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Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 61 (Nuova Serie), febbraio 2021

A cura della Commissione per la biblioteca e per l'archivio storico

"I canti della trincea della prima guerra mondiale e la riabilitazione dei fucilati". Sala Atti parlamentari, 21 febbraio 2020

Lo scorso 21 febbraio, presso la sala degli Atti parlamentari, si è svolto un convegno, promosso dal Presidente della Commissione per la Biblioteca e per l'Archivio storico del Senato, sen. Gianni Marilotti, dal titolo "I canti della trincea della prima guerra mondiale e la riabilitazione dei fucilati" (dell'incontro è disponibile il video integrale).

Moderato dal sociologo Nicolò Migheli, il dibattito si è svolto a partire dall'analisi del volume curato dal professor Ignazio Macchiarella (e da Emilio Tamburini) Le voci ritrovate. Canti e narrazioni di prigionieri italiani della Grande Guerra negli archivi sonori di Berlino (Udine: Nota, 2018).

Macchiarella ha ricordato la genesi del volume: la circostanza irripetibile che nel 1918 ha permesso a un gruppo di studiosi tedeschi di iniziare una campagna di documentazione linguistico-musicale. I ricercatori della Regia Commissione Fonografica Prussiana poterono contare su un gran numero di prigionieri della Grande guerra, espressione di molte e diverse lingue.

Fra i prigionieri alcuni erano italiani, e i cd contenuti nel volume presentano le 42 voci, provenienti da ben 15 regioni italiane diverse. Tutte le voci sono dialettali e si esprimono in varia modalità: cantano canzoni romanesche, napoletane, canzoni a ballo, storie cantate e perfino un'invettiva contro il generale Cadorna.

Oltre alla sorte dei prigionieri, attraverso l'analisi delle voci, dei canti e delle narrazioni, approfondita anche dall'intervento del professor Luciano Zani, il convegno si è soffermato sulla questione ancora aperta dei soldati fucilati e della loro riabilitazione; tema già affrontato - ha sottolineato il Presidente Marilotti - e risolto da altre assemblee parlamentari europee, che hanno scelto di onorare quei soldati fucilati al pari degli altri caduti in guerra.

Quindi Marilotti ha rievocato lo scenario di guerra di quegli anni, per lo più immaginato nei lunghi scontri bellici che hanno impegnato milioni di soldati nella battaglia di Verdun e della Somme, sull'Isonzo, sul Piave fino a Vittorio Veneto.

Meno conosciute sono invece le storie della prigionia e delle decimazioni sommarie, anche se diverse opere letterarie e alcuni film hanno raccontato il grande massacro del 1914-18, non risparmiando l'angoscia di quei terribili momenti che precedevano le fucilazioni (ad esempio, Orizzonti di gloria diretto da Stanley Kubrick o Uomini contro di Francesco Rosi). Il Presidente Marilotti ha inoltre ricordato come Ernest Hemingway avesse accennato alle fucilazioni in Addio alle armi e come il pittore Renato Guttuso, ispirato da quei drammatici eventi, dipinse un giudizio sommario di carabinieri nei confronti di un ufficiale, in una delle otto illustrazioni proprio del romanzo di Hemingway, che fu pubblicato in Italia nel 1946.

Molti di quei soldati non erano mai usciti dal loro paese, non parlavano italiano, non sapevano né leggere né scrivere. Avevano paura e avevano capito di essere considerati come carne da macello. L'invio in prima linea per compiere assalti o far breccia nelle trincee nemiche spesso diventava una vera e propria condanna a morte. Chi si rifiutava era considerato colpevole di gravi reati contro la disciplina militare.

Era prevista la decimazione nel caso in cui non si fosse riuscito a individuare i colpevoli: si accettava il rischio di colpire degli innocenti sorteggiati casualmente fra gli appartenenti al reparto in cui si erano verificati i fatti. La pretesa funzione di questa decimazione era dunque quella di ricondurre all'obbedienza i soldati, nonché tutti gli altri militari, mediante l'esempio intimidatorio della sorte toccata ai propri compagni.

Un capitolo sicuramente non sufficientemente esplorato dalla ricerca storica italiana: ecco il perché di questo convegno.

Valerio Strinati ha ricostruito il percorso della Proposta di legge, presentata e non approvata nella precedente legislatura, su "Disposizioni concernenti i militari italiani ai quali è stata irrogata la pena capitale durante la prima Guerra mondiale".

Gianni Marilotti ha infine annunciato di voler presentare e sostenere un nuovo disegno di legge, finalizzato a riabilitare la memoria di quei soldati fucilati, superando quelle criticità che non hanno reso possibile l'approvazione nella passata legislatura.

Appaiono maturi i tempi in Italia per un 'atto di conciliazione' non più procrastinabile, seppur postumo, affinché la memoria dei fucilati sia ricordata in occasione delle celebrazioni e delle onoranze dei caduti, e affinché i nomi di quelle vittime possano essere ricordati, durante pubbliche commemorazioni, al pari degli altri caduti.

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