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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 50 (Nuova Serie), aprile 2019

Storia della crisi finanziaria 2007-...? Presentazione del volume di Carlo Pinzani. Sala degli Atti parlamentari, 20 dicembre 2017

Lo scorso 20 dicembre, nella Sala degli Atti parlamentari della Biblioteca del Senato "Giovanni Spadolini", ha avuto luogo la presentazione del volume Storia della crisi finanziaria 2007-? (Castelvecchi Editore), di Carlo Pinzani, con la quale lo storico intende analizzare e chiarire gli eventi del quinquennio 2007-2012 inquadrandoli nella lunga fase evolutiva iniziata con la fine del sistema monetario mondiale di Bretton Woods e l'inarrestabile ascesa del neoliberismo e della globalizzazione, allo scopo di individuarne le cause remote, le radici ideologiche e le gravi ripercussioni sociali. All'evento, introdotto dall'onorevole Giuliano Amato, hanno partecipato, oltre all'autore, il senatore Paolo Guerrieri, ordinario della cattedra di Economia internazionale all'Università La Sapienza di Roma, e l'onorevole Giuseppe Vegas, Presidente della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa.

In apertura di convegno, Giuliano Amato ha sottolineato la ponderosità dell'opera di Pinzani, che, pur scritta in un linguaggio accessibile, affronta da un punto di vista squisitamente storico un tema di notevole complessità, corredandolo di una ricchissima mole di documenti e informazioni. L'accento è posto sul ruolo soverchiante della finanza sull'economia reale, con la prima che - nell'interpretazione dell'autore - va considerata la maggiore responsabile della crisi di quest'ultimo decennio, benché, a parere di Amato, se ne possano ravvisare le cause in una serie di decisioni di natura economico-politica, tra cui la concessione dei mutui subprime e l'emissione dei derivati negli Stati Uniti. Se è vero che la mancanza di una stretta regolamentazione ha favorito l'insorgere di una congiuntura sfavorevole, altro elemento scatenante è da ricercarsi nello sbilanciamento fra rendite finanziarie e industriali, queste ultime ormai non più competitive rispetto al passato; il quadro economico, in continua evoluzione anche alla luce delle nuove tecnologie, non consente tuttavia di prevederne gli sviluppi, essendo il sistema capitalistico, come nota Amato, intrinsecamente poco stabile.

Il senatore Guerrieri, nel suo intervento, ha altresì evidenziato la necessità di indagare le cause di fondo della crisi, tra cui l'ingresso della Cina nel mercato economico internazionale e il conseguente indebolimento della potenza statunitense; lo squilibrio creatosi va considerato, accanto alla crescita ipertrofica della finanza, uno dei motivi fondamentali degli avvenimenti in esame. Altri fattori richiamati da Guerrieri sono poi la mancanza di una memoria storica delle crisi del passato e soprattutto l'affermarsi del modello neoliberista e delle sue innovazioni, con lo smisurato aumento dei profitti finanziari, anche se, a suo giudizio, le misure coordinate tra Stati Uniti ed Europa sarebbero in grado di controllare la situazione economica in maniera più efficace di quanto non sia accaduto in precedenza.

L'onorevole Vegas, intervenuto successivamente, ha posto l'accento sulle garanzie offerte dalle policy attuate a livello europeo, come il Financial Stability Board, e sulle implicazioni delle difficoltà accusate dal ceto medio, a partire dalla realtà nordamericana, di cui la concessione dei subprime sono espressione; tutto ciò in un'ottica dilatoria da parte dei decisori politici, che tendono a posticipare il momento di affrontare eventuali bolle finanziarie. A tale riguardo sarebbe necessaria, a suo avviso, una maggiore responsabilizzazione del sistema bancario, malgrado ciò sia spesso in contrasto con le scelte a livello nazionale. Vegas ha inoltre esposto le problematiche che deriveranno dalla imminente riforma fiscale statunitense e dal commercio dei dati personali degli utenti da parte dei colossi della Rete, fattori che potrebbero determinare notevoli, ulteriori criticità.

In conclusione l'autore, riprendendo per inciso il tema dei derivati, ne ha sottolineato l'importanza ai fini dell'aumento della liquidità, a condizione però che siano correttamente associati a rischi concreti, il che tuttavia non accade, soprattutto per le tipologie più pericolose; a consuntivo del proprio lavoro Pinzani ha poi ribadito il suo ruolo di storico che si confronta con i problemi dell'economia, con l'intento di contrastare e porre un limite all'egemonia liberista, criticando le teorie dell'economia comportamentale, in base alle quali le scelte di mercato sarebbero esclusivamente legate all'elemento soggettivo e psicologico. Va dunque nuovamente affermata la necessità di una regolamentazione rigorosa per evitare altre catastrofiche derive; in tal senso, ancora una volta, historia est magistra vitae.

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