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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 53 (Nuova Serie), ottobre 2019

Biblioteche e Public History: tre percorsi di approfondimento

Abstract

La rubrica "Biblioteche 2.0" propone in questo numero un focus sul ruolo che le biblioteche possono rivestire nella comunicazione della storia, con particolare riferimento al contesto digitale. L'occasione è stata data dalla presenza, alla terza Conferenza annuale dell'AIPH-Associazione italiana di Public History (24-28 giugno 2019), di alcuni panel tematici sul rapporto tra biblioteche e storia del territorio, sulle possibili forme di cooperazione tra biblioteche e archivi per la comunicazione della storia, sulla funzione bibliotecaria di valorizzazione, aggregazione e restituzione al pubblico delle fonti, sia orali che documentali, fino alle risorse digitali.

1. Biblioteche e Public History

2. Biblioteche e storia del territorio

3. Biblioteche e archivi per la comunicazione della storia

4. Biblioteche tra fonti della storia e comunicazione al pubblico

5. Percorsi bibliografici

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1. Biblioteche e Public History

MinervaWeb ha già proposto, nello scorso numero, un articolo di 'spigolature' dalla Conferenza Invito alla Storia, terzo appuntamento annuale dell'AIPH - Associazione Italiana di Public History, che ha avuto luogo dal 24 al 28 giugno 2019 presso l'Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" nelle sedi di S. Maria Capua Vetere e Caserta.

Nel precedente articolo ci siamo soffermati su strumenti e risorse per la comunicazione della storia in ambito digitale, a partire da alcune esemplificazioni delle banche dati e dall'attività di singoli studiosi e istituti di studi storici, e rinviando ad un successivo approfondimento l'analisi di alcuni di questi scenari.

In questo numero vogliamo indagare il ruolo delle biblioteche nel contesto della Public History, un campo disciplinare che si occupa tra l'altro di comunicazione e didattica della storia e di come farla agire nella società. Le biblioteche, istituzioni per la conservazione delle memorie registrate, possono diventare elemento centrale nella valorizzazione e diffusione delle stesse; ed è in quest'ottica che l'AIB - Associazione italiana biblioteche, che dell'AIPH è socio costituente, ha stimolato la raccolta di esperienze esemplari sul territorio nazionale, che sono state aggregate in panel tematici per illustrare le diverse modalità di azione bibliotecaria per la conoscenza storica nella società.

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2. Biblioteche e storia del territorio

Il Panel AIPH32 Memorie di comunità: biblioteche e storia del territorio in una prospettiva di public history, coordinato da Fiammetta Sabba (Università di Bologna, sede di Ravenna) aveva come scopo dichiarato quello di illustrare il ruolo delle biblioteche nella trasmissione, elaborazione, comunicazione della conoscenza storica, con particolare riferimento alla storia locale. Oltre a raccogliere le memorie della comunità con gli strumenti tradizionali di acquisizione documentale, e a custodirle secondo le consuete attività istituzionali di tutela e circolazione, le biblioteche di ente locale diventano sempre più parte attiva nei processi di mediazione informativa quali collettori di fonti storiche, anche grazie a progetti che a vari livelli coinvolgono non solo l'utenza reale ma idealmente l'intera cittadinanza. "Fare storia" con il pubblico e per il pubblico, ma con vaglio critico sulle fonti e cura rigorosa del loro trattamento, è del resto l'obiettivo della Public History.

Il Panel ha presentato progetti e iniziative di biblioteche di ente locale, geograficamente distanti ma accomunate da alcune caratteristiche rilevanti per la public history: il ricorso a forme differenziate di crowdsourcing per la raccolta documentale o informativa; il coinvolgimento della cittadinanza (talvolta anche del mondo della scuola) in attività che ne richiedono la partecipazione diretta (visite al patrimonio, incontri con storici, conferimento di documentazione fotografica ecc.); la produzione - oltre che la collezione - documentale; la stretta relazione tra attività della biblioteca e storia del patrimonio in cui insiste.

Pietro Esposito (Sistema Bibliotecario Milano - Servizio di Storia Locale), nel suo intervento su Milano e la storia urbana ha illustrato le molte iniziative di (ri)scoperta delle vicende e dell'identità di quartieri, borghi e territori con il progetto MilanoAttraverso, voluto dall'Azienda pubblica lombarda di servizi alla persona Golgi-Redaelli, in collaborazione con il Servizio di Storia Locale delle 26 biblioteche milanesi: un presidio culturale e sociale fondato nel giugno 2016 per valorizzare le collezioni sulla città e mettere al corrente i lettori del grande patrimonio librario che illustra e documenta tanto le radici storiche quanto il vivere quotidiano.

