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Comunicati stampa del Senato
  • Giugno 2013

    • Venerdì 21

      Spese ridotte del 75% per la stampa di documenti: 2 milioni di risparmio

      Un taglio della spesa rispetto al 2010 del 75 per cento, pari a 2,1 milioni, attraverso una drastica riduzione delle pagine stampate, grazie al maggiore sfruttamento del supporto informatico e alla produzione "on demand". È il risultato della decisione adottata oggi dal Collegio dei Senatori Questori che hanno aggiudicato l'appalto per lo svolgimento del servizio di "centro riproduzione digitale" per il Senato della Repubblica, a conclusione delle procedure previste dal bando di gara.

      Il processo di dematerializzazione degli atti compie così un ulteriore passo avanti. Già nel corso del 2012 è sensibilmente diminuito il numero di documenti su carta. La rassegna stampa, ad esempio, è disponibile solo online, agli utenti della rete intranet. Il nuovo "centro di riproduzione digitale" - che unificher à gli attuali processi di stampa, comprese le fotocopiatrici a disposizione di uffici e Gruppi - comporterà una riduzione delle pagine stampate all'anno da 80 a 20 milioni, con il conseguente risparmio sulle spese.

      Il supporto cartaceo non sarà abolito, ma fortemente circoscritto alle specifiche esigenze del lavoro parlamentare, che lo vede tutt'ora indispensabile, ad esempio, sui testi normativi in esame e sugli emendamenti. Cambia però radicalmente l'impostazione di fondo: la stampa di atti e documentazione non avverrà più in base a tirature predeterminate, ma in base alle esigenze che emergono di volta in volta, cioè "on demand".

      Le spese per la stampa passano così da 2,8 milioni di euro all'anno a 700 mila.

      Parallelamente, prosegue l'impegno in campo informatico per rendere sempre più rapido e semplice l'accesso e la consultazione online degli atti.

      I tre Senatori Questori, Antonio De Poli, Laura Bottici e Lucio Malan sottolineano che si è riusciti a ridurre drasticamente le spese senza diminuire l'efficienza del servizio per l'attività legislativa, ma anzi rendendolo più adeguato alle esigenze del lavoro svolto in Senato.

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