«
»

Mercoledì 26 Luglio 2017 - 866ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 09:31)

Con 154 voti favorevoli e 117 contrari, l'Assemblea ha rinnovato al fiducia al Governo approvando il maxiemendamento governativo, comprensivo delle modifiche approvate in Commissione, che sostituisce il ddl n. 2860 di conversione in legge del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno. Il testo passa ora alla Camera.

Nella seduta pomeridiana di ieri i relatori, sen. Simona Vicari (AP) e Tomaselli (PD), hanno illustrato i contenuti del provvedimento (v. comunicato n. 865) ed è iniziata la discussione generale, che si è conclusa questa mattina con gli interventi dei sen. Perrone (GAL), Marinello (AP), Barozzino (SI-SEL), Cioffi (M5S), Mandelli, Gasparri (FI-PdL), Lai, Esposito, Santini (PD), Romano (Aut) e Candiani (LN).

In sede di replica, in risposta all'assenza di concretezza stigmatizzata dalle opposizioni nel corso del dibattito, i relatori hanno evidenziato che il provvedimento, lungi dal costituire la panacea di tutti i mali, definisce un quadro legislativo che mancava, attraverso misure tangibili e lo stanziamento di risorse destinate a interventi specifici, a sostegno del rilancio del Mezzogiorno, che verranno individuati dalla governance unitaria tra Governo nazionale, Regioni ed enti locali. Il ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno De Vincenti hamanifestato apprezzamento per una discussione proficua che, anche grazie all'accoglimento di taluni emendamenti dell'opposizione, ha contribuito a migliorare il testo iniziale. Ha quindi richiamato le linee ispiratrici del provvedimento soffermandosi sugli interventi di sostegno alla nuova imprenditorialità, in particolare giovanile, che, lungi dal costituire un reddito di cittadinanza a tempo determinato, come definiti da FI, consentono ai giovani di prendere in mano il proprio destino. Nella stessa direzione va la norma che consente di mettere a disposizione terreni incolti o abbandonati. Il Ministro ha poi messo in risalto l'attrazione di investimenti, che potrà beneficiare dell'istituzione di ZES concentrate attorno alle aree portuali di particolare rilievo nonché le norme di semplificazione e snellimento delle procedure amministrative.

Il Ministro dei rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha quindi posto la questione di fiducia su un maxiemendamento sostitutivo del testo del decreto-legge, che accoglie gli emendamenti approvati in Commissione ad eccezione di quelli dichiarati improponibili dalla Presidenza.

Accolte le richieste della Commissione bilancio circa le due osservazioni della Ragioneria dello Stato, a conclusione della discussione sulla questione di fiducia, alla quale hanno preso parte i sen. Boccardi (FI-PdL), Loredana De Petris (SI-SEL), Puglia (M5S) e Tosato (LN), nelle dichiarazioni di voto hanno annunciato voto contrario i sen. Quagliariello (FL), Silvana Comaroli (LN), Compagnone (ALA), Mauro (GAL) De Cristofaro (SI-SEL), Barbara Lezzi (M5S) e Azzollini (FI-PdL). Hanno annunciato la fiducia i sen. Uras (Misto), Cecilia Guerra (Art. 1-MDP), Fravezzi (Aut), Gualdani (AP) e Tonini (PD). Pur condividendo gli intenti del provvedimento, FL ha evidenziato come si tratti dell'ennesima delega all'Esecutivo: in merito alle ZES mancano paletti rigidi e requisiti inderogabili rispetto all'applicazione delle agevolazioni. LN ha stigmatizzato l'assenza di misure davvero incisive sui problemi reali del Mezzogiorno quali la mancanza di infrastrutture di collegamento, la malasanità, la scuola. Secondo ALA il testo contiene norme troppo eterogenee che non incidono sui tre assi strategici fondamentali: infrastrutture, sviluppo economico e coesione sociale. GAL ha criticato il Governo per non aver stanziato un solo euro aggiuntivo per il Sud, limitandosi a rimodulare le risorse precedentemente assegnate. SI-SEL ha rilevato che il finanziamento individuale previsto nel programma denominato "Resto al Sud" appare troppo limitato per la creazione di aziende di un qualche rilievo. Secondo M5S il Fondo per lo sviluppo e la coesione è stato svuotato negli anni per ripianare gli equilibri di bilancio a danno del Mezzogiorno: il testo è un insieme di elargizioni senza alcuna programmazione finalizzate a coltivare il bacino elettorale. Ad avviso di FI il provvedimento contiene norme positive per le quali mancano tuttavia finanziamenti cospicui e moderni. Secondo i Gruppi di maggioranza le misure contenute nel provvedimento costituiscono un grande passo avanti verso un vero rilancio del Mezzogiorno grazie alla previsione di interventi strutturali e innovativi. Art. 1-MDP ha tuttavia manifestato una certa delusione: il decreto non affronta l'ammodernamento della pubblica amministrazione e l'investimento nel miglior funzionamento dei servizi pubblici.

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 2879 di conversione del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A, approvato dalla Camera dei deputati.

Nell'illustrare il provvedimento, il relatore, sen. Marino Mauro Maria (PD), ha osservato che il decreto-legge in titolo rappresenta un ulteriore passo verso la completa stabilizzazione del sistema bancario italiano. L'articolo 1 delimita l'ambito di applicazione della disposizione. L'articolo 2 definisce la procedura attraverso cui il Ministro dell'economia e delle finanze, con propri decreti adottati su proposta della Banca d'Italia, provvede a sottoporre le banche a liquidazione coatta amministrativa. L'articolo 3 disciplina la cessione dell'azienda delle banche venete poste in liquidazione e le spese connesse alla procedura selettiva. L'articolo 4 definisce gli interventi finanziari posti a carico dello Stato finalizzati ad assicurare la protezione del risparmio e il rafforzamento patrimoniale del sistema bancario: l'iniezione di liquidità è pari a circa 4,8 miliardi di euro e la concessione di garanzie statali arriva ad un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro. L'articolo 5 regola la cessione alla società S.G.A. S.p.A., da parte dei commissari liquidatori, dei crediti deteriorati e di altri attivi non ceduti o retrocessi. L'articolo 6 disciplina le misure di ristoro a favore degli investitori. L'articolo 7 introduce specifiche norme in materia di trattamento fiscale delle cessioni. L'articolo 8 prevede misure tecniche di attuazione. L'articolo 9 contiene disposizioni finanziarie.

Respinte le pregiudiziali di costituzionalità, illustrate dai sen. Loredana De Petris (SI-SEL), Erika Stefani (LN) e Endrizzi (M5S), è iniziata la discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Martelli, Girotto, Airola, Laura Bottici (M5S), Alessia Petraglia, Bocchino (SI-SEL), Marin, Piccoli (FI-PdL), Monica Casaletto, Paola De Pin (GAL), Tosato (LN), Barani (ALA), Sonego (Art. 1-MDP), Santini, Puppato (PD), Conte (AP) e Molinari (Misto). Il seguito della discussione è stato rinviato a domani mattina.

(La seduta è terminata alle ore 20:05 )

FINE PAGINA

vai a inizio pagina