Cristina Perini (Biblioteca comunale "Alessandro Capotosti", Santa Marinella - RM) ha descritto le iniziative con cui Santa Marinella si racconta in biblioteca: riordino e valorizzazione di testimonianze, redazione di bibliografie sulla città e/o di autori locali, convegni e mostre sulle mutazioni del contesto urbano, appuntamenti fissi settimanali con esperti di storia locale, servizi di reference dedicato, gruppi di lettura sulla narrativa locale, cicli di incontri su piccoli e grandi episodi o personaggi con interventi di autorevoli studiosi. Lo scopo è sviluppare nella città la conoscenza del proprio tessuto umano, culturale e antropologico, con un approccio che catturi l'attenzione, una narrazione scientifica ma empatica all'ascolto, l'ausilio di immagini e video.

Il contributo che ha chiuso il panel, oltre a rappresentare un esempio di collaborazione tra le associazioni di studi storici (la relatrice Madel Crasta è infatti membro della Società per gli studi di storia delle istituzioni) ha mostrato come la biblioteca di ente locale, anche attraverso gli strumenti che elabora per lo svolgimento della propria attività - strumenti che gradualmente si storicizzano essi stessi - sia efficace punto d'osservazione delle dinamiche sociali del territorio di riferimento e della loro evoluzione nel tempo. Così un'iniziativa ormai datata, come una rilevazione socio-statistica lanciata negli anni Settanta dalla Biblioteca comunale di Faenza per meglio rispondere alle esigenze di formazione della propria comunità, offre oggi un punto d'osservazione d'eccezione su un periodo diventato memoria storica nella consapevolezza dei cambiamenti epocali intervenuti. L'intervento ha preso le mosse dalla pubblicazione - da cui riprende il titolo - Il libro, il popolo, il territorio (a cura di Maria Gioia Tavoni, 2019), cui la relatrice ha collaborato. La pubblicazione è consultabile anche online sul numero del 28 gennaio 2019 della rivista elettronica Insula europea.

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3. Biblioteche e archivi per la comunicazione della storia

Altri interventi hanno esemplificato le potenzialità di interazione e collaborazione tra biblioteche e archivi per la comunicazione della storia, illustrando le aree di convergenza tra le professioni dei beni culturali e le attività di singoli istituti in questa direzione: così ad esempio, nel Panel AIPH17 coordinato da Annantonia Martorano (Università di Firenze), dal titolo Public history e "MAB": le biblioteche in dialogo con archivi e musei tra comunicazione della storia e prospettive del digitale, si sono confrontate le esperienze di Antonio Curcio (Biblioteca Gullo, Cosenza) e Anna Cascone (Biblioteca Lasalliana, Roma).

Il primo caso è quello di una 'biblioteca d'autore' che contribuisce alla costruzione della memoria del territorio attraverso l'indagine integrata su un segmento di storia istituzionale e politica del Novecento italiano: si basa infatti sul fondo archivistico e sul patrimonio librario di Fausto Gullo, Consultore nazionale, padre costituente, deputato attivo fino alla V legislatura, nonché presidente per oltre venti anni dell'Accademia Cosentina e della Biblioteca Civica di Cosenza. Il lavoro di ricerca e divulgazione realizzato in questo contesto (mediante mostre dedicate, incontri tematici, visite guidate, digitalizzazione e un percorso di proto-musealizzazione), ha contribuito alla costruzione sociale e culturale della memoria di comunità di un territorio, coinvolgendo la cittadinanza, i giovani e le istituzioni intorno a un personaggio storico del nostro Novecento.

Dopo questa esperienza, che ha traghettato dalla dimensione locale a quella nazionale, il secondo caso ha aperto spiragli internazionali presentando il progetto di valorizzazione del patrimonio storico-culturale, materiale e immateriale, di una realtà come quella della Congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane, attiva in tutto il mondo, che ha nella sua sede romana un centro propulsivo del dialogo multidisciplinare. Le biblioteche e gli archivi lasalliani di Roma, Lione e Manhattan collaborano infatti alla realizzazione di un repositorio digitale in quattro lingue (Inglese, Francese, Spagnolo e Italiano) grazie al lavoro di archivisti e bibliotecari che possono avvalersi di strumenti per la comunicazione della storia coinvolgendo attivamente le varie comunità di riferimento.

