Discorsi

Il modello Friuli e le relazioni con l'Unione Europea

Udine

Il discorso del Presidente del Senato agli amministratori regionali e ai rappresentanti del territorio

04 Novembre 2019

Buon pomeriggio a tutti,
è per me un vero piacere essere con voi oggi. Rinnovo il mio saluto al Presidente Zanin, saluto i consiglieri regionali, gli amministratori locali e tutte le autorità presenti.
Voglio inoltre ringraziare il sindaco Pietro Fontanini per l'accoglienza nella vostra splendida città.
Una città in cui storia, tradizioni, arte e cultura si aprono a una costante tensione innovatrice.
La città che ospita alcune delle opere più preziose e mature di Giambattista Tiepolo, ma anche il polo di ricerca più avanzato del Friuli e una delle più prestigiose università del Nord Est.
Udine, dopo Gorizia, è la seconda tappa di una breve ma intensa visita del Friuli Venezia Giulia che ho fortemente voluto fare in occasione delle commemorazioni del 4 novembre.

Domani sarò a Trieste dove, oltre ad incontrare gli amministratori locali e i rappresentanti delle principali categorie produttive e commerciali, farò visita alla risiera di San Sabba e alla Foiba di Basovizza.
E' un'agenda molto fitta, a cui tuttavia non ho voluto rinunciare per due ragioni: commemorare il nostro passato cercando di interpretare al meglio la forza evocativa delle celebrazioni per l'Unità d'Italia e, allo stesso tempo, volgere lo sguardo al futuro del nostro Paese, delle sue Regioni, dei suoi territori.

Commemorare il passato e visitare i principali luoghi della memoria di questa Regione significa, infatti, tenere vivo il ricordo di tutte le vittime militari e civili dell'odio, delle persecuzioni e dei conflitti che hanno diviso e lacerato il nostro Paese.
Ma questa visita, come ho detto, vuole anche essere un'occasione per guardare al futuro.
E farlo con responsabilità significa favorire ogni opportunità di confronto diretto e costruttivo con chi il territorio lo vive e lo anima nelle sue quotidiane dinamiche politiche, amministrative, economiche e sociali.
Ecco quindi che mi rivolgo a voi non per un saluto di rito, ma per condividere con voi alcune riflessioni su quali possono essere le più efficaci strategie per soddisfare le esigenze di oggi e per cogliere le opportunità che ci riserva il domani.

Il dialogo tra i diversi livelli istituzionali e tra le istituzioni e i cittadini è e sarà sempre, infatti, la via migliore per favorire un positivo clima di collaborazione e di reciproca fiducia.
Un clima indispensabile per favorire le nostre realtà produttive, le nostre economie, la nostra società.
Guardare al Friuli Venezia Giulia, alle sue amministrazioni, alle sue aziende, alle piccole e medie imprese, all'artigianato locale, al turismo significa guardare a un'Italia operosa e produttiva.
Un'Italia che si rimbocca le maniche, che crea lavoro, opportunità di sviluppo e di benessere, a beneficio di questi territori e con effetto trainante per tutto il Paese.
Ce lo dicono i dati economici più recenti, a cominciare dal Report della Banca d'Italia pubblicato a giugno di quest'anno.

Ce lo dicono le statistiche, realizzate tanto dagli istituti privati quanto da quelli pubblici, che continuano a collocare le province di questa Regione tra le prime in Italia per qualità della vita dei cittadini.
Ce lo dice il bilancio dell'Unione Europea sulla capacità del Friuli Venezia Giulia di utilizzare i fondi strutturali ben al di sopra della media nazionale e comunitaria.
Sono dati ragguardevoli; ma non bisogna mai smettere di essere ambiziosi.

Anzi, proprio le complesse e sempre più articolate dinamiche innescate dall'evoluzione dei processi di integrazione e di interconnessione globale ed i conseguenti cambiamenti delle esigenze dei cittadini, devono essere occasione per proseguire con convinzione nella strada delle politiche attive, dell'innovazione tecnologica, dello sviluppo dell'agricoltura, giusto per citare alcuni settori particolarmente rilevanti della vostra economia.
Ecco quindi che per continuare ad essere protagonisti degli eventi occorre investire con convinzione nella formazione umana, culturale e professionale delle nuove generazioni, dalla famiglia, alla scuola all'università.
Occorre stimolare la ricerca scientifica e indirizzarla verso una efficace interazione con le vostre aziende e, più in generale, con tutte le risorse dislocate nel territorio.
Occorre puntare su una maggiore sostenibilità tanto nell'ambito delle politiche del lavoro quanto sul piano ambientale ed economico.
Tutto questo richiede necessariamente che le Istituzioni diano un convinto segnale di sostegno e di attenzione, a cominciare da quelle locali.

Governare il territorio significa amministrarlo con criterio, con giudizio e con responsabilità, ma significa anche dare attuazione alle norme, ai programmi, agli obiettivi di crescita e di sviluppo fissati a livello nazionale e comunitario.
E' un ruolo fondamentale; decisivo.
Un compito ricco di difficoltà ma che consente proprio a voi, come amministratori locali, di qualificarvi tra i più preziosi interlocutori del Governo, del Parlamento e dell'Unione Europea.

Ecco perchè questa mia visita deve essere anche un'occasione per stimolare una riflessione sui rapporti tra l'Unione Europea, le Regioni e gli Enti locali e sul loro peso nell'ambito dei processi decisionali.
Un'opportunità per sottolineare la necessità di un'Europa più sensibile alle profonde differenze tra le economie e le realtà aziendali delle varie Nazioni che partecipano al mercato comune e che possono accedere alle sue risorse.

Un'Europa che dia più spazio e maggiori responsabilità a chi è in prima linea nell'attuazione del diritto dell'Unione; che si apra ad un confronto più attento con le Regioni e gli Enti locali già nella fase di definizione e di programmazione delle sue linee di intervento.
Oggi questo non succede.
Oggi il Friuli - così come ogni altra Regione - è tagliato fuori dai processi decisionali e dalle strategiche fasi di elaborazione delle politiche di coesione.

Ecco perchè guardo con particolare favore ai lavori del Comitato europeo per le Regioni sullo sviluppo di una sussidiarietà attiva, nell'auspicio che si traducano quanto prima in una più funzionale revisione degli ambiti di competenza di tutti i soggetti coinvolti.
Questo è il percorso che dovremmo intraprendere; questi gli spunti su cui riflettere insieme; questi gli obiettivi che dovremmo prefiggerci per un Friuli ancora più forte, un'Italia più ricca, un'Europa più vicina ai cittadini.

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