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Articolo 27
(Disposizioni finanziarie)

L'articolo 27 incrementa, per l'anno 2017, di 20 miliardi di euro il livello massimo del saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato e il livello massimo del ricorso al mercato finanziario, di competenza e di cassa, nonché l'importo massimo di emissione di titoli pubblici, quantificando gli oneri delle maggiori emissioni di titoli pubblici e prevedendone la relativa copertura.

Il comma 1 incrementa, per l'anno 2017, di 20 miliardi di euro il livello massimo del saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato e il livello massimo del ricorso al mercato finanziario, di competenza e di cassa, di cui all'allegato 1, articolo 1, comma 1, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, nonché l'importo massimo di emissione di titoli pubblici di cui all'articolo 3, comma 2, della legge 11 dicembre 2016, n.232.

L'allegato 1, art. l, c. 1, citato fissava per il 2017 il limite massimo del saldo netto da finanziare in 38.601 milioni di euro miliardi in termini di competenza e in 102.627 milioni di euro in termini di cassa e il livello massimo del ricorso al mercato in termini di competenza in 293.097 milioni di euro e in 356.551 milioni di euro in termini di cassa.

L'importo massimo di emissione di titoli pubblici, in Italia e all’estero, al netto di quelli da rimborsare e di quelli per regolazioni debitorie, di cui all'articolo 3, comma 2, della legge 11 dicembre 2016, n.232 era stabilito, per l’anno 2017, in 59.500 milioni di euro.

Conseguentemente i predetti importi per l'anno 2017 sono rideterminati nei seguenti limiti massimi:

  • SNF (competenza): 58.601 milioni di euro
  • SNF (cassa): 122.627 milioni di euro
  • Ricorso al mercato (competenza): 313.097 milioni di euro
  • Ricorso al mercato (cassa): 376.551 milioni di euro
  • Emissione di titoli pubblici: 79.500 milioni di euro.

Si ricorda in questa sede che, in data 19 dicembre 2016, il Governo ha presentato alle Camere una Relazione ai sensi dell’articolo 6, comma 6 della legge n. 243 del 2012. Il citato comma 6 stabilisce che tale procedura si applica anche qualora il Governo intenda ricorrere all’indebitamento per realizzare “operazioni relative alle partite finanziarie” al fine di far fronte ad eventi eccezionali.

Nelle sedute del 21 dicembre 2016, le Assemblee del Senato e della Camera hanno rispettivamente approvato le Risoluzioni 6-00218 e 6-00276 con cui è stata autorizzata la richiesta di cui alla citata Relazione ex art. 6, comma 6, legge n. 243/2012.

Il comma 2 quantifica gli oneri per interessi passivi derivanti dalle maggiori emissioni di titoli del debito pubblico di cui al comma precedente nel limite massimo di:

  • 60 milioni di euro per l'anno 2017,
  • 232 milioni di euro per l'anno 2018,
  • 290 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019.

La disposizione provvede altresì alla copertura dei predetti oneri stabilendo che:

quanto a:

  • 14 milioni per l'anno 2017,
  • 51 milioni per l'anno 2018,
  • 129 milioni di euro per l'anno 2019 e
  • 100 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020,

si provveda mediante utilizzo del Fondo per interventi strutturali di politica economica (lettera a) );

quanto a:

  • 30 milioni di euro per l'anno 2017,
  • 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019,
  • 129 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020,

si provveda mediante riduzione del Fondo per le esigenze indifferibili (di cui all'art. 1, c. 1 della legge di stabilità per il 2015) (lettera b) );

quanto a:

  • 16 milioni di euro per l'anno 2017,
  • 81 milioni di euro per l'anno 2018,
  • 61 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019

si provveda mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del MEF per l'anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando:

  • l'accantonamento relativo al MEF per 10 milioni di euro per l'anno 2017, 70 milioni di euro per l'anno 2018 e a 50 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019,
  • l'accantonamento relativo al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per 2 milioni di euro per l'anno 2017 e per 4 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2018
  • l'accantonamento relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per 2 milioni di euro per l'anno 2017 e per 3 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2018 e
  • l'accantonamento relativo al Ministero della salute per 2 milioni di euro per l'anno 2017 e per 4 milioni di curo annui a decorrere dall'anno 2018 (lettera c) ).

quanto a:

  • 88 milioni di euro per l'anno 2017,
  • 127 milioni di euro per l'anno 2018 e
  • 136 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019

si provveda mediante corrispondente utilizzo del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali (di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008 n. 189) (lettera d) ).

Il comma 3 stabilisce che le risorse derivanti dalla riduzione del Fondo per le esigenze indifferibili e del Fondo speciale di parie corrente (fondi di cui al comma 2, lettere b) e c)) sono iscritte sul Fondo per interventi strutturali di politica economica e, unitamente a quelle di cui alla riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica e del Fondo per l'attualizzazione dei contributi pluriennali (fondi di cui alle lettera a) e d) ), sono accantonate e rese indisponibili in termini di competenza e di cassa.

Il comma 4 prevede che con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, da comunicare al Parlamento, sulla base delle effettive emissioni di titoli del debito pubblico realizzate nel 2017 in relazione alle disposizioni di cui al provvedimento in esame, si provveda alla riduzione degli stanziamenti accantonati in misura corrispondente al finanziamento dei maggiori interessi passivi, ovvero al disaccantonamento delle risorse non necessarie per la loro copertura.

In pratica la disposizione definisce un meccanismo che consente di liberare le risorse che non si renderanno necessarie per le finalità di cui al presente decreto.

Il comma 5 stabilisce che, ai fini dell'immediata attuazione delle disposizioni di cui al provvedimento in esame, ove necessario, il MEF può disporre il ricorso ad anticipazioni di tesoreria, da regolarizzare tempestivamente con l'emissione di ordini di pagamento sui pertinenti capitoli di spesa.