giusto e doveroso omaggio al senatore Maceratini, ma anche per ricostruire la storia dell'approccio della destra italiana nei confronti di questa materia. Come già rilevato dal senatore Iannone, non abbiamo mai considerato lo sport una materia di serie b e ne è ennesima riprova il fatto che anche in questa legislatura per la prima volta il disegno di legge, a firma dei senatori Iannone e Calandrini, è stato cronologicamente depositato. Ciò non solo ha determinato la nascita di un nuovo interesse, ma ha anche consolidato quel percorso culturale che il nostro partito da sempre ha inteso intraprendere nei confronti del mondo dello sport.
Va anche detto che ci sono stati dei fermenti che all'esterno del Parlamento hanno permesso di porre le condizioni legislative per incardinare il provvedimento. Di questo va dato atto a due associazioni, Cultura Italiae e Sport Italia, che hanno messo attorno a un tavolo tutti i partiti, che poi si sono trovati in Commissione a gestire l'incardinamento del provvedimento, dando il loro contributo. Se non ci fosse stato però anche l'apporto determinante del sottosegretario Valentina Vezzali, tale contributo forse non avrebbe assunto una forma. Ricordo che ne abbiamo cominciato a parlare il 6 dicembre, poco meno di quattro mesi fa. Eppure, le associazioni sono riuscite a determinare lo stimolo ed ottenere il supporto convinto del sottosegretario Vezzali che - lo ricordo - anche da parlamentare aveva presentato una proposta di legge in tal senso, spingendo il Parlamento, anche grazie al suo contributo, in questa direzione; una direzione per la quale mi sento veramente di ringraziare tutti i componenti della Commissione, a partire dal presidente Parrini, per il contributo dato. Mi sia consentito di ringraziare anche il nostro Capogruppo in Commissione, il senatore Malan, per la pronta presenza soprattutto in termini di ricevimento delle istanze prodotte dal nostro partito.
Tengo a sottolinearlo perché in settanta anni non siamo mai riusciti ad arrivare al punto che stiamo raggiungendo oggi; un punto che va a riconoscere l'importanza non solo dello sport, ma anche degli attori protagonisti che hanno determinato la sua crescita nel nostro Paese. Mi riferisco alla rete enorme, la rete sociale più diffusa nel nostro Paese; ai milioni di persone che praticano, ai milioni di volontari, centinaia di migliaia di praticanti che attraverso le associazioni sportive permettono di erogare, in assenza di un costo sociale rilevante, un servizio importante. La rete dell'associazionismo è la rete sociale più diffusa. È un presidio territoriale che, però, non è mai stato attenzionato come avrebbe dovuto da parte delle istituzioni, proprio perché mancava una spinta culturale che andasse, attraverso il conferimento nella norma di rango superiore, a conferire una divinità diversa al mondo dello sport.
Parlavo di numeri impressionanti: 100.000. Se dovessimo fare un raffronto con altre strutture non necessariamente sportive, potremmo richiamare i tabaccai, che nel nostro Paese sono 50.000, oppure le parrocchie, che sono 28.000. Considerate, dunque, come è impressionante il numero del grandissimo presidio sociale che sono le associazioni, che possono essere definite, senza timore di essere smentiti, una vera e propria agenzia educativa.
Nonostante la presenza diffusa nel nostro Paese di questo di questo grande tessuto sociale, non ci sono mai state le condizioni affinché il mondo dello sport potesse ottenere i giusti riconoscimenti e questo per due motivi, l'uno figlio dell'altro: nel nostro Paese ci si è sempre approcciati al mondo dello sport come a un fatto estremamente competitivo; si è dimenticato lo sport nelle sue sfaccettature; si è dimenticato di considerare lo sport in tutte le sue accezioni. Bene ha fatto Fratelli d'Italia a presentare un emendamento che sembrava ricondurre a sole cinque parole il senso della nostra azione, poiché abbiamo proposto che le attività sportive dovessero essere protette in tutte le loro forme. Abbiamo inteso difendere il mondo dello sport in tutte le sue accezioni e questo non deve essere mai dimenticato, perché la mancanza di cultura dello sport a 360 gradi nel nostro Paese ha prodotto le degenerazioni delle quali ho prima parlato.
Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 18,20)
(Segue BARBARO). Avviandomi alla conclusione, dobbiamo assolutamente cercare di sfruttare questa occasione per trarne tutti i benefici possibili, ovviamente a partire dalla Costituzione fissa e non riconducibile alla volontà politica del Governo di turno o di un Ministro. Dobbiamo cercare di elevare l'attenzione che c'è nei confronti del mondo dello sport, dandogli una dimensione stabile.
Per questi motivi oggi convintamente, con entusiasmo e con orgoglio dichiaro il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia al provvedimento in esame. (Applausi).
BITI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BITI (PD). Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghi e colleghe, è inutile dire che, se dobbiamo pensare alla nostra Costituzione come a una sorta di programma con degli obiettivi e, quindi, delle finalità, diremmo che tra loro c'è quella di raggiungere la piena inclusione sociale, la formazione il più adeguata possibile a tutti i livelli per tutti e per tutte, e uno stato di salute ottimale. Possiamo dire che l'introduzione dello sport - e poi specificherò meglio che si tratta non di sport, ma di attività sportiva - nella Costituzione ci dice che abbiamo aggiunto un tassello nel senso di raggiungere pienamente gli obiettivi che la nostra Carta si prefigge.
Devo ringraziare la 1a Commissione, che ha seguito i lavori del presente disegno di legge costituzionale; il relatore, il Presidente e tutti i colleghi che hanno lavorato senza preconcetti né preclusioni. Ricordo che partivamo da proposte anche diverse, perché ciascuno aveva inserito l'attività sportiva, l'attività fisica, in articoli diversi della Costituzione e, anche grazie al sottosegretario Vezzali, che ringrazio per averci seguito in questo lavoro, siamo entrati nel merito, con discussioni che sono state anche all'altezza del lavoro che ci prefiggevamo. Così siamo arrivati, anche in tempi piuttosto brevi, a realizzare questa modifica, anzi ad aggiungere all'articolo 33 della nostra Costituzione un nuovo paragrafo che afferma che la Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in ogni sua forma.
La discussione se inserire la parola «sport» oppure un'altra parola è stata altrettanto affascinante. Faccio qui una menzione e ringrazio il collega Bressa, anche se non è oggi presente in Aula, il quale ci ha riportato al valore del lessico e delle parole, che deve essere salvaguardato. Occorre preservare dunque la nostra legge primaria, che non può essere trattata prescindendo dall'obiettivo di utilizzare parole scelte con attenzione, che abbiano significati onnicomprensivi e che parlino però italiano al massimo livello.
Fare riferimento all'attività sportiva in ogni sua forma ci dice che deve essere il più inclusiva possibile, e questo è stato un altro ambito di discussione. Tutti infatti, allo stesso modo, abbiamo cercato parole che potessero davvero comprendere tutti gli sport, tutte le modalità di fare sport e tutti coloro che praticano sport, dai bambini più piccoli fino alle persone più anziane. Non dimentichiamo che il mondo dello sport, forse prima di tanti altri - c'erano anche emendamenti in questo senso e ringrazio per come è stato trattato il tema - anche attraverso le Federazioni paralimpiche e il Comitato italiano paralimpico, al pari del Comitato olimpico nazionale, ha svolto quella attività di inclusione che ha da sempre.
Stamani leggevo un po' di storia dello sport, anche per cercare di prepararmi al meglio per la mia dichiarazione di voto. È molto interessante notare come sin dalla nascita dell'umanità - si hanno apparizioni anche ai tempi degli egizi, al di là del fatto che, come tutti sappiamo bene, i greci e romani ci hanno insegnato moltissimo in questo senso - l'attività sportiva, il misurarsi, il competere, il cercare di migliorare se stessi gareggiando con gli altri hanno fatto sempre parte della storia dell'umanità.
Lo sport e l'attività sportiva hanno conosciuto nel corso dei secoli dei cambiamenti fino a arrivare all'epoca dell'Illuminismo, nella quale lo sport come benessere e come attenzione allo stato di salute, non soltanto fisico, ma anche mentale e psichico è arrivato al massimo. Con De Coubertin, poi, che ha fondato le Olimpiadi moderne, si è avuto come un sigillo su queste attività, sullo sport.
È inutile dire che le associazioni sportive e tutti coloro che in qualche modo praticano attività sportiva rappresentano l'ossatura sociale dell'Italia. È fondamentale tener presente quanto sia importante, soprattutto per i giovani e i giovanissimi, trovare nelle loro città e nei loro paesi, dai più grandi ai più piccoli, alle periferie, delle associazioni che permettano loro di misurarsi e di imparare a stare con l'altro e a relazionarsi secondo regole ben precise, e quindi anche a crescere nella relazione con le altre persone, oltre che a garantirsi uno stato di salute sicuramente migliore.
Per questo lo sport è anche un presidio contro tutte le marginalità: tante volte ce lo siamo detti e in tanti momenti ci siamo forse anche riempiti la bocca. Adesso non lo potremo più dire. In Senato abbiamo fatto la scelta - sappiamo quanto sia importante - di garantire anche a chi ha delle difficoltà, a chi è marginalizzato di poter competere a livello degli altri e, quindi, di potersi sentire parte di una società, parte di un insieme e non più escluso.
È per tutti questi motivi che - ovviamente va da sé - il Partito Democratico voterà convintamente questo disegno di legge di riforma costituzionale.
Si è discusso molto sul fatto di toccare sempre la Costituzione. Prima di tutto nessuno ci ha detto che la Costituzione sia intoccabile. Abbiamo già fatto molto per inserire tra i principi fondamentali della Costituzione, all'articolo 9, la tutela dell'ambiente: ho accanto a me il collega Mirabelli e vedo anche il collega Ferrazzi, che in tal senso hanno lavorato molto in Commissione ambiente. Il mondo va avanti e ci si accorge di quanto siano importanti questi temi nei nostri Paesi. Ricordo che già tanti altri Paesi in Europa hanno inserito lo sport in Costituzione. Bisognava, quindi, dare un riconoscimento a qualcosa che è molto di più di un momento di gioia. Ne abbiamo vissuti tanti in questi anni, soprattutto nell'ultimo anno. Dopo la pandemia giravano anche delle battute: potendo uscire a correre, potendo uscire a fare sport, siamo riusciti a primeggiare.
Lo dico qui, davanti a una campionessa olimpica: i momenti di aggregazione e di gioia trasversali, dai grandi ai piccoli, dai partiti più diversi alle persone che vengono da ambiti più diversi, le grandi gioie sportive ci hanno sempre visti uniti. E l'unità nazionale si misura anche in quei momenti.
Non solo per questo, ma per tutto quello che ho detto prima, per il suo valore sociale, per il suo valore di prevenzione per la salute e per il suo valore educativo, lo sport non poteva stare ancora fuori dalla nostra Carta costituzionale.
Il collega Dario Parrini mi ha rubato la citazione, e devo dire che non c'eravamo messi d'accordo. Anche lui ha citato Nelson Mandela. Da cittadina di Firenze - l'unica città fuori dal Sud Africa ad avere il palazzetto dello sport dedicato a Nelson Mandela - non posso esimermi dal riportare una parte di quella citazione che il collega Parrini non ha citato. Nelson Mandela diceva che lo sport ha il potere di cambiare il mondo; ha il potere di ispirare; ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose fanno.
Se tutti noi ripensiamo ai momenti che, da sportivi non riusciti a sportivi riusciti, abbiamo vissuto in quell'ambito, riusciremo a capire che oggi abbiamo fatto davvero una cosa importante per tutta l'Italia. (Applausi).
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente,noi avremmo avuto e spero avremo molte altre possibilità di dare il giusto peso allo sport nel nostro Paese. In particolare mi riferisco alla necessità, della quale parlava anche il collega Barbaro, di un sostegno forte all'associazionismo di base, che è quello che effettivamente garantisce di più ai cittadini la tutela della salute, che è fondamentale, e il benessere psicofisico. Con rammarico, invece, devo dire che, seppure sono stati fatti molti passi in avanti, non siamo esattamente il Paese che privilegia nelle sue istituzioni, con il sostegno fattivo, lo sport di base.
Faccio un esempio. Signor Sottosegretario, lei saprà meglio di me quanto costa a una famiglia iscrivere il bambino alla scuola calcio. È un peso per le famiglie. E se quanto costa a una famiglia garantire la possibilità di andare in piscina e di praticare molti sport.
Sapendo benissimo che certamente, rispetto al passato, sono stati fatti passi in avanti, io dico che, da questo punto di vista, per tutelare il diritto all'accesso di tutti, senza distinzione, allo sport, è necessario mettere in campo risorse e modalità di sostegno anche agli enti locali e investire ancor di più da questo punto di vista nell'ambito della scuola.
Faccio questa breve premessa perché noi, al contrario di altri Gruppi, non siamo per niente entusiasti e convinti dell'inserimento dello sport in Costituzione, in base a un ragionamento molto semplice.
Da meno di un mese è stata promulgata - ed è quindi vigente - la riforma costituzionale che ha modificato gli articoli 9 e 41 della Costituzione, inserendo tra i principi fondamentali la «tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni», con un patto intergenerazionale.
Come lei e i colleghi comprenderete, stiamo parlando di una questione che riguarda il futuro dell'umanità e delle specie viventi, vista l'emergenza climatica ed ambientale. La Consulta ha per fortuna sempre interpretato l'articolo 9 in senso estensivo e ci ha spinto ancor di più a un inserimento esplicito in Costituzione. All'articolo 41 abbiamo invece giustamente previsto che l'attività di impresa, oltre a non doversi svolgere in contrasto con l'utilità sociale, non debba recare danno alla salute e all'ambiente.
Perché faccio questo riferimento? Nella discussione che si è avviata su quella riforma costituzionale molti costituzionalisti (il presidente Calderoli lo ricorderà perfettamente) ci hanno detto che, nonostante fossero d'accordo sull'inserimento della tutela dell'ambiente, ci sarebbe potuto essere il rischio di favorire in questo modo interventi spot sulla Parte I della Costituzione. Esattamente dopo un mese abbiamo prodotto questa ulteriore riforma.
Ciò che dico riguarda non già il valore fondamentale dello sport, bensì il rischio molto forte di iniziare un periodo con microinterventi puntuali sulla Costituzione in cui ognuno si attiene alla questione che più gli sta a cuore.
Questo è il punto fondamentale e, secondo me, dovrebbe portare tutti a una riflessione molto attenta. Lei sa meglio di me che venivamo da un periodo in cui vi era stata molta propaganda sullo sport e all'interno dell'Assemblea costituente, nel delineare gli articoli 32, 33 e 34 (sulla scuola), questo argomento e i temi dell'educazione motoria e dell'attività sportiva furono ben presenti nel dibattito costituzionale delle Madri e Padri costituenti, ma fu fatta una scelta ben precisa, ossia intervenire più in generale sul benessere.
Ho presentato degli emendamenti perché, se l'inserimento del tema doveva esserci, sarebbe forse stato necessario agganciarlo alla tutela della salute e quindi all'articolo 32.
Penso che negli altri passaggi che il disegno di legge costituzionale in esame dovrà affrontare andrà fatta una riflessione sulla necessità di evitare che si possa intervenire in questo modo sulla Parte I della Costituzione (ossia sulla parte più progettuale e programmatica e non sui principi fondamentali). Credo che dobbiamo fare questa riflessione in modo approfondito per evitare che si possa dar vita a una nuova stagione di micromodifiche costituzionali in cui ogni parte, partito e Gruppo vuole portare all'attenzione temi per i quali ritiene necessario un riconoscimento costituzionale.
Per tutti questi motivi, noi ci asterremo, fermo restando che davanti alla Costituzione ognuno ha la libertà di esprimersi come ritiene. (Applausi).
VITALI (FIBP-UDC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VITALI (FIBP-UDC). Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, sarò quasi telegrafico, perché è stato detto tutto e condivido tutto quello che è stato detto in quest'Aula. Mi rimane da sottolineare la soddisfazione per il varo di questa modifica costituzionale che fa giustizia non so se di una dimenticanza o di una valutazione di opportunità che in quel momento i nostri Padri costituenti ritennero di fare nel redigere una Carta che ancora oggi è attuale e tiene botta rispetto ai tempi (anche se ha bisogno di qualche ritocco e qualcuno è già stato fatto), per cui evidentemente fecero quella scelta, ispirata dal fatto che si usciva da un periodo nel quale lo sport era un punto di riferimento di un regime che aveva privato il Paese della libertà e non si voleva ricadere nello stesso errore.
A distanza di settant'anni, abbiamo posto rimedio a questa lacuna e abbiamo dato dignità, costituzionalmente protetta, ad un'attività che ritengo abbia una funzione sociale. Ormai l'Italia è un Paese multietnico, multireligioso e multirazziale e quale migliore strumento, se non lo sport, per consolidare solidarietà e compattezza e per evitare tensioni sociali? Lo sport abitua al sacrificio, al sudore, al lavoro e alla solidarietà; abitua a soccorrere il compagno di squadra in difficoltà, ad essere leali, a rispettare l'avversario, a combatterlo nella competizione in maniera leale e corretta, ma rispettandolo: trasferendo questi principi all'interno del vivere sociale, si tratta di rispettare chi la pensa diversamente da noi, chi ha un culto diverso da noi, chi ha un colore della pelle diverso dal nostro. Sono principi che si possono adattare tranquillamente al vivere sociale.
È un risultato importante quello che oggi raggiungiamo e ci dispiace che una parte del Parlamento si astenga su questo provvedimento, che ha visto un approfondimento completo all'interno della Commissione. La Sottosegretaria che ha seguito i nostri lavori può darne atto, perché, a seguito della discussione sull'opportunità di inserire la tutela dello sport nell'articolo 32 o nel 33, abbiamo ritenuto più opportuno il secondo. Stiamo parlando del Titolo II della Costituzione, quello che parla dei rapporti etico-sociali, e ci sembrava che lo sport avesse una migliore collocazione nell'articolo 33. Abbiamo individuato una dicitura che tiene dentro tutto, non soltanto lo sport agonistico, non soltanto quello dilettantistico, ma anche quello dei ragazzi, praticato nelle scuole, e quello delle associazioni, che hanno mantenuto questo settore.
Noi oggi voteremo con convinzione questo provvedimento e ci auguriamo che anche alla Camera ci possa essere una corsia preferenziale, perché entro la fine di questa legislatura questa riforma possa avere un'effettiva approvazione.
Ora però c'è una responsabilità del Governo; il Parlamento ha fatto la sua parte e ha inserito nella Costituzione la tutela dello sport, ma sarebbe poca cosa se poi il Governo non ci mettesse la testa e le risorse necessarie a favorire realmente la diffusione, a tutti i livelli, dello sport, a partire dall'essere vicini alle associazioni, che fino adesso hanno sostenuto gli oneri in maniera volontaristica, ai Comuni e agli enti territoriali, nel realizzare le strutture, e ai meno abbienti, per consentire l'accesso universale allo sport. Noi ci auguriamo che il Governo si renda conto di questa necessità e che, compatibilmente con i vincoli di finanza, annualmente voglia stabilire un programma di incoraggiamento, di sostegno e di finanziamento a queste iniziative, perché lo sport diventi veramente una materia praticata in maniera universale.
Devo ringraziare anche le colleghe Binetti e Gallone, che con senso di responsabilità, capendo il momento importante e delicato che avevamo affrontato in questa situazione, hanno ritirato i loro emendamenti, trasformandoli in un ordine del giorno che raccomanda al Governo di tenere presente anche la possibilità di accesso ai meno abbienti, agli anziani e ai diversamente abili e di diffondere anche i vantaggi che da questo inserimento dello sport nella Costituzione possono derivare alla collettività in termini di riduzione dei conflitti sociali e della spesa sanitaria, di miglioramento della qualità della vita e di opportunità e possibilità che devono essere date ai nostri ragazzi, che devono essere impegnati in quest'attività piuttosto che essere alla mercé magari di cattive compagnie o di cattive imitazioni.
È con questa speranza e con questo augurio che votiamo in maniera convinta la riforma costituzionale in esame, sottoscrivendo tutto quello che i colleghi a vario titolo hanno detto (non si può non essere d'accordo sulle motivazioni e sulle finalità che questo intervento legislativo si pone), augurandoci che il Governo sappia fare tesoro di questo impegno del Parlamento e sappia renderlo effettivo con iniziative e finanziamenti concreti.
Annuncio e confermo il voto favorevole di Forza Italia a questo provvedimento. (Applausi).
PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, è con un malcelato senso di inadeguatezza che prendo la parola oggi, poiché i fatti che stanno accadendo poco lontano da noi ovviamente non possono che essere al centro della nostra attenzione. Vorrei anche fare qualche richiamo, nei pochi minuti che ho per esporre il voto del nostro Gruppo sullo sport in Costituzione, ad alcuni aspetti che, secondo me, sono utili alla riflessione di tutti noi.
Il valore dello sport perché metterlo in Costituzione? Perché mettere in Costituzione la parola "sport", o meglio la locuzione "attività sportiva", che è stata correttamente indicata in questo testo di legge in quanto ampia e assolutamente esaustiva del valore dello sport? Lo facciamo perché riteniamo più o meno tutti che lo sport sia un valore fondante del vivere civile e che, come tale, abbia piena dignità di essere contenuto all'interno della Carta costituzionale, che rappresenta il fondamento della nostra democrazia e la realizzazione normativa dei rapporti sociali che dobbiamo riconoscere ogni giorno nella nostra vita quotidiana. Inseriamo l'attività sportiva in Costituzione perché rappresenta l'essenzialità: lo sport come esempio acclarato di valorizzazione dell'uomo.
L'attività sportiva, come indicato nella norma che oggi andiamo ad approvare, costituisce la base dello sviluppo educativo e sociale e la promozione del benessere psicofisico. Cito per brevità una cosa che mi sta molto a cuore e che so che sta molto a cuore anche al sottosegretario Vezzali, che ringrazio per la sua presenza e per aver assistito all'iter di questo disegno di legge. Lo sport rappresenta uno dei momenti fondamentali per persone che hanno vari tipi di disabilità o che hanno malattie che purtroppo possono essere in molti casi degenerative. Penso, ad esempio, al morbo di Parkinson: ho avuto personalmente l'occasione di conoscere persone che sono affette da questa malattia degenerativa e che però, grazie allo sport, non solo ne hanno ritardato gli effetti ma addirittura hanno raggiunto risultati sportivi eccezionali e di assoluto prim'ordine. È proprio pensando a queste persone - di esempi potremmo farne innumerevoli - che dobbiamo trovare uno dei motivi fondanti per cui lo sport dev'essere riconosciuto all'interno della Costituzione.
Lo sport, come dicevo prima, è da intendersi nella più ampia accezione possibile, e mi rivolgo al sottosegretario Vezzali che sa quanto io tenga a una concezione ampia. Penso allo sport olimpico - di cui lei ha dato grande prova, Sottosegretario - ma penso anche allo sport dilettantistico o allo sport praticato da persone con disabilità (le recentissime Paralimpiadi ne sono un esempio). Penso allo sport per gli anziani, per tutti.
Aggiungo un aspetto che proprio il Sottosegretario ha trasmesso a noi, ma che tutti i nostri sportivi ci trasmettono: lo sport è emozione; è un passaggio fondamentale, perché rappresenta l'estrinsecazione dell'essere umano. Non siamo semplicemente risultati sportivi, non siamo solo numeri; siamo emozioni. E oggi più che mai, considerato anche quello che sta succedendo in Ucraina, dobbiamo ricordarci anche di questo passaggio: essere uomini non vuol dire semplicemente essere politici, avvocati o ingegneri; significa essere emozioni. Credo che di questo lo sport sia da sempre testimone nell'arco della storia.
Possiamo citare innumerevoli esempi di persone che hanno segnato la storia. A me piace ricordare un esempio tutto italiano, che non amava parlare molto, ma agiva con le sue azioni sportive e i titoli conseguiti. Mi riferisco all'italianissimo Gino Bartali, che conosciamo bene e che nella storia italiana ha contribuito sotto vari aspetti a costruire quel qualcosa che però non amava dire. Ricordiamoci che ha contribuito a salvare centinaia di vite di ebrei che rischiavano di essere deportati, quindi di essere uccisi (Applausi), ma non amava pubblicizzarlo, perché diceva sempre che il bene si fa, ma non si dice e certe medaglie si appendono all'anima e non alla giacca. Credo che questo sia un esempio fondamentale di cosa vuol dire essere veramente sportivi.
Come dicevo, di sportivi nella storia ce ne sono stati tanti e, per ricollegarmi a quello che sta succedendo, agli eventi di guerra che, purtroppo, sono vicini, nel corso della storia abbiamo assistito troppe volte al fatto che lo sport ha dovuto subire gli effetti dell'incomprensione che noi esseri umani tante volte non riusciamo a superare. Penso, per esempio, ai vari boicottaggi durante la guerra fredda o durante le varie crisi politiche. Penso alle sanzioni sportive che sono state più e più volte emanate nei confronti di taluni Stati, Russia compresa, per esempio, per vari comportamenti (pensiamo all'attuale aggressione assolutamente ingiustificata). Dagli esempi della storia dobbiamo imparare che a volte lo sport, portando l'emozione, porta anche la logica nella testa delle persone.
Credo che l'emozione di un Primo Ministro, che oggi ci ha riferito cosa sta succedendo nel suo Paese, ci possa far comprendere cosa sta succedendo magari anche nel Paese aggressore.
Non possiamo mai - e lo sottolineo cento volte - giustificare la guerra (Applausi), questo dev'essere chiaro, ma dobbiamo avere la capacità di comprensione.
Forse anche grazie allo sport, che, per l'appunto, permette di stare assieme, di vivere assieme e di capirsi, riusciremo a capire come si è arrivati a questo punto e come si può uscire da questa crisi, che mi auguro finisca prima possibile.
Con questo spirito molto emozionato e - spero - poco retorico, annuncio il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione al disegno di legge. (Applausi).
TONINELLI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TONINELLI (M5S). Signor Presidente, il MoVimento 5 Stelle è totalmente favorevole al riconoscimento in Costituzione del valore educativo, sociale e culturale dello sport in tutte le sue forme. Siamo tutti consapevoli dell'importanza che lo sport ha per il benessere psicofisico delle persone che lo praticano e che lo vivono.
Il MoVimento 5 Stelle è anche totalmente a favore del metodo utilizzato per introdurre questa piccola, ma rilevante modifica costituzionale. È il metodo, Presidente, delle modifiche puntuali e circostanziate, le uniche in grado di permettere ai cittadini, laddove interpellati in un eventuale referendum confermativo costituzionale, di votare con consapevolezza, confermando con un sì o bocciando con un no quanto votato dalle Camere. Questo è ben diverso, Presidente, da quanto è invece avvenuto nel 2006, con una riforma approvata in Parlamento dal centrodestra, e nel 2016, con la caotica ed eterogenea cosiddetta riforma Renzi, entrambe - giustamente - sonoramente bocciate dal popolo italiano.
Riteniamo anche che questo nuovo comma inserito nell'articolo 33 della nostra Costituzione sia molto importante, perché riesce contemporaneamente a comprendere sia tutte le persone destinatarie della possibilità di valorizzare e di praticare sport, ma anche tutte le tipologie di attività sportiva: di conseguenza, potranno beneficiarne giovani e meno giovani, atleti professionisti, ma anche semplici praticanti di qualsivoglia disciplina, perché lo sport, cari colleghi, ovviamente, come avete tutti ripetuto, è salute fisica e mentale, è socialità, è felicità, è divertimento ed è anche cultura, finalizzata a farne conoscere i benefici sia terapeutici, sia preventivi di tante patologie, sia educativi.
L'inserimento dello sport in Costituzione - questo dobbiamo dirlo ed è ciò che, a mio parere, deve renderci felici, certamente, ma non esultanti - rappresenta però solo il primo, seppure importante, passo, perché la vera sfida viene dopo l'approvazione in Costituzione ed è quella di concretizzare questa nuova veste costituzionale data allo sport e all'attività sportiva, rendendola effettiva e concreta. Questo, Presidente, lo può fare solo la Repubblica Italiana. Occorre un sostegno organizzativo, ma anche finanziario per consentire l'effettiva e sempre più ampia partecipazione alla pratica sportiva di tutti coloro che lo desiderano.
Lo sport - o, meglio ancora, l'attività sportiva in tutte le sue forme, come prevede questa nuova formulazione, di cui al comma inserito all'articolo 33 - deve chiaramente divenire una delle missioni della Repubblica italiana, il che significa, in pratica, aumentare le strutture sportive e renderle più adeguate. Per noi la presenza di un campo di calcetto, di un campo da basket o da pallavolo o da qualsiasi altro sport significa avere un presidio di democrazia sul territorio e per questo sosteniamo la pratica sportiva in ogni forma e riteniamo fondamentale riconoscerne il valore costituzionale. Questo però significa anche moltiplicare le manifestazioni agonistiche, ma anche quelle ludiche, coinvolgendo gli enti locali, che - lo ricordiamo - hanno un ruolo fondamentale nello sport ed in particolare nell'ordinamento sportivo, come prevede l'articolo 117 della nostra Costituzione.
Valorizzare lo sport significa anche avere più strumenti per contrastare la corruzione nello sport, soprattutto ad altissimi livelli, dove i guadagni sono ingenti e contrastare il doping nello sport, che troppo spesso in questi anni lo ha macchiato. Lo sport è qualcosa di grandioso, perché, oltre a tutti gli effetti positivi che abbiamo e avete detto, colleghi, unisce tutti i Paesi del mondo, a prescindere dalle divisioni politiche, religiose o culturali, e unisce gli stessi cittadini all'interno dei Paesi, con quell'unione tra i popoli che suona attualissima oggi, se consideriamo la guerra in corso in Ucraina, ma anche le tante altre guerre in giro per il mondo, di cui spesso ci dimentichiamo per il solo fatto che risultano essere più lontane da noi.
Ora però bisogna correre, perché il tempo ci è nemico e dipende solo da noi parlamentari decidere se sfruttarlo al meglio cogliendo questa piccola grande occasione. Per questo, Presidente, ringrazio tutti i colleghi intervenuti, tutte le forze politiche e il Governo, che ci ha permesso, in poche settimane, di portare questo primo passo e questo primo risultato in Parlamento. Ovviamente dichiaro il voto superfavorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi).
PARAGONE (Misto-IpI-PVU). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.
PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.
PARAGONE (Misto-IpI-PVU). Signor Presidente, non fosse altro proprio per lo spirito sportivo, consentirete di giocare con un avversario, con qualcuno che avrà voglia di non farvi vincere facile. Sì, perché devo ammettere che questo ennesimo esercizio di andare a toccare la prima parte della Costituzione sta diventando troppo frequente, in un arco temporale e soprattutto in una legislatura che ha calpestato i diritti e le libertà costituzionali, non ultimo anche sulla guerra. (Applausi). Ci state portando, alla luce anche delle dichiarazioni del presidente Draghi, a lambire un conflitto; e questa sarebbe veramente una tragedia.
Al netto del discorso dello sport, voi in questa legislatura, con due Governi, avete devastato lo sport. I ragazzi sono stati purtroppo chiusi; addirittura dovevano giocare con le mascherine all'aria aperta e dovevano esibire il green pass per andare in palestra. Questo mi sembra lontano da tutte le parole che avete usato in Aula. Per non dire delle palestre, intese come strutture e come attività di impresa: le avete viste chiudere e non avete fatto nulla. Abbiamo purtroppo dei dati impressionanti sulle chiusure delle attività sportive.
E che dire dello sport a scuola? Mettete in Costituzione un principio, però dopo dovete trovare i soldi per gli insegnanti di educazione fisica; ma deve trattarsi di insegnanti formati, di gente che conosca la cultura e l'educazione dello sport. L'attività motoria alle elementari e alle medie ha bisogno di personale qualificato, ma i soldi non li avete. Vogliamo parlare dei luoghi in cui i ragazzi dovrebbero esercitare lo sport? Le palestre degli edifici scolastici pubblici cadono a pezzi, ma i soldi non ci sono mai. Per non dire di tutte quelle palestre che ancora hanno l'amianto, ma si fa finta di non vedere alcunché.
Vado a chiudere, sempre in una logica in cui perdonerete se c'è un avversario, altrimenti giocate un po' a palleggiare contro il muro. Italexit voterà di "no", ma non si tratta di un voto pregiudiziale nei confronti dello sport. È un voto politico, che rimarca soprattutto il fatto di andare a toccare per l'ennesima volta la prima parte della Costituzione. Perché lo sport sì e il diritto alla felicità no? Allora rimoduliamo tutti i diritti. Io mi auguro che ci sia la possibilità di riaffermare i diritti e le libertà che sono presenti in Costituzione e che sono stati traditi. (Applausi).
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indíco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del testo unificato dei disegni di legge costituzionale nn. 747, 2262, 2474, 2478, 2480 e 2538, composto del solo articolo 1, con il seguente titolo: «Modifica all'articolo 33 della Costituzione, in materia di attività sportiva».
(Segue la votazione).
Il Senato approva in prima deliberazione. (v. Allegato B). (Applausi).
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
RAUTI (FdI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAUTI (FdI). Signor Presidente, (Brusio) chiedo scusa, ma tale è il rumore che non riesco nemmeno a sentire le sue parole.
Signor Presidente, colleghe, colleghi, noi abbiamo parlato oggi di sport...
PRESIDENTE. Invito i colleghi a non trattenersi nell'emiciclo a chiacchierare, ma a uscire e consentire gli interventi di fine seduta. Per cortesia! È brutto dover fare nomi e cognomi, che poi restano nel Resoconto stenografico, ma a questo punto inizio a farli.
RAUTI (FdI). Signor Presidente, oggi abbiamo parlato di sport, evidenziando la sua valenza sociale oltre che fisica. C'è un pezzo di mondo, l'Afghanistan, in cui le donne non possono praticare alcun tipo di sport. Intervengo oggi, agganciandomi al tema che abbiamo appena discusso, perché ho aderito alla staffetta delle parlamentari che è stata promossa dall'Osservatorio sulla condizione delle donne afgane, nato in seno alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato. Tale Osservatorio ha realizzato molte iniziative che non sto qui a ricordare; tra di esse una staffetta, partita il primo gennaio, volta a un'operazione di comunicazione e di sensibilizzazione attraverso i social e la stampa, ma anche attraverso le adesioni dei parlamentari e i loro interventi in Assemblea. A tal fine interveniamo a rotazione a fine seduta, sia pure nel caos generale, per richiamare questo percorso e invitare altri colleghi e colleghe del Senato e della Camera ad aderire alla staffetta di libertà per le donne afgane.
È a tutti chiaro e noto - sempre più noto e sempre più chiaro, direi - che dall'agosto scorso, da quando i talebani hanno ripreso il potere, in Afghanistan siamo arrivati all'anno zero.
Presidente, le chiedo un secondo di più avendo perso tempo all'inizio per avere il silenzio. Per le donne e per le bambine afgani sono tornati gli anni bui con la violazione sistematica di tutti i diritti fondamentali: il diritto di studiare, di lavorare, di fare politica e anche di manifestare. In un colpo solo vengono cancellati tutti i traguardi faticosamente raggiunti in ogni settore dalle donne afgane. Oltre a questo, sono arrivati anche la fame e il freddo.
Allora, mentre giustamente ci preoccupiamo del dramma dell'Ucraina, non possiamo dimenticare il dramma delle donne, dei bambini, delle bambine e del popolo afgano. Invito altri colleghi ad aderire alla nostra staffetta. (Applausi).
BINETTI (FIBP-UDC). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BINETTI (FIBP-UDC). Signor Presidente, colleghi, ricorreva ieri la Giornata internazionale dei bambini Down. Credo che tutti noi conosciamo qualche bambino Down; ne conosciamo la simpatia, l'affettuosità, la voglia di imparare guardando quello che fanno gli altri, il bisogno di compagnia, del gruppo e dell'integrazione.
Sappiamo anche che oggi, grazie a tutta una serie di sistemi combinati, che includono l'istruzione, la formazione, l'attività sportiva e anche un approccio alla medicina e quindi alla sanità, che riesce a colmare quelle che possono essere patologie che talora fin dalla nascita si portano con loro, questi bambini riescono a raggiungere risultati alti, anche molto significativi. Ogni tanto si sente dire che un ragazzo Down è riuscito perfino a laurearsi o che un ragazzo Down sta lavorando in un certo contesto e svolgendo determinate funzioni. Li vediamo. Ieri io stessa ho ricevuto un breve filmato in cui si vede un ragazzo Down che suona straordinariamente bene il pianoforte. Sono ragazzi che, se opportunamente stimolati, trasformano davvero le loro difficoltà in obiettivi che raggiungono per la gioia e la soddisfazione loro, delle loro famiglie, dei loro fratelli, delle persone che hanno accanto.
Essendo, tuttavia, così facile fare una diagnosi di Down prima ancora che i bambini nascano, perché la loro è un'indagine che si fa sui cromosomi (hanno un cromosoma in più, la Trisomia 2), a volte succede che, proprio per questo, non vengano fatti nascere. Per la paura che possano soffrire e possano rappresentare un peso eccessivo per le loro famiglie, non vengono fatti nascere. Oggi il mondo scientifico, il mondo sociale e il mondo sportivo ci dicono che sono bambini che possono vivere con gioia la loro condizione e possono trasmettere gioia e serenità.
Ieri era la Giornata mondiale della sindrome di Down e in conclusione vorrei spendere una lancia a favore della vita di quei bambini, a favore del riconoscimento del loro diritto alla vita. (Applausi).
TRENTACOSTE (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRENTACOSTE (M5S). Signor Presidente, l'uva zibibbo è la cultivar principe di Pantelleria. Nota per la ricchezza aromatica conferita dalla maturazione al sole e dal ricco terreno vulcanico, è uno dei simboli stessi dell'isola di Pantelleria. La tradizione e il duro lavoro di quegli agricoltori ricavano dallo zibibbo il moscato DOC di Pantelleria, prodotto in numerose cantine dell'isola, la cui procedura è sottoposta a un rigido disciplinare che ne tutela l'antica tecnica di coltivazione, la prima pratica agricola ad essere iscritta dal 2014 nel registro dei beni immateriali dell'umanità, così come l'impianto della vite ad alberello che è un'unicità dell'isola.
Nel 2019, con voto di maggioranza del Consorzio volontario di tutela e valorizzazione dei vini a DOC dell'isola di Pantelleria, si è stabilito di introdurre nel disciplinare di produzione l'utilizzo della menzione geografica più ampia «Sicilia» in aggiunta la denominazione «Pantelleria DOC». Si tratta di una pratica di concorrenza avallata dai maggiori produttori siciliani, che hanno compreso la possibilità di vendere un vino DOC a prezzi inferiori, potendo contare sui propri stabilimenti sull'isola maggiore, che certamente ha una migliore logistica e prezzi più concorrenziali, stante l'agricoltura meccanizzata.
La variazione non è stata gradita dai produttori panteschi, i quali, preoccupati della possibilità di assimilare la loro produzione a quella meno costosa e faticosa condotta sull'isola maggiore, hanno manifestato più volte preoccupazioni per il futuro dell'attività di viticoltori. L'acquisto d'uva dalle grandi aziende vitivinicole siciliane diviene il modo per esercitare pressioni e dettare indirizzi non solo economici e di valutazione commerciale, ma anche di esistenza stessa della viticoltura eroica a Pantelleria. Il rischio maggiore è che i giovani rimasti a coltivare i circa 400 ettari di zibibbo (sino a qualche anno fa erano circa 4.000) decidano di abbandonare tutto e cercare fortuna altrove. In questo modo chi ha provocato una forzatura rischia di mettere in discussione anche il riconoscimento UNESCO, che vuol dire turismo e attrazione per l'isola e i suoi prodotti. Pagare poco le uve e portare via un'identità vuol dire creare abbandono; abbassare il profilo della qualità significa spingere il consumatore verso altri prodotti. Lo zibibbo per i panteschi è fonte di reddito e di attrazione, è un'identità del luogo che non deve essere scissa, perché è una garanzia per chi eroicamente rimane a vivere e a lavorare secondo la millenaria cultura pantesca, che è anche una tipicità dell'Italia stessa.
Esprimo la mia vicinanza ai produttori e ai cittadini che hanno a cuore il futuro dell'isola di Pantelleria e lottano per una mandorla e auspico da parte del Governo misure di sostegno economico alla viticoltura eroica pantesca. (Applausi).
MAUTONE (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAUTONE (M5S). Signor Presidente, ieri è stata la ventisettesima Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Questa giornata è riconosciuta ufficialmente dalle istituzioni e vuole dare il giusto risalto al grande lavoro svolto e al costante impegno della vasta rete di associazioni, scuole, realtà sociali da sempre impegnate in prima fila e senza paura nella lotta alle mafie.
