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Archivio storico - Attività editoriale

ADELE BEI, Discorsi parlamentari

Discorsi parlamentari

Con un saggio di Nadia Ciani. il Mulino 2015

ADELE BEI, Discorsi parlamentari

Il volume riproduce integralmente i discorsi parlamentari pronunciati da Adele Bei all'Assemblea costituente, al Senato e alla Camera dal 1947 al 1962. Proveniente da una famiglia di contadini marchigiani di tradizioni socialiste, aveva cominciato a lavorare a dodici anni come salariata agricola e a diciannove, nel 1923, era espatriata per fuggire le persecuzioni del regime fascista. Durante l'esilio aveva intensificato il proprio impegno politico ed era tornata a più riprese in Italia sotto falsa identità, per cercare di riorganizzare l'attività dei gruppi comunisti clandestini. Arrestata nel 1933, durante una di queste missioni, condannata dal Tribunale speicale a diciotto anni di reclusione, ne aveva scontati sette in carcere e due al confino sull'isola di Ventotene. Liberata dopo la caduta di Mussolini, aveva partecipato alla Resistenza romana, organizzando l'attività delle donne nella lotta di Liberazione. Eletta in quanto simbolo forte della lotta antifascista, portò nelle aule parlamentari le tematiche e la concretezza che avevano caratterizzato la sua straordinaria biografia politica: l'impegno pacifista, la funzione rieducativa delle istituzioni penitenziarie, l'affermazione dei diritti dei lavoratori e dei disoccupati, l'emancipazione femminile, che in quegli anni si identificava soprattutto nel sostegno alla meternità e nel riconoscimento della parità retributiva. Il saggio introduttivo di Nadia Ciani ricostruisce puntualmente il percorso politico di Adele Bei, senza trascurare gli aspetti più significativi della sua vicenda umana.

Adele Bei (1904-1976) fu nominata alla Consulta nazionale su designazione della Cgil e fu eletta all'Assemblea costituente nelle liste del Pci. Nella I Legislatura fu l'unica donna nominata senatrice per la terza disposizione transitoria della Costituzione, in virtù della pena di reclusione superiore ai cinque anni scontata in seguito alla condanna del Tribunale speciale fascista per la difesa dello Stato. Venne quindi eletta deputata nella II e nella III Legislatura e prese parte ai lavori parlamentari sempre come membro del gruppo comunista. Parallelamente all'impegno politico svolse un'intensa attività sindacale, in particolare come responsabile della Commissione femminile della Cgil e segretaria nazionale del Sindacato delle tabacchine.

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