Discorsi

Celebrazioni per il 70° anniversario della firma della Costituzione

Intervento del Presidente del Senato, Pietro Grasso, nel Salone degli Specchi di Palazzo Giustiniani

27 Dicembre 2017 16:49

In questo luogo, esattamente settanta anni fa, il 27 dicembre 1947, il Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, firmò la Costituzione della Repubblica Italiana, sotto lo sguardo vigile del Presidente del Consiglio dei ministri, Alcide De Gasperi, come testimonia la celebre fotografia che ispira la mostra che oggi inauguriamo. Le cronache riportano queste parole pronunciate da De Nicola a De Gasperi appena prima della firma: "L'ho letta attentamente! Possiamo firmare con sicura coscienza".
Nella Costituzione del 1947, intesa come manifesto politico, sono confluite diverse tradizioni culturali e politiche che hanno animato la storia italiana, a lungo represse dal regime fascista. La Costituzione ha sostenuto ed accompagnato, caratterizzandoli, ben settanta anni di storia italiana, anni in cui il nostro Paese si è risollevato dalle macerie del conflitto ed è entrato saldamente nel novero delle democrazie liberali e industriali e dei Paesi più avanzati del mondo.
Grazie alla Costituzione, gli Italiani hanno potuto vedersi riconosciuti diritti ignoti alle generazioni precedenti: diritti civili e politici, ovviamente, ma anche diritti economici e sociali, senza i quali i primi rischierebbero di essere mere enunciazioni prive di effettività. Grazie inoltre alla lungimiranza della sua "apertura" internazionale, l'Italia ha potuto integrarsi compiutamente nella comunità internazionale, e ha potuto partecipare come Stato fondatore alle Comunità europee, oggi Unione europea, l'organizzazione sovranazionale che costituisce l'orizzonte naturale del nostro futuro e la garanzia più solida della pace.
Se ci si sofferma a leggere gli articoli dei principi fondamentali o della Prima parte della Costituzione, quella significativamente dedicata ai "Diritti e doveri dei cittadini", ci si imbatte in disposizioni che ancora oggi sorprendono per la loro rilevanza e lungimiranza, ma anche per la loro concisione, pulizia ed eleganza sotto il profilo linguistico. Vorrei qui citare, solo a titolo di esempio, gli articoli 2 e 3 che riassumono, con parole magistrali e indimenticabili, decenni di riflessione filosofica, sociale e politica e che delineano, in modo perfetto, il progetto politico di fondo della nuova Repubblica.
La prima parte della Costituzione vive e progredisce perché l'equilibrio dei poteri, fissato nella seconda parte, è un principio riconosciuto da tutti. Le modifiche, che pure ci sono state in passato, non hanno mai scalfito la centralità del Parlamento e la sua fondamentale attività nel legiferare e controllare l'operato del Governo. Quando Senato e Camera legiferano danno concretezza ai principi fondamentali, ai diritti, ai doveri, che altrimenti rischierebbero di restare enunciazioni astratte. Tutto si tiene e i presìdi di libertà, democrazia, eguaglianza e solidarietà restano una pietra miliare per il benessere dell'intera comunità nazionale.
A settanta anni di distanza, la Costituzione del 1947, come prima e più elevata fonte del diritto, dimostra tuttora una grande forza e capacità espansiva, che ha consentito al nostro ordinamento di adeguarsi progressivamente ai cambiamenti prodotti dall'evoluzione sociale, in parallelo agli ordinamenti costituzionali contemporanei degli altri Stati europei con cui siamo soliti paragonarci.
Per questo abbiamo fortemente voluto tradurre il testo della Costituzione in diverse lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, cinese e arabo): è la carta d'identità con cui ci presentiamo al mondo, e il patto sociale che chiediamo di rispettare a chiunque decida di vivere in Italia.
Le celebrazioni per il 70° anniversario sono l'occasione per tre giorni di apertura straordinaria di Palazzo Giustiniani, per consentire a chiunque lo desideri di vedere i luoghi dove la nostra Repubblica ha vissuto passaggi fondamentali: un modo per confermare il legame che lega i cittadini alle Istituzioni.
Sono profondamente grato al Ministero dello Sviluppo Economico, alle Poste Italiane e all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per il francobollo e le monete che presentiamo oggi.
Permettetemi infine di ringraziare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per aver concesso, per la prima volta dopo 70 anni dalla sua firma, che l'originale custodita al Quirinale potesse tornare nella nostra Sala della Costituzione a Palazzo Giustiniani eccezionalmente per questa giornata.
Grazie per essere qui, grazie per aver voluto festeggiare in Senato questo giorno così importante. A voi tutti, vista la prossimità della fine dell'anno, l'auspicio che il 2018 sia pieno di soddisfazioni e di felicità.

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