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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 61 (Nuova Serie), febbraio 2021

Emeroteca

Note a margine delle edizioni parigine dell’Avanti!

Il 29 giugno Avanti! online ha dedicato due articoli alle recenti integrazioni che la Biblioteca del Senato ha apportato al patrimonio documentale già presente nella banca dati dell'Avanti! e liberamente accessibile dalla rete.

Il direttore del giornale, Mauro Del Bue, nel suo editoriale intitolato Quando gli Avanti erano due…, ricorda i primi passi dell'Avanti, i fogli socialisti Il Punto nero e Lotta di classe che l'avevano preceduto, la tenace volontà dei suoi redattori di tenere in vita il quotidiano durante la dittatura fascista, in Italia prima e in esilio poi. Punto di riferimento dell'antifascismo dei fuoriusciti, Del Bue tratteggia le vicende del giornale che portarono alla convivenza per quasi un decennio (dal 1930 al 1940) di due testate dai nomi leggermente diversi, ma dalle comuni radici: l'Avanti! diretto da Angelica Balabanoff esponente dell'ala massimalista uscita vincente dal congresso di Grenoble del 1930, e Il Nuovo Avanti diretto da Pietro Nenni e sostenitore della riunificazione del partito con i riformisti di Turati e Saragat. Al foglio diretto da Nenni, Del Bue rivendica il perseguimento di una politica che, cercando di conciliare l'internazionalismo socialista con la profonda vocazione europeista, risulterà vincente all'indomani della seconda guerra mondiale.

L'articolo A proposito di noi. Nell'archivio del Senato anche l'Avanti! clandestino, pubblicato nella pagina culturale dello stesso numero del 28 giugno dell'Avanti! online, coglie l'occasione dell'arricchimento della banca dati del Senato per raccontare le vicende dell'esilio parigino del giornale che verrà stampato nella capitale francese fino ai giorni della sua occupazione da parte delle truppe tedesche, per poi trovare in un ciclostile nei Pirenei la possibilità, grazie alla tenacia di Nenni e di sua figlia Giuliana, di poter essere comunque fortunosamente pubblicato. Nell'articolo si narra della sua rinascita nella capitale straniera, la storia della redazione, l'importanza della funzione politica, senza dimenticare quella umana, a sostegno delle famiglie e dei compagni in esilio.

I due articoli qui citati dimostrano che il progetto che la Biblioteca del Senato sta portando avanti con l'obiettivo di rendere sempre più completa la collezione presente nell'archivio digitale dell'Avanti! è un'occasione unica per approfondire la storia del giornale e con essa la storia del nostro Paese, e non solo. Le recenti acquisizioni, descritte nell'ultimo numero di MinervaWeb (n. 57, n.s., giugno 2020), hanno consentito di mettere a disposizione del pubblico i numeri pilota editi a favore della sottoscrizione che ne permise il finanziamento e la pubblicazione ufficiale nel dicembre del 1896; i fogli del quotidiano socialista pubblicati in esilio a Parigi; le edizioni clandestine che videro luce in diverse città italiane durante la Resistenza, le altre edizioni (quella romana e quelle locali) uscite nell'Italia del dopoguerra.

Stiamo lavorando affinché il prossimo passo in termini di arricchimento della collezione possa ricostruire completamente il tempo dell'esilio attraverso il reperimento, da un punto di vista documentale e nel modo più esaustivo possibile, delle diverse edizioni che contraddistinsero la vicende del giornale in terra straniera, affiancando nuovi fascicoli ai numeri già posseduti dell'edizione parigina dell'Avanti!, e del Il Nuovo Avanti, e acquisendo quelli intitolati Avanti!: l'avvenire del lavoratore: organo del Partito socialista italiano (sezione dell'Internazionale operaia socialista), pubblicati a Zurigo a cura della Commissione esecutiva del PSI in esilio.

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