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8 marzo. Casellati: "Sul rispetto delle donne c'è ancora tanto da fare"

"Serve una rivoluzione culturale"

23 Febbraio 2019

«Il valore evocativo dell'8 marzo ci offre una sintesi suggestiva delle enormi difficoltà che la condizione femminile ha incontrato nel suo lungo percorso di affrancazione e affermazione». Lo ha affermato il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, stamattina a Padova nel corso del convegno "Non solo 8 marzo: l'empowerment delle donne e gli obiettivi dell'agenda 2030".

Il Presidente Casellati ha fatto inoltre presente: «Grazie a importanti interventi legislativi, oggi la leadership femminile nelle istituzioni, nelle imprese e più in generale nel mondo del lavoro, si sta affermando come una realtà solida e sempre più diffusa. Non dobbiamo tuttavia dimenticare che per raggiungere tali prestigiosi traguardi, molte donne sono state spesso costrette ad affrontare un avversario sleale, che non si muove nel rispetto delle regole del confronto meritocratico. Un nemico rappresentato da quel pregiudizio, ormai anacronistico eppure ancora troppo diffuso nella collettività, che continua a considerare la donna in una posizione sociale più debole e vulnerabile rispetto all'uomo».
«Per sradicarlo dal tessuto sociale - ha proseguito - diventa necessario adottare nuove strategie, non necessariamente legislative: ai pregiudizi occorre infatti contrapporre la forza rivoluzionaria di una cultura saldamente legata al rispetto del ruolo delle donne e delle loro infinite potenzialità».

Il Presidente del Senato ha quindi dichiarato: «Proprio sulla base di questa consapevolezza, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha espressamente inserito la parità di genere tra gli obiettivi prioritari dell'Agenda 2030: un programma variegato che non riguarda solo le donne ma la lotta contro la fame e ogni forma di povertà, la completa affermazione dei diritti umani, il contrasto al cambiamento climatico e la tutela dell'ambiente, solo per citare alcuni degli obiettivi principali».
«Un programma inclusivo, in cui nessuno dev'essere lasciato indietro; predisposto nella consapevolezza dell'assoluta necessità di promuovere forme rinnovate e rinforzate di partenariato globale, in cui gli sforzi dei singoli possano trovare sostegno in un contesto internazionale responsabile e favorevole» ha concluso.

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