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Mercoledì 11 Dicembre 2019 - 172ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 09:02)

Con 160 voti favorevoli e 119 contrari l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo approvando definitivamente il ddl n. 1631, conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 ottobre 2019, n. 123, recante disposizioni urgenti per l'accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici.

Il relatore sen. Mirabelli (PD) ha riferito sulle norme principali del decreto. L'articolo 1 proroga di un anno, cioè fino al 31 dicembre 2020, lo stato di emergenza nei territori dell'Italia centrale colpiti dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016. L'articolo 1-bis, introdotto durante l'esame alla Camera, integra la disciplina vigente relativa all'affidamento degli incarichi di progettazione e dei servizi di architettura e ingegneria ed altri servizi tecnici e per l'elaborazione degli atti di pianificazione e programmazione urbanistica prevedendo che, per importi sotto la soglia di rilevanza europea ma superiori a 40.000 euro, l'aggiudicazione avvenga utilizzando il criterio del prezzo più basso. L'articolo 1-ter, introdotto alla Camera, reca norme in materia di assunzioni di personale e prevede inoltre la possibilità per l'Ufficio speciale per la ricostruzione di avvalersi di personale di società in house della Regione. L'articolo 2, modificato alla Camera, reca una serie di modifiche puntuali sia alla disciplina della ricostruzione privata che a quella della ricostruzione pubblica. Tra gli interventi sul patrimonio pubblico disposti dal Commissario straordinario del Governo è data priorità a quelli concernenti la ricostruzione di edifici scolastici e universitari. L'articolo 2-bis novella la materia della ricostruzione privata, prevedendo la possibilità, nel corso dell'esecuzione dei lavori per danni lievi, che siano ammesse varianti fino al 30 per cento del contributo concesso, qualora necessarie. L'articolo 2-ter, prevede, in materia di interventi di immediata esecuzione, la possibilità che il Commissario differisca al 30 giugno 2020 il termine ultimo per la presentazione della documentazione necessaria per l'ottenimento dei contributi per i lavori eseguiti. L'articolo 3 detta disposizioni per la semplificazione e l'accelerazione della ricostruzione privata. Si introduce una procedura semplificata per la concessione del contributo per gli interventi di riparazione, ripristino e ricostruzione di determinati immobili privati e si prevede che gli uffici della ricostruzione definiscano due elenchi separati per abitazioni e attività produttive ed esegua controlli a campione. L'articolo 3-bis prevede l'adozione, da parte delle Regioni, di uno o più programmi straordinari di ricostruzione nei territori dei Comuni maggiormente colpiti dagli eventi sismici avvenuti in Italia centrale. L'articolo 3-ter stabilisce che le domande di concessione di contributi per le quali non sia stato adottato il provvedimento di concessione del contributo alla data di entrata in vigore della presente legge, possano essere regolarizzate. L'articolo 3-quater, introdotto dalla Camera dei deputati, integra un riferimento normativo in ordine alle previste possibili deroghe a disposizioni del Codice dei contratti pubblici in relazione ai soggetti attuatori per gli interventi di riparazione, ripristino con miglioramento sismico, nonché ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali a seguito degli eventi sismici che hanno colpito l'Italia centrale. L'articolo 3-quinquies qualifica la partecipazione alla Conferenza permanente, come "dovere d'ufficio", mentre l'articolo 3-sexies estende la fruizione del cosiddetto Art-bonus anche alle erogazioni liberali per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali di interesse religioso presenti nei territori di Venezia e di Matera. L'articolo 3-septies, estende da tre a sei anni la durata dell'intervento del Fondo di garanzia in favore delle micro, piccole e medie imprese, ivi comprese quelle del settore agroalimentare, che hanno subito danni in conseguenza degli eventi sismici. L'articolo 4, modifica e integra le disposizioni in materia di trattamento e trasporto del materiale derivante dal crollo parziale o totale degli edifici al fine di prevedere l'aggiornamento dei piani regionali per la gestione delle macerie, velocizzare le procedure per la medesima gestione, nonché disciplinare i metodi per verificare la presenza di amianto e altre sostanze pericolose nelle macerie. L'articolo 4-bis, modifica la disciplina della subappaltabilità delle lavorazioni nei contratti tra privati. L'articolo 5, sostituito nel corso dell'esame alla Camera, estende la misura a favore dei giovani imprenditori del Mezzogiorno denominata "Resto al Sud"- in deroga ai limiti di età stabiliti ai fini dell'accesso alla stessa - anche ai territori dei comuni delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. L'articolo 5-bis consente alle regioni di predisporre, con oneri a proprio carico, incentivi finanziari e premi di insediamento a favore di chi trasferisce la propria residenza e dimora abituale nei comuni, con meno di 3.000 abitanti, colpiti dagli eventi sismici in Italia centrale e individuati dalle regioni. Tali benefìci sono attribuibili anche ai soggetti già residenti nei citati comuni. L'articolo 6 estende il contributo di 5 milioni per il 2019 previsto per i comuni con più di 30 mila abitanti per interventi urgenti di manutenzione straordinaria o di messa in sicurezza su strade ed infrastrutture comunali. L'articolo 7 mira ad estendere la destinazione delle risorse del Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate anche alle anticipazioni dovute ai professionisti incaricati delle prestazioni tecniche relative agli interventi di edilizia privata di ricostruzione dei territori. L'articolo 8 prevede un articolato quadro di proroghe di termini di carattere finanziario e contabile (tra cui l'esenzione IMU e la sospensione dei mutui per edifici inagibili). L'articolo 9 prevede che alle imprese agricole possano essere concessi mutui agevolati per investimenti, a un tasso pari a zero, della durata massima di 10 anni. L'articolo 9-bis dispone la ulteriore proroga di un anno, sino al 31 dicembre 2020, della vita tecnica degli impianti di risalita in scadenza nel 2018 e 2019, limitatamente agli skilift siti nelle Regioni Abruzzo e Marche.

