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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 53 (Nuova Serie), ottobre 2019

Gli incunaboli della Biblioteca del Senato

statuti Roma

La Biblioteca del Senato possiede una piccola ma significativa collezione di incunaboli formata da 85 edizioni italiane e straniere stampate tra il 1471 e l'anno 1500, per un numero complessivo di 93 volumi.

Con il termine incunaboli (o anche incunabuli) si intendono convenzionalmente i primi prodotti della tipografia, dall'invenzione della stampa a caratteri mobili fino a tutto il secolo XV. Derivato dal latino incunabula (fasce), la cui radice è a sua volta in cunae (culla), il vocabolo fu utilizzato per la prima volta in senso bibliografico nel XVII secolo da Bernard von Mallinkrot nella sua storia dell'arte tipografica (De ortu ac progressu artis typographicae dissertatio historica, Colonia 1639-1640) e da Cornelius Van Beughem, autore del primo catalogo generale delle edizioni del Quattrocento (Incunabula typographiae sive Catalogus, Amsterdam 1688).

Dal contenuto prevalentemente giuridico (statuti, normativa locale, classici del pensiero giuridico medievale), gli incunaboli posseduti dalla Biblioteca del Senato comprendono altresì edizioni di storia, filosofia e persino medicina. Tra gli incunaboli statutari alcuni appartengono al nucleo originario della raccolta, ovvero alla collezione che l'avvocato Francesco Ferro vendette alla Biblioteca nel 1871 (così per esempio gli statuta veneta del 1477 e del 1492, le costituzioni del Friuli del 1484 e gli statuti di Verona, Padova, Bergamo, Parma e Vicenza rispettivamente del 1475 1482, 1491, 1494, 1499), mentre molti altri sono stati recuperati successivamente, attraverso doni e acquisti sul mercato librario antiquario. Tra i doni, un gruppo consistente si deve a Gerolamo Gaslini, imprenditore nel settore agro-alimentare nonché senatore del Regno e poi fondatore dell'Istituto Gaslini (l'ospedale pediatrico di Genova), che destinò la sua raccolta, costituita da 67 manoscritti e 140 incunaboli, allo Stato italiano, riservando il maggior numero alla Biblioteca universitaria di Genova e dividendo i rimanenti tra la Biblioteca del Senato e altre biblioteche italiane. Appartengono alla donazione Gaslini opere giuridiche (di Bartolo da Sassoferrato, Baldo degli Ubaldi, Tartagni, Gambiglioni, Cipolla in varie edizioni veneziane, milanesi e pavesi) ma anche le Historiarum ab inclinatione Romanorum imperii decades di Biondo Flavio e le orazioni di Santa Birgitta.

statuti ArcetoTra gli acquisti più recenti ricordiamo i cinque incunaboli compresi nel Fondo Cortese, tra i quali spicca la lettura di Bartolomeo Socini al de verborum obligationibus, stampata da Bernardino Stagnino di Trino a Venezia nel 1499/1500 e di cui risulta attualmente esistente un solo altro esemplare conservato presso la Biblioteca della Corte suprema di Lipsia. Segnaliamo per rarità anche l'edizione degli Statuta Arceti, Casalgrandi, Dinazani, Salvaterrae, Montisbabuli, pubblicati a Scandiano nel 1499 da Pellegrino de' Pasquali, di cui non si conoscono altri esemplari.

Tutti gli incunaboli posseduti sono schedati nel Catalogo generale della Biblioteca e sono censiti dall'ISTC (Incunabula short-title catalogue), il catalogo mondiale degli incunaboli, realizzato dalla British Library con la collaborazione di tutte le biblioteche che aderiscono al progetto, coordinate per l'Italia dalla Biblioteca Nazionale di Roma, da sempre punto di riferimento nazionale per la catalogazione dei testi a stampa del secolo XV, e già sede della redazione dell'IGI (Indice generale degli incunaboli delle biblioteche d'Italia).

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