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Giovedì 15 Giugno 2017 - 840ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 09:32)

Con 144 voti favorevoli, 104 contrari e un astenuto, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo approvando, nel testo licenziato dalla Camera, il ddl. n. 2853 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo.

Nella seduta pomeridiana di ieri si è conclusa la discussione sulla questione di fiducia (v. comunicato n. 839).

Hanno annunciato la fiducia i sen. Fravezzi (Aut), Gualdani (AP) e Tonini (PD). La maggioranza ha evidenziato che la manovra è coerente con le politiche di risanamento dei conti pubblici: si interviene senza aumentare la pressione fiscale e sostenendo gli investimenti e la crescita. Secondo AP la reintroduzione parziale di un contratto per la gestione del lavoro occasionale è, pur tuttavia, una misura assolutamente deludente poiché non copre tutte le esigenze del tessuto produttivo ed imprenditoriale. Per tale ragione, il sen. Sacconi (AP) ha annunciato di non votare la fiducia, in dissenso dal Gruppo.

Hanno negato la fiducia i sen. Quagliariello (FL),Silvana Comaroli (LN), Barani (ALA), Mauro (GAL), Alessia Petraglia (SI-SEL), Giovanna Mangili (M5S) e Mandelli (FI-PdL). Il sen. Migliavacca (Art. 1) ha annunciato la non partecipazione al voto del Gruppo. FL ha ribadito che la manovra risulta un mix di disposizioni senza un filo conduttore: non si prevede alcuna misura di supporto al tessuto imprenditoriale. Secondo LN la rideterminazione dell'ACE si traduce di fatto in un aumento della tassazione a carico delle imprese. L'Esecutivo non ha considerato, poi, l'effetto indiretto che l'aumento delle accise sui tabacchi potrà avere sul consumo di tabacco, quindi, sul gettito previsto. ALA ha evidenziato che ilddl all'esame è l'ennesima prova dell'incapacità politica di offrire un quadro di certezze e con obiettivi chiari: le riforme e gli investimenti hanno lasciato il posto a bonus e prebende. GAL ha lamentato la mancanza di misure concrete di rilancio dell'economia del Mezzogiorno, sfavorito nei commerci con i colossi della produzione industriale e vittima di una concorrenza sleale delle produzioni agricole. SI-SEL ha rilevato come gran parte degli interventi introdotti risultino estranei al tema generale della manovra: in particolare le misure riguardanti gli stadi, i direttori dei musei, il sostegno rafforzato al teatro Eliseo di Roma. Ad avviso di M5S la manovra avrà un impatto recessivo inevitabile. L'Europa ha fallito aumentando diseguaglianze, povertà assoluta e divergenze. Sono poi certamente da stigmatizzare norme quali la riduzione dei fondi al trasporto pubblico locale e, per contro, lo stanziamento di 97 milioni di garanzia pubblica per la Ryder Cup. Secondo FI la manovra, che contiene interventi ancora ipercentralistici, ritorna su molti problemi più volte affrontati. Lo split payment, lungi dal costituire un intervento antievasione, riduce la liquidità a disposizione dei professionisti, in un momento a loro sfavorevole. Per Art. 1 la non partecipazione al voto è una scelta obbligata. L'inserimento dei nuovi voucher rappresenta un vulnus democratico: di fatto è un aggiramento della domanda referendaria sottoscritta da oltre 3 milioni di cittadini e smentisce l'obiettivo dichiarato di combattere il lavoro nero.

Dopo l'approvazione di una proposta di inversione dell'ordine del giorno, avanzata dalla sen. De Petris (SI-SEL), l'Assemblea ha avviato l'esame del ddl. 2092 recante modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e altre disposizioni in materia di cittadinanza, già approvato dalla Camera dei deputati.

Poiché il Presidente della Commissione affari costituzionali, sen. Torrisi (AP), ha riferito che la Commissione non ha concluso l'esame in sede referente, il ddl sarà discusso senza relazione. L'esame è quindi rinviato ad altra seduta.

L'Assemblea ha avviato la discussione per la deliberazione sul parere espresso, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento, dalla Commissione affari costituzionali sul ddl. n. 256 di conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Hanno preso la parola per sostenere l'insussistenza dei presupposti di necessità ed urgenza del decreto-legge i sen. Calderoli (LN), Serenella Fucksia (FL), Loredana De Petris (SI-SEL), Endrizzi (M5S) e Malan (FI-PdL). Il seguito della discussione è rinviato ad altra seduta.

(La seduta è terminata alle ore 14:04 )

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