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Il Presidente: Discorsi

Infrastrutture: sinergia con le istituzioni per obiettivi ambiziosi

Discorso pronunciato all'aeroporto Marco Polo di Venezia in occasione della posa della prima pietra del terminal area extra Schengen

25 Maggio 2018

Gentili autorità,
è con vero piacere che partecipo alla cerimonia di posa della prima pietra per l'ampliamento del terminal passeggeri area extra Schengen.
Con l'opera che inauguriamo oggi prende dunque avvio il secondo lotto relativo agli interventi di ammodernamento e sviluppo dell'aeroporto Marco Polo, a conferma di come la strategia di mettere in campo un piano ambizioso e di lungo periodo si stia rivelando la più giusta.
Non ripeterò i numeri, le statistiche e i risultati che prima di me - a partire dal presidente Marchi - sono stati così sapientemente illustrati. Vorrei però sottolineare alcuni aspetti che ritengo sintomatici di un ambiente che sa lavorare in sinergia con le istituzioni, riesce ad accompagnare lo sviluppo anche attraverso intuizioni vincenti, si pone obiettivi ambiziosi che possono realmente innovare il tessuto produttivo dell'intero indotto.

Non è un caso, infatti, che il gruppo Save sia concretamente diventato, attraverso il Polo aeroportuale del Nord-Est, una realtà di primo piano a livello europeo, anche grazie al coinvolgimento di altri strategici scali del territorio, come Treviso, Verona e Brescia.
Passare dalla concorrenza alla sinergia si sta infatti dimostrando una chiave di volta vincente rispetto ad altre aree geografiche dove non si è registrata la stessa capacità di visione e lo stesso pragmatico approccio allo sviluppo.
Ritengo doveroso, in qualità di Presidente del Senato, evidenziare il ruolo che tutte le Istituzioni devono assumere rispetto allo sviluppo generale e sostenibile dei territori.
Quest'area del Paese, da anni locomotiva produttiva e terra di innovazione e di sperimentazione industriale, ha scontato per troppi anni una mancanza di attenzioni adeguate da parte del pubblico, oggettivamente non all'altezza delle esigenze di un settore privato che ha invece dimostrato, anche in tempo di crisi, di saper "viaggiare" ad altissime velocità, nonostante alcune evidenti e non più accettabili carenze infrastrutturali. Da questo punto di vista apprezzo dunque gli sforzi che si stanno compiendo, anche per la loro programmazione negli anni.

Solo chi riesce a mettere in campo strategie decennali può, come in questo caso, decidere di anticipare alcuni lotti di intervento per non venir meno alle esigenze degli utenti. E può farlo senza intaccare la fruibilità e senza dover improvvisare scelte dell'ultimo momento che, in genere, rischiano di trasformarsi nella classica Cattedrale nel deserto.
Sotto quest'ultimo aspetto l'avvio di tale progetto assume inoltre ulteriori significati, vista la grande attenzione che è stata riservata all'adeguamento degli spazi, al miglioramento dei servizi, finanche alla ricostruzione di suggestioni, ispirate anche alla via della Seta seguita da Marco Polo, al solo fine di migliorare l'offerta e competere sotto il profilo della qualità con i principali competitori internazionali.
Un'attenzione alla qualità e alle crescenti esigenze dei viaggiatori che conferma la naturale vocazione di Venezia e del Nord-Est ad essere la porta d'accesso per tutti quei paesi orientali che vedono nell'Italia e nell'Europa tanto opportunità di svago quanto di business.
Il trasporto aereo ha subito negli ultimi anni diversi e ravvicinati cambiamenti, che ne hanno profondamente trasformato le dinamiche e le priorità.

Dalla crisi internazionale al ritorno di volontà protezionistiche, dal protrarsi di tensioni geo-politiche in alcuni scacchieri del globo alla minaccia generalizzata del terrorismo fondamentalista, non sono mancate criticità tali da mettere in discussione le posizioni conquistate e la fattibilità degli investimenti.
Eppure il nostro Paese, come dimostrate quotidianamente in questo scalo, ha saputo cogliere per tempo il senso delle nuove ed inedite sfide.
Il sensibile aumento del ceto medio all'interno dei paesi emergenti, l'andamento crescente del turismo internazionale, la progressiva riduzione dei costi fissi di trasporto e il boom del commercio elettronico rappresentano oggettivamente quell'ambito di opportunità che non può non vederci protagonisti nella conquista di nuovi spazi di mercato.
In particolare, negli ultimi 15 anni il turismo internazionale ha fatto registrare un incredibile + 75% a livello mondiale. Ancor più incoraggianti le stime - realizzate proprio dal Censis per Assaeroporti - che prevedono per il 2035 il passaggio dagli attuali quasi 4 miliardi di passeggeri a 7,2 miliardi di passeggeri annui.
Un andamento che ha consentito agli aeroporti italiani, nel solo 2015, un aumento del traffico complessivo del 4,6%, ben al di sopra quindi della crescita media del Paese.
Il dato però a mio avviso ancora più rilevante è però quello elaborato da Cassa Depositi e Prestiti: per ogni 10 punti di crescita del trasporto aereo su rotte internazionali, gli Investimenti Diretti dall'Estero aumentano del 4,7%, grazie all'attrazione esercitata sulle imprese e sugli investitori stranieri. E siccome noi oggi stiamo dando il via ad un'opera che va esattamente in questa direzione, questo significa che siete - siamo - sulla buona strada.

Il nostro compito da domani dovrà quindi essere quello di facilitare e accompagnare questi importanti investimenti e, allo stesso tempo, dare vita a sinergiche strategie di area vasta o di ambiti territoriali, in grado di completare quel quadro infrastrutturale diffuso senza il quale non si può pensare di reggere la crescente e sempre più agguerrita competizione internazionale.
La prossima primavera, in occasione del completamento della prima parte di questo lotto dedicato ai passeggeri extra Schengen, ci rivedremo tutti qui e faremo il punto su quanto è stato fatto e sulle sfide infrastrutturali future.
Grazie a tutti

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