Questa giornata rappresenta il giusto riconoscimento del cammino fatto, un percorso difficile e tortuoso, costellato purtroppo da tante morti, tragedie e dolori, ma da un costante impegno civile per un vero percorso di cambiamento e di piccoli grandi successi, come i beni confiscati alla mafia e riutilizzati da tante associazioni per un crescita sociale e culturale e, spesso, per il recupero di tante persone fragili o in difficoltà.
In quei luoghi dove la legge della violenza, del sangue, della sottomissione e del silenzio rappresentavano la normalità si è riusciti a portare la cultura della non violenza e della solidarietà, con uno sguardo nuovo rivolta a un futuro libero che tutti vogliamo costruire.
È una giornata di riflessione collettiva sulle vittime innocenti delle mafie; una giornata per stringersi simbolicamente attorno ai loro familiari; una giornata per affermare il diritto-dovere alla verità; un momento per denunciare pubblicamente la presenza, purtroppo ancora forte, delle organizzazioni criminali mafiose e della loro connivenza con la società civile.
Leggere i nomi delle vittime è il modo per non dimenticare quegli uomini, quelle donne, quei bambini e bambine, per non far morire le loro idee, il loro esempio di lotta alle mafie a viso aperto, senza indietreggiare di fronte alle minacce e ai ricatti: 1.500 nomi per non dimenticare.
Accanto ai tanti servitori dello Stato, ricordiamo anche chi, suo malgrado, si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato, vittime innocenti di pallottole impazzite o di ordigni esplosivi diretti ad altri.
Nella manifestazione di Napoli di ieri lo slogan è stato «Terra mia. Coltura. Cultura»: prendersi cura della nostra comunità, coltura nella terra, cultura nelle coscienze. (Applausi).
MARIN (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIN (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, oggi, 22 marzo, è la Giornata mondiale dell'acqua e per questo riporto alla sua attenzione un appello urgente che arriva dalla mia Regione, il Friuli-Venezia Giulia, in particolare una nota del consigliere regionale Antonio Callegaris sulla causa della grave moria di pesci avvenuta in questi giorni lungo il fiume Isonzo.
L'Ente tutela pesca regionale ha tentato invano un intervento di recupero. In situazioni particolari come la siccità che ha colpito la nostra terra di confine, la Slovenia non sta garantendo più i picchi giornalieri, ma solo i minimi flussi. Questa situazione non è sostenibile per il corso dell'Isonzo.
Mi appello ai Ministri, affinché lo Stato ponga la questione al vicino Stato confinante. Inoltre, è necessaria una riflessione anche in merito al tema degli sghiaiamenti fluviali per la creazione di zone più profonde, realizzando delle vere e proprie buche che permettano al pesce di sopravvivere in caso di siccità, almeno per il tempo sufficiente per il recupero.
Su questo tema è necessario provvedere con urgenza alle limitazioni normative ambientali per il fiume sacro alla Patria, che condannano a una morte atroce la fauna ittica. (Applausi).
PRESIDENTE. Colleghi, a questo punto, come già annunciato, sospendo la seduta, che riprenderà al termine della riunione della Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 19,20, è ripresa alle ore 20,05).
Sui lavori del Senato
PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha approvato il calendario dei lavori fino al 31 marzo.
L'ordine del giorno della seduta di domani prevede, alle ore 10, la discussione dalla sede redigente del disegno di legge sulla dichiarazione di monumento nazionale dell'Arco di Traiano di Benevento.
Alle ore 15,30 il Presidente del Consiglio dei ministri renderà comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2022.
Giovedì 24, alle ore 15, si svolgerà il question time con la presenza dei Ministri dell'interno, dell'economia e delle finanze e dell'università e della ricerca.
La prossima settimana saranno discussi i seguenti provvedimenti, ove conclusi dalle Commissioni: i decreti-legge sulla peste suina e sulla crisi in Ucraina; dalla sede redigente, il disegno di legge per la valorizzazione del Pistoia Blues Festival.
Alle ore 15 di giovedì 31 marzo avrà luogo il consueto question time.
Calendario dei lavori dell'Assemblea
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - il calendario dei lavori fino al 31 marzo:
| Mercoledì | 23 | marzo | h. 10 | - Disegno di legge n. 2166 - Dichiarazione di monumento nazionale dell'Arco di Traiano di Benevento (dalla sede redigente)
- Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2022 (ore 15,30) |
| Giovedì | 24 | marzo | h. 15 | - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento |
| Martedì | 29 | marzo | h. 16,30-20 | - Disegno di legge n. 2533 - Decreto-legge n. 9, Peste suina africana (scade il 18 aprile) (ove concluso dalle Commissioni)
- Disegno di legge n. 2562 - Decreto-legge n. 14, Crisi in Ucraina (approvato dalla Camera dei deputati) (scade il 26 aprile) (ove concluso dalle Commissioni)
- Disegno di legge n. 1228 - Valorizzazione del Pistoia Blues Festival (dalla sede redigente)
- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 31, ore 15) |
| Mercoledì | 30 | " | h. 9,30-20 | |
| Giovedì | 31 | " | h. 9,30 |
Gli emendamenti al disegno di legge n. 2562 (Decreto-legge n. 14, Crisi in Ucraina) dovranno essere presentati entro le ore 17 di giovedì 24 marzo.
Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri
in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2022
(3 ore e 30 minuti, incluse dichiarazioni di voto)
| Governo |
| 30' |
| Gruppi 3 ore, di cui |
|
|
| M5S |
| 32' |
| L-SP-PSd'Az |
| 29' |
| FIBP-UDC |
| 26' |
| Misto |
| 25'+5' |
| PD |
| 22' |
| FdI |
| 17'+5' |
| IV-PSI |
| 15' |
| Aut (SVP-PATT, UV) |
| 14' |
| Dissenzienti |
| da stabilire |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2533
(Decreto-legge n. 9, Peste suina africana)
(7 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| Relatori |
| 40' |
| Governo |
| 40' |
| Votazioni |
| 40' |
| Gruppi 5 ore, di cui |
|
|
| M5S |
| 53' |
| L-SP-PSd'Az |
| 48' |
| FIBP-UDC |
| 43' |
| Misto |
| 42'+5' |
| PD |
| 37' |
| FdI |
| 29'+5' |
| IV-PSI |
| 26' |
| Aut (SVP-PATT, UV) |
| 23' |
| Dissenzienti |
| da stabilire |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2562
(Decreto-legge n. 14, Crisi in Ucraina)
(5 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| Relatori |
| 20' |
| Governo |
| 20' |
| Votazioni |
| 20' |
| Gruppi 5 ore, di cui |
|
|
| M5S |
| 42' |
| L-SP-PSd'Az |
| 39' |
| FIBP-UDC |
| 34' |
| Misto |
| 33'+5' |
| PD |
| 30' |
| FdI |
| 23'+5' |
| IV-PSI |
| 21' |
| Aut (SVP-PATT, UV) |
| 18' |
| Dissenzienti |
| da stabilire |
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di mercoledì 23 marzo 2022
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 23 marzo, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 20,06).
Allegato A
DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE NEL TESTO UNIFICATO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
Modifica all'articolo 33 della Costituzione, in materia di attività sportiva (747-2262-2474-2478-2480-2538)
_______________
Risultante dall'unificazione dei disegni di legge costituzionale:
Modifica all'articolo 32 della Costituzione, concernente l'introduzione del diritto di accesso allo sport (n. 747)
Modifica all'articolo 33 della Costituzione, in materia di promozione e valorizzazione dello sport (n. 2262)
Modifica all'articolo 9 della Costituzione, in materia di promozione dello sport (n. 2474)
Modifica all'articolo 32 della Costituzione in materia di promozione della pratica sportiva (n. 2478)
Modifiche agli articoli 32 e 33 della Costituzione per la promozione dell'educazione sportiva (n. 2480)
Modifica all'articolo 32 della Costituzione in materia di diritto allo sport (n. 2538)
ARTICOLO 1 NEL TESTO UNIFICATO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
Art. 1.
1. All'articolo 33 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente comma:
« La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme ».
________________
N.B. Approvato in prima deliberazione il disegno di legge composto del solo articolo 1.
EMENDAMENTI E ORDINE DEL GIORNO
1.2
De Petris, Buccarella, Errani, Grasso, Laforgia, Ruotolo
Ritirato
Al comma 1 apportare le seguenti modificazioni:
1. all'alinea, dopo le parole: «All'articolo» sostituire la parola: «33» con la seguente: «32»;
2. al capoverso, sostituire le parole «riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva» con le seguenti: «promuove il completo benessere fisico, sociale e mentale dell'individuo».
1.4
De Petris, Buccarella, Errani, Grasso, Laforgia, Ruotolo
Ritirato
Al comma 1, all'alinea, dopo le parole: «All'articolo» sostituire la parola: «33» con la seguente: «32»;
1.100
De Petris, Buccarella, Errani, Grasso, Laforgia, Ruotolo
Ritirato
Al comma 1, al capoverso, sostituire le parole «riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva» con le seguenti: «promuove il completo benessere fisico, sociale e mentale dell'individuo»
1.9
Gallone, Galliani, Toffanin, Binetti, Vitali (*)
Ritirato e trasformato congiuntamente all'em. 1.101 nell'odg G1.900
Al comma 1, al capoverso, sostituire le parole: «dell'attività sportiva» con le seguenti: «dello sport e garantisce, promuove e tutela la pratica sportiva».
________________
(*) Firma aggiunta in corso di seduta
1.101
Ritirato e trasformato congiuntamente all'em. 1.9 nell'odg G1.900
Al comma 1, al capoverso, dopo le parole: «in tutte le sue forme» aggiungere le seguenti: «e ne assicura l'accessibilità universale, in particolare alle persone con bisogni speciali e agli anziani».
________________
(*) Firma aggiunta in corso di seduta
G1.900 (già emm. 1.9 e 1.101)
Non posto in votazione (*)
Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge modificativo dell'articolo 33 della Costituzione;
premesso che:
il testo in esame riguarda la cultura e l'istruzione e che, analogamente a quanto già avvenuto nell'ambito del Trattato UE grazie al Trattato di Lisbona, come anche in altri Stati dell'UE, propone di introdurre il riconoscimento del valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dello sport;
con tale disposizione diventa onere della Repubblica assicurare che la pratica dello sport sia realmente universale, accessibile a tutti, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali e, congiuntamente, diventa opportuno porre in essere tutte quelle iniziative che ne assicurino la tutela e la sicurezza e ne sia rafforzato l'impegno per la protezione dei minori, per una gestione integra e sana che garantisca anche la parità di genere;
l'inserimento dello sport nell'ambito dell'articolo 33 della Costituzione rappresenta una opportunità per accrescere l'impegno non solo per la fruizione, ma anche a farne conoscere i benefici per il benessere e la salute della nostra società, sia da un punto di vista terapeutico, sia preventivo, sia educativo;
nell'evidenziare inoltre la capacità dello sport di generare socializzazione, è necessario assicurare la pratica delle discipline sportive specificatamente rivolte alle persone con bisogni speciali, le quali dalla socializzazione ricevono particolari benefici;
nel riconoscerne il valore culturale per la società, è altresì necessario che si tenga conto non solo della sua pratica per tutte le generazioni, ivi comprese le persone più vulnerabili e le persone anziane alle quali va garantita la possibilità di sviluppare l'invecchiamento attivo;
l'inserimento del portato culturale dello sport in Costituzione responsabilizza le autorità ai diversi livelli anche ad affrontare lo sport in tutte le sue dimensioni, ivi comprese quelle che afferiscono la sicurezza e la legalità connesse al mercato economico, legale ed illegale, che si attiva in connessione con i grandi eventi sportivi, e perciò, a titolo di esempio, diventa importante sviluppare una politica che assicuri finanziamenti sostenibili, vantaggi economici ed innovazione per tutti, e ampliare la lotta contro il doping e la corruzione rafforzando anche l'impegno nel contesto della cooperazione internazionale;
l'inserimento di questa disposizione in Costituzione coincide con il drammatico vento di guerra, ora in Eurasia, comunque molto vicina a noi, e non è possibile non richiamare l'attenzione sulle parole pronunciate dal Presidente della Repubblica nel suo discorso di re-insediamento nei riguardi dei successi olimpici dei nostri sportivi, per evidenziare il ruolo che lo sport rappresenta nel mondo, non solo per il benessere e la qualità della vita delle persone, ma anche quale linfa per l'unità tra i popoli. A tale riguardo basterà ricordare il valore simbolico che nella storia è stato dato ai cinque cerchi della bandiera olimpionica, in cui a ogni colore corrisponde un continente e che, con l'essere tra loro inanellati, simboleggiano lo spirito di fratellanza che caratterizza i Giochi olimpici;
la sua portata valoriale, anche nel campo internazionale dell'agonismo delle Olimpiadi e delle Para-olimpiadi, avvicina le popolazioni costruendo comunità e lottando contro gli atteggiamenti xenofobi e il razzismo e anche per questa ragione è opportuno valorizzare le potenzialità dello sport per fornire un contributo importante all'integrazione di tutte le persone,
impegna il Governo:
a valutare la possibilità di assumere iniziative:
per continuare a compiere progressi verso l'introduzione di obiettivi nazionali basati anche sugli orientamenti dell'UE in materia di attività fisica e sviluppare norme e condizioni effettive per l'accesso dei disabili alle strutture e agli eventi sportivi;
che accrescano la qualità educativa e dell'istruzione nell'ambito delle scuole, di conciliazione tra istruzione e agonismo, assicurandone la presenza in tutto il Paese;
che riconoscano che lo sport contribuisce all'acquisizione e allo sviluppo di abilità e competenze utili, come per esempio organizzazione, responsabilità e comunicazione, che offrono ai giovani ulteriori opportunità attraverso forme di apprendimento informale;
che attivino, soprattutto in determinate aree del Paese, quella rete di sicurezza che lo sport può rappresentare proprio per quei giovani che si trovano ai margini della società;
che possano rilanciare le attività di volontariato, che svolge un ruolo anche per ciò che riguarda gli aspetti della promozione della salute pubblica attraverso l'attività fisica;
di cooperazione europea ed internazionale per giungere alla definizione di risposte comuni efficaci alle sfide poste dal problema della manipolazione delle competizioni sportive, dell'esigenza di rafforzare le azioni anti-riciclaggio di denaro, di assicurare lealmente il controllo dei diritti dei media e la lotta contro il coinvolgimento delle attività criminali, in particolare del crimine organizzato, nella manipolazione delle competizioni sportive che per loro natura sono di rilevanza transnazionale.
________________
(*) Accolto dal Governo
Allegato B
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Bagnai, Barachini, Barboni, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Crimi, De Poli, Di Marzio, Faggi, Ferrero, Floridia, Galliani, Ghedini, Giacobbe, Ginetti, Laniece, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Pazzaglini, Pichetto Fratin, Pillon, Pirro, Pisani Giuseppe, Pucciarelli, Rizzotti, Ronzulli, Rufa, Sciascia, Segre, Sileri, Stabile e Sudano.
.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Augussori, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE; Casini, per partecipare a un incontro internazionale; Croatti, Fede, Ferrara, Romagnoli e Vaccaro, per partecipare a un incontro istituzionale.
Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Ferro, Fusco, Grassi e Puglia.
Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati
Presidente del Consiglio dei ministri
Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale
Ministro della difesa
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, recante disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraina (2562)
(presentato in data 17/03/2022)
C.3491 approvato dalla Camera dei deputati.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Senatori Grimani Leonardo, Masini Barbara
Istituzione in Lucera di una sezione distaccata della corte d'appello e della corte d'assise d'appello di Bari (2563)
(presentato in data 21/03/2022);
Presidente del Consiglio dei ministri
Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale
Ministro dell'interno
Ministro dell'economia e delle finanze
Ministro dello sviluppo economico
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
Ministro della transizione ecologica
Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Ministro della salute
Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili
Conversione in legge del decreto legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina (2564)
(presentato in data 21/03/2022);
senatore Mininno Cataldo
Modifiche all'articolo 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, in materia di credito d'imposta (2565)
(presentato in data 21/03/2022);
senatore Mininno Cataldo
Disposizioni in materia di congiungimento famigliare per il personale delle Forze armate, di polizia, nonché del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e in materia di prima assegnazione di sede di servizio, trasferimento a domanda e d'autorità per le Forze armate (2566)
(presentato in data 21/03/2022).
Disegni di legge, assegnazione
In sede redigente
7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali
Sen. Briziarelli Luca, Sen. Vescovi Manuel
Disposizioni per le celebrazioni delle figure e dell'arte di Pietro Vannucci, detto "Il Perugino", e di Luca Signorelli nel quinto centenario della morte (2526)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 21/03/2022);
8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni
Regione Basilicata
Modifiche al codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo18 aprile 2016, n.50 (2491)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 21/03/2022);
8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni
Regione Lombardia
Modifiche all'articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160 recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022, in materia di monopattini (2528)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali)
(assegnato in data 21/03/2022);
13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali
Sen. Pavanelli Emma ed altri
Istituzione dei "Boschi della Memoria" in ricordo delle vittime dell'epidemia da COVID-19 (2108)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 21/03/2022);
13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali
Sen. Pergreffi Simona
Misure di sicurezza antincendio per le facciate di edifici di civile abitazione (2378)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni)
(assegnato in data 21/03/2022);
13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali
Sen. Quarto Ruggiero
Modifiche alla parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, nonché di tutela delle acque dall'inquinamento e di gestione delle risorse idriche (2496)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 12ª (Igiene e sanità), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 21/03/2022).
In sede referente
1ª Commissione permanente Affari Costituzionali
Sen. La Pietra Patrizio Giacomo ed altri
Delega al Governo per l'introduzione del voto elettronico per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani all'estero e la riforma della legge 27 dicembre 2001, n. 459 (2340)
previ pareri delle Commissioni 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio)
(assegnato in data 21/03/2022);
Commissioni 3ª e 4ª riunite
Gov. Draghi-I: Pres. Consiglio Draghi, Ministro affari esteri e coop. inter.le Di Maio ed altri
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, recante disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraina (2562)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 10ª (Industria, commercio, turismo), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali
C.3491 approvato dalla Camera dei deputati
(assegnato in data 17/03/2022);
Commissioni 6ª e 10ª riunite
Gov. Draghi-I: Pres. Consiglio Draghi, Ministro affari esteri e coop. inter.le Di Maio ed altri
Conversione in legge del decreto legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina (2564)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanità), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 22/03/2022).
Disegni di legge, nuova assegnazione
13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali
in sede deliberante
Sen. Briziarelli Luca ed altri
Modifiche alla legge 7 agosto 2018, n. 100, concernenti l'estensione al settore agricolo e agroalimentare delle competenze della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (1781)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio)
Già assegnato, in sede redigente, alla 13ª Commissione permanente (Ambiente)
(assegnato in data 21/03/2022).
Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli
In data 18/03/2022 la 1ª Commissione permanente Aff. costituzionali ha presentato il testo degli articoli proposti dalla Commissione stessa, per i disegni di legge:
Sen. Iannone Antonio "Modifica all'articolo 32 della Costituzione, concernente l'introduzione del diritto di accesso allo sport" (747)
(presentato in data 06/08/2018);
Sen. Sbrollini Daniela ed altri "Modifica all'articolo 33 della Costituzione, in materia di promozione e valorizzazione dello sport" (2262)
(presentato in data 03/06/2021);
Sen. Biti Caterina "Modifica all'articolo 9 della Costituzione, in materia di promozione dello sport" (2474)
(presentato in data 07/12/2021);
Sen. Augussori Luigi "Modifica all'articolo 32 della Costituzione in materia di promozione della pratica sportiva" (2478)
(presentato in data 13/12/2021);
Sen. Garruti Vincenzo ed altri "Modifiche agli articoli 32 e 33 della Costituzione per la promozione dell'educazione sportiva" (2480)
(presentato in data 15/12/2021);
Sen. Gallone Maria Alessandra ed altri "Modifica all'articolo 32 della Costituzione in materia di diritto allo sport" (2538)
(presentato in data 23/02/2022).
Affari assegnati
È stato deferito, in data 18 marzo 2022, alla Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare sulle iniziative da adottarsi a favore dei bambini e degli adolescenti che si trovano in Ucraina e dei profughi minori di età provenienti da questa zona di conflitto (Atto n. 1122).
Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 17 marzo 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 22 aprile 2021, n. 53 - lo schema di decreto legislativo recante modifiche al codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, in attuazione della direttiva (UE) 2019/1023 riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, l'esdebitazione e le interdizioni, e le misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione, e che modifica la direttiva (UE) 2017/1132 (direttiva sulla ristrutturazione e sull'insolvenza) (n. 374).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 17 marzo 2022 - alla 2ª Commissione permanente e, per i profili finanziari, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i pareri entro 40 giorni dall'assegnazione. La 14ª Commissione permanente potrà formulare le proprie osservazioni alla 2ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.
Governo, trasmissione di atti
Il Ministro dell'interno, con lettere in data 17 marzo 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 59 della legge 20 maggio 1985, n. 222, come modificato dall'articolo 3, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90, copia dei decreti del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze di approvazione del bilancio assestato del Fondo edifici di culto per l'anno finanziario 2021 (Atto n. 1124) e di approvazione del bilancio di previsione del medesimo Fondo per l'anno finanziario 2022 ed il triennio 2022-2024 (Atto n. 1125), con i relativi allegati.
I predetti documenti sono deferiti, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 5a Commissione permanente.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettere in data 17 marzo 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9-bis, comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, due procedure di informazione, attivate presso la Commissione europea dalla Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica del Ministero dello sviluppo economico, concernenti:
la notifica 2022/0140/I relativa allo schema di decreto ministeriale, recante "Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per gli stabilimenti ed impianti di stoccaggio e trattamento rifiuti" (Atto n. 1126). La predetta documentazione è deferita alla 1a, alla 13a e alla 14a Commissione permanente;
la notifica 2022/0141/I relativa al progetto di disciplinare di produzione avicoli-carne e progetti di modifica dei disciplinari di produzione del coniglio al fieno e del vitellone/scottona ai cereali del sistema di qualità "Qualità verificata" (Atto n. 1027). La predetta documentazione è deferita alla 9a e alla 14a Commissione permanente.
Il Ministro della salute, con lettere in data 16 marzo 2022, ai sensi dell'articolo 1, comma 16-bis, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, ha trasmesso i risultati del monitoraggio dei dati epidemiologici di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, riportati nel verbale del 21 gennaio 2022 della Cabina di regia istituita ai sensi del medesimo decreto. Ha altresì trasmesso le ordinanze del 21 gennaio 2022, recanti "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle Regioni Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia" e "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle Regioni Calabria, Emilia Romagna e Toscana", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 22 gennaio 2022, n. 17 (Atto n. 1123).
La predetta documentazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli senatori.
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 18 marzo 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, la comunicazione concernente il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale alla dottoressa Anna Maria Carfora, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze.
Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento
La Corte dei conti - Sezione regionale di controllo per il Lazio, con lettera in data 16 marzo 2022, ha inviato la deliberazione n. 22/2022/PREV del 9 marzo 2022 concernente il ricorso alla società in house Ales per lo svolgimento di attività istituzionali del Ministero della cultura.
La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Atto n. 1128).
Parlamento europeo, trasmissione di documenti. Deferimento
Il Vice Segretario generale del Parlamento europeo, con lettere in data 10 marzo 2022, ha inviato il testo di 18 documenti, approvati dal Parlamento stesso nella tornata dal 14 al 17 febbraio 2022 e nella tornata del 1° marzo 2022, deferiti, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alle sotto indicate Commissioni competenti per materia:
risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2020/1429 per quanto riguarda la durata del periodo di riferimento per l'applicazione delle norme temporanee relative all'imposizione dei canoni per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria, alla 8a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1067);
risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla concessione di assistenza macrofinanziaria all'Ucraina, alla 3a, alla 5a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1068);
risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro, alla 11a, alla 12a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1069);
risoluzione sulla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 1999/62/CE, 1999/37/CE e (UE) 2019/520 per quanto riguarda la tassazione a carico di veicoli per l'uso di alcune infrastrutture, alla 8a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1070);
risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa all'adesione dell'Unione europea alla Convenzione per la conservazione e la gestione delle risorse alieutiche d'alto mare nell'Oceano Pacifico settentrionale, alla 3a, alla 9a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1071);
risoluzione sulle sfide per le zone urbane nell'era post COVID-19, alla 13a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1072);
risoluzione sull'impatto delle riforme fiscali nazionali sull'economia dell'UE, alla 5a, alla 6a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1073);
risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata GMB151 (BCS-GM151-6), a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, alla 9a, alla 10a, alla 12a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1074);
risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti da o prodotti a partire da cotone geneticamente modificato GHB614 (BCS-GH002-5) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, alla 9a, alla 10a, alla 12a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1075);
risoluzione sul regolamento delegato della Commissione del 5 novembre 2021 che integra il regolamento (UE) 2021/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura per quanto riguarda i periodi e le date di inammissibilità delle domande di sostegno, alla 5a, alla 9a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1076);
risoluzione sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2020, alla 1a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1077);
risoluzione sulla valutazione dell'applicazione dell'articolo 50 TUE, alla 3a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1078);
risoluzione sull'attuazione della sesta direttiva IVA: "cosa manca per ridurre il divario dell'IVA nell'UE?", alla 6a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1079);
risoluzione su rafforzare l'Europa nella lotta contro il cancro - Verso una strategia globale e coordinata, alla 12a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1080);
risoluzione sull'attuazione della politica estera e di sicurezza comune - relazione annuale 2021, alla 3a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1081);
risoluzione sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune - relazione annuale 2021, alla 3a, alla 4a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1082);
risoluzione sui diritti umani e la democrazia nel mondo e sulla politica dell'Unione europea in materia - relazione annuale 2021, alla 1a e alla 14a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani (Doc. XII, n. 1083);
risoluzione sull'aggressione russa contro l'Ucraina, alla 3a e alla 14a Commissione permanente (Doc. XII, n. 1084);
Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento
La Commissione europea ha trasmesso, in data 21 marzo 2022, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea:
la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante norme armonizzate sull'accesso equo ai dati e sul loro utilizzo (normativa sui dati) (COM(2022) 68 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 21 marzo 2022. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14a;
la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) 2016/1628 per quanto riguarda la proroga del potere conferito alla Commissione di adottare atti delegati (COM(2022) 113 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 21 marzo 2022. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8a e alla 13a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14a.
Interrogazioni, apposizione di nuove firme
I senatori Urso, Papatheu, Paroli, Arrigoni e Iwobi hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-03116 del senatore Malan.
Interrogazioni
TARICCO, PITTELLA, ASTORRE, STEFANO, PORTA, VATTUONE, COLLINA, BOLDRINI, ROJC, D'ARIENZO, FEDELI, FERRAZZI, CIRINNA', LAUS, GIACOBBE, VERDUCCI, BITI, IORI - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. - Premesso che:
secondo l'International grain council (IGC), a marzo 2021, la produzione mondiale di cereali (compresi i raccolti record di grano, mais e orzo) nel 2020-2021 ha registrato un aumento di 39 milioni di tonnellate rispetto all'annata recedente, riportando un record di 2.224 milioni di tonnellate ed ha registrato anche previsioni di commercio in aumento con record di 416 milioni di tonnellate (22 milioni in più) con spedizioni di grano e mais a livelli eccezionali;
nello specifico, l'Italia vanta storicamente una vocazione produttiva per il grano duro, che ha un ruolo strategico come materia prima di qualità per l'industria della pasta, uno dei simboli del made in Italy alimentare nel mondo;
a livello nazionale, con i raccolti 2021 del grano duro, è aumentata la produzione registrando un 1.5 per cento in più a quota 3,9 milioni di tonnellate e un 4 per cento in più per il frumento tenero a 2,8 milioni di tonnellate, nonostante le aree coltivate siano ridotte sotto i 500.000 ettari;
rilevato che:
per rispondere alle gravi difficoltà di approvvigionamento dall'estero determinate dal conflitto tra Russia e Ucraina esploso in questi giorni, si potrebbe arrivare nel nostro Paese a coltivare 75 milioni di quintali in più di mais per gli allevamenti, grano duro per la pasta e grano tenero per la panificazione. Ad esempio, il Piemonte potrebbe utilizzare 20.000 ettari di terreni "a riposo" per semine primaverili, di cui 3.000 nella sola Provincia di Cuneo. A livello regionale, secondo la Coldiretti, sono 12.585 le aziende che producono frumento tenero in 81.299 ettari di terreno, per una produzione annuale di 5 milioni di quintali;
per la medesima causa, le stesse regioni nel Sud Italia (Puglia, Basilicata e Sicilia in testa) potrebbero utilizzare i 600.000 ettari di seminativi non coltivati per la produzione di grano duro e partecipare così ad una sensibile riduzione della dipendenza dall'estero;
rilevato inoltre che:
il regolamento (CE) n. 1881/2006, del 19 dicembre 2006, che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari, fissa a 1.250 microgrammi per chilo per i cereali non trasformati e a 1.750 per il grano duro il valore del deossinivalenolo, o vomitossina o più semplicemente DON (micotossina prodotta da alcune specie di Fusarium) un insidioso contaminante dei cereali, mentre il limite di tolleranza stabilito dall'EFSA, autorità alimentare europea, è stato stabilito a 750 microgrammi per chilo, mentre per il pane e altri prodotti da forno il limite si abbassa a 500 microgrammi al chilo;
appare evidente che riducendo il parametro delle micotossine consentite nella granella di farina si manterrebbe più alto il livello di garanzia della nostra salute, garantendo un controllo più efficace dei contaminanti presenti all'interno dei cereali; inoltre, un limite più vicino ai parametri fissati da EFSA, che risulterebbe sostenibile per le produzioni nazionali, che godono di un clima migliore e più sano, permetterebbe di valorizzare la migliore qualità delle produzioni nazionali, e le renderebbe conseguentemente più competitive incentivandole, andando potenzialmente ad aumentare l'autosufficienza in questo comparto,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto, e se non ritenga necessario un attento monitoraggio della situazione in cui versa l'intero settore cerealicolo, anche valutando le implicazioni e le interconnessioni con il settore zootecnico, che, a seguito del conflitto tra Russia e Ucraina, sta generando un preoccupante rischio di carenza nei futuri approvvigionamenti di cereali;
se non ritenga utile, per valorizzare e sostenere la produzione nazionale ricreando anche condizioni per il recupero produttivo in tante realtà locali, porre in essere alcune iniziative a sostegno del settore cerealicolo, quali, da un lato, la valutazione circa la possibilità di riduzione dei parametri di contaminanti nella catena alimentare, che garantiscano un alto livello di sanità animale e pubblica sia nei mangimi sia negli alimenti, e, dall'altro, la valorizzazione di percorsi di sostegno alla cerealicoltura di eccellenza attraverso accordi di filiera, con impegni pluriennali finalizzati a tutelare la salute del consumatore e le sue scelte, anche mediante etichette di origine del grano duro utilizzato e l'adozione di disciplinari di produzione rivolti al potenziale salutistico dei prodotti.
(3-03178)
BOLDRINI, ROJC, FERRAZZI, GIACOBBE, D'ARIENZO, PITTELLA, FEDELI, IORI, MARGIOTTA, LAUS, D'ALFONSO, PORTA, VATTUONE, FERRARI, STEFANO, MARCUCCI, COLLINA, TARICCO - Al Ministro della salute. - Premesso che:
la cefalea cronica è una malattia che nel nostro Paese colpisce circa 8 milioni di persone, con gravi ripercussioni nella sfera personale e professionale;
la legge 14 luglio 2020, n. 81, "Disposizioni per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale", riconosce gli effetti la cefalea cronica come malattia invalidante;
stabilisce che "la cefalea primaria cronica, accertata da almeno un anno nel paziente mediante diagnosi effettuata da uno specialista del settore presso un centro accreditato per la diagnosi e la cura delle cefalee che ne attesti l'effetto invalidante, è riconosciuta come malattia sociale nelle seguenti forme: emicrania cronica e ad alta frequenza; cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici; cefalea a grappolo cronica; emicrania parossistica cronica; cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione; emicrania continua";
la stessa legge dispone che entro 180 giorni dalla sua entrata in vigore il Ministro della salute deve adottare un decreto "previa intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano" al fine di individuare, senza nuovi o maggiori oneri per le casse dello Stato, progetti specifici il cui scopo è quello di sperimentare metodi innovativi di presa in carico delle persone affette da cefalea e individuare modi e criteri con cui le regioni attueranno detti progetti;
ad oggi, trascorsi i 180 giorni dall'entrata in vigore della legge il decreto non risulta ancora adottato,
si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di dare attuazione alla legge.
(3-03179)
PORTA - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:
nella città brasiliana di Juiz de Fora, nello Stato di Minas Gerais, di pertinenza del consolato italiano di Belo Horizonte, è tuttora in vita una "Casa d'Italia", realizzata negli anni '30 del secolo scorso per iniziativa della locale comunità italiana e gestita da soggetti associativi di diritto privato (inizialmente "associazione Casa d'Italia" e successivamente "associazione San Francesco di Paola"), che hanno costantemente provveduto ai costi di gestione e di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria;
la prima istituzione risale al 1933 ed è stata promossa da due esponenti della comunità italiana (Pantaleone Arcuri e Antonio Passarella) che hanno realizzato la raccolta dei fondi necessari per l'acquisto di un edificio sito in avenida do Rio Branco n. 2.625, integrando le loro liberalità con il contributo volontario di 65 famiglie di connazionali e hanno poi affidato al rappresentante consolare pro tempore il compito di stipulare formalmente l'atto negoziale;
la destinazione d'uso della Casa d'Italia risulta in maniera inequivocabile dallo stesso titolo di acquisto, di cui costituisce un elemento sostanziale, dotato di efficacia erga omnes: "l'immobile che viene acquistato è destinato a ospitare una scuola, una biblioteca, un ospedale, un ente di beneficenza e altre istituzioni affini che, nel complesso, costituiscono la 'Casa d'Italia', la quale viene concessa in uso alla collettività italiana domiciliata a Juiz de Fora e ai membri associati della stessa Casa d'Italia";
a distanza di tre anni (1936), per scongiurare l'eventualità di un esproprio dell'edificio da parte delle autorità municipali, si è addivenuti con le stesse ad una permuta consensuale dell'edificio con un'area edificabile situata in zona meno centrale della stessa avenida Rio Branco, precisamente ai numeri 2.577 e 2.585;
ancora una volta nella comunità si è sviluppato un generoso concorso di raccolta di fondi, che ha coinvolto una base più estesa di connazionali (147 famiglie e diversi enti gestiti da italiani) e consentito, nel giro di tre anni, di realizzare un più ampio edificio, inaugurato il 5 novembre 1939 come "Casa d'Italia", destinata ad assolvere alle finalità definite nell'atto fondativo e ad ospitare i servizi consolari;
anche in questo caso, per i rapporti di immedesimazione esistenti tra la comunità e le autorità consolari e per evitare il peso di eccessivi oneri fiscali a carico dell'associazione promotrice, l'atto di permuta veniva intestato allo Stato italiano e adottato dai suoi legali rappresentanti in loco, nonostante una legge dell'ordinamento brasiliano (legge n. 3.071 del 1° gennaio 1916, art. 20, novellata dal decreto-legge n. 4.657 del 4 settembre 1942, art. 11, comma 2) vietasse a Stati esteri di possedere immobili diversi da quelli strettamente adibiti all'espletamento delle proprie funzioni diplomatico-consolari;
sul patrimonio posseduto dallo Stato italiano, con l'entrata in guerra del Brasile nello schieramento alleato, si è abbattuta la legislazione di guerra adottata nel 1942 che ha portato al sequestro degli immobili degli Stati belligeranti, superato solo nel 1950 a seguito dell'accordo bilaterale tra Italia e Brasile, approvato per quanto riguarda lo Stato brasiliano con il decreto n. 28.369 del 12 luglio 1950, cui seguiva nel 1955 il ritorno al possesso effettivo della Casa d'Italia, nuovamente affidata in gestione all'associazione "San Francesco di Paola", che si faceva carico in toto delle spese di gestione e di manutenzione, anche straordinaria, nonché delle tasse comunali sull'immobile che solitamente spettano al proprietario;
nel 1985 l'immobile è stato dichiarato di interesse pubblico dal comune di Juiz de Fora;
entrando a far parte del patrimonio storico e culturale del municipio, a testimonianza che l'edificio non aveva rilievo come sede di uffici consolari e meno ancora di rappresentanza diplomatica, ma soprattutto come sede di un'istituzione di animazione comunitaria, di natura giuridica privata, denominata Casa d'Italia;
considerato che:
sembra evidente che per il contributo determinante dato dalla comunità in occasione sia del primo acquisto che della costruzione della Casa d'Italia inaugurata nel novembre 1939, per l'inequivoca destinazione d'uso fissata come vincolo nell'atto fondativo, per la gestione esclusiva ad opera dell'associazione appositamente creata per la conduzione, senza alcuna partecipazione da parte dello Stato italiano alla corresponsione degli oneri che tale gestione comportava, si tratta nella sostanza di un bene da riconoscere alla comunità italiana di Juiz de Fora come elemento simbolico della sua storia e come riferimento della sua identità culturale;
è interesse dello Stato italiano non persistere in una situazione giuridicamente equivoca che potrebbe portare alla perdita di un bene patrimoniale considerato dall'ordinamento brasiliano estraneo alle funzioni di rappresentanza diplomatico-consolare e, nello stesso tempo, è quantomai auspicabile che l'attiva comunità italiana di Juiz de Fora sia sostenuta e incoraggiata nella sua attività di preservazione dei legami culturali con l'Italia e di promozione, in senso lato, dell'italianità, in un'area attiva e dinamica del Brasile,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda disporre che la Casa d'Italia di Juiz de Fora sia anche formalmente riconosciuta nella piena disponibilità dell'associazione di diritto privato brasiliano San Francesco di Paola, che ne ha assicurato finora la vita e la gestione, adottando naturalmente le modalità giuridiche più adatte a raggiungere tale scopo in base alle normative esistenti in materia di trasferimento di beni immobiliari dello Stato.
(3-03180)
DI PIAZZA, CASTALDI, CROATTI, FERRARA, GIROTTO, TRENTACOSTE - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
il terzo settore tramite il proprio operato genera impatto sociale e ambientale, coniugandolo con la creazione di valore economico, pone al centro della propria azione la promozione della dignità della persona, alimenta e costruisce il capitale sociale, prerequisito fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del territorio;
alla data del 31 dicembre 2019 le istituzioni no profit attive in Italia sono 362.634 e, complessivamente, impiegano 861.919 dipendenti, e circa 6 milioni di volontari;
il suo ruolo fornisce un apporto fondamentale per l'efficacia del "principio di sussidiarietà" sancito dall'articolo 118, comma quarto, della Costituzione;
a rimarcare l'importanza del ruolo del terzo settore è intervenuta la Corte costituzionale con la sentenza n. 131 del 2020, la quale dà pieno riconoscimento all'articolo 55 del decreto legislativo n. 117 del 2017 (codice del terzo settore), in particolare, agli istituti della coprogettazione e della coprogrammazione, valutandole come modalità centrali di relazione tra sfera pubblica e sfera del privato sociale;
valutato che:
la legge n. 234 del 2021 (legge di bilancio per il 2022) all'articolo 1, comma 567, prevede che alle Città metropolitane con un disavanzo pro capite superiore a 700 euro, viene riconosciuto un contributo di 2.670 milioni totali per il periodo 2022-2042;
all'articolo 1, comma 575 (detto "salva Napoli") ha stabilito che, valutato l'importo complessivo di tutti i debiti censiti, i Comuni capoluogo di città metropolitane che hanno beneficiato delle misure anti dissesto previste dalla stessa legge, entro il 15 giugno 2022, propongono individualmente ai creditori la definizione transattiva del credito offrendo il pagamento di una somma variabile tra il 40 e l'80 per cento del debito, in relazione alle diverse anzianità nell'ambito dello stesso;
la norma non pone alcuna differenza tra creditori appartenenti ad enti profit ed enti no profit, cioè quegli enti inquadrati nel codice del terzo settore e definiti all'art. 4 dello stesso come enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche che promuovono e realizzano attività di interesse generale;
considerato che:
il mondo del no profit sarà già penalizzato dal passaggio dal regime fuori campo IVA al regime di esenzione IVA, come disposto dal decreto-legge n. 146 del 2021 ("decreto fiscale"), i cui effetti sono prorogati al 2024 tramite la citata legge n. 234 del 2021, art. 1, comma 683;
il mondo no profit è aumentato del 20,3 per cento nell'ultimo decennio, passando da 301.000 istituzioni nel 2011 a 362.000 del 2019 (fonte ISTAT),
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della grave difficoltà in cui si trova ad operare il mondo del terzo settore a seguito delle disposizioni del comma 575 dell'articolo 1 della legge n. 234 del 2021 e, di conseguenza, se ritenga di attivarsi al fine di adottare le opportune iniziative per rivedere i contenuti della normativa affinché quest'ultima non si applichi qualora il creditore sia un ente del terzo settore;
se non intenda intervenire per la tutela di un settore che cresce e genera sviluppo economico e sociale del territorio, in particolar modo in un momento caratterizzato da una forte crisi sanitaria e internazionale;
quali iniziative intenda assumere per tutelare i crediti vantati dagli enti del terzo settore nei confronti dei Comuni che usufruiranno del regime del "salva Napoli".
