Biblioteca-Edizioni antiche e fondi speciali

Raccolta degli statuti

Peculiarità della raccolta

'Statuto di Bologna del 1476' - Anteprima della foto

La Biblioteca del Senato possiede la più importante raccolta, sul piano nazionale e internazionale di statuti italiani dei Comuni e delle corporazioni dal tardo medioevo alla fine del XVIII secolo. La sua importanza è riconosciuta tanto sul piano qualitativo, storico-testuale e bibliologico, che sul piano quantitativo.

L'intitolazione completa del fondo statutario, Raccolta di statuti, consuetudini, leggi, decreti, ordini e privilegi dei Comuni, delle associazioni e degli enti locali italiani dal medioevo alla fine del secolo XVIII, lascia intendere come il termine statuti vada inteso, in relazione a questa raccolta, in senso piuttosto ampio: come un insieme di testi che, sia per la loro propria natura, sia per quella dell'eterogeneità dei soggetti da cui promanano, non appartengono solo a quell'antico ius statuendi che fu regola di determinati rapporti sociali, in sostituzione del diritto comune dell'Impero, della Chiesa e anche dei singoli Stati.

La raccolta non comprende, infatti, solamente statuti stricto sensu (comunali, signorili, urbani, rurali, marittimi, di castellanie, di leghe, di corporazioni, di società, di partiti, di consorterie, di confraternite, di enti, di istituzioni, di accademie ed istituti di cultura, di opere pie, di consorzi economici, di monti di pietà e di credito, di monasteri), ma anche testi giuridici che sono generalmente ritenuti costitutivi del diritto statutario (come consuetudini, brevi, privilegi, franchigie e promissioni) o che hanno comunque una sostanza statutaria (bandi, convenzioni, patti), nonché atti di natura indubbiamente diversa, che hanno tuttavia un'importanza storica locale non trascurabile e sono comunque necessariamente legati alla legislazione statutaria del luogo.

2. Storia della costituzione della raccolta

Pagina con annotazioni

Il primo nucleo del fondo si è costituito in seguito all'acquisto, nel luglio del 1870, della collezione di 644 statuti dell'avvocato trevigiano Francesco Ferro. Da allora la Biblioteca ha iniziato un percorso di accrescimento della propria raccolta statutaria attraverso il ricorso al mercato librario e l'acquisto di collezioni private. Particolarmente preziose per la loro consistenza numerica, oltre che per l'importanza dei singoli pezzi, furono, dopo l'acquisizione della raccolta Ferro, le acquisizioni nel 1892 della raccolta Rossi - 378 testi riguardanti l'intero territorio nazionale - e, nel 1904, di un centinaio di statuti provenienti dalla libreria Hoepli. Nel 1925, 844 statuti di località italiane, che costituivano un fondo speciale presso la Biblioteca della Corte Suprema di Giustizia di Vienna, furono recuperati dal senatore Salata. Nel 1935 il Presidente del Senato Luigi Federzoni recuperò la collezione di 350 statuti di area emiliano-romagnola, fra i più importanti dell'attuale raccolta per antichità e bellezza, appartenuti al defunto senatore Malvezzi. Nel 1936 il Ministero dell'Interno ordinò il deposito perpetuo presso la Biblioteca del Senato di alcuni statuti dei comuni della provincia romana. Quando dunque, nel 1943, si giunse alla pubblicazione, ad opera di Corrado Chelazzi, del primo volume del Catalogo della raccolta di statuti, consuetudini, leggi, decreti, ordini e privilegi dei comuni, delle associazioni e degli enti locali italiani dal Medioevo alla fine del XVIII secolo, il fondo aveva una consistenza di 633 manoscritti, 38 incunaboli e 2.642 edizioni a stampa dei secoli XVI-XX.

Da allora la ricerca sistematica sul mercato antiquario, e la generosità di alcuni doni, hanno permesso di raggiungere l'attuale consistenza di 779 manoscritti dei secoli XIII-XIX, 40 incunaboli e 3.746 edizioni a stampa comprese tra il XVI e il XX secolo (collocati rispettivamente come Statuti Mss., Statuti Inc., Statuti); la raccolta comprende molti originali e le principali edizioni a stampa. Occorre aggiungere a questi i testi statutari pubblicati all'interno di periodici e di collane o in appendice a opere di storia locale, collocati nel fondo generale della Biblioteca ma accessibili attraverso diversi strumenti di corredo e consultazione.

Strumenti di ricerca

Principale chiave di accesso alla raccolta è il catalogo a stampa, cui si è già fatto cenno, composto da otto volumi pubblicati tra il 1943 e il 1999 e relativi alle località A-U. Il nono e ultimo (V-Z) è in lavorazione.

Il Catalogo è attualmente consultabile anche on line, così come i suoi aggiornamenti, che comprendono la descrizione di tutti gli statuti relativi alle località A-E acquisiti dalla Biblioteca successivamente all'uscita dei primi due volumi del Catalogo a stampa, e parte del posseduto delle località F-U per le quali è in corso di completamento il recupero del pregresso. Le due banche dati sono affiancate da un archivio creato attraverso la digitalizzazione del testo integrale di 150 statuti scelti tra i più importanti e significativi della raccolta (Statuti).

I tre data-base sono dunque fruibili autonomamente e attraverso il motore di ricerca collettivo del progetto La storia dei Comuni italiani nella Biblioteca del Senato che permette un recupero integrato dell'informazione relativa alle fonti per la storia del diritto italiano e, come si è detto nella sezione dedicata al fondo antico di storia locale, alla storia locale italiana preunitaria.

A completamento di questo complesso sistema di informazione al pubblico sul tema statutario, vanno ricordati la banca dati Il Comune e la storia e lo sportello informativo storialocale@senato.it (Scrivi alla Biblioteca del Senato per conoscere la storia del tuo paese, della tua città), già citati a proposito del fondo antico di storia locale.

Informazioni aggiuntive

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