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Mercoledì 15 Settembre 2021 - 359ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 09:37)

Con 189 voti favorevoli, 32 contrari e due astensioni, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo approvando in via definitiva il ddl 2382 (c.d. decreto green pass) conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche.

Il sen. Parrini (PD) ha comunicato che la Commissione affari costituzionali ha svolto la discussione e votato ordini del giorno ma non ha esaminato gli emendamenti e non ha conferito mandato al relatore; il testo è stato quindi discusso senza relazione. Il sen. Ciampolillo (Misto) ha avanzato una questione pregiudiziale, argomentando che il decreto-legge è carente sul piano scientifico e non tutela la salute pubblica perché esonera dai tamponi rapidi i vaccinati, che possono essere contagiosi. Respinta la pregiudiziale è iniziata la discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Rampi, Paola Boldrini (PD), Crucioli, Bianca Laura Granato (Misto-l'A.c'è), Paola Binetti, Cangini, Mallegni, Maria Rizzotti (FIBP-UDC), Ripamonti, Maria Cristina Cantù, Romeo (L-SP), Mautone, Pisani, Endrizzi (M5S), Annamaria Parente (IV-PSI), Malan (FdI) e Ruotolo (Misto-LeU). La discussione si è concentrata sulle disposizioni relative al certificato vaccinale: i sen. dell'Alternativa c'è ritengono che il provvedimento comprima diritti costituzionali fondamentali senza tutelare la salute pubblica, discrimini i cittadini e non risponda a principi di proporzionalità, adeguatezza e precauzione: il vaccino non impedisce contagio e trasmissione, è una terapia non supportata da dati clinici sufficienti e di cui sono taciuti gli effetti avversi. La propaganda mediatica assillante e la gestione opaca dei dati impediscono un adeguato approfondimento scientifico. Secondo il Capogruppo della Lega l'obiettivo di una vaccinazione estesa va perseguito con un'informazione basata su evidenze scientifiche, evitando radicalizzazioni che, oltre a favorire resistenze e conflitti, sono ingiustificate alla luce dell'elevato tasso di vaccinazione raggiunto in Italia. La strategia della mitigazione del rischio va perseguita con regole giuste e semplici, rispettando il principio dell'autocertificazione, e investendo anche sui farmaci monoclonali, sulle cure domiciliari tempestive, sulla ricerca di antivirali a basso costo e di facile somministrazione. Hanno espresso un consenso senza riserve alla misura i sen. dei Gruppi M5S, PD, FIBP, IV-PSI, Misto-LeU: il certificato vaccinale è uno strumento necessario per ridurre il tasso di letalità, limitare la trasmissione del virus, contenere i ricoveri ospedalieri, riavviare l'attività scolastica; si tratta di uno strumento di sicurezza e di libertà di movimento a garanzia della tenuta sanitaria, sociale ed economica del Paese. Il sen. Ruotolo (Misto-LeU) si è dichiarato favorevole all'obbligo vaccinale per raggiungere l'obiettivo del 90 per cento di popolazione vaccinata prima dell'inverno. Favorevole alla certificazione vaccinale, il sen. Pisani (M5S) ha però condiviso le preoccupazioni del comitato di bioetica: deve trattarsi di una misura strettamente necessaria e temporanea, non di uno strumento di sorveglianza. Il sen. Malan (FdI) ha posto l'accento sulla necessità del consenso informato e sul dovere di un'informazione chiara e trasparente.

Il Sottosegretario di Stato per la salute Sileri ha precisato che il green pass non costituisce un obbligo indiretto alla vaccinazione. Ha rilevato che la campagna di vaccinazione ha dimostrato la sua efficacia nel contenimento della variante Delta. Ha condiviso l'appello ad abbassare i toni ma ha sottolineato che non esiste un'alternativa al green pass nella gestione di mitigazione del rischio. Ha insistito sulla corretta presentazione dei dati: il vaccino non può generare varianti, è uno strumento di prevenzione che salva la vita e riduce le possibilità di contagio e trasmissione, e non va confuso con le cure, che sono comunque disponibili. L'immunità raggiunta con la vaccinazione è qualitativamente superiore a quella naturale; il green pass e la diagnostica hanno consentito di tenere bassa l'incidenza del virus. Il Ministro dei rapporti con il Parlamento D'Incà ha posto la questione di fiduciasull'approvazione dell'articolo unico di conversione del decreto-legge, nel testo approvato dalla Camera.

Nelle dichiarazioni di voto hanno annunciato la fiducia i sen. Steger (Aut), Pagano (FIBP), Errani (Misto-LeU), che hanno auspicato l'estensione del green pass nei luoghi di lavoro e l'eventuale obbligo di vaccinazione ove non siano raggiunti gli obiettivi previsti, i sen. Grimani (IV-PSI), Marcucci (PD), Domenica Castellone (M5S); il sen. Candiani (L-SP) ha rinnovato la fiducia, ma avrebbe preferito un iter parlamentare normale per la conversione del decreto-legge. Hanno negato la fiducia, la sen. Granato (Misto-l'A.c'è), secondo la quale il green pass è strumento per servire interessi economici e geopolitici, e il sen. Zaffini (FdI), che è invece favorevole al vaccino, ma contrario all'obbligo del certificato e alla sua estensione. In dissenso dal Gruppo, ha votato contro il sen. Paragone (Misto) che ha definito il green pass una misura discriminatoria, ipocrita e meschina.

La Conferenza dei Capigruppo, riunitasi ieri, ha approvato il calendario dei lavori fino al 24 settembre: la prossima settimana, oltre al seguito degli argomenti non conclusi previsti questa settimana, sarà discusso il decreto-legge sulla sicurezza delle attività scolastiche e dei trasporti, in corso d'esame alla Camera; mercoledì 22 il Ministro delle politiche agricole renderà un'informativa; l'Assemblea e le Commissioni non terranno seduta dal 27 al 1 ottobre in relazione alle elezioni amministrative. Il sen. Ciriani (FdI) ha proposto di inserire in calendario il ddl Zan, considerato urgente prima dell'estate, e di fissare un termine per la discussione dei documenti della Giunta relativi ad elezioni contestate. I sen. Anna Rossomando (PD), Errani (Misto-LeU), Alessandra Maiorino (M5S) hanno dichiarato contrarietà alla proposta di calendarizzare il ddl Zan, giudicandola strumentale; anche i sen. Anna Maria Bernini (FIBP), Romeo (L-SP) e Faraone (IV-PSI) si sono dichiarati contrari, rilevando la necessità di approvare in via prioritaria i provvedimenti legati al Piano nazionale di ripresa e di giungere a un testo condiviso. Il sen. Zaffini (FdI) in dichiarazione di voto ha insistito sull'opportunità di fare chiarezza sul ddl Zan anche in prossimità della scadenza elettorale. La proposta di modifica del calendario è stata respinta.

In apertura di seduta il sen. Pesco (M5S) ha lamentato il fatto che la Commissione giustizia non abbia atteso il parere della Commissione bilancio per votare gli emendamenti sul ddl relativo al processo civile. Il sen. Ostellari (L-SP) ha replicato che la Commissione giustizia ha lavorato intensamente in agosto e si è coordinata con la Commissione bilancio.


(La seduta è terminata alle ore 18:33 )

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