Discorsi

Semplificazione e innovazione: diritti e garanzie nell’Italia del cambiamento

Discorso pronunciato al 53° Congresso Nazionale del Notariato a Roma

08 Novembre 2018 13:29

Signor Presidente del Consiglio, Presidente Lombardo, autorità, notai, signore e signori,

consentitemi innanzitutto di salutare e ringraziare gli organi del Consiglio Nazionale per il cortese invito rivoltomi a partecipare al 53esimo Congresso del Notariato italiano.

Più di mezzo secolo, dunque, è passato dal Primo Congresso nazionale celebrato dalla vostra categoria professionale, in un'Italia che, va da sé, era profondamente diversa da quella nella quale viviamo oggi.

Nel corso di questi lunghi decenni, è indubbio che il Notariato, facendo leva sulla natura duale - privatistica e di pubblica utilità - che gli è propria, abbia saputo distinguersi come un'istituzione in grado di contribuire fattivamente allo sviluppo del Paese.
Così come, in un'accezione più ampia, è giusto sottolineare che il mondo delle professioni, nella sua interezza, ha rappresentato per l'Italia uno dei motori principali dello sviluppo, una straordinaria risorsa economica, professionale e sociale che ha saputo accompagnare la crescita del sistema-Paese, proiettandolo nella modernità.

Oggi tuttavia, mutuando il titolo prescelto per quest'edizione del Congresso, l'Italia - il mondo intero - stanno attraversando una fase di profondo e per certi versi indeterminabile "cambiamento".
In questi tempi nuovi, complessi e freneticamente mutevoli, i cosiddetti "megatrend" ci costringono a fare i conti con metamorfosi sociali ed economiche fulminee, sfide impensabili e paradigmi sconosciuti fino a qualche anno fa.
Parliamo di elementi dirompenti come la rivoluzione digitale, l'invasione della tecnologia in tutti gli aspetti della vita privata e lavorativa, la ridefinizione degli assetti politico-economici globali, la congiuntura economica che nell'Occidente ancora riverbera i suoi effetti, il rovesciamento degli equilibri demografici.
Siamo in quella che il sociologo tedesco Zygmunt Bauman definisce "la società dell'incertezza".
Un panorama strutturalmente instabile e discontinuo, ma allo stesso tempo anche ipercompetitivo per il mondo delle professioni: un nuovo orizzonte nel quale la proattività diventa "il fattore abilitante" per eccellenza.

In questa dimensione "liquida" dove (parafrasando ancora Bauman) "il cambiamento è l'unica cosa permanente e l'incertezza è l'unica certezza", tutti - in politica, nell'economia, nella società, nel mondo accademico - sono costretti a ripensare le varie interazioni con il contesto che ci circonda.
E alle categorie professionali, giocoforza, non può che essere chiesto un apporto diverso rispetto al passato.
Quello cioè di rivedere gli schemi abituali e reagire facendosi interpreti delle mutate esigenze sociali per assecondare - e qui torniamo al filo conduttore di questo Congresso - la "domanda di semplificazione e di innovazione" che viene posta con forza da parte dei cittadini.

Oggi, ad esempio, ponendo la questione su una base più concreta, mentre i numeri delle tradizionali attività notarili disegnano una curva discendente, il notaio 2.0, facendosi mediatore tra i fatti sopravvenuti e il diritto ufficiale, si deve misurare con nuove fattispecie: la sicurezza informatica, la registrazione di nuovi modelli di diritto commerciale come le start-up, il problema sempre più cruciale della sicurezza dei dati.

Per non parlare del fenomeno della dematerializzazione documentale che ha cambiato completamente le metodologie di lavoro negli studi e il rapporto con la Pubblica Amministrazione.
È nel sistema di conservazione, infatti, che la digitalizzazione sta impattando in maniera radicale: e nel settore pubblico, e in quello privato. La produzione di atti informatici aumenta anno dopo anno e la proiezione è esponenziale, se pensiamo ad esempio che da quest'anno è in vigore la riforma che ha previsto l'informatizzazione integrale delle aste giudiziarie e che nel 2019 l'obbligatorietà della fatturazione elettronica per una platea ancora più ampia di soggetti, si ripercuoterà anche sul sistema di custodia dei documenti fiscali.
Ciò vuol dire che dagli studi notarili ci si attende una migrazione sempre più consistente, rapida ed efficace verso la contabilità tenuta con modalità digitali.
Il mercato del lavoro odierno, del resto, richiede a tutti più flessibilità, più intelligenza fluida, più competenze, e in particolar modo quelle digitali.
Anche se, è bene ribadirlo, l'innovazione tecnologica non sempre rappresenta la risposta a tutte le istanze della post-modernità.
La custodia della certezza del diritto, in buona sostanza, non si può demandare, tout-court, ad un algoritmo.

Il mantenimento delle garanzie connesse alla funzione notarile, pur tra le nuove esigenze tecnologiche, è dunque la strada maestra. Ma bisogna percorrerla con spirito di adattamento e con l'impegno di uno sforzo sempre più riformatore e innovatore.
Nella certezza che su tutti gli aspetti sin qui toccati, il Congresso saprà offrire le giuste riflessioni, auguro a tutti i partecipanti buon lavoro e, con l'occasione, rinnovo, nella veste di Presidente del Senato, la mia disponibilità a confrontarmi e collaborare concretamente anche per il futuro sulle tematiche in oggetto.

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