(3-03181)
ANGRISANI - Al Ministro dell'istruzione. - Premesso che:
nell'ambito di un avviso del Ministero dell'istruzione per la selezione di progetti di ampliamento dell'offerta formativa, il liceo scientifico "Talete" di Roma ha organizzato un convegno, considerato parte integrante dei progetti di educazione civica delle singole classi, il 22 marzo 2022, all'interno della sala della Promoteca del Campidoglio (con lo sponsor della presidenza dell'Unione delle comunità ebraiche italiane);
per l'ingresso è stata richiesta, attraverso una circolare d'istituto di presentazione del convegno intitolato "Rita Levi Montalcini: una donna nella storia", l'esibizione del green pass rafforzato;
valutato che a quanto appreso dall'interrogante, nelle classi che prenderanno parte al convegno vi sono studenti e studentesse non in possesso del green pass rafforzato, i quali, dunque, non potranno partecipare all'evento, dovendo anche, peraltro, giustificare l'assenza,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quale sia la sua valutazione al riguardo;
se non reputi opportuno intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, per evitare che episodi del genere, di fatto discriminanti, possano accadere.
(3-03184)
GIROTTO, PELLEGRINI Marco, CORBETTA, ANASTASI, RICCIARDI, PESCO, ROMANO, FERRARA, VANIN, GUIDOLIN, FENU, FEDE, TRENTACOSTE, CASTALDI, DI GIROLAMO, GALLICCHIO, DI PIAZZA - Al Ministro della transizione ecologica. - Premesso che:
a seguito dei forti rialzi dei prezzi dei prodotti energetici all'ingrosso, le famiglie e le imprese italiane, a partire dal mese di giugno 2021, stanno subendo un consistente aumento delle bollette di energia elettrica e gas naturale, in parte calmierato grazie agli interventi adottati dal Governo;
numerosi studi e approfondimenti, tra cui un rapporto dell'OCSE di dicembre 2021, evidenziano che l'aumento dei prezzi delle importazioni dei prodotti fossili, in particolare del gas naturale, che nel nostro Paese contribuisce alla produzione nazionale di energia elettrica per circa il 50 per cento del totale, non giustifica gli aumenti dei prezzi finali applicati alle famiglie e alle attività produttive;
in particolare, l'articolo titolato: "Le speculazioni sul gas che stanno creando il caro-bollette. E le Authority stanno a guardare?", pubblicato il 4 marzo 2022 sul sito "fondazionehume", a firma di Mario Menichella, approfondisce gli aspetti legati all'eccessivo scostamento che emerge dal confronto tra il prezzo del gas naturale al TTF (Title Transfer Facility), una piattaforma olandese di trading che rappresenta, in sostanza, un benchmark, ossia un mercato di riferimento, per il mercato italiano "spot" del gas e quello con il prezzo del gas naturale "doganale", cioè quello che arriva attraverso metanodotti o, se in forma liquida (GNL - gas naturale liquefatto), attraverso metaniere. Fino al 2021, il prezzo spot e i prezzi doganali risultavano, essenzialmente, in costante allineamento. A partire dalla fine del 2021, invece, si assiste a una crescita decisamente superiore dei prezzi spot rispetto a quelli doganali. A seguito dei rialzi di novembre-dicembre 2021, il prezzo spot TTF è salito sino a 180 ?/MWh, contro i 40 ?/MWh del prezzo doganale. Nelle settimane seguenti, seppur il prezzo sia sceso, si è assestato su valori molto alti, senza una reale giustificazione. Se ne deduce che il prezzo appare guidato dalle aspettative degli operatori finanziari che operano sul mercato TTF, cioè dei trader e dei grossi investitori, fra cui vi possono naturalmente essere le stesse aziende energetiche, che successivamente ricavano guadagni attraverso il meccanismo delle plusvalenze. Tale crescita non appare giustificata da situazioni contingenti o emergenze quali la pandemia e il conflitto in Ucraina, ma risulta direttamente collegata alle differenti tipologie di mercati sui quali i prezzi vengono formati;
considerato che:
i "prezzi doganali" risultano differenti dai prezzi spot: i prezzi doganali sono legati ad esigenze reali di compravendita di gas naturale, mentre i prezzi spot (e future) riguardano mercati meramente finanziari, ossia guidati da obiettivi di investimento e rendimento;
nell'articolo citato si evidenzia come gli operatori che importano il gas naturale in Italia riescano a generare enormi profitti, tenuto conto che il prezzo impiegato come riferimento per la vendita a terzi nel mercato (clienti finali e altri fornitori nazionali) non è quello "doganale" importato, assai inferiore, ma quello agganciato al TTF, che ha subìto notevoli incrementi e si mantiene tuttora alto. Tale aspetto si riflette con incrementi rilevanti dei prezzi sui clienti del mercato di maggior tutela (famiglie e PMI), che hanno un prezzo del gas fissato ogni tre mesi dall'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), nonché sulla borsa elettrica, dove si forma il prezzo di circa i 2/3 dell'elettricità venduta in Italia;
l'analisi dei valori effettivi mostra che mentre il prezzo reale del gas importato tra l'ultimo trimestre del 2020 e quello del 2021 risulta aumentato di circa il 60 per cento, quello del prezzo del gas sul mercato TTF risulta aumentato di oltre il 500 per cento, quasi 10 volte l'aumento reale, dunque;
oltre alla differenza esistente tra prezzi reali e prezzi finanziari, al momento viene riscontrato un importante scostamento di prezzo anche nei tre principali mercati mondiali del gas: Asia, Europa e Nord America. Questi tre mercati si sono per lunghi anni mantenuti su valori relativamente simili, con aumenti e diminuzioni sempre abbastanza collegati. A partire dall'ultimo trimestre 2021, invece, a fronte di rialzi più o meno consistenti in Asia e Nord America, in Europa si assiste a un'impennata dei prezzi assolutamente superiore e del tutto abnorme rispetto agli aumenti degli altri mercati, senza alcuna reale giustificazione materiale alla base di tale scostamento;
considerato, inoltre, che:
i principali importatori del gas naturale in Italia, tra cui anche società a partecipazione statale che effettuano la gran parte delle importazioni, operano principalmente tramite contratti pluriennali fino a trenta anni. I dati ARERA evidenziano che molti dei contratti di fornitura pluriennali in essere beneficiano di una durata residua media a lungo termine, superiore a cinque anni. Inoltre, i prezzi stabiliti in detti contratti, anche laddove parzialmente indicizzati ai mercati del gas esaminati, risultano di molto inferiori ai prezzi attuali;
la percentuale di gas naturale importato tramite contratti a lunga durata, pertanto, risulta decisamente rilevante e ciò rende le aziende interessate almeno parzialmente immuni agli straordinari e ingiustificati aumenti del gas negli ultimi mesi, garantendo al contempo utili record, sicuramente fondamentali per le medesime aziende soprattutto alla luce delle perdite subite nel 2020: utili che, tuttavia, risultano pagati da famiglie, imprese e industrie energy intensive,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e se siano già state individuate le cause dell'incremento sproporzionato dei prezzi sul mercato TTF;
se ritenga di intervenire con urgenza, sia adottando ulteriori misure strutturali per contrastare il caro energia, che modificando le attuali regole per la determinazione dei prezzi di vendita del gas, affinché esse riflettano pienamente il reale prezzo di mercato.
(3-03185)
Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento
BITI, PARRINI, VALENTE, FEDELI, PITTELLA, BOLDRINI, IORI, NANNICINI, PINOTTI, LAUS, FERRAZZI, GIACOBBE, VERDUCCI, D'ALFONSO, TARICCO, VATTUONE, D'ARIENZO, ROJC, ALFIERI - Al Ministro della salute. - Premesso che:
per ragioni umanitarie, il Ministero della salute ha informato gli assessorati regionali di competenza, gli uffici veterinari adempimenti comunitari e i posti di controllo frontalieri di accettare l'introduzione in Italia di animali da compagnia non conformi al regolamento (UE) n. 576/2013 al seguito di proprietari ucraini, disponendo altresì l'applicazione, da parte dei servizi veterinari, di tutti gli interventi necessari per conformare gli animali da compagnia ai requisiti del citato regolamento;
gli interventi di regolarizzazione comprendono, fra gli altri, la vaccinazione antirabbica e l'isolamento sotto sorveglianza ufficiale;
a differenza dell'Italia, l'Ucraina non è un Paese indenne dalla rabbia. Secondo fonti ucraine dell'Associazione nazionale dei medici veterinari italiani, l'incidenza dei casi di rabbia in Ucraina supererebbe significativamente il già rilevante numero dei casi notificati in Europa al Rabies bulletin Europe (265 in animali domestici, di cui 109 nei cani e 130 nei gatti, e 132 in animali selvatici);
la rabbia è una zoonosi, ossia una malattia trasmissibile dall'animale all'uomo, che è causata dai Lyssavirus della famiglia Rhabdoviridae e che può colpire tutti i mammiferi (inclusi, dunque, gli esseri umani). La trasmissione avviene attraverso l'esposizione a saliva infetta e, una volta che i sintomi si manifestano, la rabbia è fatale sia per gli animali sia per gli esseri umani. In particolare, la rabbia causa ogni anno nel mondo più di 55.000 vittime;
considerato che:
il rischio di introdurre il virus della rabbia in Italia è elevato ed è rappresentato da ingressi di animali non comunicati ai servizi veterinari territorialmente competenti, in particolare cani e gatti presi in carico da attivisti protezionisti improvvisati o sedicenti tali, non sottoposti al previsto controllo sanitario e alla profilassi antirabbica;
il virus della rabbia uccide animali e persone. L'Organizzazione mondiale della sanità animale ha fissato al 2030 l'obiettivo di eradicazione globale di questa zoonosi, indicando nella profilassi vaccinale veterinaria lo strumento d'elezione per evitare la diffusione del virus e decessi nell'uomo che, nel 99 per cento su scala globale, sono imputabili a morsi di cani infetti;
il livello di prevenzione della rabbia adottato dal nostro Paese è massimo, essendo che il Ministero della salute, fin dal 2014, ha scelto di non avvalersi della possibilità accordata dal regolamento (UE) n. 576/2013 di ammettere l'ingresso di cuccioli non vaccinati per la rabbia o di cuccioli che, seppur vaccinati, non soddisfino ancora le condizioni di validità della vaccinazione;
si stima che il 13 per cento dei rifugiati complessivi dall'Ucraina avrà l'Italia come destinazione e che gli animali al seguito dei proprietari possa arrivare nell'ordine di decine di migliaia,
si chiede di sapere:
quali fattori di rischio relativi all'introduzione del virus della rabbia in Italia siano stati individuati dal Ministero della salute a fronte delle nuove regole per l'introduzione di animali dall'Ucraina;
quali misure il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per scongiurare l'introduzione e la diffusione del virus della rabbia in Italia, a tutela della sanità pubblica e delle popolazioni animali insistenti nel nostro Paese;
se, in vista dell'elevato afflusso di animali da compagnia al seguito di proprietari rifugiati dall'Ucraina, non intenda favorire la tempestività degli interventi veterinari necessari a conformarli al regolamento (UE) n. 576/2013, attivando anche i medici veterinari liberi professionisti in collaborazione con i servizi veterinari territorialmente competenti.
(3-03182)
BINETTI - Al Ministro della salute. - Premesso che:
secondo l'osservatorio sulla sanità privata accreditata in Italia di CERGAS-Bocconi, "in seguito alle riforme del SSN, iniziate negli anni Novanta, le aziende sanitarie private hanno visto una significativa modificazione del proprio ruolo che, da integrativo rispetto agli erogatori pubblici, è diventato più concorrenziale ed è governato da sistemi regionali di accreditamento e di finanziamento, per cui risulta significativamente differente da regione a regione";
la riforma del Titolo V della Costituzione, delegando a Regioni e Province autonome l'organizzazione e la gestione dei servizi sanitari, ha generato una deriva regionalista con 21 differenti sistemi sanitari dove l'accesso a servizi e prestazioni sanitarie è profondamente diverso;
l'emergenza sanitaria a causa della diffusione del COVID-19 ha certificato tali criticità, nel momento in cui si è affrontata una pandemia che poneva problemi di salute pubblica e problemi di sicurezza nazionale, con un susseguirsi di provvedimenti regionali contraddittori e spesso disfunzionali;
è urgente quindi razionalizzare sia le procedure di autorizzazione che quelle di accreditamento regionali, sia in tema di nuove aperture, che di ampliamenti funzionali e strutturali nonché di accorpamenti. Le difformità esistenti, non giustificate da alcuna reale esigenza locale o da una specifica peculiarità funzionale, sono il primo disincentivo agli investimenti, specie quelli "greenfield";
è paradossale inoltre la vicenda dei rimborsi erogati alle strutture sanitarie private per gli esami convenzionati. Le analisi cliniche sono il primo reale screening diagnostico di cui la popolazione può fruire a tutela della propria salute, per cui è fondamentale che i tempi di risposta siano brevi, il che ovviamente incide sul costo del servizio;
l'esame per l'emocromo, ad esempio, ha attualmente un rimborso di 3,75 euro che verrebbe ridotto a 1,95, del tutto insufficiente a garantire qualità e sicurezza, considerati i costi che occorre affrontare anche per eseguire la calibratura degli apparecchi ed evitare variazioni sui valori degli esami;
parallelamente, in una struttura ospedaliera pubblica, dove vengono eseguiti 460.000 esami dell'emocromo completi all'anno, il costo per emocromo è di 7,50 euro di cui 0,58 per il materiale, mentre la quota di costo rimanente è dovuta agli elevati "costi di struttura" delle aziende;
è evidente come per le attività diagnostiche, analisi cliniche e consulenza polispecialistica, le strutture sanitarie private possono operare a costi certamente inferiori;
la sicurezza dei dati sensibili dei pazienti (GDPR), la qualità del servizio e cyber security sono nuovi costi imprecisabili;
proprio per questo diventa conveniente aumentare i budget per le strutture private, che potrebbero così diventare nuovi punti di prelievo, in stretta collaborazione con il settore pubblico, a costi inferiori e tempistiche più veloci;
le strutture private possono offrire un valido contributo alle strutture pubbliche, creando un'efficace sinergia tra pubblico e privato; sul territorio ci sono oltre 6.000 strutture sanitarie private, tra autorizzate ed accreditate, raggruppate in varie associazioni, e la specialistica convenzionata e accreditata ha inciso sulla spesa sanitaria pubblica nei SSR per il 3,9 per cento mentre ha soddisfatto il 33 per cento della domanda;
inoltre, per migliorare la spesa sanitaria occorrerebbe intervenire su alcuni punti critici: 1) diversità e non conformità dei tariffari da regione a regione, con punti di prelievo autorizzati in alcune regioni e in altre no; 2) per avere un prezzo unico e sostenibile di rimborso a livello nazionale, occorrerebbe uniformare le procedure di autorizzazione, gli standard minimi di qualità e soprattutto le procedure di controllo su ogni laboratorio; 3) nell'ambito della sanità privata, sarebbe importante verificare sempre l'origine e la trasparenza dei capitali che le imprese, specie se straniere, investono nel settore;
infine, tenuto conto della territorializzazione del SSN prevista dal PNRR, non si comprende perché in un momento di post pandemia in cui si sono dilatati i tempi di attesa, col rischio che patologie non diagnosticate tempestivamente e quindi non trattate si aggravino e si cronicizzino, determinando costi ulteriori sul sistema e incrementi delle mortalità, non si possano esternalizzare, per un periodo transitorio, le attività ambulatoriali di primo e secondo livello, rivolgendosi ad aziende sanitarie private; utilizzando, se necessario, un "regime di convenzione speciale", in cui le prestazioni siano pagate a piè di lista, secondo i criteri e limiti previsti dagli attuali LEA. Si potrebbe utilizzare una piattaforma condivisa tra strutture pubbliche e private, sulla quale dovrebbero risultare le prenotazioni, le accettazioni, il pagamento dei ticket a favore della struttura pubblica e la comunicazione del referto. Questo al fine di garantire sempre il preciso riscontro delle prestazioni sanitarie erogate con i pagamenti richiesti,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda affidare ad AGENAS il compito di individuare con le Regioni e le associazioni di categoria uno schema di soluzione condiviso, da tradurre in provvedimenti nazionali e regionali, secondo le attuali competenze.
(3-03183)
BINETTI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:
M. B., italiano, divorziato da I. V., ucraina, è padre di due bambine, attualmente residenti in Polonia;
nonostante le due bambine gli siano state affidate dal Tribunale di Lublino non riesce a ricondurle in Italia, come sarebbe suo vivo desiderio, sia per riprendere la propria attività professionale, sia perché le due ragazze parlano perfettamente l'italiano, mentre non hanno ancora appreso adeguatamente il polacco;
la vicenda della famiglia B. è quella di una coppia, regolarmente sposata e residente in Italia, il cui rapporto è proseguito senza problemi fino a quando il padre non si è ammalato di una patologia auto-immunitaria, che ha provocato paralisi parziale delle gambe rendendo difficile il suo lavoro professionale, anche per i frequenti ricoveri ospedalieri;
nel dicembre 2017, in occasione delle festività natalizie, la madre ha espresso il desiderio di recarsi con le figlie in Polonia, dove vive una sua sorella, impegnandosi a tornare subito dopo le vacanze; cosa che da allora non è più avvenuta;
nel 2019 il signor B., essendo almeno in parte guarito dalla sua patologia, si è recato in Polonia per vedere le figlie e possibilmente riportarle in Italia; ma nel frattempo la signora ha intrecciato una relazione con un cittadino americano, ventilando più volte l'ipotesi di portare le figlie con sé negli USA;
la coppia si è separata consensualmente, con la condizione esplicita che il padre potesse continuare a vedere con regolarità le figlie tutte le settimane, in una sorta di affido congiunto; per ottenere questo obiettivo lo stesso ha intrapreso con un certo successo una attività tecnico-professionale a Lublino in qualità di tecnico radiofonico, con una discreta esperienza nel campo delle telecomunicazioni;
tuttavia, al ritorno da un viaggio fatto dalla signora I. V. negli USA i rapporti tra i due si sono incrinati, avendo questa deciso di cambiare casa senza comunicare all'ex coniuge neppure l'indirizzo, impedendogli di vedere le figlie e muovendo una serie di accuse gratuite, che il tribunale successivamente ha giudicato del tutto prive di fondamento;
a seguito del divorzio, il giudice ha stabilito che le figlie vivano con la madre, ma che il padre abbia tutte le opportunità per incontrarle e partecipare al loro mantenimento e alla loro educazione; perdurando però un forte stato di tensione tra entrambi, il padre ha impugnato la sentenza e si è rivolto al Tribunale dei minori di Lublino, che ha accolto le sue recriminazioni ribaltando la sentenza e affidando a lui le due minori, con l'obbligo comunque di facilitare gli incontri delle figlie con la madre;
il Tribunale di Lublino ha giudicato una sorta di rapimento delle minori il modo in cui la madre le ha condotte in Polonia, approfittando della malattia del padre e nascondendo le sue vere intenzioni, che non prevedevano affatto il ritorno in Italia;
da allora però il padre non è riuscito a far applicare l'ultima sentenza del Tribunale dei minori di Lublino; le ragazze sono nate in Italia, hanno cittadinanza italiana e hanno trascorso in Italia la prima fase della loro vita e tra la Polonia e l'Italia preferirebbero vivere in Italia;
ma la posizione della madre in bilico tra la Polonia, dove non lavora e non ha quindi una fonte di reddito autonoma, e gli USA, dove potrebbe intraprendere una nuova relazione, non facilita il processo decisionale e non consente al padre di rendere esecutiva la sentenza del tribunale,
si chiede di sapere come si possa garantire il rispetto della sentenza del tribunale polacco in modo tale che il padre italiano possa esercitare la sua paternità, garantendo alle minori condizioni di vita stabili e propedeutiche alla loro serena maturazione.
