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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 53 (Nuova Serie), ottobre 2019

La Biblioteca Vallicelliana

vallicellianaLa Biblioteca Vallicelliana è una delle nove biblioteche pubbliche statali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (in totale 46) presenti a Roma (si vedano a questo proposito gli articoli pubblicati in questa rubrica nei numeri 18 e 19/2008, 26/2009, 28/2010 e 8 n.s./2012 di Minervaweb).

La sua nascita è legata alla figura di Filippo Neri e alla Congregazione dell'Oratorio, istituita nel 1565: in base alla Regola i pasti dovevano essere accompagnati dalla lettura e dalla discussione di un testo religioso.

La Biblioteca è già documentata nel 1581 grazie al lascito testamentario di Achille Stazio (Aquiles Estaço) in favore di Filippo Neri e della Congregazione dell'Oratorio: 1700 volumi a stampa e 300 manoscritti.

Ai primi due fondi si aggiungono donazioni quali l'Archivio e parte della Biblioteca di S. Giovanni in Venere (1585); la biblioteca del cardinale Silvio Antoniano, i libri di Pierre Morin e quelli dell'oratoriano Giovenale Ancina, vescovo di Saluzzo (1604); i manoscritti provenienti da S. Eutizio, e la raccolta del padre Antonio Gallonio, primo biografo di Filippo Neri (1605).

Nel 1607 una parte della raccolta libraria del cardinale Cesare Baronio, primo bibliotecario e fondatore nel 1592 della "Tipografia della Congregazione dell'Oratorio", viene ereditata dalla biblioteca; nel 1662 perviene il fondo di Virgilio Spada, costituito da una collezione di monete, minerali, maioliche e curiosità.

L'espansione dell'Ordine e il bisogno di spazio per la raccolta di libri, in continua crescita grazie ai numerosi lasciti, rese necessario un ampliamento del palazzo, affidato a Francesco Borromini che diresse i lavori dal 1637 al 1652. L'opera, proseguita da Camillo Arcucci, termina nel 1667.

Nel 1669 passa alla Biblioteca il fondo manoscritto dell'intellettuale greco Leone Allacci, custode della Biblioteca Vaticana, costituito da circa 237 manoscritti latini e greci. Successivamente vengono incamerati i lasciti dei padri oratoriani Odorico Rinaldi, Giacomo Laderchi, Giuseppe Bianchini, erede dello studioso Francesco Bianchini.

Nel 1874, in seguito alla soppressione delle Corporazioni religiose, la Vallicelliana fu trasformata in biblioteca di diritto pubblico: nel 1876 la Giunta liquidatrice stabilì di suddividere i documenti della Congregazione fra l'Archivio di Stato di Roma, la stessa Congregazione e la Biblioteca.

Dal 1883 ha sede in alcuni locali della Biblioteca la Società Romana di Storia Patria, istituita nel 1876 allo scopo di pubblicare documenti riguardanti la storia di Roma e della sua provincia.

Nel 1946 i rapporti tra i due Istituti, pur nel permanere di una funzionale interdipendenza, furono diversamente disciplinati: la gestione dei fondi vallicelliani, prima demandata alla Società, tornò alla Biblioteca e ad essa venne anche affidato l'ordinamento bibliografico e la fruizione pubblica delle raccolte della Società.

La Biblioteca possiede circa 130.000 volumi, prevalentemente opere di natura storico-ecclesiastica, erudita, patristica e teologica, ma anche testi di filosofia (presenti numerosi antichi commentatori di Aristotele), di diritto, botanica, astronomia, architettura e medicina. Considerevole il patrimonio manoscritto (circa 3.000 volumi) nel quale si segnalano, tra l'altro, i documenti di ambito medievale e umanistico ed il fondo antico a stampa (circa 40.000 volumi) comprendente opere stampate tra il XVI e il XIX secolo, conservate per la maggior parte nel prestigioso Salone Borromini. Non mancano testi inerenti la cultura e la storia di Roma e del Lazio, presenti soprattutto nei fondi della Società Romana di Storia Patria, consultabili, come accennato sopra, presso la Biblioteca.

La Biblioteca conserva anche una pregevole raccolta di incisioni nonché un importante fondo di fotografie.

Gli studiosi delle raccolte storiche e dei fondi di storia locale della Biblioteca del Senato potranno dunque trovare presso la Biblioteca Vallicelliana un indispensabile ausilio alle loro ricerche.

L'accesso alla biblioteca è consentito a partire dal sedicesimo anno di età; i servizi vanno dalla consultazione al prestito, ai servizi aggiuntivi (fotocopie o fotoriproduzioni), alle visite guidate, secondo quanto stabilito dalla Carta della qualità dei servizi consultabile sul sito.

Parte dei cataloghi è disponibile on-line: all'interno dei progetti Cataloghi storici digitalizzati e Manus online dell'ICCU alcuni dei cataloghi storici dei manoscritti e dei libri a stampa; nell'opac sbn (la biblioteca fa parte del Polo delle Biblioteche pubbliche statali di Roma) il catalogo retrospettivo dal 1991.

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Indirizzi e recapiti:

Biblioteca Vallicelliana

Piazza della Chiesa nuova, 18 - 00186 Roma

Tel. +39 06 68802671

Fax +39 06 6893868

e-mail: b-vall.servizi@beniculturali.it

sito web: http://www.vallicelliana.it/index.php?it/1/home

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