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4. Biblioteche tra fonti della storia e comunicazione al pubblico

Proprio sul coinvolgimento del pubblico si è concentrato il Panel AIPH14 Percorsi tra le fonti della storia: il ruolo delle biblioteche tra oralità e risorse digitali, tra aggregazione e restituzione al pubblico: una selezione di progetti che hanno stabilito rapporti tra biblioteche e città e biblioteche e scuola, promuovendo rielaborazione e riuso delle informazioni e soprattutto diffondendo metodi per la ricerca storica presso un pubblico di non specialisti ma anche, potenzialmente, rivolgendosi agli specialisti di domani. L'idea di fondo, ispirandosi alla "nuova biblioteconomia" di stampo anglosassone che nell'ultimo decennio ha largamente diffuso un concetto di biblioteca come "conversazione" tra saperi, propone per il bibliotecario un ruolo di facilitatore di conoscenza, che non implica divulgazione o banalizzazione, ma anzi impone di individuare modalità anche innovative per trasmettere competenze sull'interpretazione e il corretto utilizzo delle fonti in accezione estesa: sia le fonti che le biblioteche istituzionalmente raccolgono, trattano, custodiscono e trasmettono, sia le fonti esterne alla biblioteca stessa, alle quali proprio la biblioteca è chiamata a orientare il pubblico.

Patrick Urru (Biblioteca provinciale italiana "Claudia Augusta", Bolzano) ha esposto Un progetto di raccolta di testimonianze orali nella Provincia di Bolzano, che ha dato spazio al momento della valorizzazione e restituzione alla comunità di un prezioso patrimonio immateriale: a partire dal 2010 infatti sono state realizzate interviste ai dipendenti delle Acciaierie di Bolzano, a donne immigrate, a reduci di Cefalonia, anche con la produzione di materiali scaricabili dal sito della Biblioteca, dove è presente un Elenco delle fonti orali e una sezione per il download di ebook di memorialistica in formato .epub.

Gabriele Paglia (Fondazione dei Musei Civici di Venezia) ha presentato un progetto curato con Monica Viero (Coordinatrice delle biblioteche dei Musei civici e responsabile della Biblioteca del Museo Correr e degli archivi): "Nani sulle spalle di giganti": un laboratorio didattico per la ricerca bibliografica tra libri e web nelle raccolte storiche della Biblioteca del Museo Correr di Venezia. L'obiettivo di avvicinare un pubblico non specialistico alle forme della ricerca, in maniera chiara e semplice ma con criteri di scientificità, è stato realizzato con un percorso-laboratorio che offre la possibilità di sperimentare una ricerca bibliografica completa e organica su temi di storia locale (la realizzazione della Pala Pesaro di Tiziano conservata alla chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari; la peste di Venezia nel 1576) iniziando dai dati immediatamente reperibili sul web (come le più comuni enciclopedie online) per approdare progressivamente a un lavoro di tipo più tradizionale, proponendo un metodo di indagine di tipo "archeologico" che conduce all'esame di documenti e libri antichi manoscritti e a stampa - fonti primarie della ricerca - e sviluppa capacità interpretative e analitiche della singola fonte, vagliandone le informazioni in maniera critica.

Infine Luigi Catalani (Biblioteca Provinciale di Potenza) ha raccontato la sua esperienza di Percorsi di alternanza scuola-lavoro in biblioteca, tra riuso digitale delle collezioni di storia locale e uso consapevole delle piattaforme collaborative del sapere libero: sotto la guida di docenti e tutor, e dopo un'adeguata formazione iniziale sui meccanismi di riconoscimento della qualità delle informazioni presenti sul web, un gruppo di studenti si è impegnato nella redazione collaborativa di numerose voci enciclopediche dedicate a luoghi e personaggi storici della Basilicata, nella digitalizzazione di opere di autori lucani in pubblico dominio conservate in biblioteca e nella loro pubblicazione prima in Internet Archive e poi nella biblioteca digitale libera Wikisource. Il progetto ha saputo avvicinare alle fonti storiche giovani lettori che sono diventati fruitori attivi e coproduttori di contenuti originali, sviluppando competenze di information literacy, creando circuiti conoscitivi virtuosi tra carta e digitale. Questo e altri simili progetti hanno affermato un'idea della biblioteca come laboratorio di scrittura collaborativa e delle collezioni di storia locale come raccolte di documenti che riacquistano nuova vita nel momento in cui ci si accosta ad esse considerandole come fonti di un processo di costruzione del sapere molto più ampio della comunità che ne è la principale e naturale destinataria.

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5. Percorsi bibliografici

Public History. Percorso bibliografico nelle collezioni del Polo bibliotecario parlamentare. Si suggerisce inoltre la ricerca nelle banche dati consultabili dalle postazioni pubbliche della Biblioteca.

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