(3-03186)
BINETTI - Al Ministro della salute. - Premesso che:
il decreto-legge n. 113 del 2016, all'articolo 21-ter, commi 1 e 2, dispone che l'indennizzo riconosciuto ai soggetti affetti da sindrome da talidomide nelle forme dell'amelia, dell'emimelia, della focomelia e della micromelia, nati negli anni dal 1959 al 1965, è riconosciuto anche ai nati nel 1958 e nel 1966, a decorrere dall'anno dell'entrata in vigore del decreto;
l'indennizzo è riconosciuto anche ai soggetti che, ancorché nati fuori dal periodo previsto, presentino malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide; per accertare il nesso causale tra l'assunzione del farmaco in gravidanza e le lesioni o l'infermità da cui è derivata la menomazione nelle forme descritte (amelia, emimelia, focomelia e micromelia), i soggetti possono chiedere di essere sottoposti al giudizio sanitario, ai sensi dell'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali n. 163 del 2009;
questa indicazione è stata confermata con sentenza della Corte costituzionale n. 55 del 2019, che aggiunge che la menomazione della salute conseguente a trattamenti sanitari, oltre al risarcimento del danno in base all'articolo 2043 del codice civile, può determinare il diritto ad un equo indennizzo, sulla base degli articoli 2 e 32 della Carta costituzionale; la sentenza sottolinea altresì come questa misura di sostegno economico sia fondata sulla solidarietà collettiva garantita ai cittadini, a fronte di eventi che hanno generato una situazione di bisogno;
la sentenza della Corte costituzionale sottolinea la natura assistenziale e solidaristica dell'indennizzo, che prescinde da qualsiasi responsabilità e imputabilità alle autorità sanitarie, mentre fa riferimento alla compatibilità tra menomazioni e assunzioni di talidomide;
in questi ultimi 20 anni sono aumentati molto gli studi e gli approfondimenti volti a chiarire il rapporto tra le diverse menomazioni e l'assunzione del talidomide; per esempio si è compreso come il tipo di menomazione vari in rapporto al momento gestazionale in cui il farmaco è stato assunto, alla sua quantità e alla sua regolarità ed è stato dimostrato sulle principali riviste scientifiche il meccanismo dell'azione teratogena del farmaco (degradazione della proteina p63 durante lo sviluppo embrionale);
il 15 dicembre 2016 il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione sul sostegno a favore delle vittime sopravvissute al talidomide (2016/3029/RSP), che alla lettera J) evidenzia "l'opportunità e la volontà al Parlamento europeo e alla Commissione, conformemente alle norme etiche ed umanitarie, di rimediare ai danni causati dalla mancanza di un controllo farmaceutico e dalla successiva eliminazione delle prove, che hanno provocato la tragedia del talidomide";
alla lettera E), riconosce che i governi nazionali sono responsabili di garantire il trattamento equo delle proprie vittime sopravvissute al talidomide,
si chiede di sapere:
per quale ragione non siano state chiamate a visita medica, come previsto dall'articolo 21-ter citato, le persone che hanno presentato domanda di indennizzo sulla base della legge n. 244 del 2007 (indennizzo dei talidomidici), per accertare il nesso causale tra menomazioni e assunzione di talidomide;
se il Ministro in indirizzo ritenga che si debba considerare che si tratta comunque di un indennizzo di natura assistenziale e solidaristica, che prescinde da qualsiasi responsabilità (si veda la sentenza della Corte costituzionale), che interessa persone tra i 60 e i 65 anni, costrette ad affrontare una fase della loro vita ancora più complessa.
(3-03187)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
DE POLI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, della transizione ecologica e dello sviluppo economico. - Premesso che:
il rialzo dei prezzi e la carenza di alcuni materiali, in particolare bitume, acciaio e alluminio e il macroscopico aumento del costo del gas e dei carburanti stanno mettendo in seria difficoltà il settore delle costruzioni, danneggiato anche dalle problematiche dei trasportatori con la gestione delle consegne;
il Ministro della transizione ecologica ha dichiarato recentemente alla stampa che "stiamo assistendo ad un aumento del prezzo dei carburanti ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi. La crescita non è correlata alla realtà dei fatti è una spirale speculativa, su cui guadagnano in pochi, una colossale truffa a spese delle imprese e dei cittadini";
anche dal settore delle costruzioni si denunciano speculazioni sui costi delle materie prime, prevedendo brusche interruzioni e conseguenti ritardi nel termine dei lavori a causa dei rincari spropositati che inficiano le cifre dei preventivi pattuiti;
la scadenza del superbonus 110 per cento è fissata al 30 giugno 2022;
anche la realizzazione delle opere legate al PNRR sarebbe messa in discussione se la situazione non dovesse migliorare,
si chiede di sapere se non si reputi urgente ed improrogabile adottare provvedimenti che introducano l'adeguamento automatico dei prezzi ai valori correnti per tutte le stazioni appaltanti, misure efficaci di compensazione degli aumenti subiti senza i quali nessuna impresa sarà in grado di realizzare le opere che le sono state commissionate, e la proroga del termine del superbonus al 2023, al fine di sostenere e rilanciare il settore delle costruzioni senza il quale il PNRR resterà solo un effimero piano.
(4-06760)
MASINI - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'interno e per gli affari regionali e le autonomie. - Premesso che:
il mercato dei fiori di Pescia (Pistoia) è uno dei mercati dei fiori pubblici più grandi d'Europa, con una piazza di contrattazione coperta di oltre 10.000 metri quadrati, che conta oltre 600 operatori attivi a vario titolo, il coinvolgimento di circa 500 produttori agricoli e l'interesse di almeno 4.000 addetti con le relative famiglie;
al mercato, esistente da oltre 93 anni e comunemente noto anche come "ex Comicent" (centro di commercializzazione dei fiori dell'Italia centrale), accedono mensilmente 25.000 persone, con un giro d'affari complessivo stimato in 250 milioni di euro che rappresenta quindi un settore strategico non solo per l'economia locale ma anche per quella regionale della Toscana, essendo il territorio interessato esteso dalla Valdinievole alla Versilia;
la competenza sul mercato è stata trasferita alla Regione Toscana ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, e la stessa Regione, con decreto dirigenziale n. 7168 del 23 dicembre 2005, ha classificato l'immobile che lo ospita fra quegli immobili espressamente destinati a pubblico servizio o comunque al diretto perseguimento di specifiche finalità pubbliche di interesse regionale;
successivamente, la legge regionale 15 ottobre 2009, n. 57, ha previsto il trasferimento, avvenuto nel 2016, a titolo gratuito dell'intero immobile al Comune di Pescia ed il "MEFIT" (mercato dei fiori della Toscana), costituita con delibera comunale n. 66 del 27 settembre 2012 è divenuta l'azienda speciale dello stesso Comune incaricata della gestione del mercato;
considerato che:
l'ex Comicent è un immobile di pregio e, come indicato dal sito del Comune di Pescia, è "uno dei più significativi esempi di architettura 'High tech'" che "precede di solo un anno il progetto di Renzo Piano e Richard Rogers per il Centre Pompidou di Parigi";
diversi anni di mancata manutenzione ordinaria e straordinaria, cui si sono aggiunti vari cambiamenti nella normativa antincendio e di sicurezza, hanno determinato una situazione di grave irregolarità attinente ai requisiti di idoneità all'effettuazione di ogni tipo di attività nella struttura, compresa quella della commercializzazione di fiori e piante;
nel mese di giugno 2021 i Vigili del fuoco di Pistoia hanno attivato nei confronti dell'amministratore unico di MEFIT, dottor Antonio Grassotti, le previsioni del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, per la regolarizzazione delle violazioni contestate in materia di sicurezza sul lavoro;
a seguito di diverse proroghe, l'ultima delle quali di durata semestrale, è stata fissata per il 22 giugno 2022 la data ultima e definitiva per la realizzazione dei lavori necessari al ripristino dell'idoneità degli ambienti di lavoro, sia dal punto di vista della sicurezza sul lavoro che per la normativa antincendio;
negli ultimi anni sono stati realizzati interventi sulla struttura per circa 4 milioni di euro, provenienti sia dalla Regione che dal Comune di Pescia, ma si stima che servano ulteriori 10 milioni di euro per completare i lavori e ottenere in modo definitivo il CPI (certificato prevenzione incendi);
ad oggi non risulta che siano state reperite, anche solo in parte, queste risorse nonostante varie richieste e appelli rivolti dal dottor Grassotti alle varie istituzioni;
ciò comporterà la totale chiusura delle attività all'interno del complesso del mercato a partire dal prossimo 23 giugno e quindi la questione passerà in mano alla Procura della Repubblica di Pistoia;
per tutti gli imprenditori del settore florovivaistico e le loro famiglie, il mercato rappresenta un luogo di riferimento assolutamente necessario per lo sviluppo delle loro attività in quanto capace di garantire tutti i servizi difficilmente fruibili se non in un'economia di scala;
con la paventata chiusura del mercato si verificherebbe, invece, una frammentazione delle attività, con un gravame difficilmente prevedibile per un comprensorio già colpito da problematiche economiche e riduzione del lavoro,
si chiede di sapere:
come si intenda dare priorità alla realizzazione dei lavori di messa in sicurezza per un'opera pubblica di indiscusso interesse strategico locale e regionale, eventualmente con la previsione di utilizzare fondi ad hoc assegnati all'Italia nell'ambito del progetto Next generation EU;
se sia nella volontà politica di trovare una soluzione immediata che tuteli anche nel breve termine il lavoro e l'indotto di migliaia di famiglie, con il reperimento dei fondi necessari ai lavori e, soprattutto, con un accordo che permetta di proseguire l'attività mercatale durante l'esecuzione dei lavori.
(4-06761)
BARBARO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
il Terzo settore appare essere l'unico segmento del vivere civile non interessato da un'opera di sburocratizzazione, e ciò appare particolarmente riprovevole in un contesto in cui, a partire dal Presidente del Consiglio dei ministri, non vi è voce istituzionale che non affermi la necessità, per poter attuare il PNRR ed avviare una ripresa economica di lunga durata, di interventi di snellimento dei gravami amministrativi: il Governo stesso ha annunciato, per maggio 2022, l'avvio di un grande piano di semplificazione, di cui il Terzo settore necessita urgentemente, unitamente ad un intervento volto a velocizzare i tempi per l'erogazione delle misure;
all'uopo, a giudizio dell'interrogante, valgano da esempio evidente i ritardi e gli appesantimenti, i rinvii ed i gravami in merito alla emissione dei bandi promossi da strutture governative per aiutare le organizzazioni del Terzo settore a fronteggiare l'emergenza COVID;
con il decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, il Governo ha stanziato 20 milioni di euro per i ristori per l'emergenza destinati alle organizzazioni del Terzo settore; orbene il Ministero del lavoro ha emanato il corrispondente avviso di bando solo il 26 novembre 2021, consentendo la presentazione delle istanze a partire dalle ore 8.00 del 29 novembre 2021 e fino alle ore 23.59.59 dell'11 dicembre 2021, prorogando poi la scadenza alle ore 18:00 del 13 dicembre 2021. Fino ad oggi non si hanno notizie, né della graduatoria, né dei tempi di somministrazione delle misure;
ritardi simili si registrano anche per l'Avviso pubblico per l'erogazione di finanziamenti ad organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e organizzazioni non lucrative di utilità sociale impegnate nell'emergenza COVID-19 nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Lombardia e Veneto;
ancora, l'art. 246 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, chiamato "decreto ristori" aveva stanziato 100 milioni di euro per l'anno 2020, di cui 20 milioni riservati ad interventi per il contrasto alla povertà educativa. L'avviso dell'Agenzia della coesione è datato 20 dicembre 2021, quindi circa un anno e mezzo dopo la conversione in legge del "decreto ristori". Il bando (uscito il 20 dicembre 2021) indicava l'apertura per la presentazione delle istanze il giorno 22 dicembre 2021 (solo due giorni dopo) e la chiusura al 4 febbraio 2022. Quindi un solo mese, comprese le feste di Natale e capodanno. Naturalmente dati i tempi ristretti e la particolare difficoltà nella procedura richiesta le domande sono state solo 3.180 a fronte di una platea amplissima. Da allora, 4 febbraio 2021, non sono pubblicate notizie ufficiali sugli esiti dell'avviso;
oltre a questi casi, si registrano anche i ritardi e le difficoltà con cui viene gestito il RUNTS (Registro unico nazionale del Terzo settore), che ha visto la luce lo scorso anno dopo anni e anni di rinvii, ma che risulta a tutt'oggi di difficile utilizzo. Basti pensare che le reti associative, che dovrebbero inserire in questo registro centinaia di associazioni del Terzo settore, possono accedere al RUNTS soltanto attraverso lo SPID e la firma digitale del legale rappresentante. In questa situazione appare impossibile popolare velocemente il RUNTS di tutte le associazioni che vorrebbero farne parte,
si chiede di sapere:
quali azioni si intenda promuovere per liberare il Terzo settore da questo insostenibile peso burocratico e per snellirne tutte le procedure;
quando saranno erogati i contributi alle associazioni del Terzo settore previsti per l'emergenza COVID.
(4-06762)
BERUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dello sviluppo economico, per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dell'interno, della difesa e per la pubblica amministrazione. - Premesso che:
da giorni emerge da gran parte degli organi di stampa la problematica inerente all'opportunità dell'utilizzo di software antivirus "Kaspersky", un'azienda russa con sede a Mosca, specializzata nella produzione di software progettati per la sicurezza informatica, fondata nel 1997 da Evgenij Kasperskij ex-agente del KGB, dove sembrerebbe abbia acquisito le sue competenze informatiche;
Kaspersky in Italia vanta circa 2.700 partnership con il settore pubblico (Ministeri, Comuni, alcuni settori delle forze dell'ordine) e circa 10.000 clienti attivi nel mondo business. A fine gennaio 2022 il colosso russo avrebbe ricevuto anche la certificazione del Ministero dello sviluppo economico, necessaria a rendere il software Kaspersky formalmente idoneo ad essere eseguito in ambiti classificati;
se quanto riportato da testate giornalistiche ed enti fosse vero, il nostro Paese avrebbe affidato la sua sicurezza informatica, soprattutto nel caso delle agenzie di sicurezza italiane, ad un software prodotto in Russia che quotidianamente si collega a server di Mosca per tutto quello che attiene ad archiviazione e scambio di dati, nonché ad aggiornamenti;
qualche giorno fa Franco Gabrielli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla Sicurezza nazionale, ha dichiarato ad una delle maggiori testate giornalistiche italiane: «Dobbiamo liberarci da una dipendenza dalla tecnologia russa. Per esempio quella dei sistemi antivirus prodotti dai russi e utilizzati dalle nostre pubbliche amministrazioni, per evitare che da strumento di protezione possano diventare strumento di attacco»;
tutto quanto esposto porta ad immaginare un possibile rischio per la cybersicurezza dei nostri sistemi, vista la ragionevole possibilità di sottrarre dati o perpetrare azioni distruttive di sabotaggio informatico,
si chiede di sapere:
se il Governo non ritenga opportuno fornire elementi, nel dettaglio, sul software "Kaspersky" installato nelle pubbliche amministrazioni italiane, con particolare riguardo alle agenzie di sicurezza;
se non ritenga opportuno chiarire il prezzo corrisposto a Kaspersky Lab, per quanto attiene agli acquisti effettuati dalle pubbliche amministrazioni;
se abbia già preso iniziative in merito all'affidamento della produzione e della gestione dei software antivirus per i sistemi informatici pubblici con preferenza per sistemi con tecnologie italiane e se intenda dare corso, per quanto di competenza, alla costituzione di un consorzio pubblico italiano con tali obiettivi;
se le certificazioni attribuite dal Ministero dello sviluppo economico tengano in considerazione i fattori di rischio, soprattutto visti gli attuali rapporti con la Russia;
se sia stata presa in considerazione la possibilità di intraprendere iniziative per un trasferimento necessario ad utilizzare tecnologie di sicurezza nazionali, europee o di Paesi dell'ambito della NATO.
(4-06763)
LANNUTTI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
la RAI-Radiotelevisione Italiana S.p.A. è controllata al 99,56 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze ed è quindi una società partecipata pubblica;
la legge n. 220 del 2015 di riforma della RAI, in particolare l'art. 2, comma 1 (che modifica l'art. 49 comma 10 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 177 del 2005, e conseguentemente lo statuto RAI attualmente vigente), stabilisce che l'amministratore delegato propone all'approvazione del consiglio di amministrazione il "piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale" (TCA), che prevede: a) le forme più idonee per rendere note alla generalità degli utenti le informazioni sull'attività complessivamente svolta dal consiglio di amministrazione, salvi casi particolari di riservatezza adeguatamente motivati; b) la pubblicazione sul sito internet della società di una serie di dati (anche personali) e informazioni, tra i quali quelli concernenti il numero e la tipologia dei contratti di collaborazione o consulenza non artistica per i quali è previsto un compenso, conferiti a soggetti esterni alla società, e l'ammontare della relativa spesa, con indicazione, per i contratti aventi un valore su base annua superiore a una determinata soglia individuata nel piano, dei nominativi e dei curricula dei soggetti percettori, della ragione dell'incarico e del compenso;
in effetti, sul proprio sito la RAI pubblica i dati relativi al numero e alla tipologia dei contratti di collaborazione (incluse le consulenze) relativi a collaboratori, persone fisiche, studi professionali o associazioni di professionisti legati all'azienda con contratti di lavoro autonomo, di collaborazione (incluse le consulenze), non riconducibili all'ambito artistico-editoriale, perfezionati fino all'anno precedente al mese di pubblicazione;
considerando che
il piano TCA aziendale ha però individuato una soglia molto alta dei compensi (80.000 euro annui), al di sotto della quale la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo non si ritiene obbligata a fornire ai cittadini contribuenti alcun dato sui percettori, collaboratori e consulenti esterni. Sotto tale importo il dato viene fornito aggregato in una singola riga con evidenza di numero dei collaboratori, numero dei contratti, tipologia dei contratti e valore totale dei contratti;
in base a tale scelta del consiglio di amministrazione della RAI, ad avviso dell'interrogante poco trasparente e discutibile i cittadini contribuenti sono stati messi in condizione di conoscere, per il 2020, i nominativi ed i compensi di appena 12 consulenti esterni della RAI (per 81 contratti di collaborazione) su 265 (per 486 contratti) complessivi;
a parte il ricorso al personale esterno, da molti osservatori ritenuto eccessivo e stigmatizzato come tale, e che avviene nonostante il gran numero di dipendenti e dirigenti interni a disposizione, è del tutto evidente la sproporzione tra i dati pubblicati, relativi a compensi complessivi per poco più di un milione di euro, rispetto a quelli omessi, relativi ad oltre 5 milioni di euro;
sono inoltre, a giudizio dell'interrogante inspiegabilmente, "esclusi dal novero: notai, avvocati e commercialisti patrocinanti nonché tutti i professionisti iscritti agli ordini che collaborano alla realizzazione di programmi",
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto;
se ritenga di dover intervenire, con atti di propria competenza, vista la carenza di trasparenza della RAI, che impedisce di verificare eventuali incompatibilità da parte di personalità nominate in organismi istituzionali, incaricati di vigilare anche sui comportamenti della concessionaria, mentre, poiché la RAI è un servizio pubblico finanziato dal canone dei cittadini, questi ultimi hanno diritto di conoscere chi beneficia del loro contributo.
(4-06764)
FATTORI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'interno. - Premesso che:
il sindacato Cobas del lavoro privato ha presidi presso vari punti vendita della catena di distribuzione Unicoop Tirreno ed è firmatario del contratto integrativo aziendale; il sindacato di base Cobas opera per la salute e sicurezza dei dipendenti nei rispettivi posti di lavoro;
la normativa in materia di sicurezza sul lavoro è stata derogata tanto che le denunce degli incidenti sul lavoro sono aumentati;
l'indagine sui muletti senza freno presenti nei magazzini della logistica di Livorno è stata condotta tramite video pubblicato sul blog "Pensieri e parole" il 5 novembre 2021 e ripreso dalle maggiori testate giornalistiche che ha prodotto un esposto presentato dal dirigente nazionale Cobas Francesco Iacovone presso la Procura di Livorno;
il sindacato ha denunciato presso la ASL territoriale la situazione presente nel punto vendita "Ruderi di Torrenova" a Roma relativa alla mancanza di spogliatoi all'interno del negozio; tale denuncia ha portato alla trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Roma;
il sindacato ha denunciato la situazione dei muletti in uso presso l'ipermercato Coop Euroma2 tramite video trasmesso sulla pagina "Facebook" del dirigente nazionale Cobas Iacovone del 22 gennaio 2022;
egli è stato violentemente aggredito insieme alla dirigente della rappresentanza sindacale unitaria Cobas del comune di Roma Irene Germini mentre era intento a pagare gli acquisti effettuati come dimostrato dal video pubblicato sulla sua pagina Facebook in data 20 marzo 2022 da una guardia di sicurezza,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo per quanto di loro competenza intendano far svolgere le indagini sull'aggressione ai sindacalisti avvenuta in data 20 marzo 2022 presso l'ipermercato Euroma2, prendendo nel contempo provvedimenti riguardo alle strutture di sicurezza private nei posti di lavoro.