Il relatore di minoranza, sen. Pazzagliani (L-SP), ha segnalato che gli interventi finora realizzati rappresentano l'un per cento del totale e il tempo medio per la realizzazione di opere pubbliche è di quattro anni. Ha poi evidenziato problematiche irrisolte e paradossi relativi ai programmi straordinari di ricostruzione e ai responsabili unici dei procedimenti, richiamando l'impossibilità di modificare le sagome degli edifici da ricostruire, la mancata considerazione delle pertinenze, la questione degli edifici danneggiati dal '97, i limiti delle deroghe e delle schede per identificare i comuni più danneggiati. Il relatore di minoranza, sen. Cangini (FI), ha espresso apprezzamento per l'accoglimento di emendamenti relativi alle centrali uniche di committenza, alla proroga dei tributi, al fondo di garanzia per le piccole imprese e alla misura Resto al sud, ha però lamentato la mancata introduzione di una zona speciale e di procedure per controllare lo stato di avanzamento dei lavori. Il decreto mostra l'incapacità del Governo di passare dalla logica del sospetto a quella responsabilità, dalla logica burocratica a quella dell'eccezionalità dell'evento sismico.

Alla discussione generale hanno preso parte i sen. Fiammetta Modena, Berutti, De Siano, Paola Binetti, Urania Papatheu (FI); Fede, Coltorti (M5S); Nastri (FdI); Arrigoni, Briziarelli (L-SP); Nadia Ginetti (IV-PSI); Verducci (PD). Dopo le repliche dei relatori, il Ministro per i rapporti con il Parlamento D'Incà ha posto la questione di fiducia sull'approvazione dell'articolo unico di conversione del testo identico a quello licenziato dalla Camera. Hanno dichiarato voto favorevole i sen. Paola Nugnes (Misto-LeU), Nadia Ginetti (IV), Ferrazzi (PD) e Santillo (M5S). I sen. Maffoni (FdI), Pazzaglini (L-SP) e Pagano (FI) hanno negato la fiducia.

Al termine delle comunicazioni del Presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo del 12 e 13 dicembre, l'Assemblea ha approvato la proposta di risoluzione di maggioranza e ha respinto la proposta di opposizione.

