Mercoledì 27 Luglio 2011 - 589ª Seduta pubblica (Pomeridiana)

(La seduta ha inizio alle ore 15:39)

Il Ministro della salute Fazio ha reso in Senato un'informativa sulla crisi finanziaria dell'Ospedale San Raffaele di Milano, struttura presso la quale ha egli stesso a lungo operato, tanto da premettere alcune valutazioni a titolo personale sulla figura di Don Luigi Verzé, sulla lungimiranza della sua visione e sulla non comune capacità di realizzare la missione dell'Istituto che resta una struttura straordinaria da difendere e mantenere come grande patrimonio nazionale. Richiamati le caratteristiche di istituto di ricovero e cura a carattere scientifico di natura privata, il valore di eccellenza scientifica e sanitaria della struttura, le dimensioni dei servizi offerti e l'entità dei finanziamenti erogati, il Ministro ha informato di avere richiesto all'Istituto ed alla Regione Lombardia un dettagliato rapporto in ordine alle difficoltà finanziarie ed agli interventi sulla governance dell'Istituto stesso, essendo la stabilità finanziaria una delle condizioni per garantire il corretto svolgimento dell'attività di ricerca, di assistenza e di didattica. Il Ministro ha evidenziato come le origini dell'indebitamento appaiano estranee ai settori della ricerca e dell'assistenza sanitaria ed ha assicurato che il Governo seguirà con la massima attenzione l'evolversi della questione e l'attività dei nuovi amministratori, espressione di realtà sanitarie di eccellenza e di istituzioni finanziarie e imprenditoriali di area cattolica, cui spetta il compito di arrivare ad un quadro chiaro della situazione contabile e la responsabilità di elaborare un efficace piano di ristrutturazione.

Le diverse sensibilità rispetto alla figura del fondatore dell'Istituto, le differenti valutazioni circa la gestione della struttura e le comuni preoccupazioni sugli esiti della vicenda e sulle ripercussioni sui cittadini lombardi, sull'efficacia dei servizi erogati e in generale sul futuro dell'importante polo sanitario sono emerse nei successivi interventi dei sen. Carlino (IdV), Astore (Misto-ParDem), Baio (Terzo Polo:API-FLI), Gustavino (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE-PLI), Rizzi (LNP), Bassoli (PD) e Gramazio (PdL).

L'Assemblea ha quindi ripreso l'esame del ddl n. 2567, in seconda lettura e nel testo proposto dalla Commissione, recante modifiche agli articoli 190, 238-bis, 438, 442 e 495 del codice di procedura penale. Interventi in materia di giudizio abbreviato e di delitti punibili con la pena dell'ergastolo Al provvedimento è connesso il ddl n. 2613.

Dopo un acceso dibattito innescato dalla decisione del Presidente Schifani di armonizzare i tempi della discussione, decisione fortemente contestata dalle opposizioni, il Presidente del Senato è intervenuto in Aula per revocare tale decisione ma anche per ribadire l'impegno della Presidenza ad esaurire nei tempi stabiliti gli argomenti e i provvedimenti inseriti nel calendario dei lavori già approvato all'unanimità dalla Conferenza dei Capigruppo. Tale impostazione non ha trovato il pieno apprezzamento delle opposizioni che lamentano come il calendario sia stato unanimemente deliberato prima che il ddl venisse completamente stravolto in Commissione e reso un nuovo provvedimento ad personam a favore del Presidente del Consiglio.

Le pregiudiziali di costituzionalità, in gran parte illustrate in mattinata ed oggetto nel corso della seduta pomeridiana degli interventi dei sen. Galperti, Chiurazzi e Carofiglio (PD), e la questione sospensiva avanzata dal sen. Lumia (PD) sono state respinte dall'Assemblea. Le opposizioni, anche attraverso le dichiarazioni di voto dei sen. Pardi (IdV), Valditara (Terzo Polo:API-FLI) e Lusi (PD), hanno sottolineato come le previsioni inserite nel testo volte a vietare la riduzione delle liste testimoniali da parte del giudice e a stabilire la non utilizzabilità ai fini della prova del fatto accertato in altro procedimento con sentenza passata in giudicato, chiaramente ritagliate sulle esigenze processuali del Presidente del Consiglio, avranno effetti devastanti sul sistema giudiziario, in particolare perché consentiranno in un numero considerevole di casi, anche in presenza di reati gravi, di perseguire con successo la ricerca della prescrizione, con evidenti effetti di denegata giustizia e di allungamento dei tempi del processo, esattamente all'opposto degli obiettivi ripetutamente annunciati da Governo e maggioranza e in contraddizione rispetto alla direzione indicata all'Italia in più sentenze della Corte di giustizia europea. L'intervento del sen. Mugnai (PdL) ha invece inteso smontare punto per punto le eccezioni di costituzionalità avanzate dalle opposizioni.

Le argomentazioni svolte sono state poi ribadite e più ampiamente argomentate nel corso della discussione generale, cui hanno preso parte i sen. Della Monica, Casson, Maritati, Chiurazzi (PD), Serra (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE-PLI), Bugnano, Li Gotti (IdV) e Perduca (Radicali nel PD), il quale ha aggiunto al dibattito l'opinione secondo cui amnistia e indulto costituirebbero gli interventi più seri ed urgenti per affrontare al meglio la crisi del sistema giudiziario.

Il seguito della discussione è stato rinviato a domani.

(La seduta è terminata alle ore 20:30 )



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