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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 53 (Nuova Serie), ottobre 2019

The Atlas of New Librarianship / R. Davis Lankes

atlasNell'opinione comune le biblioteche sono strutture millenarie caratterizzate da una fortissima stabilità nel tempo di finalità, funzioni e organizzazione interna. Poche istituzioni sono accreditate - al pari delle biblioteche - di una continuità così rassicurante.

Eppure, la realtà è in parte diversa da come appare nell'immaginario collettivo. Se, infatti, da un lato è indubbio che esista un centro di gravità attorno al quale continuano a svilupparsi le biblioteche (fisiche o digitali che siano), al contempo, esse, come tutte le istituzioni sociali, sono immerse in un contesto - quello della conoscenza - in cui cambiano mezzi e modalità di creazione e trasmissione dei contenuti.

È in questa dinamica tra continuità e discontinuità che si articola il volume di R. David Lankes, The Atlas of New Librarianship (Cambridge, MA: MIT, 2011). Lankes è professore e ricercatore sui temi della New Librarianship (nuova biblioteconomia) alla School of Information Studies della Syracuse University, nonché direttore del corso di biblioteconomia della scuola e dell'Information Institute dell'Università.

Come egli stesso afferma nel suo sito, Lankes "è un appassionato sostenitore dei bibliotecari e del loro ruolo essenziale nella società contemporanea", nonché un grande affabulatore capace di tenere viva l'attenzione di qualunque pubblico. A novembre la comunità bibliotecaria italiana avrà modo di poterlo ascoltare nell'ambito del 57. Congresso AIB (Associazione Italiana Biblioteche), che si terrà a Roma dal 17 al 18.

Il suo Atlas of New Librarianship consente di farsi un'idea della personalità di Lankes e della sua capacità di rileggere in maniera originale e creativa, ma non per questo priva di spunti e di suggerimenti pratici, la disciplina biblioteconomica e il ruolo di biblioteche e bibliotecari nell'orizzonte digitale.

Il volume si chiama Atlas perché il suo contenuto principale è di fatto una mappa concettuale che è allegata al volume, in cui, a partire dal presupposto che la missione dei bibliotecari è quella di migliorare la società facilitando la creazione della conoscenza nelle loro comunità di riferimento, si illustrano tutte le implicazioni e sotto-implicazioni che ne discendono.

Tenendo in mano questa mappa, si comprende perfettamente la struttura del volume che si articola in 6 capitoli principali, focalizzati sui 6 concetti fondamentali (quelli che Lankes chiama threads) contenuti nel presupposto succitato: Mission, Knowledge creation, Facilitating, Communities, Improve society e Librarians. L'analisi dei threads occupa l'intera prima metà del volume, mentre nella seconda metà si analizzano tutte le relazioni concettuali secondarie (quelle che Lankes chiama agreements) che sono rimaste fuori dalla presentazione dei threads.

Ciascun capitolo e/o paragrafo è preceduto dalla riproposizione grafica di quella parte della mappa concettuale che ne è oggetto specifico, con le coordinate che ne permettono la precisa individuazione all'interno della mappa complessiva. Banalizzando, potremmo dire che si tratta di una specie di "tuttocittà" applicato alla biblioteconomia e alla professione bibliotecaria. Se invece volessimo volare alto, diremmo che si tratta di una rifondazione ontologica di questa disciplina al cui centro non c'è il libro o la lettura (come tradizionalmente siamo portati a pensare), bensì il ruolo dei bibliotecari come facilitatori del processo di creazione della conoscenza.

Del resto, è in questa idea che si può realmente riconoscere quell'elemento di continuità di cui si diceva all'inizio, la motivazione per cui le biblioteche sono nate millenni fa e continuano ad avere un ruolo per la società contemporanea, anche quando cambiano profondamente i modi e gli strumenti di acquisizione della conoscenza. Per la lettura di alcuni brani in traduzione del volume di Lankes e qualche prima riflessione sui contenuti si suggerisce la lettura di alcuni post che Virginia Gentilini ha dedicato all'argomento sul suo blog "bibliotecari non bibliofili!": http://nonbibliofili.wordpress.com/tag/david-lankes/.

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