(4-06765)
GARAVINI - Al Ministro della salute. - Premesso che:
la pandemia da SARS-CoV-2, a distanza di quasi due anni dall'inizio, ha indistintamente colpito tutti, dagli operatori sanitari, agli studenti, ai familiari dei pazienti affetti da COVID-19, alle persone affette da disturbi mentali e più in generale le persone che versano in condizioni socio-economiche svantaggiate, con conseguenze gravi non solo sulla salute fisica ma anche su quella mentale;
l'impatto economico sostanziale della pandemia può ostacolare oltre ai progressi verso la crescita economica anche quelli verso l'inclusione sociale e il benessere mentale. Invero, le necessarie restrizioni per contrastare la pandemia hanno eroso profondamente il benessere mentale delle persone, provocando un'ondata pandemica di disagio psichico, legata all'incertezza del futuro, a preoccupazioni economiche, paura, stress e ansia generalizzata che, in persone fragili e già provate da altre condizioni, si declina in depressione, ansia, autolesionismo e suicidio;
considerato che:
uno strumento importante nella prevenzione di tentativi di suicidio, specie per le persone che si trovano in stato di crisi o emergenza emozionale, e che contemplano il suicidio, è rappresentata sicuramente dall'assistenza telefonica emergenziale;
nella prima metà del 2021, in Italia, sono state quasi 3.000 le persone che si sono rivolte telefonicamente all'organizzazione di volontariato aconfessionale e apartitico "Telefono amico Italia", perché attraversate da sofferenze, dal pensiero del suicidio o preoccupate per il possibile suicidio di un proprio caro;
il numero di chiamate è nettamente aumentato negli ultimi due anni e rappresenta il triplo rispetto alle segnalazioni del periodo pre pandemia, dimostrando l'esistenza di una sofferenza più generale che ha inciso su condizioni già critiche che la pandemia ha sicuramente accentuato, pur non rappresentandone necessariamente la causa;
diversi Paesi europei, come la Spagna, i Paesi Bassi e il Regno Unito, si sono dotati di servizi nazionali di assistenza telefonica a favore di persone attraversate dal pensiero del suicidio, mentre in Italia, seppure il fenomeno è sotto osservazione sin dall'inizio della pandemia, ad oggi, non è presente un numero di assistenza emergenziale nazionale, gratuito ed attivo 24 ore su 24, a favore di chi sta contemplando il suicidio,
si chiede di sapere se, alla luce del preoccupante quadro di salute mentale nel nostro Paese, il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso dotare l'Italia di un numero di assistenza nazionale, gratuito ed attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, a favore delle persone attraversate dal pensiero di suicidio.
(4-06766)
RAUTI, LA RUSSA, BALBONI, CALANDRINI, DE BERTOLDI, DE CARLO, GARNERO SANTANCHE', IANNONE, LA PIETRA, MALAN, PETRENGA, TOTARO, ZAFFINI - Al Ministro della difesa. - Premesso che da fonti di stampa risulta essere stato rimosso il nome di Italo Balbo dalla carlinga di uno degli airbus del 31esimo Stormo dell'Aeronautica militare, facente parte di una flotta utilizzata per il trasporto di Stato e per missioni di pubblica utilità, quali il trasporto sanitario d'urgenza di ammalati, di traumatizzati gravi e di organi per trapianti, nonché per interventi a favore di persone in situazioni di rischio;
premesso altresì che Italo Balbo è tra i fondatori dell'aeronautica e divenne celebre in tutto il mondo per aver organizzato e condotto la prima crociera aerea transatlantica Italia - Brasile nel 1930 e la successiva crociera aerea Italia - America del Nord Orbetello-Chicago-NewYork-Roma del 1933, in occasione del decennale della regia aeronautica;
considerato che in tutto il mondo ne è riconosciuto ancora oggi il valore come pilota italiano da primati e trasvolatore oceanico di eccellenza; valore onorato anche dai suoi nemici, che due giorni dopo la sua morte (sul campo dove venne erroneamente abbattuto dalla contraerea italiana) da un aereo britannico fecero scendere con un paracadute una corona di alloro ed un biglietto di cordoglio: «Le forze aeree britanniche esprimono il loro sincero compianto per la morte del Maresciallo Balbo, un grande condottiero e un valoroso aviatore che la sorte pose in campo avverso»;
considerato altresì che il valoroso aviatore è stato celebrato dalla stampa estera e, in particolare, il magazine americano "Time" dedicò a Italo Balbo una sua copertina nel 1933; e nella città statunitense di Chicago esiste una via a lui intitolata,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia al corrente dei fatti esposti e quali siano le motivazioni che hanno portato a tale decisione;
se non ritenga che alla base di tale decisione non ci siano condizionamenti politici indebitamente esercitati, nonché suggestioni della cosiddetta "cancel culture".
(4-06767)
PRESUTTO, GAUDIANO, TRENTACOSTE, LEONE, PUGLIA - Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
il settore dei dispositivi medici in Italia è composto da oltre 4.000 imprese, il 5 per cento delle quali sono imprese multinazionali, con un impiego di 94.000 addetti sul territorio nazionale, e un mercato di oltre 16,5 miliardi di euro tra export e mercato interno. Lo stesso rappresenta uno dei settori con maggiori potenzialità di crescita a livello globale in termini di PIL, di livelli di occupazione, di competitività e di innovazione;
la demografia italiana mostra un progressivo incremento della quota dei pazienti cronici e un progressivo allungamento della vita, fattori che stanno portando ad un costante aumento della spesa sanitaria;
ciò nonostante, nell'ultimo decennio la spesa pubblica è aumentata più che proporzionalmente rispetto a quella sanitaria. Se messa a confronto con altri Paesi dell'Unione europea, l'Italia è tra quelli con la più bassa incidenza di spesa sanitaria pubblica rispetto al PIL;
a partire dal 2010, il Governo ha adottato numerosi interventi in tema di contenimento e razionalizzazione della spesa sanitaria, culminati con l'introduzione del meccanismo del payback nel 2015, che hanno fortemente penalizzato l'offerta di salute ai cittadini-pazienti;
le misure adottate, motivate da esigenze di tenuta della finanza pubblica, rispondevano ad una logica puramente finanziaria di riduzione delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale (SSN): l'adozione del payback, in particolare, in quanto meccanismo di diretto coinvolgimento finanziario delle imprese, ha reso queste ultime corresponsabili degli sforamenti della spesa sanitaria in dispositivi medici da parte delle Regioni;
l'articolo 17 del decreto-legge n. 98 del 2011ha stabilito che la spesa per i dispositivi medici sostenuta dal SSN dovesse essere fissata entro un tetto massimo, fissato al 5,2 per cento. Successivamente al 2011, i tetti furono progressivamente abbassati;
con l'articolo 9-ter, comma 9, del decreto-legge n. 78 del 2015 è stato disposto, per la prima volta, che una parte dello sforamento del tetto venisse posto a carico delle aziende private. Nello specifico, questo sarebbe accaduto nella misura del 40 per cento nel 2015, del 45 per cento nel 2016 e del 50 per cento dal 2017;
tale misura, ad oggi, risulta ancora inapplicata. Dal 2019 ad oggi, infatti, il Ministero della salute non ha provveduto, né alla certificazione dell'eventuale superamento dei suddetti tetti di spesa regionali, né alla definizione delle modalità procedurali dell'eventuale importo da porre a carico delle aziende fornitrici. Anche se il sistema rimane essenzialmente bloccato, le aziende ne devono tenere conto ogni anno da un punto di vista fiscale e contabile, a discapito di investimenti in occupazione, ricerca e innovazione dovuti all'incertezza del quadro normativo. Infatti, le disposizioni di legge sono di fatto pienamente valide e sono applicabili in qualsiasi momento a discrezione delle diverse Autorità pubbliche coinvolte;
l'articolo 1, comma 557, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio per il 2019) ha stabilito che il Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, entro il 30 settembre di ogni anno deve adottare un decreto in cui certifica il superamento del tetto di spesa. Tale certificazione per l'anno 2019 doveva essere effettuata entro il 31 luglio 2020 e, per gli anni successivi, entro il 30 aprile dell'anno seguente a quello di riferimento, ma ciò non è mai avvenuto. È stato anche stabilito che il superamento del tetto di spesa sarebbe stato calcolato sulla base del fatturato di ciascuna azienda al lordo dell'IVA risultante dai dati delle fatture elettroniche;
occorre rilevare come l'IVA inclusa nel payback vada a costituire un onere economico posto in capo alle aziende fornitrici che non è recuperabile, dato che non vengono indicate possibili forme di detrazione o di recupero della stessa;
la legge di bilancio per il 2019 ha introdotto anche l'obbligo di indicare in modo separato nella fatturazione elettronica il costo del bene e il costo del servizio senza considerare che per determinati dispositivi medici è molto complesso identificare separatamente il costo del bene e quello del servizio;
l'articolo 15 della legge 22 aprile 2021 n. 53 (legge di delegazione europea 2019-2020), che reca i principi e criteri direttivi per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 2017/745 in materia di dispositivi medici, da ultimo prevede un sistema di finanziamento del Governo dei dispositivi medici attraverso il versamento da parte delle aziende che producono o commercializzano dispositivi medici di una quota non superiore allo 0,75 per cento del fatturato, al netto dell'IVA, derivante dalla vendita dei dispositivi medici e delle grandi apparecchiature al SSN;
dall'excursus normativo citato, si evince quanto sia frammentata e contraddittoria la legislazione che riguarda il settore. Oltre all'incertezza creata dal regolatore, nel 2020 si è aggiunta la pandemia, che ha contribuito a modificare drasticamente la composizione della spesa per dispositivi medici;
il quadro normativo attuale determina una impossibilità del mercato ad espandersi attraverso l'introduzione di prodotti più innovativi e di nuove tecnologie: le aziende del comparto potrebbero essere indotte a non vendere i loro prodotti (ivi compresi i prodotti esportati verso l'Italia) nel contesto della spesa per acquisti per medical devices nella consapevolezza che ciò imporrebbe loro di contribuire al payback, con un'evidente diminuzione del loro margine di utile;
per quel che riguarda la libertà d'impresa, la pretesa del Governo di ottenere dalle aziende produttrici di medical devices il ripianamento della spesa per acquisti per il SSN, nella misura eccedente la stima effettuata ex ante dalle sue stesse autorità, appare contraria all'articolo 41 della Carta costituzionale, in quanto tale scelta incide in maniera radicale sulla loro operatività e sul loro margine di utile, con un'ingerenza suscettibile di violare i principi di legalità e di proporzionalità, tutelati dal nostro ordinamento giuridico;
è importante anche sottolineare come il payback per i dispositivi medici sia una misura emanata in un contesto economico-finanziario molto diverso da quello attuale. Il periodo 2000-2015 si è contraddistinto come la "stagione dei tagli alla sanità", in cui le Regioni erano sottoposte a severi piani di rientro. Oggi, grazie anche all'arrivo dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Paese ha bisogno di introdurre meccanismi che stimolino il PIL e determinino una ripartenza;
bisogna considerare, inoltre, l'eccezionalità della situazione sanitaria per il triennio 2020-2022, che ha determinato utilizzi maggiori di dispositivi medici, a fronte di eventi improvvisi e di difficile predizione futura;
è necessario creare un contesto che riconosca la tecnologia e l'innovazione come un bene primario da valorizzare e su cui investire, staccandosi da logiche che non si conciliano con i tempi del progresso scientifico e con i bisogni reali della popolazione,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;
come intendano intervenire, ciascuno rispetto ai propri ambiti di competenza, in modo risolutivo e tempestivo al fine di fare chiarezza in un contesto ancora oggi caratterizzato da incertezza e scarsa dinamicità per consentire un incremento riguardo al mercato dei dispositivi medical devices di ultima generazione necessari in molti casi per garantire una efficiente risposta del Servizio Sanitario Nazionale, non soltanto al contesto pandemico in atto, ma anche e soprattutto alle necessità presenti e future della popolazione.
(4-06768)
LANNUTTI - Ai Ministri della transizione ecologica, dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico. - Premesso che:
con la direttiva 2003/87/CE è stato istituito un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra (European Union Emissions Trading System-EU ETS) nella Comunità europea, quale strumento per raggiungere gli obiettivi di riduzione di CO2 nei principali settori industriali e nel comparto dell'aviazione. Il meccanismo ETS fissa un tetto massimo alle emissioni consentite sul territorio europeo nei settori industriale/aereo, a cui corrisponde un numero di "quote" (1 ton di CO2eq.=1 quota) che possono essere acquistate/vendute su un apposito mercato. Le quote sono vendute tramite asta, ma possono anche essere assegnate gratuitamente. Le quote gratuite mirano a mitigare il rischio di rilocalizzazione delle emissioni; le assegnazioni gratuite sono appannaggio dei settori manifatturieri e sono calcolate prendendo a riferimento le emissioni degli impianti più "virtuosi" (cosiddetti benchmarks, basati sulle produzioni più efficienti);
ogni operatore industriale/aereo attivo nei settori coperti dallo schema deve "compensare" su base annuale le proprie emissioni effettive (verificate da un soggetto terzo indipendente) con un corrispondente quantitativo di quote. Indipendentemente dal metodo di allocazione, il quantitativo complessivo di quote disponibili per gli operatori (cosiddetto CAP) diminuisce nel tempo imponendo di fatto una riduzione delle emissioni di gas serra nei settori ETS: il quantitativo comunitario di quote rilasciate ogni anno a decorrere dal 2013 diminuisce di un fattore lineare pari all'1,74 per cento a partire dall'anno intermedio del periodo dal 2008 al 2012;
nel 2015 in seguito all'accordo sul clima di Parigi (legalmente vincolante) la Commissione ha presentato la revisione dell'EU ETS nella quarta fase di obbligo (2021-2030). Con la nuova direttiva ETS 2018/410/UE - Emission Trading System nel periodo 2021-2030, il volume totale di emissioni si riduce annualmente del 2,2 per cento anziché dell'1,74 per cento a partire dal 2021, ciò corrisponde a una riduzione aggiuntiva delle emissioni di circa 556 milioni di tonnellate di CO2eq tra il 2020 e il 2030. In Europa per il 2013 il quantitativo comunitario assoluto di quote di cui all'articolo 9 della direttiva 2003/87/CE ammontava a 1.926.876.368; tale massimale a livello dell'Unione per il 2021 degli impianti fissi è sceso a 1.571.583.007 quote;
in Italia sono stati disciplinati più di 1.200 soggetti nel 2013 che hanno coperto circa il 40 per cento delle emissioni di gas serra, nel 2021 il numero di impianti esistenti per la quarta fase dell'EU ETS è salito a 2.462 e il quantitativo di quote emesse a titolo gratuito è stato di 85.465 stabilito per gli anni 2021-2025. La contabilità delle compensazioni è tenuta con il Registro unico dell'Unione, mentre il controllo su scadenze e rispetto delle regole del meccanismo è affidato alle Autorità nazionali competenti (ANC). Il meccanismo di trading delle quote di emissione dei gas-serra ha previsto l'istituzione di registri nazionali (Regolamento europeo 2216/2004) gestiti dagli Stati membri e coordinati a livello centrale dal CITL (Community Independent Transaction Log). In Italia, il Registro nazionale è gestito da ISPRA e serve a tenere traccia del rilascio, possesso, trasferimento, restituzione e cancellazione delle quote; nel 2007 la Commissione europea ha predisposto e messo gratuitamente il CR a disposizione degli Stati membri;
considerato che ciascuno Stato membro ha elaborato un piano nazionale che determina il totale delle quote di emissione da assegnare e le modalità di assegnazione delle quote. Il Comitato nazionale di gestione e attuazione ha il ruolo di Autorità nazionale competente per l'attuazione della direttiva 2003/87 CE e ha molteplici compiti importanti quali, ad esempio, predisporre il Piano nazionale di assegnazione delle quote di emissione;
verificato che:
il regolamento (UE) n. 1031/2010 della Commissione del 12 novembre 2010 prevede i volumi di quote da mettere all'asta ogni anno relativo ai tempi, alla gestione e ad altri aspetti della vendita all'asta delle quote di emissioni dei gas a effetto serra. Il prezzo delle quote è definito dal mercato, in base alla interazione fra la domanda e l'offerta. La prima piattaforma italiana per lo scambio di quote di emissione è stata predisposta dal Gestore del mercato elettrico (GME). Il Gestore dei servizi energetici (GSE S.p.A.) è responsabile del collocamento delle quote italiane di emissioni ai sensi del decreto legislativo n. 30 del 2013. Gli Stati membri mettono all'asta le quote su una determinata piattaforma sotto forma di contratti elettronici standardizzati negoziati a termine ordinari (futures) o assistiti (forwards), le quote messe all'asta sono nella forma di strumenti finanziari. Il metodo secondo il quale si svolgono le aste prevede che ciascun offerente presenti la sua offerta durante un determinato periodo d'offerta senza conoscere le offerte presentate dagli altri offerenti, ogni aggiudicatario versa lo stesso prezzo di aggiudicazione per ogni quota a prescindere dal prezzo che ha offerto, il volume minimo d'offerta è pari a un lotto, 500 quote rappresentano un lotto di contratti (spot) a due giorni o contratti (futures) a cinque giorni, 1.000 quote rappresentano un lotto di contratti a termine ordinari (futures) o contratti a termine assistiti (forwards), i volumi offerti sono sommati partendo dal prezzo più elevato proposto, il prezzo dell'offerta alla quale la somma dei volumi corrisponde o supera il volume delle quote messe all'asta è considerato prezzo di aggiudicazione dell'asta. Parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 è destinata al Ministero della transizione ecologica, che avrebbe dovuto finanziare interventi di decarbonizzazione e di efficientamento energetico del settore industriale;
l'insieme dei proventi generati dalle aste di EUA (EUA+EUA A), a partire dal 2012, ha generato risorse finanziarie all'Italia per quasi 6,3 miliardi di euro per 605 milioni di quote emesse per il periodo che va dal 2012 al 2020, di questa cifra la metà avrebbe dovuto finanziare interventi di decarbonizzazione. Con il decreto -legge n. 101 del 2019 è stato istituito il Fondo per la transizione energetica del settore industriale per sostenere la transizione energetica di settori o di sottosettori considerati a rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, a causa dei costi connessi alle emissioni di gas a effetto serra trasferiti sui prezzi dell'energia elettrica; il fondo è alimentato dalla quota annua dei proventi derivanti dalle aste di allocazione delle quote EU ETS eccedente il valore di 1.000 mln di euro. Tale eccedenza, nella misura massima di 100 mln di euro per il 2020 e di 150 mln di euro annui a decorrere dal 2021, è stata destinata a finanziare interventi di decarbonizzazione e di efficientamento energetico. Nell'audizione dell'ARERA (memoria n°50/2022/I/COM) si evince che i proventi a copertura per l'aumento dei prezzi dell'energia, per 3.64 miliardi di euro sono stati utilizzati per ridurre l'impatto del caro energia su famiglie e le piccole imprese sacrificando quanto disposto nel decreto-legge n. 199 del 2021;
ritenuto, ad avviso degli interroganti, che:
le imprese manifatturiere e aviazione ricevono parte delle quote a titolo gratuito e ricorrono alle aste per la parte rimanente; i soggetti finanziari invece (banche, società di investimento e intermediari finanziari) partecipano alle aste contribuendo ad aumentare la liquidità del mercato primario e secondario. In Italia nel Piano nazionale di assegnazione delle quote di CO2 per il periodo 2008-2012 sono state assegnate il numero di quote complessivo, a livello di settore e a livello di impianto, pari a 201,63 MtCO2/anno (milioni di tonnellate di CO2 equivalente);
la Corte dei conti dell'Unione europea nella relazione speciale nell'assegnazione gratuita di quote per le imprese ritiene che l'assegnazione gratuita al settore dell'energia elettrica non abbia incentivato la decarbonizzazione e raccomanda la Commissione di procedere ad un'assegnazione più mirata delle quote gratuite,
si chiede di sapere:
se e in quali misure siano stati sostenuti e finanziati interventi di decarbonizzazione e di efficientamento energetico nei settori industriali più energivori utilizzando le risorse finanziarie del Fondo per la transizione energetica e i proventi delle aste di CO2;
se l'Italia si avvalga gratuitamente del software GRETA (Greenhouse gas Registry for Emissions Trading Arrangements, in accordo di licenza con il Regno Unito) per il Registro italiano;
se le quote gratuite concesse alle imprese italiane siano state conferite a beneficio della decarbonizzazione e dell'efficientamento energetico del settore industriale;
se, come previsto dall'accordo di Parigi e in assenza di interventi strutturali, le cause del rialzo dei prezzi energetici in Italia sia dovuto anche all'incremento del prezzo di CO2 (53 euro/MWh) previsto nel 2022, che così provoca un impatto sui prezzi dei prodotti energetici, con aggravio su imprese e famiglie.
