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Archivio storico - Fondi

Nenni Pietro

Nato a Faenza nel 1891 da una famiglia povera, rimane orfano di padre giovanissimo. Repubblicano nel 1908, contrario alla guerra di Libia nel 1911, protagonista nel 1914 della "settimana rossa" di Ancona.

Nel 1925 fonda con Rosselli la rivista "Quarto Stato". Emigra poi a Parigi. Durante il ventennio fascista è uno dei massimi dirigenti del socialismo e dell'antifascismo italiano ed internazionale. Durante la guerra di Spagna nel 1936 è commissario politico nelle Brigate Internazionali e combatte al fianco di democratici provenienti da tutto il mondo. Confinato a Ponza dopo la caduta del Duce, riesce ad andare a Roma e, nel periodo della Resistenza assume (con Sandro Pertini, Giuseppe Saragat e Lelio Basso), la guida del PSI riunificatosi sotto il nome di Partito Socialista di Unità Proletaria (PSIUP). Gli anni del frontismo si esauriscono solo dopo l'invasione sovietica dell'Ungheria (1956) quando si riavvicina a Saragat, proponendo ed ottenendo la temporanea riunificazione tra le due diverse anime del socialismo italiano e, dopo aver intrapreso la via dell'autonomismo, giunge a collaborare con la DC di Fanfani e di Moro, con il PSDI di Saragat ed il PRI di Ugo La Malfa ed Oronzo Reale nei governi di centro-sinistra, diventa vice presidente del consiglio e poi ministro degli esteri. Subisce a sinistra la scissione del Psiup (1964) ma promuove nel 1966 la riunificazione con il Psdi di Saragat, destinata però a durare solo tre anni. L'ultimo suo significativo atto politico è l'appoggio dato al fronte divorzista nel referendum del 1974 voluto dalla DC di Fanfani e dal MSI di Almirante. Nenni muore il 1 gennaio del 1980.

Le carte conservate nel Fondo rappresentano una piccolissima parte dell'attività del senatore nei primi anni '70: si tratta essenzialmente di fascicoli di corrispondenza e materiale a stampa. Il fondo ha una consistenza di 2 buste.

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