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Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani

INIZIATIVE

Roberto Berardi
  • La Commissione ha seguito il caso di Roberto Berardi, l'imprenditore di Latina incarcerato in Guinea Equatoriale nel gennaio del 2013, detenuto per due anni e quattro mesi, di cui 18 in isolamento. Berardi, uno dei circa 3.400 italiani detenuti all'estero, è stato scarcerato il 9 luglio 2015.

    Il 18 Gennaio 2013 Roberto Berardi viene arrestato e condotto in isolamento in una putrida cella per 23 giorni. Quindi viene trasferito ai domiciliari per un breve periodo e infine recluso ininterrottamente dal 7 marzo 2013.

    Il processo a suo carico inizia il 21 maggio 2013 e si conclude il 26 luglio dello stesso anno, con una condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Dopo la sentenza, viene trasferito nel carcere della città di Bata, dove è detenuto in condizioni disumane.

    L'Ambasciata italiana, con sede a Yaoundè, - competente anche per il territorio della Guinea Equatoriale, dove manca una rappresentanza diplomatica italiana - è la prima ad intervenire sollecitandone la scarcerazione presso le autorità di Malabo. Si mobilita anche il Console Generale spagnolo a Bata, che riesce ad ottenere contatti diretti con il detenuto italiano.

    Nel dicembre dello stesso anno (2013), per Berardi la situazione precipita; viene applicato nei suoi confronti il regime duro dell'isolamento e le uniche e sporadiche comunicazioni all'esterno avvengono con un telefono cellulare, ottenuto clandestinamente. Viene invocato il rispetto dei diritti umani in favore di Beradi dall'ambasciatore italiano in Camerun e dal Governo italiano.

    Alla vicenda si interessa la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato: il Presidente Manconi costantemente informato di quanto accade in Guinea da Rossella Palumbo, ex moglie di Berardi.

    Il senatore Manconi tenta di intraprendere immediatamente una campagna di sensibilizzazione: presenta diverse interrogazioni parlamentari e invia una lettera aperta al Ministro degli Esteri.

    In seguito alle forti pressioni, la situazione sembra arrivare a una soluzione quando il Presidente della Guinea Equatoriale annuncia l'imminente concessione della grazia a Roberto Berardi e la sua liberazione, in attesa della definizione di alcuni dettagli con il Governo italiano. Il protrarsi dell'attesa della concessione dell'atto di clemenza non scoraggia quanti si stanno battendo per la causa.

    Ancora una volta deve attivarsi la Commissione per i diritti umani del Senato: il presidente Manconi insieme a Rossella Palumbo, incontra l'Ambasciatore della Guinea Equatoriale a Roma (incontro chiesto a più riprese).

    Nell'attesa della grazia, le conseguenze del carcere duro si ripercuotono sullo stato di salute del Berardi che contrae polmonite, enfisema polmonare e malaria, patologie aggravate dalla interruzione di adeguate cure mediche.

    La corsa contro il tempo, le pessime condizioni di salute del detenuto non fiaccano i sostenitori della sua liberazione.

    Il Presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo firma un provvedimento di amnistia generale in favore dei detenuti politici ma ne viene escluso il solo Berardi, che resta da solo in carcere in isolamento.

    Solo la grande forza d'animo e il desiderio di riabbracciare i propri cari consentono a Berardi di scontare l'intera pena, la cui decorrenza prevista per il maggio del 2015 slitta al luglio dello stesso anno, per un errato calcolo da parte dell'autorità giudiziaria equato-guineana che non ha conteggiato l'iniziale periodo di custodia cautelare.

    Il 9 Luglio 2015, Roberto Berardi è finalmente libero.

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