(4-06769)
RICHETTI, MASINI, GRIMANI - Ai Ministri della transizione ecologica e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
SOGIN è la società pubblica, con unico azionista il Ministero dell'economia e delle finanze e sotto l'attuale vigilanza istituzionale del Ministero della transizione ecologica, responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare;
il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, detto decreto "Bersani" e, successivamente, il decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, detto decreto "Marzano", indicarono il 2014 come la data entro la quale SOGIN avrebbe dovuto completare la messa in sicurezza di tutti i rifiuti radioattivi prodotti durante l'esercizio delle centrali ed impianti nucleari italiani che si era interrotto in seguito al referendum del 1987;
in tal senso, va evidenziato come, già allora, quei rifiuti fossero piuttosto datati e fosse urgente il loro condizionamento. L'altro compito consisteva nello smantellare tutte le strutture esistenti nei siti, stoccando temporaneamente i rifiuti radioattivi in depositi temporanei sul posto, portando i siti alla condizione di "brownfield", da raggiungere entro il biennio 2019-2020;
infine, nel 2010 venne affidata a SOGIN anche la progettazione e realizzazione del deposito nazionale dove quei rifiuti dovranno essere definitivamente smaltiti, liberando i siti da ogni vincolo radiologico;
ad oggi, la SOGIN è costata più di 4 miliardi di euro, pur avendo nominalmente completato solo il 30 per cento dei lavori previsti e senza nemmeno aver messo in sicurezza i più problematici rifiuti pregressi, né aver iniziato lo smantellamento delle parti nucleari degli impianti. Eppure le stime iniziali per l'intero decommissioning prevedevano un costo complessivo di 3,6 miliardi di euro, che nell'ultima revisione di giugno 2020 sono saliti a poco meno di 8 miliardi di euro;
si evidenziano brevemente alcune gravi criticità e disfunzionalità relative alla gestione di SOGIN per le quali il Ministro della transizione ecologica ha dichiarato la necessità di procedere al commissariamento: il decommissioning delle centrali che continua a procedere molto a rilento, con uno slittamento dell'obiettivo finale. Infatti, al 31 dicembre 2021 risulta raggiunto il 35,5 per cento dello smantellamento dei siti e l'estrema lentezza si evince confrontando gli obiettivi fissati con le soglie di avanzamento raggiunte; la mancata attuazione del progetto CEMEX che riguarda lo smaltimento dei rifiuti radioattivi nell'impianto di Saluggia (Vercelli), dove sono stati allocati 270.000 litri di rifiuti radioattivi liquidi acidi stoccati in serbatoi in acciaio costruiti negli anni '60 con il pericolo di sversamento nell'ambiente circostante e i relativi ingentissimi danni ambientali che ne potrebbero derivare; la necessità di fare chiarezza sulla correttezza delle rendicontazioni ad ARERA circa i contratti per il deposito nazionale sulle quali sono in corso indagini della Guardia di finanza; l'incapacità dopo un investimento di 4,2 miliardi in 23 anni di completare quasi il 70 per cento dello smantellamento delle centrali nucleari, con un miliardo di euro speso di soli stipendi per dirigenti e personale;
inoltre, il piano industriale del 2017 ha rinviato l'obiettivo di "brownfield" al 2036, ma dei lavori che quel piano prevedeva per il primo quadriennio (2018-2021) ne sono stati eseguiti poco meno della metà, e in particolare nel biennio 2020-2021 (quello sotto l'attuale gestione) appena il 40 per cento, a riprova che la situazione va persino peggiorando;
il ministro Cingolani ha avuto modo di illustrare la vicenda in una serie di importanti dibattiti parlamentari, testimoniando come che nel corso degli ultimi anni si siano verificate alcune disfunzionalità che "pongono dei dubbi sull'effettiva capacità di Sogin di rispettare gli impegni che è stata chiamata ad assolvere";
lo stesso Ministro, a partire da maggio 2021, ha condotto poi una dettagliata istruttoria, avvalendosi di tutti gli organi ufficiali di controllo disponibili, inclusi l'Ispettorato per la sicurezza nucleare e il nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, la quale ha evidenziato gravi criticità, spesso omesse nelle comunicazioni ufficiali dei vertici indirizzati ai ministeri azionista e vigilante, con ciò ostacolando l'adozione di efficaci misure correttive;
da qui la decisione, concordata con l'azionista unico, e comunicata dallo stesso ministro Cingolani durante un question time alla Camera il 19 gennaio 2022 (con riferimento alle iniziative in ordine all'individuazione del deposito nazionale per il combustibile nucleare irraggiato e i rifiuti radioattivi) di commissariare la SOGIN;
essa molto semplicemente non è stata in grado di garantire il raggiungimento degli obiettivi complessivi e a ciò va aggiunto che gli attuali organi societari si trovano al centro di una serie di vicende opache sulle quali occorrerebbe fare davvero chiarezza;
le inefficienze e i ritardi accumulati, non solo nelle precedenti ma anche durante questa gestione, richiedono un intervento immediato dei ministeri competenti poiché si tratta di portare a termine un compito molto importante che riguarda la messa in sicurezza delle scorie nucleari, la tutela dell'ambiente e, soprattutto, la salute dei cittadini;
i fatti, invece, mostrano una società mal gestita e incapace di eseguire il compito fondamentale che le venne assegnato oltre 20 anni fa, e per questo urgentemente bisognosa, come a ragione ha più volte sostenuto il ministro Cingolani, di un intervento straordinario di profondo riordino,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano di procedere immediatamente al già annunciato commissariamento della SOGIN.
(4-06770)
MARGIOTTA - Ai Ministri della transizione ecologica e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
SOGIN è la S.p.A. pubblica, con azionista al 100 per cento il Ministero dell'economia e sotto la attuale vigilanza istituzionale del Ministero della transizione ecologica, responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare;
il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, detto anche "decreto Bersani" e, successivamente, il decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, detto anche "decreto Marzano", indicarono il 2014 come la data entro la quale SOGIN avrebbe dovuto completare la messa in sicurezza di tutti i rifiuti radioattivi prodotti durante l'esercizio delle centrali e degli impianti nucleari italiani, che si era interrotto in seguito al referendum del 1987: in tal senso, va evidenziato come già allora quei rifiuti fossero piuttosto vecchi e fosse urgente il loro condizionamento;
l'altro compito era smantellare tutte le strutture esistenti nei siti, stoccando temporaneamente i rifiuti radioattivi così prodotti in depositi temporanei sul posto, portando i siti alla condizione di brown field, da raggiungere entro il 2019-2020;
infine, nel 2010 venne affidata a SOGIN anche la progettazione e la realizzazione del deposito nazionale dove quei rifiuti dovranno essere definitivamente smaltiti, liberando i siti da ogni vincolo radiologico;
ad oggi la SOGIN è costata più di 4 miliardi di euro, pur avendo nominalmente completato solo il 30 per cento dei lavori previsti e senza nemmeno aver messo in sicurezza i più problematici rifiuti pregressi, né aver iniziato lo smantellamento delle parti nucleari degli impianti. Eppure le stime iniziali per l'intero decommissioning prevedevano un costo complessivo di 3,6 miliardi di euro, che nell'ultima revisione di giugno 2020 sono saliti a poco meno di 8;
inoltre il piano industriale del 2017 ha rinviato il brown field al 2036, ma dei lavori che quel piano prevedeva per il primo quadriennio (2018-2021) ne sono stati eseguiti poco meno della metà, e in particolare nel biennio 2020-2021 (quello sotto l'attuale gestione) appena il 40 per cento, a riprova che la situazione va persino peggiorando;
il ministro Cingolani ha avuto modo di illustrare la vicenda in una serie di importanti dibattiti parlamentari e, a partire da maggio 2021, ha condotto una dettagliata istruttoria, avvalendosi di tutti gli organi ufficiali di controllo disponibili (incluso l'Ispettorato per la sicurezza nucleare, e il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri). Tale attività istruttoria ha evidenziato gravi criticità, spesso omesse nelle comunicazioni ufficiali dei vertici indirizzati ai Ministeri azionista e vigilante, con ciò ostacolando l'adozione di efficaci misure correttive. Da qui la decisione, concordata con l'azionista Ministero dell'economia, e comunicata dallo stesso ministro in una seduta di question time alla Camera dei deputati in data 19 gennaio 2022, relativa alle iniziative in ordine all'individuazione del deposito nazionale per il combustibile nucleare irraggiato e i rifiuti radioattivi, di commissariare SOGIN;
si evidenziano brevemente alcune gravi criticità e disfunzionalità relative alla gestione di SOGIN per le quali il Ministro ha dichiarato la necessità di procedere al commissariamento: il decommissioning delle centrali che continua a procedere molto a rilento, con uno slittamento dell'obiettivo finale. Infatti, al 31 dicembre 2021 risulta raggiunto il 35,5 per cento dello smantellamento dei siti e l'estrema lentezza si evince confrontando gli obiettivi fissati con le soglie di avanzamento raggiunte; la mancata attuazione del progetto "Cemex", che riguarda lo smaltimento dei rifiuti radioattivi nell'impianto di Saluggia, dove sono stati allocati 270.000 litri di rifiuti radioattivi liquidi acidi stoccati in serbatoi in acciaio costruiti negli anni '60, con il pericolo di sversamento di una parte di tali liquidi nell'ambiente circostante e i relativi ingentissimi danni ambientali che ne potrebbero derivare; la necessità di fare chiarezza sulla correttezza delle rendicontazioni ad ARERA circa i contratti per il Deposito nazionale, sulle quali sono in corso indagini della Guardia di finanza; l'incapacità dopo una investimento di 4,2 miliardi in 23 anni di completare quasi il 70 per cento dello smantellamento delle centrali nucleari, con un miliardo speso di soli stipendi per dirigenti e personale;
non si può non constatare, come del resto ha fatto il ministro Cingolani nel corso del question time citato, che "nel corso degli ultimi anni si sono verificate alcune disfunzionalità che pongono dei dubbi sull'effettiva capacità di Sogin di rispettare gli impegni che è stata chiamata ad assolvere";
la società molto semplicemente non è stata in grado di garantire il raggiungimento degli obiettivi complessivi e a ciò si aggiunga che gli attuali organi societari sono al centro di una serie di vicende opache sulle quali occorrerebbe fare davvero chiarezza;
le inefficienze e i ritardi accumulati, non solo nelle precedenti, ma anche durante questa gestione di SOGIN, richiedono un intervento immediato dei Ministeri competenti, poiché si tratta di portare a termine un compito molto importante che riguarda la messa in sicurezza delle scorie nucleari, la tutela dell'ambiente e, soprattutto, la salute dei cittadini;
purtroppo, i fatti mostrano una società mal gestita e incapace di eseguire il compito fondamentale che le venne assegnato vent' anni fa, e per questo urgentemente bisognosa, come a ragione ha più volte sostenuto il ministro Cingolani, di un intervento straordinario di profondo riordino,
si chiede di sapere, alla luce di quanto evidenziato in premessa, se non si ritenga necessario procedere immediatamente all'annunciato commissariamento di SOGIN.
(4-06771)
AIMI, CRAXI, GASPARRI, GALLIANI, PAGANO, CALIENDO, BINETTI, PAPATHEU, BARBONI, RIZZOTTI, PEROSINO, SICLARI, DE SIANO, CESARO, BERARDI, VONO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:
a seguito delle manifestazioni del luglio 2021, nella Repubblica di Cuba più di 800 persone sono state arrestate per aver partecipato alle proteste contro il Governo;
le proteste erano sorte per la carenza di cibo, la continua interruzione della rete elettrica e un generale aumento dei prezzi dovuto alla crisi economica;
a seguito degli arresti, era intervenuta tempestivamente la voce dell'Unione europea attraverso Peter Stano, portavoce dell'alto rappresentate UE Josep Borrell, il quale chiedeva alle autorità cubane di rilasciare i prigionieri politici;
attualmente gli imputati sono sotto processo in diversi tribunali dello Stato e rischiano fino a 30 anni di reclusione; nelle ultime settimane circa 20 persone hanno ricevuto condanne tra i 12 e i 30 anni, in relazione alla partecipazione alle manifestazioni;
la severità delle pene appare frutto di processi spesso viziati, di carattere politico,
si chiede di sapere:
quali iniziative di competenza si intenda avviare sul piano diplomatico al fine di chiedere il rilascio dei prigionieri politici a Cuba;
se, per quanto di competenza, si intenda acquisire dati e documentazioni in relazione al mancato rispetto dei diritti umani, nell'ambito dello svolgimento dei processi ai prigionieri politici e durante il periodo della loro detenzione a Cuba;
se si intenda convocare d'urgenza l'ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia al fine di ottenere spiegazioni ed esigere garanzie sul rispetto dei diritti degli imputati;
se si intenda richiedere in ambito europeo l'applicazione di sanzioni per quanto sta accadendo a Cuba.
(4-06772)
DE BONIS - Ai Ministri della cultura e per la pubblica amministrazione. - Premesso che:
nella Capitale europea della Cultura 2019 i presidi culturali più importanti, quali la biblioteca provinciale "Tommaso Stigliani" e l'Archivio di Stato di Matera, vivono una fase critica legata al reperimento di una sede, di risorse e di personale;
l'Archivio di Stato di Matera rischia addirittura la chiusura, in quanto la proprietà dell'immobile, dove ha sede attualmente, non ha inteso rinnovare il contratto, ed ha avviato una procedura di sfratto, non ancora esecutivo, perché trattasi evidentemente di un ufficio pubblico "essenziale" con un indiscusso interesse pubblico e fondamentale per una città a forte vocazione culturale, dalle profonde radici storiche;
al momento pare sia stata individuata una sede in cui un tempo era attivo il Provveditorato agli studi, immobile ex Convitto, collaudato agli inizi degli anni Ottanta e abbandonato da oltre un decennio. Per la ristrutturazione sarebbero disponibili 1 milione e 800 mila euro assegnati dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, legata alle attività di Matera capitale;
la previsione del trasferimento dell'Archivio di Stato nell'immobile di via Montescaglioso è subordinata alla realizzazione di un ostello della gioventù e solo i locali seminterrati e parte del primo piano sarebbero destinati all'Archivio, tra l'altro nelle vicinanze del centro di conferimento rifiuti. Si tratta inoltre di uno spazio insufficiente, per cui sarebbe prevista la realizzazione di un corpo aggiunto della superficie di 800 metri quadrati;
considerato che:
l'Archivio di Stato è in funzione dal 18 marzo 1955, conserva un patrimonio di circa centomila "pezzi archivistici", tra buste, volumi, registri, pergamene, mappe e documenti singoli, numerosi archivi privati e, tra quelli pubblici, Prefettura e Genio civile. Si tratta di circa 18 chilometri lineari di scaffali e per questa ragione è frequentato anche da numerosi tecnici, oltre che da studiosi e studenti che chiedono di assicurare anche per il futuro, la piena fruibilità del suo prezioso patrimonio documentario;
le preziose carte che contiene l'Archivio rappresentano il più importante scrigno della memoria cittadina, ecco perché la sua paralisi andrebbe in ogni caso scongiurata. Inoltre, come denuncia il comunicato del Movimento "Matera civica", appare poco praticabile e comunque indegno per tutta la comunità anche la remota ipotesi di depositare temporaneamente tali preziosità da qualche parte, magari in un anonimo capannone, in attesa di chissà quali tempi migliori. Il temporaneo, per l'indeterminatezza che spesso assume questa definizione, significherebbe bloccare le attività di servizio pubblico e di ricerca forse per anni;
l'interesse acciocché l'Archivio abbia una sede, presto e decorosa, non riguarda solamente gli studiosi, ma anche altre figure professionali dalle quali è frequentato, magari per cercare quei documenti amministrativi utili a definire date, provvedimenti prefettizi, procedure di compravendita e molto altro ancora;
tenuto conto che:
l'amministrazione comunale ha avviato una serie di dialoghi con altri enti e istituzioni, affinché non soltanto l'Archivio di Stato venga salvaguardato, ma gli sia dato per la prima volta una sede pubblica, con tutti i benefici che comporterebbe per la sua comunità: da una parte la consuetudine, la frequentazione, la permanenza di una funzione di grande valore storico e culturale, dall'altra i benefici economici legati all'eliminazione di un fitto passivo, che grava dal 1986 sulla spesa pubblica, che è spesa di tutti i cittadini e risulta essere iniqua, in favore di un singolo operatore privato;
"l'intento - secondo il Sindaco di Matera - è quello di costruire un centro di documentazione polivalente, che vada dall'archivistica alla biblioteconomia, che possa unire tutti gli archivi, da quello di Stato a quelli comunali, oltre a quelli più validi privati, una cornice dove tutto parla di cultura, uno spazio aperto e fruibile da studenti, ricercatori e professionisti";
attualmente, sul fronte del personale impiegato vi è una forte carenza e scarsa competenza poiché il protocollo d'intesa finalizzato all'inserimento professionale di quattro unità all'interno dell'Archivio di Stato, risale al 2 agosto 2021 e riguarda il personale previsto nel programma del Reddito Minimo di Inserimento (RMI) in dotazione al Comune di Matera,
si chiede di sapere:
se e quali urgenti iniziative intendano adottare i Ministri in indirizzo, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, al fine di mantenere l'attuale ubicazione dell'Archivio di Stato, presidio fondamentale per la comunità locale, evitando che diventi esecutivo lo sfratto almeno fino a quando non si sia individuata una sede appropriata e degna di accogliere un patrimonio fatto di pezzi archivistici e di preziose carte, oltre che un ufficio pubblico "essenziale", con un indiscusso interesse pubblico;
se non ritengano di volere interagire con le amministrazioni locali per un più rapido reperimento della nuova sede, visto che quella attuale deve essere lasciata;
se non ritengano utile indire un concorso pubblico volto a dotare l'Archivio di Stato di ulteriore personale, con competenze adeguate.
(4-06773)
GASPARRI, MALLEGNI - Al Ministro della difesa. - Premesso che:
nei giorni scorsi alcuni organi di stampa hanno riportato la notizia di una intermediazione dell'ex Presidente del Consiglio dei ministri, Massimo D'Alema, nella vendita di armi tra l'azienda Leonardo S.p.A. e il Governo della Colombia;
da quanto riportato, lo stesso D'Alema si sarebbe presentato come mediatore della fornitura per conto di Leonardo,
si chiede di sapere:
se quanto riportato dagli organi di stampa risponda al vero;
se il Ministro in indirizzo non intenda fare chiarezza sulla vicenda facendo emergere tutte le responsabilità interne ed esterne all'azienda e adottare le conseguenti iniziative di sua competenza.
(4-06774)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:
3ª Commissione permanente(Affari esteri, emigrazione):
3-03180 del senatore Porta, sul trasferimento della proprietà dell'immobile della "Casa d'Italia" di Juiz de Fora dallo Stato all'associazione "San Francesco di Paola";
6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro):
3-03181 del senatore Di Piazza ed altri, sui crediti degli enti del terzo settore nei confronti dei Comuni;
7ª Commissione permanente(Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport):
3-03184 della senatrice Angrisani, sulla richiesta del green pass rafforzato agli studenti di un liceo romano per la partecipazione ad un convegno;
9ª Commissione permanente(Agricoltura e produzione agroalimentare):
3-03178 del senatore Taricco, sull'incremento della produzione cerealicola italiana di qualità;
10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo):
3-03185 del senatore Girotto ed altri, sugli aumenti del prezzo del gas naturale;
12ª Commissione permanente(Igiene e sanità):
3-03179 della senatrice Boldrini ed altri, sulla cura della cefalea.
Interrogazioni, ritiro
È stata ritirata l'interrogazione 3-03133 della senatrice Lupo ed altri.