Biblioteca-Edizioni antiche e fondi speciali

Il fondo dalmata Cippico-Bacotich

Nel 1951, sotto gli auspici dell'Associazione nazionale dalmata, la Biblioteca giunse all'acquisto delle opere raccolte da Antonio Cippico e Arnolfo Bacotich, uniti, oltre che da vincoli di parentela, dal comune interesse per la storia e la cultura della Dalmazia. Nel 1940 la vedova Bacotich, Maddalena Cippico, aveva ereditato la raccolta, iniziata da Antonio Cippico e notevolmente accresciuta da Arnolfo Bacotich, da cui aveva preso vita una biblioteca di eccezionale valore, intorno alla quale si era costituito a Roma un centro di cultura storica dalmata legato all'Archivio storico della Dalmazia, di cui Arnolfo Bacotich fu fondatore (1926) e direttore fino alla propria morte, e che rappresentò nei quattordici anni della sua esistenza un necessario punto di riferimento per gli studi dalmati. Fu il senatore dalmata Carmine Starace a segnalare nel 1948 al Senato l'opportunità di acquisire la pregiata raccolta, onde evitarne una drammatica dispersione. Tre anni dopo, in segito a lunghe trattative, l'acquisto ebbe luogo e la raccolta entrò a far parte del patrimonio della Biblioteca del Senato.

Le opere, tra le quali si annoverano incunaboli ed edizioni pregevoli e rare, prevalentemente di autori dalmati, riguardano la storia politica, letteraria, religiosa delle terre dalmate, l'archeologia, la storia dell'arte e i costumi locali, e comprendono un significativo patrimonio iconografico, disegni e riproduzioni fotografiche; si tratta dunque di un'integrazione rilevante alle raccolte di opere di storia locale italiana già possedute dalla Biblioteca. Annate di numerosi giornali istriani e dalmati, molti scritti biografici, guide turistiche regionali non di rado illustrate e carte topografiche arricchiscono la raccolta. A fianco delle opere a stampa vanno annoverati manoscritti, tra i quali alcuni codici dei secc. XVII e XVIII sulla storia di Venezia, e alcune carte autografe di patrioti e martiri dell'irredentismo adriatico.

Dopo l'acquisizione da parte del Senato, la raccolta Cippico-Bacotich è stata ulteriormente incrementata costituendo un corpo formalmente unitario tra le opere dei due studiosi dalmati e le nuove acquisizioni (pur senza cancellarne l'dentità originaria). Il Fondo dalmata ha oggi una consistenza pari a 1.556 monografie e 1.704 opuscoli a stampa, dal XV al XX secolo, sostanzialmente in italiano, tedesco e slavo, cui si affiancano i già citati ventitré fascicoli di carte manoscritte dei secoli XVII-XX.

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