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Il Presidente: Discorsi

70° Anniversario dell'Indipendenza dello Stato di Israele

Discorso pronunciato in occasione della cerimonia organizzata dall'Ambasciata d'Israele in Italia

04 Giugno 2018

Signor Ambasciatore, autorità presenti, signore e signori,

è con vero piacere che rivolgo a tutti voi il mio personale saluto e quello del Senato della Repubblica italiana.
Le celebrazioni dei 70 anni dell'Indipendenza dello Stato di Israele sono innanzitutto l'occasione per rinnovare i sensi di quella profonda e indissolubile amicizia che ispira i rapporti tra i nostri Stati.
Così come li conosciamo, l'Italia e Israele sono entrambi Paesi giovani, ed entrambi possono festeggiare il traguardo dei 70 anni: i 70 anni dalla approvazione della Costituzione italiana; i 70 anni dall'indipendenza che lo Stato di Israele raggiunse il 14 maggio del 1948.

Si tratta quindi di due feste, due anniversari che possono a buon diritto essere considerati i compleanni della libertà e della democrazia. Principi che non potranno più, per nessuna ragione, essere messi in discussione.
La Repubblica italiana e lo Stato di Israele sono sorti dalle ceneri e dal dolore della 2° Guerra mondiale, a dimostrazione che la vita, la giustizia, la speranza, pur nelle difficoltà più estreme, non possono che trionfare ed affermarsi.
Da lì è partito quello straordinario processo di sviluppo economico e civile che ha consentito ai nostri Paesi di conseguire obiettivi che apparivano lontani e irraggiungibili.
Lo scambio tecnologico, industriale e commerciale può essere a tutti gli effetti considerato come una risorsa strategica per perseguire un progresso sostenibile che sia in grado di garantire stabilità e benessere a tutti i cittadini.
Uno scambio, però, che ha anche, se non soprattutto, una valenza di tipo culturale, improntato ad una vicinanza ideale e geografica, che rappresenta oggettivamente un elemento cardine per la valorizzazione delle rispettive potenzialità.
Il dialogo che ne è derivato è quindi sempre più un prezioso valore aggiunto rispetto a relazioni che dobbiamo continuare a coltivare con l'autenticità che ha segnato da sempre i nostri rapporti.

Da questo punto di vista ho veramente apprezzato la circostanza che quest'anno il Giro d'Italia, una delle manifestazioni italiane più amate e seguite, sia partito proprio da Israele. Le prime tre tappe, oltre ad aver mostrato al mondo le bellezze e le peculiarità tipiche della vostra terra, hanno testimoniato anche quello spirito di festosa partecipazione che ci ha restituito, sopra ogni altra cosa, il senso e il valore della vita, in tutte le sue manifestazioni, anche quelle sportive o folkloristiche.
Inoltre, sempre per restare alle ultime iniziative realizzate a dimostrazione del rapporto di amicizia che ci lega, vorrei ricordare la legge approvata il 30 giugno 2017 sul riconoscimento alla Brigata ebraica con la medaglia d'oro al valor militare.
Come ben sapete la medaglia è ora fisicamente in Israele e, nei prossimi giorni, verrà consegnata ad una rappresentanza dei superstiti della Brigata. Una decisione del legislatore italiano condivisa, giusta, doverosa.

In conclusione, vorrei rivolgere un sincero grazie a quanto, ogni giorno, fa la Comunità ebraica italiana, sia sotto l'aspetto del contributo generale al Paese, sia per quanto riguarda la difesa della memoria e il sostegno attivo a iniziative improntate a favorire la fratellanza e la pacificazione tra i popoli.
Ognuno di noi, senza distinzioni, ha il dovere di contribuire al corso della storia, e a mantenere viva la memoria collettiva.

Esprimendo questo pensiero qui, questa sera, con voi, a Roma, consentitemi inoltre un mio personale ricordo di una personalità unica, rispetto al quale siamo tutti debitori: Elio Toaff. Un punto di riferimento morale, etico e spirituale per tutti noi, senza distinzioni.
Il suo contributo al dialogo ebraico-cristiano è il più alto esempio di come gli uomini possano superare ogni ostacolo, ogni differenza.
E' con questo spirito che a breve, insieme al Presidente Ruth Dureghello, che ringrazio per l'invito e per la sua preziosa attività, visiterò ufficialmente il Tempio Maggiore di Roma e il Museo Ebraico.
Grazie a tutti, e auguri allo stato di Israele per i suoi 70 anni.

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