Il Presidente del Consiglio ha affermato che il Governo italiano intende promuovere una maggiore coesione nella protezione del modello sociale europeo e nel perseguimento degli obiettivi (rilancio dell'occupazione giovanile e green new deal) annunciati dalla presidente della Commissione Ursula Von der Leyen. Rispetto alla proposta procedurale franco-tedesca della Conferenza sul futuro dell'Europa, proporrà un metodo più inclusivo e partecipativo. Sul tema dei cambiamenti climatici, l'Italia è ben posizionata nello sforzo per il conseguimento della neutralità climatica entro il 2050. Sul tema del quadro finanziario pluriennale, è contrario ai tagli alle politiche del digitale, dello spazio, della difesa e della sicurezza e giudica inadeguata la proposta della presidenza finlandese: il livello di spesa prevista è lontano da quello auspicato dal Parlamento europeo, nelle fonti di finanziamento andrebbero incluse risorse proprie. Sulla politica agricola comune l'Italia chiede l'abolizione del meccanismo convergenza. In tema di accordi di partenariato è favorevole a regole di condizionalità macroeconomiche, in tema di migrazioni e rispetto dell'ambiente che orientino verso standard comuni; intende dare respiro strategico al partenariato tra UE e Unione africana; sosterrà un nuovo partenariato tra UE e Regno Unito. Il Presidente Conte ritiene inoltre che vadano ricercati rimedi transitori rispetto alle dispute commerciali e occorra ripristinare un'agenda commerciale positiva con gli USA. Sullo stato di attuazione degli accordi di Minsk, ha ribadito che le sanzioni sono un mezzo e non un fine; ha poi manifestato contrarietà a un rinvio sine die della conferenza sulla Libia. La revisione del Meccanismo europeo di stabilità - ha ribadito il premier - non apporta modifiche sostanziali al trattato e non introduce automatismi nella ristrutturazione del debito, lascia alla Commissione la valutazione di sostenibilità. Il Mes è un'assicurazione contro il pericolo di contagio e panico finanziario e l'Italia, che ha un debito sostenibile, non ha nulla da temere. Nella strategia d'insieme sul pacchetto di riforme relative all'unione economica e monetaria, l'Italia si opporrà a interventi restrittivi sui titoli di Stato, promuoverà l'assicurazione comune dei depositi e chiederà una maggiore ponderazione del rischio di attività 2 e 3. In ogni caso il Parlamento sarà pienamente coinvolto in caso di attivazione del Mes.

Alla discussione hanno partecipato i sen. Martelli (Misto), Fenu (M5S), Monti (Misto), Elena Testor (FI), Ferrazzi (PD), Bagnai (L-SP), Lorefice (M5S), Perosino (FI), Loredana De Petris (Misto-LeU), Laura Garavini (IV), Isabella Rauti (FdI), D'Alfonso (PD), Candiani (L-SP), Pichetto Fratin (FI), Laura Bottici (M5S). Il Governo ha accolto la proposta di risoluzione n. 2 dei sen. Perilli (M5S), Marcucci (PD), Faraone (IV) e De Petris (Misto-LeU), mentre ha espresso parere contrario alle proposte n. 3 dei sen. Romeo (L-SP), Bernini (FI) e Ciriani (FdI) e n. 4 del sen. Candiani (L-SP). Hanno dichiarato voto favorevole alla risoluzione di maggioranza i sen. Casini (Aut), Loredana De Petris (Misto-LeU), Nencini (IV), Alfieri (PD) e Licheri (M5S). In dissenso dal Gruppo, sono intervenuti i sen. Grassi, Urraro,Paragone e Lucidi (M5S). Hanno annunciato voto favorevole alla risoluzione d'opposizione i sen. Urso (FdI), Salvini (L-SP), Malan (FI).

Sul tema del Mes la risoluzione di maggioranza impegna il Governo a mantenere la logica di pacchetto e approfondire i punti critici (in particolare, escludere interventi restrittivi sulla detenzione di titoli di stato e le disposizioni che prevedono una contribuzione all'EDIS in base al rischio di portafoglio dei titoli di stato); ad assicurare il pieno coinvolgimento del Parlamento in tutti i passaggi del negoziato, sulla conclusione della riforma, e in una eventuale richiesta di attivazione del Mes.

La risoluzione d'opposizione chiedeva invece al Governo di riferire in modo chiaro e esaustivo alle Camere circa l'effettivo stato di avanzamento del negoziato; a coinvolgere il Parlamento in vista dell'Eurogruppo di gennaio; a non procedere ad adesione prima che siano discusse e risolte le criticità; a condizionare ogni decisione vincolante all'esclusione di riferimenti impliciti o espliciti alla ristrutturazione del debito, a dichiarare la propria contrarietà a ogni riferimento derivante dai parametri del Fiscal Compact.

(La seduta è terminata alle ore 19:47 )

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